Sant’Ilario dello Jonio (RC): successo per il convegno “La Politica Agricola Comunitaria post 2013 – proposte e riflessioni”

Una sala gremita di imprenditori agricoli, studenti e personalità delle istituzioni locali, provinciali e regionali ha fatto da cornice all’importante convegno organizzato  dalla Confagricoltura Reggio Calabria sul tema: “La Politica Agricola Comunitaria post 2013 – proposte e riflessioni“, tenutosi lo scorso 4 maggio presso l’Oratorio del “Sacro Cuore” a Sant’Ilario Marina, nello splendido scenario della costa dei gelsomini.  Il convegno, moderato dal Presidente della Pro Loco di Sant’Ilario dello Jonio Ugo Mollica, ha preso avvio con i saluti del Sindaco Pasquale Brizzi, che ha fatto gli onori di casa,  e del vice presidente provinciale dell’Organizzazione agricola Antonino Lupini, il quale ha evidenziato che Confagricoltura Reggio Calabria ha voluto promuovere l’importante iniziativa per avviare una confronto con gli imprenditori del settore sul futuro della nostra agricoltura, alla luce di quello che in ambito europeo si sta delineando con la prossima riforma della politica agricola comune.

La manifestazione odierna – ha ribadito Lupini – è la prima che Confagricoltura Reggio Calabria ha in programma di realizzare sul territorio per approfondire e valutare l’impatto che la proposta di riforma della PAC post 2013 potrebbe avere sulle nostre imprese e sul nostro territorio. I contenuti sulla tematica oggetto del convegno sono state affidate alle relazioni svolte dal Direttore del servizio economico di Confagricoltura, Franco Postorino, e dal Professore Francesco Saverio Nesci, Docente di economia ed estimo rurale della facoltà di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Il Prof. Nesci, con piglio accademico e professionale, ha presentato uno studio sul settore agricolo in Calabria, partendo dagli indicatori economici e strutturali, al valore della produzione agricola, toccando l’uso del suolo, il sistema produttivo agricolo ed il commercio estero. Proprio su questo punto si è soffermato maggiormente per evidenziare come nella bilancia commerciale la Calabria ha un export di 91,4 milioni di euro, di cui 46,5 milioni € del comparto industriale e 44,9 milioni € del comparto agricolo, mentre il valore dell’import è di ben 206,5 milioni di euro di cui 112,6 milioni riferiti al comparto industriale e 93,9 milioni € a quello agricolo. Nel concludere la relazione, molto apprezzata dall’uditorio, il Prof. Nesci ha tracciato le possibili linee di sviluppo del comparto agricolo che dovrebbero concretizzarsi con interventi mirati a migliorare la competitività, la qualità delle produzioni, la concentrazione dell’offerta e la valorizzazione commerciale, ponendo quale mezzo per raggiungere tutto ciò la nuova PAC e gli strumenti ad essa collegati. La seconda e più attesa relazione svolta dal Direttore del servizio economico di Confagricoltura, Franco Postorino, si è sviluppata su due direttrici: nella prima parte è stato tracciato lo scenario di riferimento della Politica Agricola Comune; nella seconda la comunicazione della Commissione Agricoltura UE e le osservazioni di Confagricoltura. Nel corso del suo articolato intervento, Postorino ha evidenziato come il budget della PAC in Italia si attesta sui 6.380,4 milioni di euro, suddivisi sui due pilastri: il primo rappresenta i pagamenti diretti (4.119,7 M€) e gli interventi di mercato (802,9 M€); il secondo è riferito allo sviluppo rurale (1.224,3 M€) ammontare che rappresenta la media degli stanziamenti del periodo 2007-2011. Ma il dato economico più importante, ha chiarito il Direttore del servizio economico di Confagricoltura, è riferito al fatto che l’Italia è un contribuente netto della Pac a differenza di quanto accade per altri Paesi. Versa infatti il 14% circa delle risorse del bilancio comunitario ricevendo, in termini di risorse agricole, solo l’11% circa. Postorino nel corso dell’intervento ha evidenziato come il negoziato, da cui uscirà la nuova PAC post 2013, sta per entrare in un momento cruciale e si colloca in una fase molto difficile per le economie del vecchio continente, ma anche del resto del mondo, caratterizzate da un contesto di fermenti che producono effetti, spesso non controllabili, sugli scambi commerciali e sugli assetti geopolitici. Nel concludere – il responsabile dell’area economica di Confagricoltura – ha precisato che il primo e più importante scoglio da superare è la definizione di un’adeguata disponibilità finanziaria destinata alla politica agricola comune, evidenziando come le riforme di questi ultimi venti anni hanno determinato una cospicua riduzione del budget agricolo, che oggi incide sul bilanci comunitario per il 46%, a fronte di un iniziale 74%. La spesa agricola pesa su quella pubblica complessiva degli Stati membri dell’UE per lo 0,92%. La posizione di Confagricoltura – ha chiarito Postorino – è per una riforma seria (né status quo né smantellamento della Pac), ma i pagamenti diretti vanno riformati tenendo conto di alcune specificità della nostra agricoltura, gli interventi di mercato vanno potenziati, lo sviluppo rurale va finalizzato alla competitività  e su tutto va garantita una dotazione finanziaria adeguata in bilancio. Prima dell’intervento conclusivo del componente della Giunta Esecutiva di Confagricoltura, Nicola Cilento, la parola è passata al Dr. Maurizio Nicolai, Autorià di Gestione del Piano di Sviluppo Rurale (PSR 2007/2013) della Calabria, che ha affrontato con chiarezza di esposizione le problematiche riscontrate nell’attuazione dell’importante strumento di programmazione sia in termini amministrativi che di rapporti con le imprese agricole che hanno presentato progetti a valere sulle misure previste dai bandi. Nicolai ha evidenziato la difficoltà delle imprese a fare ricorso al credito, ma allo stesso tempo ha portato a conoscenza l’intenzione dell’Assessore all’Agricoltura di attivare una misura finalizzata a supportare le imprese per l’accesso al credito agevolato. Sollecitato dagli interventi precedenti sulla necessità di una semplificazione amministrativa – burocratica ha chiarito che il Dipartimento è impegnato in questa direzione pur evidenziando che molto spesso alcuni adempimenti sono obbligatori, in quanto previsti dalla regolamentazione  comunitaria, e che pertanto bisogna svolgere i dovuti controlli per non mettere a rischio i finanziamenti stessi. Nel chiudere i lavori il componente della Giunta Esecutiva di Confagricoltura, e Presidente Regionale degli imprenditori agricoli calabresi, Nicola Cilento, ha ringraziato tutti per la composta ed attenta presenza alla manifestazione, in primis il Sindaco Pasquale Brizzi, e precisato che Confagricoltura è attenta e vigile sullo sviluppo del negoziato di riforma della PAC e farà valere tutto il proprio peso sindacale a tutela degli interessi delle imprese agricole calabresi. Richiamando il senso di appartenenza alla più grande Organizzazione datoriale del mondo agricolo, Cilento ha ricordato una delle  ultime battaglie sindacali di Confagricoltura che ha portato alla stabilizzazione della fiscalizzazione degli oneri contributi verso l’INPS. La nostra Organizzazione – ha concluso Cilento – è impegnata giornalmente per la tutela del mondo dell’agricoltura e per far sì che la classe politica calabrese metta in atto un vero progetto di sviluppo che non può che essere basato sul rilancio del settore agricolo e del turismo.

