Reggio Calabria: controlli dei Carabinieri, due arresti per droga in altrettante distinte attività

A seguito di controlli nel centro città i carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, nella serata di ieri hanno tratto in arresto in due distinte attività Amato Stellario (nella foto), classe 74, operaio e Raoui Abdelghani (nella foto), classe 82 marocchino, pluripregiudicato. Nella prima operazione i militari della Stazione Rione Modena, hanno eseguito una perquisizione domiciliare presso l’abitazione di Amato Stellario, 36enne, operaio impiegato presso un alimentari. All’interno dell’abitazione i militari hanno rinvenuto sostanza stupefacente del tipo marijuana per grammi 80 nella disponibilità dell’Amato, mentre altri 14 grammi sono stati consegnati dal coinquilino che è stato denunciato in stato di libertà.

In altra circostanza i militari del Nucleo Radiomobile hanno effettuato un controllo in via Crisafi nei pressi del Bar Royal ove stazionavano alcuni cittadini  marocchini che, alla vista della pattuglia, hanno tentato di darsi alla fuga. Prontamente bloccati dai militari, sono stati sottoposti a controllo. Indosso all’Abdelghani è stato trovato un pacchetto di sigarette contenente nove grammi di hashish già suddivisi in dosi pronte per lo spaccio. Il marocchino è stato tratto in arresto con l’accusa di detenzione dai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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Scilla (RC): la Santa Lucia Project va in mostra

altL’amore per il mare è celebrato nella mostra fotografica che si tiene in questi giorni sulle terrazze del lido “Il Gabbiano” di Scilla. Il merito della sua iniziativa è da attribuirsi alla fotografa Loredana Guinicelli. Tutto è cominciato la notte del 20 aprile scorso quando, con un atto vile, è stata data alle fiamme la passerella Santa Lucia, una barca usata per la pesca del pesce spada, di proprietà della famiglia Alfonzetti. L’idea di questa esposizione è nata da lì, con l’intento di contribuire alla ricostruzione della spadara ed attestare la propria solidarietà ai pescatori che vi lavoravano.

Pian piano hanno aderito all’iniziativa numerosi artisti del mondo della fotografia, italiani e non, che hanno messo a disposizione i propri capolavori affinché venissero venduti per finanziare la raccolta fondi necessari a “rivedere la Santa Lucia cavalcare le onde ed i suoi coraggiosi naviganti correre come acrobati sui suoi lunghi ponteggi”. Le fotografie evidenziano lo stile personale degli autori, interpretando e documentando l’indescrivibile spettacolo delle distese marine, rincorrendo emozionanti giochi di luce ed ombre e cogliendo gli scorci più suggestivi dei vari territori. Scatto dopo scatto sarete soggiogati dall’intensità delle immagini che ritraggono non solo il Mare Nostrum, ma anche l’Adriatico, il Pacifico e l’Atlantico perché, per parafrasare Giovanni Verga ne “I Malavoglia”, il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo sanno ascoltare. All’esposizione fotografica si accompagneranno il concerto inaugurale dei “Via del Campo”, tribute band di Fabrizio De Andrè, la proiezione di video storici sulla pesca del pesce spada e numerosi altri spettacoli. Ecco perché non dovete assolutamente perdere questa mostra in programma fino al 20 giugno: “semplicemente” perché parla al cuore. Gli artisti che partecipano all’evento e, tra parentesi, le città e le nazioni di provenienza: Loredana Guinicelli (Reggio Calabria), Bruno Pantone (Matera), Saverio Autellitano (Reggio Calabria), Alessandro Mallamaci (Reggio Calabria), Domenico Lofaro (Reggio Calabria), Fabio Itri (Reggio Calabria), Enzo Penna (Reggio Calabria), Andrea Cannizzaro (Reggio Calabria), Nino Cannizzaro (Bagheria, Palermo), Simona Bonanno (Messina), Luca Lacche (Treviso), Giovanni Cutrupi (Reggio Calabria), Fabrizio Alampi (Reggio Calabria), Riccardo Improta (Roma), Francesca Calarco (Reggio Calabria), Mayda Mason (Lignano Sabbiadoro, Udine), Alessandra Negri (Milano), Fabio Barbieri (Bracciano, Roma), Adolfo Valente (Treviso), Micaela Baggi (Lodi), Alain Etchepare (Nérac, Francia – Ankara, Turchia), Ebru Sidar (Ankara, Turchia), Hassan Jaber (Beirut, Libano), Biserko Farcek (Zagabria, Croazia), Elisa Moro (Fiume Veneto, Padova), Marcello Franceschin (Cuneo), Hengki Koentjoro (Jakarta, Indonesia), Chaerul Umam (Malang, East Java, Indonesia), Gaetano Plasmati (Matera), Rui Palha (Lisbona, Portogallo), Don Vu (Saratoga, California, USA), Fabrice Silly (La Rochelle, Francia), Bruno Mercier (Carteret, Normandia, Francia), Ana Lorencin (Pola, Croazia), Gianmarco Vetrano (Messina), Stefano Steno Costantino (Reggio Calabria), Philippe Mougin (Losanna, Svizzera), Massimiliano Ninni (Milano), Ovidiu Morgos (Cosenza), Antonino Conte (Castellammare di Stabia, Napoli), Yalçin Varnali (Istanbul, Turchia), Jure Kravanja (Slovenia), Silvio Mavilla (Reggio Calabria), Marco Diquattro (Italia), Mara Mitchell (San Paolo, Brasile), Stefane Le Pape (Bretagna, Francia), Filippo Labate (Reggio Calabria), Michele Brancati (Reggio Calabria), Michel Rajkovic (Francia), Vaggelis Fagidakis (USA), Pierre Pellegrini (Svizzera), Karmen Orlic Gržetic (Parenzo, Croazia), Denis Gržetic (Parenzo, Croazia), Teresa Ribuffo (Reggio Calabria), Ninni Donato (Reggio Calabria), Francesco Turano (Reggio Calabria), Mark David Sadlier (West Malvern, Worcestershire, Inghilterra), Uzengia Aleksandar Nedic (Vukovar, Croazia), Emanuele Taglieri (Reggio Calabria), Andhun A Yulianto (Malang, East Java, Indonesia), Valentyn Kolesnyk (Kiev,  Ucraina), Edmondo Mavilla (Reggio Calabria) e Kresimir Zadravec (Zagabria, Croatia). In ultimo segnaliamo l’indirizzo del sito dove potete trovare le immagini della mostra: http://goo.gl/i6T5.

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Reggio Calabria: tentata estorsione a prostitute, i Carabinieri arrestano un italiano ed un rumeno

Nella serata di ieri i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Reggio Calabria hanno tratto in arresto Modaffari Francesco (nella foto), di anni 28, e Rostas Sandi (nella foto), di anni 27, quest’ultimo con precedenti in materia di prostituzione. Alle ore 23,30 di ieri 15 giugno infatti, giungeva alla centrale operativa dei carabinieri la richiesta di intervento da parte di due prostitute che si trovavano in Via Plebiscito, le quali riferivano di essere state minacciate di morte da due soggetti a bordo di una BMW di cui fornivano la targa.

Ai militari intervenuti sul posto le due donne riferivano che i soggetti a bordo della vettura, che già in altre occasioni erano stati notati presso quei luoghi, le avevano avvicinate e avevano richiesto, dietro esplicita minaccia di morte, il pagamento di 10.000 euro entro due giorni. Le denuncianti fornivano una descrizione dettagliata dei due, che, a seguito di immediate ricerche, venivano intercettati dai carabinieri nel centro cittadino a bordo dell’autovettura segnalata. Entrambi sono stati riconosciuti dalle due denuncianti come coloro che le avevano avvicinate e le avevano minacciate di morte. I due giovani sono stati tratti in arresto con l’accusa di tentata estorsione in concorso e sono stati associati alla Casa Circondariale di Reggio Calabria a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Coni e Coesa, l’ultimo “Appuntamento con il futuro”: al Ce.Dir. di Reggio Calabria il 19 ed il 20 giugno i prossimi corsi su creatività ed analisi della crisi economica

Sabato 19 e domenica 20 giugno prossimi, all’auditorium “Gianni Versace” del Cedir di Reggio Calabria, si terranno gli ultimi due corsi del seminario “Appuntamento con il futuro” organizzato dal Centro Organizzazione Eventi Sociali ed Aziendali (Coesa) in collaborazione con la Scuola dello Sport – Coni Calabria  e la TopMind Training. Sabato il tema sarà “Strategie creative per innovare con successo” presentato da Hubert Jaoui, uno dei maggiori esperti di creatività applicata, con l’intervento di Edward de Bono, considerato come la massima autorità mondiale del pensiero creativo e dell'insegnamento delle abilità del pensiero e fondatore del “pensiero laterale”. Domenica, “L’economia del futuro: politiche e prospettive per il Mondo, l’Italia e il Mezzogiorno” dell’esperto mondiale di Economia Internazionale, Dominick Salvatore.

Dunque, tre docenti di fama mondiale, che hanno fatto la fortuna di numerose persone ed aziende di tutto il mondo, con una metodica giocosa e divertente, insegneranno come sviluppare capacità creative, come creare lavoro, come far crescere la propria attività e come far crescere il benessere economico. “Mi auguro – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto) – che i calabresi prendano in grande considerazione seminari di questo genere. Approfondire questi temi vuol dire contribuire ad elevare il grado di professionalità che, soprattutto al Meridione, è fondamentale per lo sviluppo economico e sociale. Spesso capita, soprattutto al Sud, che aziende, imprese e dirigenti, del mondo del lavoro come di quello sportivo, <<assistano>> al manifestarsi degli eventi, oppure, quando gli eventi si sono manifestati si domandano cosa mai sia accaduto. L’insegnamento utile che arriverà da questo seminario è quello di imparare a determinare gli eventi e non a subirli, ad essere, dunque, protagonisti dei propri risultati”. Per incentivare la partecipazione al seminario, il Centro Coesa ha istituito dei premi riservati ai partecipanti e distinti per categoria: 3 premi del valore di 1000 euro per le migliori idee creative, riservati a studenti universitari e laureati; 3 premi di 2000 euro per la realizzazione dei migliori progetti, riservati a ditte individuali, aziende, enti pubblici ed insegnanti. “Se – ha aggiunto Mimmo Praticò – nelle regioni più avanzate del nostro Paese, seminari di questo genere sono all’ordine del giorno, per il Sud Italia sono eventi rari e preziosi. Non perdiamo, quindi, l’occasione che ci viene offerta. Ascoltiamo gli insegnamenti e i consigli di tre illustri professionisti dell’economia mondiale”.

