Regione Calabria: il Segretario-Questore Nucera esprime solidarietà al sindaco di Bovalino, Mittiga

“Esprimiamo la nostra più sentita e sincera solidarietà al Sindaco di Bovalino Tommaso Mittiga per il grave gesto intimidatorio di cui è stato vittima”. Queste le parole del consigliere provinciale Alessandra Polimeno e del Segretario-Questore del Consiglio regionale Giovanni Nucera, che anche a nome del movimento dei Popolari Liberali esprimo vicinanza e solidarietà  nei confronti del primo cittadino di Bovalino, che l’altra notte ha avuto incendiata da ignoti la sua casa di campagna.  “Un gesto ignobile che deve trovare la unanime e la forte condanna della società civile dell’intera Calabria. L’offesa a Mittiga   – prosegue il messaggio dei  Popolari Liberali della Calabria – è lo schiaffo che poteri criminali, a qualsiasi tipo e a qualsiasi livello appartengano, lanciano verso la comunità di Bovalino che nel Sindaco Tommaso Mittiga e nella sua Amministrazione trovano la sua massima espressione”.

“Le modalità dell’azione delittuosa compiuta nella casa colonica di proprietà del Sindaco Mittiga, non lasciano adito a dubbi: si è trattato di un chiaro messaggio intimidatorio, rivolto ad una persona, ad un Amministratore che evidentemente stanno conducendo con consapevolezza la propria battaglia  politica per l’affermazione della legalità ed il rispetto delle regole. Un obiettivo che l’intera società calabrese, la sua classe politica, di qualsiasi schieramento, devono sempre perseguire per il bene comune, e per lo sviluppo del nostro territorio”. “Restiamo vicini al Sindaco Mittiga in questo momento di legittimo disorientamento – concludono Alessandra Polimeno e Giovanni Nucera –  invitandolo a non mollare la presa, a proseguire e confermare le scelte amministrative che ha messo alla base della sua azione politica e che potrebbero rappresentare la causa di questa ignobile reazione da parte di chi non accetta principi e norme  imposte per l’interesse generale”.

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Regione Calabria: l’Assessore Mancini: “14milioni di euro per valorizzare le minoranze linguistiche grazie ai PISL”

Per la prima volta un’amministrazione regionale si preoccupa della valorizzazione delle minoranze linguistiche, della tutela e della salvaguardia del patrimonio etnoantropologico calabrese.  Ed è proprio questo l’obiettivo della giunta guidata dal governatore Scopelliti. “In Calabria ci sono 47 comunità in cui sono presenti minoranze albanesi, occitane e grecaniche. Per queste minoranze abbiamo stanziato 14 milioni di euro attraverso i Progetti integrati di sviluppo locale (Pisl) e questo rappresenta un buon utilizzo delle risorse europee per la valorizzazione della propria storia e delle tradizioni”. Lo ha detto a Vaccarizzo Albanese l’Assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione Nazionale e Comunitaria, Giacomo Mancini, che ha accolto l’invito del sindaco Aldo Marino a partecipare a un incontro sui Pisl al quale hanno preso parte altri ventuno sindaci dei paesi d’origine arbereshe della provincia di Cosenza. “In questo modo – ha aggiunto l’Assessore – queste comunità potranno organizzare interventi e attività che puntino all’approfondimento della cultura e delle tradizioni che non vogliamo disperdere, ma potenziare.

L’attenzione per le minoranze s’inserisce in un quadro più ampio che è quello della progettazione integrata che vale, in totale, 406 milioni di euro e che attraverso il bando dei Pisl l’amministrazione regionale ha messo al servizio di tutto il territorio, raccomandando alle comunità di fare rete, aggregarsi e lavorare insieme presentando progetti competitivi per lo sviluppo e meritevoli del finanziamento. Saranno favoriti, quindi, quei territori che lavoreranno insieme puntando su una progettualità che abbia una sostenibilità di prospettiva”. Al tavolo dei relatori anche l’Ingegnere Luigi Zinno, dirigente del settore Programmazione della Regione Calabria.  Dal canto suo, il sindaco Marino ha apprezzato la vicinanza della Regione e la disponibilità dell’Assessore Mancini. “Siamo consapevoli che si tratta di un percorso complesso, ma importante. La presenza nella nostra comunità dell’Assessore Mancini ci conforta – ha detto il sindaco di Vaccarizzo – e non vogliamo disperdere questi fondi”. “Siamo soddisfatti – ha concluso Mancini – delle risposte che stanno arrivando dai territori, che in questa fase di difficoltà possono sfruttare un’opportunità considerevole. Un’opportunità che vale per voi e per l’intera Calabria”.

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Serie Bwin, XIV^ giornata: Crotone-Reggina 1-1

Crotone-Reggina: 1-1. Crotone (4-2-3-1): Bindi; Correia, Tedeschi, Abruzzese, Migliore; Florenzi, Galardo (c) (dal 78° Maiello); Gabionetta, Calil (dal 63° Djuric), Sansone; Ciano (dal 79° Pettinari). In panchina: Belec, Mazzotta, Vinetot, De Giorgio. All.: Menichini. Reggina (3-4-1-2): Kovacsik; Adejo, Emerson, A. Marino; Colombo, N. Viola, De Rose (dal 73° Rizzo), Rizzato (dal 64° Barillà); Missiroli; Bonazzoli (c), Ragusa (dal 79° Ceravolo). In panchina: Leone, Cosenza, D’Alessandro, Castiglia. All.: Breda. Arbitro: Velotto di Grosseto. Assistenti: Schenone ed Evangelista. Quarto uomo: Intagliata. Marcatori: Missiroli al 31° e Ciano al 66°. Ammoniti: Florenzi al 7°, Sansone al 30°, Abruzzese al 44°, Bonazzoli al 46° (p.t.), Galardo al 47° e Maiello all’89°. Espulso: Gabionetta al 46° (s.t.). Corner: 8-1 per il Crotone. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’+1’ (s.t.). Cronaca e commento. Primo tempo. Scontro tra le due calabresi in B (impropriamente denominato “derby”) che inizia di buona lena per entrambe le formazioni. Il Crotone a prendere le redini del gioco e la Reggina ad agire di rimessa. Più la squadra avversaria gioca apertamente e maggiori sono le opportunità di esprimersi per come sa della Reggina. Al 9° il primo tiro verso la porta della partita. Cail scambia con un compagno e, da fuori area, calcia ma il suo destro finisce molto alto sulla traversa.

