Politiche 2013: Nino Foti (Pdl) “Berlusconi e il ponte sullo Stretto”

“Avevamo progettato tutto, avevamo in mente di affidare questi lavori a società italiane e ci eravamo anche riusciti – ha affermato il Cavaliere  – poi in due anni di Governo di Centro-Sinistra hanno deciso di accantonare questo grande progetto, trovando la scusa che ostacolasse gabbiani e delfini…” Parole e musica di Silvio Berlusconi in diretta televisiva nazionale. Personalmente – dichiara l’on. Nino Foti deputato uscente e candidato Pdl in Calabria – la trovo una bella conferma, assolutamente coerente e utile.

D’altronde la mia posizione è notissima anche a livello nazionale. Proprio sul finire di legislatura abbiamo sentito il dovere con il collega siciliano, già Ministro, on. La Loggia di tenere una apposita conferenza stampa. In tale occasione siamo riusciti a salvare la mega – opera che stava per essere messa definitivamente in naftalina dal Governo dei Professori. Allora denunciammo in modo forte e chiaro che non fare il Ponte sarebbe costato al Paese ed agli italiani troppi Miliardi di Euro, tra penali e perdite di finanziamenti, tanto valeva che questa Grande Opera invece venisse realizzata. Oggi Berlusconi riaccende una speranza. Fare il Ponte sullo Stretto significa almeno venti anni di lavoro per migliaia di giovani e imprese, rappresenta motivo di sviluppo economico e di interesse turistico con benefici diretti su entrambe le sponde quella siciliana e quella calabrese, sarebbe motivo di orgoglio e regalerebbe una nuova identità futura al Mezzogiorno del Paese”.

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Politiche 2013: Katia Stancato ”Scilipoti ha mancato di rispetto ai terremotati calabresi”

Dichiarazione di Katia Stancato, candidata al Senato in Calabria Lista Civica Monti: “Stamattina l’on. Domenico Scilipoti, imposto da Berlusconi in Calabria nelle liste del Pdl, ha mancato di rispetto ai terremotati calabresi. In una trasmissione televisiva con il Sindaco di Mormanno, l’on. Scilipoti  si è offeso perché gli è stato detto, in piena legittimità, di essere stato catapultato in Calabria, ed ha abbandonato gli studi.

Se è comprensibile che per Scilipoti la campagna elettorale si incarni con un senso carnevalesco non è accettabile che in un contesto nel quale si parlava delle angosce e delle ansie che vivono da più tempo i cittadini della zona del Pollino ci si comporti in un modo cosi folkloristico. I calabresi hanno il diritto di reclamare una classe politica che sia espressione del territorio , ribellandosi a chi considera la loro terra un territorio di conquista. La dialettica elettorale può essere aspra e ruvida, ma è imposto a chiunque il doveroso rispetto dinanzi a situazioni così drammatiche , ancora di più a chi pretende di venire a dire a un popolo intelligente e capace di rappresentarne i bisogni”.

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Politiche 2013: Fare per fermare il Declino, tour elettorale per Sandro Brusco. Il Capolista al Senato: «Rinnovamento morale, ancor prima che economico. In Calabria la crescita è possibile, basta cambiare mentalità»

di Emanuela Martino*. Il Capolista al Senato in Calabria per Fare per Fermare il Declino, Sandro Brusco, ha incontrato ieri i candidati calabresi e i sostenitori del movimento, fondato da Oscar Giannino. Nella Sala delle Conferenze di Confindustria a Reggio Calabria, nella mattinata, alla presenza dei candidati Marcello Altomonte, al Senato, Francesco Minicucci, Giuseppe Branca, Giancarlo Sudano e Caterina Papisca alla Camera.

Nel pomeriggio Brusco si è spostato a Lamezia Terme, dove è stata inaugurata la sede di Fare, sul centralissimo Corso Nicotera e dove si è anche costituito il comitato locale, guidato da Pietro Greco, n. 8 alla Camera. All'incontro, oltre al Responsabile del Coordinamento e n. 2 alla Camera, Andrea Lanza, erano presenti anche Pietro Sainato, candidato n. 3 al Senato, Francesco Trimboli e Francesco Burza, n. 10 e n. 12 alla Camera. Brusco, che è tra i firmatari del manifesto pubblicato a luglio, dai quotidiani nazionali e con Giannino, Boldrin, Zingales, De Nicola, Stagnaro e Moro, tra i fondatori di Fare per fermare il declino, ha presentato ai calabresi i punti programmatici del partito. «Ci presentiamo agli elettori – ha dichiarato Brusco in apertura di intervento – come alternativa al sistema politico fallimentare della Seconda Repubblica, proponendo soluzioni completamente nuove e preferendo rischiare, piuttosto che allearci con qualcuno. L'Italia degli ultimi 15 anni è stata il fanalino d'Europa. Il debito del Paese si è registrato sin dagli anni '80 e nessuno dei Governi che si sono alternati ha mai realmente cercato di risolvere il problema. Un atteggiamento, quest'ultimo, che continua a manifestarsi, con i partiti più significativi, che non fanno proposte concrete di risanamento del debito e di contenimento della spesa pubblica e sono incapaci di innovare e creare lavoro. Problemi ancora più sentiti al Sud, dove la partecipazione femminile al lavoro non è solo tra le più basse d'Europa, con dati che sono da Terzo mondo e non certo da società civile. Ci sono ragioni di contesto, di mancanza di incentivi, che non sono indirizzati a fare partecipare le donne al mondo produttivo. Ma è per questo che noi sosteniamo la necessità di un cambiamento. Per esempio, riducendo il debito mediante dismissioni del patrimonio pubblico. Occorre intervenire anche sulle pensioni, che è un problema atavico del nostro Stato. Aumentata l'età pensionabile secondo gli standard europei, adesso occorre bloccare le pensioni di anzianità. Il fine è intervenire sulla spesa primaria fino al 5%. È opportuno intervenire sulla giustizia, perché oggi in Italia non esiste un sistema legale in grado proteggere in modo uniforme i cittadini. Ciò significa – ha continuato Brusco – che le possibilità di successo sono riservate a quelli che hanno forme extragiudiziali illecite per fare rispettare la legge. Per la scuola, invece, è necessario abolire il valore legale del titolo di studio e realizzare una vera valutazione del sistema dell'istruzione. La qualità non dipende dalla qualità dei docenti, ma spesso dalla condizioni ambientali. I primi che beneficerebbero di una bonifica della scuola sono i meridionali, perché aiuterebbe a cambiare la mentalità a promuovere quella mobilità sociale degna di un paese civile e utile a scardinare i problemi principale di sottosviluppo. L'altro grosso punto è la liberalizzazione e la promozione della concorrenza. Ci sono molto giovani calabresi più capaci rispetto a dirigenti imbullonati alla sedia da anni. Serve renderci conto che è necessario rinnovare le pubbliche amministrazioni e farle funzionare come quelle private. Scardinando i tabù che fino ad adesso hanno ingessato il Paese. Oggi tutto questo è oggi, moralmente, ancor prima che economicamente insostenibile». Per Andrea Lanza: «è giusto liberarsi dalla condizione di sudditanza nei confronti del viceré di turno. Che è poi la mentalità con la quale si è ragionato, nel Sud, in tutti questi anni. Occorre convincersi che ciò che si sa e si può rendere al Paese, vale molto di più di chi si conosce e ci può aiutare. Liberarsi dall'assistenzialismo e fare, è il primo passo per restituire il futuro alle giovani generazioni, ai nostri figli, alla nostra regione». *Portavoce Fare per fermare il Declini – Calabria.

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Caso De Grazia: la procura di Nocera I. chiede l’archiviazione. Legambiente: “Il Gip la respinga. Novità importanti grazie al lavoro della Commissione parlamentare sui rifiuti. Acquisire agli atti la Relazione conclusiva e tutti gli allegati”

“Una scelta affrettata e assai discutibile che lascia francamente sconcertati”. Legambiente commenta così le notizie sulla decisione assunta dal procuratore della Repubblica di Nocera  Inferiore, Giovanni Francesco Izzo, di non riaprire l'indagine sulla morte del capitano di corvetta Natale De Grazia e di chiedere al Gip l'archiviazione del caso. “L'orientamento del procuratore Izzo, che ci auguriamo non venga accolto dal Gip – dichiara Nuccio Barillà, della segreteria nazionale di Legambiente – è stato espresso senza aver ancora ricevuto la Relazione conclusiva della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti dedicata al caso De Grazia, approvata lo scorso 5 febbraio.