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Coni e Avis, la Calabria fa buon sangue: stamane i presidenti regionali del Coni, Praticò, e dell’Avis, Marcianò, hanno firmato il protocollo d’intesa

Questa mattina, nella sede provinciale dell’Avis di Reggio Calabria, è stato firmato il Protocollo d’intesa per la regione Calabria tra Avis e Coni. I presidenti regionali del Coni, Mimmo Praticò (nella foto), e dell’Avis, Paolo Marcianò, hanno siglato l’accordo che sancisce l’inizio della collaborazione tesa alla promozione della donazione di sangue. Alla presenza del segretario regionale e presidente provinciale dell’Avis, Domenico Nisticò, e della responsabile della nuova struttura Avis di Gallina, Francesca Modafferi Minniti, si è parlato di come è nata questa sintonia e di quali saranno i benefici che porterà. “Lo sport – ha detto il presidente regionale dell’Avis, Paolo Marcianò – e la donazione del sangue sono due modelli di vita che necessariamente devono integrarsi. Coni e Avis camminano su binari paralleli: donatore e sportivo spingono verso un corretto stile di vita. L’incontro tra questi due modelli di vita significa, in Calabria, più civiltà e più amore verso il prossimo.

Lo sport ci educa alle regole, alla solidarietà, stesso lavoro fa l’Avis che educa la gente a stare più vicina alle persone che ne hanno più bisogno. Il donatore di sangue viene coinvolto gratuitamente e volontariamente e anche lo sportivo, in certo senso, dona una parte di sé, dona il fisico, la mente e si sacrifica per la sua squadra e per il pubblico. Donare agli altri un po’ di sé stessi significa aderire ad un progetto di vita diverso da quello che la società attuale ci propone: una realtà consumistica e indifferente”. “Quest’accordo – ha dichiarato il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò – nasce, intanto, da un bellissimo rapporto che ho personalmente con l’Avis ormai da molti anni. Ritengo che lo sport, grazie alla sua visibilità, possa contribuire notevolmente a sensibilizzare la gente di sport verso la donazione. Insieme all’Avis, promuoveremo la donazione di sangue e mi auguro che la sensibilità degli sportivi arrivi a toccare il cuore della gente per far capire l’importanza del donare agli altri senza chiedere nulla in cambio. Con la donazione del sangue si realizzano due aspetti positivi: dare a chi a bisogno e partecipare ad un miglioramento della qualità del rapporto con il proprio corpo. Per i giovani questo è importante. Una buona idea, per sensibilizzare e coinvolgere sempre più gente alle tante iniziative dell’Avis che vengono promosse nelle piazze calabresi, potrebbe essere quella di affiancarvi l’attività sportiva giovanile con la collaborazione delle Federazioni, delle discipline associate e degli enti di promozione sportiva, anche in funzione semplicemente dimostrativa o di intrattenimento. Lo sport cattura l’attenzione, sfruttiamo questa sua potenzialità per trasmettere insegnamenti salutari ed etici. Attraverso quest’intesa fondamentale, Coni-Avis, per lo sviluppo salutistico della Calabria, il mondo dello sport può dimostrare ancora una volta il suo grande spirito di solidarietà ed i suoi campioni non lo saranno solo sui campi di gara, ma anche nella vita”.

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I prossimi 19 e 20 giugno il V° torneo di subbuteo Città di Reggio Calabria

L'ACT Reggio 2004 comunica che il 19-20 Giugno 2010, presso i locali della Perla dello Stretto, si svolgerà il torneo di Subbuteo "5° Città di Reggio Calabria", terza ed ultima tappa italiana del circuito Internazionale dei tornei Satellite, che prevede il sabato la manifestazione a squadre a partire dalle ore 14 e fino alle ore 18, mentre la domenica a partire dalle ore 9:30 e fino alle ore 18 saranno disputate le categorie individuali Open, Veteran, Under 12, Under 15 ed Under 19.

E' prevista la presenza di numerosi atleti provenienti per lo più da Calabria e Sicilia, ma al torneo prenderà parte anche una rappresentativa maltese che oltre a partecipare al torneo a squadre, sfiderà gli atleti italiani anche nella giornata di domenica nel torneo individuale.

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Condofuri (RC): durante la lite un indiano accoltella un connazionale, arrestato da Carabinieri e Polizia

Stamane, verso le ore 02.00, a Condofuri Marina (RC), personale del Commissariato di P.S. di Condofuri unitamente a militari della locale Stazione dell’Arma dei Carabinieri è intervenuto alla via Peripoli, all’interno di un appartamento posto al piano terra di un immobile, ove, per futili motivi, era scoppiata una feroce lite tra due cittadini indiani. Giunti nell’appartamento, gli operatori hanno trovato un cittadino indiano con una importante ferita d’arma da taglio al petto, mentre l’accoltellatore era riuscito ad allontanarsi.

Subito dopo aver soccorso la vittima che, con ambulanza, è stata trasportata agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, ed avviate immediatamente da parte della Polizia di Stato e dell’Arma CC le attività investigative, si  intuiva che, nella stessa via Peripoli, a distanza di alcune centinaia di metri, poteva trovarsi il probabile rifugio dell’accoltellatore: l’appartamento di altro indiano. L’intuito e la conoscenza del territorio degli investigatori hanno consentito, infatti, di trovare, in questa casa, l’accoltellatore, tale Hardeeep Kumar del 1987, irregolare sul territorio nazionale, che alla vista dei poliziotti e carabinieri, ha tentato ancora di fuggire, lanciandosi, da una finestra, sul balcone di un fabbricato adiacente. Qui, però, è stato bloccato dagli operatori ed arrestato per tentato omicidio congiuntamente da Polizia di Stato e Carabinieri. La vittima, ancora ricoverata in prognosi riservata, è fuori pericolo di vita.

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Il presidente della FENAIT, Gianfranco Ribolzi, alla conferenza stampa di presentazione del 32° Congresso mondiale del naturismo: “Con noi settore turistico mai in crisi”

Si è tenuta oggi, al Villaggio camping di Pizzo Greco (Isola Capo Rizzuto – KR), la conferenza stampa di presentazione del 32° Congresso mondiale del naturismo, in programma dall’8 al 12 settembre. Sono intervenuti il presidente della Fenait (Federazione italiana naturisti) Gianfranco Ribolzi (nella foto), uno dei fondatori del camping Mario Samarotto (nella foto alla sinistra di Ribolzi), il vicepresidente della provincia di Crotone Gianluca Bruno, l’assessore alle attività economiche e produttive della provincia di Crotone Alessandro Carbone, l’assessore al turismo del comune di Isola Capo Rizzuto Guglielmo Liò  e il responsabile dell’organizzazione del congresso Pino Greco. In apertura della conferenza è stata data lettura del messaggio pervenuto dal deputato del Pd Elisabetta Zamparutti, firmataria della più recente proposta di legge di regolamentazione della pratica del naturismo in Italia. L’intervento del presidente Ribolzi ha riguardato l’essenza dello spirito naturista, come filosofia di vita, fondata sul rispetto totale per se stessi e per gli altri, a partire dal proprio corpo. I naturisti sono contro le droghe, contro l’abuso di alcol e di fumo, contro la discriminazione sessuale e per il rispetto totale della donna nei rapporti interpersonali e familiari.

