Coni e Coesa, l’ultimo “Appuntamento con il futuro”: al Ce.Dir. di Reggio Calabria il 19 ed il 20 giugno i prossimi corsi su creatività ed analisi della crisi economica

Sabato 19 e domenica 20 giugno prossimi, all’auditorium “Gianni Versace” del Cedir di Reggio Calabria, si terranno gli ultimi due corsi del seminario “Appuntamento con il futuro” organizzato dal Centro Organizzazione Eventi Sociali ed Aziendali (Coesa) in collaborazione con la Scuola dello Sport – Coni Calabria  e la TopMind Training. Sabato il tema sarà “Strategie creative per innovare con successo” presentato da Hubert Jaoui, uno dei maggiori esperti di creatività applicata, con l’intervento di Edward de Bono, considerato come la massima autorità mondiale del pensiero creativo e dell'insegnamento delle abilità del pensiero e fondatore del “pensiero laterale”. Domenica, “L’economia del futuro: politiche e prospettive per il Mondo, l’Italia e il Mezzogiorno” dell’esperto mondiale di Economia Internazionale, Dominick Salvatore.

Dunque, tre docenti di fama mondiale, che hanno fatto la fortuna di numerose persone ed aziende di tutto il mondo, con una metodica giocosa e divertente, insegneranno come sviluppare capacità creative, come creare lavoro, come far crescere la propria attività e come far crescere il benessere economico. “Mi auguro – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto) – che i calabresi prendano in grande considerazione seminari di questo genere. Approfondire questi temi vuol dire contribuire ad elevare il grado di professionalità che, soprattutto al Meridione, è fondamentale per lo sviluppo economico e sociale. Spesso capita, soprattutto al Sud, che aziende, imprese e dirigenti, del mondo del lavoro come di quello sportivo, <<assistano>> al manifestarsi degli eventi, oppure, quando gli eventi si sono manifestati si domandano cosa mai sia accaduto. L’insegnamento utile che arriverà da questo seminario è quello di imparare a determinare gli eventi e non a subirli, ad essere, dunque, protagonisti dei propri risultati”. Per incentivare la partecipazione al seminario, il Centro Coesa ha istituito dei premi riservati ai partecipanti e distinti per categoria: 3 premi del valore di 1000 euro per le migliori idee creative, riservati a studenti universitari e laureati; 3 premi di 2000 euro per la realizzazione dei migliori progetti, riservati a ditte individuali, aziende, enti pubblici ed insegnanti. “Se – ha aggiunto Mimmo Praticò – nelle regioni più avanzate del nostro Paese, seminari di questo genere sono all’ordine del giorno, per il Sud Italia sono eventi rari e preziosi. Non perdiamo, quindi, l’occasione che ci viene offerta. Ascoltiamo gli insegnamenti e i consigli di tre illustri professionisti dell’economia mondiale”.

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Coni e Avis, la Calabria fa buon sangue: stamane i presidenti regionali del Coni, Praticò, e dell’Avis, Marcianò, hanno firmato il protocollo d’intesa

Questa mattina, nella sede provinciale dell’Avis di Reggio Calabria, è stato firmato il Protocollo d’intesa per la regione Calabria tra Avis e Coni. I presidenti regionali del Coni, Mimmo Praticò (nella foto), e dell’Avis, Paolo Marcianò, hanno siglato l’accordo che sancisce l’inizio della collaborazione tesa alla promozione della donazione di sangue. Alla presenza del segretario regionale e presidente provinciale dell’Avis, Domenico Nisticò, e della responsabile della nuova struttura Avis di Gallina, Francesca Modafferi Minniti, si è parlato di come è nata questa sintonia e di quali saranno i benefici che porterà. “Lo sport – ha detto il presidente regionale dell’Avis, Paolo Marcianò – e la donazione del sangue sono due modelli di vita che necessariamente devono integrarsi. Coni e Avis camminano su binari paralleli: donatore e sportivo spingono verso un corretto stile di vita. L’incontro tra questi due modelli di vita significa, in Calabria, più civiltà e più amore verso il prossimo.

Lo sport ci educa alle regole, alla solidarietà, stesso lavoro fa l’Avis che educa la gente a stare più vicina alle persone che ne hanno più bisogno. Il donatore di sangue viene coinvolto gratuitamente e volontariamente e anche lo sportivo, in certo senso, dona una parte di sé, dona il fisico, la mente e si sacrifica per la sua squadra e per il pubblico. Donare agli altri un po’ di sé stessi significa aderire ad un progetto di vita diverso da quello che la società attuale ci propone: una realtà consumistica e indifferente”. “Quest’accordo – ha dichiarato il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò – nasce, intanto, da un bellissimo rapporto che ho personalmente con l’Avis ormai da molti anni. Ritengo che lo sport, grazie alla sua visibilità, possa contribuire notevolmente a sensibilizzare la gente di sport verso la donazione. Insieme all’Avis, promuoveremo la donazione di sangue e mi auguro che la sensibilità degli sportivi arrivi a toccare il cuore della gente per far capire l’importanza del donare agli altri senza chiedere nulla in cambio. Con la donazione del sangue si realizzano due aspetti positivi: dare a chi a bisogno e partecipare ad un miglioramento della qualità del rapporto con il proprio corpo. Per i giovani questo è importante. Una buona idea, per sensibilizzare e coinvolgere sempre più gente alle tante iniziative dell’Avis che vengono promosse nelle piazze calabresi, potrebbe essere quella di affiancarvi l’attività sportiva giovanile con la collaborazione delle Federazioni, delle discipline associate e degli enti di promozione sportiva, anche in funzione semplicemente dimostrativa o di intrattenimento. Lo sport cattura l’attenzione, sfruttiamo questa sua potenzialità per trasmettere insegnamenti salutari ed etici. Attraverso quest’intesa fondamentale, Coni-Avis, per lo sviluppo salutistico della Calabria, il mondo dello sport può dimostrare ancora una volta il suo grande spirito di solidarietà ed i suoi campioni non lo saranno solo sui campi di gara, ma anche nella vita”.

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I prossimi 19 e 20 giugno il V° torneo di subbuteo Città di Reggio Calabria

L'ACT Reggio 2004 comunica che il 19-20 Giugno 2010, presso i locali della Perla dello Stretto, si svolgerà il torneo di Subbuteo "5° Città di Reggio Calabria", terza ed ultima tappa italiana del circuito Internazionale dei tornei Satellite, che prevede il sabato la manifestazione a squadre a partire dalle ore 14 e fino alle ore 18, mentre la domenica a partire dalle ore 9:30 e fino alle ore 18 saranno disputate le categorie individuali Open, Veteran, Under 12, Under 15 ed Under 19.

E' prevista la presenza di numerosi atleti provenienti per lo più da Calabria e Sicilia, ma al torneo prenderà parte anche una rappresentativa maltese che oltre a partecipare al torneo a squadre, sfiderà gli atleti italiani anche nella giornata di domenica nel torneo individuale.

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CONI, “Motricità, psicomotricità e prevenzione per tutti: il corso organizzato dalla Scuola Regionale dello Sport si terrà martedì 15 giugno a Reggio Calabria

La Scuola Regionale dello Sport del Coni Calabria continua l’azione formativa a beneficio di quanti operano sul territorio occupandosi di attività motoria e sportiva. Martedì 15 giugno dalle ore 8,30, infatti, al Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, si terrà il convegno “Motricità, Psicomotricità e Prevenzione”. Il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto), sottolinea che, con questa iniziativa, si intende offrire “l’ennesima possibilità di approfondimento a quanti operano nel settore sportivo e della formazione in genere; a chi opera con gli adolescenti ed a quanti svolgono delicati compiti di educazione motoria nell’attività per diversamente abili”.

Il corso, aperto ad un massimo di cento aderenti, è gratuito e rivolto principalmente a studenti e laureati in Scienze Motorie, psicologi, educatori professionali, terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva e fisioterapisti. Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere al Coni Calabria, telefonando allo 0965890587 o mandando una mail a: coni@calabria.it. Questo il  programma, curato dal coordinatore della SdS Demetrio Albino e dallo psicologo e psicoterapeuta Franco Boscaini: “Tappe evolutive della motricità e fasi sensibili”; “Lo sport e la disabilità – un’attività in continua evoluzione”; “Fondamenti della Psicomotricità e visione unitaria della persona: il movimento nell’ottica psicomotoria”; “I disordini quantitativi e qualitativi del movimento. Ruolo dell’equipe”; “Specificità dell’esame psicomotorio e sua integrazione con altre valutazioni. Specificità della presa in carico psicomotoria”; “Casistica”; “Esperienza”; “Esperienza corporea di sensibilizzazione”; “La psicomotricità come prevenzione. Il ruolo del corpo nei processi di apprendimento”. Il corso si concluderà, alle ore 13, con la consegna degli attestati di partecipazione.

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Un successo per la seconda edizione del “FutsalCalabriaDay”

altLa selezione di Cosenza trascinata dall’implacabile bomber Chiappetta e dal talentuoso Francesco Dentini, si è aggiudicata la seconda edizione del “Futsalcalabriaday” che si è tenuta domenica scorsa nella splendida cornice dello Sport Village di Catona (nella foto le squadre partecipanti). Una giornata magnifica quella trascorsa dagli amanti del calcio a 5 in riva allo Stretto: più di cento spettatori, provenienti da tutta la Calabria, hanno potuto essere protagonisti di una seconda edizione che, grazie alla perfetta macchina organizzativa sinergica dello Sport Village e della redazione di futsalcalabria.it ha permesso la perfetta riuscita della manifestazione. Come detto il triangolare tre le rappresentative di Cosenza, Catanzaro-Vibo Valentia-Crotone (che giocavano in un’unica squadra) e Reggio Calabria è stata vinta dalla compagine rossoblù che nella finalissima ha “sonoramente” sconfitto i reggini per 5 a 1 grazie alla tripletta del giovanissimo Dentini e ai gol di Bisignano e Chiappetta.

Per la compagine reggina il goal della bandiera porta la firma di Laurendi su calcio piazzato. Ma la finale è stata soltanto il culmine di una ricca giornata di sport e divertimento. Dopo la prima gara del triangolare che ha visto il team “rosso” (guidato per l’occasione dall’apprezzato tecnico della Lazzarese Natty Politi) prevalere sui giallorossi “catanzavibocrotonesi” con il punteggio di 4 a 2 (in gol due volte Pasquale Praticò, poi Alia e Ferrato per Reggio, doppietta di Cimino e gol di Macrillò per i ragazzi allenati dal valido tecnico Pippo Torneo), grande divertimento ed euforia per la partitella disputata dai sedici piccoli calciatori della società Pgs Olimpia 2000 di Reggio Calabria che hanno terminato la loro esibizione con una speciale gara di tiri dal dischetto. Nel secondo match tra rappresentative, Dentini e uno stratosferico Chiappetta (tripletta per il bomber del Rogliano) hanno piegato i giallorossi di Torneo (in gol Richichi e ancora Cimino) dando al Cosenza il primo successo. Il marchio di fabbrica del futsalcalabriaday, la speciale e spettacolare gara degli shootout (uno contro uno con il portiere da battere in sei secondi) è stata vinta per questa seconda edizione dal calciatore della Licogest Vibo Totò Richchi capace di fallire solo uno dei quattro tentativi a disposizione. Richichi ha confermato anche in questa occasione la facilità di esecuzione e la bravura nel dribbling, armi del suo repertorio da calcettista. Al termine del triangolare, dopo tre ore di calcio a 5 giocato ad alti ritmi (e sotto un “bel” sole ), ma con l’unico obiettivo del divertimento, si è passati alla premiazione. La redazione di futsalcalabria.it ha voluto omaggiare il migliore calciatore del campionato di C1 scelto e votato direttamente dagli allenatori Lorenzo Calafiore, premiato dal consigliere nazionale della Divisione C/5 Piero Praticò. Il dirigente della Fata Morgana Pietro Plutino ha invece consegnato il premio di miglior giovane a Fabrizio Oliva, prezioso elemento della sua squadra, capace di attirarsi l’interesse di tanti addetti ai lavori. Il premio come miglior portiere destinato a Paolo Scrivano, vista l’assenza di quest’ultimo è stato consegnato alla delegazione cosentina affinché venga fatto pervenire al diretto interessato. Premiata anche la rappresentativa rossoblù per la vittoria del triangolare: vista l’assenza del tecnico designato, Leo Tuoto, fuori regione, il premio è stato consegnato a Michele Casciaro dirigente del Rogliano. Infine il premio più ambito della giornata: quello di MVP della manifestazione che lo scorso anno fu assegnato a Luca Alampi. E’ stata una lotta dura, in questa edizione, per i componenti della redazione che, si sono trovati al cospetto di un Chiappetta in forma straordinaria e di un Giovanni Cimino che con i suoi gol ha cercato di “tenere” a galla la selezione catanzaro-vibo-crotonese”. Ma alla fine, senza voler far torto a nessuno e con il convinto avallo dei due tecnici Torneo e Politi, il premio come MVP dell’edizione 2010 del futsalcalabriaday è stato assegnato ad un piccolo fenomeno: Francesco Dentini, ragazzo classe 1992 che domenica ha mostrato parecchi numeri, facendo divertire il pubblico presente, meritandosi ampi applausi per le sue giocate, segnando gol a raffica e sfornando preziosi assist. Un premio meritato per un ragazzo ancora giovane ma che certamente, con la giusta guida, potrà andare avanti in questa disciplina. Lo Staff, nel complimentarsi con la struttura dello Sport Village di Catona per l’organizzazione, ci tiene a ringraziare tutti i partecipanti alla seconda edizione del futsalcalabriaday, un evento importante che aiuta il calcio a 5 a crescere regalando spazi di condivisione e divertimento. Ma un ringraziamento particolare, va a tutti gli ”amici” di questo sport e di questa redazione: alle ragazze e ai ragazzi di San Giovanni in Fiore, Crotone, Corigliano, Rogliano, Cosenza, Catanzaro, Locri, Melito, a tutti quelli che, nonostante le condizioni precarie dell’A3, la lunga strada per arrivare a Reggio, hanno scelto di essere dei nostri con gioia e soddisfazione. Se la manifestazione è stata un “successo”, il merito è solo loro e di tutta quella gente che, da lontano, si è sobbarcata un lungo viaggio per trascorrere, dagli spalti, una giornata in perfetta compagnia. Al 2011 FUTSAL!

