Reggio di Calabria: nasce “Gioventù Nazionale”, movimento giovanile di “Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale”

(72) Anche in Calabria nasce Gioventù Nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, presentato ufficialmente a Roma il cinque maggio u.s. da Giorgia Meloni.

 

“Aderiamo con entusiasmo a questo nuovo movimento giovanile figlio di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale” – è quanto scrivono in una nota congiunta Fabrizio Zurlo, Domenico Avolio, Diletta D’Iuorno, Giovanni de Pascali e Giorgia Giannetto, rispettivamente promotori del movimento nelle provincie di Crotone, Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria. “Siamo orgogliosi – continuano nella nota – di poter raccogliere oggi quella giusta eredità della destra giovanile italiana e di poter portare avanti, oggi come ieri, tutti quei valori e tutte quelle battaglie che dal Fronte della Gioventù ad oggi passando per l’esperienza di Azione Giovani, hanno rappresentato l’essenza e la linfa vitale del movimentismo giovanile di destra. Partiremo immediatamente a gonfie vele e col vento in poppa soprattutto in questa competizione elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo, che ci vedrà immediatamente schierati dalla parte di quei candidati che da sempre operano nel nostro collegio elettorale, che quotidianamente vivono il sud Italia conoscendone pregi, meraviglie e criticità; ci contrapporremo quindi duramente a chi ormai da anni e per fa la politica solo per mestiere e che vuole sfruttare ancora una volta il sud solo ed esclusivamente come un bacino di voti, un’ancora di salvezza quando il mare è in tempesta. Siamo fermamente convinti – concludono – che con  la nostra nascita soffierà un nuovo vento , un vento di gioventù e rinnovamento che spazzerà via il marcio che giorno dopo giorno siamo stati abituati a respirare. La nostra nave parte oggi da un porto sicuro per iniziare a viaggiare in mare aperto ed il nostro equipaggio è pronto a tutto. Fabrizio Zurlo – Crotone; Domenico Avolio – Cosenza; Diletta D’Iuorno – Catanzaro; Giovanni De Pascali – Vibo Valentia; Giorgia Giannetto – Reggio Calabria.

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Regione Calabria: i comunicati stampa del 5 maggio 2014

(533) Presentato il programma degli eventi per il Salone del Libro di Torino 2014. Gli inediti di Corrado Alvaro e molti altri appuntamenti. L’Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta –

 

ha presentato il programma degli eventi in occasione della partecipazione della Regione all’edizione 2014 del “Salone internazione del libro di Torino” che prederà il via l’8 maggio per concludersi il 12. Alla conferenza stampa hanno preso parte anche l’Assessore provinciale di Reggio Calabria alla Cultura e Legalità Eduardo Lamberti Castronuovo e il curatore del catalogo Gilberto Floriani. “Nutrimenti” è il tema conduttore della presenza della Regione Calabria al Salone del Libro di Torino 2014. Sarà uno speciale "cibo per giovani menti", sopratutto perchè saranno nuovamente mille studenti calabresi ad animare una delle kermesse culturali più importanti d'Europa. “Un'altra impresa dei Mille di differente natura e in direzione ostinata e contraria – ha dichiarato l’Assessore Caligiuri – non a caso, nel programma che abbiamo predisposto, le scuole saranno protagoniste di eventi, mettendo in mostra progetti e iniziative sulla lettura, pure attraverso le consulte provinciali giovanili”. Anche i Comuni evidenzieranno le loro attività a cominciare dalla splendida iniziativa della "Biblioteca errante" di Vallefiorita, così come le sette "Citta' del Codice", rappresentate alla fine del Cinquecento nel prezioso "Codice Romano Carratelli", da proporre nel registro "Memorie del mondo" dell'Unesco. Saranno oltre 30 le case editrici calabresi che animeranno il programma, con iniziative di grande respiro. In tale quadro, da segnalare quelle del Centro editoriale e librario dell'Università della Calabria, uno dei pochi atenei nazionali impegnato in questa direzione. Nello stand sarà previsto un book-shop dove sarà possibile acquistare i libri delle case editrici calabresi, che hanno organizzato decine di eventi negli spazi della Regione Calabria. L'idea di fondo è quella di considerare la "letteratura calabrese come letteratura universale" e che può considerarsi il filo rosso di tutta la nostra presenza. E' infatti questo il titolo della "lectio magistralis" affidata a Vittorio Sgarbi. Il Salone del Libro di Torino sarà ancora una volta il palcoscenico internazionale per evidenziare le iniziative culturali della Regione Calabria, quest'anno impegnata nel ricordare i cinquecento anni della nascita del Cardinale Guglielmo Sirleto (protagonista della Controriforma), i cento anni della nascita del grande scrittore Giuseppe Berto (calabrese due volte poichè non per nascita ma per scelta), i cento anni della nascita di Renato Dulbecco (premio Nobel per la medicina nel 1975), i novant'anni della nascita di Saverio Strati (una delle voci letterarie più importanti del Novecento italiano, recentemente scomparso nel disdicevole oblio della stampa nazionale e che nell'occasione verrà' raccontato da Carmine Abate e Mimmo Gangemi, Vito Teti e Gioacchino Criaco). Appunto per evitare rischi del genere, il Polo regionale delle politiche pubbliche sulla lettura ha recuperato un fondo manoscritto inedito di Corrado Alvaro risalente agli anni 1911-1916 pubblicato dalla casa editrice Donzelli e a cura dell'Universita' della Calabria con il titolo “Il giovane Corrado Alvaro”. “La portata degli eventi di quest’anno – ha dichiarato Gilberto Floriani – è solo leggermente inferiore a quella del 2013. Notevole è stato lo sforzo organizzativo e culturale che ci ha portato alla stesura di tutti gli eventi, sui quali quello su Corrado Alvaro rappresenta la maggiore novità. Negli scorsi anni ho recuperato alcuni scritti giovanili ancora sconosciuti, alcune poesie, lettere inviate ai familiari e al padre che ci hanno fatto scoprire un inedito Alavro, in più una prima stesura di ‘Gente in Aspromonte’”. “E poiché il futuro non si aspetta ma si prepara – ha aggiunto l’Assessore regionale alla cultura Caligiuri – anticipiamo di un anno i temi dell'Expo 2015 dedicato al cibo. Non solo presenteremo i vini di Calabria nella interpretazione di Sarino Branda per i tipi della Rubbettino editore, ma anche la  dieta mediterranea, patrimonio mondiale dell'umanità, studiata proprio a Nicotera alla fine degli anni Cinquanta e ora per l'occasione descritta con i testi di Carmine Abate, Mimmo Gangemi, Vito Teti e Antonio Mazza, poeta italo-canadese di vaglia. Infine, la preziosa testimonianza di Chef de rang come Gaetano Alia (con l'apporto indispensabile di Pinuccio), Antonio Abbruzzino, Salvatore Murano detto Max, Bruno De Francesco dello spirituale "Zenzero" e Maurizio Sciarrone dell'emergente nazionale "De Gustibus". Castrovillari, Catanzaro, Ciro' Marina, Serra San Bruno e Palmi rappresenteranno punti cardinali che costruiscono l'ordito di una Calabria unita dalla cultura del cibo e del buon vivere”. Particolare attenzione sarà data anche alla 47.ma edizione del “Reghium Julii”, il più longevo premio letterario della Calabria. Per l’occasione sarà presente l’Assessore provinciale di Reggio Calabria alla Cultura Lamberti-Castronuovo che ha dichiarato: “grazie a questa opera, frutto di tutte le forze culturali della Calabria, mettiamo in mostra le migliori energie e il vero volto della nostra regione. Il premio Reghium Julii, negli anni consegnato a più importanti esponenti del mondo della cultura italiana e non solo, ha la sua forza anche nella particolare sezione dedicata ai giovani per le loro opere prime. Un motivo di particolare soddisfazione che ci spinge a rimanere vicini a questo premio che vuole essere da stimolo ai tanti talenti letterari che la nostra terra riesce ad esprimere”. Ma la cultura, è notorio, unisce anche passato e futuro, attraverso le contraddizioni e le bellezze del presente. "Twitterletteratura" e' una modalità di scrittura collettiva in 160 caratteri fatta propria dal portale regionale www.bibliotechecalabria.it con l'apporto di Paola Bottero, confermando qualcosa che pochi sanno, ma che indica tendenze profonde e prospettive positive: come libri elettronici scaricati dal web la Calabria e' la terza regione d'Italia. Il genere del giallo, nelle sue varie declinazioni dallo spionaggio al thriller e' di grande interesse. Ci presentiamo dunque con "Calabria noir", la rassegna creata da Cristina Marra con scrittori che sono nati o descrivono la nostra regione che diventa lo sfondo di storie che raccontano la realtà come se fosse inventata. Anche i premi letterari verranno presentati dal “Tropea” al “Caccuri”, passando per quello della “cultura Mediterranea” promosso dalla Fondazione Carical, presieduta da Mario Bozzo. Le parole e i suoni della poesia calabro-greca rivivranno attraverso i versi di Salvino Nucera e le musiche di Francesca Prestia. Sarà l'occasione per ricordare anche un artista poliforme come Enotrio, noto come pittore ma anche musicista e poeta, e un intellettuale come Pasquino Crupi, scomparso nell'agosto del 2013, animatore appassionato delle ragioni del Sud. Quelle stesse ragioni che Nicola Zitara aveva evidenziato nei suoi scritti  opportunamente riproposti da “Citta' del Sole”, considerati al tempo nostalgici ma che erano – e sono – prevalentemente profetici e realistici: il Sud e' entrato nella storia d'Italia da sconfitto e da sconfitto e' finora rimasto per 154 anni. Vanno dunque invertiti i luoghi comuni, come le considerazioni "scientifiche" di Cesare Lombroso, alle quali e' dedicata un'interessante riflessione a trecentosessanta gradi a cura di Maria Teresa Milicia. La grande storia del Sud verrà' riletta attraverso i primi due sovrani della dinastia borbonica: l'illuminato Carlo III con il saggio di Giuseppe Caridi e la proposizione di un inedito di Umberto Caldora sul diario segreto di Ferdinando IV di Borbone negli anni cruciali tra il  1796 e il 1799. Il capire è la premessa del fare. Quindi per sconfiggere la “mala pianta” della 'ndrangheta Nicola Gratteri e Antonio Nicaso presenteranno In anteprima il loro ultimo lavoro, edito da Pellegrini, dal titolo "Malelingue", relativo alle parole della 'ndrangheta. “Anche quest'anno l'allestimento dello stand e' stata l'occasione per presentare il nostro straordinario patrimonio culturale – ha successivamente aggiunto l’assessore Caligiuri – nel 2013, da regione ospite d'onore, campeggiavano nei nostri spazi la tela di Mattia Preti "Noli me tangere", le ceramiche di Seminara, la Bibbia di Reggio Calabria, primo libro al mondo stampato in caratteri ebraici, gli ori e gli argenti di Gerardo Sacco, che quest'anno presenterà il suo libro edito da Rubbettino. Questa volta sarà in evidenza Mimmo Rotella, al quale nel mese di giugno a Palazzo Reale di Milano verrà dedicata una mostra unica, e i capolavori dell'arte della liuteria dei fratelli De Bonis di Bisignano, strumenti considerati ai più alti livelli nel mondo degli strumenti musicali”. Inoltre, due grandi artisti Peppe Voltarelli (creatore del gruppo "Il parto delle nuvole pesanti" e della versione originale di "Onda Calabra") che racconterà con parole e musiche il suo libro "Caciocavallo di bronzo" (edito da Stampa Alternativa)  e Cataldo Perri, che interpreterà non solo la grande arte della chitarra battente ma anche i testi letterari di Carmine Abate. Ci caratterizzeremo come luogo di confronto, con la presentazione di libri scritti dai consiglieri Regionali Gianni Nucera “Reggio New York. Diario di un viaggio”, Iriti editore e Mimmo Talarico “Onorevole sarà lei”, Citta' del Sole editore. Lo stand della Regione Calabria sarà anche un punto di approdo di intellettuali nazionali: da Marcello Veneziani (che presenterà in anteprima il suo nuovo libro "Anima e corpo", Mondadori) a Umberto Broccoli (inventore della trasmissione radiofonica di diffusione culturale più scaricata di tutti i tempi "Conparolemie"), da Pierangelo Buttafuoco (giornalista e scrittore oltre che Presidente del comitato internazionale delle celebrazioni di Giuseppe Berto) a Giorgio Albertazzi (il più grande attore italiano vivente), da Antonio Lubrano (il noto giornalista televisivo di "Mi manda Lubrano", che presenterà il suo libro "L'isola delle zie", edito da Ferrari) ad Alessandro Barbero (grande storico che parteciperà alla presentazione del libro su Lombroso), da Tiziana Maiolo (che presenterà il libro "C’è ancora una stella” , edito da Rubbettino, scritto da suo padre Serafino Maiolo, che può' essere annoverato tra i più grandi scrittori calabresi del Novecento, ancora misconosciuto) a Goffredo Fofi (che presenterà il libro "Cardarelli e dintorni" di Vincenzo Talarico, uno dei più grandi intellettuali calabresi, irregolare, non allineato, che interloquiva con tutto il mondo culturale contemporaneo). “Abbiamo cercato di dare un'anima – ha concluso l’Assessore Caligiuri –   affidando alla nostra presenza al Salone del Libro un compito e un messaggio: mettere in evidenza l'autentica natura della nostra regione che e' quella culturale, nella convinzione che abbiamo una grande e bella storia da raccontare”. m.v. (534) L’Assessore Caligiuri inaugurerà domani la sala polivalente del Museo della Certosa di Serra San Bruno. Sarà presente anche all’Assessore Salerno. L’Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, inaugurerà domani, martedì 6 maggio, alle ore 18, insieme all’Assessore Nazzareno Salerno, la sala polivalente del Museo della Certosa di Serra San Bruno. Caligiuri – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – verrà ricevuto dal priore Jacques Dupont, dal Sindaco Bruno Rosi e dal Direttore del Museo Fabio Tassone. Seguirà il concerto “Beata es Maria” a cura del coro “Ancillae Domini” diretto dal Maestro Licia di Salvo. L’iniziativa si colloca nell’ambito delle celebrazioni del 500 anni dalla canonizzazione di San Bruno e dal ritorno dei frati nella Certosa di Serra San Bruno e dei 20 anni dell’inaugurazione del Museo della Certosa. “La Certosa di Serra San Bruno – ha detto Caligiuri – rappresenta un tesoro storico e spirituale di grande valore che noi calabresi dobbiamo conoscere sempre di più e divulgare al resto del mondo”. L’Assessore ha inoltre ricordato i recenti investimenti della Regione Calabria su questo importante bene culturale, che sono stati inseriti sia nel piano regionale dei musei che del piano regionale dei beni culturali. g.m. (535) La Giunta ha istituito il nodo d’interscambio tra la stazione ferroviaria di Lamezia e l’aeroporto. La Giunta regionale si è riunita – informa una nota dell’Ufficio Stampa- sotto la presidenza della Vicepresidente Antonella Stasi, assistita dal Dirigente generale Francesco Zoccali. Su proposta dell’Assessore alla Cultura Mario Caligiuri  è stata approvata una proposta di legge al Parlamento, attraverso il Consiglio regionale, che riguarda la promozione delle lettura nelle carceri. Si tratta di un provvedimento  destinato ai  detenuti condannati a pena detentiva superiore a sei mesi. La proposta prevede che se essi leggeranno un libro, potranno avere tre giorni di sconto di pena. E’ stato anche deliberato, prendendo spunto della tradizione napoletana “caffè sospeso” di promuovere il progetto “il libro sospeso”. E’ previsto, con tale provvedimento, che chiunque può comprare un libro, lasciandone pagato un altro, che sarà regalato alla successiva  persona che entrerà in libreria. In questa iniziativa verranno, ovviamente, coinvolti librai e bibliotecari. Su proposta dell’Assessore ai Trasporti Luigi Fedele,  è stato deliberato d’istituire, per i servizi di trasporto pubblico locale, il nodo d’interscambio del Comune di Lamezia Terme, presso la stazione ferroviaria di Lamezia Terme centrale e l’aeroporto. o.m.     (536) L’Assessore Caligiuri sulla proposta di legge approvata in giunta riguardante la promozione della lettura nelle carceri. L’Assessore alla Cultura della Regione Calabria Mario Caligiuri, nell’illustrare la proposta di legge al Parlamento, tramite il Consiglio Regionale, approvata oggi nella seduta della Giunta Regionale e riguardante la promozione della lettura nelle carceri, ha sostenuto che “la lettura è uno straordinario antidoto al disagio e favorisce la consapevolezza e il riscatto sociale e personale”. In base a questo provvedimento – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – si prevede che i detenuti, condannati a pena detentiva superiore a sei mesi, che leggeranno un libro potranno avere 3 giorni di sconto di pena. Le verifiche verranno effettuate dall'educatore carcerario. Si potrà arrivare massimo a 48 giorni di sconto di pena all'anno. "Questa iniziativa, che sottoponiamo all'attenzione del Parlamento, prende spunto dalla positiva esperienza maturata in alcune carceri brasiliane, dove sono stati prodotti risultati apprezzabili", ha detto Caligiuri, ribadendo che tale iniziativa si colloca nell'ambito delle attività rivolte alla promozione della lettura e dell'aumento del numero dei lettori. g.m. (537) L’Assessore Fedele sulla delibera di Giunta che istituisce il nodo d’interscambio tra la stazione ferroviaria di Lamezia e l’aeroporto. L’assessore Regionale ai trasporti Luigi Fedele è intervenuto in merito alla delibera di Giunta, approvata nel corso dell’ultima seduta, con cui si istituisce – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – nell’ambito dei servizi di trasporto pubblico locale il nodo d’interscambio del Comune di Lamezia Terme, presso la stazione ferroviaria di Lamezia Terme centrale e l’aeroporto, ha rilasciato la seguente dichiarazione. “L’atto deliberato dalla giunta regionale – ha dichiarato l’Assessore Fedele – si rivela assai importante per il sistema di mobilità calabrese. Infatti, l’istituzione del nodo intermodale presso la stazione ferroviaria di Lamezia Terme centrale e l’aeroporto consente, senza maggiori oneri e spese per il trasporto pubblico regionale, di effettuare fermate alla gran parte delle linee che transitano dall’autostrada a Lamezia Terme. Ne consegue un consistente aumento delle corse che passano attraverso questo importante snodo previsto dalle Linee guida del Piano Regionale dei trasporti quale hub di primo livello per la rete di trasporto collettivo, nell’ambito della gerarchizzazione dei nodi di interscambio più rilevanti su scala regionale. La legge regionale 67/2012 ha di fatto riformato il settore del trasporto pubblico locale in Calabria e nello specifico tale normativa prevede che la Giunta regionale, d’intesa con le provincie, possa approvare l’istituzione dei nodi d’interscambio dove devono essere attestate le linee esistenti, anche in difformità degli attuali itinerari. Sulla scorta di quanto consentito dalla legge regionale, su impulso del mio assessorato abbiamo proposto l’individuazione del nodo nel comune di Lamezia Terme ottenendo così l’adesione del Commissario straordinario della Provincia di Catanzaro. Rispondiamo, così – ha concluso Fedele -, alle esigenze dei tanti viaggiatori che usufruiscono, quotidianamente, dello scalo aeroportuale e della stazione lametina per facilitare l’interconnessione tra il trasporto su gomma e quello aereo e ferroviario”. g.m.

