Arrestato il giornalista Francesco Gangemi, 81 anni

(2) Il giornalista Francesco Gangemi, 81 anni compiuti il 28 settembre scorso, invalido al 100 per cento e gravemente ammalato, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Catania

 

per un cumulo di pene a 2 anni 11 mesi e 16 giorni di reclusione per diffamazione a mezzo stampa e per non avere rivelato le fonti fiduciarie delle notizie. Due anni dopo l’allucinante arresto che, all’età di 79 anni, l’aveva portato dietro le sbarre, sollevando l’indignazione del Paese e la sospensione del provvedimento, la storia si ripete. Stavolta gli è stata risparmiata l’umiliazione della galera, ma imposto comunque l’obbligo di espiazione della pena agli arresti domiciliari. A quasi 82 anni e dopo aver recentemente subito un delicato intervento chirurgico al cuore, una nuova, pesante tegola si abbatte, dunque, sul giornalista in esecuzione di una sentenza definitiva del 10 marzo scorso. Il Tribunale di Sorveglianza di Catania ha affidato l’esecuzione del provvedimento alla Procura di Cosenza dopo aver rigettato la richiesta di affidamento ai servizi sociali. “Un provvedimento che non esitiamo a ridefinire, come avevamo fatto all’epoca assieme all’allora segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, mostruoso per qualsiasi ordinamento democratico che si fondi sulla libertà di espressione, di stampa e sul pluralismo delle idee”, dichiara Carlo Parisi, segretario generale aggiunto della Fnsi e segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, sottolineando che “Gangemi paga duramente non solo il prezzo delle sue idee «forti» e fuori dal coro, ma soprattutto l’ingiustificato ritardo del Parlamento nel riformare la legge sulla diffamazione che, per i reati a mezzo stampa, prevede ancora il carcere per i giornalisti consentendo il ripetersi di dolorosi episodi come questo”. “Francesco Gangemi – sottolinea Parisi – è chiamato a scontare una pena residua di quasi tre anni perché, ancora una volta, la Procura della Repubblica di Catania ha dichiarato decaduti i benefici di sospensione condizionale della pena per i suoi articoli pubblicati sui periodici «Il Dibattito» e “Dibattito news». Suscita, però, ancora enorme sorpresa l’ennesima decisione della magistratura di applicare la pena detentiva del carcere per i reati di diffamazione a mezzo stampa, prevista dal Codice penale, ma – ricorda il segretario del Sindacato dei giornalisti – giudicata incompatibile dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. E lo stupore è maggiore in considerazione dell’età del giornalista in un Paese – è doveroso ricordarlo – che concede spesso misure alternative alla detenzione ad incalliti delinquenti ultrasettantenni che si sono macchiati di efferati crimini”. Carlo Parisi, “nell’auspicare una revisione del provvedimento cautelare, ispirata a criteri di vera giustizia e umanità”, rinnova “al Parlamento l’appello per riformare con urgenza la legge sulla diffamazione a mezzo stampa ed al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di valutare le possibilità di un intervento che, considerata l’età e le condizioni di salute del giornalista, eviti a Francesco Gangemi la privazione della libertà personale per reati compiuti nell’esercizio della professione giornalistica. Un giornalista – conclude Parisi – che commette reato, diffamando qualcuno, va punito, certo. Con una multa, non con il carcere. Ma non va, in ogni caso, punito per non aver rivelato le fonti fiduciarie di una notizia vera, sacrosanto diritto di chi svolge questa professione”. (Fonte giornalistitalia.it).

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Papà è un criminale!!!

(1) Tra le "sezioni" de Il Reggino, avevo volutamente lasciato (a futura memoria, credevo) quella relativa all'arresto di mio padre avvenuto un'autunnale mattina dell'ottobre di due anni fa.

 

Credevo, illusoriamente, che accadimenti del genere non potessero, nè dovessero, succedere più in un Paese che si suole definirsi civile ma che di civile ha ben poco. E' vero, non sono imparziale (considerando che si tratta di mio padre) ma come posso mai pensare, come possa mai sfiorarmi l'idea insomma, che imparziali lo siano i giudici di Catania che hanno ordinato l'ennessima barbarie ai danni di una penna che, così sembrerebbe, è più pericolosa di mafia, 'ndrangheta, camorra e di tutte le altre organizzazioni criminali presenti nello stivale? Già, perchè di questo si tratta: mio padre è un pericolissimo criminale. Due anni e due mesi sono passati da quel 5 ottobre allorquando toccò a me dare la notizia di quanto da poco successo. Due anni e passa in cui papà ed il suo avvocato (Giuseppe Lupis) hanno scritto, presentato documenti, si sono opposti all'altrui volontà ottenendo, per il 22 dicembre prossimo, l'udienza presso il Tribunale di Sorveglianza di questa Città affinchè il "criminale Gangemi" espiasse la pena residua di 2 anni 11 mesi e 16 giorni ai servizi sociali. Alle falde dell'Etna, però, qualcuno ha pensato di non attendere e di rendersi protagonisti dell'ennesimo coup de théatre. Una cosa non abbiamo capito, però: la decisione di rigettare l'affidamento ai servizi sociali è del Tribunale di Catania, la inoltra a quello di Cosenza il quale da seguito all'esecuzione del provvedimento tramite il personale della Questura di Reggio Calabria. Perchè non direttamente Catania come due anni fa? Fatta la dovuta premessa che nè mio padre nè tantomeno io siamo alla ricerca di sortire quel sentimento chiamato "pietismo", il Tribunale di Catania sa benissimo quali siano le condizioni di salute del "criminale". In primis lo sa da allora giacché il Tribunale di Sorveglianza reggino, 6 giorni dopo l'arresto, gli concesse i domiciliari. Ma sa ancor di più, considerato che nel marzo del 2014 (6 mesi dopo quell'arresto) il "criminale" è stato sottoposto ad un delicato intervento presso il reparto di cardiochirurgia del Papardo di Messina per l'applicazione di due by-pass coronarici. Ciò che non sa è, in verità, che ieri sera, dopo l'uscita di casa del funzionario e dei tre ispettori in servizio presso la Questura reggina, ha accusato un malore tant'è ch'è stato necessario l'intervento del medico a domicilio. Ma, a prescindere da questo, e senza ribadisco elemosinare pietismo, vorrei che qualcuno, più dotto e più obiettivo di me, provasse a spiegarmi la solerzia di chi ha firmato quel provvedimento. Eppure, i più attenti lo ricorderanno, proprio qualche settimana dopo l'arresto di papà nel 2013, la Camera dei Deputati votò una legge secondo la quale, per il reato di "diffamazione a mezzo stampa", non sarebbe stato più previsto il carcere (o la detenzione domiciliare) ma una pena pecuniaria. L'iter per l'approvazione, poi, rallentò e mio padre è lì a casa. Ma, omettendo l'attendere di una legge, trovo veramente una barbarie, un atteggiamento da Medioevo, punire con il carcere un reato d'opinione. Che l'Italia fosse al 73° posto in quanto a libertà di stampa lo sapevamo. Che in Italia si potesse finire in carcere per "diffamazione" l'abbiamo scoperto "grazie" a mio padre. Da uomo e da figlio, concedetemelo, non posso non pensare che ciò che subisce mio padre abbia dei nomi ben precisi: accanimento, persecuzione, fors'anche odio. Di chi? Beh, evidentemente da chi, seppur lontano, ha deciso che Francesco Gangemi debba pagare con la libertà personale il prezzo della verità scritta in quasi 40 anni di professione giornalistica. Prima che dimentichi: l'INPS ha fissato per venerdì 18 prossimo la visita, in ottemperanza alla Legge 104/92 già riconosciutagli nell'agosto del 2014, affinchè si dia seguito a ciò che la stessa ha deliberato il 28 ottobre scorso: "La Commissione Medica riconosce l'interessato: invalido ultrasessantacinquenne con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni ed i compiti propri della sua età (L. 509/88, 124/88) grave 100%. Disabilità rilevate: mentale, cardio-circolatorie, intervento chirurgico mutilante". Ah, scusate: papà è un criminale!!!  