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Sport e legalità, quando i ragazzi insegnano: attraverso la fede e la politica si è parlato di etica e di valori con i giovani di San Giorgio Morgeto

Si è svolto presso la Chiesa di Maria SS Assunta di San Giorgio Morgeto il dibattito “Sport e legalità” organizzato dal giovane parroco don Salvatore Larocca, ideatore dell’iniziativa, con il patrocinio della Provincia di Reggio Calabria, l’Assessorato allo Sport, il Comune di San Giorgio Morgeto, il CONI Provinciale di Reggio Calabria, il Museo della ‘Ndrangheta e l’associazione Libera. Ospiti dell’iniziativa sono stati il capo di Gabinetto della Provincia di Reggio Calabria, Maurizio Condipodero, l’assessore provinciale allo sport, Attilio Tucci, il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò (nella foto), il responsabile del Centro Sportivo Italiano, Luigi Spanò, il vicepresidente provinciale del Coni, Giuseppe Cormaci, ed il responsabile allo sport della Provincia, Domenico Panuccio. Attraverso il linguaggio e l’immaginario sportivo, tanto amato dal mondo giovanile, dunque, si è parlato di legalità, etica, valori e rispetto delle regole e dell’avversario. “Ho sempre creduto – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – che l’insegnamento dell’attività sportiva maturata negli oratori produca nel tempo grandi uomini, sani e forti, fisicamente, moralmente e civilmente.

Per questo ritengo che in molti paesi, dove mancano le strutture sportive adeguate, intanto si può ripartire sfruttando gli spazi esistenti, magari all’aperto, e con una buona dose di volontà. La tecnologia, il progresso e, purtroppo, la moda nello sport fanno passi da giganti, ma per giocare, divertirsi ed imparare a crescere sani, occorre poco. La scuola, inoltre, altro polo fondamentale nella crescita di un giovane, dopo la famiglia ed insieme alla chiesa, si è resa conto della valenza educativa di quest’attività dopo aver avvertito un’esigenza spontanea e naturale che proviene dai ragazzi stessi. Sicuramente, tra il compito sempre più difficile di catturare l’attenzione dei giovani e l’esigenza di una scuola-azienda che ha bisogno di numeri, la rotta non poteva non orientarsi verso lo sport, come verso la musica e l’arte in genere. I giovani amano lo sport, amano seguirlo e praticarlo. Sfruttiamo questa loro passione naturale per poter trasmettere tutti quegli insegnamenti e quei principi che si stanno perdendo e che stanno, lentamente, logorando la nostra società. Ascoltiamo i ragazzi e diamo loro una mano a migliorare il futuro”. La comunità parrocchiale di San Giorgio Morgeto, grazie anche al lavoro di don Salvatore Larocca, per i sui giovani, ha sposato in pieno i metodi educativi e gli insegnamenti di Don Bosco e Don Milani. Un percorso mirato a far scoprire agli adolescenti l’importanza di un territorio riscattabile solo con l’impegno e la volontà di tutti, puntando ad educare i giovanissimi alla cultura della legalità come valore umano e sociale nella vita quotidiana. In questo percorso, i ragazzi hanno condotto un’analisi sul loro territorio che è diventata un libro dal titolo: “Sport e legalità”. San Giorgio Morgeto, che conta circa 4000 abitanti, ha un alto tasso di disoccupazione che porta ad un alta percentuale di emigrazione e le famiglie che vi sono residenti si dedicano prevalentemente all’agricoltura. Il paese ha  scarse possibilità di sviluppo economico e culturale per la lontananza delle grandi linee di comunicazione; c’è poca capacità di adattamento delle famiglie alle esigenze della cultura moderna; bassi redditi; poca conoscenza informatica; alto tasso di drop-out(abbandono)scolastico; prevalenza di un grado di scolarizzazione medio anche nella fascia degli adulti-genitori; forte emigrazione intellettuale; disagio familiare diffuso soprattutto nella fascia adolescenziale. I ragazzi, dunque, riscontrano un ambiente chiuso in gruppi o rioni con fortissime forme di pregiudizi e di muri tra diverse categorie di persone. Il valore della legalità è spesso tinto da una certa mentalità clientelistica legata a forme di favoritismo personale a tutti i livelli. San Giorgio Morgeto è legato ad una forma di economia rurale, agricola e artigianale che, potenzialmente, potrebbe avere forti possibilità di inserimento nel mercato ma per diverse cause rimane legato a forme arcaiche di economia, producendo redditi bassi e situazioni familiari spesso al limite della povertà. In questo contesto, le nuove generazioni sono la fascia d’età più a rischio. L’esito di quest’analisi, di cui viene riportato solo uno scorcio, dimostra quanto i ragazzi percepiscano l’importanza del valore delle regole ai fini della convivenza pacifica nella comunità e che queste in alcuni casi devono essere imposte in maniera più ferrea dalle autorità. Traspare che i ragazzi siano divisi nel sostenere che, in caso di gravi torti ed ingiustizie, bisogna rivolgersi alle autorità o ricorrere all’iniziativa personale: atteggiamento che è retaggio di una mentalità tipica del Sud e avvallata dall’odierno sistema giudiziario contraddittorio che, a detta dei ragazzi, spesso non punisce chi commette reato e rimette in libertà con molta facilità. Questo non agevola la fiducia nella giustizia perché, nel nostro territorio, “chi si ribella o denuncia la mafia è a rischio di ritorsioni e vendette”. L’informazione, poi, arriva senza controllo solo dalla televisione e da internet, si legge poco ed il tema della legalità, anche in famiglia, viene trattato solo nel caso in cui avvengono gravi fatti di cronaca. L’inchiesta condotta dai ragazzi è, dunque, un’analisi e non un giudizio, teso a cominciare a smuovere le coscienze, a risvegliare quell’amore e quella passionalità  per la propria terra facendo leva su ciò che di buono è sano c’è nei territori della Piana: i giovani. Ovviamente, questo lungo ed impervio percorso deve essere condotto da adulti attenti, responsabili e sensibili a ciò che i ragazzi chiedono. Spesso, però, i loro errori e le loro fragilità riflettono quelli degli adulti che, purtroppo, non riescono ad essere validi esempi e punti di riferimento morale.In questo percorso, lo sport può svolgere, come ha fatto in passato, una vera opera educativa perché ancora oggi, possiede una forza attrattiva e propulsiva di tale energia da poter incidere sulle sensibilità e sulle emozioni di milioni di persone di tutte le età, in modo del tutto sorprendente e del tutto sperimentabile. Nei momenti più difficili, il richiamo ai valori ed alle domande sul senso della vita diventa necessario e, qualcosa del genere, sta accadendo anche nello stesso ambito sportivo che, se da una parte è sottoposto alle logiche del denaro e dello spettacolo, dall’altra è profondamente in crisi proprio perché ha perso di vista le inquietudini e le domande che da sempre lo nutrivano: che tipo di persona formare? Quali valori proporre ed in che misura essere scuola di vita per favorire la crescita di una persona. Al giorno d’oggi, non è più l’uomo a servirsi dello sport ma il contrario, per questo lo sport come la società hanno bisogno di un nuovo umanesimo tale da trovare risposte all’incessante richiesta delle nuove generazioni: dare un senso alla vita.

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Un calcio ai libri col pallone sotto il braccio: Praticò ai genitori, “ora che i ragazzi terminano la scuola non lasciamoli soli davanti al computer”

“Diamo un calcio alla scuola” è l’iniziativa che questa mattina si è tenuta al campo coperto “Momenti di sport – Francesco Morabito” di Gallina con gli alunni delle scuole elementari della frazione reggina. Circa 150 bambini hanno partecipato al torneo di fine anno organizzato dalla scuola calcio Polisportiva Gallina di Adolfo Modafferi in collaborazione con il dirigente scolastico Annarita Galletta. L’edizione di quest’anno si è conclusa con la vittoria della “Impresa Vilasi” nella categoria “primi calci” e della “Spizzy” (nella foto premiati da Praticò) in quella “pulcini”. La coppa disciplina è andata alla “Edil Ceramiche” mentre alla signora Bruna Elia è andato un riconoscimento particolare per un nobile gesto di altruismo.

Tra divertimento sportivo e gioia per la fine della scuola, i ragazzi non hanno mai smesso di incitare i propri compagni nella vittoria come nella sconfitta. Ospiti della manifestazione sono stati il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò, il consigliere provinciale, Bruno Porcino, il presidente provinciale del CSI, Paolo Cicciù, il presidente della XIV circoscrizione, Demetrio Marino ed i calciatori Pietro Marino e Demetrio Cutrupi. “In questa fastidiosa giornata di pioggia – ha commentato il presidente Mimmo Praticò – il sole arriva dal sorriso di questi ragazzi che dimostrano tutta la loro passione naturale per lo sport. Diamo ai nostri figli la possibilità di crescere sani e forti ed all’insegna del rispetto delle regole, dei compagni e dell’avversario. Portiamoli all’aria aperta, il movimento, il sole, sono un’ottima medicina naturale. E noi, se proprio non abbiamo voglia di giocare con loro, portiamoci un buon libro e godiamoci lo spettacolo”.

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Reggio Calabria: domenica 6 giugno la II^ edizione del “Futsalcalabriaday”

altSi terrà domenica a partire dalle ore 15 presso la confortevole struttura dello Sport Village di Catona la seconda edizione del “Futsalcalabriaday”, un’intera giornata dedicata al calcio a cinque che per la sua seconda edizione regala numerose novità: un format rinnovato, giovani protagonisti e una location da scoprire. Per la seconda edizione si è pensato, come detto ad un format nuovo in alcuni suoi aspetti per dare nuove emozioni a tutti coloro i quali saranno partecipi dell’evento. Le squadre che si sfideranno saranno infatti tre e rappresenteranno ognuna un’area geografica della regione Calabria. Ci saranno, infatti, la selezione di Reggio Calabria e provincia, quella di Cosenza e Provincia e quella di Catanzaro-Vibo Valentia-Crotone che giocheranno sotto un’unica maglietta.

