Reggio di Calabria: SUL, lettera aperta al Consiglio d’Amministrazione, alle R.S.A., a F.P.-C.G.I.L. F.P.-C.I.S.L., F.P.-U.I.L. ed ai dipendenti di Villa Betania

(94) Nei giorni scorsi circa la metà degli attuali dipendenti dell'Associazione Villa Betania ha chiesto, firmando l'adesione, di poter eleggere le Rappresentanze Sindacali Unitarie ed il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza come previsto dagli artt. 70 e 43 del CCNL ARIS del 5/12/2012 e del punto 5 dell'Accordo Interconfederale fra Confindustria e CGIL, CISL e UIL del 28/6/2011 e dal Testo Unico sulla Rappresentanza del 10.01.2014.

 

Questa richiesta è, dunque, rispettosa delle norme vigenti e rispettate sulla rappresentanza, acquisite sia dalle organizzazioni sindacali che da quelle dei datori di lavoro. Fra l'altro, anche il SUL ha aderito al Testo Unico sulla Rappresentanza, oltre che al CCNL ARIS. È evidente che la volontà dei dipendenti di Villa Betania è quella di autodeterminare la propria delegazione trattante con tutti gli oneri e gli onori che ciò comporta. Peraltro, proprio per le considerazioni che facevamo sopra, non abbiamo alcun dubbio che le altre associazioni sindacali aderiscano a questa pressante richiesta e decidano di indire le elezioni delle RSU, esattamente come da T.U., e da tutte le precedenti stesure di acordi interconfederali sulla rappresentanza, firmato nel 2014 da CGIL, CISL e UIL e da Confindustria. Restiamo in fiduciosa attesa di Vostre determinazioni, certi che non vorrete sottrarVi ad una procedura democratica che, come dimostrato, è già stata accolta ed utilizzata in numerose occasioni e circostanze. Per parte nostra assicuriamo la più ampia collaborazione. Aldo Libri (SUL Reggio Calabria); Nuccia Romeo e Marinella Bova (RSA SUL).

 

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Reggio di Calabria: venerdì 22 al via i lavori del Convegno “Da Reggio Nord alla Città Metropolitana di Reggio Calabria – Obiettivi e scenari metodologici per il Piano strategico”

(92) Venerdì 22 c.m. alle ore 10,00, a Palazzo “Corrado Alvaro”, dopo i saluti istituzionali i sindaci della Vallata del Gallico e di Catona, Stefano Romeo, Giuseppe Cannizzaro, Stefano Repaci, Stefano Calabrò, Roberto Vizzari, Francesco Malara, con il presidente del Parco Nazionale d’Aspromonte Giuseppe Bombino,

 

il presidente del Gal Batir Antonio Alvaro, il presidente della prima commissione consiliare del comune di Reggio Calabria Filippo Bova e le Associazioni di Cittadinanza Attiva Giuseppe Giordano, presenteranno il Piano di riassetto territoriale della Zona Nord di Reggio Calabria nel nuovo quadro metropolitano. Introduce ed illustra il documento il coordinatore tecnico scientifico Maurizia Malaspina. Modera i lavori delle due giornate la giornalista Teresa Munari. Alle ore 15 di venerdì si svolgeranno le relazioni del prof. Giuseppe Bombino, del dr Antonio Alvaro, dell’ing, Pietro Foti, dell’assessore provinciale Santina Dattola, del prof. Antonino Vitetta, del dr Stefano Poeta, del prof. Maurizio Malaspina, del prof. Carmelo Carabetta e saranno divulgati i contributi dello scrittor e Gioacchino Criaco, dell’arch. Pietro Currò, del dr Francesco Minniti, del magistrato Giuseppe Tuccio. Concluderà i lavori della giornata il Presidente della Provincia Giuseppe Raffa. Sabato 23 c.m. alle ore 9,30 i sindaci della provincia si confronteranno per la costruzione del documento di indirizzo del piano strategico. A seguito degli interventi del presidente dell’associazione “Città degli Ulivi” Giovanni Piccolo, del direttore tecnico del Gal Batir Fortunato Cozzupoli, del sindaco di Siderno Pietro Fuda, del presidente dell’associazione dei comuni della locride Giuseppe Strangio, del presidente dell’associazione dei comuni dell’Area dello Stretto Roberto Vizzari, del presidente del Parco Nazionale d’Aspromonte Giuseppe Bombino, del presidente dei comuni dell’Area Grecanica Santo Monorchio e dal direttore generale Gal Area Grecanica si svolgerà un dibattito tra i sindaci e gli stakeholders del territorio, concluderà il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà. Gli organizzatori confidano che il confronto possa concludersi con l’avvio di un nuovo processo partecipato che porti: a – all’istituzione del Coordinamento dei potenziali ambiti territoriali omogenei, un organismo che favorisca il confronto delle esperienze nei diversi territori e diventi il motore dei processi di pianificazione strategica della Città Metropolitana di Reggio Calabria; b – al riconoscimento nell’area calabrese dello Stretto, nell’area Grecanica, nella Locride e nei territori della Città degli Ulivi, con i comuni che aderiscono rispettivamente alle associazioni dei sindaci dell’area dello Stretto, dell’area grecanica, della Locride e della Città degli Ulivi, ambiti territoriali omogenei della città Metropolitana di Reggio Calabria; c – promuovere, negli ambiti territoriali omogenei l’individuazione di territori vocati a costituire unioni di comuni; d – Sostenere in ogni ambito territoriale omogeneo la costituzione di comitati di indirizzo della pianificazione strategica, organismi  territoriali ai quali siano chiamati a partecipare amministrazioni, associazioni e cittadini, organismi che si facciano promotori della definizione del quadro territoriale di riferimento.

 

 

 

 

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Reggio di Calabria: SUL; martedì 19 l’assemblea dei dipendenti comunali

(93) L'assemblea dei dipendenti del Comune di Reggio Calabria, convocata dal SUL e dalle RSU ad esso aderenti si è tenuta martedì 19 aprile presso la sala Versace del Cedir. È stata una assemblea partecipata, nonostante il boicotaggio di alcuni dirigenti di uffici strategici del Comune reggino che non hanno fatto circolare l'informazione, come da prassi consolidata.

L'assemblea ha discusso approfonditamente delle varie questioni contrattuali e vertenziali con l'Amministrazione Comunale ed ha deciso di proporre a tutte le RSU ed a tutte le sigle sindacali una iniziativa forte per portare a soluzione i seguenti problemi: ritiro immediato della procedura legale e della delibera con la quale si è aperta la ferita della PEO che in altri Comuni è stata risolta a seguito del decreto “SalvaRoma”. Per ragioni di legge, di giustizia e di rispetto per i dipendenti non dobbiamo attendere che il Magistrato  emetta la sentenza, perchè questo causerebbe un inutile e colpevole aggravio di spesa sulle casse comunali o un vastissimo contenzioso giudiziario contro il Comune reggino che saremmo pronti a promuovere; apertura del tavolo negoziale e chiusura dei 5 contratti integrativi arretrati entro l'estate. Non esistono remore di alcun tipo giacchè l'approvazione dei contratti integrativi non comporta spesa aggiuntiva per il disastrato bilancio comunale e darebbe qualche piccola  soddisfazione economica di cui hanno diritto i lavoratori del Comune; richiesta degli ulteriori fondi ministeriali e/o regionali necessari per assicurare il buon esito della contrattualizzazione e stabilizzazione per gli LSU/LPU; sbloccare le società in house e assumere direttamente il personale ex LSU/LPU inviato a Multiservizi; fermare la concessione di Alte Professionalità e Posizioni Organizzative in assenza della chiusura dei contratti integrativi aziendali; aprire una specifica seduta di contrattazione su straordinario e condizioni di lavoro. 

