Reggio di Calabria: sabato 23 l’inaugurazione di Expo Arte – “Il gusto dell’arte” a cura dell’Associazione Serart

(686) Sabato 23 Luglio alle ore 18,00 verrà inaugurato presso l’Associazione Serart di via P. Andiloro l’evento: Expo Arte – “Il gusto dell’arte”, un grande evento espositivo collettivo e itinerante partito dalla città di Oleggio per approdare poi a Molfetta, Matera, Reggio Calabria e che concluderà il percorso espositivo a Novara.

 

“Il Gusto dell’Arte” Tour 2016 é un’occasione importante di scambio con realtà culturali da nord a sud del nostro Paese che va oltre la classica mostra, un vero e proprio viaggio alla scoperta di quanto, il gusto estetico, il bello, la creatività siano nutrimento indispensabili per una trasformazione responsabile della nostra società. «Il nostro obiettivo è offrire un evento di alto profilo culturale e per questo abbiamo attentamente selezionato gli artisti e individuato spazi espositivi ricercati». L’opera guida del progetto è per gentile concessione del maestro Ugo Nespolo che ha scelto per l’evento la sua famosissima opera “lavorare, lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare”. È Nespolo stesso a precisarne il significato dell’opera che segue il Tour espositivo 2016: “Il lavoro nobilita l’uomo, ma quando il lavoro diventa lavoro & lavoro & lavoro, l’uomo viene schiacciato. E non sempre dal bisogno, ma spesso dall’avidità, dall’invidia, dal desiderio, da finte necessità che ci fanno trascurare i doni più belli che gratuitamente ci circondano. Il mare, così, vuole significare tutto ciò che di grande, di bello e generoso ci circonda ed è un invito per tutti a non dimenticare i doni di Dio che in ogni istante ci vengono offerti”. Non un invito a far nulla dunque, ma un monito allegro e scanzonatorio a vivere un’esistenza più vera e più attenta al gusto e ai valori e della vita. Un augurio, insomma, per un mondo a misura d’uomo.

 

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Reggio di Calabria: boom di accessi alla villa comunale, il Sindaco Falcomatà «Ora prendiamocene cura»

(203) Sono migliaia gli accessi registrati negli ultimi giorni, la villa comunale di Reggio Calabria riscopre il suo antico splendore. Il Sindaco Falcomatà ha espresso il suo apprezzamento per l'importante operazione di bonifica che ha interessato il giardino botanico Umberto I di Reggio Calabria, da lui stesso definito «uno dei luoghi dell'anima della città».

 

«Negli ultimi giorni sono tantissime le famiglie che, venute a conoscenza della nuova area giochi installata all'interno del parco grazie alla raccolta fondi promossa dalle associazioni Fidapa e Inner Wheel, sono venute a godere di qualche ora di relax e divertimento all'interno della nostra villa comunale» ha dichiarato il Sindaco Falcomatà al termine dell'odierno sopralluogo. I lavori di riqualificazione andranno avanti ancora nelle prossime settimane con un’ulteriore pulizia delle aiuole, la sostituzione di alcune lampade della pubblica illuminazione che erano state danneggiate e la cura del verde pubblico con le nuove piante messe a dimora. Nel frattempo sono già state attivate le nuove telecamere di sicurezza, collegate al Comando dei vigili urbani, mentre sono operative le unità di controllo previste nell'ambito del protocollo d'intesa stipulato tra il Comune e l'Azienda Calabria Verde, che contribuiranno alla pulizia ordinaria della villa comunale. Nei prossimi giorni inoltre sarà emanata l'ordinanza per il divieto di consumo di alcolici all'interno del parco, al fine di garantire un ambiente sicuro per le famiglie. «La città si riappropria di un'altra delle sue perle – ha aggiunto il Sindaco – adesso sta a noi prendercene cura, rispettare questo luogo come bene comune e quindi di tutti e non di nessuno. In questo chiediamo la collaborazione di tutti i cittadini, affinché contribuiscano attraverso comportamenti responsabili, a tenere pulita la villa ed evitare che possa essere nuovamente vandalizzata».

 

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Reggio di Calabria: stasera altri due grandi eventi a Tabularasa. Reggio Rosso Goji e il grande cinema con Mimmo Calopresti e Paride Leporace

(650) Altri due grandi eventi questa sera, domenica 17 luglio, a Tabularasa, nello splendido scenario dell'Arena dello Stretto sul Lungomare di Reggio Calabria: ospiti della rassegna uno dei più importanti registi italiani, Mimmo Calopresti, e il presidente della Lucana Film Commission, Paride Leporace, che saranno preceduti dal Talk&Cooking Show del Goji Italiano.

 

Si parte alle ore 20 con il Goji italiano e si prosegue alle ore 21 e 30 con la “Calabria e l’Italia nel cinema internazionale”, per una serata all’insegna delle nuove frontiere del gusto e delle nuove frontiere del cinema.

ore 20:00 | REGGIO ROSSO GOJI – Talk&Cooking Show del GOJI ITALIANO®

 

 

Conduce: Anna Aloi

 

Partecipano: Rosario Previtera agronomo e presidente della Rete di imprese LYKION, Patrizia Pellegrini naturopata bioterapeuta nutrizionale, Stefania La Badessa farmacista e autrice di “Medicina naturale per la donna”.

Dressano: Enzo Cannatà chef executive del GOJI ITALIANO, Stella Fiorino maestra pasticcera.

 

Il Goji Italiano ®, la nuova scommessa di sviluppo che parte dal Sud e regala benessere, salute ed energia “made in Italy”. Un Talk show e un Cooking show per capire in fondo le rinomate proprietà nutraceutiche ed antiossidanti delle Bacche di Goji Italiano fresche e biologiche in esclusiva e per assaggiarle nelle varie declinazioni gastronomiche.

 

ore 21:30 | LA CALABRIA E L'ITALIA NEL CINEMA INTERNAZIONALE

 

 

talk con Mimmo Calopresti e Paride Leporace

 

 

Mimmo Calopresti

 

Nato a Polistena (Reggio Calabria), regista, classe 1955. Collaboratore dell' Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio, nel 1985 vince il primo premio al Festival 'Cinemagiovani' di Torino con il video "A proposito di sbavature". Dopo aver realizzato, all'inizio della carriera, diversi documentari e cortometraggi, (da ricordare 'Fratelli minori', 1987, 'Ripresi' – 1987, girato nel carcere di Torino – e 'Alla Fiat era così', 1990) all'inizio degli anni Novanta inizia la sua collaborazione con la Rai, per la quale realizza 'Paolo ha un lavoro' (1991) e 'Paco e Francesca' (1992). Nel 1994 vince il Premio Solinas con la sceneggiatura 'La seconda volta'. Nel 1995 è presente in concorso a Cannes con il film omonimo, di cui cura anche la regia. Due anni più tardi è regista e sceneggiatore del film 'La parola amore esiste', presente ancora a Cannes nella 'Quinzaine des Réalisateurs'. Nel 1998 dirige il documentario 'Tutto era Fiat'. Nel suo palmares figurano, fra gli altri, il premio per la migliore opera prima al Chicago International Film Festival e il Ciak d'oro per la migliore opera prima. Nel 2000 firma la regia di 'Preferisco il rumore del mare'. Ecco i film realizzati: La seconda volta (1995, La parola amore esiste (1998), Preferisco il rumore del mare (2000), La felicità non costa niente (2002), L’abbuffata (2007), Uno per tutti (2015).

