Reggina Ascoli 1-2: tabellino, cronaca e commento
Reggina – Ascoli: 1-2. Reggina (3-5-2): Marino; Adejo, Valdez e Lanzaro (c); Vigiani (dal 76° Barillà), Tedesco, Carmona, Missiroli e Rizzato; Brienza (dal 88° Bonazzoli) (nella foto) e Pagano (dal 67° Costa). In panchina: Fiorillo, Costa, Montiel, Bonazzoli, Cacia, Barillà e Cascione. All.: Breda. Ascoli (4-4-2): Guarna; Gazzola, Silvestri, Micolucci e Giallombardo (c); Pesce (dall’87° Margarita), Di Donato (dall’81° Luci), Amoroso e Giorgi; Antenucci e Lupoli (dal 92° Bernacci). In panchina: Frezzolini, Ciofani, Sommese, Margarita, Luci, Marino e Bernacci. All.: Pillon. Arbitro: Luigi Nasca di Bari. Assistenti: Enzo Rivello di Salerno e Romina Santuari di Trento. Quarto uomo: Gaetano Intagliata di Siracusa. Andata: 3-1 (Antenucci, Pagano, Bonazzoli e Barillà). Marcatori: Brienza al 52° ed Antenucci (rig.) al 65° ed al 93°. Ammoniti: Silvestri al 3°, Di Donato al 23°, Lanzaro al 45°, Tedesco al 67°, Pesce al 70°, Giorgi all’80° e Lupoli al 90°. Espulso: Valdez al 64°. Recupero: 0’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Corner: 6 Reggina e 2 Ascoli.). Tiri in porta: 9 Reggina e 5 Ascoli. Tiri fuori: 6 Reggina e 2 Ascoli. Falli fatti: 19 Reggina e 13 Ascoli. Fuorigioco: 3 Reggina e 3 Ascoli. Spettatori paganti: 2015. Abbonati: 5184. Incasso al botteghino: € 4.120,00. Quota abbonati: € 40.263,67. Spettatori totali: 7199. Incasso totale: € 44.383,67.
La cronaca ed il commento. La "promozione" un abbonato porta due amici con due euro non funziona più di tanto. Complice la giornata di festa e di bellissimo sole, il pubblico al Granillo non è più numeroso che in altre occasioni quest'anno. Segno eloquente che Foti, per rivedere lo stadio con un degno colpo d'occhio, dovrebbe non solo regalare i tagliandi d'ingresso (come i 15000 in occasione del "tributo" al neo Governatore) ma, fors'anche, rimborsare i tifosi stessi. La Reggina non "tira", d'altro canto perchè non andare al mare per assistere ad uno spettacolo da teatro di provincia? La prima conclusione a rete è ascolana. Carmona perde palla malamente sulla propria trequarti, Lupoli conquista palla e calcia verso la porta di Marino. Il tiro è, però, centrale ed il portiere amaranto para senza difficoltà. Risponde la Reggina al 5° con Missiroli che, al limite dell’area piccola, appoggia di piatto sinistro debolmente verso la porta e Guarna respinge con il piede destro. All’8° ancora Ascoli ancora Lupoli. Il centravanti marchigiano prova a battere a rete al volo, ma il suo tiro termina alto. Risponde la Reggina al 9°. Pagano conquista palla sulla trequarti avversaria, serve Brienza che, di prima, gli restituisce palla. Il numero 7 amaranto si accentra e tira di sinistro, Guarna si distende e devia con il braccio destro proteso. All’11° ancora pericola la Reggina ancora bravo Guarna. Brienza, da destra, mette al centro ad un trentina di metri dalla porta, Missiroli lascia a Tedesco che calcia di sinistro. Sulla traiettoria c’è Pagano che devia ed è bravo Guarna ad inarcarsi ed a bloccare. Al 15° un’altra azione pericolosa degli amaranto. Brienza allarga per Vigiani che, da destra, crossa e trova lo stesso Brienza a colpire di testa in area, ma alto sulla traversa. La partita, dopo un primo quarto d’ora giocato a ritmi elevati, cala un po’ e le due squadra si attaccano vicendevolmente ma con meno vigore. Impennata al 26°. Brienza calcia di sinistro e Guarna si tuffa a sinistra e devia in corner.Al 27° l’Ascoli reclama un rigore. Gazzola entra in area da destra e crossa basso, Lanzaro entra in scivolata e, forse, a terra tocca con il braccio il pallone. L’Ascoli protesta, ma Nasca fa