Una domenica all’insegna del risparmio energetico: la città di Paola prosegue con l’iniziativa comunitaria del Patto dei Sindaci

Domani dalle 10,00 alle 18,00 i cittadini di Paola potranno ottenere maggiori informazioni sul risparmio energetico e sul rispetto dell’ambiente. In un periodo  di crisi economica in cui ogni tipo di risparmio diventa importante, anche quello legato alle bollette energetiche diventa fondamentale. In tale contesto e lungo il percorso intrapreso dal comune con l‘adesione all’iniziativa comunitaria “Patto dei sindaci”, i tecnici dell’Ufficio del Patto dei Sindaci del comune di Paola, saranno disponibili presso il gazebo della Polizia Municipale di Piazza 4 novembre. Verrà distribuito materiale divulgativo e informativo sul risparmio di energia e di acqua, sui comportamenti utili alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica anche in ambito domestico e nell’ambito dei trasporti, sul riciclaggio dei materiali, sulla raccolta differenziata. Saranno disponibili inoltre delle postazioni informatiche tramite le quali anche i più piccoli potranno affrontare queste tematiche tramite giochi on-line volti alla migliore conoscenza delle problematiche energetiche e dell’inquinamento.

“E’ una iniziativa importante – afferma il sindaco Roberto Perrotta – che si colloca all’interno di un programma già avviato da tempo e che prevede ulteriori attività nei prossimi mesi. Attività sia volte al risparmio energetico concreto sia all’educazione ambientale presso le scuole della città. Aderire al “Patto dei Sindaci” e continuare in tale percorso di sviluppo e crescita dal punto di vista della divulgazione e dell’utilizzo delle energie sostenibili, oltre a collocarci in un contesto europeo di rilievo ci permette di agire concretamente secondo i più attuali orientamenti comunitari e nazionali in termini di risparmio energetico e di lotta ai cambiamenti climatici”.

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Regione Calabria: sulle proposte di legge relative all’istituzione dell’azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese e disposizioni in materia di sviluppo dell’agricoltura, la nota del Dipartimento agricoltura

In merito alle due proposte di legge relative all' “Istituzione dell’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese" ed alle "Disposizioni in materia di sviluppo dell’agricoltura”, proposte dell'assessore all'agricoltura Michele Trematerra e del sottosegretario con delega alle riforme istituzionali Alberto Sarra, approvate ieri dalla Giunta regionale, è intervenuto il Dipartimento agricoltura. “La prima  proposta nasce dall’esigenza di porre rimedio all’applicazione dell’art. 5 della Legge Regionale 9/07, con cui è stata prevista, inopinatamente, la soppressione dell’Arssa e la sua conseguente messa in liquidazione. Con i risultati a tutti ormai ben noti. Da qui la necessità di prevedere forme organizzative diverse, che avessero, però, sempre ad oggetto la riforma complessiva delle funzioni espletate dall’ente soppresso, nell’ottica di una ripresa di efficienza ed efficacia dell’azione pubblica, riferita alle competenze di settore. La presente proposta di legge nasce pertanto dall’esigenza di pervenire ad una riforma che, attraverso l’istituzione di un ente strumentale della Regione Calabria, sia di compendio alle esigenze reali di sviluppo ed ammodernamento dei servizi essenziali in agricoltura.

L’istituenda azienda si vedrà affidata, attraverso la seconda proposta di legge approvata, relativa alle   "Disposizioni in materia di sviluppo dell’agricoltura”, i principi organizzativi ed i compiti  attraverso cui s’intenderà dare uno sviluppo coordinato al settore dell’agricoltura. E ciò in piena coerenza alle normative  nazionali e comunitarie, nonché alla programmazione regionale di settore, mediante azioni di  divulgazione, promozione, sperimentazione e trasferimento di processi innovativi nel sistema produttivo agricolo, agro-alimentare  ed agro-industriale. In sintesi, le proposte di legge approvate sono esclusivamente centrate verso la costruzione di un impianto organico, coerente e rigoroso, teso all’eliminazione degli elementi di criticità e debolezza dell’attuale sistema ed alla ricostituzione, con criteri di economicità, della migliore efficienza ed efficacia nel settore. Si tratterà di un'azienda moderna, con un apparato  amministrativo snello ed in grado di poter esaltare l'attività, ad oggi mortificata, delle straordinarie professionalità tecniche presenti. E questo anche  mettendo a frutto le iniziative che si potranno riavviare  presso l'importante patrimonio costituito da  quelle  aziende sperimentali e divulgative che, razionalizzate,  potranno tornare ad essere, con le loro attività, riferimenti certi per il comparto agricolo regionale. I provvedimenti legislativi intrapresi  non perdono di vista, ovviamente, le esigenze di tutto il personale coinvolto,  per il quale vi è la totale garanzia, in base alle norme vigenti, del mantenimento del posto di lavoro. E, relativamente al personale il cui rapporto è disciplinato da un CCNL del comparto pubblico, è prevista anche la permanenza nel proprio stato giuridico. L'auspicio a questo punto è che, attraverso l'ordinario iter legislativo, si possa addivenire  all'approvazione di entrambe le leggi da parte del Consiglio regionale. E ciò  allo scopo di restituire, in tempi brevi, quell'adeguata struttura tecnica di supporto che manca ormai da troppo tempo all'agricoltura calabrese”.

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Regione Calabria: successo nelle piazze calabresi per “Natale con il gusto naturale”

Grande apprezzamento sta riscuotendo “Natale con il gusto naturale”,  l’iniziativa – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta regionale – che si sta svolgendo nelle principali piazze dei capoluoghi di provincia calabresi. “Si tratta  di un appuntamento che ha lo scopo – come ha sottolineato l’assessore all’agricoltura Michele Trematerra – di  avvicinare i calabresi ai prodotti autentici della tradizione agricola regionale, mettendo al centro i produttori”. Gli eventi sono iniziatati lo scorso 27 novembre e si concluderanno domenica 18 dicembre 2011 a Reggio Calabria. La forte caratterizzazione della manifestazione itinerante è data dalla possibilità di scoprire i prodotti veri e autentici del territorio calabrese. Degustarli direttamente, ascoltando dalla viva voce dei produttori la descrizione delle principali note organolettiche e nutrizionali, assieme alla  possibilità di acquisto, rappresenta il vero valore aggiunto della manifestazione. Tutto ciò diventa quindi un momento oltre che gastronomico, anche culturale. Le aziende coinvolte, che rappresentano il paniere dei prodotti tipici locali, assieme ai  consorzi ed alle associazioni di produttori, hanno la possibilità di far conoscere meglio, anche ai calabresi, le loro produzioni di eccellenza.

La giornata conclusiva si terrà a Reggio Calabria, in via Miraglia, zona Piazza Italia, dalle ore 11 alle ore 20, nel villaggio appositamente allestito che si ispira al Natale. Uno spazio inoltre è stato riservato alla solidarietà, con la vendita di Clementine IGP di Calabria, il cui ricavato sarà interamente devoluto ad attività benefiche. “Questi appuntamenti itineranti – ha concluso l’assessore Trematerra – rappresentano la parte migliore della Calabria e si inseriscono nel più vasto quadro di programmi già avviati dall'assessorato all'agricoltura della Regione Calabria, con lo scopo di valorizzare il patrimonio agroalimentare della nostra regione”.

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Protocollo d’Intesa tra la Provincia di Verona e il Coordinamento Nazionale “Riferimenti”

Che la criminalità organizzata abbia messo radici al Nord Italia, ormai è un dato di fatto. In questi territori, infatti, ‘ndrangheta,camorra e cosa nostra, investono i loro soldi sporchi di sangue, portando a termine i propri affari. In quest’ottica una seria politica di prevenzione, può essere svolta soltanto da una capillare azione culturale di formazione e informazione. La Provincia di Verona e il Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”, fondato dal Giudice Antonino Caponnetto, sigleranno un apposito Protocollo nell’ambito del Progetto Nazionale “Gerbera Gialla” 2011-2012, già inserito nel programma del Ministero dell’ Istruzione. Il Protocollo prevede la promozione della cultura della legalità e la conseguente sensibilizzazione dei giovani nelle scuole della Provincia di Verona. Al percorso didattico-formativo, parteciperanno rappresentanti Istituzionali ed esperti. Il Protocollo a firma del Presidente della Provincia di Verona Giovanni Miozzi e dalla Presidente Nazionale  di “Riferimenti” Adriana Musella, sarà presentato lunedì 19 dicembre p.v. alle ore 10.30 presso la Sala della Loggia della Provincia.