 

Paride Leporace

 

È nato sotto il segno dei Gemelli nell’anno in cui si svolge American Graffiti. Calabrolucano combatte le contraddizioni di due meravigliose regioni meridionali. Nelle sue precedenti vite è stato autonomo, punk, ultrà, rilevatore storico, critico cinematografico. Ha fondato Radio Ciroma e il quotidiano Calabria Ora ma anche la Mensa dei poveri di Cosenza. Pensa di essere giornalista e ancora si chiede come abbia fatto a dirigere due giornali (il Quotidiano della Basilicata) e ad essere per cinque anni vicario di Ennio Simeone al timone del Quotidiano della Calabria. Ha collaborato a Mucchio Selvaggio. Ha scritto il libro “Toghe rosso sangue” in cui narra la biografia dei 27 magistrati uccisi in Italia. Attualmente ricopre l’incarico di Direttore della Lucana Film Commission.

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Castrovillari (Cs): emergenza idrica, CasaPound “Amministrazione incompetente su problema a cadenza annuale”

(710) “L’emergenza idrica in cui versa Castrovillari, che si ripete annualmente e sta andando avanti ormai da diversi giorni, è di una gravità inaudita. Il sindaco, Mimmo Lo Polito, provveda immediatamente alla risoluzione del problema”.

 

È questa la dura presa di posizione del nucleo cosentino di CasaPound Calabria. “L’annoso problema legato alla fornitura idrica – spiega – si trascina ormai da molti giorni. Inizialmente il sindaco aveva comunicato che ci sarebbe stata una diminuzione con successiva sospensione dal 30 giugno al 1 luglio a causa di lavori di manutenzione straordinaria sulla rete idrica. Ma la mancanza d’acqua sta ad oggi interessando tutto il territorio castrovillarese e i disagi arrecati ai cittadini sono giunti al limite della sopportazione. Ad aggravare il problema, è la stagione estiva, infatti è assolutamente impensabile creare tali disagi alle famiglie in questa stagione, famiglie che contano anche la presenza di bambini e anziani”. “Inoltre, questo è un problema che si ripresenta ogni estate. Basti pensare – prosegue – all’anno 2013 quando a causa dell’ingente impiego di acqua, determinato dall’ondata di caldo che si stava registrando in quei giorni, gli uffici municipali hanno effettuato la chiusura dei serbatoi. Lo stesso copione si è verificato l’anno successivo quando venne comunicato che la chiusura dei serbatoi si rendeva necessaria per “prevenire” il problema del rifornimento idrico. Anche quest’anno, dunque, nulla è stato fatto per evitare quello che era un disagio preannunciato, perciò per il terzo anno di fila si è presentata la medesima problematica. “È bene sottolineare – incalza – che in questa città le tasse relative il servizio idrico vengono regolarmente pagate, la percentuale di evasori è davvero minima. In virtù di ciò è impensabile che tutta la cittadinanza debba subire simili disagi. In questi anni l'amministrazione è riuscita solo a produrre soluzioni temporanee, capaci esclusivamente di tamponare il problema ma non di risolverlo. Questa è la dimostrazione plastica di come l’amministrazione sia incapace di gestire e risolvere in maniera concreta le problematiche del proprio comune. Il sindaco provveda una volta per tutte alla risoluzione del problema e al ripristino del servizio”.

 

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Reggio di Calabria: ‘ndrangheta, Dieni (M5S) “Ancora una volta il pesce puzza dalla testa”

(202) "Qualcuno, più o meno ingenuamente, faceva passare la 'Ndrangheta come un fatto rurale, di contadini e di pastori. L'operazione Mamma Santissima mostra inequivocabilmente che, invece, il pesce puzza dalla testa, da quella Reggio-bene impastata di politica e massoneria."

 

Con queste parole Federica Dieni, che a Montecitorio siede tra le fila del Movimento 5 Stelle, commenta gli esiti dell'operato di forze dell'ordine e della magistratura. "Grazie al preziosissimo lavoro  di uomini come Federico Cafiero De Raho, Giuseppe Lombardo e degli uomini del Ros, guidati dal comandante Giuseppe Governale – continua la parlamentare pentastellata- si è finalmente fatta luce sull'ultimo tassello mancante del puzzle. A guidare la 'Ndrangheta c'erano uomini in giacca e cravatta, ammirati e temuti, abituati a frequentare le istituzioni. Paolo Romeo e Giorgio De Stefano erano i registi, ma potevano disporre anche di addentellati incuneati persino in organi di rango costituzionale. I magistrati hanno dimostrato quindi che il Comune di Reggio, specie nell'epoca Scopelliti, è stato infiltrato se non controllato da questa struttura, "la Santa", che tirava le fila di criminalità ed istituzioni. Ci hanno spiegato che Alberto Sarra, che appariva uomo dello stesso Scopelliti, ma che in realtà probabilmente lo condizionava, è riuscito poi ad affiancare l'ex sindaco ai vertici regionali per poter fungere da ufficiale di collegamento nel governo della Calabria e che, nel contempo Antonio Caridi, un senatore della Repubblica, svolgeva addirittura un ruolo meno direttivo, quasi di braccio esecutivo, pur essendo anch'egli parte della struttura segreta, presentando a comando emendamenti e spostando voti. La 'Ndrangheta era in mezzo a noi e ci governava alla luce del sole. Mentre si raccontava la favola che essa tramasse in isolati casali, tra facce scure e parlate declinate in un dialetto incomprensibile essa era nel nostro municipio, a Catanzaro e a Roma. Certo, molti di noi intuivano, si accorgevano dagli effetti che qualcosa di sbagliato stava accadendo, ma pochi erano riusciti a capire davvero. Non era la politica ad essere manovrata dai boss, comprando, attraverso la corruzione, piccoli o grandi favori. Erano i politici, i mafiosi. Fin dagli anni Settanta, attraverso Paolo Romeo, parte della politica è stata il vertice della mafia. E persino alcune bombe, ora apprendiamo, erano sistemi di controllo e di condizionamento, non minacce ma avvertimenti a sodali." "Il pesce puzza dalla testa, dicevo – termina la parlamentare – ma l'errore più grave che possiamo compiere, oggi è pensare che tagliata la testa la 'Ndragheta abbia smesso di far paura. Perchè la mafia è come un'Idra e, specie dove ci sono molti soldi, non ci sono mai a lungo vuoti di potere. Piuttosto il timore è quello di uno scontro per riempire questo vuoto. Ma, intanto, ringraziamo i magistrati, per averci regalato un po' d'aria fresca e una promessa di cambiamento, in quest'infuocata estate reggina." * Ufficio Stampa.

 

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Reggio di Calabria: operazione “Mamma Santissima”, il Sindaco Giuseppe Falcomatà «Luce ed aria nuova, la Procura sta bonificando la democrazia»

(201) «Il lavoro della Procura reggina sta bonificando la democrazia. E' come se qualcuno dopo tanto tempo abbia deciso di aprire una finestra in una stanza chiusa, buia, asfittica, portando una nuova luce ed una ventata di speranza sul nostro territorio».

 

E' quanto dichiara in una nota il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà commentando gli esiti dell'odierna indagine Mamma Santissima condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. «Ringrazio di cuore il Procuratore Federico Cafiero De Raho per quanto sta facendo per la nostra città – ha aggiunto il primo Cittadino di Reggio Calabria – i risultati prodotti dai magistrati della Dda, che vanno sostenuti attraverso un apporto adeguato di uomini e mezzi, stanno dando una nuova prospettiva di speranza a tutti quei cittadini onesti che lavorano ogni giorno per una Reggio nuova e diversa». «Un tassello dopo l'altro si ricompone il puzzle criminale di quell'odiosa cappa di interessi perversi che hanno asfissiato questa città negli ultimi quindici anni. Aria nuova, luce nuova, finalmente. Reggio Calabria deve voltare definitivamente pagina, mettendosi alle spalle un passato che non può e non deve più appartenerle. Chi l'ha ridotta in uno stato comatoso, succhiandone le risorse per bieche finalità personali e rubando pezzi importanti del futuro di questa terra, ha una responsabilità storica pesantissima che finalmente, oggi, grazie all'ottimo lavoro della Procura, è stata messa finalmente in luce».

