#CalabriaOltre: tutto pronto per “Scilla in passerella” dal 5 al 14 agosto

(483) Ventisette ospiti tra scrittori, magistrati, giornalisti e protagonisti della politica. Quattro location per ripartire dalla rocca di Scilla e, come gli antichi pescatori sulla passerella del pescespada, andare oltre. #CalabriaOltre sarà il tema di Scilla in passerella, rassegna culturale in programma dal 5 al 14 agosto, organizzata dalla Filodrammatica Scillese

 

sotto la direzione artistica di Sabbiarossa Edizioni e Ossi di Seppia, con il partenariato diScilla Eventi, Progetto 5, Radio Touring 104, Gal Basso Tirreno, in collaborazione con l’hotel Le Sirene, il Lido Francesco e il ristorante Bleu de Toi. Una rete destinata ad allargarsi, che vuole ripartire dalla passerella, per superare la tentazione dell’arroccamento e riprendere a navigare, avvistando segnali culturali deboli ma esistenti. Segnali visibili sui social, soprattutto Facebook e Twitter, in cui l’hashtag #CalabriaOLTRE sta diventando virale, e sul web: il sito www.scillainpasserella.com contiene tutti i dettagli possibili, dalla mappa dei luoghi in cui si snoderà la rassegna alla descrizione delle singole serate, con foto e biografia di ciascun ospite, passando per i videoracconti di quello che Scilla è stata e di ciò che può ritornare ad essere. Si comincia martedì 5 alle ore 17 presso il Bleu de Toi, accompagnati dal canto della soprano Eleonora Pisano, con gli interventi dell’assessore provinciale alla cultura e legalità Eduardo Lamberti Castronuovo, del presidente del Gal Basso Tirreno Antonio Alvaro, del presidente del Parco Nazionale d’Aspromonte Giuseppe Bombino, di Nicodemo Vitetta, presidente Proloco Gioiosa Jonica, con la conduzione di Filippo Teramo, presidente Filodrammatica Scillese. Giovedì 7 dalle ore 21.30 un grande appuntamento a Piazza San Rocco, dove ci si chiederà se esiste una #Calabriaoltre i tribunali, con Nicola Gratteri (procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria) intervistato da Paola Bottero (giornalista, scrittrice, editrice e conduttrice di Ossi di Seppia). Venerdì 8 (ore 21.30, terrazza delle Sirene) sarà la volta della #Calabriaoltre il pregiudizio, con il giornalista Alessandro Russo, autore del libro inchiesta “marchiati”, Elisabetta Tripodi (sindaco di Rosarno), Manuela Iatì (giornalista Sky), Consolato Minniti (giornalista il Garantista el’Espresso), moderati da Josephine Condemi (giornalista) e Filippo Teramo. le incursioni musicali di Mimmo Martino (cantautore, leader deiMattanza). Sabato 9 (ore 21.30, terrazza delle Sirene) invece ci si interrogherà se sia possibile una #Calabriaoltre l’Aspromonte con Cosimo Sframeli eFrancesca Parisi (carabinieri), Giuseppe Bombino, le musiche di Filippo Spanò (maestro di zampogna) e le testimonianze di Rocco Lupini eFausta Rigoli (sequestrati negli anni ‘80) moderati da Marisa Larosa (co-conduttrice Ossi di Seppia) e Filippo Teramo. Domenica 10 (ore 21.30, “Lido Francesco”) si parlerà di #Calabriaoltre gli inchini, con Giovanni Ladiana (superiore dei padri gesuiti di Reggio Calabria e fondatore del movimento “Reggio Non Tace”), Stefano Musolino (sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria), Alessio Magro(giornalista), Alessandro Russo e Paola Bottero moderati da Josephine Condemi. Lunedì 11 (ore 21.30, terrazza “Le Sirene”), #Calabriaoltre il declino della politica con Giuseppe Raffa (presidente della Provincia di Reggio Calabria), Demetrio Naccari e Mimmo Talarico (consiglieri regionali) moderati da Alessandro Russo. Mercoledì 13 (ore 21.30, “Lido Francesco”), ci si interrogherà sulla necessità di andare oltre un certo modo di raccontare la Calabria(#Calabriaoltre la narrazione) con Paola Bottero, autrice di “carta vetrata”, lo scrittore Mimmo Gangemi, Fabio Mollo (regista de “Il Sud è niente”), Antonio De Bernardo (sostituto procuratore antimafia di Reggio Calabria) moderati da Alessandro Russo. Chiuderà la rassegna, giovedì 14 (ore 21.30, piazza San Rocco), la #Calabriaoltre i commissariamenti, con Aldo Aldi intervistato da Filippo Teramo e, a seguire, un evento musicale. Tutte le serate, tranne quella di inaugurazione, che sarà a inviti, sono a ingresso libero, con posti a sedere fino a esaurimento. I locali che ospiteranno gli eventi offriranno a tutti i presenti un brunch da gustare insieme alla cultura. Un invito a salire sulla passerella, ricominciando a stare tra la rocca e l’altrove. Andando oltre. *Addetto Stampa SciP (Scilla in Passerella).

 

 

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Reggio di Calabria: NCD, “Campo Base 2014” buona la prima

(134) Se dai vertici di partito non è arrivata ancora l'ufficialità di un movimento giovanile, noi ragazzi dell' NCD di Reggio Calabria non ci siamo formalizzati ed abbiamo realizzato nei giorni scorsi, 24-25 luglio, il primo campo provinciale sotto il nuovo simbolo.

 

Le intenzioni, chiare sin da subito, sono state quelle di creare un clima informale per un confronto tra le figure politiche ed i ragazzi che fosse il più diretto possibile e così è stato. Dopo l'apertura dei lavori che ha dato il via a 36 ore bene ripartite fra dibattiti e svago, è stato il turno di Giuseppe Scopelliti, un confronto, quello con noi ragazzi, in cui si è parlato di passato, presente ma soprattutto futuro. Quel futuro di cui noi giovani intendiamo essere artefici facendoci portatori sani di quei valori che da sempre accompagnano il nostro operato. Tante le idee scaturite, e se uno degli scopi era quello di creare aggregazione e rafforzare un gruppo già presente nel territorio, possiamo ritenerci pienamente soddisfatti. Una "due giorni", questa di Melia, attraverso cui vogliamo lanciare un segnale forte. Senza la base non ci può essere alcun altezza, ed è per questo che intendiamo ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di tutto ciò, in primis la struttura del Villaggio del Pino che ci ha ospitati, tutti i ragazzi che hanno scelto di esserci per costruire insieme il nostro futuro, e gli organi di partito che anche in questa occasione ci hanno supportati e grazie alla loro presenza, hanno dato quel tocco in più valorizzando i nostri dibattiti.

 

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Reggio di Calabria: SoGAS “Volotea nel caos: week end da paura tra ritardi e cancellazioni. Torna la normalità”

(133) Una vera e propria “odissea”, durata quasi un intero week end. Questo è quanto vissuto in primo luogo dai passeggeri dei voli provenienti e diretti a Genova, Venezia e Reggio Calabria della Compagnia Aerea Volotea rimasti letteralmente bloccati a terra presso tutti e tre gli scali aeroportuali interessati.

 

Con la Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto che, attraverso il proprio personale in servizio, si è impegnata al massimo a fare da tramiteper conto di Volotea, ed agevolare cosi ai passeggeri non partiti e rimasti in città quanto dovuto in termini di assistenza (primo light refresh in aeroporto, cena, hotel, prima colazione, pranzo in aeroporto e relativi eventuali transfer) come previsto dal Regolamento Comunitario 261 del 2004 in riferimento a quanto disciplinato dalla Carta dei Diritti dei Passeggeri. Dal punto di vista operativo tutto ha inizio nella giornata di Sabato 26 luglio allorquando, Volotea decide di dare seguito a tutta una serie di riprotezioni a catena per riuscire a riprogrammare appunto i voli interessati a causa di un iniziale eccessivo ritardo dovuto a condizioni meteo e quindi da consequenziali ragioni operative. Per quanto attiene strettamente all’Aeroporto dello Stretto, come riportato ufficialmente nel giornale di scalo, i voli interessati sono stati il volo V71248 proveniente da Venezia e giunto a Reggio Calabria addirittura il giorno dopo, ovvero domenica 27 luglio alle ore 13.45, con ben 1265 minuti di ritardo e, quindi, sempre secondo la prevista turnazione delle aeromobili impiegate da Volotea sull’aeroporto reggino, sono stati a loro volta interessati da tale ritardo i passeggeri in partenza per Genova, inizialmente prevista per giorno 26 ma poi realmente partiti alle 14.15 del giorno seguente con il volo V71659. Ulteriori disagi si sono anche registrati per i passeggeri del volo V71658 proveniente da Genova con arrivo inizialmente previsto per le ore 20.40 del 26 luglio poi invece arrivato a Reggio Calabria il giorno seguente Domenica 27 alle ore 18.10. e, di conseguenza, per i passeggeri del volo V71249 in partenza per Venezia ripartito solo alle ore 18.35 sempre con 1285 minuti di ritardo sia in arrivo che in partenza. Ed è un racconto pieno di momenti drammatici ed incertezza più assoluta quello raccolto dai primi passeggeri “Siamo rimasti abbandonati e privi di informazioni fino a tarda sera”  – questo il racconto di uno dei passeggeri una volta arrivati a Reggio Calabria e appena scesi dal volo proveniente da Genova –. “Sono state ore parecchio concitate e frenetiche. In Aeroporto a Genova nessuno ci sapeva dare maggiori informazioni. Questo ha generato anche attimi di comprensibile nervosismo tra tutti noi. Siamo rimasti increduli in un primo momento rispetto a quello che ci stava capitando, poi abbiamo contattato a Reggio Calabria il personale in servizio della SOGAS SpA. Solo grazie alle informazioni forniteci telefonicamente appunto dalla Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto, noi passeggeri, siamo riusciti a capire qualcosa di più e ripristinare un po’ la calma”. Fin qui quanto accaduto. La Società di Gestione, quindi, rende noto che per reclami e per ottenere i rimborsi occorre contattare direttamente l’ufficio che ha effettivamente emesso il titolo di viaggio (agenzie, biglietterie, siti web) oppure rivolgersi direttamente a Volotea inviando all’indirizzo info@volotea.com o telefonando al call center 199206305. E dalla stessa Volotea infine arrivano anche le scuse ufficiali. In un messaggio a firma dello stesso Carlo Munoz, fondatore e Amministratore Delegato della Compagnia si legge infatti: “Siamo estremamente spiacenti per gli inconvenienti che le possono essere stati causati dal ritardo del suo volo V7 1658 GOA – REG del 26 luglio 2014 – si legge nel testo di uno di questi messaggi trasmessi ad un passeggero interessato -. Ci teniamo ad informarla che abbiamo fatto il possibile per operare il volo nella data prevista, purtroppo il ritardo accumulato a causa delle condizioni meteo avverse a Venezia non ci hanno consentito di raggiungere il nostro obiettivo. Nonostante oltre il 90% dei nostri clienti raccomandi Volotea ad amici e parenti, sappiamo che questa volta non siamo stati in grado di soddisfare le sue aspettative. Per questo motivo, speriamo di fare cosa gradita offrendole un buono sconto del valore di 50€ per ogni passeggero presente nella prenotazione. Tale buono può essere utilizzato per i suoi prossimi acquisti con Volotea. Ancora una volta, speriamo accetti le nostre più sentite scuse. La ringraziamo per la sua comprensione e ci auguriamo di vederla presto a bordo dei nostri voli”. Come si  dire, in fondo – ci passi l’ironia – meglio tardi che mai… *Responsabile Relazioni Esterne, Comunicazione e Marketing So.G.A.S. S.p.A..

