Reggio di Calabria: un nostro lettore ci scrive “Vogliamo un’altra Reggio”
Riceviamo, condividiamo in ogni sua parte, sottoscriviamo e, anche per questo, pubblichiamo. Sono un libero cittadino di Reggio Calabria. Sento forte la necessità di contribuire alla costruzione di una città diversa e migliore. La situazione attuale è triste, desolante ma anche rischiosa: il rischio è che si precipiti in basso, in direzione contraria a quella del progresso, della modernità e della civiltà. Negli ultimi anni ho conosciuto gente che, come me, da sempre opera e lavora per un altro modello di città. Tante donne e tanti uomini che non si riconoscono nello squallore e nella pochezza morale che sembrano essere ormai i nostri unici tratti distintivi. Per questo ho scritto e diffuso una lettera, forse un manifesto, sicuramente una prospettiva nella quale saranno in tantissimi a riconoscersi. Molti più di quanto si possa immaginare. Inoltro in allegato il documento con la speranza (o l'illusione) che possa contribuire, unitamente a tante altre cose necessarie, alla rinascita della nostra amata città, Reggio Calabria. Buon lavoro. A. B.
È giunto il momento di prendere la parola, di farci sentire e di agire. Fino ad ora ci siamo limitati a riconoscerci a vicenda ed abbiamo capito che siamo tanti. Adesso dobbiamo contarci, condividere intenti e proposte, darci da fare. Chi si riconoscerà in queste parole sarà uno di noi. Non siamo un club, né un circolo, né un’elite. Non siamo tutti attivisti, né siamo tutti iscritti a partiti politici. Non ci convince la definizione di “gente comune”, definizione che tanto si presta alla più becera demagogia. Preferiamo definirci cittadini. Noi siamo cittadini di Reggio Calabria. Noi siamo quelli che da anni lavorano, ognuno a proprio modo, per una nuova Reggio. Lo facciamo con la partecipazione, con l’onestà intellettuale, con la buona fede, con il rifiuto netto e categorico delle dinamiche che da troppo tempo hanno portato in questa città degrado, inciviltà e scarsissima coscienza sociale. Lo facciamo da prima che il nostro Comune, filo-‘ndranghetista e indebitato fino al collo, venisse commissariato. Da prima del clamoroso (e penoso) fallimento del “Modello Reggio”, quella grande balla che ci ha storditi tra luci, suoni e colori di un inutile e rischiosissimo carnevale. Da prima che arrivassero le telecamere delle trasmissioni di denuncia a raccontare la condizione della nostra città a tutta l’Italia. Lo facciamo da prima che esplodesse l’emergenza rifiuti, perché oltre alle note e serie problematiche che hanno contribuito a generarla, noi sapevamo che senza una gestione sostenibile dei rifiuti e senza una forte azione culturale sui cittadini, prima o poi, il sistema sarebbe arrivato al collasso. Lo facciamo spontaneamente, con la consapevolezza che non servono azioni eclatanti, pratiche virtuose, sacrificio e spirito di abnegazione per dare un contributo positivo in una città che è nota solo per la sua “contiguità con la ‘ndrangheta”. Abbiamo la certezza che le persone collegate, vicine o amiche alla ‘ndrangheta siano solo una minoranza, ma una minoranza strutturata, fastidiosa, opprimente e influente. Lo facciamo in maniera gratuita, quotidianamente, senza scopi politici, ma solo con un naturale senso civico e con un grande amore per la nostra città, quella in cui siamo nati e che gli sciacalli vogliono deturpare, svergognare e svendere. Lo facciamo solo perché ci crediamo poiché ognuno di noi, se volesse, potrebbe aggiungersi alle migliaia di migranti che ancora oggi, anno dopo anno, lasciano questa terra per cercare altrove ciò che qui non c’è: le opportunità, la dignità, il lavoro. Lo facciamo a volte in silenzio, altre volte alzando la voce. Con i nostri gesti quotidiani, con il volontariato, con le associazioni, con le professioni. Lo facciamo senza avere la presunzione di chi sta sicuramente dalla parte della ragione. Ma