 

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Crotone: martedì 19 la presentazione della tappa calabrese del “Malaterra Tour” di Gigi D’Alessio in programma l’11 agosto

(649) Martedì 19 Luglio alle ore 10.30 si terrà presso la Lega Navale di Crotone, la conferenza stampa di presentazione della tappa calabrese del “Malaterra Tour” di Gigi D’Alessio. Imperdibile appuntamento dell’estate crotonese, previsto l’11 di Agosto prossimo nell’Arena Pitagora in via Gioacchino da Fiore.

 

Quella crotonese, lo ricordiamo, è l’unica tappa regionale dell’artista conosciuto in tutto il mondo. D’Alessio, sarà protagonista di uno spettacolo-evento entro il quale innovazione e tradizione si fonderanno alla perfezione. Atmosfere uniche, per uno show che concederà al pubblico emozioni e sorprese. L’artista, si è già detto entusiasta di poter cantare in una città antica e preziosa, anche per i suoi natali musicali, come Crotone e i fan sono già in trepidante attesa. All’incontro con la stampa, prenderanno parte gli organizzatori del grande concerto-evento. Non solo, tenendo conto delle polemiche che nelle ultime settimane hanno animato la discussione sull’apporto concesso al progetto “Malaterra Tour”, anche sui social network, il Sindaco della città di Crotone, Ugo Pugliese e l’assessore al turismo sport e spettacolo, Giuseppe Frisenda, forniranno agli organi di informazione tutti i dati tecnici necessari a chiarire il precipuo sostegno garantito dal Comune alla migliore riuscita dell’appuntamento estivo. Crotone, dunque, si prepara a dare il benvenuto ad un artista che in 20 anni di carriera, con 18 album di inediti, ha venduto circa 20 milioni di copie. Nella sua storia artistica, brillano, inoltre 1 disco di diamante, oltre 100 dischi di platino vinti, oltre un anno di presenza nella top ten dei più venduti, numerosi premi ricevuti tra cui quello consegnatogli dalla NIA (National Italian American Foundation), sette tournée internazionali in Europa, Stati Uniti, Canada e Australia. * Ufficio Stampa – MJA Media and Journalism Agency.


 

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Tropea (VV): “Teatro d’aMare”, lunedì 18 la presentazione della rassegna teatrale in programma dal 23 luglio al 29 agosto

(648) Una location stupenda, un mese di eventi, otto spettacoli. Tutto questo, e molto altro, è Teatro d'aMare, rassegna teatrale dedicata alla nuova drammaturgia calabrese che mette insieme le esperienze di Libero Teatro e LaboArt. Doppia direzione per il cartellone: Max Mazzotta è il direttore artistico, Maria Grazia Teramo quello organizzativo.

 

Tutti i dettagli di Teatro d'aMare, che si terrà al Teatro del Porto di Tropea dal 23 luglio al 29 agosto, verranno illustrati nella conferenza stampa di lunedì 18 luglio alle ore 11 nell'Antico sedile di piazza Ercole a Tropea. Si parte sabato 23 luglio con un doppio appuntamento. Il primo spettacolo che si terrà al Porto di Tropea con inizio alle 21.45 (l'orario sarà lo stesso per tutte le rappresentazioni), sarà “Prove aperte” di Libero Teatro che vedrà in scena Max Mazzotta con Paolo Mauro e Graziella Spadafora.In mattinata invece spazio al convegno su autori, testi e tematiche della drammaturgia contemporanea in Calabria dal titolo “La Scena e la Scrittura”. Alle 11, nel bellissimo Monastero delle Clarisse a Tropea, ne discuteranno Vincenza Costantino, Carlo Fanelli, Fulvio Librandi a cui si aggiunge Luigi Maria Lombardi Satriani. Sei giorni dopo, venerdì 29 luglio, sarà la volta del Teatro della Maruca con “Bollari” di e con Carlo Gallo. Martedì 2 agosto, toccherà al Premio Ubu Saverio La Ruina impegnato in scena con “Dissonorata”, (musiche di Gianfranco De Franco); si continua giovedì 4 con “Mio cognato Mastrovaknich”, scritto da Ciro Lenti, diretto da Adriana Toman, con Paolo Mauro e Marco Silani e prodotto da Arciere. Martedì 9 agosto ritorna Libero Teatro a calcare il palcoscenico del Teatro del Porto con “Giangurgolo, principe di Danimarca” con Francesca Gariano, Paolo Mauro, Stefania Mangia, Graziella Spadafora e Francesco Aiello. Subito dopo Ferragosto, si torna in scena martedì 16 con Annalisa Insardà e il suo “Reality shock” che precede di una settimana, il 23 agosto, il nuovo lavoro allestito da Zahir “La mia idea – memoria di Joe Zangara”, scritto, diretto e interpretato da Ernesto Orrico con musiche dal vivo di Massimo Garritano. La rassegna Teatro d'aMare chiude lunedì 29 agosto con “Patres” di Scenari visibili con Dario Natale e Gianluca Vetromilo diretti da Saverio Tavano. La rassegna pensa anche ai più piccoli con due appuntamenti mirati. Il 27 e il 28 luglio, Angelo e Carlo Gallo del Teatro della Maruca allestiranno il primo laboratorio di teatro dedicato ai bambini; il secondo appuntamento sarà a cura del Crea, 8 e 9 agosto, con Paolo Spinelli e Graziella Spadafora. Teatro d'aMare è realizzato da LaboArt e Libero Teatro con la collaborazione del Porto di Tropea e patrocinata dall'amministrazione comunale di Tropea (un particolare ringraziamento va al sindaco Giuseppe Rodolico, all'assessore alla Cultura Maria Stella Vinci e all'assessore alle Politiche sociali Rosalia Rotolo). La nostra rassegna è possibile anche grazie ai main sponsor che la sostengono: Caffè Aiello, Acqua degli Dei e Hotel Rocca della Sena.

 

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Roccella Jonica (RC): “Insieme si può…”, tutto pronto per la XV^ edizione dell’attesissima manifestazione

(647) Pochi giorni al via per “Insieme si può…” 2016, XV edizione della storica kermesse di scena mercoledì 20 luglio, ore 21.00, al Teatro al Castello di Roccella Jonica (RC). Evento di grande richiamo, denso di temi socio-culturali, con la conduzione di Max Laudadio,

 

vedrà alternarsi sul palco i più noti e brillanti cabarettisti sulla scena nazionale, artisti di punta da trasmissioni televisive cult come “Zelig” e “Colorado Cafè”. La manifestazione, promossa da “Insieme si può”, associazione no profit, in stretta collaborazione con la Segreteria provinciale Siulp (Sindacato della Polizia di Stato) e il comune di Roccella Jonica, tra riflessione e sano divertimento ribadisce i temi della solidarietà e della legalità. In scena: Pino & gli Anticorpi, trio comico sardo, noto per tormentoni e personaggi di grande successo; Dario Cassini, volto molto conosciuto anche per il grande pubblico delle fiction; Barbara Foria, versatile e brillante, regina di storici teatri italiani dedicati alla risata; Alessandro Betti, il “Rapper senza rima” Sdrumo; I Boiler (Gianni Cinelli, Federico Basso e Davide Paniate), giornalisti speciali, esempio di comicità a trecentosessanta gradi; con la partecipazione di un vecchio amico della manifestazione, il postino più famoso d’Italia, Matteo Iuliani, in arte Bruce Ketta. Nel corso della serata, saranno consegnati il Premio alla memoria dell'Ispettore Capo della Polizia di Stato, Filippo Raciti, ritirato dalla vedova Marisa Grasso, e un premio al senso civico per un noto imprenditore siciliano. Francesco Minici, instancabile organizzatore dell’evento, ringrazia per la preziosa collaborazione Maurizio Misiti, Sonia Valenti e il ristorante Il Porto delle Grazie.