Nella relazione, oltre al contenuto della perizia medico legale (che smonta le conclusioni di morte naturale e avanza l'ipotesi di una decesso causato da sostanze tossiche, anche se non più accertabile), viene delineato, attraverso episodi precisi e circostanze dettagliate, il clima di pressioni, di minacce e di esposizione in cui operava il pool, di cui Natale De Grazia era il motore investigativo, poi smembratosi dopo la sua morte. Allegata alla relazione vi è tra l'altro una mole impressionante di documenti, finalmente desecretati, che possono essere in ausilio nuovo e  importante al lavoro dei magistrati”. Il caso De Grazia, come si afferma nelle conclusioni della Relazione parlamentare, è uno dei grandi misteri del Paese da chiarire. “Per quanto difficile possa essere, dopo tanti anni – ha aggiunto Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – è dovere dello Stato tornare a indagare in modo approfondito, sulla base di nuovi indizi, su quella tragica morte, sul contesto entro cui è maturata e sui motivi che l'hanno ispirata, per  tentare di giungere finalmente alla verità. Ci auguriamo che il Giudice per le indagini preliminari, a cui tocca pronunciarsi sul caso, rigetti la richiesta d'archiviazione e disponga l'approfondimento delle indagini, a cominciare dall'acquisizione della Relazione conclusiva sul caso De Grazie e di tutti gli allegati. In questa vicenda pesano, secondo la stessa Commissione, superficialità, inadeguatezze, errori che hanno condizionato gli esiti della stessa perizia medico legale e che richiedono oggi il massimo del rigore”. Per Legambiente, dopo l'esclusione della causa naturale del decesso del capitano De Grazia, è arrivato anche il momento  di riconoscere ai suoi famigliari quanto previsto dalla legge 466 de 1990 per le “vittime del dovere”. Ufficio Stampa.

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Politiche 2013: Lamezia Terme (CZ); Sandro Brusco, capolista al Senato in Calabria per Fare per Fermare il Declino, incontra i lametini

di Emanuela Martino*. Dopo l'incontro di questa mattina a Reggio Calabria, Sandro Brusco capolista al Senato per Fare per Fermare il Declino, incontrerà i simpatizzanti del movimento dell'area di Catanzaro, a Lamezia Terme, alle ore 18.30 di oggi presso la sede del movimento in Corso Nicotera 17.

*Portavoce Fare per fermare il Declini – Calabria. 

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Pallacanestro, DNA, XX^ giornata: Viola Reggio Calabria-Cestistica San Severo 66-56

di Isabella Galimi*. Viola Reggio Calabria-Cestistica San Severo: 66-56 (parziali: 16-8, 24-26, 43-42). Viola Reggio Calabria: Ricci 4, Fontecchio 8, Caprari 13, Fabi 8, Sabbatino 2, Piazza 12, Quaglia 8. Germani 4, Ammannato 2, Rugolo 5. Coach: Ponticiello. Cestistica San Severo: Mirando, Gueye 6, Sirakov 11, Iannilli 10, Maggio 6, Zampolli 2, De Paoli, Del Brocco 8, Scarponi 13, De Letteriis. Coach: Corpaci, Arbitri: Grigioni Valerio di Roma e Lestingi Paolo di Anzio. Si è aperto in modo significativo il match casalingo della Viola Reggio Calabria, nella quinta giornata del girone di ritorno.

In fase di pre riscaldamento, i nero arancio hanno infatti indossato una t–shirt che più che una provocazione rappresenta un vero e proprio stato dei fatti.” I tifosi…il nostro sponsor”, si legge nello slogan della maglietta, che raffigura, in una foto, una curva gremita di tifosi, vera ricchezza del team, a testimoniare come il gruppo, nonostante il formidabile lavoro della società ed i risultati della squadra, rimanga ancora la sola formazione del DNA priva di un main sponsor e di qualsiasi forma di supporto. Oltre al numeroso pubblico presente al PalaBotteghelle, sono state circa 2000 le connessioni al sito www.teambasketviola.it, per la diretta streaming. Prima di iniziare, un minuto di silenzio è stato dedicato in ricordo della prematura scomparsa di Raffaele Babuscia, per molti anni collaboratore della società reggina. Parte la formazione di casa portandosi in vantaggio e dopo circa quattro minuti di gioco, la panchina avversaria chiama il primo time out (8-2). San Severo insite, comincia la tensione, l’ex nero arancio Zampolli sbaglia entrambi i liberi chiamato ad eseguire, ed è anche tecnico per coach Corpaci. La prima frazione si chiude 16-8. Emerge la razione dell’avversario, che nei primi tre minuti della seconda frazione si porta a –2 (18-16), e per coach Ponticiello è time out. Non si sblocca l’empasse, e con Sirokov il punteggio è sulla parità (18-18). Risponde Fontecchio servito da Piazza 20-18, seguito da un canestro di Ricci e un successivo di Quaglia, e la Viola riconduce il gioco con maggiore respiro (24-18). Gueye sprona i suoi segnando da tre e Maggio lo ripete, San Severo è di nuovo a -2 (26-24), punteggio con il quale i giocatori si avviano agli spogliatoi. Il capitano segna l’avvio del gioco realizzando due punti, ripetendosi poi con una tripla (31-26). Dopo aver rubato palla a Zampolli, Piazza serve un’ottima palla a Fontecchio, ed è ancora canestro per la formazione di casa( 35-28). Iannilli risponde e l’avversario comincia a recuperare pericolosamente il gap (35-33). Per coach Ponticiello, a – 4:31 è ancora time out. E’ ancora Piazza a spronare i suoi( 38-33). Ma Del Brocco subendo fallo porta i suoi a -3. E Quaglia risponde con 2 punti (40-35). Sirakov e Del Brocco accorciano 40-39. La Viola guadagna terreno con Germani ma San Severo resta attaccato (43-42).  E’ Quaglia ad aprire l’ultima frazione, ma Sirakov porta pericolosamente punteggio sulla parità (45-45). Fabi servito da Piazza segna 2 punti, e si ripete segnando da tre( 50-45). Tecnico a Gueye e Caprari dalla lunetta da respiro ai suoi (52-45). Scarponi segna da tre, e tutto da rifare, subendo fallo Del Brocco realizza solo un libero 52-48 e Iannilli segna un canestro. Coach Ponticiello a – 4:24 chiama ancora il minuto. E Ammannato risponde (54-50). Ed è ora Corpaci a chiedere il time out a – 3:45. Ma Caprari, formidabile proprio nell’ultima frazione, scuote i compagni con una tripla 57-50. Trovando il fallo, è ancora Piazza con due liberi a portare la Viola sul + 9. La Viola corre veloce, e Piazza la porta sul +11, coach Carpaci chiama ancora il time out. Ormai inarrestabile, il capitano segna ancora da tre (64-50). Standing ovation per il formidabile Alessandro Piazza che recupera palla e segna ancora  66-50. Il match termina 66-56, con un canestro allo scadere di Maggio, e con una vittoria che continua a dare forza e sostegno ad un gruppo formidabile, ancora una volta con la firma di coach Ponticiello. Intanto, è per domani mattina, lunedì 11 febbraio, un importante approfondimento che la Rai ha deciso di dedicare proprio alla società nero arancio: alle ore 7:15, coach Ponticiello, verrà intervistato in diretta su Rai Tre. *Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

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Calcio a 5, serie A, girone C, XVII^ giornata: Pro Reggina ‘97–Five Molfetta 6-2

di Ernesto Branca*. Pro Reggina ‘97–Five Molfetta: 6-2 ( 2-0 p.t.). Pro Reggina ‘97: Cacciola, Cannizzaro, Romeo, Onesto, Siclari, Vadalà, Napoli, Mezzatesta, Presto, Politi, Violi, Mendolia. All.: Tramontana. Five Molfetta: Tempesta, Tangari, Gadaleta, Bufi, Varano, De Bari, Ziero, Pazienza, Fracchiolla. All.: Iessi. Marcatori: 7’44” pt 19’38” pt 5’37” st 6’43” st Siclari (PR) (nella foto), 12’10” e 12’55”st La Rossa (FM), 17’44” Napoli (PR), 18’46” Violi (PR). Game, set and match! Con il tennistico risultato di 6-2 la Pro Reggina sconfigge tra le mura amiche il Five Molfetta di mister Iessi e mantiene invariata la distanza dalla prima della classe, quell’Italcave Real Statte che domenica arriverà al PalaBotteghelle a far visita alle campionesse d’Italia.

Guidata da una maestosa Siclari, autrice di un fantastico poker che la lancia a 42 reti stagionali, la formazione reggina soffre un po’ di più rispetto al solito per avere ragione di un avversario davvero molto organizzato e pericoloso in ripartenza, capace di mettere in apprensione la retroguardia locale, ben diretta dalla sempre attenta Cacciola. Alla lettura dello starting five delle padrone di casa si scopre già la prima sorpresa, al centro della difesa non c’è Violi bensì Napoli, e la numero 7 reggina non ci mette molto per prendere le contromisure a La Rossa e non permetterle di rendersi pericolosa dalle parti di Cacciola. Per il resto le scelte del trainer amaranto sono le solite, Siclari e Presto ai lati di Politi la quale, dopo soli due minuti, serve splendidamente il proprio capitano a centro area ma Tempesta non si fa sorprendere. Un minuto dopo è il Molfetta a rendersi pericoloso con Bufi, ma il fendente dell’esterno pugliese non inquadra lo specchio della porta. Dal quarto al settimo minuto inizia lo show dell’estremo difensore ospite, autrice di tre parate spettacolari rispettivamente su Presto, Napoli e Siclari. La porta sembra stregata finché il capitano decide che è ora di sbloccare il match, la numero 5 amaranto riceve palla da Presto, la addomestica e con un dolcissimo lob la deposita in rete, scatenando il tripudio sugli spalti del Botteghelle. Siamo al settimo minuto e da qui in poi la gara si fa in discesa per le locali che cinque minuti dopo potrebbero raddoppiare, ma la solita Tempesta devia sul palo la conclusione di Presto. Le emozioni della prima frazione di gioco sembrano concluse, ma a 22 secondi dalla fine ecco spuntare ancora Siclari tra le maglie della retroguardia avversaria a depositare in rete un centro di Mezzatesta, 2-0 e si va negli spogliatoi. La ripresa inizia con il forcing della Pro Reggina teso a mettere in ghiaccio il match, ma Violi e Presto non fanno i conti con Tempesta che per due volte dice no. Il conto, ed anche molto salato, al 5’ glielo presenta ancora lei, Valentina Siclari, che appostata sul secondo palo firma il tris. Passano due minuti e la gara, per il capitano della Pro Reggina, da stratosferica diventa maestosa e il motivo è presto detto, la tripletta, con un preciso colpo da biliardo, diventa poker e la fa arrampicare a 42 gol nella classifica marcatori, una vera e propria matad’or! Intorno al dodicesimo minuto le campionesse d’Italia accusano un black out che permette a La Rossa di siglare, nel giro di due minuti, due reti che riaprono la gara, ma tra il 17’ e il 19’ Napoli e Violi rimettono in cassaforte i tre punti, chiudendo definitivamente la contesa. Il primo ostacolo è superato, adesso si profila all’orizzonte la supersfida contro l’Italcave, un match che vedrà protagoniste le squadre che l’anno scorso si sono rivelate le più forti di tutte. La sfida è lanciata, la Pro Reggina non ha intenzione di fermarsi! *Ufficio Stampa Pro Reggina '97.

