Reggio di Calabria: seconda serata al “Reggio Calabria Film Fest”

di Angela Panzera*. Seconda serata al “Cilea” del "Reggio Calabria Film Fest". La kermesse ha visto salire sul palco del teatro reggino Vera Dragone, nipote del noto regista e documentarista Vittorio De Seta, i registi Hedy Krissane e Massimo Scaglione, gli attori Franco Neri, Silvia Squizzato, Elena Fonga ed Hassani Shapi. La prima ad intervenire è stata Vera Dragone che in questa manifestazione ricopre anche il ruolo di presidente di giuria del premio intitolato alla memoria di Vittorio De Seta che verrà assegnato al termine dei quattro giorni. “Devo ammettere – ha affermato la Dragone – che ho dei seri problemi con le votazioni delle opere. Mi piacciono tutte.

Scegliere il lavoro di un artista, piuttosto che di un altro, non vuol dire penalizzare ma piuttosto premiare chi ha dato qualcosa in più, chi ha trasmesso più emozioni. Mio nonno è stato una persona molto presente nella mia vita ed è stato un punto di riferimento per la mia carriera di attrice. Tutta la mia curiosità sul fantastico mondo del cinema è nato con lui. Da piccola parlavo tanto con lui. Dal cinema, all’arte,alla poesia, cucina, libri, aveva sempre qualcosa da insegnarmi.  Intendo ringraziare l’organizzazione de festival perché ha scelto di puntare su un genere, quello dei documentari, che nel nostro mondo si vede poco. Dare visibilità a questa parte di cinema vuol dire apprezzare la vera essenza di quest’arte”. Durante l’incontro con Vera Dragone è stato proiettato un lungo spezzone de  I dimenticati, cortometraggio del 1959 diretto da Vittorio De Seta. Si tratta di un documentario ambientato ad Alessandria del Carretto, piccolo paese della provincia di Cosenza. Il regista ha raccontato di aver avuto l'idea di creare questo documentario dopo aver appreso dell'esistenza in Calabria di paesi senza strada alla fine degli anni '50, notizia che lo colpì molto. Quando si trovò ad Alessandria del Carretto gli fu raccontata l'esistenza della "Festa dell'abete", che filmò e integrò all'interno del cortometraggio. Per questo motivo nel 2009 la comunità di Alessandria del Carretto ha assegnato a Vittorio De Seta la chiave e la cittadinanza onoraria del comune. Subito dopo è stato presentato al pubblico presente in sala Aspromonte di Hedy Krissane con Franco Neri e Silvia Squizzato. il film uscirà nelle sale il prossimo 31 gennaio. La pellicola narra la storia di Torquato Boatti (Franco Neri), imprenditore del Nord con una vita familiare poco felice, in procinto di concludere un affare clamoroso. Torquato ha un compratore per il mobilificio ereditato dal padre, disposto a sborsare più del valore effettivo, ed una proprietà da acquistare ad un terzo del suo valore. Per mettere a segno il colpaccio di una vita occorre però anche la firma di suo fratello Marco (Andrea De Rosa), peccato che i due non si frequentino da una decina di anni. A Torquato non resta che mettersi sulle tracce del fratello. La musica porta Marco e la sua band a mille chilometri da casa per una tournée la cui prima tappa è in l’Aspromonte. Torquato lo seguirà. Un litigio, una firma negata e la sparizione di Marco spingono Torquato a cercare il fratello nell’entroterra calabrese, al suo fianco Aldo, una guardia forestale interpretata da Pier Maria Cecchini. L'attraversata on the road dell'intera Calabria si trasforma per lui in un'occasione per riflettere sul senso della vita e sui rapporti umani. “Abbiamo girato  un film che è anche 90 minuti di spot della Calabria- ha affermato il regista-; 90 minuti che mostrano il volto bello e pulito di questa affascinante terra”. Sul palco del “Cilea” è stato presente un attore speciale: Faruk, un bellissimo pastore tedesco che il cinema ha “preso in prestito”. Faruk infatti, accompagna Franco Neri nelle ricerche del fratello, su e giù per l’Aspromonte. “Non ho mai camminato tanto in vita mia- ha dichiarato il comico calabro-piemontese. Mi hanno fatto percorrere mezza Calabria a piedi. Speravo sempre che ad un certo punto venisse  a prendermi un elicottero; ma questo non accedeva mai. Sempre a piedi, su e giù per i monti. Fra Polsi e San Luca. Quello che ricorderò sempre con piacere- ha concluso infine Franco Neri- è l’ospitalità dei calabresi.  In ogni posto scelto per le riprese c’era sempre qualche signora che ci preparava panini  e prelibatezze varie. I calabresi ci hano sostenuto moralmente durante tutto il film”. Infine è stata la volta di Massimo Scaglione, regista de “La moglie del Sarto”. La pellicola vede Maria Grazia Cucinotta nel ruolo di Rosetta; una donna bellissima che si è trasferita dalle Eolie a Fiumefreddo Brutio, nella Sila cosentina, dopo aver sposato Edmondo, che con il suo talento ha messo in piedi una sartoria per soli uomini. Quando Edmondo muore, a Roberta e alla bella figlia Sofia (Marta Gastini), lasciate sole da amici e familiari alle prese con le difficoltà di tutti i giorni, tocca prendere in mano le redini dell'atelier attirando una girandola di voci e pettegolezzi su quale sia la professione che entrambe svolgono con i clienti, rigorosamente sempre di sesso maschile, che continuano a ricevere. Dopo qualche tempo, per placare le malelingue, l'amica Adelina (Aurora Quattrocchi) propone a Sofia di sposare Salvatore (Alessio Vassallo), un giovane artista di strada, ma il matrimonio non sortisce alcun benefico effetto e il disastro per la sartoria sembra essere dietro l'angolo. “La pellicola – ha dichiarato il regista – uscirà nelle sale italiane nella prossima primavera. Le mie origini sono silane e nonostante io voglia sempre in qualche modo allontanarmi dalla Calabria alla fine non ci riesco e ritorno sempre qui a girare le mie opere. È un cordone che non si spezza e non intendo spezzare.  Per La moglie del sarto anch’io mi sono comportato come un sarto; ho infatti, cucito più storie insieme per poi arrivare alla sceneggiatura finale. Girerò prossimamente ancora in Calabria”. Ma con chi girerà Scaglione in Calabria? La risposta ce la dà proprio Hassani Shapi, attore di origini keniote, che pur non volendo rivelare nulla sul progetto ha confermato al pubblico che presto verrà a trovarci per realizzare un film. Hassani Shapi è presente al Reggio Calabri Film Fest in ben due pellicole ossia Senza arte e né parte, di Giovanni Albanese, e in Lezioni di cioccolato 2 di Alessio Maria Federici. “Lavoro fra il Regno Unito e l’Italia- ha dichiarato Shapi- e in questi due paesi conduco due vite molto diverse. In Gran Bretagna i registi mi scelgono per interpretare ruoli da cattivo come il terrorista, il killer e il pazzo assassino; in Italia invece ho rivestito  sempre  ruoli comici. A Londra faccio paura mentre a Roma mi prendono in giro. È bello stare in questi due mondi”. Ad Hassani Shapi l’organizzazione del Reggio Calabria Film Fest ha conferito il premio “Mediterraneo”. Subito dopo l’incontro con attori e registi è stato proiettato il film "Lezioni di cioccolato 2". *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest. 

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Roghudi Nuovo (RC): Borghi Solidali, domani seminario teatrale

Ritorna l'appuntamento con i seminari teatrali promossi dall'Agenzia dei Borghi Solidali. Domani, 6 dicembre 2012, dalle 15.30 alle 17.30, presso lo Spaziofiera di Roghudi Nuovo, in provincia di Reggio Calabria, si terrà l'appuntamento con la rappresentazione dell'opera "L'Orso di Anton Cechov". Si tratta del secondo incontro, con partecipazione gratuita, condotto dagli attori Maria Milasi ed Americo Melchionda teso a far avvicinare sempre di pià le persone al mondo del teatro.

Si aspetta il pubblico delle grandi occasioni anche in seguito al successo riscontrato lo scroso 20 novembre, quando sono state molte le presenze registrate in occasione del seminario ispirato all'opera Cecè di Luigi Pirandello messa in scena dalla compagnia teatrale Officine Ioniche delle Arti. Oltre quaranta partecipanti si sono cimentati nella recitazione teatrale imparando i rudimenti dell'arte. Tra gli obiettivi dell'attività, l'importanza terapeutica e didattica del teatro. Destinatari principali dell'azione sono stati infatti gli utenti dell'associazione Piccola Opera, delle cooperative Rinascita e Marta e della comunità Cereso, insieme ad appassionati di tutte le età. Il gruppo, guidato dagli attori professionisti, è riuscito a creare un bel clima di lavoro, di integrazione, divertimento ed emozionalità. "E' stata una giornata intensa, ricca di sensazioni positive. I partecipanti, seppur attori amatoriali, hanno colto a pieno il senso ed i significati del fare teatro" ha commentato Maria Milasi, attrice e docente del seminario. Appuntamento quindi, come da programma, al secondo incontro. Per info www.borghisolidali.it.

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Reggio di Calabria: presentazione in anteprima del lungometraggio “Quel che resta”

di Francesco Monteleone*. Martedì 4 Dicembre 2012 alle ore 19,30 presso il teatro F.Cilea di Reggio Calabria in occasione dell’apertura del “Reggio Calabria Film Fest” verrà proiettato in anteprima internazionale il film “ Quel che resta” lungometraggio sul terremoto del 1908 prodotto dalla “Calabria Film Commission” e da “Produzione Straordinaria Srl di Roma” con il sostegno di “Cinecittà Luce”. Il film inizia raccontando di quella domenica 27 Dicembre 1908 quando in soli 30 secondi un violento terremoto distrusse le città di Reggio Calabria e Messina e prosegue narrando la storia di “Cata”

(interpretata da Federica Bianco) una giovane scampata miracolosamente alla tragedia del terremoto che divenuta una donna bellissima vive le vicissitudini nella calabria degli anni 20 del secolo scorso infarcita di nobiltà, tirannia e difficoltà. Un cast di grande prestigio Giancarlo Giannini, Franco Nero, Luca Lionello, Rosa Pianeta, Federica Bianco, Giacomo Battaglia e Luigi Miseferi; la regia è di Laszlo Barbo, la sceneggiatura di Elio Gentile ed è tratta da due racconti : “Ricordi di un dissepolto” di Michele Calàuti e “ Le baracche” di Fortunato Seminara. Alcuni fra gli interpreti hanno assicurato la loro presenza  alla anteprima di Reggio Calabria. Le musiche sono composte da Sandro Scialpi, gli arrangiamenti sono di Emiliano Patrik Legato mentre la produzione delle musiche e le edizioni musicali sono della Miseria E Nobiltà di Milano. “Quel che resta” sarà ripresentato il 18 Dicembre prossimo a Cosenza in occasione del “Festival Primavera del Cinema Italiano” e parteciperà nei prossimi mesi a numerosi altri importanti Festival sia Italiani che internazionali. *Ufficio Stampa Edizioni Musicali Miseria e Nobiltà – Milano.