Un modo originale e spettacolare per rendere ancora più agonisticamente competitiva la giornata. Naturalmente è stata confermata anche per l’edizione 2010 la particolare gara degli shoot-out che lo scorso anno, a sorpresa, vide trionfare il veterano Mario Siviglia a discapito dei più giovani calcettisti. Un’ulteriore novità è rappresentata dalla speciale esibizione, in una partita dimostrativa, dei ragazzi (nati tra il 1999 e il 2003) della società Pgs Olimpia 2000 di Reggio Calabria che, tra la prima e la seconda gara del triangolare, si sfideranno indossando le magliette del FutsalCalabriaday. Naturalmente ognuna delle tre rappresentative avrà un allenatore che, di fatto, guiderà i tre team: la redazione ha scelto di affidare per questa edizione la guida della rappresentativa di Cosenza a Leo Tuoto tecnico della Carpe Diem, di quella di Reggio Calabria all’allenatore della Lazzarese Natty Politi e di quella catanzarese al tecnico del Catanzaro Lido l’amico Pippo Torneo. Al termine del triangolare tutti i partecipanti saranno ospiti della redazione per un rinfresco che si terrà negli stessi locali dello Sport Village durante il quale si effettuerà la premiazione dei migliori calcettisti della stagione, del vincitore della gara degli shoot-out e del MVP della manifestazione. L’appuntamento per tutti, è fissato per Domenica 6 Giugno alle ore 15 allo Sport Village di Catona: tutti coloro che hanno voglia di divertirsi, riuscendo a capire il vero scopo della nostra iniziativa, sono i ben accetti. Le formazioni. CATANZARO: Sperlì (Atletico Cz), Esposito (Catanzaro Lido), Alampi (Licogest Vibo), Richichi (Licogest Vibo), Macrillò (Kroton), Martino (Kroton), Tricoli (Kroton), Cimino (Kroton), Iozzino (Atletico CZ), Brandonisio (Atletico CZ), Mirante (Enotria), Borello (Enotria), Chiarella (Catanzaro Lido), La Salvia (Catanzaro Lido), all.  Torneo. REGGIO CALABRIA: Gioffrè (Cataforio), Tamiro (Gallinese), Praticò P. (Gallinese), Ferrato (Rhegion), Vitale (Rhegion), Durante (Real), Barilla R. (Melitese), Stuppino (M), Oliva (Fata), Calafiore (Fata), Diano R. (Lazzarese), Minniti (Lazzarese), Gnisci (Lokron), Laurendi (Fata), all. Politi. COSENZA: Scrivano (Carpe Diem), Giustiniani (Sportiva Coriglianese), Bisignano A. (Carpe Diem), Bisignano C. (Carpe Diem), Simari (Oratorio), Oliverio (Oratorio) Città (Rogliano), Chiappetta (Rogliano), Gallo (Rogliano), Guzzi (Sportiva Coriglianese), Dentini (Sportiva Coriglianese), Cipolla Fa. (Citrarum), all. Tuoto.

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Giochi studenteschi: Cosenza vince e nel 2011 organizza

Si è svolta nel Duomo di Crotone la cerimonia di chiusura dei Giochi Sportivi Studenteschi e della Settimana Regionale dello Sport della Calabria, organizzati dal 26 al 29 maggio scorsi dall’Ufficio Scolastico Regionale (USR) in collaborazione con Coni, Regione, Provincia e Comune di Crotone. Il testimone, ricevuto dal coordinatore scolastico, Bernardo Madia (nella foto tiene l'anfora-trofeo con Mimmo Praticò sotto gli occhi di Sabina Nardo, a sinistra, e, a destra, di Santino Mariano), ora passa a Cosenza, che organizzerà la prossima edizione. Sui campi di calcio, pallavolo, pallamano ed atletica, hanno avuto la meglio proprio i ragazzi delle scuole cosentine, vincitori dell’anfora panatenaica simbolo dei Giochi. In cattedrale, invece, è stato premiato l’impegno di chi ha permesso che l’evento riuscisse nel migliore dei modi. Un duro lavoro di squadra diretto dall’ideatore ed animatore di quest’iniziativa ispirata agli antichi giochi di Atene, il coordinatore di Educazione Fisica e Sportiva dell’Ufficio Scolastico di Crotone, Santino Mariano, e dal presidente provinciale del Coni, Claudio Perri.

Ospiti della cerimonia sono stati il consigliere regionale crotonese, Alfonso Dattolo, l’assessore comunale alla cultura, Silvano Cavarretta, ed il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò. “Quasi un anno dopo la firma della “Carta etica” – ha dichiarato Mimmo Praticò – torno in questa cattedrale e ritrovo Scuola e Sport insieme per regalare ai giovani calabresi emozionanti e sani momenti di crescita. Mi auguro che questo rapporto si intensifichi nel tempo a vantaggio dei ragazzi e del futuro della nostra società che, purtroppo, è sempre più in balia di malsani ed inutili esempi di stili di vita. Con il direttore generale (USR), Francesco Mercurio, stiamo operando affinché docenti scolastici e dirigenti sportivi possano trasmettere, attraverso lo sport, il rispetto delle sue regole e dell’avversario, importanti valori sociali. Con la Regione, inoltre, siamo sulla strada che porterà anche la Calabria ad avere una sua legge regionale per lo sport. Stiamo seminando con il nostro lavoro, dunque, alberi robusti per raccogliere domani i frutti di una società migliore”. Ad aprire la cerimonia è stata la piccola Orchestra giovanile “Orfeo Stillo”, impegnata ad accogliere in musica i numerosi presenti rapiti dall’incantevole bellezza del quadro della Madonna di Capo Colonna, esposto accanto all’altare maggiore della cattedrale.

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Reggina Albinoleffe 3-1: interviste post gara

Tutto è bene quel che finisce bene, o almeno così si dice. Certo, per buona parte del campionato non solo abbiamo abbandonato ogni sogno di gloria, ma addirittura abbiamo pensato al peggio e, quindi, alla seconda retrocessione consecutiva. Onestamente, sarebbe stato troppo umiliante. Si è conclusa pochi minuti fa la stagione 2009/2010, quella che avrebbe dovuto riportare la Reggina nella massima serie ed, invece, l’ha vista costretta a salvarsi – come sempre – all’ultima giornata. Una stagione, l’ennesima, caratterizzata da innumerevoli errori da parte della Società certamente ma anche da parte di tutte le altre componenti: dagli allenatori (anche quest’anno ben 3 sulla panchina amaranto, da Novellino a Iaconi per finire a Breda), dai giocatori (alcuni presi con la fanfara a far da corollario e, poi, finiti altrove tra i fischi) e dai direttori sportivi (2, da Martino defenestrato assieme a Novellino ad ottobre a Rosati promosso da consulente di mercato ad, appunto, direttore sportivo con l’arrivo di Ivo Iaconi). Hanno sbagliato tutti qualcosa, non c’è alcun dubbio.

