Francesco Gangemi è un uomo libero! Lo è sempre stato ma oggi la Giustizia gli restituisce il maltolto
(24) Dopo 7 giorni in galera ospite del San Pietro Hotel (dal 5 all’ 11 ottobre scorsi) e 37 ai domiciliari (dal 12 ottobre ad oggi, seppur alleggeriti ultimamente dal beneficio di 3 ore di libera uscita giornaliere), Francesco Gangemi, anche per la Giustizia, torna ad essere ciò ch’è sempre stato: un uomo libero!
Il giorno dell’arresto il sottoscritto, suo figlio, aveva dato la notizia attraverso le pagine di questa piccola testata (http://www.ilreggino.news/index.php?option=com_content&view=article&id=7318:reggio-di-calabria-arrestato-il-pericolosissimo-giornalista-francesco-gangemi-era-inserito-nellelenco-dei-5-giornalisti-piu-pericolosi-ditalia-stilato-da-tutti-i-ministeri-del-paese&catid=31:francesco-gangemi-larresto&Itemid=26) da poco più di 4 anni in vita esclusivamente per passione no profit. Grande, enorme, è stata la reazione scatenata da quell’articolo e, più in generale, da quella vicenda che i più definirono aberrante e di cui vi abbiamo dato conto pubblicando il pubblicabile. Ordunque, intorno alle 14 di oggi, personale della Questura di Reggio di Calabria (colleghi di quegli uomini che la mattina del 5 ottobre, imbarazzatissimi, gli hanno dovuto notificare il provvedimento di arresto), dopo aver avvisato telefonicamente preannunciandone la notizia, ha notificato all’ex detenuto Gangemi la decisione del la Procura Generale della Repubblica di Catania di tornare sui suoi passi sospendendo l'esecuzione della pena. Eh già, perché s’è vero com’è vero che era stata la Procura Generale della Repubblica di Catania, a firma del Sostituto Procuratore Generale d.ssa Elvira Tafuri, a disporre l’arresto del pericolosissimo giornalista reggino, oggi, è stata la stessa Procura a disporne la scarcerazione. Come? “Eh già”, canterebbe Vasco Rossi. Volete sapere il perché, in primis, la Procura del capoluogo alle falde dell’Etna (chissà che le eruzioni di questi giorni non abbiano responsabilità sul rinsavimento) ha, di fatto, sconfessato se stessa? Ebbene (leggiamo dal provvedimento emesso il 3 ottobre scorso ed eseguito il successivo 5, nella foto 1 in basso) “…Come si evince dal certificato di stato esecutivo, acquisito dalla Procura della Repubblica di Cosenza in fata 25-07-2013, il condannato Gangemi – in relazione alla sospensione ex Legge n. 165/98 concessa in data 05-11-2012 dall’Ufficio requirente anzidetto sulla pena di cui alla sentenza sub 7) del provvedimento – ha omesso di presentare l’istanza per la concessione delle misure alternative alla detenzione nei termini prescritti. La sospensione deve quindi essere revocata e, per l’effetto, va disposta la carcerazione del condannato suddetto”. Leggiamo, allora, il sub 7) riportato sullo stesso provvedimento (nella foto 2 in basso): 7) Sentenza del 11.05.2012 TRIBUNALE COSENZA, definitiva in data 28-09-2012. Reati: ART. 595 C.P., commesso in data 01-05-2009. Pena principale: MESI 4 RECLUSIONE. E quindi? E quindi la sentenza di cui al sub 7) si è scoperto (accipicchia!) che NON RISULTA FOSSE AFFATTO DEFINITIVA MA, come sin dal primo istante sostenuto dall’avv. Giuseppe Lupis, prestigioso legale del Gangemi, SU DI ESSA PENDE(VA) RICORSO PRESENTATO DAL GANGEMI E LA CUI DISCUSSIONE SAREBBE STATA PORTATA IN CAMERA DI CONSIGLIO PER L’ESAME DELLA SUA RICHIESTA DINNANZI AL TRIBUNALE DI CATANZARO IN DATA 14 NOVEMBRE 2013. Ne vogliamo di più? In sostanza, la Procura Generale della Repubblica di Catania sconfessa… se stessa! Beh, meglio tardi che mai. Bastava chiedere un semplicissimo certificato (sigh!). Come dice quel motto? “Solo gli stupidi non cambiano idea”. Ed è così che, oggi, 18 novembre dell’anno del Signore 2013 chi gliel’aveva tolta ridà la libertà al pericolosissimo giornalista reggino Francesco Gangemi. Mio padre!





















di Sergio Notaro*. Il “nostro” Corrado Alvaro diceva che “la disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile”. Personalmente questo dubbio non l’ho mai avuto. Non solo: ritengo che il mondo dell’informazione, di cui mi onoro di fare parte, debba concentrare tutte le proprie forze su quella onestà tanto cara all’Alvaro, sulla legalità e, soprattutto, sull’etica. Tutti principi, a quanto pare, disattesi da “Il Quotidiano della Calabria” che pur professandoli con paginoni d’inchiostro, li smentisce con comportamenti incoerenti e ingiustificabili.