ampi cenni di negazione del penalty stesso. Risponde la Reggina nella successiva ripartenza. Tedesco serve Brienza che, probabilmente, tarda nel servire un compagno e poi si ritrova a calciare di destro (non il “suo” piede), ma alto sulla traversa della porta difesa finora benissimo da Guarna. Al 38° calcio di punizione da distanza considerevole calciata da Carmona e che arriva debolmente tra le braccia di Guarna senza preoccupazione alcuna. Al 39° buona azione sulla sinistra di Missiroli e Rizzato con Missiroli poi al cross al centro dell’area dove Pagano indirizza in rete ma anch’egli debolmente non infastidendo neppure stavolta Guarna. Al 42° bella azione in velocità degli amaranto. Pagano conquista palla sulla trequarti reggina e serve Brienza. Il bomber amaranto cambia gioco sulla sinistra per Rizzato che mette al centro e la palla termina nuovamente a Brienza che calcia al volo di destro e manda alto un po’ scoordinato nel movimento. Al 43° ed al 44° ci prova entrambe le volte Tedesco. Dapprima entrando in area e cercando il colpo ad effetto impedito da un rimpallo su un difensore e, poi, ancora da fuori area con il tiro che termina alto sulla traversa. Il primo tempo finisce sul risultato di parità e, dobbiamo ammettere che, seppur le due squadre abbiano tentato di superarsi vicendevolmente, la gara pare essere, nell’accezione del termine, una gara di fine stagione in cui entrambe le formazioni, raggiunti o quasi i rispettivi obiettivi stagionali, preferiscono non farsi male. Al 46° primo guizzo della ripresa. Brienza entra in area e crossa basso per Tedesco che arriva in ritardo, Guarna para a terra. Al 52° è Brienza a rompere gli equilibri ed a svegliare il pubblico dal torpore della bella giornata di sole grazie alla sua tecnica sopraffina. Cross di Vigiani da destra, Brienza arpiona la palla con il sinistro ma si ritrova spalle alla porta, si gira aggirando il diretto avversario, una finta e, di sinistro, in diagonale batte Guarna. Che classe! Che tecnica di base! Come gongola Foti pensando alla sua prossima cessione! Al 59° prova a riaddrizzare le sorti dell’incontro Lupoli calciando a rete da posizione decentrata con Marino attento a parare a terra. Al 64° la Reggina resta in 10 e regala all’Ascoli un calcio di rigore. Lupoli entra in area, ha davanti a se Lanzaro e Valdez e trova lo spazio per passare tra i due. Valdez lo stende in maniera ingenua e Nasca non ha dubbi ad assegnare il rigore e ad espellere Valdez per fallo da “ultimo uomo”. Dal dischetto, Antenucci spiazza Marino e regala ai suoi l’1 a 1. Al 73° occasionissima per la Reggina ancora con Brienza che, ricevuta palla in area, lascia sul posto due avversari e calcia a colpo sicuro, ma, un attimo prima di esultare, Pesce interviene sulla linea di porta ed evita il raddoppio e la doppietta. La partita s’incattivisce. Entrambe le squadre commettono falli anche da sanzionare e Nasca sta guardare. La partita, d’altro canto, tornata sui binari di parità, torna ad essere monotona ed incanalata sul prevedibile e previsto risultato di parità. All’82° ci prova dalla distanza Tedesco ma la palla termina al lato alla destra di Guarna. La partita stessa, per la Reggina, viaggia sulle iniziative personali tendenti a perforare la difesa bianconera, ma senza successo. L’Ascoli, invece, riesce ad imbastire azioni manovrate e soggiorna più nella metà campo amaranto che nella propria e, onestamente, da la nitida sensazione di cercare la vittoria (l’ingresso in campo di Bernacci e la concomitante presenza di Antenucci lo dimostra, ma Breda non se ne accorge). C’è da ricordare, invero, che la Reggina è in 10 e che la stanchezza si