Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare “Commissari con voi lo Stato ha fallito. Vergognatevi!!!”

(12) Riceviamo e pubblichiamo. È proprio vero, al peggio non vi è mai fine. Oltre all’incremento del 30% delle tariffe sui trasporti pubblici locali (dovuto all’attuazione della legge regionale n.56 del 30 dicembre 2013), da qualche giorno il personale ATAM con serrati e aggressivi controlli ritira ai passeggeri ultrasettantenni il tesserino per la gratuita circolazione.

 

“Dovete pagare! State viaggiando senza biglietto! Devo farvi la multa!” queste sono le frasi “convenzionali” utilizzate dai controllori, umiliando naturalmente i cittadini che, increduli e esasperati, si vedono negare l’ennesimo diritto. “La città deve reagire e tirare fuori l’orgoglio. Manca solo che i commissari inventino una tassa per chi passeggia su corso e lungomare!!!” Non è più plausibile di subire un regime dittatoriale adottato, sin dall’insediamento, da una Commissione Straordinaria che, con ogni azione e deliberazione, sta quotidianamente cancellando qualsivoglia forma di democrazia. Persino chi – in una prima fase – elogiava la venuta della terna prefettizia come grande segnale di speranza, oggi invece si dissocia dal loro sordo e, a quanto pare, miope atteggiamento amministrativo-burocratico che favorisce un degrado che sta divenendo quasi irreversibile. Con Liberi di Ricominciare sin dal giugno dello scorso anno, in più occasioni, abbiamo chiesto vari incontri ai commissari con l’obiettivo di attivare un dialogo costruttivo a sostegno del loro operato, magari creando anche una collaborazione, costruendo insieme un percorso in perfetta sintonia che tenesse soprattutto conto delle istanze provenienti dai territori. Azioni obbligatorie per dare a Reggio la concreta opportunità di ricominciare. Abbiamo persino messo a disposizione della triade il nostro “ufficio mobile” – un camper provvisto di tutte le tecnologie di nuova generazione – necessario a perlustrare e conoscere le “lontane” periferie oggi più che mai distanti anni luce dalla città. Nonostante ciò come risposta abbiamo ricevuto sempre assordanti silenzi. Questo modus operandi non va più bene, la città è stremata ed ancor di più lo sono i cittadini. A pagare non può essere sempre il più debole!!! Avete cancellato i servizi al cittadino incrementandone vertiginosamente i loro tributi, avete deciso di recuperare somme a danno di dipendenti e lavoratori, ma ora prendervela addirittura con gli ultrasettantenni… Questa è un'azione che non vi perdoneremo mai!!! Confidiamo bonariamente in una immediata revoca di questo diritto negato, in caso contrario anche noi, emulando altri movimenti, inviteremo stavolta l’intera città a scendere in piazza a tutela di chi, a causa di vostre azioni prive di scrupoli, si vede calpestare la propria dignità. Paolo Ferrara: “Vorrei rivolgere una pubblica domanda ai commissari: la l’ATAM la pgara la TARES?” “Sanno i commissari che la loro deliberazione n.223 del 26 novembre 2013 “regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi” prevede l’applicazione del tributo per locali o aree scoperte con qualunque uso? E in particolar modo sanno che proprio l’articolo 7 comma 2b prevede il pagamento per i posteggi? Non credo proprio, sono “solo” somme messe in bilancio, ma mai… … e ora pretendono di recuperare facendo pagare gli ultrasettantenni. Commissari con voi lo Stato ha fallito. Vergognatevi!!!”

 

Condividi sui social

Regione Calabria: il Segretario Questore Nucera “E’ un grande onore per la Calabria e la città di Palmi il conferimento della menzione d’onore al Corpo della Polizia Municipale palmese, consegnato a Riccione ai rappresentanti locali del corpo”

(23) E’ quanto afferma il Segretario Questore del Consiglio regionale on. Giovanni Nucera che rivolge le più sincere felicitazioni al comandante Francesco Managò ed all’intero Corpo della Polizia Municipale di Palmi “per essersi contraddistinta anche in ambito nazionale – recita la motivazione – per le attività di controllo del territorio e nelle attività di Polizia Giudiziaria, in particolare per l’alto senso del dovere, la professionalità e lo spirito d’iniziativa dimostrati sul campo”.

 

“Un riconoscimento doveroso – commenta Nucera – che premia l’attaccamento al dovere, il senso dello Stato dimostrato dagli uomini in divisa della Polizia di Palmi. Tuttavia, l’appuntamento di Riccione, dove ogni anno il sindacato SulPm organizza la manifestazione “Noi siamo la Polizia locale”, ha messo in risalto le carenze legislative che riguardano i corpi di Polizia Municipale, sulle cui funzioni è necessaria una profonda ed innovativa revisione legislativa. “La polizia locale, infatti – ricorda il Segretario Questore del Consiglio regionale continua, in Italia, a  svolgere i propri compiti in assenza di una normativa che ne regoli completamente lo svolgimento.  Accanto alle proposte di legge nazionali depositate in Parlamento, anche in Consiglio regionale della Calabria, su mia proposta, è stato depositato, fin dal maggio 2011 un progetto di legge recante norme del “Nuovo ordinamento della Polizia locale”. Un testo – spiega Nucera – che si è via via arricchito dei contributi e dei suggerimenti degli stessi  rappresentanti dei Corpi di Polizia Municipale dei principali comuni calabresi, e delle Associazioni sindacali di categoria, con i quali è tutt’ora in corso un proficuo e costante confronto che ci consenta di giungere ad un testo di legge completo e moderno, così da superare l’anacronistico concetto di un corpo considerato ‘figlio di un Dio minore”. “I compiti e le funzioni della Polizia Municipale vanno oggi assolutamente ridefinite ed adeguate alle competenze che la riforma costituzionale ha assegnato a Regioni, province e comuni.  La Polizia Locale – argomenta Nucera nella sua proposta di  legge regionale –  sta assumendo sempre più un ruolo fortemente caratterizzato dal concetto di "servizio" con azioni tese a garantire una maggiore efficienza in termini di prevenzione, promozione e controllo del territorio ai fini della sicurezza”. “E’ un concetto cardine che si prefigge di elevare ed allargare l’identità e lo spirito della Polizia locale, come nuovo avamposto all’illegalità ed alla criminalità di qualsiasi tipo. E’ riduttivo, oggi, legare la presenza della Polizia municipale alla semplice funzione di vigilanza del traffico, interventi negli incidenti stradali, o nelle attività legate all’annona o alla vigilanza urbanistica Il riconoscimento consegnato a Riccione al Corpo della Polizia municipale di Palmi è andato oltre perché ha giustamente ricompensato l’attività di contrasto al crimine organizzato, e l’opera svolta nelle attività di Polizia giudiziaria”. “Assicurare la presenza dell'istituzione locale nella vita quotidiana, in modo costante, non tanto repressiva e punitiva, quanto preventiva e collaborativa – si spiega nella proposta di legge Nucera – è  atto di "Governo della sicurezza", è scelta politica responsabile e doverosa; e la Polizia Locale è lo strumento più efficace per vigilare perché essa, con la sua presenza sul territorio, può monitorare e percepire l'insorgere di fenomeni devianti e attivare i vari soggetti sociali capaci di fare interventi di prevenzione e di assistenza. Favorire, cioè, la diffusione di  una "cultura della legalità" fondata su un'azione combinata, coordinata ai vari livelli e dove i ruoli della Regione e degli Enti locali, prima non utilizzati appieno nella tutela delle libertà civili e degli interessi diffusi dell'ambiente e del territorio, sono determinanti per fare della Calabria una Regione sicura e democraticamente evoluta ove prendono corpo nuovi diritti di cittadinanza”. “Entro breve tempo – assicura Nucera – la legge regionale di riforma della Polizia locale approderà all’esame della III Commissione del Consiglio regionale. Sarà quello il momento decisivo in cui, ciascuno con il proprio ruolo e le proprie competenze, potrà fornire le giuste indicazioni per giungere ad un testo di legge completo e condiviso, così da porre la Regione Calabria tra le prime regioni italiane  impegnato nell’adeguamento e nella ridefinizione di un settore con cui possono essere meglio assicurate  le fondamentali ed imprescindibili esigenze di sicurezza e legalità dei cittadini calabresi”. g.n.

 

 

 

 

Condividi sui social

Calabria, Nencini (PSI) “Lo Stato non abbassi la guardia. Solidarietà a Giuseppe Aieta

(24) "Un atto gravissimo. Lo Stato non deve mai abbassare la guardia nei territori e nei Comuni dove chi amministra e rappresenta le Istituzioni è continuamente esposto ad azioni criminose e vili minacce”.

 

Sono le parole del senatore e segretario del Psi, Riccardo Nencini, dopo che una busta contenente proiettili e una lettera di minaccia è stata spedita ieri al sindaco socialista di Cetraro (Cs) e assessore all’Ambiente della Provincia di Cosenza, Giuseppe Aieta. Dentro il plico c’erano una cartuccia caricata a pallettoni e un proiettile avvolti in una lettera con su scritto: "gli errori che hai fatto te li farò pagare con la vita". Nencini, nel suo messaggio di solidarietà al sindaco calabrese del Psi, prosegue: “Giuseppe è uno dei tanti sindaci eccellenti di cui questa Italia deve andare fiera. Un amministratore che opera da anni, in un territorio difficile come la Calabria, con abnegazione ed impegno. Esprimo a Giuseppe Aieta e alla sua famiglia la mia vicinanza e quella di tutto il Psi”- conclude Nencini. 