abbiamo anche occhi per guardare, orecchie per sentire e voce per parlare, e ciò che possiamo affermare con forza è che un’alternativa è necessaria. Anzi è indispensabile. Chi siamo? Siamo donne e uomini che avvertono un senso di urgenza, che sentono la necessità di un cambiamento, che non si rassegnano a quel qualunquismo imperante che da noi è divenuto la più pericolosa forma di politica attiva. La politica di chi, tutto sommato, crede che “va così perché è cosi che deve andare”. Sarebbe ipocrita chiamare rassegnazione ciò che invece è connivenza, complicità. Quel modo di pensare perverso che a volte sfocia persino nella convinzione che 'ndrangheta e illegalità, tutto sommato, siano fattori di equilibrio e di ordine sociale. Da troppo tempo impera un diffuso e compiaciuto senso di immoralità. Addirittura viene considerato “illuso” o peggio ancora “in malafede” chi a tale senso comune si oppone. La classe politica, in parte responsabile di questa triste condizione, ha sempre trovato un modo per utilizzarla a suo vantaggio tra clientele, inciuci e rapporti poco chiari con i settori più sudici della società (in)civile. Chi non si ribella a tutto questo è complice di politici incapaci, di amministratori mascalzoni, di famiglie e lobby della ‘ndrangheta e del malaffare. Chi non oppone resistenza alimenta la folta schiera di ignavi che remano contro il progresso di questa città per ricacciarla, ciclicamente e sistematicamente, in uno stato di abbandono e di arretratezza culturale. Siamo sicuramente tanti, più di quanto si possa credere. Ma abbiamo bisogno di capire, una volta per tutte, in quale direzione vogliamo andare. Sappiamo che fare buona politica è possibile, ne abbiamo avuto testimonianza più volte in passato. Siamo stanchi ma anche determinati. Siamo quelli che, quando si parla di Reggio nelle tv nazionali, preferiscono fare autocritica piuttosto che indignarsi per la cattiva pubblicità. Siamo quelli che credono nel potere delle parole, delle idee e dei buoni esempi. Quelli che preferiscono collaborare democraticamente alla vita pubblica piuttosto che acclamare in modo imbarazzante un capo che ci ha portati fino al tracollo. Ma siamo anche quelli che non fanno di una crociata contro un nemico la loro unica prospettiva ma che si rimboccano le maniche per costruire, dal basso, una città di cui andare fieri e nella quale far crescere i propri figli. Cosa vogliamo? Vogliamo una città migliore, una città della quale non dobbiamo vergognarci. Vogliamo una città che metta al primo posto le reali necessità dei cittadini come l’acqua, la manutenzione delle strade e della rete fognaria, la corretta e razionale gestione dei rifiuti, l’efficiente funzionamento degli uffici pubblici. Una città che non imponga come priorità opere dalla dubbia utilità, tapis roulant, grandi eventi, concorsi di bellezza estivi a altre varie “operazioni di facciata” che sottraggono risorse e non contribuiscono in alcuna misura al miglioramento delle condizioni di vita di ognuno di noi. Sembra ormai retorico ricordare che interi quartieri non dispongono dell’acqua corrente. Ed è paradossale constatare come questa classe politica riesca a ricavare, proprio in questi quartieri, i più consistenti e solidi bacini di voti. Vogliamo una città in cui non si debba più ascoltare un politico vantarsi per la sproporzionata percentuale di voti ottenuta, quando sappiamo tutti quanto siano condizionate e poco libere le nostre elezioni amministrative. Nei mesi precedenti le votazioni, nei nostri quartieri si assiste ad un gran movimento. Ma non è il sano fermento di un popolo che partecipa alla vita politica e sociale. È invece un fermento fatto di voti acquistati, voti promessi e voti a rendere. Oggi più che mai non si vota per un’idea di città ma per una misera e a volte inesistente ricompensa personale. Piccoli politicanti in cerca di una sistemazione economica a lungo termine si aggirano