Riforma delle professioni nel settore finanziario: la FENAFI sez. Reggio Calabria espone i numeri del 2013

La Federazione nazionale delle società finanziarie, nel corso di una riunione tenutasi oggi presso la sede di Reggio Calabria alla presenza del Presidente nazionale avv. Santo Alfonso Martorano ha esposto in cifre i risultati della riforma delle professioni nel settore creditizio, che ha puntato sulla valorizzazione dei titoli di studio e dell’esperienza pregressa. La riforma di cui al decreto legislativo 141 del 2010 e successive modifiche, ha previsto come termine ultimo per iscriversi al nuovo albo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi il 31 ottobre 2012;

per i “vecchi professionisti” che non si sono adeguati entro la scadenza, il 31 dicembre 2012 scadrà anche il termine per esercitare in via transitoria l’attività in base alle vecchie regole: se vorranno continuare a lavorare dovranno sostenere l’esame. Da gennaio 2013 potranno esercitare l’attività di agenzia in attività finanziaria solo le persone fisiche e le persone giuridiche che si sono iscritte al nuovo albo  e l’attività di mediazione creditizia le sole società di capitali ( con esclusione radicale delle persone fisiche) iscritte nel nuovo albo dei mediatori creditizi. Anche se è stato possibile iscriversi come agenti non operativi per lavorare effettivamente  però occorre anche indicare la società con cui viene stipulato il contratto di agenzia e la polizza assicurativa. La riforma ha portato ad una riduzione enorme dei professionisti iscritti: sono scomparsi i 121.997 professionisti che erano iscritti al vecchio albo dei mediatori creditizi- persone fisiche tenuto da Banca d’Italia; dei 70.093 agenti iscritti al vecchio albo, solo 8.286  ( l’11,8%) hanno presentato istanza per l’iscrizione nel nuovo ( finora ne sono stati iscritti 710 e 26 risultano operativi); delle 5.248 società di agenzia in attività finanziaria, solo 460 ( cioè l’8,8%) hanno presentato domanda di iscrizione al nuovo albo, mentre delle 9.178 società di mediazione creditizia solo 266, cioè il 2,9% hanno presentato domanda di iscrizione ( allo stato 14 risultano iscritte ed una operativa). Il voto di fiducia di giovedì al Senato sul Decreto Sviluppo prevede la rimozione dell’obbligo di iscrizione all’elenco degli agenti in attività finanziaria dell’Oam per i promotori finanziari,  e per gli agenti di assicurazione; manca solo il via libera della Camera. Le società di agenzia in attività finanziaria e quelle di mediazione creditizia dovranno provvedere all’indicazione dei collaboratori. E questa nuova figura, quella del collaboratore, sarà la professione del settore finanziario del futuro. Per informazioni è possibile scrivere a info@fenafi.it o a info@assimec.it. FENAFI – Federazione Nazionale delle società Finanziarie. Sede nazionale: via Goito 46 – 00185 Roma. Tel. 06.44.70.40.26  Fax: 06.4940607 Mobile 338.156.78.89 E-mail: info@fenafi.it.

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Pallacanestro, DNA, XIV^ giornata: Viola Reggio Calabria-U.S.B. Recanati 81-69

di Isabella Galimi*. Viola Reggio Calabria-U.S. Basket Recanati: 81-69 (parziali: 20-19, 37-32, 63-47). Viola Reggio Calabria: Ricci 2, Fontecchio 13, Caprari 7, Fabi 8, Sabbatino 7, Piazza 11, Quaglia 3, Germani 2, Ammannato 19, Rugolo 9. Coach: Ponticiello. U.S. Basket Recanati: Centanni 0, Gnaccarini 8, Pierini 10, Tagliabue 16, Tessitore 17, Maganza 4, Cantagalli 8, Pierangeli 5, Stefanini ne, Benedusi 1. Coach: Coen. Arbitri: Ceratto Mauro di Castellazzo Bormida (AL) Cappati Nicola di Roncade (TV).

Terza vittoria consecutiva per i ragazzi di coach Ponticiello. E’ una Viola nuova quella che sta andando in campo nelle ultime partite,  rinnovata non solo nella composizione del roster, ma rinvigorita nell’entusiasmo, quello che ieri sera ha scaldato il PalaBotteghelle.Il Recanati lascia Reggio con l'amaro in bocca, letteralmente ko dal vigore dei reggini. Il pubblico reggino ha indubbiamente accolto l’invito che coach Ponticiello ha lanciato dalla conferenza pre- partita del venerdì precedente: fare del Botteghelle la roccaforte della Viola, e dei suoi tifosi l’elemento di base per contribuire al giusto ritmo della squadra. Un ritmo che i ragazzi nero arancio hanno subito trovato. La Viola comincia a modificare la classifica, con tutta l’intenzione di proseguire sull’onda delle prestazioni che i nero arancio hanno dimostrato.  Sin dal primo quarto emerge la forte motivazione dei padroni di casa. In campo Piazza, Rugolo, Fontecchio, Fabi ed Ammannato, contro Tagliabue, Cantagalli, Pierini, Benedusi e Gnaccarini. Dopo il primo canestro di Tagliabue, sono Piazza e Fontecchio a realizzare i sei punti che portano in vantaggio la Viola, con facilità Fontecchio, su assist di Piazza, esegue consecutivamente tre canestri. La Viola continua a dominare per tutto il prosieguo del quarto, è sul finale, a – 52’’ dalla fine, che Pierini realizza il sorpasso (18-19),l'unico del match, ma, subendo fallo, dalla lunetta Germani segna 2 punti che chiudono il primo quarto 20-19.  All’inizio del secondo quarto, Ricci ed il capitano Caprari, cominciano ad allungare le distanze (25-19), Tessitore risponde segnando 2 punti e di li a poco una tripla( 27-24), e quando Tagliabue e Gnaccarini riducono il gap a – 3 (33-30), una tripla del capitano seguita da un canestro di Ammannato consegnano anche il secondo quarto ai padroni di casa( 37-32).  E’ al rientro dagli spogliatoi che la Viola si accende e non lascia all’avversario il tempo di reagire, la Viola fa show, a – 7:45 sono già arrivate ad undici le lunghezze che separano le due formazioni, Piazza firma il 45-34. Dopo pochi minuti, la Viola domina di 20 punti, a – 2:43 il tabellone segna 58-38. Recanati tenta di reagire, ma i nero arancio conquistano anche il penultimo periodo 63-47.  Forte il tentativo di rimonta degli atleti di coach Coen negli ultimi 10 minuti di gioco. Poco prima della prima metà del tempo, Recanati riduce il gap, 67-57 a – 6:22. Ma non c’è storia. La Viola gioca ormai con la padronanza di avere ancora vinto a casa sua, il match si chiude 81-69. Grande successo anche la prima diretta streaming, visibile dal nuovo sito della società, www.violareggiocalabria.it. 836 sono state le connessioni, anche d’oltre Oceano, dove qualcuno, da New York, ha potuto vedere la sua Viola portare ancora con onore i colori di una grande squadra. Buone le risposte dei tifosi per la partecipazione alla sezione del nuovo sito dedicata alle loro foto, già arrivate le prime testimonianze, presto on line sul sito ufficiale. *Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

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Calcio a 5, serie A, girone C, X^ giornata: Parrocchia Ganzirri-Pro Reggina 0-10

di Ernesto Branca*. Dieci squilli di tromba esaltano la Pro Reggina nel derby dello stretto e le permettono di accedere matematicamente, con un turno di anticipo, alla Final Eight di Coppa Italia che si terrà, a metà febbraio, in una sede ancora da stabilire. Uno 0-10 che non ammette repliche, un risultato pesantissimo che riconsegna al futsal femminile, se mai ce ne fosse bisogno, una squadra fortificata e rinfrancata nell’orgoglio, pronta per ricominciare a correre al ritmo forsennato di inizio torneo.

I numeri e le statistiche, inoltre, continuano ad arridere alla formazione di mister Tramontana, una squadra capace, con 5 giocatrici in meno rispetto allo scorso anno, sia di racimolare sei punti in più rispetto al bottino della stagione passata, sia di conquistare l’importante obiettivo di metà campionato, la Final Eight, addirittura con un turno d’anticipo grazie al pari interno tra Jordan e Martina. Come se non bastasse, la netta vittoria in terra siciliana ha riconsegnato nelle mani delle campionesse d’Italia lo scettro di miglior attacco dell’intera serie A (68 reti), riportando sul podio dei cannonieri Valentina Siclari, autrice di una tripletta. Il match, preparato molto bene durante l’intero arco della settimana, inizia molto bene per la Pro Reggina che, dopo pochi minuti, dal fischio d’inizio trova la rete del vantaggio grazie a Violi. Le campionesse d’Italia interpretano molto bene la gara e sciorinano un gioco fatto di ottimi fraseggi, sovrapposizioni e tanta tanta corsa che mette in difficoltà le siciliane, le quali devono capitolare nuovamente sotto i colpi di Siclari che, prima della fine del primo tempo, mette a segno una doppietta, intervallata dal secondo acuto di Violi. Sul punteggio di 0-4 le locali cercano di rientrare in partita sfruttando alcune ripartenze, ma Cacciola è brava a sventare i pochi pericoli che Cucinotta e compagne cercano di arrecare alla retroguardia reggina. Nella seconda frazione di gioco le calabresi non abbassano il ritmo e, sfruttando qualche disattenzione difensiva della Parrocchia Ganzirri, trovano in rapida successione due reti messe a segno entrambe da Presto, la quale porta il suo bottino stagionale a 12 reti. Di qui in poi è un monologo Pro Reggina, la squadra di Tramontana mette il turbo e va ancora a segno con Politi, decimo gol stagionale, Napoli e Imbesi che appena entrata fa 0-9. Prima del triplice fischio finale c’è tempo ancora per la tripletta di Valentina Siclari, utile per raggiungere quota venti gol e tornare sul podio dei marcatori dietro Lucileia e Blanco. “Sono contento di come le mie ragazze hanno interpretato la partita, giocavamo contro una buona squadra che ha dato del filo da torcere a tutti, e questo risultato la dice lunga sulla nostra forza. Ho saputo che la qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia è matematica, questo dimostra ancora una volta la bravura di queste ragazze che, seppur tra mille difficoltà, riescono sempre a raggiungere gli obiettivi che si prefiggono. Adesso penseremo al prossimo derby contro la Jordan, e poi andremo in vacanza con l’obiettivo, fin da ora, di preparare bene la Final Eight, del resto per completare il triplete manca solo la coccarda!”. La Pro Reggina non si nasconde, l’obiettivo è portare a casa gli ultimi tre punti del girone d’andata per cercare poi di chiudere, con la Coppa Italia, un cerchio apertosi a Montemesola con la vittoria dello scudetto e allargato a settembre con la vittoria della Supercoppa. *Ufficio Stampa Pro Reggina '97.

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Roccella Jonica (RC): V^ kermesse culinaria “Affacciati sullo Jonio”

di Antonio G. Lauro. Sarà l'Hotel Resort Parco dei Principi di Roccella Jonica (RC) ad ospitare la V Kermesse di piatti creativi "Affacciati sullo Jonio", presentata dall'associazione provinciale cuochi reggini in collaborazione con l'Istituto Alberghiero di Locri e la Grandi Impianti Mallamaci. Nel corso della manifestazione che prenderà l'avvio alle ore 14,00, verranno presentati i piatti da concorso nelle categorie "cucina calda", "cucina fredda" e "pasticceria". Infatti, la finalità di questo concorso è quella di promuovere un confronto sul tema della ristorazione come arte.

I cuochi potranno conoscere e applicare tecniche più aggiornate utili a migliorare la professionalità in cucina nonché l’inserimento di giovani allievi nel settore. L’evento vuole essere momento d’incontro e di scambio, suscitando nei partecipanti agonismo e mettendo in risalto il prestigio e la preparazione di ogni singolo cuoco. A valorizzare i piatti che saranno presentati dai concorrenti – tutti cuochi professionisti – è stato scelto l'olio extravergine di oliva "Frantoio Badia" di Limbadi (VV), grande extravergine prodotto dall'azienda Corigliano, che sposa con successo sia la cucina tradizionale e sia la cucina innovativa calabrese. L'azienda "Frantoio Badia", ha colto l'occasione dell'incontro per presentare, nell'ambito della serata di cucina, la nuova produzione di extravergine. A descrivere gli olio che saranno utilizzati nel corso della manifestazione è stato chiamato Antonio G. Lauro, assaggiatore professionista di olio e capo panel di PrimOlio, che introdurrà gli intervenuti al complesso e gustosissimo mondo della degustazione degli oli extravergine di oliva. A questo punto non ci resta che seguire la grande kermesse culinaria che decreterà, come consuetudine, le migliori ricette di questo ultimo scorcio di 2012.

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Reggio di Calabria: presentati al Ce.Dir. i risultati del progetto P.I.P.P.I.. Il presidente del Coni Calabria Praticò presente alla conferenza stampa organizzata dal Settore Politiche Sociali del Comune

Nella Sala Versace del Cedir di Reggio Calabria il Settore Politiche Sociali del Comune ha organizzato, in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con il Dipartimento dell’Educazione dell’Università di Padova, il Convegno ”Progetto PIPPI a Reggio Calabria”. In questa occasione, sono stati riportati i risultati ottenuti con la realizzazione del Programma di Intervento Per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione (P.I.P.P.I.), un nuovo strumento che ha creato un orizzonte centrato sulle possibilità di cambiamento della persona umana, sull’importanza delle reti sociali, dei legami affettivi, delle possibilità apprendimento e recupero anche nelle situazioni di rischio e di estrema vulnerabilità.

