
Reggina-Atalanta: 0-0. Reggina (3-5-2): Puggioni (nella foto); Adejo, Cosenza ed Acerbi; Colombo, Rizzo, Tedesco, Castiglia (dal 62° Barillà) e Rizzato; Bonazzoli (c) (dal 92° Zizzari) ed A. Viola (dal 79° Campagnacci). In panchina: Kovacsik, Laverone, Giosa e Montiel. All.: Atzori (nella foto). Atalanta (4-4-2): Consigli; Raimondi, Talamonti, Capelli e Bellini; Ferreira Pinto, Barreto (dal 79° Delvecchio), Carmona e Doni (c); Marilungo (dal 72° Bjelanovic) e Tiribocchi (dal 63° Ruopolo). In panchina: Frezzolini, Peluso, Ferri e Ceravolo. All.: Colantuono. Arbitro: Candussio di Cervignano del Friuli. Assistenti: Conca di Roma e Chiocchi di Foligno. Quarto uomo: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto. Ammoniti: Capelli al 14°, Raimondi al 36°, Puggioni al 36°, Marilungo al 40°, A. Viola al 47°, Cosenza al 51° e Doni al 75°. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Spettatori paganti: 855. Abbonati: 3565. Incasso al botteghino: € 12.855. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 4420. Incasso totale: € 35.232. Note. Una decina di tifosi atalantini sistemati nel settore a loro riservato con esposto uno striscione esaustivo: “Più di 1000 km per essere sempre al tuo fianco”.
Cronaca e commento. Primo tempo. Inizia la gara e sin da subito l’Atalanta pressa a tutto campo quasi a far comprendere perché è la prima della classe. Inizia anche per il capitano degli ospiti, Doni, che, evidentemente, ha qualcosa da dire al pubblico della Tribuna Est e da lì in poi sarà preso di mira ad ogni suo tocco di palla. Al 10° la prima azione degna di una qualsivoglia menzione. Le due squadre lottano a centrocampo tra passaggi sbagliati, anticipi e recuperi. Ne esce fuori la Reggina con A. Viola che apre a destra per Rizzo che crossa al centro dove Castiglia cerca un’improbabile sforbiciata lisciando il pallone e colpendo in volto un difensore nerazzurro. Al 12° ci prova A. Viola da fuori area ma il suo tiro è fiacco e termina sul fondo senza patemi per Consigli. L’Atalanta gioca un gioco maschio e fors’anche eccessivamente duro. Si “distinguono” per interventi al limite del cattivo due ex: prima Capelli (ammonito) su Colombo e poi Carmona (graziato) su A. Viola. La gara va avanti su ritmi abbastanza blandi, nessuna delle due formazioni vuole perdere e, di conseguenza, stanno molto accorte con l’Atalanta, come detto, un po’ più spregiudicata e propensa all’attacco. La Reggina, dal canto suo, ci prova ma stando attentissima a non prestare il fianco ai primi in graduatoria. Al 23° ci prova la Reggina. Azione manovrata che vede la palla tra i piedi di Bonazzoli, A. Viola, Tedesco, Rizzo e Colombo con quest’ultimo che, aggirato il diretto avversario, mette al centro dalla linea di fondo a sinistra mandando il pallone, però, troppo verso la porta avversaria e consentendo, quindi, una facile presa a Consigli. Al 29° è ancora la Reggina a portarsi in avanti. Castiglia chiude un triangolo con A. Viola e si porta sulla linea di fondo a destra da dove tenta il cross provvidenzialmente deviato in angolo da un difensore. Ci prova la Reggina, in una delle sue rare ripartenze in velocità, con Tedesco che alla fina allarga sulla destra per Rizzo. Il centrocampista amaranto, però, sbaglia clamorosamente il cross imboccando il pallone tra le braccia di Consigli. Al 36° l’arbitro Condussio sbaglia grossolanamente. Il pallone è alto a campanile e Puggioni esce e lo blocca resistendo ad un’alzata di gomito di Raimondi subito redarguito dal capitano Bonazzoli. Ne nasce un accenno di rissa subito sedato dagli stessi protagonisti. Ed è qui che Candussio sbaglia estraendo il cartellino giallo per Raimondi (giusto) e per Puggioni (inappropriato). Candussio evidentemente è in bambola ed a Raimondi sventola anche il rosso probabilmente immaginando di aver