Un minuto dopo è Ciano, sempre da fuori area, a calciare di sinistro spedendo la palla sul fondo alla destra della porta difesa da Kovacsik. La partita è tutto sommato piacevole anche se, ad onor del vero, le occasioni latitano ed entrambe le formazioni sembrano imbrigliate dalle reti dell’avversario. Tra le due, la squadra che sembra soffrire di più è la Reggina. Vuoi anche, secondo noi, per la decisione di Breda (opinabile) di schierare nuovamente dall’inizio Bonazzoli che impone meno scelte nell’impostare le azioni d’attacco: in sostanza, la presenza di Bonazzoli impone spesso lanci o cross che lui dovrebbe poi smistare. Con la coppia Ceravaolo-Ragusa, invece, giocando più palla a terra, le opportunità aumenterebbero senza lasciare, quindi, un solo punto di riferimento alla difesa pitagorica. La Reggina prova ad alzare il baricentro imponendo in maniera più costante la sua presenza oltre la propria metà campo. Al 31° la Reggina passa in vantaggio. Calcio di punizione sulla fascia sinistra che Emerson si occupa di calciare. Palla in area dove Missiroli, ben piazzato, gira di testa sul primo palo prendendo in contropiede Bindi che nulla può con la palla che s’infila a fil di palo alla sua destra. Legittima l’euforia di Missile al suo settimo gol stagionale. A volte la supremazia nel possesso palla (nettamente a favore dei padroni di casa) può non voler dire nulla ed ecco spiegato perché la vittoria del Torino martedì scorso al “Granillo” non è stata meritata se ci si basa solo su questo dato. Al 37° ci prova Bonazzoli con una bordata al volo in diagonale, da posizione defilata sulla destra, che Bindi respinge di pugno con un po’ d’affanno. Il pubblico di casa spinge i suoi in una gara sentitissima a quelle latitudini con la Reggina, però, che si difende con ordine salvo, in qualche circostanza, perdere ingenuamente palla. Al 43° arriva il primo tiro nello specchio della porta per il Crotone. E’ di Ciano che, raccogliendo un cross da sinistra, gira di testa verso la porta amaranto con Kovacsik che blocca senza problemi. Il primo tempo, dopo un minuto di recupero, finisce sull’1-0 in favore degli ospiti bravi a capitalizzare al meglio un calcio piazzato. A Breda, adesso, il compito di catechizzare i suoi in vista dei secondi 45 minuti in cui sarà presumibile un arrembaggio da parte dei padroni di casa. Secondo tempo. La ripresa inizia con l’espulsione di Gabionetta reo di aver colpito De Rose. Il brasiliano, sì allarga il braccio destro mandandolo all’indietro colpendo De Rose che lo insegue, ma forse l’espulsione diretta appare esagerata. Fatto sta che Vellotto rischia d’incattivire la gara fomentando gli animi dei padroni di casa (quelli del pubblico già lo sono). Mentre il pubblico canta “Noi non siamo Reggio Calabria” (e questo, a svantaggio crotonese, lo si sa da sempre), la Reggina prova ad approfittare della superiorità numerica per chiudere la gara. Il Crotone, generosamente, si catapulta a testa bassa nella metà campo reggina ma, onestamente, senza alcun risultato apprezzabile. La Reggina, sbagliando, arretra subendo l’iniziativa dei padroni di casa. Al 62° Breda effettua il suo primo cambio: esce Rizzato (per la prima volta in questo campionato) ed entra Barillà. Un minuto dopo Menichini fa entrare Djuric per Calil. Al 65° buona occasione per i padroni di casa. Il nuovo entrato Djuric serve Sansone che batte a rete con Kovacsik che devia in corner. Un minuto ancora, al 66°, ed il Crotone pareggia. Corner da sinistra, palla al centro dell’area con Kovacsik che smanaccia come può sui piedi di Ciano che è lesto a battere a rete ma anche fortunato nel vedere la palla passare tra una selva di gambe di giocatori amaranto e terminare la sua corsa in rete. Assolutamente nulla da addebitare al portiere ungherese, ma i 5/6 reggini sulla traiettoria del tiro mancino di Ciano che facevano? Grave, quindi, l’ingenuità del reparto difensivo reggino colto impreparato sugli sviluppi del settimo corner per i padroni di casa che, adesso, gasatissimi, pur in inferiorità numerica, continuano ad attaccare sulle ali dell’entusiasmo per il pari ritrovato. Sarà un caso che il pareggio è arrivato dopo la sostuzione "strana"? Mah! La Reggina, dal canto suo, ha il torto di non aver approfittato del vantaggio numerico in campo penalizzata, probabilmente, anche dalla “strana” scelta di Breda nel far uscire Rizzato e non altri. Al 73° Breda effettua il secondo cambio: esce De Rose ed entra Rizzo. Al 75° calcio di punizione di Florenzi dal vertice sinistro dell’area di rigore amaranto. Palla nello specchio con Kovacsik che respinge coi pungi. La Reggina, stranamente, gioca al piccolo trotto. Pare non avere né forza né energie nelle gambe nella sua terza gara in otto giorni (per gli avversari vale la stessa cosa). Non pare, in sostanza, giocare in superiorità. Al 78° ci prova ancora Florenzi dalla grandissima distanza, Kovacsik è attento e para. La Reggina, come detto, fa fatica a costruire delle manovre. Ha avuto il torto di non insistere alla ricerca del raddoppio, ha forse sbagliato (per mano del suo allenatore) il cambio Rizzato-Barillà ed ora annaspa piuttosto stancamente. Al 79° ultimo cambio per gli amaranto: esce Ragusa ed entra Ceravolo. Anche Menichini ordina la sua ultima sostituzione (un minuto prima Maiello aveva preso il posto di Galardo): entra Pettinari ed esce Ciano. La Reggina prova, timidamente, a rialzare la cresta cercando la via del gol prima con Missiroli (tiro deviato in corner, il primo all’83°!) e poi con A. Marino (tiro sbilenco sul fondo). La Reggina, a 5 minuti dalla fine (più recupero), se ha da recriminare lo deve fare con se stessa. Il Crotone, dal canto suo, generosamente, prova a dare la soddisfazione della vittoria ai suoi tifosi. All’89° la Reggina ha il suo match point. Sui piedi del suo giocatore migliore, Missiroli, capita la palla della possibile vittoria. Missile recupera palla sulla trequarti avversaria, supera due/tre avversari e si porta al limite dove calcia di sinistro praticamente a colpo sicuro spedendo, però, il pallone clamorosamente in curva. 4 saranno i minuti di recupero concessi da Velotto. La gara, dopo un ulteriore minuto di recupero utile per un calcio di punizione a favore del Crotone respinto dalla barriera, finisce qui. Ennesimo pareggio tra le due formazioni calabresi e Reggina che deve recriminare solo con se stessa (e con il suo allenatore che, probabilmente, ha sbagliato la prima delle 3 sostituzioni) per aver giocato 49 minuti in superiorità numerica senza mai centrare lo specchio della porta difesa da Bindi. Stanchezza? Mancata concentrazione? Tutte presunte attenuanti, ma non scusanti per una squadra che ambisce a diventare “grande” ma che ancora “grande” non è soprattutto per i limiti assai evidenti che manifesta il suo allenatore incapace a "leggere" la partita in corso ed orientato più a difendersi (la scelta di oggi ha dell'incredibile: sull'1-0 a proprio favore, in superiorità numerica, sostituisce Rizzato – da sempre il vero valore aggiunto della squadra – per un centrocampista dalle virtù non certo eccelse e dopo soli 2 minuti prende il goal del pareggio) che ad offendere o, comunque, a gestire diversamente il vantaggio. No, mister. Così non va!

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Serie Bwin, XIV^ giornata: Crotone-Reggina, curiosità & note

Curiosità. Dopo la sconfitta interna con il Torino di martedì scorso, scende il trend del rendimento per punti conquistati passando dal 63 al 59%. Torna a -1 il raffronto punti conquistati rispetto allo scorso anno. Ben 2 sconfitte nelle ultime 4 partite in casa (Juve Stabia e, appunto, Torino). Dal 21.05.2011, Reggina-Ascoli 0-0, martedì la Reggina è tornata a non segnare in casa. Gli amaranto perdono  il ruolo di miglior attacco interno ma  mantengono quello di attacco più prolifico nel secondo tempo (17). Il trio d’attacco amaranto (Missiroli-Ragusa-Ceravol0), con 18 gol, è secondo solo al trio pescarese (Insigne-Immobile-Sansovini) a quota 23. Adejo ha raggiunto le 80 presenze in amaranto mentre a Crotone Bonazzoli farà 155 con la maglia della Reggina e Ceravolo 60. Emerson e Rizzato sono gli stakanovisti giacché hanno giocato tutti i 1170 minuti di campionato sin qui disputati. Simone Rizzato, a Crotone, giocherà la sua 35ma partita consecutiva dal 29.01.2011. L’amaranto più prolifico è Ragusa con un gol ogni 71 minuti, poi Ceravolo a rete ogni 99 minuti. D’Alessandro, invece, è il più ammonito (5).

Accadde il 5 novembre. 1933 Reggina-Napoli B 0-0; 1950 Reggina-Lecce 3-0 (doppietta di Beghi ed Andreoli); 1961 Agrigento-Reggina 1-0; 1967: Reggina-Lecco 1-1 (rete amaranto di Vallongo); 1972 Reggina-Como 1-0 (grazie ad un autogol); 1978 Paganese-Reggina 0-1 (Mariano); 1989 Cosenza-Reggina 0-0; 1995 Salernitana-Reggina 0-2 (doppietta di Aglietti); 2005 Empoli Reggina 3-0 (Riganò, Tavano e Vannucchi per i toscani); 2006 Reggina-Catania 0-1 (Corona) e nel 2010 Reggina-Portogruaro 1-0 (Missiroli). Sperando porti bene, ricordiamo Crotone-Reggina 1-2 (Geraldi per i padroni di casa e Bogdani e Casale – al 93° – per i reggini) ma del 04.11.2001. Crotone-Reggina, i precedenti. E’ un incontro che ha alle spalle una lunga storia. Si è giocato in IV serie dal 1952 al 1956 con la Reggina che raccoglie 2 pareggi e 2 sconfitte (il 09.11.1952 Crotone-Reggina 2-1 – gol di Carta per i reggini -, l’01.11.1953 Crotone-Reggina 1-1 – Sininni per i reggini -, il 06.03.1955 ancora Crotone-Reggina 2-1 – Gatto in gol per gli amaranto – ed il 22.04.1956 Crotone-Reggina 1-1 – ancora gol di Gatto -). In serie C si va ancora più indietro nel tempo e tutti inizia il 02.12.1945 (Crotone-Reggina 2-0) per un totale di 15 partite giocate, con un bilancio per gli amaranto di 2 vittorie (1-0 il 30.04.1950 – Ferrari – e 2-1 il 17.11.1974 – doppietta di Tivelli -), 6 pareggi (0-0 il 22.12.1946, 2-2 il 03.10.1948 – Santacroce e Lucchesi i goleador reggini -, 1-1 il 04.03.1951, 1-1 il 21.09.1960 – Navone -, 0-0 il 18.02.1962 e 0-0 il 13.11.1977) e 7 sconfitte (il già citato 2-0 del 02.12.1945, 5-1 il 06.01.1952 – Scarlattei in rete per gli amaranto -, 1-0 il 20.09.1959, 2-1 il 26.05.1963 – Ronzulli -, 2-0 a tavolino il 25.04.1965 dopo aver vinto gli amaranto sul campo per 1-0, 1-0 il 25.04.1976 e 2-1 il 10.10.1976 – Pianca -). Negativamente famosa la sconfitta del 25.04.1965 con vittoria sul campo per 1-0 grazie al gol di Santonico e, poi, sconfitta a tavolino per lancio di un oggetto in campo (con messa a rischio la promozione in B per la squadra di Maestrelli che, comunque, arriverà vincendo il campionato a quota 43). In B la Reggina è imbattuta: una vittoria (il già ricordato 2-1 del 04.11.2001 con reti di Geraldi, Bogdani e Casale) e 2 pareggi (1-1 il 21.11.2009 – Pagano per gli amaranto e Mazzarani per i padroni di casa –  e 0-0 il 15.01.2011). Il derby non si è giocato dal 13.01.1977 al 04.11.2001 (ben 24 anni). Il Crotone. E’ tredicesimo in classifica con 15 punti per via della penalizzazione (16 sul campo) frutto di 4 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte con 13 gol fatti e 16 subiti. E’ in trend positivo: dal 51,9% dei punti conquistati sui disponibili nelle ultime 9 partite, è salito al 66,7% delle ultime 3. 3 vittorie, un pareggio ed una sconfitta nelle ultime 5 gare. Ha conquistato 4 punti su 12 (il 33,3%) a settembre ed 11 su 18 (61,1%) ad ottobre. Ha realizzato 13 gol, molto nel primo tempo (9) e poco nel secondo (4 ed è suo, in questo, il peggior rendimento del campionato). Dei 13 gol realizzati 9 sono arrivati da dentro l’area, uno da fuori e 3 di testa (attenzione quindi a Pettinari, Eramo e Florenzi); 10 su azione, uno su punizione (Sansone ) e 2 su rigore (Gabbioneta e Loviso). Ha realizzato i due rigori a favore ed ha subito 3 dei 4 rigori contro. I cannonieri crotonesi. A quota 2 Pettinari, Djuric, Floreani e Ciano. In casa. Ha giocato 7 volte raccogliendo 11 punti grazie a 3 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte segnando 9 reti (ha sempre segnato tranne contro la Juve Stabia ed il Bari) e subendone 6 (ha tenuto la porta imbattuta solo contro la Juve Stabia). Gli allenatori. Mai Breda contro Menichini. Breda contro Crotone vanta una vittoria a Reggio il 19.04.2010 grazie a Brienza e Menichini contro Reggina solo il pareggio 0-0 del 22.8.2010 al “Granillo” alla prima del campionato scorso. Situazione disciplinare amaranto. Nessuno squalificato. Adejo diffidato. Ammonizioni: D’Alessandro 5 gialli, De Rose e Cosenza 4, Rizzato, Emerson e Barillà 2 e Bonazzoli, Colombo, P. Marino e Rizzo 1. L’arbitro. A dirigere il derby di Calabria sarà il signor Massimilano Velotto di Orbetello e della sezione di Grosseto. Con lui gli assistenti Schenone ed Evangelista (entrambi alla seconda partita con la Reggina). Velotto vanta 13 presenze partite in A (mai in questa stagione) e 94 in B (6 in questo campionato). Ha decretato 40 rigori ed estratto 40 cartellini rossi in B (3 rigori ed un cartellino rosso in questo torneo). Arbitra in B dal 16.09.2006. Con la Reggina: 5 vittorie (2 in casa contro Novara e Frosinone) e 3 fuori (a Trieste, Ancona e, di recente, a Gubbio). Con il Frosinone ha decretato un rigore a favore (sbagliato da Bonazzoli) ed uno contro con espulsione di Giosa. Ad Ancona ha espulso Cacia. Anche 2 sconfitte per gli amaranto con Velotto: entrambe nella città di Modena: con i canarini e, all’ultima giornata dello scorso campionato, con il Sassuolo. Il Crotone, invece, con lui a dirigere vanta 2 vittorie, 2 pareggi ed una sconfitta in un lontanissimo derby in casa del Catanzaro nel 2003.