Su queste questioni ci auguriamo che si arrivi ad un accordo e ad una iniziativa unitaria, ben disponibili a riflettere su eventuali altre indicazioni che dovessero venire da componenti delle RSU o da altri sindacati. Certo è che non possiamo più stare fermi. I dipendenti comunali perdono somme ingenti sullo stipendio a causa del mancato rinnovo dei contratti. Inoltre la conclusione dei contratti permetterebbe a chi si è pensionato dopo il 2011 di far rivedere in meglio la propria pensione. È l'ora che ciascuno si assuma la responsabilità che ha: amministratori, dirigenti, dipendenti comunali, sindacati, RSU devono cimentarsi con i problemi che hanno di fronte e che non svaniranno solo perchè ignorati. Noi siamo pronti a farlo dialogando con tutti, componenti di altri sindacati, semplici dipendenti e controparti. Aldo Libri, (SUL Reggio Calabria); Antonino Lopresto, Consolato Rieto, Loredana Azzarelli e Gianni Mauro (RSU SUL Comune Reggio Calabria).

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Reggio di Calabria: il Prefetto Sammartino ha ricevuto il Senatore Scilipoti per discutere dei licenziamenti alla “Full Service”

(87) Il Prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, ha ricevuto questa mattina il Senatore Domenico Scilipoti Isgrò per discutere sul delicato tema dei licenziamenti che hanno interessato le Guardie Giurate Particolari della “Full Service”.

 

Al Prefetto il Senatore Scilipoti Isgrò ha dettagliato ogni aspetto relativo ai giovani che si son trovati dalla sera alla mattina una fredda comunicazione di saluto evidenziando come il licenziamento si sarebbe potuto evitare. “Sarebbe bastato, ha affermato Scilipoti, la cassa integrazione, oppure una semplice riduzione degli orari di lavoro. Rinunciando ad una sola ora si sarebbero accumulate ben 85 ore che suddivise avrebbero dato lavoro ai 15 dipendenti che invece sono stati licenziati”. Al Prefetto Sammartino, il parlamentare ha rappresentato tutto il suo rammarico per questa incresciosa situazione evidenziando come le commesse tutto sommato sono rimaste invariate ed ancora come nei mesi successivi al licenziamento l’Azienda abbia avuto nuovi incarichi di lavoro come Ospedale di Melito di Porto Salvo, Cementificio di Santa Trada, Ospedale di Polistena etc…. “Lo Stato, ha detto Scilipoti, soprattutto in questo particolare momento storico ed economico non può abbandonare sul ciglio della strada questi giovani. Con loro e per loro bisogna necessariamente trovare delle degne soluzioni perché ognuno possa trovare la giusta serenità”. Fuori della Prefettura erano presenti le guardie in attesa che il Senatore concludesse l’incontro con il Prefetto. “State sereni, ha esclamato, non voglio illudere nessuno, ma una cosa è certa: sono al vostro fianco e sono pronto a sostenere questa causa”. Inutile descrivere il rammarico delle Guardie Giurate le quali coralmente hanno affermato che il licenziamento si sarebbe potuto evitare considerato che molti svolgevano oltre 30 ore di straordinario al mese con turni che superavano dunque le sette ore giornaliere previste dal contratto. Non capiscono cosa si sia innescato in questo meccanismo che a molti, purtroppo sfugge. Il senatore Scilipoti che già ha presentato una interrogazione parlamentare sul tema e di cui attende i rilievi ispettivi, ha annunciato di portare il caso al Ministro in persona. “Tuttavia, ha detto, sono disponibile ad un incontro con il titolare della Full Service per tentare di aprire un tavolo tecnico a sostegno di questi giovani che hanno trascorso un Natale poco piacevole e un nuovo anno carico di preoccupazioni. “Sono certo, ha aggiunto, che ci saranno spazi per il dialogo al fine di ridare alle famiglie serenità e forza per guardare con ottimismo al futuro”. Sul territorio, ha affermato il parlamentare, esistono altre realtà di vigilanza, e anche con loro sarebbe il caso intraprendere un rapporto di dialogo perché possano sostenere questi giovani. Nel futuro, per eventuali assunzioni, sarebbe corretto che venissero riassorbiti questi giovani che si trovano in mobilità, essendo tra l’altro già formati e ricchi di esperienza.  “Sarebbe anacronistico, ha concluso il Senatore, richiedere permessi per il rilascio di nuovi decreti e porto d’armi considerata la presenza di questi 15 giovani che devono essere ricollocati”.

 

 

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Reggio di Calabria: SoGAS SpA, sabato 23 nuova Assemblea dei Soci

(88) La Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto comunica che l’Assemblea dei Soci tornerà a riunirsi già dal prossimo sabato 23 aprile. Sarà quella la sede per proseguire nell’esame degli atti che gli Enti Istituzionali coinvolti stanno producendo al fine di rispettare gli impegni assunti nei confronti di Sogas S.p.A..

 

Questo l’esito dell’Assemblea degli azionisti Sogas appena conclusasi. Assente il socio Regione Calabria a causa del blocco stradale determinatosi a seguito del sequestro di un lotto della autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria. Presenti, invece, il Socio di Maggioranza nella persona del Presidente della Provincia di Reggio Calabria, dott. Giuseppe Raffa, e il socio Comune di Reggio Calabria per il tramite del Consigliere Comunale, dott. Francesco Gangemi, Consigliere Delegato alle Partecipate. I rappresentanti degli Enti Soci hanno posto la massima attenzione alla delicata situazione attuale che sta vivendo la Società di Gestione anche alla luce della recente iniziativa assunta dalla locale Procura della Repubblica consistente nella istanza di fallimento notificata al gestore.  In modo corale è emersa la preoccupazione dei Soci e dell’Assemblea che si prodigheranno a porre in essere tutti gli atti, ai sensi di legge, per assicurare la continuità aziendale ad una Società che, si ricorda, gestisce servizi pubblici di interesse generale, nonché a tutela dei profili occupazionali ed a salvaguardia della corretta operatività dello scalo aeroportuale negli standard previsti di safety e security aeroportuale.

 

 

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Reggio di Calabria: “In marcia verso il 25 aprile – 71° anniversario della Liberazione”, “camminata partigiana lungo le vie dedicate agli antifascisti ed alla caduta del Fascismo

(89) Programma della "camminata partigiana": ore 17.30: raduno dei partecipanti in piazza De Nava, davanti al Museo Nazionale;

 

ore 18.00: inizio della camminata, guidata dai partigiani reggini Aldo Chiantella, Anna Condò e Fortunato Quattrone, lungo le vie dell'antifascismo: via Giovanni Amendol, via Don Minzoni, via Antonio Gramsci, via Carlo Rosselli, via XXV Luglio 1943 e via Bruno Buozzi. In corrispondenza con le "targhe" recanti i nomi delle vie (tutte collocate tra Piazza De Nava e la via XXV Luglio 1943), sono previste sei soste, durante le quali verrà data lettura di una "scheda", predisposta dal Dipartimento Memoria dell'Associazione reggina dei Partigiani. All'iniziativa ha assicurato la partecipazione Demetrio Spagna, fondatore del MU.STRU.MU., che con il suo sassofono accompagnerà e colorirà "musicalmente" il percorso antifascista. La camminata partigiana si concluderà, attraversando il viale Genovese Zerbi, davanti alla sede del Museo dello Strumento Musicale, con l'incontro con "I nuovi resistenti" del Museo, impegnati per la riapertura della sede, annunziata per il 25 Aprile 2016, alle ore 18.00. Il Presidente ANPI di Reggio Calabria, Sandro Vitale.

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Reggio di Calabria: venerdì 8 la presentazione dello “Sportello Sociale” ad Arghillà

(69) “Il Coordinamento di Quartiere di Arghillà, in collaborazione con l’associazione ARTE, il Laboratorio Urbano Metropolitano, Civitas, Forum del terzo settore e CSV presenta alla stampa venerdì 8 aprile alle ore 18 ad Arghillà l’apertura dello “Sportello Sociale“ per i cittadini del quartiere.