«Per essere naturisti – ha detto Ribolzi – bisogna innanzitutto togliersi le mutande dalla testa, e poi tutto il resto. Abbandonare le sovrastrutture, i dictat imposti dalla società e ritrovare una nuova libertà, forse inconsueta, per vivere insieme in armonia». Il presidente non ha tralasciato l’aspetto commerciale della vita naturista, che con le adeguate strutture è in grado di fornire servizi e rispondere alle moderne esigenze della società: «Il naturismo non rifiuta il nuovo, anzi, abbraccia l’anima commerciale, più vicina ai giovani e al modo in cui sono cresciuti, con quei comfort che oggi un camping naturista è in grado di offrire. Ma l’imprenditore medio italiano è figlio di una cultura provinciale e deve avere qualche problema con la sessualità, se non riesce a cogliere l’enorme potenziale di sviluppo dello stile di vita naturista». Non solo tende e roulotte, dunque, ma una vera macchina imprenditoriale. E del fronte business ha parlato Mario Samarotto, imprenditore e fondatore del camping nel 1984: «Per intraprendere un’attività come quella del camping Pizzo Greco bisogna avere la vocazione per l’investimento, come qualunque altro imprenditore, abbinata alla convinzione personale in merito al particolare stile. In genere, succede che un naturista con lo spirito imprenditoriale decida di mettere su una struttura commerciale, per rispondere a delle esigenze che sono anche personali. Per me è stato il contrario: ho fatto prima una scelta d’impresa. Poi sono diventato anch’io naturista». Incentrato sul problema dei collegamenti territoriali e dell’anarchia che vige nelle disposizioni legislative, è stato l’intervento dell’assessore Carbone: «Pizzo Greco è un eccezione in Calabria. Per il resto siamo abituati a nascondere la testa sotto la sabbia, senza prendere posizioni ferme su questioni importanti, come quelle che riguardano lo sviluppo del territorio. Sul naturismo, ad esempio, meglio fare una legge sbagliata, sempre modificabile, piuttosto che soccombere all’incertezza del vuoto legislativo». Il vicepresidente Gianluca Bruno si è espresso in merito ai miglioramenti che andrebbero fatti sul territorio anche a livello comunicativo: «La cattiva comunicazione, o addirittura la totale assenza di informazioni impediscono di far venire fuori le cose positive che in Calabria esistono». In chiusura, l’assessore al turismo Guglielmo Liò ha portato i saluti del sindaco Carolina Girasole, assente per problemi familiari, e ha lanciato un appello alla provincia di Crotone: «Sarebbe un segnale importante emanare una delibera di consiglio congiunta tra il comune di Isola Capo Rizzuto e la provincia di Crotone, che appoggi la proposta di legge presentata in parlamento lo scorso marzo». INTERVENTI. Gianfranco Ribolzi (Presidente Fenait): «La società è cambiata, le cose non stanno come negli anni Sessanta, quando vivere insieme nudi significava sperimentare una nuova libertà, sulla scia del fermento culturale rivoluzionario di quegli anni. Oggi è in atto un rinnovamento culturale nel modo di vedere le cose e anche il naturismo deve sapersi adeguare, mantenendo il proprio spirito di movimento sano, naturale ed educativo. La pratica della nudità in comune promiscua, propugna un modo di vivere in armonia con la natura, il cui fine è il rispetto di stessi, del prossimo e dell’ambiente naturale. Anche il semplice nudista, cioè colui che abbraccia la pura nudità, e non il nudismo etico (naturismo), fa una scelta importante, perché decide di abbattere il tabù della copertura dei genitali, permettendo a se stesso di recuperare la propria identità, la salute psicofisica e la temperanza degli istinti. Soprattutto, sceglie di gettare, oltre ai vestiti, la maschera dell’ipocrisia. Per essere naturisti bisogna innanzitutto togliersi le mutande dalla testa, e poi tutto il resto. Abbandonare le sovrastrutture, i dictat imposti dalla società e ritrovare una nuova libertà, forse inconsueta, per vivere insieme in armonia. Resta inteso che oggi il naturismo deve avvicinarsi all’ottica commerciale, che con le sue strutture organizzate offre l’indiscutibile vantaggio della sicurezza, di tutti quei servizi di cui l’uomo moderno non può fare a meno e che un naturismo altrettanto moderno non può permettersi di demonizzare. Per fare questo c’è bisogno di imprenditori capaci di assumersi la soglia del rischio iniziale, di uscire dalla provincialità della cultura economica italiana e guardare all’Europa, a paesi come la Francia e la Croazia. Ma l’imprenditore medio italiano è figlio di quella cultura provinciale e deve avere qualche problema con la sessualità, se non riesce a cogliere l’enorme potenziale di sviluppo dello stile di vita naturista». Mario Saramotto (fondatore del Villaggio Camping Pizzo Greco): «La storia di Pizzo Greco ha inizio negli anni Ottanta, nel 1984, precisamente, quando il camping naturista di Isola Capo Rizzuto, Il Gabbiano, cambia gestione e i nuovi proprietari decidono di trasformarlo in un campeggio normale,‘tessile’ nel gergo naturista. I vecchi clienti e le associazioni, però, non vogliono rinunciare alla bellezza del posto che da anni ospita le loro vacanze naturiste. Così, insieme a loro, e all’incoscienza dei miei vent’anni abbiamo cercato una soluzione. La trasformazione del terreno che oggi costituisce il villaggio di Pizzo Greco è stato un processo graduale, con un margine di rischio notevole, visto il vuoto legislativo che tutt’ora rimane in materia di naturismo e visto il quasi totale abbandono del settore turistico calabrese. Tuttavia è stata fatta una scelta imprenditoriale, diversa, sicuramente, oggi si può dire lungimirante e all’avanguardia. Poteva esserci un effetto boomerang: un camping naturista, dotato di tutti i comfort e servizi per i clienti, immerso in un territorio che non riesce ad offrire altrettanto sugli altri aspetti delle vacanze organizzate (vedi la difficoltà negli spostamenti, la mancanza di mappe e opuscoli tradotti in più lingue, la scarsità di informazioni sui luoghi di cultura da vistare, e molto altro ancora), rischiava di chiudersi in una nicchia troppo stretta per poter far rientrare l’investimento iniziale. Eppure, nonostante la permanenza delle suddette difficoltà, la realtà di Pizzo Greco è riuscita a imporsi come eccellenza del territorio nazionale, e ad attirare clienti da tutte le parti del mondo. Quello che continua a mancare è il connubio tra il naturismo vissuto in Calabria e la valorizzazione del patrimonio artistico, enogastronomico e culturale di cui disponiamo, con il quale si avrebbero ricadute positive non solo nel settore, ancora d’elite, delle vacanze naturiste, ma in quello generale del turismo calabrese. Vent’anni fa ho fatto una scelta imprenditoriale, che solo in seguito è diventata convinzione personale, tanto da far abbracciare lo stile di vita naturista a me e alla mia famiglia. Bisognerebbe riuscire ad andare oltre il pregiudizio culturale, per riuscire a cogliere la bontà di un affare». Alessandro Carbone (Assessore alle attività economiche e produttive provincia di Crotone): «Pizzo Greco è un eccezione in Calabria. Per il resto siamo abituati a nascondere la testa sotto la sabbia, senza prendere posizioni ferme su questioni importanti, come quelle che riguardano lo sviluppo del territorio. Sul naturismo, ad esempio, meglio fare una legge sbagliata, sempre modificabile, piuttosto che soccombere all’incertezza del vuoto legislativo. Le attività produttive stanno facendo uno sforzo immane per riuscire ad ottenere dei risultati in un territorio in cui gran parte dei ritardi e delle difficoltà deriva dai pessimi collegamenti territoriali con il resto del paese. Abbiamo un aeroporto che cerchiamo in tutti i modi di non far chiudere, investendo concretamente dei soldi. Non avere facile accesso ai trasporti, e quindi a luoghi calabresi, crea enormi difficoltà agli imprenditori e quelli che nonostante tutto non si arrendono, come qui a Pizzo Greco, dimostrano di avere grande coraggio». Gianluca Bruno (vicepresidente provincia di Crotone): «La cattiva comunicazione, o addirittura la totale assenza di informazioni impediscono di far venire fuori le cose positive che in Calabria esistono. Anzi, nella maggior parte dei casi si tratta di vere e proprie eccellenze: i nostri alberghi a quattro stelle lo sono di fatto, noi offriamo dei servizi di qualità che rispecchiano realmente le ‘stelline’ dell’efficienza, al contrario di molti luoghi d’Italia in cui mi è capitato di andare, senza trovare la stessa corrispondenza. Proprio per questo è importante valorizzare il buono che c’è, tramite adeguate operazioni di comunicazione. A tal fine sta nascendo nella Provincia di Crotone, da una costola di Confindustria, un comparto dedicato al marketing e alla comunicazione, che si metterà a disposizione del territorio crotonese per supportare le imprese nella promozione dei propri servizi e di eventi come quello per cui ci troviamo insieme oggi». Guglielmo Liò (Assessore al turismo comune di Isola Capo Rizzuto): «La collaborazione tra tutti i settori di competenza delle amministrazioni calabresi è fondamentale per garantire l’efficienza dei servizi. A partire dalla sanità: un turista deve saper di poter avere a disposizione pronto soccorso e guardia medica per qualunque situazione d’emergenza. Intanto, sarebbe un segnale importante emanare una delibera di consiglio congiunta tra il comune di Isola Capo Rizzuto e la provincia di Crotone, che appoggi la proposta di legge sul naturismo presentata in parlamento lo scorso marzo». Messaggio di Elisabetta Zamparutti (deputata radicale relatrice della nuova proposta di legge): «Apprezzo la scelta dell’Italia come sede del 32° Congresso mondiale del naturismo perché è anche questo un ambito in cui il nostro Paese può decidere di essere un po’ più europeo e un po’ meno provinciale. Ci troviamo ormai troppo spesso a dover recarci all’estero per esercitare forme di libertà, penso ad esempio a quella di cura che ci ha visti come Radicali particolarmente impegnati, ma anche alla pratica del naturismo. Sono molte le ragioni che mi hanno indotta a presentare la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento e la disciplina della pratica del naturismo”: la possibilità di cogliere le opportunità offerte da quel turismo che finora ha disertato il nostro Paese; colmare un vuoto normativo che ci fa essere fanalino di coda in Europa quanto a disciplina della pratica del naturismo e del nudismo ad esso collegato. Ma la ragione che prevale tra tutte è quella di voler favorire forme di riequilibrio con la natura com’è, a mio avviso, la pratica del naturismo. Vi è in questo, come in tutte le forme e manifestazioni nonviolente, qualcosa che spaventa, che si vuole allontanare perché estranee ad un mondo che fa della violenza, dei rapporti di forza, il punto di forza delle nostre società. Penso invece che il naturismo, proprio per la definizione che ne date nel vostro stesso manifesto di convocazione, aiuti forme di convivenza all’insegna  dell’armonia con se stessi innanzitutto oltre che con il mondo che ci circonda. Ed è questa la prospettiva di un futuro davvero civile».

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Reggio Calabria: rapine gli anziani, arrestato il quarto componente della banda

Nella giornata di ieri i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria hanno tratto in arresto Caracciolo Antonio (nella foto), classe 70, pregiudicato, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Reggio Calabria. Il provvedimento del Gip è stato emesso contestualmente alla convalida dei fermi eseguiti dai carabinieri in data 8 giugno; per tutti i fermati peraltro lo stesso giudice per le indagini preliminari ha emesso ordinanza di custodia cautelare (in carcere per Palmisano Domenico e Sorace Vincenzo; ai domiciliari per Lauro Carmela). Il gruppo era stato fermato nel corso di operazione condotta a seguito di numerose rapine ad anziani in abitazione. Negli ultimi mesi si erano registrati in città diversi casi di rapine di questo genere in cui i rapinatori, una donna ed un uomo a volto scoperto, agivano intrufolandosi in casa con un pretesto, malmenando e imbavagliando i poveri anziani per poi sottrarre loro preziosi e contanti presenti in casa.