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Maida (CZ): domani il premio letterario “Feudo di Maida” edizione 2011

Al via la XV edizione del Premio letterario internazionale Feudo di Maida, l’appuntamento è come sempre a Maida, il prossimo sabato 5 novembre alle 17.30. Madrina e conduttrice della serata è la scrittrice Catena Fiorello. In occasione dell’importante kermesse letteraria verrà riaperto al pubblico l’ex cinema di Maida, che farà da scenografia per la cerimonia di premiazione. Anche quest’anno i titoli e le case editrici che hanno partecipato al premio sono tante e prestigiose, un totale di otre 200 titoli inviati da circa 100 case editrici. Al termine di un lungo e puntiglioso iter valutativo, i vincitori dell’edizione 2011 sono: Maurizio Costanza con “La mezzaluna sul filo” per la sezione Culture mediterranee, Alberto Vitali con “Oscar A. Romero” per la Letteratura religiosa, Silvio Lanaro con “Retorica e politica” per la Saggistica; Nando Dalla Chiesa con “Album di famiglia” per la Narrativa e il premio speciale della giuria “Enzo Iuffrida” è stato assegnato a Don Giacomo Panizza per il suo “Qui ho conosciuto Purgatorio, Inferno e Paradiso”.

Curata nei minimi particolari, la quindicesima edizione del Premio è,come al solito,corredata da una brochure di presentazione che quest’anno omaggia e sviluppa il tema del 150° dell’Unità d’Italia, con brevi saggi che spaziano su tematiche sociali, storiche ed economiche del meridione dagli anni dell’unità ad oggi. Come sempre lo scopo dell’associazione culturale “La Lanterna” è quello di avvicinare gli studenti, coinvolgerli nelle iniziative culturali e valorizzarne le eccellenze. Per questo motivo il premio promuove l’Albo d’oro, premiando i ragazzi delle scuole superiori che si distinguono per la media scolastica. I vincitori di quest’anno sono: Miriam Grande, Chiara Panedigrano, Francesco Davoli, Serena Carnovale e Maria Francesca Colella. Ma non basta, i vincitori del Premio Feudodi Maida incontreranno nelle scuole superiori gli studenti per discutere e dibattere le tematiche affrontate nei testi premiati. Sempre nell’ottica di una promozione territoriale completa, l’associazione “La Lanterna”, con iniziativa collaterale, valorizza ogni anno dei prodotti del territorio. Nella scorsa edizione l’olio d’oliva, due anni fa il vino, quest’anno un prodotto che si accompagna bene ad entrambi: il fagiolo. Proprio quello coltivato e prodotto nel territorio di Cortale (CZ) su un terreno fertile e ricchissimo di acqua a 400 metri di altitudine. Un prodotto autoctono e perciò unico, conosciuto come fagiolo cortalese. Per valorizzarlo, venerdì 4 novembre, di concerto con gli amministratori di Cortale, degli specialisti illustreranno agli illustri ospiti del Premio la qualità, le caratteristiche e le fasi di produzione del fagiolo di Cortale per il quale è in corso di assegnazione il marchio Denominazione Comunale di Origine. Al fagiolo sarà abbinato il dolce tipico: la graffiola, anch’esso a marchio De.C.O. , esempio di tradizione e di salvaguardia dell’identità culturale.

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“Ruralia”, un progetto di sviluppo per 4 comuni rurali del reggino: domani a Scido si parlerà di Distretti rurali

Quattro comuni rurali ed un unico progetto di sviluppo locale: Ruralia. Scido, Cosoleto, Delianuova e Santa Cristina d’Aspromonte sono piccoli e caratteristici comuni rurali che insieme contano circa 7.000 abitanti e che vengono caratterizzati dal tipico paesaggio olivicolo collinare della Piana di Gioia Tauro. Il progetto di valorizzazione “Ruralia” finanziato dall’assessorato regionale alle Attività Produttive mira ad evidenziare le peculiarità produttive del territorio e a stimolare l’aggregazione e la cooperazione finalizzate a consentire l’incontro tra l’offerta ed il mercato potenziale sia dal punto di vista agricolo che turistico. E’ stato pertanto avviato un ciclo di manifestazioni le quali prevedono ognuna un convegno di approfondimento e la possibilità di conoscere ed apprezzare direttamente le produzioni e le risorse del territorio. Si è cominciato da Delianuova con la “Fiera di Sant’Arcangelo” e si proseguirà a Scido con “Prodotti in piazza” quindi a S. Cristina d’Aspromonte con “Novembre in fiera” ed infine a Cosoleto con “Fiera per tutti”.

Sabato 5 novembre a Scido alle ore 16,00 presso la Sala Convegni del Centro Servizi Comunità Montana Versante Tirrenico Meridionale – Scuola Elementare, durante il convegno “Ruralia: un laboratorio per lo sviluppo rurale” si approfondirà un tema importante che è quello dei Distretti rurali, innovativo strumento di programmazione integrata e di sviluppo rurale. I lavori introdotti e moderati dal sindaco di Scido, Giuseppe Zampogna prevedono i saluti iniziali di  Aldo Randazzo, presidente del Lions Club “Polistena Brutium”, di Bruno Barillaro presidente della Comunità Montana “Versante Tirrenico Meridionale”, di Leo Autelitano presidente del Parco Nazionale d’Aspromonte, di Domenico Giannetta assessore alle Attività produttive della Provincia di Reggio Calabria. La tematica prevista dal convegno verrà trattata da diversi punti di vista. Il Prof. Salvatore di Fazio e il prof. Giuseppe Modica del Dip. di Scienze e Tecnologie Agroforestali ed Ambientali Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria relazioneranno su “Valorizzazione del paesaggio rurale e identità territoriale” mentre l’agronomo Rosario Previtera, esperto di sviluppo rurale e progettazione integrata illustrerà le possibilità e le opportunità dell’applicazione della distrettualizzazione tematica e della programmazione integrata con l’intervento tecnico su “I distretti rurali ed agroalimentari di qualità: programmazione integrata ed opportunità di sviluppo”. Seguiranno gli interventi degli operatori agricoli Giuseppe Guadagnino, presidente della Cooperativa Delia e di Mario Rossi, presidente Cooperativa Agrolivo ed al termine l’intervento su “Veicolazione dei prodotti agricoli” a cura di Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria. Concluderà i lavori l’assessore regionale alle attività produttive Antonio Caridi. A conclusione della manifestazione nell’ambito di “Prodotti in piazza” si potrà gustare l’”aperitivo etnico” al quale seguirà lo spettacolo folk serale.

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Il KC Reghion 2007 propone l’istituzione della “Giornata del RiKordo dei bambini”

“Ricordare i più piccoli a cui è stata negata la vita è un dovere di ogni cittadino e ancor di più di una organizzazione umanitaria come il Kiwanis. Per questo è mia intenzione proporre alla Divisione Calabria 2 e nello specifico al Luogotenente Governatore, Francesca Pizzi, di voler inoltrare richiesta al Distretto Italia-San Marino del Kiwanis International perché la prima domenica successiva alla commemorazione del 2 novembre diventi la “Giornata del RiKordo dei Bambini”. Con queste parole il Presidente del Kiwanis Club Reghion 2007, Vincenzo Malacrinò, qualifica la proposta di istituire la “Giornata del Rikordo dei Bambini” affinché diventi non solo un appuntamento solenne condiviso da tutti i Kiwaniani, ma anche una ricorrenza nazionale. “Ricordo – chiarisce il Presidente Malacrinò – scritto con la K del Kiwanis, perché l’iniziativa porti la firma di questa grande organizzazione umanitaria che opera nel mondo su importanti progetti e, non ultimo, “Eliminate” per sconfiggere il tetano neonatale nei bambini e nella mamme”.

