Reggina-AlbinoLeffe: 1-0. Reggina (5-3-2): Belardi; D’Alessandro (dal 46° Melara), Emerson, Freddi, Angella, Rizzato (c); Armellino (dal 62° Colombo), Rizzo, Barillà; Campagnacci, Ragusa (dal 46° Ceravolo). In panchina: Zandrini, Adejo, N. Viola, Marino. All.: Breda. AlbinoLeffe (4-2-3-1): Tomasig; Luoni, Lebran, Piccinni, Regonesi; Taugourdeau, Girasole (c), Corradi (dal 58° Hetemaj); Pacilli, Foglio (dal 74° Torri); Cocco (dal 65° Germinale). In panchina: Offredi, Salvi, Maino, D’Aiello. All.: Pala. Arbitro: Di Paolo di Avezzano. Assistenti: Paiusco di Vicenza e Melloni di Modena. Quarto uomo: Giancola di Vasto. Marcatore: Ceravolo al 77° (rig.). Ammoniti: Cocco al 56°, Pacilli al 61°, Foglio al 66°, Freddi al 69°, Germinale al 76° e Lebran al 78°. Corner: 7-1. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Spettatori paganti: 255. Incasso: € 3475,00.
Note. Il “Granillo” è semideserto: complice la splendida giornata di sole con temperature allettanti per stare altrove e non trascurando la disaffezione pressoché completa della tifoseria e degli sportivi reggini (comprensibilmente causata dall’agire pluriennale del “Number One” amaranto Foti), gli spalti appaiono desolatamente vuoti. Ne è prova inconfutabile, dall’alto della tribuna stampa, nitidamente si sentono le voci dei giocatori a significare che, tutt’attorno, vige il silenzio assoluto. In tribuna sud, cuore di quel che resta del tifo organizzato amaranto, i tifosi espongono uno striscione in onore dello sfortunato Piermario Morosini: “Il tuo sorriso sarà il nostro insegnamento di vita. Ciao Moro.” In tribuna nord, nel settore ad essi riservato, 2 (dicasi due) tifosi ospiti. Cronaca e commento. Primo tempo. Il primo “pericolo”, se così si può dire, si concretizza al 6° con un cross basso di Rizzato su cui nessuno interviene e sul quale è costretto ad intervenire Tomasig tuffandosi alla propria sinistra. Al 7° buona occasione per gli ospiti. Cocco si libera del diretto avversario (Angella) che lo atterra. Calcio di punizione un paio di metri fuori dall’area di rigore in posizione centrale. Al tiro va lo stesso Cocco con il suo tiro respinto dalla barriera e poi allontanato. Al 10° ci prova dalla lunga distanza Barillà il cui sinistro è respinto da un difensore sul limite dell’area. Al 12° Emerson fa arrivare il cuore in gola ai (pochi) presenti allorquando tarda a liberare e per poco Pacilli non ne approfitta. Da segnalare la posizione di Rizzo al centro del reparto centrale con mansioni di regista: siamo alla frutta! Il gioco latita, la Reggina non convince ed il (poco) pubblico inizia a rumoreggiare (come se, ancora, non volesse farsi una ragione della veridicità dei fatti). In verità stiamo assistendo ad una gara che, a voler essere generosi, sembra l’ultima stagionale (con entrambe che, come si dice, “nulla hanno da chiedere al campionato”) o, se preferite, alla partita di ferragosto in Coppa Italia. Non sembra vero, infatti, che la Reggina, secondo il perseverare di Foti, voglia puntare ancora al sesto posto (da ieri non più occupato da Varese e Padova ma solo dai lombardi giacché ai patavini sono stati restituiti i 3 punti conquistati sul campo contro il Torino). “Quisquillie” quelle di Foti, direbbe Totò. Al 21° l’occasione più ghiotta ce l’hanno gli amaranto con Rizzo (che, ribadiamo, vedere agire da regista è un’indecenza) che prova il destro da fuori area con palla tesa che termina non molto al lato del palo alla destra di Tomasig. Al 25° altra buona chance per la Reggina: Ragusa riceve palla in verticale quasi all’altezza del dischetto del rigore, tergiversa con il pallone tra i piedi fino a che un difensore libera. Al 27° si fa vivo l’AlbinoLeffe: è il centrocampista Taugourdeau a calciare ma il suo tiro non desta preoccupazioni terminando la sua corsa molto distante dalla porta di Belardi. Al 30° è ancora Reggina: Armellino, dal vertice sinistro dell’area di rigore, prova il destro “ a giro” ma finisce con appoggiare la palla a Tomasig. Un altro dato che esprime la pochezza (del pubblico presente sugli spalti e della Reggina sul terreno di gioco): appena la palla si avvicina all’area di rigore degli ospiti, qualcuno del pubblico urla “Tira!” all’indirizzo dell’amaranto più vicino al pallone quasi a spingere, consci dell’inconsistenza della propria squadra, i ragazzotti in amaranto a provare la via della rete. Un po’, per intenderci, come chi muove le stecche del Calcio Balilla e decide le sorti dei suoi 3 difensori, 5 centrocampisti e 2 attaccanti. Al 37° ci prova l’AlbinoLeffe con Regonesi. Il “79” azzurro, su calcio di punizione defilato sulla destra, dopo uno scambio breve con Taugouredau, prova a sorprendere Belardi calciando sul palo più vicino disattendendo chi, magari, si aspettava un