Serie Bwin, XXXI^ giornata: Reggina-Triestina 1-1

Reggina-Triestina: 1-1. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Colombo, De Rose, Tedesco (dal 14° N. Viola), Castiglia (dal 58° Barillà dal 62° Rizzo) e Rizzato; A. Viola e Bonazzoli (c). In panchina: Kovacsik, Costa, Sarno e Zizzari. All.: Atzori. Triestina (4-4-2): Colombo; D’Ambrosio, Cottafava (c), Malagò e Filkor (dal 79° Longhi); Antonelli (dall’85° Bariti), Gissi, Dettori e Miramontes; Godeas e Marchi (dal 64° Taddei). In panchina: Viotti, D’Aiello, Longoni e Testini. All.: Salvioni. Arbitro: Calvarese di Teramo. Assistenti: Carretta Padova e Stallone di Foggia. Quarto uomo: Mariani di Aprilia. Marcatori: Marchi al 9° ed Acerbi al 27°. Ammoniti: Cosenza al 23°, Colombo (R) al 30°, Malagò al 34°, Godeas al 40°, D’Ambrosio all’88° e Colombo (T) al 90°. Corner: 1-7. Recupero: 1’ (p. t.) e 4’ (s. t.). Spettatori paganti: 584. Abbonati: 3565. Incasso al botteghino: € 7.935. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 4149. Incasso totale: € 31.705. Note. Prima della stretta di mani tra giocatori e quaterna arbitrale, l’inno di Mameli a “ricordare” la settimana in cui si festeggeranno i 150 anni dell’unità d’Italia (vicina, ahinoi, solo a parole). Terreno di gioco in ottime condizioni, ma con il vento freddo a farla da padrone.

Cronaca e commento. Primo tempo. La prima occasione della gara è per gli ospiti. Lancio lungo per Marchi che scatta in contropiede partendo dalla propria metà campo. Lunga corsa dell’attaccante giuliano e, disturbato in maniera provvidenziale da Cosenza, di decentra e crossa in area dove arriva Adejo a sbrogliare la matassa ed a mettere in corner. All’8° la Reggina va in goal. O meglio, A. Viola mette in rete un assist di Bonazzoli ma l’arbitro aveva già interrotto il gioco per posizione irregolare dello stesso Viola. In vantaggio, questa volta in maniera regolare, ci vanno gli ospiti un minuto dopo. E’ il 9° e Marchi è lestissimo a recuperare un pallone deviato da Puggioni su un pallone svirgolato da Adejo ed indirizzato nella sua porta dopo un cross. A prescindere dal goal subito, in maniera rocambolesca e grazie all’ennesima distrazione difensiva di Adejo, la Reggina non si può certo dire che abbia iniziato bene questa partita. E’ la Triestina, infatti, ad impensierire la retroguardia amaranto in più occasioni: Marchi prima con Adejo ad arrancare ed a mettere in corner, ancora Marchi, qualche minuto dopo, a mettere in rete uno svarione dello stesso Adejo e Filkor un istante fa, al 15°, a calciare alto da fuori area. Insomma, la Reggina non c’è ed occorre che scenda in campo prima di fare frittata e figuraccia (se la Triestina è ultima almeno un motivo ci sarà). Nel frattempo, al 14°, Atzori è costretto ad effettuare la prima sostiuzione: esce l’infortunato Tedesco ed entra Nicolas Viola e far coppia in campo con il fratello Alessio. Al 20° la Reggina va vicina al pareggio con De Rose che, su cross da sinistra di Acerbi, colpisce di testa mandando il pallone a sbattere sul palo. Tutto inutile giacché l’assistente dell’arbitro che agisce sotto la tribuna, tale Carretta, è attentissimo alle offensive amaranto ed a segnalare gli offside (reali o presunti che siano) così come in quest’occasione. La Reggina di oggi è irriconoscibile, evidentemente entrata in campo con l’atteggiamento più errato che una squadra possa assumere: quello di considerare già vinta la gara sol perché l’avversario è ultimo in classifica presumendo che, ormai, giochi solo per impegni già presi. Al 25° è ancora pericolosa la formazione di Salvioni con Antonelli che, ricevuto un assist di petto di Godeas, batte a rete vedendo il pallone deviato in corner da Cosenza (lo 0-6 nel computo degli angoli a favore degli ospiti la dice tutta sul trend dello spezzone di gara sin qui disputato). Al 27° la Reggina, però, pareggia. Calcio di punizione da fuori area con Nicolas Viola sul pallone. Accanto a lui c’è Acerbi (nella foto) che, ricevuta palla, mira al palo più vicino e lascia secco il portiere Colombo che nulla può sulla bordata del difensore amaranto (e già genoano). E’ il secondo goal direttamente su punizione di Acerbi che, oggi, raddoppia quello realizzato qualche settimana addietro contro l’Albinoleffe in occasione della prima ed unica sconfitta casalinga della Reggina in questa stagione. Inutile dire che Acerbi si conferma essere senza dubbio il migliore dei suoi (non solo per il goal realizzato) anche in virtù della tecnica messa in mostra tanto da far sembrare assolutamente "strano" un suo intervento o un suo passaggio sbagliato. Al 31° c’è la risposta degli ospiti ancora con Marchi che, da fuori area, impegna severamente Puggioni costretto a “volare” sulla sua sinistra per evitare il peggio. La Reggina ci prova avendo come avversario, anche, il forte vento che gli soffia in faccia e che disturba ogni azione che non parta grazie a passaggi rasoterra (forse la Triestina si trova a suo agio giocando con il vento vista la consueta presenza della bora a Trieste). Al 45° altra occasione per la Triestina con Miramontes che, servito da un compagno a chiudere un triangolo, calcia malissimo vanificando il tutto. Secondo tempo. La prima occasione della ripresa è, al 6°, per Antonelli che, da fuori area, non inquadra la porta mandando sul fondo alla sinistra di Puggioni. Al 55° Castiglia commette un errore che può costare moltissimo. D’Ambrosio ha la palla sulla destra e se la porta fin quasi alla linea di fondo, il centrocampista amaranto tocca e per evitare il corner mantiene la palla in campo scivolando e lasciandola tra i piedi dello stesso giocatore giuliano. Cross al centro dell’area che supera Puggioni e trova Godeas alle sue spalla che, fortunatamente, colpisce di testa ma manda fuori da ottima posizione. Al 58° Atzori corre ai ripari per arginare le azioni offensive sulla fascia destra triestina: esce proprio Castiglia ed inserisce Barillà. La Reggina prova a vincere la gara costruendo azioni su azioni senza, però, per il momento, arrivare alla conclusione. De Rose si conferma una piacevolissima sorpresa, Acerbi lancia dalla sua metà campo verso Bonazzoli e/o A. Viola, Rizzato ci prova attraverso i cross da sinistra. Dopo Tedesco, esce per infortunio anche Barillà dopo soli 4 minuti di gara. Al suo posto entra Rizzo. Al 63° buona azione degli amaranto. Acerbi scambia con Rizzato ed entra in area defilato a sinistra, cross basso in area e Filkor sventa mettendo in corner (il primo, al 63°!). La partita, in questa fase, scivola via lenta e priva di emozioni. La Reggina ci prova, a dire il vero, ma appare lenta, impacciata e prevedibile, oltre che imprecisa come non mai in questa stagione. La Triestina, dal canto suo, si difende con ordine e non disdegna quelle ripartenze con cui ha, già in qualche occasione, impensierito la retroguardia amaranto. In sostanza, senza timore di smentite, potremmo dire che quella a cui stiamo assistendo è senza dubbio una brutta gara da parte degli uomini di Atzori. Forse una delle peggiori “Reggine” viste quest’anno. La cosa che lascia più perplessi è che gli amaranto sembrano svogliati, quasi apatici, in una gara che poteva e doveva dare delle conferme alle ambizioni di playoff della squadra del tecnico ciociaro. All’84° ci prova N. Viola da fuori area mandando, però, altissimo e sciupando così il recupero di un attimo prima di Rizzo. La Reggina è troppo lenta per infastidire un’ottima Triestina, quella vista oggi al “Granillo”. Certo, “ottima” per quello che ha fatto vedere qui a Reggio dov’è giunta senza per nulla dare l’impressione di essere quella che è ultima in graduatoria e, quindi, quasi “rassegnata” alla seconda retrocessione consecutiva (ricordiamo che lo scorso anno i giuliani retrocedettero al termine dei playout persi contro il Padova e che, poi, vennero ripescati per la concomitante scomparsa dal calcio che conta dell’Ancona). All’89° un sussulto amaranto. Calcio di punizione concesso da Calvarese per fallo di mano di D’Ambrosio (ammonito) quasi al limite dell’area, calcia Bonazzoli (assente per tutta la gara) ed il suo tiro supera rasoterra la barriera e termina ad un soffio dal palo alla destra di Colombo ormai battuto. Nel primo minuto di recupero, altra grossa occasione per la Reggina. Palla tra i piedi di A. Viola che, decentrato sulla destra, prova di sinistro ad aggirare il portiere Colombo con un tiro carico d’effetto. La palla, però, termina ancora una volta sul fondo. Al 92° ancora un’occasione per gli amaranto. Lancio in verticale di A. Viola per Bonazzoli che è in ritardo e neppure in scivolata riesce ad anticipare Colombo in uscita. La partita, dopo 4 minuti di recupero, finisce qui. Brutta Reggina ed occasione persa (per dirla in quattro parole). Adesso, lunedì 21 alle 20.45, appuntamento ad Empoli prima di ritrovarci qui, domenica 27 sempre alle 20.45, contro il Livorno dell’ex Novellino oggi corsaro a Torino.

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Serie Bwin, XXXI^ giornata: Reggina-Triestina (probabili formazioni e note)

Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Colombo, Rizzo, Tedesco, Barillà e Rizzato; A. Viola e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Costa, Castiglia, N. Viola, De Rose, Zizzari e Campagnacci. All.: Atzori. Triestina (4-4-2): Colombo; Filkor, Cottafava, Malagò e Longhi; Antonelli, Gissi, Dettori e Miramontes; Godeas (nella foto) e Taddei. In panchina: Viotti, D’Aiello, D’Ambrosio, Bariti, Gerbo, Testini e Marchi (nella foto). All.: Salvioni. Arbitro: Calvarese di Teramo. Assistenti: Carretta e Stallone. Quarto uomo: Mariani. Note. La Reggina. A Pescara, nella partita n. 720 in B, è arrivato il 274mo pareggio (132mo fuori casa). La striscia positiva assoluta sale a 6 dopo 3 vittorie (Modena-Reggina 1-2, Vicenza-Reggina 0-1 e Reggina-Frosinone 2-1) ed altrettanti pareggi (Reggina-Padova 1-1, Reggina-Atalanta 0-0 e Pescara-Reggina 0-0) pari a 12 punti. 5 punti in meno rispetto alla precedente, raggiunta nel girone d’andata di questo campionato, che era arrivata a 7 grazie a 5 vittorie (Reggina-Modena 4-0, Reggina-Vicenza 3-2, Frosinone-Reggina 1-2, Reggina-Pescara 1-0, Triestina-Reggina 0-4) e due pareggi (Atalanta-Reggina 1-1 e Reggina-Empoli 0-0) con, appunto, 17 punti conquistati.