La proposta di istituire la “Giornata del Rikordo dei Bambini” è stata ufficializzata nel corso della cerimonia di commemorazione dei bambini morti e mai nati promossa dal Kiwanis Club Reghion 2007 il 2 novembre scorso presso il Cimitero di Condera in Reggio Calabria (nella foto). In tale occasione, è stata simbolicamente deposta una corona di fiori nella zona del cimitero in cui riposano i bambini, alla presenza del Luogotenente Governatore della Divisione Calabria 2, Francesca Pizzi, del Segretario Divisionale, Natale Praticò, con gentile consorte e figli, del Past Luogotenente Governatore Francesco Jerace e gentile consorte, del Presidente del Club Reghion 2007, Vincenzo Malacrinò e di una delegazione dello stesso Club composta dai Soci Daniele Caridi e Laura Schiavone, del Presidente del Club Reggio Calabria, Mario Neri e gentile consorte, del Presidente del Club Città dello Stretto, Francesco Rechichi e del Presidente del Club Città del Mediterraneo, Antonino Benedetto. La cerimonia è stata accompagnata da un momento di preghiera officiato da Don Giacomo D’Anna. Al termine, il Presidente del “Reghion 2007”, Vincenzo Malacrinò, ha ringraziato tutti soffermandosi sull’importanza del ricordo per meglio costruire il futuro: “I bambini mai nati e quelli che sono andati in cielo prematuramente si aspettano molto da noi; si aspettano che sappiamo portare con dignità sulle nostre gambe le loro idee e i loro pensieri così come la costruzione di un mondo migliore lontano da soprusi, violenze ed ingiustizie”. Il Luogotenente Governatore, Francesca Pizzi, ha definito questo momento di raccoglimento come una “giornata molto intensa nel ricordo dei bambini che non ci sono più”. Ed è in iniziative come queste – conclude la Pizzi – “che il Kiwanis si ritrova e trae grande speranza e forza per andare avanti nelle sue opere a favore dell’infanzia”.

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“Radici ed Ali della vita”, domani la premiazione dei Maestri Carmelo Candido e Raffaella Santoro

Carmelo Candido, nato nel 1975, ha iniziato fin da giovanissimo gli studi chitarristici. Superato a pieni voti l’esame di ammissione per studiare presso il Conservatorio Statale di Musica “F. Cilea” di Reggio Calabria, ha conseguito, più tardi, il Diploma in Chitarra divenendo a pieno titolo “Maestro di Chitarra”. Il periodo di studio presso il Conservatorio l’ha visto allievo dell’insigne Maestro romano Roberto Vallini, che ne ha curato scrupolosamente la preparazione tecnica ed interpretativo-musicale. Ha poi approfondito ulteriormente i propri studi con i più grandi nomi dello scenario chitarristico internazionale quali il Maestro venezuelano Alirio Diaz, ed i Maestri Bruno Battisti D’Amario e Maurizio Colonna, ed infine per lo stile specifico del flamenco ha seguito i corsi tenuti dall’insigne Maestro spagnolo Juan Lorenzo.

Nel 2008 ha conseguito brillantemente la Laurea Specialistica di II livello in Discipline Musicali per il ramo “Didattica”, divenendo così uno tra i docenti più preparati sui nuovi e più aggiornati sistemi e metodi d’insegnamento pedagogico-musicali per le varie fasce d’età. Sul versante concertistico si è sempre distinto, ottenendo validi consensi di pubblico e di critica nei concerti tenuti per Enti, Istituzioni, ed Associazioni Concertistiche sul territorio nazionale, sia come solista che in diverse formazioni cameristiche. In particolare è da segnalare la sua presenza nei concerti tenuti dal “Guitar Ensemble”. Nel corso dei suoi studi musicali, ha partecipato a numerosi concorsi di esecuzione musicale, classificandosi sempre ai primi posti ed in particolare si ricordano le partecipazioni ai concorsi “Giovani Concertisti” e “Premio Città di Mondovì” (CN). Dal 2006 , con l’intento di approfondire e valorizzare il repertorio per flauto e chitarra ha collaborato con il Maestro Raffaella Santoro, spaziando con un percorso artistico in svariati periodi storici, che vanno dal Rinascimento, all’Ottocento biedermeier (eseguendo musiche di autori quali Carulli, Molino, Giuliani, Spina, Kuffner, Schubert) , dalla musica francese dal sapore spagnoleggiante (Jacques Ibert), alla vera e propria musica colta latino-americana (Machado, Piazzolla, Pujol). Inoltre è da sottolineare che al duo Santoro-Candido è stata affidata la Prima Esecuzione Mondiale dei brani per flauto e chitarra del compositore francese Guillame Gatayes. Per quanto concerne l’ambito didattico il duo si è dedicato alla composizione di brani originali per flauto e chitarra pubblicandone una Raccolta intitolata “Quadri Musicali” (2009), ha inoltre effettuato la revisione di una rarissima composizione di Giuseppe Verdi originale per flauto e chitarra intitolata “Bersagliera e Galop nel Gran Ballo Flick e Flock” (2009) ed ha rielaborato ad uso didattico il brano “Humoreske op.101” di A. Dvorak pubblicandone la versione per flauto e chitarra nel 2010. E’ titolare della cattedra di chitarra nella scuola media statale “Rocco Caminiti” di Villa San Giovanni (RC). Raffaella Santoro, nata nel 1975, ha iniziato fin dalla più tenera età (5 anni) lo studio della musica. Successivamente, dopo aver superato a pieni voti l’esame di ammissione per studiare presso il Conservatorio Statale di Musica “F. Cilea” di Reggio Calabria, ha conseguito brillantemente il Diploma in flauto traverso nel 1995 divenendo a pieno titolo “Maestro di flauto”. Il periodo di studi effettuati presso il Conservatorio l’ha vista allieva dei migliori docenti dell’Istituto: il Maestro Francesco Bruno e il Maestro Maurizio Bignardelli. Per quanto concerne i suoi studi, è da sottolineare l’interesse verso l’area umanistica e pedagogica, infatti ha affiancato agli studi musicali quelli del Liceo Psico-Pedagogico. In seguito, considerate le spiccate doti musicali, ha avuto l’opportunità di approfondire i propri studi con uno dei più grandi flautisti del XX secolo, il Maestro di fama mondiale Conrad Klemm, poiché scelta per seguire i corsi che l’illustre docente teneva in Svizzera e a Roma. Altri importanti docenti hanno contribuito alla sua formazione musicale, quali il maestro L. Tristaino e il maestro A. Gangemi per la musica da camera. La sua vivacità musicale l’ha portata ad esplorare le sonorità di altri strumenti musicali sotto la guida dei Maestri C.Merkel (violino) e S.Woods (arpa celtica), e ad intraprendere gli studi di composizione musicale sotto la guida del Maestro A.Calabrese. Nel 2001 ha conseguito il titolo di Abilitazione all’Insegnamento dello strumento musicale e, nel 2007 ha conseguito la Laurea specialistica di II livello in Discipline Musicali (ramo interpretativo-compositivo) con il massimo dei voti e la lode, effettuando una tesi che ha subito ottenuto grandi consensi ed il permesso di pubblicazione con il titolo “L’Offerta Musicale di Johann Sebastian Bach: percorso verso l’Assoluto”, in cui viene illustrata un’approfondita analisi del capolavoro bachiano “L’Offerta Musicale” dal punto di vista matematico-scientifico e filosofico oltre che musicale. La pubblicazione è stata poi adottata da molti Conservatori di Musica come libro di testo per i corsi di Laurea Specialistica di II livello. Sul versante concertistico, la sua attività inizia prestissimo, già dal 1982, tenendo concerti su tutto il territorio nazionale in diverse formazioni strumentali ed ottenendo sempre validi consensi di pubblico e di critica. Nel corso della sua formazione ha inoltre partecipato a numerosi concorsi di esecuzione musicale classificandosi sempre ai primi posti ed ha collaborato, tra il 1996 ed il 1999, in qualità di Flauto Solista e 1° Flauto con l’Orchestra Sinfonica di Reggio Calabria, diretta dall’illustre Maestro romano G.L.Zampieri. Studiosa di filologia musicale ha effettuato approfondite ricerche su spartiti originali dell’Ottocento flautistico, riscoperti nelle biblioteche dei più antichi Conservatori di Musica italiani (Milano, Napoli, Palermo) ed in seguito una delle case editrici musicali più importanti d’Italia (Casa Editrice Bèrben di Ancona) le ha affidato la ripubblicazione moderna di queste opere musicali. Dedicatasi anche alla stesura di opere saggistiche riguardanti il proprio strumento, conta al suo attivo numerose pubblicazioni di carattere musicale. Tra le principali ricordiamo: 1- “Il flauto traverso” (1996) in cui viene effettuato uno studio sulla storia, la costruzione, il ruolo in orchestra del flauto ed in cui sono riportate le biografie dei maggiori flautisti dal 1500 al 1900; 2-“Sigfrid Karg-Elert”(1996),un percorso monografico in cui viene analizzata la collocazione storica e l’opera per flauto dell’ interessante compositore tedesco tardo-romantico; 3-“Il flauto nelle culture extraeuropee” (2001), in cui viene effettuato uno studio sui flauti provenienti da diverse zone del mondo, dal punto di vista antropologico e del loro significato sociale, culturale e simbolico-spirituale; 4-“Flautolandia” (2001), il 1° metodo flautistico per ragazzi pubblicato in Italia. Con migliaia di copie vendute, ha ricevuto larghi consensi divenendo libro di testo per il flauto in moltissime scuole medie italiane. E’ stato altresì adottato presso i Conservatori di Musica come libro di testo per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento di strumento;5-“Esercizi giornalieri per flauto” (2005), una raccolta di esercizi giornalieri per affinare le tecniche strumentali; 6-“Tecniche di rilassamento per la performance musicale” (2010) pubblicazione con cui ha tenuto un seminario sulle più importanti tecniche di rilassamento esistenti, applicate alla capacità di mantenere un corretto assetto psico-fisico durante l’esecuzione musicale in pubblico; 7-“Gavotta dalla Sinfonia Classica di Prokofiev” (2010) trascrizione per 4 flauti di una splendida pagina di musica orchestrale. Riviste specializzate hanno pubblicato suoi articoli, tra i quali spiccano “Proporzioni auree ne La Cathedrale Engloutie di Claude Debussy” e  “Giochi matematici nel Canon Triplex di Johann Sebastian Bach” in cui viene effettuata una originalissima analisi a livello matematico (Fibonacci ed isometrie) di importanti brani della letteratura musicale di autori dello spessore di Bach e Debussy. Dal 2006 si è dedicata alla valorizzazione del repertorio per flauto e chitarra formando duo con il Maestro Carmelo Candido, ed effettuando insieme al maestro ulteriori pubblicazioni di carattere didattico. E’ titolare della cattedra di flauto nella scuola media statale “Rocco Caminiti” di Villa San Giovanni (RC).