 

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Labsud, un progetto per il territorio. Domani prima tappa a Gioia Tauro

(999) “Un progetto per il territorio”. E’ questo il titolo della nuova iniziativa promossa da Labsud, la piattaforma nata dalla collaborazione fra Eurispes e Fondazione Internazionale Magna Grecia

 

al fine di riportare al centro del dibattito politico, economico e sociale i problemi del Mezzogiorno. Un’iniziativa ideata per offrire sin da subito spunti concreti e articolata in una serie di eventi itineranti che toccheranno tutte le Regioni del Meridione partendo dalla Calabria, domani, Giovedì 10 Dicembre, con il primo appuntamento a Gioia Tauro, per proseguire il 19 Dicembre in Campania, a Napoli, e successivamente in Sardegna, Puglia, Sicilia e Basilicata. In ogni Regione si cercherà di percorrere con il dibattito una strada aderente alle peculiarità del territorio. Al centro del primo incontro, che si terrà alle ore 11:30 presso la Sala Consiliare Antonino Scopelliti, le “risorse da valorizzare e le potenzialità inespresse della Calabria”. Parteciperanno al dibattito: il Sindaco di Gioia Tauro Giuseppe Pedà, fra i primi aderenti al progetto di Labsud, il Presidente della Fondazione Magna Grecia On. Nino Foti, il Presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara, l’On. Settimo Nizzi, l’On. Luca Squeri, il Presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa oltre che diversi Sindaci e amministratori del territorio e ​i ​rappresentanti delle associazioni datoriali calabresi.

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Reggio di Calabria: Teatro della Girandola, rassegna Teatro ragazzi (12 e 13 dicembre), “Re Befè” della Compagnia Pagliacci Clandestini

(998) Al Teatro della Girandola terzo appuntamento della Rassegna Teatro ragazzi. Sabato 12 dicembre alle ore 18:00 e in replica domenica 13 dicembre alle ore 18:00 andrà in scena lo spettacolo "Re Befè" della compagnia reggina Pagliacci Clandestini.

 

Lo spettacolo è rivolto a un pubblico di bambini e adulti tratto dalla filastrocca "Re Bèfe biscotto e mane" con Giulia Serranò, Alberto Caristo, Andrea Foti e Giuseppe Federico regia di Santo Nicito. Quattro personaggi, narrano la filastrocca "Rebèfebiscottoemane". Una filastrocca che affonda le proprie radici nella tradizione del sud Italia, diffusa nel periodo del regno delle due Sicilie (1816-1861), ogni regione, dalla Campania alla Sicilia tende ad attribuirsene la provenienza. Una storia raccontata a quattro voci con la collaborazione di chi sta ad ascoltare. “C'era una volta un re…” inizia così la storia. Una chitarra, una gabbia e un libro un po’ particolare che fa da cornice alla narrazione sono gli oggetti di scena. I piccoli spettatori vengono coinvolti, entrano nel racconto catturati dal gioco del teatro.

E’ consigliata la prenotazione. Per informazioni 3207042460 – info@pagliacciclandestini.it Teatro della Girandola Indirizzo: via Muratori 2/C, Reggio di Calabria.

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“Faceboom” di Paola Bottero sbarca a Catanzaro: venerdì 11 appuntamento alla Ubik

(997) A partire dalle ore 18 e 30 la presentazione del libro sarà l’occasione per declinare insieme all’autrice il tema che si intreccia fortemente alle storie raccontate: "vivere ai tempi dei social”, dalla narrativa alla vita reale (o quasi) andata e ritorno.

 

Dopo gli appuntamenti di Vibo e Reggio Calabria arriva anche a Catanzaro Faceboom, la novità narrativa di Paola Bottero per Sabbiarossa Edizioni, collana Storie [S5]. L’appuntamento è per venerdì 11 dicembre – ore 18 e 30 – alla Libreria Ubik in Via del Progresso a Catanzaro Lido, per declinare insieme all’autrice il tema che si intreccia fortemente alle storie narrate da Faceboom: "vivere ai tempi dei social": dalla narrativa alla vita reale (o quasi), andata e ritorno. “Quello di cui ha bisogno è il successo, in una forma o nell’altra”, scriveva Bukowski, molto prima della nascita di un mondo parallelo, quello dei social che oggi sembrano dettare i ritmi ed il senso della quotidianità del mondo occidentale. A quel pensiero il lettore ritorna ogni attimo, scorrendo una dopo l’altra le 18 “vite incatenate ai tempi dei social” con cui la narratrice ha voluto esplorare un tema che le è molto caro: la vita in assenza di amore. Vita che scorre nell’arco temporale di un anno, da gennaio a dicembre, quasi a ripercorrere tutte le stagioni possibili. Vita che scorre alternando un protagonista maschile ad uno femminile, facendo affacciare sempre nel racconto precedente il o la protagonista del racconto successivo. Diventa quasi automatico cercare di individuare, durante la lettura, la storia che seguirà. I 18 racconti sono assolutamente autonomi, possono essere letti con o senza in soluzione di continuità: il filo logico seguito da Paola Bottero ritorna sempre, anche a voler sparigliare le carte. A leggerli con attenzione i racconti di Faceboom hanno sempre gli stessi protagonisti, che ritornano accanto ad ogni personaggio: un’Italia sempre diversa ma sempre uguale, l’ansia da social, l’assenza di amore o l’invano tentativo di comprenderne l’essenza. Uno spaccato di questa nostra società dell’apparire che ben poco spazio lascia a valori o sentimenti. E se sembra di intravederne uno spiraglio, ben presto la porta si chiude per aprire un computer, un notebook, uno smartphone. Nessuna esplosione di vita vera, una realtà che è un’implosione verso il nulla. In un inseguire sempre e ancora, con accanimento, un antidoto ad una solitudine patologica: il successo immediato. Anche se solo in forma di like.