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Serie Bwin, XXXIX^ giornata: Reggina-Varese 1-1

Reggina – Varese: 1-1. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Colombo, De Rose, N. Viola (dal 62° Tedesco), Rizzo (dal 62° Laverone) e Rizzato; Campagnacci (dal 77° Zizzari) e Bonazzoli (c). In panchina: Kovacsik, Giosa, Castiglia e Danti. All.: Atzori. Varese (4-4-2): Zappino; Pisano (c), Pesoli, Dos Santos e Pugliese; Correa (dal 62° Concas), Frara, Corti e Carrozza; Neto Pereira (dal 47° De Luca) e Ebagua. In panchina: Moreau, Camisa, Nadarevic e Tripoli. All.: Sannino. Arbitro: Baracani di Fiorenze. Assistenti: De Pinto di Bari e Bernardoni di Modena. Quarto uomo: Saia di Palermo. Marcatori: Ebagua al 55° e Zizzari all’84°. Ammoniti: Ebagua al 32° ed Adejo al 34°, Pugliese al 58° e Santos all’83°. Espulso: Adejo al 38°. Corner: 6-2. Recupero: 4’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Spettatori paganti: 1149. Abbonati: 3565. Incasso al botteghino: € 16355. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 4714. Incasso totale: € 38732.

Note. Presenti al “Granillo” una sessantina di tifosi varesini: 20 nel settore ad essi riservato ed almeno il doppio in tribuna est “scortati” da una decina di stewart. Cronaca e commento. Primo tempo. Al 3° minuto primo sussulto amaranto. Colombo, a destra sulla trequarti avversaria, al centro per Bonazzoli. Finta del capitano e palla a N. Viola che, presuntuosamente, non allarga ancora a sinistra al solissimo Rizzo e calcia debolmente tra le braccia di Zappino (tra le invettive del pubblico presente). Al 10° la pressione amaranto si fa più concreta. Campagnacci prima crossa ed un difensore mette provvidenzialmente in corner e, poi, tenta egli stesso la via della rete con la palla messa ancora in corner dopo una deviazione. La gara accusa minuti di stasi con entrambe le formazioni che giocano un calcio lento e prevedibile da parte dell’avversario. Alla Reggina il predominio nel possesso palla, al Varese la tranquillità di arginare le offensive nemmeno poi così tanto pericolosa degli amaranto. Al 23° si fa vivo il Varese in area di rigore amaranto. Baracani non sanziona un evidente fallo di mano da parte di un ospite e, nel prosieguo dell’azione, la palla termina tra i piedi di Neto Pereira che calcia in diagonale ma Puggioni para sicuro. Un minuto dopo la Reggina grida al rigore. Rizzo è messo giù da un difensore, ma per Baracani è tutto a posto. Difficile dalla nostra postazione in tribuna stampa, dire se era o meno rigore. Più facile, certamente, è affermare che Baracani sta condizionando la gara con il suo non intervenire in situazioni di gioco ove sarebbe necessario farlo. Al 29° Correa stende N. Viola a 5 metri dalla linea d’area. Sulla palla vanno Acerbi e lo stesso N. Viola e Baracani posiziona la barriera varesina a non più di 6 metri dalla palla disconoscendo il regolamento che impone siano 9. Ovviamente, con la barriera così tanto vicina, il tiro di Acerbi è facilmente ribattuto e l’opportunità sfuma per “merito” dell’arbitro che, come detto, sta condizionando la gara. Al 32° occasione goal per i padroni di casa. Campagnacci, servito da sinistra, colpisce bene di testa ed indirizza a rete. Altrettanto bravo e Zappino che, tuffandosi, respinge il tiro. Al 35° il Varese pareggia le occasioni da rete. Calcio di punizione da destra, la difesa non applica bene la tattica del fuorigioco ed Ebagua si ritrova tutto solo davanti a Puggioni. Colpo di testa del colored lombardo e, per fortuna, palla che termina centralmente tra le braccia del portierone amaranto. Baracani è sempre più protagonista in negativo. Dopo già tutto quello che ha combinato, insieme al suo assistente Bernardoni, al 38° confeziona il rosso diretto ad Adejo (già ammonito 4 minuti prima). Vergognoso questo soggetto (Baracani) deputato a dirigere una partita ed invece erettosi a protagonista in negativo rovinando una gara corretta e portandola sui binari del nervosismo. Al 41° la Reggina reclama un altro rigore per l’atterramento di Campagnacci in area, ovviamente Baracani ignora il tutto e lascia proseguire tra le proteste del pubblico esasperato dal comportamento indecente di tutta la terna arbitrale che, all’unisono, ha condizionato una gara tranquilla. Da segnalare che, nelle fasi convulse post espulsione di Adejo, Baracani, su segnalazione del quarto uomo Saia, ha espulso dalla panchina amaranto il dirigente accompagnatore Maurizio Cacozza. Che vergogna, Baracani non è degno neppure di arbitrare un incontro tra “pulcini”. La gara si fa indubbiamente più difficile per gli amaranto che, già in abbondante inferiorità numerica (11 contro 15, quaterna arbitrale compresa), si ritrovano ingiustamente in 10. Il primo tempo, dopo 4 minuti di recupero, finisce con Ebagua e Cosenza che si beccano fino all’ingresso del tunnel e con il presidente Foti in campo a parlare con Baracani ed a denunciare il suo comportamento indecente e compromettente per la sua squadra nei primi 45 minuti di gioco. Scandaloso l’atteggiamento di quest’arbitro che, senza alcun dubbio, non è né terzo né imparziale: magari non ha preferenze per il Varese, ma di certo ha di suo o le è stata indotta una sorta di avversione nei confronti della Reggina. Questa, altro non è che malafede. Era tempo che non assistevamo a qualcosa di simile e Baracani è stato bravissimo a rinfrescarci la memoria dimostrandoci come un arbitro può condizionare la gara e rovinarla. Secondo tempo. La ripresa inizia con un pericolo per la porta amaranto. Cosenza commette una grave indecisione lasciando ad Ebagua la possibilità di ritrovarsi tutto solo davanti a Puggioni. Decentrato, l’attaccante ospite indirizza sul primo palo dove è ben piazzato Puggioni che respinge. Al 55° il Varese passa in vantaggio. Ebagua riceve palla al centro dell’area di rigore. Spalle alla porta, si gira e calcia di sinistro fulminando l’incolpevole Puggioni che nulla può sul tiro dell’attaccante concesso con troppa facilità da una difesa che, purtroppo, fa acqua da tutti i fori. Come all’andata, Ebagua si conferma uomo-goal contro gli amaranto. In 10, con il morale sotto i tacchi anche per l’atteggiamento indecente di Baracani nei primi 45 minuti e comunque con le note difficoltà manifestate più volte, per la Reggina questa gara si è trasformata in una montagna forse troppo alta da scalare. Al 61°, sugli sviluppi di un corner da sinistra, Acerbi colpisce di testa ma manda sul fondo da buona posizione. Un minuto dopo Atzori prova a cambiare l’andazzo della gara: fuori N. Viola e Rizzo e dentro Tedesco e Laverone. Sannino, dal canto suo, dopo aver tolto ad inizio ripresa Neto Pereira per De Luca, risponde con l’inserimento di Concas al posti di Correa e, dopo qualche minuto, di Osuji al posto di Corti. La gara, dopo il vantaggio ospite, cala nei ritmi per “merito” della Reggina che appare svuotata di energie mentali e fisiche incapace, quindi, di una benché minima reazione al cospetto, comunque, di un’ottima squadra che merita il posto che occupa in classifica e che non avrebbe di certo bisogno degli aiuti avuti da Baracani. Ovvio immaginare che, terminando così la gara e con il fiato sul collo delle dirette concorrenti per un posto ai playoff, la Reggina è prossima ad ammainare bandiera ed a cedere il passo a chi andrà a giocarsi la terza promozione in A con Novara, Varese e Torino (con Siena ed Atalanta già promosse con 3 giornate d’anticipo). La Reggina, mercoledì prossimo a Bergamo, dovrà disputare i restanti 75 minuti della gara sospesa per impraticabilità di campo e solo una vittoria (si riparte, lo ricordiamo, dal risultato di 1-0 per i padroni di casa) contro l’Albinoleffe ed il ripetersi la domenica successiva a Grosseto, possono rinvigorire le speranze amaranto prima di giocarsi il tutto per tutto nelle ultime due (in casa contro l’Ascoli ed a Sassuolo all’ultima di campionato). Nel frattempo, la gara scorre stancamente verso il triplice fischio finale. La Reggina, come detto, non ha più energie mentali e fisiche ed annaspa sul terreno di gioco ed il Varese, legittimamente, controlla la gara con un lento fraseggio a centrocampo. Al 76° un paio si sussulti reggini. Prima Bonazzoli non riesce a deviare a rete un ottimo invito proveniente dalla sinistra di Rizzato e, poi, Campagnacci calcia da fuori area mandando il pallone un soffio al lato della porta difesa da Zappino. Atzori cambia ancora e per l’ultima volta: dentro Zizzari e fuori un applauditissimo Campagnacci. All’82° altra occasione di una generosa ma demoralizzata Reggina. Tedesco riceve palla all’altezza dell’area piccola, il suo colpo di testa è impreciso e termina sul fondo. Ultimi sussulti di una gara iniziata con ben altri auspici e prima condizionata dall’arbitro e poi proseguita sulla stessa scia. La Reggina, come detto, ha dei limiti ma di una cosa non può essere imputata: il non possedere generosità a josa ed il non manifestare lo stesso impegno. E’ così che all’84 gli amaranto pareggiano. Bonazzoli riceve palla in area ed intelligentemente non tira ma serve Zizzari che, liberatosi del diretto avversario, batte Zappino per il più giusto risultato di 1-1. Bello, ancora una volta, vedere partire Puggioni dalla propria porta per andare a festeggiare il proprio compagno dall’altra parte del terreno di gioco. Non sappiamo quale risultato conquisterà questa squadra, ma di certo sappiamo da tempo che Atzori ha saputo costruire un gruppo coeso ed il che non è affatto cosa di poco conto. La Reggina è, ora, stanca ed appagata. Credeteci, raggiungere il risultato di parità (ampiamente prevedibile prima del fischio d’inizio) in queste condizioni non era affatto facile. Questo risultato, poi, lascia ancora aperti i giochi per la conquista del sesto posto (ultimo utile per giocarsi tutto ai playoff ambendo ad un ritorno in A). La gara, al termine dei 3 minuti di recupero concessi, finisce così e tutto è rimandato alle ultime 4 gare rimanenti (mercoledì prossimo i 75 minuti contro l’Albinoleffe, domenica prossima a Grosseto, poi in casa con l’Ascoli ed infine a Sassuolo).