Né vincitori né vinti, in sostanza. L’Italia sceglie di… non scegliere e, come direbbe Dante (Divina Commedia, Purgatorio, Canto VI), "Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!" Eh già, non di altro ma di “bordello” si tratta. Un popolo che non è un Popolo ma un gregge, quello italiano. Milioni di persone che non riescono ad esprimere una maggioranza e consegnano nelle mani dei soliti noti le loro sorti.
Buonasera Direttore, Le chiedo scusa per l'orario ma ho finito adesso di leggere l'articolo da Lei scritto sulla conferenza stampa del signor Dionigi e devo dire che finalmente leggo un giornalista che non fa lo zerbino e dice quello che pensa. Anch'io, oggi, leggendo l'articolo sulla quella conferenza stampa, ho capito subito che si riferiva a Lei. Lei, Direttore, oltre ad essere grande nei suoi articoli e bravo a dire quello che pensa (e sappiamo tutti che chi lavora con e per la Reggina non potrà mai lavorare in modo autonomo dovendo fare quello che ordina colui che Lei definisce presidente-direttore-allenatore), è aiutato dalle dichiarazioni di ex. 
…ero, cosa notoria, tra i più entusiasti del Suo arrivo alla Reggina. Sin da quando cominciò a circolare il suo nome sui giornali specializzati, la vena di romanticismo mai sopita che i “vecchi” (come me) tifosi amaranto – e non già quelli di primo pelo – portano in sé ricordando i fasti di un tempo anche non molto lontano quando, non necessariamente in serie A, non vedevano l’ora che fosse domenica per andare a vedere la propria Reggina, ha avuto un moto d’orgoglio rinvigorendosi. “Ero”, appunto! Adesso, caro Dionigi, non lo sono più (e già da un po’).
Rieccoci! Dopo un lungo periodo di stop, domani riprende la sua corsa il campionato di serie Bwin con la disputa della sua ventitreesima giornata (seconda del girone di ritorno). Chiuso il 2012 in maniera non certamente entusiasmante (due sconfitte in casa nelle ultime tre – 0-1 contro il Cittadella e 0-3 contro l'Empoli -, due vittorie e due sconfitte nelle ultime quattro), la Reggina del presidente-direttore-allenatore si è proposta all’apertura del calcio mercato di riparazione con un piglio diverso (rispetto agli ultimi anni) ma con sempre un unico e solo obiettivo: NO spesa, SI guadagno! Ed, infatti, ecco gli arrivi (anzi i ritorni così tanto cari al de cuius) di David Di Michele e Giuseppe Colucci e il neofita Angelo Antonizzo.
E’ fatta! Mimmo Praticò vince nettamente la sfida per l’elezione a Presidente regionale del CONI e sarà nuovamente (è al suo quarto mandato) in carica per il prossimo quadriennio 2013/2016. Ieri, alla vigilia delle elezioni odierne, avevamo scritto e pubblicato (




"Il Reggino" ed il suo Direttore augurano un felice Natale e un Felice 2013 alle proprie "firme" che, a vario titolo e in maniera assolutamente gratuita, hanno contribuito, contribuiscono e contribuiranno a impreziosire questa testata nata poco più di tre anni fa solo ed esclusivamente animata dalla passione "no profit" di chi la dirige; agli attuali (quasi) 624000 visitatori unitamente ai 372 utenti registrati che attraverso i loro "clik" gratificano il lavoro e la passione di una Redazione minuscola ma fortemente determinata a proseguire la strada intrapresa; ai propri estimatori (molti) che, unitamente ai detrattori (altrettanti), ovviamente per motivi diversi, gli danno la forza di proseguire; ai vari "politicanti" le cui "gesta" troveranno sempre spazio qui per il sacrosanto diritto/dovere di cronaca ma che, già da quasi un anno, non vedono pubblicati i loro "santini" propagandistici; ai soggetti protagonisti dei 5558 articoli già pubblicati; agli uomini delle Forze dell'ordine tutte ed a quelli della magistratura sani, coraggiosi e "Giusti". L'augurio più grande va, però, a chi ha ispirato il nome della testata stessa ed a cui entrambi sono orgogliosi di appartenere:
Egr. dr. Arena,
Venerdì 7 settembre, alle ore 11, nel Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, verrà presentata la quarta edizione di “Pizza in Piazza”, manifestazione di beneficienza in favore dell’Aisla e inserita nel programma delle Feste Patronali 2012. L’evento si svolgerà a Gallina, in piazza Municipio, lunedì 10 Settembre dalle ore 17. Parteciperanno alla conferenza, il presidente della sezione reggina dell’Aisla, Maurizio Casadidio, il Sindaco di Reggio Calabria Demetrio Arena, 

