Reggio di Calabria: è stata presentata l’Associazione “Giornalisti Reggini”

Si è svolta ieri mattina, presso la Sala Conferenze di Palazzo Foti, sede della Provincia di Reggio di Calabria, la conferenza stampa di presentazione dell’Associazione “Giornalisti Reggini”. Al tavolo dei relatori, tra il Presidente Massimo Calabrò e i due Vicepresidenti Maurizio Gangemi e Francesco Legato, si sono accomodati due rappresentanti delle più importanti istituzioni giornalistiche: da un lato il Presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, il reggino Enzo Iacopino, e dall’altro il Segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria nonché Vicepresidente nazionale F.N.S.I. (Federazione Nazionale della Stampa Italiana), Carlo Parisi. Ad essere chiamati ad intervenire altri due colleghi: Franco Pellicanò, Presidente regionale dell’U.S.S.I. (Unione Stampa Sportiva Italiana), e Mimmo Praticò, Presidente regionale del C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano). Invitato, ma impossibilitato a presenziare all’evento, anche il Presidente regionale dell’Ordine dei Giornalisti, Giuseppe Soluri, non ha mancato però di far giungere il suo messaggio augurale ai convenuti.

A prendere per primo la parola è stato il Presidente dell’Associazione, Massimo Calabrò. Dopo il benvenuto ai presenti, Calabrò ha tracciato un po’ la genesi dell’Associazione nata su un campo di calcio e, poi, materializzatasi attraverso riunioni ed incontri. “Il nostro obiettivo – dice Massimo Calabrò – è quello di accrescere quel senso di aggregazione nato attorno ad un pallone ed accresciutosi negli anni. Vogliamo interagire con le varie forze già presenti sul territorio anche nel sociale con il nostro impegno attivo a favore della nostra Città. Il nostro intento – ha aggiunto Calabrò – è quello di diventare pian piano un punto di riferimento per i colleghi, magari per i più giovani, con l’importante obiettivo, poi, di organizzare e promuovere eventi culturali, sociali e sportivi per riuscire ad aiutare chi ne ha bisogno”. A seguirlo negli interventi è stato Maurizio Gangemi che, dopo un excursus storico sui princìpi che hanno caratterizzato l’idea oggi realizzata ufficialmente, ha denunciato le difficoltà a cui si è andati incontro senza sponsorizzazioni e/o sostegni ricevuti. Gangemi, poi, ha tenuto a specificare un concetto fondamentale alla base di qualunque attività associativa: “Non siamo uomini e giornalisti eversivi, né eversive lo sono le nostre idee – ha detto Gangemi -. Sappiamo benissimo che, quasi per peculiarità reggina, ogni novità viene accolta dando libero sfogo alla cultura del sospetto quasi come a voler necessariamente cercare ed individuare qualcosa di losco o di subdolo in quello che si fa. Non è così! Conosciamo e rispettiamo le regole ma quelle con la R maiuscola. Ripudiamo, invece, e forse in questo siamo eversivi, quelle regole non scritte e spesso nate e vissute nell’ombra. Quelle regole volutamente tenute sommerse che, spesso, portano allo svilimento del nostro essere uomini, prima, e giornalisti, poi”. Breve ma schietto e diretto, Gangemi. A seguire l’altro Vicepresidente, Francesco Legato. “Massimo Calabrò e Maurizio Gangemi sono stati lungimiranti. A loro va dato il merito della nascita di quest’Associazione la cui idea, nonostante le difficoltà, sono riusciti con caparbietà a portare avanti ed a realizzare”. “Ogni Associazione che nasce – ha aggiunto Legato – è una ricchezza in più per la comunità perché con essa nascono occasioni di confronto, di discussione, di approfondimento, di riflessione e di crescita comune. L’Associazione è molto eterogenea – ha continuato Legato – perché formata da Professionali e Pubblicisti, da uomini e donne, da chi lavora in Enti pubblici e privati, da chi opera sulla carta stampata, in televisione, in radio o sul web. Tutti noi – ha chiuso Legato – siamo convinti che sia necessario collaborate con l’Ordine ed il Sindacato per difendere il prestigio della professione e promuovere il rispetto per chi la pratica con serietà. Rispetto verso i giornalisti ma anche rispetto tra giornalisti. Noi ci siamo ed abbiamo già iniziato a renderci attivi ed utili nel sociale: dapprima partecipando alla Giornata mondiale contro la droga (confrontandoci con alcune comunità di recupero) e, poi, incontrando Emergency di Gino Strada in occasione del rapimento dell’operatore e nostro concittadino Francesco Azzarà”. A prendere, successivamente, la parola è stato chiamato Franco Pellicanò nella qualità di Presidente dell’U.S.S.I. regionale. “L’U.S.S.I. che qui rappresento – ha detto Pellicanò – si occupa di tutti gli sport. E’ vero che il calcio è quello maggiore ma ce ne sono molti altri di cui i giornalisti si devono occupare con altrettanta professionalità. Quest’anno speriamo di portare in Calabria il torneo “D’Aguanno” ma partecipandovi in quanto regione dobbiamo coinvolgere anche i colleghi delle restanti 4 provincie. Resta inteso, però – ha chiuso Pellicanò -, che noi saremo al fianco dell’Associazione nelle iniziative che andrete ad intraprendere”. A seguire ecco Mimmo Praticò, Presidente regionale del C.O.N.I.. “Finalmente prendo atto ch’è nata un’Associazione composta da giovani che, tra l’altro, vorrei aiutare, attraverso la mia azienda, sostenendola sia a livello personale, mediante sponsorizzazione, che istituzionale, mediante l’uso di una sala del C.O.N.I. che rappresento. Vorrei – ha proseguito – che l’Associazione Giornalisti Reggini, il C.O.N.I., l’U.S.S.I. ed altre realtà interagissero sinergicamente. Solo uniti si vince perché, così, sarete e saremo forti a rappresentare un esempio sano e positivo per i giovani che vogliono intraprendere il mestiere di giornalista. In una regione – ha continuato Praticò – in cui ognuno pare che voglia camminare da solo agendo per fatti propri, il vostro esempio è importantissimo. S’è vero che uniti si vince – ha chiuso – è altrettanto vero che i personalismi possono solo far danni”. A prendere la parola, prima delle conclusione doverosamente lasciate a Iacopino, è stato Carlo Parisi. “Quando è stato chiesto il supporto del Sindacato ho tenuto a precisare che la nascente Associazione non avrebbe mai dovuto perdere di vista quelli che sono i punti cardine della professione giornalistica. Maurizio Gangemi ha fatto benissimo a sottolineare che non vorrà, non vorrete, accettare regole che nascono e vivono nell’ombra. Ha ragione – ha continuato Parisi – perché lui, più di ogni altro, per la sua formazione personale, familiare e, quindi, professionale, sa di cosa sta parlando per aver vissuto sulla sua pelle cosa significa censura. Legato ha parlato di rispetto per la professione – ha proseguito Parisi -. Giusto ieri c’è stato un caso gravissimo che ha visto protagonista in negativo un editore – quello de Il Quotidiano della Calabria, n.d..r – e, di conseguenza, un giovane collega reo di aver chiesto quanto spettante e, per questo, licenziato in tronco. Ciò ch’è grave è che non è solo quell’editore a comportarsi così ma quel modo di fare è uguale per molte altre realtà editoriali. Ancora Gangemi ha ricordato il rispetto delle regole – ha continuato – ma non è facile farle rispettare in Calabria. Quanti giornalisti lavorano gratis per le testate svilendo, così, la loro, la nostra professione? I colleghi mi riferiscono che, troppo spesso, non rivendicano i propri diritti per paura di ritorsioni e di perdere il lavoro. Ma che lavoro è uno retribuito, quando va bene, con un salario ben al di sotto del tariffario delle signore delle pulizie? Se lavoriamo gratis per un certo periodo – ha sottolineato Parisi – autorizziamo l’editore ad abituarsi male e, quando gli chiediamo il dovuto, a reagire stizzito licenziandoci. Vogliamo pari opportunità per tutti – ha chiuso Parisi -. Dal figlio dell’ortolano al figlio del politico tutti debbono avere le stesse chances. E’ questo l’impegno nel sociale che dobbiamo perseguire”. A chiudere, con il suo dotto intervento, è stato il Presidente dell’Ordine nazionale Enzo Iacopino. Reggino purosangue, Iacopino ha sottolineato come “La nascita di quest’Associazione è stato sempre il sogno di grandi giornalisti reggini: da Franco Cipriani a Gigi Malafarima, da Aldo Sgroj a Totò La Tella. Grandi colleghi ed amici che oggi sarebbero veramente felici se fossero ancora tra di noi. La situazione occupazionale e contributiva per i giornalisti è un problema di tutta Italia. Non sentitevi calimeri, quindi. Ho qui un contratto, se così lo possiamo chiamare – e Iacopino lo mostra – secondo cui ad un collega viene proposto un compenso di 2,50 € ad articolo rimborsabile, però, al raggiungimento del 120° pezzo prodotto. E se l’editore decide di stroncare la collaborazione al 119°? Il tutto con ogni spesa a carico del giornalista, ovviamente. Oppure c’è quel sito – ha continuato – che per 1000 articoli di 200 parole, tags e foto incluse offre un compenso di 500 €. 0,50 € ad articolo! Onestamente – ha proseguito Iacopino – non me la sento di chiedere ai colleghi di ergersi ad eroi, so che un minuto dopo saranno licenziati. Sento, però, di chiedere a voi di vigilare su quanto avviene nelle redazioni. Sto conducendo una battaglia contro Grillo e le sue accuse velenose ai giornalisti e, pur non essendo pessimista, sono molto preoccupato per quello che potrebbe succedere a chi lavora nella nostra professione come conseguenza delle accuse dello stesso Grillo. In questo periodo così buio – ha chiuso Iacopino -, in cui la situazione è davvero dura, non dovete mai barattare o, peggio, perdere la vostra dignità. Come dico sempre dobbiamo dimostrare di saper mantenere la schiena dritta anche se, onestamente, sono fortemente insoddisfatto della qualità dell’informazione giornalistica in Italia tendente troppo spesso a scrivere fatti o cose solo per compiacere il pubblico e, per questo, scadendo personalmente e professionalmente. Siate forti!” (Nelle foto, da sinistra, Gangemi, Iacopino, Calabrò, Parisi e Legato).