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Serie Bwin, XXXIX^ giornata: Reggina-Varese, note

Prima di Albinoleffe-Reggina di sabato scorso, era dall’1 giugno del 2003 che non veniva rinviata per impraticabilità di campo una partita della squadra amaranto. Quando dici “il destino”, era successo ancora a Bergamo quando in quella data era prevista la gara di ritorno dello spareggio salvezza. In quell’occasione, Collina non fece neppure iniziare la gara (ecco perché non si può parlare di gara sospesa, ma rinviata) causa una copiosissima grandinata che costrinse i presenti allo stadio a tornarsene a casa ed aspettare poco meno di 24 ore per vedere la Reggina sbancare Bergamo sponda Atalanta e conquistare la permanenza in A costringendo i padroni di casa alla retrocessione (dopo lo 0-0 al “Granillo” all’andata, la Reggina vinse all’ “Atleti Azzurri d’Italia” per 2-1 con goal di Natali per il vantaggio atalantino e pareggio e vittoria grazie a Cozza e Bonazzoli).

Contro il Varese, si torna a giocare di domenica al “Granillo”, dove  si registra una vittoria (con il Frosinone giocando alle 12.00),  una  sconfitta (con il Torino con calcio d’inizio alle  12.30) ed un  pareggio (con il Livorno giocando in serale alle 20.45). La Reggina, nonostante l’11 maggio prossimo debba ultimare la gara con l’Albinoleffe (1-0 per i padroni di casa fino alla sospensione avvenuta al 15° del primo tempo) rimane in zona playoff come ha fatto per ben 9 volte sulle 37 partite disputate. Esiste una stimolante analogia con l’anno della prima promozione e cioè la lotta con Torino e Pescara. I diffidati in casa amaranto, squalificati alla prossima ammonizione, sono Acerbi (nella foto), Campagnacci, Nicolas Viola e De Rose. I precedenti tra Reggina e Varese. La prima volta dei lombardi a Reggio risale al 26.03.1967, giorno di Pasqua, dove conquistarono un pareggio per 1-1 con Camozzi marcatore per i reggini. Il Varese non gioca al “Granillo” da ben 37 anni, esattamente dal 14.04.1974  allorquando uscì ancora una volta indenne pareggiando per 0-0. Quello che si disputerà domenica sarà l’incontro numero 5, dopo tre pareggi (oltre ai due già citati si aggiunge un altro 0-0 il 22.04.1973) ed una sconfitta subita dagli ospiti il 21.12.1969 (1-0 per gli amaranto con rete di Vallongo). Il Varese. E’ terzo  in classifica con 61 punti frutto di 14 vittorie, 19 pareggi e 5 sconfitte e di 46 goal fatti e 28 goal subiti (che rendono la sua la miglior difesa dell’intero torneo cadetto). Nel girone di ritorno fin qui disputato, ha conquistato lo stesso numero di punti collezionati nel girono d’andata. E’ passato da una percentuale punti del 55,6% delle ultime 9 giornate ad un più contenuto 33,3% delle ultime 3. Negli ultimi 5 incontri ha conquistato una vittoria, 3 pareggi ed una sconfitta. Ha l’attuale migliore striscia di imbattibilità della proprio portiere con 147 minuti, mentre non segna da 171 minuti. In casa non perde dal 07.09.2008 allorquando affrontò l’Olbia. L’ultima sua vittoria risale al 9 aprile contro il Grosseto (a cui gli amaranto faranno visita domenica 15 maggio alle 15.00 dopo aver terminato la gara contro l’Albinoleffe il cui inizio è alle 19.00 di mercoledì prossimo). Ha ottenuto 3 rigori a favore (uno sbagliato) e 4 contro (tutti subiti). Il Varese fuori casa. E’ quinto  in classifica con 22  punti frutto di 4 vittorie, 10 pareggi e 5 sconfitte mentre sono 17 i goal fatti e 18 quelli subiti che lo rendono la squadra con la seconda miglior difesa esterna. Con il Siena ed il Padova, inoltre, è la squadra con il maggior numero di pareggi esterni (10) e lo testimonia il fatto che nelle ultime 5 partite esterne ha conquistato altrettanti pareggi. Fuori casa non perde dal 12.02.2011 (a Pescara) mentre l’ultima vittoria esterna l’ha conquistata a Modena l’11.12.2010. I marcatori varesini. Ebagua (9 reti, un rigore parato, un goal decisivo alla Reggina nella gara d’andata ed ultimo goal messo a segno il 09.04.2011 al Grosseto); Carrozza (7 reti senza rigori ed ultimo goal il 22.04.2011 contro l’Ascoli) e Neto Pereira (6 marcature senza rigori ed ultima marcatura il 19.02.2011 al Frosinone). L’ex. Christian Puggioni con 90 minuti disputati con la maglia del Varese l’01.10.2000 nel derby lombardo Varese-Como finita 1-0 per i padroni di casa. Gli allenatori. L’unico confronto tra Atzori e Sannino è quello dell’andata, così come lo stesso discorso vale per entrambi gli allenatori che hanno incontrato i rispettivi avversari di domenica solo il 04 dicembre scorso. L’arbitro. E’ il signor Baracani che, per coincidenza, ha già diretto questa partita, a campi invertiti, nel girone di andata. Vanta 9 presenze in A (la prima il 24.05.2009 in Catania-Napoli 3-1) e 56 in B (la prima il 30.08.2008 in Ascoli-Vicenza). 15 sono i rigori decretati e 24 i cartellini rossi estratti. Ha diretto la Reggina in 4 occasioni e sono state sempre vittorie (tutte al Granillo). L’ultima sconfitta amaranto con lui è la già menzionata gara d’andata a Varese lo scorso 40.12.2010. Il Varese, invece, con lui vanta una sola vittoria e 2 pareggi (l’ultima volta avvenne il 19.02.2011allorquando pareggiò contro il Frosinone).