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Reggio di Calabria: il “Giudice ragazzino” apre il sipario del “Reggio Calabria Film Fest”. Gli studenti a dibattito con il Procuratore Musarò e Don Chiovaro

di Angela Panzera*. Aperto il sipario sul Reggio Calabria Film Festival. Questa mattina infatti è stato proiettato il “Giudice ragazzino”: pellicola del 1994 diretta, da Alessandro Di Robilant, che vede in Giulio Scarpati l’attore protagonista. Il film è incentrato sulla vita del giudice siciliano Rosario Livatino, soprannominato appunto  Il giudice ragazzino per la sua giovane età, dall'ingresso in magistratura al suo impegno nella lotta alla mafia, fino all'assassinio avvenuto il 21 settembre 1990. Ad assistere alla proiezione gli studenti della scuola media “Galileo Galilei, dell’istituto tecnico industriale statale “Panella” e dell’istituto tecnico statale per il settore economico "Piria".

Subito dopo la proiezione è seguito il dibattito con il sostituto procuratore antimafia, Giovanni Musarò (nella foto), e con Don Valerio Chiovaro (nella foto), presidente della onlus “Attendiamoci”. L’incontro è stato moderato dall’avvocato e criminologo Agostino Siviglia che è divenuto anello di congiunzione fra gli ospiti e gli studenti.  Il primo ad intervenire è stato il magistrato Musarò il quale ha affermato che “ in Livatino si ritrovano tutti i magistrati giovani poiché incarna uno spirito trasparente e integerrimo: caratteristica principale di chi vuol svolgere questa professione”. Musarò ha spiegato ai ragazzi  come funziona la professione del pubblico ministero. “Essere sostituto procuratore antimafia non vuol dire combattere da solo una propria battaglia contro la criminalità organizzata. Per farlo infatti, occorre un lavoro di squadra. Continue riunioni con la polizia giudiziaria e un continuo interfacciarsi con colleghi dello stesso ufficio e di altre procure; occorre considerare che le mafie non hanno confini territoriali e quindi anche noi magistrati, per ripristinare la legalità, abbiamo il dovere di coordinarci e dialogare con altri giudici di altre città”.” La mafia avrà fine?”- ha chiesto uno studente. “La mafia non è invincibile – ha continuato Musarò – ciò è stato dimostrato dai collaboratori di giustizia. I pentiti sono custodi delle regole e dei crimini commessi dalle varie cosche e poiché la mafia può essere tradita, da chi sceglie di stringere un patto con lo Stato, allora mi sento di dire che non è invincibile. Per sconfiggerla, oltre alle operazioni di polizia giudiziaria, dobbiamo farla diventare un corpo estraneo, come se fosse un fenomeno da espellere dalla società. Voi avete visto in questo film il forte no opposto da Livatino ad alcuni regali offertigli da soggetti presumibilmente malavitosi; l’espulsione dalla società sta proprio in questo: non stringere la propria mano a tutti, non andare a prendere il caffè con chi non ci convince. Tutti abbiamo il dovere di giocare questa partita; noi magistrati lo facciamo per lavoro, i cittadini invece lo devono fare per la propria vita e lo devono fare dal nostro stesso lato”. Giovanni Musarò recentemente ha subito un grave attentato poiché stato colpito fisicamente da un boss durante un interrogatorio. Le domande sul punto non sono mancate. Una studentessa ha chiesto al magistrato se in quell’occasione ha avuto paura e se intende continuare nel suo percorso lavorativo. Il pm pur dichiarando di non poter approfondire l’argomento, poiché ci sono delle indagini in corso e quindi non può violare in segreto istruttorio, ha dichiarato che “non ho avuto paura e neanche adesso ne ho. Sono dei rischi che purtroppo si possono correre. Adesso ho la scorta, degli angeli che mi seguono ovunque. Questo episodio mi ha comunque segnato, ma questo è il lavoro che ho sempre sognato di fare”. Subito dopo è intervenuto Don Valerio Chiovaro. “Io ho la fortuna di essere sacerdote, noi cerchiamo di arrivare al cuore dell’uomo, ma per questo giudichiamo in modo diverso dai magistrati. Sia i sacerdoti- ha dichiarato Don Valerio Chiovaro- che i magistrati non sono tenuti a giudicare le parsone, entrambi giudichiamo e analizziamo solo le loro azioni. Noi dobbiamo capire il modo con cui salvare queste anime, come arrivare ai loro cuori. La ‘ndrangheta è una cultura che prima dobbiamo sconfiggere dentro di noi; solo così possiamo evitare di commettere gravi azioni. Aprire il cuore alla giustizia riguarda tutta la società. Non dobbiamo chiedere favori per risolvere i nostri problemi, non possiamo consegnare le nostre vite agli altri che poi se ne impossessano. Per debellare questo fenomeno non basta soltanto indignarsi di fronte agli attentati, alle bombe, piuttosto dobbiamo trovare dentro di noi la forza della ricostruzione”. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest. 

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Reggio di Calabria: “Reggio Calabria Film Fest”, conferenza stampa inaugurale

di Daniela Gangemi*. Si è svolta questa mattina,la conferenza inaugurale del “Reggio Calabria Film Fest” che è rientrato nel progetto del “Festival cinematografico della Calabria”.  Nel corso dell’incontro che si è svolto presso Villa “Zerbi”, è stato illustrato il programma odierno della manifestazione e si è discusso dell’utilizzo del cinema, come strumento per diffondere un messaggio positivo alle giovani generazioni. Bruno Di Marino, direttore artistico del “Reggio Calabria Film Fest”, ha evidenziato la continuità che si è voluta dare nel corso degli anni con la realizzazione della manifestazione: “La nostra idea – ha raccontato il direttore – è di ritornare ad un Festival, in cui oltre alla proiezione dei film, una parte importante sia dedicata alla didattica,

per illustrare come si è arrivati alla realizzazione di una pellicola ed il lavoro che ha accompagnato la sua costruzione. Quest’anno, abbiamo deciso di introdurre un Premio dedicato al grande regista siciliano Vittorio de Seta, uno dei maggiori documentaristi italiani. Inoltre un ampio spazio sarà dedicato alla musica. Mentre, oggi, il tema centrale sarà la calabresità. Al Teatro “F.Cilea”, sarà proiettato in anteprima nazionale il film “Quel che resta”, pellicola che è stata coprodotta dalla Fondazione “Calabria Film Commission” ed è stata incentrata sul racconto del terremoto del 1908 che distrusse Reggio Calabria e Messina. A seguire poi, ci sarà l’omaggio al grande cantante, Mino Reitano, con la proiezione del film “Calabria mia”. Domani invece è prevista la proiezione di altre due coproduzioni della Fondazione, “Aspromonte” di Hedy Krissane con Franco Neri e Silvia Squizzato, e “La moglie del sarto” di Massimo Scaglione. Il Premio Vittorio De Seta, regista e sceneggiatore siciliano,  da quest’anno è stato istituzionalizzato. Il grande legame che il regista aveva con la Calabria, lo ha  portato a trascorrere gli ultimi anni della sua vita nella nostra terra”. La proiezione dei nove documentari, si terrà presso Villa “Zerbi”, mentre a curare il Premio saranno Novella Spanò, Piergiorgio Scuteri e Stefano Perrella. La presidente di giuria è Vera Dragone, nipote del regista siciliano. Il cinema è una grande passione, come ha dimostrato Osvaldo Desideri, Premio Oscar come migliore scenografia per il film “L’ ultimo imperatore” di Bernardo Bertolucci. Il grande scenografo, ha trascorso la sua infanzia a Roma, per poi trasferirsi con la sua famiglia nelle Marche. La  tenacia, la dedizione, la passione lo hanno portato a costruire una carriera, scandita da riconoscimenti ed affermazioni. L’incontro con lo scenografo Ferdinando Scarfiotti, ha rappresentato una tappa importante nella vita di Osvaldo Desideri. Insieme a Scarfiotti, infatti avrà modo di lavorare con importanti maestri da Luchino Visconti nel film “Morte a Venezia”, a Bernardo Bertolucci e Vittorio Storaro. Sono oltre 120, le produzioni che sono state  realizzate, dal grande scenografo. L’ Oscar, altri premi importanti come il David di Donatello, hanno testimoniato come con il talento, con la passione per il proprio lavoro, con determinazione e impegno costante, si possano raggiungere traguardi ambiziosi, costruendo il proprio futuro. Un messaggio che Osvaldo Desideri, ha voluto trasmettere ai giovani: “Svolgo questo mestiere da 54 anni – ha dichiarato lo scenografo – è stato un percorso di vita e professionale affascinante, ma anche molto impegnativo. Ho lavorato con tantissimi registi, ed ho scoperto diversi luoghi. La mia è una professione in cui serve non solo la passione e l’impegno, ma anche la preparazione. Nel corso della mia carriera, ho avuto dei buoni maestri, che mi hanno trasmesso gli insegnamenti necessari per migliorare e crescere nel mio lavoro. I giovani che si avvicinano al cinema, devono avere la possibilità di studiare e di essere seguiti, affinando così il loro talento”. La commozione di Osvaldo Desideri, è emersa poi, nella memoria di Pier Paolo Pasolini: “Mi ricordo un uomo, prima che un grande professionista. Abbiamo condiviso un rapporto eccezionale. L’esempio che ha dato a tutti, è stato di una persona umile e attenta alle necessità di ognuno”. Michele Geria, direttore organizzativo del “Reggio Calabria Film Fest, oltre a ringraziare i presenti, ha ricordato l’impegno profuso dalla Fondazione “Calabria Film Commission “ per la valorizzazione dei giovani talenti calabresi che si vogliono avvicinare al cinema. All’incontro era presente anche Iber Bolignano, presidente dell’associazione “Askena”. Luca Lionello, figlio dell’attore e doppiatore Oreste Lionello, ha ricordato il suo legame con la Calabria: “Tornare qui è sempre una grande emozione. Venivo spesso con mio padre e  poter ritornare è un infinito privilegio. Ho sentito sempre di appartenere a questa terra. Avere l’opportunità di girare il film “Quel che resta”, è stato per me un motivo di orgoglio e di grande soddisfazione”. Tra gli attori presenti Giacomo Battaglia che ha ricordato la veridicità delle storie di alcuni personaggi che sono stati inseriti nel film. In conclusione, Giuseppe Agliano, delegato della Regione Calabria, per i rapporti con la Fondazione “Calabria Film Commission”: “Gli sforzi compiuti sino a questo momento, testimoniano la convinzione che la cultura deve essere il motore per ripartire e dare speranza ai giovani. L’impegno della Fondazione e del governatore Giuseppe Scopelliti, è rivolto in questa direzione. Vogliamo dare risposte concrete, lavorando con dedizione per il futuro della Calabria”. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest. 