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FIPAV: XIV edizione del Trofeo “Città di Reggio Calabria”

La manifestazione si è svolta dal 15 al 30 ottobre scorso. Le squadre, divise in quattro gironi, due maschili e due femminili, hanno disputato gli incontri presso la palestra “G. Campagna”. Nel girone A maschile hanno giocato: Olimpia Bagnara 1978, A.D.Pol. San Nicola Palmi, Volley Roccella. Nel girone B maschile, invece: A.S.D. Luck Volley R.C., A.S.D. Grifondoro Volley, Volley Cenide, Mymamy Reggio Calabria. Nel girone A femminile hanno giocato: S.S. Mamerto, Volley Roccella, A.D.Pol. San Nicola Palmi. Nel girone B femminile, invece: Virtus 1962, RobyMax65, Volley Frecce Azzurre.

Le squadre prime classificate di ogni girone (Olimpia Bagnara 1978 ed A.S.D. Luck Volley, maschili, e S.S. Mamerto e Virtus 1962, femminili) accedono alla finale del Trofeo “Città di Reggio Calabria” che si disputerà il 29 dicembre sempre presso la palestra “G. Campagna”. Sulla manifestazione il presidente del Comitato Provinciale Giuseppe Cormaci ha evidenziato: “Si è trattato di una competizione giunta ormai alla quattordicesima edizione. Il lavoro costante dei Comitati Provinciali, unitamente alle singole Società, ci consente di portare avanti il progetto di valorizzazione e diffusione dell’attività pallavolistica tra i giovani. Le squadre che hanno disputato la prima fase del Trofeo hanno mostrato grande dedizione e senso di partecipazione. Inoltre il buon livello tecnico delle quattro squadre prime classificate certamente renderà maggiormente competitiva la finale”.

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La Reggina e “Quello che non ho” fanno rete per combattere l’illegalità

"Bisogna fare rete per conoscere l'illegalità e combatterla". Questo lo spirito che ha dato vita a "Quello che non ho", percorso contro le mafie e per la giustizia dedicato agli studenti delle scuole della provincia di Reggio Calabria, organizzato dall'ANPI, dall'associazione Ad personam, dall'associazione antimafie daSud onlus, dall'Ente Scuola Edile per la Formazione e la Sicurezza, dalla Fondazione di Vittorio e dall'Ufficio Scolastico Provinciale, in collaborazione con Magistratura Democratica. Il progetto, che ha conosciuto il proprio abbrivio lo scorso 20 ottobre con un dibattito presso il Liceo Scientifico 'Leonardo da Vinci' che ha visto la partecipazione straordinaria dell'ex magistrato Gherardo Colombo e dei procuratori Giuseppe Lombardo e Ottavio Sferlazza, prevede la costruzione di un percorso di crescita su temi quali la legalità e la 'ndrangheta, il bullismo, il lavoro nero, la sicurezza sul lavoro e la memoria che culminerà nella realizzazione di un diario scolastico che avrà vita dalle esperienze degli stessi ragazzi che, in questo percorso, saranno impegnati in una serie di laboratori.

La Reggina ha sposato ideali e valori di un progetto che rappresenta uno strumento per la formazione di una sana coscienza civica. Così, nella sede di casa S. Agata, il club e Francesco Alì, portavoce del percorso "Quello che non ho", hanno definito modalità e tempi di una collaborazione ad ampio respiro che inizierà nelle prossime settimane con il secondo appuntamento del progetto. Sarà Simone Missiroli, infatti, in rappresentanza dell'intera squadra, ad intervenire inaugurando la fase dedicata ai laboratori portando la propria testimonianza di reggino, prodotto di un territorio in grado di esprimere eccellenze sotto il profilo umano e professionale. Per approfondire la conoscenza sul programma del progetto "Quello che non ho" è possibile visitare il sito www.quellochenonho.net.

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Camigliatello Silano (CS): “Tintinnare di mosti”, la festa del vino novello

Calato il sipario su uno straordinario Autunno Silano, che con migliaia di visitatori ha fatto registrare il tutto esaurito nelle strutture ricettive dell’area per tutti i fine settimana di ottobre, SilaInFesta prosegue le sue attività con “Tintinnare di mosti”, la festa del vino novello prodotto in Calabria che sabato e domenica sarà offerto in degustazione assieme ad altre prelibatezze dell’altipiano, dai funghi ai formaggi fino agli immancabili funghi sovrastati dal profilo imponente di “sua maestà” il fungo porcino. Ancora una volta il corso di Camigliatello sarà addobbato a festa con gli stand degli operatori che metteranno in mostra le prelibatezze prodotte da una terra particolarmente generosa, offrendo anche dimostrazioni dal vivo sulle antiche modalità di preparazione di alimenti come formaggi o salumi, mentre d’intorno bande piluse, orchestrine itineranti, pacchiane di San Giovanni in Fiore, tamburinari della Sila, giocolieri e trampolieri restituiranno ai visitatori il clima gioioso e l’atmosfera coinvolgente delle vecchie feste di piazza.

Ma il protagonista assoluto di questo fine settimana all’insegna dell’abbinamento tra prodotti tipici e musiche di tradizione, nate negli stessi contesti di una secolare civiltà rurale e contadina, saranno le spremiture delle prime uve che in Calabria trovano sbocco in vini di assoluta eccellenza come il Cirò, il Lametia e il Donnici, per menzionare le più note tra le varietà vinicole prodotte nella nostra terra.  D’intesa con la FISAR, in particolare, domenica 6 novembre si terrà il primo Concorso per il migliore novello calabrese che vede in lizza ben 12 cantine regionali (Boscarelli, Criserà, De Luca, Enotria, Ippolito1845, Lento, Malaspina, Spadafora, Statti, Tramontana, Vivacqua e Zito) che si contenderanno la vittoria decretata da una giuria composta da una Giuria di esperti e, parallelamente, dai giudizi del pubblico che potrà degustare le primizie vinicole nel wine bar allestito sul corso di Camigliatello, dove saranno anche proposti abbinamenti con piatti tipici della tradizione, dalla carne ai formaggi, dai salumi agli insaccati. L’iniziativa rientra nell’ambito della rassegna nazionale “I tini di San Martino- expo degustazione 2011”, giunta alla quinta edizione. Tra abbondanti libagioni di vino e un festoso paesaggio sonoro si rinnoverà così l’omaggio ai frutti della terra, celebrando le eccellenze enogastronomiche della Calabria che in Sila raggiungono vette vertiginose, differenziate di stagione in stagione. Tintinnnare di mosti è una delle iniziative di una rinnovata SilaInFesta che, inserita dalla Regione Calabria nel novero dei “grandi eventi”, è promossa dall’associazione Altrosud d’intesa con il Parco Nazionale della Sila, la Comunità Montana “Silana”, i comuni di Pedace e Spezzano della Sila, il contributo di numerosi privati e l’apporto determinante di PromoSila, la sigla che riunisce gli operatori economici dell’altipiano ormai determinati a giocare un ruolo di primo piano nella valorizzazione e promozione delle risorse del territorio al fine di incentivare nuovi e significativi flussi di turismo direzionato e concedere così una salutare boccata d’ossigeno all’economia locale. L’ingresso è gratuito e per ulteriori informazioni altrosud@altrosud.it o 0984578154.

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Calcio a 5, serie A: Pro Reggina-Lazio 5-4

altPro Reggina-Lazio: 5-4. Pro Reggina: Trovato Mazza, Arena, Romeo, Cioffi, Siclari, Mezzatesta, Stuppino, Violi, Gatto, Presto, Politi, Cacciola. All.: Tramontana. Lazio: Martone, Crescenzi, Crespi, Cenciarelli, Fiorem Frilicca, Coviello, Moroni, Verrelli, Bellucci, Del Monte. All.: Rotondi. Arbitri: Panebianco (Acireale), Saitta (Catania), Gravina (Paola). Marcatori: 30’’ Siclari, 2.50’’ Frilicca, 10’ Cenciarelli, 18’ Coviello, 19’43’’ Mezzatesta, 26’Cenciarelli, 35’ Violi, 37’ Violi, 39’56’’ Arena (rig.). Una partita al cardiopalma. Davanti a 400 persone, le ragazze della Pro Reggina battono anche la Lazio e difendono il secondo posto in classifica in compagnia dello Statte. Parte forte la squadra amaranto che dopo 30 secondi è già in vantaggio con la Siclari che sfrutta un’ingenuità difensiva delle laziali. La sberla subita sveglia le capitoline che dopo appena due minuti trovano il pareggio con la Frilicca.

Partita che viaggia sul filo del rasoio con numerose ripartenze da una parte e dall’altra, ma un tiro apparentemente innocuo della Cenciarelli beffa l’estremo difensore Trovato Mazza. Passano otto minuti e sempre la Coviello, supera l’estremo difensore amaranto. Impennata d’orgoglio delle reggine che a 17 secondi dal termine accorciano le distanze con la solita Mezzatesta. Nella ripresa parte forte la Lazio che al sesto porta nuovamente a due le lunghezze di vantaggio con la rete della Cenciarelli che realizza una doppietta. La Pro Reggina in più occasioni potrebbe accorciare le distanze e trovare il pareggio, ma i troppi errori sotto porta e le parate della laziale Martone fermano il tentativo di rimonta delle calabresi. Sotto di due reti il tecnico Tramontana gioca la carta del portiere di movimento e complice quattro minuti di follia delle Laziali, grazie ad una doppietta di Marcella Violi, le amaranto raggiungono il pareggio. Entrambi gli allenatori vogliono vincere la gara ed anche Rotondi tecnico della Lazio gioca la carta del portiere di movimento. A quattro secondi dal termine, quanto tutto sembra presagire al pareggio, a causa di un’entrata scomposta dell’ultimo uomo laziale l’arbitro Saitta assegna il calcio di rigore trasformato con freddezza da Zaira Arena che regala cosi i tre punti alla sua squadra. A fine gara il tecnico Tramontana elogia le proprie giocatrice, invitandole a tare con i piedi per terra. E domenica prossima al Pala Botteghelle arriverà il Real Statte.