Erano presenti Carmela Stracuzza, dirigente U.O. Politiche Sociali del Comune di Reggio Calabria, Adriana Ciampa, dirigente per le Politiche dell’infanzia e dell’adolescenza e coordinatore nazionale del progetto, Paola Milani, responsabile scientifico del progetto, Marco Ius, tutor del gruppo scientifico dell’Università di Padova e Mimmo Praticò, presidente del Coni Calabria. La sfida che la nostra città ha inteso intraprendere è stata quella del sostegno alla famiglia d’origine, intendendo con questa sia i bambini che i genitori. Pippi è una figura metaforica delle potenzialità dei bambini e delle loro capacità di resilienza, intesa come un percorso sempre possibile, che nasce anche dalla capacità di noi adulti di vedere “il lato dritto delle cose storte”, proprio quello che usa Pippi non rappresentando la propria realtà esistenziale come quella di una povera orfana, ma come quella di una bambina fortunata e soddisfatta. Ha aperto l’incontro proprio la dirigente Carmela Stracuzza, visibilmente soddisfatta dei risultati del progetto. “Attraverso il programma P.I.P.P.I. – afferma la Stracuzza – abbiamo portato un aiuto concreto ad alcune famiglie reggine. Ritengo questo progetto un sogno coraggioso, e credo che attraverso la forza delle idee e la collaborazione tra diversi attori sociali, si possano raggiungere risultati eccezionali superando anche gli ostacoli più grandi”. Successivamente la coordinatrice del progetto, Adriana Ciampa, ha illustrato i tratti principali di P.I.P.P.I. nella promozione della tutela del minore a livello nazionale. “Questo progetto – afferma Adriana Ciampa – si colloca all’interno della deistituzionalizzazione dei minori, ed oltre a Reggio Calabria sono state scelte altre nove città(Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Torino e Venezia), in cui sono stati individuati sette nuclei familiari per ogni città riservataria, con figli da 0 a 6 anni, o, in seconda battuta, da 7 a 11 anni, comunque a rischio di allontanamento”. La parola è poi passata  Paola Milani, responsabile scientifico nazionale del progetto. “E’ la prima volta nella storia delle politiche sociali del nostro Paese – afferma la Milani – che dieci grandi città, in condizioni di grande eterogeneità nell’offerta locale dei servizi e di notevole differenza nei bisogni, abbiano aderito ad uno stesso programma sperimentale, mettendosi in gioco e destinando risorse ad un obiettivo comune: quello di sperimentare con le famiglie a rischio psico-sociale, un metodo di lavoro che potesse, in un secondo momento, diventare stabile e integrato nelle prassi dei servizi socio-sanitari ed educativi loro e dell’intero Paese”. Il presidente Praticò, invece, si è soffermato sui valori insiti nella pratica sportiva, offrendo la disponibilità del Comitato Regionale del Coni Calabria, a collaborare in iniziative di grande valore sociale come questa. “Credo che il problema principali dei giovani d’oggi – afferma Praticò – stia nella loro crescita, che in molti casi non è accompagnata nel modo corretto. Oggi i bambini crescono spesso da soli, per i molteplici impegni dei genitori, ma la pratica sportiva potrebbe di certo aiutarli sotto diversi punti di vista, come ad esempio il socializzare maggiormente con i loro coetanei, evitando quello che, a mio avviso, è uno dei maggiori rischi per i giovani: l’asocialità.” “La mia idea – conclude Praticò – sarebbe quella di riportare, attraverso l’utilizzo di impianti sportivi mobili, lo sport nelle piazze, come accadeva negli anni passati, in modo da poter avvicinare e coinvolgere i bambini in giochi sportivi divertenti”. Comitato Regionale Coni Calabria.

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Calcio, Lega Pro 2, girone B, XV^ giornata: HinterReggio-Melfi 1-0

HinterReggio-Melfi: 1-0. HinterReggio (3-5-2): Mengoni 6,5, D. Cutrup i 7, Franceschini 6, Impagliazzo 6, Malara 6 (27’st Febbraio 6), Vicari 6, Lavrendi 6,5 (23’st S. Cutrupi 6), Aliperta 6,  Anzilotti 7,  Broso 6 (36’st Ungaro sv), Zampaglione 7. In panchina: A. Cutrupi, Condomitti, De Maio, Febbraio, Figliomeni. Allenatore: Venuto 6. Melfi: (3-5-2) Scuffia 6, Benci 5, Dermaku 4,5, Porcaro 5,5, Spirito 5,5, Suarino 5,5 (1’st Bonasia 6), Locci 6, Muratore 6, Gennari 5,5, Improta 6, Conte 5 (35’st Caira sv). In panchina: Volturo, D’Angelo, Giglio, Signorelli, Orlando. Allenatore: Bitetto 6. Arbitro: Mainardi di Bergamo 7. Assistenti: Pellegrini di Roma 2 e Curatoli di Napoli. Marcatore: 30’pt Zampaglione (rig.).  Spettatori: 285. Espulsi: Dermaku (M) al 29’st; Benci al 44’pt (M), Porcaro al 38’st. Ammoniti: Malara, Anzilotti, D. Cutrupi, Aliperta (H), Suarino, Muratore (M). Recupero: 2’pt, 3’st.

L’Hinterreggio, conquista la sua seconda vittoria consecutiva tra le mura amiche, grazie ad un primo tempo giocato con grande intensità, con un centrocampo organizzato che si propone in fase offensiva con continuità e protegge bene la difesa. Per trenta minuti, la squadra reggina ha dominato in mezzo al campo, creando poche occasioni, correndo pochi rischi tranne una volta con Improta  che di testa solo davanti a Mengoni ha sparato sul portiere. Nella ripresa il Melfi pur in nove ha cercato costantemente il pareggio, schiacciando i biancazzurri nella propria metà campo, grazie anche alle incursioni dei difensori esterni, rischiando quasi nulla tranne che negli ultimi minuti. Forse alcuni cambi nelle fila reggine potevano essere effettuati dal 1’ minuto del secondo tempo, come ad esempio l’ingresso di Febbraio, per tenere bassi i difensori lucani. Al 2’ minuto, Hinterreggio pericoloso, Scuffia anticipa in uscita Zampaglione. 13’, gol annullato a Zampaglione, dalla destra D. Cutrupi pennella in mezzo una punizione, stacca Zampa gol, che mette alle spalle di Scuffia, per l’arbitro è in posizione irregolare. 26’, ancora una occasione per i biancazzurri, cross dalla sinistra di Anzilotti, Vicari arriva in scivolata, pallone di poco al lato. La svolta della gara arriva al 29’, Dermaku, travolge Zampaglione, rigore e espulsione, Melfi in dieci. Dopo qualche minuto di proteste Zampaglione realizza dal dischetto, Hinterreggio in vantaggio.  Al 33’, i lucani al pareggio, Suarino, pennella un cross per Improta che stacca di testa solo davanti a Mengoni che non ha difficoltà a parare.  Al 42’, i ragazzi del presidente Pellicanò, hanno l’occasione per raddoppiare, angolo di Aliperta, Impagliazzo colpisce il palo. 44’, Benci, in scivolata  commette fallo su Zampaglione, arriva il secondo giallo e Melfi che rimane in nove. Nel secondo tempo si aspetta una goleada da parte dell’Hinterreggio ed invece il gioco subisce una metamorfosi negativa  e i biancazzurri non riescono più a impensierire il Melfi, che crede nel pareggio e con grande carattere e cuore riescono a tenere testa ai reggini pur essendo in nove. 58’, minuto, sugli sviluppi di una punizione, Porcaro arriva in ritardo. 87’, arriva il terzo rosso per  il Melfi, Porcaro trattiene Broso, doppio giallo e via negli spogliatoi anzitempo. 89’, azione dubbia in area di rigore di Franceschini sul capitano Improta, l’arbitro lascia proseguire proteste vibranti dei giocatori, ma la giacchetta nera è irremovibile sulla sua decisione.  90’, Melfi vicino al pareggio punizione bomba dai 30 metri di Locci, Mengoni risponde da campione e salva il risultato. 92’, ripartenza dei reggini, Febbraio serve Anzilotti che non riesce a ribadire in rete. Tre punti preziosi per l’Hinterreggio, ma quanta sofferenza contro una squadra decimata dalle decisioni arbitrali (giuste), un secondo tempo da dimenticare e trenta minuti del primo tempo da incorniciare, anche oggi la squadra ha dimostrato tutti i limiti strutturali che si porta dietro dall’inizio del campionato, ma per oggi ci accontentiamo dei punti.

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Calcio a 5, serie A: domenica derby dello Stretto tra Ganzirri e Pro Reggina

di Ernesto Branca*. Obiettivo rilancio! Questa è la parola d’ordine adottata da Mister Tramontana e le sue ragazze in prospettiva della sfida di domenica contro la Parrocchia Ganzirri. La formazione reggina, reduce da due sconfitte non facili da digerire, si approccia al prossimo impegno con il massimo della concentrazione, per cercare di portare a casa il secondo obiettivo stagionale dopo la Supercoppa Italiana vinta a fine settembre, ovvero la qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia.

La bruciante sconfitta contro l’Ita, arrivata a tredici secondi dal termine, ha dimezzato le chance di essere tra le migliori otto del girone di andata, ma non le ha definitivamente annientate, anche perché Siclari e compagne sono pronte a dare il tutto per tutto per portare a casa i tre punti e continuare a sperare. Si dimostra già in clima partita anche mister Tramontana:”Ho faticato non poco a digerire la sconfitta di domenica scorsa. Una gara che avremmo potuto tranquillamente vincere contro una squadra che ha cambiato molto, e in meglio, per lottare ai vertici. Adesso non è più tempo di pensare al passato, domani abbiamo una gara da affrontare nel migliore dei modi per cercare di raggiungere un obiettivo che, insieme alle ragazze, ci siamo prefissati ad inizio stagione. Loro ci credono e anche io sono molto fiducioso”. L’umore delle campionesse d’Italia, pur non essendo altissimo, è relativamente buono come ci dice Maria Stella Imbesi (nella foto): ”Abbiamo già messo da parte la sconfitta interna contro l’Ita, anche perché il calendario ci regala un’altra gara molto sentita come il derby dello stretto. Siamo pronte e determinate a portare a casa un buon risultato, in settimana il mister ci ha catechizzato a dovere sul fatto di non mollare proprio in questo momento topico della stagione, e noi abbiamo tutte le intenzioni di seguire le sue direttive. Io ho saltato per infortunio la scorsa partita, ma ho già recuperato e sono pronta a dare tutta me stessa nel momento in cui il mister mi chiamerà in causa”. Il derby dello stretto per rialzarsi, il derby dello stretto per ritrovarsi, il derby dello stretto per tornare a occupare le posizioni in cui le campionesse d’Italia hanno il diritto di stare. Il match sarà diretto dal sig. Tanzarella di Gallarate e dal sig. Palombi di Avezzano che daranno il fischio d’inizio alle ore 14.00. *Ufficio Stampa Pro Reggina '97.

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Co.Re.Svi.t.: “Da Doha a Saline o Saline come Grevenbroich?”

A Saline Joniche, a Reggio Calabria ed in Italia si manifesta contro l’utilizzo del carbone mentre in Germania ed in gran parte del mondo industrializzato non si è mai usato tanto carbone come in questo momento e la tendenza, causata dalla riduzione del nucleare, è in netta crescita. Nei giorni scorsi si è tenuta presso Palazzo Campanella una manifestazione delle associazioni ambientaliste rivolta principalmente a catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sui negoziati in corso a Doha (Qatar), ma in concreto come stanno andando le cose laggiù?