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Daniele Canale, lettera aperta ai cittadini di Reggio Calabria

Da Daniele Canale (nella foto), candidato alle prossime elezioni comunali, riceviamo e pubblichiamo. La semplicità è la cosa che più si avvicina all’intelligenza. Molto spesso le linee programmatiche dei candidati si lasciano andare ad incomprensibili slanci nel vuoto al termine del quale si trova solo un fiume di parole che, prive di adeguate proposte a loro supporto, perdono ogni loro possibile significato: sentiamo infatti lunghissime dissertazioni su “lavoro”, “giustizia”, turismo”, “dimensione europea”, “crescita”,“sviluppo” e chi più ne ha più ne metta, ma senza che ci siano poi proposte concrete e, soprattutto, alla portata dei cittadini. La vera rivoluzione sarebbe far parlare la gente. Molto spesso infatti le idee migliori vengono dal popolo: dai mille professionisti che nei più svariati settori hanno le competenze e le capacità per ovviare ai molti problemi che ci affliggono; dai semplici cittadini che sanno rimediare alle difficoltà in cui giornalmente si imbattono con raziocinio ed efficacia.

Nei miei quasi 5 anni di Consigliere Circoscrizionale nel corso del’ultima legislatura, è avvenuto, tra me ed i cittadini del mio collegio, una sorta di mutuo scambio: loro hanno visto me sempre presente nel risolvere le loro grane legate alla res pubblica, io  ho avuto modo di ascoltarli e dedicarmi a loro in modo da conoscere le tantissime proposte ed idee che pervadono questo territorio e lo rendono unico. C’è, a Sbarre come a Modena, un insospettato e colpevolmente trascurato fermento culturale e sociale. Ci sono proposte valide in ogni ambito riguardante la città e la sua provincia, ci sono eccellenze in grado di portare una ventata di novità all’asfittica realtà che, per colpa della sfavorevole congiuntura economica, viviamo. E’ mia intenzione portare questo laboratorio di idee e proposte in seno all’Amministrazione Provinciale, qualunque sia il mio risultato personale. Posso permettermi di affermare a piena voce questa decisione perché la mia candidatura per il rinnovo del Consiglio Provinciale è stata dettata da due fattori preponderanti: rappresentare la mia gente e la fiducia incondizionata sulle capacità, l’onestà, la trasparenza e la sicura efficacia del programma del mio candidato a Presidente. L’attenzione ad ogni minima esigenza del territorio dovrebbe essere nel dna politico di tutti i candidati, consiglieri e presidenti. I reggini tutti, votando "liberamente" e con serenità di giudizio, votano un politici capaci e di prospettive tanto lungimiranti quanto concretamente raggiungibili con politiche che lasciano ad altri "personaggi" l’orpello dei paroloni per concentrarsi solo ed esclusivamente sulle azioni da realizzare. Nel prossimo Consiglio Provinciale, questa sarà la vera novità: la vera politica del fare non si limiterà a governare seguendo solo le idee degli eletti, seppur buone ed innovative, ma, essendo mandato popolare, in tal modo si comporterà perchè la voce della gente non può e non deve fermarsi alla cabina elettorale. Siamo finalmente pronti per questa rivoluzione culturale, politica e sociale. Il confronto pubblico, aperto, continuo e senza sotterfugi è l’unica strada che porta al tanto agognato cambiamento. E per non "errare", in bocca al lupo a tutti!

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Reggio Calabria: Laruffa Editore presente “Lega Nord, un parodosso italiano in 5 punti e mezzo” di Luigi Pandolfi

Sarà presentato martedì 10 maggio, alle ore 17, nella Sala Biblioteca del Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, il libro “Lega Nord, un paradosso italiano in 5 punti e mezzo” di Luigi Pandolfi* (nelle foto) per Laruffa Editore. “In qualsiasi altro paese civile e democratico del mondo, un partito come la Lega Nord sarebbe stato confinato ai margini del sistema politico e sorvegliato a vista nel cortile della vita istituzionale – scrive Pandolfi, evidenziando come appunto, per paradosso, in Italia invece sia dentro le istituzioni, nei posti chiave -.

Qui, questa forza politica orgogliosamente xenofoba e spudoratamente separatista trova piena legittimazione quale forza di governo, occupando perciò le stanze più sontuose dei palazzi del potere. Un vero paradosso, come quello che ci parla di una sua presunta diversità rispetto a tutti gli altri partiti italiani”. Alla presentazione interverranno il consigliere provinciale Omar Minniti e l’editore Roberto Laruffa; relazionerà il professore Domenico Ficarra. Concluderà l’autore. Coordina Maria Teresa D’Agostino. Per ulteriori informazioni: www.laruffaeditore.itufficiostampa@laruffaeditore.it – 349/2682277.     *Luigi Pandolfi (1972), laureato in Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Perugia, ha pubblicato “Dalla lotta all’organizzazione – Il caso del PCI a Saracena” (Il Coscile, 1997), “Destra – Correnti ideologiche e temi culturali nell’Italia repubblicana” (Il Coscile, 2000), “Un altro sguardo sul comunismo, teoria e prassi nella genealogia di un fenomeno politico” (Prospettiva Editrice, 2011). www.luigipandolfi.it.     

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Locri (RC): torna il concorso canoro “Carmelitano d’Oro”

Torna il “Carmelitano d’oro”, lo storico concorso canoro dedicato ai giovanissimi, nato nel lontano 1985, per animare i festeggiamenti in onore della Madonna del Carmelo della Chiesa Cattedrale “Santa Maria del Mastro” di Locri. Vincitori e partecipanti alla gara, nel tempo sono riusciti a ritagliarsi uno spazio sul panorama canoro. Dal concorso locrese è infatti partita la fortunata carriera di Lisa che vince il “Carmelitano d’oro” nell’edizione del 1992, l’ultima prima dell’interruzione, e negli anni successivi si affermò a Sanremo iniziando un percorso artistico di grande successo.

«Quest’anno, oltre alle altre serate con giochi e teatro, abbiamo pensato di ridare ai ragazzi l’opportunità di esprimersi ancora con il canto e così  vivere momenti di sana aggregazione – spiega Marcello Pezzano, organizzatore della manifestazione –. Divertimento ma anche una concreta possibilità di valorizzare il talento musicale grazie alla collaborazione dello studio di registrazione “Lef reset” e di Studio54 Network».  Il vincitore avrà infatti la possibilità di incidere con la “Lef reset” una canzone che sarà poi trasmessa da Studio54, partner dell’iniziativa, che trasmetterà in diretta la serata finale. La partecipazione, gratuita, è riservata a ragazze e ragazzi che, al 10 luglio 2011, non abbiano compiuto il diciassettesimo anno d’età. Due le categorie in gara: “Bambini”, fino a dieci anni, “Junior”, fino a sedici anni. I concorrenti potranno presentare canzoni di musica leggera, popolare, classica o tradizionale, italiane o straniere, già edite. Si potranno esibire da solisti o in coppia, rigorosamente dal vivo. Le iscrizioni dovranno pervenire, mediante apposito modulo, firmato dal genitore o da chi ne fa le veci del minore, entro sabato 28 maggio 2011 mezzo e-mail, presentando la domanda originale all’atto delle selezioni, o per posta rispettivamente ai seguenti indirizzi marcello.pezzano@alice.it, Marcello Pezzano – Via 1^ Trav. Cusmano, 9 – Locri. Le serrate finali si svolgeranno dall’8 al 10 luglio 2011. Per scaricare il bando completo del concorso, con i dettagli e i premi, l’indirizzo web è www.cattedralesantamariadelmastro.org.

