Serie Bwin, XXXVI^ giornata: Nocerina-Reggina 0-4

Nocerina – Reggina: 0-4. Nocerina (4-3-3): Concetti; Laverone, Di Maio, De Franco, Pomante (dal 51° Bolzan); Bruno (c), Barusso (dal 69° Parola), Mingazzini (dal 46° Merino); Catania, Castaldo, Farias. In panchina: Russo, Alcibiade, Svarino, Figliomeni. All.: Auteri. Reggina (5-3-2): Belardi; D’Alessandro, Freddi, Angella, Marino, Rizzato (c); Colombo (dal 68° Armellino), Rizzo, Barillà; Ragusa (dal 71° Ceravolo), A. Viola (dal 75° Melara). In panchina: Zandrini, Castiglia, N. Viola, Campagnacci. All.: Breda. Arbitro: Calvarese di Teramo. Assistenti: Avellano di Busto Arsizio e Masotti di Bologna. Marcatori: A. Viola al 36° (rig.), Melara all’80° e Ceravolo al 91° ed al 97°. Ammoniti: Ragusa al 21°, Catania al 36°, Freddi al 46° e Rizzo al 79°. Corner: 7-5. Recupero: 1’ (p.t.) e 7’ (s.t.).

Note. Toccante davvero l’ingresso in campo dei 22 calciatori e della terna arbitrale con indossa una maglia con il volto sorridente di Piermario Morosini e, dietro, il suo nome ed il suo numero di maglia (quel 25 che, fatalmente, è corrisposto all’età in cui se n’è andato). Le due formazioni, durante la gara, indossano la loro maglia ufficiale con al posto degli sponsor un ben più idoneo “Ciao Moro”. Vedere le due formazioni unite durante il minuto di raccoglimento è l’immagine del calcio che vorremmo e che, purtroppo, non c’è più da qualche lustro. Licenziato senza rimpianti Angelo Adamo Gregucci (una meteora sulle panchine su cui si è accomodato in carriera, Reggina compresa, e con un curriculum in quanto ad esoneri da fare invidia), il “Breda ter” ricomincia con l’ennesimo nuovo “11” schierato (è il 35° su 36 gare). Fuori gli squalificati Emerson (che oggi sconta la sua terza ed ultima giornata di squalifica), Cosenza e Bonazzoli (entrambi alla loro prima assenza di due), Breda schiera una formazione che, finalmente (per lui che aveva avuto il “piacere” di conoscere Pietro Marino e Kovacsik), vede in porta un vero portiere e, sulla fascia destra, D’Alessandro ad agire con Colombo centrale a centrocampo. Cronaca e commento. Primo tempo. L’inizio della gara ci riporta ai tempi che furono in cui gli scontri tra Reggina e Nocerina erano partite clou soprattutto in C1. Il clima al “San Francesco” è infuocato con il pubblico di casa a spingere i suoi alla ricerca della quarta vittoria interna consecutiva per continuare l’inseguimento alla ricerca della salvezza (i campani, ad oggi, occupano la terz’ultima posizione). Dall’altra parte c’è la Reggina che, distante 8 punti dalla sesta posizione (occupata dal Varese e dal Padova ieri sconfitto in casa con un sonoro 6-0 dal Pescara di Zeman), nutre (senza particolare convinzione, secondo noi) flebilissime speranza di recuperare in queste ultime 7 partite e mezza (il 25 aprile alle 14.30 si giocheranno i secondi 45 minuti di Torino-Reggina sospesa per impraticabilità di campo). Per la cronaca, ricordiamo che la Reggina viene da 3 sconfitte e mezza consecutive in trasferta (Juve Stabia, Bari, Varese e l’1-0 di Torino prima della sospensione). La gara appar essere equilibrata con entrambe le formazioni che, studiandosi a vicenda, cercano i varchi giusti per trovare la via della rete. Né Nocerina né Reggina hanno interesse verso un pareggio che, verosimilmente, non servirebbe a nessuna delle due squadre per i motivi già menzionati. Il primo brivido, al 19°, lo regala Freddi che, ricevuto un retropassaggio da Angella, scivola in area pressato da Castaldo salvo poi recuperare ed allontanare. Al 23° ci prova senza particolari velleità Barillà con un tiro di destro dai 25 metri che, fiacco e lento, termina sul fondo senza assolutamente impensierire Concetti. La gara è aperta ma nessuna delle due squadre pare prendere il sopravvento sull’avversario e, per questo, si assiste a gioca frastagliato e con errori sia da un lato che dall’altro. Al 28° ci prova D’Alessandro a penetrare con il suo cross messo in corner da Di Maio. Al 35° la Reggina ha la possibilità di passare in vantaggio. Lancio in area per A. Viola che viene nettamente atterrato da un incauto Di Maio. Ad oner del vero il fallo è netto e nessun giocatore di casa abbozza la benché minima protesta nei