 

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Reggio di Calabria: venerdì 11 la presentazione del progetto #riscopriAMOReggio

(327) Il Coordinamento Cittadino Forza Italia Giovani Reggio Calabria invita la cittadinanza tutta alla conferenza stampa di presentazione del progetto #riscopriAMOReggio,

 

che si svolgerà giorno 11.12.2015 alle ore 18:00 presso la Sala del Consiglio Comunale di Reggio Calabria "Piero Battaglia". Intereverranno: dott. Raffaele Arcadi (Coordinatore cittadino Forza Italia Giovani Reggio Calabria); Federico Milia (Componente Forza Italia Giovani Reggio Calabria); Mary Caracciolo (Consigliere comunale Forza Italia del Comune di Reggio Calabria).

 

 

 

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Lamezia Terme (Cz): Colombo (Forza Nuova) sull’aumento di capitale della Sacal

(870) “Sulla Sacal mi ero già espresso all’indomani dell’operazione Perseo quando oltre all’arresto di numerosi esponenti delle cosche mafiose locali,

 

finì in manette anche l’allora vice-presidente della società di gestione dell’aeroporto, una gravissima circostanza che mi spinse a chiedere immediatamente il commissariamento della stessa Sacal e l’avvio di indagini riguardo ai metodi di assunzione effettuate in seno alla stessa società. Il resto poi è storia recente che parla di documenti acquisiti dagli organi inquirenti nell’ambito di un’inchiesta finalmente aperta dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme sulla gestione della Sacal. Da allora abbiamo assistito in pratica al mantenimento dello Status quo del Cda che si sarebbe dovuto dimettere immediatamente ed oggi ci tocca vedere che, nell’ottica di una ricapitalizzazione della stessa società di gestione dello Scalo Lametino, l’amministrazione comunale di Lamezia Terme lancia una distorta quanto ingannevole campagna di azionariato popolare, aprendo cosi la strada a possibili imprenditori privati, per un affare tanto ghiotto quanto importante. E’ davvero aberrante quanto deliberato col documento del 4 dicembre scorso dalla Giunta comunale guidata dal Sindaco Paolo Mascaro, la quale animata da pregnante spirito liberal-capitalista, consegnerà nelle mani di soci privati lo scalo lametino, escludendo per sempre la già flebile “sovranità” che il comune di Lamezia dovrebbe esercitare sullo gestione dello scalo. Noi di Forza Nuova pretendiamo chiarezza in quest’operazione portata avanti dalla Giunta comunale in incredibili tempi brevi e stringenti, in cui si chiede in maniera proditoria quanto consapevole che ciò non avverrà mai, almeno nei metodi in cui la stessa Giunta ha prodotto il documento di ricapitalizzazione tramite azionariato popolare, di partecipare all’aumento di capitale di Sacal. La Giunta Comunale non deve trincerarsi dietro all’ormai stucchevole situazione debitoria della casse comunali per giustificare provvedimenti poco trasparenti e che vanno contro gli interessi della città e favorendo un’esclusione per gli anni a venire, nella gestione dell’aeroporto, il comune di Lamezia Terme”. Igor Colombo, Portavoce regionale Forza Nuova Calabria.

 

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Reggio di Calabria: Ambrosino (Exodus) “Solidarietà alla struttura di medicina solidale di Pellaro”

(286) “23 anni fa, quando la Comunità Exodus cominciava ad operare nel territorio Reggino, forte e drammatico era il problema delle Epatiti che molti ospiti della Comunità avevano contratto nella scellerata pratica della tossicodipendenza.

 

A fianco della Comunità nella gestione di questi problemi di salute dei nostri ragazzi, la presenza discreta, professionale e gratuita di due medici di Reggio, il Dott. Lino Caserta e il Dott. Pendino, affiancata anche ad attività pubbliche di prevenzione delle malattie infettive. Il problema si ridusse con gli anni nella comunità fino a quasi scomparire. Questi nostri due amici, pensarono, successivamente, grazie al contributo della Fondazione Banca Nazionale delle Comunicazione, di aprire l'ACE, la struttura di medicina solidale ubicata a Pellaro, un centro di medicina popolare che ha offerto servizi gratuiti a migliaia e migliaia di persone, maturando all'interno anche attività di ricerca di notevole spessore scientifico. Ora apprendiamo che un provvedimento della Regione Calabria sospende le attività di questo Centro. Si è trattato di un provvedimento tecnico, a nostro avviso profondamente sbagliato, che non tiene conto della storia di questo centro e del servizio che rende alla popolazione reggina. Apprendiamo altresì che la politica si è mossa per risolvere il problema che si è creato, in un incontro che avverrà lunedì 14 dicembre. Confidiamo nella sensibilità del Presidente della Regione Mario Oliverio, dell'Onorevole Seby Romeo e del Presidente del Consiglio Comunale di Reggio Calabria, Demetrio Delfino, promotori di questo incontro, e che sapranno trovare la soluzione adeguata per restituire alla collettività un servizio che è prima di tutto un bene pubblico”. Pasquale Ambrosino, Exodus Reggio Calabria.

 

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Siderno (RC): venerdì 11 Giuseppina Torregrossa presenta il suo nuovo romanzo “Il figlio maschio”

(996) “Che può fare un uomo per garantirsi l’eternità, se non passare il testimone al figlio maschio?” si domanda il vecchio don Turiddu Ciuni, mentre sente che la vita gli scappa via.

 

Non si dà pace che la moglie si sia ostinata a far studiare tutti e dodici i loro figli, femmine comprese, e che nessuno di loro voglia occuparsi del feudo di Testasecca, nell’entroterra siciliano. La delusione più grande gliel’ha data ovviamente il primogenito, Filippo, che alla terra ha preferito la letteratura, aprendo una libreria e pure una casa editrice. “Grandissime minchiate”, secondo l’anziano padre. Non la pensa così Concettina, che adora quel suo fratello sognatore e – siamo nel 1934 – vede in lui la possibilità di un futuro migliore per l’intera famiglia. Ma il destino si divertirà a sovvertire ogni aspettativa e, negli ottant’anni di storia raccontati in questo romanzo, chiamerà proprio lei, le sue figlie e le nipoti, a dimostrare quella straordinaria capacità di resistere che è propria di ogni donna. Con una scrittura che ha tutto il sapore e il calore della Sicilia, Giuseppina Torregrossa costruisce una potente saga familiare in cui l’amore per la vita e la passione per i libri si uniscono come due strumenti diversi che suonano la medesima armonia. Venerdì 11 dicembre 2015, ore 18.00, alla libreria Calliope Mondadori di Siderno (centro commerciale La Gru), Giuseppina Torregrossa presenta il suo nuovo romanzo “Il figlio maschio”, edito da Rizzoli. Nata a Palermo, Giuseppina Torregrossa vive tra la Sicilia e Roma. Ha esordito nel 2007 con “L’assaggiatrice” (Rubbettino), cui sono seguiti, tra gli altri, “Il conto delle minne” (2009), “Manna e miele, ferro e fuoco” (2011), “Panza e prisenza” (2013) e “La miscela segreta di casa Olivares” (2014). Dialoga con l’Autrice Maria Teresa D’Agostino, reading a cura di Rossella Scherl.