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Reggio di Calabria: Osvaldo Desideri, premio Oscar per l’ “L’Ultimo Imperatore, apre la kermesse del “Reggio Calabria Film Fest”

di Angela Panzera*. Prima serata al teatro “Francesco Cilea” del Reggio Calabria Film Fest. La kermesse, presentata dalla conduttrice Sky Rosaria Cannavò e dal direttore artistico del festival Bruno Di Marino, ha visto salire per primo sul palco Osvaldo Desideri, scenografo di fama mondiale e premio Oscar per “L’ultimo Imperatore” di Bernardo Bertolucci. “Per fare questo mestiere – ha dichiarato Desideri – non basta avere passione; occorre studiare ed essere competenti altrimenti, come diceva il grande Luchino Visconti, si prende la valigia e si va a casa. Io a casa ancora non ci sono andato”.

Desideri, spirito di grande ironia, ha raccontato al numeroso pubblico intervenuto in sala alcuni aneddoti e ricordi legati alle sue più famose pellicole come “Fantozzi”  del regista Luciano Salce. “Ho curato l’allestimento della casa della famiglia Fantozzi e poiché si doveva girare la famosa scena di Fantozzi che si lanciava, e si lanciava letteralmente, dal terrazzino  per prendere l’autobus ho pensato di ricreare la casa in una vera abitazione situata sulla tangenziale  est sopraeleva,ta di Roma. Facendo ciò chi abita lì, ancora oggi, è etichettato come Fantozzi”. Al grande Maestro Desideri l’organizzazione del Reggio Film Fest ha donato una maschera, raffigurante la Magna Graecia, realizzata attraverso lo stile proprio delle ceramiche di Seminara. “Ringrazio l’organizzazione e l’intera Calabria per avermi invitato qui stasera , sono molto felice – ha concluso Desideri – di essere stato premiato in questa bellissima terra”. Da sottolineare che Desideri questo pomeriggio ha tenuto, insieme al regista Massimo Scalgione, un workshop culturale in cui sono state illustrate, ai ragazzi del corso di scenografia dell’”Accademia delle Belle Arti” e dell’istituto “Frangipane”, le principali tecniche del mestiere. Successivamente sul palco del “Cilea” è stata la volta del duo reggino composto da Giacomo Battaglia e Gigi Miseferi e di Luca Lionello. Gli attori hanno illustrato al pubblico la pellicola Quel che resta, del regista Lazlo Barbo, che oltre a loro annovera nel cast anche Giancarlo Giannini e Franco Nero. La pellicola nasce dalla sinergia fra la “Fondazione Calabria Film Commission”, la società “Produzione Straordinaria” e l’ amministrazione provinciale di Reggio Calabria. Grande contributo è stato offerto inoltre da “Cinecittà Luce”. Quel che resta è stato girato tra la Calabria e Roma e trae le sue origini da due racconti di due autori reggini ossia “Ricordi d’un dissepolto” di Michele Calàuti e “Le baracche” di Fortunato Seminara”. “Troppe volte – ha affermato Gigi Miseferi – abbiamo sentito che il terremoto del 1908 è soltanto il terremoto di Messina. Troppe volte si sono dimenticati i morti di Reggio Calabria. A loro bisogna dare memoria e per fortuna c’è il cinema che diventa così strumento di ricordo. “ L’idea del film – ha detto invece Battaglia – è del precedente presidente della “Calabria Film Commission”, Francesco Zinnato. Girare nella nostra terra è stato emozionante, ripercorrere la vita e la sofferenza che i nostri avi hanno patito ci ha lacerato dentro. Vivere in quelle baracche è stato molto sofferente, ma noi sapevamo che era tutto finto e che sarebbe durato poco.; chissà quello che hanno dovuto passare i terremotati, privati dopo il sisma non solo dei beni, ma anche di una parte dell’anima”. “Questa tragedia ha rischiato di essere dimenticata- ha dichiarato invece Luca Lionello- io,che possiedo parte del sangue calabrese, quando mi è stato proposto il ruolo non potevo dire di no. La Calabria è la mia infanzia, questa terra inoltre è un museo a cielo aperto. I paesaggi sono perfetti set cinematografici”. A Luca Lionello l’organizzazione del festival ha assegnato il premio intitolato alla memoria dell’attore e regista reggino Leopoldo Trieste. Subito dopo l’incontro con gli artisti è stato proiettato in anteprima nazionale il film Quel che resta. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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Reggio di Calabria: l’omaggio a Mino Reitano chiude la prima giornata del “Reggio Calabria Film Fest”

di Daniela Gangemi*. La prima giornata del Reggio Calabria Film Fest, si è conclusa con l’omaggio al cantautore, compositore, scrittore e attore italiano, Mino Reitano, scomparso ad Agrate Brianza nel 2009, dopo una lunga malattia. Artista poliedrico, ha saputo trasmettere nelle sue canzoni, l’amore nei confronti della propria terra. Mino era nato a Fiumara, nel 1944, conquistò il successo nel 1968 con i brani “Avevo un cuore (che ti amava tanto)” e “Una chitarra cento illusioni”. Tanti i brani che riscossero  popolarità e costellarono la lunga carriera del cantante calabrese, come “Una chitarra cento illusioni”, canzone che superò le 500.000 copie vendute ed ottenne il disco d’argento.

La prima apparizione di Mino Reitano al Festival di Sanremo, fu nel 1967, con un brano scritto per lui da Mogol e Lucio Battisti, “Non prego per me”, in coppia con The Hollies, il gruppo di Graham Nash. Due anni dopo tornò al Festival, con il brano “Meglio una sera piangere da solo”, in coppia con Claudio Villa. Nello stesso anno,scrisse  la musica di “Una ragione di più”, canzone portata al successo da Ornella Vanoni. Numerose anche le partecipazioni al Cantagiro, Canzonissima, un Disco per l’estate, manifestazioni musicali, in cui Mino ottiene grandi riconoscimenti, piazzandosi spesso nelle prime posizioni della classifica. Nel 1976, compose un romanzo dal titolo “Oh Salvatore”, storia di un emigrante, dove sono ripercorsi alcuni momenti significati delle sua vita. Come attore, partecipò al film  di Carlo Verdone “Sono pazzo di Iris Blond”. Tra i successi di Mino Reitano, anche “Italia”, canzone del 1988, con cui partecipò al Festival di Sanremo. Un inno all’ attaccamento verso la patria che ha amato e di cui ha portato con orgoglio il nome in tutto il mondo, diffondendo attraverso la  musica, i valori della sua terra. La serata si è aperta con l’esibizione della cantante Alma Manera che con la sua voce potente, ha interpretato due brani, scritti dai fratelli di Mino Reitano, dedicandoli al cantante. Incalzato dalle  domande di Bruno di Marino, direttore artistico del “Reggio Calabria Film Fest”, Tonio Licordari, ex caporedattore della Gazzetta del Sud,ha ricordato il rapporto di profonda stima ed amicizia che lo legava a Mino Reitano: “Ho conosciuto Mino – ha raccontato il giornalista – quando entrambi eravamo ragazzi. Il rapporto di fiducia si intensificò nel tempo. Quando Mino, era all’estero, siamo rimasti sempre in contatto. Nel 1973 si svolse il Cantaeuropa, e la prima tappa fu a Reggio Calabria, Mino cantò nella manifestazione “Calabria mia”. Era un’artista completo, cantante,musicista, compositore, scrittore e attore. Probabilmente non ebbe in vita il giusto riconoscimento che gli fu tributato invece, dopo la sua scomparsa”. Mario Foti, fondatore del gruppo dei fedelissimi di Mino Reitano ha sottolineato l’impegno umano portato avanti nel ricordo del cantante, che si è concretizzato di recente con l’acquisto di due poltrone letto che sono state donate al reparto di Ematologia degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Maria Pia Liotta, interprete del film “Calabria mia “, ha sottolineato:“Il film “Calabria mia” è una pagina importante della mia vita umana e professionale. E’ stata la prima fiction prodotta dalla Rai che ha riscosso un enorme successo”. Giuseppe Agliano ha portato i saluti della moglie di Mino Reitano, Patrizia. Infine, prima della proiezione del film “Calabria mia”, Felice Pagano ha interpretato alcuni brani del cantante calabrese. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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Cosenza: UNICAL, il gioiese Raffaele Leuzzi è stato eletto componente del Consiglio di Amministrazione dell’Università della Calabria

Lo studente diciannovenne Raffaele Leuzzi, di Gioia Tauro, è stato eletto componente del Consiglio di Amministrazione dell’Università della Calabria. E’ lo studente più giovane mai eletto nella storia dell’Unical. Con 2187 preferenze, Leuzzi, candidato dell’Associazione A.L.Fa,  che frequenta la Facoltà di Economia, si è aggiudicato uno dei due seggi riservati agli studenti. L’elezione dello studente gioiese, espressione di una lista composta prevalentemente da studenti della provincia di Reggio Calabria, conferma il risultato straordinario di tre anni addietro, quando nel Cda dell’Unical venne eletto il palmese Domenico Cambrea.

La lista “Athena”, nelle elezioni che si sono svolte il 28 e 29 novembre scorsi per il rinnovo degli organi maggiori d’Ateneo dell’Università della Calabria è così riuscita ad ottenere il 50% dei seggi disponibili. La “Dea” così amichevolmente chiamata dai suoi componenti, è espressione dell’Associazione A.L.Fa, composta prevalentemente da studenti della provincia di Reggio Calabria, ed egregiamente rappresentata dal suo presidente storico Rocco Cosentino, ha sempre offerto e svolto servizi di assistenza a tutti gli studenti dell’Unical, sia per la didattica che per altro. Per le consultazioni studentesche di novembre sono stati 9.400 gli studenti votanti, pari al 35% degli aventi diritto al voto. La lista è riuscita ad ottenere, complessivamente, 3136 preferenze, risultando così la prima al Senato Accademico, dove è riuscita a conquistare due dei quattro posti disponibili che verranno occupati dagli studenti Verano e Militerno.

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Pallacanestro, DNA: dopo la vittoria a Codogno parla coach Ponticiello

di Isabella Galimi*. Una partita, quella consumata a Codogno, che ha dato dei risultati forse oltre le previsioni, non solo una vittoria, ma una vittoria con un distacco significativo."Più che allo scarto, io guardo alla prestazione, davvero eccellente, ed alla forza dell’avversario – ha commentato coach Ponticiello – Casalpusterlengo era reduce da due successi consecutivi, motivatissimo, deciso a riagganciare quanto prima la zona playoff. Tutti questi aspetti mi inducono ad essere particolarmente soddisfatto, siamo evidentemente sulla buona strada".