All’iniziativa oltre ai rispettivi Presidenti, parteciperanno: l’Assessore provinciale alla Cultura Marco Luciani, il Questore di Verona Michele Rosato, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Colonnello Paolo Edera, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Verona Colonnello Bruno Biagi, il Procuratore della Repubblica Mario Giulio Schinaia, il Procuratore Militare Enrico Buttitta, il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto – Ufficio V Ispettore Stefano Quaglia, il Dirigente dell’Ufficio Scolastico di Verona Giovanni Pontara ed il Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti Luca Erbivori. Saranno presenti delegazioni di studenti di Istituti superiori della città di Verona.

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Comune di Reggio di Calabria: l’Amministrazione precisa sulla situazione in via P. Andiloro

L’Amministrazione comunale precisa che la situazione di pericolo sulla via P. Andiloro, in località Spirito Santo  è determinata da un muro di sostegno pericolante. La situazione di pericolo accertata dal Servizio Pubblica Incolumità è causata dalla rotazione, con fulcro al piede, del muro di sostegno del terrapieno utilizzato come area parcheggio dal condominio “La Collina”. La condizione dinamica del suddetto ribaltamento, nel caso in cui si dovesse verificare, invaderebbe la strada comunale estremamente trafficata,  comportando notevole pericolo per la pubblica incolumità. Nonostante i ripetuti inviti e diffide per il ripristino dello stesso muro nell’immediato, nessuna risposta si era registrata fino ai giorni scorsi. Ciò ha imposto le misure d’emergenza attuate (chiusura al traffico veicolare del  tratto di arteria interessata, circa 30 m) e, anche se la chiusura ha interessato solo pochi metri di strada, ha creato comunque notevole disagio imponendo ai cittadini un percorso alternativo.

Questa Amministrazione, attraverso i Settori Lavori Pubblici e Urbanistica, al fine di ridurre quanto più possibile il disagio stesso, si è nelle more attivata a trovare delle misure che potessero garantire nel contempo la necessaria sicurezza e l’apertura della strada.  La soluzione individuata è stata quella di posizionare una sorta di muro a secco, realizzato con la sovrapposizione di tre file di container riempiti di materiale inerte e saldamente vincolati al piano di posa. Nel predisporre il piano d’intervento si è appreso che il Condominio in questione ha deliberato l’auspicato intervento per la realizzazione di un nuovo muro previa demolizione di quello esistente. Di quanto sopra il tecnico incaricato dal Condominio ha già presentato richiesta al settore Urbanistica, ricevendo immediatamente l’autorizzazione per la fase preliminare di messa in sicurezza che consiste nello svuotamento parziale del terrapieno e nella demolizione della parte pericolante del muro. L’impianto di cantiere è già in fase di allestimento e si prevede che nei prossimi giorni sarà possibile ripristinare il libero transito sulla via P. Andiloro.

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Vibo Valentia: “Calabria Film Festival”, incontro con Mimmo Calopresti ed Enrico Loverso

Un viaggio nel cinema e nel Sud. Il cinema riesce ad aprire mondi quando si è di fronte a grandi opere, come accade in “Lamerica” di Gianni Amelio. Un film epico. Per Mimmo Calopresti (regista di origini calabresi che ha presentato al festival il suo “L’abbuffata”) – nella foto – intervenendo all’incontro che si è tenuto nell’ultimo giorno della IV edizione del festival Cinematografico che si è svolto a Vibo Valentia. Nell’auditorium della scuola di polizia con la presenza degli allievi del liceo scientifico “Giuseppe Berto” di Vibo. Molti gli argomenti affrontati suscitati dalla visione del film girato oltre 20 anni fa all’indomani della caduta del muro di Berlino e del regime comunista di Enver Oxa, sul valore e la funzione del cinema, ma anche su cosa significa fare cinema per un calabrese e un meridionale. Molteplici le tematiche emerse, sia di carattere cinematografico che storiche e culturali. Alla discussione poi si è aggiunto in corso d’opera anche Enrico Loverso (nella foto). Particolare sensibilità hanno dimostrato i ragazzi dello scientifico di fronte alle suggestioni del film di Gianni Amelio “Lamerica”.  Un’occasione importante per parlare della condizione del sud, del fenomeno migratorio e delle scelte esistenziali che dovranno fare.

A illustrare il rapporto con il cinema degli allievi da un punto di vista didattico e formativo, la docente Eleonora Cannatelli, che soffermandosi sul messaggio che si coglie nel film, ha sottolineato la condizione di precarietà che si vive e3 che rispecchia la stretta attualità storica contemporanea. Nelle sue riflessioni Calopresti ha cercato di centrare che cos’è il cinema, “un luogo in cui si produce l’immaginario, che riesce ad andare al di là del tempo, a oltrepassare la cronaca e racconta, come accade nel film di Gianni Amelio, come eravamo venti anni fa e che adesso non lo siamo più”. Per Caloperesti il cinema “ha il senso dell’avventura, di un sogno che si realizza, capace di entrare nel flusso della vita e di oltrepassare la realtà”. E l’immagine del sogno è ritornata spesso nel discorso di Calopresti e nelle domande degli allievi del “Berto”. Ad esempio, ha spiegato il regista, “la trasformazione di un’epoca” si può raccontare con il cinema e il suo desiderio è raccontare la grande trasformazione che è avvenuta attraverso l’emigrazione dal Sud verso il Nord, “un viaggio anch’esso epico che ha cambiato la storia della società e l’antropologia di tanti paesi del Sud e del Nord”. Lui ama ritornare in Calabria, e quello che gli piace portare avanti è un discorso sulla formazione, venire in Calabria per lasciare il proprio lavoro. Poi sul perché non ha pensato di restare in Calabria per produrre cinema, ha spiegato che bisogna “inseguire il sogno”, perché al centro “c’è l’uomo con le sue aspirazioni, con i suoi desideri, e quindi in determinate situazioni e condizioni è importante vivere la vita come una sfida, un’avventura e disposti a combattere per poter realizzare i nostri desideri”. Ma il sogno è anche “fare attenzione a tutto quello che accade alla società”, a quello che ci viene “raccontato, alle finzioni con la quale ci viene presentata la realtà”. Basti pensare “agli anziani che pagano le conseguenze di tutto questo sistema che dimentica l’uomo; invece in una grande civiltà gli anziani dovrebbero rappresentare una sacralità, e non un peso come sta accadendo”. “Il cinema ha rappresentato un sogno che mi ha trascinato – ha ribadito Calopresti – che mi ha portato in un altro mondo. Un’altra opera che rappresenta il suo sogno “è raccontare la sua infanzia in Calabria fino ai 6 anni”, con uno stile realistico ed epico, come emerge dal film “Lamerica”. L’età dell’infanzia “rappresenta un momento così potente, determinante, in cui sei prigioniero della grande storia”. Grande emozione anche per il regista Tonino De Bernardi (presente in sala), ritenuto dal regista calabrese un maestro. Bernardi, che ha presentato il suo ultimo lavoro “Ed è così. Circa. Più o meno” ha ricordato come Calopresti sia andato nel lontano 1985 si sia presentato a casa sua per raccontare la sua storia. Maestro del cinema underground, ha sottolineato Bernardi, “è stato importante che sia venuto da me, perché è stato indicativo della direzione che avrebbe intrapreso”. Al discorso aperto sulle possibilità del cinema per raccontare il sogno e la realtà, si inserisce Enrico Loverso, giovane protagonista de “Lamerica”, stimolato dalle domande degli allievi, ha osservato che il suo essere meridionale si misura con i 3 mila anni di storia. Cresciuto a Siracusa, immerso nella cultura classica delle tragedie greche è stato proprio l’”Edipo Re” ha illuminarlo, a creare una grande suggestione e a spingerlo verso il teatro; ma ha confidato che ha  trovato degli ostacoli sulla via di Damasco del teatro per via del suo accento siciliano, aggirato attraverso il cinema. Con Amelio il suo successo, prima con “Ladri di Bambini” e poi con “Lamerica”, un film che ogni volta che lo vede gli causa una grande emozione per il legame con la gente che ha incontrato in Albania durante il periodo in cui è stato girato il film. La chiave di lettura della grande carica epica e poetica di un’opera è rappresentato, fa notare Calopresti, dal vecchio che crede di vivere nella sua mitica Sicilia, e crede ancora di avere vent’anni: ecco la poesia, la macchina del tempo che si mette in moto, che diventa fondamentale.