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Pallacanestro, DNA, XXV^ giornata: Liomatic Perugia-Viola Reggio Calabria 67-79

Liomatic Perugia-Viola Reggio Calabria: 67-79 (parziali: 16-20, 34-40, 47-57). Liomatic Perugia: Ramenghi 4, Chiatti 23, Mei 16, Cutolo 9, Santantonio, Meschini 2, Chiarello 4, Bonamente 9. Viola Reggio Calabria: Germani 2, Piazza 12, Quaglia 10, Fontecchio 10, Caprari 5, Sabbatino 10, Ammannato 12, Ricci 0, Fabi 7, Rugolo 11. Il palazzetto era il PalaEvangelisti di Perugia, ma l’atmosfera era più simile a quella del PalaBotteghelle di Reggio Calabria.

A fare da sfondo alle gesta dei nero arancio, solo il tifo dei numerosi tifosi giunti in Umbria. La Viola torna a vincere, coach Ponticiello continua a guardare avanti e guidare una formazione che continua a lottare verso una costante ascesa, con 6 uomini in doppia cifra nel match odierno. Nel primo tempo la squadra di casa parte concentrata nello sfruttare le mura casalinghe, le due squadre sino alla prima metà del tempo si mantengono sul punto a punto. Dopo il pareggio (6-6), è Fontecchio, protagonista indiscusso di questa prima frazione a portare in vantaggio i suoi (6-10). Chiarello sprona i suoi ma ancora Fontecchio e Fabi portano la Viola a +6 (10-16). Bonamente, canestro e fallo, accorcia il gap e continua con una schiacciata (14-16). Mei, subendo fallo, riporta il tutto sulla parità (16-16). E’ Alessandro Piazza, con canestro e fallo, a 20’’ dalla fine, a chiudere il quarto (16-20). Ramenghi dalla lunetta con 2 liberi accorcia la distanza (18-20), ed interviene il capitano nero arancio con un canestro, seguito da Germani, che lo ripete (20-24). E’ Quaglia con canestro e fallo a dare maggiore respiro alla Viola (20-27), con Rugolo e Quaglia la distanza aumenta (22-31), una tripla di Sabbatino porta la Viola a +12. Chiatti irrompe con una tripla, ed il capitano nero arancio lo ripete, la Viola è ancora sopra di 10 punti (27-37). Sempre Chiatti subendo fallo accorcia la distanza di due punti, ed il play Piazza risponde con una tripla( 29-40). Ancora Chiatti in lunetta con 2 liberi porta il punteggio a 31-40. Chiatti dalla lunga distanza realizza una tripla al suono della sirena, Perugia cerca la rimonta il quarto si chiude 34-40. Sabbatino riavvia il rientro dagli spogliatoi con una tripla, e successivamente con un canestro. La Viola continua la rimonta con Ammannato (38-49). Con Cutolo, Perugia si porta a -9, ma interviene Fabi a riportare la Viola sopra le undici lunghezze, che si allungano con un canestro di Ammannato (40-53). E’ il solito Chiatti a cercare il fallo continuando a spronare i suoi, e dalla lunetta realizza 2 liberi. Con un libero di Piazza ed un canestro di Rugolo la Viola continua a portarsi sulla doppia cifra di distanza (45-57). I liberi di Chiatti e Mei  chiudono il quarto 47-57. Con Mei Perugia si avvicina pericolosamente a –8 ma Quaglia riporta a +11 i suoi per poi continuare e portare il punteggio 49-62. Perugia non si arrende e recupera 4 punti, Rugolo realizza un canestro. Perugia insiste e con una tripla di Bonamente si porta ancora sul -8. Ed ancora Rugolo in una splendida prestazione a realizzare 3 punti e portare la Viola sul +11. Un tecnico chiamato alla panchina perugina, permette ancora a Rugolo di dare ai suoi 13 punti di vantaggio a –3’ dalla fine del match. E’ ora Fabi a portare la Viola sul massimo vantaggio, +15. I padroni di casa non si arrestano e recuperano 5 punti. Ma non c’è nulla da fare per i padroni di casa, che cedono all’impeto dei reggini, il match si chiude 67-69. Solo un commento a caldo da coach Ponticiello, impegnato a condividere la gioia ed i sacrifici  con i suoi, nella vittoria arrivata dopo lo stop con capolista: “A Torino non ci era piaciuto l’ultimo quarto, mentre oggi abbiamo giocato con autorevolezza, controllando e gestendo le cose in maniera tranquilla”. *Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

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Calcio, Lega Pro 2, girone B, XXVI^ giornata: HinterReggio-Teramo 1-1

HinterReggio-Teramo: 1-1 HinterReggio (3-5-2): Mengoni, Ungaro, Messina (40’ st Febbraio), Impagliazzo, Vicari, Lavrendi, Aliperta, Carbonaro, Anzilotti (22’ st Marguglio), Cruz (4’ st Broso), Khoris. In panchina: Maggio, Borghetto, Franceschini, Figliomeni. Allenatore: Venuto. Teramo (4-4-2): Serraiocco, De Fabritiis, Ferrani, Speranza, Chovet, Foglia (25’st Novinic), Valentini, Coletti,  Di Paolantonio (33’ st De Stefano), Olcese, Ambrosini (39’ st Caidi). In panchina: Santi, Giannetti, Scipioni, Patierno. Allenatore: Cappellacci. Arbitro: Todaro di Palermo. Assistenti: Tudisco di Catania e Pollaci di Palermo. Marcatori: 37’ st De Stefano (T) e 50’ st Khoris (rigore) (H). Note. Spettatori: 314. Ammoniti: Aliperta e Cruz (H). Angoli: 5-3. Recupero: 2’ pt e 5’ st.

L’Hinterreggio, soffre, sbanda  per lunghi tratti della gara e acciuffa il pareggio sui titoli di coda su calcio di rigore realizzato da Khoris, procurato da una devastante percussione di Carbonaro. Un pareggio che sta stretto ai teramani che hanno dominato la prima frazione di gioco, grazie ad una buona organizzazione a centrocampo pronto a chiudere tutti i varchi e ripartire con azioni veloci  che hanno visto la difesa reggina barcollare paurosamente sotto i colpi di Ambrosini,  Olcese e Foglia in più occasioni. La squadra di Cappellacci non  è riuscita a concretizzare la supremazia tecnico e tattica dei primi 45’, perché un super Mengoni e due pali non hanno permesso alla squadra abruzzese di passare meritatamente in vantaggio. La ripresa è stata più equilibrata con le squadre guardinghe a non farsi superare dall’avversario con la consapevolezza che un pareggio poteva andare bene ad entrambe le compagini. La squadra teramana  abbassa il baricentro per controllare il risultato, di contro i Venuto boys non riescono a velocizzare ed impostare azioni pericolose. Mentre tutto lasciava prevedere un risultato ad occhiali, il Teramo passa in vantaggio con una fucilata del cecchino De Stefano appostato al limite  dell’area sugli sviluppi di un calcio d’angolo. La squadra reggina subisce il colpo ma non va al tappeto, non si da per vinta e cerca il pareggio portando avanti tutti gli effettivi compreso il portiere Mengoni, ma il Teramo ha l’occasione per il raddoppio con  Olcese che scarica su Mengoni. Gol mancato, gol subito, capovolgimento di fronte e Hinterreggio che perviene al pareggio, all’ultimo giro di lancetta con Khoris su calcio di rigore. La cronaca: Parte forte il Teramo che può passare in vantaggio già al 6’, Ambrosini verticalizza su Olcese, la fiondata si schianta sul palo. Passano cinque minuti e Teramo ancora vicino al gol,  foglia si destreggia da campione, si libera di Messina  e batte a rete, ancora una volta il pallone si stampa sul palo. Al 34’, Carbonaro serve Khoris in area di rigore tiro al lato. Al 44’, altra grande occasione gol per i teramani, De Fabritiis, pennella in mezzo, Mengoni in tuffo respinge, pallone che arriva a Di Paoloantonio che lascia partire un bolide sul quale risponde alla grande Mengoni. Al 2’, della ripresa l’Hinterreggio reclama per un penalty non assegnato per un presunto fallo su Carbonaro che va giù in area di rigore ma l’arbitro non ha dubbi e lascia proseguire. Al 18’, Mengoni risponde da campione al colpo di testa di Olcese vanificato dalla posizione irregolare dell’attaccante. La risposta dell’Hinterreggio con Aliperta che manda alto dal limite dell’area. Al 32’, finalmente una ripartenza dei reggini, Carbonaro innesca sulla destra Vicari che calcia a rete da buona posizione ma calcia al lato, in precario equilibrio. Al 37’, abruzzesi in vantaggio, angolo di Coletti,  batti e ribatti in area biancazzurra, pallone che arriva a De Stefano che fionda a rete di prima mettendo alle spalle del portiere Mengoni, forse ingannato da una deviazione amica. La squadra del presidente Pellicanò, colpita nell’orgoglio, ha una reazione veemente, mette in campo il cuore e con la forza della disperazione cerca il pareggio scoprendosi e prestando il fianco agli avversari, che arrivano vicino al raddoppio con Olcese. Siamo all’ultimo assalto, la ripartenza dei reggini è letale, Lavrendi  innesca  Carbonaro che in slalom si libera di due avversari sulla corsa e punta l’area di rigore dove viene falciato da Chovet, con l’arbitro che indica il dischetto senza esitazioni. Si incarica del tiro khoris che realizza il gol del pareggio per la gioia dei tifosi che hanno incitato i propri beniamini fino all’ultimo respiro.