 

Condividi sui social

Calcio, serie D: HinterReggio-Licata 2-1

(14) HinterReggio-Licata: 2-1. Hinterreggio (4-3-3): Parisi; Compagno (23’st G. Putoriere ), Scoppetta, Papasidero,  Paviglianiti; Benincasa , Lavrendi  (35'st Manganaro ), Aliperta; De Marco, M. Puntoriere, Gigliotti (43'st Forgione s.v.). A disposizione: De Luca, Trentinella, Favasuli, Cucinotti, Latella. Allenatore: Ferraro.

 

Licata (4-3-3): Ingrassia; Faraci, Romeo, Perricone, Veronese; Trofo, Provenzano  (40'st Bruno s.v.), Pitarresi; Asta (35'st Pensabene ), Albeggiano, Dalì. A disposizione: Morello, Raimondi, Musumeci, Zarbo. Allenatore: Catanese. Arbitro: Simiele di Albano Laziale (Sifonetti e Catalano di Rossano). Marcatore: 34’pt Albeggiano (L), 4’st e 41'st M. Puntoriere (H). Spettatori: 150 circa. Ammoniti: Pitarresi (L), Paviglianiti (H), Faraci (L), Dalì (L), Benincasa (H). Angoli: 9-2. Recupero: 2' pt e 5' st. Un grande Marco Puntoriere, autore di una doppietta, regala la vittoria all’Hinterreggio, contro un Licata mai domo, rimasto in partita fino al termine. La squadra siciliana, guidata dall’ex reggina, Tarcisio Catanese, a dispetto della penultima posizione in classifica, fin quando non è rimasta a corto di carburante, ha dato l’impressione, che, non merita la posizione che occupa al momento e che può  tranquillamente sperare in una disperata salvezza, visto che le problematiche societarie sembrano superate. L’Hinterreggio, che, ritornava sul terreno di ravagnese, dopo le note vicissitudini, un terreno di gioco più simile ad un campo di patate, ha dimostrato tanto carattere, tanto cuore, giocando su buoni ritmi, a volte mettendo in mostra ottime giocate sull’asse De Marco, Puntoriere, quest’ultimo, canta e porta la croce, oggi finalmente è riuscito a concretizzare con due gol di ottima fattura ed una prestazione superlativa. Una vittoria, che proietta la squadra di Ferraro in una posizione di classifica più consona al valore della squadra, da elogiare senza riserve per l’attaccamento che dimostrano a fronte delle mille difficoltà che hanno dovuto sopportare. Cronaca. 6’, Aliperta, pennella in mezzo, una punizione, irrompe l’attaccante del Licata, Albeggiano, gran bolide contro la sua porta con la palla alta di poco. 7’, percussione di Gigliotti, il tiro in diagonale, sfiora il palo. 13’, ancora, Aliperta, punizione dal limite, traiettoria centrale, il portiere Ingrassia, si supera e manda in angolo. 22’, Hinterreggio, vicino al gol, Paviglianiti, tocca su Alipetta, il cross basso, Lavrendi, batte un calcio di rigore in movimento, pallone alto. 32’, La squadra siciliana, vicina al gol, Alì, ruba palla a Lavrendi, al limite dell’area, gran botta in diagonale, fuori di un soffio. Gol, che arriva due minuti più tardi, ancora Alì, corridoio giusto per Albeggiano, il tocco morbido, gonfia la rete alle spalle di Parisi. La ripresa, si apre con un tiro di Pittarresi, di poco al lato. 4’, gol da incorniciare di Puntoriere, Aliperta, dalla destra, mette in mezzo, l’attaccante reggino, in tuffo batte Ingrassia. Il Licata, cerca il gol vittoria, 20’, grande percussione di Alì, che parte da centrocampo in una delle tante ripartenze, batte a rete miracolo di Parisi, che evita la capitolazione. Capovolgimento di fronte e reggini vicini al gol, percussione di De Marco, il gran tiro, il portiere Ingrassia respinge con i piedi. Da questo momento, la squadra di Catanese, si prende di paura, abbassa il baricentro,  cercando di mantenere il pareggio, l’Hinterreggio, effettua i cambi giusti, dentro Giulio Puntoriere, fratello di Marco, evidentemente, mister Ferraro punta tutto sulla famiglia, dentro anche Manganaro, il quale sarà l’assist man della gara. 33’, Giulio Puntoriere tocca su Marco Puntoriere, l’attaccante manda fuori da buona posizione. Al 41’, Marco Puntoriere, si fa perdonare, Manganaro, dalla sinistra mette in mezzo un traversone, l’attaccante biancazzurro fulmina il portiere Ingrassia, regala tre punti preziosi alla squadra e corona con la doppietta una prestazione superlativa.

 

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: Anassilaos, martedì 14 il ricordo di Renata Tebaldi a vent’anni dalla sua scomparsa

(16) Venti anni fa si spegneva a San Marino Renata Tebaldi, una delle voci più significative del teatro lirico del Belpaese. All’evento l’Associazione Culturale Anassilaos dedica un incontro che si terrà martedì 14 gennaio alle ore 18,00 presso la Sala di San Giorgio al Corso con l’intervento di Biagio D’Agostino,

 

che ricostruirà la vita e l’opera della cantante e di Pino Papasergio che condurrà lla manifestazione. Renata Tebaldi nasce  a Pesaro il 1° Febbraio 1922. Studia dapprima pianoforte al Conservatorio di Parma e successivamente canto, i cui corsi prosegue al Liceo "Gioacchino Rossini "di Pesaro. Debutta nel 1944 a Rovigo nel ruolo di Elena nel Mefistofele di Arrigo Boito  e, finita la guerra, partecipa nel 1946 al concerto di riapertura della Scala di Milano, sotto la direzione di Arturo Toscanini cantandon nella Preghiera del Mosè in Egitto di Rossini e nell'assolo del Te Deum di Giuseppe Verdi. Il maestro Toscanini in quella circostanza definisce la sua  voce "voce d'angelo". Da allora prende avvio una carriera luminosa che la vede calcare i teatri lirici più importanti e prestigiosi del mondo e interpretare i ruoli più diversi, cantando opere di Giuseppe Verdi (Aida, Otello, Falstaff), Puccini  (La Bohème, Tosca, Manon Lescaut), e ancora Giordano (Andrea Chénier e Fedora) e il nostro Cilea (Adriana Lecouvreur). Nella prima parte della carriera affronta non solo opere di Wagner in lingua italiana (celebratissime la sua Elsa del Lohengrin e la sua Elisabetta del Tannhauser) e di Mozart (Le Nozze di Figaro in particolare), ma anche storiche riprese di lavori di Haendel (Giulio Cesare), Spontini (Olimpia e Fernando Cortez), Rossini (L'assedio di Corinto e il Guglielmo Tell) e del primo Verdi (Giovanna D'Arco). Si cimenta anche in ruoli drammatici interpretando  Leonora in La forza del destino  e la Wally di Catalani.Alla Scala, dopo l’esordio del 1946, ella fu una presenza costante anche se dal 1955 al 1958 rompe i rapporti con il teatro milanese esibendosi soprattutto negli Stati Uniti dove  il 31 gennaio 1955 canta al Metropolitan di New York, trionfando come Desdemona nell'Otello a fianco di Mario Del Monaco. Al Metropolitan ella continua ad esibirsi  con grande regolarità conseguendo una immensa popolarità con le sue interpretazioni nella  Bohème, Madama Butterfly, Tosca,Manon Lescaut, e La Traviata. A Milano fa rientro soltanto nel 1959 esibendosi nell’Andrea Chenier e soprattutto in Tosca a fianco di Giuseppe Di Stefano e Tito Gobbi. Il 23 maggio 1976 con un trionfale concerto alla Scala dà defintitivamente addio alle scene. Le cronache musicali degli anni Cinquanta sono ricche della rivalità, vera o presunta , tra la Tebaldi e la Callas, una rivalità forse alimentata dai fans e che forse provocò la rottura tra la Scala e l’artista pesarese. La riconciliazione avvenne forse nel 1968 allorchè la Callas si recò nel camerino della Tebaldi al  Metropolitan di New York.

 

Condividi sui social

Calafrika Music Festival 2014, inizia l’avventura. MigrAzione già a lavoro per la sesta edizione dell’evento

(17) Il mese di gennaio porta con sé l'entusiasmo necessario per dare avvio ad una nuova sfida: l’Associazione Culturale MigrAzione è già pronta ad organizzare la sesta edizione del Calafrika Music Festival.

 

Anche per il 2014 si conferma Pianopoli come location dell'evento: la cittadina, che lo scorso anno ha ospitato la manifestazione, ha dimostrato, infatti, un grande entusiasmo e una forte partecipazione e si è rivelata, pertanto, il luogo adatto per poter proseguire nella collaborazione. Il grande appoggio offerto dall'amministrazione comunale e dalla cittadinanza tutta è stato poi per gli organizzatori motivo di grande orgoglio e ha fatto sì che questi ultimi si rivolgessero nuovamente alla ridente cittadina di Pianopoli. Il primo mese dell'anno è anche il momento ideale per analizzare e riflettere sui successi passati, che servono per intraprendere e sviluppare nuove idee e per poter riconfermare legami già consolidati. Tra questi ricordiamo la partnership con uno dei più famosi festival reggae internazionali: il Rototom Sunsplash. Al suo interno, il Rototom vede la realizzazione di un contest per il lancio di gruppi emergenti sulla scena del reggae e i vincitori della scorsa edizione, i Sisyphos, si sono esibiti anche sul palco del Calafrika. Anche quest'anno viene confermato il partenariato con il Rototom e la band vincitrice la farà da padrone durante una delle tre serate del Calafrika Music Festival. Il contest ha già aperto le iscrizioni e la scadenza è prevista per il 23 gennaio. Per ultime ma non meno importanti sono le prospettive per il futuro. Da qui in avanti ci sarà del tempo a disposizione per riorganizzare le idee, programmare nuove attività e definire gli ultimi dettagli. Verranno assicurati gli stessi contenuti e anche di nuovi, con la promessa di mantenere il meraviglioso stile calafrikano, ormai diventato un'entità a sé stante. Con estremo orgoglio e grande soddisfazione si riconferma l'eccezionale appuntamento estivo con il festival più importante del sud Italia, quindi non prendete impegni per l'1, 2 e 3 agosto, perché un'altra avventura ci aspetta.