Gianluca Atzori oggi contro la Triestina farà 80 tra  A e B con un bilancio al calcio d’inizio della gara contro gli alabardati di 28 vittorie, 26 pareggi e 25 sconfitte. Quello di Pescara è stato il settimo 0-0 in stagione (ben 5 nelle ultime 10  partite). Distanze: -10 dalla promozione diretta, -8 dalla terza posizione, -1 dalla quarta e +5 sulla settima (ma il Vicenza ha una partita in meno). Giacomo Tedesco, a Pescara, ha toccato quota 450 tra i professionisti giocando in A ed in B. Francesco Cosenza, invece, è giunto a quota 100 in B. La Reggina è: tra le prime 6 sia in casa che fuori; sesta considerando i risultati acquisiti nei soli primi tempi (scivolando 12ma nei soli secondi tempi); prima nelle ultime 3 partite, seconda nelle ultime 5 e terza nelle ultime 7. In 30 partite la Reggina è rimasta fuori dalla zona play off solo dalla prima alla sesta giornata, dalla  ventesima alla ventunesima ed alla 24ma, per un totale di venti giornate (il 66,6% del totale sin qui disputato). Nel periodo gennaio-marzo 2011, guida la speciale classifica il Piacenza con 20 punti, la Reggina è sesta con 15, chiude il Livorno con 8 (il Toro, tra le aspiranti alla promozione) è un gradino sopra al Livorno con 9. Per la seconda volta consecutiva, dopo il Frosinone, arriva a Reggio l’ultima della classe. I precedenti tra Reggina e Triestina. Gli incontri tra le due squadre che si affrontano oggi al “Granillo” si sono disputati solo in B a partire da quello del 13.05.1990 con vittoria amaranto per 2-1 grazie alle reti di Mariotto, pareggio di Consagra e definitivo vantaggio di Paciocco su rigore con tanto di “rabona”. E’ la quarta volta che gli alabardati giocano a Reggio dove hanno conquistato una sola vittoria e 2 sconfitte (ultimo confronto il 14.12.2009 con vittoria per 3-1 della Reggina con vantaggio giuliano di Testini e poi doppietta di Missiroli e goal di Pagano. La Triestina. E’ stata ripescata dopo essere retrocessa al temine della scorsa stagione al termine dello spareggio perso contro il Padova “grazie” alla decisiva sconfitta interna finale. E’ ultima in classifica generale con 27 punti frutto di sole 5 vittorie, di 12 pareggi e ben 13 sconfitte (è la squadra che ha vinto di meno e, con Frosinone, Sassuolo ed Albinoleffe, quella che ha perso di più). 23 sono i suoi goal fatti (il peggio della B) e 37 quelli subiti. Non segna da 235 minuti. Ha ottenuto 4 rigori a favore (tutti realizzati) e 2 contro (uno solo messo a segno dagli avversari). E’ a -5 rispetto al girone di andata. Subisce goal ininterrottamente da 4 giornate. Nelle ultime 5 giornate ha racimolato una vittoria, un pareggio e 3 sconfitte. La sua ultima vittoria risale al 12.02.2011 a Padova. In stagione ha avuto due allenatori: l’ex amaranto Ivo Iaconi (20 partite con una media punti di 0,8) e Valter Salvioni (10 partite e media punti “migliorata” portata ad 1,0). Nell’ultimo trimestre ha conquistato a gennaio 6 punti su 12, a febbraio 4 su 12, ed a marzo 0 su 6 (con un inesorabile 0 punti nelle ultime 3 giornate). La Triestina fuori casa. Ha conquistato 12 punti frutto di 2 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte. Ha realizzato 12 goal e ne ha subiti 23. Nelle ultime 5 partite esterne: una vittoria, 2 pareggi e 2 sconfitte. I suoi ultimi punti conquistati lontano dal “Nereo Rocco” risalgono alla vittoria di Padova ed è questa anche l’ultima volta in cui la Triestina ha mantenuto indenne la propria rete lontano da casa. I bomber della Triestina ed i goal agli amaranto. Testini: 6 goal ed un goal alla Reggina nella già citata gara del 14.12.2009; Marchi: 4 goal; Godeas: 4 ed un goal alla Reggina a favore del Messina nella gara del 14.04.2002 finita 1-0 per i peloritani; Della Rocca: un goal alla Reggina il 07.05.2010 nella gara vinta dalla Triestina per 2-1 con rete del vantaggio dello stesso Della Rocca, pareggio di Missiroli e rete decisiva di Colombo per i giuliani; Miramontes un goal alla Reggina con la maglia dell'Ancona il 17.10.2009 nella netta vittoria marchigiana al "Granillo" per 3-0 con reti di Mastronunzio su rigore, Miramontes appunto e Colacone. Bomber amaranto contro la Triestina. Emiliano Bonazzoli grazie alla doppietta nel 4-0 amaranto dell’andata a Trieste. Gli ex. Colombo: a Trieste 14 presenze per 1220 minuti giocati e 2 goal di cui uno alla Reggina proprio nella gara del 07.05.2010. Gli allenatori. Mai contro Atzori e Salvioni. Atzori contro la Triestina solo all’andata e Salvioni 2 volte contro la Reggina allenando l’Ancona con un bilancio a lui favorevole di una vittoria ed un pareggio. L’Arbitro. E’ il sig. Calvarese di Teramo, coadiuvato dagli assistenti Carretta e Stallone e dal quarto uomo Mariani. Calvarese ha diretto due partite in serie A dopo il debutto in Cagliari-Inter 2-1 del 24.05.2009. Oggi in B taglia il traguardo delle 52 presenze dopo il debutto in Grosseto-Piacenza del 07.09.2008. Ha decretato 20 rigori e ben 21 espulsioni. Con la Reggina manca la vittoria, dopo un pareggio e 3 sconfitte tutte venete: a Padova (4-0 con reti di El Shaarawi, Vicente e doppietta di Succi) in questo campionato ed a Cittadella (il 20.02.2010 per 1-0 con rete di Bellanzini) e in casa con il Vicenza (0-2 il 15.09.2009 con reti di Sgrigna e Bjelanovic) nello scorso campionato. L’ultima volta che ha arbitrato la Reggina è stata la gara casalinga con il Siena del 22.01.2011 terminata 0-0 mentre 5 volte ha diretto la Triestina che, con lui, vanta una vittoria il 10.10.2010 e poi 3 pareggi ed una sconfitta. Ultima nota: Calvarese ha decretato tre espulsioni contro la Triestina (ivi compreso l'ex tecnico Iaconi).

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(segue) Reggio Calabria: operazione “Reggio Sud”, Arma e GdF arrestano 33 presunti affiliati alla cosca “Ficara-Latella” e sequestrano beni per 60 milioni di euro agli arrestati

Contestualmente agli arresti, i Carabinieri di Reggio Calabria congiuntamente con la Guardia di Finanza stanno sequestrando 21 imprese, 6 terreni con fabbricati e numerosi beni mobili registrati, per un valore di 60 milioni di euro. L’indagine, denominata “Reggio Sud”, connessa alle precedenti operazioni “Reale”, “Reale 2”, “Reale 3”, “Il Crimine” e “Piccolo Carro”, ha consentito di delineare gli assetti interni della cosca, la sua operatività sul territorio e i condizionamenti esercitati nei confronti dell’economia legale. Tra i reati contestati agli indagati: associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni, estorsione, riciclaggio, porto e detenzione abusiva di armi, assistenza agli associati, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici ed altri reati, aggravati dall’aver favorito un sodalizio ‘ndranghetistico, da eseguire in Reggio Calabria, Voghera (PV) e Larino (CB).

L’indagine “Reggio Sud” ha consentito di tracciare non solo gli organigrammi dei due diversi gruppi, ma anche le attività criminali ed il reimpiego nell’economia legale dei proventi illeciti. La cosca era stata nel recente passato interessata sia dall’indagine “Reale”, in cui sono stati registrati i colloqui tra Giovanni Ficara (nella foto) e Pelle Giuseppe avvenuti nella casa di quest’ultimo nel mese di marzo 2010, che dall’indagine “Piccolo Carro” che aveva fatto luce sul ritrovamento di una macchina piena di armi ed esplosivi nei pressi del passaggio del corteo del Presidente della Repubblica, durante la sua visita alla città il 21 gennaio 2010. Anche le risultanza dell’indagine “Il Crimine” avevano interessato questa cosca il cui esponente Nino Latella era stato eletto nella carica di capo società della provincia della ‘ndrangheta, seconda per ordine d’importanza solo a quella del capo crimine. Le indagini hanno evidenziato dei contrasti all’interno della cosca tra due diverse componenti che facevano capo rispettivamente a Giovanni Ficara, arrestato nell’operazione “Reale” e Pino Ficara, oggi tratto in arresto. La cosca Ficara-Latella riusciva a pilotare anche gli appalti pubblici, facendoli assegnare a proprie società controllate, come dimostra la vicenda legata all’appalto per il centro globale di revisione della motorizzazione civile di Reggio Calabria, in cui il responsabile del procedimento ha invitato 5 ditte di cui 4 riconducibili ai Ficara  ed una sicuramente non interessata alla commessa. Sempre all’interno della motorizzazione civile, alcuni affiliati sono riusciti ad ottenere la patente nautica, risultando comunque idonei, senza aver mai superato l’esame scritto. Come ha anche dimostrato l’indagine “Il Crimine”, il capo cosca Giovanni Ficara aveva spostato i propri interessi nella provincia di Milano, in previsione dei lavori dell’Expo 2015, dove aveva acquisito delle quote societarie di alcune aziende in difficoltà, alle quali aveva fatto avere dei prestiti agevolati, pur non ricorrendone i presupposti, attraverso la creazione di una filiale di una società finanziaria che da Reggio Calabria erogava denaro alle società milanesi per salvarle dal dissesto, al solo fine di costituire un terminale lecito per gli interessi della cosca in Lombardia.

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Reggio Calabria: operazione “Reggio Sud”, Arma e GdF arrestano 33 presunti affiliati alla cosca “Ficara-Latella” e sequestrano beni per 60 milioni di euro agli arrestati (continua)

Dalle prime ore della mattinata odierna i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e del Ros hanno eseguito 33 ordinanze di custodia cautelare in carcere e congiuntamente al Comando provinciale della Guardia di Finanza il sequestro di beni mobili ed immobili per un valore di 60 milioni di euro nei confronti degli arrestati alla cosca Ficara-Latella, operante nella zona sud del capoluogo reggino. La cosca era stata nel recente passato interessata sia dall’indagine “Reale”, in cui sono stati registrati i colloqui tra Giovanni Ficara e Pelle Giuseppe avvenuti nella casa di quest’ultimo nel mese di marzo 2010, che dall’indagine “Piccolo Carro” che aveva fatto luce sul ritrovamento di una macchina piena di armi ed esplosivi nei pressi del passaggio del corteo del Presidente della Repubblica, durante la sua visita alla città il 21 gennaio 2010.