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Il futuro del surfcasting sulle sponde dello Stretto: sul litorale reggino il Campionato italiano giovanile di pesca sportiva con il tecnico azzurro Galassi

Cinquanta tra le migliori giovani promesse della pesca sportiva nazionale hanno disputato, sul litorale di Reggio Calabria, il Campionato italiano 2011. “Scenderanno in campo” gli atleti della Nazionale Italiana under 16 di surfcasting vincitori dell’ultimo Campionato del Mondo tenutosi a La Spezia ed i migliori azzurri dell’under 21. Con il top del settore giovanile italiano, impegnato in un incantevole e pescoso campo di gara, a Reggio Calabria è presente anche il tecnico azzurro Vittorio Galassi. L’organizzazione della società reggina “Mediterranea Surfcasting Club” del presidente Giovanni Gerbasi, si conferma, dunque, impeccabile e consolidata. Alla cerimonia d’apertura, tenutasi al “Regent Hotel” di Catona, erano presenti il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, e, per la Federazione italiana di pesca sportiva (Fipsas), il rappresentante federale e giudice di gara, Alfredo Castaldo, ed i presidenti regionale, Antonio Debilio, e provinciale, Domenico Frattima (nella foto, il primo da sinistra, con Debilio, Castaldo, Gerbasi, Praticò e Galassi).

“Auguro a quanti provengono da lontano di godersi la competizione e le bellezze della nostra costa, all’insegna del sano spirito sportivo”. Con queste parole, il presidente Gerbasi, saluta gli ospiti ed introduce gli interventi delle autorità. Dal presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò, un saluto particolare è rivolto ai giovani atleti, i veri protagonisti della manifestazione: “Benvenuti in Calabria”. “Ho l’occasione – ha detto Praticò – di congratularmi con il nuovo delegato regionale della Fipsas, Antonio Debilio ed offrirgli la piena disponibilità in favore della disciplina che rappresenta”. “Anche se mediaticamente non è in primo piano – ha continuato il presidente – la pesca sportiva, per numero di praticanti, è seconda soltanto al calcio. La sua è una federazione rinomata e prestigiosa ed, in Calabria, grazie all’impegno dei sui dirigenti, sta dimostrando grande professionalità e partecipazione”. L’intervento del presidente Praticò si è, poi, focalizzato sugli aspetti fondamentali che devono possedere quanti operano nell’ambito dello sport al giorno d’oggi. Tema, questo, del “Corso per Dirigenti sportivi di I livello” che la Scuola dello Sport Coni della Calabria ha avviato, da settembre, nelle 5 province calabresi riscuotendo notevole successo. Ben 130 sono gli iscritti della tappa reggina che inizierà il prossimo 3 novembre. Il dirigente sportivo – afferma Praticò – oggi più che mai, non può pensare di avvicinare i ragazzi allo sport per prepararli soltanto tecnicamente ed agonisticamente. È importante che egli approfondisca le conoscenze delle normativa giuridica, finanziaria ed anche di quella relativa alla salute ed all’impiantistica sportiva. Il dirigente sportivo, in questo periodo di crisi non soltanto economica, dove per inseguire il business e altre chimere, vengono a mancare i veri valori etici e sociali, deve svolgere il delicato ruolo di educatore”. “Considerato che – continua il presidente – la società moderna, sempre più esigente, non lascia molto spazio al ruolo educativo esercitato da sempre dalla famiglia, lo sport, e quindi il suo dirigente, deve svolgere anche un ruolo fondamentale per la crescita dei giovani al fine di trasmettere quelle “conoscenze di vita” che permettano ai ragazzi di maturare con sani principi”. “Lo sport, dunque, non solo dovrebbe essere riconosciuto come attività vitale per la salute ma anche come quell’attività che cura la formazione, per permettere agli adolescenti di prepararsi a confrontarsi con la vita per affacciarsi al meglio al mondo del lavoro e, non ultimo, a quello turistico, fondamentale per una migliore crescita della nostra Calabria”. Il presidente provinciale della Fipsas, Domenico Frattima, ha spiegato agli atleti alcuni dettagli tecnici facendo notare che i campi di gara scelti sono abbastanza pescosi ed il neo presidente regionale della Fipsas, Antonio Debilio, nel suo intervento, s’è dichiarato “onorato di rappresentare un movimento regionale che ho sempre stimato”. “Quest’anno – ha detto Debilio– sono stati organizzati ben tre eventi nazionali di alto livello: a Cosenza, Badolato ed, oggi, a Reggio, che hanno visto protagonisti, soprattutto, i ragazzi e con loro i dirigenti, i genitori e gli accompagnatori provenienti da tutt’Italia. Il nostro è un bell’ambiente, passionale e professionale, ed i giovani atleti sono determinati nello specializzarsi nella disciplina e non si perdono dietro cose futili”. Debilio ha voluto evidenziare che “quanto ottenuto fin’ora in Calabria a livello federale è merito anche di chi mia ha preceduto: il presidente Antonio Maccarrone”.

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FIPAV Calabria: al via il corso di allenatore di 2° grado 2011/2012

Il Comitato Regionale Fipav Calabria indice ed organizza il Corso Allenatore di 2° Grado 2011/2012. Suddiviso in due fasi, la prima di tipo periodico e la seconda di tipo residenziale, il corso approfondisce le conoscenze della teoria e metodologia dell'allenamento, verifica le capacità organizzative tecnico-tattiche del gioco di alto livello e la scelta dei sistemi di gioco. La fase periodica avrà inizio il 14 novembre e tutte le lezioni saranno tenute il lunedì, mentre il termine ultimo per presentare la domanda d'iscrizione (fax 0963/1930305; email calabria@federvolley.it) è fissato per venerdì 5 novembre p.v.. Possono partecipare i Tecnici in possesso dell'abilitazione di 1°grado dalla stagione sportiva 2009/2010, in regola con il tesseramento e con gli aggiornamenti tecnici. Sono invece obbligati  i Tecnici che abbiano ottenuto deroga a condurre squadre dei Campionati Regionali in qualità di 1° Allenatore.

La mancata iscrizione o l'assenza alle lezioni di questi tecnici produrrà la revoca immediata della deroga concessa e precluderà il rilascio di eventuali deroghe in futuro. I partecipanti al Corso che risultino idonei all'esame finale acquisiscono la qualifica di “Allenatore 2° Grado” con l’abilitazione che consente di svolgere l’attività tecnica di Primo allenatore per le squadre che disputano Campionati di Serie B2, C, D e di Divisione. Direttore didattico del corso è il Consigliere regionale Fipav Buno Gurnari (nella foto durante una lezione), si alterneranno in veste di relatori-docenti, oltre allo stesso Gurnari, Giuseppe Fiorini, Annalisa Parra, Antonio Stella, Antonio Chirumbolo, Pietro Asteriti, Claudio Torchia, Giacomo Bozzo, Francesco Praticò, Ascenzio Corso. Per scaricare la domanda di ammissione al corso e visionare il programma in dettaglio è possibile collegarsi al sito www.fipavcalabria.it , sezione comunicati ufficiali, comunicato n° 6 del 26 ottobre 2011.

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“L’angelo di Alfredo”: applausi ed emozione per il docu-film su Angelo Licheri e la tragedia di Vermicino proiettato al Festival internazionale del Film di Roma

Accoglienza calorosissima per “L’Angelo di Alfredo”, di Fabio Marra, proiettato il 30 ottobre scorso, presso il Centro Elsa Morante, nell’ambito della “Vetrina dei giovani cineasti italiani”, al Festival internazionale del Film di Roma. «Originale, acuto e delicato, il docu-film di Marra offre una chiave di lettura equilibrata nel raccontare una vicenda che certo, nell’essere approcciata, presentava innegabili rischi di scadere nel retorico e nel sentimentale» ha detto, dopo la proiezione seguita da un pubblico attento e coinvolto, il giornalista Massimo Gamba, autore del saggio “Vermicino, l’Italia nel pozzo”. A trent’anni dalla tragedia di Vermicino, il lavoro prodotto dalla Quadra Film di Cosenza, ricostruisce, attraverso la voce e il ricordo di Angelo Licheri e degli altri protagonisti del soccorso, il dramma e la speranza di quelle ore. Angelo, il caposquadra degli speleologi del Soccorso alpino Tullio Bernabei, lo speleologo Maurizio Monteleone e l’ex vigile del fuoco Maurizio Bonardo tornano su una ferita mai rimarginata per raccontare, in maniera asciutta, una vicenda che, nonostante il passare del tempo, è ancora dolorosamente viva nel sentire del popolo italiano.

Era il Giugno del 1981; a Vermicino, poco fuori Roma, un bimbo di sei anni, Alfredo Rampi, cade in un pozzo artesiano. L’Italia segue in tv le operazioni di salvataggio: un’interminabile diretta destinata a segnare per sempre la nostra storia. A cinquantaquattro ore dall’incidente, il volontario Angelo Licheri si cala in quel terribile budello. Trova Alfredino ancora vivo ma l’estremo tentativo di riportarlo in superficie non riuscirà. «Penso che questo lavoro documentale rappresenti un prezioso contributo di verità – ha dichiarato Licheri, eroe senza fortuna in quella disperate ricerca di un modo per trarre in salvo Alfredino -. Troppe cose sbagliate o pretestuose sono state dette, dopo quella terribile conclusione, ingenerando confusione e momenti di dolore aggiunti al dolore. Questa è invece una ricostruzione asettica, vera, capace di restituire la giusta luce ai fatti». Interviste, immagini inedite e ricostruzioni al computer danno corpo al lavoro ideato e diretto da Marra, con la produzione esecutiva di Carmelo Ramundo, la fotografia di Arturo Barbuto e la co-produzione di Raffaele del Monaco. «Ho sentito forte il bisogno di raccontare attraverso un docu-film quella tragedia perché ha segnato profondamente la mia infanzia, con ricordi tristi e indelebili – ha detto il regista Marra -. Ho ancora chiare le immagini trasmesse allora in tv e il mio ingenuo desiderio di allora di poter contribuire a un lieto fine con una telecamera che entrasse nel pozzo per dirci come fare. Ed è un po’ quello che ho fatto ora; guardare da dentro, ricostruire quello che allora non abbiamo potuto vedere». Oltre al regista Marra e Licheri (nella foto), presenti alla proiezione anche Maurizio Monteleone, il produttore esecutivo Carmelo Ramundo e una delegazione del “Centro Rampi” che ha concesso il proprio patrocinio morale all’opera. E ora la Quadra Film lancia, tramite il proprio sito all’indirizzo www.langelodialfredo.it, una raccolta fondi per Angelo Licheri, le cui difficili condizioni di salute sono note. On line è possibile conoscere le modalità per offrire un contributo che giungerà direttamente ad Angelo. La “Vetrina dei giovani cineasti italiani”, nuova sezione della prestigiosa manifestazione capitolina nasce da un progetto promosso dalla Presidenza del Consiglio – Dipartimento della Gioventù, rivolto ad autori e professionisti dell’audiovisivo italiano, e si propone di scoprire e valorizzare i creativi emergenti di tutto il territorio nazionale. Dieci le opere selezionate tra cui il pubblico sceglierà quella vincitrice per la proiezione nella giornata conclusiva del festival.