 

Condividi sui social

Lavoratori precari: appropriazione indebita dall’INPS

(9) di Enzo Cuzzola*. Con la Legge di Stabilità n.147/2013, al comma 491, sono entrate in vigore dal 1 gennaio 2014 le nuove aliquote gestione separata INPS 2014.

 

In particolare tali aliquote già soggette ad aumento progressivo dell’1%, sono state leggermente ritoccate, è stata fatta una ulteriore distinzione tra lavoratori autonomi titolari di Partita Iva e lavoratori autonomi privi di Partita IVA. Le Nuove aliquote gestione separata INPS dovute, a decorrere dal 1° gennaio 2014, dai collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla Gestione separata, sono le seguenti: collaboratori già iscritti ad una gestione previdenziale obbligatoria e titolari di pensione: 22%; collaboratori privi di altra tutela previdenziale, ma titolari di partita iva: 27,72%; collaboratori privi di altra tutela previdenziale, ma privi di partita iva: 28,72%. Le percentuali sopra indicate sono state introdotte, come detto, dalla legge di stabilità, che ha anche previsto per l’anno 2015 l’aumento dal 22% al 23,5% per i soggetti già iscritti ad una gestione obbligatoria e per i titolari di pensione. Fin qui nulla da eccepire, come nulla da eccepire per quanto riguarda la introduzione, nel 1995, dell’obbligo di una contribuzione previdenziale anche per i soggetti sopra elencati, che costituiscono la schiera, purtroppo sempre più folta, dei lavoratori precari. Ma, il 6 gennaio dalle pagine di Italia Oggi, Marino Longoni lanciava l’allarme sull’inutile versamento dei contributi Inps da parte dei precari, iscritti alla gestione separata, che probabilmente non conseguiranno mai il diritto a pensione. “Ci sono in Italia un milione di lavoratori che stanno versando contributi previdenziali, anche piuttosto salati, ma inutilmente. Non riusciranno mai, infatti, a maturare il diritto ad una pensione. Si tratta della quasi totalità dei lavoratori a progetto, dei lavoratori autonomi occasionali, dei collaboratori parasubordinati e altre categorie di minor rilevanza. Insomma di quasi tutti i lavoratori che versano i loro contributi alla gestione separata Inps. Il problema di costoro è tutto richiuso in un concetto piuttosto tecnico, quello di “minimale contributivo”. In sostanza a loro viene accreditato un mese di contributi, validi ai fini pensionistici, solo se dichiarano un reddito di almeno 1.295 euro al mese, e su questo ci versano i relativi contributi (nel 2014 l’aliquota è salita al 28,72%). Se il loro reddito è invece, per esempio, la metà di questa cifra, ci vorranno due mesi di lavoro per mettere insieme un mese di contributi. E così via. A parte gli amministratori, la stragrande maggioranza di coloro che versano alla gestione separata non arriva a questi livelli di reddito. Quindi rischia seriamente di versare contributi senza riuscire mai a maturare un diritto alla pensione. Ma siccome il peggio non ha mai fine, nei prossimi anni l’aliquota contributiva, che già è salita dal 10% al 28% in meno di vent’anni, è destinata ad arrivare al 33% entro il 2018. Aumentando così i contributi versati a perdere”. Ora va bene tutto, come va bene che detti contributi siano versati, ma bisogna che la politica ogni tanto si occupi anche di problemi seri ed intervenga per introdurre una clausola di salvaguardia, che preveda la restituzione in unica soluzione di quanto versato,maggiorato delle opportune rivalutazioni, qualora alla data del pensionamento non si consegua il relativo diritto. Altrimenti si verificherà, in molti casi, una appropriazione indebita da parte dell’Inps, con la complicità dello Stato. *Fondatore Associazione Dialogo Civile e già dirigente settore Finanze del Comune di Reggio Calabria.

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare, la proposta delle “larghe intese” incassa la partecipazione di numerose realtà civiche e politiche.

(10) Lo slogan coniato dal Movimento Liberi di Ricominciare “la Tares non ha colore politico” piace. Lo dimostra il fatto che stamane numerosi movimenti, comitati spontanei e partiti politici – contrastanti per ideologie e schieramenti – hanno aderito all’iniziativa di “larghe intese” affollando la sede del movimento promotore.

 

Presenti da Pietro Morabito Presidente di “Cittadinanza Mediterranea” a Bruno Caridi già Presidente della VII circoscrizione e leader dell’Associazione “Prosettima”, da Massimo Tramontana espressione dei “Giovani in Movimento” di Peppe Bova a Sergio Allevato Segretario regionale di “Fare per Fermare il declino”, da Pietro Marra Presidente del “Movimento Autonomo Alternativo” a Salvatore Varano Presidente del “Movimento Ideali e Libertà”, da Carlo Castellani per “Fiamma Tricolore” a Angela Romeo dei “Riformisti Italiani”. Presenti anche Mimmo Violi Presidente del “Comitato Spontaneo di Sala di Mosorrofa” e Antonio Morabito Presidente del “Comitato Spontaneo di Ravagnese”. Ha aderito all’iniziativa anche Vittorio Caminiti Presidente di “FederAlberghi Calabria”. Assenti giustificati Bruno Amaddeo Presidente del “Movimento Civico Rhegion” e Giuseppe Baronetto Segretario del Partito Repubblicano.  Sin da subito tra i partecipanti si è evidenziata la grande positività sull’iniziativa fortemente voluta dal movimento di Paolo Ferrara che, finalmente, da la possibilità di far “reagire” la nostra città stimolando così un’intera popolazione dilaniata e orami allo sbando.  “In questo momento bisogna mettere da parte tutto ciò che ci ha diviso, bisogna prendere atto che la città è decaduta in modo quasi irreversibile. I servizi sono assenti ed i tributi sono alle stelle tanto da farci conquistare primati nazionali. I problemi non hanno colore politico, i problemi devono essere risolti. La questione TARES è un problema davvero serio. Le drastiche scelte dei Commissari, in questi ultimi mesi, hanno tolto la tranquillità a gran parte della popolazione reggina. La scadenza del 24 si avvicina, non bisogna perder tempo. È necessario attraverso la nostra intesa comune cercare di attivare un dialogo costruttivo con i commissari contrastando il sordo e arrogante atteggiamento che ha privato la città di ogni forma di democrazia”. Grandiosa la proposta formulata da Bruno Caridi, Mimmo Violi e Antonio Morabito con la quale chiedono, sin da subito, di programmare appuntamenti itineranti nei territori per illustrare ai residenti le corrette strategie giuridico-amministrative necessarie a garantire la tutela del cittadino. “Ciò è d’obbligo soprattutto per contrastare le azioni di comodo di soggetti volti solo ad una propaganda populista e millantatoria”. Dura e collettiva è stata infatti la totale disapprovazione dell’operato di alcuni movimenti che incitano i cittadini alla “disobbedienza civile” mediante azioni ribelli, senza alcuna proposta giuridicamente valida.  I cittadini “illusi” da azioni populiste promosse da soggetti pseudo ribelli che incitano a sottoscrivere istanze in autotutela in merito alla riduzione delle tariffe e alla rideterminazione delle somme richieste a titolo di pagamento della TARES, ai sensi dell’articolo 14 del Decreto Legge 201 del 6 dicembre 2011, sono vittime di una scellerata azione illegittima priva di alcuna tutela. Infatti i numerosissimi malcapitati che hanno aderito a tale azione difensiva in realtà non hanno fatto altro che “autodenunciarsi” confermando di aver ricevuto l’avviso di saldo TARES. Tale azione “condanna” il cittadino a pagare il contributo richiesto. Il tempo è trascorso velocemente e con entusiasmo e con grande spirito di collaborazione, altro che grandi intese.  La riunione è stata chiusa programmando tempestivamente una seconda fissata già per lunedì 13 ore 19. Collettivo è stato il pensiero preventivo di una partecipazione ancora più notevole per il bene della città. È proprio il caso di dire: buona la prima!

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare “TARES: larghe intese per il bene della Città”

(8) Con lo slogan “la Tares non ha colore politico” il Movimento Liberi di Ricominciare nella scorsa settimana lanciava la grande “sfida” a tutte le realtà civiche e politiche, proponendo loro un incontro per attivare un costruttivo dialogo necessario a concretizzare – in perfetta armonia – le dovute azioni giuridico-amministrative per tentare di risolvere questa incresciosa situazione frutto di scellerate scelte della triade commissariale.