 

All’evento di presentazione, che si terrà ad Arghillà nei locali del Centro Anziani dell’associazione A.R.T.E, parteciperanno il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, il Presidente della Corte d’Appello Luciano Gerardis, nella veste di responsabile del progetto Civitas, il portavoce del Forum del terzo settore di Reggio Calabria Pasquale Neri, il Presidente del Centro Servizi del Volontariato Ignazio Giuseppe Bognoni. Sono stati invitati anche l’assessore ai servizi sociali della vicina Villa S.Giovanni, Maria Grazia Richichi,  associazioni e comitati  impegnati nei quartieri cittadini, con i quali si è da tempo avviata una proficua collaborazione e scambio di esperienze, soprattutto sui temi dell’ambiente e della partecipazione civica cittadina. Lo sportello sociale, che si rivolge soprattutto ad anziani e  non autosufficienti, è finalizzato all'attività di ascolto e informazione per i cittadini di Arghillà in materia di servizi Comunali e Statali, tributi locali,servizi alla persona,sanità,trasporti,assistenza domiciliare e raccolta di segnalazioni disservizi.  L’ottica è quella  di una cittadinanza attiva che si prodiga di avvicinare sempre di più i cittadini all’Amministrazione Comunale e ai suoi servizi, un modo per partecipare attivamente e in modo propositivo  alla vita di quartiere, rendendola più facile soprattutto per i soggetti deboli. Responsabile dello Sportello  sarà Rosa Giulia Melidoni  con la collaborazione di Francesca Viola, di Graziella Quattrocchi e di tutti gli altri volontari che si vorranno aggiungere. Il servizio si terrà nei locali dell'Associazione A.R.T.E. tutti i lunedì dalle ore 9 alle ore 12 e per casi particolari anche su appuntamento”. Coordinamento di Quartiere Arghillà.

 

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Reggio di Calabria: il Comitato Reggio Nord 2020 per il Piano di Riassetto territoriale

(70) A poche settimane dall’insediamento del sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria sono davvero tanti gli adempimenti che bisogna ancora portare a termine: a partire dalla discussione che si impone in Consiglio regionale sia sulla legge di riordino delle funzioni che saranno in capo alla costituenda Conferenza Regione – Città Metropolitana,

 

e sia sulle norme che definiranno gli Ambiti Territoriali Omogenei, previsti dalla legge Delrio. In campo c’è ancora un margine di autonomia per i Comuni destinati ad unirsi per obbligo di legge, ma il tempo utile per avviare, sul territorio, convincenti processi partecipativi sta per scadere. Con l’avvento della “Città Metropolitana” si impone la costruzione del piano strategico che, se realizzato attraverso il coinvolgimento locale, assumerà una dimensione assai più ampia di quella sinora immaginata. Va letto dunque in questa ottica l’auspicato confronto in programma il 22 e 23 aprile, preceduto dai forum territoriali di preparazione che dall’8 aprile, a Gallico, vedranno i territori provinciali coinvolti in un confronto serrato per la definizione di punti di forza, punti di debolezza, vocazioni e prospettive di area vasta. Con il convegno del 22 e 23 aprile, che Reggio Nord 2020 ha ispirato e promosso sulla base dell’esperienza maturata in oltre cinque mesi di attività di progettazione partecipata nella zona nord di Reggio Calabria, si punta a dare l’impulso definitivo affinchè la città metropolitana sia un grande ed ambizioso progetto comune di sviluppo. Molto è ancora da costruire, ma la traccia della discussione potrà essere il documento programmatico “Da Reggio Nord alla Città Metropolitana di Reggio Calabria” che istituzioni, associazioni ed imprenditori hanno redatto per il proprio territorio di riferimento e che potrà essere esteso come modello di buone prassi a chi intende realizzare una esperienza straordinaria di partecipazione e di impegno, intercettando i bisogni e le aspettative di sviluppo annidate nel sociale. Siamo di fronte ad una grande scommessa, e tutti gli amministratori reggini che oggi si interrogano sul futuro lo sanno bene: ma sanno anche che sarà certamente una scommessa vinta solo se avranno saputo trasformare un semplice processo di riorganizzazione amministrativa in una straordinaria operazione di crescita culturale, arricchita di nuova consapevolezza, di rinnovato senso di appartenenza e di identificazione in quei connotati che contraddistinguono la provincia di Reggio Calabria in un luogo dalle potenzialità uniche e irripetibili. Il primo Forum di preparazione, che si terrà venerdì 8 aprile a Gallico, abbraccerà l’area dello Stretto come scenario territoriale di riferimento, chiamando a raccolta portatori di interessi, associazioni, cittadini e amministrazioni locali, coinvolte in un confronto aperto ma operativo, utile a tracciare del territorio reggino un percorso che porti ad un documento condiviso di area vasta per il 22 aprile. Si continuerà poi lunedì 11 aprile nell’area grecanica e a seguire, sabato 16 aprile sarà la volta del Forum del Tirreno Reggino. Infine, domenica 17 aprile, chiuderà la locride, con il forum che si terrà nell’aula consiliare di Siderno. Con l’attività dei forum territoriali si arriverà quindi a ridosso del 22 e 23 aprile, quando con la presentazione del documento programmatico “Reggio Nord 2020” i territori della provincia di Reggio Calabria avvieranno formalmente la fase di costruzione delle linee di indirizzo per il piano strategico metropolitano.

 

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Reggio di Calabria: i bambini e San Giorgio protagonisti alla Villa Comunale dal 18 al 30 aprile

(71) La Villa Comunale di Reggio Calabria farà da splendida cornice al progetto “San Giorgio cavaliere valoroso”, fiaba emozionale narrata attraverso un percorso per bambini che si svilupperà dal 18 al 30 aprile 2016.

 

L’iniziativa è stata presentata questa mattina presso la Pinacoteca cittadina. Promotori della manifestazione il Comitato Corso Sud, l’associazione ludico ricreativa Lelefante con la collaborazione dell’Associazione Militia Fretensis. All’incontro con la stampa hanno preso parte l’assessore comunale alla cultura Patrizia Nardi, i consiglieri comunali Nicola Paris (delegato ai grandi eventi) e Giovanni Latella oltre a Primo Azzarà per il Comitato Corso Sud e Francesca Megale per Lelefante. L’obiettivo del progetto è quello di far conoscere la storia di San Giorgio anche ai più piccoli. Destinatari del progetto che si sviluppa dalle ore 9 alle 11.45 all’interno della Villa, sono infatti alunni e docenti delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di Reggio e provincia, enti locali ed associazioni varie. Le scuole potranno scegliere la data di partecipazione indicandola agli organizzatori. I gruppi-classe, accolti nell’anfiteatro della Villa Comunale di Reggio Calabria, saranno subito immersi nel clima Medievale trovando allestimenti tipici e personaggi in costume che presenteranno la loro epoca e le caratteristiche. Sarà inoltre ricreato un piccolo accampamento con tenda e accessori del tempo con cavalieri in armatura completa. Previsti 3 diversi livelli di attività in relazione all’età dei bambini. Nel corso dell’incontro con i giornalisti, moderato da Massimo Calabrò, Primo Azzarà ha sottolineato che il Comitato Corso Sud ha puntato su questo evento per l’alto contenuto sociale ed educativo. Francesca Megale per Lelefante ha invece ribadito che la particolarità di questa fiaba è che San Giorgio viene visto come cavaliere più che come Santo. Al termine della conferenza stampa l’assessore Nardi ed i consiglieri Paris e Latella hanno ringraziato il Comitato Corso Sud e Lelefante per aver organizzato eventi che valorizzano le aree culturali della città.  

 

 

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Reggio di Calabria: Azione Nazionale “Waterfront strategico per Reggio”

(67) “L'improvvisa scomparsa dell’icona dell’architettura mondiale Zaha Hadid inevitabilmente ripropone, qui a Reggio Calabria, l’importanza del Waterfront, un’opera strategica che, ove realizzata, riuscirebbe non solo ad identificare la città proiettandola nel futuro con i simboli della civiltà millenaria di cui è preziosa testimone agli occhi del mondo (si pensi al Museo del Mare), ma genererebbe, al contempo, rilevanti e positive ricadute economiche sul territorio, anche in chiave turistica, di indotto e di offerta culturale di stampo mediterraneo.