tra la gente raccontando frottole, promettendo cose impossibili (ed anche ingiuste e dalla discutibile legalità), inventando inesistenti aziende e società, distribuendo contratti di assunzione, garantendo “un posto” tra le stanze di qualche ufficio pubblico. Vogliamo una città con un tessuto economico sano, pulito e libero. Differente da quello esistente che, dalla grande distribuzione all’impresa, dal commercio agli uffici pubblici, è infetto dalla ‘ndrangheta e attanagliato dall’estorsione. Vogliamo una città nella quale la politica combatta, con tutte le risorse e le energie necessarie, il fenomeno del pizzo e del “controllo del territorio” da parte della malavita. Una città che non chieda ai commercianti di essere degli eroi, ma che pretenda dai suoi governanti la massima collaborazione per una svolta prima di tutto culturale. Vogliamo una città che investa sull’educazione alla giustizia e all’anti-‘ndrangheta e che lo faccia assieme alle realtà che da tempo operano con passione e dedizione in questo campo. Una città in cui la voglia condivisa di riscatto prevalga sulla critica ai “professionisti dell’anti-‘ndrangheta”, atteggiamento quest’ultimo che alimenta quel senso di fastidio che ancora in troppi provano verso chi, spesso a titolo volontario, si batte quotidianamente a nome di tutti. Ma allo stesso tempo una città che prediliga i fatti ai proclami, le azioni concrete all’apparenza, l’educazione alla repressione, la sensibilizzazione continua e capillare nelle scuole e nei luoghi di lavoro alla militarizzazione del territorio. Vogliamo una città che dia dignità al lavoro, che metta fine alla vergogna dei non pagati, dei sottopagati e degli sfruttati. Una città che offra reali possibilità ad almeno parte dei tanti giovani che qui studiano e si laureano, per non lasciarli andare via con un bagaglio di competenze e di professionalità che rappresenta la nostra più importante risorsa. Vogliamo una città in cui il lavoro sia riconosciuto come un diritto e non come un favore da ottenere attraverso amicizie e comparati. Una città in cui non si debba sperare in un lavoro come ricompensa per un voto, ma piuttosto in un voto come attestato di fiducia ad una classe politica capace di creare lavoro. Vogliamo una città in cui non ci sia sempre e comunque il sospetto, troppe volte fondato, che chi ottiene un posto di lavoro in un ente pubblico sia lì solo grazie ad una raccomandazione. Vogliamo una città in cui vigano correttezza e trasparenza a tutti i livelli, perché più nessuno debba farci piombare in un baratro a causa di una gestione avventuristica del danaro pubblico, spesso sperperato in maniera discutibile. Vogliamo una città che valorizzi le periferie, che riconosca il ruolo positivo degli spazi sociali, che crei e decentri le occasioni di incontro e di socialità, che riesca ad integrare i numerosi “ghetti”, notoriamente humus ideale per situazioni di disagio, spesso ad appena pochi isolati dal tanto decantato centro storico. Vogliamo una città che accolga gli immigrati e non solo in nome di un’antica e ancora viva tradizione di emigrazione. Una città che sia centro di integrazione e di scambio, che sia esempio di solidarietà e di civiltà. Vogliamo una città moderna che aspiri ad essere un’eccellenza su aspetti importanti come la sostenibilità ambientale, la creazione di parchi e di verde urbano, l’affidabilità dei trasporti pubblici, la valorizzazione di produzioni, tipicità e competenze locali. Una città che punti sulla raccolta differenziata, su un efficiente servizio di prelievo e smaltimento dei rifiuti ingombranti, sull’educazione ambientale. Una città in cui si possa finalmente sfatare la leggenda (metropolitana…) secondo la quale fare la raccolta differenziata sia inutile, dato che dopo la raccolta (se non addirittura durante) tutto verrà unito e conferito in discariche inquinanti e stracolme. Una città in cui si intervenga a livello