 

 

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare dopo Cittadinanza Mediterranea incassa anche l’adesione del M.A.A.

(132) Martedì 29 luglio ore 11:00 presso la sede di via Argine destro Calopinace n. 3, il Presidente di “Liberi di Ricominciare”, Paolo Ferrara, insieme ai Presidenti di “Cittadinanza Mediterranea” Piero Morabito e del “Movimento Autonomo Alternativo” Pietro Marra, terranno una conferenza stampa dal titolo “Insieme per la città che vogliamo”.

 

Paolo Ferrara: “Dopo mesi di affiancamento alle nostre iniziative territoriali, il Movimento Autonomo Alternativo (M.A.A.) di Pietro Marra aderisce ufficialmente al progetto politico di Liberi di Ricominciare in vista delle prossime elezioni amministrative di novembre. Si cresce con una dialettica sana, si cresce ascoltando la gente”.

 

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Bova Marina (RC): sul Progetto Gheorgheos, complimenti dalla Comunità Ebraica di Napoli. “Riflettori puntati sui nostri tesori dalle radici nobili”

(482) A Bova Marina si respira aria di tempi antichi e tradizioni millenarie. Un passato che si rifà presente. È incantevole, quasi magica, l'atmosfera che si respira al Centro Documentazione del parco Archeologico Archeo Deri, sede del ciclo di incontri promossi dall'Associazione Culturale San Giorgio, reso possibile grazie al prezioso contributo della provincia di Reggio calabria,

 

nella persona del Presidente dott. Giuseppe Raffa e del comune di Bova Marina, peraltro, presente e partecipe agli eventi con il giovane e dinamico sindaco Avv. Vincenzo Crupi, che ha sintetizzato l’iniziativa parlando della volontà dell’Amministrazione, che «intende rilanciare il Comune attraverso la Cultura ed i suoi beni archeologici, su tutte la Sinagoga di San Pasquale, la seconda più importante di Italia, dopo quella di Ostia Antica», azione amministrativa suffragata dall'infaticabile assessore comunale alla cultura dott.ssa Maria Teresa Ollio. Questi i ringraziamenti istituzionali promossi nel suo intervento introduttivo dal Presidente dell'Associazione Culturale San Giorgio, Avv. Giuseppe Mazzetti senza ovviamente dimenticare anche la proficua collaborazione e per la loro presenza la Dott.ssa Donatella Marra, Presidente dell’Associazione Il Diritto umano di Reggio Calabria, nonché i relatori dell'incontro il Dott. Roque Pugliese, intervenuto nella qualità di Rappresentante Per la Calabria della Comunità Ebraica di Napoli e del Dott. Agazio Fraietta, Documentarista della Camera dei deputati e Blogger Calabria Giudaica, grande conoscitore ed esperto di Storia Ebraica. A loro il compito di offrire ai presenti un approfondimento sul Panorama Storico Culturale della Calabria Ebraica. Ed è un racconto attento e vibrante quello offerto da Agazio Fraietta, che ha parlato di «un progetto molto interessante, quello di Gheorgheos, che offre un ampio spettro di quella che è la cultura e la storia ebraica a Bova Marina e in Calabria; è sempre un emozione pensare a questa Sinagoga, come un luogo “inaspettato”, ritrovare, qui, una storia fantastica di 1.500 anni fa. Un segno dal Santo».  Nel suo intervento, Fraietta, ha spaziato attraverso parecchi secoli di storia e tradizione, che trova i suoi punti fermi nei numerosi e ricchi reperti presenti in Calabria, testimoni di un passato antico ed importantissimo che vedeva la presenza ebraica diffusa in tutti i principali centri e comunità calabresi. Centrale l’intervento di Roque Pugliese, Rappresentante Per la Calabria della Comunità Ebraica di Napoli, che ha definito il Progetto “Gheorgheos” come «un’iniziativa splendida; finalmente in Calabria abbiamo i riflettori puntati sui nostri tesori, tesori di radici nobili. Progetti come questi sono encomiabili e sono essenziali per far nascere in Calabria un germoglio culturale di caratura internazionale. Una delle meraviglie del mosaico della Sinagoga di Bova – prosegue Pugliese – determina che il Tempo è solo una variabile in cui noi ci muoviamo, adesso sta a noi saper cogliere questo messaggio che c’è stato tramandato ». Roque Pugliese ha poi, durante i lavori, esplicitato il rapporto intrinseco tra la  sinagoga e il suo mosaico: simbolismo che desta grande meraviglia. Gli oggetti rappresentati sono identici a quelli che oggi un ebreo moderno ha in casa. A tal proposito, il Rappresentante della comunità ebraica di Napoli, ha passato in rassegna gli strumenti e i simboli attuali della tradizione ebraica, intercalando la lettura dei salmi della Torah.  Dallo Shofar, il corno di giustizia, strumento musicale il cui suono scandisce in principali momenti del calendario dei riti ebraici. Ed ancora, ecco la Melagrana. Presente nella torah, frutto conosciuto e coltivato nel mediterraneo, fin dai tempi egizi, speciale per le sue forme, per la ricchezza dei suoi frutti, simbolo della fertilità (viene ricamato anche nei tipici abiti nuziali femminili) è dotato di una corona vegetale che rappresenta la santità; rappresenta l'uomo onesto e la prosperità. Poi un altro frutto, peraltro a noi calabresi particolarmente caro: il Cedro, di cui il Libano é ricchissimo, viene usato per la festa delle capanne. Albero maestoso, a tal punto che il senso estetico di Dio che viene rappresentato da questo frutto Per concludere, forse il simbolo più conosciuto nel mondo per indicare la tradizione ebraica la Menhora, candelabro a sette bracci, rappresentazione del rogo in fiamme con cui Dio si manifestò a Mose destinato a rimanere per sempre accese e ardenti all'interno del Tempio. Rappresenta nella tradizione ebraica tre entità fisiche: il luogo, il tempo e la terra. É dunque la rappresentazione terrena di Dio, agli uomini. Ha concluso l’incontro, l’Avv. Giuseppe Mazzetti che ha sottolineato come «conoscere, ricordare, valorizzare e promuovere culturalmente, è questo il senso dei nostri incontri. Partendo da un interrogativo, una delle nostre provocazioni: perché qualche secolo fa si riusciva ad avere e vivere la presenza ebraica come motore trainante anche del nostro territorio ed invece oggi abbiamo così paura dell'Altro? Ci sono opportunità nascoste e territori inesplorati, che possono creare anche valore aggiunto anche di tipo economico ad una iniziativa meramente culturale insite ad esempio nelle potenzialità legate alla ipotesi, ad esempio, di dare vita a produzioni agricole, conserviere e alimentari di tipo casher» Il progetto Gheorgheos proseguirà sabato prossima, 2 agosto, sempre al Centro di Documentazione Archeo Deri di Bova Marina con gli interventi di Giuseppe Caridi, Franco Tuscano e Pietro Stilo.

 

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Reggio di Calabria: Nuova Solidarietà, grandi emozioni alla XXIV^ edizione del “Premio Solidarietà”

(481) In uno sfondo unico e irripetibile è andata in scena la 24^ edizione del Premio Solidarietà Nello Vincelli. Diamante culturale dell'Associazione Nuova Solidarietà. Il Premio è inserito all'interno di un ricco programma di attività e manifestazioni che animano costantemente da oltre vent'anni il territorio dell' ormai ex Ottava Circoscrizione.

 

Il Premio è patrocinato dalla Provincia di Reggio Calabria, dalla Regione Calabria, dai Comuni di Reggio Calabria, di Campo Calabro, di Vibo Valentia, di Cosenza, di Calanna, e dalla Fondazione Bonino-Pulejo, è istituito dal 1991, come riconoscimento ad una personalità calabrese che si sia distinta in Italia e nel Mondo non solo per qualità professionali, ma soprattutto per quelle morali e per gesti concreti di solidarietà, venerdì scorso è stato consegnato ai coniugi Domenico e Rita Barresi, con la seguente motivazione: "Membri dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XIII, per aver dato vita, nel 1993, alla prima Casa Famiglia della Comunità in Calabria, accogliendo e facendo condividere la loro vita familiare, a persone che hanno conosciuto l'abbandono della famiglia, la solitudine del carcere, la violenza della strada, la disabilità, la gravidanza non desiderata o lo sbarco di un gommone. Testimonianza significativa di una solidarietà viva e ardente di due coniugi, sposati da 21 anni, la cui famiglia oggi è composta da 13 persone: papà e mamma, 7 figli, 2 adulti e 2 minori in difficoltà". Un momento toccante e di profondità spirituale che ha dato il vero senso all'esperienza di vita e di solidarietà di cui i coniugi Barresi sono encomiabili testimoni. La serata condotta dalla presentatrice, Janet De Nardis, ha avuto un altro momento commovente, subito dopo l'intervento iniziale del Presidente di Nuova Solidarietà Fortunato Scopelliti, e dopo il saluto del Presidente del Comitato del Premio Don Antonino Pangallo, ovvero quando è stato letto il messaggio della targa omaggio del Presidente della Repubblica e Dopo un momento di satira a cura degli attori dell'Accademia del Dialetto Calabrese "Il Grifo", il Premio è stato concluso dal concerto del Complesso Bandistico "Euterpe" di Catona, diretto dal Mo Giuseppe Maira. Anche in questa occasione non sono mancati i momenti emozionanti, infatti tra il pubblico, ad assistere al concerto c'era il grande compositore belga Roland Kernen, pseudonimo di Andrè Waignein. *Ufficio Stampa Nuova Solidarietà.