Le aspettative alla vigilia erano già molto scarse così come si è potuto notare dal deludente eco sulla stampa con pochi articoli pubblicati sull’argomento ed ora, dopo circa dieci giorni di negoziati, vi è ancora molta incertezza sull’accordo finale con l’unica novità, piuttosto significativa, che i rappresentanti dei governi Russo, Giapponese e Canadese, che insieme a pochi altri aderiscono al Protocollo di Kyoto, hanno dichiarato la loro intenzione di voler uscire dal programma ritenuto ormai da molti uno strumento inefficace. La tendenza della scienza moderna e dei governi delle nazioni più industrializzate, si è spostata sull’esigenza di procedere con una seria analisi delle emissioni climalteranti prendendo in considerazione la fondamentale condizione di reciprocità nell'adozione di nuovi standard che siano in grado di limitare le emissioni e ciò anche allo scopo, non solo ecologista ma anche economico, di evitare forme di dumping ambientale così come è accaduto negli ultimi anni quando la produzione europea è stata delocalizzata nei paesi emergenti e la CO2 non emessa in Europa ci è stata restituita sotto forma di prodotti importati e quindi con maggiori costi e sicuramente con maggiore inquinamento ambientale. E’ davvero questo ciò che vogliamo? Le dichiarazioni delle associazioni ecologiste, quando fanno riferimento a non meglio specificati “…pericoli derivanti dall’esposizione alla CO2…” non aiutano certo a fare chiarezza ma solo a creare ingiustificato panico e confusione come se la CO2, al pari dell’Uranio, potesse creare un danno da esposizione. Se così fosse chissà quanti morti si dovrebbero contare ogni giorno nel mondo soltanto a causa delle bibite gasate. Il vero problema è che questa ed altre analoghe “bestemmie scientifiche” come quella della cd. “Overcapacity” ci vengono propinate senza alcun serio fondamento. Sul tema della Overcapacity è facilissimo smentire ogni riferimento se solo si tenesse conto delle enormi quantità di energia che la nostra nazione è costretta ad importare da Francia, Svizzera, Serbia ed altre nazioni che nel tempo si sono dotate di tecnologie moderne e sopratutto a basso costo per produrre energia . Quindi non conta tanto la capacità istallata ma il prezzo della produzione e la verità è che in Italia l’energia costa troppo e siamo costretti ad importarla, mentre l’energia prodotta da una centrale alimentata a carbone, potrebbe consentire di invertire la tendenza costituendo un passo concreto verso la riduzione del costo dell’energia e quindi della bolletta elettrica di famiglie e industrie. Peraltro in un momento di crisi economica come l’attuale questa è una delle poche iniziative che sono in grado di ridurre il prezzo dell’energia a costo zero per il contribuente e va quindi sostenuta e non avversata come fanno gli ambientalisti nostrani più per presa di posizione ideologica che per altro non essendo i loro argomenti supportati da alcun serio riferimento scientifico ma anche di economia politica. Non la pensano così i tedeschi che dopo l’avvio della riduzione del nucleare stanno incrementando la produzione di energia elettrica con la costruzione di nuove centrali a carbone come quella di 2.200 Megawatt di Grevenbroich, nel Nord Reno – Westfalia, inaugurata da pochi mesi, ironia della sorte, proprio da Hannelore Kraft governatore di una regione sostenuta da una coalizione rosso-verde. Evidentemente gli ecologisti tedeschi sono dotati di meno ideologia e più concretezza e pur non perdendo di vista l’aspetto legato all’inquinamento ambientale si sono resi conto che in questo momento storico non vi sono alternative al carbone che su scala mondiale viene utilizzato per produrre il 40% dell’energia elettrica mentre nella sola Germania si prevede a breve un innalzamento sino al 46% della produzione elettrica con l’utilizzo di questo elemento fossile che si trova con facilità in natura ed è l’unico ad avere una disponibilità certa di almeno 150 anni contro i 40 stimati per il petrolio ed i 60 per il gas. Pertanto se si deve affrontare con serietà il problema delle emissioni di CO2, dell’inquinamento ambientale ma anche dello sviluppo sostenibile e della riduzione dei costi di produzione dell’energia elettrica non si può solo negare la possibilità di utilizzare il carbone senza offrire altra valida alternativa, anche in considerazione del fatto che sia la riunione degli ambientalisti nostrani che quella di Doha non si è tenuta, come si sarebbe dovuta tenere, almeno per coerenza, in un bosco o su un prato verde, ma all’interno di una sala di un palazzo particolarmente energivoro con impianto di climatizzazione ed ogni altro strumento e comodità della vita moderna e quindi alimentato dall’energia elettrica così come le case e gli uffici della stragrande maggioranza dei cittadini italiani, ambientalisti compresi. Infine una breve riflessione sul confronto di due distinte iniziative dei giorni scorsi: una, quella degli ambientalisti tenutasi lo scorso 5 dicembre in un palazzo pubblico alla presenza di non più di 100/120 professionisti dell’ambiente molti dei quali appartenenti ad organizzazioni ben strutturate che come testimoniano i loghi apposti su magliette e cappellini sono costantemente sostenuti e sponsorizzati anche da grossi gruppi industriali non propriamente e storicamente molto attenti all’ambiente ma che evidentemente si preoccupano di mantenere buoni rapporti con gli ambientalisti . L’altra, quella che si è tenuta il 30 novembre scorso presso un noto ristorante della fascia jonica reggina e quindi in un luogo privato, organizzata da alcune Associazioni e Comitati, tra cui il nostro, alla quale hanno partecipato circa 350 cittadini gran parte dei quali residenti nel comprensorio circostante Saline Joniche, che hanno inteso spontaneamente partecipare per conoscere fino in fondo e senza pregiudizio, il progetto della SEI. Non riteniamo commentare oltre le due iniziative lasciando ai lettori ogni valutazione. Co.Re.Svi.T., il Presidente avv. Giancarlo Liberati.

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Roma: usura e racket, Bianchi (Pdl) “Necessari presìdi legalità a Crotone”

“Usura e racket condannano il territorio crotonese ad un progressivo isolamento rendendo impossibile qualsiasi tentativo di sviluppo e di miglioramento della qualità della vita della nostra comunità. Fondamentale la presenza dello Stato, con i suoi presìdi di legalità e di sicurezza, per lottare contro fenomeni coercitivi e illeciti che portano nella casse della 'ndrangheta, secondo l'Istituto Demoskopika, circa 3 miliardi di euro". Così la senatrice del Pdl Dorina Bianchi commenta la passeggiata antiracket promossa stamattina a Crotone dalla Federazione nazionale delle Associazioni Antiracket e Antiusura italiane.

“E’ necessario contrastare, – spiega la parlamentare crotonese – anche attraverso i nostri comportamenti quotidiani, tutti quei fenomeni che ostacolano la libertà d'impresa e che alimentati dalla crisi economica incalzante, stanno assumendo dimensioni sempre più allarmanti. Secondo i dati del XIII rapporto di Sos Impresa il 50% delle imprese calabresi pagano il pizzo a fronte di un decremento delle denunce che registra invece uno sconfortante meno 15%". “Proprio per questo – conclude la Bianchi – è fondamentale che i cittadini scendano nelle piazze, al fianco delle istituzioni e dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine, per esprimere il proprio dissenso e rifiuto di una piaga silenziosa che opprime l'imprenditoria sana e genera ingenti flussi finanziari a vantaggio della criminalità organizzata”.

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Pallacanestro: presentato il nuovo sito ufficiale della Viola e un nuovo partner

di Isabella Galimi*. Conferenza stampa ricca di contenuti quella tenuta ieri sera al centro sportivo del Pianeta Viola. È stato il General Manager Sergio Zumbo a presentare la novità più attesa nell’ambito della comunicazione: il nuovo sito ufficiale della Viola Reggio Calabria, online all’indirizzo www.violareggiocalabria.it. Ancora in costruzione in alcune delle sue sezioni, indubbiamente l’elemento di maggiore spicco è rappresentato dalla possibilità di seguire, direttamente dal sito, cliccando sull’apposita sezione, che verrà inserita prima delle partite, le dirette streaming delle gare casalinghe, grazie alla collaborazione di Franco Cufari.

Tra le caratteristiche del sito, la connessione con le pagine ufficiali della società su Twitter e Facebook, la possibilità di rendere protagonisti i tifosi, che potranno inviare i propri scatti personali, anche firmati, o le loro foto storiche della Viola, con la possibilità di vederle pubblicate, tramite l’apposita sezione sulla home, un’ampia vetrina sul settore giovanile, mail personificate per staff tecnico e dirigenza, al fine di rendere ancora più semplici e immediate le comunicazioni. Inoltre anche la serie C regionale della Scuola Basket Viola potrà essere seguita in diretta streaming. La parola è passata poi a coach Ponticiello, che ha presentato il match contro Recanati, fissato per domenica 9 dicembre alle ore 19:00 al PalaBotteghelle: “Io credo che il match con Recanati rappresenti una tappa importante della nostra stagione. Adesso è fondamentale continuare su quegli elementi di innovazione che sono stati apportati alla squadra in questo periodo. Recanati è una squadra estremamente caratterizzata, da un punto di vista offensivo ha molti riferimenti dal tiro pesante, giocatori come Cantagalli, Gnaccarini, soprattutto Pierini, il quale ha una dimensione molto spiccata al tiro da tre. Una squadra molto perimetrale, con bilanciamento tutto affidato ad un interno di grande atletismo e ottimi mezzi tecnici, come Tagliabue. Vista in una prospettiva difensiva, seguendo anche le linee dell’allenatore Piero Coen, è una squadra che si affida molto a difese tattiche, a zona, ma anche a difese miste. È indispensabile per noi dare seguito ai due successi consecutivi, e dare continuità a questo nostro nuovo modo di essere, un basket che fa del fattore ritmo e del fattore intensità punti di riferimento. Una rondine non fa primavera; la frase riassume la nostra intenzione di proseguire nell’inversione di tendenza. Bisogna rendere il Botteghelle un  nostro elemento importante di forza, è un invito che faccio al nostro caloroso pubblico. La squadra ha lanciato ai suoi tifosi dei segnali meritevoli di attenzione ed il pubblico ha sempre risposto in maniera molto accogliente”. Anche Enrico Germani, ha risposto alle domande della stampa, che ha puntato il focus sulle prestazioni del giovane atleta:  “È vero che in partita ci si porta il lavoro effettuato in allenamento, ma credo che anche prima di queste vittorie abbiamo sempre lavorato, la condizione mentale instabile della squadra ha inizialmente fatto fatica a riportare nei vari match i frutti del lavoro; le due vittorie ci hanno fatto tirare un sospiro di sollievo, ma la classifica parla ancora chiaro, questo è servito a darci la giusta reazione nell’affrontare gli allenamenti. Ho trovato una grossa differenza nelle mie prestazioni rispetto a quello che avevo dimostrato all’inizio della stagione, in questo mi ha molto aiutato sentire la fiducia da parte dell’allenatore, che mi ha fatto capire di tenermi in considerazione e  vedermi parte importante di questa squadra, oltre alle mere considerazioni tecniche”. Presente in conferenza anche Agustin Fabi: “Non mi aspettavo un inizio stagione del genere – ha commentato l’atleta – personalmente forse non sono riuscito a dare tutto quello che avrei voluto. Sicuramente l’innesto di Piazza è un vantaggio molto grande, un play che attacca il canestro e gioca molto bene da fuori ci consentirà di avere più spazi. Sono convinto che sin dall’inizio l’impegno della squadra non sia mai mancato e che le due vittorie ci possano dare più fiducia e ritmo”.  Le novità nell’ambito del marketing non si fermano. Un nuovo partner appoggia la Viola Reggio Calabria. Si tratta del Gruppo Giordano di Reggio Calabria. L’imprenditore Franco Giordano ha infatti deciso di legare l’immagine del suo gruppo, dinamico competitivo ed in crescita,  a quello della squadra sua città, credendo nell’importanza che il basket riveste nella formazione dei giovani, e sostenendo la storica squadra che ha portato il nome di Reggio Calabria nel mondo. Il gruppo, di cui Franco Giordano rappresenta il fondatore, vanta ormai 25 anni di presenza nel territorio reggino, distinguendosi per la qualità dell’offerta e per la competenza di personale qualificato, attraverso store che si aprono ad un ventaglio variegato di merceologia: la Telefonia: con i gestori Tim, Wind e Vodafone, il personale del gruppo, formato sulle più attuali offerte del  momento, riesce a proporre all’utenza non solo una vasta gamma di prodotti, ma a consigliarlo sulle tariffe più vantaggiose; i negozi monomarca: con i punti vendita Sisley, Keys e Benetton; i negozi plurimarche, che offrono griffe consolidate, in grado di soddisfare la clientela più raffinata ma anche quella più attenta alle tendenze, con marchi come Pollini, Moschino, Versace e Camper. “Conosco bene l’ambiente del centro sportivo del Pianeta Viola – ha dichiarato Franco Giordano – in quanto mio figlio frequenta la scuola di basket, dove ho avuto modo di constatare la preparazione degli allenatori e del loro ruolo nella formazione dei ragazzi”. Nel punto vendita del Gruppo Giordano su Corso Garibaldi, è possibile acquistare in esclusiva i biglietti delle partite casalinghe della Viola Reggio Calabria. *Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

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Reggio di Calabria: si è costituita l’Associazione ex Studenti del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci”

di Giuseppe Naim*. Venerdì  7 dicembre, con una cerimonia pubblica  presso l’aula gradinata del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Reggio Calabria, si è tenuta l’assemblea costitutiva dell’ Associazione ex Studenti del Liceo, nel corso della quale è stato approvato lo statuto ed eletto il direttivo. Presidente dell’associazione è stata eletta Pina Novello, ordinaria della facoltà di ingegneria al Politecnico di Torino e già vicepreside dell’ateneo piemontese,diplomatasi nel 1968 al Vinci e poi iscritta ad ingegneria a Torino dove tuttora insegna, che ha dichiarato: “Mi sento onorata  di questo incarico

che mi consente di mantenere un legame non solo affettivo con la mia città, è mia ferma convinzione che sia doveroso riversare sui ragazzi parte delle esperienze acquisite da noi ex studenti creando una “rete” di informazioni, relazioni e competenze con la matrice comune degli anni trascorsi nella scuola che ci ha formati, che è rimasta nel cuore di tutti noi e che sicuramente rappresenta oggi una delle eccellenze italiane, grazie anche ad una dirigenza particolarmente illuminata e aperta all’innovazione”. Numerosi gli ex allievi del noto liceo cittadino che hanno risposto all’appello lanciato dal comitato  promotore, sia presenziando che inviando la propria adesione all’iniziativa per email o sul sito del Liceo. L’assemblea è stata presieduta dalla Dirigente prof.ssa Giuseppina Princi che si è soffermata sulla importanza del lavoro di squadra tra tutte le componenti scolastiche, dai docenti, alle famiglie, agli studenti, e da oggi anche agli ex studenti che esprimono anche a distanza di tempo un senso di attaccamento al Liceo veramente encomiabile e che ora potranno avere un punto di riferimento nell’associazione, già presentata e approvata in Consiglio d’Istituto e da oggi pienamente operativa. Particolarmente toccanti gli interventi di alcuni degli intervenuti, a partire da quello del “decano” dei presenti, Franco Lunardo, diplomatosi nel lontano 1961, fino a quello di Tino Praticò, attuale vicepreside e diplomatosi nel 1981, che ha voluto ricordare tra l’altro l’ultima battaglia sostenuta solo un paio di anni fa quando con una cervellotica e improvvida decisione si pretendeva di  smantellare il Liceo Vinci per costituire un fantomatico terzo Liceo, che in effetti non ha mai visto la luce, grazie anche all’opera del Comitato Genitori Vinci – Volta. Coloro i quali vorranno iscriversi alla neonata associazione potranno farlo attraverso il modulo di iscrizione pubblicato nel sito del Liceo Vinci o direttamente in segreteria. *Componente Consiglio d'Istituto e Presidente Comitato Genitori Scuole.