L’innesto di Piazza ha lasciato il segno, un esordio che non ha lasciato all’avversario il tempo di reagire, la squadra è parsa molto più veloce dal punto di vista del ritmo di gioco, il coach ha evidenziato le motivazioni del cambiamento: “Sono oramai due settimane che lavoriamo contemporaneamente su un doppio binario: da un lato ristrutturare i nostri equilibri offensivi e difensivi, dall’altro la preparazione della partita della domenica. E’ come se i due piani si sovrapponessero. Nello specifico del match con Casalpusterlengo, il piano partita era quello di costruirci quanto più possibile tiri ad alta percentuale, in equilibrio, ed in tal modo togliere ai lombardi la loro arma migliore, il contropiede. Ovvio che la presenza di Piazza, oltre al contributo che è visibile la domenica e che a Codogno è stato di altissimo livello, contribuisca anche a velocizzare durante la settimana il processo di apprendimento dei nuovi giochi e soluzioni. Diversi aspetti che, uniti come in un assemblaggio di un pazzle, dovevano aiutarci con Casalpusterlengo, ma nello stesso tempo far progredire la squadra anche oltre l’appuntamento di domenica. Concretamente, da un lato enfatizzare il fattore energetico, dall’altro, dal martedì al sabato, farci entrare chirurgicamente nei nostri dispositivi di organizzazione difensiva e migliorarli. Direi che tutto sia andato secondo le nostre aspettative e sforzi". Oltre al miglioramento collettivo, continua ad emergere la determinazione di elementi come Germani e Fabi, il coach ha commentato: "Parliamo di un 92 e di un 91, due giocatori molto giovani e di indubbio talento, che avevano bisogno di scrollarsi di dosso tutta la frustrazione accumulata in settimane difficili. Da questo punto di vista, ritengo che il loro impegno, così come quello di tutti, in particolare dei più giovani, debba essere ora rivolto alla necessità di cavalcare positivamente l’onda, diretto a moltiplicare quanto più possibile le energie e portare a compimento quanto di buono si è per ora solo intravisto, ora non si deve assolutamente abbassare la guardia,è necessario che tutti debbano pensare fortemente che non si è ancora fatto nulla. La risalita, anche alla luce del difficilissimo calendario di dicembre, è appena cominciata, bisogna ancora fare tanto. Come dicevamo dopo Bari, è indispensabile pensare che si è fatto qualcosa di buono, ma che si possa e si debba fare ancora di meglio".Pomeriggio, la squadra riprenderà con la sessione di allenamenti:"Lavoreremo in assoluta continuità con le settimane precedenti- ha concluso coach Ponticiello- tenere insieme organizzazione ed energia, l’immediato e la progettualità a medio termine. L’unico fattore nuovo è che si possa lavorare con minore pressione, ma guai a fare un passo indietro. Perderemmo tutto quanto di buono è stato fatto in questi 15 giorni". *Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

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Calcio, serie bwin, XVII^ giornata: Reggina-Crotone 1-1

Reggina-Crotone: 1-1. Reggina (3-4-1-2): Baiocco; Adejo (Bergamelli dal 45°), Freddi, Lucioni; Melara (dal 70° Rizzo), Armellino, Barillà, Rizzato (c); Sarno (dall’85° Fischnaller); Ceravolo, Comi. In panchina: Facchin, Bombagi, D’Alessandro, Campagnacci. All.: Dionigi. Crotone (4-3-3): Caglioni; Matute, Abruzzese, Vinetot, Mazzotta; Maiello, Eramo, Galardo (c); Gabionetta (dall’83° Ciano), De Giorgio (dall’88° Torromino), Pettinari. In panchina: Concetti, Migliore, Checcucci, Calil, Addae. All.: Drago. Arbitro: Irrati di Pistoia. Assistenti: Bernardoni e Gava. Quarto uomo: Gava. Marcatori: De Giorgio al 19° e Comi al 75° (rig.). Ammoniti: Lucioni al 29°, Armellino al 36°, Caglioni al 52° e Barillà al 66°. Corner: 9-2. Recupero: 2° (p.t.) e 3’ (s.t.).

Note. La Reggina si presenta stasera al posticipo della serie bwin in quello che qualcuno chiama derby ma che derby non è! Derby, per intenderci, per i reggini, è quello “dello Stretto” con il Messina o quello, invece, con il Catanzaro per i motivi socio-politici risalenti a oltre 42 anni addietro. Il colpo d’occhio del “Granillo” è desolante come sempre negli ultimi tempi o forse ancor di più. A nulla sono valse le “promozioni” della Società con biglietti di Tribuna Sud a 1 euro (si potrebbe dire, quindi, che nemmeno con il biglietto regalato la gente vuole andare allo stadio). Il significato dell’abbandono dei tifosi e degli sportivi reggini verso la Reggina non è la diminuzione del legame con la squadra (sempre vivo) ma è l’antipatia verso il suo presidente-direttore-allenatore pro-tempore. E’ lui, infatti, il vero e unico deterrente affinché la gente torni allo stadio. Saremmo pronti a scommettere che senza di lui, magari anche in una serie inferiore, la passione prenderebbe il sopravvento e lo stadio registrerebbe maggiori presenze rispetto agli ultimi anni. Detto questo, Dionigi dopo il lusinghiero passaggio del turno in Coppa Italia con la vittoria a Verona sponda Chievo (che porterà nuovamente la Reggina a San Siro sponda rossonera), schiera una Reggina ancora diversa ma con quello che ormai è diventato il modulo vincente. In difesa ritorna Freddi in campionato al posto dello squalificato Ely affiancato a destra da Adejo e a sinistra da Lucioni che molto bene ha fatto a Verona mercoledì scorso. A centrocampo ritrova il suo posto da titolare il capitano Rizzato sulla fascia sinistra con Melara, Armellino e Barillà. In attacco, infine, il duo Ceravolo-Comi: il meglio che il convento passa, per intenderci. Rizzo, il “regista a cui è stato fatto credere di esserlo tanto da convincersene”, è ancora in panchina (giustamente). Presenti un centinaio di tifosi ospiti che, contro la Reggina, aspettano la vittoria dal lontanissimo 1976 (al “Granillo” addirittura dal 1952). Cronaca e commento. Primo tempo. La gara ha inizio con ritmi elevati con due occasioni per parte. La prima la crea Sarno con un cross non raccolto da alcuno e la seconda con un’incursione di Maiello per un “ritardatario” Pettinari con Lucioni pronto a spazzare. Al 5° Adejo s’infortuna e Dionigi fa subito scaldare Bergamelli alzatosi dalla panchina. Al 10° primo tiro verso la porta. E’ il crotonese Matute a cercare la via della rete con la palla che termina sul fondo molto distante dalla porta di Baiocco. Nel frattempo sembra essere rientrato l’allarme per le condizioni di Adejo. Al 19° il Crotone passa in vantaggio. Fallo laterale dalla trequarti sinistra, palla a De Giorgio che, fatto qualche passo, scaglia il destro che supera Baiocco qualche metro fuori dai pali della propria porta. Gran conclusione del “10” di Drago e certamente non impeccabile il posizionamento del portiere amaranto che regala il vantaggio agli ospiti frutto di una conclusione bella, sì, ma non certo irresistibile. Il grottesco sta nel prendere un gol frutto di un assist da fallo laterale!?! Al 21° conclusione di Gabionetta con Baiocco che para a terra. Al 25° la Reggina calcia per la prima volta nella gara verso la porta avversaria. Sugli sviluppi del terzo calcio d’angolo a proprio favore, dopo un batti e ribatti in area, è Adejo a tentare la conclusione spettacolare in forbice con palla alta sulla traversa. Al 27° il Crotone va vicino al raddoppio. Gabionetta viene servito nella sua metà campo e s’invola con Adejo colpevolmente a rincorrerlo. Il crotonese resiste, Adejo non lo raggiunge, finché, entrato in area, cerca la diagonale con Baiocco in uscita. Superato il portiere amaranto, con il pallone diretto nella porta sguarnita, ci pensa il capitano Rizzato a liberare a un metro dalla linea di porta. La Reggina non c’è! Il Crotone gioca senza dubbio meglio legittimando il vantaggio. Al 35° ci prova Barillà in forbice sugli sviluppi di un corner, il pallone termina alto. Dionigi prova ad avanzare Sarno in un 3-4-3 nudo e crudo. Adejo non sta bene nonostante sembrava aver reagito bene all’infortunio al 5° con Bergamelli che intensifica il suo riscaldamento. Il Crotone continua a gioca bene specie sulla propria fascia destra con il capitano Galardo e l’autore del vantaggio De Giorgio. Al 45° ecco il cambio forzato: esce Adejo ed entra Bergamelli con quest’ultimo che va a sinistra e Lucioni che prende il posto di Adejo a destra. Il primo tempo, dopo 2 minuti di recupero, finisce qui sotto una bordata di meritati fischi ad accompagnare gli amaranto negli spogliatoi. Secondo tempo. Al 48° Gabionetta prova il sinistro, Baiocco para distendendosi alla propria sinistra. Al 50° calcio di punizione calciato da Ceravolo con palla sulla barriera. Il centravanti amaranto protesta per un presunto fallo di mano ma Abruzzese respinge il pallone con la schiena. La Reggina gioca a testa bassa con l’intendo di raggiungere il pareggio, il Crotone gioca invece con ordine e man mano che passa il tempo vede avvicinarsi la vittoria che manca da 26 anni. La Reggina attacca, i cross piovono da destra o sinistra ma non si riesce a cavare un ragno dal buco. La confusione prende il largo sulla concretezza e la mediocrità dell’organico mette la prima ancor più in evidenza. Al 60° punizione di Ceravolo direttamente in porta da posizione di corner corto, deviazione in corner di un difensore. Al 62° occasione amaranto. Ceravolo è lanciato in verticale in area. Il “9” amaranto piuttosto che mettere a centro area di prima intenzione, passa all’indietro con il pallone che sbatte sulle gambe di Sarno e termina sul fondo. Occasione sprecata. Al 64° altra occasione amaranto. Sarno inventa un orizzontalizzazione per l’accorrente Rizzato, il capitano colpisce di sinistro ma la traiettoria è larga e il pallone finisce sul fondo. La Reggina ci prova con coraggio e determinazione ma non riesce a perforare la difesa della squadra di Drago. Al 68° si rivede il Crotone con Gabionetta che non sfrutta al meglio un cross proveniente da destra. Al 70° secondo cambio per Dionigi: esce Melara ed entra Rizzo. Al 74° la Reggina ha la regina delle occasioni grazie al rigore fischiato da Irrati per un fallo apparso netto di Eramo su Ceravolo. Sul dischetto con irruenza va Gianmario Comi. Vuole essere lui a calciare il rigore e Ceravolo glielo consente. Al 75° Comi, di destro, spiazza Caglioni e pareggia il computo dei gol per squadra diventando il capocannoniere amaranto con 5 centri in stagione. La Reggina adesso, con cuore e generosità, cerca di portarsi in vantaggio ma deve, al contempo, stare molto attenta a un Crotone che continua a giocare bene. All’83° il Crotone effettua il suo primo cambio: esce Gabionetta ed entra Ciano. Due minuti dopo Dionigi cambia ancora: esce Sarno ed entra Fischnaller per gli ultimi 5 minuti di gara più recupero. All’88° occasionissima amaranto per il vantaggio. Comi riceve in verticale e calcia di prima intenzione ma Caglioni compie un miracolo e devia in corner con la mano sinistra. 3 i minuti di recupero. Reggina generosamente in attacco, Crotone ordinato. Il match-ball ce l’ha il Crotone con Eramo che, al 48° e qualche secondo, batte a rete di destro da fuori area con il pallone che sbatte sulla faccia esterna del palo alla sinistra di Baiocco e termina sul fondo. Irratti emette il triplice fischio finale e le squadre si ritirano al termine di una gara tutto sommato equilibrata e, quindi, giustamente terminata in parità. Sabato prossimo a Brescia servirà ben altro a questa "piccola" Reggina quintultima in graduatoria oggi al play-out.  Ad majora!                              