Gli episodi, almeno otto registrati con modalità analoghe, hanno suscitato notevole allarme sociale, poiché in tutti i casi i soggetti agivano con inaudita ferocia aggredendo con violenza le loro vittime, e sottraendo loro ogni valore presente in casa, con bottini in alcuni casi che superavano anche i centomila euro di valore. Partendo proprio da uno di questi episodi si sono trovati i primi elementi utili a all’identificazione degli autori. In particolare l’attività di indagine si è sviluppata a seguito di una rapina avvenuta recentemente ai danni di due anziani. Nonostante l’età le vittime hanno fornito una lucidissima ricostruzione dei fatti e dato una utile descrizione degli autori. Un particolare prezioso è stato altresì fornito da un passante che ha segnalato la presenza negli orari e presso il palazzo ove si è svolta la rapina, di un’autovettura che è transitata più volte attirando la sua attenzione, mezzo di cui veniva fornita la targa parziale. La stessa autovettura era stata ripresa dai filmati delle vicine telecamere di videosorveglianza presenti in zona. Sviluppando l’intestatario dell’autovettura ed il suo circuito relazionale, è stato ristretto il campo dei soggetti di possibile interesse.  Nella notte tra lunedì e martedì sono pertanto scattate diverse perquisizioni domiciliari presso le abitazioni riconducibili ai soggetti individuati, alcuni dei quali risultavano già gravati da precedenti per rapina. In uno di questi controlli viene fatto il ritrovamento che fornisce una svolta decisiva all’indagine: in località Archi, nello scantinato chiuso a chiave e nella disponibilità del Palmisano, (lo stesso convive con la Lauro Carmela e con il Sorace, loro ospite) sono stati rinvenuti numerosissimi monili in oro, argento e bigiotteria, decine di orologi, tre pistole a salve prive di tappo rosso e con l’occlusione della canna perforata (al fine di renderla più simile ad arma vera), passamontagna e arnesi da scasso (nelle foto). Il Caracciolo, in particolare è stato individuato come colui che aveva messo a disposizione la propria autovettura fornendo l’appoggio logistico per il colpo e rimanendo come palo nei luoghi della rapina. Sin dalla notte dell’operazione il Caracciolo, nonostante sottoposto per altro procedimento penale alla misura dell’affidamento in prova, violando i relativi obblighi, si era reso irreperibile alle ricerche dei carabinieri. Ricerche che sono continuate nei giorni scorsi. Emessa la misura cautelare da parte del GIP, sono state effettuate numerose perquisizioni presso l’abitazione del Caracciolo e luoghi da lui frequentati, ricerche che non davano esito positivo fino al pomeriggio di ieri, allorquando i militari, durante un servizio di osservazione nel quartiere Vito, notavano un soggetto che si muoveva con fare circospetto evitando le strade trafficate e spostandosi a piedi all’interno di un parco. Riconosciuto il Caracciolo, è scattata immediatamente l’operazione: circondato dai militari il catturando non ha potuto accennare alcuna reazione. Sono quindi sottoposti a misura cautelare i quattro componenti della banda, mentre continuano serrate le indagini che permettono di ricostruire i colpi portati a segno, grazie anche alla diffusa collaborazione fornita dalle vittime di questi scellerati episodi. A tutte le vittime l’Arma offre la propria vicinanza e il proprio sostegno, indispensabili a sostenere e superare il trauma derivante dall’aggressione subita nell’intimo della propria abitazione.

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Seminara (RC): all’interno di un mulino abbandonato rinvenuti una bomba a mano da guerra ed un fucile a pompa con munizionamento

I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria nel corso di uno specifico servizio pianificato per il controllo del territorio; questa mattina, nelle campagne di Seminara, in una zona nelle adiacenze del cimitero, in aperta campagna lungo un pendio che porta alla fiumara che vi scorre, nei pressi di un vecchio mulino abbandonato e nascosto alla vista dalla folta vegetazione (nella foto), rinvenivano una stanza in muratura costruita sotto il terreno (con accesso dall’alto tramite una scala il cui ingresso era stato occultato con assi di legno ed arbusti) ed una bomba a mano da guerra “S.R.C.M.”

mod. 35, integra ed attiva, in buono stato di conservazione, posta in una nicchia ricavata del muro perimetrale del mulino, occultata da una pietra ed un fucile a pompa calibro 12 marca BENELLI con matricola abrasa completo di 6 cartucce all’interno dell’arma (di cui una in canna) ed altre 3 imbustate, tutte caricate a pallettoni, all’interno di un’intercapedine del muro perimetrale della struttura. Per motivi di sicurezza, la bomba è stata fatta brillare sul posto dai Carabinieri artificieri del Reparto Operativo. Il fucile è stato inviato al RIS per accertamenti balistici al fine di stabilire se sia stato impiegato per la commissione di delitti.

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Black out dell’informazione per difendere la libertà: l’appello di Fnsi e Sindacato della Calabria a partecipare all’iniziativa in programma il 9 luglio

“Con la fiducia del Senato sul ddl intercettazioni, la battaglia per la libertà si fa ancor più dura”. Non usa mezzi termini il Segretario Generale della Fnsi, Franco Siddi. Che incalza: “Abbiamo chiesto ad editori e direttori, in piazza Navona, dove, durante la votazione al Senato, si è tenuto un presidio contro la ''legge-bavaglio'', di predisporre un impianto comune per la prima pagina in cui si segnali il corpo mortale inferto alla libertà. Se gli editori non ci staranno pubblicheremo noi, a pagamento, un necrologio perché sia chiaro l'allarme”. Nel frattempo, la Fnsi ha messo in cantiere altre iniziative, tra cui spicca quella programmata per il 9 luglio: la “giornata del silenzio per la stampa italiana con lo sciopero generale contro il ddl sulle intercettazioni”. Una giornata che, a detta dello stesso Siddi, “dovrà coincidere con la giornata finale di discussione del ddl Alfano, perciò, se cambierà il calendario dei lavori alla Camera, adegueremo la data”.

L’appello a partecipare alla battaglia ingaggiata dalla Federazione Nazionale della Stampa “contro un provvedimento che limita la libertà di stampa e, più in generale, quella dei cittadini” arriva anche dal Sindacato dei Giornalisti della Calabria: “L’allarme è generale – ribatte il Segretario regionale, Carlo Parisi (nella foto) – e, in questa battaglia per difendere la libertà e la democrazia dell’intero Paese, non esistono giornalisti, né cittadini di destra o di sinistra. Siamo tutti chiamati a difendere i nostri diritti e a contrastare ogni ingiustificata forma di sopruso”. Tra l’altro, proprio dalla sede del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, un paio di giorni fa,  si era levato, forte e chiaro, il “grido” di libertà e l’appello per la tutela dell’informazione. Un appello unanime, quello rivolto ai colleghi da Siddi e Parisi: “Proprio dalla Calabria è partita la prima raccolta di firme ufficiale, promossa da giornalisti, contro la legge-bavaglio. Ora, abbiamo ancor più bisogno di voi, per riuscire a bloccare un provvedimento inaccettabile, che si configura come una censura preventiva nei confronti dell’informazione. E questo non possiamo accettarlo”. “Pensate – ha detto, durante l’incontro con i giornalisti a Reggio Calabria, il Segretario Generale della Fnsi – che, se il ddl intercettazioni fosse stato già legge, noi non avremmo potuto scrivere nulla, e ai cittadini non avrebbero saputo nulla, su fatti gravissimi, come l’uccisione dei bambini a Gravina di Puglia. Si pensava, all’inizio – e fu un terribile errore – che il colpevole fosse il padre. Poi, grazie all’informazione e alla diffusione delle notizie, è emersa la verità, scagionando il genitore da accuse infamanti”.

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CONI, “Motricità, psicomotricità e prevenzione per tutti: il corso organizzato dalla Scuola Regionale dello Sport si terrà martedì 15 giugno a Reggio Calabria

La Scuola Regionale dello Sport del Coni Calabria continua l’azione formativa a beneficio di quanti operano sul territorio occupandosi di attività motoria e sportiva. Martedì 15 giugno dalle ore 8,30, infatti, al Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, si terrà il convegno “Motricità, Psicomotricità e Prevenzione”. Il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto), sottolinea che, con questa iniziativa, si intende offrire “l’ennesima possibilità di approfondimento a quanti operano nel settore sportivo e della formazione in genere; a chi opera con gli adolescenti ed a quanti svolgono delicati compiti di educazione motoria nell’attività per diversamente abili”.

Il corso, aperto ad un massimo di cento aderenti, è gratuito e rivolto principalmente a studenti e laureati in Scienze Motorie, psicologi, educatori professionali, terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva e fisioterapisti. Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere al Coni Calabria, telefonando allo 0965890587 o mandando una mail a: coni@calabria.it. Questo il  programma, curato dal coordinatore della SdS Demetrio Albino e dallo psicologo e psicoterapeuta Franco Boscaini: “Tappe evolutive della motricità e fasi sensibili”; “Lo sport e la disabilità – un’attività in continua evoluzione”; “Fondamenti della Psicomotricità e visione unitaria della persona: il movimento nell’ottica psicomotoria”; “I disordini quantitativi e qualitativi del movimento. Ruolo dell’equipe”; “Specificità dell’esame psicomotorio e sua integrazione con altre valutazioni. Specificità della presa in carico psicomotoria”; “Casistica”; “Esperienza”; “Esperienza corporea di sensibilizzazione”; “La psicomotricità come prevenzione. Il ruolo del corpo nei processi di apprendimento”. Il corso si concluderà, alle ore 13, con la consegna degli attestati di partecipazione.

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Reggio Calabria: aveva in auto mezzo chilo di hashish, arrestato dai Carabinieri

Nella serata di ieri i carabinieri della Stazione Rione Modena hanno proceduto all’arresto di Zema Carmelo (nella foto), classe 82, accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari della Stazione Rione Modena hanno proceduto al controllo dell’autovettura, una renault megane, su cui viaggiava il giovane, operaio e incensurato. Nel corso del controllo, rendendosi conto dell’impossibilità di evitarne il ritrovamento da parte dei militari, lo stesso Zema ha consegnato loro, prelevandolo dal vano porta oggetti lato guida, un involucro in cellophane contenente sostanza stupefacente del tipo hashish (nella foto), per un peso omplesivo di circa mezzo chilo.

Le ricerche a quel punto sono state effettuate anche all’interno dell’abitazione del giovane, nel rione Vito. Anche lì l’attività ha dato esito positivo: è stata trovata una bilancia di precisione, tre grammi di marijuana e un altro frammento da un grammo di hashish. Dallo stupefacente sequestrato le analisi chimiche hanno accertato che potevano ricavarsi quasi mille dosi. Il giovane è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Anche in questo caso, il ritrovamento ingente è testimonianza sia di un grado allarmante di diffusione dello stupefacente, sia di un livello di spaccio relativamente qualificato, probabilmente finalizzato a rifornire pusher minori.