ammonito lui e non Capelli una ventina di minuti prima. Al 40° l’Atalanta va in goal. O meglio, sarebbe goal se Marilungo non realizzasse tentando di imitare ed emulare la “mano de Dios” che “aiutò” Diego Armando Maradona. Condussio stavolta è ben coadiuvato dall’assistente Conca ed ammonisce “Manolunga”, ops!, Marilungo. Ad onor del vero, la partita non è bella né dal punto di vista estetico, ovviamente, né da quello tecnico. E’ una gara disputata soprattutto sotto i dettami della tattica (forse esasperata) da entrambe le squadre. Atalanta più forte tecnicamente ma imbrigliata dalla ragnatela tessuta da Atzori ed i suoi uomini e Reggina, appunto, più impegnata a difendere che ad offendere. Il primoo tempo finisce qui dopo un solo minuto di recupero. Secondo tempo. Al 50° bella azione della Reggina in velocità. A. Viola conquista palla nel cerchio di centrocampo ed avanza a lunghe falcate, poco prima del limite dell’area allarga verso Rizzo che, di prima intenzione, serve rasoterra l’accorrente Colombo che batte al volo ma manda troppo largo sul fondo alla destra di Consigli. Ancora potenzialmente pericolosa la Reggina qualche minuto dopo. Colombo s’invola e serve Bonazzoli che crossa verso A. Viola che non arriva perché in ritardo. Più o meno la stessa azione un minuto dopo. A. Viola lascia sul posto il diretto avversario e si decentra sulla destra da dove crossa per il liberissimo Bonazzoli anticipato all’ultimo istante da un difensore. Ancora Reggina, ancora A. Viola al 56°. Scambio rapido con Bonazzoli e tiro di sinistro malamente alto. La Reggina s’impegna ed il match winner di Modena gioca allo strenuo seppur non preciso in fase realizzativa. Il pubblico presente gradisce ed applaude i suoi encomiabili sotto il profilo dell’impegno. La gara, adesso, sembra salire di tono per merito della squadra di Aztori che, liberatasi di una sorta di timore reverenziale, gioca più spigliata e meno timidamente. Al 58°, però, l’Atalanta si fa viva e pure pericolosamente. Carmona crossa da destra al centro dell’area dove Marilungo non arriva per un attimo all’appuntamento con il pallone da posizione centrale e favorevolissima. Entrambi i tecnici operano i loro primi cambi: Atzori toglie Castiglia ed inserisce Barillà e Colantuoni gli risponde escludendo “il tir” Tiribocchi e mandando in campo Ruopolo (già marcatore, con Bonazzoli, nell’1-1 dell’andata). Al 68° punizione calciata da Tedesco in mezzo all’area atalantina affollatissima, un difensore devia in corner. Colantuono cambia ancora: fuori Marilungo e dentro Bjelanovic. La gara non decolla, la tattica la fa da padrona e le due squadre si affrontano senza particolari rischi ma anche senza far temere nulla agli avversari. Meglio la Reggina della ripresa e, di conseguenza, peggiore l’Atalanta dei secondi 45 di gara. Gli allenatori effettuano altri due cambi: esce l’applaudito A. Viola per Campagnacci ed esce l’applauditissimo Barreto per Delvecchio per la terza ed ultima sostituzione di Colantuono. La partita, di fatto, finisce qui con entrambe le squadre “impegnate” in un’estenuante melina con la palla che termina all’avversario solo se un giocatore sbaglia il passaggio. Il pubblico non gradisce e fischia entrambe le contendenti. Certo, alla Reggina un punto contro la prima della classe non dispiace affatto. Nel recupero esce uno stremato Bonazzoli ed entra Zizzari, ma come detto la partita è finita almeno 15 minuti prima. Le due squadre, evidentemente, in campo, hanno stretto una sorta di patto di non belligeranza accontentandosi del pari e scontentando sia il pubblico sia chi ama il calcio. Pazienza. A volte, troppe volte, accade questo (nella migliore delle ipotesi). Candussio decreta la fine delle ostilità (si fa per dire) e si chiude sul classico risultato ad occhiali che non lascia scontento nessuno.