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Pallacanestro, DNA, XIII^ giornata: Assigeco Casalpusterlengo–Viola Reggio Calabria 65-77

di Isabella Galimi*. Assigeco Casalpusterlengo–Viola Reggio Calabria 65-77. Assigeco Casalpusterlengo: Prandin 24, Marino 3, Chiumenti 14, Planezio 0, Ricci 4, Bellina 15, Venuto 3, Fiorito 2, Vencato ne, Janelidze ne. Allenatore: Andrea Zanchi. Viola Reggio Calabria: Piazza 28, Fabi 12, Ammannato 14, Rugolo 0, Fontecchio 4, Germani 4, Caprari 9, Ricci 0, Sabbatino 2, Quaglia 4. Allenatore: Francesco Ponticiello. Arbitri: Scudiero Davide (MI) – Pansecchi Mauro (PV).

I 4 gradi di Codogno non raffreddano i ragazzi di Reggio Calabria, che rientrano vittoriosi dopo avere infiammato l’atmosfera, chiudendo il match 65-77, battendo una delle formazioni più temibili del campionato. Strepitoso l’esordio di Alessandro Piazza, che, sulla scia di quanto realizzato in casa Fortitudo, firma la sua prima partita in nero arancio con 28 punti, 10 assist e ottenendo 37 di valutazione. Una Viola che gioca veloce, serra la difesa, e determina la seconda vittoria consecutiva, contro un avversario che non ha smesso di lottare. La cronaca della partita si apre con due formazioni molto determinate a non cedere. Per i primi tre minuti il tabellone resta sullo 0-0. A dare il via ai punti Prandin, che subisce fallo da Fabi, e realizza solo uno dei 2 liberi chiamato ad eseguire. Una forte rappresentanza dei tifosi reggini  fa sentire in modo costante la propria presenza al Palazzetto. Fontecchio servito da Piazza realizza 2-2, gli avversari superano di una lunghezza ma Ammannato realizza il primo sorpasso( 3-4), giocando sulla velocità di passaggio. Piazza firma il raddoppio (3-6) , che fino alla metà del primo quarto rimarrà invariato. Con Marino dalla lunetta, il Casalpusterlengo si porta a -1 . Ed è Germani a realizzare un tripla, su assist di Ammannato( 5-8). Gli avversari, recuperano il gap riportando la parità, e senza dare tregua Piazza riporta i suoi in vantaggio con 8-10. Bellina con un tripla realizza il secondo vantaggio 11-10, che porta coach Ponticiello a chiamare il minuto. Con un canestro Germani riallunga con 11-12. Terzo vantaggio dei padroni di casa, di una sola lunghezza( 13-12) ma Bellina commettendo fallo permette a Piazza dalla lunetta di realizzare entrambi i liberi 13-14 ed allo scadere una tripla di Sabatino chiude 13-17. Il basso andamento del punteggio dimostra la forte caparbietà di entrambe le formazioni. Il secondo quarto vede Sabbatino partire con una tripla (13-19) nell’apertura del secondo quarto. Bellina E Fiorito cercando i falli non demordono arrivando a 24-21. Con freddezza e lucidà, caratteristiche che resteranno invariante per tutto il tempo dell’emozionante match, è ancora Piazza con un tripla a riportare la parità 24-24, immediatamente seguito da Prandin , che da ai suoi tre lunghezze di respiro, seguito dai liberi di Chimenti. A – 5 punti, Ponticiello chiama il minuto, in seguito al quale, per fallo di Prandin su Quaglia, che gioca forte nonostante la caviglia dolorante, la Viola si porta a -3. Nuovo time out dei padroni di casa, che commettono fallo, colto da Fabi, che realizza solo un libero. E’ sempre Piazza, che proprio non vuole restare indietro, a riportare il pareggio 29-29. Di risposta Prandin , con canestro e fallo, riporta i suoi 32-29. E’ora il capitano nero arancio ad insistere con una tripla riportando il pareggio a 36 sec dalla fine. Ma non basta. La Viola vuole conquistare anche il secondo quarto. Ed allo scadere il regista Piazza realizza tre punti: il tabellone segna 32-35 per i nero arancio. Germani accende il rientro dagli spogliatoi (32-38), Fabi lo segue realizzando in contropiede 32-40, e insieme ad Ammannato la Viola si porta sul + 10, 36-46. Per quanto la formazione di Zanchi insista, la Viola non da respiro: Bellina segna 2 punti ma un fallo di Chiumenti permette a Fontecchio di riportare a + 10 le distanze che separano le squadre . Una tripla del capitano nero arancio continua a dare fiducia, il quarto si chiude a + 9 per i neroarancio. Sulla scia degli altri quarti, l’ultimo è quello che continua a rivelare una Viola determinata a portare a casa la vittoria. Il regista Piazza continua a penetrare, la Viola si porta anche al +14 (51-65). Casalpusterlengo cerca la rimonta riaccorciando il gap, 60-69 a- 2:14 dalla fine. Ma non c’è storia. I ragazzi di coach Ponticiello continuano a realizzare sino al suono della sirena: il tabellone segna 65-77, una vittoria che conferma un forte entusiasmo per una compagine che ha tutta l’intenzione di regalare ancora grandi emozioni, e che preannuncia quello che tutti si stavano aspettando: la Viola di sempre è tornata. *Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.                    

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Pallacanestro, serie C Regionale, V^^ giornata: S. Basket Viola-Virtus Lamezia: 75-83

di Maria Carmela Vazzana*. S. Basket Viola-Virtus Lamezia: 75-83 (parziali: 24-26, 40-49, 54-73). S. Basket Viola: Antonicelli 2, Franzò 8, Labate, Bagnasco 12, Panzera, Russo 2, Osmatescu 4, Latella 10, Manfrè 8, Lupusor 29. Coach: Pasquale Iracà – Ass.: Umberto Crea e Giuseppe Cotroneo. N. Virtus BK Lamezia Terme: Viterbo 4, Lazzarotti 26, Petrosino 2, Grande 6, Rubino 15, Venuti 2, Fragiacomo 16, Falvo 10, Fusto, Scalese 2. Coach: Ferdinando Fusto. Arbitri: Riitano T. e  Sposato D. di Cosenza.

Appuntamento con il 2° sorriso stagionale rimandato per la S. Basket Viola che, nella 7° giornata di campionato di C Regionale, cede per 75-83 alla Virtus Lamezia. Inizio di gara abbastanza equilibrato con i violini  che riescono a rimanere attaccati agli avversari e chiudono la prima frazione sotto di soli 2 punti,  nei secondi 10 minuti  Lamezia arriva anche a 15 punti di vantaggio ma prima dell’intervallo i reggini riescono a rosicchiare qualche punto e vanno a riposo sotto di 9 lunghezze. Nel 3° quarto la Viola pecca di imprecisione sotto canestro e il team di Fusto ne approfitta dilatando la forbice  fino al  +19 . L’ultimo quarto è appannaggio dei padroni di casa (21-10 il parziale) che si sistemano in difesa e recuperano qualche pallone in più ma il carattere non basta,  la rimonta è tanto disperata quanto tardiva e  il 7-0 di break finale serve solo a limitare il passivo. Lamezia può così festeggiare la vittoria e consolidare il 2° posto in classifica a pari punti con il Botteghelle mentre la Viola rimane ferma a quota 2 ed esce dall’incontro consapevole che la strada è lunga e che occorre lavorare tanto per perfezionare alcuni meccanismi e per eliminare quelle sbavature che possono compromettere l’andamento delle partite. Il gruppo è nuovo e deve ancora trovare una propria identità e quell’affiatamento che è indispensabile per raggiungere traguardi importanti. Prestazione incolore per i vari Latella, Manfrè, Bagnasco che continuano a peccare di egoismo piuttosto che mettersi al servizio della squadra. Anche Lupusor, nonostante i 29 punti finali, si è fatto trascinare nella ricerca confusionaria della soluzione individuale a scapito del gioco corale . Unica nota positiva della serata il ritorno sul parquet di Domenico Antonicelli dopo circa un mese di stop a causa di una distrazione muscolare.La Viola è attesa da un altro impegno difficile per tentare di muovere la classifica e fare ulteriori passi avanti nel gioco e nella mentalità, sabato 8 dicembre alle ore 18 in quel di Rende contro la Bim Bum Basket Cosenza. “Non è stata una serata felice per quanto riguarda la percentuale al tiro – ha dichiarato nel post partita l’assistant coach Umberto Crea – tuttavia siamo riusciti a rimanere in partita e non abbiamo mollato nemmeno quando Lamezia si è portata sul +19 e questo è un dato sicuramente positivo. I miglioramenti sono notevoli ma c’è molto da lavorare sulla concentrazione, sulla grinta e soprattutto questi ragazzi devono credere di più in se stessi e nei compagni e rendersi conto dell’enorme potenziale che hanno dentro pronto ad esplodere. A mio avviso possiamo giocarcela con tutti facendo però tesoro degli errori commessi”. *Ufficio Stampa Scuola di Basket Viola Reggio Calabria.

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Calcio a 5, serie A, IX^ giornata: Pro Reggina-Ita Fergi Matera 3-4

di Ernesto Branca*. Pro Reggina–Ita Fergi Matera: 3-4 (1-0). Pro Reggina 97: Trovato, Cannizzaro, Violi, Siclari, Vadalà, Napoli, Onesto, Mezzatesta, Presto, Politi, Mendolia, Cacciola. All.: Tramontana. Ita Fergi Matera: Di Biase, Monaco, Fragola, L’assainato, Pinto, Campanile, Di Dio, Quarta, De Vita, Sangiovanni, Turcinovic. All.: Sergiano. Marcatori: 10’12”pt e 15’34”st Presto, 12’7”st Quarta, 13’11”st Violi, 17’51” e 18’20”st De Vita, 19’47”Pinto. Arbitri: Bartolone di Barcellona P.G. e Rizzo di Trapani.

