Comune di Reggio di Calabria: il discorso del Sindaco Arena in occasione della consegna del Cero Votivo della Città a Maria SS. della Consolazione

“Se dunque è naturale per l’uomo vivere in società, è necessario che fra gli uomini ci sia un qualcosa che governi il popolo. Infatti, quando gli uomini sono in molti, se ognuno provvedesse soltanto a ciò che gli serve, il popolo si frantumerebbe nei suoi componenti qualora non ci fosse qualcuno che si occupasse anche del bene comune. E’ dunque necessario che, oltre a ciò che spinge al bene di ciascuno, ci sia qualcosa che si occupi del bene comune”.

Eccellenze Reverendissime, Capitolo Metropolitano, Sacerdoti, Religiosi, Autorità Civili e Militari, Concittadini, anche quest’anno sono chiamato a rinnovare l’antica consuetudine dell’offerta del Cero votivo, tanto cara alla nostra città per il profondo legame che unisce tutti alla Sacra Effigie della Madonna della Consolazione, nostra Patrona e protettrice. Mi piace innanzitutto rimarcare il senso profondo di questa ricorrenza che, per me, non rappresenta soltanto una secolare tradizione, ma piuttosto il valore della parola data, dell’impegno che va mantenuto. Ho voluto iniziare il mio saluto citando una frase di San Tommaso d’Aquino, estrapolata dall’introduzione della Lettera Pastorale “La politica: un servizio all’uomo” di Mons. Salvatore Nunnari. Sono stato colpito dal suo contenuto che ho trovato pieno di stimoli interessanti. Ho percepito la speranza, carica di fede, di chi ha la piena ed umile consapevolezza di non esser solo nell'adempimento del suo compito, ma, al tempo stesso, ha anche la responsabilità  di chi non può e non deve rinunciare ad agire, in prima persona e senza pavide deleghe, per essere  strumento vero ed efficace di quella forza che, certo,  viene dall'Alto, ma che spetta a noi, a noi tutti – a chi amministra la cosa pubblica, in particolare – d’incarnare con coraggio audace. Quando decisi di accettare la proposta di concorrere per la carica di Primo Cittadino ero consapevole che, in caso di elezione, avrei dovuto affrontare molteplici difficoltà che sono puntualmente giunte, presentandosi in modo, talvolta prevedibile e quasi ordinario, talaltra, in modo severo, perfino impietoso! Infatti all’inizio del mio mandato ho trovato una città in una situazione di stallo a causa di un progressivo rallentamento dell’attività amministrativa. Ho dovuto fare i conti con un forte disagio sociale, acuito dalla crisi economica globale manifestatasi in tutta la sua drammaticità proprio all’atto del mio insediamento. Il mio primo obiettivo è stato quello di evitare disagi alle fasce deboli: ho trovato un Terzo Settore stremato dal blocco dei flussi finanziari, pertanto considero un iniziale ma significativo motivo di soddisfazione essere riuscito a ripristinarli almeno per la parte corrente e,  anche grazie al senso di responsabilità delle organizzazioni e degli operatori, si è scongiurata l’interruzione dei servizi destinati alle persone svantaggiate. Abbiamo ritenuto opportuno non dover subire la logica dei tagli indiscriminati, pertanto si è provveduto alla costituzione di un Tavolo Tecnico che, riunendo le massime professionalità del settore, porterà a breve alla definizione di un piano strategico sociale. La città si doterà così di uno strumento di programmazione idoneo a riformare l’attuale sistema di welfare, che consentirà di superare la visione, assistenziale ed emergenziale, delle politiche sociali, fornendo servizi sempre più  vicini alle molteplici esigenze dei cittadini. Molto di quello che si è fatto e che in prospettiva si dovrà fare si fonda sul contributo nobile e forte della chiesa diocesana guidata, da 22 anni, dalla saggia e autorevole figura del nostro Arcivescovo, Monsignor Vittorio Mondello. Ogni iniziativa sarebbe molto più difficile se diminuisse l'impegno a continuare a lavorare insieme – civica amministrazione e Chiesa – con pazienza e senza inutili dietrologie, cercando di ammortizzare, per quanto possibile, ritardi ed inadempienze (sono io, il primo, a dolermene!), ma contando, sempre, sulla reciproca buona fede! In cuor mio so che ce la faremo, Eccellenza reverendissima e cari concittadini, ma..non ci riusciremo se non insieme! Invoco, per questo e su questo, l'intercessione della Vergine