 

 

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Reggio di Calabria: Anassilaos, mercoledì 9 la presentazione del libro “Verso Emmaus-quasi un giornale di bordo” di Rosario Pietropaolo

(995) Rinviata a causa delle avverse condizioni del tempo si terrà mercoledì 9 dicembre alle ore 17,00 presso la Chiesa di San Giorgio al Corso,

 

nel corso di un incontro promosso congiuntamente con la Chiesa di San Giorgio al Corso, la Sezione reggina dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, la Sotto Sezione reggina dell’U.N.I.T.A.L.S.I., l’Associazione Portatori della Vara e l’Associazione Anassilos, la presentazione del libro di Rosario Pietropaolo “Verso Emmaus-quasi un giornale di bordo” (Luigi Pellegrini Editore). Interverranno Mons. Filippo Curatola e il Dott. Domenico Nunnari (giornalisti); l’Editore dott. Walter Pellegrini. Porerano i saluti  Don Antonio Santoro, Parroco della Chiesa di San Giorgio al Corso; Avv. Aldo Porcelli, Preside della Sezione reggina dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; Dott. Fabrizio Scotto, Presidente della Sottosezione reggina dell’U.N.I.T.A.L.S.I.; Dott.. Gaetano Surace, Presidente Associazione Portatori della Vara; Dott. Stefano Iorfida, Presidente Associazione Anassilaos. La lettura di alcune liriche presenti nel volume sarà a cura di Pina De Felice, Lilly Arcudi, Giacomo Marcianò, Antonella Postorino di Anassilaos.

 

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Immigrazione: Dieni (M5S) “Nel silenzio dei media nazionali l’emergenza continua”

(327) “Il tema è passato di moda per i media nazionali, ma l’emergenza continua e il Sud non deve essere lasciato solo a fronteggiarla” così la deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni commenta i nuovi ingenti arrivi di immigrati a Reggio Calabria.

 

“Fino a qualche giorno fa gli arrivi dei migranti erano quotidianamente in prima pagina. Oggi è passato il messaggio che il problema è risolto e le strade battute dai profughi si diramano quasi esclusivamente attraverso la penisola Balcanica. Lo sbarco di 906 migranti negli ultimi giorni a Reggio Calabria ci ricorda, però, che l’emergenza è tutto fuorchè conclusa, anche se tv e giornali oggi sono pieni di altre notizie che fanno più presa sull’opinione pubblica, come quelle che riguardano il terrorismo di matrice islamica. In questo contesto il Meridione e specialmente i suoi comuni, non possono essere lasciati a loro stessi o alle vuote rassicurazioni del Ministro dell’Interno o del Presidente del Consiglio. Le risposte, in questo senso non possono essere nè il vuoto di idee dell’attuale Governo, graziato esclusivamente dall’apertura della rotta balcanica, nè i rigurgiti xenofobi della destra salviniana, così pericolosamente vicina alle proposte lepeniste. Il modello che proponiamo, come Movimento 5 Stelle, è quello di una politica estera trasparente e coerente che stronchi i finanziamenti delle fazioni estremiste che portano alla guerra e che danno vita, con le violenze, alle ondate di profughi.” “Il resto” conclude la parlamentare “è solo pubblicità elettorale di chi il problema non lo sa o non lo vuole risolvere.” * Ufficio Stampa.

 

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Reggio di Calabria: giovedì 10 la presentazione del porgetto BioCityKm0

(285) Si terrà giovedì 10 dicembre, alle ore 11:30, presso la "Sala Biblioteca della Provincia di Reggio Calabria" la presentazione alla Città del progetto BioCityKm0.

In tale occasione l'azienda BiocityKm0 presenterà all'amministrazione provinciale e alla città le iniziative, volte ad ottimizzare la distribuzione di prodotti agricoli ed enogastronomici a Km0. L’idea imprenditoriale prevede la commercializzazione di prodotti agroalimentari di origine esclusivamente del territorio reggino. Essa nasce dal concetto della valorizzazione e consumo del patrimonio produttivo delle aziende reggine al fine di svilupparle e diffonderle nel mercato interno ampliando e contestualizzando il concetto di Km0. questo prevede il commercio di prodotti venduti nella stessa zona di produzione. È assodato infatti che sia vantaggioso consumare prodotti locali in quanto accorciare le distanze significa aiutare l’ambiente, promuovere il patrimonio agroalimentare locale e garantire un prodotto fresco, sano e stagionale. S’interrompe così quella catena che è nata con la grande distribuzione, che lavora con i grandi numeri, a scapito della riscoperta del rapporto consumatore-produttore. L'idea di prodotti "a chilometri zero", essendo sensibile alla riduzione delle energie impiegate nella produzione, oltre a diminuire il tasso di anidride carbonica nell’aria porta ad un uso consapevole del territorio, facendo riscoprire al consumatore la propria identità territoriale attraverso i piatti della tradizione. È un modo di opporsi alla standardizzazione del prodotto, che provoca l’aumento della produttività facendo però perdere la diversità. I prodotti, infatti vengono individuati da una attenta selezione delle produzioni delle aziende collocate nel territorio circostante l’impresa. Una particolare attenzione è data alle produzioni agricole fresche. Queste vengono selezionate da produttori locali che osservano attenti disciplinari tesi al rispetto delle colture tradizionali, della salubrità del prodotto ( scarso o nullo utilizzo di sostanze volte ad alterare la salubrità del prodotto o dell’ambiente circostante). La motivazione principale è quella di porre l’esperienza maturata presso una grande azienda multinazionale al servizio di un territorio che necessita di valorizzazione e una solida organizzazione dal punto di vista commerciale delle piccole realtà presenti. Queste, pur producendo prodotti di sicura eccellenza dal punto di vista qualitativo, mancano sostanzialmente della capacità di raggiungere il consumatore finale. L’impresa si pone l’obiettivo di fungere da punto di raccordo fra l’offerta e la domanda di tali produzioni. Il punto di raccolta e condizionamento dei prodotti è, infatti, il punto finale di un lavoro di selezione e di coordinamento delle diverse realtà produttive al fine di arrivare all’utente finale con un prodotto che possa soddisfare le esigenze dei consumatori.