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Il Comitato “per la modifica della L.R. 11/2003 in materia di bonifica” risponde all’Europarlamentare Mario Pirillo

Abbiamo appreso di un lungo comunicato stampa diramato da Bruxelles dall’On. Mario Pirillo (PD), con il quale sostiene e difende la riforma del sistema dei Consorzi di bonifica calabresi da lui avviata, nonché la legge regionale che l’ha ispirata, la n. 11/2003. Il comunicato è stato diffuso una settimana dopo l’invio di una nostra petizione al Parlamento Europeo, ma prima che venissero depositate quasi 8.000 firme di cittadini calabresi a sostegno di una proposta di modifica della L.R. 11/2003, per il riconoscimento del sacrosanto diritto di pagare i tributi ai consorzi solo nel caso in cui questi enti forniscano servizi e vantaggi ai consorziati.

Così, mentre i cittadini calabresi cercano di sopperire all’incapacità della politica regionale, l’On. Pirillo, ex Assessore all’agricoltura della Regione Calabria, ora eurodeputato del Partito Democratico, espone nel suo comunicato una serie di premesse fallaci per trarre, infine, conclusioni del tutto illegittime. L’Onorevole parla di riforma partita dal basso, definita dall’A.n.b.i. come modello per l’Italia in termini di partecipazione e qualità ma non dice che la stragrande maggioranza dei calabresi neppure sapeva che i propri immobili erano stati compresi nei comprensori di bonifica. Moltissimi, come il sottoscritto, lo appresero quando ricevettero il tributo da pagare, naturalmente senza aver mai visto benefici da opere ed attività di bonifica. Ma basta guardare i verbali del 2009 relativi alle elezioni degli organismi di gestione dei consorzi. Ad esempio, per il Consorzio dei Bacini Meridionali del cosentino votarono meno del 10% degli aventi diritto. Le elezioni furono salutate come l’inizio di una nuova era senza commissari, con i consorzi finalmente autogovernati dagli agricoltori. Nonostante le liste dei candidati fossero state presentate dalle maggiori associazioni di categoria agricole, ad essere eletto Presidente del Consorzio dei Bacini Meridionali del cosentino fu l’ex Commissario del  Consorzio Sibari-Crati (nominato Commissario nel 2005 proprio su proposta dell’On. Pirillo), che non può definirsi certo un agricoltore. Non è l’unico caso calabrese di Presidente non agricoltore di un Consorzio di bonifica che dovrebbe essere autogovernato dagli agricoltori! Vicenda emblematica quella del Consorzio Sibari-Crati, posto in liquidazione con un debito di 36 milioni di euro, per scoprirsi successivamente che i debiti erano oltre 150 milioni di euro, vicenda sottoposta all’esame della Commissione Speciale di Vigilanza del Consiglio Regionale. A parere dell’On. Pirillo la L.R. 11/2003  rispetta quanto previsto dalla legge quadro nazionale, il R.D 215/1933, il cui art. 59 non lega il contributo per fini istituzionali al beneficio, ma neppure lo esclude espressamente. Si è omesso di dire che sul punto è intervenuta più volte la Corte di Cassazione (ex pluribus: Sent. nn. 8770/2009, 9493/1998, 8960/1996, 877/1984), chiarendo che le spese per l’adempimento dei fini istituzionali (spese per le sedi dei consorzi, indennità degli organismi di gestione, ecc.) sono componenti dell’onere economico complessivo che l’opera di bonifica richiede, perciò esse ricadono solo su chi riceve un beneficio dalle opere di bonifica. Ed infatti le leggi in materia di bonifica di altre Regioni Italiane, come la Puglia, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, per citarne solo alcune, prevedono espressamente che tutte le spese relative al funzionamento dei Consorzi di Bonifica debbano essere ripartite tra le proprietà consorziate che ricevono un beneficio. Attualmente i Consorzi calabresi, caso unico in tutta Italia, sono sprovvisti dei piani di classifica, lo strumento che individua e quantifica il beneficio che gli immobili consorziati ricevono dalle opere di bonifica, il solo strumento in grado di garantire un corretto esercizio del potere impositivo da parte dei consorzi. E’ falsa l’affermazione dell’Onorevole quando afferma che “oggi i Consorzi sono costretti per legge, in virtù di una norma transitoria, art. 42, comma 2, L.R. 11/2003, ad emettere, sino alla approvazione dei piani di classifica i ruoli di contribuenza con le tariffe in vigore al momento della riforma”. La norma transitoria contenuta nell’art. 42 stabilisce chiaramente al primo comma che entro un anno dall’entrata in vigore della L.R. 11/2003 (quindi entro l’anno 2004) i Consorzi erano tenuti ad effettuare l’elaborazione dei piani di classifica, stabilendo al secondo comma che nelle more i Consorzi erano autorizzati ad emettere i ruoli di contribuenza per come fino allora fissati. Le “more” è da intendersi nell’arco di quell’anno che veniva concesso ai consorzi per elaborare i piani. Ebbene, sono decorsi quasi 10 anni da allora, ma i piani di classifica aggiornati non si sono mai visti. Ciò che lascia veramente sconcertati è il fatto che l’Onorevole affermi candidamente che “la superficie amministrativa dei Consorzi di Bonifica ammonta in Calabria a circa 1.027.732 Ha . La  superficie attrezzata ed interessata dalle opere pubbliche di bonifica e di irrigazione ammonta a circa 80.000 Ha (dati INEA) cioè circa l’8% dell’intera superficie consortile”. Ciò significa quindi, che attualmente il 92% della superficie consorziata che non è interessata da opere di bonifica e di irrigazione, viene tassata in base alla lett. a) dell’art. 23, L.R. 11/2003, per mantenere in vita dei consorzi che recano beneficio all’8% della superficie consorziata. Se così fosse, ciò costituirebbe una violazione dell’art. 54 del R.D. 215/33, il quale stabilisce espressamente che: “possono costituirsi consorzi tra proprietari degli immobili che traggono beneficio dalla bonifica”, e non tra quelli che non traggono alcun beneficio, come invece avviene in Calabria. La situazione sui Consorzi calabresi non sembra essere migliorata da quando la Corte dei Conti, Sezione Regionale di controllo per la Calabria, affermava  nel 2007 (Delibera 348/2007) che “i compiti dei Consorzi di bonifica sono piuttosto sconosciuti alla stragrande maggioranza dei cittadini e spesso degli stessi consorziati: sono scarse le informazioni sulla loro natura, nonché sui compiti che sono loro affidati e, soprattutto, sull’attività che sono chiamati a svolgere, anche perché nessuna attenzione sembrerebbe essere stata rivolta dall’amministrazione regionale al loro operato e su quanti dei compiti cui sono chiamati a rispondere vengano effettivamente ed efficacemente svolti.”. C’è bisogno di maggior trasparenza. A ciò si potrebbe ovviare utilizzando siti web dove pubblicare notizie sui bilanci, sulle persone all’interno degli organi di gestione, sugli statuti consortili, sui criteri di calcolo dei tributi, ecc., così come avviene nel resto d’Italia. In un comunicato stampa del 30.12.2012, la C.I.A. (Confederazione Italiana Agricoltori) della Calabria  riteneva che dopo due anni dall’entrata a pieno regime della legge di riforma i risultati si sono rivelati modesti e irrisori, denunciando una serie di criticità che riguardano il sistema dei Consorzi calabresi: “i bilanci dei singoli Consorzi continuano a registrare forti squilibri economici finanziari; manca uno schema unico di bilancio; persiste una preoccupante esposizione finanziaria nei confronti di Enti Previdenziali oltre a contenziosi di varia natura; permane uno stato di elevata  conflittualità con la contribuenza agricola ed extra agricola  per l’assenza di piani di classifica; manca una strategia efficace  per l’ottimizzazione delle risorse umane; si registra l’assenza di una strategia per la riduzione dei costi di gestione (taglio spese inutili) al fine di reperire risorse da destinare al miglioramento dei servizi a partire da quello irriguo; permane un livello elevato  di elusione ed evasione; a fronte di perdite d’esercizio dei singoli Consorzi gli stipendi dei livelli dirigenziali continuano ad essere non proporzionati ai risultati di gestione”. Non è più sostenibile e tollerabile una tale situazione e i cittadini calabresi stanno dando chiari segnali in questo senso. Le 8.000 firme raccolte da un Comitato di cittadini per la modifica della L.R. 11/2003 sono una prova evidente. E’ ora che questa Regione avvii una seria discussione sul sistema dei Consorzi di Bonifica ed elimini le criticità che impediscono ai Consorzi di svolgere le proprie funzioni e finalità. Cordialmente, Carmelo De Luca (Presidente del Comitato “per la modifica della L.R. 11/2003 in materia di bonifica”).