 

 

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Crotone: AVIS, Pacenza esalta l’opera del volontariato intervenendo al convegno “La Crisi del Welfare – Le risposte del volontariato”

(262) “In un momento di forte crisi e di tagli alla spesa pubblica, in cui le istituzioni e la politica sono chiamate comunque ad attuare imponenti misure a livello di politiche sociali, il ruolo del volontariato non può e non deve passare in secondo piano”.

 

È quanto sostenuto dal presidente della III Commissione Sanità Salvatore Pacenza intervenendo oggi al convegno “La Crisi del Welfare – Le risposte del volontariato” che è stato organizzato a Crotone dall’Associazione volontari italiani sangue (Avis). “Non si può prescindere – ha spiegato l’onorevole Pacenza – dalla necessaria attività d’ausilio che le associazioni del volontariato compiono nei settori dell’assistenza e dell’accoglienza. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sostenuto recentemente che “…dove cresce il volontariato cresce il capitale sociale” e “il capitale sociale costituisce un fattore essenziale dello sviluppo economico…”. Ciò va inteso nell’ottica del contributo che ognuno di noi può fornire alla società perché questa si elevi e trovi sostegno nei sentimenti di solidarietà e fratellanza alla base della nostra tradizione cattolica. Vicinanza al prossimo e sostegno ai sofferenti e ai più deboli dunque. Ma bisogna fare attenzione nell’esprimere tali concetti. Perché discorso differente, infatti, riguarda un’altra frangia del Terzo settore che, nel corso dell’ultimo decennio, ha sostanzialmente reinterpretato tali pensieri, guardando al contempo anche al profitto. Non che ci sia niente da demonizzare nei loro confronti, né da sottovalutare riguardo l’importante attività svolta dal cooperativismo, ma si tratta di altra cosa rispetto al volontariato. L’Avis – commenta Pacenza – opera in un campo assai sofferente, quello sanitario, dove la Regione e le altre istituzioni hanno serie difficoltà ad incidere in ragione di un piano di rientro rigido e assolutamente penalizzante dal punto di vista del diritto alla salute. L’attività svolta quotidianamente da Avis è per tanto preziosa, quanto necessaria. Essa si basa sulla disponibilità volontaria di chi decide di aderirvi. Ecco perché trovo assolutamente essenziale promuovere l’attività svolta da questa associazione con incontri come quello organizzato oggi a Crotone. Conosco bene l’importanza del contributo offerto da Avis al Sistema sanitario regionale ed è per questo motivo che ho deciso di sposare, in questa giornata, la causa da essa portata avanti. L’invito all’associazione quindi è quello di assumere e svolgere in Calabria un ruolo sì dai toni politici, ma a forte valenza sociale: ossia di essere portavoce delle istanze dei cittadini e dei bisogni inespressi, di segnalare disservizi ed inefficienze del sistema pubblico, in particolare facendosi interprete delle categorie di cittadini più deboli ed emarginate. È questa a mio avviso la mission prioritaria che si richiede oggi al volontariato”.

 

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Premio Tropea 2014: ecco la terna dei libri finalisti

(261) di Francesco Barritta. Almanacco del giorno prima di Chiara Valerio (per Einaudi 2013), Marguerite di Sandra Petrignani (per Neri Pozza 2014) e La lucina di Antonio Moresco (per Mondadori 2013), sono, nell’ordine, i tre libri finalisti all’ottava edizione del “Premio letterario nazionale Tropea”.

 