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Un successo per la seconda edizione del “FutsalCalabriaDay”

altLa selezione di Cosenza trascinata dall’implacabile bomber Chiappetta e dal talentuoso Francesco Dentini, si è aggiudicata la seconda edizione del “Futsalcalabriaday” che si è tenuta domenica scorsa nella splendida cornice dello Sport Village di Catona (nella foto le squadre partecipanti). Una giornata magnifica quella trascorsa dagli amanti del calcio a 5 in riva allo Stretto: più di cento spettatori, provenienti da tutta la Calabria, hanno potuto essere protagonisti di una seconda edizione che, grazie alla perfetta macchina organizzativa sinergica dello Sport Village e della redazione di futsalcalabria.it ha permesso la perfetta riuscita della manifestazione. Come detto il triangolare tre le rappresentative di Cosenza, Catanzaro-Vibo Valentia-Crotone (che giocavano in un’unica squadra) e Reggio Calabria è stata vinta dalla compagine rossoblù che nella finalissima ha “sonoramente” sconfitto i reggini per 5 a 1 grazie alla tripletta del giovanissimo Dentini e ai gol di Bisignano e Chiappetta.

Per la compagine reggina il goal della bandiera porta la firma di Laurendi su calcio piazzato. Ma la finale è stata soltanto il culmine di una ricca giornata di sport e divertimento. Dopo la prima gara del triangolare che ha visto il team “rosso” (guidato per l’occasione dall’apprezzato tecnico della Lazzarese Natty Politi) prevalere sui giallorossi “catanzavibocrotonesi” con il punteggio di 4 a 2 (in gol due volte Pasquale Praticò, poi Alia e Ferrato per Reggio, doppietta di Cimino e gol di Macrillò per i ragazzi allenati dal valido tecnico Pippo Torneo), grande divertimento ed euforia per la partitella disputata dai sedici piccoli calciatori della società Pgs Olimpia 2000 di Reggio Calabria che hanno terminato la loro esibizione con una speciale gara di tiri dal dischetto. Nel secondo match tra rappresentative, Dentini e uno stratosferico Chiappetta (tripletta per il bomber del Rogliano) hanno piegato i giallorossi di Torneo (in gol Richichi e ancora Cimino) dando al Cosenza il primo successo. Il marchio di fabbrica del futsalcalabriaday, la speciale e spettacolare gara degli shootout (uno contro uno con il portiere da battere in sei secondi) è stata vinta per questa seconda edizione dal calciatore della Licogest Vibo Totò Richchi capace di fallire solo uno dei quattro tentativi a disposizione. Richichi ha confermato anche in questa occasione la facilità di esecuzione e la bravura nel dribbling, armi del suo repertorio da calcettista. Al termine del triangolare, dopo tre ore di calcio a 5 giocato ad alti ritmi (e sotto un “bel” sole ), ma con l’unico obiettivo del divertimento, si è passati alla premiazione. La redazione di futsalcalabria.it ha voluto omaggiare il migliore calciatore del campionato di C1 scelto e votato direttamente dagli allenatori Lorenzo Calafiore, premiato dal consigliere nazionale della Divisione C/5 Piero Praticò. Il dirigente della Fata Morgana Pietro Plutino ha invece consegnato il premio di miglior giovane a Fabrizio Oliva, prezioso elemento della sua squadra, capace di attirarsi l’interesse di tanti addetti ai lavori. Il premio come miglior portiere destinato a Paolo Scrivano, vista l’assenza di quest’ultimo è stato consegnato alla delegazione cosentina affinché venga fatto pervenire al diretto interessato. Premiata anche la rappresentativa rossoblù per la vittoria del triangolare: vista l’assenza del tecnico designato, Leo Tuoto, fuori regione, il premio è stato consegnato a Michele Casciaro dirigente del Rogliano. Infine il premio più ambito della giornata: quello di MVP della manifestazione che lo scorso anno fu assegnato a Luca Alampi. E’ stata una lotta dura, in questa edizione, per i componenti della redazione che, si sono trovati al cospetto di un Chiappetta in forma straordinaria e di un Giovanni Cimino che con i suoi gol ha cercato di “tenere” a galla la selezione catanzaro-vibo-crotonese”. Ma alla fine, senza voler far torto a nessuno e con il convinto avallo dei due tecnici Torneo e Politi, il premio come MVP dell’edizione 2010 del futsalcalabriaday è stato assegnato ad un piccolo fenomeno: Francesco Dentini, ragazzo classe 1992 che domenica ha mostrato parecchi numeri, facendo divertire il pubblico presente, meritandosi ampi applausi per le sue giocate, segnando gol a raffica e sfornando preziosi assist. Un premio meritato per un ragazzo ancora giovane ma che certamente, con la giusta guida, potrà andare avanti in questa disciplina. Lo Staff, nel complimentarsi con la struttura dello Sport Village di Catona per l’organizzazione, ci tiene a ringraziare tutti i partecipanti alla seconda edizione del futsalcalabriaday, un evento importante che aiuta il calcio a 5 a crescere regalando spazi di condivisione e divertimento. Ma un ringraziamento particolare, va a tutti gli ”amici” di questo sport e di questa redazione: alle ragazze e ai ragazzi di San Giovanni in Fiore, Crotone, Corigliano, Rogliano, Cosenza, Catanzaro, Locri, Melito, a tutti quelli che, nonostante le condizioni precarie dell’A3, la lunga strada per arrivare a Reggio, hanno scelto di essere dei nostri con gioia e soddisfazione. Se la manifestazione è stata un “successo”, il merito è solo loro e di tutta quella gente che, da lontano, si è sobbarcata un lungo viaggio per trascorrere, dagli spalti, una giornata in perfetta compagnia. Al 2011 FUTSAL!

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Libera Reggio e Associazione Pulitzer presentano: “Giornalisti e cittadini insieme: nuovi percorsi per l’informazione”

Il mondo dell’ informazione sta rapidamente mutando la forma e la sostanza della comunicazione. I cittadini sono coinvolti in un nuovo tipo di informazione, bidirezionale, dal basso. La  partecipazione di una larga fetta di cittadini alle dinamiche informative ha scosso il mondo del giornalismo tradizionale contribuendo ad acuire la crisi economica che sta attualmente vivendo. Editori "meno puri" del solito restringono il campo dell'informazione mainstream a direttive politiche ed economiche molto rigide e i giornalisti giovani o meno giovani, che vogliono rimanere liberi stanno definitivamente scoprendo le potenzialità del web. Non si tratta solo di sviluppare delle immense possibilità di ricerca e archiviazione dati ma anche e soprattutto della condivisione di informazioni, anche multimediali, da parte dei navigatori della rete.

Oltre alla ricchezza dovuta ad una grande partecipazione, il produttore di informazioni può sperimentare altri generi di appoggi da parte dei cittadini in rete. In questo contesto, i giovani reggini spesso sono portatori di intuizioni, idee e conoscenze che non trovano i mezzi e le possibilità per svilupparsi e diffondersi alla popolazione residente sul territorio. In altri casi, invece, qualità degne di nota trovano una concreta realizzazione ma vengono ignorate da chi potrebbe darne un risalto maggiore: i media. Per discutere di queste e delle nuove prospettive per il mondo dell'informazione i redattori/blogger di LiberaReggio.org, sabato 12 giugno alle 10.00 presso la sala della Biblioteca di Palazzo Foti, Piazza Italia, Reggio Calabria, incontreranno cittadini, giornalisti e blogger in un incontro denominato "Giornalisti e cittadini insieme: nuovi percorsi per l'informazione" organizzato in sinergia con l'Associazione Pulitzer. Ne parleremo insieme a: Alessio Neri, coordinatore LiberaReggio.org; Antonino Monteleone, giornalista e blogger; Angela Busacca, docente di Diritto dell'Informazione, Corso di Laurea in scienze dell'informazione: editoria e giornalismo, UniMe; Tonino Sanfedele, movimento "Basta Indifferenza" e Antonio Rossano, presidente Associazione Pulitzer. Modera: Salvatore Salvaguardia, LiberaReggio.org.

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Sport e legalità, quando i ragazzi insegnano: attraverso la fede e la politica si è parlato di etica e di valori con i giovani di San Giorgio Morgeto

Si è svolto presso la Chiesa di Maria SS Assunta di San Giorgio Morgeto il dibattito “Sport e legalità” organizzato dal giovane parroco don Salvatore Larocca, ideatore dell’iniziativa, con il patrocinio della Provincia di Reggio Calabria, l’Assessorato allo Sport, il Comune di San Giorgio Morgeto, il CONI Provinciale di Reggio Calabria, il Museo della ‘Ndrangheta e l’associazione Libera. Ospiti dell’iniziativa sono stati il capo di Gabinetto della Provincia di Reggio Calabria, Maurizio Condipodero, l’assessore provinciale allo sport, Attilio Tucci, il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò (nella foto), il responsabile del Centro Sportivo Italiano, Luigi Spanò, il vicepresidente provinciale del Coni, Giuseppe Cormaci, ed il responsabile allo sport della Provincia, Domenico Panuccio. Attraverso il linguaggio e l’immaginario sportivo, tanto amato dal mondo giovanile, dunque, si è parlato di legalità, etica, valori e rispetto delle regole e dell’avversario. “Ho sempre creduto – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – che l’insegnamento dell’attività sportiva maturata negli oratori produca nel tempo grandi uomini, sani e forti, fisicamente, moralmente e civilmente.