Consolatrice! In questo anno l’Amministrazione ha dovuto affrontare la grande tensione sociale venutasi a creare nel comparto delle società partecipate a causa dell’insostenibilità dei contratti di servizio stipulati in una congiuntura socio-economica ben differente. L’attività è stata indirizzata su due settori d’intervento: quello della revisione dei contratti, che presto arriverà a conclusione e quello del mantenimento dei livelli occupazionali. Voglio rimarcare che, ad oggi, non solo non sono andati persi posti di lavoro ma non sono stati neanche attivati gli ammortizzatori sociali, così come invece è purtroppo avvenuto in molte realtà private e in tanti Enti locali nel panorama italiano. Non è possibile, però, superare questo momento senza incidere in maniera radicale su una mentalità assistenziale che è ancora fortemente presente nel nostro territorio, ne tantomeno si può pensare allo sviluppo senza recuperare una diffusa cultura del senso del dovere e della responsabilità, condizione fondamentale per elevare la produttività del lavoro. In questo anno, certamente molto difficile, non ci siamo fatti prendere dallo sconforto o dalla tentazione di attendere lo svolgersi degli eventi: siamo invece andati avanti nella convinzione che il nostro incarico di amministratori non può lasciarsi distrarre dalla tentazione maligna di gettare la spugna o di giocare al ribasso; abbiamo ridato nuovo impulso a tante opere che, a causa di procedure burocratiche inadeguate, da molto tempo attendevano la ripresa, portandone già alcune a compimento, opere che, certamente, rappresentano una grande risorsa per la nostra città. Ciò ha consentito di dare respiro all’economia e fornire segnali concreti agli operatori. Il nostro impegno è stato rivolto, pertanto, ad incidere sulla gestione dei lavori pubblici che, da sempre, ha rappresentato una forte criticità, causa di sperpero di risorse, ritardi e conseguenti disagi oggi non più sostenibili. A tal fine abbiamo attivato procedure volte a garantire trasparenza ed efficienza che non solo consentiranno il costante monitoraggio della loro esecuzione ma permetteranno anche di riconoscere e valorizzare il merito di coloro che, quotidianamente con senso di responsabilità e spirito di appartenenza, adempiono con coscienza al proprio dovere. Chi è stato assunto per servire la cittadinanza lo deve fare, con passione e spirito di sacrificio, perché servire la comunità è ben altro che avere un qualunque posto di lavoro: è la più alta delle responsabilità civiche e la si espleta senza risparmio di energie, senza riserve mentali, senza servili ipocrisie! Mi preme sottolineare un altro passaggio importante della mia esperienza amministrativa quello di avere consentito, attraverso la dismissione e la valorizzazione del patrimonio comunale, a migliaia di famiglie di realizzare il sogno di divenire proprietarie di una casa, adottando procedure idonee a porre fine agli illeciti che per decenni sono stati perpetrati ai danni dell’intera comunità. Abbiamo inoltre dato impulso al processo di sviluppo economico che non può prescindere dalla valorizzazione del nostro immenso patrimonio donatoci da Dio e lasciatoci dalla Storia: anche grazie ad un lavoro sinergico con le istituzioni competenti abbiamo reso fruibile siti di notevole interesse artistico ed archeologico. Primo tra tutti gli eccezionali scavi di piazza Vittorio Emanuele II che collocano Reggio nella ristretta cerchia delle città che possono vantare la presenza di scavi ipogei restituendo nel contempo la fruibilità della piazza ai cittadini. In questo contesto un altro importante obiettivo raggiunto è rappresentato dalla realizzazione dei pontili galleggianti, un passo concreto verso un antico sogno: il porto turistico! Tutto ciò è stato fatto, ma molto altro ancora ci attende! Ti sono grato, Madre celeste, per quanto ci hai consentito di compiere, malgrado incombesse su di noi una serie di avvenimenti che mai nella storia si erano verificati contemporaneamente. Mi riferisco in particolare alle oggettive difficoltà determinate dai legittimi controlli disposti dallo Stato, sfociati nell’attivazione della Commissione d’accesso. Noi abbiamo accettato, con rispetto e senso delle Istituzioni, questa fase offrendo collaborazione e sostegno. Tuttavia è innegabilmente