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“Riferimenti”: conclusa in Trentino la settimana bianca di formazione antimafia

Conclusa in Trentino la settimana bianca di formazione antimafia organizzata dal Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” e l'Ente Turismo di Folgaria. L'iniziativa, alla sua seconda edizione, destinata alle scuole italiane, ha visto la partecipazione di studenti di varie regioni del sud e del nord. La Calabria è stata rappresentata dal liceo scientifico “E. Fermi” di Cosenza, dall'istituto “R. Piria” di Rosarno e dall’ “E. Fermi” di Reggio Calabria.

Lo sport come strumento di legalità, questa la scommessa degli organizzatori così come già avviene per il judo a Scampia nella palestra del campione olimpico Maddaloni che ha adottato come simbolo la “Gerbera Gialla” antimafia o la vela sul lago di Garda. Gli studenti impegnati la mattina sulle piste a sciare, nel pomeriggio hanno frequentato seminari intensivi di formazione antimafia incontrando testimoni, studiosi ed esperti del mondo antimafia. Alla sala convegni del Palasport di Folgaria si sono alternati: lo scrittore Paolo De Chiara, autore del libro "Coraggio di dire no" dedicato alla storia di Lea Garofalo; Angela Napoli; Silvana Fucito, testimone di giustizia e vicepresidente della Federazione Italiana Antiracket; Giuseppe Gennari, GIP presso il tribunale di Milano e titolare di numerose inchieste sulla 'ndrangheta al nord. Si è discusso di imprenditoria e mafia con Ulisse Salvatore Di Palma e di zona grigia con Adriana Musella, dei rapporti Stato -mafia con la testimonianza toccante di Salvatore Borsellino. Calorosa è stata l'accoglienza che Folgaria ha riservato all'iniziativa. In ogni vetrina e in tutti gli alberghi una gerbera gialla in bella mostra dava il suo benvenuto, sulle piste striscioni gialli contro le mafie. In apertura un coloratissimo corteo di mille studenti, maestri di sci e sindaci della valle ha dato il via all'evento per le vie del centro con in testa la folkloristica banda trentina. Organizzata anche una gara di discesa libera vinta dagli studenti del “Fermi” di Cosenza. Alla conclusione della manifestazione, la città di Folgaria ha consegnato al Coordinamento “Riferimenti” una targa ricordo con il grazie degli organizzatori.

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Reggio di Calabria: nomina nuovo Procuratore, i dubbi di Adriana Musella (Presidente Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”) “Il sistema è in cerca di garanzie?”

di Adriana Musella*. Reggio Calabria,si sa, da circa un anno, dalla promozione a Roma di Pignatone quinbi, attende la nomina di un nuovo Procuratore della Repubblica. Eppure Reggio Calabria non è Assisi ma terra madre di 'ndrangheta, associazione criminale che domina e condiziona la scena nazionale ed internazionale. Reggio Calabria è una cloaca per quel che riguarda le indagini scottanti, le verità nascoste, gli intrecci perversi,

il rapporto ‘ndrangheta-politica-finanza-massoneria deviata servizi e trame eversive. La cappa che da sempre copre la cloaca ha bisogno delle dovute protezioni per vedere assicurato il proseguo della propria impunità. Il Coordinamento Nazionale Antomafia “Riferimenti”, anche alla luce dell'ennesima intimidazione al PM Lombardo, avanza seri dubbi sul ritardo della nomina del capo della Procura reggina e si chiede ad alta voce"Non è che il Procuratore della Repubblica non sia stato ancora nominato perché si attendono le dovute garanzie atte a coprire la cloaca?” E' un dubbio che sorge spontaneo visto e considerato che in questo Paese il sistema ha sempre avuto bisogno di fedeltà, ossia di nomine che assicurassero più che competenza e meriti soprattutto affidabilità. *Presidente Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti".

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Calcio, serie bwin, XXX^ giornata: Livorno-Reggina 3-3

Livorno-Reggina: 3-3. Livorno (3-4-2-1): Fiorillo: Bernardini, Emerson, De Carli; Salviato (dal 76° Ceccherini); Molinelli (dall’83° Vacca), Duncan, Lambrughi; Schiattarella, Dionisi (c) (dal 67° Dell’Agnello); Paulinho. In panchina: Aldegnai, Gemiti, Bigazzi. All.: Nicola. Reggina (3-4-1-2): Baiocco; Adejo, Di Bari, Bergamelli; Antonazzo, Hetemaj, Armellino (dal 64° Barillà), Rizzato (c); Sarno (dall’81° Bombagi); Di Michele (dal 67° Comi), Gerardi. In panchina: Facchin, Lucioni, D’Alessandro, Giannattasio. All.: Dionigi. Arbitro: Merchiori di Ferrara. Assistenti: Melloni e Valeriani. Quarto uomo: Maresca. Marcatori: Rizzato al 33°, Dionisi al 40° (rig.), Paulinho al 43°, Dionisi al 62°, Gerardi al 73° e Barillà all’80°. Ammoniti: Paulinho al 17°, Armellino al 18°, Hetemaj al 39°, De Carli al 52°, Barillà al 70° e Schiattarella al 70°. Espulso: Dionigi nell’intervallo. Corner: 2-3. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.).