 

Contro ogni pronostico e, in particolar modo, contro tutti i negativi pareri degli “esperti” della politica che percepivano, sin da subito, il totale fallimento di questa ardua proposta, il Movimento Liberi di Ricominciare è riuscito nuovamente ad andare oltre ogni previsione. Infatti domani (sabato 11c.m.) ore 10:30 presso la sede del Movimento sita in via argine destro Calopinace n.3 si terrà il primo incontro tra più forze civiche e politiche per sviluppare gli interventi indispensabili a tutelare e difendere l’intera città con valide soluzioni risolutorie a queste drastiche scelte dei Commissari che, in questi ultimi mesi, hanno tolto la tranquillità a gran parte della popolazione reggina. Paolo Ferrara: “è con grande entusiasmo che annuncio per domani la storica convocazione di un impensabile incontro a “larghe intese” tra forze civiche e politiche che hanno davvero a cuore il bene della nostra città. Il forte segnale di apertura dimostrato dai protagonisti di tutte queste “diverse” realtà evidenzia come il buon senso prevalga su qualsivoglia restrizione idealista. I problemi non hanno colore politico, i problemi devono essere risolti. Siamo invece totalmente contrari al costante invito alla “disobbedienza civile” da parte di alcuni movimenti che incitano i cittadini ad azioni ribelli, senza in alcun modo proporre alcuna tutela giuridicamente valida. Solo attraverso un’intesa comune sarà possibile provare a contrastare il sordo e arrogante atteggiamento col quale la Commissione Straordinaria ci ha privato di ogni forma di democrazia”.

 

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: Giordano (“stanco e incazzato”) “Meno tasse, più servizi”

(7) di Giuseppe Giordano*. «Reggio Calabria è una città in declino». È stato detto? È stato detto! «Reggio Calabria è una città senza lavoro». È stato detto? È stato detto! «A Reggio Calabria non c’è una lira». È stato detto? È stato detto! Di tutto e di più è stato detto su questa città, che negli ultimi anni ne ha subite di ogni.

 

Dalle bombe piazzate un po’ qua e un po’ là all’onta dello scioglimento di Giunta e Consiglio comunali per contiguità con la ‘ndrangheta, la prima volta per una città capoluogo. Un triste primato. Ovviamente tralasciando il macrocontesto in cui Reggio è inserita: crisi, calo dei consumi, chiusura di aziende, disoccupazione, ecc., ecc., ecc. Per mettere una pezza in questa enorme falla, i nostri cari governi romani, sempre vicini alle esigenze degli italiani, come sappiamo, hanno deciso di mandarci i tre commissari prefettizi. Ma, come spesso accade, specie in Italia, la toppa è peggiore del buco. «Tranquilli! Rimetteremo i conti in ordine e faremo pulizia» avevano detto. Benissimo! Viva i commissari! Peccato solo che di pulizia non se n’è vista neanche l’ombra, con le tonnellate di rifiuti riverse in ogni quartiere, con le strade piene di buche manco fossimo ad Aleppo dopo un bombardamento e con tutti gli altri disservizi, dall’acqua (mai potabile, ci mancherebbe!) all’illuminazione pubblica ai trasporti. Come se non bastasse, recentemente i nostri tre Babbi Natale ci hanno portato in regalo il salato conto di Tares e Canone Acqua, mentre il Befano Peppe (Scopelliti) uno strepitoso aumento del costo di biglietti (la cui validità temporale è pure diminuita da 90 a 75 minuti) e abbonamenti Atam di addirittura il 30%, passando da 1 a 1,30 € per i primi e da 27 a 35 € per i secondi. Avremmo preferito il carbone! Già solo negli ultimi quattro giorni, l’autobus della linea 12 (Polo sanitario-Archi Gullina, per intenderci) ha saltato “puntualmente” la corsa delle 7.20, un orario cruciale per studenti e lavoratori che devono recarsi a scuola o sul posto di lavoro, provocando ai medesimi disagi di non poco conto, soprattutto per coloro i quali vivono nelle zone più periferiche, com’è appunto Via Gullina, costringendoli letteralmente a una corsa contro il tempo per arrivare puntuali a destinazione. 4 giorni su 4 dopo aver pagato 35 € di abbonamento per un servizio inesistente!!! E poi dicono che dobbiamo usare i mezzi pubblici per non ingolfare il centro! Quello stesso centro in cui occorre pagare gabelle esorbitanti per poter parcheggiare. Agli stessi prezzi, e anche meno, il Comune di Milano offre servizi assolutamente migliori, comprensivi di metropolitana e tram. Viste le dimensioni della città, visto che siamo sempre stati trattati da cittadini di serie b e visto che i nostri giovani hanno ricominciato a fuggire in massa verso il Nord o addirittura verso l’estero, non è che chiediamo pari servizi! Che ce ne facciamo di una metropolitana (ammesso che si possa fare) se nel giro di qualche anno qui non rimarrà più nessuno? Però le cose elementari come quelle sopra elencate… diamine, quelle sì! A quel prezzo per di più! Sarebbe giusto, no? E invece no! “Più tasse, meno servizi”. Questo è il motto dei nostri amministratori. Ma, a fronte di questo netto peggioramento delle generali condizioni dei reggini, specie in un momento quale quello attuale, in cui le casse non solo comunali, ma soprattutto delle famiglie sono vuote, come si fa a pretendere di aumentare le tasse? Come si fa a non istigare il popolo, con l’insofferenza che monta, a insorgere, in primis mediante lo sciopero fiscale, se non mediante atti addirittura più drastici e violenti? I nostri decisori non si rendono conto delle difficoltà in cui versa la popolazione? Non vedono che si tratta di una vera e propria vessazione? O è proprio quello che vogliono? Stiano attenti, però! La pazienza è davvero al limite. E lo scorso dicembre, alla manifestazione avvenuta a Piazza Italia per protestare contro la Tares, ne abbiamo avuto una prima avvisaglia. Basta poco per accendere la miccia. *Uno delle migliaia di cittadini stanchi e incazzati.

 

Condividi sui social

A Reggio Calabria “Dissonorata” di e con Saverio La Ruina (domenica 12 gennaio 2014, ore 21, Teatro “Zanotti Bianco”, ex Cipresseto)

(15) La Compagnia Teatrale “Scena Nuda” rende noto che, come da cartellone per la stagione “TeatReghion”, per la terza data che si terrà il 12 gennaio alle ore 21:00, andrà in scena lo spettacolo “Dissonorata” di e con Saverio La Ruina, con le musiche dal vivo di Gianfranco de Franco e prodotto dall’accreditata compagnia calabrese “Scena Verticale”.

 

La Ruina, già premio UBU 2007 come “Migliore attore italiano”  e “Migliore testo italiano”; nella sua splendida carriera può vantare anche il Premio Histryo alla drammaturgia 2010; il Premio ETI- Gli Olimpici del Teatro 2007 e la Nomination come migliore interprete di monologo; ed inoltre, il Premio Ugo Betti per la drammaturgia 2008 “Segnalazione speciale”. “Dissonorata” è un atto unico di potenza teatrale straordinaria. Saverio La Ruina, attraverso un linguaggio originale, racconta una storia semplice che attraversa i corpi degli spettatori, senza che loro se ne accorgano perché  persuasi  da un attore che agisce naturalmente ed è credibile nei panni di una donna. Un monologo che fa rivivere storie di donne, madri, nonne, zie. Partendo da una storia emblematica, lo spettacolo offre spunti per una riflessione più ampia sulla condizione della donna in generale. « Teatro d’autore – sottolinea Teresa Timpano, direttore artistico di Scena Nuda – che a Reggio colma un vuoto: Saverio La Ruina siamo certi non deluderà le tante attese, visto che a qualche giorno dalla performance siamo già vicini al sold out ». Come di consueto, alla fine dello spettacolo si svolgerà il dibattito tra artisti e spettatori.

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: Anassilaos Giovani, lettera aperta all’Arcivescovo Fiorini-Morosini

(14) di Tito Tropea*. Eccellenza Reverendissima, come giovani facenti parte dell’Associazione Culturale Anassilaos ci iscriviamo idealmente e moralmente al prossimo Sinodo dei Giovani, una iniziativa che riteniamo importante perché, per una volta almeno nella nostra città, ci si prepara con serietà ad affrontare ed analizzare l’insieme delle problematiche giovanili.

 

Sappiamo che la speranza al quale Ella ci richiama oggi è forse un azzardo ma ad essa non rinunciamo. Sarebbe forse più semplice iscriversi alla “società degli Apoti”, di coloro cioè che “non la bevono” e non si lasciano ingannare, propugnata negli anno Venti – in un contesto storico, politico ed economico  non dissimile dal nostro – da un intellettuale finissimo come Giuseppe Prezzolini e quindi limitarsi ad osservare il mondo e la realtà con lucido quanto sofferto cinismo che non nasconde però un distacco snobistico e un’alterigia culturale. Sarebbe forse anche più comodo rinchiudersi nella cerchia dei propri amici più cari, isolarsi da tutto e da tutti e magari  stordirsi con droghe ed alcool per non vedere la realtà e fuggire da se stessi oppure inseguire utopie irrealizzabili che ci distolgono dall’affrontare e tentare di risolvere, al presente,  problemi più concreti. Noi invece non abbiamo ancora rinunciato all’idea di poter costruire nuovi mondi, una società ricca di valori, aperta all’accoglienza e alla solidarietà,  più giusta ed anche  più eguale – dato che l’attuale crisi ha accresciuto le disuguaglianze sociali tra gli stessi giovani in termini di possibilità di veder riconosciuto il proprio merito –  pur non nascondendoci la difficoltà estrema di procedere in un mare tempestoso puntellato da scogli da cui si leva il canto ammaliatore e demagogico delle più diverse sirene che promettono cose strabilianti e ci invitano spesso a portare bandiere non nostre. E a questo proposito ci sovvengono ancora una volta le parole di Gesù “ io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe” (Matteo,10, 16) e la “santa astuzia” di cui ha parlato qualche giorno fa Papa Francesco. *Presidente Anassilaos Giovani.