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Borghi Solidali: Pentedattilo, “Via Artis. Sulle rotte Mediterranee”

di Francesco Iriti*. Il mese di dicembre nei Borghi Solidali si apre percorrendo le vie dell'arte contemporanea, grazie a un progetto integrato di sviluppo regionale finanziato nell'ambito del POR Calabria FESR 2007/2013, Asse V-Risorse naturali, culturali e turismo sostenibile. Infatti, con il seminario residenziale dello scorso 30 novembre e 1 dicembre tenutosi a Villa Placanica – bene confiscato alla mafia ubicato in agro di Pentedattilo – hanno preso ufficialmente il via i cantieri creativi di "Via Artis. Sulle rotte Mediterranee", progetto che vede l'Associazione Pro-Pentedattilo, partner territoriale di una ATS qualificata con capofila l'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria insieme al Conservatorio Musicale e l'Università Mediterranea di Reggio Calabria.

In particolare, l'incontro di lavoro seminariale ha avuto lo scopo di determinare l'avvio dei primi 3 cantieri creativi di Ecolandia, Scilla e Pentedattilo, che conducono al primo grande evento previsto per il prossimo febbraio 2013, attraverso un inedito brainstormig tra artisti, architetti e paesaggisti, e musicisti, che si sono incontrati e confrontati per due giorni interi nell'atmosfera magica di Pentedattilo sui temi dell’arte ispirati a principi di sostenibilità, sociale, economica e ambientale. Nella sessione di lavoro le discussioni operative hanno anticipato anche le attività dei cantieri creativi previsti per la seconda annualità, da realizzarsi nel territorio grecanico tra Roghudi e Palizzi, passando anche per Montebello Jonico-San Lorenzo e Condofuri-Gallicianò. Una grande festa dell'arte contemporanea, insomma, che, partendo dai segni identitari del territorio e dalle sue storie di vita, vuole proporre concetti non retorici, per dare un rigenerato impulso all'arte stessa e al modello di valorizzazione dei luoghi. L'agenzia dei Borghi Solidali è rappresentata nel Nucleo di Progetto Via Artis da Piero Polimeni e Santo Marra, mentre Barbara Vallelonga ha curato le relazioni per l’accoglienza e Fabio Macheda i collegamenti esterni in videoconferenza con altri importanti artisti che non potevano essere presenti. Quindi, anche l’organizzazione della due-giorni è stata a cura dell’Agenzia, che ha affidato alla Cooperativa Sta Choriama tutta l'accoglienza e messo a disposizione degli artisti il sistema di ospitalità diffusa dell’antico borgo di Pentedattilo, regalando agli ospiti un notte indimenticabile nell’incantata e suggestiva atmosfera delle casette minime protette dell’enorme Mano di Pietra. *Ufficio Stampa Borghi Solidali.

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Reggio di Calabria: si è conclusa l’edizione 2012 del “Reggio Calabria Film Fest”

di Daniela Gangemi*. È terminata l'edizione 2012 del "Reggio Calabria Fim Fest" che rientra nel progetto del "Festival cinematografico della Calabria". La Fondazione Calabria Film Commission si è aggiudicata uno dei sette grandi eventi, compresi nel bando, rientrante nei fondi FESR, emanato dell'assessorato regionale allacultura, presieduto da Mario Caligiuri. La serata conclusiva è stata caratterizzata dalla Fabbrica dei Giovani, realizzata in collaborazione con la rivista "Fabrique du Cinema".

Sul palco del Teatro "F. Cilea" insieme alla conduttrice della kermesse Rosaria Cannavò e Bruno Di Marino, direttore artistico del "Reggio Calabria Film Fest", sono intervenuti le attrici Giulia Valentini, Francesca Valtorta, il regista Ivan Silvestrini e Davide Manca, direttore artistico della rivista. Nel corso della serata, all'attore Primo Reggiani, assente per impegni professionali, è stato conferito il Premio "Raf Vallone", che è stato consegnato da Saverio, figlio dell'attore. Successivamente, Vera Dragone, presidente del Premio "Vittorio De Seta", nonché nipote del regista siciliano, ha premiato il miglior documentario dei nove in gara. Il Premio "Vittorio De Seta", curato da Novella Spanò, Piergiorgio Scuteri e Stefano Perrella, è andato a "Senza trucco" di Giulia Graglia. Gli altri premi, che sono stati consegnati nelle quattro serate del Festival sono: il Premio "Musica del Mediterraneo" è andato a Federicio Zampaglione, il Premio "Leopoldo Trieste" è stato conferito all'attore Luca Lionello, il Premio "Città Metropolitana di Reggio Calabria" è andato a Hassani Shapi, il Premio regia "Fata Morgana" ad  Ivan Silvestrini, il Premio "Fabrique du cinema" a Francesca Valtorta, infine a Giulia Valentini è stato consegnato un riconoscimento come giovane rivelazione. Grande successo anche per le matinè–Sezione "Voci di dentro" che hanno coinvolto gli studenti dei principali istituti scolastici reggini. I temi della legalità, della coscienza civile e  del rispetto dei valori sociali, sono stati al centro dei dibattiti, in cui magistrati, giornalisti ed educatori, hanno interagito, rispondendo alle domande degli studenti. Tra le scuole, inoltre, l'Istituto Tecnico Economico "R. Piria", è stato premiato per il cortometraggio "La melodia della memoria", primo classificato al concorso Italia–Svizzera. Nel corso della manifestazione, altri due momenti significati, hanno riguardato l'omaggio al grande cantante Mino Reitano e ad Enzo Mirigliani, con la presenza della figlia Patrizia e delle Miss Italia Stafania Bivone e Gloria Bellicchi. Da sottolineare la collaborazione con la Camera regionale della Moda, presieduta da Giuseppe Fata, in una serata che ha unito il cinema alla moda, con un tributo a Sofia Loren e la sfilata di abiti d'epoca. La prima giornata, ha visto protagonisti gli studenti del corso di scenografia dell'Accademia delle Belle Arti, che hanno partecipato ad un workshop a Villa"Zerbi", alla presenza di Osvaldo Desideri, Premio Oscar per la Migliore Scenografia per il film "L'Ultimo imperatore" e Massimo Scaglione, regista del film "La moglie del sarto", con Maria Grazia Cicinotta.Impegno costante e massima applicazione da parte di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell'edizione 2012 Reggio Calabria Film Fest,in primis il presidente  della Fondazione Calabria Film Commission Gianluca Curti, Michele Geria direttore organizzativo del "Reggio Calabria Film Fest", Giuseppe Agliano, delegato dalla Regione Calabria ai rapporti con la Fondazione, l'avvocato Pasquale Gallo, consulente legale della Fondazione e Sante Foresta, responsabile progetti speciali per la Fondazione, nonché l'intera macchina organizzativa che ha lavorato con efficienza e professionalità. Tante anche le proiezioni, come l'anteprima nazionale del film "Quel che resta" con Giacomo Battaglia e Gigi Miseferi, "Apromonte" e "La moglie del sarto", pellicole coprodotte dalle Fondazione Calabria Film Commission,insieme al film "Il sud o niente" del regista Fabio Mollo, presente ieri sera, sul palco del Teatro "F. Cilea". Cala il sipario dunque sul "Reggio Calabria Film Fest", che passa il testimone al Magna Grecia Film Fest in school che inizierà domani a Catanzaro, con la direzione artistica di Gianvito Casadonte. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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Reggio di Calabria: al “Reggio Calabria Film Fest” conferenza stampa di chiusura

di Angela Panzera*. Questa mattina si è svolta, presso Villa Zerbi, la conferenza stampa di chiusura del Reggio Calabria Film Fest. Al tavolo dei lavori hanno partecipato, Bruno Di Marino, direttore artistico, Michele Geria, direttore organizzativo, Agostino Siviglia, avvocato e criminologo, Rosaria Cannavò, presentatrice della kermesse, Giulia Valentini, attrice, Ivan Silvestrini, regista, Francesca Valtorta, attrice, e Davide Manca, direttore artistico della rivista “Fabrique du cinema”. Al centro dell’incontro: i giovani e il cinema. “Uno dei nostri partener culturali – ha affermato Geria – è proprio la rivista “Fabrique du cinema”; per questo motivo insieme al presidente della Fondazione Calabria Film Commission, Gianluca Curti, abbiamo deciso di dedicare un apposito spazio ai nuovi artisti emergenti.

Da oggi infatti, posso dire con certezza he avvieremo un percorso di collaborazione con la rivista perché i giovani sono il futuro del cinema, dello spettacolo e dell’arte in generale. Abbiamo visto in questi ultimi tempi gli ottimi lavori realizzati da artisti under 30 e uno dei compiti della Fondazione è proprio quello di scoprire e sostenere i giovani emergenti”. “Per troppo tempo in Italia – ha dichiarato invece Manca – si è associato al concetto di giovane il concetto di impreparato. Questi artisti che vedete al tavolo della conferenza sono l’esempio di come giovane è invece sinonimo di bravo. “Fabrique du cinema” si prefigge lo scopo di andare a scovare questi talenti, di farli conoscere al pubblico e di avvicinare il cinema, o qualsiasi altra forma d’arte, al giovane. I ragazzi si spaventano troppo spesso di queste realtà perché sembrano insormontabili. Noi abbiamo l’intento di fare rete, di mettere l’uno vicino all’altro i giovani artisti italiani per far sì che la loro voce sia ancora più forte.” Subito dopo ha preso la parola la giovane attrice Giulia Valentini, protagonista de Un giorno speciale di Francesca Comencini. “Ho vent’anni e frequentavo il liceo artistico a Roma. Un giorno mio cugino mi ha girato un’email con un appuntamento per fare dei provini. Io non volevo andare poi ho saputo che se ti prendevano per fare la comparsa ti davano 50 euro al giorno; intravedendo una possibilità economica, mi sono presentata al casting. Ho fatto il provino e mi hanno preso. Mi avevano raccomandato di andare vestita per bene, con poco trucco e senza il mio piercing alla bocca. Io ho fatto esattamente l’opposto. Sono andata al provino come esco di solito: truccata, jeans strappati e il mio bellissimo piercing. Il mio look, che è poi la mia vita, ha funzionato e in poco tempo mi sono ritrovata sul set e poi al festival più importante d’Italia, a Venezia”. La“Fabrique du cinema” la ritroveremo questa sera alle 20.30 al Teatro “F. Cilea”. Sul palco oltre a Giulia Valentini, Francesca Valtorta,Ivan Silvestrini, e Davide Manca troveremo anche li regista reggino Fabio Mollo. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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Crisi: Cuzzola “Comuni in dissesto”

di Enzo Cuzzola*. E’ evidente come ormai in Calabria, ma non sbaglio a dire in tutta Italia, i comuni sono allo stremo, afflitti da problemi economici e finanziari, che li attanagliano e li rendono uguali o per poco o nulla differenti, nelle risultanze di bilancio. Non si contano più, nella nostra Regione, i Comuni ai quali Corte dei Conti ha inviato la diffida ai sensi dell'art. 6 del dlgs 149 2011. Dunque non una difficoltà solo reggina, ma un percorso complicato che a macchia di leopardo sta coinvolgendo gli enti locali senza lasciar speranza: penso, tra gli ultimi casi, ai Comuni di Amantea, Locri e Chiaravalle Centrale che, come Reggio, hanno appena risposto o stanno rispondendo alla richiesta “ultima” di chiarimenti sulle soluzioni individuate per evitare il dissesto.