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Vibo Valentia: “Calabria Film Festival”, covegno su “Benefici fiscali alle imprese che investono nel cinema”

Un’occasione per gli imprenditori di entrare a far parte del mondo del cinema, investendo nella produzione di un film, promuovendo la propria azienda e spalancando le porte ad una ricaduta per sé e per il proprio territorio che comporta benefici sia sul piano economico che dell’immagine. Si tratta del tax credit, o credito d’imposta, che è una normativa con la quale si dà la possibilità a singole aziende di entrare a far parte della produzione di un film investendo un capitale a scelta, ed ottenendo un finanziamento pari al 40% col quale si coprono le spese di Iva, Irpef, Irap, previdenza e assicurazione. I dettagli sono stati illustrati nel corso del secondo e ultimo convegno organizzato all’interno del Calabria film festival al quale hanno preso parte gli assessori regionali Mario Caligiuri (Cultura) e Antonio Caridi (Attività produttive), il presidente della Fondazione Calabria film commission, Gianluca Curti, l’assessore comunale allo Spettacolo, Pasquale La Gamba, i componenti dell’Anica Rossella Mercurio e Ludovica Baldan. Hanno partecipato all’incontro, portando la propria testimonianza, anche il produttore romano Cristiano Bortone, il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Cosenza, Maurizio Napolitano, e l’imprenditore calabrese Giampaolo Rizzo.

L’incontro è stato moderato da Pasquale Gallo, dell’ufficio legale della Fondazione. Bortone, Napolitano e Rizzo sono stati i protagonisti di un riuscito esempio di sfruttamento del tax credit, producendo il film “10 regole per far innamorare”, con Vincenzo Salemme. Il dibattito si è avvalso anche dei contributi di Antonio Gentile, presidente di Confindustria Vibo, e di Giuseppe Pedà, vicepresidente nazionale Giovani Confcommercio. Ad aprire i lavori l’introduzione dell’assessore Caligiuri: «Basarsi sulla cultura – ha detto – non è un vezzo, ma una necessità economica. In questo campo siamo i primi a livello mondiale, la Calabria è un museo a cielo aperto. La politica che è stata intrapresa dal governatore Giuseppe Scopelliti – ha proseguito – va nella direzione della valorizzazione del nostro patrimonio culturale, così come l’opera della Fondazione che ha portato la nostra regione a festival internazionali come Roma e Venezia». L’assessore La Gamba ha ringraziato per l’occasione «offerta alla città e agli studenti che hanno così potuto affrontare i temi della legalità e del cinema confrontandosi con artisti di calibro internazionale». Rossella Mercurio, dell’ufficio tax credit Anica (Associazione nazionale industria cinematografica e audiovisiva), ha spiegato il lavoro che stanno svolgendo per divulgare alle aziende questa grossa opportunità per investire, arricchire il mondo del cinema e spalancare la porta ad entrate che, tra l’altro, verrebbero tassate al 5% e non al 45. Ludovica Baldan è andata nel dettaglio: «Il tax credit è uno strumento col quale si entra in una produzione e se ne sfruttano i benefici che ne conseguono». Ecco qualche esempio: se si investono 100mila euro, 40mila sono di credito d’imposta, quindi l’esborso per un privato imprenditore è di 60mila euro. Più il film incassa in sala e nelle pay tv, più, in proporzione a quanto contrattualizzato, l’investitore esterno introita. Anche se l’incasso totale del film dovesse essere meno del suo costo di produzione, l’investitore rimarrebbe comunque al sicuro perché la buona parte del suo investimento verrebbe garantita, appunto, dal tax credit. Senza contare, poi, la possibilità per l’imprenditore di vedere il suo marchio in ogni proiezione del film fino a quando verrà trasmesso da ogni mezzo di comunicazione. Ogni informazione dettagliata è possibile richiederla direttamente all’Anica, con sede a Roma, tramite telefono e internet, oppure facendo riferimento alla Fondazione Calabria film commission. Il presidente Curti ha tenuto a sottolineare l’importanza dei fondi alla cultura e l’investimento nel settore: «E’ provato – ha ribadito più volte – che ogni euro speso su un territorio ha una ricaduta pari a 5/6. Prima di tutto si agevolano commercianti e imprenditori del luogo dove un film, in questo caso, viene realizzato. Poi c’è un grandissimo ritorno di immagine, perché i turisti che vedono i luoghi ripresi nei film hanno poi la curiosità di andare a visitarli. È un processo virtuoso che, se innescato, è in grado di rilanciare l’economia di un determinato territorio». Infine l’intervento dell’assessore Caridi: «Questi che ruotano intorno al cinema sono scenari diversi che creano economia e immagine. La Calabria ha convissuto con la crisi, quindi può essere uno sprone per ripartire e farlo meglio di altri». A questo incontro, come agli altri e a tutte le proiezioni e i dibattiti della mattina, hanno preso parte anche i ragazzi delle scuole vibonesi. In questa occasione è stata presente la quinta AL del liceo “Capialbi”, accompagnata dalla professoressa Daniela Rotino. A loro sono andati i ringraziamenti, oltre che di Curti, anche di Rosanna Gambardella, responsabile del coordinamento tra il festival e le scuole, la quale ha voluto ringraziare anche l’assessorato provinciale alla Cultura per la disponibilità dimostrata sia nel rapporto con gli istituti che nella logistica, in questi quattro entusiasmanti giorni di manifestazione.

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Vibo Valentia: chiusa la quarta edizione del “Calabria Film Festival”

Piccolo o grande passo per una rivoluzione culturale. In sintesi questo il senso e il valore che lascia la quarta edizione del IV festival cinematografico della Calabria, che si è svolto a Vibo Valentia, e che avrà la scena finale all’auditorium della Scuola della Polizia in serata. A tirare le somme ma anche a delineare il suo futuro percorso, alla luce degli esiti, è stato il presidente della  fondazione “Calabria Film Commission”, Gianluca Curti. Ringraziando i presenti e tutti gli organizzatori, ha esordito nel sottolineare come sono stati quattro giorni intensi, importanti. Allo spettacolo, agli artefici del mondo del cinema, un discorso improntato all’impegno per la rinascita della cultura. Il cinema quindi come catalizzatore per veicolare un messaggio di crescita nelle nuove generazioni, che non può essere disgiunto con quello della consapevolezza di un progetto basato su alcuni valori che affondano le radici sulla civiltà di una società. “Lavorare – ha spiegato – per gettare semi che diano frutti per costruire il futuro”. Un motivo caro questo, al presidente della Film Commission, che ha ribadito nelle diverse occasioni, ricordando tutti gli artisti, attori, registi che si sono succeduti, a partire dalla madrina del festival Claudia Cardinale che ha aperto il festival con la mostra sul Sergio Leone. Inoltre ha fatto presente come la cultura significa economia, ricordando ancora che un euro investito nel cinema ha una ricaduta – provata statisticamente – di sei euro sul territorio.

La crescita di una società quindi non può prescindere dalla cultura, che deve raccontare la società, che fotografa le condizioni culturali e economiche.  Tanti le star che hanno partecipato alla conferenza conclusiva che si è svolta nel pomeriggio nei locali del 501 hotel. A presentarli il direttore artistico del festival Alessandro Russo, a partire da colei che presenterà la cerimonia di premiazione, Lucrezia Lante della Rovere. La sua è una prima volta. Non ha mai vestito i panni di presentatrice, ma è ben contenta di potersi misurare in questo ruolo. A seguire Paola Barale, protagonista di un cortometraggio; Mimmo Calopresti, che ha ricordato l’esperienza molto positiva dell’incontro con gli studenti dopo la proiezione del film di Gianni Amelio “Lamerica”, germe di un sud che vuole essere protagonista attraverso la formazione delle coscienze e la necessità di lasciare il proprio lavoro in questa che è anche la sua terra. Investire quindi sul futuro, sui giovani, il suo leit-motiv. Poi ancora Saverio Vallone, figlio del grande e indimenticabile Raf; Enrico Loverso, siciliano, protagonista del film di Amelio. Il suo monito: affrontare il viaggio senza paura ed ad andare avanti; Pier Francesco Favino, anche lui di origini meridionali, ha ricordato che il cinema fa parte della società e non è un mondo a parte; Asia Argento, che sarà protagonista di una chiusura all’insegna della musica non commerciale, ricordando che è stato proprio Curti a credere nel suo lavoro di regista “quando nessuno credeva in me in Italia”. Ancora Vinicio Marchioni, protagonista in “Romanzo criminale”; Giuseppe Gagliardi che ha presentato il suo “Tatanka” al Complesso penitenziario di Vibo; Luca Lucini che dichiara il suo amore per il sud da nordico; i registi Marina Spada; Fabrizio Cattaneo, Tonino De Bernardi, e tanti altri presenti in sala.