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Reggio di Calabria: a Piazza Castello “Antiche Tradizioni dei Sapori e dei Saperi di Calabria”

Mancano pochissimi giorni all’appuntamento con la Manifestazione Culturale “Antiche Tradizioni dei Sapori e dei Saperi di Calabria”, dal 04 al 07 Novembre a Piazza Castello, a cui prenderanno parte le eccellenti aziende calabresi del settore enogastronomico ed artigianale. L’Ente Organizzatore, la Cooperativa Sociale Turismo Per Tutti, ha il piacere di presentare nella conferenza stampa indetta per giovedì 03 novembre alle ore 11.00, presso il “Salone dei Lampadari” di Palazzo San Giorgio, questa seconda edizione all’insegna del gusto e della tradizione calabrese. La kermesse, ad ingresso gratuito, sarà svelata in tutti i suoi appuntamenti con la gastronomia, spettacoli folkloristici, cabaret, attività di solidarietà e raccolte fondi alla presenza degli esponenti degli enti che patrocinano l’iniziativa: la Regione Calabria, l’Amministrazione Comunale e Provinciale e la Camera di Commercio di Reggio Calabria.

Prenderà parte alla conferenza stampa il partner ufficiale dell’evento, l’I.P.F. Onlus – Istituto Per la Famiglia, associazione di volontariato, servizio civile e protezione civile, a cui verranno destinate le raccolte fondi promosse dall’ente organizzatore nel corso della manifestazione. Ricordiamo, dunque, l’appuntamento previsto per domenica 06 Novembre con la Festa del Vino Novello, durante la quale sarà possibile sorseggiare un buon bicchiere di novello, dal gusto morbido e fruttato, donato dalle case vinicole Criserà e Malaspina, accompagnato da una manciata di caldarroste, a fronte di un’offerta libera. Sponsor principale dell’evento, il Consorzio del Bergamotto di Reggio Calabria che sarà presente nell’area espositiva durante le quattro giornate della manifestazione con due stand istituzionali. L’Ente Organizzatore, ringrazia anche gli sponsor ufficiali della Manifestazione Culturale “Antiche Tradizioni dei Sapori e dei Saperi di Calabria”: Conasco, C.o.f. , Fe.n.a.p.i. Calabria, Macelleria Cassone e Green Style di Polito Giovanni, per il contributo fornito all’organizzazione di questa seconda edizione.

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In 140 a Reggio per diventare Dirigenti sportivi: Si conclude sullo Stretto il corso del Coni Calabria dopo il successo ottenuto nelle 4 province con circa 500 iscritti

Inizierà domani, giovedì 3 novembre, nell’aula magna del liceo scientifico “Alessandro Volta” di Reggio Calabria, l’ultima tappa del Corso di formazione per Dirigente Sportivo di primo livello, realizzato dal Coni attraverso la Scuola dello Sport della Calabria in collaborazione con la Scuola dello Sport nazionale. Il corso, aperto a tutti gratuitamente, è iniziato a settembre ed ha toccato tutte e 5 le province calabresi riscuotendo un notevole successo: circa 500 iscritti. “La figura del dirigente sportivo è fondamentale per la promozione dell’attività sportiva. Egli è il divulgatore dei valori etici e morali legati allo sport” sostiene il presidente del Coni, Giovanni Petrucci.

La Scuola dello Sport della Calabria, con il suo presidente, Mimmo Praticò, dunque, tra le molteplici iniziative in cantiere, ha posto l’attenzione sulla figura del dirigente con l’intenzione di creare i presupposti per colmare quei vuoti formativi di una categoria che risulta fondamentale per la promozione dell’attività di base. Una figura, quella del dirigente che, oggi, si trova ad agire all’interno di un quadro di riferimento molto diverso che nel passato. Adesso viene sempre più coinvolta in attività e organizzazioni complesse che, per la loro buona riuscita, richiedono la realizzazione contemporanea e coordinata di molteplici funzioni. Per questo, la SdS Coni Calabria ha ritenuto fondamentale organizzare questo corso per dare un concreto contributo operativo all’azione di promozione dell’attività motoria sul territorio che, malgrado gli sforzi di Istituzioni ed Enti, vede solo il 50% della popolazione partecipe (CENSIS – CONI), in Calabria il 30%. Tra le cause di questa bassa partecipazione nella nostra regione, al primo posto risulta la scarsa organicità della proposta e della fruizione dell’attività. Le difficoltà che impediscono ai cittadini, grandi e piccoli, di poter avere a disposizione una rete di servizi sportivi capace di soddisfare tutte le esigenze eleva, di conseguenza, la percentuale di abbandono della pratica. L’aumento della sedentarietà, a sua volta, comporta un aumento delle problematiche tipiche dell’ipocinesia (aumento ponderale, obesità, paramorfismi). Per migliorare l’attuale condizione bisogna, dunque, far si che tutti i profili che interagiscono nell’ambito dell’attività motoria/sportiva abbiano un obiettivo comune: aumentare il numero dei praticanti, focalizzando l’intervento nell’età infantile. Risulta palese, quindi, quanto il profilo del dirigente sportivo sia determinante per migliorare la fruibilità dell’offerta formativa. Uno scopo, quest’ultimo, che il Coni, da sempre, porta avanti sul territorio nazionale con il progetto“ Sport per Tutti” d’intesa con molti soggetti formativi ed educativi. Il Consiglio e la Giunta regionale del Coni Calabria, il Consiglio direttivo della SdS e la Conferenza regionale dei Presidenti territoriali hanno approvato e supportato il progetto con un impegno finanziario rilevante (l’offerta formativa è gratuita). Il corso, diretto dal Coordinatore didattico-scientifico della SdS, Demetrio Albino, con l’intervento dei docenti della Scuola, si articolerà in 20 ore, suddivise in 5 moduli di 4 ore ciascuno, in cui verranno affrontati temi specifici, inerenti il profilo del dirigente e che spaziano tra area istituzionale, area giuridico-fiscale, area comunicazione e marketing ed area organizzazione e gestione risorse.

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Serie Bwin, XIII^ giornata: Reggina-Torino 0-1

Reggina-Torino: 0-1. Reggina (3-4-1-2): Kovacsik; Adejo, Emerson, A. Marino; D’Alessandro (dal 73° Colombo), Rizzo, Viola (dal 79° Barillà), Rizzato; Missiroli (c); Ragusa, Ceravolo (dal 65° Bonazzoli). In panchina: Leone,  Cosenza, Castiglia, De Rose. All.: Breda. Torino (4-3-3): Coppola; D’Ambrosio, Ogbonna (c) (nella foto, fonte torinofc.it), Glik, Zavagno; Basha, Iori, Vives (dal 73° De Feudis); Stevanovic (dal 69° Darmian), Antenucci, Ebagua (dal 79° Bianchi). In panchina: Morello, Di Cesare, Pagano, Verdi. All.: Ventura. Arbitro: Candussio di Cervignano. Assistenti: Stallone di Foggia e Conca di Roma. Quarto uomo: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto. Marcatore: D’Ambrosio all’84°. Ammoniti: Vives al 54°, D’Alessandro al 64° e Iori al 74°. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’(s.t.). Corner: 5 Reggina e 3 Torino. Spettatori paganti: 4200. Abbonati: 3863. Incasso al botteghino: € 66.135,00. Quota abbonati: € 23.548,33. Spettatori totali: 8063. Incasso totale: € 89.683,33.