sente. Le due squadre effettuano tutti i cambi a loro disposizione ma la trama della gara non cambia così come non sembrerebbe cambiare il preannunciato epilogo in dirittura di arrivo senza alcun colpo di scena. Ci prova, a dir la verità, Lupoli a regalare un’emozione finale ma sbaglia clamorosamente tutto solo davanti a Marino. “Non sembrerebbe” dicevamo. Ed è così che Antenucci, al 93°, dopo aver superato una difesa distratta, si ritrova tutto solo davanti a Marino, come Lupoli in precedenza, ma al contrario del suo compagno non sbaglia e porta in vantaggio la sua squadra. Ci riprova la Reggina con Rizzato nel recupero, ma Rizzato non è Brienza e la palla scheggia il palo esterno alla destra di Guarna. Sconfitta inaspettata, a dir la verità, e rocambolesca vittoria della squadra marchigiana che non ha rubato nulla. La Reggina, piuttosto, ha confermato il trend di un intero campionato in cui ha “regalato” punti a chiunque. In sostanza, ciò che è stato preso all’andata è stato adesso restituito. Con buona pace di tutti, sperando in un futuro migliore con ben altri personaggi all’interno della Società meno stucchevoli e con più interessi a Reggio e nella Reggina e meno a Milano o, addirittura, all’estero. Ad majora.
Il “Trofeo Città di Reggio Calabria – Memorial Orazio Gatto” è giunto alla sua quarta edizione (nella foto una fase della gara dello scorso anno). Domani, primo maggio, Peppe Gatto, “motore” del ciclismo reggino, con la sua “Cicli Gatto – Ottica Miceli”, confezionerà l’evento diventato ormai un appuntamento imperdibile per chi rimane in città nel giorno della festa dei lavoratori. La corsa ciclistica amatoriale nazionale, che lo scorso anno è stata anche “Festa regionale del ciclismo”, ha radunato centinaia di amanti del pedale che, raramente, possono usufruire del lungomare cittadino “ripulito” dal traffico automobilistico. 
Il “X° Trofeo Città di Taurianova – Memorial Marco Pantani”, disputatosi nella cittadina dell’entroterra reggino, ha regalato grandi emozioni a più di un atleta. Infatti, se l’avolese Massimo Rubino della “Cicli Gatto – Rubino Group” (nella foto al traguardo), sempre più uomo da battere in questa stagione, ha vinto per l’ottava volta quest’anno, sette atleti della Federazione ciclistica italiana hanno conquistato la maglia di Campione provinciale 2010 (nella foto Carmelo Lisi, Andrea Marino, Gianfranco Giuffrida, Carlo Parisi e Antonio Pedrini). In rappresentanza della Federciclismo, Mimmo Bulzomì e Carlo Parisi, rispettivamente presidenti regionale e provinciale, hanno premiato i seguenti atleti:
La Team Basket Viola ha pensato ad un’interessante promozione per i suoi tifosi. Sono in vendita le t-shirt con il marchio Viola. Venerdi e Sabato, dalle ore 17 alle ore 19, le maglie saranno disponibili in prevendita al Pianeta Viola di Modena con un’offerta imperdibile.
Nei giorni scorsi i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno tratto in arresto C.M. classe 73 (nella foto), pregiudicato originario di Vibo Valentia e residente a Reggio Calabria con l’accusa di sequestro di persona e lesioni aggravate nei confronti della convivente. Erano da poco passate le 22.00 quando giungeva alla Centrale Operativa dell’Arma la richiesta di aiuto di una donna ucraina che riferiva di essere stata picchiata selvaggiamente dal proprio convivente. L’immediato intervento di una pattuglia Radiomobile ha permesso di soccorrere la donna nella zona di Via Sbarre Centrali che ha immediatamente riferito di essere riuscita a sfuggire al proprio convivente che l’aveva rinchiusa in casa dalla sera precedente picchiandola e minacciandola con un bastone e con una bottiglia.