Ma, come dicevo in premessa, l’elenco si allunga e si estende a tutta Italia, se ricomprendiamo nello stesso anche gli enti ai quali Corte Conti ha inoltrato la prima diffida ai sensi del citato decreto. Purtroppo quindi i sintomi del dissesto, quali gli squilibri di bilancio, il costante ricorso alla anticipazione di cassa, l’ incapacità di riscuotere le proprie entrate e di riconoscere i debiti fuori bilancio , sono molto diffusi e si diffonderanno sempre di più, anche a causa del pesante taglio dei trasferimenti statali dell’ ultimo triennio. Si pensi che, in detto periodo, i tagli ai trasferimenti hanno abbattuto di circa il 40% l’ammontare annuo degli stessi, senza contare l’abrogazione “nascosta” di alcune altre entrate, come l’addizionale enel. Viene allora da pensare che si i comuni hanno forse prestato, in passato, poca attenzione agli equilibri di bilancio ed ora ne pagano le conseguenze, ma dette conseguenze sono molto molto aggravate da una azione di Governo che ha “pareggiato” i propri conti scaricando la tensione sui bilanci locali. Quindi i comuni rischiano il crollo finanziario ed allora non si tratta più di porre rimedio alle allegre spese degli stessi, qui si tratta, a mio avviso, di impedire il collasso degli stessi con le pesanti ed immaginabili ripercussioni sociali sul territorio, già pesantemente devastato dai riflessi di una crisi esogena. Ripercussioni che potrebbero addirittura essere aggravata dall’ingresso sotto i vincoli del patto di stabilità dei comuni con meno di 5 mila abitanti (la quasi totalità dei comuni Calabresi). Dal canto suo il Governo ha approntato la procedura che dovrebbe aiutare gli enti ad evitare il default e molto opportunamente e' scomparsa, nell’emendamento del Senato, la limitazione all’accesso degli enti con meno di 20 mila abitanti, improvvidamente introdotta da un emendamento della Camera. Adesso tutti gli altri attori devono fare la loro parte: i comuni, in primo luogo, che devono affrontare seriamente il problema degli equilibri di bilancio e non solo per evitare l’intervento di Corte Conti; la stessa Corte Conti che deve monitorare costantemente i bilanci degli enti nell ambito di quel rapporto collaborativo che purtroppo stenta a definirisi nei contorni essenziali; la nostra Regione che deve offrire agli enti del territorio, che non hanno sicuramente risorse sufficienti, il necessario supporto tecnico scientifico, come avviene in altre realtà regionali, dove la direzione regionale enti locali offre un costante e gratuito supporto formativo e consulenziale agli enti locali. Serve, dunque, uno sforzo univoco e concentrico, evitando di alzare inutilmente un livello di allarme sociale già pesantemente condizionato. *Ex Dirigente Ragioneria Comune di Reggio Calabria.

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Pallacanestro: il “violino” Davide Plutino al gran galà del Molise con la Rappresentativa Calabria

di Maria Carmela Vazzana*. Grande soddisfazione in casa neroarancio per la convocazione di Davide Plutino nella rappresentativa Calabria che l’8  e il 9 dicembre parteciperà a Termoli al  “2° Gran Galà del Molise”, torneo riservato alle selezioni regionali del Sud . Una due giorni di basket giovanile  che coinvolgerà i migliori prospetti nati nel 1999 di Molise, Calabria, Puglia, Basilicata, Campania e Sicilia. Le sei squadre sono state suddivise in 2 gironi (Girone A: Molise, Calabria, Puglia; Girone B: Basilicata, Campania, Sicilia) che si sfideranno l’8 dicembre in gare di sola andata.

Il 9 dicembre invece ci saranno le finali (ore 9.30 finali 5°/6° posto e 3°/4° posto; finalissima al Palasabetta alle ore 11.30). Il  giovane violino fa parte di una spedizione di 12 atleti guidati dal RTT Pasquale Iracà e allenati da Massimilano Modaffari ( assistito da Simona Pronestì e Massimiliano Sabato) che sono stati scelti dopo i diversi raduni svoltisi a Catanzaro, Lamezia Terme e Reggio Calabria. A Davide vanno le congratulazioni  di tutta la società per questo prestigioso riconoscimento che  gratifica il lavoro del ragazzo e dello staff del Settore Giovanile della Viola e un grande in bocca al lupo per questa nuova avventura e per  una stagione ricca di successi e di crescita. *Ufficio Stampa Scuola di Basket Viola Reggio Calabria.

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Arma dei Carabinieri: Agenda Storica 2013

Dopo la Fiamma, l’Alamaro, i Cappelli e le Armi dei primi cento anni di vita dei Carabinieri, a costituire il tema di questo inserto sono ancora le Armi, nella loro funzione primaria,  la difesa della Patria. Il periodo sto-rico affrontato vede, più che mai, l’Arma impegnata nel suo duplice ruolo di arma combattente e di forza di polizia, che ne giustifica la necessità di adeguare costante-mente la dotazione di armi alle innovazioni tecniche. L’arco di tempo considerato, partendo dalla Grande Guerra e chiudendosi col Secondo Conflitto Mondiale,attraversato altresì dalla campagna per la conquista dell’Africa orientale, si configura come un lungo momento di trasformazione dell’assetto interno del nostro Paese,che per l’Arma comporta una parallela esigenza di aggiornamento delle dotazioni operative, tra cui le armi,strumenti non primari della sua funzione istituzionale,ma essenziali.