Anche le risultanza dell’indagine “Il Crimine” avevano interessato questa cosca il cui esponente Nino Latella era stato eletto nella carica di capo società della provincia della ‘ndrangheta, seconda per ordine d’importanza solo a quella del capo crimine. Le indagini hanno evidenziato dei contrasti all’interno della cosca tra due diverse componenti che facevano capo rispettivamente a Giovanni Ficara, arrestato nell’operazione “Reale” e Pino Ficara, oggi tratto in arresto. L’indagine “Reggio Sud” ha consentito di tracciare non solo gli organigrammi dei due diversi gruppi, ma anche le attività criminali ed il reimpiego nell’economia legale dei proventi illeciti. In particolare la cosca, che nel tempo ha allargato la propria sfera d’influenza su altri territori rispetto a quello di Pellaro, sfruttando anche la debolezza delle famiglie limitrofe a seguito dell’esecuzione di provvedimenti giudiziari e delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, ha dimostrato di avere il pieno controllo del territorio e di gestire anche i reati contro il patrimonio, chiedendo conto alla delinquenza comune di reati quali i furti, le rapine e le estorsioni connesse con il fenomeno del cosiddetto “cavallo di ritorno”. La cosca riusciva a pilotare anche gli appalti pubblici, facendoli assegnare a proprie società controllate, come dimostra la vicenda legata all’appalto per il centro globale di revisione della motorizzazione civile di Reggio Calabria, in cui il responsabile del procedimento ha invitato 5 ditte di cui 4 riconducibili ai Ficara  ed una sicuramente non interessata alla commessa. Sempre all’interno della motorizzazione civile, alcuni affiliati sono riusciti ad ottenere la patente nautica, risultando comunque idonei, senza aver mai superato l’esame scritto. L’indagine ha messo in luce inoltre i fortissimi condizionamenti dell’economia locale posti in essere dalle due componenti della cosca. Gli affiliati, infatti controllavano tutto il settore della consegna al dettaglio dei pacchi per conto della società “Bartolini”  ed anche gran parte del settore del trasporto su gomma, attraverso delle società con oltre 50 autoarticolati. Altri settori d’interesse sono  quello della produzione e del montaggio di infissi, effettuati a prezzi superiori a quelli di mercato ed imposti grazie al potere del sodalizio di ‘ndrangheta: in questo settore spicca l’appalto per il montaggio degli infissi preso il centro commerciale di San Leo nella zona sud di Reggio Calabria. Infine, come ha anche dimostrato l’indagine “Il Crimine”, il capo cosca Giovanni Ficara aveva spostato i propri interessi nella provincia di Milano, in previsione dei lavori dell’Expo 2015, dove aveva acquisito delle quote societarie di alcune aziende in difficoltà, alle quali aveva fatto avere dei prestiti agevolati, pur non ricorrendone i presupposti, attraverso la creazione di una filiale di una società finanziaria che da Reggio Calabria erogava denaro alle società milanesi per salvarle dal dissesto, al solo fine di costituire un terminale lecito per gli interessi della cosca in Lombardia. I nomi degli arrestati (nelle foto): Romano Amato cl. ‘70, Cosimo Berlingeri cl. ‘65, Enzo Bevilacqua cl. ‘73, Costantino Carmelo Billari cl. ‘80, Leonardo Bruno cl. ‘77, Antonino Campolo cl. ‘58, Alessandro Fabio Chizzoniti cl. ‘70, Domenico Ficara cl. ‘77, Giovanni Ficara cl. ‘64, Mariano Benito Foti cl. ‘66, Leandro Genovese cl. ‘73, Consolato Geria cl. ‘46, Demetrio Geria cl. ‘58, Carmine Iacopino cl. ‘57, Francesco Laganà cl. ‘78, Carmelo Latella cl. ‘65, Vincenzo Liuzzo cl. ‘64, Paolo Manti cl. ‘75, Francesco Meduri cl. ‘87, Salvatore Giuseppe Meduri cl. ‘79, Antonio Musarella cl. ‘73, Demetrio Praticò cl. ‘61, Vincenzo Principato cl. ‘67, Antonino Quattrone cl. ‘45, Giuseppe Riganello cl. ‘73, Carmelo Riggio cl. ‘61, Francesco Sapone cl. ‘81, Stefano Sapone cl. ‘67, Carmelo Scordo cl. ‘81, Santo Siclari cl. ‘59, Giovanni Zappalà cl. ‘71 e Fortunato Manti cl. ‘91 (senza foto).

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Locri (RC): 2 kg di cocaina purissima in auto, ardorese in manette

Dopo un inseguimento di ben 23 km, lungo la S.S. 106, i Carabinieri della Compagnia di Locri, col supporto dei colleghi di Bianco, hanno arrestato il trentunenne ardorese Spataro Domenico Antonio (nella foto) per traffico di oltre due chili di cocaina purissima. I militari dell’Aliquota Radiomobile della compagnia di Locri e quelli della Stazione di Bovalino, durante un servizio di controllo del territorio, si erano insospettiti per l’alta velocità di una Toyota in assetto sportivo che letteralmente schizzava davanti i loro occhi in direzione Reggio Calabria.

Sono stati subito allertati tutti i servizi esterni del gruppo carabinieri di Locri ed è partito un lungo inseguimento durante il quale i Carabinieri hanno dovuto mantenere comunque un andatura di sicurezza lungo la pericolosa statale per preservare l’incolumità di tanti cittadini. Dopo un prolungato inseguimento, durato oltre 23 km, la macchina è stata bloccata a Brancaleone. L’auto, condotta dallo Spataro, è stata immediatamente perquisita con minuziosità. Occultati in un vano dietro il portaoggetti sono stati trovati due panetti per oltre due kg complessivi di cocaina risultata purissima (nella foto). Per lo Spataro sono subito scattate le manette per traffico di ingente quantitativo di droga e lo stesso è stato trasferito al carcere di Locri. E’ questa una ulteriore conferma che il narcotraffico è il principale business illegale delle pericolose consorterie ‘ndranghetiste della locride, come anche recentemente ribadito anche dalla Direzione Nazionale Antimafia.

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“Raccontiamoci” di Iiriti editore: incontro con Giada Diano

“Raccontiamoci” si appresta ad esibire il suo ultimo atto. Dopo aver discusso con Manuela Iatì ed Angela Bubba, gli alunni che hanno aderito al progetto incontreranno, Lunedì 14 Marzo alle ore 11.00, Giada Diano*. L’ ultima  manifestazione in programma – che registra la presenza dell’ editore Leo Iiriti e, in qualità di moderatrice, della giornalista Antonella Chirico – si svolgerà presso la sala conferenze della Provincia di Reggio Calabria.

In tale occasione i ragazzi e le ragazze delle quarte e quinte classi degli istituti coinvolti, avranno la possibilità di ascoltare la personale esperienza della Diano e chiederle gli ultimi consigli per ultimare i loro racconti. Quest’ultimi, si ricorda, dovranno pervenire alla casa editrice entro e non oltre il 6 Aprile 2011, seguirà la selezione dei vincitori e la conferenza stampa di presentazione del volume. *Scrittrice e traduttrice, Giada Diano vanta una vasta esperienza nel mondo dell’editoria, dalla Tv alla carta stampata. Ha curato, e cura tutt’ora, molte rassegne di carattere culturale, con un occhio sempre attento alla poesia. Nel 2008 ha pubblicato per la Feltrinelli “Io sono come Omero” biografia del grande Lawrence Ferlinghetti. È proprio su quest’ultimo Giada ha dedicato numerosi studi, pubblicando e curando altri testi con varie case editrici. È stata autrice e sceneggiatrice di format televisivi e di vari documentari. Fra le sue ultime iniziative da segnalare la cura e l’allestimento della mostra “Ferlinghetti: 60anni di pittura”,  che si è svolta al Teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria nel 2010.  È laureata in lingue ed è sempre in contatto con i giovani perché collabora in qualità d’ insegnate con istituti di lingua oltre ad essere responsabile di numerosi progetti didattici.

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A Reggio Calabria il futuro del basket al Raduno Interregionale Sud classe 1997

Per la seconda volta il Raduno Interregionale Sud per giovani cestisti appartenenti a Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, si tiene a Reggio Calabria. Nell’ambito del “Progetto di qualificazione nazionale”, la Federazione Italiana Pallacanestro, il Comitato regionale della Fip, con il patrocinio del Coni, hanno radunato in riva allo Stretto, da oggi fino a domenica 13 marzo, i 24 migliori giocatori classe ‘97 delle sei regioni sotto la guida del responsabile tecnico del Settore Squadre Nazionali Maschili, Gaetano Gebbia, e dell’allenatore Pasquale Iracà. L’iniziativa mira, oltre ad osservare da vicino le migliori promesse del basket giovanile, a favorire la crescita del movimento cestistico generale. Alla conferenza, moderata dal consigliere regionale della Fip, Paolo Surace, hanno partecipato, oltre a Gebbia, i presidenti regionale e provinciale del Coni, Mimmo Praticò e Giovanni Filocamo, il presidente regionale della Fip, Sandro La Bozzetta, e l’ex campione azzurro e bandiera storica della Viola Reggio Calabria, Gustavo Tolotti, attualmente responsabile del settore giovanile del Nuovo Basket Soverato.

Oltre agli allenamenti dei ragazzi, nel programma legato al progetto sono previsti tre importanti convegni. Il primo si terrà, giovedì 10, nella sede del Comitato Regionale Fip Calabria, e sarà una riunione tecnica tenuta dall’istruttore nazionale del Comitato italiano arbitri di basket, Tonino Malerba con arbitri ed ufficiali di campo. Venerdì 11, invece, all’Istituto Tecnico “Galileo Ferraris” il dibattito avrà il tema “Lo sport e i suoi valori nella scuola” e vedrà la presenza, oltre a Gebbia, Tolotti e La Bozzetta, della dirigente dell’istituto, Francesca Miccolis, e del caporedattore servizi sportivi della Gazzetta del Sud, Paolo Cuomo. Domenica 13, infine, al Circolo del tennis “Rocco Polimeni” si terrà il convegno dal titolo “Genitori e figli: aspettative e problematiche della pallacanestro giovanile" sull’importante ruolo che possono svolgere i genitori nel sostenere la pratica sportiva senza però mai eccedere nell’esasperazione e nelle aspettative”. In quest’occasione saranno presenti, oltre ai presidenti Sandro La Bozzetta e Mimmo Praticò, lo psicologo e docente della Scuola dello Sport della Lombardia, Antonio Daino, ed il coordinatore didattico–scientifico della Scuola dello Sport Coni Calabria, Demetrio Albino. “La riconferma di Reggio Calabria come sede per questo importante progetto – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò –  significa rendere merito all’ottimo lavoro del presidente La Bozzetta e del suo Comitato ed aver lasciato alla Fip, sicuramente, un buon ricordo per servizi offerti lo scorso anno”. “A pochi giorni dalla “Settimana azzurra” che tanto successo ha riscosso in tutta la Calabria, ecco un nuovo importante impegno a dimostrazione, dunque, che il Comitato è attivissimo”. “Nel periodo – ha detto Praticò – meno florido dal punto di vista economico, che il Coni e le Federazioni sportive stanno attraversando, bisogna comunque continuare ad investire sui giovani avvicinandoli anche con iniziative nelle piazze e nei quartieri. E quello della scarsa affluenza giovanile all’attività sportiva, è un problema che stanno attraversando molte discipline. Per questo ringrazio quei dirigenti e quelle società che, spesso, per amore del sano spirito sportivo e per cercare di dare un futuro migliore ai nostri ragazzi, investono tempo e denaro per iniziative di questo tipo”. “Interessanti – ha continuato il presidente del Coni Calabria – sono i convegni organizzati a margine dell’iniziativa e che coinvolgono scuola e genitori. In passato il mondo della scuola non è riuscito a cogliere in pieno la valenza educativa, oltre che salutare, dell’attività sportiva relegandola sempre come attività minore e di poco interesse contrariamente ai dati recenti che dimostrano che, alternando le lezioni al movimento, aumenterà la facoltà di apprendimento”. “L’incontro – ha detto – con i genitori, invece, sarà un momento determinante per discutere di sport come gioco, innanzitutto, e come salutare “mezzo” per trasmettere sani principi ai propri figli, senza mai forzarli all’idea del successo a tutti i costi. È importante comprendere bene la cultura della sconfitta, il riconoscimento dei meriti altrui e, quindi, il rispetto per gli avversari. Lo sport, al giorno d’oggi, è rimasta l’unica attività che premia i migliori e condanna i furbi. In occasione dell’incontro, sarà, dunque, determinante la presenza dello psicologo Daino. Una figura, la sua, di cui oggi lo sport, soprattutto, giovanile, necessita per approfondire la conoscenza dello stato d’animo dei ragazzi di fronte alle forti emozioni, positive e negative, presenti nello sport, appunto, come nella vita. Un’atleta raccomandato o che vince con l’inganno può cavalcare l’onda del successo breve ma non sarà mai un campione, un esempio che duri nel tempo. La presenza di Gebbia e Tolotti – ha concluso Praticò – garantisce la qualità del progetto in quanto sono due bandiere che hanno regalato grandi sogni ed emozioni agli amanti reggini, e non solo, del basket”.