Note. Primo “test-verità” per la Reggina contro il Torino capolista. La squadra di Breda, dopo 4 vittorie consecutive, affronta i forti granata di Ventura al cospetto, per la prima volta in stagione, di una discreta cornice di pubblico. Presenti, nel settore a loro riservato, un congruo numero di tifosi granata un tempo gemellati con quelli amaranto. Cronaca e commento. Primo tempo. Gara che inizia al piccolo trotto così come si confà quando si affrontano due squadre in forma e di calibro elevato. La prima occasione da rete è degli ospiti. Al 6° Antenucci riceve palla spalle alla porta, si gira, supera Adejo nello scatto e batte a rete con Kovacsik pronto a parare a terra in due tempi. La Reggina prova a reagire mentre il ritmo della gara, pian piano, si eleva (ma non troppo). Eccellente la combinazione Rizzato-Missiroli con il capitano a lanciare in verticale per Ceravolo che, disattento, non coglie l’attimo. Di contro il Torino si rende sempre più pericoloso sulla propria fascia destra. Antenucci sembra sovrastare A. Marino ed i cross in area aumentano a cercare quando Ebagua (su uno di questi è sua la richiesta di un improbabile rigore) quanto Ogbonna (centrale difensivo sempre pronto a farsi trovare in area su cross e corner). Al 19° ci prova da fuori area, defilato sulla destra, Stevanovic con un fendente che Kovacsik controlla andare sul fondo. Il gioco dell’undici di Ventura è basato sul possesso palla, estenuante, che i 4 in difesa mantengono spostando il pallone da destra a sinistra e viceversa salvo poi, rapidamente, lanciare in verticale gli uomini lì davanti a cui tocca, poi, cercare di superare l’attenta retroguardia amaranto. Sembra di assistere, almeno in questo primo quarto di gara, ad una partita a scacchi in cui la tattica prevale sulla ricerca del gol (con il Toro padrone indiscusso del pallone e la Reggina attendista). Al 33° un lampo amaranto nel cielo granata. Viola conquista palla sulla trequarti ed innesca Ceravolo che apre subito a sinistra per Rizzato. Cross rasoterra e Coppola è il più lesto di tutti a parare a terra evitando ulteriori pericoli. Al 36°, sugli sviluppi del primo corner per i padroni di casa, Ceravolo prova a sorprendere Coppola di testa ma il portiere ospite è attento e blocca. Al 38° ci prova Viola da fuori area ma il tiro è centrale e non impensierisce granché l’estremo difensore granata. La partita, lo ribadiamo, è giocata sul tatticismo. Entrambe le squadre sanno che un’eventuale distrazione potrebbe loro costar cara. In questi casi, in cui qualcuno dice che le partite come queste siano quelle “perfette”, un episodio può decidere le sorti dell’incontro. Al 41° è ancora la Reggina a farsi vedere e sentire dalle parti di Coppola. Lo fa con D’Alessandro che, dopo un batti e ribatti, ha sul sinistro la palla per il tiro al volo con il pallone che, però, termina la sua corsa fiaccamente tra le braccia del portiere ospite. La Reggina alza il proprio baricentro e prova a rimanere costantemente in attacco seppur senza creare particolari problemi alla retroguardia torinese comandata da un colosso come Ogbonna. Senza neppure un attimo di recupero, il discutibile Candussio (sue almeno tre decisioni opinabili, ma fortunatamente non determinanti) manda le squadre al riposo. Secondo tempo. Seconda frazione di gioco che inizia a ritmi decisamente più sostenuti con la Reggina a cercare di prendere in mano le redini dell’incontro ed il Toro che gestisce palla a lungo salvo poi accelerare. Come in occasione della lunga corsa di Ebagua che, dopo aver conquistato palla sulla propria trequarti, vanamente inseguito da Rizzo, arriva al cospetto di Emerson che lo ferma senza commettere fallo alcuno. Un minuto dopo, al 52°, è la Reggina a rendersi pericolosissima con Ragusa che, superato il diretto avversario, entra in area sulla linea di fondo alla sinistra della porta granata. Il suo crosso rasoterra per il liberissimo Ceravolo è provvidenzialmente respinto da un immenso Ogbonna. Al 59° l’occasione più ghiotta della gara è dei granata. Vives riceve palla in area, si gira e calcia rasoterra con Kovacsik immobile perché preso controtempo. Fortuna (amaranto) vuole che la palla lambisca il palo alla destra del portiere ungherese e termini la sua corsa sul fondo. Che pericolo! Il gioco del Toro non cambia: estenuanti passaggi orizzontali in difesa con improvvisi cambi di ritmo grazie a verticalizzazioni che mettono in ansia la difesa amaranto, comunque, finora, sempre attenta. Breda comincia a pensare a qualche mossa e fa riscaldare a bordo campo Bonazzoli, Barillà e Colombo. Stessa cosa fa Ventura con l’ex Bianchi, De Feudis e Darmian (autore del gol vittoria sabato scorso contro l’Empoli). Al 64° D’Alessandro prova a bucare la difesa avversaria e cade a terra appena in area. Immediata per lui l’ammonizione per simulazione (che appare corretta). Al 65° Breda effettua la prima sostituzione: fuori Ceravolo e dentro Bonazzoli. Al 66° ci prova Rizzo da distanza siderale. Il suo tiro è forte ma centrale e Coppola para. Al 69° primo cambio anche per i granata: dentro Darmian e fuori Stevanovic. Al 73° secondo cambio per Ventura: esce Vives ed entra De Feudis. Risponde Breda inserendo Colombo per D’Alessandro. Nel frattempo Candussio si rende protagonista ribaltando qualche decisione e penalizzando gli amaranto. Il gioco, adesso, è frammentato. Le due squadre, probabilmente stanche, commettono fallo spesso e volentieri e l’opinabile Candussio fischia spesso. Il filo conduttore del gioco granata, comunque, non cambia. Lungo fraseggio a distrarre i reggini e veloci verticalizzazioni che, però, non sortiscono effettuo alcuno se non, in qualche frangente, un po’ di apprensione nella retroguardia reggina. La Reggina, dal canto suo, pare ormai puntare al pareggio impegnata a difendersi senza, però, disdegnare le famigerate ripartenze. Al 79° è Ebagua a tentare la via dalla rete dalla lunga distanza. E’ bravo Kovacsik a volare ed a respingere. Un attimo dopo entrambi gli allenatori effettuano le loro ultime sostituzioni: nella Reggina entra Barillà per Viola (chiaro l’intento di Breda di interdire più che di proporre) e nel Torino un fischiatissimo Bianchi (non in quanto ex di per sé, ma per la presunta acredine dimostrata ogni qual volta ha giocato – e segnato – contro la squadra che l’ha reso grande) sostituisce Ebagua. I fischi per Bianchi si moltiplicano allorquando, in due vicine occasioni, tenta la conclusione a rete da posizioni impossibili tant’è che i compagni non gradiscono ed allargano le braccia. All’84° accade quello che non t’aspetti. Su un cross da sinistra di Zavagno diretto sul secondo palo, sembra sbucare dal nulla il difensore D’Ambrosio che, di testa, trafigge Kovacsik con la palla che termina la sua corsa sotto la traversa. Grave l’ingenuità amaranto che, nell’occasione, lascia colpevolmente indisturbato l’esterno granata puntualissimo all’appuntamento con il gol. Una leggerezza, questa, che verosimilmente può costare la sconfitta atteso che, accusato il colpo, la Reggina non sembra aver in corpo la cattiveria per andare a riprendersi il pareggio. Il Toro, dal canto suo, si dimostra grande squadra capace, cioè, di capitalizzare al meglio la chance concessale. La Reggina, forse colpevolmente, ha presunto che il pari fosse cosa fatta ed invece che cercare di offendere, fors’anche per tenere lontana la palla dalla propria area, soprattutto con l’ingresso di Barillà per Viola, ha abbassato il baricentro e ridotto il proprio raggio d’azione consentendo al Toro di continuare la sua indefessa opera alla ricerca del gol. Al 90° ci prova Bonazzoli, ma il suo tiro termina sul fondo. 3 saranno i minuti di recupero concessi da Candussio. Il Toro si avvicina alla vittoria con merito considerando la mole di gioco, il possesso palla e la gestione complessiva della gara confermandosi grande squadra ma senza particolari meriti considerando le occasioni create. La Reggina, che ancora grande non è (ma può ambire a diventarlo), può rammaricarsi solo per l’aver cercato sin dall’inizio il pareggio senza osare. Il campionato è lungo e “grande”, come detto, lo può ancora diventare ma solo dopo un duro lavoro e, forse, un approccio diverso alle gare: quando saprà essere forte con le grandi allora ne riparleremo.

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Reggio di Calabria: il “Francesco Loccisano quartet” in concerto ai Tre Farfalli

La magia del nuovo sound mediterraneo proiettato verso l’universo della world music. Sarà il filo conduttore del concerto del Francesco Loccisano quartet, in programma venerdì 28 alle 22 ai Tre Farfalli di Reggio Calabria. Nel popolare locale di via del Torrione, il numero uno in Italia della chitarra battente si esibirà con una formazione inedita, composta, oltre che dall’amico e compagno di avventure musicali Mico Corapi alle percussioni (e voce da novello Tom Waits), da due musicisti pugliesi, scesi appositamente per prendere parte alla kermesse reggina. Si tratta di Salvatore Ancora al basso e contrabbasso e Vincenzo Gagliani al tamburello. Entrambi di San Vito dei Normanni, hanno avuto modo di affinare la tecnica della musica popolare che ha caratterizzato la loro formazione, con gli studi al conservatorio.

Un percorso simile, dunque, a quello dello stesso Loccisano, che dopo essersi esibito nei cinque continenti insieme ad Eugenio Bennato, ed aver dato un tocco d’internazionalità alla sua musica, ora si gode il successo di critica e pubblico per il suo primo album da solista “Battente italiana”, i cui brani costituiranno buona parte della scaletta del concerto in riva allo Stretto.

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Regione Calabria: incontro tra l’Assessore Caligiuri e il presidente del Coordinamento delle riviste italiane di cultura Valdo Spini

L’Assessore regionale Mario Caligiuri, in qualità di coordinatore della Commissione Cultura delle Regioni, ha incontrato il presidente del Coordinamento delle riviste italiane di cultura (Cric) Valdo Spini, accompagnato dal segretario Rosario Garra. Spini e Garra – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale – hanno illustrato quanto il Cric sta facendo per potenziare la presenza delle riviste italiane di cultura in termini di servizi anche telematici e di promozione di attività culturali, esprimendo l’auspicio che le Regioni italiane possano sviluppare una fruttuosa collaborazione anche per le specifiche competenze riguardanti il settore. Caligiuri ha apprezzato il ruolo del Cric, ha assicurato che informerà i colleghi regionali dell'esistenza di questa importante struttura ed ha evidenziato che “le attività di promozione che investono prioritariamente il libro si possano allargare anche alle riviste culturali. Analogamente – ha detto Caligiuri – tale impostazioni andrebbe estesa anche nei confronti delle istituzioni nazionali competenti”.

Nel corso dell’incontro è stata anche messa in evidenza l’utilità di una collaborazione tra le Regioni e il Cric nei festival e nelle mostre del settore. Caligiuri e Spini hanno concluso sottolineando l’importanza dell’apporto delle riviste culturali, veri e propri nuclei di volontariato intellettuale, alla vita politica e sociale del Paese e alla sua immagine nelle relazioni culturali internazionali.

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