Triestina – Reggina: 0-4. Triestina (4-4-2): Colombo; D’Ambrosio, Brosco, Scurto e Malagò (dal 14° Sabato); Antonelli, Matute (dal 55° Longoni), Testini (c) e Filkor; Godeas e Marchi. In panchina: Viotti, D’Aiello, Gissi, Della Rocca e Bariti. All.: Iaconi. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Laverone (dal 72° Zizzari), Rizzo, Viola, Missiroli (c) e Rizzato; Campagnacci (dall’81° Sy) e Bonazzoli (dal 72° Burzigotti). In panchina: Marino, Costa, Barillà, Tedesco e Sy. All.: Atzori (nella foto con Foti il giorno della sua presentazione). Arbitro: Velotto di Grosseto. Assistenti: Masotti di Bologna ed Argiento di Frattamaggiore. Quarto uomo: Belluti di Trento. Marcatori: Bonazzoli al 36° ed al 67°, Missiroli al 75° e Viola al 76°. Ammoniti: Matute al 17° e Bonazzoli al 66°. Recupero: 1’ (p.t.) e 0’ (s.t.).
Note. I precedenti. Gli amaranto sono alla quarta apparizione al “Nereo Rocco” di Trieste dopo 2 sconfitte (uno rimediata nello scorso torneo, 2 a 1 per i padroni di casa con goal di Della Rocca, Missiroli e Colombo, e l’altra nel lontano 1989, 2 a 0 con reti di Lerda e Consagra) ed 1 pareggio nel 1990, 0 a 0. Gli ex. Tra gli amaranto Colombo (con la Triestina 795 minuti la scorsa stagione più 180 nei playout, 3 goal di cui uno, come detto, alla Reggina) e tra i padroni di casa l’allenatore Ivo Iaconi (14 partite lo scorso torneo, parentesi tra Novellino e Breda, e 17 punti conquistati). Gli allenatori. Atzori mai in campionato contro la Triestina ed 1 vittoria contro Iaconi in un Ravenna Cremonese del 2008; Iaconi mai contro la Reggina. L’arbitro Velotto: 2 volte con la Reggina sempre fuori casa (una vittoria ad Ancona ed una sconfitta a Modena nel 1997), e 10 volte con la Triestina (3 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte). (Dati statistici in collaborazione con Domenico Durante). Cronaca e commento. Primo tempo. Al 6° prima puntata reggina dalle parti della porta difesa da Colombo. Viola, su punizione, pennella un cross in area dove Cosenza colpisce di testa ma angolando troppo e spedendo la palla sul fondo alla sinistra del portiere di casa. Al 12° ancora Reggina. Rizzo conquista palla sulla propria trequarti e s’invola verso l’area avversaria e serve Campagnacci che, defilato a sinistra, si accentra e tenta la battuta a rete ma respinta da un difensore. Un minuto dopo è Laverone a provarci da fuori area, ma Colombo para a terra con il pallone non destinato nello specchio della porta. Al 15° calcio di punizione per la Reggina dal vertice sinistro dell’area di rigore, cross al centro con Bonazzoli, prima, ed Acerbi, poi, che non ci arrivano. Partita piacevole con entrambe le squadre che provano a superarsi reciprocamente giocando apertamente, la Reggina ha il predominio del gioco ma la Triestina non sta solo a guardare. I ritmi calano troppo presto e, praticamente per 15-20 minuti di fila, non succede nulla di rilievo se non una conclusione di Testini che termina debolmente tra le braccia di Puggioni. Al 36° la Reggina passa in vantaggio. E lo fa ancora con Bonazzoli (giunto all’ottavo goal stagionale, il settimo in sei gare consecutive: in pratica, dopo lo 0-4 rimediato a Padova alla quarta giornata, non hai mai più smesso di andare a segno e realizzando anche una doppietta con il Modena) che, raccogliendo un cross basso di Rizzato, dopo una finta di Missiroli, batte di sinistro Colombo con un tiro secco. Reggina meno bella rispetto, per esempio, al secondo tempo contro il Pescara, ma sempre e comunque estremamente pratica ed, oseremmo dire, cinica vicina alla sua quinta vittoria nelle ultime sei gare, la quarta consecutiva. Aztori ed i suoi uomini, la cui età media è la più bassa del campionato, stanno davvero facendo un ottimo lavoro. E’ come se il mister fosse la mente ed il suo nugolo di giovani ambiziosi e spregiudicati il braccio. Un merito speciale, secondo noi, va non solo ad Atzori ma a tutto il suo staff a cominciare dal suo preparatore atletico Carlo Simionato. Al 43° Reggina ancora vicina al goal. Missiroli riceve da Rizzato in dubbia posizione e mette al centro dove Sabato anticipa di un soffio ancora Bonazzoli in agguato. Al 44° la Triestina si fa viva e va vicina al pareggio con…Acerbi. E’ infatti l’esterno sinistro amaranto a deviare verso la sua porta un cross basso di