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Reggio Calabria: presentata la XII^ edizione della “Giocagin” che quest’anno sposa il progetto Uisp “Regaliamo l’infanzia ai bambini palestinesi”

Si è tenuta ieri mattina al "Circolo del Tennis Crucitti" del presidente Demetrio Crucitti a Reggio Calabria, la presentazione della XII edizione della “Giocagin: il divertimento in movimento” che si svolgerà, venerdì 11 e sabato 12 marzo, al Palazzetto dello Sport di Largo Botteghelle. L’evento, che rientra nel programma Giocagin 2011, promosso dalla “Uisp, sport per tutti” con l’adesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, coinvolgerà i bambini delle scuole materne in esibizioni sportive e di danza all’insegna della solidarietà. La “due giorni” reggina, che lo scorso anno ha contato ben 1500 adesioni, infatti, sposa il progetto della Uisp “Regaliamo l’infanzia ai bambini palestinesi”, il quale, grazie ai fondi raccolti con il Giocagin, prevede l’organizzazione di corsi di formazione per gli insegnanti dei campi profughi su attività sportive e ludiche e la fornitura di materiale per permetterne lo svolgimento.

Obiettivo dell’iniziativa sarà, dunque, quello di offrire ai giovani palestinesi nuove opportunità di gioco e apprendimento attivo, per ricostruire la loro infanzia e la speranza nel futuro. La manifestazione, inoltre, rientra nel progetto “Giocando s’impara”, sostenuto dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Reggio Calabria che ha voluto sposare quest’iniziativa dal grande valore sociale. Alla presentazione, introdotta dall’avvocato ed atleta disabile del Circolo Crucitti, Angelo Marra, erano presenti i presidenti del Coni, regionale, Mimmo Praticò (nella foto), e provinciale, Giovanni Filocamo, il consigliere della Provincia di Reggio Calabria, Giovanni Nucera, ed il presidente provinciale della Federazione italiana scuola materna (Fism), Leonardo Manti. Presente, inoltre, imprenditore dolciario reggino, Antonello Fragomeni, il quale, da diversi anni, omaggia gratuitamente, con i suoi prodotti, le migliaia di ragazzi che partecipano all’iniziativa. “Ringrazio Demetrio Crucitti – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – per avermi invitato ma, soprattutto, per la sua grande passione e solidarietà che dimostra nei confronti dello sport e dei ragazzi. È nostro dovere presenziare tutte le iniziative che mirano a migliorare la qualità della nostra società e si dimostrano sensibili nei confronti di chi vive in situazioni disagiate. I grandi eventi sportivi portano, certamente, lustro e ritorno d’immagine al nostro territorio ma sono queste, invece, le iniziative che ci inorgogliscono per il loro forte carattere educativo”. “I ragazzi – ha detto Praticò – che crescono con lo sport saranno, sicuramente, più sani fisicamente ma, soprattutto, educati al rispetto del prossimo ed all’insegna dell’osservazione delle regole. Risulta importante il loro pieno coinvolgimento in tempi in cui i giovani si isolano e, purtroppo, intraprendono strade e comportamenti poco nobili eticamente”. “Sono contento – ha continuato il presidente del Coni Calabria – per la vicinanza dell’Amministrazione provinciale reggina in progetti che sono veri e propri investimenti per il futuro e che contribuiranno notevolmente a migliorare la qualità della nostra società perché anche lo sport è cultura”.

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Tradire

altaltalt“Tradire”. Questo sembra essere diventato il nostro hobby preferito: tradire il partner, tradire gli amici, tradire i propri affetti e, perché no, tradire persino anche noi stessi! Solitamente, quando si affronta l’argomento siamo, o tendiamo ad apparire agli altri, tutti come “Santi discesi dal Paradiso”, si tende, cioè, a nascondere ed, a volte soffocare, la nostra potenziale indole al “tradimento”. Ma chi di noi potrebbe sostenere di non aver mai, nell’arco della propria vita, “messo in piedi” anche solo un piccolo tradimento o, comunque, qualcosa di pressoché simile? Orbene, in questa sede, non ci occuperemo dei “traditi” com’è quasi usuale consuetudine, ma dei “traditori” e, più precisamente, di come si possa sentire chi tradisce un amore, un amico, chiunque altro. Diciamo pure che spesso i “traditori” vengono definiti come i “senza cuore” della situazione, ma in realtà crediamo che alla base di un tradimento in generale ci sia quasi sempre un’insaziabile necessità di conferme nonché, al contrario di ciò che naturalmente si è portati a pensare di un traditore, tanta fragilità.

Il termine “tradimento” deriva dal latino “tradere”, che significa “dare, affidare, consegnare”. In generale, indica il venir meno alla fiducia che qualcuno ha riposto in noi, in altre parole è un venir meno alle aspettative di qualcuno nei nostri confronti. Esistono varie forme di “tradimento” che, eventualmente, possono anche coesistere: è tradimento il venir meno ad una promessa, il deludere la fiducia di un amico, l’infrangere un accordo preso, il mancare di rispetto al proprio compagno di vita. In ogni caso, il tradimento è sempre un comportamento che muta l’andamento di un rapporto deludendo le aspettative di chi si tradisce ed infrangendone la regolare continuità. Per ciò che concerne le relazioni di coppia, ad esempio, moltissimi psicologi sostengono la tesi che il concetto di “tradimento” sia completamente differente se lo si rapporta all’uomo o alla donna. Più precisamente, secondo questi ultimi, la donna tradisce nel momento in cui si sente trascurata o, comunque, quando la relazione è in parabola discendente al contrario dell’’uomo che tradirebbe, pur amando la propria partner, anche per il semplice gusto della conquista o fors’anche per il suo naturale bisogno di sentirsi virile. Riteniamo però sia riduttivo ed oltremodo comodo pensare che l’uomo traditore, rispetto alla donna, goda di alcune “attenuanti” concesse e perpetuate nel tempo da tradizioni, permettetecelo, probabilmente anche un tantino maschiliste. Partendo, infatti, dal presupposto che un sentimento sia vero e provenga da tutte “le arterie del cuore”, allora perché “tradire”? Questo dovrebbe farci riflettere sul fatto che, quando si ama con i requisiti ut supra, sia assolutamente impensabile essere infedele soltanto per sesso o qualsivoglia debolezza legata ad un momento od occasione. E’ noto come, quando si è di fronte ad un amore totalizzante gli/le altri/e, aldilà della loro avvenenza, diventino come “invisibili” ragion per cui, in presenza di tali condizioni, è quasi impossibile dover decidere di infliggere una sofferenza alla persona amata semplicemente perché ciò equivarrebbe a tradire, anche, una parte di se stessi. Sarebbe tempo forse di credere ed accettare che, quando un individuo, uomo o donna che sia, si lascia andare ad un tradimento, lo faccia con la consapevolezza che non si tratti soltanto di una trasgressione dovuta alla eccessiva routine o quant’altro, ma il motivo andrebbe ricercato, piuttosto, nel mutamento del nostro sentimento. Anche se  a molti piace convincersi che “può capitare”, nello stesso istante in cui si decide di essere infedeli si spezza quel filo indissolubile che ci lega alla persona amata. Ciò avviene, senza andare a cercare troppe ragioni, poiché, probabilmente, “crediamo” di amare il nostro partner ma in realtà è proprio l’approssimarsi di quel “momento” in cui si ha la consapevolezza che si sta per tradirlo il momento opportuno in cui dovremmo meditare sulla fondatezza o meno del nostro sentimento verso il “tradito”. Dunque, con giustezza, possiamo addurre come il tradimento in amore serva solo a creare distanze e non di certo, come molti sostengono, a fonderlo o a renderlo più solido. Distaccandoci per un attimo dal concetto classico di “tradimento”, potremmo anche credere che il traditore non sia di regola un “falso” privo di coscienza. Difatti, spesso egli, assalito dai sensi di colpa, si redime. Spetterà poi a chi ha subito il torto la decisione di voler concedere o meno una seconda possibilità. Senza per questo voler essere classificati come “pro-tradimento”, siamo dell’opinione che si diventi infedeli nel momento in cui la persona che si ha accanto non ci basta più, non ci completa più, non ci da più quelle emozioni di cui abbiamo bisogno per proseguire un cammino insieme. Ma, adesso procediamo argomentando il “tradimento per eccellenza” e cioè quello dell’amicizia, giustamente considerato da tutti come la forma di infedeltà più ingiusta e cattiva. Prima di spiegare perché il tradimento dell'amicizia sia l'atto moralmente più grave fra quanti caratterizzano la vita quotidiana, è necessario accennare a cosa realmente sia “l'amicizia”. Anche se tutti amano “riempirsi la bocca” usando ed abusando questo termine, autodefinendosi “amici” di qualcuno, pochi ne conoscono la sua vera essenza e meno ancora sono quelli che la vivono in maniera autentica e fedele. Innanzitutto, si può dire che l’amicizia non è un sentimento, ma una vera e propria “relazione”. “Sed hoc primum sentio nisi in bonis amicitiam esse non posse” (scrive Cicerone): “In primo luogo penso che l'amicizia non possa sussistere se non tra buoni”. Collegandoci a quest'ultima concezione, l’amicizia è da considerare come un rapporto di stima reciproca, affetto e, perché no, amore. Così intesa, però, essa è una cosa davvero assai rara. Volendo fare un paragone tra amore ed amicizia quest’ultima è la relazione più pura e disinteressata. Infrangere la fiducia di un amico corrisponde, dunque, a compiere un atto profondamente scorretto che provocherebbe un dolore imperdonabile. Quando si ha la fortuna di vivere un’amicizia vera, infatti, il rapporto tra “amici” diviene con il tempo così simbiotico da giungere al punto tale da farci “abbassare la guardia” ancor più che in amore. In pratica, colui che sceglie di ingannare e ferire un amico è da “etichettare” come “Il” traditore per antonomasia. Tirando le fila del discorso, possiamo dire che essere vittima di un tradimento in generale è devastante sino al punto da poter innescare un circolo vizioso con i “traditi”, cioè, che a loro volta tradiscono per vendetta innescando e scatenando così una sorta di “reazione a catena”. Ordunque, se è vero com’è vero che “chi trova un amico trova un tesoro” è anche vero che tradire un amico equivale a dissipare nella maniera più subdola “quel” tesoro che poche volte nella vita si ha la fortuna di possedere.