Note. FINALMENTE! Ciò che noi sapevamo da tempo, finalmente, l’hanno capito anche in via delle Industrie: Sarno deve giocare! Dev’essere stato l’impetuoso scirocco di questi ultimi giorni a portare un po’ di saggezza nelle teste del presidente-direttore-allenatore tanto da “consigliare” all’allenatore pro-forma di riesumare Vincenzino dall’esilio in cui era confinato. Il talentuoso giocatore era, infatti, lo ricordiamo, stato messo ai margini della rosa, in punizione, per aver commesso il “reato” di vilipendio alle casse amaranto avendo lo stesso rifiutato la cessione in Lega Pro. “Reato” acuito alla massima gravità considerato il suo essere in scadenza di contratto e, quindi, libero di accordarsi con chi vuole (dal 2 gennaio in poi) per, poi, andare via da Reggio dall’1 luglio prossimo senza, però, portare pecunia nelle casse amaranto. Un “reato” gravissimo e per il quale, in passato, sono stati pesantemente “condannati” gente del calibro di Tedesco e Bonazzoli (solo per fare due esempi tra i tanti). Sarà stato lo scirocco o, piuttosto, la precaria, difficile quasi drammatica situazione di classifica in cui versa la Reggina? Ricordiamo che, dopo la giornata odierna, la Reggina è mestamente terz’ultima a quota 31 (assieme al Vicenza). Dietro di lei solo Pro Vercelli (22) e Grosseto (19). Scirocco e/o disperazione, quindi, consentono a Sarno di tornare in campo dopo due mesi trascorsi dietro la lavagna. Vergogna! Altra novità è la panchina riservata a Barillà dopo la disastrosa prova di Novara. La Reggina deve rinunciare a Campagnacci, Freddi e Fischnaller oltre agli squalificati Colucci ed Ely. Cronaca e commento. Primo tempo. La gara inizia a ritmi alti, soprattutto sponda livornese. Per i labronici è diventato fondamentale vincere dopo la vittoria del Verona a Grosseto ed il conseguente essersi portato a -1 dal secondo posto occupato dal Livorno stesso. All’11° il Livorno è il primo a rendersi pericoloso. Cross da destra per Lambrughi largo sulla sinistra che prova la sponda per Schiattarella dall’altro lato. E’ attento Bergamelli a mettere in corner. Al 12° il Livorno sfiora il gol. Corner da destra e palla sulla testa di Paulinho che incrocia e manda la palla a lambire il palo alla sinistra di Baiocco. Il Livorno conquista metri, la Reggina inizia la sua sofferenza. Al 14° ci prova l’ex Emerson con una punizione da una quarantina di metri. Il pallone è alto sulla traversa. Al 15° prova a rendersi pericolosa la squadra di Dionigi. Più per demerito degli avversari che per merito suo, a dire il vero. E’, infatti, De Carli ad appoggiare imprudentemente all’indietro per Fiorillo (altro ex) con quest’ultimo costretto ad uscire di piede per evitare l’intervento di Di Michele. La tensione sale e Paulinho ed Armellino sono i primi due a farne le spese vedendosi estrarre il giallo. Al 21° altra occasione per i padroni di casa. Paulinho riceve al limite spalle alla porta. Si gira lasciando sul posto il diretto avversario (Adejo), si porta la palla sul sinistro e calcia con il pallone che non finisce di molto sul fondo alla destra di Baiocco. Reggina, come al solito, inconcludente nonostante i buoni propositi. S’è mediocre è mediocre. Con Sarno in campo diventa poco più che tale ma i miracoli non avvengono da soli se il materiale calcistico (la squadra) è quella che è. Al 33°, improvvisamente, senza mai aver calciato verso la porta livornese, la Reggina passa in vantaggio. Sarno gestisce un pallone sulla trequarti, vede Rizzato scorrere sulla sinistra e lo serve. Il capitano è bravo a coordinarsi ed a colpire al volo di collo pieno. Il diagonale è nello specchio e non sembra poter essere determinante. Invece, Fiorillo, si piega su se stesso e va a bloccare. Il pallone gli passa sotto il fianco sinistro e, lentamente, s’insacca (foto 1). Sarno assist-man e Rizzato goleador! Al 38° prova a rispondere il Livorno. Cross da destra di Schiattarella e Paulinho, di testa in tuffo, colpisce a rete. Baiocco è attento e ben posizionato e para senza problemi. Al 39° il Livorno pareggia. Palla per Schiattarella sulla destra. Hetemaj entra scomposto e colpisce il giocatore di casa. Il fallo è netto e Merchiori, giustamente, decreta il penalty. Sul pallone va il capitano Dionisio che spiazza Baiocco (portiere a sinistra e palla a destra) e riporta in parità l’incontro (siamo al 40°) (foto 2). Al 43° il Livorno raddoppia. Cross da destra di Salviato. Adejo si addormenta e perde Paulinho ch’è lestissimo ad allungare la gamba destra ed a battere un sorpreso Baiocco (foto 3). Da 0-1 a 2-1 in poco più di 3 minuti! Forte il Livorno (secondo in classifica), scarsa la Reggina (terz’ultima). Il primo tempo finisce qui. La Reggina non ha di che recriminare: sono, ormai, 30 giornate che tutti denunciamo la sua bassissima statura tecnica. La qualità costa! La Lega Pro è praticamente gratis! Secondo tempo. La ripresa inizia con la novità Dionigi in tribuna: espulso nell’intervallo? Oppure, per esempio, esonerato seduta stante? Ovviamente scherziamo. Per chi ci segue è facile ricordare come, soprattutto dopo la gara della settimana scorsa a Novara, invochiamo l’esonero. I limiti tecnici della squadra sono evidenti, imbarazzanti e stucchevoli per il loro ripetuto manifestarsi. I limiti, invece, del tecnico sono da cercarsi nella gestione della squadra, nei cambi di formazione, nell’essere particolarmente (spesso oltre il legittimo) accondiscendente nei confronti del presidente-direttore-allenatore. Il mister (o chi per lui) può urlare il suo essere autonomo quanto vuole ma spreca fiato perché non gli crede nessuno e, oltretutto, i fatti gli danno torto. Così come torto gli stanno dando i risultati (non solo per la mediocrità della squadra ma anche per limiti suoi). Al 49° è Di Michele a rendersi pericoloso con un interno destro dal limite che Fiorillo vola a deviare in corner. Con Dionigi in tribuna (il suo vice Spagnulo in panchina a comandare le operazioni e il Team Manager Carrozza in costante collegamento al telefonino a riportare), con al suo fianco il proprio datore di lavoro e di “suggerimenti” tecnici Foti, la Reggina sembra più reattiva e prova a rientrare in gara. Al 61° Sarno assiste Duncan che parte dalla propria trequarti palla al piede. Una sessantina di metri senza problemi e palla a Dionisi che colpisce mandando il pallone sul fondo. Al 62° il Livorno triplica e chiude la gara. Palla sulla destra per Dionisi. Il capitano si accentra e, dal limite, batte di sinistro. Baiocco non ci arriva e la palla s’insacca alla sua sinistra (foto 4). Troppa la differenza tra Livorno e Reggina. Al 64° primo cambio per Dionigi/Carrozza/Spagnulo: esce Armellino ed entra Barillà (?). Al 67° doppio cambio: nel Livorno esce il match-winner Dionisi (giustamente applauditissimo) per Dell’Agnello e nella Reggina esce Di Michele ed entra Comi. La Reggina è completamente in balìa dell’avversario che, giustamente, adesso si limita a controllare. Al 73° la Reggina accorcia le distanze. Palla a Gerardi sulla sinistra, qualche metro accentrandosi e gran destro che Fiorillo tocca senza evitare che il pallone s’infili sotto l’incrocio alla sua destra (foto 5, Gerardi è l'ultimo uomo in bianco sulla destra). Gran gol, davvero, quello di Gerardi. Al 76° secondo cambio anche per Nicola: esce Salviato ed entra Ceccherini. La squadra reggina prova a credere nella dodicesima rimonta stagionale ed avanza a testa bassa. All’80° la fortuna dà una mano alla squadra di Dionigi. Palla a Barillà, giusto il tempo di coordinarsi e di battere di sinistro da distanza siderale (se non sono 40 i metri di distanza dalla porta, sono 35 sicuramente). Sulla traiettoria Fiorillo c’è e sembra non avere difficoltà nel bloccare a terra. Ma lo stesso Fiorillo ci ricorda perché è stato fischiatissimo a Reggio ai tempi di Novellino: s’inginocchia e va a parare a mani aperte, la palla scivola via e quando Fiorillo la recupera smanacciandola è ben oltre la linea di porta (foto 6). E’ gol e Merchiori convalida. Che cuore, la Reggina! E’ una squadra mediocre ma in quanto ad impegno non le si può muovere alcuna critica. E che gol, oltretutto, quelli di Gerardi e Barillà: due missili terra aria su cui, però, ha grossissime responsabilità Fiorillo (come ce l’ha anche sul primo gol di Rizzato). Insomma Livorno in 10 e Reggina in 12 o, se preferite, Livorno-Fiorillo 3-3! Sia lodata la scarsezza dell’ex amaranto (se potesse Nicola, stasera lo spedirebbe in Siberia). 3 saranno i minuti di recupero. Al 91° doppia occasione per i padroni di casa con Baiocco protagonista: prima respinge il tiro di Ceccherini e, qualche istante dopo, blocca quello di Dell’Agnello. La gara finisce qui. La Reggina conquista un altro punticino, supera il Vicenza ed aggancia il Bari a quota 32. Non è più terz’ultima ma quart’ultima. La Lega Pro si avvicina e manca una gara in meno (12 alla conclusione). Un interrogativo ci impensierisce: il presidente-direttore-allenatore ne ha avute abbastanza per poter esonerare la delusione Dionigi o, invece, persevererà con la sua tipica arroganza e presunzione e lascerà che sarà l’ex cannoniere amaranto a condurre la sua squadra in Lega Pro? Vedremo… Di certo c’è che è stato il pareggio del cuore, della tenacia e della determinazione. E della fortuna: qualunque altro portiere al posto di Fiorillo non avrebbe saputo fare peggio con gravissime responsabilità su tutte e tre le marcature reggine. Un po’ di fortuna non guasta mai! Ad maiora! (Foto fonte www.sky.it).

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Locri (RC): in scena “Rose Rosse”, lo spettacolo di Enzo dè Liguoro per gli alunni dell’Istituto Alberghiero

di Maria Teresa D'Agostino. Palazzo Nieddu si trasforma per un giorno in un suggestivo teatro che accoglie gli alunni dell’Alberghiero Dea Persefone di Locri. La Preside  del prestigioso istituto locrese, Maria Macrì, da sempre sostenitrice della centralità della scuola nell’educazione dei giovani alla legalità ha fortemente voluto e sostenuto la partecipazione dei propri studenti  alla lezione-spettacolo “Rose rosse”.

Una rappresentazione teatrale questa, che ripercorre a ritroso “l’esistenza travagliata di un giovane cresciuto nella Napoli  tra gli anni ’70 e gli anni ’90; una storia vera ed emozionante che, con continui sobbalzi dell’anima, ci conduce attraverso gli abissi della tossicodipendenza fino alla rinascita fisica e interiore”. Enzo de’ Liguoro, che oltre ad essere un attore conosce da vicino le  sfumature psicologiche ed esistenziali delle problematiche trattate, è il protagonista della rappresentazione (la regia è di Sista Bramini): un testo che, per le sue finalità sociali, ha ricevuto l’alto patrocinio del Ministero della Salute del Lavoro e delle Politiche Sociali. Lo scopo dell’iniziativa quella di garantire la promozione e la diffusione della legalità tra gli adolescenti proponendosi di approfondire le condizioni di disagio  e di individuare gli strumenti diretti al superamento delle situazioni devianti. Il registro teatrale scelto è quello di una intensa drammaticità, venata spesso di ironia, a tratti di comicità e innestata in una organicità vitale, legata all’ esperienza vissuta, in grado di contagiare il pubblico. La scelta musicale ha alternato musiche orchestrali contemporanee, di impianto classico quasi filmico, di Wim Mertens, a canzoni popolari e successi  in voga negli anni evocati dalla narrazione e noti al pubblico (dai Mattia Bazar, ai Pink Floyd…) aiutando così ad evocare atmosfere, tratteggiare ambienti e disegnare passaggi e paesaggi interiori. Gli alunni hanno seguito con grande partecipazione emotiva la lezione-spettacolo. La Preside, Maria Macrì, afferma convinta: «L’impegno concreto che l‘Istituto vuol dare, cogliendo occasioni come quella offerta dalla compagnia teatrale, O Thiasos, è quello di elaborare e diffondere tra gli studenti la cultura dei valori civili per educare ad una nozione profonda dei diritti e doveri attivando, quando si rende necessario interventi preventivi capaci di disinnescare il disagio personale, ambientale e culturale di cui può essere portatore il minore».                 