confronti di Calvarese. Sul dischetto, al minuto 36, va lo stesso A. Viola che, di sinistro, spiazza Concetti e porta avanti nel punteggio la propria squadra. A. Viola festeggia mestamente il gol indicando il “Ciao Moro” sulla propria maglia con Catania che probabilmente non capisce scagliandosi contro l’autore del gol e, per questo, essere ammonito salvo poi chiedere scusa allo stesso “10” amaranto. Di positivo, al momento, c’è solo il vantaggio amaranto con gli uomini di Breda mai veramente pericolosi ma certamente più attivi rispetto ai padroni di casa. Al 44° altra occasione per la squadra di Breda. Corner da sinistra (il terzo della gara) calciato da Rizzato ed Angella colpisce di testa all’altezza del dischetto di rigore con palla termina non di molto sul fondo alla sinistra di Concetti che da la netta impressione di non esserci potuto arrivare se la destinazione fosse stata in fondo al sacco. Al 46°, nel corso del primo ed unico minuto di recupero concesso, la Nocerina beneficia anch’essa di un calcio di rigore che, secondo noi, non c’è! Lancio in verticale per Catania che sfiorando Freddi si lascia cadere. Calvarese, forse con la visuale resa non perfetta dall’assembramento in area, non ha dubbi e decreta un penalty inesistente. Sul dischetto va il brasiliano Farias che finta, rifinta e calcia debolmente rasoterra alla sinistra di un Belardi che intuisce ed addirittura (non usuale in occasione di un rigore) blocca a terra il pallone ristabilendo così, in qualche modo, la verità su un fallo inesistente e sul cadeau di Calvarese alla Nocerina. Il primo tempo finisce con Belardi che non esulta visto il comprensibile umore per la scomparsa del suo amico Piermario (è stato, unitamente al Presidente Foti, a Bergamo giovedì scorso in occasione dei funerali ed è stata in dubbio perfino la sua presenza oggi in campo) ma con i suoi compagni comunque a ringraziarlo e ad elogiarlo (se non abbiamo visto male ad Angella, addirittura, scende qualche lacrima nel parlare con il suo portiere e, forse, dirgli che la parata è per l’amico comune Morosini). Secondo tempo. Auteri cambia subito: dentro il peruviano Merino e fuori Mingazzini Al 46° ci prova il ghanese Barusso con un destro rasoterra che Belardi para a terra senza problemi. Al 47° la paura s’impossessa di giocatori e pubblico presente al “San Francesco” con in mente ancora la straziante scena di sabato scorso all’ “Adriatico” di Pescara: Pomante, fino ad un istante prima impegnato in un’azione di gioco, crolla a terra senza apparente motivo. Seguono minuti di paura fino a quando lo stesso giocatore esce in barella tra gli applausi con Bolzan che entra in campo al suo posto. Al 53° grossa occasione per il pareggio per la Nocerina. Corner da sinistra e palla a centro area dove arriva Di Maio che, dimenticato da D’Alessandro, colpisce di testa schiacciando a terra il pallone che fortunatamente dopo il rimbalzo s’impenna finendo sul fondo oltrepassando la traversa. La Nocerina gioca, adesso, di buona lena andando avanti a testa bassa. Al 57° la Nocerina chiede il secondo calcio di rigore della partita. Castaldo prova a mettere dentro in area rasoterra e la palla, dopo aver sbattuto sul piede di Angella, colpisce il braccio sinistro dello stesso difensore amaranto senza alcuna volontarietà. Al 60° la Reggina prova a mettere la testa fuori dalla propria metà campo dov’è costretta da inizio ripresa. Ragusa, lanciato in verticale, prova a superare Concetti con un pallonetto ma sulla traiettoria interviene un difensore a liberare. La Nocerina spinge e la Reggina è sott’assedio. Breda, a questo punto, dovrebbe rinforzare il potenziale difensivo amaranto in previsione del forcing dei padroni di casa. Si continua a giocare nella metà campo reggina con la Reggina in 10 per via dell’infortunio a Colombo che, qualche minuto dopo, rientrerà in campo con una vistosa fasciatura alla testa dopo uno scontro con Di Maio. Al 68° Breda effettua il suo primo cambio: fuori Colombo e dentro Armellino. Un minuto dopo Auteri, invece, effettua la sua ultima sostituzione: esce Barusso ed entra Parola. Al 71° Breda cambia ancora: esce Ragusa ed entra Ceravolo. La Reggina prova a mettere il naso fuori e conquista due