 

Se la capacità di guardare al futuro programmando la spesa di importanti risorse sul territorio è compito di una classe dirigente effettivamente attenta e sensibile ai bisogni ed alla stessa vocazione della realtà in cui essa agisce, il Waterfront non può essere liquidato alla stregua di “obiettivo non prioritario”, se non per assecondare la velleitaria e folle pretesa di fermare il corso di una pagina di storia che già occupa un posto importante nelle menti e nei cuori dei reggini. Ed a nulla vale azionare la leva demagogica del costo di realizzazione della grande opera, dal momento che esso è garantito da risorse, già da tempo disponibili grazie al Decreto Reggio ed ai fondi PISU, che nulla hanno a che vedere con quelle da destinare al soddisfacimento dei servizi pubblici essenziali cui il Comune è tenuto a far fronte. Il pregiudiziale ed insulso tentativo di relegare tra le "illusioni" quest'opera di importanza strategica accentua e pericolosamente esaspera il rischio che il dibattito politico si riduca all'esiziale minimalismo di un lussuoso e salottiero esercizio di populismo che non ci si può più permettere in una città che oggi si ritrova al palo dopo aver dato ampia prova di saper immaginare e realizzare qualcosa di diverso dalle fontanelle di quartiere. Ad una serena ed obiettiva valutazione delle dinamiche cittadine non sfugge che nemmeno la triade commissariale, simbolo del biennio di stasi amministrativa che ha paralizzato Palazzo San Giorgio e tutta la città, si assunse la responsabilità di far mancare continuità all’approvazione del progetto esecutivo del Waterfront assicurata dalla Giunta Arena. Attenersi ai dati ufficiali consente, dunque, di conferire rinnovata energia alla spinta propulsiva che portò la nostra città, fresca di riconoscimento dello status metropolitano, ad essere associata nelle cronache internazionali del 2009 al genio fortemente innovativo di un architetto tra i più ambiti del pianeta. E non è affatto un caso che la voglia di crescere della Reggio di quegli anni fu una vera e propria corsa verso il futuro cui riuscì a dare impareggiabile forma proprio il talento di Zaha Hadid con il suo progetto, la cui realizzazione, lungi dal poter essere mediaticamente veicolata alla stregua di un’illusione o di un’aspirazione priva di aggancio con la realtà, oggi è ancora possibile, anche se soggetta soltanto a scelte politiche che diranno molto dell'ampiezza di respiro e della capacità di visione dell’amministrazione comunale in carica. Se è vero (ed è vero!) che la bellezza salverà il mondo, gli amministratori di Reggio oggi finalmente hanno un'occasione per dimostrarlo passando dalle parole ai fatti, così come certa "fabbrica del pensiero", affrontando la questione Waterfront lasciandosi guidare da uno studio delle carte amministrative e non dai pregiudizi, ha anch'essa l'opportunità di sintonizzarsi sul reale interesse della città che la collocherebbe al di sopra ed al di là dell'angusto margine della sfera individuale, tipicamente provinciale, che solitamente partorisce narcisistici "fuor d'opera"”. Azione Nazionale Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: Azione Nazionale “Dal PD livore mediatico contro azioni popolari”

(66) “La “prova del nove” rispetto alla pertinenza e rilevanza di talune nostre riflessioni, pubblicate nei giorni scorsi sulla petizione popolare e sul tour della commissione antimafia, trova riscontro nella reazione scomposta e strumentale che un inconsistente consigliere comunale del PD ha inteso divulgare a mezzo stampa.

 

Appare palese come l’aggressione mediatica, che figure allocate dietro le quinte per anni hanno diffuso contro il governo cittadino di Centro Destra, prosegua nei confronti di quei gruppi politici che anche fuori dai palazzi intendono sostenere le ragioni di quella Politica al servizio dei cittadini e non dell’aggressione o delle logiche affaristiche. L’annunciata petizione, infatti, è un’azione finalizzata a rivendicare per Reggio un risarcimento per il danno subito a causa di una decisione politica la cui strumentalità è oramai nota e acclarata anche per la disparità di trattamento adottata, in casi gravissimi e di ben altro rilievo giudiziario, per Rende e Roma. Un’azione popolare messa in campo da questo Movimento politico per difendere e rivendicare quei diritti, storicamente, negati alla nostra Città e che, per posizione preconcetta, viene contestata da quei soggetti che hanno festeggiato l’avvento dei  commissari salvo poi utilizzarne i risvolti negativi per giustificare le proprie deficienze amministrative. Azione Nazionale auspicava che i lavori della commissione antimafia, in visita a Reggio mentre a Rende l’ establishment del PD veniva mandato alla sbarra, fossero l’occasione per acquisire dati e circostanze su vicende come l’affidamento del Miramare o l’affaire dell’assessore Quattrone; vicende rispetto alle quali la giunta di Palazzo san Giorgio da mesi si è trincerata, con ritrosia ed arroganza, in un silenzio inquietante ed utilizzate per sciolinare la solita solfa del tipo: siete di Destra e non avete il diritto neppure a parlare. Quindi l’ennesimo silenzio, anche nel comunicato del prodigo firmatario Castorina, nel merito di vicende inquietanti sorvolate con sprezzante sufficienza utilizzando l’arma della mistificazione generalizzata e dell’aggressione incattivita dell’avversario politico. Stralci questi di quella legalità e trasparenza che Falcomatà, con i suoi accoliti più o meno palesi, utilizza in teoria per disattendere nella pratica, un metodo questo che i reggini stanno constatando quotidianamente. Purtroppo bisogna prendere atto che lo stesso principio di agibilità democratica alla politica cittadina viene preso a calci, da chi pensa di padroneggiare occupando una sedia di Palazzo San Giorgio, con ripetuta disinvoltura laddove si limita il dibattito in Consiglio comunale ma, soprattutto, tentando di contestare il diritto ad esprimere legittime riflessioni ed assumere quelle iniziative che la stessa Costituzione italiana prevede e tutela”. Azione Nazionale Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: Azione Nazionale “Buon lavoro (!) alla Commissione Antimafia”

(65) “Non sorprende che sia ignorato il diritto dell'opinione pubblica di conoscere la ragione per la quale il Prefetto di Cosenza, nel 2013, stilò una relazione che indusse il Ministro degli Interni ad archiviare la pratica di scioglimento del comune di Rende per infiltrazioni mafiose,

 