culturale e a livello repressivo su quanti (purtroppo tanti) credono sia indice di furbizia abbandonare oggetti ingombranti accanto ai cassonetti dell’indifferenziato. Fenomeno cresciuto in misura imbarazzante man mano che l’emergenza rifiuti si faceva più pesante. Vogliamo una città che investa su un turismo in linea con quella che è la naturale vocazione del nostro territorio. Non è difficile immaginare quanto lo sviluppo di un turismo intelligente possa avere ricadute economiche ed occupazionali. Da Bocale a Catona disponiamo di una vasta ed interessantissima area costiera che, in massima parte, versa in uno stato di abbandono, tra lavori di riqualificazione iniziati e mai finiti, scarichi fognari a cielo aperto e abusivismo impunito. Altrettante potenzialità sono insite nelle aree rurali, spesso caratterizzate da paesaggi, forme e peculiarità che rappresentano, se valorizzate, un’importante attrattiva per il turismo rurale, l’ecoturismo e il turismo enogastronomico. Vogliamo una città che incentivi e promuova un’offerta culturale varia, puntando soprattutto sulle eccellenze di cui dispone, e che non imponga un solo modello preconfezionato che spesso e volentieri non ha ricadute sui territori e sull’economia. Una città aperta, al passo coi tempi che sia in grado di inserirsi, a pieno titolo, nel circuito artistico e culturale nazionale. Una città che valorizzi i suoi artisti, le sue compagnie teatrali, i suoi musicisti, i suoi giornalisti, i suoi scrittori. Vogliamo una città in cui la gente riesca ad indignarsi, a scandalizzarsi e a sentirsi parte di una comunità non solo quando c’è la partita della Reggina. Vogliamo una città dove sia possibile incidere sulle scelte senza essere strumentalizzati dalle bandiere e dai nomi noti di piccoli politici in cerca di visibilità. Ma riconosciamo anche l’importante ruolo positivo che può giocare la buona politica, quella delle persone perbene. Ecco chi siamo e cosa facciamo. Ecco cosa vogliamo. Per qualcuno l’impossibile, per noi solo un punto di partenza. Siamo convinti che per raggiungere questi traguardi non servano grandi risorse economiche, ma solo una buona politica della quale noi cittadini dobbiamo essere parte attiva. Abbiamo una grossa responsabilità che va ben oltre il voto: si tratta di una presa di coscienza collettiva. È necessario unire le nostre forze, le nostre storie e le nostre esperienze per un obiettivo comune. Noi non siamo contrari a priori ad un Modello Reggio. Semplicemente pensiamo ad un altro modello e soprattutto ad un’altra Reggio.
La Giovane Italia di Reggio Calabria organizza il convegno “Le idee che mossero il mondo” che si terrà sabato 26 gennaio alle ore 17 presso la Sala Biblioteca di Palazzo Foti (Provincia di Reggio Calabria). L’iniziativa, un omaggio al politico e scrittore Pino Rauti, è organizzata dal Centro Studi Tradizione e Partecipazione e dalla Giovane Italia di Reggio Calabria. Interverranno: i filosofi Marco Iacona e Natino Aloi ed il Segretario Confederale dell’Ugl Nazzareno Mollicone. Dopo l’introduzione di Beniamino Scarfone, già consigliere comunale, ed i saluti del Governatore Giuseppe Scopelliti, a concludere i lavori sarà Daniele Romeo, Coordinatore Grande Città del Pdl.
La cinematografia quale straordinario veicolo di promozione del territorio, attraverso l'esaltazione di luoghi incantevoli e unici, e la rivisitazione delle tradizioni e degli aspetti culturali delle realtà aspromontane. Ed è in virtù di queste ferme ragioni che l'Ente Parco dell’Aspromonte ha sposato la causa del primo film interamente prodotto e distribuito da imprese calabresi dal titolo “Aspromonte”, tratto da un soggetto del professore Tonino Perna e che sabato 26 Gennaio alle ore 11, presso la Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma, vivrà la sua Prima Nazionale, mentre dal 31 gennaio prossimo sarà in distribuzione in tutte le sale cinematografiche d’Italia.