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Nuoto CIP: la reggina Roberta Cogliandro campionessa italiana nei 50 stile libero ai Campionati Italiani Assoluti Invernali a Napoli

Roberta Cogliandro (nella foto, con un amico, mostra la medaglia d'oro conquistata) si è guadagnata l’assoluto ruolo di protagonista ai Campionati Assoluti Invernali FINP, conquistando tre medaglie in due giorni. L’evento sportivo si è svolto al Centro Sportivo Portici a Napoli ed ha visto impegnati atleti di caratura internazionale come la campionessa paralimpica Cecilia Camellini e Federico Morlacchi, fresco bronzo ai mondiali di Eindhoven. L’argento nei “100 stile libero” ed il bronzo negli “Open” erano stati già ottimi risultati nelle gare di sabato, ma nella giornata di domenica Roberta ha superato se stessa nella gara che preferisce vincendo l’oro nei “50 stile libero” e fermando il cronometro a  42,17’’ tempo questo che vale il record italiano assoluto nella sua categoria.

Due medaglie anche per l’altra componente della squadra reggina, Anna Barbaro (a destra nella foto con Roberta), che le ha conquistate nella categoria di appartenenza. “Sono contentissima per il mio oro, ma anche per Anna che forma con me, Peppino, Demetrio e Erika la squadra di nuoto del CIP guidata da Titti Vinci. Spero che la squadra si allarghi e che altri giovani si avvicino allo sport. Insieme ci divertiamo tantissimo”. L’oro negli assoluti si aggiunge ad una bacheca già ricchissima – tra titoli italiani e regionali – ed è un risultato molto atteso che la gratifica premiando i duri allenamenti a cui si sottopone quotidianamente. Allo stesso tempo, questo sarà un nuovo punto di partenza con altrettanti nuovi stimoli per la nostra atleta. Negli ultimi mesi i suoi tempi in vasca si sono costantemente abbassati, ma, siamo sicuri, che non è ancora soddisfatta e, con la determinazione che la contraddistingue, proverà a migliorarsi ancora sognando, magari, una chiamata nella Nazionale Italiana Paralimpica. Roberta è contentissima per il successo ottenuto, ma durante i festeggiamenti, con la solita spontaneità rilancia: “Credo sempre di più nel nuoto e nello sport come mezzo di crescita fisica e mentale, un ambiente sano fatto da persone speciali come quello in cui mi sono inserita e che rappresento con orgoglio, merita più attenzione e più riconoscimenti. Non capisco perchè i ragazzi con mobilità ridotta o non vedenti che scendendo in acqua accettano di sfidare se stessi  debbano anche sfidare quotidianamente una società così ostile e così poco attenta alle loro esigenze. Voglio dedicare la mia vittoria alla mia famiglia, che mi è stata sempre vicino e a tutti quelli che mi vogliono bene e fanno il tifo per me”.

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Reggio Calabria: Arma e Questura impegnati nell’operazione “Il Crimine 2” ovvero quando la ‘ndrangheta è internazionale

Oggi, 8 marzo 2011, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e il R.O.S., unitamente alla Squadra Mobile della Questura, hanno eseguito un O.C.C.C., emessa dal G.I.P. presso il Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (la richiesta è stata firmata dal Procuratore Capo Giuseppe Pignatone, dai Procuratori Aggiunti Prestipino e Gratteri, dei Sostituti Procuratori Dottori Musarò, De Bernardo e Miranda) di Reggio Calabria, nei confronti di 41 appartenenti alle cosche della ‘ndrangheta della provincia, indagati per associazione di tipo mafioso ed altro. L’operazione, denominata “Il Crimine 2”, è la naturale prosecuzione dell’attività “Il Crimine” dello scorso 13 luglio, nel corso della quale furono eseguiti 304 provvedimenti cautelari in coordinazione tra le DDA di Reggio Calabria e di Milano, che ha permesso di delineare l’esistenza della organizzazione ‘ndrangheta avente base strategica nella provincia di Reggio Calabria, con attive ramificazioni sia nel nord Italia, in particolare in Lombardia, sia all’estero, dove è stato replicato il modello organizzativo calabrese da parte di quelle articolazioni che risultano dipendenti dai vertici decisionali presenti nel territorio reggino.

Il provvedimento “Il Crimine” ha permesso di delineare l’esistenza della organizzazione ‘ndrangheta avente base strategica nella provincia di Reggio Calabria, con attive ramificazioni sia nel nord Italia, in particolare in Lombardia, sia all’estero, dove è stato replicato il modello organizzativo calabrese da parte di quelle articolazioni che risultano dipendenti dai vertici decisionali presenti nel territorio reggino. L’attività ha offerto uno spaccato inedito della ‘ndrangheta, evidenziando l’esistenza di organismi (“provincia”, “mandamento” e “locali”), di gradi (sgarrista, santista, vangelo) e di ruoli (“cariche”), che rivelano un assetto mafioso basato su una struttura unitaria gerarchicamente organizzata, in cui le decisioni vengono assunte dal vertice provinciale di Reggio Calabria, nel rispetto rigoroso di regole e procedure, lasciando tuttavia alle dipendenti  articolazioni esterne ampi margini di autonomia nella gestione delle attività criminali nel territorio ove operano. Le attività illecite sono riconducibili a tre filoni principali: il narcotraffico, il traffico di armi e il condizionamento della vita economico-imprenditoriale nel territorio di competenza. In sintesi, l’organizzazione ‘ndrangheta ricomprende un vertice, denominato “Provincia”, e ben tre mandamenti (Tirrenico, del Centro e  Jonico), all’interno dei quali sono individuabili le “locali” di  ‘ndrangheta, organizzate sempre su base territoriale. Le “locali” costituite fuori dal territorio della provincia di Reggio Calabria rispondono alla “Provincia” direttamente o attraverso “locali” di uno dei tre “mandamenti” reggini. Solo la Lombardia presenta la peculiarità che i suoi “locali” sono collocati in una struttura, assimilabile al “mandamento”, denominata “Lombardia”. Le 41 persone arrestate oggi, in Italia e all’estero rispondono, dunque, a vario titolo dei reati di cui all’ art. 416 bis commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6 c.p., per aver fatto parte, con altre persone allo stato non ancora individuate, nonché con Pelle Giuseppe, Ficara Giovanni, Morabito Rocco cl. 1960, Latella Antonino, Pesce Vincenzo, Pesce Antonino, Pesce Francesco, Iamonte Carmelo, Ursino Antonio (nei cui confronti si procede separatamente) e con Alvaro Domenico (deceduto) dell’associazione mafiosa denominata ’ndrangheta, operante sul territorio della provincia di Reggio Calabria, del territorio nazionale ed estero costituita da molte decine di locali, articolata in tre mandamenti e con organo di vertice denominato “Provincia”, associazione che si avvale della forza d’intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, allo scopo di: commettere delitti in materia di armi, esplosivi e munizionamento, contro il patrimonio, la vita e l’incolumità individuale, in particolare commercio di sostanze stupefacenti, estorsioni, usure, furti, abusivo esercizio di attività finanziaria, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche, corruzioni, favoreggiamento latitanti, corruzione e coercizione elettorale, intestazione fittizia di beni, ricettazione, omicidi; acquisire direttamente e indirettamente la gestione e/o controllo di attività economiche, in particolare nel settore edilizio, movimento terra, ristorazione; acquisire appalti pubblici e privati; ostacolare il libero esercizio del voto, procurare a sé e ad altri voti in occasione di competizioni elettorali, convogliando in tal modo le preferenze su candidati a loro vicini in cambio di future utilità; conseguire per sé e per altri vantaggi ingiusti. Con le aggravanti di avere la disponibilità di armi per il conseguimento delle finalità dell’associazione e che le attività economiche di cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo sono finanziate in tutto o in parte con il prezzo, il prodotto, il profitto di delitti. Inoltre, si tratta di reato transnazionale ex art. 3 lett. B) e C) l. n. 146/2006 in quanto commesso in Italia, in Australia, Canada, Germania e Svizzera, da gruppo criminale organizzato impegnato in attività delittuose in più di uno Stato. Gli indagati sono appartenenti alle seguenti strutture territoriali della ‘ndrangheta in Italia: Società di Rosarno; Società di Polistena; Locale di Gioia Tauro; Locale di Laureana di Borrello; Locale di Sinopoli; Locale di Oppido Mamertina; Locale di Bagnara Calabra; Locale di San Giorgio Morgeto; Locale di Croce Valanidi; Locale di Oliveto; Locale di Trunca e Allai; Locali della zona Sud di Reggio Calabria; Società di melito porto salvo; locale di palizzi superiore; locale di roghudi; locale di Africo; locale di Condofuri; Locale di Natile di Careri; Società di Siderno; Locale di Grotteria; Locale di Gioiosa Jonica; Locale di Marina di Gioiosa Jonica; Locale di Caulonia; Locale di Mammola; Locale di Canolo; Locale di San Luca; Locale di Piscopio; Locale di Vibo Valentia; Locale di Fabrizia; Locale di Cassari di Nardodipace; Locale di Torino; Locale di Alba; Locale di Genova. L’altro aspetto che emerge dalle investigazioni riguarda le espressioni associative extranazionali. In Germania, segnatamente nelle città di Singen e di Francoforte, è attiva una struttura  della ‘ndrangheta calabrese in cui è inserito Nesci Bruno, che in quella struttura definita Società ricopre un ruolo apicale. Il predetto Nesci inoltre fa capo a Oppedisano Domenico al quale riporta le vicende che riguardano il contesto criminale in cui è inserito. Di conseguenza, al fine di monitorare l’evoluzione delle dinamiche criminali che si svolgevano in Germania, procedendo in rogatoria con le autorità tedesche, lo sviluppo delle indagini consentiva di registrare una serie di conversazioni, che permettevano di ampliare le conoscenze investigative riguardo ad alcuni personaggi, di origine calabrese ma dimoranti in Germania, in stabile contatto con Nesci e con lui associati. Si aveva conferma circa l’esistenza di due gruppi criminali uno facente capo a Nesci Bruno, l’altro facente capo ad un personaggio ancora identificato che nelle intercettazioni viene soprannominato “lo svizzero”. Tra il gruppo di Nesci e quello dello “svizzero” vi sarebbero degli attriti che attengono esclusivamente al predominio territoriale che una fazione vorrebbe esercitare sull’altra. In tale quadro Nesci si sentirebbe autorizzato ad agire in maniera autonoma essendo egli autorizzato ad esercitare la sua carica di capo società forte di un assenso ricevuto da Oppedisano Domenico; autorizzazione che con tutta evidenza è espressione del “crimine” al quale Nesci risponde (come fanno risaltare i contatti con Oppedisano Domenico). Sei sono le persone arrestate in Germania appartenenti alla struttura ‘ndranghetistica estera, costituita da: Locale di Singen (Germania); Locale di Francoforte (Germania). Sono invece ricercate 5 persone appartenenti alle strutture canadesi ed australiane: Locale del Thunder Bay (Canada); Locale di Toronto (Canada); Locale di Stirling (Australia). (Nelle foto alcuni degli arrestati:  Agnelli Giovanni classe 1963, Agostino Mario Gaetano classe 1944, Costa Carmelo classe 1970, Femia Salvatore – in basso a sinistra mentre un carabiniere dei R.O.S. fa irruzione nella sua camera da letto -, Gattuso Vincenzo classe 1966, Iaropoli Domenico classe 1958, Macheda Antonino classe 1976, Maisano Francesco classe 1965, Manglaviti Saverio classe 1961, Martello Giuseppe classe 1962, Meduri Paolo classe 19931, Minniti Giovanni classe 1977, Napoli Domenico Antonio classe 1965, Napoli Pasquale classe 1959, Pepè Salvatore classe 1985, Pesce Antonino classe 1992, Pesce Savino classe 1989, Pronestì Giovanni classe 1965, Sapone Antonino classe 1938, Surace Luca classe 1976 e Vecchio Giuseppe classe 1925).