Per questo ritengo che in molti paesi, dove mancano le strutture sportive adeguate, intanto si può ripartire sfruttando gli spazi esistenti, magari all’aperto, e con una buona dose di volontà. La tecnologia, il progresso e, purtroppo, la moda nello sport fanno passi da giganti, ma per giocare, divertirsi ed imparare a crescere sani, occorre poco. La scuola, inoltre, altro polo fondamentale nella crescita di un giovane, dopo la famiglia ed insieme alla chiesa, si è resa conto della valenza educativa di quest’attività dopo aver avvertito un’esigenza spontanea e naturale che proviene dai ragazzi stessi. Sicuramente, tra il compito sempre più difficile di catturare l’attenzione dei giovani e l’esigenza di una scuola-azienda che ha bisogno di numeri, la rotta non poteva non orientarsi verso lo sport, come verso la musica e l’arte in genere. I giovani amano lo sport, amano seguirlo e praticarlo. Sfruttiamo questa loro passione naturale per poter trasmettere tutti quegli insegnamenti e quei principi che si stanno perdendo e che stanno, lentamente, logorando la nostra società. Ascoltiamo i ragazzi e diamo loro una mano a migliorare il futuro”. La comunità parrocchiale di San Giorgio Morgeto, grazie anche al lavoro di don Salvatore Larocca, per i sui giovani, ha sposato in pieno i metodi educativi e gli insegnamenti di Don Bosco e Don Milani. Un percorso mirato a far scoprire agli adolescenti l’importanza di un territorio riscattabile solo con l’impegno e la volontà di tutti, puntando ad educare i giovanissimi alla cultura della legalità come valore umano e sociale nella vita quotidiana. In questo percorso, i ragazzi hanno condotto un’analisi sul loro territorio che è diventata un libro dal titolo: “Sport e legalità”. San Giorgio Morgeto, che conta circa 4000 abitanti, ha un alto tasso di disoccupazione che porta ad un alta percentuale di emigrazione e le famiglie che vi sono residenti si dedicano prevalentemente all’agricoltura. Il paese ha  scarse possibilità di sviluppo economico e culturale per la lontananza delle grandi linee di comunicazione; c’è poca capacità di adattamento delle famiglie alle esigenze della cultura moderna; bassi redditi; poca conoscenza informatica; alto tasso di drop-out(abbandono)scolastico; prevalenza di un grado di scolarizzazione medio anche nella fascia degli adulti-genitori; forte emigrazione intellettuale; disagio familiare diffuso soprattutto nella fascia adolescenziale. I ragazzi, dunque, riscontrano un ambiente chiuso in gruppi o rioni con fortissime forme di pregiudizi e di muri tra diverse categorie di persone. Il valore della legalità è spesso tinto da una certa mentalità clientelistica legata a forme di favoritismo personale a tutti i livelli. San Giorgio Morgeto è legato ad una forma di economia rurale, agricola e artigianale che, potenzialmente, potrebbe avere forti possibilità di inserimento nel mercato ma per diverse cause rimane legato a forme arcaiche di economia, producendo redditi bassi e situazioni familiari spesso al limite della povertà. In questo contesto, le nuove generazioni sono la fascia d’età più a rischio. L’esito di quest’analisi, di cui viene riportato solo uno scorcio, dimostra quanto i ragazzi percepiscano l’importanza del valore delle regole ai fini della convivenza pacifica nella comunità e che queste in alcuni casi devono essere imposte in maniera più ferrea dalle autorità. Traspare che i ragazzi siano divisi nel sostenere che, in caso di gravi torti ed ingiustizie, bisogna rivolgersi alle autorità o ricorrere all’iniziativa personale: atteggiamento che è retaggio di una mentalità tipica del Sud e avvallata dall’odierno sistema giudiziario contraddittorio che, a detta dei ragazzi, spesso non punisce chi commette reato e rimette in libertà con molta facilità. Questo non agevola la fiducia nella giustizia perché, nel nostro territorio, “chi si ribella o denuncia la mafia è a rischio di ritorsioni e vendette”. L’informazione, poi, arriva senza controllo solo dalla televisione e da internet, si legge poco ed il tema della legalità, anche in famiglia, viene trattato solo nel caso in cui avvengono gravi fatti di cronaca. L’inchiesta condotta dai ragazzi è, dunque, un’analisi e non un giudizio, teso a cominciare a smuovere le coscienze, a risvegliare quell’amore e quella passionalità  per la propria terra facendo leva su ciò che di buono è sano c’è nei territori della Piana: i giovani. Ovviamente, questo lungo ed impervio percorso deve essere condotto da adulti attenti, responsabili e sensibili a ciò che i ragazzi chiedono. Spesso, però, i loro errori e le loro fragilità riflettono quelli degli adulti che, purtroppo, non riescono ad essere validi esempi e punti di riferimento morale.In questo percorso, lo sport può svolgere, come ha fatto in passato, una vera opera educativa perché ancora oggi, possiede una forza attrattiva e propulsiva di tale energia da poter incidere sulle sensibilità e sulle emozioni di milioni di persone di tutte le età, in modo del tutto sorprendente e del tutto sperimentabile. Nei momenti più difficili, il richiamo ai valori ed alle domande sul senso della vita diventa necessario e, qualcosa del genere, sta accadendo anche nello stesso ambito sportivo che, se da una parte è sottoposto alle logiche del denaro e dello spettacolo, dall’altra è profondamente in crisi proprio perché ha perso di vista le inquietudini e le domande che da sempre lo nutrivano: che tipo di persona formare? Quali valori proporre ed in che misura essere scuola di vita per favorire la crescita di una persona. Al giorno d’oggi, non è più l’uomo a servirsi dello sport ma il contrario, per questo lo sport come la società hanno bisogno di un nuovo umanesimo tale da trovare risposte all’incessante richiesta delle nuove generazioni: dare un senso alla vita.

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Reggio Calabria: sgominata banda che commetteva rapine ai danni di anziani

Nella notte tra lunedì e martedì i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto per i reati di rapina, sequestro di persona, lesioni e associazione per delinquere finalizzata alle rapine Palmisano Domenico, di anni 38, reggino, con precedenti per rapina, la sua convivente Lauro Carmela, reggina, di anni 45, e Sorace Vincenzo, di anni 25, originario di Cinquefrondi. Negli ultimi mesi si sono registrati in città diversi casi di rapine commesse in abitazioni di anziani in cui i rapinatori, una donna ed un uomo a volto scoperto, agivano intrufolandosi in casa con un pretesto, malmenando e imbavagliando i poveri anziani per poi sottrarre loro preziosi e contanti presenti in casa. Gli episodi, almeno otto registrati con modalità analoghe, hanno suscitato notevole allarme sociale, poiché in tutti i casi i soggetti agivano con inaudita ferocia aggredendo con violenza le loro vittime, e sottraendo loro ogni valore presente in casa, con bottini in alcuni casi che superavano anche i centomila euro di valore.

Partendo proprio da uno di questi episodi si sono trovati i primi elementi utili a all’identificazione degli autori. In particolare l’attività di indagine si è sviluppata a seguito di una rapina avvenuta recentemente ai danni di due anziani: i rapinatori, una donna e due uomini a volto scoperto, si erano introdotti nella casa dell’anziana coppia, marito e moglie, picchiandoli selvaggiamente e immobilizzandoli: l’uomo, ultraottantenne porta a tutt’oggi ancora i segni e le ferite del pestaggio, una ferita alla testa ed una lesione ai tendini della mano. Nonostante l’età le vittime hanno fornito una lucidissima ricostruzione dei fatti e dato una utile descrizione degli autori. Un particolare prezioso è stato altresì fornito da un passante che ha segnalato la presenza negli orari e presso il palazzo ove si è svolta la rapina, di un’autovettura che è transitata più volte attirando la sua attenzione, mezzo di cui veniva fornita la targa parziale. La stessa autovettura era stata ripresa dai filmati delle vicine telecamere di videosorveglianza presenti in zona. Sviluppando l’intestatario dell’autovettura ed il suo circuito relazionale, è stato ristretto il campo dei soggetti di possibile interesse. Nella notte tra lunedì e martedì sono pertanto scattate diverse perquisizioni domiciliari presso le abitazioni riconducibili ai soggetti individuati, alcuni dei quali risultavano già gravati da precedenti per rapina. In uno di questi controlli viene fatto il ritrovamento che fornisce una svolta decisiva all’indagine: in località Archi, nello scantinato chiuso a chiave e nella disponibilità del Palmisano, (lo stesso convive con la Lauro Carmela e con il Sorace, loro ospite) sono stati rinvenuti numerosissimi monili in oro, argento e bigiotteria, decine di orologi, tre pistole a salve prive di tappo rosso e con l’occlusione della canna perforata (al fine di renderla più simile ad arma vera), passamontagna e arnesi da scasso. In questo materiale, già nella notte, si è stati in grado di accertare la presenza di refurtiva proveniente dalla rapina per cui si procedeva, oggetti riconosciuti senza ombra di dubbio dalle due vittime. Al momento si può anche riferire che due vittime hanno riconosciuto senza ombra di dubbio i tre come coloro che hanno commesso la rapina. Uno degli arrestati, il Sorace, ha fornito indicazioni utili alla ricostruzione di alcuni episodi delittuosi fornendo anche indicazioni oggettivamente riscontrate dai dati in possesso circa le rapine da lui commesse assieme ai due complici. Il modus operandi era quello già registrato in numerosi casi: le vittime venivano scelte poiché anziane e indifese; il colpo veniva portato a segno spesso anche in pieno giorno; la scusa per fare ingresso nel portone e nell’abitazione delle vittime era fingere al citofono di dover consegnare della posta o dei volantini; una volta che la malcapitata vittima apriva la porta veniva investita da una violenza inaudita al fine di non permettere alcun tipo di reazione. A quel punto iniziava l’incubo: le vittime venivano imbavagliate e, se accennavano alcuna reazione, ancora pestate; venivano prelevati contanti e preziosi e i rapinatori si dileguavano lasciando le loro vittime ancora immobilizzate e imbavagliate con evidente rischio per queste povere persone anziane. Al momento si è pertanto partiti dall’accertamento della citata rapina, ma si sono già delineati evidenti elementi di responsabilità in ordine ad altre due rapine commesse nel mese di maggio con le stesse modalità (una avvenuta a maggio con il sequestro della badante in pieno giorno ed in centro su una traversa di Corso Matteotti) e sono delineati peraltro gli elementi di una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine, in cui organizzazione, struttura e suddivisione dei compiti erano ben precisi e dettagliati. Sono peraltro stati attivati immediati approfondimenti su tutte le rapine analoghe commesse negli ultimi mesi al fine di riscontrare ulteriori elementi di responsabilità, elementi che si è sicuri non tarderanno ad arrivare anche su altri episodi. In particolare in un caso si è registrato che un anziano, mortificato dalla vergogna di aver subito una tale aggressione in casa, abbia denunciato il fatto solo dopo due giorni, circostanza che fa nascere il sospetto che, oltre ai casi noti già numerosi, sussistano anche episodi non denunciati dalle vittime, motivo per il quale tali persone sono invitate e incoraggiate a recarsi presso il nostro Comando e denunciare i reati subiti. Gli arrestati sono al momento ristretti presso la Casa circondariale di Reggio Calabria ad eccezione della donna che resta sottoposta agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini proseguono sotto la direzione del Proc. Agg. Dott. Ottavio Sferlazza e del Sost. Proc. Dott. Riccioni. Il risultato è stato conseguito anche grazie ad un importantissimo rapporto di fiducia che si è stabilito con le vittime delle rapine, le quali hanno dovuto vincere un terrore che le immobilizzava, hanno iniziato ad avere fiducia e hanno creduto nel rapporto con i carabinieri, al punto che quando di notte si è svolta l’operazione, questi anziani non hanno esitato a raggiungerci in caserma nottetempo per riconoscere gli oggetti rinvenuti. In questo senso un contributo fondamentale è stato dato dal personale femminile che con grande sensibilità ha seguito e accompagnato le vittime dei reati dalla prima denuncia fino al momento attuale. Ed è un rapporto che necessariamente continua, poiché le vittime vivono tuttora una condizione psicologica difficile per il trauma subito  e la vicinanza del nostro personale, la rassicurazione dei risultati della giustizia  possono aiutarli a  ritrovare una condizione di normalità.