Oggi alle ore 13.00 circa, in Rosarno (RC), alla via Plutarco, i Carabinieri di Reggio Calabria localizzavano all’interno della propria abitazione e traevano in arresto il catturando Ascone Salvatore, nato a Rosarno il 05.07.1958 (nella foto), ivi residente, pluripregiudicato, coniugato, nullafacente, affiliato cosca mafiosa “Bellocco”, ricercato dal giugno del 2008, in quanto destinatario del provvedimento di: esecuzione pene concorrenti nr. 282/2008 R.E.S. emesso dalla Procura della Repubblica di Palmi Ufficio Esecuzioni Penali, in quanto giudicato responsabile dei reati di cui agli artt. 648 c.p. (ricettazione), art. 349 c.p. (violazione dei sigilli),
E’ intollerabile quello che è successo ieri mattina davanti alla Questura di Reggio Calabria allorquando, dagli uffici, ben scortato dagli agenti di Polizia, è stato fatto uscire l’appena arrestato boss della ‘ndrangheta Giovanni Tegano. E’ intollerabile perché sintomatico di una “mentalità mafiosa” diffusa e radicata così tanto da apparire persino “normale” per qualcuno (ma non per tutti). Un boss di tale spessore, latitante da 17 anni, con già una condanna all’ergastolo e chissà quanti procedimenti aperti a suo carico, responsabile anch’egli della famigerata “guerra di mafia” che ha terrorizzato Reggio tra la fine degli ani ’80 ed i primi ’90, non può e non dev'essere oggettivamente definito “uomo di pace”. E’ intollerabile ma anche comprensibile. E’ pressoché normale, quasi fisiologico, umano diremmo che ad attenderlo davanti alla Questura ci fossero i suoi familiari, gli amici e “gli amici degli amici”. D’altro canto, perché non avrebbero dovuto andarci sul Corso Garibaldi?
L’indagine coordinata dalla DDA di Reggio Calabria (Sostituti Procuratore dottori Roberto Di Palma, Adriana Fimiani, Giuseppe Bontempo, Alessandra Cerreti e Stefano Musolino) ha fornito uno spaccato degli assetti criminali esistenti in Rosarno, nonché degli equilibri e dei legami tra i soggetti appartenenti alle diverse famiglie, desunto proprio dalla dinamica degli eventi. In particolare le acquisizioni investigative hanno delineato i contorni di una delle più importanti cosche mafiose imperanti sul territorio di Rosarno, e con ramificazioni sul territorio nazionale: i Pesce. L’attività, condotta dai Carabinieri, nasce a seguito all’omicidio, perpetrato in data 08.10.2006, di Sabatino Domenico (nato a Rosarno il 05.03.1952, responsabile di numerosi reati in particolare per delitti di ricettazione, violazione alle leggi sulle armi e stupefacenti, nonché associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, affiato alla cosca mafiosa dei Pesce), soggetto organicamente inserito all’interno del sodalizio criminale facente capo alla cosca Pesce.
ASCOM PATTI – LIOMATIC VIOLA REGGIO CALABRIA 70-57. Parziali:16-18/ 36-25/49-37. PATTI: Riva13, Mori 13, Fevola 9, Contaldo 4, Sereni 14, Bolletta, Gabellieri, Cavalieri 6, Busco 5 Raskovic 6. All. Sidoti. VIOLA: Iulianello, Scozzaro, Dalla Vecchia 10, Negri 11, Manzotti 2, Yasakov, Di lembo 5, Niccolai 19, Roselli 10, Grasso. All. Bianchi. ARBITRI: Martino Caroli ed Andrea Vanoli di Roma. Se lo aggiudica l’Ascom Patti il match fra due squadre già qualificate ai play-off da tempo ma che chiedevano all’ultima giornata della fase ad orologio una vittoria per rafforzare le rispettive posizioni in classifica. I ragazzi di coach Sidoti giocano una gara solida e chiudono la regular season al quarto posto in classifica, una posizione sopra la Viola che incassa sul neutro di Catania la terza sconfitta in quattro gare nella fase ad orologio. La Viola resiste un quarto prima di lasciare spazio alle iniziative di una squadra che ha un paio di giocatori di alto livello ed una delle difese più fisiche del campionato. Massimo Bianchi si presenta a questa sfida ancora senza l’infortunato Dip che dovrebbe recuperare per il primo match dei play-off in programma domenica prossima. 