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Serie Bwin, XX^ giornata: Reggina-Sassuolo 1-1

Reggina – Sassuolo: 1-1. Reggina (3-4-1-2): P. Marino; Emerson, Cosenza, A. Marino; D’Alessandro, Rizzo, Castiglia (dal 62° De Rose), Rizzato; Missiroli (c) (dall’80° Ceravolo); A. Viola (dal 62° Ragusa), Campagnacci. In panchina: Kovacsik, Bini, Barillà, N. Viola. All.: Breda. Sassuolo (4-3-3): Pomini; Laverone, Bianco, Piccioni (c), Consolini; Cofie (dal 67° Marchi), Magnanelli, Bianchi; Sansone (dal 92° Donazzan), Longhi, Boakye (dal 46° Masucci). In panchina: Bassi, Bruno, Benedetti, Cappelletti. All.: Pea. Arbitro: Massa di Imperia. Assistenti: Costanzo di Orvieto e Paganessi di Bergamo. Quarto uomo: Adduci di Paola. Marcatori: Emerson al 17° e Sansone al 34° (rig.). Ammoniti: Cofie al 19°, Cosenza al 34°, Magnanelli al 40°, Boakye al 45°, Sansone all’82°, Bianchi all’85° e D’Alessandro all’89°. Corner: 10-1. Recupero: 2’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Spettatori paganti: 331. Abbonati: 3872. Incasso al botteghino: € 4.500,00 Quota abbonati: € 23.589,56. Spettatori totali: 4203. Incasso totale: € 28.089,56. Note. 20 gare, 20 formazioni diverse: è questo il poco assai invidiabile record di Breda. Il tecnico amaranto “riesuma” dalla tribuna Alessio Viola e lo schiera titolare in coppia con Campagnacci. Ragusa e Ceravolo, 12 gol in 2, sono “schierati” entrambi in panchina (!). Breda sa che, dopo la pessima figura rimediata sabato scorso contro il modesto Cittadella, per lui oggi può voler dire l’ultima panchina amaranto. Di fatto, l’allenatore amaranto sembra davvero essere in assoluta confusione tant’è che, giornata dopo giornata, non fa nulla per nasconderlo. La Reggina, con lui, non va ed il pubblico, qualche tempo addietro tornato numeroso al “Granillo”, oggi appare più esiguo che mai. Nel settore ad essi riservato si notano 2 (dicasi 2) tifosi emiliani.

Cronaca e commento. Primo tempo. Al 3° minuto timida iniziativa del capitano Missiroli che, dopo aver saltato un paio di uomini, si presenta al limite dell’area e calcia alto sulla traversa. Al 7° buona azione degli amaranto. Emerson lancia alla perfezione Rizzato che, dopo aver scambiato con Campagnacci, entra in area e crossa basso con un difensore emiliano a deviare in corner. All’8° la Reggina chiede un rigore per una trattenuta in area su Castiglia, Massa non sbaglia nel non concederlo. La gara è lenta, lentissima. La Reggina ha il pallino del gioco ed il Sassuolo aspetta. Il clima al “Granillo” è surreale. Sembra di assistere ad una partita a porte chiuse con le voci dei giocatori che nitidamente arrivano in tribuna. Il pubblico presente, evidentemente, preferisce seguire in indifferente silenzio la partita. A rompere il silenzio assoluto ci pensa qualche centinaio di tifosi amaranto intonando i propri cori dalla tribuna sud. Al 14° si fa vivo il Sassuolo. Sansone recupera palla poco fuori dall’area amaranto, dribbla un paio di uomini e batte a rete con Emerson che stoppa il suo tiro con il corpo. Al 16° la Reggina costruisce una buona azione sull’asse Missiroli-Rizzato con cross di quest’ultimo verso A. Viola deviato in corner da un difensore. Sugli sviluppi del quale, al 17°, dopo un rinvio fuori area ed un liscio di Rizzo, Emerson (nella foto) arriva per primo sul pallone e da distanza siderale (35 metri o forse più) carica il sinistro che, neppur tanto velocemente, s’insacca nell’angolino basso alla sinistra di Pomini per il vantaggio amaranto. Subito dopo il gol, chiamata proprio da Emerson, tutta la squadra va a festeggiare davanti alla panchina di Breda. Reggina pericolosa al 25°. Sugli sviluppi del quinto corner a proprio favore, Campagnacci crossa sul secondo palo dove c’è A. Marino che, seppur tuffandosi, non arriva al contatto con il pallone e l’azione così sfuma. Al 34° il silenzio sugli spalti ed anche in campo, dove la partita scivolava tranquillamente senza sussulti alcuni, è rotto dal fischio di Massa arrivato a sanzionare una trattenuta di Cosenza su Bianchi con l’assegnazione di un penalty a favore della squadra di Pea. E’ Sansone a portarsi sul dischetto ed a spiazzare di sinistro il portiere amaranto P. Marino ristabilendo il risultato di parità. Molto da obiettare c’è su necessità e modalità per cui e con cui Cosenza ha visibilmente strattonato Sansone spalle alla porta in area. Non sembrava, infatti, l’attaccante emiliano, nelle condizioni di nuocere agli amaranto. Ne deriva che il fallo sia stato stupido, inutile ed oltremodo improduttivo. Anzi, gravemente controproducente. Al 44° la Reggina prova a farsi avanti con Missiroli che, partito dalla propria metà campo, lasciati sul posto un paio di avversari, prova il tiro ma il suo finisce per essere un assist per A. Viola che, indeciso, vede la palla terminare in corner senza allungare la gamba tentando, così, magari, di sorprendere Pomini in uscita. Al 45° Boakye colpisce in testa D’Alessandro e viene ammonito. Sul calcio di punizione successivo Castiglia manda debolmente sul fondo nel mentre il quarto uomo alza la lavagnetta segnalando 2 minuti di recupero. Il primo tempo, tra qualche fischio, finisce qui. Brutta la Reggina che nonostante fosse passata piuttosto casualmente in vantaggio, ha regalato il pareggio grazie ad una scellerata scelta di Cosenza. Su Breda, colpevole ma non unico colpevole, abbiamo già detto in molte altre occasioni. Se ripetiamo che è in confusione, crediamo di aver spiegato bene la genesi della formazione odierna. Una “stranezza” su tutte, la “riesumazione” di un giocatore modesto come Alessio Viola e la concomitante scelta di lasciare in panchina sia Ragusa che Ceravolo. Secondo tempo. Pea cambia subito: fuori Boakye e dentro Masucci. Al 50° calcio di punizione, centrale ad una decina di metri dal limite dell’area, su cui va Emerson che calcia forte e teso ma alto sulla traversa. Al 53° si rende pericolosa la Reggina con Campagnacci che, d’interno destro, da sinistra, prova ad aggirare Pomini indirizzando il pallone sul palo più lontano. Pomini è bravo e, distendendosi alla sua sinistra, smanaccia il pallone poi allontanato da un compagno. Nel frattempo, mentre Breda pensa e ripensa, Ragusa, Ceravolo e De Rose hanno iniziato il riscaldamento a bordo campo. Abbiamo più volte rimproverato al tecnico amaranto il non saper “leggere” la gara in corso d’opera e, peggio ancora, di tentare di porvi rimedio con sostituzioni spesso sbagliate e dannose. Oggi, guardando la Reggina, una cosa è certa: è impossibile sbagliare salvo che dal cilindro non estragga i nomi di Missiroli e Campagnacci sinceramente i migliori in campo (se di migliori si può parlare). Appare, invece, doverosa l’uscita di A. Viola assolutamente inesistente ed inconcludente. Al 57° il Sassuolo va vicinissimo al vantaggio. Cross da sinistra del nuovo entrato Masucci per Longhi che, di piatto sinistro, manda il pallone a lambire il palo alla sinistra di P. Marino con lo stesso portiere amaranto preso controtempo e, quindi, impossibilitato ad intervenire. Che rischio! Il pubblico, sinora silente, fischia protestando veementemente contro Breda ed i suoi. Il Sassuolo cresce e la Reggina è in affanno rischiando troppo. Breda “si sveglia” e chiama a sé De Rose e Ragusa affrettando i tempi per la doppia sostituzione. De Rose entra a sostituire Castiglia (per noi sarebbe stato meglio l’evanescente Rizzo) ed a Ragusa lascia il posto (meno male) A. Viola. Al 67° Pea effettua il secondo cambio: esce Cofie per infortunio ed entra Marchi. Al 70° è la Reggina ad andare vicina al vantaggio. Azione movimentata in area con Ragusa che calcia a rete e Piccioni che devia il pallone che si stampa sul palo e ritorna in campo e sul quale si avventa De Rose che, a porta vuota ed a colpo sicuro, liscia clamorosamente il pallone vanificando il tutto. Che brutta Reggina che è questa. Difficile dire se è la più brutta della stagione perché anche in altre occasioni avremmo detto la stessa cosa. Se non è la più brutta, di certo è tra le più brutte viste in questi primi 4 mesi di campionato. La gara va avanti vivendo di sussulti. La Reggina, con un moto d’orgoglio, prova ad attaccare senza risultati. Il Sassuolo, d’altro canto, prova anch’esso a venire avanti cercando il colpo risolutore. Il pareggio, quando siamo giunti ormai al 78°, sembra essere il risultato più ovvio. Breda chiama Ceravolo dal riscaldamento per la sua terza ed ultima sostituzione. All’80°, come detto, entra Ceravolo ed esce Missiroli tra i fischi del pubblico diretti tutti a Breda. Ad onor del vero dobbiamo dire che, da qualche minuto, Missiroli appariva visibilmente provato ed oltretutto colpito dai crampi. La Reggina, adesso, è a trazione anteriore senza, però, cavare un ragno dal buco. A 5 minuti dalla fine (più recupero) sembra definitivamente segnato il destino di Breda. Appare, quindi, evidente l’avvicendamento alla direzione tecnica dalla squadra che avverrà durante la sosta natalizia tanto da dare al nuovo tecnico la possibilità di lavorare con tutto il tempo a sua disposizione giacché il primo impegno ufficiale sarà datato 2012. La nostra, si chiaro non è una certezza (magari Foti vorrà continuare masochisticamente con Breda, chissà). Diciamo piuttosto che è un augurio e se a saltare quando le cose vanno male (ed alla Reggina vanno davvero male) è l’allenatore non è colpa nostra ma è una delle “regole non scritte” del calcio moderno. Sia chiaro, quando avviene un esonero è implicito che le colpe non siano solo dell’esonerato ma, anche e forse soprattutto, di chi l’ha scelto e di chi gli ha messo nelle mani una rosa non certo particolarmente dotata tecnicamente (Foti, in primis, e Giacchetta, subito a seguirlo a ruota). La partita, dopo 4 minuti di recupero, termina qui con i fischi del pubblico che sanciscono gli auguri che lo stesso dedica a Foti, Breda, Giacchetta ed a tutti i giocatori (nessuno escluso). In attesa di buone nuove, ad maiora!

