(541) “La pausa proprio non ci voleva. Sembrava, dopo le vittorie contro Palmese ed Agropoli, che si fosse giunti ad un punto di svolta del campionato amaranto
e, dopo il turno di riposo, l’obiettivo era di continuare sulla strada della crescita e della rimonta. Invece un brusco ritorno ad un recente e brutto passato. Primo tempo di sofferenza con lo svantaggio, logica conseguenza della solita amnesia difensiva e di un possesso di palla sterile che mai è sfociato in tiri in porta. A farne le spese è stato Nicola Arena, sempre più lontano dal giocatore decisivo per questa categoria che tutti conoscono, sostituito prima della fine del primo tempo da Cozza con Zampaglione. Poi altro momento decisivo della partita l’infortunio dell’uomo forse più importante dell’A.S.D. Reggio Calabria, ovvero capitan Lavrendi, un’assenza che nella ripresa è pesata non poco nel tentativo di raggiungere la vittoria. La ripresa ci ha mostrato la solita reazione di una squadra che nella testa aveva la voglia di vincere, ma che non riesce a tradurre questa voglia poi nei fatti. Aggiungici che di fronte c’è un Noto che non basa di certo allo spettacolo e non offre quegli spazi che generosamente aveva offerto la Palmese e il risultato è un pareggio che sa di ennesima occasione sprecata. La squadra di Cozza mantiene purtroppo quel limite quando si trova di fronte squadre che badano solo a difendersi e al massimo abbozzano qualche ripartenza. Lungi da noi perdere le speranze, non saremmo tifosi se così fosse, ma la sensazione negativa sta nel fatto che se perdi tante,troppe occasioni per fare punti, la rimonta diventa sempre più difficile. Il mercato siamo certi che già in settimana porterà novità di rilievo sia in entrata che in uscita, ma servono punti ovunque e contro chiunque, serve la rabbia di una Frattese che, due volte in svantaggio in casa, rimonta e vince, la stessa rabbia mostrata contro la Palmese. I margini di errore sono sempre di meno e agguantare Frattese, Cavese e Siracusa diventa ogni domenica più difficile. Non molliamo, ma basta prestazioni scialbe ed incolori non è più tempo di sufficienza e superficialità. Un’ultima considerazione sul terreno del Granillo. Dopo 4 mesi è addirittura peggiorato, inguardabile e pericoloso, un biglietto da visita indegno per la storia ultrasecolare di una squadra. Anche qui urgono soluzioni e impegni non solo da parte della società. Chi può faccia e in fretta”! * Presidente Associazione Culturale “Leggende Amaranto”.