Come accade nei film dell’orrore dove nelle tenebre si manifestano gli incubi più cupi, anche al Botteghelle il triste epilogo arriva a seguito di un blackout del sistema di illuminazione che, oltre a costringere gli arbitri ad arrestare il gioco, manda in panne le reggine che nel giro di tre minuti, quelli finali, consegnano su di un piatto d’argento i tre punti all’Ita. Un vero peccato, soprattutto per ciò che la Pro Reggina ha mostrato durante l’intero arco della partita, una gara ottimamente interpretata e gestita, figlia di una grande determinazione e di una inesauribile grinta che mai difetta alle calabresi. Eppure il futsal è questo, bastano 183 secondi per sciupare tutto e passare da un 3-1 tranquillo ad un 3-4 sbalorditivo. L’inizio del match è molto soporifero, le due squadre puntano più a non prenderle piuttosto che a darle e si assiste ad una contesa molto blanda che non riscalda il pubblico. Al 6’ Le campionesse d’Italia potrebbero passare in vantaggio ma il destro di Violi gioca a flipper con la porta avversaria colpendo prima il palo e poi la traversa, finendo tra i piedi di Mezzatesta che non trasforma il facile tap-in. Passa un minuto e si spengono le luci all’interno del PalaBotteghelle, per cui gli arbitri non possono far altro che fermare la gara e attendere che i fari tornino efficienti. La ripresa del gioco vede l’Ita molto più aggressiva e caparbia, infatti prima De Vita non trova lo specchio, e poi Quarta si fa murare da Trovato. Alla metà esatta della prima frazione di gioco arriva la rete amaranto siglata da Presto che, dopo aver scambiato con Siclari, scaraventa alle spalle di Di Biase il centro del capitano. Il gol subìto desta le ospiti che si affidano alle lunghe leve della propria stella Turcinovic per cercare di riequilibrare le sorti dell’incontro, ma Violi non si fa sorprendere e si va negli spogliatoi sul risultato di 1-0. Il secondo tempo inizia con una gran giocata di Quarta che costringe Trovato a far gli straordinari, seguita poi dal destro di Pinto che si stampa sul palo. Il forcing delle ragazze di mister Sergiano costringe le calabresi a stringere i denti e a difendersi, finchè non arriva il meritato pari costruito da Quarta che riesce a bucare Trovato dopo due splendide prodezze del portiere reggino. Le campionesse d’Italia mostrano subito di che pasta son fatte e rimettono il naso avanti dopo soli 64 secondi, quelli che servono a Violi per trovare il pertugio giusto e battere Di Biase. Il gol sblocca Siclari e compagne che nel giro di tre minuti costruiscono due nitide occasioni da rete, entrambe però malamente sprecate. Non c’è però molto da attendere per vedere il tris locale, il tabellone segna il 15’ quando a seguito di una stupenda azione corale, Presto firma la personale doppietta  mandando in visibilio il pubblico reggino. La gara sembra essere in discesa, ma succede ciò che non ti aspetti, l’illuminazione va di nuovo via e bisogna attendere altri venti minuti prima di riprendere il gioco. L’attesa punisce la Pro Reggina che, perdendo lucidità e concentrazione, cade in balìa dell’avversario che in tre minuti colpisce tre volte con De Vita(doppietta) e Pinto che a tredici secondi dalla fine consegna la vittoria alle proprie compagne. Scende il gelo al Botteghelle, nessuno avrebbe mai immaginato un epilogo del genere, dopo una grande prestazione delle ragazze di mister Tramontana. Adesso la qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia diventa un po’ più difficile, ma non impossibile vista la tempra di queste ragazze che proprio nelle situazioni più difficili sanno tirare fuori il meglio di loro. Non tutto è perduto, già col Ganzirri arriverà la risposta. *Ufficio Stampa Pro Reggina '97. 

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Reggio di Calabria: Aeroporto dello Stretto, grazie al pronto intervento del personale Sogas garantiti voli regolari. Porcino: “Guasto anomalo ai nastri bagagli, stiamo accertando le cause”

Un malfunzionamento ai nastri che trasportano i bagagli all’interno dell’aerostazione. Un guasto sicuramente “anomalo”. Questa la brutta sorpresa che si è presentata nella notte tra Sabato e Domenica al responsabile in turno della Società di Gestione dello scalo. E tutto ciò non  avviene in un giorno qualsiasi. Certamente non in un periodo qualsiasi. L’Aeroporto dello Stretto in questo ultimo mese, infatti, sta notevolmente accelerando il suo cammino di risanamento e di rilancio.

Le prenotazioni registrate, ad eccezione di Blue Express che mediamente viaggia con un riempimento del 60% circa, per i voli Alitalia registrano picchi del 100% e addirittura, in alcuni giorni si verificano casi di overbooking; stesso discorso vale per Volotea (tratta Reggio/Venezia) che arriva in previsione ad un load factor previsto del 85%. A titolo esemplificativo il monitoraggio di Alitalia, fino a domenica, è stato indicativamente di 163 prenotati sui 165 posti disponibili Airbus A-320, con dei casi di 173 pax booked, così come Volotea che prevede 98 pax su 115 di offerto reale per gli aeromobili più piccoli quale il boeing 717. Complice la chiusura dello scalo etneo che ha determinato, inoltre, un notevole incremento dell’utenza messinese, dato altamente significativo, desumibile dalla affluenza di passeggeri trasportati dai bus navetta Autolinee Federico ed Atam, rispettivamente Messina Cavallotti – Aeroporto dello Stretto e Porto – Aeroporto. Ricadute positive per l’Aeroporto dello Stretto che però si è fatto trovare pronto e preparato a soddisfare le esigenze della utenza messinese. Nelle settimane scorse, solo per fare un esempio, Alitalia ha chiesto di ospitare un volo charter, sempre operato dallo stesso vettore, a favore del Catania calcio, il quale ha preferito lo scalo reggino a quello di Sigonella o addirittura Palermo. Ed è proprio in questo scenario positivo che si inserisce il guasto “anomalo” ai nastri trasportatori. Il Presidente Porcino, subito allertato, si è imediatamente precipitato in aeroporto e, nonostante fossero appena le tre di notte, grazie al pronto intervento assicurato da larga parte del personale della Società di Gestione e della sua collegata, Sogas Service, si è riusciti a scongiurare il peggio. “Adesso tiriamo un sospiro di sollievo, – dichiara Porcino commentando quanto è successo – posso tranquillamente affermare che abbiamo avuto modo di saggiare le capacità di reazione del “sistema” Sogas che regge benissimo anche di fronte ad “urti” imprevisti. E questo lo si deve unicamente allo spirito di dedizione e abnegazione dimostrato anche in questa occasione dagli operai e dalle maestranze sia di Sogas sia della società di servizi dello scalo reggino ad essa collegata, Sogas Service. Il malfunzionamento dei nastri destinati al trasporto bagagli è stato superato garantendo una costante presenza fisica in ogni fase del processo di parte del nostro personale così al fine di veder rispettate tutte le procedure di routine e, soprattutto, garantire la pressoché assoluta puntualità per ogni volo operato nello scalo. La cosa che probabilmente deve fare riflettere – sottolinea Porcino – è la “strana coincidenza” che un simile guasto “anomalo” sia stato provocato proprio nel giorno in cui dal Tito Minniti era previsto il decollo di ben due voli charter disposti dal Ministero Della Difesa poiché finalizzati al trasporto di ben duecentotrenta militari fino in Sardegna. Ebbene nonostante questo “imprevisto” l’Aeroporto dello Stretto si è dimostrato all’altezza della situazione e tutto si è svolto regolarmente con soli 5 minuti di ritardo rispetto ai tempi altrimenti previsti per le operazioni. Possiamo quindi dire che stavolta gli è andata proprio male.. Chiunque voleva creare delle difficoltà all’Aeroporto dello Stretto sarà rimasto dispiaciuto e con l’amaro in bocca. Una cosa è certa: stiamo già accertando le cause e le responsabilità. Quel che più conta – conclude Porcino –  è che la nostra clientela sia rimasta come ogni giorno soddisfatta del servizio che offriamo. Lo stesso Governatore Scopelliti trovandosi in aeroporto pronto a partire penso non si sia nemmeno accorto di nulla… E questo è sintomo di grande professionalità di tutti i nostri dipendenti che non smetterò mai di ringraziare insieme a tutte le altre autorità tutte presenti presso lo scalo per la preziosa collaborazione fornita alla Sogas ad esempio in questa circostanza “anomala”.

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Reggio di Calabria: “Reggio Calabria Film Fest”, presentato il lungometraggio “Quel che resta”

di Angela Panzera*. Presentato questa mattina, presso la sala conferenze dell’ “È Hotel” di Reggio Calabria il lungometraggio "Quel che resta" del regista Laszlo Barbo. Al tavolo dei lavori hanno partecipato gli attori reggini Giacomo Battaglia e Gigi Miseferi, Giuseppe Agliano, delegato dalla Presidenza della Regione Calabria ai rapporti con la Fondazione “Calabria Film Commission”, Michele Geria, direttore esecutivo del “Reggio Calabria Film Fest”, e Sandro Scialpi, compositore della colonna sonora del film. La pellicola nasce dalla sinergia fra la “Fondazione Calabria Film Commission”, la società “Produzione Straordinaria” e l’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria.