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L’on. Nino Foti sull’emergenza trasporti in Calabria

Riceviamo e pubblichiamo. Sono lieto che finalmente in Calabria oltre al sottoscritto anche qualcun altro si sia accorto del rischio isolamento a cui andiamo incontro ormai da un paio di anni. I lavoratori FS, i Sindacati e le Associazioni di categoria ricorderanno certamente in modo chiaro il mio tentativo di mettere in mora l’allora Ministro Matteoli, da più parti definito addirittura “amico della Calabria”!. Il Presidente Scopelliti oggi giustamente evidenzia l’opportunità di affrontare seriamente questa problematica. Per quanto mi riguarda condivido da tempo questa perplessità anche se fino ad oggi a nulla sono valse le interrogazioni presentate dal sottoscritto al Governo in Aula, sul punto ho anche chiesto che fossero sentiti in Commissione Trasporti anche i vertici di Trenitalia, così come quelli di Alitalia e di Anas in relazione a tutte le criticità dei trasporti in Calabria loro manifestate in tale sede istituzionale. Tutte questioni che mi hanno visto presentare interpellanze a risposta urgente, in particolare, sulla scelta di Trenitalia di tagliare i treni di lunga percorrenza da e verso Reggio Calabria. Ancora aspetto una risposta.

Quanto al trasporto aereo, il Presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa fa benissimo a reagire così duramente di fronte al provocatorio taglio dei 52 voli da parte di Alitalia. Un taglio immotivato dal punto di vista economico che avviene in pieno periodo natalizio e che vede fortemente penalizzata l’utenza dell’Aeroporto dello Stretto. Personalmente adesso mi sento meno solo in queste battaglie che conduco da tempo contro le scellerate politiche aziendali perseguite da Alitalia e da Trenitalia. Il nostro sistema di trasporto pubblico fa acqua da tutte le parti ed i disservizi rischiano ormai di diventare una triste abitudine per i calabresi. È tempo di dire basta! Il tempo dei proclami e dell’entusiasmo è finito. Finalmente la classe politica regionale in Calabria inizia ad aprire gli occhi. Sin dal primo giorno in cui ho avuto l’opportunità di occupare uno scranno da Deputato a Palazzo Montecitorio non ho avuto esitazioni. Le emergenze in Calabria sono sempre state e sono tutt’oggi tali e tante che responsabilmente, prima delle ultime regionali, invocai la necessita di dare vita ad un “Governo Regionale di Salute Pubblica” che aveva solo lo scopo di evidenziare che, in alcuni momenti della nostra storia, serve mettere insieme piu risorse ed energie intellettuali e non del territorio per sostenere i bisogni primari della nostra della gente. Alitalia e Trenitalia sapete cos’hanno in comune? La parola Italia nel nome. La loro è la storia di due grandi aziende di Stato che hanno ricevuto per lunghi anni aiuti a dismisura con i soldi di noi italiani e quindi anche dei calabresi. Gli stessi che oggi, a ragion veduta, vengono così maltrattati.  Alitalia in aggiunta e' stata privatizzata sulle spalle dei cittadini italiani nel 2008 con costi enormi per la collettività'. Il Governo Monti va investito del problema della libertà negata di movimento di uomini e cose in Calabria perché la coesione territoriale non rimanga solo una vuota enunciazione di principio. Il Governo deve immediatamente aprire un tavolo e pretendere la presenza degli amministratori di Alitalia e di Trenitalia perché vengano a porre riparo alle scelte sbagliate e penalizzanti che hanno fino ad oggi operato a danno della Calabria e dei calabresi. Magari potremo ascrivere ad un governo di tecnici di salvezza nazionale questo merito. O forse no… L’importante per tutti sarà comunque averci provato davvero.

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Regione Calabria: il Segretario Questore Nucera sul Piano di Coesione per il Sud

“C’è una nuova capacita delle Regioni del Sud di interloquire, unite nella condivisione di interessi ed obiettivi, con il Governo centrale e con le più alte cariche dello Stato. Un aspetto che rappresenta una assoluta novità, al di là dei singoli provvedimenti che vengono discussi”. Questa l’annotazione con  la quale il Segretario Questore del Consiglio regionale Giovanni Nucera ha rimarcato la firma dell’accordo sul Piano di Coesione per il Sud siglato a Roma, dal Presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti assieme agli altri cinque governatori delle Regioni di Sud. “E’ un cambio di metodo che può diventare la chiave di volta – ha affermato Nucera – nelle relazioni tra gli organi centrali dello Stato e le Regioni, soprattutto quelle del Mezzogiorno sempre più proiettate a diventare territori strategici all’interno del Mediterraneo, ma anche della stessa Europa. Ben vengano i finanziamenti e le opere previste dal Piano di Coesione sottoscritto con il Governo Monti, nel quale noto con piacere – prosegue Nucera – che 500 mln di euro saranno destinati a nuove infrastrutture, estremamente necessarie ed urgenti nel nostro territorio.

Ma quello che più conta in questo risultato è stato il cambiamento di metodo. Un approccio nuovo nel rapporto tra Regione Calabria e Governo centrale. Nella fattispecie, inoltre, l’accordo consente – rileva ancora Nucera – il recupero di fondi strutturali europei che altrimenti sarebbero andati perduti a causa del contorto principio del rispetto del Patto di stabilità che impedisce il cofinanziamento di importanti quote di fondi europei. Oltretutto la Calabria ha avuto la fortuna di essere tra le Regioni che hanno ceduto la quota minore di Por”. “Tuttavia – conclude Nucera – è il principio generale che conta. Quello di una nuova ed efficace collaborazione delle Regioni meridionali, che al di là degli schieramenti che le governano, hanno trovato comuni motivi di interesse e convergenze, non solo in contrapposizione al blocco leghista del Nord, ma anche perché l’infrastrutturazione di un territorio è ancor più valida se inserita in un progetto complessivo di larga scala che comprenda non solo le altre Regioni, ma l’intero Paese e, in prospettiva, l’Europa.