I Carabinieri della Stazione di Taurianova hanno bloccato tre ragazzi, poco più che bambini, all’interno dell’Istituto Comprensivo Alessio Contestabile di Taurianova. Il servizio svolto dai Militari dell’Arma era stato appositamente organizzato per reprimere il fenomeno dei furti e dei danneggiamenti che hanno interessato durante gli scorsi giorni proprio la Scuola Elementare. I Carabinieri, verso le ore 18:30, si sono recati presso la Scuola e hanno sorpreso tre ragazzi che già si trovavano all’interno dell’edificio, uno di loro T. N. V., quindicenne, bulgaro, è stato immediatamente bloccato, gli altri due: S.C.E., sedicenne, romeno e S.S.G. dodicenne, bulgaro, sono riusciti a dileguarsi, lasciando cadere a terra del materiale didattico che era stato sottratto, ma sono stati rintracciati subito dopo dai Carabinieri.
Nella giornata di ieri 24 gennaio 2013 si è riusciti ad identificare il corpo senza vita della donna ritrovata sulla spiaggia di Reggio Calabria. L’identificazione è avvenuta grazie ad un collega di lavoro della donna. L’uomo direttore di banca ed ex datore di lavoro della donna, è stato avvertito da altri colleghi che si erano allarmati poiché dal giorno 16 non avevano più sue notizie. Immediate erano scattate le ricerche presso l’abitazione della donna ma di quest’ultima non era stata trovata alcuna traccia. Grazie all’ampia ed immediata diffusione che è stata data alla notizia, a corredo della quale sono state inviate anche delle foto, si è riusciti ad identificare il cadavere in CURATOLO Anna, cinquantacinquenne di Cosenza, impiegata di banca.
di Emanuela Martino*. Dopo la presentazione delle liste di Fare per Fermare il declino, lo scorso mercoledì a Vibo Valentia, proseguono le attività dei candidati calabresi del partito fondato da Oscar Giannino. Per far conoscere le proposte del movimento, in vista delle prossime elezioni politiche e per incontrare sostenitori e simpatizzanti, Fare per fermare il Declino Calabria ha organizzato, a Catanzaro un incontro con la cittadinanza. L'appuntamento è fissato per sabato 26 gennaio alle ore 18 presso il ristorante Centro Congressi "Le Palme" in Viale Magna Grecia, 83 a Catanzaro.
“Esprimo profonda gioia per la riconferma di Mimmo Praticò alla guida del CONI calabrese. Un gentleman che, senza alcun dubbio, continuerà a segnare positivamente le sorti ed il futuro dello sport in Calabria, ma ancor di più si dedicherà alla promozione dell’attività sportiva, di qualsiasi disciplina, fra i più giovani”. Questo il commento dell’on. Giovanni Nucera Segretario Questore del Consiglio regionale dopo le elezioni per il rinnovo della carica di Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano della Calabria. “La riconferma di Mimmo Praticò è maturata al culmine di un confronto “maschio”, dialettico e propositivo per l’intero sport calabrese, nel corso del quale sono stati studiate ed affondate tutte le sfaccettature che compongono il variegato mondo sportivo regionale.
Rieccoci! Dopo un lungo periodo di stop, domani riprende la sua corsa il campionato di serie Bwin con la disputa della sua ventitreesima giornata (seconda del girone di ritorno). Chiuso il 2012 in maniera non certamente entusiasmante (due sconfitte in casa nelle ultime tre – 0-1 contro il Cittadella e 0-3 contro l'Empoli -, due vittorie e due sconfitte nelle ultime quattro), la Reggina del presidente-direttore-allenatore si è proposta all’apertura del calcio mercato di riparazione con un piglio diverso (rispetto agli ultimi anni) ma con sempre un unico e solo obiettivo: NO spesa, SI guadagno! Ed, infatti, ecco gli arrivi (anzi i ritorni così tanto cari al de cuius) di David Di Michele e Giuseppe Colucci e il neofita Angelo Antonizzo.
ll 30 gennaio 2013 alle ore 18:00 alla sede New Deal (dietro Blockbuster) il Professore Domenico D'amico terrà un Colloquium di circa 40 minuti in cui si cercherà di chiarire l'ormai famoso concetto di SPREAD e il suo ruolo determinante all'interno dei mercati del debito sovrano (obbligazioni vendute da uno Stato ad un altro). Il Professore D'amico è docente all'Università Mediterranea di Reggio Calabria, dove tiene corsi di Politica Economica, Scienza delle Finanze ed Economia Applicata.