Ognuno di essi ha sbagliato, ovviamente con le proprie competenze. Non c’è, quindi, da salvare niente e nessuno in questa stagione assai deludente. C’è da salvare, come diciamo da sempre, la Reggina in quanto entità senza alcun nome e cognome. Personalmente non c’importa chi sia il presidente, l’allenatore, il direttore sportivo, i giocatori o chi ricopra tutti gli altri ruoli. Quello che c’importa è che la Reggina rimanga viva ed attiva. L’augurio che facciamo a chi di dovere è che dalle proprie ceneri, come l’Araba Fenice, si rinasca. Crediamo che più in basso di così non si possa andare e che, appunto, da domani si debba ricominciare col ristrutturare e riorganizzare tutto quanto partendo dalle basi. La Società, in primis. Ha bisogno di nuova linfa, di nuove forze, di nuovi entusiasmi, di nuove motivazioni. Forse la stanchezza la sta facendo da padrona, non sappiamo. La squadra, dopo. Partendo dall’allenatore scelto con oculatezza e non soltanto con la voglia di strafare e prendendo atto che non è possibile cambiare 3 allenatori ogni anno da 3 anni a questa parte. I giocatori. Non dai nomi altisonanti, ma esperti a cui affiancare giovani di valore e con la voglia di vincere e motivazioni tali da fargli fare un campionato intero con il coltello tra i denti. Ecco, da queste premesse si deve partire così come si deve ripartire dall’aver finalmente imparato dagli errori commessi che, ahinoi, quest’anno si sono ripetuti sotto altre forme e sotto altri aspetti. Quanta amarezza, quanta delusione, quanto rammarico c’è in ognuno di noi per non aver saputo approfittare di un campionato di B assai mediocre e livellato. In A ci vanno il Lecce (unica tra le retrocesse a ritornarci subito) ed il Cesena (una vera e propria sorpresa fatta di lavoro e di giovani grintosi e dalla qualità inimmaginabile prima) senza passare per la lotteria dei playoff. Ad esse si aggiungerà una tra Torino, Brescia e le altre sorprese Sassuolo e, pensate un po’, Cittadella. Incredibile per certi versi. Un’altra amara constatazione è che la Reggina è l’unica tra le retrocesse che in A non ci è già tornata (Lecce) o ci può ancora tornare (Torino). Questo è quanto. In sala stampa il nostro unico interlocutore è il presidente Foti (nella foto). Arriva scuro in viso e deciso al monologo. D’altro canto nessuno tra noi colleghi ha voglia di ridere e scherzare, tutti siamo ben consapevoli che quello ottenuto oggi non è un successo ma solo l’obiettivo minimo peraltro fissato di giornata in giornata man mano che quello principale (promozione diretta) lasciava il passo a quello secondario (promozione passando attraverso i playoff) per finire, appunto, a quello minimo (salvezza). Foti inizia il suo monologo e noi lo stiamo ad ascoltare riportandovelo integralmente. “Ho avvertito il desiderio – dice -, la necessità, di venire qui davanti a voi per chiudere questa stagione in cui siamo venuti meno a quelle che erano le attese e che ha portato grandissima delusione per quelle che erano le aspettative da  parte di tutti e che, evidentemente, non sono state suffragate con i fatti. Chiedo – continua -, con molta serenità, scusa ai tifosi, agli abbonati, a tutti coloro i quali stanno a cuore le sorti della Reggina. Mi è dispiaciuto leggere quello striscione a fine gara esposto dalla Curva Nord (“Al 90° via tutti: vergogna mercenari”, n.d.r.) perché credo ci siano state tante difficoltà, difficoltà oggettive, che alla fine ci hanno permesso di raggiungere solo questo obiettivo, certamente minimo, dopo una fase anche di grande presunzione da parte nostra e di grande illusione, che evidentemente hanno caratterizzato questa stagione fallimentare. Oggi abbiamo visto due immagini importanti: le squadre dei Giovanissimi e degli Allievi che stamattina hanno superato il turno e si apprestano alla fase finale dei loro rispettivi campionati. Abbiamo voluto chiudere facendogli fare il giro di campo, chiudendo di fatto anche la stagione poco importante e poco felice della prima squadra. Questo significa, però, che la Reggina è viva, che la Reggina è concreta, che la Reggina può commettere l’errore di una stagione, ma non può essere biasimata. Ho sentito, nell’arco di questa stagione, tantissime cose positive (?) da parte di chi ci è stato vicino e che ringrazio per aver sempre spinto alla ricerca della soluzione affinché si giungesse ad un traguardo migliore di quello a cui siamo giunti oggi. C’è stato chi, invece, con un po’ di acredine, mi auguro dettata solamente dalla delusione, ha cercato di andare a scavare per cercare qualcosa di strano e di assurdo. Io già guardo avanti, già guardo alla prossima stagione, a quello che sarà il XXV° campionato di questa Società e dico a tutti che noi siamo vivi, siamo coscienti dei nostri errori, ma abbiamo bisogno del supporto di tutti perché anche oggi, tra lo spettacolo che abbiamo offerto noi e lo spettacolo offerto dal pubblico al Granillo, ho visto delle cose in cui io non mi riconosco. Mi riconosco, invece, in quella Reggina che ha sempre sofferto, che con grande umiltà ha sempre lottato e che non dovrà avere più quella presunzione o quegli atteggiamenti tenuti forse anche per troppo amore, tenuti certamente con la superficialità che riconosco esserci stata. Voglio una Reggina che lotta – prosegue il presidente -, che combatte, che si sacrifica sotto tutti gli aspetti. E vorrei anche un’altra cosa se possibile, ma forse chiedo troppo. Vorrei che questa Reggina sia amata indipendentemente da Lillo Foti. Lillo Foti è una persona che ha dato e ricevuto tanto alla e dalla Reggina e basta. La cosa più importante è la Reggina e spesso questo molti se lo dimenticano cercando di attirarsi simpatie e regalare antipatie. Sono una persona che soffre come l’ultimo dei tifosi, che cerca di dare con dignità risposte alla sua Città. Vi invito ancora, se ce ne fosse bisogno, a guardare alla Reggina, a guardare alla squadra che vi appartiene a tutti, a cui tutti quanti siamo legati, con maggiore attenzione perché stiamo (?) disperdendo un patrimonio importante. La Reggina è un qualcosa che ci portiamo dentro, nata con noi e che continuerà ad esistere indipendentemente dalla persone che ci sono o ci saranno. Questa è l’unica cortesia che vi chiedo e l’unico invito che vi rivolgo. So di poter contare su questo vostro impegno. Il prossimo sarà un campionato molto impegnativo per questa Società. Impegnativo non alla ricerca di nomi altisonanti, ma alla ricerca di quel modo di lavorare che ha caratterizzato i nostri 25 anni di Reggina. Ci sarà da girarsi le maniche, ed io sarò il primo a farlo, c’è da riportare l’entusiasmo soprattutto dei più giovani e darò, come Reggina, il massimo delle risposte sperando di poter ridare quelle gioie già vissute”. Termina qui il soliloquio del presidente, ci sarebbero da commentare alcuni stralci ma crediamo che i punti interrogativi da noi messi non a caso siano più che esaustivi delle grande nostra perplessità. “Stiamo disperdendo un patrimonio importante”, per esempio, è una di quelle frasi che va giustamente messa sotto la lente d’ingrandimento. Se “stiamo” sta per “noi della Società” allora nulla da eccepire; se, invece, sta per “noi e voi” (con “voi” inteso come Stampa) allora ovviamente dissentiamo in toto con l’eventuale infelice affermazione. O meglio, di certo “noi” non ci sentiamo di essere interessati da quanto detto. Per “gli altri” ognuno risponderà come meglio ritiene opportuno. Dopo il monologo presidenziale inizia il dialogo con i cronisti. Il suo discorso in termini negativi dal punto di vista tecnico che ripercussioni sta avendo o potrà avere sul bilancio della Società? “E’ stata una stagione fallimentare, non lo nascondo ci certo così come non mi nascondo io assumendomene tutte le responsabilità come ho sempre fatto se necessario. Siamo stati poco attenti sposando una causa che non era la nostra. La responsabilità non è dei calciatori né di altri in particolare. Tutti quanti abbiamo commesso degli errori e da questi bisogna ripartire. Era una Reggina che io speravo potesse ritornare subito nella massima categoria. Ho visto gente che era venuta qui per dare il suo contributo e che forse voleva darlo in una maniera diversa. Questo non lo so ma credo comunque in buona fede. Non ci siamo riusciti né noi né loro. Da tutto questo si riparte”. Da qualche suo passaggio si evince come ci sia stato qualcuno che quasi quasi abbia inteso commettere o indurre in certi errori. In maniera più specifica, quali sono stati gli errori, dove sono stati e chi li ha commessi? “Non credo sia il caso di fare nomi, penso che ognuno debba fare i conti con la propria coscienza e dentro di se sappia perfettamente di che cosa è responsabile. Le mie di responsabilità le riconosco e non ho alcuna difficoltà a farlo. Credo e mi auguro perché sono un ottimista che tutto sia stato fatto in buona fede e che tutto sia stato un incidente. La Reggina per questi errori ha pagato, fortunatamente non ha pagato perdendo anche questa categoria, e devo dare atto dicendo grazie al signor Breda che si è messo a disposizione della Società venendo, con grande fatica, a capo del problema e risolvendolo anche se all’ultima giornata e sempre soffrendo perché questa è la verità. Da adesso guardo avanti con grande serenità. Ci saranno sicuramente delle difficoltà ma ritengo che all’interno della Società ci sia ancora la voglia e la forza per poter dare ancora una volta vita a questa maglia che vorrei tornasse ad appartenere a tutti i reggini. La cosa che ultimamente mi da particolarmente fastidio è quella di non riuscire a vedere la gioia, l’entusiasmo – indipendentemente dai risultati perché i risultati sportivi sono frutto anche di episodi – attorno alla maglia della Reggina che deve appartenere a tutti quanti”. Ci è parso di sentire lo stesso discorso fatto un anno fa di questi tempi all’alba della retrocessione però non riusciamo a sapere, e questo forse non lo saprà mai, quali errori sono stati commessi, perché sono stati commessi, chi li ha commessi. Se non ci saranno risposte chiare si alimenteranno illazioni, pettegolezzi e quant’altro. “Vuol dire che bisogna parlare di meno e fare di più. Oggi, io, vorrei sbagliare di meno ed il mio proponimento è proprio questo. Gli errori commessi mi lasciano dentro parecchia amarezza ma ho sofferto per la Reggina e non per Lillo Foti. Per quale motivo si è sbagliato? Si è sbagliato perché si è ragionato troppo in grande, perché non siamo stati con i piedi per terra. Quelle che erano le caratteristiche della Reggina sono state disattese allontanandoci dalla realtà e facendoci prendere dalla voglia di strafare autoconvincendoci di essere sulla strada giusta mentre così non è stato e la sofferenza avuta fino ad oggi lo dimostra”. Lei prima ha detto “guardando lo spettacolo della partita non mi ci riconosco”, si riconosce, invece, nell’aspetto organizzativo societario attuale? Nella rivalutazione di quello che potrà essere il programma generale esiste un esame di coscienza per quel che riguarda la Società e le sue componenti? “Forse c’è qualche lacuna, anzi certamente c’è. Tutto, anche la rivalutazione di questo, sarà legato al progetto di riportare l’entusiasmo attorno alla Reggina”. L’impressione che si ha dall’esterno è che questo entusiasmo lo debba ritrovare in primis anche la Società. “La Società ce l’ha questo entusiasmo. Qualcosa che dentro di noi pulsa ancora c’è”. Ha ammesso che degli errori sono stati commessi, ma adesso, a campionato finito, quale o quali errori non commetterebbe più? “Non potrei avere la controprova. Gli errori commessi sono davanti a me ed hanno portato ad un obiettivo raggiunto solo all’ultima giornata. Di certo faccio le mie considerazioni su tutto ma le tengo per me e cercherò di non ripetere gli stessi errori commessi”. Premesso tutto quello che finora ha detto e che i nostri lettori stanno leggendo, qual è l’input che lei lancia alla Città ed ai tifosi? “Quello di amare, di tornare ad amare la Reggina. Capisco bene che le delusioni degli ultimi due anni in una parte di tifoseria hanno permesso di dimenticarsi della Reggina. Con il mio intervento di oggi, a parte per scusarmi per questo campionato appena finito, lancio l’invito a tutti voi, che riconosco essere stati costruttivi con le vostre critiche, affinché portiate fuori dalla sala stampa l’amore per la Reggina e non per Lillo Foti per far sì che si ricreino quelle stesse condizioni che hanno consentito alla Reggina stessa di diventare grande”. La Società come si muoverà da domani? “Si muoverà animata dalla voglia e dal desiderio di dare ancora qualcosa alla Città sicuramente con nuova linfa e nuova forza affinché torni ad essere guardata con simpatia come fino a qualche tempo fa”. Presidente, se il pubblico si è allontanato dalla Reggina non è certo per altro se non per il non aver condiviso le strategie o i programmi che questa Società ha messo in atto e che, quindi, non sono piaciute affatto. “L’errore principale è quello della Società, non c’è dubbio. L’ho detto prima e lo ripeto adesso. Il mio verso di voi della Stampa era solo un invito a contribuire dando nuova linfa e nuove energie alla Reggina”. Termina così l’ultima conferenza stampa post partita della stagione. Che dire? Oggettivamente, il poco detto dal presidente è anche condivisibile ma è il “non detto ma fatto” che è opinabile. Tanti, troppi, sono stati gli errori e/o gli atteggiamenti sbagliati di questa Società negli ultimi anni. Li abbiamo trattati più volte denunciandoli a chiare note e sarebbe troppo laborioso ripeterli adesso sebbene chi ci ha seguiti li sa già. Adesso, perdonateci, l’unico desiderio che abbiamo è, archiviato nel minor modo peggiore possibile questo campionato, staccare la spina per un po’ e seguire gli eventi sempre attenti e vigili ma con quella rilassatezza che certamente tutti ci meritiamo dopo un campionato lungo, estenuante, pesantissimo e, ahinoi, ancora una volta colmo di delusioni per quanti hanno davvero a cuore le sorti della Reggina. Il presidente se n’è accorto stasera, ma noi lo diciamo sostenendolo da sempre: la Reggina è una ed una sola e prescinde da chiunque la rappresenti pro-tempore. Da chiunque! Ad majora.

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Reggina Albinoleffe 3-1: tabellino, cronaca e commento

Reggina – Albinoleffe: 3-1. Reggina (3-5-2): Marino (Kovacsik dall’89°) ; Adejo, Lanzaro (c) e Valdez; Viani, Viola (Rizzo dall’82°), Tedesco, Missiroli e Rizzato; Pagano e Bonazzoli (Montiel dal 46°). In panchina: Kovacsik, Montiel, Camilleri, Cacia, Cascione, rizzo e Brienza. All.: Breda. Albinoleffe: (3-5-2): Offredi; Cioffi, Maino e Piccinni; Foglio (Poloni dal 79°), Hetemaj, Passoni (c), Geroni (Beduschi dall’84°) e Cristiano; Di Sabato (Morosini dal 49°) e Torri. In panchina: Layeni, Cellini, Poloni, Sala, Guarisa, Morosini e Bdeduschi. All.: Mondonico. Arbitro: Antonio Giannoccaro di Lecce. Assistenti: Maurizio Viazzi di Imperia e Maurizio Liberti di Genova. Quarto uomo: Alessandro Ronchi di Caltanissetta. Andata: 0-2 (Rupolo Ruopolo). Marcatori: Pagano al 6°, Missiroli al 22°, Pagano al 33° e Torri al 43°. Ammonito: Maino al 24°. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Spettatori paganti: 814. Abbonati: 5184. Incasso al botteghino: € 5.639,00. Quota abbonati: € 40.263,67. Spettatori totali: 5998. Incasso totale: € 45.902,67. Note. Arriviamo allo stadio mezz’ora prima della gara e, ad attenderci, troviamo “deserto e desolazione”. Un clima da amichevole tra scapoli ed ammogliati ci da la conferma che la Reggina non è più! Il biglietto ad un euro non induce il pubblico a seguire la squadra di Foti allo stadio. L’appello di Breda affinché la gente giunga allo stadio a dare una mano resta inatteso ed inascoltato. La Città è distante da una squadra ed una Società da cui si sente tradita. L’ennesimo campionato deludente non può che portare a questo. E’ fisiologico, naturale persino normale che sia così.