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Regione Calabria: la Vicepresidente Stasi ha incontrato i Comandanti della Direzione Marittima De Luca e Martinez

La Vicepresidente della Regione Antonella Stasi – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta – ha ricevuto questa mattina a Catanzaro il Comandante della Direzione Marittima di Reggio Calabria, con competenza per tutta la regione, Vincenzo De Luca, accompagnato per l’occasione dal nuovo Comandante Gaetano Martinez che subentrerà nell’incarico operativo il prossimo gennaio.  Per l’occasione era presente anche il Capitano di Fregata Giuseppe Sciarrone. Si è trattata di una visita di cortesia nel corso della quale i due Comandanti hanno fatto il punto, insieme alla Vicepresidente Stasi, sulle recenti attività della Direzione Marittima in Calabria, ribadendo la stretta e proficua collaborazione istituzionale che ha consentito di raggiungere buoni risultati. La Vicepresidente Stasi ha anche avuto modo di ricordare l’importante attività congiunta, voluta dal Presidente Scopelliti, per il controllo del mare e del litorale calabrese nella passata estate e gli utili suggerimenti in occasione della stesura del primo “masterplan” sulla portualità calabrese.

Nel corso dell’incontro, inoltre, il Comandante De Luca ed il Comandante Martinez, hanno consegnato alla Vicepresidente Stasi una bozza di convenzione tra la Regione e la Direzione Marittina, per un migliore coordinamento dell’attività di controllo delle coste calabresi.

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Regione Calabria: il Presidente Scopelliti, “Pronti a investire 450 mila euro per l’Aeroporto, ma servono strategie concrete”

Il Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta – partecipando al Consiglio provinciale aperto, tenutosi questa mattina all’Aeroporto dello Stretto, contro i tagli di Alitalia, ha dichiarato: “Cosa abbiamo fatto noi per rilanciare lo scalo aeroportuale reggino? Prima di scagliarci contro Alitalia, facciamo una riflessione al nostro interno per capire cosa ha prodotto la Sogas in tutti questi anni per valorizzare l’Aeroporto”. La Sogas – ha affermato Scopelliti – dovrebbe avere la capacità di attrarre le compagnie spingendole a investire sul nostro aeroporto. Il problema di fondo è che manca una strategia di supporto che, purtroppo in questo momento, è in mano alla società che gestisce l’Aeroporto. Nel 2009, nel periodo in cui ero sindaco di Reggio, ho finanziato 10 milioni di euro per i lavori di adeguamento dell’aeroporto, mentre da Presidente della Regione ho concesso ulteriori 2 milioni di euro per il rilancio del “Tito Minniti”. Da sindaco,inoltre, ho stanziato diversi milioni di euro per la ricapitalizzazione della Sogas, ma pochi sono stati i risultati. Mi sono prodigato affinché arrivassero a Reggio alcune compagnie, vedi Air Malta, durante la mia permanenza a Palazzo San Giorgio e Blue Panorama, adesso, da presidente della Regione”.

Il presidente Scopelliti ha, quindi, annunciato: “La Regione è pronta a mettere sul piatto 450 mila euro per acquistare il 15% delle quote azionarie della Sogas, al patto che i nostri finanziamenti saranno utilizzati per dare nuovo slancio all’aeroporto reggino. Vogliamo guardare in faccia i nostri interlocutori che ci devono dire cosa intendono fare per l’aeroporto, altrimenti, a scatola chiusa, non siamo più disposti a venire incontro alle esigenze della Sogas. Serve, ripeto, una strategia concreta per lo sviluppo dell’aeroporto e, per fare questo, chiediamo la nomina di tecnici esperti che conoscano le dinamiche aeroportuali, così come è successo a Crotone dove, in un anno e mezzo, Marcella Maggiori ha rivoluzionato in positivo quello scalo”.  “Il nostro aeroporto – ha sottolineato Scopelliti – a livello di gestione è il peggiore della Calabria, nonostante abbia tutte le potenzialità per diventare un’infrastruttura strategica per lo sviluppo del territorio. Siamo riusciti a far scappare la Provincia di Messina, indispensabile per il futuro del “Tito Minniti”. Abbiamo atteso la realizzazione del pontile per circa dieci anni, mentre adesso siamo tornati ai bus facendo un preoccupante passo indietro. Se non riusciremo a coinvolgere l’altra sponda per arrivare ad un traffico di 600 mila passeggeri annui, non ci sarà mai il grande aeroporto dello Stretto a cui tutti aspirano. Io credo che ci siano i presupposti per dare una svolta a questo aeroporto, ma è fondamentale eliminare i vincoli che hanno tenuto lontane da Reggio, sino a questo momento, le compagine charteristiche, compresa Rynair. In sei mesi questi vincoli potrebbero essere tolti. La Regione farà la sua parte, noi ci siamo, con i fatti: nel bilancio abbiamo previsto 8 milioni di euro per rilanciare gli aeroporti calabresi”. “Le scelte di Alitalia – ha concluso Scopelliti – non ci trovano ovviamente d’accordo, ma per contrastarle dobbiamo fare sinergia proponendo a questa compagnia una controproposta di sviluppo per l’aeroporto dello Stretto. Chiederemo a Sabelli qual è la strategia di Alitalia, ma non possiamo più rimanere soggetti passivi, perché di tempo ne è già trascorso tanto”.

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Regione Calabria: la soddisfazione del Presidente Scopelliti per il rilascio del volontario Francesco Azzarà

"La liberazione di Francesco Azzarà è una notizia che ci riempie di gioia. Speriamo di riabbracciare presto nella nostra terra il giovane volontario di Emergency rapito ad agosto”. Lo dichiara – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta regionale – il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti. “A nome di tutti i calabresi voglio esprimere un sentito ringraziamento alle autorità italiane che hanno operato con grande professionalità e discrezione per raggiungere questo importante obiettivo.

Il mio pensiero va anche ai familiari di Francesco, alla comunità di Motta San Giovanni ed a tutti coloro i quali sono stati vicini al giovane volontario”.

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Regione Calabria: la Giunta ha approvato un progetto d’informatizzazione della gestione degli screening oncologici

La Giunta regionale si è riunita sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Scopelliti, con l’assistenza – informa una nota dell’Ufficio stampa – del Dirigente generale Francesco Zoccali. Su proposta del Presidente Scopelliti è stata approvata la convenzione con la Regione Piemonte per la costituzione, a titolo gratuito, del diritto di uso del programma applicativo informatico per la gestione degli screening oncologici nel campo del carcinoma mammario, della cervice uterina e del colon retto. Su proposta dell’Assessore al Bilancio Giacomo Mancini è stato approvato il Piano di valorizzazione ed alienazione degli immobili regionali per il 2012. Su proposta dell’Assessore all’Ambiente Francesco Pugliano è stato deliberato di costituire l’ osservatorio regionale per la biodiversità con un protocollo d’intesa tra Regione e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare.

Su proposta dell’Assessore all’Agricoltura Michele Trematerra, di concerto con il Sottosegretario alla Presidenza, con delega alle Riforme, Alberto Sarra, sono stati  approvati due Disegni di legge, uno concernente l’istituzione dell’Azienda regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura calabrese, avente natura di ente pubblico economico; l’altro, invece, prevede le misure  utili per l’ammodernamento e lo sviluppo dell’agricoltura. I due provvedimenti passano, ora, all’esame del Consiglio regionale.

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Vibo Valentia: al “Calabria Film Festival” una nuova star a sorpresa, Pier Francesco Favino

Dopo Valentina Cervi, c’è una new entry alla quarta edizione del “Calabria Film Festival”, che si sta a svolgendo a Vibo Valentia:  Pierfrancesco Favino. L’attore romano infatti, arriverà domani, sabato 17 dicembre, per l’ultima giornata dell’importante kermesse cinematografica.  L'esordio cinematografico di Favino avviene nel 1995, quando Lino Capolicchio lo inserisce nel film “Pugili”, con Antonella Attili. Da quel momento in poi comincerà a recitare per diversi registi, molti dei quali anche alla loro opera prima. Per Stefano Reali interpreta “In barca a vela contromano” (1997), passa poi al cinema d'autore di Marco Bellocchio con “Il principe di Homburg” (1997). Recita perfino in un film tv americano “Bonanno: A Godfather's Story” (1999) di Michel Poulette, accanto a Martin Landau. Ricky Tognazzi lo sceglie per “I giudici – Vittime eccellenti” (1999), poi passa alla fiction, quella religiosa, entrando nel cast di “Padre Pio” (2000) di Carlo Carlei, che vede Sergio Castellitto nei panni del frate con le stigmate. Dopo essere entrato nel cast de “La carbonara” (2000) di Luigi Magni, sceglie “L'ultimo bacio” (2000) di Gabriele Muccino.