 

 

 

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L’Ordine dei Giornalisti: “La Regione faccia un bando pubblico per la selezione dei giornalisti dell’Ufficio Stampa”

(868) In relazione alla “manifestazione d’interesse per la formazione di un elenco per il conferimento di incarichi di componente dell’ufficio stampa della Giunta regionale a personale esterno, tra cui un cinefotoreporter”

 

pubblicata in data 3 dicembre 2015 sul sito della Regione Calabria, l’Ordine dei Giornalisti della Calabria non può non rilevare l’assoluta anomalia di una procedura che non risolve, una volta per tutte, il problema del completamento dell’organico dell’Ufficio Stampa. Crediamo che la Regione Calabria debba seguire la strada maestra di un bando pubblico, aperto a tutti i giornalisti, che indichi il numero dei giornalisti necessari per il completamento dell’organico e fissi precisi criteri di attribuzione dei punteggi in riferimento alle esperienze maturate ed ai titoli di studio di cui si dispone. Sia poi una commissione, allo scopo nominata e di cui facciano parte dirigenti regionali ed esperti del settore, a valutare detti titoli ed a fissare una graduatoria dalla quale attingere per l’assunzione definitiva dei colleghi che risulteranno vincitori. Non è pensabile, né appare corretto anche per le persone che nel passato hanno svolto, a termine, la funzione di componenti dell’ufficio stampa, che la Regione Calabria continui sulla strada del precariato e delle selezioni improvvisate e comunque sempre riconducibili alle scelte personali del presidente di turno. I giornalisti dell’Ufficio Stampa devono infatti rappresentare un supporto professionale importante per l’attività dell’Ente; un supporto che prescinda da maggioranze politiche e persone che le guidano e che abbia, nel tempo una sua precisa stabilità. L’esempio viene dall’attuale capo dell’Ufficio stampa, Oldani Mesoraca, il quale, da lungo tempo in organico, svolge al meglio il proprio lavoro quale che sia la maggioranza che governa la Regione o il presidente che la rappresenti. D’altronde il presidente Oliverio, in campagna elettorale, ha sempre parlato di meritocrazia e di trasparenza come punti di riferimento ineludibili della sua amministrazione e siamo certi che non vorrà venire meno all’impegno assunto. La Regione ed il suo Presidente hanno bisogno di giornalisti bravi, selezionati con precisi criteri meritocratici, professionalmente preparati. Il cambiamento che Oliverio ha detto di voler incarnare passa anche, crediamo, da un settore solo apparentemente secondario della amministrazione regionale.

 

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Acri (Cs): IX Edizione del Progetto Bancartis. Un’opera di Max Marra entra nella collezione di BCC Mediocrati

(992) In occasione della sua nona edizione, il Progetto Bancartis indetto da BCC Mediocrati rivolge la sua attenzione alla grande sperimentazione artistica di matrice novecentesca e di sapore avanguardista, trovando in Max Marra (Paola, 1950) un suo emblematico rappresentate.

 

Con scadenza annuale, l’istituto bancario con sede a Rende (Cs) arricchisce la sua collezione di opere di grandi artisti di origini calabresi, con l’intento di dare vita a un corpus in grado di testimoniare efficacemente il grande fermento e l’intensa vitalità della scena artistica di un territorio particolarmente fecondo di creatività e arte, dal Novecento a oggi, di cui Max Marra è, senza dubbio, uno degli esponenti maggiormente votati alla ricerca costante di un’arte capace di sorpassare le barriere tra i diversi media rappresentativi. Artista di grande vitalità e forza espressiva, attraversa nel suo iter evolutivo i modi più vari del fare arte su percorsi di costante contaminazione linguistica. Artista multidisciplinare, dagli anni '80 indirizza la propria ricerca verso l'integrazione del disegno, pittura e scultura utilizzando materiali di forte valenza comunicativa che si coniugano al linguaggio artistico delle avanguardie storiche e trovano riscontro nelle radici espressive dell'arte europea. L’opera che entra a far parte della Collezione Bancartis di BCC Mediocrati, intitolata Cieli di Cosmos, è emblematica del progetto sempre rinnovato dall’artista di donare una terza dimensione alla pittura, richiamando la lezione delle tele estroflesse di Castellani e Bonalumi, ma superandola nell’utilizzo di materiali e colori evocativi. L’opera verrà presentata al pubblico lunedì 14 dicembre 2015, a partire dalle ore 17:30, presso la Sala De Cardona del Centro Direzionale BCC Mediocrati di Via Alfieri, a Rende (Cs). Contestualmente verrà presentato il dipinto Cavalli sul lungomare di Torremezzo, dell’artista Giuseppe Serra. L’ingresso dell’opera di Max Marra nella collezione Bancartis funge inoltre da ricca introduzione a una grande mostra personale che si terrà nel 2017 presso il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), che consolida l’importante collaborazione tra il museo ai piedi della Sila Greca e la BCC Mediocrati.

(Nella foto: "Cieli di cosmos", 2013, tecnica mista su yuta, cm100x90).

 

Progetto Bancartis. Nona edizione

 

Presentazione dell’opera Cieli di Cosmos  dell’artista Max Marra

 

Luogo: Sala De Cardona, Centro Direzionale BCC Mediocrati – Via Alfieri, Rende (Cs)

 

Presentazione: lunedì 14 dicembre 2015, dalle ore 17:30

 

Orario visite collezione Bancartis: dal lunedì al venerdì ore 9/13 – 14,30/17

 

info: BCC Mediocrati – tel. 0984841811 www.mediocrati.it

 

ufficio stampa MACA – tel. 0119422568, info@museomaca.it, www.museomaca.it      

 

Nota Biografica.