Cosicché, dopo un secolo di vita, i Carabinieri sono chiamati a combattere per la Patria, non più con le carabine o con le sciabole, ma con le crepitanti armi di reparto, le mitragliatrici, anche per mano degli esordien-ti Carabinieri piloti, pionieri dell’aviazione militare. La precedente monografia sulle armi dei Carabinieri, apparsa sull’Agenda dello scorso anno, si è conclusa con la descrizione del Moschetto mod. 1891, anticipando che esso“avrà una lunga storia”. Nella sua duplice versione, corta con baionetta ripiegabile e lunga con baionetta innestata, il Carcano 91 – è questo il suo vero nome – è stato infatti, ininterrottamente, il fedele compagno dei militari dell’Arma, sui campi di guerra e sul fronte dell’ordine interno. È da precisare che la versione TS, ossia Truppe Speciali, non risulta essere stata mai assegnata ufficialmente a personale dell’Arma, ma la documentazione iconografica pervenutaci autorizza a ritenere che di essa fossero dotati i militari impegnati sul Podgora. Riprendendo la narrazione dell’armamento dei Carabinieri nel terzo cinquantennio di vita dell’Istituzione, è utile scorrere panoramicamente la situazione degli Stati europei nel settore degli arsenali militari, specificamente per quanto attiene alle armi individuali. Il fucile e il moschetto restavano i mezzi di dotazione individuale maggiormente utilizzati, ancor più della pistola, non essendo l’assegnazione di quest’ultima generalizzata a tutti gli uomini in armi. Sul fucile, pertanto, si concentrarono gli studi dei laboratori balistici di tutti gli Stati. Il nostro Carcano, ossia il moschetto 91, adeguandosi agli standard dell’epoca, si dimostrò una valida e progredita arma individuale. Contemporaneamente venne riservato un attento interesse per le armi di reparto, che si accin-gevano ad esordire in campo bellico con risolutiva predominanza. Dalla tabella a piè di pagina si può rilevare che soltanto la Francia ci aveva preceduti nell’adozione di un fucile di concezione moderna, il Lebel, il cui prototipo risaliva al 1886. E non deve sorprendere. Lo Stato transalpino, era già stato pioniere, nel1866, con lo Chassepots a ricarica rapida, feli-cemente sperimentato a danno dei garibaldini l’anno successivo a Mentana. Quanto alle pistole, il confronto con la produzione europea non poneva il nostro Paese all’avanguardia. La nostra Glisenti 9 mm, ideata nel 1910, si rivelò poco robusta, tant’è che,interrottane la produzione, venne sostituita dal revolver Bodeo, risalente al 1889 e, più tardi, dalla Beretta 7,65 automatica. Gli altri Eserciti europei, che sarebbero stati coinvolti nella Grande Guerra (1914-18), disponevano di pistole destinate ad una carriera longeva, se non addirittura al mito, come la tedesca Luger 9 mm Po8. I Carabinieri, in quanto arma combattente, sischierarono in battaglia col Primo Reggimento Mobilitato già al momento dell’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria, nel maggio 1915. Nel luglio successivo, parteciparono alla Battaglia sulle pendici del Podgora. Dal Diario di guerra del proprio Comandante, il Colonnello Luigi Vannugli, rileviamo che il Reggimento comprendeva anche delle “Sezioni Mitragliatrici”al comando dei Tenenti Pietro Gaveglio, Gu-stavo Fiore e Ulrico Carozzi. Tali reparti, per-tanto, furono tra i primi ad essere dotati della nuova arma di reparto, esattamente la mitragliatrice FIAT-Revelli Mod.1914, con la quale svolsero la preparazione alla battaglia del 19luglio 1915. Però, durante l’epico fatto d’arme,essa non sparò un solo colpo, avendo il Reggimento Carabinieri ricevuto l’ordine di portare l’attacco alla quota 240 esclusivamente all’arma bianca. E così fu, mentre dall’alto gli au-striaci riversavano sugli uomini del Col. Vannugli, con accanimento, tutto il loro potenziale di fuoco. Il progetto di quest’arma di reparto risaliva al1910, per opera di Abiel Revelli, che modificò la mitragliatrice Perino Mod. 1908, ritenuta ormai obsoleta. Prodotta in grandi quantità durante il conflitto dalla MBT (Metallurgica Bresciana Tampini), la FIAT-Revelli Mod. 14sirivelò inizialmente poco affidabile, in quanto soggetta a inceppamenti. Tale inconveniente era causato dal sistema di alimentazione dotato di una pompetta per l'olio, il quale lubrificava ogni colpo prima di incamerarlo,cosicché potesse scorrere meglio. Purtroppo,l'olio si univa con la polvere che entrava nel meccanismo, creando una pasta granulosa che faceva bloccare il meccanismo stesso. L’arma disponeva di un sistema di raffreddamento ad acqua, che operava attorno alla canna a mezzo di un manicotto in cui era con-tenuto il liquido raffreddante. Esistevano due versioni dell'arma, una con manicotto liscio,un'altra con manicotto ondulato con nervature di irrigidimento, che aumentava la dissipa-zione del calore. Una ulteriore caratteristica era lo scatto dell'otturatore, che permetteva la raffica sia continua che intermittente. Il calibro dell’arma si dimostrò insufficiente, infatti, le munizioni, contenute in una cassa da 50 colpi,erano le stesse del Carcano Mod. 91,il fucile in dotazione all'Esercito Regio. Le cartucce erano pertanto facilmente reperibili. Altro pro-blema riguardava il caricatore fisso, i cui 50colpi erano divisi in 10 compartimenti, il che diminuiva la capacità di fuoco. In seguito al Primo conflitto mondiale, la FIAT 1914fuanche utilizzata in Libia contro i ribelli fino al1931. La sua produzione terminò nel 1935,quando poi fu modificata e sostituita dalla FIAT-Revelli 35.La Grande Guerra offrì l’occasione agli eserciti di tutto il mondo di sperimentare ogni tipo di arma scaturita dalle ricerche effettuate a cavallo del XIX e XX secolo. Per quanto riguar-da l’Esercito Italiano, abbiamo già riferito della mitragliatrice. Per il fucile, ampiamente descritto sulla passata Agenda, limitatamente alla versione corta, ossia con baionetta ripiegabi-le, nelle pagine precedenti abbiamo delineatole caratteristiche delle versioni lunghe, con baionetta separata. Questo modello, di cui erano dotati tutti i reparti a piedi, compresi i Carabinieri in prima linea,era stato adottato in sostituzione del moschetto T.S. mod. 70/87, il 6gennaio 1900. Le nuove pistole. Per le pistole, occorre premettere che durante la Grande Guerra i vari Corpi, pur essendo dotati di modelli specificamente prescritti, sitrovarono in casi non infrequenti a utilizzare tipi diversi di cui disponevano gli arsenali delle Grandi Unità. I Carabinieri, infatti, ven-nero dotati di pistole Glisenti,  Brixia, Tettoni,Beretta e addirittura della Bodeo del 1889,obsoleta, ma destinata ad una longevità a prova di due guerre mondiali, la prima del1914-18, la seconda del 1939-45. Su questo revolver è opportuno soffermarsi per alcune considerazioni, che concernono il problema dell’armamento affrontato da vari Stati, com-preso il nostro. Se alcuni eserciti, primo fra tutti quello tedesco, si presentarono al conflitto con sufficienti scorte di armi e munizioni,altri sottovalutarono le proporzioni dello scontro armato che stava per sconvolgere l’intero pianeta e si trovarono nella necessità di correre urgentemente ai ripari. Questa situazione favorì il revolver Tettoni, praticamente scono-sciuto fino alla scoppio della Grande Guerra. La prima delle Nazioni belligeranti ad entrare in crisi produttiva fu la Francia, seguita dall’Italia. Le due nazioni dovettero rivolgersi alle fabbri-che spagnole specializzate nella produzione di un revolver derivato dal Bodeo  1889, che differi-va dall’originale soltanto per la presenza  delmarchio. Calibrata per l’Esercito Italiano in mm.10,35, prese il nome della ditta importatrice di Brescia, la Tettoni, e non ebbe mai una adozio-ne formale, ma solo lo status di arma integrativa. In effetti sulle guancette e sul lato destro figura soltanto il logo del produttore, una "OH"che attribuisce la produzione dell'arma alla“Orbea Hermanos”, ditta basca di Eibar, specializzata nella produzione armiera. Nessun mar-chio ne indica l’appartenenza  alle forze armate del nostro Paese e la stessa ditta Tettoni non tentò nemmeno di assegnare il suo nome a quel revolver, che, seppure senza una assunzione ufficiale, ebbe notevole utilizzazione da parte delle nostre truppe col nome di Modello 1916,ma generalmente confuso col revolver Bodeo.Una storia meno contorta ha la pistola Glisenti,derivata da un modello progettato nel 1905dall’ufficiale di artiglieria Abiel Bethel Revelliper conto della Società Siderurgica Glisenti di Carcina (BS). Inizialmente di calibro 7,65, l’arma ricalcava nella concezione e nelle linee la tedesca Luger, di cui però non eguagliava l’efficienza. La versione impiegata nella Grande Guerra risaliva al 1911 col nome di Pistola mod.1910.Era caratterizzata da una canna lunga 95mm. a sei righe interne destrorse, avvitata alla culatta, questa di forma squadrata, entro cui si muoveva l’otturatore. La culatta scorreva, a sua volta, sul castello dell’arma tramite due guide. Il caricatore, con una capacità di sette cartuc-ce, era alloggiato nell’impugnatura con inseri-mento dal basso. Dalla Glisenti mod. 1910 derivò nel 1912 la pistola Brixia, versione semplificata e anche migliorata rispetto al modello da cui traeva origine. Il perfezionamento consisteva nell’ir-robustimento di alcune parti e nella modifica alla sicura. Fu proprio questo secondo inter-vento ad assegnare al meccanismo la scher-zosa definizione “sicura a prova di stupido”, riferita al fatto che la stessa sicura serviva ad evitare la percussione a caricatore estratto senza tener conto che sarebbe potuto rimanere il colpo in canna. La Brixia, il cui nome derivava da quello latino di Brescia, aveva il pregio di costare molto meno rispetto alla Glisenti, il che ne giustificò la produzione su larga scala nelle fasi finali della Grande Guerra. Il conflitto era da poco iniziato quando lo Stato Maggiore italiano si rese conto che lo scontro armato tra Francia, Germania, Austria-Ungheria, Inghilterra, Russia e Italia rischiava di assumere dimensioni imprevedibili e il coinvolgimento di altri Paesi, giustificando l’aggettivo “mondiale”, per la prima volta attri-buito ad una guerra. Tale considerazione comportava la necessità di adeguare con urgenza il proprio armamento alle esigenze emerse già agli inizi del 1915. Una prima deci-sione fu quella di rivolgersi ad una antica armeria, la “Pietro Beretta” di Gardone Val Trompia (BS), che aveva da qualche tempo realizzato un prototipo di pistola automatica ideata dal capo progettista Tullio Marengoni.Si trattava di un’arma di facile costruzione,dalla meccanica ridotta all’essenziale e, cosa più importante, dal basso costo. La produzione venne avviata in tutta fretta e i primi esemplari furono già pronti nel giugno del1915. Si trattava di una pistola assai maneggevo-le, semiautomatica, con canna in acciaio solcata da sei righe destrorse, in calibro 9 mm. Glisenti. Quest’ultimo dettaglio era di grande rilevanza, in quanto consentiva che l’approvvigionamento delle cartucce fosse unico per due diversi modelli di pistola. Della stessa arma, prodotta in oltre 15.000 esemplari per gli Ufficiali di tutte le Armi, venne successiva-mente realizzata una versione calibro 7,65,che differiva dal modello da cui derivava perle dimensioni minori, per l’assenza della sicura posteriore sul castello e della molla ammortizzatrice di rinculo e per la mancanza dell’esplulsore, oltre che per altri dettagli minori relativi al disegno. La calibro 7,65 venne assegnata ai reparti combattenti dopo la sua presentazione alla Direzione di Artiglieria, avvenuta nel luglio 1917. Il successo della pistola Beretta nelle versioni iniziali incoraggiò la casa di Brescia a sperimentare nuove soluzioni tecniche, atte a migliorare l’arma, anche nella prospettiva di soddisfare la crescente richiesta da parte dei privati. Nel 1922, venne quindi messo in produ-zione un modello che risultò poco convincente,le cui innovazioni tecniche riguardavano in particolare l’espulsione dei bossoli attraverso un’unica apertura sul carrello, la leva della sicu-ra e il fissaggio della canna ottenuto con un incastro longitudinale. Esteticamente, l’unica variante di rilievo era nelle guanciole dell’impugnatura, non più in legno, ma in metallo bruni-to. L’Arma dei Carabinieri esitò nel prenderlo in considerazione per i suoi Ufficiali, in attesa che venisse avviata la produzione di un ulteriore modello, presentato l’anno successivo con la sigla M° 23, che venne adottato in coincidenza con il ritorno al turchino della divisa da Carabiniere, avvenuto in quegli anni dopo la parentesi della Grande Guerra e del successivo periodo di ristrutturazione ordinativa. La M° 23,tuttavia, non ebbe il successo sperato: gli stessi Ufficiali la consideravano alquanto ingom-brante e piuttosto massiccia. Ciò nonostante, sebbene prodotta in poco più di 10.000 esemplari, sopravvisse fino al 1934,in buona compagnia del revolver mod. 89, che continuava ad equipaggiare i Sottufficiali e i militari di truppa. Occorsero circa venti anni alla casa Beretta di Brescia per assicurare al suo nome una fama duratura, ottenuta col Modello 1934. Ma prima,nel 1932, aveva sperimentato nuove soluzioni intervenendo innovativamente sul M° 23conuna linea decisamente più elegante e con l’a-dozione del calibro 9 corto in sostituzione del calibro 9 Glisenti, definitivamente abbando-nato. Si trattò di una pistola dalla vita molto breve, giustificata dal carattere sperimentale del prodotto, da cui derivò l’arma corta più longeva mai adottata dalle Forze Armate italiane, chiamata Modello 34 dall’anno in cui apparvero i primi esemplari. A partire dal1938, la Beretta M 34 venne distribuita a tutti i militari dell’Arma, di qualunque grado, per restare in dotazione fino al 1977, quando sarà sostituita dal Modello 92/S calibro 9 mm. parabellum. Le caratteristiche di tale arma sono descritte nella  pagina seguente, correlate aduna esauriente documentazione fotografica. Le sciabole. Parallelamente all’evoluzione nel settore delle armi da fuoco individuali, sia corte che lunghe, nel periodo storico che stiamo esaminando non si è verificata alcuna innovazione di rilievo relativamente alle armi bianche, ossia riguardo alle sciabole. Rappresentativa delle origini dell’Arma e delle sue tradizioni, la sciabola ha conservato per i Carabinieri soprattutto un significato emblematico. Le variazioni succedutesi nel tempo nella sua forma, nelle misure e nel peso hanno inciso minimamente sulla sua funzione e utilizzazione, slittata progressivamente verso un ruolo unicamente uniformologico. Pertanto, proprio in ossequio alla sua finalità conservatrice dell’immagine del Carabiniere, le innovazioni sono state nel tempo contenute a irrilevanti interventi nella forma del fornimento, ossia dell’elsa e della manopola, tant’è che a partire dal Modello 1871,descritto nella precedente Agenda, si può dire che la sciabola da Carabiniere si sia avviata verso una standardizzazione irreversibile. Tale modello, con modifiche quasi impercettibili, è lo stesso in uso ai giorni nostri, cioè il Mod.71/29, dove 71 sta per l’anno iniziale di adozione e 29 per l’anno di aggiornamento. Si tratta, in sostanza, della stessa sciabola nichelata adottata per i Marescialli a piedi il 7 luglio1927, con lama ad un filo, leggermente curva,guardamano a due else, cappetta corta, pomoa spicchi, impugnatura di legno zigrinata e fodero in lamiera d’acciaio a due campanelle. Le differenze, invero modeste, furono: guarda-mano più stretto ed impugnatura in legno naturale liscio. Nel 1933 l’uso di questo modello venne esteso anche ai Marescialli a piedi, con la modifica dell’impugnatura, che per questi era di ebanite nera zigrinata. I Brigadieri a piedi,con la grande uniforme e con l’ordinaria, in ser-vizio dovevano però portare la dagamodello1814/34. I Marescialli a piedi hanno ancora oggi la sciabola mod. 29/33, che però non è più indi-viduale, ma è in dotazione di reparto. La sciabola mod. 71/29per i Brigadieri a cavallo, tuttora in uso, è la normale 71, nichelata, con impu-gnatura in legno naturale e fodero a due campanelle. I Marescialli l’avevano e l’hanno tuttora con impugnatura in legno nero. Altri dettagli sono riportati nella tavola della pagina a fronte. Per quanto attiene alla sciabola da Ufficiale, i Regolamenti relativi al periodo di cui trattiamo sono particolarmente sobri. La “Modificazione alla divisa degli Ufficiali”del 17 novembre 1927si limita laconicamente al Capo I, paragrafo 4, ad indicare “sciabola con pendagli e dragona di grande uniforme”. Nel successivo “Regolamento sull’uniforme” del 20 luglio 1931, all’art. 139 si precisa: “Sciabola -È quella prescritta per gli ufficiali di cavalleria; è obbligatoria con tutte le uniformi”. Andando a ritroso, scopriamo che la prescrizione risale al 1873, anno in cui ne ven-nero precisate le caratteristiche, rimaste prati-camente invariate, salvo che nelle tre fenditu-re della guardia, che dai documenti fotografici pervenutici risultano più ampie. Verso l’epoca attuale. Un passo rilevante nell’armamento dei Corpi armati italiani, parallelamente a quanto avve-niva nel resto del mondo, si verificò già agli inizi degli anni ‘20, quando l'Esercito Italiano radiò tutte le armi automatiche leggere in dotazione, per poi riequipaggiarsi con le mitragliatrici leggere FIAT 24e la Breda 9C, la cui vita fu breve e scarsa di successi. Fu con la presentazione, nel 1930, della Breda 30, che ebbe inizio l’epoca attuale delle armi automa-tiche italiane, sia individuali che di reparto. Classificato come fucile mitragliatore, il Breda Modello 30fu prodotto dal 1931 fino al 1946 e venne largamente impiegato dall'Esercito Italiano in tutti i teatri di guerra. Già nel 1940risultavano costruiti oltre 30.000 esemplari. Queste le caratteristiche: Peso: 10,80 kg;Lunghezza: 1,23 m.; Lunghezza della canna:520 mm.; Calibro: 6,5 ×52 mm.; Azionamento automatico con canna e otturatore rinculanti;Cadenza di tiro: 475 colpi/min.; Velocità alla volata: 618 m/s; Tiro utile: 800 – 900 m.;Alimentazione: caricatori da 20 colpi. Nel 1938 venne presentata un’arma intera-mente automatica ideata dall’inesauribile Tullio Marangoni, il già citato capo progettista della Fabbrica d’Armi Beretta di Gardone Val Trompia. Si trattava di un’arma a ripetizione leggera, dalla straordinaria capacità di fuoco, cui venne subito assegnata la definizione di fucile mitragliatore per la sua maneggevolez-za. La differenza rispetto alle preesistenti mitragliatrici era nel suo carattere di arma indi-viduale, che la distingueva  dalle pesanti e ingombranti armi a fuoco continuo di reparto. La sua omologazione da parte dell’Ispettorato di Artiglieria avvenne nel 1938 con la sigla M.A.B 38, modificata in M.A.B. 38/A dopo una breve fase sperimentale, durante la quale l’ar-ma subì perfezionamenti non rilevanti, ma definitivi. Le caratteristiche erano: Peso 4.8 kg;Calibro 9 mm x19; Tipo di munizioni, 9 M38Fiocchi, 9 mm parabellum; Cadenza di tiro, 550 colpi al minuto; Velocità alla volata, 390m/s (9mmx19 Para), 410-420 m/s (9M38 Fiocchi9x19); Tiro utile 100-200 m; Alimentazione caricatori da 10, 20, 30 o 40 colpi. L’imminenza del Secondo Conflitto Mondiale, il cui pericolosi avvertiva incombente, indusse il nostro Stato Maggiore Generale ad accelerare la pro-duzione della nuova arma, l’unica che in qual-che misura consentiva al nostro Paese di affrontare, minimamente preparato, l’even-tuale partecipazione al conflitto. E fu proprio il M.A.B. 38/A a consentire ai nostri militari di esprimere il loro eroismo, anche in situazioni di estrema inferiorità numerica, come accadde in Africa Orientale, sulle aspre alture di Culqualber, ove nel 1941 il Battaglione Carabinieri Mobilitato tenne lungamente testa ad un intero esercito agguerrito. 