Serie Bwin, XXIX^ giornata: Reggina-Ascoli 1-1

Reggina – Ascoli: 1-1. Reggina (5-3-2): Zandrini; D’Alessandro (dal 55° A. Viola), Freddi, Emerson, Angella, Rizzato (c); Castiglia (dal 74° De Rose), N. Viola, Rizzo; Ceravolo (dal 67° Colombo), Ragusa. In panchina: Belardi, Melara, Cosenza, Marino. All.: Gregucci. Ascoli (3-5-2): Guarna; Ciofani, Peccarisi, Faisca; Scalise, Di Donato (c), Pederzoli, Parfait (dall’88° Pasqualini), Tomi; Soncin (dal 77° Gerardi), Papa Waigo. In panchina: Maurantonio, Sbaffo, Falconieri, Andelkovic, Ilari. All.: Silva. Arbitro: Gavillucci di Latina. Assistenti: Meli di Parma e Gava di Conegliano. Quarto uomo: Adduci di Paola. Marcatori: Soncin al 71° e N. Viola al 79° (rig.). Ammoniti: Angella al 35°, Emerson al 57°, Rizzo al 59°, Tomi al 61° e Guarna al 79°. Corner: 6-6. Recupero: 0’ (p.t.) e 4’ (s.t.).

Note. Ennesima formazione diversa (anche) a causa dei forfait di capitan Bonazzoli e di Barillà. Reggina oggi chiamata a confermare (o, eventualmente, smentire) quanto di buono si è detto dopo la gara di venerdì scorso a Pescara brillantemente vinta 2-0. Cronaca e commento. Primo tempo. Gara che ha inizio a ritmi lentissimi davanti pochi “amici”. Il primo tiro della partita è ad opera di Ragusa che cerca il gol del sabato con una conclusione da lontanissimo che termina altrettanto lontano dalla porta difesa da Guarna. All’11° ci prova Castiglia a mettere al centro per Rizzo che, però, non arriva sul pallone ch’è facile preda dell’estremo difensore ospite. La gara non decolla sebbene la Reggina sembra essersi impossessata del centro campo e giochi per maggior tempo con il pallone tra i piedi. La squadra di Gregucci appare, oggi, oltremodo lenta e macchinosa. Al 16° ci prova Angella dalla grande distanza che termina alta. Replica, al 18°, N. Viola, sempre da molto lontano, con palla fiaccamente sul fondo. Al 20° buona occasione amaranto. Rizzato crossa da sinistra, Ragusa fa velo e, proprio mentre sta per intervenire Rizzo proveniente da dietro, Tomi mette in corner anticipando il reggino. Al 24° è l’Ascoli che, “risorgendo” dopo interminabili minuti trascorsi nella propria metà campo, va vicino al gol. Cross da destra di Scalise per Soncin che giunge con un attimo di ritardo all’appuntamento con il pallone proprio all’altezza del dischetto di rigore. Al 26° ci riprova la formazione di Silva con Papa Waigo il cui tiro è respinto da Zandrini. La partita, a prescindere, pare abbia, al momento, ben poco da dire. Al 31°, sugli sviluppi di un corner da sinistra calciato da N. Viola e successivo colpo di testa di Freddi, la Reggina reclama un calcio di rigore per via di un presunto fallo di mano in area da parte di un difensore bianconero. Al 36° si registra un tentativo velleitario e senza pretese di Rizzo che Guarna neutralizza agevolmente. Bah, se dovessimo, come dobbiamo, paragonare questa Reggina a quella vista a Pescara, allora, diremmo senza alcun dubbio che l’involuzione è abissale. Certo, manca un giocatore fondamentale come Bonazzoli, ma produrre un gioco così prevedibile e macchinoso significa andare oltre. Al 41° ci prova l’Ascoli con Scalise che impegna Zandrini in una parata a terra. L’Ascoli alza il suo baricentro e si fa vedere sempre più spesso nei pressi dell’area amaranto. Dapprima ci prova Pederzoli a crossare con Zandrini a respingere in corner e, due minuti dopo, è Faisca ad impegnare ancora Zandrini in una parata a terra. Il primo tempo, assai deludente, finisce qui. Secondo tempo. La ripresa inizia con l’Ascoli in avanti e con Tomi a provare la battuta di destro a filo d’erba con Zandrini attento a deviare in corner. Risponde la Reggina, al 48°, con Ceravolo che crossa da destra per Ragusa il quale liscia la girata al volo proprio davanti a Guarna. Al 52° è il brasiliano Emerson a provarci direttamente su calcio di punizione. Il suo sinistro è smorzato dalla barriera e Guarna para facilmente. Al 55° Gregucci effettua il suo primo cambio: esce D’Alessandro ed entra A. Viola. La gara e la Reggina non decollano. Il gioco espresso è mediocre e, onestamente, ci si aspettava