 

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Reggio di Calabria: Piazza Italia teatro della presentazione del cortometraggio “Cosa vedi”

(646) Nell’affascinante e suggestiva Piazza Italia, questa sera alle ore 21,15, in un cinema all’aperto creato per l’occasione, i dieci filmmakers del Laboratorio organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo con la supervisione del regista Fabio Mollo presenteranno alla città il cortometraggio “Cosa vedi” girato in riva allo Stretto.

 

Nella stessa serata, approda  per la prima volta, la carovana di Libero Cinema in Libera Terra in collaborazione con  il Laboratorio di Filmmaking che, anche quest’anno, ha dato la possibilità a talentuosi giovani di lavorare sul campo con esperti del settore. Un programma vasto, quello di sta sera, il cui ingresso è gratuito, e che vedrà la proiezione del corto realizzato durante il laboratorio, lo spettacolo dal vivo Mafia Liquida, tra cinema, fumetto e lavagna luminosa e, a conclusione, la proiezione del film “Fiore”, avvolgente storia d’amore di due adolescenti ambientato in un carcere minorile, di Claudio Giovannesi reduce dei successi all’ultimo festival di Cannes e con protagonisti un intenso Valerio Mastrandrea e una esordiente di incredibile talento come Daphne Scoccia. Sarà ospite della serata il regista reggino Paolo Tripodi che presenterà “Asino vola” il suo esordio cinematografico girato interamente a Reggio Calabria.Libero Cinema in Libera Terra, alla sua undicesima edizione  è la carovana di cinema itinerante contro le mafie che ogni estate viaggia per la penisola, e oltre i confini, con un furgone attrezzato con tecnologie digitali consente in poco tempo di allestire spazi cinematografici temporanei all’aperto, scegliendo luoghi simbolici dove montare schermo e proiettore per portare le emozioni del cinema direttamente alle persone. Il connubio tra Cinemovel Foundation, Libera e  associazioni nomi e numeri contro le mafie, fondata da don Luigi Ciotti, partner istituzionale e Filmmaking con il regista Fabio Mollo segna ancora una volta la volontà di professionisti di valorizzare il territorio italiano mettendo in mostro le proprie risorse umane, architettoniche, paesaggistiche. Il laboratorio di filmmaking, patrocinato dai Comuni di Reggio Calabria, Cittanova e dalla Provincia di Reggio Calabria, come detto, è organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo con la sua divisione Factory in collaborazione con “Reggio Cinema”, “Comevoi” e il sostegno della Siae, e sarà poi presentato alla 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (31 agosto – 10 settembre 2016), nello Spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo all’interno dell’Hotel Excelsior a Venezia Lido.

 

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Tour Coldiretti: “La regione e le ragioni del cuore”. Prossimo appuntamento lunedì 18 luglio p.v. ore 18.00 a Rossano Calabro (Cs) la perla bizantina della Calabria

(347) Prosegue il Tour Coldiretti 2016– “La Regione e le Ragioni del cuore” che questa volta arriva a Rossano Calabro. L’appuntamento è per lunedi 18 luglio 2016 alle ore 18.00 presso ex Delegazione Comunale Piazza Montalto spiazzo ospedale.

 

Il Tour che si sta sviluppando in tutto il territorio calabrese  – commenta Molinaro presidente di Coldiretti Calabria – sta riscuotendo grande interesse e partecipazione di soci, cittadini e Istituzioni. La perla bizantina della Calabria, proprio in questi giorni – continua – ha visto il ritorno nel rinnovato museo diocesano del Codex Purpureus Rossanensis dell’ antichissimo evangeliario greco del VI secolo di origine bizantina, nominato Patrimonio UNESCO il 9 ottobre 2015, che è il Vangelo miniato più prezioso al Mondo. Una dimostrazione – aggiunge – di una  terra antica, autentica e accogliente che con successo abbiamo rappresentato a Expo Milano con una serie di iniziative che adesso anche con questo tour vogliamo che continui a vivere nei territori, paesi, nei luoghi del saper fare e dell’agroalimentare di qualità.  Questo, rappresenta un tutt’uno con gli obiettivi strategici della filiera agricola italiana che è intimamente legata alla vocazione agricola ma anche turistica e paesaggistica del territorio.  In primo piano ci sarà il dissesto idrogeologico, la cura e gli interventi sul territorio.  Ed ancora: la produzione dell’extravergine di qualità che ha nella  varietà “Dolce di Rossano” un punto di eccellenza. Focus particolari sulla redditività delle imprese agricole, la tutela delle produzioni con in testa la liquirizia di Calabria DOP , la tracciabilità e l’etichettatura dei prodotti, il PSR 2014-2020, la pesca e l’itticoltura. I dirigenti della Coldiretti Calabria e i vertici del Consorzio di Bonifica di Trebisacce in modo significativo, con un “faccia a faccia” serrato, corroborato da dati, prospettive di investimento ed esempi di successo  determineranno la strada da seguire per portare la Calabria agricola e agroalimentare ad essere sempre di più innovativa e competitiva sui mercati internazionali:  aspetti che sono concrete traiettorie di futuro  per i giovani nei processi produttivi ed imprenditoriali.

 

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Crotone: Ordine degli Ingegneri in assemblea

(346) «E’ stato un anno importante, di crescita, di confronto e di lavoro quello che ci ha visti alla guida di questo Ordine». Con queste parole il presidente ing. Vincenzo Mano ha aperto l’assemblea dei soci che si è svolta nei giorni scorsi presso la sede dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Crotone.

 

L’assemblea, convocata per approvare il bilancio consuntivo 2015 e quello di previsione 2016, è stata soprattutto l’occasione per fare un bilancio di attività del primo anno di presidenza e su ciò che si dovrà ancora fare nei prossimi mesi. Il presidente, attraverso una serie di grafici e basandosi proprio sul bilancio consuntivo e le spese effettuate, ha spiegato quali importanti investimenti sono stati fatti. Il più importante ha riguardato la formazione degli ingegneri crotonesi. Una formazione continua e obbligatoria che però spesso si rivela momento di incontro e di confronto tra professionisti che devono trovare occasioni per dialogare e collaborare, unire il proprio sapere per moltiplicare le competenze. Come ha spiegato Mano: «La spesa dei corsi di formazione è importante ma è anche quella che ci permette di affrontare temi di grande interesse e che abbracciano diversi campi dell’ingegneria». Mano ha poi proseguito spiegando che: «L’Ordine sta diventando sempre più “Ente pubblico” in termini di competenze di trasparenza. Abbiamo attivato tutto ciò che la normativa prevede in termini di anticorruzione e privacy, a cui l’ANAC ci ha sottoposto, diventando così “amministrazione trasparente” e  garanzia per tutti i colleghi ingegneri». Proprio in questo ambito  è stato illustrato il  protocollo d’intesa con Equitalia a cui è stato affidato per quest’anno la riscossione della tassa d’iscrizione. Un altro importante strumento che sarà a breve messo a disposizione dei professionisti iscritti è il nuovo portale ufficiale dell’Ordine con una sua “App” dedicata per migliorare il rapporto con gli iscritti. Un portale che è molto più che un sito dove reperire informazioni, perché è stato studiato come una sorta di fornitore di servizi. Un luogo dove è anche possibile “sbrigare” pratiche senza passare dalla segreteria. L’Ordine ha aderito in questo periodo anche ad Itinerari, un progetto mirato alla promozione del territorio, perché i professionisti devono essere protagonisti del rilancio economico del territorio e non solo attori passivi. Mano, ringraziando anche i colleghi consiglieri, ha sottolineato l’importanza della rete creata all’interno del gruppo degli ingegneri, una rete che li vede attivi su più fronti e che sarà fondamentale anche per pianificare il futuro di tutti i professionisti.