nonostante buona parte dei suoi amministratori, già all'epoca, si trovasse ristretta nelle patrie galere con pesantissime imputazioni. Non resta, dunque, che prendere atto del disinteresse verso l’abbraccio tra la 'ndrangheta ed i pubblici amministratori Rendesi manifestato dalla Commissione Antimafia, che annuncia il suo ritorno in Calabria. Non in quel di Rende, come era lecito attendersi, bensì a Locri ed a Reggio! Questo è il vulnus alla Democrazia prodotto dall’occupazione delle Istituzioni in funzione della tutela degli interessi dei partiti di appartenenza; questa è la cifra della perdita di credibilità che lo Stato subisce nel degrado che ormai attanaglia la politica distante dalla gente comune. L’on. Bindi siede su una poltrona occupata anche grazie ai discutibili voti assicuratile da un certo PD, e tale evidenza, unitamente all'imbarazzo provocato dallo tsunami rendese al segretario regionale dello stesso partito (che è pure componente della Commissione Antimafia), spiega lo strabismo di cui risente l’ineffabile calendarizzazione dei lavori della Commissione Antimafia. Coincidenza vuole che a breve si voterà per le amministrative a Cosenza, ed in Calabria si dice che “Rende non esiste senza Cosenza”. Ma Cosenza è anche la città di un’altra componente piddina dell’Antimafia, coniugata con il deus ex machina della politica regionale cui qualche mese addietro fu imposto l’allontanamento coatto dalla Calabria nell’indagine “Rimborsopoli”. Solo chi ha a cuore le sorti del PD può ignorare lo sconcio rendese per ritornare dopo tanto tempo a far capolino in riva allo Stretto, una “due giorni” appunto, giusto il tempo di prendere atto delle macerie provocate con lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria. Che sulla sconcertante vicenda di Rende il potere preferisca chiudere gli occhi, non è novità, come non è un caso che da più parti gli oltre dieci lustri di Commissione antimafia vengano archiviati nella categoria dell’inutilità. Se davvero, quella annunciata dall’Antimafia a Reggio e Locri, non sarà la gita di una brigata, lo dirà solo l’approfondimento di temi destinati ad assumere rilievo alla luce della petizione popolare che mira al risarcimento cui Reggio Calabria ha diritto proprio a causa del preordinato scioglimento del suo comune in funzione degli interessi di una parte politica, sin qui rimasta inspiegabilmente indenne, a Roma ed a Rende. Certa sinistra, per intenderci! Il cui preoccupante livello di penetrazione da parte della ‘ndrangheta, emerso nell’ambito di più vicende giudiziarie, è confermato dai legami oscuri di alcuni suoi esponenti con elementi di spicco dei clan cittadini e della provincia reggina. Ed allora, all’on. Bindi si augura buon lavoro, confidando che la sua interlocuzione con le Istituzioni reggine sia finalizzata ad accertamenti approfonditi: sull'agibilità democratica del Consiglio regionale, alla luce della costante ed immanente presenza a Palazzo Campanella dell'ex assessore regionale esterno Nino De Gaetano, defenestrato dall'indagine cosiddetta “Rimborsopoli”; sull'ala di protezione assicurata alla delegazione dell’amministrazione comunale reggina, durante la recente trasferta di Bruxelles, dall'europarlamentare PD Nicola Caputo, indagato per voto di scambio insieme a temibili esponenti della camorra, nella cui struttura, al Parlamento europeo, risulta stabilmente inserito quale collaboratore il capogruppo in consiglio comunale del PD di Reggio Calabria Antonino Castorina, nonché sulla presenza, tra i componenti della delegazione recatasi a Bruxelles, del cugino acquisito del sindaco Falcomatà a nome Fabio Badami, sottufficiale della Guardia di Finanza, già arrestato per concussione, successivamente prosciolto per intervenuta prescrizione del reato ed allontanato dal Corpo di appartenenza; sull'agibilità democratica del Comune di Reggio Calabria, alla luce della costante ed immanente presenza a Palazzo San Giorgio di Naccari Carlizzi Demetrio, cognato del Sindaco, imputato insieme alla moglie, sorella dello stesso primo cittadino, per concussione per induzione ed altre gravissime ipotesi di reato davanti al Tribunale di Reggio Calabria, sorpreso nel 2010 a cena durante la sua campagna elettorale, e nella qualità di assessore regionale in carica, presso l’abitazione di un noto esponente mafioso, nonchè sponsor politico dell'assessore comunale Agata Quattrone, resasi di recente protagonista di una sconcertante vicenda amministrativa, sicuramente distante dai precetti della Carta di Avviso Pubblico e, verosimilmente, anche da quelli della legge penale, a fronte delle segnalate illegittime commistioni di interessi tra pubblico e privato per cui si attende ancora un incisivo provvedimento del Sindaco. Anche a Reggio, come nel resto d’Italia, si predica ufficialmente la trasparenza amministrativa finalizzata al trionfo della legalità,  ma l’opinione pubblica è scossa da una gestione della res publica anomala e sospetta, come testimoniano le note vicende della iniziale concessione dell’uso dell’Hotel Miramare in via diretta all'associazione di un amico personale del Sindaco, peraltro compagno di una signora, già candidata in una lista a sostegno dell'elezione dello stesso primo cittadino, e le singolari pratiche amministrative dell'assessorato alla Cultura in cui la parte del leone l'ha fatta un'associazione la cui vice Presidente è stata proprio lo stesso assessore comunale Patrizia Nardi, competente per quell’area. Sarebbe già un buon inizio… Buon lavoro”!

 

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Reggio di Calabria: Azione Nazionale “Reggio commissariata, Roma e Rende no! Petizione per chiedere un risarcimento allo Stato”

(64) "Se con la vicenda “mafia capitale” è caduta la maschera sullo scioglimento del consiglio comunale di Reggio, l'azione giudiziaria con la quale sono stati arrestati alcuni dei massimi esponenti del Pd calabrese mette la parola fine ad una delle pagine più nefaste della nostra città!

 

Fu una decisione politica messa in atto deliberatamente per azzerare una classe dirigente liberamente  eletta dal popolo per governare Reggio e la Calabria; un atto iniquo e discriminatorio di chiaro stampo autoritario  che ha sovvertito le regole fondamentali della democrazia, distrutto una città e criminalizzato l'intera comunità. I casi di Reggio, Roma e Rende hanno un comune denominatore: l'istituto del Commissariamento, uno strumento che è stato sottratto alla sfera del diritto e della valutazione giuridica per essere sottomesso ad una logica politica che istruisce e decide esclusivamente su valutazioni di mera opportunità dei governanti del momento. Mentre per i casi di Reggio e Roma la volontà politica, seppur artatamente, può essere ricondotta alla ragion di Stato, per il caso Rende la scelta politica adottata appare oggi tragicamente grave e non può in alcun modo nascondersi neppure dietro una presunta valutazione di pubblico interesse. Per Roma, infatti, nonostante la pervasiva presenza di illeciti nell’amministrazione capitolina, per ragion di stato si è voluto evitare l’onta infamante ed irreversibile di uno scioglimento che avrebbe tacciato l’intera nazione di mafiosità. Per Reggio l’esatto opposto, la superiore ragione ha mascherato un provvedimento ingiusto e “di carattere preventivo", in un provvedimento necessario, secondo quanto dichiarato dall'allora ministro Cancellieri, utilizzato per mandare un messaggio al mondo intero che rappresentasse un'Italia determinata a sconfiggere la Mafia. Per Rende non è possibile camuffarsi dietro la ragion di Stato, in quanto il provvedimento, deciso dal ministro Alfano nel 2013, per volontà di Renzi, risponde ad una logica esclusivamente di carattere politico intesa a tutelare una classe dirigente del PD che ha governato da sempre un piccolo centro della Calabria. Questo provvedimento rappresenta il degrado delle massime istituzioni parlamentari dello Stato sottomesse alla "ragion di partito", mercificate per difendere quel modello di classe dirigente che, e a distanza di poco tempo, la direzione distrettuale antimafia ha dipinto come un perfetto sodalizio tra le cosche e la politica. Oggi a distanza di tre anni è sconcertante riascoltare le dichiarazioni con le quali, con goliardica esuberanza, i massimi esponenti del PD a livello nazionale e locale hanno enfatizzato un provvedimento che ha salvato una città "bella e pulita fuori e dentro, modello di livello europeo" non certo paragonabile alla città di Reggio. Lo stesso atteggiamento della commissione antimafia, a targa PD, conferma tale strumentalità di valutazione laddove per Reggio si registrò un accanimento senza precedenti, chiedendo con veemenza ed a gran voce un intervento repressivo sino a determinare lo scioglimento dell’amministrazione di centro destra nonostante mancassero elementi di infiltrazione. A prescindere dalle evidenti e dovute considerazioni politiche, quello che oggi si impone con tutta la sua drammaticità riguarda gli effetti devastanti dell’infausto provvedimento che ha segnato Reggio Calabria, determinando, oltre ad un marchio vergognoso, un degrado sociale ed economico che pesa quotidianamente sull’intera Comunità. Il commissariamento, infatti, ha disatteso le promesse risarcitorie del Ministro Cancellieri non essendo stato adottato alcun provvedimento in favore della Città, di contro la gestione commissariale si è rivelata fallimentare, distante dai reali bisogni ed orientata esclusivamente al minimo ordinario senza neppure garantire l’erogazione dei servizi essenziali e determinando la chiusura di numerose attività produttive, pubbliche e private, con la perdita di centinaia di posti di lavoro. La stessa sospensione delle procedure per la costituzione della città metropolitana rappresenta il vulnus di quella perdita di prospettiva che ha reso diffuso un senso di abbandono e di isolamento a tutti i livelli accompagnata dalla mancata acquisizione di nuove risorse strategiche. A seguire, l'innalzamento dell'imposizione fiscale ai massimi livelli, con pesanti ripercussioni sulla gestione delle imprese e sui consumi delle famiglie, unitamente alla sospensione o annullamento di procedimenti amministrativi quali la dismissione del patrimonio edilizio, la definizione del condono edilizio, la lotta all'evasione fiscale, procedimenti che avrebbero generato entrate nelle casse comunali di milioni di euro. In fine, il blocco dei cantieri delle opere strategiche e del decreto Reggio, con il definanziamento di ingenti risorse finanziarie comunitarie, statali e regionali. Chi dovrà risarcire Reggio Calabria per gli effetti devastanti di questa decisione politica, discriminatoria e strumentale? Chi dovrá pagare il prezzo della ragion di Stato? Lo dovrá sopportare la comunitá cittadina vittima della ndrangheta e della ragion di Stato? Noi riteniamo che se così fosse si determinerebbe una frattura insanabile tra cittadino e istituzioni che inevitabilmente rafforzerebbe il sistema criminale! Proprio per questa ragione che  Azione Nazionale, interpretando un ruolo che storicamente la Destra reggina ha voluto e saputo rappresentare, si impegna nel rendersi interprete dei bisogni e delle prospettive di riscatto sociale di una Comunità ingiustamente penalizzata e danneggiata attivando lo strumento della  partecipazione popolare sancito dalla costituzione e dalla legislazione Europea. Una petizione popolare che, chiamando a raccolta i cittadini, dia giusta voce al legittimo ed irrinunciabile diritto all’autodeterminazione democratica ed al riconoscimento, a carico dello Stato, di un provvedimento economico straordinario quale unico vero ristoro per la vessazione derivante da una comprovata ingiustizia. Nei prossimi giorni l’attività di iniziativa popolare sarà presentata alla città ed aperta alla adesione di quanti, cittadini, associazioni civiche e movimenti politici vorranno reclamare, al di là dello schieramento e oltre ogni partigianeria, il diritto per Reggio ad essere risarcita".