 

Condividi sui social

Roma: Senato della Repubblica, gli interventi del senatore “calabrese” Scilipoti

(13) Dl Imu-Bankitalia: Scilipoti, riprendere sovranità monetaria. (ANSA) – ROMA, 8 GEN – "Il popolo italiano deve quanto prima riappropriarsi della sua sovranità monetaria, drammaticamente ceduta nel 1992, con la privatizzazione della Banca d'Italia, e nel periodo 1998-2002, con la definitiva adesione all'eurosistema e la nascita della Bce.

 

Questo non significa uscire dall'Euro né cavalcare sterili populismi antieuropei". Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Domenico Scilipoti. "Questo – aggiunge – significa prendere coscienza del meccanismo di un errore grave, che però può diventare un modosano di fare cassa. Nei bilanci di Bankitalia, le banconote circolanti (al valore non del costo tipografico che sarebbe di pochi centesimi ciascuna, ma di quello 'nominale' che diventa 'reale' all'atto dell'immissione nel mercato) vengono messe al passivo invece che all'attivo, come invece dovrebbe essere. Nel 2011, ad esempio, oltre 100 miliardi di euro sono stati sottratti allo Stato italiano, per rimanere nelle casse degli enti privati che detengono Banca d'Italia e che invece avrebbero potuto essere impiegati, se non proprio per superare di colpo la pesante recessione, per aggiustare quanto meno la crisi da debito che attanaglia il nostro Paese". (ANSA). Dl Imu-Bankitalia: la protesta in Aula di Scilipoti. (ANSA) – ROMA, 9 GEN – Forza Italia vota no al decreto legge Imu-Bankitalia e il senatore Domenico Scilipoti protesta nell'aula del Senato prima del voto finale, esponendo un cartello con su scritto: 'L'Italia si riappropri della sovranità monetaria'. "Il nostro Paese – dichiara Scilipoti – si è privato nel 1992 e poi con la nascita dell'euro e della Bce, attraverso la privatizzazione della Banca d'Italia, della sua sovranità monetaria. Bankitalia iscrive nei suoi bilanci alla voce passivo, anziché all'attivo, i circa 130 miliardi di euro di carta moneta che invece di confluire nelle casse dello Stato vengono dirottati ai privati che detengono le quote della Banca". "Noi non vogliamo uscire dall'euro nè cavalcare inutili populismi antieuropei – osserva – ma vogliamo denunciare con forza questo scandalo. 130 miliardi all'anno potrebbero essere utilizzati proficuamente per aiutare il Paese ad uscire dalla crisi". "Vogliamo quindi – conclude il senatore forzista – che gli italiani ne siano posti al corrente e che la politica tutta ne prenda coscienza per porre rimedio a questo perverso meccanismo". (ANSA).

 

Condividi sui social

Il Parco dell’Aspromonte finanzia l’allestimento del “Museo in lingua grecanica, Gherard Rohlfs” a Bova che ospiterà anche la sala “F. Mosino”. Bombino: “Le specificità culturali del territorio sono elementi cardine nel processo di sviluppo sostenibile

(10) E’ stato presentato questa mattina a Bova dal Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, Giuseppe Bombino, l’intervento per L’allestimento del "Museo in lingua grecanica, Gherard Rohlfs”.

 

Il finanziamento di 70 mila euro, che ne consentirà la realizzazione, rientra tra gli interventi di promozione economica e sociale concessi a 14 Comuni del Parco. All’incontro con i giornalisti erano presenti il Sindaco del Comune di Bova, dott. Santo Casile e il Vice Sindaco dott. Gianfranco Marino. Il Sindaco di Bova, Santo Casile, dichiarandosi “entusiasta” per l’attenzione mostrata dall’Ente Parco nei confronti di Bova, ha aggiunto: “Gherard Rohlfs, filologo, linguista e glottologo tedesco, giunto a Bova negli anni venti, scoprì il nostro territorio e si occupò estesamente della lingua grecanica e del dialetto greco-calabrese, lasciandoci in eredità la grammatica e studi di grandissimo spessore. Dobbiamo riconoscere anche il ruolo avuto dal professor Franco Mosino che ha donato al nostro comune numerosi volumi che, con il completamento del Museo, saranno finalmente visibili al pubblico. Ringrazio – conclude Casile – il Presidente Bombino e l’Ente Parco per la sensibilità dimostrata, il contributo e il supporto, non solo economico, che ci consentiranno di completare definitivamente l’allestimento del Museo”. “Oggi si concretizza un segmento di una linea più lunga, che mette a frutto un’intesa molto positiva che esiste tra il Parco dell’Aspromonte e questo comune; – dichiara il Presidente Bombino – intesa che va al di là degli interventi che oggi presentiamo e che ci vede proficuamente impegnati, con forte spirito collaborativo, per l’obiettivo comune di imprimere un’identità e valorizzare il patrimonio storico/culturale di questo territorio.  L’allestimento del Museo dà il giusto riconoscimento agli importanti studi di Gherard Rohlfs – da cui è discesa poi un’opera, una grammatica della lingua greco-calabra – e consente di riappropriarsi dell’identità del territorio, che è la nostra stessa identità”. Anche il Presidente Bombino cita il professore Franco Mosino, filelleno e profondo conoscitore del territorio e degli antichi lessemi d’origine greca; “egli è il “continuatore” vivente dell’opera di Rohlfs – afferma Bombino -, e la sua donazione al comune di Bova (consistente in alcune centinaia di volumi pregiati che riguardano la storia e la lingua di questi luoghi) sarà valorizzata, d’accordo con il Sindaco, anche attraverso l’allestimento, all’interno della struttura museale, di una sala a lui dedicata. Il rilancio dell’immagine dell’Aspromonte – ha proseguito Bombino – avviene non solo con la realizzazione di interventi e opere tangibili, ma anche e soprattutto attraverso l’opera di restauro identitario e culturale di un Aspromonte portatore di valori profondi, alti e universalmente riconosciuti. In un mondo che tende ad appiattire i pensieri – continua Bombino -, presentarsi all’esterno con una specificità, quale è quella della nostra lingua greca arcaica, significa avere il coraggio di portare all’attenzione di un mondo disattento un valore distintivo, che è per noi idea, fede, continuazione di una cultura plurimillenaria, che da questi luoghi si è irradiata in tutto il Mediterraneo, condizionando il pensiero occidentale. Ho trovato, sin da subito, massimo impegno e incondizionata collaborazione del Sindaco e del Vice Sindaco di Bova, e sono convinto che questa esperienza possa generare un modello da replicare in altri territori del Parco, ognuno caratterizzato da una propria specificità, anche culturale. Occorre – ha concluso il Presidente Giuseppe Bombino – ricercare all’interno di ogni territorio e di ogni comune le forze culturali e le energie e farle emergere perchè divengano elemento di promozione e valorizzazione del territorio, all’interno di un processo di sviluppo sostenibile, oggi determinante per trainare una nuova economia, non solo italiana”. Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.

 

Condividi sui social

Vibo Valentia: domenica al “PalaMaiata” triangolare di minibasket prima di Viola-BNB

(9) La sedicesima giornata del campionato nazionale Adecco Silver si aprirà nel segno del coinvolgimento e della partecipazione giovanile. Sarà, infatti, un entusiasmante pomeriggio in cui le famiglie animeranno un evento all’insegna del divertimento che farà da apripista all’importante match che vedrà sfidarsi sul parquet del “PalaMaiata”, la Viola Reggio Calabria e il Basket Nord Barese.

 

La gara, come di consueto in programma alle ore 18, sarà preceduta da un triangolare di minibasket amichevole riservato alla categoria esordienti (nati nel 2002/03/04). L’ evento sportivo, organizzato dalla Società sportiva Basket Vibo Valentia, inizierà alle ore 15 e vedrà protagoniste delle tre minipartite i giovani atleti della Viola Reggio Calabria, dell’Eutimo di Locri e, naturalmente, della stessa scuola basket vibonese. La manifestazione si propone dunque come momento di grande aggregazione e coinvolgimento fra diverse realtà sportive del territorio calabrese. Un appuntamento fortemente voluto oltre che dalla Viola Reggio Calabria, dalla Società sportiva Basket Vibo Valentia di Paolo Grasso, dalla società di Locri, presieduta da Enzo Schirripa e dall’intero settore arbitrale del comitato Fip Calabria. Alla fine dell’evento tutti i ragazzi e le loro famiglie coloreranno di nero-arancio gli spalti del “PalaMaiata” per sostenere la compagine reggina. La Viola Reggio Calabria, infatti, ha invitato i ragazzi, i tecnici, gli accompagnatori e gli arbitri, ad assistere all’incontro del campionato Silver che prenderà il via alle 18. Gli atleti del minibasket, inoltre, accompagneranno l’ingresso in campo della Viola e del Basket Nord Barese. Nell’intervallo della gara, prevista anche un’esibizione dei ragazzi del centro minibasket vibonese. Questo nel dettaglio il programma del triangolare: ore 14.30, arrivo squadre, ore 15.00 gara cat. esordienti: S.S. Basket Vibo Valentia vs Viola Reggio Calabria; ore 15.30 gara cat. esordienti:  Eutimo Locri vs S.S. Basket Vibo Valentia; ore 16.00 gara cat. esordienti:  Viola Reggio Calabria vs Eutimo Locri. Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria, l.d/Labecom.