 

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Reggio di Calabria: la seconda azione di “ReActionCity” trasforma i tetti del Lido comunale in terrazze collettive

(480) Con ReActionCity la “terrazza” del Lido comunale ha cambiato musica davvero. E' tornata al suo valore di spazio pubblico collettivo. Ciò e' stato possibile con la seconda azione che aveva l'obiettivo di far riscoprire il significato di percorrere i tetti delle cabine del Lido Comunale, riattivandoli come terrazze condivise.

Con una mostra fotografica collettiva su sguardi differenti sul Lido Comunale curata da Pensando Meridiano, come spazio collettivo vissuto da sempre nella sua socialità popolare e ricettiva, sono state proposte le nuove visioni progettuali di Carmela D'Agostino per capire che su quelle terrazze si possano svolgere mille attività pubbliche di socializzazione e di valorizzazione del paesaggio, con l'affaccio sull'arenile e sullo Stretto. Ma domenica nello storico stabilimento balneare reggino, gli urban makers hanno fatto da “Cicerone” e chi è arrivato all'iniziativa si è fatto guidare nella passeggiata e nella presentazione delle sue ragioni. Un contributo di intrattenimento è stato proposto con la musica al tramonto del maestro Carmelo Coglitore, così come una delle visioni prevedeva: esibirsi ed osservare. La traccia di un'azione cosi reagente, su una questione anche attuale di conflitto per le vicende della riqualificazione del Lido Comunale, è stata lasciata da una visione che ne ha ribaltato i modi anche di discutere. Da qui le orme colorate lasciate dalla finale camminata a piedi nudi pitturati effettuata dagli "urban makers” su proposta dell'associazione Pe.Te.R di Serena Palermiti. «Questa seconda azione di ReActionCity è riuscita come quella precedente di Borgo Cecilia a Gallico Marina, sia in termini di idee, passione e concretezza degli “urban makers”, sia come partecipazione della gente» ha sostenuto la professoressa Consuelo Nava. «L’obiettivo era quello di far scoprire ai cittadini un luogo poco vissuto e da molti non conosciuto a quanto pare eppure così vicino ad altri molto frequentati, in questi tempi così discusso nel dibattito del “Sì” e del “No” alla demolizione di alcune sue parti. Come dire, se ne parla, mentre molta gente non sa di cosa si parla, oltre le preoccupazioni private di chi ne difende un uso o un progetto. Nella parte più esposta e panoramica del lungomare, abbiamo dimostrato come la terrazza possa essere utilizzato a scopo pubblico e collettivo, anche in modo semplice con semplici e minime installazioni» ha proseguito. «È un po' arretrata l'unica discussione sul progetto di demolizione o conservazione delle cabine non facenti parte del progetto Nervi e considerate da non conservare perché postume. Il tema non è più quello del “bene culturale storico”, che va comunque riconosciuto, ma quello della “utilità sociale di uno spazio pubblico”. Il Lido non è vissuto solo come stazione balneare o litorale balneare cittadino, ma come parco pubblico a tutti gli effetti come dimostra la gente che lo vive in spiaggia e nelle strutture, ancora di più adesso che il mare antistante non è balneabile – ancora le sue parole – il nostro intento, quando se ne ricorda il suo antico uso, non è nostalgico, ma quello di mostrare come sempre che uno spazio può essere ricettivo e collettivo, in questo caso grazie al tetto di tutte le cabine sottostanti. Anche così si reagisce alla discussione, il problema non e' essere del partito del “Sì” o del “No” alla demolizione, ma del “Qui”. Ci sono due valori da conservare, questi sono il “paesaggio” e la “utilità sociale per la sua comunità". Insomma, la terrazza deve continuare ad esistere ed il Lido Comunale ha bisogno di tornare ad essere riqualificato, ricettivo e fruibile anche con spazi e mare pulito». Ed alla fine, la professoressa Nava ha concluso così: «Oggi la gente ha potuto rimisurare i passi su questa terrazza, è inutile intraprendere questioni di conflitti urbani, quando le persone sono ancora estranee ai luoghi, non li possono frequentare o non li conoscono. La costruzione sociale della città prevede che si debba difendere ciò che si riconosce tutti come valore. Oggi abbiamo dato un contributo a questo. Per questo ReActionCity continua nei prossimi giorni, in altri spazi urbani».

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Reggio di Calabria: Anassilaos, martedì 29 incontro su “Racconta il cibo, racconta la vita”

(479) Promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos si terrà martedì 29 luglio alle ore 21,00 presso il Chiostro di San Giorgio al Corso l’incontro sul tema “Racconta il cibo, racconta la vita”.

 

Interverrà la Prof.ssa Elvira Leuzzi Calveri. Nel corso della conversazione la  studiosa tratterà dei significati simbolici del cibo, quelli religiosi, letterari e artistici attraverso i quali si manifesta l'identità culturale, sociale, economica di un popolo.

 

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Pallacanestro, DNC: Vis, confermato capitan Grasso ed acquistato Zampogna

(228) Prosegue la campagna di rafforzamento della Vis targata 2014/15. Dopo l’acquisto dell’ala/guardia inglese James William Warwick, il sodalizio bianco/amaranto ufficializza un altro “colpo” di mercato.

 

Stefano Zampogna, classe 1981, sarà il nuovo play del quintetto reggino. A lui coach D’Arrigo affiderà la regia della squadra che, giorno dopo giorno, sta prendendo sempre più forma. Zampogna è un giocatore di grandissima esperienza, il cui curriculum si commenta da solo: ha militato in A1 con Fortitudo Bologna, Viola e Pallacanestro Messina, in B1 con Patti e Ragusa e in B2, fra le altre, con Pozzuoli, Atri, Foggia e Martina Franca. Quello del talentuoso play nativo di Palmi è un gradito ritorno in canotta Vis, già indossata nella stagione 2012/2013. Una stagione chiusasi in modo tutt’altro che positivo, con l’infortunio in gara 2 del play off contro Catanzaro che, di fatto, tarpò le ali ai reggini e diede il via libera ai catanzaresi verso la semifinale.  Con l’accoppiata Warwick-Zampogna i tifosi bianco/amaranto possono legittimamente sognare di arrivare in alto. Contestualmente all’ingaggio di Zampogna il dg Di Bernardo ha perfezionato anche l’accordo con Seby Grasso, confermatissimo come capitano per la prossima stagione. L’ala acese, ormai reggino d’adozione anche per via dei suoi trascorsi alla Viola, sarà per il terzo anno consecutivo il punto di riferimento della squadra in campo e fuori. Grasso è ormai parte integrante della grande famiglia Vis, e sarà impegnato nel doppio ruolo di giocatore e istruttore di motoria e minibasket. Il mercato della Vis è tutt’altro che concluso. Alcune trattative sono in via di definizione. In settimana verranno ufficializzati altri acquisti che andranno ad arricchire un roster sempre più competitivo. *Ufficio Stampa Vis.

 

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Reggio di Calabria: grande successo per l’VIII^ edizione del “ReggioACanestroDay”

(229) Divertimento, festa e tanta pallacanestro per celebrare l'annata agonistica appena trascorsa e non solo. E' andata in archivio l'ottava edizione del "Reggioacanestroday", manifestazione cestistica giunta alla sua ottava edizione.

 

Il Centro Viola di Modena si è infiammato grazie alle giocate dei protagonisti che, da ogni parte della Calabria e non solo (si sono registrate presenze dall'Australia, dall’Inghilterra e dal Canada) hanno disputato la versione "inedita" della manifestazione con un riuscito tre contro tre "Half-Court". Grazie alla grande ospitalità della Viola Basket, presenti all'evento con il Presidente Branca ed il DS Condello, la manifestazione, organizzata dalla redazione del quotidiano specializzato in materie cestistiche di Calabria, sul web dal 2001 (www.reggioacanestro.com) ha espresso i propri verdetti: la vittoria è stata tutta per un quartetto esperto e convincente. Vecchie conoscenze della Viola come Rugolo e Grasso, capitani dei nero-arancio nelle passate stagioni, uniti a due glorie delle "minors" come Cugliandro e Lazzara. La vittoria è stata ottenuta a cospetto di un quartetto di giovani super promettenti trascinati dalle giocate di Antonio Smorto e Ion Lupusor, stelle emergenti del basket italiano. Tanti i conferimenti al termine della kermesse: grande festa per l'Aleandre, compagine reggina che ha trionfato nel campionato nazionale del Csi. Il titolo di Mvp è andato proprio verso uno dei protagonisti di questo successo: l'inarrestabile Giovanni Rugolo. L'obiettivo di aggregazione, sport e divertimento è stato raggiunto in pieno.