D’altro canto, perché venire allo stadio ad assistere a spettacoli per la maggior parte indecenti? Meglio, molto meglio diversificare gli interessi. Lontanissimi i tempi di un “Granillo gremito in ogni ordine di posti”, oggi più che mai ci sono visibili vuoti “impressionanti”. Tornando alla partita, l’Albinoleffe si presenta al “Granillo” in versione vacanza: tantissimi i titolari “indisponibili” e, di contr’altare, moltissimi i giovani provenienti dalla Primavera dai nomi sconosciuti e, magari, di futuro valore. La Reggina, invece, lascia Brienza in panchina per le sue note non perfette condizioni fisiche e schiera Viola al posto del nazionale Carmona già in clima “mondiale”. Si preannuncia una gara senza storia, da passerella così come quella di Grosseto mandata all’aria proprio dalla Reggina. Gara di fine stagione, come detto, solo che l’unica formazione ad avere un obiettivo è proprio quella di Breda che deve vincere per evitare i possibili playout. Prima della gara, durante la fase di riscaldamento delle due squadre, Foti e Rosati, da perfetti padroni di casa, vanno a rendere omaggio all’allenatore ospite Mondonico salutandolo e chiacchierando con lui, a quanto ci è dato vedere, molto “amichevolmente”. Cronaca e commento.  Al minuto 2 la Reggina ci prova con Pagano su punizione, tiro alto e primi fischi dello scarso pubblico presente. La gara mantiene le premesse: l’Albinoleffe tiene larghe, larghissime, le sue maglie e la Reggina “impone” (?) il suo gioco. Il problema è che la Reggina non può imporre nulla a nessuno e che lo spettacolo teatrale a cui assistiamo, solo per dovere, è di pessima qualità tant’è che il pubblico rumoreggia assodata l’assoluta inconsistenza degli amaranto che non sembrano riuscire a capitalizzare le distrazioni bergamasche. Al minuto 6 la Reggina passa. Pagano (nella foto) riceve palla all’altezza del dischetto di rigore ed indirizza a rete, Offredi (terzo portiere) si tuffa ma non troppo e la palla s’insacca. Il pubblico si alza ed esulta ma è più un atto liberatorio che altro: la Reggina ce l’ha fatta! All’8° incredibile uscita di Marino che va “a farfalle” e consente a Torri di battere a rete e, di testa, colpire la traversa. Al 10° la difesa della Reggina combina l’ennesima stupidaggine e consente ancora a Torri di andare a rete, fortuna vuole che lo stesso giocatore labronico era terminato in fuorigioco. All’11° un goal annullato a Missiroli per precedente fallo di Lanzaro su un difensore. Al 14° lancio lunghissimo di Tedesco verso Pagano, Offredi esce ma perde il pallone che resta a terra accanto al giocatore amaranto che non se ne accorge e lo stesso portiere ospite si rialza e lo conquista con Pagano spettatore. Al 18° ci prova Bonazzoli, di testa, su cross da sinistra di Rizzato: la palla termina al lato ma Emiliano raccoglie gli applausi del pubblico. L’Albinoleffe è in vacanza, la Reggina gioca per il minimo risultato ottenibile e, certamente, assai poco lusinghiero. Al 22° la Reggina raddoppia. Pagano conquista palla, si allarga sulla destra e batte a rete. Offredi respinge e, sulla respinta, arriva Missiroli (nella foto) che, a porta vuota, insacca. Mondonico assiste impassibile appoggiato comodamente alla sua panchina e chissà quali sono i suoi pensieri: essendo lui “uomo di mondo” e noi non certo degli sprovveduti pensiamo di poterli interpretare senza sbagliarci di molto. Intanto, gli Ultrà 1914, sin dai primi minuti di gara, continuano a far esplodere dei petardi in Curva Nord probabilmente a voler in qualche modo arrecare danno (economico) alla Società. Dopo minuti e minuti di “assenteismo”, la Reggina triplica. E’ il 33° e Pagano va ancora in goal. Bonazzoli “apre” verso di lui sulla destra, Pagano prende la mira e batte Offredi in diagonale. Gara chiusa. Forse! Scommettiamo che l’Albinoleffe, quanto prima, accorcerà le distanze? Al 37° quasi ci riesce con Foglio che, lasciato sul posto Lanzaro, batte a rete e colpisce in pieno il palo alla sinistra di Marino. Il pubblico amaranto fischia i “suoi” giocatori ed un collega accanto a noi sbadiglia (come dargli torto?). Al 41° Torri va nuovamente vicino al goal. Valdez lo lascia libero ed il giocatore ospite batte a rete con Marino che devia in corner. Un minuto dopo ci prova Hetemaj con un gran tiro da fuori area in diagonale, Marino è bravo e respinge. Un minuto ancora e “finalmente” arriva il goal degli ospiti con Torri che appoggia pian piano il pallone alla destra di Marino che nemmeno ci prova a tuffarsi. Tutto secondo copione, insomma. Il primo tempo si chiude con qualche timido applauso del pubblico, ma anche con qualche fischio. Al rientro delle squadre in campo, un po’ di apprensione per l’assistente Viazzi che, controllando la rete della porta sotto la curva nord, resta “vittima” dello scoppio dell’ennesimo petardo lanciato e fatto esplodere dai tifosi tanto da richiedere le cure dei sanitari dell’Albinoleffe. La gara ricomincia con Montiel in campo al posto di Bonazzoli e Pagano si rende nuovamente pericoloso con un tiro che Offredi devia in corner sul quale Tedesco prova da lontano ma ancora Offredi è pronto e para senza difficoltà. Al 57° ci prova Missiroli che si gira in area e batte a rete (anche abbastanza bene), ma Offredi respinge e l’azione sfuma. Seguono lunghissimi ed apparentemente interminabili minuti (in effetti sono meno di una decina) da “che noia, che barba che noia” e ringraziamo i tifosi della Nord che cantando ci tengono svegli. Al 66° a provarci è Montiel che si libera bene in area ma di sinistro manda alto sulla traversa. Al 74° ancora Montiel da lontanissimo, Offredi prima respinge e poi, grazie ad un compagno, blocca. Al 77° l’Albinoleffe si rifà vivo con Cristiano che ha un’eccellente occasione ma “cicca” il pallone che termina la sua corsa tra le braccia di Marino senza procurargli alcun pericolo. Le ultime emozioni le regalano i tifosi con cori (“Mercenari non ne vogliamo”, “Solo per la maglia, noi cantiamo solo per la maglia”) ed uno striscione (“Al 90° via tutti: vergogna mercenari”) che sortisce gli applausi dei presenti. Termina la partita, si chiude il campionato. Tutto è bene quel che finisce bene, ma “bene” è un eufemismo. Tutto da rifondare, dalla Società da riorganizzare alla squadra da ricomporre secondo criteri più consoni all’obiettivo che non deve più variare in corso d’opera. Il “sono qui per vincere” è diventato “speriamo che me la cavo”, mai più sofferenze e delusioni del genere. Una conferma, però, arriva: anche quest’anno la Reggina e Foti si salvano all’ultima giornata. Il “grave” è che era sempre avvenuto in A e non in B! Traetene le conclusioni. Una chicca: al triplice fischio finale tutto lo stadio fischia sonoramente ed invita i giocatori ad andare a lavorare. Chi semina vento raccoglie tempesta e questo è la legittima conclusione di un campionato per certi versi più vergognoso che quello di A dello scorso anno conclusosi con la retrocessione. Chi ha orecchie per intendere intenda e non sottovaluti più, con arroganza e presunzione, i fischi di uno stadio intero. Ad majora.

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L’etica e il fair play del Panathlon Club: insieme alle Stelle al Merito Sportivo del Coni promuove nelle scuole il recupero dei valori nello sport

Il Panathlon Club di Reggio Calabria, guidato dal presidente Mimmo Albino (a destra nella foto con Anna Rita Galletta e Giovanni Filocamo), continua la sua opera verso il recupero dei valori sani nell’attività sportiva. Anche quest’anno, Albino, che dirige la Scuola Regionale dello Sport del Coni e l’Associazione Stelle al merito Sportivo Coni di Reggio Calabria, ha promosso, nelle scuole medie che hanno aderito ai Giochi della Gioventù, il progetto “Messaggio per uno sport pulito”. Obiettivo dell’iniziativa è stato quello di favorire, attraverso un’azione multimediale (letture, proiezioni, conferenze, incontri sportivi ed attività motorie) lo studio e la conoscenza dei valori dell’etica e del fair play e di come, attraverso lo sport, si possa intervenire per creare i presupposti verso una crescita culturale e sociale. Gli incontri, appunto, hanno messo in luce come le istituzioni scolastiche e sportive svolgano, al giorno d’oggi, un ruolo che diventa sempre più determinante nell’insegnamento dei valori etici per la corretta e sana crescita dei ragazzi.

E proprio gli alunni, che non hanno mancato di creatività, hanno realizzato alla fine del corso i loro messaggi spaziando dalla scrittura, alla grafica, alla fotografia fino alla realizzazione di brevi video. È stato facile, analizzando concetti in tema di sport, amato dai ragazzi, passare alle analoghe tematiche in tema di convivenza civile e del ruolo del cittadino che consapevolmente partecipa alla realizzazione del bene comune. Nei “messaggi” dei ragazzi risultano proposte utili e lontane da ogni forma di “inquinamento” che sempre più sta condizionando il mondo agonistico dello sport. Testimonial delle iniziative sono stati nomi illustri dello sport reggino di ieri e di oggi come i due arbitri internazionali, Mimì Fortugno (calcio) e Antonio Laganà (lotta), i calciatori della Reggina Calcio, Simone Missiroli e Pietro Marino ed il pluricampione di atletica leggera, Francesco Pignata. Al progetto, sposato in pieno dai presidenti regionale e provinciale del Coni in Calabria, Mimmo Praticò e Giovanni Filocamo, da sempre in prima linea in favore del recupero dei valori nello sport, hanno aderito tutte le federazioni e le discipline da sempre vicine ai giovani studenti. L’apice di questo lungo percorso per uno sport pulito, il Panathlon Club, nato a Reggio Calabria nell’aprile del 1970, lo ha raggiunto al momento della firma della “Dichiarazione del Panathlon sull’etica nello sport giovanile”. L’Istituto comprensivo “G. Moscato” di Gallina ha aderito per primo, in Calabria, alla Dichiarazione che ha proseliti in tantissimi Paesi. “Il progetto, – dichiara la dirigente della scuola di Gallina, Anna Rita Galletta – partendo dall’acquisizione dei principi basilari collegati al termine legalità, mira al potenziamento ed allo sviluppo delle valenze positive che ogni alunno possiede”. La conclusione del progetto ha avuto il momento clou al palazzo della Provincia di Reggio Calabria, dove, alla presenza dell’assessore allo sport Attilio Tucci, delle autorità del Coni, Praticò e Filocamo, della dirigente provinciale dell’Ufficio scolastico, Teresa Sgambellone e del coordinatore provinciale di educazione fisica, Pasquale Barreca, il professor Mimmo Albino ha premiato le tre scuole medie che si sono distinte nel progetto: gli istituti di Gallina, Molochio e Ravagnese. Di seguito, la Carta del fair play che, in virtù dell’impegno del Panathlon Club, merita di stare sempre più in vista nei luoghi di sport: 1. Fare di ogni incontro sportivo un momento privilegiato di festa; 2. Conformarsi alle regole ed allo spirito dello sport praticato; 3. Rispettare i propri avversari come se stessi; 4. Accettare le decisioni dei giudici sportivi; 5. Evitare le cattiverie e le aggressioni con parole e/o fatti; 6. Non usare artifici ed inganni per ottenere la vittoria; 7. Essere degno nella vittoria come nella sconfitta; 8. Aiutare ognuno con la propria presenza e comprensione; 9. Soccorrere ogni sportivo ferito o in pericolo; 10. Essere realmente un ambasciatore dello sport.

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L’Under 15 della Viola termina la sua corsa

altLa formazione Under 15 viene sconfitta dal Latina nello spareggio interregionale e dice addio al concentramento nazionale. I neroarancio escono fuori con onore contro una compagine d’alta caratura tecnica che ha dimostrato tuta la sua forza in questa sfida decisiva. C’è da dire che la Scuola Basket Viola si presentava alla sfida a ranghi rimaneggiati dato che due atleti importanti della rotazione di coach Bolignano (nella foto) sono rimasti a Reggio Calabria a causa di problemi fisici. Sette uomini da ruotare, la differenza fisica fra le due squadre hanno deciso l’incontro che in ogni modo è stato ben interpretato da un gruppo che termina la propria stagione ma che conferma la sua pericolosità.