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Varapodio (RC): Chiara e Martina Scarpari, rimandato a mercoledì 20 luglio l’evento promozionale in programma domani alla Discoteca Laziale

(640) Lo staff delle gemelle Chiara e Martina Scarpari ha reso nota questa mattina la notizia del rinvio, per ragioni tecniche, dell’evento promozionale in programma per domani, 14 luglio 2016, alla Discoteca Laziale di Roma.

 

L’evento, organizzato con la collaborazione di Rai, Zelda Music Production e Self Distribution, avrebbe visto il debutto nella Capitale dell’album “Una Storia Importante”, un debutto che però è solo rimandato. Gli organizzatori hanno fatto sapere che la manifestazione sarà posticipata a mercoledì 20 luglio 2016 e resteranno invariati il luogo e l’ora. Appuntamento dunque rinviato a mercoledì prossimo, alle 18.00, alla Discoteca Laziale di Roma, per conoscere da vicino il primo album delle gemelle prodigio Chiara e Martina e per interagire con autorevoli interpreti dell’industria discografica come il M° Vince Tempera, il M° Christian Cosentino e altri influenti rappresentanti di Rai, Self e Zelda Music. La manifestazione sarà aperta a fan e giornalisti e sarà possibile acquistare una copia dell’album negli stand che verranno allestiti sul posto.

 

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Reggio di Calabria: Tabularasa 2016, “Leggende Amaranto” e “Chisti Simu” consegnano all’Hospice il ricavato della partita benefica “Reggina ’88-Reggina ’99”

(639) Dopo i successi delle scorse serate, Tabularasa continua questa sera, mercoledì 13 luglio, con altri due importanti eventi. Nello splendido scenario dell’Arena dello Stretto del Lungomare di Reggio Calabria, alle ore 21, le associazioni “Leggende Amaranto” e “Chisti Simu” consegneranno alla Fondazione Hospice l’assegno con il ricavato dell’incontro tenuto allo stadio “Granillo” tra Reggina ’88 – Reggina ’99, con l’addio al calcio di Belardi e Cirillo.

 

Alle ore 22 sarà la volta di un grande artista calabrese, Peppe Voltarelli* in concerto.  

* Nel 1991 fonda a Bologna il Parto delle Nuvole Pesanti, band di studenti universitari che mescola il folk al punk. L'album 4 battute di povertà, prodotto dalla Lilium dei fratelli Onorato di Monza e distribuito dalla Sony Epic, diviene apripista di un genere denominato "tarantella punk". Particolarmente importante nella produzione del gruppo è Sulle ali della mosca (2000), con la collaborazione di Teresa De Sio e Roy Paci.  Il gruppo collabora con la compagnia teatrale Krypton di Firenze, con Claudio Lolli e con il regista Giuseppe Gagliardi. Dal 1991 al 2005 Voltarelli registra con la band nove album, con la partecipazione al Premio Tenco (1998 – 2000 – 2001) e al Concerto del Primo Maggio a Roma  (1999 – 2005). Nel 2005 lascia il gruppo. Il primo lavoro da solista è il film La vera leggenda di Tony Vilar, del regista Giuseppe Gagliardi. Nel 2007 esce Distratto ma però, il primo lavoro discografico da solista prodotto artisticamente da Finaz della Bandabardò che vede la partecipazione di Roy Paci, Sergio Cammariere, Pau dei Negrita e Giancarlo Cauteruccio. Nel 2012 concerti a Buenos Aires, New York, Portland, Seattle, Los Angeles, Bruxelles, Barcellona, Colonia e Lussemburgo. Ospite del Canzoniere Grecanico Salentino al concerto che si tiene al Joe's Pub di New York nel Giugno 2013. Jon Pareles dedica un articolo alla serata, sulle pagine del New York Times del 28 Giugno. Partecipa al Montreal International Jazz Festival 2013 con due concerti al Savoy du Metropolis. Lamentarsi come ipotesi (OtrLive – Universal 2014) è il suo terzo album di inediti in studio. Il Caciocavallo di Bronzo è il suo primo romanzo ("cantato e suonato") pubblicato da Stampa Alternativa. Il nuovo libro-cd uscito a maggio 2016 è “Voltarelli canta Profazio”.

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Reggio di Calabria: Ordine degli Architetti, giovedì 14 seminario informativo “Dal SI-ERC al SISMI-CA, la dematerializzazione completa del processo autorizzativo”

(638) Il Consiglio dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Reggio Calabria propone nell'ambito della propria offerta formativa il Seminario informativo Dal SI-ERC al SISMI-CA la dematerializzazione completa del processo autorizzativo.

 

Il seminario si terrà giorno 14 luglio 2016 dalle ore 9.15 alle ore 18.00 presso la Sede dell’Ordine. Nell’approssimarsi dell’avvio della nuova piattaforma di gestione informatica delle autorizzazioni per la denuncia, il deposito e l’autorizzazione di interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica denominata SISMI.CA CALABRIA, prevista per il 1° gennaio 2017, dalla quale i professionisti e l’intera filiera edilizia  attendono  significativi vantaggi, in direzione della sicurezza sismica, della trasparenza dei procedimenti amministrativi, della semplificazione, dematerializzazione e velocizzazione delle procedure,  l’Ordine promuove, in collaborazione con l’Assessorato alle Infrastrutture della Regione Calabria, un’attività formativa e di accompagnamento all’uso, e sulla quale, su richiesta della stessa amministrazione regionale, gli ordini hanno già offerto supporto critico, evidenziando già le problematiche più evidenti. Parteciperanno all’evento l’Assessore alle Infrastrutture Prof. Roberto Musmanno, l’arch. Patrizia De Stefano Presidente dell’Ordine Architetti PPC della provincia di Reggio Calabria, Dott. Gianni Barrotta Laboratorio Sviluppo SW – SINERGIS, Dott. Ing. Michele Caridi – consulente PROGESIST S.r.l.. L’evento aperto esclusivamente agli Architetti verrà trasmesso anche in modalità streaming,  per consentire la più ampia partecipazione, visto il gran numero già di iscritti. Per tutte le informazioni per accedere allo streaming consultare il sito dell’Ordine www.rc.archiworld.it

 

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Lamezia Terme (Cz): sanità, Colombo (LNC) “Decreto Scura applicato senza alcun criterio nè logica”

(693) “Il decreto attuato dal Commissario alla Sanità, Massimo Scura, e dal suo vice, Andrea Urbani, continua inesorabile il suo percorso di depauperamento del settore, col conseguente depotenziamento degli ospedali calabresi dove senza dubbio il più colpito è il presidio di Lamezia Terme