 

 

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Reggio di Calabria: “ReActionCity” riattiva borgo Cecilia a Gallico Marina. Pprogetti, spazi ed umanità

(476) Il “reagente” sabato pomeriggio passato al borgo Cecilia, che segna la prima azione sul campo di “ReActionCity”, potrebbe essere simboleggiato da una rete. Una rete non solo perché il borgo che dista pochi metri dallo Stretto è profondamente marinaro,

 

ma anche perché questo oggetto simboleggia l’unione per un obiettivo comune, nel caso di “ReActionCity” quella fra “urban makers”, “social makers” e cittadinanza. Insieme per una nuova concezione del rapporto fra comunità e spazi e per una nuova visione di una Reggio che sia finalmente inclusiva, coesa, sostenibile, innovativa, creativa e produttiva. Rete, perché è stato fatto il primo “goal”, cioè centrato l’obiettivo di esporre alla popolazione del borgo di Gallico Marina le visioni elaborate dagli “urban makers” Antonio Laganà e Gabriella Seminara, su come lo stesso potrebbe essere proiettato nel futuro, comunque mantenendo il suo storico rapporto con il mare e la sua vocazione marinara, oltre che ripopolato; di rinvigorire questa identità e questa inclinazione oggi, figurandolo con elementi evocanti il mare e la pesca come, appunto, le reti appese nel borgo che sono diventate base per le illustrazioni di fotografie e visioni; di rianimarlo coinvolgendo la comunità locale in un cortometraggio ideato da una regia collettiva degli “urban makers” coordinata da Fabio Mollo, con Danilo Emo ed Edoardo Lio che hanno girato le scene mentre si svolgevano le attività di visita alla mostra e al borgo. A Borgo Cecilia due signore sono diventate protagoniste di un video attraverso una “sfida” a chi mostrava più vecchi oggetti identitari del luogo, portandoli in strada, coinvolgendo direttamente altre persone che hanno reagito e con gli straordinari Pagliacci Clandestini che hanno fatto divertire grandi e piccini. Un’azione che nell’agenda urbana di una città che diverrà differente divenendo metropolitana pone l’attenzione sulla riconnotazione di tutti i borghi di costa che ancora possono mantenere uno sviluppo sostenibile ed una ricettività balneare di grande pregio per la bellezza e l’unicità del litorale tirrenico cittadino. «Un’azione riuscitissima nel corso della quale abbiamo dimostrato grande capacità di unire spazi d’umanità con spazi di città. L’intenzione era quella di partire dalla riattivazione del borgo attraverso la partecipazione dei suoi abitanti, proiettandoli nel loro abitare futuro e di prossimità. Il borgo non è completamente disabitato. Ha sì delle case ruderi, che abbiamo mostrato come recuperare, ma anche altre che sono state riqualificate ed abitate» ha affermato la professoressa Consuelo Nava. «Ripartire da questo borgo significa ripartire dalla geografia a nord della città metropolitana, una geografia di costa che potrebbe ritrovare un affaccio continuo ed un recupero con il suo fronte abitato e le sue attività commerciali, ma anche per quelle produttive legate al mare e alla pesca. Borgo Cecilia ha una storia importante, le barche sono ormeggiate fra le case e ritrovare le nostre reti tra i vicoli per la gente è stato come ritrovare l’identità di qualche tempo fa. La gente, ha osservato prima da lontano i giovani “urban makers”, poi avvicinandosi ha offerto collaborazione e ospitalità. Vicoli e slarghi sono diventate nuove camere urbane condivise» ha proseguito. «Alla fine è andato in scena un bellissimo esempio di reazione. Abbiamo fatto in contemporanea più azioni esponendo i progetti di Antonio e Gabriella, messo parole importanti nel borgo come “tradizione” ed “identità”, insieme ai Pagliacci clandestini abbiamo portato il sorriso sui visi dei bambini, dei loro genitori e dei loro nonni che hanno dimostrato voglia di partecipare uscendo dalle loro case» ha aggiunto. «Grazie a Fabio, grazie ai giovani che stanno mettendo l’anima, grazie alla gente di Borgo Cecilia. È stata un avvio di azioni emozionante, ma “ReActionCity”, che tornerà a borgo Cecilia a condividere tutta l’esperienza al suo termine, non si ferma. Oggi dalle ore 18 agiamo in centro, le terrazze del Lido comunale ci aspettano per mostrare come i cittadini abbiano “sguardi particolari” per questo parco urbano collettivo, così come è davvero oltre il suo mare…e la sua memoria. La città può reagire, io ci credo» ha concluso la Nava.

 

 

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“La Lucina” di Antonio Moresco vince il Premio Tropea 2014

(478) Proclamazione finale. È Antonio Moresco, con La lucina, a conquistare l’ottava edizione del “Tropea”. Il suo libro, edito nella collana “Le libellule” per i tipi di Mondadori, è stato preferito ad altri due ottimi romanzi, totalmente diversi per genere, cioè Almanacco del giorno prima (Einaudi 2013) di Chiara Valerio, e Marguerite (Neri Pozza 2014) di Sandra Petrignani.

 