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Rosarno (RC): i Carabinieri eseguono 12 ordinanze di custodia cautelare, nel mirino la comunità Rom

I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito 12 ordinanze di custodia cautelare per associazione per delinquere finalizzata al furto, favoreggiamento personale, porto e detenzione di armi e spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività investigativa trae origine da un’autonoma attività info-investigativa della Compagnia di Gioia Tauro, in relazione alle tensioni sorte tra il clan “Bellocco” e la comunità Rom di Rosarno, per contrastanti interessi criminali, culminate nel duplice omicidio di due giovanissimi Rom avvenuto il 15 luglio 2009. L’intensa attività investigativa ha consentito di accertare numerosi eventi criminosi perpetrati dagli indagati e da altri complici in corso di identificazione, nella piana di Gioia Tauro, nella provincia di Reggio Calabria ed in altre località della Calabria.

Secondo quanto e' emerso dalle indagini, protrattesi per oltre un anno con il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, gli indagati, tutti appartenenti alla comunità ROM di Gioia Tauro, si sarebbero resi responsabili di numerosi furti di automobili, mezzi d’opera ed automezzi pesanti che senza il tempestivo intervento dei Carabinieri, sarebbero stati restituiti ai proprietari dietro pagamento di un riscatto – l'estorsione con il metodo del cosiddetto “cavallo di ritorno” – oppure avviati al circuito della ricettazione o del riciclaggio presso compiacenti meccanici e carrozzieri della piana di Gioia Tauro. Alcuni degli indagati sono inoltre accusati di aver gestito un fiorente traffico di sostanze stupefacenti, specie di cocaina. Nel corso delle indagini sono stati anche sequestrati due fucili da caccia cal. 12, uno dei quali con canne mozze, rubati nel 2002 in provincia di Reggio Calabria. Delle 12 persone indagate 7 sono state arrestate 5 sono attivamente ricercate. Gli arrestati: Amato Alessandro, nato a Gioia Tauro (rc) il 23.01.1984, ivi residente, nulla facente, incensurato; Amato Cosimo, nato a Reggio Calabria il 13.08.1961, residente in Gioia Tauro (RC), nullafacente, pregiudicato; Bevilacqua Enzo, nato a Taurianova (RC) il 15.08.1974, residente in Gioia Tauro (RC), nullafacente, pregiudicato; Amato Armando, nato a Vibo Valentia il 15.02.1951, residente in Gioia Tauro (rc), nullafacente, pregiudicato; Tibullo Giuseppe, nato a Polistena (RC) il 09.09.1974, ivi residente, incensurato, meccanico; Bevilacqua Lucia, nata a Taurianova (RC) il 22.01.1954, residente in Gioia Tauro (RC), nullafacente, incensurata; Catalano Pietro, nato a Cinquefrondi (RC) il 15.05.1982, residente in Gioia Tauro (RC), incensurato, carrozziere (nella foto).

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“Giornalisti Calabria”, il quotidiano del Sindacato: a tenerlo a battesimo, venerdì 11 nella sede dell’Associazione, il Segretario Generale della Fnsi, Franco Siddi

“Giornalisti Calabria”: questo il nome del quotidiano d’informazione on line edito dal Sindacato dei Giornalisti della Calabria, che verrà presentato venerdì prossimo, 11 giugno, alle 16.30, nella sede di via Biagio Camagna 28, a Reggio Calabria. A tenere a battesimo la testata, che, sotto la direzione di Carlo Parisi (nella foto), Segretario del Sindacato regionale, rappresenterà un punto di riferimento per tutti i giornalisti calabresi, sarà Franco Siddi, Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa. Una presenza, quella del numero uno della Fnsi, per nulla casuale. Accanto all’iniziativa editoriale, la prima realizzata in Calabria da un organismo di categoria dei giornalisti, il Sindacato dei Giornalisti guidato da Carlo Parisi, che è anche componente della Giunta Esecutiva della Federazione Nazionale della Stampa, ha dell’altro da festeggiare: nel 2010 l’Assostampa della Calabria è risultata la prima, tra le Associazioni di Stampa italiane, per incremento annuale di iscritti, sia in termini numerici che percentuali.

Dati, più che confortanti, che verranno debitamente illustrati dai vertici, nazionale e regionale, della Fnsi, in occasione del debutto di “Giornalisti Calabria”. “L’obiettivo è quello di garantire a tutti i giornalisti calabresi – fa notare Carlo Parisi – la possibilità di confrontarsi quotidianamente con i servizi, le questioni, i temi attinenti il mondo dell’informazione, gli organismi di categoria, le opportunità professionali, i problemi di chi fa, ogni giorno, il nostro mestiere. E, per bene informare, occorre innanzitutto essere informati”. L’incontro di venerdì prossimo sarà, inoltre, l’occasione per fare il punto sui gravissimi giri di vite imposti alla stampa dal ddl sulle intercettazioni: “Se verrà approvato – stigmatizza Parisi – sancirà la legalizzazione dell’omertà e la fine della libertà di stampa, messa già a dura a prova, vanificando tutti gli sforzi e i risultati raggiunti sinora a tutela dei giornalisti e del giornalismo nel nostro Paese”. E’ in quest’ottica che gli stessi Siddi e Parisi incontrarono, due mesi fa, il Capo della Polizia, Antonio Manganelli, dopo l’ennesimo episodio di intimidazione ai danni di un cronista.

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196° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri: l’elenco delle principali operazioni effettuate dall’1 giugno 2009 al 31 maggio 2010

01.06.2009 esecuzione di ordinanza di custodia cautelare a carico di 11 soggetti indagati per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento pluriaggravato dell’immigrazione di clandestine di nazionalità indiana. Venivano inoltre deferiti in stato di libertà altre nove persone. 10.06.2009 esecuzione di ordinanza di custodia cautelare a carico di 3 soggetti responsabili, a vario titolo ed in concorso, dei delitti di usura, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti (OPERAZIONE “BURN”). 11.06.2009 esecuzione di ordinanza di custodia cautelare a carico di 3 soggetti indagati per associazione per delinquere, favoreggiamento e sfruttamento della permanenza irregolare sul territorio dello stato di cittadini stranieri al fine di trarne profitto. 11.06.2009 arresto del latitante Molè Girolamo, indagato per il delitto di associazione di tipo mafioso ed armata finalizzata all’infiltrazione all’interno delle attività economico -produttive nell’ambito del porto di Gioia Tauro.