 

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Reggio di Calabria: ARATEA “Il canile non ci è stato consegnato e non possiamo intervenire alle segnalazioni di cani abbandonati o bisognevoli di assistenza”

(63) "In questo ultimo periodo, l’associazione ARATEA sta ricevendo numerose telefonate di segnalazioni riguardanti cani abbandonati e bisognosi di assistenza. Chiamate alle quali ci piacerebbe rispondere attivamente. Purtroppo, però, a oggi l’associazione ARATEA non è ancora entrata in possesso della Canile Municipale ed è quindi impossibilitata a intervenire.

 

Ci scusiamo con i tanti cittadini che giornalmente ci contattano per problemi relativi al randagismo, ma non siamo ancora nella condizione di erogare il servizio richiesto, per la mancata consegna della struttura di Mortara. In questo momento, il Comune di Reggio Calabria ha avviato una procedura di sgombero dei soggetti che stanno occupando “sine titulo” il canile, e quindi auspichiamo una risoluzione della querelle in tempi brevi, per poter finalmente iniziare a svolgere i servizi previsti per affrontare il randagismo in città. Ogni azione non può prescindere dalla disponibilità di un luogo deputato al primo soccorso e al ricovero dei cani bisognosi di interventi immediati. La suddetta struttura infatti è costituita da un canile sanitario, che sarà gestita dall’Asp in convenzione con l’associazione Aratea, e da un canile rifugio gestito dall’associazione stessa per conto del Comune. Pertanto, tutti i servizi di recupero, controllo sanitario e ricovero non potranno essere effettuati fin quando il Canile di Mortara non verrà consegnato all’Asp veterinaria (Area A), responsabile per la parte sanitaria, e all’Associazione Aratea, responsabile della custodia e dell’accudimento di tutti i cani ricoverati presso il canile sanitario e rifugio. Con la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, ormai, nulla osta allo svolgimento di un servizio necessario e non più rinviabile alla città. Non abbiamo mai inteso e non intendiamo sottrarci al nostro dovere ma, come sempre, ci rimettiamo ancora una volta alla legge e quindi alle procedure dell’Amministrazione comunale, ribadendo l’urgenza di attivare un servizio necessario per i nostri animali che non possono più attendere. Al momento, tantissimi cani, anche cuccioli, versano in gravi condizioni igienico-ambientali e sanitarie, in stato di pericolo e abbandono. Per questo motivo, chiediamo un passo indietro a chi, per interessi personalistici, continua a ritardare le azioni necessarie all’avvio del servizio e un passo avanti a chi, invece, ha il dovere di compierle. I 140 cani al momento presenti nella struttura, con la presa in possesso della stessa da parte di Aratea, non saranno trasferiti altrove. Saranno accuditi dal legittimo Gestore del Canile e da tutte le istituzioni e gli organi competenti che, nella qualità di Comitato Consultivo, coadiuveranno l’associazione nelle attività e svolgeranno tutte le azioni necessarie alla gestione del randagismo in città. Sì, perché questi 140 cani non sono gli unici ad aver necessità di cura ma rappresentano solo una piccola parte di quelli che girano raminghi per le vie della nostra città, bisognosi anch’essi di attenzioni. Tutti animali che, in questo momento, non possono essere recuperati, ribadiamo, per l’occupazione abusiva. L’affidamento della struttura ad Aratea, unica legittimata alla sua gestione, è l’azione che permetterà di restituire il canile a tutti i cittadini, lungi dall’essere, come in malafede si sta facendo credere, una sottrazione della stessa dalle mani di pochi. Avendo a cuore il destino di tutti gli animali della città e non solo di quelli che al momento si trovano presso il canile, auspichiamo che in tempi brevi tutto si possa risolvere nel migliore dei modi. Animali e cittadini attendono una risposta urgente"!

 

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Reggio di Calabria: ex-OMECA, Dieni (M5S) “Falcomatà manda avanti i suoi accoliti ma su Ansaldo restano i dubbi”

(62) “Prendo atto del fatto che il sindaco Falcomatà, impegnato com’è nel mietere visite di membri del Governo, non abbia il tempo di rispondere ad una domanda e manda avanti i suoi accoliti. Al di là della propaganda, tuttavia resta la preoccupazione.”

 

Così Federica Dieni, parlamentare pentastellata risponde all’attacco del consigliere Nicola Paris. “Non ho il bene di conoscere il consigliere Paris – continua la deputata – quindi non so a che titolo decida di rispondere se io chiamo in causa il Sindaco. Prendo atto tuttavia che egli si limita ad attaccarmi personalmente per la mia ‘approssimazione’, dandomi della ‘sprovveduta’ che ‘ignora’ e ‘parla solo per sentito dire’. Io mi ero limitata ad esprimere un timore relativo al fatto che Ansaldo Breda è interessata da un’inchiesta e che, secondo Mauro Moretti, amministratore delegato di Finmeccanica, Hitachi si sarebbe detta pentita dell’investimento, promettendosi di non fare lo stesso errore nel futuro. Paris d’altra parte su un fatto ha ragione: parlo per sentito dire, visto che non conosco personalmente né l’ad di Finmeccanica, né quello di Hitachi. Lui che ha invece informazioni di prima mano, e che evidentemente parla loro con una certa costanza, sono certa che potrà offrire rassicurazioni convincenti alla cittadinanza. Per quanto mi riguarda, esprimendo il mio ‘timore’, come si è fatto in altre realtà, circa il futuro di uno stabilimento così importante per Reggio, continuo a chiedere rassicurazioni al Sindaco di Reggio Calabria e a chiedergli, visto che tanto si è impegnato in passato per arrivare a questa 'positiva' situazione per le ex-Omeca, se ha informazioni tali da toglierci dubbi e preoccupazioni. Di solito si dice che almeno domandare è lecito…”. Termina la parlamentare 5 stelle: “Falcomatà sostiene, sempre per interposta persona, di essersi speso moltissimo per lo stabilimento Ansaldo Breda di Reggio. Forse chi punta il dito dovrebbe ricordare che non è stato il solo e che anche la sottoscritta è andata dal sottosegretario De Vincenti a parlare della questione, al momento della crisi. La differenza è semplicemente che mentre io sono libera di dire che l’accordo con Hitachi non offre alcuna garanzia, lui non può che sostenerlo perché così gli viene ordinato dal suo Governo. Questa in definitiva è la differente prerogativa di cui dispone chi è stato eletto con pochi click rispetto a chi si trova in un partito in cui le preferenze può accadere pure che vengano dalla ‘ndrangheta, come nel caso di Principe.” * Ufficio Stampa.