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Sinopoli (RC): arrestati quattro presunti favoreggiatori di un latitante

I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, hanno eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare per aver favorito la latitanza di Macrì Antonino, cl. ‘62, organico alla cosca Alvaro di Sinopoli, arrestato in data 3 febbraio 2011, ricercato poiché doveva espiare la pena della reclusione di anni 10 per reati riguardanti traffico di sostanze stupefacenti, armi e ricettazione. Secondo quanto è emerso dalle indagini, coordinate della Procura della Repubblica di Palmi, gli arrestati odierni, gli indagati si sono resi responsabili di minaccia, porto abusivo di armi oltre ad aver favorito la latitanza di Macrì Antonino.

Gli arrestati: Macrì Antonino nato il 24.0.1962 a Sinopoli, ivi residente via Mercurio e Cutrì Antonino nato il 24.8.1984 a Cinquefrondi, residente a Sinopoli, via Mercurio, sono stati tradotti presso il carcere competente. Mentre la misura degli arresti domiciliari presso le abitazioni di residenza, con divieto di comunicare, con ogni mezzo, con persone diverse dai familiari con cui convivono è stata comminata a Cutrì Raffaele nato il 6.7.1980 a Sinopoli, residente a S. Eufemia D'Aspromonte ed a  Cutrì Rocco nato il 10.1.1975 a Reggio Calabria, residente a Sinopoli, perché, in concorso morale e materiale tra loro, aiutavano Macrì Antonino – nei cui confronti la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi in data 17.6.2010 aveva emesso l'ordine di esecuzione per la carcerazione – a sottrarsi all'esecuzione della pena. In particolare, mentre il Cutrì Antonino, unitamente ai fratelli Cutrì Raffaele Cutrì Rocco, poneva in essere un'accurata attività di monitoraggio della zona compresa tra il centro abitato di Sinopoli e Sinopoli Inferiore ove il Macrì aveva trovato rifugio, Cutrì Raffaele e Cutrì Rocco fornivano al Macrì Antonino, in maniera costante e sistematica, generi di conforto occultati all'interno di sacchetti che appendevano ad un filo che veniva opportunamente issato dal Macrì all'interno della predetta abitazione, in tal modo agevolandone concretamente la latitanza. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso della conferenza stampa tenuta dal Procuratore della Repubblica Giuseppe Creazzo convocata per le ore 11.00 odierne presso la Procura della Repubblica di Palmi.

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Bova (RC): la Stazione di Bova cambia nome

Nella mattina di ieri, in Bova (RC), nell’ambito dei festeggiamenti religiosi in onore di San Leo (Patrono della città di Bova e compatrono della diocesi di Reggio Calabria – Bova), alla presenza di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Vittorio Mondello e del Sindaco di Bova, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, Col. Pasquale Angelosanto (nella foto), ha ufficialmente reso noto alla cittadinanza che il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha autorizzato definitivamente il cambio di denominazione del locale presidio dei Carabinieri in “Stazione Carabinieri di Bova”.

La nuova nomenclatura riprende la precedente dicitura elidendo l’aggettivo “Superiore” che, sino a ieri, ne completava la denominazione. Nulla di diverso in termini pratici, ma il cambio di denominazione rappresenta, in particolare per la popolazione di Bova, il segno dell’attenzione che l’Arma tradizionalmente riserva alla storia ed alle tradizioni dei luoghi in cui opera quotidianamente al servizio dei cittadini. I Bovesi, orgogliosamente legati all’identità della loro città e forti delle antichissime origini di questo bellissimo borgo inerpicato sulle pendici dell’Aspromonte, hanno salutato con entusiasmo la notizia, ringraziando l’alto Ufficiale per l’attenzione mostrata e la riaffermata vicinanza dell’Arma alle popolazioni che da sempre tutela.

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Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC): detenzione di una pistola con matricola abrasa, arrestati marito e moglie

Nel corso dei servizi di controllo del territorio di Sant’Eufemia d’Aspromonte da parte dei militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria di Vibo Valentia e dei carabinieri della locale Stazione CC, sono state effettuate una serie di perquisizioni e rastrellamenti in terreni e casolari agricoli che hanno consentito di recuperare una arma e munizioni illegalmente detenute. In particolare in contrada Giardinello di Sant’Eufemia d’Aspromontte i militari hanno tratto in arresto in flagranza di reato Bonfiglio Raffaele (nella forto),

cl. 1961, pregiudicato, e la propria consorte Macrì Caterina, cl.1965, responsabili di detenzione illegale di arma clandestina e munizioni; nel corso di una perquisizione domiciliare, estesa altresì a casolari e terreni agricoli di proprietà, è stato rinvenuta una pistola marca Renard calibro 6.35 con matricola abrasa, regolare caricatore inserito contenente 5 cartucce ed un sacchetto di plastica con altre 15 cartucce stesso calibro (nella foto). L’arma, in perfetto stato di conservazione, era custodita all’interno di una barattolo metallico. La pistola è stata posta sottosequestro in attesa dell’invio al Reparto Investigazioni Scientifiche Carabinieri di Messina per accertamenti tecnici. Al termine del formalità di rito, gli arrestati sono stati rispettivamente tradotti presso le case circondariali di Palmi e Reggio Calabria e sono stati messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Palmi.

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Reggina Calcio: l’8 ed il 21 maggio, infiamma il “Granillo” e scegli la Reggina

Manifesti, bigliettini ed un solo, ambizioso programma: infiammare il “Granillo”. “Scegli la Reggina”, è ironia, sorriso ed entusiasmo. Parafrasando i messaggi lanciati nel corso dell’avvicinamento alle ormai imminenti elezioni comunali e provinciali è stata sdoganata l’immagine della Reggina in un contesto  pseudo-politico. “Scegli la Reggina” vuole sottolineare il ruolo decisivo che svolgerà la gente di Reggio Calabria nella volata finale di questo campionato che gli amaranto hanno condotto da protagonisti.

Da qui, la "candidature" di Christian Puggioni, Nicolas Viola, Emiliano Bonazzoli la Reggina e la sua tifoseria: insieme, per un rush finale entusiasmante, protagonisti al Granillo. Lo slogan elettorale? Domenica 8 e sabato 21 maggio, scegli la Reggina! In occasione della partita con il Varese la Reggina, in collaborazione con i Fratelli La Bufala, servirà il pranzo per tutti i tifosi della Tribuna Ovest.. I tifosi che gremiranno la Tribuna Sud e la Tribuna Est avranno l’opportunità di consumare un gustoso spuntino. A fine gara, inoltre, Reggina e Varese si ritroveranno per pranzare insieme nell’Area Hospitality del Granillo in un vero e proprio “Terzo Tempo” in stile rugbystico.

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Reggio Calabria: Alberto Sarra esprime soddisfazione per la nomina a Sottosegretari di Gentile e Misiti

Grande soddisfazione per la nomina a sottosegretari del Governo Berlusconi del Sen. Antonio Gentile e dell’On. Aurelio Misiti è stata espressa dal Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale On. Alberto Sarra (nella foto). “Con la nomina dei due nuovi sottosegretari calabresi – afferma Sarra – il governo nazionale conferma la sua attenzione nei confronti della nostra regione evidenziando altresì grande fiducia nella sua classe dirigente.

Gentile e Misiti sono due uomini assai validi, degni di rappresentare e tutelare al meglio gli interessi dei calabresi e capaci di dare un importante contributo, da importanti e strategiche postazioni di governo, allo straordinario percorso di rilancio della nostra regione avviato dal centrodestra. Misiti  da sottosegretario alle Infrastrutture con particolare delega alle Regioni del Sud,  saprà certamente dare impulso alla realizzazione delle importanti opere pubbliche che la città attende da tempo e di quelle che il nostro esecutivo guidato da Scopelliti ha in programma. Di vitale importanza – aggiunge Sarra – è anche la delega all¹Economia affidata al sen. Gentile, che potrà dare stimolo e supporto ai progetti strategici di sviluppo della nostra regione . Con la nomina di Gentile e Misiti – conclude Sarra – si continua a delineare in maniera sempre più marcata quella favorevole e forse irripetibile opportunità di sinergia politico-istituzionale, tra un governo nazionale di centrodestra vicino e attento alle istanze delle Calabria, e la Regione guidata da Peppe Scopelliti.