 

 

Nel 1982 riceve una segnalazione speciale alla rassegna “Nuova Professionalita dell’Arte e dell’Artista”, Accademia dei Rozzi a Siena, in giuria C.L. Ragghianti e D. Carlesi. Nel 1986 fonda a Milano, con un gruppo di artisti, il movimento interdisciplinare OSAON, la cui ricerca poetica trova espressione in percorsi artistici dove confluiscono e si intrecciano arte, poesia, scrittura, gestualità, teatro, performance, musica. Decisivo è nell’88 l’incontro e la frequentazione col gallerista Carlo Cazzamali, titolare della galleria La Pesa di Monza, che promuove l’immagine artistica di Marra in personali e collettive. Nello stesso anno fonda a Lissone lo spazio d’arte H:ORARTE, punto di riferimento culturale aperto al dialogo e al confronto e tuttora attivo. Nel 1990 e invitato alla rassegna “Differenti Sensazioni 7” con l’installazione “Umana Ominu” alle Serre di Grugliasco (TO). Viene ritratto dal fotografo e scultore americano George O’Neil Jr. per il volume ”Personaggi dell’Arte Italiana del ‘900”. Nel 1991 è presente alla rassegna ”Italian Reporter” presso il Metropolitan Museum di Tokyo ed è invitato al XXXI Premio Suzzara (MN). Nel 1994 le opere dal ciclo “Bianchi Miraggi” esposte a Parigi alla Fiera d’Arte Decouvertes, vengono acquistate dalla direzione dell’Ente Fiera. Nel 1994 e nel 1995 la casa Editrice Gigliotti di Lamezia Terme (CZ) pubblica per la collana di arte contemporanea le monografie di Max Marra “Mater Materia: opere dal ‘76 al ‘93”, e “Del Libero Canto: opere grafiche”, a cura di Teodolinda Coltellaro. Nel 1999 è invitato alla rassegna “Memorie Italiane: 11 artisti italiani al Museum of Art di Guanzou” (Cina). Nel 2001 è delegato ufficiale della regione Lombardia per il Simposio Internazionale della Litografia nel Cantone di San Gallo (Svizzera). Nel 2004 è invitato alla rassegna “Arte Contemporanea in Lombardia: Generazione Anni ‘50” presso il Museo d’Arte Moderna di Gazzoldo (MN) a cura di Claudio Rizzi. Viene ritratto dal fotografo Enrico Cattaneo per il volume “Ritratti di studio” (Signum Edizioni d’Arte Milano). Nel 2005 nel Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Lissone (MI) presenta le sue opere dedicate ad Andrè Villers, fotografo di Picasso e nella stessa serata viene presentato il video “Il Silenzio degli Altri: omaggio a mio padre Max Marra”, con la regia di Maria Rosaria Marra. Partecipa alla mostra “13X17 Padiglione Italia” a Venezia invitato da Philippe Daverio. Viene invitato all’esposizione “Contemporaneo Italiano: 25 artisti in Europa” presso l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles e nel 2006 prende parte alla mostra “40 artisti dalla Collezione dell’Istituto Italiano di Cultura” presso il Palazzo dell’Unione Europea di Bruxelles. Nello stesso anno è selezionato per la 57a edizione del Premio Michetti “Laboratorio Italia” di Francavilla al Mare (CH) dal curatore Philippe Daverio e il gallerista Jean Blacheart gli dedica una personale nella sua galleria di Milano. Nel 2007 si tiene una mostra personale “Lode a San Francesco di Paola” nell’Oratorio della Passione Museo della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, e sempre a cura di Claudio Rizzi partecipa alla rassegna “Dall’ideale all’arte contemporanea: identità e umanesimo” presso il Palazzo Ducale dei Gonzaga a Sabbioneta (MN). Nello stesso anno negli spazi dell’Archivio Generale dello Stato a Roma sono presenti le sue opere nella mostra collettiva “Timeless: Omaggio a Leon Battista Alberti” a cura di G. Gigliotti. Nel 2008 “Repubblica e costituzione: rassegna d’arte per i sessant’anni della costituzione italiana” a cura di M. Domenicucci, F. Papale e C. Mosillo, Archivio Centrale dello Stato, Roma. Tra il 2008 e il 2009 due personali a cura di W. Allevi: “Omaggio a Rembrant” nella suggestiva Biblioteca Umanistica dell’Incoronata a Milano e “Il Ghetto” alla Scola Grande di San Teodoro a Venezia. Dal Dicembre 2009 a Febbraio 2010 altra personale con opere dal 1984 al 2009 al Museo d’Arte Contemporanea di Lissone a cura di L. Cavadini. Nel 2011 partecipa alla rassegna “Time Passages” a cura di Omar Calabrese che si è tenuta ai Magazzini del Sale di Siena e nello stesso anno vince il Premio Internazionale Limen Arte a Vibo Valentia. Sempre nel 2011 si segnalano la “Rassegna Internazionale del Libro d’Artista”, a cura di Mikhail Pogarsky ed Evelina Schatz, delle Accademie di Belle Arti di Russia e dell’Associazione Italia-Russia; “12 artisti italiani” presso il Museo Projecto Martadero di Cochabamba (Bolivia). Dicembre 2011 e Febbraio 2012 le sue opere sono presenti alla 54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia per il 150° dell’Unita d’Italia “L’arte non è cosa nostra” a cura di Vittorio Sgarbi, Sala del Re – Galleria Vittorio Emanuele II, Milano e Palazzo delle Esposizioni – Sala Nervi, Torino. È del 2012 la personale Orizzonti senza approdo, a cura di C. Rizzi presso il Civico Museo Parisi Valle, Maccagno (VA) e nel 2013 allestisce una ampia personale al Museo d’arte Contemporanea  di Sofia (Bulgaria). Ultima grande personale “Equilibri materici” a cura di Giorgio Bonomi presso il Centro per l’arte contemporanea, Rocca di Umbertide (PG) nel 2015.

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Sambatello di Reggio Calabria: domani si inaugura la “Mostra dei Presepi”. Le opere resteranno esposte fino al termine delle festività natalizie presso la Delegazione Comunale

(991) Anche a Sambatello fervono i preparativi in vista delle imminenti festività natalizie.

 

In attesa dell’allestimento del consueto albero da collocare nella centralissima Piazza Municipio e del presepe vivente realizzato dall’intera comunità, il piccolo centro della periferia collinare nord di Reggio Calabria ospiterà, martedì 8 dicembre alle ore 10, l’inaugurazione della “Mostra di Presepi”. L’evento è organizzato dall’associazione “Portatori della Vara”, dalla Parrocchia Santa Maria delle Grazie e dal “Telecentro”, il “Centro di Aggregazione Giovanile Pluriservizio” promosso dal Centro Studi “Colocrisi” nell’ambito del Piano Azione Coesione “Giovani no profit” con il finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile. La mostra, che include pezzi pregiati e caratteristici della rappresentazione della natività, resterà visitabile fino al prossimo 10 gennaio presso i locali della Delegazione Comunale di Sambatello. * Addetto stampa Centro Studi “Colocrisi”.

 

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Ace Pellaro: Dieni (M5S) “Basta chiacchiere: la Regione si attivi per salvare l’ambulatorio solidale”

(326) “Siamo con i volontari e gli operatori dell’Ace Pellaro: ora attendiamo che la Regione faccia seguire le azioni alle chiacchiere”.