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Reggio di Calabria: ReggioNonTace, solidarietà a Lombardo “Non vogliamo più piangere morti ma essere vivi! Io sono Giuseppe LOmbardo! Le nostre facce contro le minacce”

«Se non la smetti ci sono pronti altri 200 chili». Queste parole accompagnano l’ennesimo ten-tativo d’intimidazione nei confronti di Giuseppe Lombardo, uno dei più attivi e combatti-vi magistrati della nostra Procura. Queste parole ci motivano, ancora una volta, a ribattere colpo su colpo – con la nostra faccia e con gesti chiari di solidarietà – per non permettere più che la ‘ndrangheta agisca nella nostra città, senza risposte della gente della Società Civile.

Già in passato abbiamo detto e praticato pubblicamente la nostra scelta d’essere scorta civica della Procura e, anche in altre occasioni in cui Giuseppe Lombardo ha ricevuto minacce, abbia-mo manifestato – non in maniera rituale – la nostra solidarietà alla sua persona. Stavolta, la nostra solidarietà non può prescindere dalle parole di Brecht che Giuseppe Lombardo ha citato recentemente: «Chi non conosce la verità è uno sciocco ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente». Non le riteniamo, infatti, un’esortazione morale. Sono un grido che deve stanare le Coscienze dei singoli e dell’intera cittadinanza, perché si smet-ta di delegare a magistratura e forze dell’ordine la lotta contro la ‘ndrangheta – tra l’altro lasciandole sole ad affrontare persino il rischio della vita in nostro favore – e perché si dica con chiarezza da che parte stare: perché anche la non scelta significa dire menzogne ed essere delinquenti! Sulla base di queste considerazioni e di queste scelte – che anche in quest’occasione intendiamo confermare –, invitiamo tutti i reggini a partecipare alle manifestazioni che, in occasione della giornata della memoria delle vittime delle mafie – istituita da anni da Libera – quest’anno è organizzata da Libera di Reggio Calabria col movimen-to ReggioNonTace. Quest’anno vogliamo dire, facendo memoria delle vittime delle mafie, che non vogliamo più piangere morti, ma essere vivi!!! Io sono Giuseppe Lombardo!!! Le nostre facce contro le minacce!!! Ubuntu!!! Il movimento ReggioNonTace.

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Reggio di Calabria: avevano danneggiato con numerosi colpi di pistola un’abitazione e un distributore di carburante, i Carabinieri di Reggio Calabria arrestano due persone

Nella giornata di ieri i Carabinieri delle Stazioni di Gallina, Pellaro e Rione Modena, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di: MANGIOLA Gioele, reggino dell’85, pregiudicato per lesioni, truffa, resistenza p.u., violazione in materia di stupefacenti; GENOVESE Carmelo, reggino del 79, pregiudicato per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Per i reati di concorso in: detenzione e porto illegale di armi; danneggiamento aggravato; lesioni; esplosioni pericolose in luoghi abitati. Le indagini dei Carabinieri sono partite a seguito dei gravi atti intimidatori compiuti in danno di un esercente di Reggio Calabria. In particolare il 29 Agosto 2012, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria intervengono presso il distributore Esso sito lungo la SS 106, in quanto erano stati segnalati lo sparo di più colpi di arma da fuoco. Sul posto i militari constatano la presenza di numerosi colpi d’arma da fuoco. Immediatamente scattano le indagini con i rilievi effettuati dalla Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale. Vengono repertati numerosi colpi di pistola di diverso calibro, fattore questo che fa subito pensare all’utilizzo da parte dei malviventi di più armi. Gli immediati approfondimenti consentono di comprendere che a compiere il raid erano stati due soggetti a bordo di uno scooter. L’azione era stata compiuta in più fasi. In un primo momento vengono esplosi dei colpi d’arma da fuoco all’indirizzo dell’abitazione del commerciante. I colpi nell’occasione arrivano non lontano dalle finestre con il rischio, quindi, di colpire chi in quel momento si trovava nell’abitazione. I due a bordo dello scooter che poi si accerterà essere un Piaggio Beverly, si allontano velocemente dalla scena del delitto. Dopo alcuni minuti gli stessi, scambiandosi di posto, fanno di nuovo irruzione all’interno dell’area di servizio esplodendo altri colpi di pistola, questa volta all’indirizzo delle colonnine del distributore. L’attenzione degli investigatori si concentra quindi sull’analisi delle immagini immortalate dai sistemi di videosorveglianza e nel vaglio delle testimonianze dei clienti che in quel momento terrorizzati assistevano inconsapevoli alla scena. Scavando ulteriormente si scopre che nel corso della mattinata all’interno del bar dell’area di servizio si era verificato un episodio significativo che rappresenterà la svolta per le indagini. Gli investigatori esaminano più volte le immagini registrate all’interno del bar e si accorgono che, in particolare, alcuni clienti ivi si trattengono a lungo consumando delle bevande che però, alla fine, nessuno paga alla cassa. I soggetti ritratti nelle immagini vengono immediatamente identificati nei soggetti tratti in arresto. Il MANGIOLA e il GENOVESE consumano bevande per un ammontare di 47 euro ma non saldano il proprio debito. L’addetto del bar in grave difficoltà riferisce dell’accaduto al gestore del locale. Quest’ultimo messosi alla ricerca dei clienti morosi, riesce a individuare il MANGIOLA e quando gli chiede di far fronte al suo debito riceve in risposta un pugno al volto che gli procura delle ferite lacero contuse guaribili in sette giorni. Compreso il movente gli investigatori si sono concentrati sull’analitico raffronto tra i soggetti che non avevano saldato il debito e i due malviventi che qualche ora dopo effettuano i due raid sull’area di servizio. Dai particolari rilevati emerge una perfetta corrispondenza nell’abbigliamento indossato, in particolare indirizzano sulla retta via una maglietta a stelle e strisce indossata dal MANGIOLA, mentre il GENOVESE indossa dei pantaloncini a strisce verticali e dei comodi infradito. In conclusione il grave atto intimidatorio era risultato una risposta al proprietario del locale che aveva osato avanzare una pretesa oltraggiosa per i due, che venisse pagato ciò che gli stessi avevano consumato.

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“Riferimenti”: la denuncia di Adriana Musella “La mafia del potere nel pacco bomba al pm Lombardo”

di Adriana Musella*. Chi volesse capire cosa sia realmente la mafia,dovrebbe vivere per un pò nella trincea di Reggio Calabria. Il potere ha bisogno di affidabilità per tutelare i propri sporchi affari. Il potere ha bisogno di servi fedeli su cui contare. Ecco perchè in questo Paese gli incarichi non vengono mai assegnati per competenze e meriti. Reggio Calabria rappresenta la vergogna di uno Stato che si dice di diritto ma tale non è.

Da un anno si attende la nomina del Procuratore della Repubblica che non arriva. Ritornano alla mente le parole di Giovanni Falcone, più' attuali che mai: "Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere". Io aggiungerei che lo Stato non vuole proteggere perchè scomodi, come nel caso del PM della DDA Reggina Giuseppe Lombardo, privato dei suoi stretti collaboratori, lasciato solo con tutto il peso e la responsabilità di indagini delicatissime che vedono coinvolto il sistema del potere in tutta la sua perversione e complessità. E questo sistema che si sente minacciato nella sua atavica impunità, manda i pacchi bomba. Reggio Calabria è una città senza Stato, quello Stato con la S maiuscola da sempre deficitario in terra di 'ndrangheta. Lombardo è stato lasciato a combattere in prima linea in piena solitudine, depositario di scottanti risultanze investigative  e di questo più d'uno dovrà risponderne alla pubblica opinione e a Dio per chi ci crede. *Presidente Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti".

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Reggio di Calabria: precisazione di SoGAS sui collegamenti per chi proviene dalla Sicilia “Come si arriva in aeroporto? Con i bus navetta dai porti di Villa San Giovanni e Reggio Calabria

Roma, Milano, Torino, Venezia. L’Aeroporto dello Stretto è sicuramente lo scelta migliore per i messinesi che viaggiano per lavoro. È l’aeroporto più vicino: sia che si scelga di attraversare lo Stretto con nave traghetto o con aliscafo veloce, comunque in cinquanta minuti si può raggiungere il parcheggio del terminal. Arrivati ai porti di Villa San Giovanni oppure di Reggio Calabria, infatti, basta salire sull’elegante bus navetta che è sempre lì pronto ad accogliervi per accompagnarvi direttamente in aeroporto.