 

Condividi sui social

Regione Calabria: i comunicati stampa del 9 gennaio 2014

(11) Consegnati i lavori per il tratto fra le Serre e la A3. Scopelliti: “si concretizza una grande occasione per lo sviluppo”. Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti – informa una nota dell’ufficio stampa ella Giunta – in merito all’affidamento, avvenuto il 23 dicembre scorso, dei lavori concernenti i due tratti non contigui, che vanno rispettivamente dallo svincolo autostradale al viadotto Scornari

 

(5,3 chilometri) e da Località Cimbello al bivio Montecucco (1 chilometro circa), che dovrebbero partire entro la prima metà di febbraio, ha dichiarato che “con la consegna dei lavori del tratto compreso fra la zona delle Serre e la A3 si avvia verso la completa realizzazione un’opera di straordinaria rilevanza come la Trasversale delle Serre. Tutto ciò rappresenta una grande occasione di sviluppo per un territorio che può finalmente superare l’atavica carenza infrastrutturale ed uscire da un isolamento che ne ha finora compromesso le possibilità di crescita economica e sociale”. “Per diversi decenni – ha evidenziato inoltre il Presidente – la Trasversale è stata vista come una chimera, simbolo dell’incapacità realizzativa ed immagine di una regione ferma e ripiegata su se stessa che non riusciva a ripartire. Oggi, invece, la Calabria è attiva sia nella fase della programmazione che in quella della concretizzazione, dimostrando dinamicità e voglia di cambiamento. Mettere in comunicazione la fascia tirrenica con quella ionica – ha aggiunto Scopelliti – significa superare quelle barriere che hanno frenato gli scambi commerciali e quelli culturali, scoraggiando o rallentando le attività e costituendo dei limiti anche alle speranze di progresso. La Trasversale permetterà dunque dei collegamenti diretti e più veloci che si riveleranno decisivi nel processo di sviluppo tanto delle aree interne e montane, condizionate finora dalla tipica tortuosità, quanto a quelle costiere. Per sostenere le sfide della competizione – ha specificato il Presidente Scopelliti – è attualmente indispensabile rispondere alla domanda di trasporto rapido e sicuro riducendo i costi ed i tempi. Proprio per assicurare ai calabresi un futuro in cui non siano penalizzati rispetto ai cittadini della altre regioni e anzi possano confrontarsi alla pari – ha dichiarato infine Scopelliti – la Giunta regionale continuerà ad impegnarsi per garantire la presenza di tutte le condizioni indispensabili per liberarsi dai vecchi vincoli ed accedere ai circuiti dello sviluppo”. p.g. (12) Intervento dell’assessore Fedele sull’aumento delle tariffe per il trasporto su gomma. L’assessore regionale ai trasporti Luigi Fedele chiarisce – tramite un comunicato dell’ufficio stampa della Giunta – alcuni aspetti legati all’aumento delle tariffe per il trasporto pubblico locale su gomma che, negli ultimi giorni, hanno fomentato una serie di polemiche a mezzo stampa. “Innanzitutto – precisa Fedele – gli aumenti delle tariffe per il trasporto pubblico urbano su gomma sono stati decisi dalla giunta regionale calabrese esclusivamente al fine di adattarsi alla normativa prevista del Governo nazionale. Infatti, l’incremento tariffario si inquadra nel perseguimento degli obiettivi previsti dal Decreto-Legge del 2012 che richiede l'aumento del rapporto fra i ricavi da traffico e il costo complessivo dei servizi di trasporto pubblico locale. Nello specifico, la legge prevede che il rapporto tra ricavi e costi debba essere non inferiore al 35%, mentre in Calabria vale solo il 15%, percentuale che deve essere incrementato del 3% all'anno, a pena del mancato raggiungimento degli obiettivi e con una sicura perdita della premialità. Il mantenimento dell’ultima condizione richiesta – chiarisce l’esponente della Giunta – diventa di fondamentale importanza per la nostra regione in quanto al mancato raggiungimento di tale obiettivo è associata una decurtazione di oltre 20 milioni di euro. Una perdita di risorse che non può essere in alcun modo sopportata dal bilancio regionale. Pertanto, nonostante la situazione critica di partenza con un rapporto pari al 15%, è nostro obbligo almeno provare a raggiungere tale obiettivo, mettendo in atto una serie di azioni, tra le quali l’aumento degli introiti tariffari, per non incorrere nella perdita della suddetta premialità. Peraltro – dichiara infine l’assessore Fedele -,  in occasione dei vari incontri con i Ministeri dei Trasporti e dell'Economia, siamo stati fortemente sollecitati ad applicare al più presto l’aumento delle tariffe, avendo rilevato tra l’altro che quelle della Calabria erano le più basse d'Italia”. p.g.

 

 

Condividi sui social

Reggina: Foti, cambi consigliere e non perda la grande ed unica occasione che il Centenario le concede

(2) Ieri abbiamo scritto. Nudamente e crudamente com’è nostra abitudine e prerogativa. Capita quando non si è avvezzi alla genuflessione e/o si è scevri da condizionamenti di sorta. Quando, cioè, si cerca – non sempre con successo – di pensare e trascrivere i propri pensieri mantenendo un certo equilibrio seppur manifestandolo duramente e severamente.

 