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L’incontro di calcio Africo-San Luca “termina” con due D.A.SPO. per altrettanti giocatori rissosi

In seguito agli scontri tra le opposte tifoserie verificatisi sul finire dell’incontro calcistico “Africo – San Luca”, svoltosi l’01.05.2011, presso lo stadio comunale di Africo (RC) il Questore della Provincia di Reggio Calabria, Dr. Carmelo Casabona, ha emesso due divieti di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive (D.A.SPO.) a carico di G. D. (minorenne ) e M. A., rispettivamente, per la durata di anni due ed anni tre. I due giovani, giocatori di entrambe le squadre, hanno preso parte attiva agli scontri innescatisi tra le opposte tifoserie sul finire della partita. 

Il personale operante in servizio di O.P. coordinato dal Dirigente del Commissariato di P. S. di Bovalino, è prontamente intervenuto ristabilendo l’ordine pubblico ma nell’occorso uno degli operatori di polizia, nel bloccare uno dei due giocatori resisi co-autori degli scontri, il più facinoroso, è rovinato unitamente a questi, a terra procurandosi delle lesioni. E’ in corso ulteriore attività investigativa da parte di personale dipendente il Commissariato di P. S. di Bovalino per addivenire alla identificazione degli altri partecipanti alla rissa. Tutta l’attività è stata coordinata dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura.

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Menzogne: inganni o mezze verità?

altDiffidiamo di tutti coloro che sostengono di dire sempre la verità, poiché, probabilmente nello stesso istante in cui lo affermano, mentono spudoratamente. Esistono, infatti, situazioni in cui per motivi di “cortesia”, piuttosto che utilitaristiche o di “pietà”, non possiamo fare a meno di “raccontare balle”. Le bugie vengono riferite sempre allo scopo di ingannare il nostro interlocutore nascondendogli la verità. Esse possono avere motivazioni differenti: a volte si mente per mascherare i nostri veri sentimenti, altre per non urtare la sensibilità di qualcuno ovvero ancora per proteggere se stessi. Si rende pertanto utile, qui, stilare una sorta di catalogazione delle menzogne che permetta, quindi, di instradarci meglio all’interno di questo argomento che, indubbiamente, interesserà un po’ tutti.

Esistono, dunque, le cosiddette "bugie bianche" che si utilizzano per educazione e per non ferire la sensibilità altrui (ad esempio “Quest’abito ti sta d’incanto”). Esistono, poi, le “bugie pedagogiche” che spesso la madre racconta al bimbo per premiarlo quando, ad esempio, quest’ultimo le presenta davanti un disegno tutt’altro che grazioso inducendo ella a rispondere “Ma è meraviglioso tesoro!”. Ci sono anche le “bugie di presentazione” e cioè a dire quella piccola “forzatura” della realtà per apparire meritevoli di stima come “Ho attraversato il Sahara senza bere una goccia d’acqua”. Le “bugie di difesa”, alle quali si ricorre quando non si vuole far scoprire un tradimento al partner, “Ero uscita a comprare le sigarette”, ad esempio. Esistono, infine, le “pseudologie” che si nutrono esclusivamente della fantasia di coloro che le raccontano ed alle quali lo stesso autore finisce per crederci (quest’ultima è una vera e propria patologia da trattare in psicanalisi). Nondimeno interessante è, tuttavia, il concetto di omissione o reticenza che dir si voglia. E’ infatti opinione comune che tale condotta non coincida col concetto di menzogna perché trattasi semplicemente di una “verità taciuta”. Orbene, sarà accaduto a molti di noi di aver nascosto qualche “piccolo” particolare in circostanze che lo richiedessero, nientemeno allo scopo “nobile” di non far del male a qualcuno! Forse soltanto perché ci è comodo pensare, errando, che tacere su un fatto di cui si è perfettamente a conoscenza non sia sempre un qualcosa di subdolo. Certo è che dire sempre la verità è ben lungi dall’essere una cosa semplice, poiché essa richiede coraggio e spessore. Ma se prima di mentire pensassimo alle conseguenze che l’inganno possa avere sulle persone che amiamo, ci renderemmo conto come una verità, seppur “scomoda”, sia preferibile ad una accomodante bugia. Ed inoltre è sbagliato credere che in tal modo si possa in qualche modo tutelare chi si ama, perché costui, proprio in quanto tenuto all’oscuro della verità, è disarmato nonché messo nell'impossibilità di combattere con i propri mezzi. La bugia, perciò, altro non è che da considerare un comportamento strategico se la si utilizza sporadicamente. Viceversa si rischia di innescare un circolo vizioso dal quale non è più possibile uscirne: menzogne sempre più “grosse”, usate magari a copertura delle precedenti. E da qui il via a quelle che si possono definire come vere e proprie sceneggiature da “premio Oscar” che finiranno inevitabilmente per estenuarci al punto di crollare e, dulcis in fundo, essere scoperti. Anche se raccontare qualche “frottola” qua e là non è da considerare un comportamento poi così grave, siamo certi del fatto che non è mai troppo tardi per cominciare ad essere sinceri perché “La verità rende liberi” (Gandhi).

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Polistena (RC): il 6 maggio l’ARSSA organizza un seminario su “La qualità delle produzioni agroalimentari – la qualità dell’olio extravergine d’oliva”

L’ARSSA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo ed i Servizi in Agricoltura) sta realizzando sul territorio della Regione Calabria un progetto che ha per titolo “Azioni formative di accompagnamento al processo di modernizzazione dell’agricoltura calabrese dirette a imprenditori agricoli” Mis. 111 azione 3 PSR Asse I e II. Tra gli eventi previsti vi è un seminario informativo sul tema: “La qualità delle produzioni agroalimentari – la qualità dell’olio extravergine d’oliva”.

All’incontro tra gli altri hanno dato la loro adesione il Direttore Generale del Dipartimento Agricoltura,  Prof. Giuseppe Zimbalatti, l’Assessore All’agricoltura On. Michele Trematerra oltre a numerosi rappresentanti delle principali organizzazioni agricole operanti nel territorio pianigiano. Il seminario sarà moderato dal Dr. Rosario Franco dell’ ARSSA – Regione Calabria. A conclusione dei lavori è prevista una degustazione guidata di oli extravergini calabresi. Il settore dell’olio di oliva è una realtà molto importante del comparto agroalimentare della Calabria, per il ruolo di primo piano che il nostro sistema produttivo svolge in campo nazionale nell’offerta di prodotti e tecnologie e per l’elevato consumo nazionale che ci obbliga ad un significativo flusso di importazioni. La qualità riconosciuta agli oli extravergini è la risultante di due diversi ordini di indagine: da una parte, le analisi chimico-fisiche, intese ad accertare la reale composizione in termini percentuali della materia grassa ed il suo grado di acidità; dall’altra, l’esame organolettico, che giudica l’olio dal punto di vista delle sue caratteristiche visive, olfattive, e di gusto e ne valuta pregi e difetti. Il prossimo 6 maggio 2011 alle ore 16.00 presso la sede della Coop. Valle del Marro –Libera Terra sita in Via Pio La Torre, 10 a Polistena, si parlerà della situazione attuale e delle prospettive future del settore. Gli interventi riguarderanno una esposizione sistematica di informazioni, di esperienze e di consigli per produrre oli extra vergini con caratteristiche qualitative molto superiori agli standard minimi di legge e per assumere tutti gli accorgimenti necessari a preservarne la qualità fino al consumatore finale.

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Sant’Ilario dello Jonio (RC): la Confagricoltura reggina a convegno su “La politica agraria comunitaria post 2013 – proposte e riflessioni”

Dal 2000 ad oggi si sono susseguite ben tre riforme della Politica Agricola Comune: Agenda 2000, la riforma Fischer e l'Health check. Con questo ultimo “aggiustamento”, chiamato “Health Check”, di fine 2008, la Politica Agricola Comune (PAC)  ha in sostanza chiuso il cerchio del lungo percorso di riforme avviato nel 2003 trovando così un suo assestamento. Ora, il dibattito da parte del mondo agricolo e accademico si sposta necessariamente sul futuro della PAC, ovvero su come tale importante politica europea dovrà essere strutturata dopo il 2013, anno in cui prenderà il via il nuovo periodo di programmazione finanziaria che si concluderà nel 2020. 