Grande contributo è stato offerto inoltre da “Cinecittà Luce”. Nel cast si registra oltre al duo reggino, Battaglia-Miseferi, l’eccelsa presenza di Giancarlo Giannini, Franco Nero e Luca Lionello. Il primo ad intervenire alla conferenza stampa è stato Giuseppe Agliano il quale ha affermato che “la realizzazione di questo lungometraggio rappresenta un momento importante non solo per la Fondazione “Calabria Film Commision”, ma per l’intera città di Reggio Calabria poiché esso è il simbolo del talento di attori e maestranze varie provenienti dalla nostra terra. Investire su attori reggini vuol dire soprattutto investire sul nostro territorio e questo è infatti uno dei principali compiti della fondazione. "Quel che resta" è il biglietto da visita della “Calabria Film Commission” e per questo auspico che saranno in tanti a vedere domani sera, presso il teatro “Cilea” la prima dell’opera”. Successivamente è intervenuto Giacomo Battaglia che per questa occasione si è “spogliato” della sua talentuosa e straordinaria comicità per  rivestire i panni, all’interno del film, del Gobbo: personaggio cattivo che creerà non pochi problemi ai protagonisti. “"Quel che resta" – ha dichiarato in conferenza stampa Battaglia – nasce dall’intuizione del precedente presidente della Fondazione, Francesco Zinnato. L’opera è stata girata tra la Calabria e Roma e trae le sue origini da due racconti di due autori reggini ossia Ricordi d’un dissepolto di Michele Calàuti e Le baracche di Fortunato Seminara”. La storia della nostra città non può non fare riferimento all’immane tragedia del sisma che ha colpito Reggio Calabria e Messina. A Reggio i soccorsi arrivarono dopo 48 ore rispetto all’evento per questo molte persone che potevano essere salvate, se gli aiuti fossero arrivati in tempo, morirono invece sotto le macerie. Chi sopravvisse fu catapultato in un’altra dimensione fatta di baracche e povertà. Noi abbiamo ricreato la Reggio post terremoto fatta di persone che dall’oggi al domani non erano più povere soltanto dei beni, ma anche di una parte dell’anima”. Dopo Battaglia è intervenuto Gigi Miseferi, anche lui in una veste completamente diversa rispetto a quella in cui siamo abituati a vederlo di solito. “Quello che mi preme sottolineare- ha affermato l’attore reggino- che purtroppo si è cristallizzata un’inesattezza di fronte a questo fatto storico. Il terremoto del 1908 ha colpito Reggio Calabria e Messina, non solo Messina. Purtroppo siamo stati depauperati anche di questo tragico evento; da troppo si sente che il sisma  ha colpito soltanto Messina. Nel film interpreto Gianni di Saia, un personaggio molto crudele e storpio. Per questo motivo ho dovuto imparare a zoppicare e per farlo ho camminato con i sassi dentro le scarpe per molto tempo. Sul set abbiamo vissuto come i nostri concittadini dell’epoca, in gigantesche baraccopoli a contatto con molti animali e con la povertà. In questa sede è doveroso ringraziare la professionalità degli scenografi e dei truccatori; i primi hanno ricostruito al meglio la Reggio post-sisma mentre i secondi hanno ricostruito sui nostri volti le cicatrici e i segni della sofferenza”. Alla conferenza stampa è intervenuto anche Sandro Scialpi, che ha composto le musiche del film. “Sono stato coinvolto – ha sottolineato Scialpi – in questo progetto non solo professionalmente, come compositore, ma anche personalmente, come reggino. Le melodie e gli arrangiamenti sono state curate, oltre che da me, anche da Pat Levato. In tutto sono sei i brani realizzati in soli tre mesi. Spero che la mia musica arrivi al cuore della gente e che essa si diventi un messaggio di speranza”. Infine, ha preso la parola Miche Geria, produttore esecutivo del RCFF, il quale ha tenuto a sottolineare determinati particolari. “Quel che resta" è nato quando alla guida della Fondazione vi era l’ex presidente Zinnato. All’idea di Zinnato è doveroso assegnare un bel 10 per l’operazione culturale, però di contro sono del parere che sul fronte dell’operazione produttiva-economica  e della distribuzione sono costretto ad assegnare uno zero tagliato. L’ex “Calabria Film Commission” investì tutto sul progetto da realizzare, ma non prese accordi con una casa di distribuzione. Ad oggi infatti, Quel che resta non ha ancora trovato chi lo distribuirà al grande pubblico. Per tali motivi, la nuova “Calabria Film Commission”, presieduta da Gianluca Curti, ha cambiato completamente rotta: i film si realizzano solo se c’è firmato un contratto con una casa di distribuzione. Dall’insediamento del Presidente Curti infatti, abbiamo già finanziato tre pellicole, tutte e tre regolarmente distribuite”. "Quel che resta" verrà proiettato in anteprima nazionali domani, martedì 4 dicembre, alle ore 19.30 presso il teatro comunale “Francesco Cilea”. L’entrata è gratuita. Prima della proiezione il pubblico incontrerà oltre gli attori reggini, Battaglia e Miseferi,anche Luca Lionello, attore protagonista della pellicola. “Quel che resta”, appunti sul film. Dopo quelle realizzate in Calabria si sono concluse, negli studi di Roma, le riprese del film “Quel che resta”, promosso dalla “Fondazione Calabria Film Commission” e realizzato in collaborazione con la società “Produzione Straordinaria” e con il sostegno di “Cinecittà Luce” e della Provincia di Reggio Calabria. La regia è stata affidata a Laszlo Barbo mentre la sceneggiatura, curata da Elio Gentile, è tratta da due racconti: Ricordi d’un dissepolto di Michele Calàuti, il cui volume curato dal giornalista reggino Enzo Romeo è stato pubblicato da Rubbettino, e Le baracche di Fortunato Seminara, pubblicato da Pellegrini. Entrambi gli editori, che con il loro pregevole impegno editoriale onorano la Calabria, hanno concesso gratuitamente i diritti in considerazione delle finalità culturali e promozionali dell’immagine del nostro progetto cinematografico. La trama del film è imperniata sul terremoto del 1908 e sulle sue conseguenze umane e materiali che hanno fiaccato i sogni di una generazione di reggini in una fase storica di crescita e di sviluppo dell’intera provincia, determinando un pauroso degrado degli strati sociali più deboli. Michele Calàuti (Siderno 1861-1935) era stato uno degli ultimi poeti romantici. A Roma aveva frequentato i più importanti salotti e collaborato con le principali riviste letterarie, insieme a Giosuè Carducci, Edmondo De Amicis, Luigi Capuana, Salvatore Di Giacomo e tanti altri. Tra i suoi amici, il giovane Gabriele D'Annunzio. Nel 1908 Calàuti aveva 47 anni e, appena trasferitosi da Siderno a Reggio Calabria, alloggiava con la famiglia in un villino sito in via Santa Lucia. Dopo l'alba del terremoto, quel luogo diverrà la tomba della madre e di tre dei suoi figli. A qualche mese dalla catastrofe, il poeta riprende in mano la penna che aveva riposto nel cassetto da molti anni e scrive un breve e straziante resoconto della propria tragedia familiare che intitola Lacrymae, ovvero Ricordi d'un dissepolto. Pagine in cui si riflette la sciagura di un popolo intero e di una terra tanto bella quanto amara. Le baracche è una storia di vinti, di umili e diseredati che vivono, nel primo dopoguerra, nelle baracche. Micuccio Caporale, figlio di un barone, si invaghisce di Cata, una bella ragazza delle baracche che è considerata una donna perduta quando Micuccio riesce a baciarla. Successivamente, durante un pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Polsi, al quale partecipano anche Cata e la madre Angela, succedono tumulti e liti che vengono interpretati come segni della volontà della Madonna, che Cata non debba, perché “indegna”, presentarsi al Santuario. In questa occasione, un calderaio cinquantenne vedovo, di nome Girolamo, affascinato dalla bellezza di Cata, la chiede in sposa alla madre. Cata però, perdutamente innamorata di Micuccio, rifiuta, ma poi, influenzata da amiche e mezzane, cede e sposa il calderaio. Questi però viene ucciso, durante la cerimonia nuziale, dallo storpio Gianni di Saia, deficiente, povero relitto umano che aveva sperato, istigato dal perfido e maldicente “Gobbo”, di poter sposare la giovane Cata. L’epilogo del romanzo è catastrofico. Un’epidemia, la “spagnola”, imperversa decimando la popolazione delle baracche, Cata dopo le alterne vicissitudini si ricongiunge a Micuccio («Era destinato che finisse così», «Non s’è fatto di tutto per evitarlo? Era destino»), le baracche sono distrutte da un incendio che divampa improvvisamente in una notte di Settembre. Cast Artistico. Premesso che nella scelta del cast artistico ci siamo preoccupati di valorizzare al massimo le risorse regionali, il film è stato interpretato da attori e attrici di primo piano a livello nazionale. GIANCARLO  GIANNINI  (nel ruolo dell’avvocato); FRANCO  NERO  (nel ruolo del vecchio); LUCA  LIONELLO  (protagonista maschile, nei ruoli: Ingegnere – Michele Calàuti – Micuccio); FEDERICA  BIANCO  (protagonista femminile, nel ruolo di Cata); ROSA  PIANETA  (nel ruolo di Angela); GIACOMO  BATTAGLIA  (nel ruolo del “Gobbo”); GIGI  MISEFERI  (nel ruolo di Gianni di Saia); PAOLO  FIORINO  (nel ruolo del Barone Caporale); GIOVANNI  MARTORANA  (nel ruolo del calderaio Mastro Girolamo); SELENE  ROSIELLO  (nel ruolo di Clotilde Calàuti); PAOLA  CASELLA  (nel ruolo della prostituta “Stilla”); LUCIA  LOFFREDO  (nel ruolo di “Catena la Storpia”); SIMONA  CORIGLIANO  (nel ruolo di Raffaela); ROCCO  MILITANO  (nel ruolo di Nando); CICCIO  CUTRUPI  (nel ruolo di “Rosso”); ANNA  MARIA  DE  LUCA  (nel ruolo della Signora Caporale); CINZIA  CARREA  (nel ruolo di Betta); LOREDANA  AMARI  (nel ruolo dell’amica di Angela); ENZO  DE  LIGUORO  (nel ruolo del marito di Raffaela); GIANNI  FEDERICO  (nel ruolo del padre di Cata). *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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Roccella Jonica (RC): da martedì 13 a sabato 15 l’Associazione “Progetto SuDanza” presenta “Lo Schiaccianoci”

La Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza, – FNASD – in collaborazione con la Fondazione Nazionale della Danza – , ha ideato ‘Leggere per … ballare’, il progetto culturale rivolto agli associati, che ha come oggetto la messa in scena di uno spettacolo di danza ispirato ad un testo di letteratura condiviso con il mondo della scuola.Utilizzare la danza come strumento di comunicazione tra culture, far emergere il valore formativo del luogo ‘teatro’, valorizzare il concetto di arte e diffondere la cultura della danza. Questi gli obiettivi primari del progetto culturale ‘Leggere per … ballare’ condivisi dall’associazione ‘Progetto SuDanza’.