Antonelli, l’attento Puggioni ci mette una pezza e devia in corner. Il primo tempo, di fatto, finisce qui dopo un solo minuto di recupero. Secondo tempo. La seconda frazione di gioco inizia con un grossolano errore di Brosco che rischia di regalare il raddoppio alla Reggina per merito di Campagnacci lesto, sul retropassaggio del difensore alabardato verso il portiere Colombo, ad intromettersi non raggiungendo il pallone per un soffio. Al 53° bellissima azione degli amaranto costruita con tocchi di prima nella propria metà campo tra Missiroli, Rizzato e Campagnacci e finalizzata ancora da Rizzato con un cross che impensierisce non poco il portiere Colombo con Bonazzoli pronto ad intervenire all’occorrenza. Al 58° altra occasione importante per gli uomini di Atzori. Viola conquista palla sulla trequarti avversaria e serve Missiroli che, entrato in area, cerca di accentrarsi per cercare lo spazio per il tiro, ma non lo trova e l’azione sfuma. Al 64° la Triestina con Marchi protesta per un presunto fallo di mano in area di Acerbi sul suo tiro da fuori area. Le immagini mostrano Acerbi, andato a contrapporsi al tiro, girato di spalle rispetto al giocatore di casa, ma con le braccia larghe per cui è probabile che abbia intercettato il pallone con il braccio sinistro ma improbabile che l’abbia fatto volontariamente. Al 67° la Reggina raddoppia ed indovinate con chi? Si, è ancora Bonazzoli a battere Colombo. Rizzato crossa al centro per Missiroli che si allarga, si gira e rimette al centro dove l’ariete amaranto batte di testa il portiere di casa con un tiro che s’insacca alla sua sinistra. Incredibile: nono goal stagionale che gli vale leadership solitaria nella classifica dei cannonieri, ottavo goal nelle ultime sei partite e seconda doppietta stagionale dopo quella contro il Modena. Reggina sempre più vicina, quindi, alla conquista della quarta vittoria consecutiva, la quinta nelle ultime sei gare ed a quota 20 in classifica sui 30 punti complessivamente disponibili. Atzori cambia: fuori Bonazzoli per Burzigotti e Laverone per Zizzari. Al 75° la Reggina chiude l’incontro. Corner da sinistra battuto da Viola, palla in area dove svetta capitan Missiroli che batte ancora Colombo con un colpo di testa sotto la traversa. Un minuto dopo e Viola sigilla a sei mandate il risultato con un tiro di sinistro da fuori area che batte questa volta il colpevole Colombo qualche metro in avanti oltre la linea di porta. Che Reggina! A quasi un quarto di campionato giocato, i tifosi possono (ri)cominciare a tornare allo stadio riempiendo le tribune a partire dalla gara di sabato prossimo contro l’Empoli allenata dall’ex giocatore amaranto Alfredo Aglietti. Nessun entusiasmo spropositato, ma andiamo avanti con i piedi per terra partita dopo partita annotando i progressi che questa squadra fa di volta in volta e constatando che, non ce ne voglia nessuno, la vera forza di questo gruppo è Gianluca Atzori. Un uomo che sa quel che vuole, determinato, ambizioso e che ha imparato tanto dall’esperienza negativa di Catania. Accanto a lui, ovviamente, un gruppo di giovani giocatori che lo seguono, da lui imparano e, soprattutto, assimilano nozioni e carattere. Questi ragazzi meritano di avere con se il pubblico allo stadio, stanno lavorando sodo e stanno raccogliendo risultati probabilmente non immaginati e che l’anno scorso erano solo un miraggio. Quest’anno, piuttosto che sparare proclami, piuttosto che smantellare una squadra e rifarla di sana pianta per avere eventuali futuri meriti (mai arrivati, anzi), piuttosto che allontanare giocatori e/o allenatori “antipatici” (chiedere a Puggioni e/o a Pillon l’anno della retrocessione), piuttosto che essere ed apparire presuntuosi ed arroganti senza che ne sia ravvisata l’opportunità o che ne si abbia titolo per esserlo, piuttosto che tutto il resto a cui abbiamo assistito nelle ultime due stagioni, questi giovani calciatori, questo giovane allenatore, questo “giovane” modo di agire da parte della Società (che pure ha moltissime responsabilità sulla retrocessione nel 2009 e sulla stagionale fallimentare terminata a maggio), sta dimostrando con i fatti che merita i risultati che sta ottenendo con fatica, sudore e, soprattutto, umiltà. Brava Reggina, così Reggio ti vuole, così Reggio (ri)tornerà ad AmArti AncorA!