Hanno votato 143 membri della Giuria Popolare, pari al 31,7% degli aventi diritto al voto (in totale 450). Moresco vince con 69 voti, pari al 48%, imponendosi su Chiara Valerio, 46 voti e 32% di preferenze, e Sandra Petrignani 28 voti totali pari al 20%. Anche quest’anno sono i sindaci calabresi a fare la differenza: su 409 primi cittadini aventi diritto hanno votato in 113 (28%). Questo il risultato della loro scelta: Moresco 63 voti e 56%, Valerio 33 voti e 29%, Petrignani 17 voti e 15%. Differente, invece, il voto dei membri di varia estrazione popolare, che hanno preferito la Valerio (13 voti e 43%) alla Petrignani (11 voti e 37%) ed a Morescco (6 voti e 20%). Ma a fare la storia sono i grandi numeri, e fra tre libri capaci di offrire al lettore altrettante differenti ed a loro modo interessanti dimensioni, è Moresco a raccogliere il favore del pubblico di lettori del “Tropea”. Ed è forse stato questo il plus che il Comitato tecnico-scientifico magistralmente guidato dal presidente Gian Arturo Ferrari è riuscito ad offrire all’ottava edizione del Premio nazionale letterario città di Tropea, cioè consegnare una terna variegata e di gran valore ai membri della Giuria popolare. Il libro. “Sono venuto qui per sparire, in questo borgo abbandonato e deserto di cui sono l’unico abitante”. È questo l’incipit con cui si apre La lucina, di Antonio Moresco. Una storia dalla trama originale, che sovverte la normale concezione del tempo e dello spazio, fino a capovolgere la percezione che si ha della realtà. Quello che l’autore mantovano ha definito “un libricino”, presentandolo al proprio editore, è invece un romanzo che conquista il Premio Tropea ed entrerà di diritto tra i più bei libri italiani di questo periodo. In un vecchio borgo abbandonato, tra i boschi e lontano da tutto, un uomo sceglie di vivere in solitudine. La sua quotidianità è però turbata da un mistero: una lucina che, distante, si accende ogni sera alla stessa ora. La curiosità lo spinge a dare una risposta al suo interrogativo. Parte alla ricerca e dapprima si imbatte in un personaggio, anch’egli alla ricerca di qualcosa, che è convinto di essere di fronte a fenomeni alieni. Ma questa risposta non soddisfa l’uomo, che si spinge fino a trovare il punto esatto da cui proviene la lucina. Trova una casa, in mezzo al bosco, con dentro un bambino che vive in solitudine, come lui, ma che  sembra provenire da un tempo ormai passato. La risposta apre quindi la strada ad altre domande: chi è il bimbo? da dove viene?  Ha inizio un rapporto tra i due che giungerà ad un epilogo per niente scontato. La cronaca della prima serata. È partita sotto i migliori auspici l’ottava edizione del Premio letterario nazionale Tropea, con le parole spese dal Ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, che ha esaltato l’importanza dell’evento. In apertura, i conduttori Pasqualino Pandullo e Livia Blasi hanno salutato il sindaco di Tropea Pino Rodolico, che ha ringraziato a nome della cittadinanza tutti i presenti, in particolare il ministro Lanzetta «che testimonia l’attenzione del Governo centrale per la Calabria», per essere presenti ad un premio «che dà lustro alla città di Tropea con la sua importanza, in un momento in cui la cultura è in crisi, con un grave danno per tutto quello che ruota attorno all’indotto. Per fortuna – ha proseguito il sindaco Rodolico – l’Europa intende la cultura come un momento di sviluppo per il territorio, sviluppo sociale e antidoto contro l’illegalità. Quindi voglio fare un invito a leggere, perché leggere fa bene a capire gli altri e a riscoprire la nostra identità». È stata poi il commissario Maria Luzza, che ha avuto il compito di guidare la città di Tropea nel 2008, a portare i saluti del prefetto di Vibo Valentia. Sul palco sono poi saliti gli autori dei libri in gara, veri protagonisti della serata. Antonio Moresco, parlando della cittadina tirrenica dove si svolge il premio, ha confessato a Pandullo di essere felice di trovarsi di nuovo a Tropea. «Mi trovo sempre bene al sud – ha infatti esordito -, mi trovo a casa mia e in particolare a Tropea, un posto dove sono stato bene». L’autore mantovano ha poi delineato la trama del suo libro, letto dall’attore Alberto Micelotta. Un libro che, come Moresco stesso ha raccontato, «è stato scritto in soli 20 giorni». Dopo di lui, Sandra Petrignani, ha spiegato come sia arrivata a scegliere di scrivere il suo libro, incentrato sulla figura della scrittrice Marguerite Duras: «Ci sono varie biografie che ho letto, e mi sono stupita che i vari biografi si siano fatti condizionare da quello che lei stessa ha voluto che loro scrivessero, ma ce n’è stato uno che ha smontato questa costruzione. Per quello che riguarda la verità storica, mi sono attenuta a quest’ultimo esempio, anche se ho ripreso molte citazioni dei primi». A leggere alcune pagine del suo romanzo è stata l’attrice, Ilenia Surace. Chiara Valerio, rispondendo a Pandullo, che ha illustrato il suo curriculum di matematica, ha spiegato che «la migliore facoltà di grammatica in Italia è quella di matematica» ma ha anche aggiunto: «non sono tanto forte sulle categorie e non ho mai fatto molta differenza». Un brano del suo libro è stato letto dall’attore Saverio Vallone. Dopo un intermezzo del De Sossi Quartett, ospiti della serata con Pippo Lico, è salito sul palco del Premio Tropea Carmine Abate, uno dei vincitori delle passate edizioni. Lo scrittore calabrese ha presentato il suo ultimo romanzo Il bacio del pane, in cui emerge prepotentemente la necessità di riqualificare l’educazione attraverso cui valorizzare il senso della legalità. È stata poi la volta dell’antropologo Luigi Maria Lombardi Satriani, del sacerdote Pasquale Russo, dello scrittore Piefranco Bruni e della scrittrice Giusy Staropoli Calafati, oltre a Vito Teti, vincitore della scorsa edizione del Tropea. Con loro si è parlato degli scrittori Saverio Strati, Corrado Alvaro e Giuseppe Berto. Per Satriani «bisognerebbe costituire un comitato che proponga la pubblicazione integrale delle pagine di Strati», di cui «a volte non si conosce il valore estetico», per poi «attuare una serie di iniziative nelle scuole perché sia conosciuto». La Calafati ha spiegato il suo impegno nel veicolare e diffondere l’opera di Strati attraverso il web. Teti si è invece soffermato sull’opera letteraria di un altro importante scrittore per la Calabria, Corrado Alvaro, esaltando anche il lavoro della Rai per aver trovato un filmato inedito sullo scrittore. Don Russo ha ricordato infine la vicinanza, non solo fisica, con il premio Berto, organizzata ad anni alterni per tanti anni tra Ricadi e Mogliano Veneto. Su Berto e il suo rapporto con la Calabria, Bruni ha detto che «queste manifestazioni ci danno lo stimolo per analizzare alcuni aspetti non solo letterari, ma anche umani. Berto, come Alvaro, recupera il senso del simbolico e, con Il male oscuro, legge la Calabria in termini critici». A chiudere la serata sono stati gli interventi di Gabriella La Rovere, Franco Cimino e Salvatore Belvedere. La Rovere, autrice di un’opera di imminente pubblicazione, ha parlato delle problematiche legate alle difficoltà in cui si trovano famiglie con bambini autistici. Belvedere ha parlato delle «competenze, che è ciò che anche l’Europa ci chiede; ecco perché la scuola oggi deve puntare più che mai sulle le conoscenze e le abilità». Dopo di lui, Cimino ha parlato dell’Utopia della politica, il suo nuovo libro, in cui si parla di un «recupero della politica vera, con la  “P” maiuscola, che è l’unica capace di superare le cose che realizza nel momento stesso in cui le realizza, occupandosi dell’uomo». Al termine della serata, il ministro Lanzetta ha raccontato della sua esperienza di membro della Giuria popolare, quando ricopriva la carica di primo cittadino di Monasterace: «Era un momento difficilissimo, dovendo scegliere un libro, perché a me piacevano tutti e tre. Era quindi un momento di confronto e di condivisione». Parlando del suo rapporto con la lettura, ha proseguito: «Da piccoli impariamo il piacere di leggere, un piacere che ci accompagna per tutta la vita. Ognuno di noi ha due armadi, uno in cui chiudiamo le cose che respingiamo, ma che dobbiamo raccontare, uno bellissimo in cui racchiudiamo tutte le cose del sud che vorremmo, di un sud che fa parte della nostra cultura. Il Premio Tropea è una delle cose che metterei nell’armadio delle cose belle». La Lanzetta ha ricevuto dall’Accademia degli affaticati, associazione organizzatrice del “Premio Tropea” un ricordo, consegnatole dalla dottoressa Caterina Ostone. La cronaca della seconda serata. La serata è stata aperta dall’assessore alla Cultura del Comune di Tropea Maria Stella Vinci, la quale ha auspicato che «la cultura venga collocata al centro delle economie di sviluppo». Come di consueto, i primi ospiti a salire sul palco assieme a Pasqualino Pandullo e Livia Blasi, sono stati i tre autori in lizza Moresco, Petrignani e Valerio. Parlando dell’elemento naturale e animale, presente nel suo libro, Moresco ha spiegato come «la natura sia un elemento che precedono l’incontro tra l’uno e il bambino, manifestazione che in qualche modo accompagna e rende dicibile ciò che è difficile da dire in altre maniere. Quando uno guarda da vicino una zona in cui non ci sono uomini, tutto acquista un significato diverso da quello che gli diamo noi». La Petrignani ha invece concentrato il suo intervento sul moralismo «ridicolo» che ha permeato le vite dei personaggi storici che fanno da sfondo alla protagonista del suo libro: «Marguerite è riconosciuta invece una donna libera, indipendente, non solo nei suoi rapporti personali, ma anche dal punto di vista culturale. Lei non è mai venuta meno a quelle che erano le sue idee sui temi culturali per un mero riconoscimento personale». Terza, ma solo per ordine alfabetico, è intervenuta la Valerio, che ha parlato di Alessio, il personaggio protagonista del suo libro: «lui resta affascinato dalle tabelle assicurative, perché vede in esse il lavoro di chi ha dato un valore a singole funzioni: quanto vale la perdita di un dito, di un testicolo, insomma il valore delle cose». Ad animare la serata, oltre agli intermezzi musicali dei Madera Balza, sono stati gli attori Alberto Michelotta, Monica Demuru e Saverio Vallone, che hanno letto altri brani tratti dai libri in finale. Dopo un momento in compagnia della cantastorie Francesca Prestia, è stata la volta del giornalista Piero Sansonetti, direttore de’ «il Garantista», che ha calcato il palco del “Tropea” assieme allo scrittore Santo Giofré, al direttore di ZoomSud Aldo Varano, ai due vincitori delle scorse edizioni Vito Teti e Mimmo Gangemi. Sansonetti ha raccolto molti applausi quando ha spiegato il ruolo del suo nuovo giornale «che vuole dar voce alle opinioni che partono da Roma in giù, perché è impossibile che un paese come l’Italia fino ad oggi abbia avuto solo giornali che partono da Roma in su». Varano ha trattato invece le tematiche relative alla ‘ndrangheta: «siamo in una situazione in cui – ha affermato – i casalesi sono stati distrutti, i corleonesi azzerati, in Calabria, invece, c’è qualcosa che non va, perché i miei giovani colleghi di oggi, scrivono ancora di coloro i quali scrivevo io anni fa, dei Di Stefano, dei Mancuso, dei Piromalli. Concludo dicendo che mi è sembrato preoccupante che si sia steso un velo attorno a una discussione tra papa Francesco ed Eugenio Scalfari, la quale ha dato invece una chiave di lettura vera sulla criminalità organizzata». Sulle stesse tematiche si è soffermato Gangemi, il quale ha sottolineato come «si è creato un clima di linciaggio su questa terra, tanto che spesso un discorso realistico fatto da un calabrese sembra solo una difesa sulla propria regione». Giofré, riportando il discorso sulla tematica delle processioni religiose e del legame con le famiglie mafiose, ha testimoniato la sua esperienza quando, membro di una amministrazione calabrese, ebbe problemi anche con la gente comune a causa della scelta coraggiosa di modificare il percorso della processione. Il vescovo Renzo, ha definito il discorso «serio e complesso» e ha ricordato che la chiesa ha «un ruolo formativo che la magistratura ha dimenticato». Però, ha ricordato, «non può essere il prete ad andare a portare le statue, certo che noi dobbiamo dare l’esempio, ma se c’è un delinquente, ed è condannato, deve essere la forza dell’ordine a impedirgli di portare la statua, non deve essere il sacerdote». In merito alla scomunica del papa agli uomini di ‘ndrangheta, Renzo ha raccontato di aver «ringraziato personalmente il papa a Sibari per aver dato ai preti uno strumento, con la scomunica, e lui mi ha detto: “vediamo ora cosa mi verranno a dire”, e io gli ho risposto di non preoccuparsi, perché sarebbero venuti prima a dirlo a noi». Successivamente è stata la volta degli scrittori Nicola Fiorita e Giap Parini il i quali hanno evidenziato come sia importante che la chiesa si apra alla formazione contro le mafie, perché laddove non arrivano i giornalisti e gli scrittori, la chiesa ha la capacità di parlare a tutti. In chiusura sono intervenuti l’ex calciatore Massimo Mauro, Beppe Fonte , che in veste di cantautore ha concesso al pubblico un momento musicale, Gilberto Floriani, direttore del Sistema bibliotecario vibonese, che è capofila del progetto cofinanziato dalla Regione Calabria grazie al quale viene realizzato il “Tropea Festival Leggere & Scrivere”, all’interno del quale, da due anni, trova collocazione il “Premio Tropea”. E dopo gli interventi dei tanti ospiti, che con i loro contributi hanno arricchito la manifestazione, è giunto il momento della proclamazione. A fornire i voti raccolti dal consorzio Asmenet Calabria è stato l’amministratore delegato Gennaro Tarallo. Dopo alcuni attimi di attesa, Pandullo e la Blasi hanno proclamato Moresco vincitore dell’ottava edizione del Premio Tropea. *Ufficio Stampa Premio Tropea. (Nelle foto: la copertina del libro vincitore e – foto Libertino -, da sinistra: Valerio, Petrignani, Moresco e Pandullo).

 

 

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Reggio di Calabria: dall’1 al 10 agosto al Parco Ecolandia torna il FACE

(475) Dopo 4 anni di silenzio il FACE, Festival dell’Arte, della Creatività e dell’Ecocultura, torna dall'1 al 10 agosto nel luogo che lo ha visto nascere, il Parco Ecolandia.

 

Nato in una notte di follia ascoltando una canzone, il FACE ha tentato, nel corso di tre edizioni (dal 2007 al 2009) e con la partecipazione di oltre 150 artisti, di scuotere le coscienze, troppo spesso assopite, sull'urgenza dell'agire e sul coinvolgimento di tutti per attivare una spirale di cambiamento e partecipazione attiva attraverso l'arte e la creatività come forme di rinnovamento culturale e sociale. Perché “per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti”. Tanto è cambiato da quegli anni. Ecolandia, il parco tematico costruito attorno al fortino di Arghillà, da spazio abbandonato e dimenticato, vive oggi una nuova stagione di crescita. Un consorzio di imprese (Ecolandia Scarl), con ostinazione e coraggio, sta cercando di restituire dignità al parco comprendendo l'urgenza di una sua fruibilità al pubblico. In questo contesto il Face si pone come partner creativo del parco, una manifestazione importante per le tematiche sottese alla sua ideazione, ma anche per ciò che un parco ecologico delle dimensioni di Ecolandia potrebbe rappresentare per la città di Reggio Calabria. Questa quarta edizione del festival, promosso dall'Associazione Ca.t.ona con la direzione artistica di Paolo Genoese e Paolo Albanese, guarda al passato, con la partecipazione e la collaborazione di numerosi “amici” del Face, ma anche al futuro, coinvolgendo attivamente il territorio nella convinzione dell'importanza difare rete delle realtà artistiche e culturali. Dall'1 al 10 Agosto Ecolandia ospiterà numerose forme di espressione artistica. Durante tutto il corso dell'evento sarà possibile partecipare a diversi workshop: dalla costruzione di strumenti musicali al riciclo creativo per bambini e adulti, dal ritratto fotografico alla serigrafia, dalla produzione di calchi in gesso alla danza, dall'arte circense alla musica popolare, e tanto altro. Le serate di punta dell'evento si svolgeranno il 1° Agosto, il 6 e il 10 con installazioni artistiche, mostre fotografiche, performance, rappresentazioni teatrali e concerti. Sul versante musicale, saliranno sul palcoscenico del Face Festival numerosi artisti. Il 1° Agosto la serata sarà dedicata alla musica popolare con Valentina Balistreri & Francesco Scopelliti, U Triulu, Skunchiuruti Band. Il 6 Agosto Fulvio Cama & Fabulanova, Banda Euterpe, Ice Scream Band, Fabrizio Canale. Il 10 Agosto Kento & Mad Simon From Kalafro. In tutte le serate i concerti saranno seguiti da Dj Set e Jam Session. Se il grado zero della comunicazione è il rumore, il silenzio su Ecolandia è stato assordante per troppi anni, anche per questo il FACE Festival ha camminato in silenzio per 4 anni per diventare oggi un urlo, non più, e non solo, di denuncia, ma di proposta concreta di rinnovamento. Per info su programma, artisti partecipanti e workshop visitare il sito www.facefestival.org.