L’under 15 neroarancio ha delle individualità di tutto rispetto fra i quali si possono nominare il talentuoso Smorto, il giovane regista Barrile ed il prospetto italo-moldavo Luposor, il quale sarà il punto di forza di questa selezione nella prossima stagione essendo classe 1996. La Scuola Basket Viola punterà ancora forte su un vivaio che ha fatto incetta di titoli regionali e provinciali anche quest’anno. Il prossimo obiettivo è quello di riportare una squadra alle finali nazionali, un traguardo solo sfiorato nelle ultime due stagioni. L’anno prossimo si lavorerà soprattutto in quest’ottica anche se non sarà facile arrivare fino in fondo. Purtroppo, la Viola, come tutte le squadre calabresi, paga l’assenza di giocatori dal forte impatto fisico. L’aggressività e l’intensità ci sono ma un vecchio allenatore americano diceva che i centimetri ed i chili non si possono insegnare ed i giovani talenti reggini hanno voglia, gambe potenti ma sono mediamente più bassi rispetto ai pari età dell’altre regioni. Bisogna lo stesso fare i complimenti a questi ragazzi che hanno fatto ampiamente il loro dovere nonostante le tante difficoltà incontrata durante una lunga e difficile stagione. La vetrina giovanile è fondamentale per la crescita di un cestista che, in questi contesti, si forma e diventa il giocatore di domani. La Scuola Basket Viola porta avanti il progetto della Cestistica Piero Viola ed ha come scopo principale quello di formare gli atleti a trecento sessanta gradi. Peccato per lo spareggio con il Latina perché una vittoria avrebbe dato grande prestigio alla compagine neroarancio che va comunque in vacanza con la consapevolezza di aver fatto soffrire una corazzata del basket giovanile italiano.

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Il punto sulla B

altSarà pure come più volte è stato detto un campionato equilibrato perchè mediocre, ma di sicuro la serie B mai come in questa stagione, mostra tutta la sua imprevedibilità. Si dovranno giocare gli ultimi novanta minuti per stabilire praticamente tutti i verdetti, sia in testa che in coda, primo posto compreso. Il Lecce, che tutti avevano già dato nella massima serie tre settimane addietro, sarà costretto ad aspettare fino all’ultimo prima di festeggiare. E questa volta crediamo non ci siano dubbi. Un pareggio consentirebbe alla squadra di Gigi De Canio il ritorno in serie A, lo stesso risultato sarà utile all’avversario di Via del Mare, il Sassuolo, per garantirsi il quarto posto. Come dire, pari annunciato e scontato. Molto meno scontato il secondo posto, dove bellissima ed entusiasmante è la lotta tra il Cesena ed il Brescia.

Meriterebbero entrambe il salto di categoria per quanto fatto vedere in questo campionato, ma la regola dice che solo una di queste due potrà arrivarci direttamente. La squadra di Iachini, in vantaggio di un punto, dovrà giocarsela duramente a Padova contro una compagine che lotta disperatamente per evitare la retrocessione diretta. Sulla carta più agevole il compito per il Cesena; ospite dell’ormai tranquillo Piacenza. Con la certezza di poter disputare i play off, ma con una posizione in classifica che potrebbe significare molto, all’Olimpico di Torino si daranno battaglia Torino e Cittadella. Per i granata solo una vittoria darà loro la possibilità di agguantare la quinta posizione e quindi evitare una tra Brescia o Cesena. Altrettanto entusiasmante la lotta in coda. Scontri diretti infuocati determineranno le posizioni ufficiali al termine dei novanta minuti. Grandissima attenzione quindi sul campo del Frosinone, con i laziali salvi anche in caso di pareggio, mentre la Triestina, per evitare code è costretta a fare risultato pieno. Ad Ancona la squadra di Salvioni, dopo aver assaporato per lungo tempo la zona play off, si trova costretta a vincere la sfida con il disperato Mantova senza dover così aspettare i risultati delle altre. Stesso discorso per la Reggina (nella foto il suo tecnico Breda) che, onde evitare sorprese dell’ultimo momento, cercherà il risultato pieno con l’ormai tranquillo Albinoleffe. Del Padova abbiamo già detto. Il compito più arduo, quello di trovarsi di fronte un Brescia lanciatissimo verso la massima serie. Insomma 90 minuti palpitanti e di grandi emozioni.

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A Reggio Calabria migliaia di ragazzi al X° Giocagin per promuovere la salvaguardia ambientale attraverso le attività sportive e sociali: scuola, Coni, Uisp e Unicef per il futuro dei ragazzi

“Quando il mondo della scuola e quello dello sport si uniscono è sempre un emozionante spettacolo per i ragazzi e per chi vi assiste”. È il primo commento del presidente regionale del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto), ospite in un Botteghelle, pieno e festante di ragazzi, per il “Giocagin 2010 – Il divertimento in movimento” organizzato da Uisp (Unione italiana sport per tutti) e Circolo del Tennis Crucitti in favore dell’Unicef. “In un mondo – continua Praticò – in cui vengono sempre meno quei nobili valori come il rispetto delle regole e dell’avversario, il fair play e l’onestà di competere senza sotterfugi, lo sport rimane l’ultimo strumento educativo per i nostri giovani, l’unica vera attività sociale che, attraverso il suo fascino, che incanta soprattutto ragazzi, può condurci verso un futuro migliore. Per questo il Coni Calabria e l’Ufficio Scolastico Regionale, ultimamente con più assiduità, stanno lavorando fianco a fianco superando difficoltà e preconcetti che nel tempo hanno allontanato troppo lo sport dai banchi di scuola”.

Ancora una volta, dunque, il circolo del presidente Demetrio Crucitti, rinnova l’impegno in favore della solidarietà sostenendo, quest’anno, il progetto che l’Unicef sta realizzando nel territorio palestinese per consentire un’infanzia più felice a quei bambini che vivono in zone di violenza e guerra. Numerose le discipline coinvolte: dalla ginnastica artistica, ritmica, danza, karate, al più tradizionale ballo della tarantella. Gli istituti scolastici reggini hanno presentato una serie di attività ludiche-sportive che hanno messo a stretto contatto i bimbi con l’ambiente. Grazie allo sport, i ragazzi vengono educati a rispettare i luoghi, a viverli ma, soprattutto, a capire che, anche per il gioco, sono necessari spazi idonei, sicuri e a norma. “Questo progetto – commenta il presidente del Circolo del tennis, Demetrio Crucitti – coniuga la salvaguardia dell’ambiente e lo sport praticato. Lo spirito sportivo educa i giovani ai valori sani della vita tra i quali il rispetto per l’ambiente, l’attenzione alle regole ma soprattutto, consente di socializzare e di ridurre le “barriere umane”. Quindi sport e ambiente diventano un binomio imprescindibile per il raggiungimento di un fine comune”. Il Giocagin nella passata edizione ha coinvolto complessivamente oltre 18.000 atleti, 70.000 spettatori, 300 società sportive e raccolto ben 42.898,88 € per i progetti di solidarietà promossi dall’UNICEF e da Peace Games. Complessivamente, la manifestazione UISP ha raccolto in 14 edizioni, 730.319,58 €. La manifestazione gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e dei patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero del lavoro, salute e politiche sociali, Ministro della gioventù. Giocagin 2010 è inoltre patrocinata dal Segretariato sociale Rai. Un fine condiviso anche dall’AdspemFidas che nella voce del suo presidente, dottoressa Muscatello, rimarca anche il prezioso connubio “sport-donazione”, “necessario per far emergere il valore della donazione di sangue”.

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Il II° premio sportivo “Reggio Città Metropolitana” ad un reggino e … mezzo

altIl secondo premio sportivo “Reggio Città metropolitana”, organizzato dal noto giornalista calabrese Maurizio Insardà, ha scelto come vincitori per l’edizione  2010 un reggino e mezzo. Infatti, se il giornalista Antonio Barillà è un fiero rappresentante della città dello stretto, l’altro premiato è stato  Walter Mazzari (nella foto), toscano di nascita ma reggino d’adozione. L’attuale allenatore del Napoli è un’icona di Reggio Calabria per quello che ha fatto nei tre anni in cui è stato la guida tecnica della formazione amaranto: “Sono contento di questo riconoscimento e di essere tornato in questa città – dice Mazzarri – non posso dimenticare i miei tre anni passati con la Reggina. Sono state delle stagioni particolari le cui sensazioni non si possono descrivere a parole. Abbiamo affrontato una miriade di difficoltà giorno dopo giorno, ma , alla fine, siamo riusciti sempre a raggiungere i nostri traguardi anche quando ci davano per spacciati.”

Mazzarri, infatti, è il tecnico che ha salvato una squadra di provincia partendo da undici punti di penalizzazione: “Quel campionato è stato qualcosa di irrepetibile. Tutti ci davano per morti dopo il girone d’andata ma sicuramente l’handicap è stata la prima motivazione che ci ha spinto a compiere una vera e propria impresa sportiva. Giorno dopo giorno cresceva in noi la consapevolezza che avremmo potuto centrare una salvezza che credo che rimarrà per sempre nel cuore di tutti ed in quello del popolo reggino che ci ha seguito con grande passione.” Una Reggina che, però, viene da una retrocessione in Serie B ed un campionato al di sotto delle aspettative: Sinceramente non me lo aspettavo. Ero convinto che gli amaranto fossero i favoriti al ritorno nella massima serie insieme al Torino Qualcosa è andato storto ma sono convinto che il residente Foti sappia come intervenire e riportare in alto una piazza che ha fatto molto bene negli ultimi dieci nel massimo contesto nazionale.” Mentre Mazzarri qualsiasi cosa tocca diventa oro tanto che può essere tranquillamente considerato un re Mida del Calcio. Promozione con il Livorno, tre salvezza in fila con la Reggina, due annate splendide con la Sampdoria ed un Napoli catapultato dalla zona retrocessione fino al sesto posto, davanti a Juventus, Lazio e Fiorentina: ” Sono ovviamente fiero dei risultati che ho ottenuto in questi anni, frutto del lavoro e dell’impegno che metto ogni giorno nella mia professione. Non sono un tecnico facile da gestire e ne sono consapevole,  se un presidente viene da me a chiedermi di fare la formazione, io me ne vado il giorno dopo. Non sono mai sceso a compromessi ed ho sempre messo i punti sulle i nelle società in cui sono stato. I risultati mi hanno sempre premiato e spero di proseguire su questa strada.” Mazzarri, un tecnico mai esonerato in carriera: ”Sono convinto che un allenatore deve essere giudicato per i risultati ottenuti in base alle forze economiche della società in cui lavoro. E’ facile vincere quando hai una dirigenza che spende centinaia di milioni di euro ogni Estate. Io ho lavorato sia in provincia che in piazze di medio calibro ed ho sempre ottenuto i traguardi che potevamo permettere di centrare in base alle potenzialità. Fortunatamente, ho avito a che fare con dei presidenti misurati nelle loro scelte ma, purtroppo, nel calcio di oggi, vige la legge della fretta e non si dà il tempo ad un allenatore di poter trovare una chimica perché, alla prima striscia negativa, viene sollevato dal suo incarico. I risultati, spesso, arrivano dopo aver cominciato un percorso ma, in Italia, i giovani tecnici si bruciano perché hanno poco tempo trasmettere alla squadra i propri concetti”. Mazzarri invece si fa ascoltare subito come è successo a Napoli in questa stagione e ritira un premio strameritato nella città in cui ha lasciato un ricordo indelebile. Il tecnico toscano andrà in vacanza prima di tornare a pensare al suo Napoli, una squadra pronta a migliorarsi e tentare l’assalto alla Champions League. Reggio Calabria e la Reggina fanno un grosso in bocca al lupo all’uomo dei tre miracoli, pronto a conquistare altri successi per una carriera che ancora può regalargli tante soddisfazioni.

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Grosseto Reggina 2-2: interviste post gara

La Reggina, per l’ennesima volta, fa harakiri e si complica maledettamente la vita da sola. Credeteci, non riusciamo più né a contare né, quindi, ad elencare tutte le volte in cui gli amaranto si sono castrati da soli regalando vittorie e punti agli avversari. E’ davvero incredibile come gli uomini di Novellino-Iaconi-Breda siano stati capaci di far sì che l’obiettivo massimo attuale si possa raggiungere solo alla 42^ giornata di campionato: l’ultima! Che delusione infinita, che amarezza. Non siamo quasi più nemmeno in grado di darvi conto degli spettacoli a cui assistiamo impietriti. Dire che la Reggina è imbarazzante è un eufemismo. Dire che le responsabilità di tutto questo sono, in primis, da ascrivere al presidente Foti vorrebbe dire soltanto ripetersi.