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Politiche 2013: Katia Stancato ”Scongiurare lo sfratto per il Delfino“

“La cooperativa il Delfino è nata nel 1987 a Cosenza grazie all’impegno della Chiesa e del volontariato laico. E’ diventata, in questi 26 anni, un punto di riferimento importante per tutto il meridione, recuperando migliaia di giovani dalla tossicodipendenza ed imponendo i suoi metodi umanistici e  sociali , orientati alla valorizzazione della persona. Purtroppo, a seguito della sentenza che ha riconosciuto il diritto di superficie all’ANFASS, il Delfino rischia di dover lasciare la struttura di Castiglione Cosentino.

Grazie all’impegno encomiabile del Prefetto per ben quattro volte è stato dilazionato lo sfratto esecutivo , ma la situazione rischia di diventare insostenibile. E’ necessario che tutte le istituzioni si mobilitino per garantire a questa struttura, che ha 22 ospiti, più una serie di minori in accoglienza provenienti da Lampedusa e da Reggio Calabria, e che assicura lavoro a decine di persone, di poter contare su una sicurezza strutturale. Nessun ritardo burocratico può essere giustificato in presenza di una testimonianza attiva e solidale che ha professionalizzato l’assistenza terapeutica e che rappresenta un vanto per tutta la Calabria”.

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Calcio, serie bwin, XXV^ giornata: Modena-Reggina 1-1

Modena-Reggina: 1-1. Modena (4-4-2): Colombi; Gozzi, Andelkovic, Zoboli, Perna (c); Pagano (dal 59° Nardini), Moretti, Signori, Sturaro (dal 74° Osuji); Ardemagni, Piscitella (dal 77° Mazzarani). In panchina: Manfredini, Minarini, Stanco, Dalla Bona. All.: Marcolin. Reggina (5-3-2): Baiocco; Antonazzo (dall’83° Camnpagnacci), Adejo, Ely, Di Bari, Rizzato (c); D’Alessandro (dal 76° Fischnaller), Bombagi, Barillà; Di Michele, Comi (dal 64° Gerardi). In panchina: Facchin, Freddi, Cianci, Giannattasio. All.: Dionigi. Arbitro: Roca di Foggia. Assistenti: Citro di Battipaglia e Carbone di Napoli. Quarto uomo: Maresca. Marcatori: Ardemagni al 34° e Gerardi al 92°. Ammoniti: D’Alessandro al 39° e Rizzato al 64°. Corner: 8-11. Recupero: 1’ (p.t.) e 3’ (s.t.).

Note. Oggi la Reggina incontra LA Reggina, la sua storia e la sua memoria vivente: Franco Iacopino. Il “vice” dell’uno-e-trino (presidente-direttore-allenatore), invece, oggi al “Braglia”, deve rinunciare ad Armellino, Bergamelli, Lucioni e Colucci infortunati, Hetemaj squalificato e Sarno esodato dalla società (il disturbo gastrico di cui ha parlato Dionigi in conferenza stampa è la solita bufala utilizzata nel tentativo – goffo e banale – di giustificare l’ingiustificabile). Anzi, a ben guardare, Sarno in campo "c'è"! Infatti, a uno di quei bimbi che accompagnano le squadre in campo è stata fatta indossare la maglia numero 7 amaranto: proprio quella di Vincenzino. Si rivede, invece, il centrale Ely. Il Modena di Marcolin si presenta alla gara con sul groppone ben 3 sconfitte consecutive (2 dopo la ripresa) mentre la Reggina è in terra emiliana dopo il pareggio a Vercelli e casalingo contro il Verona. Due sono gli ex amaranto tra le fila del Modena (Pagano in campo e Nardini in panchina) così come anche due sono gli ex gialloblù in casa Reggina: Antonazzo in campo e Dionigi a dare ordini in panchina (se non fosse infortunato, anche Colucci sarebbe stato un ex in campo). Ovviamente il terzo ex amaranto è Franco Iacopino. Il terreno del “Braglia” pare più un campo di patate che un terreno di gioco. Cronaca e commento. Primo tempo. I primi 10 minuti di gara, seppur giocati a buon ritmo, dicono che entrambe le formazioni (soprattutto la Reggina, come notorio) sono impegnate a prendere le misure all’avversario più che manovrando cercando di impedire gli spunti offensivi. La Reggina si conferma molto prudente dietro affidandosi esclusivamente agli spunti di Di Michele. Solito e inutile schema su calcio d’angolo (due giocatori – oggi Bombagi e Barillà, ieri Ceravolo e Sarno -, uno sul pallone e uno a correre via al segnale concordato) e, sugli sviluppi, D’Alessandro crossa e Colombi si tuffa a respingere. Al 15° il primo tiro verso la porta è di Ardemagni. Di prima intenzione, sul lancio ricevuto in verticale, prova il sinistro da posizione decentrata con palla sul fondo. Al 17° cerca di fare di più la Reggina con Comi, sulla sinistra, che lancia Barillà anticipato in uscita da Colombi. Al 18° ci prova Signori dai 25 metri, Baiocco para a terra. Il Modena conquista il centrocampo e sembra essere più volenteroso. La Reggina, come detto, si affida alla mobilità di Di Dionigi e ad un attivo Bombagi. Metà primo tempo raggiunto e poche occasioni per entrambe le squadre. Al 24° Barillà e Bombagi (ancora loro) confezionano un corner da cineteca degli errori. Bombagi si allontana, calcia Barillà, colpo di testa difensivo con palla ancora sui piedi del reggino e nuovo cross direttamente sul fondo! Al 29°, sugli sviluppi di un corner calciato da Bombagi, la palla finisce sui piedi di Adejo che, senza pretese, indirizza verso la porta di Colombi con palla alta. Gara non certamente bella né tantomeno spettacolare, colma di errori da entrambe le parti e, quindi, molto frastagliata con continue interruzioni di gioco. Al 33° occasionissima Modena. Azione Pagano-Ardemagni-Piscitella con quest’ultimo che si presenta solo davanti a Baiocco. Piscitella lo anticipa ma è pronto Adejo a salvare sulla linea di porta. Al 34° il Modena passa in vantaggio. Corner da destra, la palla è vagante in area con Di Bari che finalmente rinvia ma colpisce Gozzi che, casualmente, si trasforma in uomo assist per Ardemagni (libero in area) che, di testa, non a difficoltà a battere Baiocco. Ancora una volta, la difesa amaranto somiglia sempre di più a una groviera (colma di buchi, di amnesie e di inaccettabili distrazioni). Vantaggio modenese, c’è da dire, non meritato ma quantomeno cercato, voluto e trovato. La Reggina? E’ in campo ma ha l’enorme fardello di un tasso tecnico assolutamente inadeguato. Tasso o non tasso, da anni l’obiettivo è uno e uno solo: trovare 4 squadre (meglio 5 per evitare i play-out) più scarse di lei. Altri obiettivi, onestamente, non ne sappiamo (ci riferiamo a quelli reali e non certo a quelli dei parolai che, ormai, non incantano più nessuno anzi, dobbiamo dire, si rivolgono contro ai loro stessi autori). Al 43°, sugli sviluppi del solito calcio d’angolo battuto da Bombagi – con Barillà che fa la finta a nessuno -, con palla in area, è Adejo che addirittura si esibisce in sforbiciata impegnando Colombi a volare deviando in corner. Roca, però, vede l’intervento pericoloso di Adejo su Gozzi e ferma il gioco. Il Modena, in vantaggio, gioca adesso certamente più rilassato. La Reggina, in svantaggio, non muta affatto il suo atteggiamento e giochicchia. Un brutto primo tempo termina dopo un solo minuto di recupero. Vedremo cosa Dionigi s’inventerà negli spogliatoi. Di certo non potrà trasformare un brocco in campo in un Sarno (rimasto a casa in punizione). Secondo tempo. La ripresa inizia con la Reggina, al momento, quart’ultima e alle prese con i play-out contro il Bari (quint’ultimo). In sostanza, l’unico scopo sociale riconducibile in “4/5 più scarse da trovare” non è, al momento, realizzato. Magari, però, sarà realizzabile da qui a maggio. Nel frattempo, Dionigi fa scaldare tutti e 3 gli attaccanti a sua disposizione: Campagnacci, Fischnaller e il neo-arrivato Gerardi. Al 51° il primo tiro della frazione è di Ardemagni con palla abbondantemente sul fondo alla sinistra di Baiocco. Al 54° Barillà ci regala una perla balistica: tiro al volo di destro e palla più vicino alla bandierina che alla porta. A centrocampo, i tre schierati da Dionigi (Antonazzo, Bombagi e Barillà) non riescono a servire le due punte come dovrebbero. Ecco che il buon Di Michele arretra ma lascia troppo solo Comi. Al 57° ci prova Bombagi dalla distanza con palla che termina non lontana dalla porta di Colombi. Sempre al 57° è pericoloso Ardemagni in area ma è bravo Ely a mettere in corner. Sugli sviluppi, colpo di testa di Perna e parata a terra di Baiocco. Al 59° primo cambio di Marcolin: è un cambio tra ex amaranto, esce Pagano ed entra Nardini. Al 61° è ancora Modena: Piscitella, dal limite, prova di destro, palla alta. Al 64° ancora Piscitella si rende pericoloso. E’ bravo Baiocco a respingere con il corpo il tiro a colpo sicuro del modenese. Sempre al 64° primo cambio anche per Dionigi: esce Comi ed entra il neo-acquisto Gerardi. Al 65° si rivede la Reggina: ci prova Di Michele con parata di Colombi. La Reggina, disperata, attacca con continuità. Il 5-3-2 iniziale adesso è, giocoforza, un 3-5-2 con la squadra di Dionigi sbilanciata in avanti ma senza frutti concreti. Poca la lucidità dei reggini, ovvia conseguenza della scarsa qualità. Al 74° secondo cambio  per i padroni di casa: esce Sturaro ed entra Osuji. Nel frattempo annotiamo che Antonio Nucera di Sky quasi implora Dionigi a schierare il tridente in attacco facendo uscire un centrocampista per un attaccante. Dionigi lo ascolta e, al 76°, esce D’Alessandro ed entra Fischnaller. Un minuto dopo ultimo cambio per i canarini: esce Piscitella ed entra Mazzarani. La gara scorre, la Reggina assiste al suo scorrere senza possibilità di cambiare il corso delle cose.  All’83° ultimo cambio amaranto: esce Antonazzo ed entra Campagnacci. Quattro punte in campo per Dionigi negli ultimi 7 minuti (più recupero). All’85° ci prova Gerardi, il suo interno destro è respinto coi pugni da Colombi. All’88° la Reggina ci prova ancora. Calcio di punizione di Barillà dalla trequarti sinistra, palla che sbatte sulla spalla destra di un difensore costringendo Colombi a tuffarsi sulla propria sinistra per neutralizzare. La Reggina è generosa ma nulla sembra potere. Al 90° Fischnaller prova con il suo “colpo migliore”: un destro da fuori area che termina la sua corsa in curva. Una perla, insomma. 3 i minuti di recupero. Al 92° la Reggina pareggia. Cross da sinistra di Campagnacci, palla in area verso Fischnaller che non ci arriva. Alle sue spalle sbuca Gerardi che, solo e a mezzo metro dalla linea di porta, non ha difficoltà alcuna a metterla dentro. Con buona pace di tutti, la Reggina porta a casa un pareggio insperato. Dionigi rifletta perchè, a parte il pareggio giunto allo scadere, non crediamo ci sia altro su cui sorridere! Ad maiora!