 

 

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Progetto Georgheos, domenica 27 appuntamento con la provocazione “Una nuova campagna di scavi sui resti della sinagoga di Bova Marina, perche no?”

(474) Prosegue il progetto “Gheorgheos” con il ciclo di convegni finalizzati alla riqualificazione culturale del parco archeologico di S. Pasquale in Bova Marina. Ad ospitare gli eventi è la meravigliosa cornice del Centro Documentazione “Archeo Deri”, dove, come da programma, sul tema “Vitulìa, Italìa, Italjha” si sono susseguiti gli interventi dei relatori Natale Zappalà, Saverio Verduci e Felice Delfino, coadiuvati da Salvatore Bellantone, scrittore ed editore della “Disoblio edizioni”.

 

A fare gli onori di casa per il Comune di Bova Marina sono stati il Sindaco, Avv. Vincenzo Crupi, che ha salutato il numeroso pubblico intervenuto ponendo in evidenza l’alto spessore culturale del Progetto Gheorgheos, voluto fortemente dalla Associazione Culturale San Giorgio e sostenuto dalla Amministrazione Provinciale, e l’Assessore alla Cultura, Prof.ssa Marialuisa Ollio, anch’ella soddisfatta per la bella manifestazione con la  quale si offrirà l’opportunità di mettere in evidenza le peculiarità artistiche e culturali del territorio bovese in particolare e della Provincia reggina in generale. L’Avv. Giuseppe Mazzetti, presidente della Associazione culturale San Giorgio, rifacendosi al significato dell’Hava Nagila, l’inno alla gioia del popolo ebraico, ha evidenziato altresì come uno degli obiettivi del progetto è proprio quello di valorizzare quelle risorse umane del nostro territorio che, quanto a preparazione e competenza tecnica, non hanno nulla da inviare  ai più noti studiosi di fama internazionale.“Questo è l’esempio della Calabria che vorremmo vedere”- prosegue Mazzetti – indicando i giovani relatori ed i componenti della amministrazione comunale di Bova Marina, “giovani studiosi e giovani amministratori pubblici che offrono le loro competenze al servizio della collettività”. “Questa è la strada che percorrere se vogliamo definitivamente uscire dal pantano culturale ed istituzionale nel quale ci troviamo, se vogliamo davvero vivere la nostra storia da protagonisti. Dobbiamo tutti rimboccarci le maniche e cominciare a lavorare  insieme per il bene e l’interesse della collettività, senza egoismi, sopraffazioni o secondi fini”. L’editore Salvatore Bellantone, nell’introdurre i relatori, ha quindi parlato delle attuali prospettive di crescita del territorio nel campo culturale sempre all’insegna dei due imperativi categorici del ricordare e del conoscere, quali obiettivi cui mirare per diffondere una nuova coscienza e una rinnovata sensibilità sulle peculiarità che caratterizzano la nostra storia e la nostra realtà, appunto accettando anche le “provocazioni culturali” quali appunto quelle proposte dal Progetto GHEORGHEOS. La serata si è dunque articolata con i pregevoli interventi dei relatori nella gremita sala convegni del Centro Documentazione di Bova Marina . Natale Zappalà che ha offerto ai presenti una prolusione incentrata sul tema della centralità perduta dal punto di vista geografico, culturale e socio – politico di Reggio Calabria e della sua provincia dal punto di vista storiografico. Quindi Saverio Verduci che ha ripercorso le specificità del patrimonio linguistico della Bovesia, evidenziando in particolare il pregio ed il valore dei reperti e dei siti archeologici disseminati sul territorio di Reggio Calabria e zone limitrofe in riferimento alla cultura dell’era romana. Suggestiva a tal proposito la descrizione dei particolari mosaici policromatici riferibili a tale epoca rinvenuti ad esempio presso la villa di Casignana oltre che nell’area archeologica del Parco Archeo Deri di San Pasquale in Bova Marina, nonché i resti delle necropoli e delle anfore Keay52 rinvenute presso i territori di Lazzaro e Pellaro, tracce evidenti di un fervore culturale e socio economico di particolare rilievo riferibili al periodo romano quale chiara testimonianza di un momento storico in cui Reggio Calabria e la sua provincia hanno vissuto un notevole splendore, segni di una storia da conoscere ed amare, per riscoprire chi eravamo, per comprendere chi siamo oggi. A Felice Delfino  il compito di segnare un excursus sulla presenza ebraica in Calabria e segnatamente nel territorio della Bovesia. Presenza, secondo quanto illustrato, già nota e viva fino al tardo post medioevo. Una storia – quella illustrata dal Delfino – forse meno conosciuta ma molto importante, che affonda le proprie radici sin dal quarto secolo D.C. nella nostra terra allora definita appunto “Italjha”  letteralmente “isola della rugiada divina” ovvero terra simbolo di benedizione che viene dall’alto. Una definizione riferita alla nostra terra e intesa come tale dal popolo ebraico presente a queste latitudini geografici sin dai tempi della diaspora che vide nel 70 D.C. dopo la seconda e definitiva distruzione del Tempio di Gerusalemme ad opera dell’Imperatore romano Tito, figlio di Vespasiano l’esistenza di notevoli flussi migratori di famiglie di origini ebraiche di cui si hanno tracce che hanno inevitabilmente interessato anche il nostro territorio. Per giungere a Roma, infatti, bisogna percorrere obbligatoriamente le stesse tappe dell’Apostolo Paolo, itinerario che interessò una moltitudine di Giudei schiavizzati giunti anch’essi a Reggio Calabria e che vide la Comunità Ebraica romana riscattare la libertà per i propri fratelli schiavi in Calabria. Ed è proprio ripercorrendo la storia della via consiliare che congiunge Capua a Reggio Calabria che è possibile ricostruire le origini e gli esiti di questa storia antica. Reggio Calabria in quel periodo è già una città cosmopolita, sede di un importante porto commerciale, quindi al centro di rilevanti interessi economici dunque luogo ideale per il popolo ebraico da sempre dedito a tali pratiche. Reggio Calabria in quel periodo presenta peraltro dal punto di vista sociale e culturale tutte le caratteristiche di un ambiente sincretico e tollerante dal punto di vista religioso. Ed è proprio a  tale contesto storico – geografico che si riferiscono tre principali reperti che testimoniano questa particolare identità del nostro territorio. Il primo reperto consiste nelle “tavoletta epigrafica” datata quarto secolo D.C. che reca l’inscrizione “ioudaion” appunto ad intendersi quale luogo “dei giudei”. Altro reperto importante consiste in una lucerna funebre nella quale è impresso il simbolo della MENORAH EBRAICA ritrovata a Lazzaro, l’antica Leucopetra, all’interno di quella che fu una necropoli  di chiaro richiamo alla tradizione ebraico – giudaica e probabilmente riferita a genti cristianizzate. Ed infine, appunto, il mosaico policromo, costituito da sedici tasselli a motivo di doppia treccia, raffigurante il tradizionale “Nodo di Salomone” e la “Rosetta”, rinvenuto presso i resti di quella Sinagoga di pianta rettangolare atipica, sicuramente configurabile quantomeno quale aula di preghiera di chiaro riferimento al culto ebraico praticato sin dai tempi antichi a Reggio Calabria e provincia presso tale località di San Pasquale in Bova Marina. Una storia infine interrotta da due editti di proscrizione. Il primo nel 1511 con ordinanza di Re Ferdinando ed il secondo nel 1541 con altro editto di Carlo V  che decretarono la espulsione del popolo ebraico dall’Italia Meridionale e quindi dalla memoria storica dei nostri territori. Una storia “scomparsa” sebbene ancora viva e presente, spesse volte anche in modo inconsapevole, in usi e tradizioni molto diffuse in Calabria come ad esempio le usanze funebri diffuse in località Serra Stretta (Cs) oppure laddove il venerdì Santo si usa ancora accendere le candele chiaro particolare rituale di riferimento ebraico.  Come diceva Melanie Klein: “noi siamo il nostro passato, da reinterpretare al presente, per proiettarlo al futuro”. Ed è dello stesso tenore il senso della provocazione del Presidente Mazzetti partendo dalla sostanziale incertezza circa la datazione esatta dei reperti rinvenuti in località San Pasquale da cui nasce spontaneo l’interrogativo forse più suggestivo di tutto il progetto GHEORGHEOS: ma perché le amministrazioni locali interessate non iniziano a chiedere alla Sovrintendenza di dare vita ad una nuova campagna di scavi a San Pasquale in Bova Marina? Una istanza cui ha subito prontamente risposto positivamente il Sindaco Crupi, presente all’incontro, indicando quale possibile soluzione l’utilizzo del finanziamento di seicento mila euro già destinato al Comune di Bova Marina e finalizzato alla promozione del Parco Archeologico Archeo Deri di località San Pasquale, un sito – come ricordato dallo stesso Sindaco Crupi – che è il frutto dell’attenzione e della lungimiranza politica dell’onorevole Saverio Zavettieri a cui va il merito negli anni in cui è stato Assessore Regionale alla Cultura di aver inteso valorizzare questo importante patrimonio garantendo un importante sostegno economico da parte della Regione. Quanto al Progetto GHEORGHEOS – sempre il Sindaco Crupi – ha rimarcato come questa sia la Calabria migliore, la vera Calabria, quella a cui Noi come Amministrazione abbiamo intenzione di sostenere nel tentare di dare anche il nostro piccolo contributo e sostegno per premiare iniziative come queste. Il progetto Gheorgheos prosegue domenica 27 luglio alle ore 19,00, sempre presso il centro Documentazione “Archeo Deri”, con  gli interventi di Roque Piugliese e d Agazio Fraietta, appartenenti alla comunità ebraica, sul tema “Panoramica storico culturale della Calabria Ebraica”. Un appuntamento da non perdere e che sicuramente troverà vasto eco di consensi, quanto a partecipazione di pubblico.