La manifestazione, co-finanziata dalla Regione Calabria con fondi europei, rientra nella terza edizione del “Tropea Festival Leggere & Scrivere”, grazie a un partenariato guidato dal Sistema Bibliotecario Vibonese e nel quale rientrano le amministrazioni comunali di Tropea, Serra San Bruno, Vibo Valentia, Soriano e l’amministrazione provinciale vibonese. L’ottava edizione del “Premio letterario nazionale Tropea” parte nel segno delle novità, a cominciare dalla Giuria, con il nuovo presidente Gian Arturo Ferrari, già alla guida del “Centro per il Libro e la Lettura” e già direttore generale della Divisione libri Mondadori. Nuovi volti anche tra i membri del Comitato tecnico scientifico, con i docenti universitari Piero Violante e Vito Teti (vincitore dell’ultima edizione), la presidente della fondazione “Nicola Liotti” Lionella Morano, lo scrittore Mimmo Gangemi (anch’egli vincitore del premio), che vanno ad affiancarsi ai quattro soci fondatori del sodalizio organizzatore, il presidente Pasqualino Pandullo, Antonio Pugliese, Pasquale D’Agostino e il segretario Giuseppe Meligrana, al direttore del Sistemba Bibliotecario Vibonese Gilberto Floriani e al vice presidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani Pierfranco Bruni, che non ha potuto presenziare all’incontro. Per quanto riguarda la cronaca della giornata, tutto è andato secondo le migliori aspettative: il pubblico intervenuto presso la sala del Museo diocesano di Tropea ha seguito con molta attenzione tutte le fasi di questo primo appuntamento ufficiale. A condurre questo primo incontro è stato il presidente dell’Accademia Pasqualino Pandullo, il quale ha innanzitutto presentato i nuovi componenti del Comitato tecnico scientifico e ha ricordato la figura di un “affaticato” scomparso di recente, il professore Lino Daniele. Pandullo ha poi raccolto il saluto del sub-commissario prefettizio del Comune di Tropea Domenico Fuoco, il quale ha rapidamente illustrato ai presenti alcune iniziative volte a migliorare vari aspetti della città e ha esaltato il ruolo del premio in tal senso. A prendere la parola è stato poi il presidente Gian Arturo Ferrari. «Ho il relativo vantaggio – ha esordito Ferrari – di non avere mai avuto nulla a che fare con il premio e con questa terra e ciò mi ha dato l’opportunità di guardare da esterno questa realtà. Ho quindi accettato con piacere di presiedere quello che reputo un buonissimo premio e di prendere il posto di una grande amica, Isabella Bossi Fedrigotti. Dei duemila e cento premi che esistono in italia, il “Tropea” si colloca senz’altro tra i primi dieci come rilievo e come prestigio. Per chi vince un premio non è tanto importante il ritorno monetario, ma è fondamentale il prestigio che riesce a guadagnarsi nella comunità dei lettori e nella comunità di coloro che di libri, a vario tipo, si occupano e vivono: autori, editori, bibliotecari, giornalisti e coloro che costituiscono il mondo del libro. Credo che in questo momento bisogna proseguire e andare avanti, senza dover a tutti costi cambiare qualcosa, ma perseverare nelle cose buone, perché quando qualcuno trova una cosa che va bene così com’è, allora è necessario proseguire. La cosa che più ci si può augurare per il premio è quindi quella di riuscire a mantenere il livello qualitativo attuale». Pandullo, dopo aver ringraziato il presidente a nome della comunità e dell’Accademia, ha invitato il preside Antonio Pugliese a raccontare agli astanti le origini dell’antica organizzazione. «L’Accademia – ha spiegato Pugliese – rifacendosi già nel nome a quella platoniana, nasce a Tropea nel quindicesimo secolo. Come per tutte le accademie nate in Italia durante il rifiorire culturale del Rinascimento, spesso i suoi membri prendevano nomi umoristici. A Tropea, ad esempio, gli “affaticati” avevano nomi molto particolari, come “il glorioso” o “l’ingegnoso”. A rinnovare l’Accademia tropeana è stato Orazio Scrugli e poi, a cominciare dal 1561, fecero parte degli “affaticati” i fratelli Caivano, poeti e autori di centinaia di sonetti che si allineavano al petrarchismo. Molti sono stati i religiosi che ne fecero parte e infatti proprio in Cattedrale avvenivano alcune riunioni, durante le quali si componevano anche sonetti. Tra gli “affaticati”, la cui attività si chiuse dopo quasi quattro secoli, con varie interruzioni, comparirono anche uomini illustri, come il nostro filosofo Pasquale Galluppi». Presentando la giurata Lionella Morano, testimone della sensibilità femminile, il conduttore della manifestazione Pandullo l’ha invitata ad aggiungere una riflessione sulla presenza femminile nel mondo della cultura. «Ho notato con gran soddisfazione – ha affermato – la nutrita presenza femminile oggi. Le donne hanno finalmente conquistato posti importanti nella società e hanno una grande voglia di esprimersi. Per quanto riguarda la mia professione, posso testimoniare che le donne hanno tanta voglia di emergere e sono delle accanite lettrici. Credo che in futuro avremo un cambio di mentalità, e qualcosa sta già avvenendo, come ad esempio la nuova istituzione di cattedre di Letteratura di genere, che porterà avanti la presenza del mondo femminile». Volendo poi rendere omaggio agli autori e agli intellettuali calabresi, Pandullo ha dedicato un momento dell’incontro per ricordare Saverio Strati, scomparso il 9 aprile scorso in Toscana e considerato il più grande autore calabrese vivente, che nel 2009 aveva ottenuto un vitalizio con la legge “Bacchelli”.  Pandullo ha quindi invitato l’attore Alberto Micelotta, accompagnato dalla chitarrista Veronica Russo, a rileggere la lettera con cui Strati dichiarò il suo stato di indigenza. L’atmosfera creatasi ha permesso ai presenti alcune riflessioni sul fatto che la cultura, spesso, non ripaga i grandi uomini di cultura. Ad offrire un approfondimento su Saverio Strati è stato l’antropologo Vito Teti. «Un uomo sobrio come Strati, spesso si denudava per rendere esplicite le proprie idee – ha raccontato al pubblico Teti – ed è come se dovesse giustificarsi di aver scritto tanto e di dover ricordare agli altri la serie di capolavori che aveva scritto. In un certo senso Strati accompagna la fine del mondo contadino tradizionale, individuandone le contrapposizioni, descrivendo lo stato degli emigranti e denunciando le prime azioni della ‘ndrangheta, che in quegli anni andava organizzandosi. Ai miei studenti direi “leggete Saverio Strati per il valore di quanto ha scritto, al di là del valore delle sue opere”». Facendo un passo indietro, Pandullo ha voluto ricordare un’altra figura di letterato che con i suoi scritti ha dato lustro alla Calabria, Giuseppe Berto, scrittore veneto che «attratto dal calore e dalla bellezza del meridione d’Italia – ha spiegato Pandullo -, per una sorta di folgorazione estetica, si stabilì a soli 10 chilometri da Tropea, a Capo Vaticano, costruendo una “pinnata”, cioè tipica abitazione locale, dove visse con la famiglia». Subito dopo un intermezzo artistico incentrato su alcune pagine di Berto, che hanno trasmesso forti sensazioni attraverso le parole di Micelotta, la musica di Russo e le immagini proiettate sul maxischermo della sala, Pasquale D’Agostino ha portato la sua testimonianza sullo scrittore calabro-veneto e sul suo atteggiamento verso l’ambiente calabrese e la natura. «Berto pensava che la natura non dovesse essere lasciata dall’uomo così com’è, ma che dovesse essere curata e modificata e per raggiungere uno stato di pura bellezza. Lui pensava che il turismo a Tropea e Capo Vaticano dovesse diventare la risorsa principale, soppiantando l’agricoltura. Per me Berto non è stato solo un compagno di studi e di lavoro, ma anche di divertimento». Piero Violante è stato invece invitato da Pandullo a parlare della connessioni tra la realtà siciliana – e palermitana in particolare – con la Calabria. «Le “disconnessioni” – ha esordito Violante – della cultura meridionale sono di certo state maggiori delle connessioni, che vengono spesso coperte dalle altre connessioni, quelle mafiose. Il legame tra Palermo e la Calabria, oggi, spesso riguarda solo i tribunali, ma prima era diverso. Il ruolo della cultura è quello di creare un nuovo canale. Rispetto alla natura, argomento di cui si parlava prima con Berto,  penso che i letterati dovrebbero riflettere sul fatto che la cultura sia ferita e viviamo in un’epoca in cui l’orizzonte della natura non è più salvaguardato». Gilberto Floriani è invece intervenuto sul ruolo della lettura nella cultura della nostra regione rispetto ad altre realtà nazionali. «Sicuramente navighiamo nella parte bassa della classifica della letteratura in Italia. Negli anni passati c’erano stati movimenti, ma la crisi degli scorsi anni ha fatto registrare un regresso e siamo ora in una zona grigia, dove si legge molto poco. Per far leggere di più bisogna investire più denari. Se le biblioteche non possono acquistare nuovi libri non si va da nessuna parte. Analogo discorso vale per la scuola o anche per lo stesso premio, che è cofinanziato, non finanziato, dalla Regione e deve essere mandato avanti tra tante difficoltà, a volte con il lavoro volontario e utilizzando le nostre sedi. Quindi, in un discorso come questo, è importante far emergere anche simili difficoltà». Successivamente, Mimmo Gangemi, ha contribuito alla manifestazione con una riflessione sul mondo degli e-book, sottolineando il ruolo pionieristico del “Tropea” nel voler diffondere ai 450 giurati della Calabria i tre libri finalisti in formato elettronico. «Non sono certamente un nativo digitale e questo lo testimoniano i miei capelli bianchi. Ho partecipato alla prima edizione del Premio che utilizzò gli e-book con un po’ di perplessità, ma in seguito mi sono ricreduto, perché il mondo è pronto ad accettare queste nuove forme di libro. Bisogna perdere atto del mondo che cambia, che si evolve e capire che il digitale, in alcuni paesi, ha superato il cartaceo e quindi riconosciamo che il Premio Tropea è stato il primo in Italia a intuire questo cambiamento». Infine, prima della votazione, il segretario del Premio, l’editore Giuseppe Meligrana, ha spiegato i vari passaggi della manifestazione, per come previsti da regolamento. Questa prima parte è stata chiusa da un intervento musicale dei maestri Giuseppe Sanginiti e Sabina Fedele, con il Rondò per Duo in sol maggiore per violino e viola di Mozart. Dopo la presentazione da parte dei dieci giurati di undici libri tra i diciotto selezionati in precedenza (Ferrari ne ha presentati due), ognuno dei componenti della Giuria tecnica ha espresso due preferenze attraverso una votazione palese per scegliere, tra i titoli iniziali, i tre libri finalisti del “Premio letterario nazionale Tropea”. Al termine della votazione, per la prima volta in assoluto nella storia del premio, ci si è trovati con un solo titolo sicuro di entrare in finale, quello della Valerio. Ciò è accaduto per via di un ex aequo a tre fra i libri di Petrignani, Moresco e di Camilla Baresani, giunta a questo ballottaggio con il suo Il sale rosa dell’Himalaya (Bompiani 2014). È stato quindi necessario effettuare una nuova votazione palese, per giungere alla definitiva proclamazione dei tre finalisti. Il Presidente della Giuria tecnico scientifica Gian Arturo Ferrari, che in precedenza aveva già espresso un giudizio positivo sulla rosa di partenza, dall’alto della sua esperienza si è detto molto soddisfatto per la qualità generale di questa ottava edizione, che porta in finale tre ottimi testi pubblicati da Einaudi, Neri Pozza e Mondadori. Su Chiara Valerio, Sandra Petrignani e Antonio Moresco, che saranno dunque i protagonisti di un’edizione all’insegna del rinnovamento e carica di entusiasmo e di grandi aspettative, è ricaduto il giudizio insindacabile della Giuria tecnico scientifica. Ma il Premio non si ferma e, di qui a breve, l’Accademia degli affaticati consegnerà i loro libri finalisti ai membri della Giuria popolare, che sarà nominata entro la fine di questo mese e che comprenderà, oltre ai 16 fondatori dell’associazione, anche i 409 sindaci della Calabria (o i loro delegati designati) e 25 persone di estrazione diversa, per un totale di 450 componenti. Dovrà quindi scaturire dal favore di un amplio pubblico, capace di rappresentare tutti gli strati della società regionale e tutte le fasce di età, il vincitore finale dell’edizione 2014, che si conoscerà al termine della due giorni in programma per fine luglio.

 

 

 

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Reggio di Calabria: Anassilaos, martedì 6 il primo incontro della IV^ edizione della “Festa della poesia”

(260) Si terrà martedì 6 maggio alle ore 18,00 presso la Sala di San Giorgio al Corso il primo degli incontri dedicati alla poesia nell’ambito della 4^ edizione della Festa della Poesia in programma per il mese di luglio. Il ciclo si apre con un omaggio alla scrittrice e poetessa statunitense Grace Paley, (New York, 11 dicembre 1922 –Thetford Hill, 22 agosto 2007).

 

Più conosciuta nel nostro Paese per i suoi racconti, per i quali fu premiata con il Pulitzer e il National Book Award la Paley ha anche pubblicato tre volumi di poesie  Leaning Forward (1985),New and Collected Poems (1992), and Long Walks and Intimate Talks (1991) che saranno al centro dell’analisi della dr.ssa Daniela Scuncia con l’intervento di Carlo Menga. Il succesivo martedì 13 maggio sempre alle ore 18,00 presso la Sala di San Giorgio al Corso sarà invece la volta della poesia e dei poeti T’ang, fioriti durante il periodo della Dinastia cinese dei T'ang (618-907) che rappresenta l'età aurea della poesia cinese e comprende un numero impressionante di composizioni e all’incirca duemila poeti tra i quali  spiccano per la loro originalità Li Po (meglio conosciuto come Li Bai), Tu Fu (Du Fu), Bai Juyi, Liú Chángqīng. Al centro di questa lirica, analizzata da Pina De Felice, Responsabile Poesia dell’Anassilaos, con l’intervento di Giacomo Marcianò, l'amore e l'amicizia, la natura e l'arte, la vita militare e la guerra.

 

 

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Cosenza: domani l’inaugurazione della nuova sede di Scelta Civica Calabria

(531) Sarà inaugurata domani, lunedì 5 maggio, alle ore 11.30, a Cosenza, in Via Giannuzzi n. 2, la sede di Scelta Civica Calabria. Nell’occasione la Coordinatrice regionale di Scelta Civica, Katia Stancato e il Segretario organizzativo regionale del partito, Sergio Nucci terranno una conferenza stampa.

 

La nuova sede regionale del partito vuole rappresentare un punto di incontro e di ascolto per amministratori locali, associazioni, piccoli gruppi e realtà sociali che operano in Calabria da anni e che spesso non trovano interlocutori attenti alle loro necessità. “Oggi si apre una fase nuova per la Calabria” – ha affermato Katia Stancato – “noi vogliamo essere sempre più presenti per costruire una solida e credibile alternativa al governo di partiti e coalizioni che hanno penalizzato la nostra regione dal punto di vista economico e sociale. Il nostro intento è valorizzare il positivo, le belle esperienze, le professionalità e l’impegno civico”. L’inaugurazione della casa di Scelta Civica Calabria segna un nuovo inizio per il partito che si appresta a rafforzare la sua presenza su tutto il territorio regionale. “Questo è il luogo” – ha sottolineato  Sergio Nucci – “in cui vogliamo raccogliere tutte le istanze di cambiamento”. Aprire una sede nuova, nei pressi del centro città, è un primo passo per affermare una delle caratteristiche principali del partito: essere vicino ai cittadini.

 

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare, lunedì 5 conferenza stampa “La tua idea per la Città che vogliamo”

(71) Lunedì 5 maggio ore 11:00 il movimento Liberi di Ricominciare terrà una conferenza stampa “La tua idea per la città che vogliamo” presso la sala biblioteca del Palazzo storico della Provincia.

 

Paolo Ferrara “Abbiamo deciso di lanciare questa grande sfida per ascoltare e dar subito voce alle esigenze dei territori”.

 

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Reggio di Calabria: Consuelo Nava “Il 4 e 5 maggio ho voluto ascoltare chi parla di legalità invocando la verità”

(151) di Luca Assumma*. Il week end cittadino appena trascorso a Reggio è stato animato da iniziative sulla legalità, sulla memoria e sull’impegno.

 

Le occasioni della giornata della “Gerbera Gialla” organizzata da Riferimenti e la giornata ad Ecolandia di Libera con Don Luigi Ciotti. “Mi piace ascoltare ed osservare quello che accade quando si propongono riflessioni ed iniziative che hanno a che fare con i modi di interpretare un impegno ed una responsabilità” – dice Consuelo Nava presente in entrambi le occasioni e continua – “ancora di più mi piace riflettere dopo su quanto ascoltato e ascoltarmi su quello che mi ha provocato positivamente e quello che ha aggiunto ad una mia posizione.” Nelle due occasioni, la prima di carattere un po’ più istituzionale e la seconda più militante, la prof.ssa Nava, seduta accanto ad altri partecipanti agli incontri, ha segnato sul suo ipad la frase “…le verità scomode”. “In generale sento che è vero che parlando di ‘ndrangheta, corruzione e collusione occorra marcare la differenza verso una normale militanza che muova le coscienze. Credo che in questi due giorni, pensando ad una città non indifferente, ad una Reggio più cosciente e differente nel coraggio dei suoi diritti, io possa dire che il miglior servizio che potremo pretendere sia da chi riveste ruoli istituzionali che sociali ed aggregativi, sia quello della militanza quotidiana nella continuità dell’azione e nella corresponsabilità con le istituzioni, però non rinunciando a delle “verità scomode”. Sabato mi ha colpito la forza di una verità scomoda quasi urlata ai numerosi ragazzi presenti in sala da Cafiero de Raho, che diceva: “…ma quando si smetterà di dire che non c’è mafia a Reggio?; il Comune è stato sciolto per quello ed è stato pure confermato, qui la ‘ndrangheta ha preso tutto, sta prendendo tutto, spera di riprendersi il Comune e le Europee, tutto ciò che è l’espressione della vostra libertà, ognuno di voi deve rischiare, andare avanti senza paura…”; domenica, invece mi sono soffermata sulle parole di Don Ciotti, anche loro notoriamente assai scomode: “…Molti hanno scelto la legalità malleabile e sostenibile. Troppi cittadini ad intermittenze, alcuni nemmeno cittadini. Non basta commuoversi, occorre muoversi. Spesso nei fatti emotivi una marea di gente. Si deve dare concretezza alle cose, molte parole sono malate, c’è un furto delle parole, vengono svuotate. Tutti parlano di legalità. Basta passerelle inutili, incontriamoci con le istituzioni per confrontarci su quanto fatto, anche i santi si sono stancati di essere portati in processione, di qua e di là …Basta codici etici, li hanno e promuovono tutti. Serve l’etica come professione”. “Mi sono sembrate testimonianze efficaci ma soprattutto appelli senza scuse, ancora una volta per non confondersi è arrivato il tempo di distinguersi, anche nelle verità scomode e nelle responsabilità civili. Mi pare che il tempo per molti sia già iniziato e con coraggio…”, così chiude ed apre richiamando ad un impegno collettivo Consuelo Nava. *Addetto Stampa per il “Progetto la Città (in)Differente.”

 

 

 

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Reggio di Calabria: New Deal, giovedì 8 seminario su “La ricerca sulle cellule staminali: profili etici e giuridici”

(263) L'Associazione New Deal organizza, per giovedì 8 maggio 2014, alle ore 09:00 (aula D3 lotto D Feo di Vito), un seminario che si occuperà di tracciare i profili etici e giuridici della ricerca sulle cellule staminali.