Il Tito Minniti è una infrastruttura a misura d’uomo. Scegliendo di volare dall’Aeroporto dello Stretto si può dire stop a lunghe attese in piedi in fila ai banchi dei Check In, si può dire addio alle interminabili code ai controlli di sicurezza. Bastano pochi passi e si è subito pronti ai Gates per imbarcarsi. Tutto è davvero a portata di trolley. “La nostra Società di Gestione sta lavorando alacremente per garantire sempre un maggiore comfort e nuovi servizi utili alla clientela. Speriamo presto di poter annunciare anche qualche altra nuova destinazione sia nazionale sia estera. – dichiara il Presidente Sogas Carlo Alberto Porcino – Intanto, nel mese di Marzo si avvierà finalmente l’attività charteristica. Da un lato inizieranno ad arrivare i primi voli provenienti da Mosca con i turisti russi che soggiorneranno in riva allo Stretto grazie alla lodevole iniziativa messa in campo dalla Regione Calabria denominata “Operazione – RUSSIA”. Proseguono intanto le vendite presso tutte le Agenzie di Viaggio dei fantastici pacchetti vacanza per Sharm el Sheikh promossi da Trawel Group che vedranno, sempre a fine mese, decollare dal Tito Minniti il primo volo per l’Egitto. E mi fermo perché ancora non posso anticiparvi nulla …” Fin qui le notizie positive. Ma ci sono pure le note dolenti. “Come Sogas continuiamo a ritenere per chi proviene dalla Sicilia che la soluzione ottimale per raggiungere l’Aeroporto dello Stretto sia rappresentata da un servizio bus – navetta che parta direttamente da Messina, dalla stazione marittima o da piazzale Cavallotti. Un modo comodo ed economico che consentirebbe il trasporto di passeggeri e bagagli fino in Aeroporto senza scendere dal pullman. A tal proposito, per un periodo iniziale abbiamo sperimentato questo servizio. E vi assicuro che funziona benissimo. Negli ultimi mesi, ogni giorno per due volte al giorno, al mattino presto e la sera tardi, una media di venti passeggeri giornalieri hanno scelto questo servizio. Otto mesi fa, infatti, la Sogas ha fatto sedere attorno ad un tavolo i rappresentanti di Caronte Tourist, Atam, Autolinee Federico, Alitalia, Regione Calabria e  Provincia Regionale di Messina. Orari, tariffe e incentivi, con un po’ di buona volontà da parte di tutti quanti, sono stati ottimizzati. Tutti hanno fatto qualcosa in proposito: la compagnia di navigazione ha ridotto del 40% il costo di traghettamento del bus, le autolinee hanno adeguato i loro orari dimostrandosi disponibili ad effettuare il servizio mettendo i loro uomini e mezzi con una tariffa di soli 8 euro, la Regione Calabria ha addirittura onerato i collegamenti di superficie dai porti di Villa San Giovanni e Reggio Calabria. E i rappresentanti del nostro socio Provincia Regionale di Messina? Cosa hanno fatto? Nulla. Niente di niente. Riunioni su riunioni dove, anche in presenza dei rappresentanti di altri enti, associazioni di categoria e autorità messinesi si erano impegnati a trovare una soluzione per recuperare i costi legati all’attraversamento dello Stretto. Risultato: ripetiamo nulla, al di là delle belle parole.  Si arriva così fino al 4 marzo con le Autolinee Federico che hanno anticipato tali costi di traghettamento senza dimostrarsi ulteriormente interessati a farlo ancora. Da tale data, noi come Sogas abbiamo avviato una fitta interlocuzione tra le parti interessate anticipando tali costi fino al 10 marzo. Tale situazione però non può proseguire oltre, nostro malgrado. La Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto non può e non deve avere il compito di “sostituirsi” agli enti territoriali siciliani ed agli operatori del trasporto pubblico locale dell’Area dello Stretto. Per questo motivo è giusto che i cittadini di Messina e Provincia sappiano la verità: c’è chi da un lato non si impegna a trovare soli settantamila euro l’anno per garantire i soli costi di traghettamento per un servizio bus navetta utile a tutti per raggiungere l’Aeroporto dello Stretto, mentre nello stesso tempo, invece, sperpera soldi pubblici, ben quarantamila euro, per pagare uno studio di fattibilità sull’Aeroporto del Mela che sulla base del Piano Nazionale degli Aeroporti non si farà mai. Non vi sembra paradossale tutto questo? Stiamo comunque lavorando – conclude Porcino – affinché il collegamento con partenza del bus direttamente da Messina non subisca troppe pause. Sappiamo che questa è la soluzione migliore. Certamente per farlo c’è bisogno però di una maggiore sinergia con altri enti. Ed è questo che chiediamo ai rappresentanti di Regione Sicilia, Comune di Messina, Autorità Portuale, Camera di Commercio, Federalberghi, Confindustria, Compagnie delle Isole o altri enti e istituzioni: mettiamoci insieme e manteniamo, nel primario interesse dei passeggeri, tale forma di collegamento con partenza dei bus direttamente da Messina fino in Aeroporto. A beneficiarne sarebbe tutta l’utenza siciliana ma, anche e soprattutto, i tanti turisti che provenendo dall’Aeroporto dello Stretto in meno di un’ora potrebbero raggiungere in tutta comodità la sponda sicula o il mini arcipelago delle Isole Eolie. Nel frattempo da giorno 11 marzo, fermi restando i collegamenti operati da Atam via porto Reggio Calabria, le Autolinee Federico rimoduleranno il servizio nelle seguenti modalità: partenza da Villa San Giovanni (Caronte) per Aeroporto alle ore 05.05;  partenza da Aeroporto per Villa San Giovanni (Caronte) alle ore 23.40 garantendo così il possibile rientro da parte di quanti al mattino presto partano alla volta di Roma Fiumicino o Milano Linate. v.m.

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Roccella Jonica (RC): FimminaTV festeggia l’8 marzo sbarcando sul web

di Raffaella Rinaldis*. Vi comunico che l’8 marzo parte la nuova fase della Tv Sociale “FìmminaTv”, la prima televisione che pensa davvero alle donne e che da loro è realizzata. Presente solo in poche province calabresi con il canale del digitale terrestre 684, del moox di Telemia, la Televisione in rosa ha già ottenuto importanti successi in termini di riscontri del mondo femminile e non solo.

Lo scorso 8 marzo 2012 nasceva la Testata giornalistica che è andata finalmente in onda con il suo intero palinsesto il 24 settembre. A pochi mesi dalla sua nascita il successo è stato considerevole, tanto da dover rispondere alle esigenze di chi vive oltre i confini regionali. Grazie ad una sinergia davvero proficua è nata la nuova rete Fimmina Tv con il suo sito www.fimminatv.it e con lo streaming sulla piattaforma internazionale Streamit. Dalla Calabria con Mario Sposato, amministratore della Emmesse Project per la realizzazione del sito internet e con il Team milanese della Streamit Twww.tv, si è riusciti a realizzare un progetto che ha abbattuto i confini territoriali, per raccontare non solo le donne ma anche una Calabria differente da come viene “disegnata”, ricca di magnifiche persone e realtà positive che Fìmmina Tv vuole raccontare per poter sostenere i sogni di chi vuole cambiare davvero il mondo. Sembra che proprio in Calabria la donna stia vivendo un momento di consapevolezza più forte del solito. una consapevolezza che sta ancora maturando e che non ha trovato una sua definitiva collocazione. fondamentale diventa quindi il sostegno di donne tenaci e consapevoli. Analizziamo quanto accade e leggiamo legami e collegamenti “storici”, guardiamo ai percorsi passati e rivolgiamo lo sguardo al futuro, dialogando soprattutto con le nuove generazioni, aiutandole ad acquisire consapevolezza, quella che arriva dalla possibilità di assimilare e gestire quante più informazioni possibili. Per la ricerca della felicità, la libera espressione di se stessi. Non sempre  però la società ti concede di realizzare pienamente te stesso, se sei donna o se appartieni ad una categoria “diversa” diventa più difficile. per questo motivo è nata l’idea di Fìmmina tv, le finalità sono tante, la coesione tra le donne calabresi, il riferimento locale ad una visione comune, la battaglia contro discriminazioni culturali ma, prima di tutto, è alle ragazze che si pensa, alle giovani donne bombardate da stimoli culturali spesso sbagliati, poche volte corretti, è alla determinazione della consapevolezza di  sé che stiamo cercando di lavorare con il gruppo di giornaliste che fanno parte del team di Fìmmina tv. Ragazze, il 95% di noi non raggiunge i 40 anni, che da quando hanno cominciato a muovere i primi passi nella società si sono subito affermate come persone tenaci e forti, dalle idee chiare e sempre in evoluzione. Ci piacerebbe pensare che la giovane donna davanti alla televisione cominci a usare il senso critico di tutto quello che le accade intorno grazie anche agli stimoli che le offriremo. “Fìmmina” non a caso, “femmina” è un termine che pian piano si sta trasformando in un dispregiativo quasi, o comunque in una parola abbinata al concetto che mercifica la donna, riappropriarsi del termine che indica soprattutto il genere è il primo passo verso una ridefinizione culturale della parola che solo noi possiamo indicare correttamente. Fìmmina, poi perché la versione dialettale racchiude in sé tutta la caratteristica della donna calabrese, forte, testarda, dura e determinata. Da quando è nata, FìmminaTv ha trovato il sostegno di molte donne e uomini sparsi in tutta Italia, grazie alla piattaforma Streamit e al sito internet www.fimminatv.it adesso FìmminaTv sarà visibile ovunque, tutti potranno finalmente collegarsi a questo esperimento di  comunicazione alternativa, abbiamo abbattuto un altro muro! Emmesse Project è una società giovane, il cui bagaglio formativo dei suoi componenti è orientato alla ricerca di soluzioni capaci di affrontare le sempre nuove realtà e sfide del mercato globale. Essa si propone si aiutare piccoli artigiani, imprenditori e società civile a consolidare la propria presenza sul mercato ed a sviluppare nuovi modelli di business e strategie di comunicazione aziendali efficaci, focalizzandosi principalmente sulla comunicazione digitale.Noi crediamo, infatti, che il Web abbia un ruolo centrale nell’elaborazione di una strategia di mercato e di comunicazione aziendale in quasi tutti i settori economici; e crediamo che il Web possa essere uno strumento fondamentale per la crescita nell’economia occidentale in evoluzione, per invertire la rotta della recessione e per aumentare la presenza del Made in Italy nel mondo. La Emmesse Project offre Analisi di Mercato, Brand Identity, Branding Digitale, Web Marketing e Design.Nata nel 2007, Streamit Twww.tv è una tecnologia di brevetto italiano, che rappresenta una svolta nel panorama mondiale delle tv via internet. Un nuovo modello di tv interattiva: un aggregatore di canali tematici illimitati a diffusione mondiale, in qualità HD, ciascuno con un palinsesto unico ed esclusivo, sia in real time che on demand. Una tecnologia che segna il futuro della televisione, offrendo agli utenti di tutto il mondo un servizio gratuito, democratico e attento alla qualità di visione, accessibile da qualsiasi sistema, con qualsiasi connessione e da ogni parte del mondo. *Direttore FimminaTV. (Foto di Silvia Raschillà).