difficile, in un clima di sospensione ed incertezza, gestire la vita di una città  – grande e complessa come la nostra –  progettandone il futuro. Non vogliamo certo contestare che lo Stato faccia i suoi controlli, che sono garanzia per tutti, ma non possiamo ancora a lungo trascinarci in questo clima di incertezza che ha già provocato danni all’immagine, perdita di credibilità , di potere contrattuale: la città non può più aspettare! Reggio deve riprendere il suo cammino! Madre Venerata, stiamo cercando di fare ciò che sentiamo essere il nostro dovere, il dovere di chi si cimenta nell’arduo compito di governare una comunità perché sente il peso della fiducia che gli è stata conferita. Alle molte realtà positive  che ci accompagnano e che ci  sostengono vada il nostro grazie sincero e profondo. In primo luogo, il nostro pensiero è rivolto alle Istituzioni, alle Forze dell'Ordine e alla Magistratura che tanto bene hanno operato contro le organizzazioni criminali a difesa dei cittadini, continueremo a fornire loro il nostro sostegno, certi che l’azione dello Stato continui ad essere condotta con seria e costante fermezza ai fini della salvaguardia della democrazia e della libertà dei cittadini. Alla tua  potente  protezione, Vergine consolatrice, affido la loro forte azione ed il loro delicato compito affinché ogni malaffare sia eliminato e, accanto ad esso, ogni tentazione di facile guadagno a scapito della dignità della comunità. Dacci, Venerata Madre, la forza di lavorare in modo fermo, tenace ed intransigente, per impedire  che quanti hanno scelto il male come modello di vita, oltre a determinare – a fronte di un effimero benessere – la perdizione personale e delle proprie famiglie, possano costituire un danno irreversibile per la collettività: faremo tutto ciò che ci è possibile affinché la comunità reggina non debba dolersi e vergognarsi di nessun suo componente! Ho sempre rifuggito dall’alterigia stucchevole e superba di chi, narcisisticamente, preconizza,  da sè, lodi o benemerenze: non siamo certo noi a dover giudicare noi stessi, ma la storia e, per chi crede, Dio stesso! La politica, la città non hanno bisogno di chi agita i problemi accendendo animi già esasperati, ma di chi, con onestà e professionalità, propone soluzioni e progettualità. Ci spenderemo in modo assoluto affinché chi dice di voler servire la collettività, ma intende, invece, il proprio ruolo come finalizzato al parassitario conseguimento di vantaggi personali o all’affermazione di finalità estranee al compito che gli è stato affidato, sia inibito nei suoi intenti scellerati e deprecabili! Vedo, purtroppo, ancora una comunità poco aggregata: abbiamo visto attività economiche create per arricchirsi senza badare alla vita di chi era chiamato a collaborare. Non possiamo tollerare tutto questo, come non possiamo assolvere quella parte di borghesia, che vorrebbe definirsi “illuminata”, ma che sa vedere solo il lume dell’interesse  del proprio tornaconto e che ha solo la volontà di chiudersi in una casta ristretta che non vuole mescolarsi col resto della città. Comprendo quanto sia difficile scegliere di impegnarsi in un momento in cui tutto sembra crollare: ma io sono qui, semplice ma deciso testimone che la nostra città possiede le energie per proseguire e crescere; ma sono altrettanto fermamente convinto che  nessuno può delegare senza sentirsi coinvolto in prima persona nel lavoro, nelle relazioni con l’esterno, nella propria vita, nel sentirsi fortemente ed orgogliosamente reggino! Madre Santissima, intercedi affinché una certa cultura disgregante e autolesionista, che rappresenta il male principale della nostra comunità, sia definitivamente debellata. Basta livore! Basta divisioni! Basta contrapposizioni! Reggio ha bisogno di unità, coesione e consapevolezza delle proprie potenzialità. Vergine bella e santa, Avvocata del popolo reggino, nelle tue mani, oggi, pongo, con umiltà e fiducia, le mie energie, il lavoro di questo anno e ti affido la città perché sia forte, determinata, proiettata irreversibilmente verso il futuro. Illumina Tu i miei, i nostri passi, sostienici nelle nostre scelte, e fa che siano sempre libere, vere, pulite, sagge, oneste e soprattutto orientate al bene!

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Author: Maurizio Gangemi