 

All'incontro, parteciperanno: il Prof. Ranieri de Maria, docente di Filosofia del diritto-Bioetica, ed il Dott. Roberta Travia, Dottore di ricerca in Diritto civile della complessità. Parteciperanno inoltre in video conferenza: la Prof. Patrizia Borsellino, Direttore dei sistemi giuridici, Università degli Studi di Milano-Bicocca, ed il Prof. Giorgio Stassi docente dell'Università di Palermo. Le cellule staminali cambieranno il nostro futuro. La ricerca nel campo è in grado di sconfiggere il cancro, di curare patologie considerate incurabili, di clonare gli organi, di allontanare la vecchiaia e la morte. Le applicazioni delle cellule staminali sono già comuni nella pratica clinica, ma, proprio a causa della loro grande potenzialità, saranno sempre più presenti nella nostra vita, e sono destinate a cambiarla. Tale grande potenzialità fa nascere tuttavia degli importanti interrogativi, in merito ai profili etici della ricerca e delle applicazioni delle cellule staminali, specie con riferimento alle cellule embrionali, e riguardo la tutela giuridica dei risultati della ricerca. L'importanza del tema ci impone di riflettere su tali interrogativi, e di cercare di comprendere, più in generale, come cambierà la nostra vita e il rapporto con il nostro corpo e con la nostra identità. Il Presidente, Mario Minniti.

 

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Regione Calabria: i comunicati stampa del 3 maggio 2014

(529) Solidarietà dell'on. Nicolò ai giornalisti de "L'Ora della Calabria" “La chiusura di un giornale rappresenta, in qualsiasi circostanza, una sconfitta. Nella fattispecie poi di un quotidiano, la sconfitta diventa particolarmente pesante e ci lascia perplessi non solo riguardo alla soppressione di un organo di stampa che contribuisce ad assicurare il diritto all’informazione ma anche rispetto al destino dei giornalisti e dei dipendenti, destinatari di una misura di licenziamento collettivo.

 

Esprimo quindi la mia sentita solidarietà a tutti i giornalisti ed i dipendenti de l’Ora della Calabria che, comprensibilmente stanno tentando da giorni di fare sentire la propria voce. Il chiaro messaggio da parte dei lavoratori giunge come un campanello d’allarme rispetto al rischio di dispersione di competenze ed esperienze importanti di giovani calabresi che si sono spesi, sempre con impegno, per garantire una continuità nel fondamentale servizio di informare quotidianamente i cittadini e di contribuire, con ciò, alla costruzione di una coscienza critica sui fatti. L’auspicio è dunque quello di raggiungere una soluzione di buon senso che, superate le criticità, possa contenere i rischi di una nuova ondata di disoccupazione depauperando specifiche professionalità e che non venga altresì disperso, nelle pieghe della vertenza, il principio guida della libertà di stampa e di espressione del pensiero. Mi appello alla sensibilità delle parti coinvolte affinché si possa giungere ad una rapida soluzione della vertenza con esiti positivi". (530) L’Assessore Trematerra in risposta ai sindacati del comparto della Forestazione. Il Dipartimento Agricoltura, Foreste e Forestazione della Regione Calabria e l’Assessore Michele Trematerra rimandano al mittente gli attacchi delle organizzazioni sindacali del comparto della Forestazione. Siamo stufi di accuse immotivate e gratuite – osserva l’Assessore Trematerra ribadisco ancora una volta che il Dipartimento che guido considera il settore della Forestazione fondamentale per l’economia e lo sviluppo del territorio calabrese, grazie ad un patrimonio inestimabile di montagne e foreste ed alle eccellenti professionalità locali. Intendiamo attestare che gli impegni che abbiamo preso come Dipartimento Agricoltura sono confermati e saranno rispettati. Non con grande, ma con grandissimo senso di responsabilità. Per quanto riguarda invece le questioni che non competono direttamente a noi, sottolineo ancora una volta che continuiamo ad interessarci costantemente alle questioni, ma che non possiamo certo sostituirci all’Inps né ad altri dipartimenti. In particolare, dopo aver notificato all’Inps, proprio in data 24 aprile, la delibera di Giunta relativa al trasferimento dei dipendenti delle ex comunità montane e degli operai idraulico-forestali alla nuova azienda Calabria Verde e relativa alla cassa integrazione per fine fondi dell’anno 2012, non possiamo fare altro che attendere che l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, certamente a breve, convochi le commissioni provinciali, alle quali spettano le decisioni finali. Vogliamo chiarire inoltre che i lavoratori del comparto riceveranno adesso il pagamento della sola mensilità di marzo, perché i ratei spettanti di tredicesima e quattordicesima che i lavoratori hanno maturato nei primi mesi del 2014, toccheranno loro successivamente e separatamente dalla mensilità di marzo, dato che solo dal 1° Aprile risulta soppressa l’Afor ed è entrata in vigore Calabria Verde. Non possiamo rispondere nemmeno a nome dell’Assessorato Regionale alla Formazione ed al Lavoro, da noi già sollecitato ad organizzare una riunione per  definire la questione dell’attività di formazione svolta nel 2011 da parte degli operai idraulico forestali in forza presso gli enti attuatori delle attività di forestazione. Siamo lieti che le organizzazioni sindacali del comparto della Forestazione vogliano fornirci il loro contributo per la stesura del nuovo Programma di Sviluppo Rurale – ha aggiunto Trematerra – ecco perché le invitiamo a farci pervenire documenti scritti che contengano non proteste e recriminazioni, ma proposte concrete che guardino veramente al futuro del settore della Forestazione calabrese. Ma non intendiamo più sprecare il nostro tempo dietro ad attacchi sconsiderati, strumentali e privi di contenuto, perché in questa importantissima e complicata fase di transizione tra la vecchia e la nuova programmazione dei fondi comunitari, il tempo è preziosissimo. Chiudo, ribadendo, anche se probabilmente non sarebbe necessario, che da qualche anno a questa parte, il Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria non rimanda indietro all’Europa proprio nulla, perché riesce ad impegnare e a spendere tutte le risorse a lui concesse. E con la nuova programmazione vogliamo qualificare ancora di più la spesa, investendo in maniera efficace sul comparto della forestazione e certamente, senza bisogno che ce lo suggeriscano altri, puntando sulla crescita di nuove figure professionali che si occupino della messa in sicurezza del territorio, del contrasto al dissesto idrogeologico e della promozione e dello sviluppo della filiera bosco legno calabrese.

 

 

 

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“Enti locali e spending review”, il pensiero di Cuzzola (Dialogo Civile)

(150) di Enzo Cuzzola*. I governi si ostinano nell’individuare, quale toccasana per la critica situazione finanziaria del nostro Paese, politiche di spending review, cioè di tagli, il più delle volte lineari, ad alcune spese per servizi generali:  costo della politica, delle partecipate, ecc.

 

Queste politiche hanno solo compromesso, sempre più seriamente, anche i bilanci locali, perché, da un lato, il governo taglia le risorse in funzione dei preventivati risparmi di spesa, mentre, dall’altro lato, gli enti locali non hanno più niente da risparmiare, soprattutto  gli enti locali calabresi, avendo già tempo eliminato ogni spesa nei settori nei quali si chiede di intervenire. I governi ignorano, invece e chissà perché (a pensar male, purtroppo, non si sbaglia mai!), che il vero ed unico problema degli squilibri finanziari degli enti locali, soprattutto quelli calabresi, consiste nell’eccessivo costo di alcuni servizi, inopinatamente privatizzati, quali lo smaltimento dei rifiuti, l’approvvigionamento idrico, l’energia. Peraltro, se anche vero che detti costi vanno ribaltati sulla platea dei cittadini, attraverso la tassazione che oggi ne prevede la copertura al 100 per cento, è altresì vero che i cittadini non hanno più la capacità di far fronte alla costante crescita della pressione tributaria locale. Si genera così un circolo vizioso senza via d’uscita, in quanto l’eccesso di costo dei servizi di cui sopra, impossibile da ribaltare sulla cittadinanza, finisce per compromettere sempre più i bilanci locali. Certamente, quindi, si deve e si può intervenire sulla riforma della pubblica amministrazione, anche locale, attribuendo maggiori poteri e maggiori responsabilità agli amministratori, a scapito di una separazione tra indirizzo e gestione ormai superata. Ma, se si vuole dare maggiore  stabilità, anche al mondo degli enti locali, bisogna intervenire sui mercati, attraverso politiche di regolamentazione dei costi strategici, dei quali ho detto sopra. *Fondatore Associazione Dialogo Civile e già dirigente settore Finanze del Comune di Reggio Calabria.

 

 

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Reggio di Calabria: “Tè culturali” del Circolo Posidonia, convegno su “Le insidie della comunicazione”

(259) Un Tè all'insegna della Comunicazione. Si è svolto presso la sala fata Morgana di Gallico il convegno "Le insidie della Comunicazione". L'incontro, terzo appuntamento dei Tè Culturali, organizzati dal circolo Posidonia e dall'associazione Valgallico", ha affrontato i temi cari al processo comunicativo: interazione, codici, messaggi, canale, trasmittente, ricevente, interrogandosi sugli effetti che derivano da una degenerazione dello stesso.

 

Uno sguardo a 360° gradi sulla comunicazione partendo dalla sua forma interpersonale sino ad arrivare ai nuovi media ed agli aspetti sociologici. La comunicazione è un processo essenziale che rende possibile la vita sociale. L'attuale società in cui viviamo è letteralmente invasa dai mezzi di comunicazione, veri e propri produttori di senso che mediano le nostre vite. Come sostenuto dalla giornalista, Teresa Munari, moderatrice dell'incontro, "La comunicazione, intesa come informazione giornalistica, ha supplito al vuoto lasciato dai partiti politici, diventando fondamentale per l'orientamento dell'opinione pubblica". Il pensiero di certo non poteva correre verso gli attacchi alla libertà di stampa e le difficoltà economiche del settore. La pervasività dei mezzi di comunicazione richiama alla mente la prima regola della comunicazione: è impossibile non comunicare, cosi come ricordato dal docente di psichiatria presso l'università di Messina, Rocco Zoccali,"Ogni comportamento, atteggiamento, espressione è comunicazione". Nel suo intervento il professore ha analizzato la comunicazione interpersonale sottolineando come in questo processo entrano in gioco una serie innumerevoli di varabili, in un rapporto “faccia a faccia” gli individui  sono coinvolti nella loro totalità psicofisica, cioè sia con la mente che con il corpo. "Gli strumenti di comunicazione sono fondamentali nella società in cui viviamo, poiché la comunicazione trasmette informazioni e queste ultime hanno il potere di modificare i rapporti socio-relazionali, gli stati emotivi ed i comportamenti degli individui",  E' quanto affermato dal docente di sociologia generale presso l'università di Messina, Carmelo Carabetta, che ha aggiunto, "Oltre all'informazione, sotto forma di notizie, i media generalmente forniscono schemi di riferimento interpretativi e contribuiscono a instaurare un clima d'opinione dominante indicando i problemi più rilevanti del momento. A tracciare un quadro sull'avvento dei nuovi media, l'esplosione dei social network, effetti positivi e negativi degli stessi, la formazione  e utilizzo consapevole  è toccato alla giornalista Josephine Condemi. Interessante testimonianza di quanto i nuovi mezzi di comunicazione stiano cambiando il nostro rapporto con il sapere e la didattica è giunta dalla professoressa, Teresa Catalano, "L'utilizzo dei tablet nella scuola ha aumentato la qualità dell'apprendimento". Ulteriore testimonianza a chiusura dell'incontro è giunta dall'ingegnere Lillo Fontana, che ha fotografato il meccanismo di funzionamento della robotica e dell'intelligenza artificiale, sistemi "sintetici" capaci di ricostruire i processi comunicativi umani. Nel corso dell'incontro non poteva mancare la comunicazione universale per eccellenza: la musica. Con la sua voce potente e profonda, Valentina Balistreri, nipote della più famosa Rosa, cantante e cantastorie siciliana, ha conquistato il pubblico presente con il suo  "Balistreri Canta Balestri". Accompagnata alla chitarra dal maestro, Francesco Scopelliti, ha proposto il cantautorato in chiave femminile erede della  tradizione della musica popolare siciliana.  Chiusura di serata con l'immancabile degustazione dei dolci tipici della pasticceria reggina accompagnati dalla calda e profumata tazza di Tè.

 

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Serrastretta (CZ): Different Walking, I° maggio con la passeggiata “differente” tra i boschi

(258) Un gruppo composto da circa 80 persone, di tutte le età e provenienti anche dai paesi limitrofi, si è radunato all’appuntamento in Piazza Pitagora per intraprendere questa coinvolgente escursione tra i maestosi boschi di querce, castagni, pini e faggi che circondano l’abitato del piccolo centro montano.

 

L’iniziativa, promossa dal gruppo escursionistico Serrastretta Trekking in collaborazione con la Pro Loco di Serrastretta, si è prefissata l’obiettivo di riscoprire e valorizzare il patrimonio naturalistico e culturale del territorio attraverso un “cammino differente”, volto appunto al recupero di antiche storie, luoghi e testimonianze nonché al rispetto e alla difesa della natura tramite la rivalutazione di alcuni stili di vita che le abitudini moderne hanno inevitabilmente assopito. Con un percorso di quasi 8 km, per un tempo di percorrenza di circa 4 ore su un dislivello di 358 m. – dagli 840 msl. di Piazza Pitagora, punto di partenza, fino ai 1198 msl. di Monte Tidoru che sovrasta la splendida Faggeta di Monte Condrò, punto di arrivo del percorso – sono state ripercorse le antiche vie di comunicazione e di economia che hanno scandito la vita dei nostri avi. In questi luoghi infatti venivano conclusi importanti scambi commerciali, basati per lo più sulla lavorazione delle castagne e del legname, e s’intessevano le relazioni sociali che stavano alla base dell’operosa comunità serrastrettese. La presenza sul percorso di numerosi “metati” – le tipiche costruzioni in pietra adibite all’essiccazione delle castagne – rendono ancora vive le tracce di quel glorioso passato e hanno dato vita ai racconti, agli aneddoti e alle curiosità di vita quotidiana dei numerosi partecipanti che proprio in quei luoghi si recavano da bambini al seguito dei loro nonni. Storia, tradizioni e cultura hanno dunque caratterizzato questa giornata di festa, ma il protagonista indiscusso è stato indubbiamente lo splendido spettacolo naturale offerto dai numerosi scorci e dai panorami mozzafiato presenti sulle alture di questi monti. Particolarmente suggestivo l’impatto visivo della località denominata “petre quadarelle”, da dove è possibile ammirare l’intera piana del Reventino. Si tratta di un complesso di pietre situato nella parte più orientale di Monte Condrò, a 1178 msl, che prende questo nome per via della loro forma aperta simile ad una grossa pentola, chiamata appunto “quadara” nel dialetto locale. Altro elemento di particolare interesse storico è stato il passaggio dalla località denominata “anime pagane”, terra sconsacrata in cui prima dell’editto di Saint Cloud di Napoleone del 1804 venivano seppelliti i bambini di Serrastretta che non avevano ricevuto il sacramento del Battesimo. Il proposito degli organizzatori, facendo seguito all’ottimo riscontro in termini di partecipazione di questo primo appuntamento, è quello di completare il “sentiero” della memoria chiudendo l’anello con una prossima escursione incentrata sulla visita dei ruderi dei vecchi mulini presenti sul versante delle Serre che scendono verso il paese. Per vedere le foto della giornata o per ricevere informazioni e contatti, è possibile visitare la pagina facebook “Serrastretta Trekking”.