Martedì 11, giovedì 13, venerdì 14 e sabato 15 dicembre, presso l’auditorium di Roccella Jonica, l’Associazione ‘Progetto SuDanza’ in collaborazione con FNASD e Fondazione Nazionale della Danza e con il patrocinio del comune di Roccella Jonica, presenta ‘Lo Schiaccianoci’ di Hoffmann reinterpreto in chiave moderna. Dopo il successo del ‘Piccolo Principe’ di Antoine De Saint-Exuery con la regia di Arturo Cannistrà e la coordinazione artistica di Domenico Crea, Presidente dell’associazione ‘SuDanza’, andato in scena nel mese di aprile nel comune della costa ionica di Roccella, ‘Progetto Sudanza’ propone un’altra rappresentazione in occasione del Santo Natale in cui parteciperanno le scuole di danza ‘Tersicore’ di Roccella Jonica, ‘Dionysos’ di Siderno e ‘Jonica Danza’ di Bianco. ‘Leggere per … ballare’ intende far interagire le scuole di danza con il mondo della scuola istituzionale. Filo conduttore del progetto, un testo di letteratura per ragazzi che sarà approfondito dalla scuola attraverso un lavoro interdisciplinare. ‘Leggere per … ballare’ è oggetto di un protocollo di intesa col M.I.U.R. (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e con AGISscuola, ha il patrocinio del Ministero delle Pari Opportunità e della Gioventù ed ha ottenuto la Tessera d’Argento del Club Leggere Tutti. L’associazione Progetto SuDanza nasce allo scopo d’introdurre anche al sud il progetto “Leggere per… ballare” (oggetto di un protocollo d’intesa con il M.I.U.R., con l’AGIScuola ed ha il patrocinio del Ministero delle Pari Opportunita e della Gioventù), frutto della collaborazione tra la F.N.A.S.D. (Federerazione nazionale scuole di danza) e la Fondazione Nazionale della danza/Aterballetto, finalizzato alla diffusione della cultura della danza e già collaudato in numerose regioni italiane. Il progetto vuole mettere in comunicazione i due mondi delle Scuole istituzionali e delle scuole di danza, nella considerazione che queste ultime sono una realtà capillarmente diffusa nel territorio cui tante famiglie si rivolgono nella scelta di attività del tempo libero per i propri ragazzi anche quando questi non vogliono o non possono misurarsi con la selezione e la disciplina della scuola di danza pubblica o degli enti lirici, che perseguono finalità differenti. Nonostante gli utenti delle scuole di danza siano in gran parte gli stessi della Scuola istituzionale, in genere questi due momenti della formazione vivono separatamente i loro progetti didattici. “Leggere per… ballare” intende far interagire queste due realtà pur nel mantenimento della loro autonomia operativa, il punto d’incontro sarà dato da un testo di letteratura per ragazzi quale strumento che la Scuola riconosce. Nello stesso tempo la scuola di danza fa proprio il concetto di associazionismo per cui si mette in rete prima di tutto con altre scuole di danza del suo territorio abbandonando la competitività fra scuole e privilegiando l’aspetto progettuale. Danza, musica, teatro e Scuola sono così rivisitati con una metodologia che valorizza le potenzialità di ciascuno attraverso un intenso lavoro di rete. La scuola istituzionale approfondirà l’argomento attraverso un lavoro interdisciplinare, l’associazione di scuole di danza provvederà alla realizzazione dello spettacolo inerente il testo e metterà a disposizione della scuola le proprie figure professionali per spiegare, attraverso incontri preventivamente concordati, come il testo venga tradotto in rappresentazione teatrale. Il progetto si conclude a teatro dove ragazzi e ragazze assistono ad uno spettacolo che riconoscono perché l’argomento è stato oggetto di dibattito nelle aule scolastiche e che viene interpretato da loro coetanei, alunni delle scuole di danza. “Leggere per… ballare” vuole avvicinare i ragazzi ad una comprensione intellettuale della danza intesa come fusione tra espressione gestuale, musicale, drammaturgica e teatrale. in modo che gli studenti di oggi divengano i più attenti e consapevoli fruitori degli spettacoli coreografici di domani. Il Presidente, Domenico Crea. Il balletto ‘Lo schiaccianoci – il sogno di clara’, si ispira al celebre racconto di Ernst Hoffmann e ripropone i contenuti della favola, in cui il tema del Natale diventa l’occasione per raccontare il difficile passaggio dall’infanzia all’adolescenza visto con gli occhi di una bambina. La realtà, fatta di gioie e paure, viene traslata nel mondo dei sogni attraverso l’immaginazione della protagonista che risvegliandosi si scopre cambiata. Il contesto viene reinterpretato, in chiave moderna, con attenzione al mondo attuale, una realtà virtuale e tecnologica in cui i giovani di oggi crescono e maturano tra TV, information tecnology e videogiochi. Con la scenografia di Antonia Di Lauro, la regia di Arturo Cannistrà e le coreografie delle scuole di danza “Dionysos, Tersicore e Jonica Danza, lo spettacolo vuole porre al centro dell’attenzione la sottile linea che separa il mondo reale dal sogno. Clara è una bambina che con l’avvicinarsi del Natale riceve molti regali, tra cui un videogioco “Lo Schiaccianoci” donato dallo zio-padrino Drosselmeyer e conteso con il fratellino Fritz, il quale, geloso del regalo, durante un litigio, stacca la spina della tv mandando in “Tilt” il gioco. Drosselmeyer, vede la piccola Clara infelice, così la consola sistemandole il gioco. Clara, rassicurata, si siede accanto alla TV accesa, si addormenta e comincia a sognare. Drosselmeyer è un personaggio misterioso e affascinante capace di animare con le sue invenzioni tecnologiche i sogni dei bambini tanto da renderli realtà, così come a volte avviene nel mondo irreale dei videogiochi. Lo zio-padrino, abile inventore, appare nel sogno di Clara, conducendola nel mondo virtuale dello Schiaccianoci. E’ qui che Clara, nel regno incantato del mondo elettronico, abbandona l’ infanzia per scoprire la sua adolescenza, conquistata dallo “Schiaccianoci”, quel valoroso eroe che sconfigge incubi e paure e combatte il re dei topi ed il suo esercito. Le danze del mondo, che nel finale scorrono davanti agli occhi dei due protagonisti innamorati, celebrano la gioia dell’amore come messaggio universale e rappresentano l’unione e la vicinanza dei popoli.

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Crotone: Jobel, firmato un protocollo d’intesa con la cooperativa Agorà Kroton

Oggi pomeriggio, presso il museo del Giardino di Pitagora, il presidente di Jobel Santo Vazzano ed il presidente di Agorà Kroton Pino De Lucia hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato ad una collaborazione concreta tra le due parti in relazioni ad alcune iniziative riguardati gli immigrati e le fasce più deboli della popolazione. «Agorà e Jobel nascono da presupposti analoghi e nel medesimo contesto – ha spiegato Vazzano: una nel quartiere di Fondo Gesù e l’altra nel quartiere di San Francesco con Orizzonti Nuovi prima e con Jobel stesso poi.

Nascono entrambe dalle necessità del territorio di trovare realtà in cui i veri bisogni delle persone trovassero risposte». La collaborazione dunque tra le due cooperative in realtà c’è da sempre, ma ieri è diventata ufficiale: «Quello che ci ha accomuna – ha poi proseguito Vazzano – è la visione del cambiamento, il fatto che nonostante le difficoltà non ci siamo mai arresi. Oggi abbiamo deciso di accogliere le parole del ministro Barca che ha sottolineato come lo sviluppo debba partire dalla coesione sociale». Immigrazione, abbandono scolastico, assistenza agli anziani sono solo alcuni dei temi su cui Agorà e Jobel collaboreranno. «Innazitutto – ha poi specificato De Lucia – inizieremo con la formazione di alcuni immigrati che collaboreranno con il Girdino di Pitagora e poi cercheremo di realizzare alcuni progetti che riguardano l’immigrazione, oltre alla presentazione di alcuni progetti Fei (fondi europei per l’integrazione) che dovrebbero partire da gennaio».  Il protocollo d’intesa però guarda oltre: turismo sociale, housing sociale e consumo sono i prossimi obiettivi che Agorà e Jobel vogliono perseguire perché «sebbene ognuno di noi debba continuare a mantenere la propria identità, a volte è necessario mettersi insieme per realizzare qualcosa di importante» ha poi aggiunto il presidente di Agorà.

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Locri (RC): “Dalle lasagne al Brod…way”, grande successo per Gigi Miseferi e Francesco Loccisano

di Maria Teresa D'Agostino. Brillante, travolgente e coinvolgente. Così è “Dalle lasagne al Brod…way” del trascinante Gigi Miseferi*. “That’s amore”, “Just gigolo”, “Buonasera signorina” e molte altre canzoni immortali in chiave swing per il nuovissimo spettacolo tra musica e gag del famoso artista reggino. Da vero showman l’attore ha riscoperto la sua verve musicale e insieme alla “Band Larga” (Salvo Labrini al pianoforte, Tonino Palamara alla batteria, Pino Delfino al contrabbasso e Carmelo Coglitore al sax/clarinetto) ha realizzato un trascinante spettacolo teatrale andato in scena, in prima assoluta, sabato scorso, a Locri, nell’Auditorium “Don Bosco” accolto dall’entusiasmo e dal calore di un folto pubblico. Special guest della serata Francesco Loccisano** con la magia della sua chitarra battente.

L’Italia al tempo della crisi e le melodie swing fanno da “trama” per l’irresistibile spettacolo che, a Locri, ha visto Miseferi “duettare” con Loccisano, in perfetta armonia nell’intrecciare le loro diverse espressioni artistiche. L’evento, organizzato dall’associazione culturale “Battente italiana” e introdotto da Mara Rechichi, si è svolto nel segno del divertimento ma anche dell’inevitabile vena malinconica che spesso porta con sé la musica. Esilarante, Gigi Miseferi ha toccato le innumerevoli corde della sua creatività dimostrandosi straordinario animale da palcoscenico. “Dalle lasagne al Brod…way” è ora atteso per moltissime repliche, mentre l’inarrestabile Miseferi, insieme a Giacomo Battaglia, è intanto al cinema con “Quel che resta”, lungometraggio sul terremoto del 1908, e presto in teatro con la commedia “Dietro la porta” di Gianni Quinto. Scritto in collaborazione con Cristina Marra è, invece, un altro spettacolo di Gigi, atteso a breve per il debutto, dal titolo “Grazie al pelo siamo qui”, dedicato agli amici animali. *Gigi Miseferi nasce a Reggio Calabria. Attore comico e imitatore proveniente dalla Compagnia del Bagaglino di Roma con la quale ha ottenuto tre Telegatti, il terzo dei quali nel 2007 per i 20 anni in TV della Compagnia. Prende parte a tutte le trasmissioni televisive in diretta dal Salone Margherita di Roma a partire dal 1990 con Creme Caramel fino all’ultima produzione in onda su Canale 5 nel 2009 dal titolo “Bellissima”. Con Giacomo Battaglia dà vita a un duo comico, da anni, tra i più noti e apprezzati del panorama artistico nazionale. **Francesco Loccisano, nato a Gioiosa Ionica, dopo aver calcato le scene di tutto il mondo con la sua chitarra battente, dal Messico al Marrocco passando per la Germania ed il Canada, nel 2011 ha realizzato il suo primo album da solista "Battente Italiana". L’artista, dopo aver condotto un'intensa attività di ricerca e composizione con diversi musicisti del panorama della musica popolare calabrese, si avvicina ad alcuni degli strumenti tradizionali come il tamburello e la chitarra battente. La grande passione per quest'ultimo strumento gli ha permesso di iniziare un lavoro di ricerca che l'ha portato a realizzare uno stile personale apprezzato da un pubblico sempre più ampio. Si ricordano le sue collaborazioni con Quartaumentata, Mimmo Cavallaro, Arlesiana Chorus, Tarankhan, Eugenio Bennato.

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Ricordando la Cestistica “Piero Viola”

La “Cestistica Piero Viola Reggio Calabria” fu fondata nel 1966 dal giudice Peppino Viola per onorare la memoria del fratello scomparso Piero. Dopo anni di onorati campionato di C e B, da protagonista, approda in A2 nel 1983 battendo in finale la Necchi Pavia. Lo scontro finale, con vittoria dei reggini, già vincitori all’andata, si gioca a Pavia con trionfo dei colori reggini. In quella squadra: Battisti, Campanaro, Porto, Campiglio e il mitico Massimo Bianchi. In serie A1 ci arriva solo due anni dopo: è il 1985 e Reggio Calabria entra nell’Olimpo del basket nazionale.

Nella sua storia i coach Gianfranco Benvenuti, Charlie Recalcati, Tonino Zorzi e Lino Lardo e i giocatori Sigei Kuper, Kim Hughes, Donato Avenia, Roberto Bullare, Gustavo Tolotti, Hugo Sconochini, Dean Garret, Michael Joung, Joe Bryant, Manuel Ginobili, Sasha Volkov, Dean Garret, Benjamin Eze. Lasciata la NBA, dal 1984 al 1991 Joe Bryant giocò nel campionato italiano. Per cinque stagioni fu in Serie A2, prima alla AMG Sebastiani Rieti  poi alla Viola Reggio Calabria (con cui segnò 69 punti in una gara del 1987), infine a Pistoia. Venne poi ingaggiato dalla Pallacanestro Reggiana con cui disputò due campionati di Serie A1. Superfluo ricordare che Joe è padre di Kobie (primi passi cestistici nelle giovanili della Viola). Riepilogo dati A1. Prima promozione 1985; totale partite giocate 521; vittorie 218; % di vittorie 41,8; vittorie in casa 150; vittorie fuori 68; vittorie con Milano 9 (31,40% delle partite giocate); vittorie con Cantù 6 (32,10% delle partite giocate); Vittorie con Varese 11 (41,90% delle partite giocate); vittorie con Fortitudo Bologna 5 (26,90% delle partite giocate); vittorie con Virtus Bologna 8 (27,30% delle partite giocate). Riepilogo dati A2. Prima promozione nel 1983; totale partite giocate 213; vittorie 132; % di vittorie 62; vittorie in casa 78; vittorie fuori 54.

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