 

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Reggio di Calabria: Anassilaos, lunedì 28 Messa in suffragio dei caduti della Grande Guerra

(472) Il 28 luglio del 1914, con la dichiarazione di guerra dell’Austria-Ungheria alla Serbia, che faceva seguito all’ultimatum che il grande impero aveva inviato al paese balcanico a seguito dell’assassinio, un mese prima (28 giugno)  a Sarajevo, dell’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono della duplice monarchia, aveva inizio la Prima Guerra Mondiale,

 

quella che, nel 1915, Papa Benedetto XV avrebbe, a ragione, definito “questa orrenda carneficina, che disonora l’Europa”. Nei giorni successivi al 28 luglio, in un crescendo di reciproche dichiarazioni di guerra, i più grandi e forti paesi europei (Germania, Francia, Russia, Gran Bretagna, Austro-Ungheria) – con l’eccezione dell’Italia e dell’Impero Ottomano, che sarebbero entrati  in guerra qualche anno dopo – si trovarono coinvolti in un conflitto che sarebbe durato fino all’autunno del 1918, provocando distruzioni e soprattutto milioni di morti. La crisi di luglio (dal 28 giugno al 28 luglio 1914) si consumò dunque senza che venisse esperito alcun serio tentativo di mediazione (a parte l’esortazione “Dum Europa” di Papa  Pio X del 2 agosto 1914, che sarebbe morto il 21 dello stesso mese) nella convinzione, rivelatasi infondata, che si sarebbe trattato di una guerra breve come quelle, del resto, che fino ad allora, si erano combattute sul continente (Tornerete nelle vostre case prima che siano cadute le foglie dagli alberi » aveva detto il Kaiser nell’agosto 1914 alle truppe in partenza per il fronte). In tale circostanza la Sezione Giovanile dell’Associazione Culturale Anassilaos,  con l’Adesione della Parrocchia di San Giorgio e il Patrocinio e la partecipazione  delle Associazioni Combattentistiche  e d’Arma della Provincia di Reggio Calabria, ha promosso la celebrazione di una Santa Messa in suffragio di tutti i caduti e i combattenti che hanno partecipato all’immane conflitto che  si terrà lunedì 28 luglio  p.v. alle ore 19,30 presso il Tempio di San Giorgio alla Vittoria, a cento anni esatti dall’inizio del conflitto. Al termine della Sacra Funzione, celebrata da Don Antonio Santoro, presso la Cappella dello stesso Tempio che ricorda i Caduti, i giovani dell’Associazione hanno pensato fosse doveroso far deporre un cuscino d’alloro alla memoria dei caduti e dei combattenti. Subito dopo essi consegneranno ai Presidenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma  della Provincia che non mancano, con un impegno e un sacrificio non sempre pienamente riconosciuto e apprezzato, di mantenere ed alimentare nelle più giovani generazioni  la memoria del passato, una medaglia-diploma, quale segno di gratitudine e apprezzamento per il loro  positivo operare.

 

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Calcio, Eccellenza: l’ecuadoregno Daniel Moreno è un giocatore del Bocale

(227) L’A.S.D. Bocale calcio 1983 è lieta di annunciare l’ingaggio a titolo definitivo dell’attaccante classe ’96 Daniel Moreno proprietario del cartellino.

 

Nonostante la giovane età, il giocatore ecuadoregno ha già militato in Lega Pro e Serie D con la casacca dell’Hintereggio ed ha vestito la maglia della nazionale under 15. La trattativa che ha portato Moreno in maglia biancorossa è stata condotta dal responsabile del settore giovanile Alfredo Anzani (nella foto). Moreno sarà stabilmente aggregato alla prima squadra, ma parteciperà anche ai campionati giovanili. Nella giornata di lunedì, la società potrebbe annunciare un altro colpo di mercato. *Responsabile comunicazione Bocale Calcio.

 

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Reggio di Calabria: “ReActionCity”, sabato 26 e domenica 27 le prime due azioni attive e pubbliche tra Gallico ed il Lido comunale

(473) I giovani urban makers e le associazioni impegnate come social makers, sabato e domenica metteranno in azione alcuni spazi della città, riabitandoli con la cittadinanza attiva delle comunità,

 

con l’obiettivo di animare vere e proprie condivisioni di progettualità e proposta di rigenerazione urbana ed innovazione sociale direttamente sui luoghi prescelti. Sabato 26 alle ore 17, a Gallico Marina, con l’azione “Si sta insieme a Borgo Cecilia” si parte con una camminata pubblica ed animata per una nuova visione dentro il borgo e si arriva alla rotonda sul lungomare, dove verranno esposte esperienze progettuali di proposta sullo stesso borgo. I giovani Gabriella Seminara, Antonio Laganà, Edoardo Lio con l’associazione i Pagliacci Clandestini, coinvolgeranno la cittadinanza in una nuova storia di reazione che verrà raccontata dai protagonisti. Domenica 27, sulle Terrazze del Lido Comunale di Reggio Calabria, con l’azione “Incontriamoci sul tetto e viviamo le terrazze!”, si organizza una Collettiva di Fotografie ed Immagine sul Lido Comunale di Reggio Calabria, coinvolgendo la cittadinanza alla raccolta che si terrà dalle ore 9 alle ore 13, per poi aprire l’evento di esposizione sui luoghi alle ore 18. I giovani Danilo Emo, Carmela D’Agostino, Edoardo Lio, Gianluca Chininea, con le associazioni Pensando Meridiano, Mediterraneo Dance Festival e lo studio La Fotografia, promuoveranno l’iniziativa ed allestiranno l’esposizione. Entrambi le azioni verranno raccontate nei video e nei progetti fotografici, oltre che nel visioning, documentazioni previste da ReActionCity e saranno i riferimenti per la scrittura delle pagine di agenda urbana e di visione di costruzione sociale della città curate nei contenuti e nella comunicazione dal progetto Città (in)differente, dall’associazione Pensando Meridiano e dal Lab di comunicazione sociale Corto Circuito.

 

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Calcio, Eccellenza: altri due rinnovi in casa Bocale, Laurendi e Audino confermati anche per la prossima stagione

(226) Dopo aver presentato il nuovo organigramma, la società torna ad occuparsi del parco giocatori ed in un colpo solo rinnova con Mirko Audino e Totò Laurendi. Altre due conferme importanti nello scacchiere del tecnico Piero Lo Gatto.

 

“Sono contento di esser rimasto a Bocale – dichiara Audino – spero di poter meritare questa riconferma". Interrogato su dove può arrivare questa squadra, il difensore centrale risponde: "Bisogna assolutamente migliorare quanto di buono fatto nella scorsa stagione, il progetto è meraviglioso e abbiamo le carte in regole per poter fare un buon campionato”. Dello stesso avviso è il forte Totò Laurendi ormai al terzo anno con la maglia biancorossa. Il “jolly” reggino autore di sette reti nella scorsa stagione, è più che certo: “Faremo sicuramente meglio del campionato appena concluso, ma bisognerà ripartire dalle gare in trasferta dove la squadra ha giocato un campionato a sé, migliorare il ruolino di marcia esterno è un ottimo punto di partenza”. Non solo conferme: come già annunciato la società biancorossa sta trattando il ritorno di Antonio Sinicropi e sonda il terreno per un portiere ed un attaccante. *Responsabile comunicazione Bocale Calcio.

 

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare e Cittadinanza Mediterranea aggregano le forze “Insieme per la città che vogliamo”

(131) Gli incontri promossi dal Movimento “Cittadinanza Mediterranea” con le Associazioni e i Movimenti cittadini, anche in vista delle prossime scadenze elettorali comunali, sono stati proficui.

 