Potremmo contestare così come lo abbiamo fatto dalla seconda gara di campionato (con la sola pausa in concomitanza dei 5 risultati positivi consecutivi) ma, credeteci ancora, siamo stremati per averlo fatto dall’inizio di settembre. Oggi, a Grosseto, l’apice di tutte le nefandezze combinate dagli amaranto. Avanti per 2 a 0, contro una squadra che ha abbandonato ben presto i sogni dei playoff per la sonora vittoria del Cittadella, dopo aver sprecato una miriade di occasioni per chiudere e strachiudere gara e campionato, si fa raggiungere nel recupero regalando rigore del pari e pareggio stesso. E’ pazzesco! Se non fossimo abituati a questo genere di spettacoli (da due anni a questa parte soprattutto) diremmo che è un sogno. Un incubo, per meglio dire. A prescindere dalle occasioni gettate al vento, l’episodio conclusivo e decisivo ha del grottesco. Cosa sarà mai passato in mente a Cascione allorquando, fuori o dentro l’area è irrilevante, ha pensato di stendere Alfageme in area? Che diamine gli sarà scattato in testa? Perché? Interrogativi che resteranno senza risposta e che, di fatto, costringeranno la Reggina a giocarsi il tutto per tutto domenica prossima in casa contro l’AlbinoLeffe. E poi, che spettacolo indecente ancora quello al triplice fischio finale con tutti gli amaranto [panchinari, direttore sportivo (?) e segretario inclusi] andare a rivolgersi con invettive contro Consonni reo, secondo loro, di aver realizzato il rigore del pari. Che avrebbe dovuto fare? Calciarlo fuori o farselo parare? Ed in virtù di cosa questa pretesa? E’ sempre la solita storia, è sempre la solita solfa. Siamo eccezionali a chiedere la regolarità del campionato e la sportività di tutte le squadre salvo poi incazzarci se regolarità e sportività, magari, ci arrecano un danno. Cose da pazzi. Piuttosto che incazzarsi con Consonni perché gli amaranto non hanno sbattuto la testa contro il muro punendosi per tutte le volte che hanno fatto ridere e/o sconcertare coloro i quali hanno assistito alle loro gare? Perché non hanno preso Cascione dall’orecchio per urlargli “Che c… hai fatto?”. Perché non hanno strigliato a dovere Bonazzoli, Missiroli e Pagano (per esempio) che solo oggi si sono divorati tre nitide palle goal consentendo, in sostanza, il pareggio del Grosseto? Perché non hanno fatto questo e sono andati ad assalire Consonni che, tutto sommato, altro non avrebbe potuto fare? Certo, Grosseto-Reggina non è Lazio-Inter per cui non c’erano le stesse, diciamo così, “condizioni ambientali”, ma che cosa hanno contestato al giocatore toscano? E con che faccia l’hanno fatto? Non abbiamo più parole, credeteci, per descrivere lo spettacolo a cui abbiamo assistito oggi e, più in generale, in tutta l’intera stagione (anzi, mettiamoci pure quella dell’anno scorso e così la facciamo completa). Non vediamo l’ora che finisca tutto, che si chiuda questa stagione disgraziata forse peggiormente che quella scorsa (almeno nella precedente eravamo in A!). Siamo l’unica tra le retrocesse dalla A a non essere lì, vicini alla promozione: il Lecce in A ci andrà davanti al proprio pubblico domenica prossima ed il Torino di certo farà i playoff. E la Reggina? La Reggina “grazie” alla perle del suo presidente (e non solo) è costretta ancora una volta a salvarsi all’ultima giornata (nella migliore delle ipotesi, s’intende). Una storia, questa, che si ripete per l’ennesima volta solo che, almeno, le altre si era in A e concorderete che c’è una bella differenza tra Juventus e Milan ed AlbinoLeffe. O no? In sala stampa non c’è più né voglia né piacere di parlare. I cronisti sono amareggiati ed i giocatori, forse (sarebbe il caso che fosse così), si vergognano a farlo. Nicolas Viola, autore del goal del vantaggio, riesce ad aprire la bocca davanti a taccuini e microfoni. “Ero contentissimo per il mio goal – chiosa il ragazzo di Taurianova – che aveva spianato la strada verso il successo in una gara che poteva chiudere il nostro campionato. Poi è successo quello che tutti sappiamo e quindi dobbiamo soffrire fino alla fine. Siamo stati poco lucidi – continua – sprecando tutto il possibile e saremo costretti a battere l’AlbinoLeffe in casa domenica prossima”. La tua stagione? “Era iniziata benissimo con il goal vittoria a Cesena, poi l’infortunio e la lunga assenza l’anno pregiudicata. Pazienza!”. Emiliano Bonazzoli, taciturno per natura, quasi non riesce a dire se non un “Dobbiamo soffrire ancora”. Roberto Breda (nella foto), allenatore amaranto, uno dei pochi che dimostra di tenerci tantissimo al risultato finale e che, quando le cose non vanno bene, manifesta apertamente tutto il suo rammarico dice: “Avrei preferito non dover dire niente a proposito di questa gara. Siamo passati da una gara che, di fatto, avevamo chiuso così come il nostro campionato ad un’altra settimana che, per noi, culminerà con la partita della vita”. Le scelte di Cascione e Viola? “Costa e Brienza erano infortunati (sarà vero? n.d.r.)”. Cos’è successo oggi? “Che vuoi che ti dica? La partita era chiusa, avevamo giocato una gara fatta di personalità e di qualità ed abbiamo buttato al vento tutto quanto”. La solita storia, insomma? “Si, ma oggi ha un peso ed un significato diverso rispetto a tutte le altre volte. La Triestina ha vinto all’ultimo minuto, noi, all’ultimo minuto, abbiamo buttato via 2 punti e, per l’ennesima volta, ci siamo complicati la vita da soli”. Ed adesso? “Adesso dobbiamo pensare solo a battere l’Albinoleffe domenica prossima non pensando che potrebbe bastare anche il pari in virtù dello scontro diretto Frosinone-Triestina”. Come si torna a Reggio? “Torniamo delusi e molto amareggiati perché, in fondo, meritavamo di conquistare oggi la salvezza matematica”. Dopo Breda ecco Cascione, reo di aver procurato gratuitamente il rigore che ha consentito al Grosseto di pareggiare. “Siamo stati ingenui (perché parla al plurale, n.d.r.) nonostante il fallo sia iniziato ampiamente fuori area. Abbiamo sprecato – continua – tante palle per chiudere la partita e ci siamo combinati a soffrire ancora”. Sei tornato a fare il difensore centrale. “Si, Lanzaro era squalificato e Costa infortunato per cui ho dovuto farlo (e con che risultati, aggiungiamo noi)”. Cosa è successo? “Ci siamo adagiati sul 2 a 0 ed è arrivato subito il 2 a 1. Il resto, poi, lo ha fatto il rigore realizzato da Consonni”. Adesso l’AlbinoLeffe. “Non dobbiamo commettere altri errori perché altrimenti sarà dura (non “dura”, sarà Lega Pro e manco la soddisfazione di giocare col Portogruaro ci darete, n.d.r.)”. In ultimo una battuta del presidente Foti (nella foto) che la dice tutta sull’intera stagione: “Dobbiamo guardare avanti e pensare alla prossima partita per chiudere al meglio un campionato stracolmo di nostre responsabilità per la posizione in cui siamo”. Caro presidente, sono anni che ci dice che ha/avete responsabilità e sono ancora anni che queste responsabilità si ripetono (magari aggravandosi se possibile). Quand’è che avrà/avrete imparato e la smetterà/smetterete di rifare sempre gli stessi errori? Quand’è che il Dio denaro non le/vi annebbierà più la vista? Quand’è che da “simpatico ed importante” passerà/passerete ad essere “seri e decisi”? Ai posteri l’ardua sentenza (visto che il presidente non vede, non sente, non parla e “nenti sapi”).

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Grosseto Reggina 2-2: tabellino, cronaca e commento

Grosseto – Reggina: 2-2. Grosseto (4-4-1-1): Acerbis; Vitofrancesco, Conteh, Melucci e Mora; Esposito (Alfageme dall’82°), Papini (Joelson dal 66°), Carobbio (c) e Job (Fautario dal 79°); Consonni; Pichlmann. In panchina: Aldegani, Crescenzi, Fautario, Vitiello, Asante, Joelson e Alfageme. All.: Sarri. Reggina (3-5-2): Marino; Adejo, Cascione e Valdez; Barillà, Vigiani (Pagano dall’80°), Tedesco (c), Missiroli e Rizzato; Viola (Rizzo dal 61°) e Bonazzoli. In panchina: Fiorillo, Camillieri, Montiel, Costa, Cacia, Brienza e Pagano. All.: Breda. Arbitro: Gava di Conegliano Veneto. Assistenti: Alessandroni ed Altomare. Andata: 1-1 (Pagano e Pinilla) Marcatori: Viola al 60°, Vigiani al 64°, Joelson al 67° e Consonni (rig.) al 92°. Ammoniti: Papini al 39°, Viola al 60°, Barillà al 62° Bonazzoli all’87°. Recupero: 1’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Note. Nel Grosseto sono squalificati Turati e Federici e sono diffidati Freddi, Papini, Consonni e D’Alesssandro; nella Reggina è squalificato Lanzaro e sono diffidati Adejo, Vigiani, Brienza, Barillà, Costa, Castiglia e Pagano. Due assenti perché impegnati con le nazionali: D’Alessandro (con l’Under 19) e Carmona (con la nazionale maggiore cilena in preparazione ai Mondiali).