 

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare “Un consorzio metropolitano per trasformare l’emergenza rifiuti in grande risorsa per il rilancio della Città”

(70) I rifiuti non più un’emergenza, ma una grande risorsa per il rilancio della nostra città. Con questa affermazione Paolo Ferrara – Presidente del Movimento “Liberi di Ricominciare” – apre la tavola rotonda sui rifiuti solidi urbani che si è svolta mercoledì 30 aprile nell'aula del Consiglio Provinciale di Reggio Calabria.

 

“Mentre la politica trascorre intere giornate alla ricerca del possibile candidato a sindaco Reggio, c’è chi invece – in perfetto silenzio – cerca di realizzare un concreto programma necessario a sollevare le sorti di città vittima dell’onta di un indelebile commissariamento”. I lavori sono stati avviati dal Presidente del Consiglio Antonio Eroi che dopo aver fatto gli onori di casa, ha annunciato la discussione, al prossimo consiglio, del nuovo piano dei rifiuti provinciale. Successivamente la parola è stata presa da Paolo Ferrara che, per l’occasione, in veste di moderatore ha dato il via ai lavori. Un risultato più che lusinghiero è stato ottenuto con la “Tavola rotonda” che ha affrontato il tema del forum "I rifiuti solidi urbani" – servizi – disservizi – soluzioni – tassazione – ha suscitato inoltre anche l’interesse di molti Cittadini che hanno partecipato con particolare attenzione al dibattito. Gli argomenti trattati dai relatori: Nuccio Barillà (Legambiente) "Le Politiche ambientali come tasso di civiltà di un territorio"; Pietro Vincenzo Marcianò (LdR) "Rifiuti solidi urbani: da costo a risorsa"; Saverio Cuoco (Unc) "Dalla Tares alla Tari- Carta di qualità dei servizi e strumenti di difesa del cittadino"; Emanuele Colica (Esperto) "La strategia Rifiuti Zero, Best practices in Italia: Il comune di Capannori (LU)"; sono state molto interessanti, ma, chi ha letteralmente ammutolito i presenti, destando un interesse particolare, è stato il Sindaco del comune Saracena (CS), Prof. Mario Albino Gagliardi, il quale, ha spiegato nei minimi particolari le pratiche adottate nel suo Comune, per ottenere l’invidiabile risultato di una raccolta differenziata che vede Saracena al primo posto in Calabria, con lo straordinario effetto “ Zero Waste” rifiuti zero. Tale virtuosismo, con la conseguente vendita dei materiali riciclabili, ha prodotto a Saracena nuovi posti di lavoro, sia a tempo indeterminato sia part-time. Un eccezionale risultato che tutti i Comuni calabresi dovrebbero emulare. Al dibattito, moderato dal Presidente di LdR, Paolo Ferrara sono intervenuti: il Sindaco del comune di Cittanova Alessandro Cannata; la Dirigente del settore “Politiche Ambientali e Culturali” Carmen Stracuzza del comune di Reggio Calabria; il Sindaco del comune di Roccella Giuseppe Certomà; il Comandante della Polizia Municipale del comune di Polistena Alfredo Marcone, in rappresentanza del Sindaco Michele Tripodi; Dino Vermiglio del “Comitato Salute Ambiente Rifiuti Campo Calabro”; Carmelo Idone e Giuseppe Naim per il “Coordinamento del Comitato di quartiere Arghillà”. L'evento, organizzato con l’intento della divulgazione d'informazione, tramite le testimonianze di Amministratori attenti alla problematica dei rifiuti solidi urbani e la partecipazione di studiosi del settore, ha suscitato notevole interesse in tutti i partecipanti, i quali, si sono ripromessi d’incontrarsi ancora, per discutere della possibilità di realizzare una piattaforma consortile (ATO) unica in Calabria, al fine di conseguire risultati ottimali. Differenziando nella più alta percentuale possibile i rifiuti solidi urbani, si ottengono molteplici benefici: il migliorando della qualità dell'ambiente e di conseguenza quello della vita; nuovi posti di lavoro e la riduzione della TARI, la futura tassa sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani che prenderà il posto della TARES. Paolo Ferrara:  “Con grande entusiasmo affermo che il nostro movimento è pronto a siglare un protocollo d’intesa con il sindaco di Saracena (CS) – primo comune in Calabria per raccolta differenziata che con il progetto “Zero Waste” rifiuti zero – per creare una grande opportunità economica ambientale e occupazionale. Infatti, grazie alla lungimiranza del prof. Gagliardi sarà possibile utilizzare ciò che fino a ieri è stato considerato come una emergenza, i rifiuti, trasformandoli in redditività per il territorio con anche il ritorno di una grande possibilità occupazionale. Forti della sinergia con i territori, grazie alla presenza dei sindaci e dei comitati di quartiere, si punterà sin dal prossimo incontro a gettare le basi per la realizzazione di un consorzio metropolitano per trasformare l’emergenza rifiuti in grande risorsa per il rilancio della futura città metropolitana”. Il Presidente, Paolo Ferrara.

 

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Regione Calabria: Pacenza “Nel centrodestra calabrese iniziato il dibattito per individuare quale sia la figura ideale per condurre il centrodestra alla vittoria alle prossime elezioni regionali”

(527) “Nel centrodestra calabrese, a quanto pare, è iniziato un dibattito utile quanto necessario per individuare quale sia la figura ideale per condurre il centrodestra alla vittoria alle prossime elezioni regionali”. Così il presidente della III Commissione Sanità Salvatore Pacenza dopo le dimissioni del presidente della Regione Giuseppe Scopelliti che, di fatto, hanno aperto il dibattito politico in Calabria.

 

“Raccogliamo la sfida – commenta in proposito l’onorevole Pacenza – che questo dibattito propone dicendo che all’interno di Forza Italia ci sono le donne e gli uomini con tutti i requisiti necessari per ricoprire il ruolo di candidato a presidente. Perché in questo movimento moderato militano personalità calabresi dalla comprovata esperienza politica e amministrativa che hanno toccato i più alti vertici istituzionali italiani, così come stanno ricoprendo le massiche cariche dirigenziali all’interno del partito. Concordo, inoltre, con chi dice che bisogna definire al più presto tale candidato perché, storicamente, chi propone prima il suo leader ha più tempo per presentarlo (e quindi rendere familiare) agli elettori. Io aggiungo però che, in qualità di prima compagine moderata italiana, non si possa prescindere da Forza Italia nell’individuazione del candidato a presidente della Regione per il centrodestra. Non dico ciò sulla scorta di primogeniture fittizie, ma sulla base dei risultati che balzeranno fuori dalle urne già a partire dalle prossime elezioni europee. Ecco perché spetta a questo partito coordinare tale importantissima scelta. Non bisogna infine commettere l’errore di sottovalutare le richieste degli elettori, calando dall’alto, o imponendo su rapporti di forza, candidati che con la Calabria hanno poco o niente da condividere. Ritengo, queste, le premesse fondamentali per avviare il dibattito al nostro interno”.

 

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Reggio di Calabria: martedì 6 la presentazione di Civitas 2014

Il 6 maggio p.v., alle ore 12.30, presso la Sala Biblioteca del Tribunale di Reggio Calabria, il Presidente del Tribunale, dr. Luciano Gerardis (nella foto), ed il Procuratore della Repubblica, dr. Federico Cafiero de Raho, terranno una conferenza stampa di presentazione di Civitas 2014, la seconda Giornata dei Diritti e della Legalità,

 

che avrà luogo per l’intera giornata del 10 maggio 2014 presso i locali del Palazzo Ce.Dir..

 

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Pellaro di Reggio Calabria: domenica 4 la “Fiera del dolce-Sweet Kiwanis”. Un “dolce” momento di amicizia e solidarietà

(255) Tra dolci, amicizia e beneficenza, anche quest’anno il Kiwanis Club Reggio Calabria e il Kiwanis Junior Club Reggio Calabria, rinnovano l’appuntamento con la tradizionale “Fiera del dolce” che si svolgerà domenica 4 maggio a Pellaro, presso le piazze delle chiese di San Filippo d’Argira in San Filippo; del Carmine e di Santa Maria Mater Luminis.

 

Un evento che vede impegnati Kiwaniani di tutte le età,saranno presenti infatti,i bimbi del “K-Kids Cassiodoro-Don Bosco”,club di recentissima nascita,i quali saranno impegnati nella preparazione e successiva distribuzione dei vari dolciumi tra i quali: biscotti, torte, ciambelle, crostate e muffin. Come ogni anno i proventi ricavati dalla “Fiera del dolce” saranno interamente devoluti al centro di aggregazione giovanile “Parrocchia di Santa Maria del Lume” che li utilizzerà per migliorare ed incrementare le proprie attività in favore dei giovani che la frequentano. Questa domenica, assaporate le dolci prelibatezze kiwaniane, ma soprattutto gustate la dolcezza di un piccolo gesto che sostiene una grande comunità.    

 

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Reggio di Calabria: SoGAS, lunedì 5 la consegna degli attestati del progetto “Volare il Sogno dell’Uomo” a 32 studenti reggini

(69) Si terrà lunedì 5 maggio alle ore 10.30 presso la Sala Barbaro dell'Aeroporto dello Stretto Tito Minniti di Reggio Calabria la conferenza stampa e la consegna degli attestati ai trentadue giovanissimi studenti, protagonisti del progetto di alternanza scuola-lavoro "Volare il Sogno dell'Uomo" che racconteranno la loro esperienza ai rappresentanti del Mondo dell'Informazione invitati a partecipare.

 

L'occasione sarà quindi altresì propizia per la consegna degli attestati ai trentadue giovani studenti destinatari del progetto promosso dall’Istituto d’Istruzione Superiore “Augusto Righi” di Reggio, tutti frequentanti la classe Terza Sez. E dell’Istituto Righi, nell’ambito del  proprio corso di studi in Logistica e Trasporti, indirizzo settore Aeronautico. Gli studenti racconteranno la loro esperienza vissuta con la possibilità di trascorrere 50 ore in aeroporto, nel rispetto delle norme che regolano la sicurezza e l’accesso negli ambiti aeroportuali, sotto la supervisione dei propri professori e dei tutor  aziendali, messi loro a disposizione dal Gestore, hanno infatti avuto la possibilità di vivere l’aeroporto da vicino, di scoprire il lavoro “dietro le quinte”, come funziona davvero.

 

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Serrastretta (CZ): tutto pronto per il grande ciclismo fuoristrada con il 6° Trofeo Mtb Dalidà. Quest’anno aumenta il prestigio della competizione con il Campionato Regionale XC in prova unica

(158) È di nuovo grandissimo sport nel piccolo centro montano della presila catanzarese che si aggiudica, grazie all’intensa passione e al lavoro incessante dell’Associazione culturale Dalidà, l’ennessima tappa Nazionale di MTB.

 

La gara in calendario per Lunedì 2 Giugno (festa della Repubblica) rappresenta l’unica tappa a svolgersi nel sud Italia, promettendo grandissime emozioni non soltanto per tutti gli appassionati della mountain bike ma anche per i sempre più numerosi visitatori e curiosi. Sempre meglio, dunque, per l’Associazione Dalidà che dopo cinque anni di si afferma oramai come un solido punto di riferimento nel panorama ciclistico del territorio calabrese e dell’intero centro-sud nella sezione fuoristrada. Un evento sportivo di straordinaria importanza realizzato sotto l’egida della Federazione Ciclistica Italiana, nella persona del Responsabile Tecnico di Gara nonché Responsabile Regionale Settore Fuoristrada FCI Calabria Daniele Lo Faro, al quale parteciperanno atleti professionisti provenienti da tutta Italia; ma tanti altri atleti saranno presenti ai nastri di partenza, perché anche quest’anno il Settore Nazionale Fuoristrada di Milano ha lasciato la data del 2 Giugno libera da altri eventi importanti proprio per premiare gli sforzi degli organizzatori. Ciò ha permesso di inserire le categorie giovanili esordienti e allievi che avranno la possibilità di confrontarsi, sul percorso serrastrettese. Infatti a conferire maggiore fascino alla gara contribuisce anche il percorso realizzato all’interno del territorio serrastrettese, frutto del sapiente lavoro del responsabile tecnico Daniele Lo Faro. Difatti magnificamente si prestano a questa disciplina i vicoli tortuosi incastonati tra le strette viuzze del caratteristico centro storico, le scalinate, le rampe in legno e i boschi di quercia e di castagno che circondano il paese. Quest’anno la competizione assegnerà anche il titolo di Campione Regionale Calabria XC 2014 con consegna delle maglie. Per la cronaca, la scorsa edizione, la gara è stata vinta da Davide Di Marco del sodalizio romano Race Mountain Pro Team; mentre nella categoria femminile l’atleta nissena Claudia Andolina del Team Lombardo di Caltanissetta ha trionfato per la quinta volta su cinque edizioni. L’inappuntabile organizzazione dell’Associazione Dalidà ha in serbo altre graditissime sorprese per gli atleti e il pubblico. Anche quest’anno il cronometraggio, come sempre, è affidato alla tecnologia di Michele Carella, personaggio ormai noto nel mondo del fuoristrada: infatti tramite il suo sistema HOTLAP'S per il cronometraggio e i transponder attaccati al telaio delle bici si avranno i tempi live sul sito mtbonline.it, in modo che appassionati, amici e parenti degli atleti potranno essere sempre aggiornati sull’andamento della competizione. Ufficio Stampa  Associazione Dalidà.