assai di meglio. Qual è la “vera” Reggina? Quella di Pescara o quella odierna? Ovviamente, la verità sta in mezzo (orientata più verso quella che si sta vedendo contro l’Ascoli). Se la partita non decolla, a ravvivare la gara ci pensa il signor Gavillucci di Latina severo con i padroni di casa e particolarmente permissivo con gli ospiti (sono almeno 2/3 i giocatori di Silva a meritare l’ammonizione) ammonendo i primi ad ogni fallo ed assolvendo i secondi anche in presenza di falli evidentissimi. Lo “straordinario che deve divenire ordinario”, per dirla come Gregucci dopo l’impresa di Pescara, parrebbe essere ancora distante. Così come distante, ancora troppo, è il sesto posto. Questo da ricordare a chi, dopo una vittoria, si “monta la testa” e pensa a traguardi più grandi del lecito presumibile. Al 66° la Reggina spreca un’occasione incredibile. Ragusa, dal fondo, crossa al centro rasoterra con la palla che attraversa tutta l’area di rigore senza che ci sia nessun amaranto pronto ad intervenire. Al 67° Gregucci cambia ancora: fuori Ceravolo e dentro Colombo. Silva, per il momento, non replica confermando l’11 iniziale che, evidentemente, non soffre affatto la pressione amaranto (se di pressione trattasi). Al 70° ci prova N. Viola su punizione dai 30 metri con Guarna che para il tiro divenuto insidioso dopo aver toccato terra davanti al portiere. Al 71° l’Ascoli passa in vantaggio. Azione di Parfait sulla linea di fondo alla destra della porta amaranto. Il giocatore ascolano trova lo spazio ed il tempo per battere a rete con Zandrini che respinge mettendo la palla al centro dell’area. E’ lestissimo Soncin a girare al volo nello specchio ed a gonfiare la rete. Al 73° l’Ascoli va vicinissimo al raddoppio. Lancio in verticale per Papa Waigo che si presenta a tu per tu con Zandrini che gli respinge il tiro con il corpo. Palla ancora all’attaccante ascolano con Angella a deviare in corner. Al 74° Gregucci cambia ancora (per l’ultima volta): esce Castiglia ed entra De Rose. La Reggina si conferma ben poca cosa e la vittoria di Pescara è solo l’eccezione che conferma la regola. Al 77° anche Silva inizia a cambiare qualcosa: esce l’autore del gol Soncin ed entra Gerardi. Gregucci si dimena in panchina e non sa come venire a capo della situazione. Al 79° gli da una mano Gavillucci sanzionando un presunto fallo in area su A. Viola da parte di Peccarisi. Difficile, dalla nostra postazione in alto in tribuna stampa, dire se il fallo c’è stato oppure meno. Fatto sta che Gavillucci lo decreta e N. Viola (nella foto, fonte www.regginacalcio.com) lo trasforma portando le due squadre sull’1-1. All’84° la Reggina “rischia” di passare in vantaggio. E se non lo fa è solo per la propria assoluta incapacità odierna sotto rete. N. Viola parte dalla propria metà campo a lunghe falciate, Rizzato lo segue a sinistra e riceve dal fantasista reggino. Cross perfetto del tornante di sinistra, rasoterra, che attraversa davvero tutta l’area di rigore senza che ci sia nessun amaranto pronto a toccare mettendo in fondo al sacco. La Reggina, adesso, preme l’Ascoli nella sua metà campo in preda ad un moto d’orgoglio. Le manovre, però, si rivelano ancora approssimative e lacunose in fase di concretizzazione. All’88° Silva effettua il suo secondo cambio: esce Parfait (dai cui piedi è nato il gol de vantaggio ascolano) e dentro Pasqualini. Sia chiaro, nonostante il pareggio raggiunto, il nostro giudizio non cambia: la Reggina ha offerto oggi una prestazione mediocre in tendenza con tutti gli altri suoi ultimi risultati (eccezion fatta per la vittoria a Pescara definita, appunto, l’eccezione che conferma la regola). Al 92° l’Ascoli mette paura alla Reggina. Cross da sinistra di Pasquali su appoggio di Papa Waigo e Gerardi in girata al volo che termina non molto distante dalla porta di Zandrini. La partita va a scemare così: la Reggina esce tra i fischi e l’Ascoli conquista meritatamente un altro punto salvezza. I playoff? Ad oggi continuano ad essere un’utopia. Ad maiora!

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Author: Maurizio Gangemi