corner in un paio di minuti. L’offensiva amaranto si conclude con un tiro di un inesistente ed inconcludente Rizzo (ma perché è ancora in campo?) che termina sopra la traversa. La Nocerina torna ad attaccare ed a farsi nuovamente presente in area reggina con, visti i trascorsi, apprensione legittima da parte della squadra di Breda che, però, sembra resistere bene difendendosi con ordine. Al 75° anche l’allenatore amaranto si gioca la sua ultima carta: esce l’autore del vantaggio A. Viola ed entra Melara. All’80° la Reggina raddoppia. Azione in ripartenza degli amaranto 4 contro 4. Rizzato, servito da Barillà, crossa al centro ma il pallone viene respinto. Palla ancora tra i piedi del capitano che serve Barillà in area il quale, però, fa velo per il sopraggiungente Melara che di piatto destro in diagonale batte Concetti per il 2-0 che, virtualmente, chiude la gara e smorza il vigore dei padroni di casa fino a qualche istante fa protesi in attacco alla ricerca del pareggio. Bene Reggina! Seppur al termine di una partita non certo entusiasmante (ma non era importante piacere esteticamente), si registra il ritorno alla vittoria al termine di una prova gagliarda ed attenta. Non sappiamo se i 3 punti di oggi siano frutto di un caso o, come crediamo, dell’esonero di Gregucci con il richiamo di Breda. Sappiamo però, con assoluta certezza, che l’esonero di Breda dell’8 gennaio scorso ha prodotto soltanto un effetto: perdere ed allontanarsi dal sesto posto che, comunque, nonostante, gli evidenti limiti tecnici della rosa amaranto, considerando la modestia del campionato di quest’anno, sarebbe potuto essere un obiettivo più che abordabile. La vera verità, secondo il nostro parere, è che l’andamento della squadra è frutto dell’indecisione, della confusione, dell’approssimazione e dei loro conseguenti errori di una Società che, da tempo, non è più la Reggina che ci ha fatto gioire negli anni scorsi. Dal 2004 non è più la stessa Reggina (intesa come appunto Società) e dal 2007 non è più la stessa Reggina (intesa come squadra/allenatore). Troppi gli errori fatti, troppi gli allenatori cambiati, troppi gli interessi solo ed esclusivamente economici piuttosto che economici e sportivi al contempo. Nel frattempo, durante il primo dei 7 minuti di recupero concessi da Calvarese, Ceravolo, scattato in contropiede, entra in area e di destro in diagonale batte per la terza volta Consigli. Al 95° ci prova Merino a mettere a segno quello che una volta si chiamava “il gol della bandiera” con un tiro che, però, termina alto sulla traversa. La Reggina vince così come ha spesso vinto durante il girone d’andata sotto la direzione Breda: difesa e ripartenze. Era così semplice, vero Gregucci? Ed anche, perché esonerare Breda “caro” Number One (la chiamano così gli stampamici, giusto Presidente?) per prendere un Gregucci qualunque? Perché? Per accontentare Bonazzoli o per cos’altro? E chi è Bonazzoli? E’ più importante lui che portando la fascia di capitano lascia la sua squadra in 9 contro il Crotone e, di fatto, le fa perdere 2 punti o, come pensiamo noi, è più importante la Reggina nella sua interezza e nei cui interessi si dovrebbe agire? Sempre! Allora Presidente? Oltre ad ammettere gli ennesimi errori, oltre a cospargersi ancora il capo di cenere (adesso capiamo la sua stempiata), oltre a dare carta bianca magari a chi non sempre agisce nell’interesse unico della squadra da lei presieduta (Giacchetta per esempio), perché non scende dal piedistallo, perché non si leva da dosso arroganza e presunzione tipiche della sua persona e, tornando indietro nel tempo, non prova quantomeno a recuperare quei valori e quelle peculiarità che, un tempo, resero la Reggina “grande” e non modesta come da qualche anno a questa parte? A lei le risposte (con i fatti e non solo con le parole). Per la cronaca, un attimo prima che Calvarese fischi la fine delle ostilità, al 97° Ceravolo fa doppietta e porta il risultato finale sullo 0-4 contro una squadra, la Nocerina, che se è laggiù oggi sappiamo il perché. Presidente che fa, ce la regala l’ennesima chicca stagionale e ci riparla ancora di playoff? Ad maiora!

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Author: Maurizio Gangemi