12.06.2009 arresto di Pelle Antonio, latitante inserito nell’elenco dei 30 latitanti massima pericolosità, colpito da ordine di carcerazione per il delitto di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed associazione per delinquere di tipo mafioso. 14.06.2009 proposta di sequestro di beni, a carico di appartenenti al sodalizio mafioso “Piromalli”, per un valore complessivo di € 55.000,00. 20.06.2009 arresto del latitante Napoli Gaetano, ritenuto affiliato alla cosca di ‘ndrangheta “Cua-Callipari”, legato, per vincoli parentali, a quella dei “Barbaro-Marando”, nonché ritenuto referente di quella degli “Ursini” per la città di Torino. Il predetto era destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 12.02.2002 nell’ambito dell’operazione denominata “Sant’Ambrogio”, a carico di 89 persone ritenute, a vario titolo, responsabili di associazione di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, ricettazione ed altro. 08.07.2009 esecuzione ordinanza custodia cautelare a carico di 17 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, dei delitti di associazione per delinquere finalizzata al furto, estorsione e ricettazione nonché associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito e spaccio di sostanze stupefacenti (OPERAZIONE “RESET 2006”). 21.08.2009 arresto di Racco Gianluca, latitante inserito nell’elenco dei 100 latitanti massima pericolosità, , affiliato alla cosca “Commisso” di Siderno, condannato per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, omicidio, tentato omicidio, e violazione legge armi. 12.09.2009 arresto del latitante della ‘ndrangheta Barbaro Carmelo, inserito nell’elenco del Ministero Interno dei 30 latitanti più pericolosi, esponente di spicco della cosca De Stefano-Tegano egemone nella città. Venivano altresì arrestate 4 persone per il reato di procurata inosservanza di pena. 16.09.2009 esecuzione di 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere e di 2 decreti di fermo del P.M., nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti promotori, organizzatori o comunque partecipi della cosca di ‘ndrangheta “Cordì’” di Locri e come tali a vario titolo indagati per associazione a delinquere di tipo mafioso finalizzata alla commissione di una pluralità di reati, tra cui usura, estorsioni, rapine, esercizio abusivo del credito, danneggiamenti, detenzione e porto illegale di armi ed altro. Contestualmente veniva eseguito il sequestro preventivo di una agenzia di mediazione immobiliare e di un esercizio commerciale (OPERAZIONE “SHARKS”). 08.10.2009 esecuzione ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 7 persone, nonché denuncia in stato di libertà di altre 11 persone, per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di falso e truffa. Il Volume d’affari stimato in € 350.000,00 per il periodo di tempo oggetto di indagine (OPERAZIONE “BOLLETTOPOLI”). 22.10.2009 perquisizione di nr. 28 containers carichi di banane, provenienti dall’Ecuador e sbarcati dalla moto nave “Maersk Miami”, con rinvenimento e sequestro di 66 involucri contenenti complessivamente kg. 75 circa di sostanza stupefacente del tipo cocaina. 03.11.2009 esecuzione di decreto di sequestro anticipato dei beni, nella disponibilità di Crea Domenico e dei familiari conviventi. L’attività investigativa, che origina dall’omicidio dell’on. Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale, ha consentito di evidenziare l’operatività di un’associazione di tipo mafioso finalizzata al controllo elettorale (con riferimento alle elezioni regionali della Calabria del maggio 2005) ed alla gestione amministrativa del comparto della sanità pubblica e privata. L’ammontare del sequestro preventivo beni è di 5 milioni di euro. 18.11.2009 in Gioia Tauro (RC), interno area portuale, perquisizione di nr. 44 containers carichi di ananas e banane, provenienti dall’Ecuador e rinvenimento di nr. 26 involucri di forma rettangolare contenenti complessivamente kg. 28 circa di sostanza stupefacente del tipo cocaina, occultati all’interno del vano motore di 4 dei 44 containers perquisiti. L’operazione scaturisce dalle risultanze dell’attività investigativa convenzionalmente denominata “SOLARE”. 24.11.2009 in Gioia Tauro (RC), interno area portuale, perquisizione di nr. 44 containers carichi di ananas e banane, provenienti dall’Ecuador e rinvenimento di nr. 28 involucri di forma rettangolare contenenti complessivamente kg. 32 circa di sostanza stupefacente del tipo cocaina, occultati all’interno del vano motore di 1 dei 44 containers perquisiti. L’operazione scaturisce dalle risultanze dell’attività investigativa convenzionalmente denominata “SOLARE”. 30.11.2009 esecuzione di decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti del nucleo familiare di Sarica Gianpaolo, in atto detenuto per traffico sostanze stupefacenti nell’ambito dell’operazione c.d. “Zappa”. Il valore dei beni ammonta a € 250.000,00 circa. 16.12.2009 esecuzione di 12 provvedimenti applicativi della misura di prevenzione patrimoniale con i quali sono stati sottoposti a sequestro beni mobili ed immobili di varia natura (abitazioni, terreni, patrimoni aziendali, attività commerciali, polizze assicurative, autovetture, conti correnti/depositi bancari) riconducibili a persone organiche e/o contigue alle consorterie mafiose“Pelle-Vottario” e “Nirta-Strangio”. Il valore complessivo ammonta a 200 milioni di euro circa (OPERAZIONE “FEHIDA 2”). 22.12.2009 esecuzione di provvedimento di custodia nei confronti di 27 persone, indagate a vario titolo per reati di associazione di tipo mafioso (416 bis c.p.), associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio (416 c.p.), contrabbando, ricettazione, contraffazione, falsità in atto pubblico e sottofatturazione. Medesimo contesto sono stati eseguiti sequestri preventivi finalizzati confisca per un valore complessivo di 50 milioni di euro. (OPERAZIONE “MAESTRO”). 13.01.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare a carico di 27 persone indagate, a vario titolo, per reati di associazione di tipo mafioso finalizzata alle estorsioni, alla illecita concorrenza mediante violenza o minaccia, traffico di sostanze stupefacenti, traffico di armi ed altro. L’attività investigativa consentiva di delineare gli ambiti operativi delle cosche “Pangallo-Maesano-Favasuli” e “Zavettieri” (OPERAZIONE “NUOVO POTERE”). 13.02.2010 arresto di Trimboli Saverio, inteso “u savetta”, latitante per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, inserito nell’elenco del Ministero dell’Interno dei 100 latitanti più pericolosi, ritenuto capo indiscusso dell’omonima cosca, operante in Platì, con ramificazioni in Piemonte e Lombardia. 15.02.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di 8 persone, a vario titolo, ritenute responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla rapina ad autotrasportatori ed operatori commerciali, al furto, alla ricettazione, alla illegale detenzione ed al porto abusivo di armi comuni da sparo e di armi da guerra, nonché alla illegale detenzione di sostanze stupefacenti. Nei confronti di ulteriori 2 persone veniva applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Rosarno (OPERAZIONE “GUN MAN”). 22.02.2010 in Gioia Tauro (RC), interno area portuale, perquisizione di un container carico di listelli in legno, proveniente dal Paraguay e diretto a Venezia, e rinvenimento di nr. 1.547 involucri di cellophane dalla forma rettangolare, contenenti complessivamente kg. 100 circa di sostanza stupefacente del tipo cocaina, occultati in intercapedini ricavate all’interno dei listelli di legno. 18.03.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso cosca “Ursino” di Gioiosa Jonica (RC), finalizzata alle estorsioni, danneggiamenti, all’acquisizione diretta ed indiretta di attività economiche, al traffico di droga ed altro. Nel medesimo contesto venivano altresì eseguiti 7 decreti di perquisizioni locali, con contestuale avviso di garanzia, nei confronti di altrettanti soggetti anch’essi, a vario titolo, ritenuti affilati e contigui alla predetta associazione mafiosa (OPERAZIONE “MISTERO”). 19.03.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare a carico di 13 persone ritenute responsabili, a vario titolo, del delitto di detenzione e spaccio continuato di stupefacenti, del tipo cocaina e marijuana, e detenzione illegale di armi e munizioni (OPERAZIONE “SESSE’”). 23.03.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare a carico di 10 persone indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e marijuana, in varie zone della provincia di Reggio Calabria, Cosenza e Messina (OPERAZIONE “RETE”). 08.04.2010 in Gioia Tauro (RC), interno area portuale, perquisizione di nr. 21 containers carichi di frutta esotica, provenienti dall’Ecuador, e rinvenimento di nr. 29 involucri dalla forma rettangolare, contenenti complessivamente kg. 30,145 di sostanza stupefacente del tipo cocaina, occultati tra il carico di un container. 15.04.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare nei confronti di 14 soggetti indagati, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento ed altro. L’indagine consentiva di delineare gli ambiti operativi della cosca “Rodà-Casile” attiva in Condofuri. Contestualmente, il Commissariato Polstato di Condofuri eseguiva ulteriori 12 misure cautelari disposte con la medesima ordinanza (OPERAZIONE “PAROLA D’ONORE”). 22.04.2010 esecuzione provvedimenti di fermo di indiziato di delitto a carico di 9 persone indagate per associazione di tipo mafioso, estorsione ed intestazione fittizia di beni. L’attività investigativa consentiva di fare luce sui ruoli di vertice assunti dagli indagati nella gestione delle cosche della fascia ionica “Pelle” di San Luca, “Morabito” di Africo, “Ficara-Latella” di Reggio Calabria e nella designazione dei reggenti di alcuni “locali” della ‘ndrangheta, evidenziandone le attuali strategie e confermandone l’evoluzione sotto il profilo organizzativo, con gerarchie interne, aree di competenza e cariche sovraordinate alla tradizionale struttura orizzontale (OPERAZIONE “REALE”). 28.04.2010 esecuzione, congiunta con la Polizia di Stato, di 40 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto nei confronti di affiliati alla cosca “Pesce”, operante in Rosarno (RC), indagati, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, violazioni legge sulle armi e sulle munizioni, rapina, estorsione, intestazione fittizia di beni, riciclaggio ed impiego di denaro beni e proprietà di provenienza illecita. Nel medesimo contesto, personale del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Reggio Calabria eseguiva un decreto di sequestro preventivo per un valore di circa 10 milioni di euro per società, beni aziendali e beni mobili riconducibili ad alcuni degli indagati. L’investigazione definiva i ruoli degli affiliati e le dinamiche all’interno della cosca, delineandone i compiti e l’operatività, accertando il reimpiego dei proventi delle attività illecite e attestando le cointeressenze economiche e i rapporti con le altre cosche operanti sul medesimo territorio (OPERAZIONE “ALL INSIDE”). 03.05.2010 esecuzione provvedimento custodia cautelare in carcere nei confronti di 9 soggetti, a vario titolo ed in concorso, responsabili dei reati di estorsione consumata o tentata e danneggiamento, aggravati poiché commessi avvalendosi delle condizioni di cui ad art. 416 bis cp (OPERAZIONE “LAROSA”). 07.05.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di 12 soggetti affiliati, contigui e fiancheggiatori della cosca di ‘ndrangheta dei “RUGA”, attiva nei comuni della Vallata della Fiumara Stilaro, con ramificazioni nel centro e nord Italia, considerati responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di sostanze psicotrope. Le indagini consentivano di acclarare l’esistenza di uno stabile sodalizio criminale, avente base operativa in Monasterace (RC), che si procacciava e spacciava stupefacenti, del tipo cocaina e marijuana, nei comuni ubicati nell’alto Jonio reggino e nel basso Jonio catanzarese. Nel corso dell’operazione venivano eseguite 23 perquisizioni domiciliari, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti affiliati e fiancheggiatori della medesima cosca di ‘ndrangheta (OPERAZIONE “SICUREZZA”). 18.05.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 persone ritenute responsabili dei reati di associazione di tipo mafioso – cosca “Pelle”, intestazione fittizia di beni e riciclaggio. Nello stesso contesto, congiuntamente al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, veniva eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di due società, del valore di 5 milioni di euro. Le attività costituiscono oggetto di approfondimenti investigativi e di accertamenti esperiti successivamente all’esecuzione dei provvedimenti eseguiti in data 22.04.2010 (OPERAZIONE “REALE 2”). 20.05.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare nei confronti di 4 persone ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso, dei reati di detenzione al fine di spaccio e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish, marijuana, con l’aggravante della recidiva. Il provvedimento scaturisce dalle attività svolte nel corso dell’indagine denominata “Larosa”, eseguita in data 03.05.2010 (OPERAZIONE “LAROSA 2”). I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, nell’ultimo anno, hanno eseguito: 1222 arresti, di cui 587 di propria iniziativa e 635 quale esecuzione di ordini da parte dell’Autorità Giudiziaria. Quale attività preventiva, invece, hanno effettuato: 1463 assistenze dibattimentali utilizzando 3194 militari; 717 servizi di scorta utilizzando 1786 militari; 2566 servizi di vigilanza fissa utilizzando 3238 militari; 1854 servizi di tutela utilizzando 2136 militari; 19938 servizi di pattuglia utilizzando 37921 militari; 56181 perlustrazioni utilizzando 108993 militari; 3088 O. P. utilizzando 6332 uomini ed, infine, hanno prestato la propria attività in ben 1733 operazioni di soccorso. I beni sequestrati/confiscati ammontano ad un valore di € 211.615.000,00 e, nel solo porto di Gioia Tauro, sono stati sequestrati 237 kg di cocaina.

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