Seppur brevissima, la sua recitazione è intensa e illuminante. Bersagliere nella miniserie tv “Cuore” (2001), re-indossa i panni del soldato nel bellico “El Alamein” (2002) di Enzo Monteleone. “Da zero a dieci” (2002) di Luciano Ligabue e il film tv “Gli insoliti ignoti” (2003) arricchiscono la sua filmografia, come del resto “Le chiavi di casa” (2004) di Gianni Amelio. E dopo “Mariti in affitto” (2004) con Maria Grazia Cucinotta, fa incetta di premi con “Romanzo criminale” (2005) di Michele Placido nel ruolo de Il libanese, criminale della banda della Magliana. Impossibile non premiarlo con il David per il miglior attore non protagonista e il Nastro d'Argento come miglior attore protagonista.Fra i fondatori dell'Actor's Center di Roma, torna alle origini, diretto ancora una volta da Negrin per la fiction “Gino Bartali – L'intramontabile” (2006) e cerca la strada americana, all'inizio nella piccola parte di un bronzeo Cristoforo Colombo in “Una notte al museo” (2006) di Shawn Levy e poi nella parte dell'oscuro Lord Glozelle ne “Le Cronache di Narnia – Il principe Caspian” (2008). Ma non dimentica l'Italia, e dopo aver recitato per Giuseppe Tornatore ne “La sconosciuta” (2006), interpreta un intenso omosessuale in lutto in “Saturno contro” (2006) di Ferzan Ozpetek. Nel 2008 lo vediamo ne “L'uomo che ama” di Maria Sole Tognazzi, in “Pane e libertà” di Alberto Negrin e nel film di Spike Lee che racconta la tragedia dei soldati americani nel paesino toscanao di S.Anna di Stazzema durante la Seconda Guerra Mondiale, “Miracolo a Sant' Anna”. Nel 2009 torna in America per recitare nel thriller diretto da Ron Howard e basato sull'omonimo romanzo best-seller di Dan Brown, “Angeli e Demoni”. Nel 2010 è ancora protagonista con ben tre film: “Figli delle stelle” di Lucio Pellegrini, “Cosa voglio di più” di Silvio Soldini e con il sequel de “L'ultimo Bacio” di Gabriele Muccino, “Baciami ancora”. Poi Lucio Pellegrini ne fa il cardine delle proprie creazioni, rendendolo protagonista dei suoi ultimi due film: “Figli delle stelle” (2010) e la commedia “La vita facile” (2011).

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Vibo Valentia: gli studenti protagonisti del convegno “Cinema e legalità” al “Calabria Film Festival”

Rispetto delle regole, cultura, lavoro, formazione del senso critico. Sono questi i cardini sui quali si è incentrato il dibattito al polo culturale Santa Chiara di Vibo Valentia, scaturito all’interno del convegno “Cinema e legalità” organizzato dalla Fondazione Calabria film commission quale perno del Calabria film festival. L’importanza dei quattro concetti è stata riassunta dal presidente della Fondazione, Gianluca Curti, che ha presieduto l’incontro affiancato dal procuratore generale di Roma, e già sindaco di Vibo Valentia, Elio Costa, dall’attuale primo cittadino Nicola D’Agostino e dal direttore artistico della manifestazione Alessandro Russo. Il presidente Curti ha portato i saluti degli illustri relatori che non hanno potuto partecipare direttamente per sopraggiunti impegni istituzionali: dal magistrato Ferdinando Imposimato, «un eroe che per combattere le brigate rosse ha subito anche la perdita del fratello per mano dei terroristi», alla direttrice del carcere di Reggio Calabria Maria Carmela Longo, con la quale la Fondazione ha improntato un percorso di collaborazione all’insegna della cultura e della legalità, per finire con il prefetto di Vibo Valentia, Luisa Latella, impossibilitata a partecipare per un imprevisto dell’ultimo minuto.

Alla fine anche l’intervento del delegato del presidente Scopelliti, Giuseppe Agliano, il quale ha portato al dibattito una visione sia da appassionato che da rappresentante istituzionale, con idee e proposte. L’incontro, dopo l’introduzione di Curti, è stato aperto da un collegamento in videoconferenza dell’assessore regionale alla Cultura, Mario Caligiuri, grande sostenitore, insieme al presidente Giuseppe Scopelliti del quale ha portato i saluti, delle iniziative della Fondazione. Caligiuri ha parlato del festival come di «un’occasione straordinaria per Vibo e la Calabria di affacciarsi ad un mondo capace di arrivare alla gente, mettendo in vetrina le bellezze di questa terra e la sua storia millenaria». Entrando nell’argomento del convegno, l’assessore ha spiegato che la lotta alla criminalità si muove su tre livelli: «La repressione, per dimostrare che lo Stato è più forte dell’antistato; lo sviluppo economico, strumento col quale si può togliere l’ossigeno alla mafia; e soprattutto la cultura, la prima arma di difesa dai poteri criminali. Su questo – ha evidenziato – il lavoro che sta facendo la Film commission è straordinario». Nell’occasione ha ricordato che a Nicotera, in un bene confiscato alla mafia, verrà realizzato un centro di cinematografia, ed ha proposto al presidente di fare lo stesso in altre due strutture confiscate a Gioia Tauro; proposta, questa, accolta subito con favore da Gianluca Curti. Proprio per promuovere la cultura della legalità, Mario Caligiuri è stato lieto di annunciare che il bando col quale è stato proposto alle scuole dei comuni della regione maggiormente oppressi, di prolungare il tempo didattico, è stato addirittura finanziato con 9 milioni di euro tante erano le richieste. «La Calabria – ha concluso – guarda con grande interesse a ciò che fa la Film commission, perché si prodiga tantissimo per promuovere la nostra regione». Dopo la proiezione di un breve filmato per esplicitare gli scopi che si propone di raggiungere la fondazione – con l’incipit: “Porteremo la Calabria nel mondo e il mondo in Calabria” – la parola è passata al sindaco D’Agostino. Il quale ha spiegato che «parlare di cinema e legalità è anche un modo per avvicinare le generazioni», parlando di un cinema capace di «mostrare a tutti storie che altrimenti in pochi conoscerebbero, storie come quella di Impastato o di altri grandi personaggi d’Italia». Ma l’aspetto che più di tutti è stato caratterizzante del convegno è rappresentato dalla partecipazione degli alunni di due classi – la seconda e terza F del liceo Scientifico “Giuseppe Berto” di Vibo Valentia – che con le loro domande hanno innescato un dibattito incentrato sui più diversi aspetti legati proprio a cinema e legalità. Particolarmente sentito è stato il discorso del presidente Curti: «E’ importante – ha detto rivolgendosi agli studenti presenti e attenti – pretendere il rispetto dei nostri diritti. In un mondo in cui si vogliono far passare i diritti come una regalia, sappiate che dovrete lottare con tutte le vostre forze per imporvi. Non arrendetevi mai, può capitare che arrivi un momento in cui bisognerà scegliere da che parte stare. Scegliete di stare con i buoni, la legalità ci ripagherà di tutto. La cultura ci ripagherà di ogni cosa». Per spiegare il concetto ha riportato l’esempio di Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra ad appena 25 anni perché aveva deciso di fare il suo mestiere, di raccontare ciò che vedeva senza distorsioni: «Lui era un giornalista-giornalista, uno che raccontava ciò che vedeva. Per questo era scomodo, per questo è stato ucciso. Ma è grazie a gente come lui, ad eroi come i magistrati che combattono tutti i giorni contro il malaffare, che possiamo dirci liberi». Vivace e pertinente è stato il dibattito con i ragazzi, che hanno posto agli ospiti domande incalzanti sui temi del convegno. Curti, Costa, D’Agostino, Russo non si sono sottratti. Hanno spiegato ai ragazzi – in risposta a domande precise – che sì, a volte il cinema porta in primo piano eventi spiacevoli che accadono in Calabria come al Sud in generale, ma che compito dei film «non è cambiare il mondo – ha detto il giudice Elio Costa -, ma offrire gli strumenti per leggerlo e comprenderlo da diverse angolature». Che a volte sì, è difficile lavorare in Calabria, ma la gente perbene alla fine trionfa, che la cultura trionferà sempre sull’ignoranza, che la mafia, di ignoranza, si ciba. E che l’ignoranza provoca soltanto danni al tessuto economico e sociale di un territorio. Un dibattito intenso, uno scambio di vedute con chi rappresenta il futuro, i giovani appunto, che dovranno trovare la forza – è stato ribadito – di imporsi al cospetto di una società apatica, che spesso non privilegia la meritocrazia. E’ uscito fuori, alla fine, un messaggio importante, fondamentale: il cinema, come altre arti, è cultura. La cultura è alla base di ogni civiltà, e l’Italia è fortunata ad avere un patrimonio che rappresenta il 65% del totale in tutto il mondo. Per questo bisogna lavorare e investire nel settore. Infine anche l’intervento della professoressa Eleonora Rombolà, accompagnatrice dei ragazzi e sostenitrice del progetto che ha portato la III F a vincere il concorso nazionale “Legalità nel quotidiano”, con la premiazione avvenuta a Roma qualche giorno fa. Un contributo importante, come gli altri, per dire che la Calabria c’è. E del processo di rivoluzione culturale vuole essere la principale protagonista.