 

La deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni si schiera a fianco di coloro che lavorano nell’ambulatorio solidale e che in queste ore lottano contro la sua chiusura. “Come sempre avviene in questi casi, di fronte a fatti che portano alla progressiva dissoluzione della rete di iniziative solidaristiche e di assistenza nel nostro territorio, si sente un gran vociare da parte della politica. Peccato poi che alle parole non seguano mai i fatti. Si trattasse poi di esponenti dell’opposizione! Solitamente a stracciarsi le vesti sono esponenti di maggioranza. Ultimo tra coloro che hanno voluto farsi propaganda, il governatore Mario Oliverio, che, senza troppo sbilanciarsi, promette di attivarsi. Ebbene, speriamo che una volta tanto non siano parole al vento, perchè il Movimento 5 Stelle all’Ace ci tiene moltissimo. Il motivo non è solo che l’Associazione calabrese di Epatologia rappresenta pur sempre un pezzo dell’offerta sanitaria, che nella nostra terra viene continuamente ridimensionata e minacciata. Un’ulteriore ragione risiede nel fatto che l’ambulatorio solidale è quanto di più vicino allo spirito che noi del Movimento 5 Stelle vorremmo che si affermasse nella società. Un modello in cui i beni comuni, tra cui vi è senz’altro la salute, diventano un presidio irrinunciabile e responsabilità di tutti i cittadini e non solo dello Stato. L’Associazione calabrese di Epatologia – conclude la parlamentare reggina – non è una struttura da chiudere, ma semmai un esempio da rafforzare e da esportare. Una di quelle iniziative di cui in Calabria dovremmo andare estremamente fieri”. * Ufficio Stampa.

 

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Reggio di Calabria: SUL-Villa Betania, inziato il dibattimento

(325) “È iniziato, in sede di Magistratura del Lavoro, il dibattimento per il ricorso intentato dal SUL di Reggio Calabria contro Villa Betania

 

per quelli che abbiamo ritenuto essere ripetuti atteggiamenti antisindacali e lesivi delle libertà sindacali dei lavoratori dipendenti e della stessa Organizzazione sindacale. Quello che più ci ha colpito particolarmente non è la difesa articolata dalla nostra controparte che ha sostenuto quanto ha ritenuto opportuno. Ciò rientra nei diritti inviolabili della difesa e lo contesteremo minuziosamente in ogni parte. Lascia sbalorditi, invece, la risposta della nostra controparte all'invito della Giudice del Lavoro a verificare la possibile composizione del contenzioso giudiziario, trovando un onorevole accordo fra le parti. Noi abbiamo dato piena disponibilità alla sola condizione, assolutamente gratuita per l'Azienda, che vengano ripristinati i diritti del SUL e dei lavoratori ad esso aderenti. A quell'autorevole invito Villa Betania ha risposto che, qualora  decidesse di addivenire ad un accordo, ci sarebbe da temere la possibile reazione delle altre Organizzazioni Sindacali. Ci viene molto difficile credere che quella dichiarazione rappresentasse effettivamente la volontà espressa da altre sigle sindacali. Organizzazioni democratiche non possono avere una stranissima, inedita ed erronea concezione della democrazia, tanto bislacca da apparire impresentabile. Sarebbe, in sostanza, la dichiarazione che non si accetta e sopporta alcun pluralismo di opinioni e di associazione e che si pensa ad un monopolio granitico ed immutabile di rappresentanza. Saremmo molto contenti, e più rilassati sulle sorti della democrazia, se le altre sigle sindacali presenti in azienda smentissero quella dichiarazione per non dare l'impressione che pensano ad un sistema non democratico di rappresentanza sindacale”. Aldo Libri, Segretario provinciale SUL.

 

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Calcio, serie D: La Camera (Leggende Amaranto) “Ritorno al passato”

(541) “La pausa proprio non ci voleva. Sembrava, dopo le vittorie contro Palmese ed Agropoli, che si fosse giunti ad un punto di svolta del campionato amaranto

 

e, dopo il turno di riposo, l’obiettivo era di continuare sulla strada della crescita e della rimonta. Invece un brusco ritorno ad un recente e brutto passato. Primo tempo di sofferenza con lo svantaggio, logica conseguenza della solita amnesia difensiva e di un possesso di palla sterile che mai è sfociato in tiri in porta. A farne le spese è stato Nicola Arena, sempre più lontano dal giocatore decisivo per questa categoria che tutti conoscono, sostituito prima della fine del primo tempo da Cozza con Zampaglione. Poi altro momento decisivo della partita l’infortunio dell’uomo forse più importante dell’A.S.D. Reggio Calabria, ovvero capitan Lavrendi, un’assenza che nella ripresa è pesata non poco nel tentativo di raggiungere la vittoria. La ripresa ci ha mostrato la solita reazione di una squadra che nella testa aveva la voglia di vincere, ma che non riesce a tradurre questa voglia poi nei fatti. Aggiungici che di fronte c’è un Noto che non basa di certo allo spettacolo e non offre quegli spazi che generosamente aveva offerto la Palmese e il risultato è un pareggio che sa di ennesima occasione sprecata. La squadra di Cozza mantiene purtroppo quel limite quando si trova di fronte squadre che badano solo a difendersi e al massimo abbozzano qualche ripartenza. Lungi da noi perdere le speranze, non saremmo tifosi se così fosse, ma la sensazione negativa sta nel fatto che se perdi tante,troppe occasioni per fare punti, la rimonta diventa sempre più difficile. Il mercato siamo certi che già in settimana porterà novità di rilievo sia in entrata che in uscita, ma servono punti ovunque e contro chiunque, serve la rabbia di una Frattese che, due volte in svantaggio in casa, rimonta e vince, la stessa rabbia mostrata contro la Palmese. I margini di errore sono sempre di meno e agguantare Frattese, Cavese e Siracusa diventa ogni domenica più difficile.  Non molliamo, ma basta prestazioni scialbe ed incolori non è più tempo di sufficienza e superficialità. Un’ultima considerazione sul terreno del Granillo. Dopo 4 mesi è addirittura peggiorato, inguardabile e pericoloso, un biglietto da visita indegno per la storia ultrasecolare di una squadra. Anche qui urgono soluzioni e impegni non solo da parte della società. Chi può faccia e in fretta”! * Presidente Associazione Culturale “Leggende Amaranto”.

 

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Pallacanestro, serie C Silver, X^ giornata: Botteghelle Basket-Ega Basket Ymca Siderno 75-60

(543) Il poker è servito! Nel penultimo turno del girone di andata del Campionato di Serie C Silver, la Botteghelle Basket (all’ultima apparizione casalinga del 2015) regola l’Ega Basket Ymca Siderno e centra la quarta vittoria consecutiva.