 

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Reggio di Calabria: Azione Nazionale “L’Europa è sotto assedio”

(60) "L'attacco all’aeroporto ed alla metropolitana di Bruxelles dimostra che l’Europa è sotto assedio terroristico e guerrafondaio. A poche ore dall'arresto del criminale islamico Salah,

 

latitante dopo le stragi di Parigi, è certificato, a chi non lo avesse ancora chiaro, che il fanatismo islamico colpisce sulla base di una strategia e di una organizzazione ormai consolidata all'interno dei nostri territori, in ciò avvalendosi dell'appoggio di frange islamiche non belligeranti, con funzioni di supporto e logistica, rese palesi dalla latitanza del terrorista fuggiasco. E' chiaro oramai come tale conflitto trovi sponda su due dinamiche che, connesse o meno, sono funzionali ad un unico disegno destabilizzante per l’Europa: la prima azione in campo è quella armata, spietata ed infiltrata nei gangli delle nostre comunità; la seconda è d'importazione, legata al flusso fuori controllo di una immigrazione clandestina che assume i connotati di una migrazione etnica senza precedenti e ad alto rischio, sia sanitario che di ordine pubblico. Chi ha fatto una bandiera della solidarietà, sia per convinzione umanitaria che per caratterizzazione ideologica, non intende sminuire, nemmeno oggi, la valenza dell'accoglienza e della integrazione, ma respinge con decisione la deriva demagogica che, strumento di prosopopea mediatica, rischia di annullare i diritti identitari e nazionali. Oggi che è a rischio l’incolumità della popolazione aggredita nel suo vivere quotidiano, si impone una valutazione di merito nella definizione dei compiti dello Stato e della priorità che giocoforza è la sicurezza nazionale: solo l'esercizio equilibrato ma deciso di tale funzione può garantire all'interno di un territorio la pacifica convivenza per i suoi abitanti, diversamente è in gioco la libertà ed il diritto alla vita di ciascuno. Queste riflessioni annullano le migliaia di chilometri che separano dal teatro della tragedia belga, perché Reggio rappresenta uno dei punti di approdo per migliaia di migranti, ed il rischio è che la nostra città, da millenni terra di accoglienza, possa divenire posto di frontiera, avamposto di quella sicurezza che oggi deve essere realmente garantita. L'attacco del fondamentalismo islamico colpisce la capitale della politica Europea, teoricamente il luogo più sicuro e protetto, ed allo stesso modo colpisce Belgio e Francia, due paesi presi a modello di integrazione multirazziale dai sofisti di certa sinistra che oggi dimostrano la diversa ed amara realtà di fanatici di seconda e terza generazione in azione militare contro quelle stesse comunità dove sono nati e cresciuti. Non è la cultura o la religiosità dell’Islam in questione, ma il fanatismo guerrafondaio che individua nell'Occidente il nemico verso cui muovere guerra, contro quella Europa che oggi, dopo un secolo di pace, deve dare priorità alla sicurezza con la forza e la determinazione di una Nazione chiamata a difendere i figli in patria, reclamando un sostegno anche da quelle Comunità straniere che, proprio perché integrate, devono prendere le distanze a tutti i livelli dalle frange integraliste e terroriste". Azione Nazionale Reggio Calabria.        

 

 

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Reggio di Calabria: ex-OMECA, Dieni (M5S) “Falcomatà è ancora soddisfatto per la cessione ad Hitachi?”

(61) “Ma è ancora soddisfatto il sindaco Falcomatà per l’acquisizione di Ansaldo Breda e, con questa, degli stabilimenti di Reggio Calabria, da parte di Hitachi?”

 

Questa è la domanda che la deputata del Movimento 5 Stelle provocatoriamente pone al sindaco di Reggio Calabria a seguito delle notizie di questi giorni. “A quanto emerge – continua la parlamentare – la procura di Milano sembra non vederci chiaro dietro la cessione da parte di Finmeccanica di Ansaldo Breda e Ansaldo Sts. Quello che sospettano i magistrati è che si sia trattato di un’operazione finanziaria per incorporare la seconda società a prezzo di saldo, gonfiando il prezzo della prima. Al di là della questione, che sarà compito dell’autorità giudiziaria accertare, sembra che l’amministratore delegato di Finmeccanica Mauro Moretti abbia riferito che le indagini abbiano provocato il fastidio da parte dei giapponesi che si sarebbero pentiti di aver investito in Italia. Anzi, con il coinvolgimento della procura di Milano, secondo notizie apparse sulla stampa, sfumerebbe la possibilità di uno spostamento della sede europea del quartier generale Hitachi nel nostro Paese. E’ logico pensare che questo disagio si tradurrà in un minore impegno in Italia tanto che la notizia ha cominciato sollevare preoccupazioni in altri stabilimenti Ansaldo come quello di Pistoia, dove si temono ripercussioni. Mi domando se anche il sindaco Falcomatà non cominci ad avvertire un certo timore per la piega che stanno prendendo gli eventi. Egli infatti, al tempo della chiusura delle trattative, annunciava di aver avuto rassicurazioni che per le strutture cittadine si prevedeva “non solo il salvataggio ma anche la valorizzazione dello stabilimento”. Spero che voglia rivolgersi alle sue fonti di allora, al presidente del Consiglio Renzi e al ministro Delrio (allora sottosegretario a Palazzo Chigi), per avere una conferma della continuità dell’impegno di Hitachi.” “Per quanto mi riguarda – termina la deputata – confermo tutte le perplessità riguardo ad un’operazione che si dimostra, ogni giorno di più, avventata e dai contorni poco chiari. So perfettamente che essa è transitata molto al di sopra della testa del sindaco Falcomatà, ma egli non era obbligato a dare a questa il proprio avvallo e implicitamente quello della città. Non vorrei che la passività di allora continui oggi, traducendosi in un disinteresse che, nella situazione attuale, non può che provocare ulteriori danni per gli stabilimenti ex-Omeca.” * Ufficio Stampa.

 

 

 

 

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Marra (PD) “Riqualificare il C.i.a.p.i. di Catona è un dovere della politica”

(58) "Il C.i.a.p.i. (Centro interaziendale per l'addestramento professionale industriale) era considerato un'eccellenza reggina, tra i più importanti centri di formazione di tutt'Italia.