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“Riferimenti”: la “Giornata Regionale Antimafia della Gerbera Gialla” il 3 maggio di ogni anno

Siglato oggi presso l'Assessorato Regionale alla Cultura un Protocollo d'Intesa tra il Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" (nella foto la presidente Adriana Musella) e la Regione Calabria. Il Protocollo approvato con delibera n. 28 della Giunta Regionale il 24 Gennaio 2011 si affianca a quello già stipulato con il Consiglio Regionale della Calabria il 30 Novembre 2010, ed è finalizzato alla diffusione dei principi di legalità democratica e convivenza civile nelle scuole calabresi, soprattutto nelle zone ad alto rischio criminalità della regione, in un'opera di sensibilizzazione e sollecitazione sul tema della lotta alla mafia.

ll Protocollo s'inserisce nell'azione di contrasto alla criminalità, prevenzione e recupero di fenomeni di devianza che la Regione Calabria promuove attraverso politiche finalizzate al miglioramento delle condizioni di sicurezza dei cittadini e che, in particolare, l'Assessorato alla Cutura sta portando avanti in una specifica ed innovativa azione di educazione alla legalità nelle scuole calabresi, d'intesa con varie istituzioni. Il Protocollo della Giunta Regionale, come quello del Consiglio, riconosce la Giornata Regionale Antimafia della Gerbera Gialla, tradizione della nostra regione, il 3 Maggio di ogni anno.

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Reggio Calabria: la FIDAPA reggina festeggia l’8 Marzo ricordando Cinzia Richichi

La presidente della FIDAPA sezione “Reggio Calabria Morgana”, Avv. Antonella Stirparo, comunica che martedì 8 marzo 2011, alle  ore 16.00 presso la Sala convegni della Provincia di Reggio Calabria, celebrerà la giornata della donna ricordando “Cinzia Richichi”  assassinata con la figlioletta Olga ed il giovane marito da chi  ha anteposto al sacro valore della vita la meschinità degli interessi materiali.

Saranno premiati i vincitori della Borsa di studio “Cinzia Richichi”, concorso che ha inteso promuovere la riflessione degli studenti sul “Rispetto della dignità della persona” spesso offesa dalla violenza e dall’aggressività.

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Gerusalemme (Israele): dal 15 al 21 maggio il premio internazionale “TerraOlivo Award 2011”

Anche quest'anno sarà il prestigioso Jerusalem Inbal Hotel, sito nei pressi della porta di Jaffa – uno degli ingressi alla città antica di Gerusalemme – ed alle pendici del Monte degli Ulivi, ad ospitare dal 15 al 21 maggio 2011 il premio internazionale "TerraOlivo Award 2011" (nelle foto il modulo di registrazione, le categorie e le modalità di invio dei campioni – tutta la modulistica necessaria è rintracciabile sui siti successivamente elencati) riservato ai migliori oli extravergine del mondo. L'evento internazionale, curato dal Prof. Raul Castellani (Argentina) e da Moshe Spak (Israele) per il Mediterranean International Olive Oil Competition, metterà in competizione nell'antica città di Gerusalemme le migliori produzioni di olio extravergine di oliva internazionali. Per il concorso è prevista la partecipazione, accanto alle tradizionali categorie di Olio Extravergine di Oliva 'Monovarietale', 'Blend', 'DOP/IGP' e 'Biologico', anche degli oli aromatizzati, novità assoluta nel settore dei concorsi sull'olio. In allegato troverà alcune informazioni sul premio e sulle modalità di partecipazione al concorso internazionale "TerraOlivo 2011 – Gerusalemme". Vive cordialità. Dr Antonio G. Lauro, Panel Leader TerraOlivo 2011, sito www.terraolivo.org.

Premio internazionale “TerraOlivo Award 2011- Mediterranean International Olive Oil Competition” e Congresso internazionale “Rivoluzione nell'olio di oliva – Qualità, cucina e salute” – Gerusalemme, 15/21 maggio 2011. Cos'è TerraOlivo: è un importante manifestazione internazionale che per una settimana vedrà Gerusalemme, culla dell'olivicoltura, quale capitale dell'extravergine. Programma delle attività: dal 15 al 17.5.11: Concorso internazionale – Questa è la 2° edizione del concorso, che si svolge sotto le regole del COI – Consiglio Oleicolo Internazionale e si avvale della collaborazione di importanti leader enogastronomici e dell’industria dell'olio di oliva provenienti da Europa, Stati Uniti, Giappone e Sud-America. Il concorso, diretto dal prof. Raùl C. Castellani (Argentina), avrà nella giuria assaggiatori internazionali ed israeliani con a Capo il Panel Leader Dr Antonio G. Lauro (Italia). Il premio internazionale è dedicato ai migliori oli monovarietali, blend, biologici, DOP/IGP e, cosa nuova, oli aromatizzati. Già annunciata la partecipazione di compagnie olearie da tutto il mondo; 17.5.11: Cena di gala e cerimonia di premiazione, cui parteciperanno Ministri, Ambasciatori, rappresentanti politici di Israele, capitani d’industria, personalità del mondo dell’olio d’oliva, giornalisti e rappresentanti del COI; 17.5.11 e 18.5.11 pomeriggio: Conferenza Internazionale dell'olio d'oliva: "Rivoluzione nell’olio d'oliva – qualità, cucinae e salute", destinata a chef, nutrizionisti, commercianti del settore e operatori della filiera dell’olio di oliva (circa 250 partecipanti); 18.5.11 pomeriggio (nell'ambito della conferenza): Degustazione guidata di oli extravergine d'oliva internazionali, rivolta ai partecipanti alla conferenza e presieduta da specialisti provenienti da tutto il mondo. 18-19.5.11: dimostrazione degli oli extravergine e sessione dedicata agli alimenti a base di olio d'oliva, accompagnati da piatti particolari realizzate da chef di primo piano. La fiera avrà luogo presso il “Bible Lands Museum Jerusalem”. Come partecipare: entro il 1 maggio 2011 occorre far pervenire i propri campioni di olio extravergine di oliva in Israele (3 bottiglie per ogni tipologia di campione inviato se da 500 ml,  750 ml o 1 litro oppure 4 se da 250 ml) in pacco con peso non superiore ai 5 kg (altrimenti segue un percorso più tortuoso e costoso). I costi: anche per quest'anno i costi rimangono invariati: 130 euro per tipologia di campione presentato al concorso (es. 1 tipologia = 3/4 bottiglie = 130 euro) a cui aggiungere 30 euro per spese di bonifico bancario (Totale 160 euro). Nel caso si partecipi con più campioni, i 30 euro per il bonifico vanno aggiunti soltanto una volta al conto totale (es. 2 campioni: 130 € x 2= 260 € + 30 € bonifico). I vantaggi: oltre al prestigio derivante dall'affermazione in un concorso internazionale, gli oli premiati avranno la possibilità di essere pubblicizzati attraverso la stampa nazionale ed internazionale e presentati agli importatori internazionali nel corso della cerimonia di premiazione, durante il congresso e la cena di gala. Anche in Italia sono in studio eventi pubblicitari mirati. La partecipazione: la manifestazione "TerraOlivo Award 2011 – Mediterranean International Olive Oil Competition" è aperta a tutti coloro che vogliono partecipare al concorso inviando i propri campioni di olio direttamente in Israele. Non è richiesta, anche se gradita, la partecipazione diretta dell'azienda in Israele. In caso il suo olio vinca una delle categorie del premio (vedi regolamento allegato) il responsabile per l’Italia del premio (Dr Antonio G. Lauro) potra provvedere a ricevere, a suo nome, il premio ed inoltrarle eventuali richieste commerciali (incontro con importatori, stampa, ecc…..). Altre informazioni sul sito ufficiale www.terraolivo.org o sul blog primolio.blogspot.com. Alla nota, si allegano anche i documenti necessari per la partecipazione al concorso TerraOlivo 2011 e copia del regolamento. Per qualunque chiarimento, contatare il responsabile “Organizzazione TerraOlivo Italia” al seguente indirizzo: Organizzazione TerraOlivo Italia, Dr. Antonio Giuseppe Lauro, Via Giotto n. 11, 89015 Palmi (RC), tel. +39 333 2313151, e-mail: aglauro@tiscali.it e blog: http://primolio.blogspot.com. ATTENZIONE: I TERMINI DI INVIO DEI CAMPIONI SCADONO L’1 MAGGIO 2011.

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“Memorie incantate” a Firenze: il docu-film ha aperto il convegno sul mondo delle Regole organizzato dalla Fondazione Balducci e da EnergiECalabria

La proiezione di “Memorie incantate” ha aperto, nei giorni scorsi, a Firenze, il convegno sul tema sul tema “Regole e Legalità – Locri e l’attualità del pensiero di Zaleuco: utopia o motivo di speranza?”, organizzato dalla Fondazione Ernesto Balducci ed EnergiE Calabria. Seguito con entusiasmo dal numeroso pubblico presente, il docu-film, interamente girato nella Locride dal laboratorio-audiovisivo “Zaleuco” di “OffiCinemAperto”, diretto da Antonio Ciano e prodotto da EnergiECalabria, ha dato il via all’incontro-dibattito svoltosi nella Sala Verde delle “Scuole Pie Fiorentine” (nella foto il tavolo dei relatori). Qualificati gli interventi alla discussione, da cui alla fine è emersa una grande fiducia nel recupero dei valori della legalità e della giustizia, a partire dai giovanissimi, e un messaggio chiaro sul rispetto delle Regole che cominci dalle piccole cose. «Incontri su temi così importanti rappresentano un momento fondamentale dell’attività di impegno civile – ha detto il presidente della Fondazione Balducci, Annibale Divizia –.