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Politiche 2013: Crotone, lunedì 11 incontro con la candidata alla Camera Dorina Dianchi (pdl)

“Crotone Protagonista”: è questo il titolo dell’incontro pubblico organizzato dalla candidata alla Camera del Pdl Dorina Bianchi, che avrà luogo lunedì 11 febbraio alle ore 18 presso il locale “Chicco di Grano” a Crotone. "Un’occasione di confrontarsi sui programmi e le idee del Popolo della libertà per il rilancio di Crotone, in vista delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio prossimi – si legge in una nota della candidata alla Camera del Pdl – alle quali ci presentiamo ponendoci l’obiettivo di offrire sostegno a famiglie, giovani e imprese.

Da parte nostra nessuna proposta fumosa ma iniziative concrete: l'abolizione dell'Imu sulla prima casa con un risparmio per le famiglie crotonesi di circa 10 milioni di euro, incentivi all'occupazione giovanile attraverso la detassazione dell'apprendistato fino a 4 anni e la detrazione dall'IRES per i primi 5 anni dei contributi per le aziende che assumeranno a tempo indeterminato. Infine, un aiuto concreto alle 15 mila imprese attive sul territorio crotonese, ridimensionando e revisionando gli asfissianti poteri di Equitalia”.

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Lettera al Direttore: Rocco Neri “Amo la Reggina ma penso che dobbiamo rassegnarci finchè ci sarà lui”

Buonasera Direttore, Le chiedo scusa per l'orario ma ho finito adesso di leggere l'articolo da Lei scritto sulla conferenza stampa del signor Dionigi e devo dire che finalmente leggo un giornalista che non fa lo zerbino e dice quello che pensa. Anch'io, oggi, leggendo l'articolo sulla quella conferenza stampa, ho capito subito che si riferiva a Lei. Lei, Direttore, oltre ad essere grande nei suoi articoli e bravo a dire quello che pensa (e sappiamo tutti che chi lavora con e per la Reggina non potrà mai lavorare in modo autonomo dovendo fare quello che ordina colui che Lei definisce presidente-direttore-allenatore), è aiutato dalle dichiarazioni di ex.

Per poi capire quello che sta succedendo alla Reggina basta leggere l'intervista fatta al grande e unico Franco Iacopino nella quale, alla domanda del giornalista “Come vi siete lasciati col signor Foti?”, ha risposto “Andiamo alla prossima domanda”. Nel ringraziarLa per i Suoi articoli, ottimi e concisi, e comprendo la Sua sofferenza per la Reggina (io la vivo allo stesso modo considerato che siamo in molti ad amarla), penso che dobbiamo rassegnarci finché ci sarà lui (e Lei sa di chi parlo). Grazie ancora. Rocco Neri da Carpi (MO). Gentile signor Rocco, la ringrazio per i complimenti anche se non credo che siano meritati giacché ho sempre pensato che il dovere di ogni giornalista sia sempre e solo quello di raccontare ciò che vede sperando di far riflettere i suoi lettori alla luce di un’obiettività e lucidità scevre da qualsiasi compromesso. Detto questo, nel ribadire il concetto già espresso durante l’Editoriale a cui ella fa riferimento (http://www.ilreggino.news/index.php?option=com_content&view=article&id=5923:caro-dionigi-mi-fregio-dellonore-di-renderla-edotta-che&catid=1:editoriale&Itemid=7), devo però puntualizzare un paio di cose. Il signor Dionigi, in verità, non si riferiva a me allorquando ha (o avrebbe, perché nutro seri dubbi che abbia parlato nei termini riportati dal sito ufficiale) proferito le parole “incriminate”. Si riferiva, invece, al sondaggio (http://www.tuttoreggina.com/?action=read&idnotizia=14180) pubblicato dai colleghi di www.tuttoreggina.com. Fatta doverosamente questa puntualizzazione, come ho scritto, sposo anch’io i dubbi (“Sarno epurato, Comi a mezzo servizio ma capocannoniere, 3-5-2 di base: decisioni giuste?) e la conseguente domanda che i colleghi hanno posto ai tifosi attraverso il loro sito. Domanda a cui io stesso ho risposto cliccando su “Sarno e Comi devono giocare sempre insieme”. Per quanto riguarda le parole di quel galantuomo qual è Franco Iacopino a cui lei fa riferimento (contenute nell’articolo di www.reggionelpallone.it, http://www.reggionelpallone.it/component/content/article/24-slide/34401-franco-iacopino-qvi-racconto-51-anni-di-calcio-nel-93-seguimmo-del-pieroq), ovviamente non posso che prendere atto che un Signore non può (e non deve) non essere diplomatico rispondendo ciò che pensa. E’ evidente che il suo “Passiamo alla prossima domanda” dice molto di più delle quattro parole espresse. La cosa che più mi fa rabbia, caro signor Rocco, è che il presidente-direttore-allenatore, con il suo prolungato comportamento, ha allontanato migliaia di persone, di appassionati, di tifosi dallo stadio. In giro è un continuo “Finché c’è lui non torno allo stadio”, “Se se ne va, anche in quarta serie, torno in curva”, “Non gli regalo più nemmeno un centesimo”, e via dicendo. E’ chiaro, quindi, che non è la Reggina a non essere più amata ma il suo presidente-direttore-allenatore pro-tempore. Ricordo che, l’ultima volta in cui mi invitarono nella trasmissione “Tribuna Amaranto”, ebbi a dire proprio questo: il “Granillo” si riempirà ancora purché cambi la guida societaria. Anche in una serie inferiore”. Che poi il soggetto in questione sembrerebbe essere (probabilmente) il presidente più condannato, indagato, deferito, squalificato e penalizzato d’Italia questo è un altro paio di maniche. Cordiali saluti. Maurizio Gangemi.