Oggi, invece, vogliamo svestire gli abiti di giornalista indossati quasi 23 anni fa mantenendo addosso quella seconda pelle amaranto di tifoso pluri-trentennale. E da adesso scrivo pure in prima persona tanto da far cogliere quanto senta mio ciò ho da esternare.
Analizzo la situazione. La Reggina, calcisticamente parlando, va male. Anzi, va malissimo. Mai come oggi, nella storia recente, sembra essere vicina alla terza serie. La Lega Pro, per intenderci. E’ quel ch’è peggio è che la sfiducia pressoché assoluta che ha preso il sopravvento: vuoi perché sono anni che vivo campionati anonimi ed assolutamente deficitari rispetto ai proclami di inizio stagione; vuoi perché le aspettative, nei miei pensieri, sono sempre le più rosee nonostante i vari tradimenti; vuoi perché in ogni filone giudiziario-sportivo che si apre c’è sempre e comunque la mia Reggina; vuoi perché pare non si riesca a far finire la stagione allo stesso allenatore che l’ha iniziata; vuoi perché non indosso più l’anello al naso e non mi fido ancora a scatola chiusa; vuoi perché, troppo spesso, i giocatori che hanno l’onore di vestire l’amaranto non conoscono il significato che ha il nostro colore; vuoi perché le stravaganti ed opinabili scelte societarie su più fronti hanno fatto sì che, oggi, l’anarchia regni sovrana e, con esse, anche la squadra ne risenta manifestando risultati assai lusinghieri; vuoi perché si pensava che la scorsa stagione si fosse toccato il fondo ma non avevamo ancora assistito a quella attualmente in corso.
Insomma, tutti segnali questi che riducono al barlume anche le speranze del più romantico ed ottimista dei tifosi.
A tutto questo, poi, aggiungo l’aggravante di vivere in un contesto sociale poverissimo di soddisfazioni in cui versa la nostra amata Città dopo essere stata saccheggiata, stuprata, vituperata, offesa nell’orgoglio e nella dignità non dai Lanzichenecchi venuto chissà da dove ma, ahinoi, da suoi stessi figli che hanno goduto del “prego, accomodati” dei loro stessi concittadini.
A tal proposito, ricordo a me stesso, che negli anni ‘80/’90, allorquando vivevamo tutti in un clima di terrore per la guerra di mafia che ci circondava e che ha prodotto centinaia di morti ammazzati in ogni angolo della Città, la valvola di sfogo, le soddisfazioni, le ore di spensieratezza da ciò che mi accerchiavat era costituita dai meravigliosi successi di A.S. Reggina prima e Reggina Calcio 1986 poi, di Cestistica “Piero Viola” e di Nausicaa. Reggio era in quegli anni, sì eretta agli onori della cronaca nera nazionale per i suoi morti ammazzati ma anche per i successi sportivi nel calcio, nella pallacanestro e nella pallavolo femminile. Vivevo, anzi la Città viveva aspettando che dal lunedì al sabato i giorni volassero in un fiat tant’era l’attesa per gli eventi sportivi.
Ricordo come oggi gli spostamenti degli orari delle partite della Viola nelle domeniche in cui anche la Reggina giocava in casa. Ricordo come oggi che ci si spostava dal Comunale al Botteghelle correndo per quelle poche centinaia di metri che li dividevano affinché si conquistasse il posto migliore passando, così, da spettacolo a spettacolo. Poi ricordo il trasloco della Viola al Pentimele e la nascita delle navette per spostare i tifosi dalla zona nord alla zona sud giusto in tempo per non perdersi nemmeno un attimo delle gesta dell’allora Panasonic di Recalcati.
Chi, come me, ha vissuto quegli anni da tifoso, da sportivo mosso dalla passione, dal riscatto sociale attraverso lo sport, come può dimenticare ciò ch’è stato. Che anni quegli anni!
Ed oggi? Detto della Città che sta vivendo una delle pagine più tristi della sua storia dal punto di vista economico e sociale, non ci resta che aggrapparci alle passioni. A ciò che appaga, soddisfa, ritempra, ripaga i nostri animi. Chi è nato sportivo non può che ricercare tutto questo proprio nello sport. Ed allora: si gira a destra e vede la Viola costretta ad emigrare a Vibo Valentia per problematiche non sportive ma burocratiche; si gira a sinistra e non vede più la pallavolo femminile esprimersi a quei livelli; guarda davanti e vede la sua Reggina pressoché all’epilogo di un percorso auto-distruttivo iniziato più o meno una decina di anni fa.
Accidenti, e che si fa? Si fa quello che noi Reggini siamo atavicamente abituati a fare: si lotta con le unghie e con i denti per difendere ciò ch’è nostro. Reggio ed i Reggini non sono mai stati padroni del proprio destino, siamo un popolo abituato ed organizzato per delegare ad altri il comando e la gestione. Non siamo colonizzatori ma, per abitudine insita nel nostro dna, abbiamo preferito essere stati ed essere colonizzati.
Nonostante ciò, però, abbiamo le potenzialità, il carattere, l’orgoglio e la dignità per difenderci e difendere ciò ch’è nostro se attaccati. Anche da un nostro concittadino. Se spronati, se punti, se toccati, se feriti, sappiamo come tirare fuori le palle e farci sentire.
Ebbene, mi rivolgo a lei signor Pasquale Lillo Foti, sappiamo che ci ha regalato (a noi tutti ed a se stesso) soddisfazioni così tanto grandi, enormi, che se me le fossi sognate quand’ero ragazzino sarei caduto dal letto: la serie A? la Juventus, il Milan, l’Inter a Reggio? la Nazionale maggiore e l’Under 21 al “Granillo”? E chi avrebbe potuto mai solo osare pensarlo? Eppure, grazie a lei (dico solo a lei perché gli altri grandi protagonisti dell’epopea amaranto – Iacopino, Martino, Benedetto, Praticò, Remo, Cuzzocrea e via dicendo – non sono più nell’organigramma societario ma è chiaro che il mio pensiero va anche a loro), noi reggini abbiamo vissuto un decennio di godurie una dietro l’altra. Ed oggi? Come le dicevo, e come lei ben sa, l’inizio della fine della nostra (sua, mia e di migliaia di altre persone) Reggina è iniziato nell’estate del 2004. Cosa sia successo allora, quando ci si privò di Franco Iacopino (42 anni amaranto alle spalle e vero esportatore del marchio Reggina in Italia ed in Europa) e di Gabriele Martino (non un tipo facile ma tutto gli si può contestare tranne che l’essere un eccellente conoscitore di calcio e di calciatori), non è ancora ben chiaro e, comunque, lo sa, non sono certo il tipo da prendere per oro colato ciò che si legge nei comunicati o si dice pro-forma nelle conferenze stampa.
E da quell’estate in poi, signor Foti, iniziarono i guai ed i grattacapi per lei e, ovviamente, per la nostra Reggina: un anno dopo (2005) le fidejussioni affidate alla San Remo SpA e la corsa a reperire i soldi per l’iscrizione al campionato grazie a Comune, Provincia, Regione, Agenzia delle Entrate e Banca Popolare di Crotone (se la memoria mi aiuta ancora) con il presidente del retrocesso Bologna, Gazzoni Frascara, a reclamare il proprio ripescaggio in vece della Reggina e relativa, seguente, denuncia penale; due anni dopo (2006) lo scoppio di “Calciopoli” con il coinvolgimento diretto suo e, ovviamente, della nostra Reggina costretta a partire, nella stagione successiva, da un iniziale -15 considerato un handicap insormontabile e, poi, come ha visto ampiamente superato con i 51 punti ottenuti sul campo; e, poi, negli anni successivi, fino ad oggi, ogni anno una prima pagina dei giornali, una penalizzazione, un deferimento, una squalifica, un’inchiesta, un’accusa e via dicendo. In tutta onestà, signor Foti, con un uomo del calibro di Iacopino al suo fianco, sarebbero successe tutte queste cose? Non ho la controprova, ovviamente, ma sono quasi certo che anche lei converrà nel pensare “No!”
Ed allora, arrivo al dunque signor Foti, dopo gli anni veramente d’oro – ormai andati ed entrati nella storia, sua, nostra e della Reggina – a cui sono succeduti quelli attuali di segatura, quale migliore occasione del Centenario per scendere sulla Terra, parlare ai tifosi con il cuore in mano (magari anche ammettendo i suoi errori chiedendo scusa), confrontarsi civilmente con chi ha cuore almeno quanto a lei le sorti della Reggina (capirà bene, signor Foti, che se il suo interesse è monetizzato il nostro è solo pura passione) ed almeno provare la strada di una riconciliazione davvero per il bene della Reggina?
Non è il risultato sportivo che conta, oggi. Non importa che la nostra Reggina sia vicina alla terza serie. Forse oggi è superfluo anche andare per il sottile chiedendo la condanna per il colpevole della situazione attuale. Oggi, sabato per la precisione, è il Centenario della nostra Reggina: lei presume ci sarà nel 2114? Nessuno di noi ci sarà nel XXII° secolo.
Ed allora, cazzo (mi scusi per il francesismo), perché non festeggiare assieme ai tifosi questo straordinario traguardo raggiunto tutti insieme? Nessuno mi pare le abbia mai chiesto di organizzare festeggiamenti faraonici, o mi sbaglio? Nessuno mi pare le abbia chiesto di spendere cifre esorbitanti, o mi sbaglio? Nessuno mi pare abbia avuto chissà quali pretese in alcun senso, o mi sbaglio? Ed allora…
Sono praticamente certo che, seppur lucrando, lei è tifoso della Reggina ed in quanto tale in questo momento preferisco pensare che ha agito sempre in buona fede (anche quando ha commesso i gravissimi errori evidenti e sotto gli occhi di tutti). Forte di questo mio pensiero buonista e romantico adesso le dico: scenda dal piedistallo, si vesta d’umiltà, abbandoni le sue proverbiali arroganza e presunzione e parli ai tifosi della Reggina come si farebbe da uomo ad uomo. E poi, mi permetta, a tal proposito credo che lei sia stato consigliato male, molto male. Non so a chi lei abbia preferito dar ascolto ma converrà con me che il suo consigliere non si può definirsi una gran cima. O mi sbaglio? Rifletta e si risponda con onestà…
L’ultimo esempio di mal consiglio? Subito detto: quel banale comunicato che il sito ufficiale ha pubblicato giusto oggi (riportato sotto), che significato ha per lei e, invece, che significato dovrei attribuirgli io e gli altri tifosi? Mi permetto di significarle come lo traduco io: 1) la Reggina non ha organizzato nulla; 2) tutti (sportivi, tifosi, stampa – tranne quella di regime e quella fatta di pennivendoli -, e semplice cittadinanza) hanno protestato vibratamente contro la manifestata intenzione societaria di non celebrare alcunché e la Reggina Calcio SpA 1986 sta cercando disperatamente di porre rimedio all’ennesimo gravissimo errore; 3) se il compleanno è l’11 gennaio perché festeggiarlo in una data diversa (lei, signor Foti, festeggerebbe il suo di compleanno 3 mesi e 18 giorni dopo la data reale?)?; 4) che nesso c’è tra la celebrazione del Centenario e la “rincorsa verso un obiettivo sportivo di vitale importanza" (la serie B non vive forse una pausa fino al prossimo 25 gennaio? quali celebrazioni distrarrebbero società e squadra dal perseguimento dell’obiettivo sportivo considerato che la squadra si ritroverà domani – giorno 9 – ed il Centenario è solo dopo 2 giorni)?; 5) la società sa che se si compiono 100 anni vuol dire che si sono conclusi i, appunto, i 100 anni di vita e, dal giorno successivo, si entra nel 101°? 6) il tentativo fatto è maldestro, del tutto inefficace, assolutamente banale e non solo non acquieta la acque ma, sapendo tanto di presa per i fondelli e di rincorsa ai ripari perché consapevoli di aver ancora una volta peccato, rischia di agitarle ancora riuscendo solo a collezionare l’ennesimo episodio assai poco edificante a lei ascrivibile.
Signor Foti, mi consenta, lasci perdere le pacchianate di cui sopra e provi piuttosto a riconciliarsi con la gente che l’ha sostenuta, l’ha applaudita, l’ha osannata e che, oggi (e da anni purtroppo) è arrabbiata perché si sente tradita nella sua passione più forte: la nostra Reggina.
Sarebbe bastato organizzare una semplice sfilata sul Corso, con lei e la squadra accanto alla gente.
L’assai probabile retrocessione? Sa quante squadre hanno festeggiato comunque il proprio Centenario in B, in C, in D o, peggio ancora, tra i dilettanti? Che importanza ha, oggi, davanti a questo traguardo, la categoria in cui si milita o la prossima in cui si presume si militerà.
Le dico un’altra cosa: l’aver vissuto in prima persona 9 stagioni in serie A, dopo aver visto la stragrande maggioranza dei restanti 91 squadre come il Campania Puteolana, il Nissa, l’Akragas, il Francavilla, il Nola, la Paganese, il Canicattì, l’Afragolese, la Pro Cisterna, la Gladiator, l’Ercolanese e via dicendo, per quanto mi riguarda è un lusso. Crede davvero che mi possa spaventare o, peggio ancora, creare squilibri pensare di tornare a vedere la Reggina calcare i campi di Lega Pro l’anno prossimo? No, signor Foti, io e tutti gli altri tifosi della mia generazione e quelle andando a ritroso, abbiamo i calli e se dobbiamo tornare a sederci sui gradoni duri degli stadi di terza serie lo faremo senza problema alcuno. Anzi, forse con maggiore entusiasmo rispetto alle ultime disastrose stagioni in B.
Oggi, sabato prossimo, è il Centenario della nostra Reggina! Un evento che solo i fortunati come noi hanno la possibilità di vivere: ed allora, cazzo (mi riscusi per il francesismo), onoriamo tutti insieme ciò che a lei ha dato profitti e lustro ed a noi l’apice della passione.
Ad ogni buon conto sappia che sabato 11 gennaio alle ore 18 i tifosi si ritroveranno all’Arena “Ciccio Franco” sul Lungomare: se cambia idea e, soprattutto, consigliere e, quindi, modalità di approccio ai tifosi sappia che può unirsi a noi.
Ad maiora e forza Reggina!