Parlare di legalità, ma soprattutto praticarla, non è per nulla scontato ed è giusto lo si faccia a trecentosessanta gradi e con impegno». «La svolta può venire da un modello di società nuovo – ha sottolineato Francesco Cascini, magistrato e scrittore – Il  successo non sta tanto nella repressione, bensì  in un percorso sulla strada dei diritti reali, concreti. Molte volte i diritti “negati” sono l’anticamera della violenza e delle scelte sbagliate. Nella piena attuazione della Costituzione, dobbiamo ripartire dal rispetto e dalla condivisione delle Regole, all’insegna di una società più equa, più giusta». «I fili di tanti aquiloni sono stati recisi, ma li abbiamo tutti racolti per farli tornare a volare in alto – ha detto, ricorrendo a una bellissima metafora, Andrea Bigalli, responsabile di “Libera” per la Toscana – E per fare ciò è importante unirsi, dare vita a un’unica voce». «Da nord a sud vogliamo un Paese unito, solidale, capace di valorizzare ogni  parte – ha detto Eros Cruccolini, già presidente del  Consiglio comunale di Firenze, che ha stretto il capoluogo toscano in un gemellaggio con il Comune di Locri – Solo la solidarietà concreta e l’agire uniti, pur nella diversità delle esperienze e provenienze,  possono generare il cambiamento che attendiamo, che i giovani attendono». «Vogliamo parlare di Regole dando voce agli artisti, ai creativi – ha spiegato Antonio Pezzano, presidente di EnergiECalabria – L’arte rappresenta uno straordinario mezzo di comunicazione  positiva, che crea  le migliori  condizioni perché la cultura delle Regole  possa prosperare ove adeguatamente coltivata. Sarebbe perciò importante partire con un progetto nuovo di Educazione  alle Regole, che abbracci  dalla scuola materna a tutto il ciclo dell’obbligo, per cominciare così a sensibilizzare i giovanissimi, cioè i cittadini di domani». E proprio nell’ottica di un dialogo che coinvolga in modo particolare i più giovani è stata lanciata la striscia di fumetti “Zalex” (nelle foto la copertina ed una vignetta), il “normal-eroe” che interviene ovunque ci sia bisogno di insegnare il rispetto delle Regole. Una sorta di simpatico e moderno “Lupo Alberto”, stavolta uscito dalla culla delle civiltà antiche, creato dall’estro del giovanissimo Mattia Papp, appena 17 anni, per parlare di Regole in maniera nuova.

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Serie Bwin, XXX^ giornata: Pescara-Reggina 0-0

Pescara-Reggina: 0-0. Pescara (4-4-1-1): Pinna; Zanon, Olivi (c), Mengoni e Capuano; Gessa (dal 63° Petterini), Nicco (dall’8° Berardocco), Tognozzi e Bonanni; Soddimo (dal 76° Giacomelli); Sansovini. In panchina: Bartoletti, Diamoutene, Sembroni e Stoian. All.: Di Francesco. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Colombo, De Rose – nella foto – (dall’86° Rizzo), Barillà (dall’81° Castiglia), Tedesco (c) e Rizzato; Campagnacci ed A. Viola – nella foto – (dal 72° Zizzari). In panchina: Kovacsik, Costa, Laverone e Sarno. All.: Atzori. Arbitro: Stefanini di Prato. Assistenti: Berbardoni e Masotti. Quarto uomo: Vallesi. Ammoniti: Tedesco al 10° e Tognozzi al 27°. Corner: 4-4. Recupero: 2’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Note. Nella Reggina, riprende la sua posizione al centro della difesa l’autore del goal vittoria nell’ultima trasferta di Vicenza, Francesco Cosenza, ed Atzori sostituisce lo squalificato capitano Bonazzoli con Campagnacci che, quindi, gioca per la prima volta in attacco formando “coppia di Alessi” con Viola.

Dopo tre giorni di pioggia costante, il terreno di gioco è appesantito e con numerose pozze d’acqua ad ostacolare il normale svolgersi della gara. Cronaca e commento. Primo tempo. Al 3° minuto grossissima occasione per gli amaranto. Rizzato crossa teso da sinistra, palla che attraversa tutto lo specchio della porta e Campagnacci che non arriva per un soffio al contatto con un pallone che chiedeva di essere soltanto spinto in porta. Al 6° Nicco s’infortuna al ginocchio e Di Francesco, due minuti dopo, è costretto al rimo cambio della gara facendo entrare Berardocco. Al 12° altra grossa occasione per i reggini. Alessio Viola riceva palla in area, ma al momento decisivo scivola per colpa del terreno. L’attaccante amaranto non si da per vinto e, da terra, con il sinistro indirizza a rete cogliendo per un attimo di sorpresa Pinna che indietreggiando e tuffandosi, scivolando, blocca il pallone proprio sulla linea di porta. Il terreno è un acquitrino e con le sue molte pozzanghere ostacola non poco la tecnica di entrambe le formazioni che devono prestare attenzione anche a quest’ “avversario” comune. Al 17° Tedesco (giunto oggi alla sua 450ma gara da professionista) conclude a rete da fuori area, ma Pinna para a terra. Al 19° si affaccia in area amaranto il Pescara con Soddimo che riceve in area, si gira ma calcia lontano dalla porta difesa da Puggioni. Al 25° ci prova poco convinto Tedesco ancora da fuori area, ma il suo tiro è altissimo sulla traversa. Al 28°, sugli sviluppi di un calcio di punizione calciato da Tedesco, prova la battuta da fuori area Rizzato, ma il suo tiro è largo e finisce sul fondo senza patemi per Pinna. Al 30° Pescara in area avversaria con Soddimo che riceve da Sansovini e, di sinistro, spedisce alto sulla traversa della porta amaranto. Ed è qui che, chi non è a Pescara ma paga lautamente il canone con in più l’abbonamento per seguire la serie Bwin, deve rassegnarsi ad interminabili minuti di assenza di segnale provando ad immaginare cosa succede sul terreno di gioco sperando di non perdersi nulla di che o, comunque, se qualcosa si debba perdere nella visione, che sia magari il goal della propria squadra del cuore e non altro. Solo così, probabilmente, la rabbia può essere supplita dalla gioia per il goal fatto dai suoi beniamini. Il “signor” Sky decide che il segnale debba “ritornare” quando il primo tempo si è concluso con l’inquadratura del terreno di gioco lasciato vuoto dalle due squadre già negli spogliatoi senza alcun commento e, di conseguenza, senza sapere se il nostro “sacrificio” sia stato ripagato o “speso” vanamente. Apprendiamo dopo qualche minuto che, quantomeno, non ci siamo perse marcature e che il risultato è ancorato sullo 0-0 ma che la Reggina, nel quarto d’ora senza visibilità, è andata ancora una volta vicina al vantaggio grazie ad un colpo di testa di Campagnacci che, sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Tedesco, batte a rete trovando Pinna pronto sulla linea a ribattere, se non andiamo errati, con le gambe. Prima dell’occasione di Campagnacci, era stato Sansovini, su un errore in fase di rinvio di Cosenza, a spedire alto il suo tiro da fuori area. Secondo tempo. La ripresa inizia con il Pescara in attacco memore del primo tempo in cui è stata la Reggina a fare la partita ed a costruire le migliori azioni da rete andando vicino al vantaggio in due occasioni su tutte con A. Viola e Campagnacci. Il Pescara, come detto, guadagna metri e staziona nella metà campo amaranto. La Reggina, dal canto suo, pare un attimino in impasse e si limita a difendere stando attenta alle insidie che il terreno di gioco, al limite della praticabilità, può riservare. Di Francesco prova a cambiare approfittando del momento positivo: fuori Soddimo e dentro Giacomelli. Al 57° Cosenza sciupa un’occasionissima: su corner da sinistra calciato da Barillà, la palla è al limite dell’area piccola sulla quale arriva il centrale amaranto che, di testa, manda alto sulla traversa. Replica il Pescara un minuto dopo. Sempre sugli sviluppi di un corner, questa volta battuto da destra, Olivi arriva al contatto con il pallone di testa ma anch’egli manda alto sulla traversa della porta difesa da Puggioni. Al 60° ci prova Bonanni per il Pescara con un tiro assai pretenzioso da una quarantina di metri, Puggioni para senza problemi. Al 63° Di Francesco è costretto ancora ad un cambio per infortunio (il secondo forzato e l’ultimo disponibile): dopo Nicco (sostituito da Berardocco), esce per infortunio Gessa ed entra Petterini. La Reggina prova con le ripartenze lanciate sia da un impeccabile Tedesco sia da Barillà, schierato oggi quale centrale di centrocampo. Questo, inevitabilmente, fa sì che si noti in avanti la mancanza di Bonazzoli considerato che né Viola (comunque ottima la sua prova sin qui) né Campagnacci hanno il peso necessario a sfondare la difesa eretta da Di Francesco considerato il fisico di cui sono dotati non certo da corazzieri. Certo, da brevilinei hanno altre qualità come lo scatto e la velocità, ma non la forza dirompente di un giocatore dalla fisicità del capocannoniere amaranto. Al 72° Atzori ricorre al primo cambio: esce Alessio Viola ed entra l’altro ex in campo (il primo è Tognozzi) Francesco Zizzari. Al 75° è bravo Puggioni sulla conclusione di sinistro di Sansovini lesto a liberarsi della marcatura di Cosenza ed a girarsi verso la porta amaranto. Al 76° Sansovini ha l’occasione più clamorosa dell’intera gara: Acerbi sbaglia il tempo dell’intervento (evento questo più unico che raro) e consente a Giacomelli l’ingresso in area ed il cross dalla linea di fondo, la palla finisce sui piedi di Sansovini che non riesce a coordinarsi e la palla gli sbatte sul sinistro e, privo di forza, è preda di un attentissimo Puggioni. Al 78° altra occasione goal per il Pescara. Dopo un batti e ribatti in area, Mengoni colpisce di testa morbido a superare i difensori amaranto, Puggioni è ancora attento e, con un colpo di reni, riesce a distendersi ed a bloccare il tiro diretto in porta. All’81° secondo cambio per Atzori che, probabilmente, sente aumentare la pressione dei padroni di casa: esce Barillà ed entra Castiglia a dar man forte a centrocampo cercando, così, di arginare le offensive abruzzesi dando una mano alla propria difesa. Altro cambio, l’ultimo, all’86° in casa amaranto: esce De Rose ed entra Rizzo. Quattro i minuti di recupero assegnati da Stefanini in una gara che, legittimamente, è stata equilibrata tra le formazioni che occupano il quinto (la Reggina a quota 45) ed il sesto posto (il Pescara a quota 41) in classifica. Le squadre sono visibilmente stanche “grazie” anche al terreno come detto pesantissimo. La gara termina qui con un pareggio a reti inviolate tutto sommato giusto considerate le occasioni che entrambe le squadre hanno avuto per portarsi in vantaggio e, probabilmente, vincere la partita. Non male il pareggio in terra abruzzese per la squadra di Atzori che, a 12 giornate dalla fine, aggiunge un altro tassello al mosaico che potrebbe significare accesso ai playoff.

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Serie Bwin, XXX^ giornata: Pescara-Reggina in numeri

La Reggina, martedì sera contro il Frosinone, ha finalmente “espugnato”, per la prima volta nel 2011, il “Granillo” dove torna alla vittoria dopo ben 10 turni. La striscia positiva, quindi, sale a 5 risultati utili e, quella casalinga, va a 6. Per la decima volta (su quindici)  la Reggina vince difendendo la situazione di vantaggio. È, oggi, a +12 sulla scorsa stagione ed a -1 sul ruolino fatto registrare nel girone di andata. 4 volte ha giocato in superiorità  numerica conquistando una sola vittoria, 2 pareggi e 2 sconfitte (5 volte, invece, ha giocato in inferiorità numerica cogliendo 3 vittorie e 2 sconfitte). Significativo il successo di martedì perché si è riportata in vantaggio dopo l’espulsione. Emiliano Bonazzoli torna al goal (su azione) dopo 1318 minuti (compreso il lungo infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco da novembre a gennaio, proprio in coincidenza del periodo opaco della sua squadra).