 

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Premio Tropea 2014: il comitato scientifico al lavoro sulla terna dei libri finalisti

(254) di Francesco Barritta. Il “Premio letterario nazionale Tropea” entrerà nel vivo domenica 4 maggio 2014, alle ore 10, con la selezione ufficiale della terna dei libri finalisti, che si terrà nella sala conferenze del Museo diocesano di Tropea. La manifestazione organizzata dall’Accademia degli affaticati e promossa dal Sistema Bibliotecario Vibonese all’interno del terzo “Tropea Festival Leggere & Scrivere”, giunge alla sua ottava edizione.

 

Durante questo primo appuntamento ufficiale entra nel vivo il lavoro del rinnovato Comitato tecnico, presieduto da Gian Arturo Ferrari, già presidente del “Centro per il Libro e la Lettura” e con un passato da direttore generale della divisione libri Mondadori. Dell’organo deputato a garantire l’alta qualità dei libri in lizza fanno poi parte Pasqualino Pandullo, presidente dell’Accademia degli affaticati, i quattro soci fondatori dell’associazione organizzatrice Antonio Pugliese, Pasquale D’Agostino e Giuseppe Meligrana (editore e segretario del premio), oltre a personaggi del mondo della cultura del calibro di Gilberto Floriani, direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, Pierfranco Bruni, scrittore e vice presidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani, Vito Teti, antropologo, Mimmo Gangemi, scrittore, Lionella Morano, presidente della Fondazione “Antonio Liotti”, e Piero Violante, scrittore e giornalista. Saranno i componenti del Comitato tecnico-scientifico, compreso il Presidente, a presentare le opere da cui saranno scelti i tre finalisti attraverso una votazione palese. Ciascuno dei membri del Comitato potrà esprime due preferenze riguardanti altrettanti titoli. La selezione di domenica consegnerà dunque una terna di finalisti alla Giuria popolare, che verrà nominata entro fine mese dall’Accademia degli affaticati e che comprenderà, oltre ai 16 fondatori del sodalizio, i 409 sindaci della Calabria (o i loro delegati designati) e 25 persone di estrazione diversa, per un totale di 450 componenti. 

 

SINOSSI DEI TESTI IN LIZZA

Le voci di Berlino di Mario Fortunato (Bompiani 2014) pp.192, ISBN: 45275838, € 17,00. Raccontava Christopher Isherwood – alla cui esperienza si ispirò il film Cabaret – che a fine anni Venti, alla vigilia della grande crisi economica antesignana di quella attuale, si precipitò a Berlino perché la città era considerata “il luogo più vizioso dai tempi di Sodoma”. Sessant’anni dopo e con le stesse motivazioni, il narratore di questo libro, allora giovane, segue le orme dello scrittore inglese e una sera giunge in quella che è una capitale divisa in due, vivendovi un’avventura tanto pericolosa quanto memorabile. Dall’episodio, che potrebbe figurare in una spy story di Le Carré, se non fosse che i protagonisti sono due ragazzi imbevuti di poesia, e cioè piuttosto goffi, ha inizio Le voci di Berlino, narrazione corale e imprevedibile di “una città che non è, ma continuamente diventa”, un luogo dove la letteratura, a furia di inseguire la realtà, la raggiunge. La storia di una metropoli è un romanzo sotto mentite spoglie. Se poi la metropoli è stata il cuore di una monarchia imbelle, di una repubblica litigiosa, di due dittature, e infine è diventata il centro politico dell’Europa odierna, il romanzo rischia di trasformarsi in una categoria dello spirito. È appunto in questa chiave che il libro spazia dalla Berlino sfrontata di Isherwood e Auden, ricostruita con materiali inediti, a quella degli iniziali bagliori dell’incendio nazista; dalla città distrutta dopo la caduta del Terzo Reich in cui i due figli di Thomas Mann, Erika e Klaus, tentano di riannodare il filo della memoria e dell’identità, alle storie rocambolesche e ignote, che precedono e seguono la costruzione del Muro e poi la sua caduta – per concludersi ai nostri tempi di debito sovrano. Con una scrittura che sa mescolare ironia e commozione, Mario Fortunato giostra i destini dei suoi personaggi, cucendoli in un arazzo personalissimo, che è nello stesso tempo il racconto di una grande città e un involontario autoritratto. MARIO FORTUNATO ha pubblicato con Bompiani i seguenti libri: Luoghi naturali, Immigrato (con Salah Methnani), I giorni innocenti della guerra (nel 2007, finalista al Premio Strega e vincitore del Premio Mondello e Super Mondello – Città di Palermo) e Quelli che ami non muoiono, tutti disponibili nei Tascabili. Gli altri suoi titoli sono: Il primo cielo, Sangue, Passaggi Paesaggi, L’arte di perdere peso, Amore, romanzi e altre scoperte, L’amore rimane e Certi pomeriggi non passano mai.

Il sale rosa dell’Himalaya di Camilla Baresani (Bompiani 2014) pp.192, ISBN: 45272851, € 17,00. Duro, incalzante, corrosivo: Il sale rosa dell’Himalaya racconta la disavventura di Giada Carrara, una trentenne milanese. Tutto ha inizio il 13 febbraio, in una sera di pioggia, mentre la ragazza aspetta un ospite molto importante, anzi, decisivo. La cena è pronta, ma, poco prima che l’uomo arrivi, mossa dall’assurda necessità di aggiungere una nota esotica ai sapori della serata, Giada esce di casa per comprare del sale rosa dell’Himalaya. I tacchi, il telefono, i capelli lisci, la fretta, l’attesa di un uomo che potrebbe cambiare il corso delle cose… All’improvviso entrano in scena due sconosciuti che stravolgeranno i suoi programmi, cambiandole la vita in modo ben diverso dalle aspettative. Giada vuole farsi strada. È furba, ma purtroppo scopre di esserlo molto meno della somma delle furbizie altrui. La sua lotta per affermarsi nel lavoro diventa, dopo quella sera di pioggia, la lotta della “biondina di via Massena” contro il mondo. Un conflitto non solo contro i cattivi conclamati, i mostri espliciti: anche contro i nemici sottotraccia che sono ovunque, dove meno te li aspetti, impliciti. Il sale rosa dell’Himalaya racconta l’avventura di Giada a partire dal momento in cui nulla potrà più essere come prima. Un romanzo sul tradimento e la sopraffazione, descritti con il tono distaccato e beffardo di Camilla Baresani, in un continuo contrappunto tra il dentro e il fuori di Giada, fatto di un’incandescente tensione narrativa. CAMILLA BARESANI è nata a Brescia. Tra i suoi libri, pubblicati da Bompiani, Il plagio, Sbadatamente ho fatto l’amore, Il piacere tra le righe, L’imperfezione dell’amore,Un’estate fa, (Premio Hemingway e Premio Selezione Rapallo). Collabora con “Sette”, “Io Donna” e “Style” del “Corriere della Sera”. È docente di scrittura creativa al Master di Giornalismo della IULM. Il suo sito è www.camillabaresani.com.

Almanacco del giorno prima di Chiara Valerio (Einaudi 2013) pp.360, ISBN: 9788806215927, € 20,00. Per Alessio Medrano, la matematica è la lente attraverso cui leggere il mondo. Ha sempre in tasca una manciata di sassolini da contare, e sa riconoscere le costellazioni nei passi della gente. Alessio Medrano è un broker geniale e sentimentale, scommette sui fallimenti come fossero successi: «i soldi sono un'idea vecchia, bisogna investire sul tempo». Ma il tempo a nostra disposizione è una variabile cosí prevedibile? Non si può non calcolare «l'evidenza che l'amore allunga la vita». Un romanzo che ha la sfrontatezza di misurare i sentimenti, e il talento di credere che siamo tutti immortali fino a prova contraria. Alessio Medrano da bambino costruiva tabelline con i sassi e controllava, da un anno all'altro, che dall'elenco del telefono non fosse scomparso nessuno. Oggi che ha trentacinque anni, della matematica ha fatto un mestiere e sta creando un fondo finanziario molto conveniente: compra, per poi rivendere, le polizze di clienti che non vogliono piú pagare la propria assicurazione sulla vita. O non possono. È un investimento sicuro: «le persone si fidano di me perché dico una cosa che già sanno, e cioè che tutti muoiono». Ma piú che di morte, Alessio preferisce parlare del tempo che rimane. Solo che le vite non sono tutte uguali e non tutti i rischi possono essere previsti. Quando si trova a contrattare la polizza di Elena Invitti, nell'equazione compare l'incognita per eccellenza, l'amore. Ma «il tempo è fatto solo di tempo, lo spazio solo di spazio, l'amore solo di amore. Grandezze omogenee». Chiara Valerio è capace di coniugare una profonda sensibilità letteraria e una percezione lucidissima dei meccanismi che regolano la contemporaneità. Con appassionata intelligenza, ha dato forma a un romanzo originale e sorprendente in cui «l'amore è una forma di strabismo e la memoria una strategia per il futuro». CHIARA VALERIO è nata a Scauri nel 1978, ha conseguito un dottorato in matematica all'Università Federico II di Napoli e vive a Roma. Ha scritto romanzi e racconti, tra cui: A complicare le cose (Robin 2007), La gioia piccola d'esser quasi salvi (Nottetempo 2009), Spiaggia libera tutti (Laterza 2010). Ha tradotto Flush di Virginia Woolf (Nottetempo 2012). Almanacco del giorno prima (2014) è il primo romanzo pubblicato per Einaudi. È redattore di “Nuovi Argomenti”, scrive per “l’Unità”, la “Domenica” del “Sole 24 Ore” e “Glamour”. Collabora con Ad alta voce di Radio3 e con il programma televisivo Pane quotidiano.

Condominio R39 di Fabio Deotto (Einaudi 2014) pp.456, ISBN: 9788806217853, € 19,50. «La mattina di venerdì 22 marzo è una mattina qualsiasi, alle 22.47 da una palazzina della semi-periferia milanese vengono estratte cinque persone in coma e un ragazzo di ventisei anni in stato confusionale». C'è qualcosa di vischioso nel Condominio R39. Un'aria viziata che toglie il respiro. Varcarne la soglia è come entrare in una gabbia di cui solo i bambini possiedono le chiavi. In una tradizione narrativa che va da Ballard a Polanski, il vicino di casa è sempre stato una figura minacciosa. E con Deotto torna a fare paura. Un vecchio biologo infermo ossessionato dalla decomposizione. Una giovane che lavora in un night club e il suo fidanzato, dediti a pratiche erotico-esoteriche. Un'ex attrice di grandi speranze la cui mente è ora preda di fantasmi. Un ragazzino di dieci anni oppresso dall'affetto morboso della madre. Sono gli inquilini di una palazzina di Milano dove si consuma un atto violento e all'apparenza inspiegabile. Delle indagini è incaricato un commissario dal passato oscuro e dal presente tormentato. La realtà prende forma un tassello alla volta, in un'atmosfera che si fa sempre più tesa, fino a comporre un mosaico gotico che costringe i protagonisti a fare i conti con ciò che davvero sono. FABIO DEOTTO è nato a Vimercate (MB) nel 1982. Laureato in Biotecnologie, scrive articoli, interviste e approfondimenti a sfondo scientifico e musicale per numerose riviste nazionali. Condominio R39, pubblicato da Einaudi Stile Libero nel 2014, è il suo primo romanzo.

Per dieci minuti di Chiara Gamberale (Feltrinelli 2013) pp.192, ISBN: 9788807030710, € 16,00. “Le va di fare un gioco?” “Quale?” “Per un mese, a partire da subito, per dieci minuti al giorno, faccia una cosa che non ha mai fatto. Una qualunque. Basta che non l’abbia mai fatta.” “E poi, dottoressa, alla fine che succede? Avrò indietro la mia vita?” “Ne riparliamo fra un mese, Chiara. Intanto giochi, s’impegni e non bari, mi raccomando”. Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l’hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare. Con la profonda originalità che la contraddistingue, Chiara Gamberale racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere. CHIARA GAMBERALE vive a Roma, dov’è nata nel 1977. Ha esordito nel 1999 con Una vita sottile, seguito da Color Lucciola (2001), Arrivano i pagliacci (2003), La zona cieca (2008, premio selezione Campiello), Le luci nelle case degli altri (2010), L’amore, quando c’era (2012) e Quattro etti d’amore, grazie (2013). È autrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici come Quarto piano scala a destra, su Rai Tre, e Io, Chiara e L’Oscuro, su Radio Due. Collabora con “Vanity Fair” e “Donna Moderna”, e tiene un blog sul sito di “Io Donna” del “Corriere della Sera”.