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Cinquefrondi (RC): rubano i mattoni del muro di cinta dello stadio comunale, 4 persone (tra cui padre e figlio) arrestate dai Carabinieri

Questa mattina, alle ore 11:40, a Cinquefrondi (RC), i Carabinieri della locale Stazione, hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato, per furto aggravato, di: PETULLA’ Gianluca, 33enne di Cinquefrondi, pregiudicato; PETULLA’ Antonio, 72enne di Cinquefrondi, pregiudicato (padre del primo); NAPOLI Francesco, 31enne di Cinquefrondi, pregiudicato; MACRI’ Daniele, 27enne di Cinquefrondi, pregiudicato.

I quattro venivano sorpresi a sottrarre 220 mattoni pieni in terracotta, dal muro di cinta dello stadio comunale, che in parte era crollato a seguito delle forti raffiche di vento dei giorni scorsi. In particolare i carabinieri, nel transitare davanti allo stadio comunale, notavano che i predetti stavano caricando i laterizi su una moto-ape, quindi i militari sono intervenuti per verificare cosa stessero facendo i quattro soggetti, e li traevano quindi in arresto per furto aggravato. Al termine delle formalità di rito gli arrestati saranno tradotti presso i rispettivi domicili in regime di arresti domiciliari, in attesa di essere presentati al cospetto dell’autorità giudiziaria per la celebrazione del rito direttissimo.

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Reggio di Calabria: Scena Nuda, per i più piccoli domenica al Zanotti Bianco “L’ira di Achille” di Enzo dè Liguoro

di Dominella Trunfio. Dopo il successo de “Il viaggio di Ulisse” e di “Enea e la Regina Didone” torna l’appuntamento domenicale di Famiglie a teatro, la rassegna pensata per avvicinare i più piccoli al teatro. Domenica 10 marzo alle ore 18.00, l’attore Enzo dè Liguoro, al Teatro Zanotti Bianco (ex Cipresseto), metterà in scena “L’ira di Achille”. Lo spettacolo inserito nella rassegna dedicata alle famiglie promossa dalla Compagnia Scena Nuda diretta da Teresa Timpano,

sarà rivolto alla fascia d’età 8-12 anni. Orari di biglietteria: sabato dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.30 presso Teatro Zanotti Bianco, via Melacrino 34.

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Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC): padre e figlio arrestati per detenzione illegali di armi, munizioni e materiale esplodente

Nella mattinata odierna, a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC), i militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, unitamente ai Carabinieri della locale Stazione, a seguito di mirato e predisposto servizio di controllo del territorio, traevano in arresto, in flagranza di reato di detenzione illegale di armi, munizioni e materiale esplodente, due uomini, padre e figlio, Oliverio Bruno e Oliverio Giuseppe, entrambi censurati.

In particolare, i militari operanti, durante una perquisizione domiciliare presso l’abitazione dei predetti, rinvenivano, abilmente occultate all’interno di una camera da letto e di un altro locale dell’immobile, le sottonote armi e munizioni: pistola semi automatica marca Astra modello Unceta Cia s.a., calibro 6,35, con matricola sul fusto punzonata, completa di serbatoio e 23 cartucce (di cui 6 contenute all’interno del serbatoio) dello stesso calibro; fucile semi automatico marca Beretta modello A302 calibro 12, con matricola punzonata, nonché n. 32 cartucce (di cui 9 a pallettoni ed una a palla asciutta) dello stesso calibro; grammi 100 di polvere da sparo. Gli interessati, a seguito del loro arresto, venivano portati presso i locali della Stazione Carabinieri di Sant’Eufemia, prima, e della Compagnia di Palmi, poi, al fine di espletare le formalità di rito, al termine delle quali i medesimi venivano condotti presso la casa circondariale di Palmi, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

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Bianco (RC): arrestato l’autore della sparatoria avvenuta in africo il 17 gennaio in cui fu ferito Leo Bruzzaniti

Al termine di attività di indagine, alle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Compagnia di Bianco hanno tratto in arresto Pietro Pizzinga, classe 1977, a seguito di decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dal Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, dottor Mauro Leo Tenaglia. Il Pizzinga dovrà rispondere di lesioni personali aggravate e detenzione abusiva di arma. La sera del 17.01.2013,

Bruzzaniti Leo, classe 1978, veniva attinto da 3 colpi di arma da fuoco ad entrambe le gambe, esplosi nei pressi della sua abitazione di Africo e pertanto trasportato presso l’ospedale civile di Locri ove veniva ricoverato. Dal sopralluogo effettuato  veniva repertato e posto sotto sequestro un bossolo di cartuccia per pistola cal. 9; nella medesima circostanza venivano escussi a sommarie informazioni soggetti potenzialmente informati sui fatti, senza riuscire però a carpire alcun elemento utile alle indagini. In particolare le dichiarazioni rese nell’immediatezza dai congiunti del Bruzzaniti Leo e, successivamente, dalla vittima stessa, apparivano oltre che non utili alle indagini addirittura discordanti e fuorvianti, volte chiaramente ad impedire, da parte dei militari intervenuti, l’individuazione dell’autore del fatto delittuoso. Pertanto, sin dalle prime battute, si è avuto modo di capire che le attività di indagine sarebbero state rese non di facile conduzione a seguito dell’omertà delle persone escusse a sit nell’immediatezza dei fatti. Quindi, d’intesa con la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, competente per territorio, si decideva di procedere al monitoraggio a mezzo intercettazioni ambientali e telefoniche, di tutti i soggetti coinvolti. Tra mezze parole dette e mezze verità raccontate, si è cercato di ricostruire la vicenda, individuando autore e movente del gesto. Nello specifico, durante il suo ricovero in ospedale, il Bruzzaniti si lasciava andare a conversazioni di importante valore investigativo, lasciando intendere che a spararlo fosse stato tale Pietro (“… ha tirato Pietro … mi alzo la camicia … vado per alzarla … e m’ha sparato”). Pertanto si decideva di approfondire meglio questa acquisizione, analizzando numerosi tabulati telefonici ed escutendo a sommarie informazioni numerosi suoi parenti. Da ulteriori acquisizioni ambientali si accertava che a sparare al Bruzzaniti, fosse stato Pietro Pizzinga, per vendicare la relazione extraconiugale che il ferito intratteneva con sua moglie. Nel contempo, sono state deferite all’Autorità Giudiziaria sei soggetti per favoreggiamento personale in quanto, al fine di sviare le indagini, pur essendo a conoscenza di quanto accaduto, dell’autore del gesto e del movente, hanno fornito dichiarazioni fuorvianti alla P.G. operante. L’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Locri a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

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Laureana di Borrello (RC): sabato 9 convegno su “Il libro, la biblioteca, un continuo dialogo nell’era di internet”

“Il libro, la biblioteca, un continuo dialogo nell’era di Internet”. E’ il titolo del convegno in programma sabato 9 marzo nella sala consiliare del comune di Laureana di Borrello, nel corso del quale saranno consegnati dei volumi alla biblioteca comunale. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione “Nuovi Sentieri”, con il patrocinio del Consiglio regionale della Calabria e del Comune di Laureana di Borrello.

Coordina i lavori Nino Di Niglio, dell’Associazione culturale “Nuovi sentieri”. Porterà i saluto i Sindaco di Laureana prof. Paolo Alvaro. Gli interventi programmati sono affidati alla dr.ssa Carla Spinella, docente, poetessa e scrittrice ed alla prof.ssa Maria Rosaria Russo, dirigente scolastico. Concluderà il convegno il Segretario Questore del Consiglio regionale on. Giovanni Nucera. Durante i lavori saranno eseguiti degli interventi musicali dell’orchestra dell’Istituto “Raffaele Piria” diretta dal M° Maurizio Managò.