Al sesto rigore a favore in stagione è arrivato il primo errore dal dischetto (l’ultimo precedente risale a Vicenza il 06.02.2010 con Castiglia). La Reggina guida la classifica delle  ultime 5 giornate  avendo conquistato il 73,3% dei punti disponibili mentre, nell’anno solare, è sesta con 14 punti. I precedenti tra Pescara e Reggina. Quest’incontro si è disputato sia in B che in C. La storia di questo confronto inizia il 27.05.1956, nel girone a 3 (con il Siena) per la promozione dalla IV^ serie in  C: a Pescara finisce 2-0 per gli amaranto (reti di Ansalone e Leone) poi promossi alla categoria superiore al termine del girone stesso (Reggina-Pescara 0-0 il 03.06.1956, Siena-Reggina 3-0 il 10.06.1956 e Reggina-Siena 1-1 – rete di Scarlattei – gli altri risultati del girone). In campionato (in serie C) il confronto tra abruzzesi e reggini inizia il 19.04.1959 ancora con un 2-0 a favore della Reggina all’ “Adriatico” (reti di Bartolaccini e Bongiovanni). Il bilancio totale è di 4 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte per la Reggina. In B, dal 1990, invece, il bilancio è di una vittoria (la “fuga per la A” del 30.05.1999, ancora un 2-0 per gli amaranto grazie all’autorete di Cannarsa ed al goal di Possanzini), 2 pareggi (1-1 il 17.05.1998, Pisano e Lorenzini i marcatori ed ancora 1-1 il 01.04.1990 con vantaggio amaranto di Maranzano e pareggio di Traini), e 3 sconfitte (1-0 il 16.09.1990 “grazie” all’autorete di Bernazzani, 2-0 il 17.12.1995 con reti di Di Giannatale e Carnevale e 3-0 il 16.02.1997 con doppietta di Giampaolo e terza rete di Gelsi). Il Pescara. E’ settimo in classifica generale con 41 punti (4 in meno della Reggina) frutto di 11 vittorie, 8 pareggi e 10 sconfitte e di 31 goal fatti e 31 subiti. Nelle ultime 5 giornate ha battuto Varese ed Albinoleffe ed è stato sconfitto da Atalanta, Torino e Sassuolo (proprio martedì scorso). All’andata, tra le due squadre, c’era un +5 (punti) a favore della Reggina, oggi, come detto, sono 4 i punti in più degli amaranto. E’ a -2 punti rispetto al ruolino di marcia del girone di andata. Ha ottenuto 4 rigori a favore (uno sbagliato) e 3 rigori contro (tutti realizzati). Il Pescara in casa. E’ quarto in classifica con 30 punti frutto di 9 vittorie (solo Atalanta e Siena hanno fatto meglio), 3 pareggi e 3 sconfitte ed ha realizzato 21 goal subendone 13. Nelle ultime 5 partite ha ottenuto ben 4 vittorie (contro Cittadella, Empoli, Varese ed Albinoleffe) ed un pareggio contro la Triestina mentre l’ultima sconfitta casalinga risale al 15.11.2010 allorquando perse 1-2 contro l’Ascoli. Altro dato significativo è quello che lo vede non prendere goal in casa da ben 592 minuti (è, questa, la serie più lunga in B sino a questo punto della stagione). I bomber pescaresi. Sansovini con 7 marcature; Bonanni con 4 goal ed un goal alla Reggina con la maglia dell’Ascoli nella scorsa stagione e Cascione, Mengoni e Soddimo a quota 3. I cannonieri amaranto contro il Pescara. Ovviamente il capitano Bonazzoli in rete nella vittoriosa gara dell’andata per 1-0 e Tedesco che andò a segno nel 2000 con la maglia della Salernitana. Gli ex. Zizzari: 25 partite con il Pescara e 4 goal in C1; Ganci con la Reggina per soli 187 minuti in 10 partite in A; Tognozzi (nella foto) 46 partite in A e 10 in B con la Reggina e Cascione (nella foto) 33 partite in A e 27 in con la maglia amaranto in B con 2 reti realizzate. I due allenatori si sono incontrati solo alla gara di andata ed in entrambi i casi mai Atzori contro il Pescara e Di Francesco contro la Reggina allenando altre squadre. L’arbitro. Pescara–Reggina è affidata a Nicola Stefanini di Prato che si avvarrà della collaborazione di Bernardoni e Masotti e del quarto uomo Vallesi. Stefanini vanta 30 partite in A (dopo il debutto in Ascoli-Siena 1-1 del 21.09.2005) mentre in B, ha appena tagliato il traguardo delle 100 partite dirette e fischierà Pescara-Reggina per la 101ma volta. Con la Reggina vanta 3 vittorie, 2 pari e 4 sconfitte (sempre fuori casa): l’ultima volta risale al 4-0 casalingo che la Reggina rifilò al Modena durante il girone d’andata del campionato in corso. Con il Pescara, invece, vanta 2 vittorie, un pareggio e 3 sconfitte (una sola in casa, un rigore assegnato a favore degli adriatici e 3 espulsioni “pro” ed altrettante “contro”).

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Ardore (RC): i Carabinieri controllano il territorio della Locride

I carabinieri hanno svolto un servizio straordinario di controllo del territorio nella particolare realtà di ardore marina, cittadina della locride, diventata un crocevia fondamentale tra Locri e i paesi di San Luca, Platì e Bovalino. Come disposto dal Comando Legione Carabinieri “Calabria” di Catanzaro, la Compagnia di Locri e la Compagnia Speciale del G.O.C. (Gruppo Operativo Calabria) di Vibo Valentia hanno svolto mirati controlli straordinari a soggetti di interesse operativo residenti ad Ardore. A conclusione del servizio sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Locri ben otto pregiudicati. In uno di questi casi si tratta di G. D., ventitreenne di San Luca, già noto alle forze dell’ordine e vicino alle famiglie di ‘ndrangheta di San Luca, ritenuto responsabile di sostituzione di persona, falsa dichiarazione a pubblico ufficiale sulla identità personale e guida con patente revocata.

Il giovane, durante il controllo, ha fornito ai carabinieri le generalità di un omonimo congiunto, dichiarando di aver lasciato la patente a casa, allo scopo di ingannare i carabinieri poiché, in realtà la sua patente era stata revocata. L’attento controllo ha fatto emergere la sua reale identità e pertanto il sanluchese è stato deferito per le conseguenti gravi violazioni. Sono inoltre stati denunciati ben sette appartenenti alla comunità di nomadi stanziali ad Ardore e tutti già noti per reati contro il patrimonio, perché ritenuti responsabili di furto di energia elettrica. I Carabinieri hanno accertato che queste persone nelle loro residenze, avevano creato by-pass ai contatori ENEL, rubando dell’elettricità dalla pubblica illuminazione. Durante il servizio straordinario sono state controllate e perquisite decine di soggetti d’interesse operativo ed elevate numerose contravvenzioni per gravi violazioni al codice della strada con conseguente decurtazione di centinaia di punti sulle patenti dei conducenti, nonché sottoposte a fermo amministrativo vetture irregolari e ritirate le relative carte di circolazione.

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La Scuola Basket della TB Viola festeggia il Carnevale 2011

Musica, giochi e sorprese, questi gli ingredienti che animeranno la festa di Carnevale dedicata ai bimbi della scuola di Basket della Viola e dei centri della città di Reggio Calabria, organizzata in collaborazione con il Comitato Regionale Fip. Lunedì 7 febbraio, alle ore 16, presso il Pianeta Viola di Modena, i bimbi in maschera, insieme ai tecnici, alla società, ai ragazzi della prima squadra ed a tutta la Famiglia Viola, trascorreranno un pomeriggio all’insegna dell’allegria.

I “giovani cestiti” ed i loro genitori verranno coinvolti in varie iniziative al termine delle quali è previsto un ricco buffet di dolci per i partecipanti. Un modo per stare insieme, per celebrare la festa più divertente dell’anno e far trascorrere ai bambini qualche ora di gioco e di sana aggregazione. (A cura della collega Federica Morabito dell'Ufficio Stampa della Team Basket Viola Liomatic Reggio Calabria).

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La Calabria nella FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana)

Una parabola crescente, quella del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, che, in poco più di otto anni, ha saputo triplicare gli iscritti, passando dai 519 del 2002 ai circa 1500 attuali, e mantenere una posizione ben salda nel panorama nazionale. Per la terza volta consecutiva, infatti, Carlo Parisi (nella foto durante il suo intervento al XXVI Congresso della FNSI a Bergamo, fonte www.giornalisticalabria.it), segretario del Sindacato regionale, è stato eletto nella Giunta esecutiva della Fnsi, confermando il ruolo di primo piano della Calabria all’interno della Federazione nazionale della Stampa. Con lui, nel nuovo assetto della Fnsi, delineato dal Congresso di Bergamo (gennaio 2011), che ha segnato la riconferma di Franco Siddi e Roberto Natale, rispettivamente nel ruolo di segretario generale e presidente, ci sono quattro consiglieri nazionali e tre probiviri. Si tratta di Andrea Musmeci e Pino Toscano (consiglieri professionali); Luigi Caminiti e don Pino Strangio (consiglieri collaboratori).

Nelle fila dei probiviri della Fnsi, la Calabria ha, invece, eletto Pino Nano (effettivo) e Giuseppe Sarlo (supplente), tra i professionali, ed Amelia Romeo, tra i collaboratori (nella foto la delegazione calabrese al congresso di Bergamo, fonte www.giornalisticalabria.it). Prosegue, dunque, a marcia ingranata la scalata dell’Assostampa calabrese, forte dell’impegno della componente sindacale “Stampa libera e indipendente” che pone una netta distinzione tra politica sindacale e politica in senso lato. Un movimento trasversale, che supera le posizioni personali dei singoli, riunendo sotto la bandiera della qualità dell’informazione soggetti con differenti e variegate idee politiche. “Questo – fa notare Carlo Parisi, promotore del cartello sindacale – nella convinzione che un’informazione davvero di qualità e, soprattutto, libera possa essere garantita soltanto da giornalisti con un’elevata professionalità e liberi da qualsiasi ricatto”. Una battaglia che il Sindacato dei Giornalisti della Calabria si è posto come priorità, promuovendo lo sviluppo di una coscienza collettiva, tra i giornalisti, che imponga loro di non farsi sfruttare e umiliare, accettando retribuzioni di 4 centesimi a rigo o di 6 euro e 50 lordi a pezzo, derogando, in tal modo, ai principi etici e deontologici della categoria. “Accettare collaborazioni da fame – sottolinea, ancora una volta, Carlo Parisi – significa, di fatto, pagare gli editori e diventare facile preda di chi vuole comprarti. Senza troppa fatica”. Eppure, se il Sindacato dei Giornalisti ha saputo raggiungere risultati e posizioni, impensabili solo fino a pochi anni fa, significa che qualcosa è cambiato. Che la coscienza sindacale, cioè di tutela e difesa, dei giornalisti in Calabria è cresciuta. E continua a farlo, dando forza a chi la rappresenta. (A cura della collega Nicoletta Giorgetti dell'Ufficio Stampa del Sindacato dei Giornalisti della Calabria).

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