100 ANNI FA. GENNAIO. 1° gennaio. Esce a Firenze L’acerba, rivista letteraria fondata da Giovanni Papini e Ardengo Soffici con la collaborazione di Aldo Palazzeschi e Italo Tavolato, che si pone su posizioni vicine al Futurismo. 5 gennaio. La cerimonia per l’insediamento del Viceré delle Indie, lord Hardinge, nella città di Delhi, viene funestata da un attentato rivoluzionario diretto contro la persona del Viceré. Lord Hardinge, seduto a dorso di un elefante bardato a festa procede dalla stazione verso la città santa dell’India, quando dalla sommità di un’abitazione uno sconosciuto lancia una bomba che colpisce il sedile posteriore del baldacchino, uccidendo uno dei servitori. Il Viceré viene invece colpito da alcune schegge e rimane leggermente ferito. 12 gennaio. A Los Angeles, in California, viene arruolata la prima donna poliziotto, miss Alice Stebins Wells. Non viene rivelata la sua età, a dalle fotografie pubblicate dalla stampa s’intuisce che ha certamente superato i trenta anni. È da considerare la prima donna al mondo ad intraprendere tale carriera. 12 gennaio. L'Arno straripa a Pisa provocando l'inondazione della zona di Porta a Mare, non risparmiando le fabbriche della Saint­Go­bain ed altri opifici. 15 gennaio. Entra in servizio la Dante Alighieri, unità da battaglia italiana varata nel 1910. Si tratta della prima nave da monocalibro (tipo dreadnought) della Regia Marina ed è la prima al mondo ad avere l'armamento principale in torri trinate, con 12 cannoni da 305 mm. in 4 torri corazzate. 17 gennaio. Si svolge a Versailles la solenne cerimonia dell’insediamento del nuovo Presidente della Repubblica francese Raymond Poincaré. L’uomo politico è stato Ministro delle Finanze e poi dell’Istruzione nei due più recenti governi. Il Presidente Poincaré è sposato con una signora italiana. 26 gennaio. Un pallone sonda, lanciato dall’Osservatorio di Pavia a scopo scientifico, raggiunge la sorprendente altezza di 37.000 metri. È la più alta ascensione mai realizzata in cielo da uno strumento di indagine. Precedentemente il primato era detenuto dall’esperimento eseguito nel 1910 in America, nei laboratori di Huston, con 30,4 chilometri. FEBBRAIO. 1° febbraio. A New York viene inaugurata la stazione ferroviaria più grande del mondo. Alla mezzanotte un treno parte tra il giubilo della grande folla radunata per l’evento. Il costo è stato di novecento milioni di lire. Il primo tronco delle linee, per una lunghezza di venticinque miglia, è a trazione elettrica. Da quel punto i motori elettrici vengono sostituiti dalle locomotive a vapore. 8 febbraio. Da qualche tempo le sartine di New York sono in sciopero per ottenere miglioramenti salariali dai produttori di abiti a basso costo. Lo stesso Presidente Roosevelt ha incoraggiato la protesta, dicendosi disposto a scendere in piazza a fianco delle lavoranti. L’ultima protesta pubblica delle sartine si è conclusa con un vero corpo a corpo con gli agenti di polizia, ai cui manganelli le scioperanti hanno opposto dei lungi spilloni da cappello, con i quali si sono difese con energia, ferendo gravemente numerosi agenti. 10 febbraio. Canne al vento è il titolo di un nuovo romanzo di Grazia Deledda, in cui viene sviluppato il tema della fragilità umana. Il rapporto di similitudine tra la condizione delle canne e la vita degli uomini, celebrato nel titolo del romanzo, proviene da un'opera (Elias Portolu) del 1903. 23 febbraio. Si conclude tragicamente l’esplorazione del Polo Sud intrapresa dal capitano inglese Robert Falcon Scott insieme ai suoi quattro compagni Wilson, Bowers, Oates e Evans. A bordo di una baleniera il capitano era partito dall’Inghilterra nel dicembre 1909, raggiungendo il Polo Sud il 18 gennaio 1912. Sulla via del ritorno il piccolo drappello è stato bloccato per oltre due mesi da una tormenta, che ha portato alla morte tutti gli intrepidi esploratori. MARZO. 4 marzo. Il democratico Woodrow Wilson s’insedia alla Presidenza degli Stati Uniti d’America, succedendo al repubblicano William Taft. Wilson è il 28° Presidente degli Stati Uniti. 8 marzo. A Salonicco, viene assassinato il Re Giorgio di Grecia. Fiducioso dell’affetto dei suoi sudditi, il sovrano rifiutava di essere scortato e soleva camminare per le strade fra la gente. Per l’attentatore è stato facile sparargli un solo colpo, che è stato fatale. Quando i greci nel 1863, dopo che era stato deposto Ottone I di Baviera, gli offrirono la corona ellenica, Re Giorgio aveva solo diciotto anni. 9 marzo. Tragico episodio della rivoluzione messicana: il Presidente Madero e il gen. Suarez, fatti prigionieri dai rivoltosi capeggiati da Diaz, vengono uccisi durante il trasferimento in prigione. Nei giorni precedenti, sanguinosi combattimenti erano avvenuti nella capitale davanti al Palazzo del Governo, ove si era asserragliato Madero con i suoi ministri. 17 marzo. Si ha notizia degli straordinari svluppi della radiotelegrafia. Nel South Kensington, in Inghilterra, l’Imperial College ha fatto una nuovissima applicazione del telegrafo senza fili; un minuscolo apparecchio tascabile, che consente di comunicare in un raggio di 15 miglia. APRILE. 6 aprile. Grande risalto viene dato dalla stampa al varo avvenuto a La Spezia della nave da guerra Andrea Doria, quinta della serie di sei grandi navi con cui l’Italia si accinge a fronteggiare le corazzate delle altre nazioni. La poten­za dell’apparato motore dell’unità è di 24.000 cavalli,capace di imprimere alla nave una velocità massima di 23 miglia all’ora.  13 aprile. Il Re Alfonso XIII di Spagna subisce un attentato, fortunatamente fallito. Mentre il Re passa in rivista le truppe a Madrid, un anarchico uscito dalla folla afferra le briglie del cavallo e spara contro il Sovrano due colpi di rivoltella. Il cavallo, impennatosi, fa cadere a terra l’attentatore, che viene subito arrestato. 19 aprile. Gli stati balcanici avevano realizzato nel 1912 una serie di accordi in funzione antiturca, che portarono alla Prima Guerra Balcanica, conclusa con la Conferenza di Londra del 17 dicembre 1912. Le condizioni di pace furono però giudicate inaccettabili dall'Impero ottomano, sicché le ostilità ripresero fino a un nuovo armistizio. Dopo la caduta di Adrianopoli, Sciukri Pascià, l’eroico difensore della città, arrendendosi, aveva consegnato la sua sciabola al Generale Ivanoff, che la respinse con le parole: “Tenetela, generale, la vostra sciabola è quella di un eroe”. MAGGIO. 4 maggio. Viene inaugurato a Roma il monumento al poeta dialettale Giuseppe Gioacchino Belli, opera dello scultore Tripisciano. Il modello che ha posato si chiama Antonio Toppi (nella foto), di Anticoli Corrado, un paesino del Lazio divenuto famoso da quando numerosi artisti di Roma utilizzano uomini, donne e bambini di quella contrada come modelli per le loro opere. La scoperta della bellezza degli anticolani è avvenuta grazie alle fioraie che affluiscono a Roma dal loro paese per vendere fiori sulla scalinata di Trinità dei Monti, frequentata da pittori e scultori della vicina via Margutta. 11 maggio. A Roma salta in aria lo stabilimento pirotecnico Marazzi. Il Maresciallo dei Carabinieri Babucci non esita ad affrontare le fiamme per porgere soccorso all’interno del l’edificio, dove una giovane rischiava di rimanere schiacciata da travi pericolanti. Grazie all’audacia del militare la donna viene posta in salvo. All’eroico gesto, la Tribuna Illustrata dedica una copertina a colori. 22 maggio. Ricorre il primo centenario della nascita di Riccardo Wagner, la cui musica vanta molti estimatori nel nostro Paese, in modo particolare a Bologna, città in cui ha soggiornato prima di affermarsi presso i musicologi italiani. 29 maggio. Da quando le associazioni di lavoratori hanno adottato il metodo dello sciopero per ottenere il riconoscimento dei loro giusti diritti, per i Carabinieri è iniziato un ruolo imprevisto, quello di pacificare le opposte tendenze all’interno delle stesse categorie di lavoratori. 29 maggio. Nel Palazzo di Giustizia di Roma, da poco completato, tra i primi ad essere giudicati saranno proprio coloro che lo hanno costruito. La sua laboriosa costruzione e problemi di instabilità hanno suscitato sospetti di corruzione, promuovendo un’inchiesta parlamentare e quindi un processo. GIUGNO. 8 giugno. Sulla stampa illustrata grande risalto viene dato alle nuove uniformi dell'Esercito Italiano e, in particolare, all'adozione del colore grigio-verde. Un analogo aggiornamento è in corso in quasi tutti gli Eserciti europei, nel tentativo di ottenere un aspetto mimetizzante. Gli in-glesi hanno già adottato il color kaki, i russi hanno optato per il kaki-oliva, mentre gli austro-ungarici per il grigio-azzurro. Nessuna preferenza è stata ancora espressa dai francesi. Le nuove uniformi non saranno adottate contemporaneamente dai vari Corpi italiani, in particolare, i Carabinieri le vestiranno nel 1915. 11 giugno. A Costantinopoli viene ucciso il Gran Visir Mahmud Chefket, che in automobile aveva appena lasciato il Ministero della Guerra. Chefket era un esponente dei Giovani Turchi, una setta molto avversata in Turchia peri suoi programmi rivoluzionari. 25 giugno. Lo Stato, che si è sempre riservato la facoltà di intervenire sui contenuti di rappresentazioni pubbliche, offensivi della morale e del buon costume, per iniziativa del ministro Facta emana un'apposita legge che introduce un vero e proprio intervento censorio sulle proiezioni, allo scopo di impedire la rappresentazione di spettacoli osceni o impressionanti o contrari alla decenza, al decoro, all'ordine pubblico e al prestigio delle istituzioni ed elle autorità11 giugno. Il Re Vittorio Emanuele III compie un volo sul dirigibile "P 4". Alzandosi da Bracciano, l'aeronave presto raggiunge la quota di 400 metri ed effettua un largo volo, volteggiando sopra Anguillara, Trevignano e Bracciano, su cui effettua delle evoluzioni, creando trepidazione nella folla, consapevole dei rischi corsi dal sovrano. Toccando nuovamente il suolo, il re esprime viva soddisfazione. LUGLIO. 6 luglio. Un nobile atto di umanità della principessa Letizia d’Aosta nella Basilica di Superga. Durante un servizio funebre di suffragio, uno dei Carabinieri addetto al servizio d’onore si accascia al suolo per un improvviso malore; la principessa, accortasene, si affretta a soccorrerlo premurosamente. 16 luglio. Continua a suscitare scalpore il ballo di moda a Parigi, il tango. Lo si balla con frenesia nelle case private, nelle sale pubbliche, nei caffè dei boulevards, nelle bettole di Montmartre. Ma oltre che far ballare, il tango fa discutere vivacemente a causa di alcune “figure” giudicate immorali. Il grande problema che tutti si pongono è questo: possono ballarlo anche le fanciulle? Alcuni giornali aprono un’inchiesta al riguardo. 20 luglio. La malavita sarda è agonizzante, grazie all’efficace opera dei Carabinieri. Nelle campagne di Lanusei, in provincia di Nuoro, una banda di malviventi, composta da una quindicina di uomini, saccheggia e uccide senza scrupoli. La paziente opera degli uomini dell’Arma porta alla cattura e al conseguente arresto dei malviventi. 30 luglio. Il Canale di Panama è compiuto, l’oceano Atlantico e il Pacifico, divisi da una striscia di terra di 87 chilometri, uniranno presto le loro acque e il traffico marittimo ne sarà enormemente avvantaggiato. La spesa complessiva per la realizzazione della ciclopica opera viene calcolata in 1900 milioni di lire e in 160 milioni annui, quella della gestione. AGOSTO. 3 agosto. Gli alabardieri svizzeri del Vaticano sono in rivolta. Alcuni loro rappresentanti si recano dal colonnello Repond per protestare contro i sistemi introdotti dal fiero comandante. Le proteste delle guardie svizzere sono causate dagli esercizi militari imposti dal comandante Repond: manovre sui tetti dei palazzi apostolici, esercitazioni in tempi di notte, turni di servizio troppo impegnativi.
10 agosto. È in costruzione la ferrovia direttissima Roma­Napoli, che ridurrà a meno di duecento chilometri la distanza tra le due città. L’opera comprende viadotti, gallerie e soprattutto interventi nella città di Napoli, come il traforo di Posillipo, il cavalcavia di Piedigrotta e un lungo traforo sotto il corso Vittorio Emanuele. 24 agosto. Una pattuglia di donne poliziotte di Chicago opera il suo primo arresto, davanti ad una folla incuriosita, nei confronti di una donna, che esercitava il meretricio. L’adescatrice, presa solidamente per le braccia dalle risolute poliziotte, viene accompagnata a piedi al più vicino posto di polizia. 30 agosto. È in corso di completamento il grande fregio che ornerà la nuova aula parlamentare del Palazzo Montecitorio a Roma. L’opera avrà uno sviluppo di 120 metri e un’altezza di 3,80 metri. L’autore, Aristide Sartorio, si è impegnato a raffigurarvi la storia d’Italia attraverso i secoli, mediante 285 figure, tra uomini e cavalli grandi due volte il vero. SETTEMBRE. 1° settembre. I dirigibili italiani vivono un periodo di grande attività. Il P4 ha compiuto evoluzioni notturne sopra Roma prima di un lungo viaggio di dieci ore da Bracciano a Campaldo, presso Venezia. Inoltre, il ministro della Marina, ammiraglio Millo, a bordo dell’M2 ha compiuto un volo da Roma a Civitavecchia e ritorno della durata di due ore. 1° settembre. Il direttissimo Roma­Napoli, giungendo nella capitale partenopea, invece di rallentare alla curva di Poggioreale, ha continuato la corsa causando un vero disastro: una delle due locomotive, il bagagliaio e una vettura passeggeri si sono rovesciate, fracassandosi. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Carabinieri, che hanno liberato dai grovigli gli sventurati viaggiatori feriti. 4 settembre. Per celebrare il prossimo centenario della nascita di Giuseppe Verdi è stato allestito uno spettacolo senza precedenti all’arena di Verona, con la messa in scena dell’Aida. L’architetto Ettore Fagiuoli ha curato le grandiose scene dello spettacolo, che sono in parte fisse e in parte mobili. 14 settembre. A New York i grattacieli, capaci di ospitare fino a diecimila persone, hanno portato a proporzioni allarmanti l’ingombro della circolazione per le vie circostanti. La rivista “Scientific American” ha ideato una ripartizione del traffico: la strada propriamente detta, destinata ai tram, alle automobili e alle vetture a cavalli; per i pedoni sono riservati i marciapiedi rialzati; i trasporti pesanti e collettivi viaggeranno sottoterra. OTTOBRE. 10 ottobre. In ogni angolo d’Italia viene commemorato Giuseppe Verdi nel centenario della sua nascita. Due monumenti a lui dedicati sono stati inaugurati, uno a Busseto, suo paese natale, e uno a Milano, in piazzale Buonarroti. Per l’occasione, al Teatro alla Scala, il maestro Arturo Toscanini ha diretto magistralmente la Messa da Requiem. Un’allegoria per il centenario della nascita 10 ottobre. Il Presidente degli Stati di Giuseppe Verdi. Uniti Wilson, premendo un bottone elettrico nel suo studio alla Casa Bianca a Washington, fa scoccare una scintilla a 6000 chilometri di distanza, che va ad accendere una mina da 400 tonnellate di dinamite, il cui scoppio fa saltare l’ultimo diaframma tra l’Oceano Atlantico e quello Pacifico. Il Canale di Panama viene così inaugurato dopo otto anni di colossali lavori, che hanno impegnato circa 40.000 operai e, purtroppo, provocato la morte di centinaia di essi. Si tratta della “catena di montaggio", che consente di far scendere il tempo di completamento di una vettura da 12 ore e mezza, a meno di 2 ore, ottenendo così il popolare “Modello T Ford”, alla portata della classe media. Di conseguenza, il prezzo del prodotto finale scende vertiginosamente. Col nuovo sistema, Ford si propone di trasformare i suoi operai nei più pagati del mondo, introducendo la giornata lavorativa di otto ore con salari portati da 2,10 a 5 dollari al giorno. 20 ottobre. La contesa per le imminenti elezioni a suffragio allargato si fa sempre più accesa, particolarmente nel meridione. A Bagnoli, nei pressi di Napoli, i Carabinieri sono dovuti intervenire per comporre un dissidio tra opposte fazioni, che intendevano far valere le proprie opinioni politiche a suon di randellate. 13 ottobre. Convinto che l'auto non sia solo un oggetto di fabbricazione artigianale e dal costo proibitivo, come crede la gente, Henry Ford introduce nella fabbrica di Dearborn un nuovo metodo di lavoro, che permetterà un notevole risparmio di tempo nella produzione. NOVEMBRE. 2 novembre. La “Vergine col Bambino”, il pregevole dipinto del Pinturicchio trafugato dalla chiesa di S. Maria Maggiore di Spello (nella foto), in Umbria, è stato recuperato grazie alle indagini sollecitamente avviate dalla locale Stazione dei Carabinieri. Il quadro, sostituito con una copia, era in procinto di partire alla volta di Londra. I Carabinieri, che lo hanno rinvenuto occultato in una vecchia cassapanca, hanno denunciato il priore Santarelli, il marchese Barnabò, trafficante di quadri antichi, e l’autore della copia, certo Scaramucci. La popolazione ha esultato per il ritrovamento e ha manifestato gratitudine ai Carabinieri. 2 novembre. Prime elezioni politiche a suffragio universale maschile: gli elettori passano da 3 a 8,5 milioni; Giolitti mantiene la maggioranza grazie al voto dei cattolici e alla loro alleanza con i liberali. I socialisti ottengono 79 seggi, i radicali 73, i repubblicani 17, i cattolici 20. 3 novembre. I Carabinieri hanno liberato la zona di Sassari dal pericoloso bandito Sebastiano Pitanu, responsabile di una serie di delitti contro le persone e il patrimonio. Asserragliatosi in un casolare e circondato da una squadra di Carabinieri comandati dal Maresciallo Melis, il bandito ha aperto il fuoco contro i militari che hanno risposto, ferendolo mortalmente. 29 novembre. Ricorre il centenario della nascita del grande editore Giambattista Bodoni. Nel 1789 aveva disegnato un carattere, che porta il suo nome, destinato a costituire il punto di partenza dei caratteri tipografici moderni. DICEMBRE. 1°dicembre. Suscita curiosità la notizia che a Napoli, per supplire all’assenza dei conducenti delle tramvie in sciopero, il Principe di Forino, scortato da un drappello di Carabinieri, si è improvvisato conduttore, in qualità di assessore alla viabilità. 5 dicembre. A Vienna viene rinnovata la Triplice Alleanza, il patto militare difensivo stipulato il 20 maggio 1882 dagli Imperi di Germania, Austria­Ungheria e dal Regno d'Italia. Viene aggiunto un protocollo che sancisce il riconoscimento della “sovranità dell'Italia sulla Tripolitania e sulla Cirenaica”. 8 dicembre. In seguito ad un incendio alla centrale elettrica di Saint­Denis, Parigi rimane completamente al buio. 12 dicembre. Muore a Trento, Vigilio Inama, filologo, storico, epigrafista, studioso dell'età romana e della Grecia antica. 12 dicembre. L’asso dell’Aviazione francese Roland Garros, dopo aver compiuto la sensazionale trasvolata Tunisi­Trapani­Roma, stabilisce il nuovo record mondiale di altezza, portandosi con il suo aeroplano a 5.801metri. 13 dicembre. Il porto di Napoli è devastato da un violentissimo incendio. I danni si calcolano in due milioni di lire. 15 dicembre. Terribile disastro ferroviario a Guardia Mangano, frazione di Acireale, in provincia di Catania: due treni, uno merci e l’altro passeggeri, si scontrano frontalmente: si contano 12 morti e 50 feriti. 17 dicembre. Alle ore 15,30 inizia a Londra, alla presenza degli ambasciatori dei Paesi interessati,la Conferenza per la pace nei Balcani. 18 dicembre. Un incendio rade al suolo l’Ateneo di Mons, una delle glorie del Belgio. 21 dicembre. Muore a Parigi Emile Lemoine, matematico francese, noto per i suoi contributi allo studio della geometria del triangolo.