E’ la solita storia del cetriolo che trova sempre un ortolano pronto e disponibile ad “accoglierlo”. L’ortolano in questione è il popolo reggino che riceve l’ennesimo cetriolo e, magari, sorride indifferente non essendo né la prima né l’ultima volta che l’accoglie. E’ storia atavica che i reggini pare vivano in funzione di “Fest i Maronna” e Reggina (meglio ancora se in A e, comunque, anche in B o ovunque alberghi) e null’altro. Pare, infatti, che la stragrande maggioranza dei nostri concittadini altri pensieri, altre preoccupazioni, non ne abbiano. Le cronache portano alla ribalta giorno per giorno notizie di danni perpetrati ai loro danni (in quanto reggini) e più che indignarsi, protestare, far valere i propri diritti, si pensa a sorridere facendo spallucce ed aggiungendo un laconico “chi ci putimu fari?” o, peggio ancora, un paradossale “mi ‘ndi futtu!”. Già, come se tutto quello che accade attorno a noi non sia affare nostro. Gulp! Mercoledì scorso, la notissima trasmissione Mediaset “Le Iene” ha mandato in onda un servizio registrato nella nostra città il 10 aprile in occasione della partita Empoli-Reggina (in basso il video). Partita questa che verrà ricordata negli annali non per i 90 minuti di gioco ma, invece, per la celebrazione del nostro Sindaco da poco diventato Governatore della Calabria. 15000 mila biglietti generosamente “donati” da “sua maestà” Pasquale Foti ai suoi concittadini al fine di rendere omaggio al neo Governatore. 

Da difesa colabrodo a retroguardia imperforabile. Ha trasformato così la sua Reggina Roberto Breda ed anche a Brescia, assumendo un atteggiamento tattico decisamente accorto, ha lasciato la porta di Marino inviolata. Salgono così a 319 i minuti di imbattibilità per il nostro portiere che nelle ultime cinque gare, solo in una circostanza, quella contro l’Empoli, ha visto la palla insaccarsi alle sue spalle e per giunta con un autogol. E proprio nelle ultime cinque partite che gli amaranto hanno cambiato il volto alla propria classifica, raccogliendo ben undici punti su quindici e tirandosi fuori dalla zona più pericolosa. Mentalità sparagnina che sta producendo risultati importanti e che forse si sarebbe potuta adottare con qualche giornata di anticipo. 
Consueta celebrazione domenica mattina all’interno della Villa Comunale di Reggio Calabria per ricordare il sessantacinquesimo anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione tedesca. Una cerimonia che ha visto una nutrita presenza dei rappresentanti di tutte le forze dell’ordine, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma unitamente alle autorità politiche (nelle foto). L’evento programmato alle ore 11 è stato preceduto dalla deposizione di una corona di garofani rossi sulla stele del partigiano da parte di una delegazione del PdCI guidata da Antonino De Gaetano, neo eletto consigliere regionale, Michelangelo Tripodi e Massimo Canale, rispettivamente segretario regionale e provinciale del partito. 
La Reggina esce indenne dal “Rigamonti” di Brescia e porta a cinque i risultati utili consecutivi frutto di 3 vittorie e 2 pari dopo la sconfitta interna con il Torino. E’ stata dura, molto dura, oggi contro le “V” bianche di mister Iachini. I padroni di casa hanno attaccato per tutti i quasi 100 minuti di gara tentandole davvero tutte per poter scardinare il portone blindato posto dagli amaranto a difesa dell’obiettivo prefissato. Moltissime le occasioni per i bresciani, ma probabilmente chi può recriminare di più è proprio la Reggina in virtù della negazione di un rigore apparso ai più netto su Lanzaro da parte di Vass (con fallo addirittura sanzionato allo stesso capitano amaranto) e, di conseguenza, l’annullamento dell’immediatamente successivo goal di testa realizzato da Missiroli. Di certo il fischietto di turno (Candussio di Cervignano, che il prefisso "Cervi" ha attinenza? n.d.r.) ha scontentato tutti ed in più di un’occasione, ma, lo ribadiamo, ha di fatto danneggiato certamente di più la Reggina che il goal lo aveva trovato comunque. La squadra di Breda gioca una gara ordinata, attenta, accorta puntando sulle ripartenze un po’ come a Modena nella gara con il Sassuolo vinta allo scadere con un goal di Brienza. Ad onor del vero, guardando gli amaranto nelle ultime uscite ci si chiede ancora stupefatti del “perché” navighi in acque ancora non tranquille e non invece abbia almeno una decina di punti in più. La risposta c’è ed è certamente ascrivibile ad una serie di errori commessi in primis dalla Società (leggasi Foti) e, poi, dai vari tecnici (direttori sportivi annessi) che si sono alternati in fase di costruzione e/o di gestione del materiale umano a disposizione. Pazienza! Speriamo almeno che, una volta per tutte, si impari dagli errori commessi e non si perseveri così come fatto quest’anno dimenticandosi degli stessi errori fatti l’anno scorso e perpetrati nel campionato in corso giunto ormai a 5 gare dalla fine. 