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Politiche 2013: Reggio di Calabria, domenica 10 incontro con Sandro Brusco

di Emanuela Martino*. Domenica 10 febbraio, alle ore 11, presso la sala dell'Associazione degli Industriali, in Via Torrione, 96 a Reggio Calabria, incontro con Sandro Brusco, capolista al Senato in Calabria per “Fare per fermare il declino”. Sandro Brusco, con Andrea Lanza, Responsabile del coordinamento regionale e n. 2 alla Camera per Fare, incontreranno le forze produttive, professionali e imprenditoriali della città per discutere dei 10 punti del programma del movimento

fondato da Oscar Giannino. *Portavoce Fare per Fermare il Declino – Calabria.

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Reggio di Calabria: Planetario Provinciale, il 12 febbraio al via il corso di formazione in didattica dell’Astronomia

La Società Astronomica Italiana, la Provincia di Reggio Calabria e il Planetario Provinciale Pythagoras organizzano un percorso di formazione sul tema: “Dare mani al pensiero”. Il corso si terrà presso il Planetario Provinciale di Reggio Calabria dal 12 febbraio al 9 aprile 2013, secondo il calendario allegato, ed è rivolto ai docenti di discipline scientifiche di ogni ordine e grado. Per la partecipazione al corso di formazione è previsto l’esonero dal servizio, in quanto la Società Astronomica Italiana è Ente qualificato (Decreto  25 Luglio 2006 ) come soggetto riconosciuto dal MIUR per la formazione dei docenti (art. 66 del vigente C.C.N.L ed artt 2 e 3 della direttiva N° 90 /2003).

In numero limitato potranno partecipare anche allievi del triennio degli Istituti Secondari di secondo grado particolarmente interessati al tema e che hanno riportato risultati di profitto nelle discipline scientifiche superiori alla sufficienza (almeno 7/10). Secondo quanto stabilito dal D.P.R. 23 luglio 1998 n. 323 e successive integrazioni e dal D.M 22 Maggio 2007 n° 42, la partecipazione al corso da parte degli alunni da titolo al credito formativo esterno essendo, il corso, riconosciuto come percorso di eccellenza. Agli iscritti al corso, che avranno frequentato almeno il 75 % delle lezioni, verrà consegnato un Certificato di Partecipazione. La direzione del corso di formazione è affidata al Prof. Pierluigi Veltri (Ordinario di Astrofisica e Direttore Dip. Fisica UNICAL). Per informazioni: Dott.ssa Marica Canonico; Dott. Rosario Borrello; Segreteria Planetario Tel/fax 0965 324668; Sito Planetario: www.planetariumpythagoras.com; e-mail: planetario.rc@virgilio.it. Presentazione. Il fascino del Cielo stellato è stato sempre un elemento dominante della vita e della cultura di tutti i popoli che hanno cercato in esso risposte per comprendere la realtà; oggi lo scenario è molto più complesso e sicuramente di non immediata comprensione per tutti. All'interno di questo scenario il legame con la natura diventa più labile anche perché le discipline scientifiche sono comunemente considerate difficili. Ciò è probabilmente dovuto all'elevato livello di sintesi raggiunto nella descrizione della Natura. Queste discipline forniscono modelli interpretativi estremamente eleganti, ma che allo stesso tempo richiedono il superamento di barriere dovute all'elaborato formalismo matematico. Il corso prende l'avvio dallo studio dei fenomeni celesti e, attraverso la costruzione di modelli, vengono illustrate le leggi fisiche fondamentali. Queste leggi esprimono relazioni tra grandezze e sottintendono il concetto di misura. Per tanto il corso ha un forte specificità sperimentale e mette in evidenza il ruolo centrale della misura nel percorso conoscitivo scientifico. I contenuti astronomici, curvati con la riforma verso l’astrofisica, determinano nuovi criteri per l’ insegnabilità di questi argomenti, e, di conseguenza, si pone la necessità di assumere dei criteri espliciti e rigorosi di valutazione del suo impatto nel sistema didattico. L’insegnamento dell’Astronomia deve, per tanto, avere come riferimento alcuni obiettivi generali da utilizzare come una guida per le scelte metodologiche ai vari livelli d’età. Infatti, attraverso l’acquisizione di un insieme organico di contenuti e metodi, tale insegnamento si propone di sviluppare negli allievi le capacità di: osservare, analizzare e schematizzare situazioni reali e di affrontare problemi concreti, anche al di fuori dello stretto ambito disciplinare; servirsi dei procedimenti caratteristici dell'indagine scientifica, in un continuo rapporto tra costruzione teorica e attività sperimentale; cogliere l’importanza del linguaggio matematico e utilizzarlo adeguatamente per la costruzione di modelli; cogliere l’importanza dell’utilizzazione degli strumenti informatici e telematici. Altro dato da non trascurare è che il suo studio, purtroppo, è spesso nelle nostre scuole unicamente teorico e descrittivo per cui l'aspetto osservativo, così ricco di interesse, viene trascurato. Il Planetario consente un servizio innovativo ed efficace per la didattica dell'Astronomia. Il prezioso valore aggiunto di questa struttura si riversa in più direzioni, le più significative appaiono: l'ampliamento e l'arricchimento dell'offerta formativa, il ruolo che la scuola può assumere nei confronti della comunità in cui è inserita, lo sviluppo di spazi didattici più stimolanti, più coinvolgenti soprattutto verso le fasce più deboli, la promozione dell’orientamento visto come sviluppo di competenze, attitudini, consapevolezze, comportamenti comunicativi e relazionali non stereotipati. Non c’è apprendimento se non c’è emozione: l’Astronomia è il veicolo emozionale privilegiato per evidenziare che la Scienza è cultura e veicolarla, quindi , anche verso il grande pubblico per questo riteniamo che il corso proposto possa portare un contributo a: migliorare la qualità dell'insegnamento; promuovere la cultura scientifica e tecnologica; garantire il successo formativo; favorire, uscendo dalle classi, la conoscenza del proprio ambiente attraverso l'osservazione diretta; favorire nei giovani l’acquisizione della capacità di rapportarsi in modo corretto con l’ambiente per potersi assumere precise responsabilità sulla sua tutela. Note. La natura strettamente sperimentale del corso obbliga in molti casi ad un orario serale. Nulla osta, sentite le esigenze dei partecipanti, di modificare tale orario. Va altresì evidenziato che le attività di laboratorio e l’utilizzo degli strumenti sono messi in relazione alle condizioni meteorologiche e quindi suscettibili di variazioni.

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“Donne e Governance: dalla comunicazione efficace alla vendita creativa”. 2 giorni di formazione per il terziario donna di Reggio Calabria

Un'occasione colta al balzo dalle imprenditrici quella proposta da Terziario Donna della Confcommercio di Reggio Calabria. Una full immersion di due giorni, 4 e 5 febbraio, condotta dal professore Lino Barbasso  della “RedLine”, organismo di formazione manageriale. Un curriculum di grande rilievo per una azienda che ha preso per mano organizzazioni di livello mondiale, tra queste multinazionali e team di segreterie politiche, da Clinton ad Herdogan. Il training formativo "Donne e Governance: dalla comunicazione efficace alla vendita creativa" ha affrontato un tema di interesse generale ma, in questo caso, applicato all'uditorio di genere femminile pronto a cogliere le "occasioni" portate dalla crisi.

Perché il messaggio è legato proprio al tema della crisi economica come opportunità per cambiare i propri strumenti imprenditoriali rivolgendosi ad una nuova realtà, a scenari mutati per ragioni superiori a noi che attraverso noi possono diventare metodi di successo. Roberta Caldovino, presidente Terziario Donna Reggio Calabria, ha infatti sottolineato "mai come oggi é importante far capire alle imprese, in particolare modo le femminili, tra le uniche ad aver affrontato meglio la crisi, che esiste un modo per trasformare la stessa in opportunità. È per questo motivo che la volontà di realizzare nella nostra provincia un simile percorso di alto livello manageriale è stato attuato a seguito di una strategia futura per far si che la consapevolezza del cambiamento in positivo parta dalla provincia più difficile nel momento più difficile, e proprio dalle donne”.”L'unica cosa che si interpone tra noi e il nostro successo é la paura di non farcela": questo il messaggio che il professore Barbasso ha lanciato nel dare il via alla due giorni. Le imprese femminili partecipanti erano rappresentative di ogni associazione appartenente a Confcommercio. Donne entusiaste che hanno valutato con attenzione in un continuo feedback col docente le informazioni e tecniche ricevute. L'evento formativo rientra nel percorso promosso da Terziario Donna Nazionale, unico evento in Calabria e quarto in ordine di realizzazione in tutta Italia.

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L’Istituto “Sant’Anna” di Crotone alla Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi con un progetto della Regione Calabria

Parte dalla Calabria un modello all'avanguardia per l'assistenza ai pazienti in stato vegetativo e di minima coscienza. Il progetto per la sperimentazione di tale modello, proposto dalla Regione Calabria e approvato dal Ministero della Salute, insiste sugli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale. Oberon, questo il nome del progetto, si propone di ottimizzare e migliorare l'assistenza di questa particolare tipologia di pazienti nei reparti di lungodegenza specializzata, attraverso l'utilizzo di nuove procedure e l'applicazione di nuove tecnologie e, soprattutto, con l'ospedalizzazione a domicilio fatta con un servizio di telemedicina avanzata e l'utilizzo di un’equipe di assistenza integrata domiciliare debitamente coordinata (medico, infermiere, terapista della riabilitazione e badante).