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Villa San Giovanni (RC): Kiwanis, domani sera “Grande concerto dell’Immacolata”

Prosegue l'attività di service del Kiwanis Club "Fata Morgana – Città di Villa San Giovanni". Dopo il successo ottenuto col progetto "K for K – Kiwi for Kiwanis" che ha consentito la raccolta di quasi 4.000 euro a favore del progetto Eliminate e dei services locali in occasione della "Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza" del 20 novembre scorso, nonchè dell'iniziativa "Il Kiwanis entra nelle scuole – Key Leaders" che ha visto protagonisti gli allievi dell'Istituto "L. Nostro", adesso i soci del club "Fata Morgana – Città di Villa San Giovanni" sono pronti per il "Grande concerto dell'Immacolata" di sabato 8 dicembre.

Un concerto di beneficenza patrocinato dal Comune di Villa San Giovanni e che vedrà protagonisti i giovani musicisti dell'Orchestra Giovanile di Laureana di Borrello reduci da notevoli successi e riconoscimenti in tutta Italia. L'orchestra, diretta dal maestro Maurizio Managò, dalle ore 19,00 di domani presso il Duomo di Villa San Giovanni, si cimenterà nell'esecuzione di brani classici, di brani natalizi e di brani tratti da importanti colonne sonore approvati dal Consiglio pastorale. Il concerto dal titolo “Armonie dal mondo” prevede l’esecuzione di famose melodie di Piovani, Gounod, Erickson, Morricone e tanti altri; il ricavato delle offerte libere raccolte dai membri dei soci del club Kiwanis durante la serata saranno in parte devolute al progetto internazionale Eliminate che punta a combattere il Tetano materno e neonatale (TMN) ed in parte ai services locali volti alla beneficenza per le famiglie indigenti con bambini. "Si tratta di una iniziativa culturale ed al contempo di service che il club Fata Morgana – Città di Villa San Giovanni e l’amministrazione comunale vogliono offrire alla città" – sostiene il presidente del club Rosario Previtera – "Ci vogliamo avvalere della grande professionalità e della eccezionale disponibilità del maestro Managò e dei giovani dell'ormai famosa Orchestra giovanile di Laureana di Borrello, con la quale condividiamo obiettivi di inclusione sociale e di valorizzazione dei talenti giovanili e confidiamo ancora una volta nella grande generosità dei cittadini i quali ci aiuteranno a sostenere anche nel periodo natalizio le famiglie più bisognose".

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Reggio di Calabria: “Adotta una Pigotta”, ritorna la Campagna di UNICEF che ogni anno salva la vita di milioni di bambini, a sostegno di Vogliamo Zero!

di Roberta Catizzone*. In occasione delle festività natalizie, il Comitato Provinciale per l’Unicef di Reggio Calabria promuove l’iniziativa ‘Adotta una Pigotta’ in collaborazione con il Comune di Reggio Calabria. ’evento si terrà nelle giornate di sabato 8 e domenica 9 Dicembre presso i locali della Galleria di Palazzo San Giorgio (ingresso dal Corso Garibaldi, di fronte al Teatro Cilea), dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. I volontari del comitato reggino allestiranno una mostra con le Pigotte realizzate da scuole e associazioni, offrendole al pubblico per finanziare la campagna ‘Vogliamo zero mortalità infantile’ di UNICEF Italia.

La Pigotta è la bambola dell’Unicef che aiuta a salvare la vita di milioni di bambini nel mondo; ma è anche un progetto educativo che, negli ultimi anni, ha visto impegnate centinaia di classi delle scuole primarie in tutta la provincia reggina. I bambini hanno potuto così partecipare al ‘cerchio di solidarietà’ che unisce chi ha realizzato la Pigotta, chi l’ha adottata e il bambino che, grazie alla Pigotta Unicef, verrà inserito in un programma di lotta alla mortalità infantile. Ogni Pigotta, infatti, rappresenta un bambino in attesa di un aiuto che può salvargli la vita. Con la sua adozione, l'UNICEF può garantire a un bambino in Africa una serie di interventi salvavita che prevedono la somministrazione di vaccinazioni contro le principali malattie killer per l'Infanzia, la somministrazione di vitamina A contro la cecità, terapie per la reidratazione, sale iodato, la fornitura di antibiotici in presenza di infezioni, nonché zanzariere per prevenire la malaria e assistenza alle madri durante la gravidanza e il parto. Oltre che dalle scuole il progetto è stato anche supportato da tante associazioni ed enti della provincia; quest’anno, tra gli altri, ha aderito al progetto Pigotta anche la Sezione Femminile della Casa Circondariale di Reggio Calabria. La mostra, nella Galleria di Palazzo San Giorgio, si ripeterà anche il fine settimana successivo, 15 e 16 dicembre, con le medesime modalità. Contribuire alle spese di una Pigotta ‘nel nostro mondo’, con tutta la crisi in corso, è ancora un gesto ‘da niente’: questo ‘niente’, in un paese che ne ha bisogno, equivale ad una ‘vita risparmiata e strappata alla morte’ in troppo giovane età. Il Comitato Provinciale per l’Unicef di Reggio Calabria invita tutti a partecipare all’evento adottando una Pigotta, perché “ogni Pigotta adottata è una vita salvata”. *Ufficio Stampa Comitato Provinciale Unicef Reggio Calabria.

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Caulonia (RC): domani, al Blu Tango Temporary Restaurant, il jazz di Vito Romeo per inaugurare il locale in versione natalizia

di Maria Teresa D'Agostino. Saranno le note jazz di Vito Romeo a inaugurare il nuovissimo “Blu Tango” Temporary Restaurant, domani, 8 dicembre, alle 20, nelle sale dell’Hotel Helios, sul lungomare di Caulonia. Il giovane pianista, travolgente nella sua espressione musicale in chiave jazz, allieterà la serata d’apertura dell’ormai storico locale stagionale nella sua versione natalizia. Un mese di apertura seguendo la collaudata formula del temporary restaurant partita negli ultimi anni dagli Usa e poi diffusa anche in Gran Bretagna e nel resto d’Europa.

Un’offerta di ristorazione “a tempo” e per questo con una marcia in più, ossia la possibilità di innovare giorno per giorno menù, accoglienza e intrattenimento. «Il menù seguirà la filosofia del locale, quindi, pur rimanendo legati alla tradizione, intendiamo proporre una cucina dinamica – spiegano Barbara e Fausto, titolari del “Blu Tango” – La proposta sarà diversa di settimana in settimana. L’internazionalità del temporary restaurant ci ha spinto a ricercare sapori esotici, come il curry, il sesamo e altre spezie particolari, che interagiscano bene con i nostri piatti tipici, dando origine a pietanze gustose e uniche. Il “Blu Tango” negli anni ci ha dato grandi soddisfazioni. Abbiamo perciò pensato che riproporre l’esperienza estiva durante il periodo natalizio, potrebbe essere un gesto di gratitudine verso la nostra terra e tutti coloro che hanno dimostrato di apprezzare il nostro impegno e la nostra passione». Quindi la garanzia di un team di professionisti nel settore da oltre trent’anni, ottimo cibo, una location accogliente e, per l’apertura, la musica jazz di Vito Romeo. Il musicista calabrese in questo periodo è pure impegnato nello spettacolo teatrale “La storia di Slavoj Slavik”, su testi di Mario La Cava, con l’attore Enzo dé Liguoro e il cantante Paolo Sofia. Per la serata al “Blu Tango” si esibirà nel suo vasto repertorio dalla musica classica al jazz. Per info e prenotazioni: Barbara +39 340 3772849, Fausto +39 342 3931775.

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