Nella mattinata odierna, i militari della Compagnia CC di Taurianova e del personale del Commissariato P.S. di Polistena e, agli ordini dei rispettivi Comandanti, il Capitano dei Carabinieri Raffaele Rivola ed il Dr. Francesco Giordano, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP Dr.ssa Tortorella su richiesta del Sost. Proc. Dr. Musolino della Procura c/o il Tribunale di Palmi diretta dal Procuratore Dr. Creazzo, per i reati di concorso in rapina aggravata dall’uso di armi nei confronti di Caruso Antonio Giovanni, nato a Catania l’08.02.1989 (nella foto), Vallarelli Antonio, nato a Catania il 27.02.1982 (nella foto) e Battaglia Rosario, nato a Catania il 16.05.1985 (nella foto). I tre giovani catanesi, pluripregiudicati per reati contro il patrimonio, sono stati colpiti dalla suddetta misura cautelare in quanto resisi responsabili di nr. 3 rapine commesse presso diversi istituti di credito insistenti nel versante tirrenico di questa provincia reggina. 
La Federazione Ciclistica Italiana mette in palio, domenica prossima a Taurianova, i primi titoli di “campione provinciale 2010”. Il Comitato Provinciale di Reggio Calabria, presieduto da Carlo Parisi, ha infatti assegnato alla decima edizione del “Trofeo Città di Taurianova – Memorial Marco Pantani” il compito di laureare i campioni provinciali delle categorie amatori. La gara, organizzata dall’A.S.D. Marco Pantani di Taurianova del presidente Vincenzo Bellantonio, prenderà il via alle ore 9 da viale 24 maggio per attraversare via 20 settembre, via Sofia Alessio, II circonvallazione, via Prometeo, via Principessa di Piemonte, viale 24 maggio, via Roma, piazza Macrì, via De Gasperi, innesto Strada Provinciale 1, via Garibaldi, via Matteotti, innesto viale Merano, Strada Provinciale 33, bivio Bombino, S.S. 536 di Aquaro, Taurianova, da ripetere quattro volte, per complessivi 63 chilometri, prima di dirigersi a Taurianova dove la corsa si concluderà in via 24 maggio.
Grande appuntamento oggi 22 aprile con l’Earth Day, il giorno dedicato al nostro pianeta ed al rispetto della natura. Una data diventata per tutti il simbolo della sensibilità ambientale di massa. I movimenti ecologisti ne approfittano per tastare il polso dell’eco-sistema e promuovere la conservazione dell’ambiente in cui viviamo, sensibilizzando l’opinione pubblica e sollecitando un mutamento nei comportamenti individuali. Perché i primi passi partono proprio dal singolo, che deve ridurre gli sprechi, fare la raccolta differenziata e risparmiare energia. Il popolo dei riciclatori aumenta. Il 2009 è stata una buona annata: sono state “salvate” 89.283 tonnellate di carta, quasi 50 mila tonnellate di lattine e mezzo milione di tonnellate di plastica. La reincarnazione esiste: bastano solo ottocento lattine per costruire una “ricicletta”, la bicicletta riciclata. Ma davvero non si butta via niente: lampadine, vetro, alluminio, alghe e persino la buccia d’arancia, da cui viene ricavata la carta ecologica. Stiamo anche imparando a riusare il legno, risparmiando così le foreste e riducendo le emissioni di anidride carbonica.