Queste riforme hanno rinnovato profondamente la PAC, segnando un taglio netto con il passato, sia negli obiettivi che negli strumenti. Fino al 2013, la PAC non prevede ulteriori cambiamenti, ma è in atto  il dibattito sul suo futuro dopo tale data che porterà molteplici novità. Confagricoltura Reggio Calabria, per confrontarsi ed informare gli imprenditori agricoli sulle novità che saranno introdotte dopo il 2013 ha organizzato, con il patrocinio della Regione Calabria, della Provincia di Reggio Calabria e del Comune di Sant’Ilario dello Jonio, un convegno sul tema “ La Politica Agricola Comunitaria post 2013 – proposte e riflessioni “ che si terrà mercoledì prossimo 04 maggio presso l’Oratorio del “Sacro Cuore” a Sant’Ilario Marina. Dai primi documenti elaborati dalla Commissione U.E. si evidenzia come il cambiamento dello scenario economico e politico pone in primo piano il tema della competitività delle imprese agricole italiane e dei sistemi agricoli. Questo perché i problemi dell'agricoltura sono la competitività, l'innovazione e la partecipazione alla filiera, e non si risolvono solamente con il sostegno pubblico. Occorrono imprese più competitive, più efficienti, più orientate all'innovazione, alla comunicazione e al mercato, nonché filiere più organizzate e reti di imprese agroindustriali più stabili. Rimarranno gli attuali temi (sostegno al reddito, garanzia dei mercati, condizionalità) oppure la nuova PAC si concentrerà su nuovi obiettivi? I beneficiari della PAC saranno tutte le imprese agricole o solo le "vere imprese professionali"? A queste domande, la PAC dovrà dare risposte. Le questioni sul tappeto sono molteplici.  Su questi temi si baserà la relazione del Direttore del servizio economico di Confagricoltura, Franco Postorino, mentre il Professore Francesco Saverio Nesci, Docente di economia ed estimo rurale della facoltà di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, presenterà uno studio sul settore agricolo in Calabria. Nel presentare l’importante iniziativa Confagricoltura Reggio Calabria evidenzia che la Politica Agricola Comune (PAC), che da sempre ha regolato le attività del settore agricolo e dello sviluppo rurale, necessita ora di nuovi criteri per svolgere al meglio la propria funzione nei 27 Stati membri dell'Unione Europea per il periodo successivo al 2013. Viviamo, pertanto – sottolinea l’Organizzazione degli imprenditori agricoli reggini – un momento cruciale per la definizione sia delle priorità sia delle modalità attraverso cui il contributo dell'agricoltura europea dovrà essere ottimizzato per lo sviluppo di opportunità economiche ed occupazionali nelle regioni rurali di tutta l'UE. Ciò impone delle scelte importanti che rischiano di penalizzare le specificità produttive e territoriali di molte aree rurali europee. Così, dalla scelta del criterio più equo per la ripartizione dei pagamenti diretti per gli agricoltori alle nuove politiche per lo sviluppo rurale (PSR 2014-2020), la posta in gioco per l’agricoltura calabrese si rivela molto alta e capace di pregiudicare gli obiettivi, di lungo termine, legati alla salvaguardia del territorio rurale e forestale, alla tutela dei nostri giacimenti agroalimentari e alla creazione di condizioni tali da incoraggiare e supportare le future generazioni di agricoltori. Nella PAC che, adesso, stiamo scegliendo per il dopo il 2013 vi è, quindi, il futuro del nostro mondo agricolo.

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Reggio Calabria: il 7 maggio assessori e consiglieri regionali per Arena e Raffa

Entra sempre più nel vivo la campagna elettorale, in vista delle prossime consultazioni amministrative. Questo sabato con inizio alle ore 17.30  Assessori e Consiglieri Regionali hanno organizzato una grande manifestazione, che si terrà presso la sala N. Calipari del Consiglio Regionale, a sostegno di Demy Arena e Peppe Raffa candidati rispettivamente a Sindaco della Città e alla Presidenza della Provincia.

Prevista la presenza del Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti oltre a quella dei parlamentari calabresi.

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Sant’Ilario dello Jonio (RC): si è conclusa la seconda “Cena nel buio. Un’esperienza sensoriale”

Seconda “Cena nel buio. Un’esperienza sensoriale” organizzata in Calabria, nella Locride, terra amata ed apprezzata dal santilariese Gerry Longo, sbarcato da anni nella Capitale, dove vive e lavora. Gerry Longo, giovane non vedente ex concorrente del reality “Grande Fratello 9”, ha, ancora una volta, sbalordito tutti con le sue idee, nonché attività come organizzatore delle cene nel buio insieme al suo staff de “Il buio è servito” (Alessandro, Flavio e i camerieri non vedenti Doriana, Thomas, Viviana). Venerdì 29 e sabato 30 aprile si è svolta, infatti, nel borgo antico di Condojanni, all’interno della struttura Arcabria, gestita da Francesco Mollace e i volontari di Civitas Solis, la seconda edizione calabrese di “La cena nel buio” (la prima aveva avuto luogo ad Ardore).

Due serate in cui esponenti del mondo della politica, dello spettacolo, della comunicazione, dell’arte e cittadini comuni hanno potuto scoprire “la magia sensoriale” che riserva questa esperienza, difficile da descrivere ma emozionante da vivere. Gli ospiti, trasportati in un’atmosfera suggestiva, totalmente al buio (nella sala allestita da Alessandro e Flavio, responsabili del buio), sono stati accolti da personale specializzato composto dai camerieri ipovedenti, Doriana, Thomas e Viviana, che per due ore hanno servito gli ospiti, facendoli sentire a proprio agio durante la cena. «È stata – dicono i presenti all’uscita della sala – un’esperienza che ci ha fatto riflettere sull’importanza dei nostri sensi, e allo stesso modo ci ha permesso di conoscere un mondo, quello dei non vedenti, che prima ignoravamo». Aldilà della fortissima esperienza e dell’abbattimento di ogni barriera architettonica e mentale sulla disabilità, l’iniziativa ha permesso al pubblico di riscoprire il valore dell’ascoltare, il bello del toccare, il piacere del gustare e il fascino del riconoscere i profumi. Concorde anche il sindaco di Sant’Ilario dello Ionio, Pasquale Brizzi, tra i promotori dell’evento, in collaborazione della Provincia di Reggio Calabria-Assessorato alle attività produttive. «Un momento di alto valore sociale ed umano, perché ti accorgi quanto siamo fortunati ad avere la vista,  riscoprendo anche gli altri sensi; allo stesso tempo ammiri quanta forza ed abilità ci siano in ogni ragazzo non vedente – ha detto Brizzi, esprimendo le sue impressioni – Ringrazio Gerry Longo e il suo gruppo de “Il buio è servito” che ci hanno dato la possibilità di capire e “guardare noi stessi” e ci complimentiamo per la loro forza, che ognuno di noi dovrebbe prendere ad esempio». E così nella sala, completamente oscurata, si è andati alla scoperta degli altri sensi in un gioco di riconoscimenti e sperimentazioni percettive, accompagnando il tutto dall’animazione di Gerry e dalla musica emozionante e rilassante di Doriana ed Alessandro, componenti dello staff. «Un’esperienza diretta per imparare a vedere oltre l’apparire, a cogliere nel profondo la ricchezza multisensoriale che c’è in ciascuno di noi» questo Gerry ama ribadirlo sempre. E adesso l’obiettivo di Gerry è di rendere “La Cena nel buio” un appuntamento stabile, che non si tratti, dunque, di straordinarietà, ma di evento consueto, che possa richiamare l’interesse di ristoratori, associazioni ed aziende che insieme a “Il buio è servito” vorranno sperimentare questa avventura. È stata Maria Teresa D’Agostino a salutare e ringraziare quanti hanno preso parte all’evento, concludendo la serata in musica. Prima le risate con il cabarettista “Nonna Kata”, poi si è ballato sulle note dell’ultimo, trascinante lavoro musicale del gruppo “ScialaRuga” con Fabio Macagnino e co..