cross in area. Nulla da fare, il pallone termina sul fondo. Reggina indisponente nei fatti (certamente), volenterosa nelle intenzioni (probabilmente), AlbinoLeffe da ultima posizione in classifica (evidentemente e comprensibilmente) e, quindi, partita noiosa (assolutamente). Di tutto questo se ne accorge persino Breda che chiama a scaldarsi Ceravolo, Melara e N. Viola. Al 45° altra occasione, su calcio di punizione a 3/4 metri dal limite, per l’AlbinoLeffe. Il tiro di Cocco termina sulla barriera e Di Paolo fischia la fine dei primi 45 minuti di gioco che, come già detto, potrebbero essere racchiusi in un unico aggettivo: indecenti (con il pubblico d’accordo ad accompagnare negli spogliatoi i reggini tra i fischi). Secondo tempo. Breda inizia il secondo tempo con due sostituzioni: Ceravolo per Ragusa e Melara per D’Alessandro mentre continua a riscaldarsi N. Viola accompagnato da Colombo ed Adejo. Al 47° ci prova il brasiliano Emerson dalla lunga distanza con palla lenta e rasoterra che Tomasig non ha problemi ad afferrare tuffandosi alla propria destra. Al 49° Melara crossa da destra e Ceravolo colpisce di testa con un difensore che devia in corner. Sugli sviluppi di quest’ultimo ancora Ceravolo ha sul destro la palla del vantaggio ma spreca tutto calciando sul fondo in diagonale lontano dalla porta bergamasca. Al 51° è ancora Reggina: ancora Ceravolo prova a scardinare la difesa azzurra con un tiro che Tomasig respinge d’istinto. La partita, soltanto adesso, pare essere finalmente iniziata! Al 57° l’AlbinoLeffe ricorda che c’è: Corradi prova il colpo da fuori area, la palla è deviata da Angella ma Belardi para senza patemi. Al 58° primo cambio tra gli ospiti: esce proprio Corradi ed entra Hetemaj. Non c’è che dire, Breda ed i suoi stanno compiendo un “capolavoro”. In ottica salvezza consolidata, chiaramente intendiamo. Al cospetto dell’ultima della classe ed ormai e vicinissima all’aritmetica retrocessione, la Reggina sta per conquistare un altro di quei punticini ormai bastevoli a disputare il prossimo campionato ancora in B. Al 62° Breda cambia per l’ultima volta: esce Armellino ed entra Colombo. Perché non il più idoneo N. Viola per l’avvilente Rizzo? Chissà, forse perché Nicolas è già da gennaio del Palermo e, ormai a fine stagione, non si vogliono rischiare eventuali infortuni? Al 65° anche Pala cambia: dentro Germinale e dentro Cocco. Al 69° la Reggina regala la più nitida delle occasioni alla squadra di Pala. Freddi non trova meglio che fare che stendere Foglio al suo ingresso in area di rigore nei pressi del vertice sinistro dell’area. Di Paolo e categorico, indica il dischetto ed ammonisce l’ingenuo Freddi. Sul dischetto va Regonesi. Il suo tiro è angolato alla destra di Belardi che si tuffa e devia in corner. Dopo la Nocerina anche l’AlbinoLeffe, dopo Farias anche Regonesi: Belardi si rivela determinante per la Reggina e specialista nel neutralizzare i rigori. Al 74° ultimo cambio anche per gli ospiti: esce Foglio ed entra Torri. La gara continua ed il risultato non cambia: la Reggina si conferma “impresentabile” e, non fosse stato per Belardi, a quest’ora saremmo a scrivere di una probabile sconfitta. Colpo di scena al 76°: Ceravolo entra in area dalla linea di fondo sulla sinistra e Lebran lo stende. Anche qui Di Paolo non ha dubbi ed indica il dischetto del rigore per la seconda volta in questa partita. Sul dischetto va lo stesso Ceravolo che, di destro, spiazza Tomasig calciando alla di lui sinistra. Particolare l’esultanza del giocatore amaranto che, prima si rivolge alla curva con la mano all’orecchio (ad ascoltare la gioia dei suoi tifosi) e, poi, viene verso la tribuna con l’indice al naso (a zittire le critiche). Mah! Come se le critiche fossero ingiuste e/o immeritate (e non ha ancora letto, se mai lo farà, quello che stiamo scrivendo) e come se non stessimo tutti quanti alla stessa partita o, peggio ancora, alla stessa mediocre stagione. Lo ribadiamo, al cospetto dell’ultima in classifica, prossima alla retrocessione anticipata, la Reggina, nonostante il vantaggio, sta disputando una partita che definire tale è quasi offensivo per le altre gare. Vince, arriva a quota 54 in classifica (superando Brescia e Juve Stabia sconfitte 1-2 con il Sassuolo la prima e 3-0 dal Modena la seconda), resta a -5 dal Varese sesto ed a – 4 dalla Sampdoria quinta (vittoriose 1-0 a Gubbio la prima e 2-0 al Bari la seconda), ma i suoi evidentissimi limiti tecnici si confermano assai “invalidanti”. Martedì 1 maggio ancora al “Granillo” il Verona alle 20.45 e sabato 5 a “Marassi” contro la Sampdoria i prossimi appuntamenti: scommettiamo che qualcuno dichiarerà che da queste 2 gare dipenderà il futuro prossimo amaranto? Noi siamo pronti, o ci sbagliamo “Mister President”?