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Pallacanestro: Scuola Basket Viola, Roberto Bellomo – giovane play peloritano – completa il roster Under 17 di coach Iracà

di Maria Carmela Vazzana*. La Viola Reggio Calabria comunica che il play messinese classe 1996 Roberto Bellomo, proveniente dalla Mia Basket, vestirà la casacca neroarancio in questo finale di stagione. Più volte convocato nella Selezione Sicilia, il talentuoso regista finora impiegato da coach Sigillo anche nel Campionato di C Regionale, proseguirà il suo percorso cestistico in riva allo Stretto mettendo il proprio valore a disposizione

del team allenato dal Responsabile Tecnico Pasquale Iracà. L’arrivo di Bellomo rientra nella più ampia attività di reclutamento che il sodalizio del Presidente Condello e del Dirigente Responsabile Bruno Calarco ha avviato in questa stagione con l’arrivo di Antonicelli, Bagnasco e Manfrè e che sta regalando nuovo fermento al Centro Sportivo “Massimo Mazzetto” del rione Modena. La Viola intende ringraziare per la disponibilità e la collaborazione la Mia Basket, società peloritana che da sempre opera con attenzione e competenza nel mondo della pallacanestro “young” avvalendosi di uno staff qualificato che garantisce ai ragazzi la crescita in un contesto sano e competitivo, e in particolare il suo mentore, l’ex giocatore Salvatore Germanà, per aver scelto come luogo ideale per far ulteriormente maturare il proprio atleta, il Settore Giovanile della Viola, storicamente uno dei più prestigiosi del basket italiano. *Ufficio Stampa Scuola Basket Viola Reggio Calabria.

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Calcio a 5, serie A, girone C, XX^ giornata: domenica Ita Fergi Matera-Pro Reggina ’97

di Ernesto Branca*. E’ arrivato il momento della resa dei conti, giungono i 40 minuti che decideranno la compagine che più merita di occupare la seconda piazza e sperare, per altre due giornate, di lanciare l’ultimo assalto allo Statte capolista. Quella tra Ita Fergi Matera e Pro Reggina è la sfida del riscatto, il match che può restituire il sorriso ad une delle due formazioni, entrambe uscite malconce dalla Final Eight di Coppa Italia,

dove Sinnai e AZ hanno demolito i sogni di gloria di lucane e reggine. Si preannuncia una gara da tripla quella di scena a Matera, ogni risultato può scaturire da un confronto che si preannuncia davvero molto avvincente e pieno di colpi di scena. Le campionesse d’Italia sono pronte a riscattare la sconfitta dell’andata, l’unica caduta casalinga delle reggine le quali, avanti di due reti a tre minuti dalla fine, smarrirono la concentrazione a causa di un black out elettrico e consegnarono tre punti insperati alle determinate avversarie. Questa volta la storia dovrà essere diversa, mister Tramontana batte molto sul tasto della determinazione e della concentrazione, due componenti fondamentali per una squadra che lotta ai massimi livelli del futsal in rosa. La vittoria mette in palio quel secondo posto ambito da entrambe le compagini, un piazzamento che permette di saltare il primo turno dei playoff scudetto e approdare direttamente ai quarti di finale, con la possibilità di preparare al meglio e con più calma due gare che valgono l’intera stagione. Dal canto suo il team di Nicoletta Sergiano, esclusa la gara di Coppa contro le future vincitrici del trofeo, appare in costante crescita fisica e psicologica, inoltre le lucane potranno contare sul fattore campo, violato solo dal Real Statte, ma ciò non demoralizza le ragazze della Pro Reggina autrici negli ultimi due anni di vere e proprie imprese, non ultima la vittoria di due settimane fa, in rimonta, contro la capolista. In un match dai tanti risvolti tecnici, non può mancare anche un minimo di statistica infatti le campionesse d’Italia si presentano a Matera dall’alto di dieci vittorie consecutive, una serie iniziata proprio all’indomani della gara di andata contro le lucane. L’obiettivo di Siclari e compagne sarà proprio quello di cancellare quest’ultimo smacco e rilanciare le proprie quotazioni nella fase cruciale dell’intera stagione agonistica, quella fase in cui ci si trova in bilico tra sogno e disperazione. Tutti gli ingredienti sono nel calderone, adesso non resta che accomodarsi e gustarsi lo spettacolo consapevoli che Ita-Pro Reggina non sarà una partita per cuori deboli. *Ufficio Stampa Pro Reggina '97.

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Reggio di Calabria: grande partecipazione al seminario su “Il fisco nello sport” organizzato dal CONI Calabria

Si è svolto presso la sala delle conferenze dell’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria il seminario “Il fisco nello sport”, organizzato dal Coni Calabria e dalla Scuola regionale dello Sport, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale della Calabria e con l’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili della città dello Stretto. Il seminario, che ha fatto registrare una massiccia partecipazione da parte di studenti,

professionisti del settore fiscale e rappresentanti del mondo sportivo, si è aperto con la relazione del coordinatore didattico-scientifico della Scuola dello Sport del Coni Calabria, Mimmo Albino. Secondo quest’ultimo «il seminario deve costituire solo il primo passo di una sempre maggiore collaborazione fra l’Agenzia delle Entrate e le numerosissime realtà operanti nel mondo sportivo, al fine di incentivare queste ultime al rispetto della normativa fiscale». Successivamente, a illustrare il significato dell’incontro, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, ha ricordato la presenza di un protocollo di intesa sia a livello nazionale che a livello regionale fra il Coni e l’Agenzia delle Entrate per il supporto delle società sportive, rimarcando la necessità, «per gli enti e le realtà associative protagoniste nel mondo dello sport, di adoperarsi al massimo non solo per conseguire importanti risultati di natura tecnica ma anche per incarnare un virtuoso modello di riferimento all’interno della società, in termini di rispetto del Fisco e delle sue norme». «È di importanza strategica – ha sottolineato Praticò – cambiare l’approccio, ormai vetusto, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, il cui obiettivo non è inseguire il contribuente ma avviare, con la sua collaborazione, un interscambio di utili informazioni, inerenti la normativa fiscale». Dal canto suo il direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Reggio Calabria, Demetrio Amaddeo, ha precisato il ruolo del fisco, «senza il quale non sarebbe possibile una redistribuzione delle risorse economiche nella società. Conoscerne i meccanismi significa esaltare il concetto stesso di lealtà tanto nello sport quanto nell’osservanza delle normative». Visibilmente soddisfatto per lo svolgimento del seminario definito «piacevole novità per la Calabria», il presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Reggio Calabria, Bernardo Femia, che si è soffermato sul valore e sull’utilità del confronto reciproco fra l’Agenzia delle Entrate e la categoria dei commercialisti «che – ha aggiunto – a partire dagli anni Novanta, ha portato a numerose semplificazioni in materia tributaria agevolando il compito dei professionisti del settore». Nel suo intervento il vicepresidente della Provincia, Giovanni Verduci, ha ricordato la particolare attenzione dell’Ente intermedio nella promozione dell’attività sportiva e la collaborazione con il Coni, «retto con sapienza e lungimiranza dal Presidente Mimmo Praticò, con il quale abbiamo avviato un proficuo confronto e una salda relazione istituzionale». Con riferimento al tema del seminario, il vicepresidente ha sottolineato l’importanza del rispetto di norme non solo sportive, ma anche civilistiche, contabili e fiscali e, in quest’ottica, di «giornate di studio ed approfondimento come queste che rappresentano un valido aiuto agli addetti ai lavori». Ha preso la parola, di seguito, Filomena De Franco, capo gestione tributi della Direzione Regionale della Calabria dell’Agenzia delle Entrate, ha evidenziato la presenza di più di 3500 associazioni sportive in Calabria, alcune delle quali sono incorse in errate applicazioni della normativa fiscale. «È necessario – ha proseguito De Franco – che il mondo degli adulti dia sempre il buon esempio, attraverso comportamenti virtuosi dal punto di vista fiscale, per non vanificare quanto di buono ottenuto dai bambini e dai ragazzi attraverso i risultati sportivi». Entrando nel vivo dei contenuti, Bianca Zupi, docente della Scuola regionale dello Sport, ha illustrato la vigente normativa relativa alle società sportive, soffermandosi in particolare sui vari tipi di forme associative e societarie possibili, sulle diverse tipologie di responsabilità degli amministratori e degli associati e sulle tutele legali a favore degli atleti. Grazie alla sua pluriennale esperienza come professionista del settore, l’avvocato Zupi ha tracciato un quadro preciso del sistema di regole civilistiche, contabili e fiscali poste a fondamento dell’attività sportiva attraverso anche l’esplicazione di numerosi casi pratici, vissuti in prima persona nel corso della sua attività di docente e di consulente legale. Di grande interesse, infine, la relazione di Giuseppe Cicciù, della Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, incentrata sulla «normativa fiscale relativa alle associazioni sportive dilettantistiche, con particolare attenzione al trattamento di favore che hanno nell’attuale legislazione tributaria e le modalità per poterne usufruire». Cicciù, nel corso della sua approfondita relazione, ha fornito opportuni dettagli normativi in materia fiscale e contabile; ciò ha consentito ai presenti di entrare in possesso di un chiaro supporto informativo, utile al fine di «permettere agli addetti al settore di applicare correttamente le norme tributarie di uso più frequente nelle società sportive, senza incorrere in errori che comportano la dispersione di fondamentali risorse economiche». Conclusione dei lavori affidata a Marcello Febert con un intervento sul quadro legislativo all’interno del quale operano le associazioni sportive, trattando la normativa interente il rapporto di lavoro, il rapporto di collaborazione ed i contributi previdenziali. La relazione dell’esperto professionista reggino, che ha rappresentato il giusto completamento dei precedenti interventi, ha affrontato in modo semplice e lineare la complessa normativa che contraddistingue, sia dal punto vista civilistico sia dal punto di vista previdenziale, i contratti di lavoro e di collaborazione che regolano i rapporti economici e lavorativi fra i soggetti coinvolti nel settore sportivo. f.c./labecom.

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