
Essere "autentici, naturali, veri", insomma, più semplicemente,"se stessi": tutti termini che solitamente riconduciamo alla parola “spontaneità”. Al contrario, invece, si suole definire "falsi, costruiti, fasulli" tutti coloro che di spontaneo hanno ben poco! Ma attenzione, in quanto la naturalezza è da considerare una virtù ben lungi dall’appartenere a tutti. Parecchi, infatti, dando troppo peso all'altrui parere, assumono senza nemmeno accorgersene, dei comportamenti legati all’ ”etichetta” che la società odierna quasi “impone” e che, quindi, potremmo pacificamente classificare come tutt’altro che "spontanei ed autentici". Proseguendo dunque nella nostra riflessione, arriveremo ad una prima conclusione su come la mancanza di spontaneità possa generare inquietudine e, oltretutto, di come gli stereotipi delle consuetudini possano in qualche modo condizionarci sino al punto di farci "credere" di essere spontanei! Ma allora cari lettori, che comportamento dovremmo adottare per riuscire a non sentirci troppo vincolati dal vivere sociale, dalla frenesia, dalle cose scontate?
Rispondere a questi quesiti non è semplice come, invece, potrebbe apparire. Sì, perchè risulterebbe improbabile non farsi in alcun modo "contaminare" dal mondo che ci circonda. Giunti a questo punto della nostra "analisi" avremo la sensazione, tra l'altro legittima, di esserci "smarriti" in un contorto ed ancorchè "amletico" giro di parole. Ma è proprio tale sensazione che dovrà permetterci di comprendere come l'essere "veri" sia un'impresa veramente ardua! Tutto ciò suonerà impopolare, poichè chi di noi non avrà mai pronunciato la locuzione "Io sono sempre me stesso/a!!!"? Ovvero "Dico sempre ciò penso"? Facile, ma solo a dirsi! Quello che cerchiamo di mettere in evidenza è che il contesto sociale in cui s'interagisce costituisce, necessariamente, un ostacolo alla veridicità del nostro essere ed a rafforzare questa tesi ci vengono incontro gli scritti di molti studiosi di sociologia i quali sostengono che la spontaneità sia da considerare una virtù innata. Come anche ci insegna il sommo Seneca il quale sostiene che “Non è piacevole nè rilassante la vita di chi indossa perennemente una maschera”, lasciando intendere che chi si omologa al fine di "curare" soltanto lo stile e la forma, non può essere autentico. Ma se, invece, provassimo a diventare un pò più "scomodi" per l'ambiente che ci circonda e, quindi, “veramente veri”? A voi la risposta.