Il sorriso di don Giovanni di Ermanno Rea (Feltrinelli 2014) pp. 240, ISBN: 8807030748, € 18,00. Una donna: Adele. Una passione prorompente, insopprimibile, quasi gesto d’obbedienza a un comando biologico: i libri, la lettura, i fantasmi che popolano l’universo della grande invenzione letteraria universale, Emma Bovary, Madame Chauchat, il principe Myškin, il capitano Achab, Henry Esmond, don Giovanni… Adele brucia come un giovane ceppo in un camino, entra nei libri come fossero porte aperte, conversa con i personaggi, li contraddice. Ma non c’è traccia di delirio in questi “incontri ravvicinati”, semmai una grande, magica capacità di visione e di immedesimazione. Siamo negli opachi, anzi rischiosi, anni settanta, in una cittadina dell’entroterra campano dove tutto sembra fermo e addormentato. E invece… Adele ha soltanto quattordici anni quando si innamora di Fausto, lettore accanito a sua volta nonché fervido militante del Partito comunista. Amori e divergenze bruciano la loro giovinezza. Finché Adele, inquieta e delusa, abbandona la sua “Macondo” per Napoli, dove si fa “maestra di strada” in uno dei quartieri più degradati della città. I libri insomma continuano a essere la sua ossessione. La sua ragione di vita. A scandire, come un tempo le speranze, adesso le delusioni. Tra cui la più grande di tutte: l’irrimediabile perdita dell’uomo amato. Ora Adele vive isolata nell’appartamento ereditato dalla nonna, trasformato in una vera e propria biblioteca pubblica, tra migliaia di libri rari, pregiati, antichi e moderni, una sorta di sacrario all’interno del quale si muove come una vestale e si intrattiene con gli interlocutori di sempre: caro don Chisciotte, caro Renzo, caro don Giovanni… Adele brucia sino alla fine, ma il suo amore per la letteratura non ha nulla di cerebrale, anzi in esso si consuma la sua irresistibile sensualità. Un intenso ritratto di donna, dunque, per mezzo del quale l’orizzonte visionario del romanzo di Ermanno Rea si allarga a dismisura, fino ad attraversare la domanda che oggi maggiormente ci inquieta: quale sorte riserva il futuro a quell’ineffabile oggetto dei nostri desideri che si chiama libro? ERMANNO REA (Napoli, 1927) è giornalista e scrittore. Ha collaborato con numerosi quotidiani e settimanali. Ha pubblicato Il Po si racconta. Uomini donne paesi e città di una Padania sconosciuta (1990), L’ultima lezione. La solitudine di Federico Caffè scomparso e mai più ritrovato (1992), Mistero napoletano. Vita e passione di una comunista negli anni della guerra fredda (1995, premio Viareggio 1996), Fuochi fiammanti a un’ora di notte (1998, premio Campiello 1999), Napoli Ferrovia (2007). Con Feltrinelli, La fabbrica dell’obbedienza (2011), il suo libro di fotografie 1960. Io reporter (2012), La dismissione (2014; già Rizzoli, 2002), Il sorriso di don Giovanni (2014), Mistero napoletano(2014: già Einaudi, 1995, vincitore del Premio Viareggio 1996).

Viaggio nella memoria di un internato militare italiano di Luigi Renzo (Ferrari 2013) pp. 128, € 13,50. All'indomani dell’8 settembre del 1943, oltre seicentomila militari italiani furono disarmati, schedati e internati nei campi di detenzione sparsi in tutto il territorio del Terzo Reich. L'acronimo IMI (Internati Militari Italiani), coniato nella Germania nazista, indicava il loro status. Durante i cupi e lunghi venti mesi di prigionia gli IMI sopportarono la fame, il freddo, la sofferenza, l'umiliazione, il lavoro e la paura. Nel suo romanzo-verità lo storico Luigi Renzo ricostruisce il pathos di quei terribili momenti, ripercorrendo la vita del padre, deportato e sopravvissuto all'orrore del 2° campo DP 2-A, in Renania. In questo affresco di un'umanità offesa, la cronaca di una situazione al limite delle forze si fonde alla volontà di cercare un futuro anche oltre l'orrore. Un libro che invita a riflettere e ricordare, un fermo immagine su un deserto di dolore e annientamento in cui brillano schegge di speranza verso un nuovo inizio. LUIGI RENZO (Campana, 28 giugno 1947) è un vescovo cattolico italiano. Mons. Renzo ha frequentato il Seminario Arcivescovile di Rossano e, successivamente, il Seminario Teologico San Pio X di Catanzaro. Si è laureato in Teologia alla Pontificia Università Lateranense ed in Pedagogia all'Università di Urbino. È stato ordinato sacerdote per la Diocesi di Rossano-Cariati l'8 agosto 1971. Nel 1991 è stato nominato Cappellano di Sua Santità. Nel 2007 papa Benedetto XVI lo ha eletto Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea. Ha ricoperto uffici e ministeri. Si è occupato di studi di storia e cultura locale ed ha vinto vari premi letterari per la poesia e la saggistica. Collabora con la “Gazzetta del Sud” ed altri periodici. Inoltre è stato direttore del periodico diocesano “Camminare insieme”. Numerose sono le sue pubblicazioni.

Cadavere squisito di Luigi Carletti (Mondadori 2013) pp. 276, ISBN: 9788804624905, € 15,90. Nicola Maria Sadler, detto Niki, è un uomo di successo. A poco più di quarant'anni è ritenuto un mago della comunicazione e della pubblicità. Colleghi e rivali lo ammirano. Lo considerano un genio. Lo invidiano. Anche la vita privata va a gonfie vele. Da quando ha conosciuto Dora, una pittrice di dieci anni più giovane, bella e intensa. Come nessuna. Dora e Niki sono stati travolti dalla passione, un amore carico di sensualità, desiderio, ma non immune al germe della gelosia. E Dora adesso è scomparsa. Se n'è andata, lasciando Niki da solo nella sua bellissima casa nel centro di Roma, tra piazza di Spagna e piazza del Popolo. Il suo cuore è spezzato ma a devastarlo non è la semplice assenza di Dora. Niki non ricorda nulla di quello che è successo, non sa perché lei se n'è andata e quando. Cosa è accaduto di tanto orribile da essere cancellato dalla sua mente? Si può rimuovere un omicidio? A partire da questa domanda, le ombre del passato tornano a oscurare la sua vita, apparentemente così scintillante e dorata. Niki si trova improvvisamente travolto dal dubbio e dal sospetto, braccato dai dilemmi della sua coscienza e dalle indagini di Costanza Loy, cronista d'assalto di un giornale online della capitale, e di Gennaro Falasco, un ispettore di polizia tanto dimesso quanto ostinato. Niki è indiziato di un doppio delitto: l'assassinio di Dora e quello di un giovane vicino di casa che con Dora, forse, aveva una relazione… Con maestria Carletti costruisce un giallo hitchcockiano in cui le certezze del protagonista si sgretolano in una spirale di angosciosi flashback provenienti da un passato oscuro, incontri che diventano regolamenti di conti e rivelazioni tremende e improvvise, nell'ambientazione meravigliosa e decadente del centro di Roma, con le sue terrazze, seducenti e misteriose. Fino alla resa dei conti finale. La verità è sempre stata davanti a Niki come il suo Cadavere squisito, un dipinto che ha custodito per vent'anni in una stanza sempre chiusa. Una verità che il tempo ha provato a nascondere per rinviarne le terribili conseguenze. Conseguenze che adesso non possono più essere fermate. LUIGI CARLETTI ha lavorato per trent'anni nel Gruppo Espresso-Repubblica con incarichi di inviato, caporedattore e direttore. Per “Repubblica” ha realizzato inchieste su grandi temi di attualità e di cronaca. Come scrittore ha pubblicato in Italia e in Francia. Nel 2013 è uscito per Mondadori Cadavere squisito. Il suo sito è www.luigicarletti.com.

Nuovo dizionario delle cose perdute di Francesco Guccini (Mondadori 2014) pp. 152, ISBN: 9788804634409, € 12,00. Da quando è uscito il primo Dizionario delle cose perdute, Francesco Guccini non può fare un passo, per strada, senza che qualcuno lo fermi per suggerirgli con entusiasmo e commozione qualche oggetto "del tempo andato" che merita di essere ripescato dal veloce oblio dei nostri anni e celebrato dalla sua penna. Dall’idrolitina ai calendarietti profumati dei barbieri, dal temibile gioco del Traforo alle cabine telefoniche, dal deflettore all'autoradio passando per i "luoghi comodi" e i vespasiani, le letterine di Natale piene di buoni propositi da mettere sotto il piatto del babbo, le osterie (quelle vere, senza la H davanti per darsi un tono) e molto altro, Guccini torna a scavare nel passato che ha vissuto in prima persona per riportarcelo intatto e pieno di sapore. E con questo suo catalogo delle cose perdute dà vita a un personalissimo genere letterario nel quale l'estro del cantautore – capace di condensare in poche strofe un universo intero di emozioni -, la sua passione storica e filologica e la sua vena poetica trovano sintesi piena: regalandoci pagine in cui ogni oggetto, ogni situazione, suscita intorno a sé un intero mondo, sempre illuminato dalla luce di un’insuperabile ironia. FRANCESCO GUCCINI ha pubblicato dalla metà degli anni Sessanta a oggi diciotto album, e i libri: Cròniche Epafániche, Vacca d'un cane, Racconti d'inverno (con Giorgio Celli e Valerio Massimo Manfredi), La legge del bar e altre comiche, Vocabolario del dialetto pavanese, Cittanòva blues, Non so che viso avesse. Quasi un'autobiografia e Il dizionario delle cose perdute; insieme a Loriano Macchiavelli ha scritto Macaronì, Questo sangue che impasta la terra, Lo Spirito e altri briganti e Malastagione.

La lucina di Antonio Moresco (Mondadori 2013) pp. 150, ISBN: 9788804625087, € 10,00. Lontano da tutto, tra i boschi, in un vecchio borgo abbandonato e deserto, un uomo vive in totale solitudine. Ma un mistero turba il suo isolamento: ogni notte, sempre alla stessa ora, il buio è improvvisamente spezzato da una lucina che si accende sulla montagna, proprio di fronte alla sua casa di pietra. Cosa sarà? Un abitante di un altro paese disabitato? Un lampione dimenticato che si accende per qualche contatto elettrico? Un ufo? Un giorno l'uomo si spinge fino al punto da cui proviene la luce. Ad attenderlo trova un bambino, che vive anche lui solo in una casa nel bosco e sembra uscito da un'altra epoca o, davvero, da un altro pianeta. Nuove domande affollano la mente dell'uomo: chi è veramente quel bambino? E quale rapporto li lega? Lo scopriremo a poco a poco, avvicinandoci sempre più al cuore segreto di questa storia terribile e lieve, fino all'inaspettato finale. Con questo suo indimenticabile "piccolo principe", Antonio Moresco mette in scena una meditazione commossa sul senso dell'universo e della vita. In un dialogo continuo con gli esseri che popolano i boschi, radici aeree, alberi, lucciole, rondini, Moresco come Leopardi riflette sulla solitudine e il dolore dell'esistenza, ma anche su ciò che lega uomini e animali, vivi e morti. Un libro enigmatico e intenso, perturbante e profondo, destinato a lasciare un segno nell'anima dei lettori. ANTONIO MORESCO è nato a Mantova nel 1947 e vive a Milano. Tra i maggiori scrittori italiani, ha pubblicato numerose opere, ultime delle quali: Lettere a nessuno(Einaudi 2008), Canti del caos (Mondadori 2009), Gli incendiati (Mondadori 2010), Gli esordi (Mondadori 2011), La parete di luce (Effigie 2011), Il combattimento (Mondadori 2012) e La lucina (Mondadori 2013).

Marguerite di Sandra Petrignani (Neri Pozza 2014) pp. 272, ISBN: 9788854507395, € 16,00. Questo libro racconta la vita di Marguerite Duras, dall’infanzia, quando è per tutti Nenè, agli anni centrali in cui gli amici più intimi, come Jeanne Moreau, Godard, Depardieu, Lacan, la chiamano Margot, fino al delirio megalomane e alcolico della vecchiaia in cui la scrittrice parla di sé in terza persona autocitandosi con il solo cognome: Duras. È la storia di una vita irripetibile che si è intrecciata al colonialismo, alla Resistenza, al Partito comunista francese – con l’adesione prima, la ribellione e l’espulsione poi – al ’68, al femminismo, all’École du Regard, alla Nouvelle Vague. La storia di una donna dai moltissimi aggrovigliati amori e di una scrittrice e cineasta che, dopo la vittoria al Goncourt e il successo planetario del romanzo ispirato al suo primo amore – L’amante – ha conquistato, suo malgrado, una sterminata folla di lettori, a volte fanatici fino al culto. La storia, infine, dei trionfi e delle sconfitte di questa donna, del suo impressionante corpo a corpo con la letteratura, della sua autenticità e delle sue mistificazioni, del doloroso attraversamento dell’alcolismo, dei deliri dovuti alla disintossicazione, della sua capacità d’innamorarsi e di giocare coi sentimenti e con le parole fino all’ultimo soffio di vita. Per scoprire, infine, che nessun riconoscimento, nessuna turbinosa passione potevano guarirla dal male di vivere, dalle lontane eppure sempre attive ferite infantili e dalla lucidità con cui, in vecchiaia, avrebbe compreso che «nessun amore vale l’amore» o che «scrivere non insegna altro che a scrivere». In una linea narrativa fra le più interessanti dello scenario contemporaneo, quella che trae dal racconto di vite vere materia di autentica letteratura, Sandra Petrignani offre un libro in cui la biografia, il reportage, la descrizione di un personaggio reale commovente e irritante, romantico e spregiudicato, illuminano un destino unico e, insieme, un’epoca straordinaria della cultura mondiale. SANDRA PETRIGNANI autrice negli anni '80 e ‘90 del romanzo postmoderno Navigazioni di Circe (premio Morante opera prima), dell'incantevole Catalogo dei giocattoli, del preveggente Vecchi, delle interviste a grandi scrittrici italiane Le signore della scrittura, è nata a Piacenza nel '52. Vive a Roma e nella campagna umbra. Le sue opere più recenti sono l'autofiction Dolorose considerazioni del cuore (Nottetempo, 2009) e il vagabondaggio E in mezzo il fiume. A piedi nei due centri di Roma (Laterza, 2010). Nel catalogo Neri Pozza: il fortunato La scrittrice abita qui, pellegrinaggio nelle case di grandi scrittrici del ‘900;  i racconti di fantasmi Care presenze; il libro di viaggio Ultima India. 