In particolare, un costante, pacato e serio confronto tra l’associazione “Liberi di Ricominciare” e “Cittadinanza Mediterranea”, ha portato all’attuale decisione di aggregare le forze dei due Movimenti mettendo in campo iniziative basate sull’approfondimento e l’impegno,  al fine di proporre alla città un’alternativa credibile, in grado di contrastare la forza mediatica e la pressione ideologica dei partiti tradizionali e, nel contempo, di dare risposte concrete per la soluzione delle più scottanti tematiche d’interesse pubblico. In più occasioni ”Cittadinanza Mediterranea”, del Presidente Piero Morabito, ha partecipato e supportato l’azione di “Liberi di Ricominciare”, condividendone gli obiettivi e apprezzandone i risultati concreti conseguiti, grazie alle capacità, all’impegno e all’abnegazione, profusa dai suoi aderenti e da tutto lo staff organizzativo, guidato dal presidente Paolo Ferrara. È di tutta evidenza che il nascente sodalizio tra le due Associazioni, si realizza all’interno di una realtà politica e sociale che vede i cittadini Reggini, confusi e pieni d’incertezze: quello che è spacciato come il “nuovo” che avanza, nasconde il più minaccioso “dejà vu”, un miserevole gioco delle parti, dove il termine cambiamento è usato da politicanti che non hanno alcuna intenzione di invertire la rotta del malaffare e del raggiungimento d’interessi di parte o di partito. In tal senso, l’obiettivo scaturito e condiviso durante gli incontri, è quello di creare un “Gruppo di pressione”, che nasca dalla libera volontà dei cittadini, per contribuire a cambiare le regole del gioco e ridare alla città una classe dirigente capace, trasparente e credibile. L’aderenza e la partecipazione a un’iniziativa condivisa, comporta necessariamente la scesa in campo di tutte le parti sane della società civile nelle sue più qualificate espressioni, affinché le stesse si mostrino in grado di risollevare la città dal baratro in cui e caduta e di ricostruire un’etica ed una trasparenza necessarie per godere della stima totale dei cittadini, ma soprattutto, a spazzare via tutto il marciume che ancora risiede (sotto non tanto mentite spoglie) dietro personaggi e finte aggregazioni, manovrate dai “soliti noti” che, scacciati via dalla porta, ritengono di poter rientrare dalla finestra, utilizzando per le loro più basse finalità, ogni mezzo e ogni percorso a volte anche illecito. Le prossime elezioni amministrative, avranno per la città un significato che va ben al di là di una semplice tornata elettorale, perché, con l’avvio delle procedure per la costituzione della Città Metropolitana, gli appetiti dei “marpioni” della politica, sono fin da ora altissimi e la battaglia per “contrastarli” si configura aspra e faticosa. Ma, proprio per questo è indifferibile che, con senso civico, convinzione e coraggio, ognuno se impegni, dando un contributo fattivo per il cambiamento ed evitare che la città scivoli irreversibilmente nel baratro più profondo. Non vi è dubbio che “Liberi di Ricominciare”, operativo sul territorio da oltre un anno, ancor prima che la vecchia politica dimostrasse la sua inefficienza, è stato il Movimento che ha iniziato il percorso del vero rinnovamento e del rispetto assoluto per le legittime richieste dei cittadini, in un confronto diretto con la popolazione che è servito a comprendere le necessità improrogabili del territorio e le esigenze inderogabili degli abitanti. La condivisione totale di “Liberi di Ricominciare” del percorso programmato da “Cittadinanza Mediterranea”, nasce dalla consapevolezza che le idee e le strade convergono in un unico e onorevole obiettivo che, rafforza notevolmente il progetto già iniziato da qualche anno da “Liberi di Ricominciare”, nella comune volontà di costruire un “Gruppo Politico” allargato e aperto a tutte le realtà associative, volte a intendere la politica “missione” incondizionata al servizio del cittadino. La realizzazione comune di un percorso di rinnovamento volto al recupero materiale del territorio e al riscatto soprattutto morale dell’intera società, ci da la speranza di poterci riuscire veramente e ci rende più combattivi e incisivi nell’affrontare le problematiche che hanno impoverito culturalmente ed economicamente la città di Reggio Calabria. Questo primo accordo apre sicuramente un grande varco, nel quale altre Associazioni o Movimenti che condividono gli stessi obiettivi possono confluire, restando aperto il confronto (già in atto con altre Associazioni) con tutte le realtà locali che dovessero decidere di partecipare al “progetto”, unendo le proprie forze per il bene della città. Piero Morabito (Presidente Movimento Cittadinanza Mediterranea) e Paolo Ferrara (Presidente Liberi di Ricominciare).
L’intervento di Paolo Ferrara. “Quotidianamente l’opinione pubblica è assuefatta dall’idea che ci sono solo primarie del centrosinistra e/o che c’è solo un centrodestra in difficoltà. È inevitabile affermare che le drammatiche situazioni di Reggio sono figlie di errori del centrodestra e del centrosinistra, i quali ancora oggi hanno il coraggio di riproporsi per governare la città. Centrodestra e centrosinistra, due fronti che si scontrano su questioni personali e non su questioni politiche, da anni oramai non vi è più un confronto dialettico serio sui problemi e sui programmi, ma solo uno scontro tra situazioni che oramai si sono incancrenite, perché personalizzate. Da ciò noi cittadini abbiamo subito il dramma di quanto sta succedendo nella nostra città, compreso lo scioglimento che, ricordate, è frutto di uno scontro politico, sì uno scontro tribale tra due gruppi che senza scrupoli si contendevano il governo ed il dominio della città e che, invece, ha portato a conseguenze drammatiche per la nostra Reggio, sul piano dell’immagine, della gestione dei servizi, sul corretto sviluppo di una comunità. La nostra spaventosa situazione è figlia di una stagione fatta di scontri senza alcun senso e non invece di confronti sul piano politico. Questa è l’analisi vera degli ultimi anni. Oggi c’è una maggioranza della città che non se ne frega nulla delle beghe tra centrodestra e centrosinistra, delle beghe tra controparti, c’è una città che è interessata solo alla soluzione dei propri problemi. Si cresce con una dialettica sana, si cresce ascoltando la gente. Le incessanti azioni svolte da Liberi di Ricominciare nei territori abbandonati, stando tra la gente e con la gente, ci hanno dato la possibilità di capire l’esigenza ed il bisogno di creare una nuova forza alternativa che ha l’obbligo di proporsi  al governo della città senza il vincolo di difendere blocchi di potere o, peggio, difendere il proprio passato recente. A noi di ciò non interessa nulla, a noi interessa solo la nostra città. La grande intesa tra Liberi di Ricominciare e Cittadinanza Mediterranea, la sintonia tra i loro Presidenti Paolo Ferrara e Piero Morabito, la sinergia tra entrambi i gruppi dirigenti, ci ha portato ad essere qui. Oggi si costituisce oggi il primo gruppo politico aperto e allargato a tutte le realtà associative volte a intendere la politica come missione incondizionata al servizio del cittadino. Liberi di Ricominciare e Cittadinanza Mediterranea avranno l’onere di lavorare duramente per stilare non solo un programma dettato dai territori che mette alla base le vere esigenze della gente, ma soprattutto essere all’altezza della storica situazione che la nostra città sta vivendo. Infatti, le prossime elezioni comunali di Reggio non sono paragonabili alle precedenti elezioni. Nel prossimo autunno, infatti, la città capoluogo con il suo sindaco sarà chiamata a governare i processi istitutivi della futura città metropolitana. Apprezzo molto il gesto della triade commissariale che, nell’incontrare ieri Giuseppe Falcomatà, finalmente apre il dialogo alla città. A questa logica di confronto Liberi di Ricominciare e Cittadinanza Mediterranea hanno già protocollato, in data odierna, la richiesta di un immediato incontro con commissari che hanno l’obbligo di parlare con tutti. Mi ha fatto sorridere la nota stampa del candidato a sindaco del centrosinistra “Giuseppe Falcomatà, incontrerà la terna commissariale per alcune delle questioni più urgenti da dover affrontare e risolvere in città”. Cioè? Quali questioni urgenti? Reggio ne ha fin troppe da risolvere. Questa generalizzazione ricorda il vecchio modo di far politica: dire tanto e non fare nulla, altro che svolta! A noi non interessa in alcun modo generare notizie per la stampa e/o opportunità da passerella. Vista la disponibilità dei commissari abbiamo richiesto l’incontro con in mente la discussione di un solo punto “in scadenza” e che condizionerà il futuro della città: il bilancio di previsione del 2015. “Non è pensabile elaborare programmi per la città di Reggio senza conoscere quali sono i condizionamenti di un bilancio che la terna commissariale deve approvare per il 2015”. Vi è necessità che forze che si stanno adoperando per l’elaborazione di un programma si consultino con i commissari – che sono alle prese con il bilancio di previsione del 2015 – perché, da questa consultazione, ciascuna delle parti può trarre utili indicazioni per l’attività che deve svolgere: i commissari sentendo le parti hanno la possibilità di acquisire elementi utili a privilegiare alcune scelte di bilancio indispensabili a sopperire problematiche della città e, nel contempo, i candidati delle forze politiche che elaborano un programma devono avere consapevolezza di quelli che sono gli orientamenti che saranno riversati in un bilancio che sarà il bilancio del 2015. “Non vogliamo sapere solo quello che fanno, vogliamo dare un contributo nella delicata fase di elaborazione del bilancio per avere prontezza di quali sono i vincoli che i futuri amministratori si ritroveranno con l’applicazione di un bilancio che si sta predisponendo”.

 

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Regione Calabria: MDC deposita ricorso al Tar e diffida al Governo per urgente indizione delle elezioni. Pellegrino (MDC): “Grave furto di democrazia e appropriazione indebita di milioni di euro di pubblico denaro”

(260) Il Movimento difesa del Cittadino (MDC), attraverso il suo legale Gianluigi Pellegrino, ha presentato oggi ricorso al Tar e diffida al Governo per la vergognosa e incostituzionale situazione in cui si trova la Regione Calabria

 

dove, a seguito di condanna penale, il Presidente Scopelliti si è dimesso e il consiglio è stato dichiarato sciolto. Ciononostante non vengono indette le elezioni e continuano a percepirsi indennità e assumersi atti di spesa e di ordinaria amministrazione. L'associazione nazionale ha presentato l'esposto con la collaborazione della sua sede di Cosenza, nella persona del responsabile Giorgio Durante. Il Movimento Difesa del Cittadino, sempre con l'avvocato Pellegrino nel 2012 ha ottenuto dalla giustizia amministrativa l’ordine alla Presidente Polverini di indire le elezioni per la Regione Lazio e nel 2011 ha bloccato l'ampliamento del Consiglio regionale pugliese che indebitamente si cercava di far passare. “La violazione di elementari principi democratici – evidenzia l’avvocato Pellegrino – è persino più grave di quella che denunciammo nel Lazio ottenendo dal Tar e dal Consiglio di Stato la indizione delle elezioni. In Calabria si sta assistendo davvero al peggio. Ed infatti il Consiglio, pure già sciolto, consapevole che il Prefetto avrebbe indetto immediatamente le elezioni, ha approvato una legge con cui ha tolto la competenza al Prefetto e l’ha data al vicepresidente della stessa Giunta regionale che infatti si sta guardando bene dall’indire le elezioni consentendo tra l’altro il vergognoso perpetuarsi delle indennità  a favore di chi non ne ha alcun titolo e letteralmente scippando la democrazia di base ai cittadini Calabresi. L'attuale consiglio regionale per numero di inquisiti ha perfino superato in numero quello della precedente giunta Loiero”. “La Costituzione agli artt. 120 e 126 – conclude Pellegrino – impone al Governo di intervenire e lo abbiamo per questo diffidato. Altrimenti dovrà ancora una volta pensarci il giudice amministrativo davanti alla protervia e all’ignavia delle istituzioni”. *Comunicazione e Ufficio Stampa Movimento Difesa del Cittadino (MDC).

 

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