 

Condividi sui social

INPS: lavoratori domestici, entro il 10 gennaio il pagamento del 4° trimestre 2013

(8) di Giuseppe Tedesco. Venerdì 10 gennaio 2014 è l’ultimo giorno utile per pagare i contributi dovuti per il personale domestico, relativi al periodo ottobre-dicembre 2013.

 

Le fasce di retribuzione su cui calcolare i contributi dovuti per l’anno 2013 sono state determinate sulla base della variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo, calcolata dall’Istat nella misura del 3%. Inoltre, sulla contribuzione dovuta per i rapporti di lavoro domestico, a partire dal 1° gennaio 2013, hanno effetto alcune delle novità introdotte dalla legge 28 giugno 2012, n. 92 (legge di riforma del mercato del lavoro), che ha sostituito l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria (DS) con l’assicurazione sociale per l’impiego (ASpI). Si ricorda infine che l’articolo 2, comma 28, della legge 92/2012, ha previsto che ai rapporti di lavoro a tempo determinato – compresi quelli di lavoro domestico – venga applicato un contributo addizionale a carico del datore di lavoro, pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (retribuzione convenzionale). Ciò ha pertanto determinato (vedi circolare n. 25 dell’8 febbraio 2013) due diverse tabelle contributive, una per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, senza contributo addizionale, e l’altra, per i rapporti di lavoro a tempo determinato, comprensiva del contributo addizionale, riportate di seguito.

Modalità di pagamento. Per quanto riguarda il pagamento, esso può essere effettuato, a scelta, con uno dei seguenti mezzi: online sul sito Internet www.inps.it, utilizzando la carta di credito attraverso il “Portale dei Pagamenti”, al quale si accede tramite la sezione dei Servizi OnLine nella homepage del sito; utilizzando il bollettino MAV – Pagamento mediante avviso – inviato dall’Inps o generato attraverso il sito Internet www.inps.it, accedendo al Portale dei pagamenti – Lavoratori domestici – Entra nel servizio, pagabile senza commissione presso le banche oppure presso gli uffici postali, con addebito della commissione; chiamando il Contact Center – numero gratuito 803164 per le chiamate da rete fissa e 06164164 da telefono cellulare secondo la tariffazione stabilita dal proprio gestore – e utilizzando la carta di credito; rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche” – Il pagamento è disponibile, senza necessità di supporto cartaceo: presso le tabaccherie che espongono il logo “Servizi Inps”; presso gli sportelli bancari di Unicredit Spa; tramite il sito Internet del gruppo Unicredit Spa per i clienti titolari del servizio di Banca online; presso tutti gli sportelli di Poste Italiane, con le modalità previste per il circuito Reti Amiche. Si ricorda che, qualunque sia la modalità scelta, utilizzando il codice fiscale del datore di lavoro e il codice rapporto di lavoro, è proposto l’importo complessivo per il trimestre in scadenza, calcolato in base ai dati comunicati all’assunzione o successivamente variati con l’apposita comunicazione. I dati esposti (ore lavorate, retribuzione, settimane) e il conseguente importo, calcolato automaticamente, possono sempre essere modificati: dichiarando i dati da sostituire all’operatore, se il pagamento avviene tramite Reti Amiche o Contact Center; utilizzando la procedura a disposizione sul sito Internet per pagamenti online o per generare un nuovo MAV stampabile. Soltanto nel caso di rapporti di lavoro a carattere temporaneo, occasionale e di breve durata, è possibile utilizzare la modalità di pagamento tramite i buoni lavoro (voucher).

 

 

Condividi sui social

Edilizia scolastica, è alto il rischio in Calabria. La mappa delle criticità nel dossier di Legambiente

(9) Un’emergenza permanente sul fronte dell’edilizia scolastica. Un fenomeno strutturale che coinvolge l’Italia intera, ma che vede il Sud e in particolare la Calabria in una situazione ancora più drammatica.

 

È quanto emerge da Ecosistema scuola 2013, il rapporto annuale di Legambiente sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 94 capoluoghi di provincia. La mappa delle criticità nazionali evidenzia un forte ritardo sulla messa in sicurezza degli edifici: strutture site in aree ad alto rischio sismico e idrogeologico, necessità di interventi di manutenzione urgente, assenza di certificati di agibilità e di prevenzione incendi. E come spesso accade il Sud respira a fatica. Una fotografia dai toni chiaroscuri che mostra quanto sia urgente intervenire in questo settore. Nella classifica delle città capoluogo, i centri calabresi figurano nella parte bassa della graduatoria: Catanzaro 74º, Crotone 85º, Reggio Calabria 78º (le altre province non hanno risposto alla ricerca).  Nonostante il 23,3% degli edifici sia stato costruito tra il 1991 e il 2012 e l’età media degli edifici sia più bassa rispetto a quella nazionale, in Calabria c’è una maggiore necessità di interventi di manutenzione urgente (40,8% contro il 37,6%), segno da un lato di condizioni di partenza peggiori, ma forse anche della necessità di maggiori controlli e qualità sul nuovo che viene costruito. In una regione con il 75,5% degli edifici in aree a rischio sismico, sono soltanto il 20% quelli in cui è stata effettuata la verifica di vulnerabilità sismica. Nessun edificio è stato costruito secondo criteri antisismici e criteri di bioedilizia. E ancora: nonostante gli investimenti sulla manutenzione siano nella media nazionale, solo il 20,4% degli stabili è in possesso del certificato di collaudo statico e il 5% del certificato di prevenzione incendi. Preoccupante la situazione del capoluogo regionale: a Catanzaro nessun edificio scolastico è in possesso del certificato di agibilità e di certificazione igienico-sanitaria. Crotone e Reggio Calabria pur dichiarando di aver edifici scolastici in possesso di tali certificati non hanno fornito indicazioni sul numero. Completano il quadro la carenza di servizi di trasporto e di piste ciclabili, di progetti educativi, di piani di sicurezza e prevenzione, di sistemi di raccolta differenziata nelle mense scolastiche, mentre sono pochi (solo il 6,5%) gli edifici che utilizzano fonti rinnovabili. Inoltre, sono decisamente insufficienti i monitoraggi ambientali rispetto al rischio amianto ed elettromagnetico, fonti di inquinamento che mettono a repentaglio la salute degli studenti e dei docenti. È utile sottolineare che l’ambiente scolastico influenza decisamente la qualità dell’apprendimento. Secondo un recente rapporto dell’Ocse (Pisa), in diverse aree della Penisola e in particolar modo nel Mezzogiorno le competenze scolastiche degli studenti risultano scarse, paragonabili a quelle dei coetanei dell’Est Europa. “La questione degli edifici scolastici deve diventare una priorità nell’agenda politica nazionale e regionale – dichiara Salvatore Cozza del settore Scuola e Formazione di Legambiente Calabria – in primo luogo per tutelare la salute degli studenti, ma anche e soprattutto per migliorare la qualità dell’apprendimento scolastico, che risente fortemente delle carenze strutturali degli impianti e dei servizi.” “Inoltre, troppo poca attenzione – continua il prof. Cozza – viene riservata all’opportunità data dallo sviluppo delle rinnovabili e del risparmio energetico ed idrico, nonostante le enormi potenzialità insite nella nostra Regione. Tali interventi potrebbero  ridurre i costi di gestione degli edifici e migliorarne sostanzialmente la qualità, oltre che innescare processi virtuosi con importanti ricadute anche occupazionali sul territorio.” “I giovani sono una risorsa preziosa, che la Calabria deve valorizzare con interventi concreti e con una politica attenta e lungimirante”.

 

Condividi sui social

Regione Calabria: i comunicati stampa dell’8 gennaio 2014

(10) Sull’esclusione degli autori meridionali dai programmi scolastici l’assessore Caligiuri scrive al ministero dell'istruzione. L’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta – ha commentato l’invio alla Ministra Maria Grazia Carrozza dell'ordine del giorno votato all'unanimità dal Consiglio Regionale della Calabria e presentato come primo firmatario dal capogruppo Gianpaolo Chiappetta.

 

“Nel deliberato dell'assemblea calabrese – ha spiegato l’assessore alla cultura – si sottolinea che non è stato esplicitamente citato un pezzo di cultura essenziale per la storia del nostro Paese ed è stato chiesto di inoltrare al Ministro formale richiesta per integrare le indicazioni relative all'insegnamento della letteratura italiana sul riordino dei Licei esplicitamente anche con autori del Sud d'Italia e con autrici di tutte le regioni italiane che hanno dato lustro al nostro Paese. La Ministra Carrozza – ha aggiunto Caligiuri – è stata quindi invitata a colmare esplicitamente questa lacuna. Pertanto, non considerare autori come Quasimodo, Sciascia, Alvaro, Calogero, Scotellaro nei programmi di studio delle scuole superiori – ha infine evidenziato Caligiuri – sembra continuare a scavare il solco tra due Italie divise di fatto anche nell'istruzione”. p.g.

 

 

 

Condividi sui social