Ad attuare le attività previste da Oberon ci sono le cinque Asp calabresi, con quella di Crotone quale capofila e l'Istituto Sant'Anna di Crotone come soggetto attuatore. Sant'Anna ė una casa di cura che da molti anni si occupa del trattamento dei pazienti in stato vegetativo e che ė molto attiva nella ricerca applicata per questa tipologia di pazienti. Il progetto della Regione Calabria rappresenta un modello esportabile in tutta Italia e permetterà, attraverso l'esperienza pratica, d'individuare la tariffa applicabile a tale nuova tipologia di prestazione sanitaria domiciliare. Di tutto questo si è discusso, venerdì 8 febbraio a Roma, durante la celebrazione della "III Giornata nazionale degli stati vegetativi", organizzata dal Ministero della Salute e dal Tavolo di lavoro per l'assistenza alle persone in stato vegetativo e di minima coscienza. I lavori sono stati aperti dal ministro Balduzzi al quale ha fatto seguito l'intervento del professor Giuliano Dolce, direttore scientifico della casa di cura crotonese. Nella sua relazione, dal titolo "Dalle parole ai fatti" ha descritto quale esempio emblematico di tale asserzione il progetto Oberon della Regione Calabria e dell'Istituto Sant'Anna, ricevendo unanime apprezzamento.  Assume quindi particolare importanza che in una manifestazione nazionale di grande valenza scientifica e sociale, il lavoro di una regione del Sud e di una struttura quale il Sant'Anna sia stato assunto come modello da seguire. La Regione e il Sant'Anna stanno quindi programmando a breve un evento, da tenersi in Calabria, che riproponga questo delicatissimo tema. L'auspicio di tutte le famiglie dei pazienti con gravi patologie cerebrali ė che le istituzioni regionali possano continuare a sostenere adeguatamente queste prestazioni. Oberon rappresenta una nuova e concreta risposta alle esigenze di tanti pazienti e delle loro famiglie che finalmente potranno fruirne facendone semplicemente richiesta.

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Politiche 2013: Katia Stancato “La campagna elettorale che stiamo conducendo è una conferma che esiste una Calabria diversa da quella stereotipata e raccontata dai media”

In occasione della visita di Luca Cordero di Montezemolo, Katia Stancato, candidata al Senato nella lista “Con Monti per l’Italia”, ha tenuto un breve discorso i cui punti salienti vengono qui elencati: 1) La campagna elettorale che stiamo conducendo è una conferma che esiste una Calabria diversa da quella stereotipata e raccontata dai media. Una Calabria che ha voglia di cambiare passo, di lasciarsi alle spalle l'inconcludenza di una classe politica che per anni ci ha illuso e ha poi fatto di tutto perché nulla cambiasse e ognuno restasse al suo posto;

2) E’ ormai chiaro a tutti che l'avversario principale dell'Italia, in questi anni di crisi, è stato un ceto politico nazionale incapace di passare dall'elenco dei problemi al confronto sulle soluzioni e sulle decisioni da adottare nel merito; 3) Noi siamo gli unici a porci il problema di parlare in termini concreti di temi, di cose che stanno nella vita delle persone, di problemi reali. Siamo gli unici che non solo si pongono il problema ma che danno anche delle soluzioni credibili; 4) Noi ci candidiamo a governare l'Italia restituendole fiducia e serietà. Andare oltre la crisi, superare la pigrizia e l'indolenza che hanno reso questi anni pieni di scelte mancate e decisioni rimandate: questo il nostro imperativo. Concludendo la Stancato ha citato Don Luigi Sturzo dicendo: “E se è vero, come io credo, quel che disse il grande Don Luigi Sturzo e cioè che “un programma politico non si inventa, si vive” direi che noi con la forza delle nostre esperienze civiche, con le storie di associazionismo, di impresa, di fabbrica, di azienda, vogliamo essere il seme di una svolta. Se con questa sfida avremo contribuito anche solo un minimo a ottenere questo importante risultato, allora dovremo ritenerci soddisfatti per molti anni a venire”.

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Politiche 2013: domani Domenico Scilipoti a Scilla (RC) per incontrare i cittadini

Sabato 9 Febbraio p.v. alle ore 19 presso la sala convegni della casa di riposo di Scilla l'On Domenico Scilipoti incontrerà i cittadini per illustrare la sua proposta di abbassamento, ad un prezzo simbolico, del prezzo del biglietto per il traghetto di collegamento Villa San Giovanni Messina. L'On. Scilipoti in un quadro di rilancio turistico e infrastrutturale della regione Calabria, necessario per una completa integrazione dell'area dello stretto, ribadisce l'importanza di tale iniziativa volta a favorire i lavoratori e i giovani

che quotidianamente devono spostarsi tra Calabria e Sicilia per ragioni di studio e lavoro. Ufficio Stampa.

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Politiche 2013: Riccardo Nencini in tour in Calabria, domani sarà a Cosenza, Catanzaro e Crotone

di Giada Fazzalari*. Continua il tour elettorale di Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, candidato capolista al Senato nelle Marche, alle prossime elezioni politiche del 24 e 25 Febbraio. Durante il corso del suo tour, Nencini illustrerà i 10 punti programmatici del Psi per il prossimo governo di centrosinistra. Questi i tre appuntamenti del tour elettorale calabrese del segretario socialista, previsto per domani,  sabato 9 Febbraio: alle ore 11.30, presso i locali della Federazione Psi di Cosenza, in via Adige 29, avrà luogo una conferenza stampa di presentazione del candidato capolista al Senato Psi in Calabria, Luigi Incarnato, membro della segreteria nazionale del Psi.

Alle ore 15.00, presso la sala concerti della sede municipale di Catanzaro, conferenza stampa di presentazione del candidato socialista alla Camera nelle liste del Pd, Fabio Guerriero, membro della direzione nazionale del Psi. Alle ore 17.00, presso la Sala del Consiglio comunale di Crotone, in Piazza della Resistenza, avrà luogo una conferenza stampa di presentazione dei candidati socialisti alla Camera e al Senato. Alla conferenza stampa interverranno, oltre al Segretario Nencini, Carmine Iuliano, segretario provinciale Psi di Crotone, Salvatore Pane, coordinatore della segreteria provinciale socialista, Giuseppe Cerminara, candidato al Senato nella lista del Psi in Calabria, Fabio Guerriero, candidato alla Camera in Calabria, lista PD. *Portavoce Riccardo Nencini.

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Caro Dionigi, mi fregio dell’onore di renderLa edotta che…

…ero, cosa notoria, tra i più entusiasti del Suo arrivo alla Reggina. Sin da quando cominciò a circolare il suo nome sui giornali specializzati, la vena di romanticismo mai sopita che i “vecchi” (come me) tifosi amaranto – e non già quelli di primo pelo – portano in sé ricordando i fasti di un tempo anche non molto lontano quando, non necessariamente in serie A, non vedevano l’ora che fosse domenica per andare a vedere la propria Reggina, ha avuto un moto d’orgoglio rinvigorendosi. “Ero”, appunto! Adesso, caro Dionigi, non lo sono più (e già da un po’).