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“Dal Golfo allo Stretto”, weekend enogastronomico

Il Centro Turistico Culturale “Calabria Etnica” di Reggio Calabria, col patrocinio della Camera di Commercio reggina e la collaborazione di numerose pro-loco del tirreno cosentino, organizza il week-end intitolato “Dal Golfo allo Stretto” alla scoperta delle peculiarità enogastronomiche dell’alto tirreno cosentino e delle bellezze e delle produzioni locali dello Stretto e dell’Area Grecanica reggina. Si comincia presso la nuova enoteca della Casa vinicola Criserà di Catona di Reggio Calabria sabato 17 dicembre alle ore 18,00 con il convegno “Economia locale e sviluppo sostenibile – esperienze e produzioni a confronto”. I lavori, introdotti e moderati da Rosario Previtera, esperto di sviluppo locale, prevedono gli interventi di Francesco Praticò, presidente dell’Associazione culturale “Calabria etnica”, di Francesca Tramontana in rappresentanza della Casa Vinicola Criserà ospitante la manifestazione, di Antonio Maurizio Loiacono dell’associazione organizzatrice, di Francesco Di Giorno, Presidente della Proloco di Praia a Mare e dell’Associazione “Il Mirto dell’Isola di Dino”, di Filomena Pandolfi presidente della proloco di S. Nicola Arcella e dell’associazione “La strada dei sapori e dei mestieri”, del delegato della Condotta Slow Food “Reggio Calabria – Area Grecanica”, del delegato del gruppo di acquisto solidale “GASLico”.

Concluderà i lavori il presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Lucio Dattola. A seguire vi sarà la degustazione dei vini della Casa vinicola Criserà e l’esposizione e la degustazione dei prodotti enogastronomici, dei prodotti Slow Food e dei prodotti a marchio De.c.o. (Denominazione Comunale di Origine)  della provincia cosentina e della provincia reggina. La musica della chitarra battente e della lira calabrese con i suonatori della Vallata del Sant’Agata, concluderà la manifestazione. Per domenica 18 dicembre invece, si prevede la visita guidata presso l’area grecanica: visita di Bova e delle “Cantine di Bova”, pranzo tipico. Di ritorno a Reggio presso la sede di Calabria Etnica (via D. Muratori 2/b)vi sarà l’esposizione dell’artigianato cosentino e reggino, nonché il concerto di zampogne dell’associazione “Zampognari di Cardeto” e quindi l’immancabile aperitivo tipico.

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Comune di Reggio di Calabria: il Consigliere Imbalzano sulla liberazione di Francesco Azzarà

“Per noi è già Natale. Non poteva arrivare regalo più bello della notizia della liberazione di Francesco  Azzarà, il cooperatore di “Emergency” rapito il 14 agosto scorso a Nyala in Darfur”.  E’ quanto afferma il vice presidente del Consiglio comunale Emiliano Imbalzano, subito dopo la notizia  della liberazione di Francesco, rimbalzata dal Darfur. “Dalle 16 di oggi, ora in cui si è avuta conferma dell’avvenuta liberazione, il paese di Francesco, Motta San Giovanni, Reggio e l’intera Calabria sono in festa. Era una notizia che attendevamo da tempo con ansia – ha aggiunto Imbalzano che parla di “risultato che premia gli sforzi condotti a tutti i livelli istituzionali. Non solo attraverso l’esposizione di manifesti con la foto di Francesco nelle piazze di tutte le città d’Italia,  ma soprattutto attraverso un costante e convinto lavoro di mediazione che ha coinvolto per oltre quattro mesi  i massimi livelli istituzionali del nostro Paese”. “Attendiamo raggianti adesso il ritorno di Francesco in Italia a cui abbiamo il dovere di tributare tutto il nostro affetto.  Lo faremo certamente, accogliendolo a Palazzo San Giorgio.  Francesco, con il suo impegno, la sua competenza  – ha proseguito Emiliano Imbalzano –  ha diffuso nel  mondo, attraverso la sua pur  brutta   avventura, una immagine positiva della Calabria, e dei giovani di questa regione, che sono sempre pronti a mettersi in gioco ed a dimostrare il loro valore umano e professionale a qualsiasi latitudine.

Sono certo che Francesco Azzarà, nonostante il lungo e difficile periodo di prigionia vissuto in Darfur non verrà meno al suo impegno di proseguire il suo lavoro di cooperante di Emergency in una delle aree più travagliate del pianeta”. “So già che dovremo attendere ancora qualche giorno per rivedere e riabbracciare Francesco, ma posso fin da ora assicurare che l’accoglienza che gli riserveremo in Calabria sarà davvero eccezionale”.

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Vibo Valentia: al “Calabria Film Festival” incontro con Tonino De Bernardi

Un viaggio in orizzontale e in verticale, tra generazioni, culture e geografie. “Ed è così. Circa. Più o meno” l’opera presentata dal regista Tonino De Bernardi, questo pomeriggio durante quindi l terzo giorno della IV edizione del festival cinematografico della Calabria presso l’auditorium della Scuola di Polizia. De Bernardi, sia prima che dopo, ha voluto raccontarsi e raccontare il suo lavoro, sottolineare la sua poetica informale e sperimrntale, così come il suo modo di essere. Il suo lavoro rispecchia in profondità il suo sentimento rivelando un mondo che è destinato a scomparire, quello contadino, presente nella sua autenticità, ma destinato a morire, perché i personaggi che ancora lo incarnano, come dei sopravvissuti, sono anziani. L’innesto con il mondo dell’infanzia sembra presagire ad una speranza, negli sguardi vivi e meravigliati dei bambini a contatto con la natura. L’indefinitezza del titolo sembra rievocare l’uomo in crisi di Luigi Pirandello, nel dramma “Così è se vi pare”. Al contrario però De Bernardi non indossa nessuna maschera.

Nella sua opera è visibile una ricerca, una rievocazione di un mondo lontano ma anche vivo, come le campagne piemontesi, in cui la simbiosi tra animali, natura e persone non conosce confini, ma anche nel rapporto tra le generazioni (anziani/bambini) in cui sembra identificarsi la catarsi del parto finale di una mucca in presa diretta. Sette capitoli come sette tessere di un mosaico in cui si vivono i contrasti di culture ed esperienze diverse, con una struttura ciclica e una climax: dagli ambienti indefiniti immersi nella nebbia del primo capitolo, ai paesaggi soleggiati con i bambini, in cui i contorni della realtà sono nitidi, e il leit-motiv della campagna e del mondo contadino ritornano e scandiscono il ritmo del film, che diventa poi il messaggio forte, nella incerta del resto, così come il canto finale in lingua portoghese (richiamando il fado) e in italiano. De Bernardi non ama definire il suo lavoro come documentarista, ma opera personale, originale, di testimonianza, con un messaggio sociale e spirituale, contrassegnata dal canto patetico di una cantante professionista che è sempre presente nei suoi lavori; una sorta di linguaggio universale che possa liberare l’uomo dalle sovrastrutture e dal dramma della vita disperata di un ragazzo brasiliano e di una ragazza nigeriana usciti dal mondo della prostituzione e della morte nell’episodio della sepoltura in Grecia, con il rito ortodosso. Il suo viaggio nei mondi, dalla sua terra natia, il Piemonte, all’India, alla Grecia, per ritornare infine con l’atto finale della nascita e del canto. Un crescendo che vuole mandare un messaggio di vita e di speranza, ma dal suo personale punto di vista, come ritorno alla semplicità di un mondo che ha un legame profondo con la terra, da cui si puoi rigenerare l’uomo nuovo. Senza queste radici, non ci può essere salvezza per le generazioni future, come ha avuto modo di spiegare, alla luce anche della sua attività pedagogica con i ragazzi della scuola media come docente. Tra i suoi lavori pregressi , si ricorda “Il mostro verde” (1967), e diversi lavori informali e sperimentali, che entrano nel circuito underground italiano ed europeo. Nel 1999 realizza “Appassionate”, una storia di amore e morte ambientata a Napoli degli anni ’30 e scandite da canzoni dell’epoca. Con “Rosatigre” (2000) riconferma il suo amore per l’Italia meridionale.

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