Ovunque proteggici di Elisa Ruotolo (Nottetempo 2013) pp. 328, ISBN: 9788874524846, € 16,50. In una giornata qualsiasi dei suoi cinquant’anni, Lorenzo Girosa riceve una lettera in cui qualcuno mostra di conoscere un segreto che da anni ha smesso di tormentarlo: un delitto commesso quando era poco piú che bambino. Tentando di riannodare i fili di quell’epoca remota, Lorenzo racconta della grande villa in cui ha vissuto, generosa negli spazi ma gravata dalla malasorte di casa senza figli, e della sua famiglia fatta di uomini inconcludenti e donne compromesse. È la storia del nonno Domenico che cerca fortuna in America, di suo padre Nicola che senza un mestiere e un talento diventa un rude saltimbanco chiamato Blacmàn, di sua madre Francesca che scappa di casa per andare sulla pubblicità del sapone LUX. Tutti loro rivivono nello sguardo di Lorenzo che, nascosto dietro le tende di una Villa Girosa ormai deserta, è ben determinato a proteggere quanto di oscuro c’è nel proprio passato. Con una prosa classica e una lingua di carne, Ovunque, proteggici denuncia la forza di un destino che è scelta e di un sangue che si riconosce solo nelle ferite. ELISA RUOTOLO è nata nel 1975 a Santa Maria a Vico (Ce) dove vive tuttora. Insegna Italiano in una scuola superiore. Ha esordito per nottetempo nel 2010, con la raccolta Ho rubato la pioggia, vincitrice del Premio Renato Fucini e finalista al Premio Carlo Cocito 2010.

Le macerie dentro di Carlo Simonelli (Pellegrini 2013) pp. 244, ISBN: 9788868220822, € 20,00. Nelle pagine si racconta la storia di Arcangelo Zaccagna. La ’ndrangheta lo ha ammaliato da bambino come una strana favola di magia, lo ha conquistato da adolescente con i suoi rituali di potenza e immortalità, lo ha risucchiato da adulto nelle sue spire tentacolari percorse da religiosità, rispetto, senso assoluto del potere. Arcangelo Zaccagna si sente un dio all’interno del cerchio dell’Onorata Società. Uccide a sangue freddo, obbedisce ciecamente agli ordini, sfida la morte. Ma l’Onorata Società genera mostri, assetati di sangue, pervasi da cecità ottundente. Risucchia la vita, divora l’umano, produce macerie, fisiche e spirituali. Quando Arcangelo Zaccagna si sveglierà dal delirio di onnipotenza, sarà troppo tardi. CARLO SIMONELLI è nato nel 1970. Si è laureato in Scienze dello Sport e in Linguistica e Letteratura Italiana all’Università di Berna. Da diversi anni insegna Italiano ed Educazione Fisica sia alla Scuola Media che al Liceo nel Cantone di Berna, in Svizzera, dove si è trasferito negli anni ’90. Ha scritto diversi racconti e romanzi, alcuni di essi hanno ricevuto premi e riconoscimenti. Ha collaborato, in qualità di pubblicista, con alcune riviste elvetiche.

Nuovo Trattato generale dei pesci e dei cristiani di Mario Genco (Prova d’autore 2013) pp. 160, ISBN: 8862821123, € 15,00. Il nuovo trattato generale dei Pesci e dei Cristiani (Prova d'Autore) di Mario Genco raccoglie curiosità e leggende in una sorta di romanzo corale in cui decine di co-protagonisti raccontano storie  e a reggere le fila è l’autore, che di tanto in tanto fa capolino in questa epopea azzurra. I pesci si sa non hanno parola, ma parlano in altro modo. I pescatori sono laconici, poche parole, pesate e soppesate, e sguardi lunghi. Nelle pagine sfila un campionario unico di umanità marinara con sullo sfondo l’eterna guerra per la sopravvivenza tra pesce e pesce e tra pesci e uomini. Il mare, uno sterminato campo di battaglia che nemmeno a Natale conosce un giorno di pace, un luogo dove la bellezza si impasta con la fatica, la paura con l’eccitazione della sfida. No, il mare dei bagnanti è un’altra cosa. Qui il mare è un infinito spazio in cui collocare leggende e preghiere, con la tragedia sempre incombente. Sono tante le curiosità che scorrono in questa sorta di zibaldone. L’autore spesso ci spiazza saltando di palo in frasca, ma ci regala una miniera di curiosità e ci fa condividere intense emozioni con i protagonisti. Il mare come passione, il mare come ossessione. Quella passione ti porta a rincorrere le onde in tutto il mondo fino a Nantucket un’isola del Massachussets da cui partono le baleniere per il Pacifico, tante Pequod in rada con tanti capitani Achab che prima di avviarsi per il lungo viaggio a caccia di cetacei si fanno l’ultima bevuta sulla terraferma. MARIO GENCO è stato capocronista e redattore capo dell’“Ora” e del “Giornale di Sicilia”. Collabora con la “Repubblica” Palermo. Tra le sue pubblicazioni: Post-Scriptum (Flaccovio, 1990), Il delegato (Sellerio, 1991), Repulisti ebraico (Istituto Gramsci Siciliano, 2000).

Marina bellezza di Silvia Avallone (Rizzoli 2013) pp. 528, ISBN: 17069755, € 18,50. Marina ha vent’anni e una bellezza assoluta. È cresciuta inseguendo l’affetto di suo padre, perduto sulla strada dei casinò e delle belle donne, e di una madre troppo fragile. Per questo dalla vita pretende un risarcimento, che significa lasciare la Valle Cervo, andare in città e prendersi la fama, il denaro, avere il mondo ai suoi piedi. Un sogno da raggiungere subito e con ostinazione. La stessa di Andrea, che lavora part time in una biblioteca e vive all’ombra del fratello emigrato in America, ma ha un progetto folle e coraggioso in cui nessuno vuole credere, neppure suo padre, il granitico ex sindaco di Biella. Per lui la sfida è tornare dove ha cominciato il nonno tanti anni prima, risalire la montagna, ripartire dalle origini. Marina e Andrea si attraggono e respingono come magneti, bruciano di un amore che vuole essere per sempre. Marina ha la voce di una dea, canta e balla nei centri commerciali trasformandoli in discoteche, si muove davanti alle telecamere con destrezza animale. Andrea sceglie invece di lavorare con le mani, di vivere secondo i ritmi antichi delle stagioni. Loro due, insieme, sono la scintilla. Se con Acciaio Silvia Avallone aveva anticipato la fine di un benessere che credevamo inesauribile, con questo romanzo ci dice che il destino non è già segnato e la vera rivoluzione sta nel rimanere, nel riappropriarci della nostra terra pezzo per pezzo, senza mai arretrare, perché anche se scalzi, furiosi e affamati, è certo che ce la faremo. Le regole del gioco sono cambiate quando i padri hanno divorato il futuro dei figli. Da oggi siamo tutti figli. Siamo tutti luci al neon e campi da arare. Siamo tutti Marina Bellezza. SILVIA AVALLONE è nata a Biella nel 1984 e vive a Bologna. Con Acciaio (Rizzoli 2010), tradotto in 22 lingue e diventato un film, ha vinto numerosi premi, tra i quali il Campiello Opera Prima, ed è stata finalista al premio Strega.

Da che parte sta il mare di Annarosa Macrì (Rubbettino 2013) pp. 202, ISBN: 9788849837896, € 12,00. “L’estate di quell’anno la nostra casa fu un capanno di legno ai Bagni Procopio…” Quell’anno, c’è un anno nella vita di tutti che è metafora della vita intera, era il 1956 e il capanno era ai Bagni Procopio della punta estrema della Calabria, davanti alla Sicilia e al suo mare. Era la vigilia del boom economico ed era un pezzo di un Sud pieno di ferite e lontanissimo dal resto del Paese. Anna ha otto anni, apre i suoi occhi innocenti sul mondo attraverso le vicende della sua famiglia girovaga, intellettuale, autarchica, e lo racconta con lo stupore crudele che solo i bambini posseggono. Guendalina che nasce e Dio che si nasconde, “Il Cittadino” che esce e suo padre che muore. Da che parte sta il mare?, chiede Anna a sua madre quando i confini della sua giornata diventano soffocanti. Il mare c’è sempre, anche se non si vede, le risponde sua madre, ed è infinito. Come la scrittura, l’unica arma di libertà e di liberazione, in grado di raccontare quello che si vede, e soprattutto quello che non si vede. ANNAROSA MACRì, scrittrice e giornalista, dal 1978 lavora in Rai. Ha realizzato numerose inchieste e documentari per la radio e la televisione in Italia e all’estero – “Canada Canada” ha vinto il premio nazionale di regia Valombrosa TV del 1984 e il film “L'isola dei Tigli”, girato in Germania nel 1987, è stato trasmesso con successo dalle televisioni europee. Innumerevoli i suoi servizi per i Tg e le rubriche regionali e nazionali. Ha collaborato all'inizio degli anni novanta con Enzo Biagi a Rai Uno, alla realizzazione de “I dieci comandamenti all’italiana", “Una storia”, “Il fatto”, di cui ha curato l'ultima edizione con Loris Manzetti. È stata curatrice di “RT – Rotocalco televisivo”, l'ultimo lavoro di Enzo Biagi, e ha realizzato “RT Era ieri”, il programma di Rai Tre che ha raccontato quarant'anni di televisione del grande giornalista. Attualmente collabora con reportages dalla Grecia alla rubrica “Levante” di Rai Tre. Ha pubblicato un romanzo, A Berlino un bounganville, un libro inchiesta I ragazzi di Locri, un omaggio al suo maestro, L'ultima lezione di Enzo Biagi, una raccolta di racconti, Il mercante di storie.

Carta Vetrata di Paola Bottero (Sabbia rossa 2013) pp. 312, ISBN: 9788897656111, € 15,00. È Agata, collega e amica del protagonista-narratore di carta vetrata, a segnare i confini labili del giornalismo nel pezzo “Aspettando Demi”, pubblicato dopo la sua scomparsa. Un rapimento in una terra impastata di ‘ndrangheta. La suspense entra nel circo mediatico sempre alla ricerca di nuove storie da dare in pasto all’opinione pubblica, in una corsa contro il tempo che non basta mai, per raggiungere la notorietà. Un mondo in cui nasce e si consuma il nuovo traguardo della società globale: la spettacolarizzazione televisiva come unico orizzonte per essere. Che è apparire, a qualunque costo. Protagonista e comprimari di carta vetrata corrono senza fermarsi mai, cercando il proprio spazio in un mondo dove notizie, azioni, idee, personaggi sono usa e getta. Partendo da Reggio Calabria e arrivando fino a Roma, carta vetrata toglie il velo a un mondo che non è fatto solo di passione e dedizione, ma nasconde sotto il tappeto ambizioni smodate e il vuoto di una superficialità trasformata in sostanza. Dove l’unica verità è la finzione. Ritmo accelerato, in un crescendo che porta all’apnea, guardando dal di dentro la camera stagna che costruisce, giorno dopo giorno, una realtà parallela. Quella mediatica. PAOLA BOTTERO è nata a Torino il 26 novembre del 1967, dal 2000 ha scelto la Calabria come terra d’adozione. Vive tra Roma e Reggio Calabria. Scrive per varie testate cartacee e virtuali, è autrice e co-conduttrice del programma radiofonico Ossi di Seppia. Giornalista, esperta di comunicazione pubblica e strategica, scrittrice, editrice. Carta vetrata è la sua quarta opera di narrativa, dopo i romanzi Ius sanguinis (Città del Sole, Rc, 2009), Bianco come la vaniglia (sabbiarossa, Rc, 2011), Il fantanoir’Ndranghetown (Inchiostro Rosso, Agenzia X, Mi, 2011). Ha scritto inoltre a più mani due libri inchiesta: con Alessandro Russo il Diario senza targa (Sabbiarossa, Rc, 2012), viaggio nella buonavita della Calabria; con R. Arena, F. Chirico, C. Riso, A. Russo, La ’ndrangheta davanti all’altare (Sabbiarossa, Rc, 2013), prima raccolta organica sui rapporti tra Chiesa e mafia in Calabria.

L’ultima indagine del Commissario di Davide Cammarone (Sellerio 2013) pp. 160, ISBN: 9788838930836, € 12,00. Il Cavalier Garbo, commissario di polizia a Palermo, si sveglia ogni mattina con fatica. Forse è la solitudine, forse l’avanzare della sera della vita, ma lo stringe una cintura di tristezza, lo circonda un alone di malinconia. O forse è colpa dell’epoca sua, la Belle Époque morente che in Palermo ebbe una delle fiorite capitali. L’antica, «felicissima» città, ha subito drastici cambiamenti nel suo aspetto. Alla miseria della povera gente che porta più di tutti le ferite aperte dagli sventramenti urbanistici, e alla pigrizia arrogante dell’aristocrazia che impoverisce, s’è aggiunta la spregiudicatezza di una classe nuova di ricchissimi. Così il costume è mutato: più sensibile alle mode, più vizioso. Siamo nel maggio del 1911. In quel di Monreale, a un passo dal capoluogo, è sparito l’agente La Mantia, di recente incaricato di un’azione di infiltrazione nella mafia per mandato della Procura del Re. Il Commissario Garbo scopre subito che un altro delitto importante, finora camuffato da incidente, può essere collegato al fascicolo La Mantia. E dietro il tutto, scompare e compare un altro mistero, ancora più torbido perché stavolta riguarda il Palazzo. L’integerrimo Procuratore del Re Diotallevi aveva subito qualche tempo prima un incomprensibile attentato. Voci che contano, tra il dire e il non dire, l’avevano spiegato con una messinscena della stessa vittima. L’infamante sospetto aveva costretto il magistrato ad abbandonare, in fretta e furia con un trasferimento, le sue inchieste. Se tutto questo si collega, non può che esserci una maledetta commistione: mafia, affari, poteri occulti, indicibili interessi. Come un apprendistato di futuri sviluppi e future raffinate strategie. «I crimini più odiosi si realizzano in silenzio tra un omicidio e l’altro. Era proprio nei tempi di quiete che occorreva occuparsi di quelle ostilità e di quei commerci, se si voleva dare un senso al sangue che di tanto in tanto colava dai marciapiedi». È questa sapienza, di esperto segugio palermitano che agisce in solitaria, figlio di una minoranza religiosa a lungo perseguitata, la guida del maturo commissario. Verso una di quelle rivelazioni che chiudono un tempo per sempre. Il suo. E forse anche il nostro. DAVIDE CAMMARONE (Palermo, 1966) è giornalista della Rai a Palermo, e autore di romanzi, testi teatrali e saggi. Ha scritto il soggetto e la sceneggiatura di “Ce ne ricorderemo di questo pianeta”, un docudrama dedicato a Leonardo Sciascia. Con la Sellerio ha pubblicato Lorenza e il commissario (2006), Questo è un uomo (2009), I Maestri di Gibellina (2011), L'ultima indagine del Commissario (2013) e Lampaduza (2014).

 

 

 

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