 

che da tempo ormai immemore opera in condizioni di sotto organico per mancanza di operatori sanitari, medici e primari e su di un territorio che dovrebbe servire un’ utenza di 150 mila abitanti. Tra pochi giorni L’Asp di Catanzaro dovrà redigere e presentare l’atto aziendale che per varie ragioni non dovrà discostarsi da quanto previsto dalla struttura commissariale che per il nosocomio lametino ha deciso, attraverso lo scellerato decreto sanitario, lo smantellamento di diverse unità operative complesse riducendole a strutture semplici che non prevedono la presenza di un primario. In quest’ottica di ripartizione ed organizzazione il Laboratorio analisi dell’ospedale di Soveria Mannelli, per esempio, con una media di 30 prelievi al giorno, è stato confermato SSD(struttura sanitaria dipartimentale) mentre quello di Lamezia deve subire la beffa di un declassamento a struttura sanitaria semplice nonostante i suoi 500 prelievi giornalieri. Viene proprio da chiedere al Commissario Scura con quale logica e criterio sia stata attuata una tale decisione cosi avulsa dalla realtà? C’è ancora da sottolineare che in tutta questa folle gestione commissariale il direttore del Dipartimento delle politiche sanitarie, dott.Fatarella che, ricordo, fu voluto e nominato dal governatore Oliverio, svolge solo il ruolo di comparsa, accettando supinamente fin dal primo giorno tutti gli atti di indirizzo dei due commissari, Scura ed Urbani, non opponendosi minimamente e non svolgendo alcuna azione di contrasto alle loro decisioni. Ritengo quanto mai pleonastico affermare che tutto ciò porterà nel giro di pochissimo tempo ad un ulteriore ridimensionamento dell’ospedale lametino, che viene sempre più penalizzato da apparati politici e burocratici, quando invece dovrebbe, vista la posizione baricentrica della città ed il bacino d’utenza, disporre di tutte le eccellenze possibili, con mirati investimenti da parte del settore, ed invece da anni si rincorrono le emergenze ed i reparti vengono gradatamente smantellati o depotenziati ed il personale continua ad essere numericamente insufficiente e non in grado di far fronte alle esigenze di un territorio cosi importante. Di quel 19 marzo e di quella voglia di combattere nulla è rimasto ed i tentavi di dialogo e di confronto con interlocutori, che li hanno sempre disertati, sono miseramente falliti e di tutto questo le forze politiche in città dovrebbero rendersi conto, prendere atto che la battaglia è stata effimera, che i risultati non sono arrivati e quel corteo e quelle infuocate e sincere parole del sindaco pronunciate dal palco dinanzi al Giovanni Paolo II, hanno rappresentato il canto del cigno della nostra città”. Igor Colombo (Lamezia Non Conforme).

 

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Viola: lettera aperta del Presidente Raffaele Monastero

(287) "Sento l’esigenza di esprimere le mie prime parole pubbliche da Presidente della Viola, anche alla luce del delicato momento che sta attraversando la città intera, che abbiamo sempre onorato e servito per cinquanta lunghissimi anni di storia, rappresentandone spesso l’identità migliore. La Viola siamo noi. Non altri. Reggio Calabria siamo noi. Non altri. La Calabria siamo noi. Non altri.

 

Noi, la gente che si sveglia la mattina e si scontra con tutto, che crede nel percorso della vita come il bene più prezioso, la gente che lavora, ama e piange e non si sente felice se non per pochi attimi ma continua a credere e cercare la felicità, anche in un pallone arancione a spicchi, per qualche ora.

La Viola siamo noi che crediamo alle emozioni dello sport come maestro di vita, che ci mettiamo in discussione tutti i giorni, siamo noi che riserviamo sempre il ragionevole dubbio di essere all’altezza di cambiare un pannolino, fino al mettersi al servizio della propria gente per un radicale legame d’amore e di appartenenza.

 

La Viola appartiene alla gente, a tutta la sua gente, tifosi e non.

 

Nessuno potrà mai usare, cambiare o barattare l’identificazione di tutto un popolo con questa maglia, ciò di cui la Viola è espressione dalla sua nascita. Nessuno.

 

La Viola sopravviverà a persone e cose, perché è amata di un amore viscerale, immortale, ereditario e contagioso da centinaia di migliaia di tifosi, forse milioni, e che rappresenta l’orgoglio di ognuno di noi di essere reggini e calabresi.

 

La Viola siamo noi che ci identifichiamo in lei, tutti noi, dentro un territorio che urla fiero la voglia di essere padrone di costruirsi il proprio destino, un territorio che oggi è vivo e presente, che non ci lascia più soli e ci incoraggia tutti i giorni ad andare avanti contro ogni negatività, contro le piaghe, a remare nelle morte gore contro quella dura crosta irrovesciabile, che non mostra il fiore al profumo e nasconde il frutto al sapore.

 

Sono qui, come voi, tantissimi, un’immensa marea neroarancio, la maggioranza non più silenziosa, con tutto me stesso e solo per amore, per lavorare e camminare insieme.

 

Forza Viola".

 

N.14, Raffaele Monastero.

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Tragedia ferroviaria in Puglia: le riflessioni del prof. Domenico Gattuso

(342) Premesso che il mio primo pensiero va alle vittime della tragedia avvenuta ieri in Puglia e alle loro famiglie, ma anche ai ferrovieri che si trovano a lavorare in condizioni gravose, sollecitato da molti amici mi spingo a proporre alcune riflessioni su quanto accaduto, con l’idea di affermare il diritto dei viaggiatori, e della comunità nazionale più in generale, a che simili eventi non si abbiano mai più a verificare.

 

Vi sono tre ordini di riflessioni, una di natura tecnica, una riferita al contesto calabrese, una di taglio sindacale-politico.

I)       L’incidente avvenuto ad Andria probabilmente è legato ad un errore umano; su quella linea, in rapporto ad informazioni acquisite, vige un regime di circolazione chiuso (BAM – Blocco Elettrico Manuale a Consenso) ovvero un Blocco Telefonico della linea basato sul consenso  telefonico che il capostazione di una stazione a valle deve dare prima che un treno sia instradato sulla tratta dal capostazione della stazione a monte; il via libera viene dato attraverso l’attivazione di appositi segnali attraverso dispositivi con manopole. Potrebbe dunque esserci stato un errore di distrazione fatale. Non è da escludere che  i lavori di ammodernamento in linea possano aver  determinato una situazione di degrado degli impianti e che altre concause si siano tragicamente aggiunte (ad esempio il ritardo di un convoglio che può aver fatto saltare l’esercizio ordinario con riflessi  sulla percezione delle circolazioni da parte del personale). Ma vi è un errore umano di altra natura che va considerato: non può essere che nel 2016 esistano ancora in Italia regimi di circolazione di quel genere. E se ancora oggi vi sono linee con quel tipo di apparato, l’errore umano sta nella mancata programmazione e realizzazione di un regime di sicurezza più avanzato (BCA – Blocco Conta Assi, BAcc – Blocco Automatico a circuito di binario, BCR – Blocco Elettrico radio). Non è accettabile sostenere che quella è una linea privata; le condizioni di sicurezza vanno garantite dallo Stato ovunque allo stesso livello. In Italia ormai il blocco telefonico è in disuso quasi ovunque tranne che in qualche caso singolare (Sardegna, forse Sicilia); con un’aggravante: che in Puglia su quella maledetta linea circolano treni di ultima generazione a trazione elettrica, quindi si vive il paradosso di una linea elettrificata, peraltro molto frequentata,  su cui sarebbe stata ben poca cosa passare ad un BAcc.  Troppo spesso, purtroppo, si scoprono le situazioni critiche dopo incidenti gravi (vedi Crevalcore nel 2005, sulla linea Verona-Bologna, individuata come parte del  Corridoio Europeo N.1 eppure all’epoca ancora a binario unico e su standard idi sicurezza non adeguati; o Macomer in Sardegna, nel 2007, che presenterebbe caratteristiche similari a quelle di Andria). Allora è d’obbligo richiedere al Governo nazionale  la rimozione delle criticità che i tecnici e i vertici delle Ferrovie conoscono bene. L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, istituita nel 2008 quale Ente indipendente, assuma compiti di vigilanza e di ispezione tecnica severa, e sia dotata di poteri di intervento nei confronti degli operatori ferroviari inadempienti o non in regola con gli standard prefissati.