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Reggio Calabria: Laruffa editore presenta “L’arte di insegnare” di Angelo Vecchio Ruggeri

Le tante questioni che assediano il mondo della scuola: dai tagli agli organici dei docenti e del personale non docente alla riconfigurazione delle istituzioni scolastiche nel territorio, dall’edilizia scolastica alle tante disposizioni normative che stanno  modificando  l’assetto culturale ed educativo della scuola pubblica. Su questi temi, la sezione provinciale del CIDI di Reggio Calabria, d’intesa con “Proteo Fare Sapere”, Associazione della CGIL Scuola che cura la formazione in servizio del personale scolastico, ha organizzato il seminario di studio su “Questioni di didattica generale”, svoltosi nei giorni scorsi nell’aula Magna del Liceo Scientifico “A. Volta” di Reggio Calabria.

Il prof. Leo Stilo, preside del Liceo e, a seguire il prof. Lucio Ficara e la  prof.ssa Anna Borrello, rispettivamente dell’Associazione Proteo e del CIDI, hanno presentato la tematica del seminario, soffermandosi su taluni aspetti trattati nel libro “L’arte di Insegnare”,  edito da Laruffa, in presenza dell’Autore, il Preside Angelo Vecchio Ruggeri (nella foto). Dopo i saluti del Preside Stilo ed un’ampia introduzione dei responsabili delle Associazioni professionali, il Preside Vecchio Ruggeri, riprendendo ampie parti della sua recente pubblicazione, si è soffermato sulle modalità con cui il docente è chiamato a rispondere alle sfide di un insegnamento che, pur dovendo poggiare su ampie competenze disciplinari e professionali, deve ricercare altre modalità metodologico-didattiche con cui attuare il proprio mandato. Per poter corrispondere ai bisogni formativi degli allievi, articolata e strategica deve risultare l’opera del docente che, nel quotidiano esercizio dell’insegnamento, non può dimenticare di essere anche un “educatore”. Molte altre le questioni trattate nel corso dei lavori che, per dar conto di quali altri linguaggi può far opportunamente uso il docente, hanno visto l’esibizione musical-recitativa dell’attore Enzo De Liguori e delle sue due assistenti. Si è notato così che l’approntamento di un setting d’aula può risultare di forte sollecitazione emotiva nel processo insegnamento e apprendimento. L’interessante incontro ha avuto numerosi partecipanti che hanno seguito le varie esposizioni con convinta adesione e un interessante dibattito.

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Reggio Calabria: 29 anni dopo “Riferimenti” ricorda Gennaro Musella con il rifiorire della “Gerbera Gialla”

Il 3 maggio 1982, alle 8.20 del mattino, la città di Reggio Calabria fu scossa da un tremendo boato. In prima istanza si pensò ad una scossa sismica, ma era invece l'esplosione di un'enorme carica di tritolo che in pieno centro aveva disintegrato con il corpo, la vita di un uomo e di un'intera famiglia. Quell'uomo si chiamava Gennaro Musella e la sua morte fu sancita da una scellerata associazione tra la 'ndrangheta calabrese di Paolo De Stefano e la mafia catanese di Nitto Santapaola a causa del costruendo porto di Bagnara Calabra. Musella, ingegnere salernitano, moriva in una terra non sua ma di cui si era innamorato e per la quale aveva grandi progetti. Voleva fare di Bagnara una seconda Positano ed aveva progettato un villaggio a terrazze sul mare proprio a ridosso dello spazio in cui fu decisa la costruzione del porto. Il suo sogno fu spezzato a causa di un esposto da lui presentato che denunciava le irregolarità della prima gara d'appalto del porto.

Quella gara era stata vinta dall'impresa “Costanzo” di Catania, uno dei quattro famosi "Cavalieri del Lavoro" di quella città e fu annullata proprio a causa di quella denuncia. La seconda gara espletata cinque giorni dopo l'uccisione di Musella, venne vinta non più da “Costanzo”, ma da un altro dei quattro famosi "Cavalieri": Gaetano Graci (lo stesso Graci che la storia ritroverà nei delitti Dalla Chiesa e Fava). In ricordo della morte di Gennaro Musella è nato un fiore: la gerbera gialla che viene dedicata a tutte le vittime della violenza mafiosa e che oggi è diventato il fiore simbolo dell'antimafia. La “Gerbera Gialla” è nata a Reggio Calabria a dieci anni da quel tremendo delitto per ricordare alle coscienze della gente una morte ingiusta che lo Stato aveva dimenticato e a cui non era stata data nessuna risposta. Dopo ben ventisei anni, il Ministero dell'Interno riconosce con decreto Gennaro Musella vittima di mafia. A Reggio Calabria la via Apollo, in ricordo di quell'orrenda strage di cui è stata teatro, ha cambiato nome diventando via Gennaro Musella. Ogni anno, la “Gerbera Gialla” rifiorisce a maggio nelle mani di migliaia di ragazzi del Sud e del Nord del Paese portando il suo messaggio di memoria, ma anche di speranza in una collettiva volontà di rinascita. Domani 3 maggio, nel ventinovesimo anniversario della morte di Gennaro Musella, il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso aprirà (nella foto con la figlia di Gennero Musella, Adriana, presidente di "Riferimenti") a Reggio Calabria il percorso nazionale della "Gerbera Gialla" alla presenza di tantissimi studenti provenienti da tutte le provincie della regione e di delegazioni nazionali. Nel corso dell'incontro con il Procuratore Nazionale Piero Grasso, che si terrà alle ore 17.00 presso la sala "Giuditta Levato" del Consiglio Regionale, verranno consegnati i premi territoriali "Gerbera Gialla 2011" per la lotta alla 'ndrangheta in Calabria al Comandante Provinciale dell'Arma dei Carabinieri Col. Pasquale Angelosanto (nella foto) ed al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Col. Alberto Reda.

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Locri (RC): arrestato pluripregiudicato latitante dal 2007

 E  stato u n primo maggio molto impegnativo per i carabinieri della compagnia di Locri che, a conclusione di una mirata attività, hanno arrestato il catturando Spataro Luigi (nella foto), pluripregiudicato cinquantottenne locrese, attivamente ricercato da oltre quattro anni. Sullo Spataro pendevano ben due provvedimenti di cattura emessi nel 2007 dalle Autorità Gudiziarie di Varese e Pescara per numerosi reati contro il patrimonio commessi in varie provincie italiane tra il 2000 ed il 2004.

Era poco dopo mezzogiorno quando una pattuglia a piedi della stazione di Locri, composta dal Comandante di Stazione, maresciallo Placido Bramato, e dal rigadiere capo Saverio Ligato, militare decano della Stazione, hanno notato movimenti sospetti nelle strade cittadine. I due carabinieri, in servizio di controllo del territorio, hanno quindi subito allertato i colleghi della compagnia di Locri che, al comando del maggiore Ciro Niglio, hanno cinturato l’area anche con le gazzelle dell’Aliquota Radiomobile e sono riusciti a bloccare il fuggiasco che, non avendo vie d’uscite, è stato subito ammanettato. Lo Spataro era ricercato in tutta Italia dal 12 aprile 2007 quando, detenuto a Milano presso il carcere di San Vittore, aveva ottenuto il permesso di recarsi senza scorta a Locri ove avrebbe dovuto continuare la detenzione agli arresti domiciliari, ma nel centro della locride l’uomo non era mai giunto dandosi alla macchia. Ora per lui si sono aperte le porte del carcere di Locri, ove dovrà espiare una pena detentiva di circa sei anni.

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