 

La gara contro la neopromossa compagine jonica (che ha avuto luogo sabato 5 dicembre ad Archi), si è rivelata più ostica del previsto, con i biancorossi che hanno tenuto botta per due quarti e mezzo prima di subire il parziale che ha indirizzato la partita a favore dei biancoblu. La gara. Assente ancora Canale, la novità tra le fila della Botteghelle è rappresentata dalla new entry Kevin Pandolfi, che torna a vestire la casacca biancoblu dopo averla già indossata nella stagione 2013/2014. Esordio positivo per la guardia reggina (arrivata in doppio tesseramento dalla Viola) che ha messo in campo tanta grinta ed energia, oltre all’atletismo, suo marchio di fabbrica. La partenza è tutta ad appannaggio degli ospiti che scendono sul parquet con spirito battagliero e sorprendono i biancoblu, mentalmente distratti e statici in difesa i quali concedono troppi spazi agli avversari che realizzano indisturbati. Coach D’Agostino è costretto a chiamare timeout per riordinare le idee: di rientro dal minuto di sospensione, Vazzana realizza una tripla ma gli avversari non mollano; sei punti consecutivi di Cuzzola e Pandolfi rimettono le cose in parità e si viaggia così di pari passo. L’ultimo canestro del tempino è di Pensabene che fissa il risultato sul 19-17. Nel 2° quarto le due formazioni continuano a camminare  a braccetto fino a quando, con un colpo di coda targato Fonte, i biancorossi si portano avanti di 5 punti . Si va a riposo sul punteggio di 27-32. Dagli spogliatoi esce una Botteghelle diversa che inizia a correre e ad aumentare i giri nel motore: dopo il tiro dalla lunga di Fiorenza che significa +8 Ymca, Vazzana, Scordino, e Pandolfi  assottigliano lo svantaggio portandosi sul -1 ma Orlando non ci sta e riporta avanti i suoi di 5 lunghezze, rispondono Cuzzola ( 1/2 dalla lunetta) , Pandolfi e Catanoso che con due bombe spingono di nuovo avanti la Botteghelle ma senza un attimo di respiro il vantaggio viene ribaltato da Fiorenza per il +1 Ega. L’equilibrio si spezza all’improvviso: Pandolfi, Scordino, Cuzzola e Vazzana  sono inarrestabili e mettono in ginocchio Siderno che non avrà più la forza di ricucire il gap nonostante la buona volontà. Viene fuori tutta la qualità e l’esperienza dei padroni di casa che volano sul +13 alla fine della terza frazione. Con l’inerzia a proprio favore, la Botteghelle aumenta il divario con quattro  tiri dalla lunga distanza e così l’ultimo quarto diventa poco più di una formalità, coach d’Agostino fa girare tutto il roster e la partita si chiude sul 75-60. La Botteghelle può così brindare a un altro successo che le consente di consolidare la terza piazza e di tenere a distanza la diretta inseguitrice, la Virtus Cz ( prossima avversaria sabato 12 dicembre alle ore  18 al Palagiovino), caduta a sorpresa sul campo della Nuova. Jolly. Botteghelle Basket – Ega Basket Ymca Siderno 75-60 (19-17, 27-32, 58-45). Botteghelle Basket : Faraci, Cuzzola 7, Pellicano' 2, Scordino 18, Vazzana 18, Totino, Catanoso 7, La Russa 1, Pandolfi 14, Panzera 2, Nucera 1, Pensabene 5. Coach : Seby D'Agostino – Ass.: Roberto Gurzi. Ega Basket Ymca Siderno: Pirrone 6, Tripodi 3, Lamberti 7, Racco n.e., Fiorenza 3, Gutta' 5, Denaro 2, Barranca 6, Fonte 18, Agostino, Rodi, Orlando 17. Coach: Antonio Costa. Arbitri: Travia e Travia. * Ufficio Stampa Botteghelle Basket.

 

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Reggio di Calabria: flash mob “Move for Inclusion 2015”, Morello “Una folla, all’improvviso”

(542 2) "E si spezza nell’allegria dell’inclusione l’ordinarietà di un sabato pomeriggio. C’è un fermento gioioso tra i corridoi del centro commerciale, questo sabato.

 

Le risate illuminano semplici i volti e le mani si intrecciano tra i palloncini rossi. Rossi come gli addobbi di Natale della Special Olympics Italia, che adornano un ramo verde di speranza, all’ingresso. Rossi come le magliette di piccole aggraziate danzatrici accorse a sostenere i nostri atleti speciali. Rosse come lo striscione dello Special Olympics che Luisa Elitro, volitiva e intensa come il suo storico impegno profuso nella direzione regionale, vuole che venga ben teso quando scatteremo la foto finale. Che sia teso tra le nostre mani, quello striscione lungo come il percorso delle nostre vite, a simbolo della unità che in questo sabato pomeriggio ci infonde coraggio e serenità. Teso come le braccia che agitano i palloncini al ritmo incalzante della musica tra la gioia di animi che si fondono l’un l’altro. Teso come i pattini a rotelle delle atlete i cui volti si confondono a ritmo di musica con quelli dei nostri atleti. Perché ad accomunarli c’è qualcosa che va anche oltre lo sport e la solidarietà. Quel qualcosa che tiene insieme tutte queste meraviglie è la voglia di essere vivi e felici, tutti insieme, adesso. Senza che rilevi quanti cromosomi hai tu e quanti ne ho io. Non importa, perché è qualcosa che non serve per dare luce alle nostre vite e per avere voglia di dirlo al mondo intero ballando insieme, proprio adesso, all’improvviso, mentre i passanti si fermano stupiti e divertiti. Così, dopo un fischio di inizio che solo per un istante sembra zittire le voci che scintillano nell’aria, tutti danzano armoniosamente insieme e si confondono tra loro nella gioia, al punto di non poter più riconoscere quali tra noi siano gli “abili” e quali i “disabili”. Le magliette bianche, azzurre e rosse che tengono al caldo i cuori più puri che io abbia mai sentito battere, sono d’un tratto uguali a tutte le altre. Quelle magliette non sono più dei ragazzi “diversamente abili”, ma si confondono con quelle di tutti coloro che ballano non “accanto” a loro, bensì “tra” loro. Insieme a loro. E mentre la stessa cosa accade, nel medesimo istante, a Roma, Milano, Torino, Firenze, Venezia e mille altre città d’Italia questo sabato pomeriggio, io penso alla forza della parola “inclusione”, scelta nel 2007 dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Inclusione, penso mentre scatto le ultime fotografie, è cambiare prospettiva. Inclusione è non limitarsi a sostenere, ma promuovere le condizioni necessarie per far sì che ogni essere umano divenga parte di una comunità che viva di contesti relazionali effettivi e dinamici. Una comunità nella quale ciascuno possa interagire con tutti, senza che la propria identità costituisca un limite. Inclusione è riconoscimento e tutela dei diritti di ogni uomo. Inclusione è una folla, all’improvviso, in un sabato pomeriggio divenuto straordinario".

 

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