 

II)     In Calabria la situazione della sicurezza ferroviaria sembrerebbe migliore; in effetti i regimi di circolazione sono stati adeguati su standard più avanzati, ma non possiamo abbassare la guardia, anzi occorre fare ancora di più. La Calabria ha pagato già tributi molto alti: rammentiamo gli incidenti della Fiumarella (CZ) nel 1961 (71 morti e 27 feriti), di Eccellente nel 1980 (28 morti e 100 feriti),  di Crotone nel 1989 (12 morti e 32 feriti) e numerose tragedie sfiorate (Gimigliano, Marzo 2014; Marcellinara, Novembre 2011; Ferruzzano, Novembre 2015;  per citare le più recenti). La sicurezza non è però solo un fatto di apparati di controllo; vi sono altri aspetti che vanno monitorati. Ad esempio occorre garantire una adeguata manutenzione delle linee e delle opere di protezione, specialmente della linea ionica che denuncia stati di degrado evidenti (il binario sospeso di Ferruzzano  è un caso emblematico); occorre arrestare la pratica del right sizing attivata da RFI che prevede la eliminazione di tronchi di binario in stazioni ritenute secondarie, perché tali operazioni si traducono in un depotenziamento della linea e in una riduzione dei margini di sicurezza per la collettività, checché ne dicano i tecnici di RFI o amministratori   impreparati. Continuiamo a chiedere che siano ripristinati i binari rubati alla Calabria da parte di RFI (San Lorenzo, Roseto Capo Spulico, Crotone, Roccella Ionica) e che siano eliminate le ganasce che inibiscono il transito dei treni sul secondo binario in numerose stazioni colpite dal right sizing. E ancora, occorre adottare sistemi e tecnologie di rilevamento di eventi a rischio e comunicazione per la prevenzione (tipo GPS); ho assistito l’anno scorso all’incendio di sterpaglie a margine della linea ionica, con il fuoco che è giunto ad aggredire i cavi di rame scoperti (le canalette di cemento risultavano sconnesse e i cavi erano a vista) con conseguente rischio di degrado degli impianti di segnalamento.

 

Sulla Ionica abbiamo costituito da tempo una Rete di movimenti ed associazioni (ferrovia Ionica Bene Comune) nell’intento di sensibilizzare la comunità e rivendicare il rilancio su standard europei dei servizi.  Decine di manifestazioni si sono susseguite negli anni, focalizzate su una petizione on-line articolata in 10 punti indirizzata al Ministro dei Trasporti e al Governatore della Regione. Numerosi sindaci hanno espresso la loro adesione. Il 23 Aprile prossimo a Crotone si terrà un ulteriore  momento di mobilitazione straordinaria (l’incontro si terrà presso la sede della Lega Navale); in tale occasione sarà reso pubblico un documento tecnico-politico di denuncia e di proposta elaborato dalle associazioni, che sarà inviato al Ministro Delrio (e per conoscenza ai Governatori delle regioni meridionali). Chiederemo ai sindaci della fascia ionica di scendere tutti in piazza, con i loro consiglieri comunali, insieme a noi; chiederemo loro di sfilare, tutti insieme,  davanti alla sede del Ministero dei Trasporti con fascia tricolore  e gonfalone; chiederemo al Ministro di incontrare una qualificata delegazione calabrese per affermare le nostre ragioni, e ne abbiamo da vendere.

 

III)   In Calabria il sistema ferroviario sta visibilmente degradando da una decina di anni. Fa pensare il fatto che di fronte alle richieste avanzate dalla comunità di interventi significativi, l’amministrazione regionale sia appiattita su politiche ragionieristiche tese a  limitare i danni correlati ai tagli continui di risorse, subisca le politiche di FS, propagandi per rivoluzionarie azioni di basso cabotaggio nel campo dei trasporti. Sono anni che le amministrazioni regionali calabresi fanno danni; il guaio è che si persevera, si chiacchiera e si pretende l’applauso e il silenzio della gente. Non è più tempo di attesa. E lo dicono i numeri seguenti.

 

Negli ultimi 20 anni sono state investite risorse pubbliche considerevoli per l’Alta Velocità, trascurando i servizi di trasporto ferroviari regionali, in assoluta contraddizione con i dati di mobilità. Abbiamo speso circa 100 Mdi Euro per una linea forte che collega solo alcune metropoli a scapito di tutto il resto del paese, e solo 4 Mdi Euro per i servizi ferroviari ordinari. Altri 40 Mdi Euro di investimento sono previsti per completare il disegno dei cosiddetti “corridoi AV”. Noi contestiamo la concezione dei corridoi , perché essa si traduce in mancanza di reti diffuse e in effetto marginalizzazione per ampie fasce di territorio e di popolazioni. I pendolari che si muovono quotidianamente in treno sono 3 milioni, i viaggiatori sulla lunga percorrenza sono appena 300 mila; basterebbe questo dato per affermare che sarebbe più corretto, in una logica sana di mercato, rispondere alla domanda di trasporto in modo più equilibrato a favore della scala locale e indirizzare congrue risorse sulle ferrovie regionali.  Invece continua a prevalere l’ingiustizia. La distribuzione delle risorse fra i diversi modi di trasporto privilegia i modi privati motorizzati (82% auto e moto) a scapito di linee su ferro (5%) o servizi di trasporto pubblico (13%). I tagli al trasporto ferroviario regionale sono continui e l’effetto è sotto gli occhi di tutti: treni soppressi, treni sempre più vecchi, sporchi, soggetti a guasti, servizi da terzo mondo. In alcune regioni non si comprano treni ormai da decenni. Trenitalia, azienda di Stato, persegue una politica inaccettabile; avvalendosi esclusivamente di fondi pubblici, tende a rispondere alle esigenze di una minoranza di utenti. Non sarà certo la liberalizzazione sbandierata dei servizi a rallentare il degrado in atto; tale strategia è stata devastante laddove applicata. Colpisce i più deboli, colpisce le regioni più povere, è ingiusta, non è sostenibile. E’ ormai evidente lo squilibrio nel sistema di trasporto nazionale fra regioni del Nord e regioni del Sud; e non si tratta di banalità. A parte la maggiore estensione di autostrade e viabilità di qualità, si rileva che: a fronte di 50 km di rete a doppio binario per 100 km di rete nel Nord, nel Sud se ne trovano 27; a fronte di numerosi collegamenti ferroviari tra regioni del Nord, quelli fra regioni del Sud sono rari e di scarsa qualità (ad esempio si ha una media di 12,3 Eurostar/giorno contro 1,7); a Nord si ha il TAV (2,5 ore sulla Milano-Roma), a Sud no e quello che è peggio sono stati cancellati drasticamente i treni a lunga percorrenza. Solo con riferimento alla Calabria, in un biennio sono stati soppressi 18 treni interregionali (Marzo 2010: 2  ICN; Dicembre 2010: 1  IC, 1 ICN, 2 EXP, 2 EXP cuccette; Dicembre 2011: 1  IC, 1 ICN, 3 EXP, 5 EXP cuccette) ed è diventato pressocchè impossibile raggiungere la Puglia in treno. L’effetto delle politiche perseguite negli ultimi decenni è stato devastante: 120 treni AV fra Roma e Bologna, metropoli del Centro-Nord e il vuoto altrove; distanze tra le città del Nord sensibilmente più corte rispetto a quelle del Sud e delle Isole, frammentazione e impoverimento dei servizi interregionali che penalizzano in modo pesante il Mezzogiorno. Purtroppo le politiche di investimento relative al sistema dei trasporti nazionale ed in particolare al sistema dei trasporti ferroviari risultano fortemente penalizzanti nei confronti del Meridione d’Italia e della Calabria. Nulla è preventivato in sede di programmazione europea (gli eventuali investimenti sono lasciati a carico del Governo nazionale); nel recente piano di sviluppo FS, solo il 14,2% delle risorse su una ammontare di 43,5 Mdi Euro, è destinato al Sud e la Calabria è totalmente esclusa. Il Decreto Sblocca Italia stesso appare cieco nei confronti della Calabria. Il 27 gennaio 2016, il Ministro Delrio ha presentato pubblicamente un provvedimento di grande rilievo, il Contratto di Programma 2016-18 con RFI, richiamato dai media come «la cura del ferro», ha affermato che un’offerta di qualità stimola la domanda («non è un caso che laddove c'è offerta di qualità la domanda cresce»). Affermazioni che noi condividiamo in pieno. Ha  anche parlato di un Patto con le Regioni in modo che gli investimenti siano utilizzati con un meccanismo innovativo e produttivo. Ma i fatti dimostrano una distribuzione incoerente, per non dire strabica, delle risorse:  9 Mdi Euro di investimenti in tre anni, in gran parte destinate a grandi opere strategiche, localizzate quasi integralmente al Nord Italia. Alla Calabria, ahinoi, sarebbero destinate delle briciole: appena 100 Mni Euro. Infine il Patto per la Calabria: nessun investimento per le ferrovie calabresi. Desolazione totale.