di Isabella Galimi*. Sono tornati tra i banchi di scuola, gli atleti della Viola Reggio Calabria, e lo hanno fatto non certo per motivi di studio, ma con la precisa volontà di incontrare i piccoli scolari. Accompagnati dal Genaral Manager Sergio Zumbo, dal dirigente accompagnatore Mario Porto e dal responsabile del settore giovanile Pasquale Iracà, questa mattina, il capitano Marco Caprari insieme agli atleti Nunzio Sabbatino ed Enrico Germani, sono stati ospiti della la scuola Ceraolo, grazie alla disponibilità e sensibilità della dirigente dell’Istituto Comprensivo Montalbetti Marisa Maisano, il cui istituto già partecipa al progetto “I love Viola”. 

di Rosario Previtera. Dopo l’affermazione della viticoltura “eroica” della Costa Viola, grazie ad un decennio di intense attività, ora è il momento del recupero della limonicoltura tradizionale reggina.“Il limone Sfusato di Favazzina; ipotesi di rilancio per una coltura tradizionale tra Scilla e Bagnara Calabra”, è il titolo dell’incontro che si terrà domani, venerdì 25 gennaio, alle ore 18,00 presso l’aula consiliare del municipio di Scilla. L’iniziativa, organizzata dall’amministrazione comunale scillese e dalla Cooperativa agricola “Enopolis Costa Viola” con il patrocinio del G.A.L. Batir, ha come obiettivo quello di intraprendere il percorso progettuale di rilancio di un prodotto tradizionale quale il rinomato “Limone Sfusato di Favazzina”. 

La Commissione Lavoro della Camera dei Deputati ha ritenuto opportuno non esprimere il proprio parere in merito alla proposta di nomina da parte del Governo della professoressa Fiorella Kostoris a Presidente della Covip, Autorità di Vigilanza sui Fondi Pensione, rimettendo la nomina in questione al prossimo Governo. Si è così sanata responsabilmente una situazione inopportuna frutto di un’affrettata e improvvida iniziativa del Governo che anche nell’ultimo Consiglio dei Ministri ha fornito l’ennesima dimostrazione dell’assoluta mancanza di rispetto per le istituzioni Parlamentari.
“La protesta dei Cobas e dei sindacati di base Confsal, appoggiata anche dalla Uil e dalla Cisl, per l’approvazione della legge sul precariato non ci trova insensibili. La ratio della norma, volta a garantire razionalità e legittimità al personale non dirigenziale delle Asp, è giusta ed è legittima. Il Presidente del Consiglio Regionale, on Francesco Talarico, ha già rassicurato i sindacati , preannunciando che a breve sarà convocata l’Assemblea per la definizione dell’iter legislativo, dopo l’approvazione del provvedimento da parte della Commissione Salute.
di Isabella Galimi*. Riempiamo il Botteghelle. Diventa anche tu protagonista dei successi della Viola Reggio Calabria. Domenica 27 gennaio alle 18:00, Viola Reggio Calabria-Paffoni Omegna e mercoledì 30 gennaio alle 20:30 Viola Reggio Calabria-Dinamica DWB Mirandola. Le emozioni del grande basket, due eventi di puro sport a soli 10 euro. Acquistando il biglietto, sarà inoltre possibile acquistare il kit "I love Viola” (tshirt+zainetto) eccezionalmente al prezzo di 12 euro anziché 18 euro. L'offerta del kit "I love Viola" è valida eccezionalmente in questa occasione anche per i possessori di abbonamento al costo di 12 ero, previa presentazione dello stesso.
E’ fatta! Mimmo Praticò vince nettamente la sfida per l’elezione a Presidente regionale del CONI e sarà nuovamente (è al suo quarto mandato) in carica per il prossimo quadriennio 2013/2016. Ieri, alla vigilia delle elezioni odierne, avevamo scritto e pubblicato (