 

Sito in via Mercato a Catona, negli anni 70, 80 e 90, fu un punto di riferimento per migliaia di ragazzi, formati, preparati e qualificati a lavorare nel settore industriale, e non solo. Da quasi un ventennio pero', giace in uno stato d'abbandono, fatta eccezione di un ala strutturale, della quale fruisce la Scuola di Mediazione Linguistica. Troppo poco per un complesso di oltre 10.000 mq. La struttura è composta da un convitto distribuito su due livelli, una scuola con annessi uffici, un auditorium con oltre 150 posti a sedere, una palestra, l' area mensa,  un capannone industriale di quasi 6000 mq e un' area verde con appositi posti auto. Tra i vari progetti di riqualificazione, nel 2010 con Agazio Loiero, aveva trovato spazio l'idea di creazione di un polo scientifico, ma rimase appunto solo un' idea. La Regione Calabria, che detiene la proprietà della struttura, ha il dovere di intervenire affinché il Ciapi ritorni ad essere un punto d' eccellenza del  territorio calabrese. In questo percorso di sensibilizzazione e attenzione, l'Amministrazione Comunale, vuole essere parte attiva e uno strumento di sostegno per eventuali iniziative rivolte alla riqualificazione della struttura. A mio modesto avviso, occorre lavorare in sinergia con tutti i livelli istituzionali, affinchè si possa arrivare all’elaborazione di un modello progettuale innovativo. Un modello che potrebbe dare l'opportunità alla politica di riscattarsi da anni d’indifferenza nei confronti di un Polo di Formazione, che ha ricoperto e potrebbe farlo ancora, un ruolo di fondamentale importanza per lo sviluppo occupazionale e lavorativo della nostra regione e di migliaia di giovani calabresi. Spero che la Regione Calabria, possa sostenere l’idea della creazione di un Campus Universitario, con adeguati servizi e relativi investimenti infrastrutturali, di cui la creazione di una vera e propria Cittadella Universitaria necessiterebbe. Nuovi spazi, nuove strutture, nuovi investimenti, nuovi corsi, e soprattutto un nuovo modello di sviluppo culturale e accademico. O meglio, potrebbe farsi carico della costruzione di un polo sanitario, che abbraccerebbe le utenze dell’area metropolitana dello stretto, ingoblando le esigenze sanitarie della zona tirrenica della città e soprattutto di Messina, limitando notevolmente o addirittura abbattendo i costi di affitto delle strutture sanitarie sul territorio, in capo alla Regione Calabria. La Regione potrebbe creare un grande poliambulatorio specialistico di eccellenza, rilanciando la credibilità del sistema sanitario regionale. O ancora, si potrebbe aprire un tavolo tematico, aprendo un dialogo con il mondo universitario e accademico della città, per favorire la produzione di un contenitore di progetti, dai quali estrarre l’idea vincente e condivisa, per la “rinascita” del CIAPI. Il mio auspicio è che il Governatore Mario Oliverio, possa al più presto dare la giusta attenzione al CIAPI di Catona, accogliendo positivamente queste “intuizioni” e programmando già da subito, una serie di sopralluoghi da parte dei funzionari dei dipartimenti competenti per poter calendarizzare eventuali interventi di riqualificazione. In questa nuova sfida avrà il pieno e incondizionato sostegno dell'Amministrazione Falcomatà”. Enzo Marra, Consigliere comunale Pd.

 

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Sicurezza: Dieni (M5S) “Oggi bella giornata per Reggio”

(57) “Oggi è una bella giornata per Reggio Calabria”. Così la deputata del Movimento 5 Stelle commenta lo smantellamento del “Sistema Reggio” ad opera delle forze dell’ordine.

 

“L’opera della magistratura e degli uomini in divisa contro la criminalità organizzata – continua la parlamentare – è un segnale che ci dimostra come la guerra contro la ‘ndrangheta sia in corso e più aspra che mai”. “Ritengo – seguita la deputata – che il fatto che si sia colpito così a fondo, con 19 arresti e dopo aver individuato addentellati delle cosche anche all’interno del Tribunale – tramite una persona assunta senza le garanzie che offre la selezione pubblica – sia un ottimo segnale: che connivenze siano presenti ad ogni livello della società è cosa nota. E’ compito della giustizia individuare questi infiltrati e scardinare il sistema su cui si basa la forza della criminalità organizzata. Oggi però è una buona giornata anche per un’altra ragione: mentre i De Stefano, i Rosmini, i Franco, i Serraino e gli Araniti subiscono un duro colpo, con l’arresto dei vertici del sistema criminale con cui tenevano in pugno la città, Tiberio Bentivoglio inaugura il suo nuovo negozio in un immobile assegnato a lui dal comune di Reggio Calabria, attingendo ai beni confiscati alle mafie. Un simbolo per una Reggio Calabria che non si rassegna alla schiavitù delle cosche”. “Il mio augurio – termina la parlamentare – è che questo sia soltanto l’inizio. Ora spetta a tutti noi cittadini far crescere il fragile seme della legalità. Dobbiamo smettere di guardare dall’altra parte e cominciare a ribellarci, scegliendo la via del coraggio, nella cosa pubblica come nel privato, come ha fatto Tiberio Bentivoglio. Spetta a noi tutti far crescere Reggio libera dalla ‘ndrangheta”. * Ufficio Stampa.

 

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Reggio di Calabria: Azione Nazionale su Polizia Municipale “Proposte indecenti della Giunta”

(55) “Da oltre tre anni il Corpo di Polizia municipale è costretto ad operare in uno stato di totale anarchia con evidenti disservizi per la cittadinanza dovuti, non certo all’incapacità del personale che si fa in quattro per assicurare alla città un minimo di servizio, ma alla totale incapacità politica di dotare di una guida adeguata un settore strategico,

 

principale strumento di cui dispone l’Amministrazione  per garantire la sicurezza, la difesa del territorio e il rispetto delle regole. Fino ad oggi abbiamo assistito infatti ad uno stucchevole alternarsi di decreti sindacali che conferiscono e revocano incarichi, più o meno legittimi. Sintomo di un’attività amministrativa svolta con crassa ignoranza  della normativa che regola il settore. Il conferimento dell’incarico dirigenziale al segretario generale rappresenta una soluzione creativa adottata dall’amministrazione per procrastinare sine die l’adozione di una soluzione seria e responsabile per l’affidamento della direzione del Corpo ad un dirigente avente titoli e requisiti professionali. Ma, in ordine di tempo, l’ultimo obbrobrio giuridico che ha partorito la Giunta Municipale è rappresentato dalla delibera n. 12 datata 08/02/2016, con la quale è stato proposto al Consiglio Comunale l’approvazione di un nuovo regolamento della Polizia Municipale. Con tale atto la Giunta, ha formulato una proposta indecente, piena di incongruenze e illegittimità, priva delle più elementari basi giuridiche. Di certo non degna di chi predica legalità e trasparenza tutti i giorni: non bisogna essere avvocati, infatti, per evidenziare le macroscopiche irregolarità, gli errori e le illegittimità. Sarebbe interessante conoscere il grande esperto cui si è rivolta la Giunta per l’elaborazione di tale documento e se, e in che misura, sia stato remunerato. Considerato che sono state violate elementari norme  (legge n. 65/86, legge regionale n. 24/90, d.lgs 165/01, d.lgs 267/00, delibera di G.M. n. 125 del 31.07/2015 e CCNL Enti Locali) e, viste le ultime attività amministrative che hanno riguardato il Corpo, viene da pensare che il nuovo regolamento  sia  strumentale a  garantire posizioni di privilegio a personale dipendente senza titolo, a discapito di coloro che i titoli li hanno e non sono nelle grazie dell’amministrazione. L'azione Amministrativa posta in essere è ispirata dalla cultura politica della sinistra che quando, per mera casualità o grazie all’utilizzo di armi improprie, assume  funzioni di governo antepone  agli interessi della città, quelli personali e familistici prima ancora che di parte. Azione Nazionale ritiene che anche in questo caso la cittadinanza debba sapere come questa amministrazione continui ad agire in spregio ai fondamentali  principi di legalità e trasparenza. In quanto al concetto di legalità si attende di sapere se anche in questo caso, come per le vicende dell’assessore Quattrone, il Sindaco rimarrà in colpevole silenzio o se procederà alla sostituzione dell’assessore alla legalità Giovanni Muraca che, proponendo un tale documento, ha dimostrato sul campo di non avere le competenze necessarie a svolgere la delega assegnata. In ordine al concetto di trasparenza si osserva come in qualsiasi campo operi questa amministrazione riesca ad essere talmente trasparente da diventare invisibile.Alla luce delle considerazioni esposte, sarebbe auspicabile che il Sindaco e l’Assessore alla legalità, anziché trincerarsi dietro il solito atteggiamento di sufficienza e di noncuranza rispetto alle critiche che vengono loro mosse pubblicamente, affrontassero democraticamente le questioni, spiegando ai dipendenti e alla cittadinanza i motivi delle loro scelte, soprattutto quando riguardano settori nevralgici dell’azione amministrativa”. Azione Nazionale Reggio Calabria.

 

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