 

Chiediamo dunque responsabilità a chi governa. Trasporti Equo-Sostenibili, risorse distribuite equamente in rapporto alle reali esigenze della comunità. Meno TAV e più sicurezza, meno grandi opere inutili e più treni, meno stazioni cattedrali nel deserto e più servizi di qualità, memo privilegi per alcuni territori e più rispetto per le regioni del Sud, meno spocchia e più fatti concreti, meno corruzione e più competenze. La rete ferroviaria italiana dev’essere tutta a gestione unica e pubblica. Non ci interessano i minuti di silenzio per commemorare le persone morte per responsabilità che sono, in primo luogo politiche, e  direttamente proporzionali al ruolo istituzionale. Noi vogliamo parlare e ci faremo sentire, perché è davvero ora di cambiare.

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Coldiretti: carburante agricolo, la Giunta regionale approva delibera semplificazione dell’assegnazione. Molinaro: “Accolte le richieste avanzate da Coldiretti. Adesso aumentare supplemento di carburante per la siccità”

(341) Ha visto finalmente la luce la delibera della Giunta Regionale che semplifica le norme e le procedure per l’assegnazione del carburante agricolo alle imprese. Infatti, accogliendo le richieste più volte avanzate dalla Coldiretti Calabria, la Giunta Regionale ha dato il via alla semplificazione amministrativa, valorizzando la sussidiarietà, delegando quindi i Centri di Assistenza Agricola (CAA)

 

che sono la casa della semplificazione per l’agricoltura. “Apprezziamo questo provvedimento – dichiara Molinaro – che, dopo la firma della convenzione con ARCEA che dovrà avvenire nel più breve tempo possibile, sicuramente agevolerà gli agricoltori in un periodo cruciale per i lavori in campagna. Questa è la politica buona ed efficiente che piace agli imprenditori agricoli calabresi. Adesso – continua – chiediamo che Giunta Regionale con un provvedimento urgente, deliberi l’assegnazione supplementare di carburante agricolo necessario per maggiori esigenze d’irrigazione delle colture, che sono in sofferenza per il grande caldo. L’andamento climatico – prosegue – ha comportato per le imprese agricole la necessità di incrementare i turni d’irrigazione. Al fine di far fronte al periodo siccitoso e non compromettere la raccolta, le aziende hanno impegnato nelle pratiche colturali straordinarie maggiori consumi di carburante. In applicazione quindi dell’art. 2 del D.M. del 26 febbraio 2002 lettera b) e viste appunto le esigenze e difficoltà riscontrate  la Giunta – conclude – adotti una specifica delibera  in modo da permettere alle aziende agricole di richiedere quote aggiuntive di carburante per uso agricolo per far fronte alle maggiori esigenze di irrigazione supplementare.

 

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Reggio di Calabria: ‘ndrangheta, Dieni (M5S) “Bene azione della magistratura, ma è il sistema ad essere marcio”

(191) “L’intreccio perverso tra amministrazione, politica e malavita organizzata a Reggio Calabria dimostra che serve un cambiamento radicale” non ha dubbi la deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni nell’indicare la necessità di una decisa svolta e la necessità di una nuova etica nella gestione della cosa pubblica.

 

“Le mie congratulazioni più sincere – continua la parlamentare –sono rivolte alla magistratura, specie al procuratore capo della Dda, Federico Cafiero de Raho, e alle forze dell’ordine, per questo importante risultato nella lotta per ripulire le istituzioni dalle incrostazioni della ‘ndrangheta, che dominano purtroppo ogni ingranaggio della vita civile. Dobbiamo riconoscere, tuttavia, che l’opera dei giudici da sola non basta. La gestione dei beni pubblici è diventata, durante troppi anni, permeabile alle attenzioni e all’attivismo della malavita organizzata, specialmente nella nostra regione, in Calabria. Va ammesso che non è solo la politica, ma ormai anche parte dell’amministrazione ad essere contaminata da infiltrazioni mafiose, come è stato ricordato dal procuratore capo Nicola Gratteri, che ha parlato, solo poche ore fa, del danno provocato dall’inamovibilità di alcuni dirigenti, che possono diventare ancor più dannosi della ‘ndrangheta. Quello che serve è un deciso cambio culturale che coinvolga tutto il territorio. E a dare l’esempio non può che essere proprio la politica, abbandonando le logiche clientelari e la corruzione, cercando di riappropriarsi del ruolo di guida cui dovrebbe essere destinata. Purtroppo con la classe dirigente che possiamo disporre nelle nostre istituzioni territoriali, eccezion fatta per lodevoli eccezioni, tale mutamento sembra ancora molto lontano. Eppure una parte buona della politica già esiste, ed è trasversale, seppure in misura diversa, a tutti i partiti. Dobbiamo sforzarci di prestare maggiore attenzione, per quanto possibile, alla trasparenza del candidato, più che a logiche di fedeltà o di appartenenza.” “Al momento ci accontentiamo di queste buone notizie – termina la deputata – ma siamo consapevoli che la magistratura sta intervenendo sugli effetti e non sulle cause. Eppure la possibilità di voltare le spalle a questo sistema incancrenito è nelle mani dei calabresi. Spero di cuore che prima o poi acquisiscano questa consapevolezza che purtroppo ancora a molti manca.” * Ufficio Stampa.

 

 

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