Ho letto stamane, sulla pagina Facebook della Reggina Calcio (https://www.facebook.com/#!/regginacalcio.officialpage) e, quindi, anche sul sito ufficiale della Società (http://www.regginacalcio.com/news/archivio-stagione/6910-dionigiqcerta-stampa-non-vuole-il-bene-della-reggina-a-modena-in-emergenza-ma-determinatiq.html), le Sue esternazioni circa “certa stampa”. Ordunque, pur non sapendo a chi si riferisce (e tantomeno interessato a saperlo), mi onoro informarLa che: responsabilmente (ma non ce n’è bisogno giacché i miei scritti sono lì dove sono sempre stati), mi “costituisco”, sentendomi chiamato in causa (o in concausa) allorquando Lei riferisce che "Ho trovato in voi giornalisti degli interlocutori affidabili, con qualche eccezione. Ho deciso di intervenire perchè qualcuno in settimana ha scritto di Sarno epurato, Comi a mezzo servizio ed ha espresso dubbi sul modulo. Bene, come io mi prendo le responsabilità delle scelte che faccio, è bene che qualcuno faccia altrettanto con ciò che scrive”. Acciminchia, Dionigi! Così come il mio romanticismo anche Lei ha avuto un moto d’orgoglio. Era ora, aggiungo. Già, peccato però che questo Suo tsunami non sia avvenuto nelle segrete stanze e con i suoi più diretti interlocutori (Foti & Giacchetta) e sia, invece, arrivato in conferenza stampa al cospetto dei colleghi presenti. Sa, Dionigi, se Lei avesse mai letto ciò che umilmente scrivo da mesi, avrebbe avuto certamente un’altra testata e un altro direttore a cui rimproverare il “non voler bene alla Reggina… il mancato rispetto ai tifosi della Reggina” richiamandoli al “suo dovere di fare informazione”. Ha concluso, Dionigi, con un pregevole e degno di menzione “le mie parole non siano riferite a tutti gli organi d'informazione ma ad uno in particolare che, attraverso il suo comportamento, fa il male dell'ambiente amaranto". Sono atterrito, Dionigi, le Sue parole hanno inferto in me una ferita (per fortuna) quasi mortale. Dovrei sentirmi mortificato per l’essere stato colto con le mani nella nutella (mi piace molto di più che la marmellata)? Ribadisco, non so a chi si riferisse ma sento molto mie le critiche che le sono state rivolte. Nei miei scritti (consultabili, leggibili, scaricabili, fotocopiabili e anche denunciabili) io l’ho definita il “vice” del Suo uno-e-trino presidente-direttore-allenatore. Lungi da me il volerLa offendere ma non ho trovato vocabolo migliore per definire chi, come Lei, di certo, non può coscientemente definirsi autonomo come, invece, avrebbe voluto farci credere allorquando ha esclamato “Accetto tutto, ma non le critiche basate sulla cultura del sospetto, sul desiderio di insinuare sempre il dubbio sulla correttezza e autonomia delle mie scelte”. In sostanza, Dionigi, quel “sempre” da Lei pronunciato che significato ha? Vuol dire che, a volte, si insinua “il dubbio sulla correttezza e autonomia” delle Sue scelte e che, sempre a volte, è lecito farlo? Fughiamo ogni ulteriore dubbio: il sottoscritto non pensa che Lei sia scorretto. Ok? Penso, però, allo stesso tempo, che Lei non sia autonomo. Senta, Dionigi, sono anni e anni che a Reggio nessun Suo predecessore si è potuto definirlo autonomo. Prima di Lei, a Reggio, sulla gloriosa panchina della Reggina, ci sono stati sia signori allenatori e sia mezze cartucce e, sinceramente, non credo proprio che né Lei né chi l’ha preceduta (ma, se La consola, non lo credo nemmeno per i Suoi successori) sia stato, sia e sarà autonomo. Voi allenatori, lo saprà già molto bene, non siete altro che dipendenti di un’azienda. In più avete, rispetto agli altri moltissimi dipendenti di altrettante moltissime aziende, sempre la spada di Damocle sulla testa basata sui risultati. Lei crede che esista un allenatore che possa definirsi assolutamente autonomo? No, non credo possa osare così tanto. In fondo, un principio logico c’è: l’azienda La paga e Lei è tenuto a fare i suoi (di essa) interessi. Non ci trovo nulla di male in questo, sia chiaro. Il problema nasce quando, per esempio, l’azienda di cui sopra, per scelte proprie (opinabili e/o condivisibili al contempo, dipende dalla prospettiva d’osservazione), non Le consente di utilizzare i migliori giocatori che ha nella rosa. Credo sia superfluo ricordarLe Bonazzoli, per esempio. O Colombo, o Zizzari o qualche altro sempre in questa stagione (senza scomodare, per esempio, Tedesco e altri nelle precedenti). Credo sia superfluo, inoltre, farLe all’uopo anche il nome di Sarno. Ho letto da qualche parte che Sarno non è stato convocato per un disturbo gastrico (http://www.tuttoreggina.com/?action=read&idnotizia=14173), giusto? Soffriva di tale disturbo anche in occasione delle gare contro Pro Vercelli e Verona oppure… Vede, Dionigi, sappiamo che Lei è una persona intelligente, seria, professionale e preparata ma, tutto questo, non Le dà certo il titolo di presumere che a chi legge o ascolta non gli vengano riconosciute le stesse prerogative. Ne conviene? E’ notorio, anzi più che notorio è il modus operandi della società che Le passa lo stipendio a essere conclamato, che Sarno paga oggi il prezzo che altri hanno pagato anche nel recente passato: il non voler essere voluto andare via (nel suo caso in Lega Pro) o il non essersi voluto ridurre l’ingaggio (questo vale per gli “altri”). Quindi, Dionigi, La invito a non accampare banalissime e scontatissime scuse (mi ha meravigliato, però: credevo che dicesse che non l’ha convocato per “scelta tecnica”). Ma poi, Dionigi, Lei li legge i giornali o legge solo ciò che Le capita (o che sottopongono alla Sua attenzione)? Ha, per caso, letto la Gazzetta del Sud del 05.02.2013 (http://www.tuttoreggina.com/?action=read&idnotizia=14141)? Ha visto che il Suo presidente ha detto che, a proposito di Sarno, ha dichiarato “Abbiamo cercato di cederlo… pertanto non sarà facile per lui giocare”. E allora, Dionigi, qui ci vorrebbe Valerio Staffelli con il Tapiro d’oro.  Che faccio, lo chiamo? Sa cosa penso, Dionigi? Penso che nemmeno Lei è contento dell’esclusione di Sarno. E sa perché? Proprio perché non penso che Lei sia stupido. Lei, prima di me, sa quant’è talentuoso Vincenzino e, soprattutto, quanto servirebbe alla Reggina. Mi sbaglio? Presumo di no! E allora? Considerato che la Reggina dovrà, volente o nolente, stipendiarlo fino a giugno e che, ovviamente, Sarno ha tutto il titolo per essersi già accordato o, se non l’ha fatto, accordarsi con chi più gli aggrada con decorrenza 1 luglio, cui prodest esiliarlo s’è vero com’è vero che le sue prestazioni possono servire alla Reggina? La "ragion di Stato" prevede che non si faccia più conto su di lui? Bene, ma almeno, Lei, Dionigi, non presuma che chi digita sulla tastiera i propri pensieri in merito sia stupido. Chiuso (per ora) il capitolo Sarno, passiamo al modulo che Lei (?) avrebbe scelto. Premesso che cosa facciano Montella o Atzori poco c’importa, forse Lei disconosce che il 3-5-2 è il “modulo-Reggina”. Punto. Non sappiamo se tale scelta sia dovuta al non avere i giocatori a disposizione per adottarne altri o, a ogni buon conto, perché esso è il meno rischioso e, si sa, la Reggina non deve volare alto ma semplicemente salvarsi (oggi così come ieri e così come anche domani se non cambiano i personaggi). Ah, dimenticavo: il 3-5-2 cui Lei fa riferimento, onestamente, se posso dire la mia, appare solo qualche istante al momento del calcio d’inizio (di primo o secondo tempo che sia) dato dalla Reggina e in qualche situazione d’attacco. Per il resto, obiettivamente, pare un ben più evidente 5-3-2. Non trova? Sa, Dionigi, un po’ per questione di tempo e un po’ per soddisfazione personale, non mi è mai piaciuto frequentare il Sant’Agata. Forse, a distanza di sicurezza, presumo che riesca a essere più obiettivo il mio pensare e, quindi, scrivere. Non se la senta, Lei non c’entra in questo. Ero “innamorato” di Lei (sportivamente parlando, ovviamente) per i suoi trascorsi in campo con addosso la maglia della “mia” Reggina (una Reggina che non esiste più, giusto per capirci). Adesso, onestamente, anche il romanticismo iniziale ha lasciato il posto alla nuda e cruda realtà e verità dei fatti (e non delle parole). Ecco perché il Suo presidente ha allontanato migliaia di persone, di sportivi, di tifosi, dallo stadio. Suppongo che Lei lo sappia già: ci sono molti più innamorati della Reggina (soprattutto quella che non c’è più) seduti sul divano davanti a un televisore rispetto a quelli che Lei vedrà al “Granillo” sommando le presenze nelle 21 giornate in cui la Reggina ha giocato e giocherà in casa in tutta la stagione. Sta (anche) a Lei farci cambiare idea. Non a parole, Dionigi, ne abbiamo lette e ascoltate tante di minchiate che ormai il nostro cervello autonomamente e automaticamente si rifiuta persino di sentirle figuriamoci di ascoltarle. Se e quando, con i fatti, Lei ci dimostrerà il contrario di ciò ch’è stato sin’oggi, saremo i primi a renderLe onore. Se e quando, ricordi. Prima che chiuda salutandoLa, voglio sottolinearLe un’ultimi cosa: si guardi dalla “stampa” che la glorifica, la incensa, si adegua al trend pensando ma non dicendo. Sa che Le dico, Dionigi? Che preferisco ricordarLa per i suoi gol con indosso la casacca amaranto e per uno in particolare, vediamo se Le viene in mente. Si, esatto! Proprio quello decisivo che Lei segnò il 29 marzo del 1997. Al 73° di Reggina-Cosenza Lei regalò il successo ai reggini e ciò che ricordo ancora con maggiore gioia fu il suo “aeroplanino” davanti la panchina dei lupetti cosentini proprio in faccia al compianto professor Scoglio. Ecco, il mio pensiero a Davide Dionigi si cristallizza in quegli istanti. Punto! Le rubo un ulteriore solo istante, Dionigi. Dopo aver scritto, anzi nel mentre, mi viene un dubbio: ma davvero Lei ha parlato in quei termini in conferenza stampa oggi? No, sa perché? Perché se chi cura il sito della Società (a proposito, gli dica che nella home c’è un errore madornale – nelle foto –: domani sarà la XXV^, e non la XV^, giornata di campionato) scrive, virgolettando, qualsiasi cosa è ovvio che quelle frasi sono da attribuire a Lei. Sappiamo che non può risponderci ma non vorremmo che “altri”, approfittando della Sua conferenza odierna, abbiano dettato ciò che vorrebbero dire loro (magari non potendo) affibbiandolo a Lei. Se fosse, così, Dionigi, come la mettiamo? Anche questa si chiamerebbe “autonomia nelle scelte”? Mah! A noi darebbe l’impressione di una società molto poco seria (ma non ce ne stupiremmo) e di un mister inconsapevole. Che figuraccia, mister, se così fosse! Ad maiora!

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