La cronaca ed il commento. Grosseto ancora con qualche speranza di accesso ai playoff e Reggina alla ricerca dei 3 punti per la matematica salvezza. Prima della gara osservato un minuto di silenzio in memoria dei due ultimi militari italiani morti in Afghanistan. Brienza manda in campo sin dal primo minuto il giovane Viola e lascia in panca il giocatore amaranto più tecnico e senza il quale vedremmo con occhi rassegnati questa gara e cioè Brienza. L’unica motivazione veramente plausibile, e non verosimile come magari dichiarerà qualcuno in seguito, è la consapevolezza da parte Foti di avere la salvezza in tasca (la settimana prossima al “Granillo” le farà visita un già salvo e demotivato AlbinoLeffe) e, quindi, di mettere in vetrina chi può aver mercato da qui ad agosto (da commerciante qual è, ci saremmo straniti del contrario). La prima occasione è dei padroni di casa con Esposito che calcia in porta ma non coglie di sorpresa Marino attento ben posizionato. All’8°, su azione nata da corner, ci prova Valdez di testa ma il pallone termina alto sulla traversa. Al 10° ci prova proprio Viola ma il suo tiro finisce decine di metri lontano dalla porta (se la vetrina gli fa questi effetti Foti non sarà affatto contento). Ma, in fondo, non contano le prestazioni quanto le presenze in campo. Al 13° Reggina vicinissima al goal. Viola si riscatta e serve Bonazzoli che prova la conclusione al volo di destro ma il pallone sfiora il palo dal lato opposto al tiro. Gara dai ritmi blandi, rigorosamente da fine stagione e da, conseguente, deliziosa pennichella primaverile. La cronaca della gara non ci consente di scrivere nulla per interminabili minuti e lo spettacolo è davvero mediocre considerato che le due formazioni, ufficialmente (ma non ufficiosamente) devono ancora raggiungere i rispettivi obiettivi. Quello del Grosseto è strettamente legato al risultato di Cittadella-Crotone in cui, per sognare i playoff e giocarseli nell’ultima gara ad Empoli, i padroni di casa dovrebbero perdere (e non è così giacché i veneti sono già sul 2-0 in proprio favore); quello della Reggina, invece, è legato a ben poco partendo dal presupposto che, tra 7 giorni, l’AlbinoLeffe verrà a Reggio senza la benché minima voglia ma solo per dovere. Il pubblico di Grosseto si gode il sole e fischia i propri giocatori: come biasimarli visto che, a campi invertiti, anche la Reggina subirebbe lo stesso trattamento? Al 43°, ben mezz’ora dopo l’ultimo spunto degno di cronaca (!), timidamente ci prova la Reggina con Barillà il cui colpo di testa in area è controllato da Acerbis che lo vede terminare alto. Il primo tempo finisce qui ed il nostro netbook può comodamente scivolare in standby per l’ennesima volta senza che venga “disturbato” per almeno altri 15 minuti. Fortuna vuole che siamo solo a 7 giorni dalla fine di un campionato lunghissimo e logorante non fosse altro che per le ennesime delusioni che Foti & Co. ci hanno regalato anche quest’anno per il secondo anno consecutivo. Raggiunto l’obiettivo (e che obiettivo!) salvezza, ci auguriamo che nessuno venga al nostro cospetto manifestandosi contento e soddisfatto. In verità, non crediamo ci siano spunti per esserlo se non per aver evitato la Lega Pro. Certo, Foti sarà di diversa opinione ma come non capirlo? La Reggina si salva e lui incassa (sempre e comunque) vendendo i pochi che hanno fatto bene quest’anno (Brienza su tutti, ma anche Missiroli, Adejo e forse anche qualcun’altro). Beato lui. E la Reggina? Ancora un anno di B e per il resto si vedrà! Inizia il secondo tempo e la Reggina mostra di esserci sul campo. Prima Barillà ci prova ma il suo tiro viene smorzato e termina tranquillamente tra le braccia di Acerbis. Poi Bonazzoli viene lanciato tutto solo diretto in porta ma, volontariamente ed inspiegabilmente, rallenta (!) la sua corsa consentendo allo stesso Acerbis tutto il tempo di cui ha bisogno per uscire e bloccare. L’episodio è indicativo abbastanza o occorre dell’altro per spiegare a che tipo di gara stiamo assistendo? I tifosi amaranto anche a Grosseto cantano “Solo per la maglia, noi ci siamo solo per la maglia” e noi condividiamo aggiungendo il nostro doverci essere anche solo per dovere nei confronti dei nostri lettori. Che noia! Che barba, che noia! Al 54° ci prova il Grosseto con Esposito ma, provvidenzialmente, sulla traiettoria del tiro diretto in porta si mette Valdez che respinge. Il raggiungimento dell’obiettivo salvezza, per la Reggina, dev’essere rinviato. Se, infatti, Reggina e Triestina oggi ottenessero lo stesso risultato la Reggina sarebbe salva aritmeticamente in virtù della differenza reti negli scontri diretti contro gli alabardati (vittoria per 3-1 all’andata e sconfitta per 1-2 al ritorno), ma la Triestina è appena andata in vantaggio e quindi. Nemmeno il tempo di finire di scrivere e la Reggina passa. E’ il 60° e Viola (nella foto festeggiato a Cesena), sfruttando un assist di Missiroli, appoggia lentamente in rete e realizza il suo secondo goal in stagione dopo quello nella gara vittoriosa all’esordio in campionato a Cesena (per la cronaca, un minuto dopo esce lo stesso Viola ed entra Rizzo: stessa motivazione, stessa operazione commerciale di cui abbiamo già detto prima). Nel frattempo la Triestina si fa raggiungere dall’Ancona e la salvezza amaranto è ancora più solida. Lo è addirittura ancor di più al 64° quando la Reggina raddoppia. Barillà crossa basso da destra, da dietro arriva Vigiani (nella foto) ed insacca quello che rappresenta il suo primo goal stagionale. Il risultato è al sicuro così come anche la prossima partecipazione al campionato di B 2010/2011. Che assai magra consolazione, ma meglio di così non poteva essere. Il pubblico di casa fischia (e non ha torto) e trova “consolazione” divertendosi a cantare cori contro il Modena che perde a Cesena. Nel frattempo il Grosseto accorcia le distanze. E’ il 67° e Joelson (ex amaranto e di proprietà ancora reggina), raccogliendo un cross da destra di Esposito, schiaccia di testa in rete sorprendendo Marino. Poco male, per la Reggina obiettivo raggiunto anche con il pareggio se la Triestina non vince contro l’Ancona. Al 72° ci riprova il Grosseto che, ormai abbandonati i sogni di gloria con il Cittadella che sta battendo il Crotone per 3-0, prova a non perdere la sua ultima gara casalinga. E’ Consonni che, di testa, mette fuori raccogliendo un cross proveniente da sinistra. All’84° la cronaca ci impone di segnalare che alla Reggina è, di fatto, negato un rigore nettissimo per una vistosa, quanto inutile, spinta di Melucci ai danni di Tedesco. Né l’assistente Alessandroni né l’arbitro Gava intervengono ed il gioco prosegue. In fondo anche Tedesco, dopo un abbozzo di protesta se la ride, si alza e riprende a giocare. Anche questo è il calcio o, per meglio dire, in occasione di una partita come questa ed, in vero, di tante altre ancora. La cronaca segnala che prima Missiroli e poi Pagano si divorano il terzo goal, quello della tranquillità assoluta, e si sta ancora con il patema d’animo. Patema che si realizza al 91° allorquando il Grosseto beneficia di un rigore per uno stupido fallo di Cascione su Alfageme. Consonni va sul dischetto e spiazza Marino. Immediatamente dopo l’arbitro Gava fischia la fine della gara e si scatena un parapiglia con i giocatori della Reggina che se la prendono con Consonni “reo” di aver segnato un goal inutile per i suoi e che, d’altro canto, complica un po’ le cose ai reggini qualora la Triestina battesse l’Ancona (cosa che avviene con un altro rigore al 96°, n.d.r.). La solita storia, le solite cose: chiediamo la regolarità del campionato e la sportività di tutte le squadre salvo poi arrabbiarci se ciò avviene a scapito nostro. Questo è il calcio del terzo Millennio, questo è il calcio del business. La sostanza è che Reggina – AlbinoLeffe di domenica prossima non sarà più una gara senza storia, ma è diventata decisiva per la salvezza amaranto. Occorrerà, infatti, battere i bergamaschi per raggiungere l’obiettivo. La Reggina, ancora una volta, artefice dei suoi mali: ha giochicchiato “rinunciando”, di fatto, a realizzare il terzo goal e, poi, ha regalato, perché di regalo di Cascione si tratta, il rigore del pari salvo poi incazzarsi con chi l’ha realizzato. Mah! “Stranezze” del calcio del Termo Millennio. Ad majora (o malora?)!

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Viola: l’under 15 è campione regionale

L’Under 15 maschile della Scuola di Basket Viola, già campione provinciale, vince il titolo Regionale con ben due giornate d’anticipo rispetto al calendario. Infatti la vittoria di Castrovillari di domenica scorsa ha regalato con una giornata di anticipo alla Scuola di Basket Viola la conferma del titolo regionale nella categoria under 15 per il secondo anno consecutivo. Buone le prestazioni dei giovani neroarancio in un girone regionale nuovo nella formula che ha visto coinvolte le prime classificate di ogni provincia e le seconde e terze del girone reggino. Solo la trasferta contro il San Michele Catanzaro ha visto Smorto e compagni uscire sconfitti dal terreno di gioco.

Battuta d’arresto che però ha fatto bene ai "violini" che hanno rialzato subito la testa ed in 3 giorni hanno battuto per 2 volte Castrovillari ipotecando così il passaggio alla fase successiva. Spareggio interregionale, quindi, per i campioni della calabria della scuola di basket Viola che il 26 maggio prossimo affronteranno la Sport Managment Latina, terza classificata del girone laziale. I reggini proveranno ad ottenere il pass per i concentramenti nazionali. Una bella squadra, quella che giocherà contro il Latina, composta da Barrile, Scordino, Smorto, La Russa (tutti rappresentanti della Calabria al Trofeo delle Regioni), Costantino, Latella, Pandolfi, Gallo, Timone, Lupusor, Barreca, ed in panchina per l’infortunato Andrea Geria che nonostante il braccio ingessato seguirà i suoi compagni in questa bellissima ma difficilissima trasferta. Una nuova soddisfazione, dunque, per il coach Domenico Bolignano (nella foto), per la sua assistente Larissa Smorto e per la società NeroArancio che, ancora una volta, raccoglie i frutti del lavoro, dell’impegno e dell’attenzione prestata ai giovani della Scuola Basket.

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Appuntamento con il futuro: al Cedir di Reggio Calabria il 19 ed il 20 giugno i prossimi corsi su creatività ed analisi della crisi economica

L’auditorium Gianni Versace di Reggio Calabria ha ospitato il primo “Appuntamento con il futuro”: il seminario del Coesa – Centro Organizzazioni Eventi Sociali ed Aziendali, realizzato in collaborazione con la Scuola Regionale dello Sport del Coni Calabria e la TopMind Training. Il corso, suddiviso in tre appuntamenti, con i prossimi il 19 e il 20 giugno, si propone gli obiettivi di valorizzare la persona nella sua interezza, la capacità di saper comunicare, creare e convivere con sé stessi e con gli altri. I circa cento partecipanti, appartenenti a tre generazioni e provenienti da vari settori: universitario, sportivo, sociale, politico, aziendale e imprenditoriale, hanno vissuto due giorni di intense emozioni grazie al trascinante psicologo, motivatore, scrittore, giornalista, Mario Furlan con il corso “Risveglia il campione in te”. Ad aver creduto fortemente nel progetto ed a realizzarlo a Reggio Calabria, è stato il presidente del Coesa, Giovanni Quattrone, con la collaborazione di Miriam e Patrizia Pagliarone (Top Mind training), entrambi economiste ed esperte di comunicazione, formazione e selezione del personale per numerose aziende italiane, ed il prezioso aiuto del direttore della Scuola Regionale dello Sport del Coni Calabria, Mimmo Albino.

Il Coni Calabria ha, inoltre, patrocinato l’iniziativa insieme alla Regione Calabria,  alla Confindustria ed al Comune di Reggio Calabria. “Il Coni – ha detto il suo presidente regionale, Mimmo Praticò (nella foto d'archivio) – ha subito ritenuto che l’incontro con Furlan possedesse una grande valenza sociale, applicabile allo sport, naturalmente, perché proprio lo sport, ai giorni nostri, rimane l’ultima attività sociale in grado di trasmettere valori etici ed ideali positivi. Questo seminario offre la possibilità alla gente del Sud, spesso lontana da iniziative di questo genere, di migliorare le proprie qualità ed i propri comportamenti inconsci. Una sorta di psicologia applicata per vivere bene e meglio, innanzitutto con se stessi, e ottenendo il massimo dalle proprie capacità”. I corsisti, infatti, messi a loro agio da Furlan e dal suo collaudato programma/libro che tratta di autostima, comunicazione, sicurezza di se, carisma e gestione ottimale del tempo, hanno da subito mostrato pieno interesse verso i temi trattati. Tutti coinvolti, sempre più, fino ad arrivare a toccanti ed indimenticabili momenti di commozione a seguito del raggiungimento di una sorta di “condivisione delle emozioni”, dei sogni e delle paure di ognuno, col fine di superare insieme le difficoltà psicologiche della vita. Dall’esperienza di Luigi, giovane milanese dal fragile passato, che trova vita e motivazioni proprio in Calabria, all’uomo d’affari e in carriera che riconosce in pubblico alcuni errori di percorso. Sulle note dell’energica “Viva la vida” dei Coldplay, tutti si sono lasciati andare e messi in discussione. Due relatori d’eccezione, Antonio Gentile e Gaetano Gebbia, uno coreografo, l’altro coach di basket, ambedue di altissimo livello, hanno raccontato le loro esperienze. Non ultima la presenza di Jerry Longo, non vedente calabrese, famoso per aver partecipato alla penultima edizione del Grande Fratello, il quale, grazie al suo spirito d’animo e ad una spiazzante autoironia, fa passare in secondo piano il suo handicap. Sabato 19 e domenica 20 giugno prossimi, due appuntamenti che, a questo punto, si preannunciano ancora più interessanti: sabato, “Strategie creative per innovare con successo” presentato da Hubert Jaoui, uno dei maggiori esperti di creatività applicata, con l’intervento di Edward de Bono, considerato come la massima autorità mondiale del pensiero creativo e dell'insegnamento delle abilità del pensiero, fondatore del “pensiero laterale”. Domenica, “L’economia del futuro: politiche e prospettive per il Mondo, l’Italia e il Mezzogiorno” dell’esperto mondiale di Economia Internazionale, Dominick Salvatore.

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