Serie Bwin, XXXIX^ giornata: Sampdoria-Reggina 3-1

Sampdoria-Reggina: 3-1. Sampdoria (4-3-1-2): Da Costa; Rispoli, Volta, Rossini, Costa; Munari, Obiang, Renan; Juan Antonio (dal 40° Foggia); Eder (dal 90° Laczkò), Pozzi (c) (dal 62° Pellè). In panchina: Fiorillo, Soriano, Bertani, Krsticic. All.: Iachini. Reggina (3-5-2): Belardi; Freddi, Emerson, Angella; Colombo (dal 46° Ragusa), Armellino, D’Alessandro, Barillà, Rizzato (c); Ceravolo (dall’86° Moreira), Campagnacci (dal 58° Melara). In panchina: Zandrini, Adejo, A. Viola, De Rose. All.: Breda. Arbitro: Palazzino di Ciampino. Assistenti: Iori e Segna. Marcatori: Pozzi al 13° , al 36° ed al 60° e Melara al 72°. Ammoniti: Barillà al 9°, Freddi al 69° e Renan al 70°. Corner: 5-4. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.).

Note. Quart’ultima giornata di campionato con obiettivo ampiamente raggiunto per la Reggina di Foti & Giacchetta: già salva da un paio di giornate, infatti, non resta che onorare il campionato possibilmente non creandoci (altri) “nemici” ma disputando onestamente le gare contro Sampdoria, Cittadella, Sassuolo e Vicenza senza particolari motivazioni dal punto di vista agonistico. Breda ne lascia a casa 3 giustificandosi dietro la frase fatta “scelte tecniche” ma che di “tecnico” non hanno proprio nulla: Nicolas Viola resta a casa perché non ha più senso farlo giocare e, essendo già del Palermo, lo si vuole consegnare “abile ed arruolato” a fine stagione; Emiliano Bonazzoli e Francesco Cosenza, invece, pagano il loro aver chiesto (ed ottenuto) la testa di Breda durante il girone d’andata con il successivo esonero a favore di Gregucci. Di tecnico, quindi, come detto, un bel nulla. Castiglia, invece, è “scomparso” e nemmeno cercato e Rizzo è squalificato ma difficilmente qualcuno se ne accorgerà. Foti, per spronare la squadra a continuare a far credere (lui e non la squadra visto che i limiti tecnici di quest’ultima hanno chiarito, a se stessa ed agli altri, molto presto le cose e il presumibile e confermato andazzo) alla gente che i playoff sono ancora possibili, ricorda agli amaranto quel 5-0 subito a “Marassi” nella stagione 2008/2009 e che costò la retrocessione in B. Un coupe de thèatre presidenziale che altro non ottiene che far ridere i polli, insomma. Cronaca e commento. Primo tempo. Partita dai toni vivaci sin dall’inizio con la Sampdoria orientata a mantenere il sesto posto e la Reggina, senza motivazioni, che gioca a viso aperto. Al 9° la prima conclusione è dei padroni di casa con Renan il cui destro termina ampiamente sul fondo. Ancora al 9° Barillà, diffidato, viene ammonito e salterà la gara interna contro il Cittadella. A dire il vero l’arbitro Palazzino sbaglia di grosso estraendo il giallo al giocatore sbagliato: è Angella, infatti, a commettere fallo e, quindi, a dover essere sanzionato. Al 10° la Reggina rischia grosso. E’ Angella che trattiene platealmente in area il doriano Volta, Palazzino non può non vedere ma lascia continuare il gioco. Pericolo scampato! Al 13° la Sampdoria passa in vantaggio. Eder scende sulla sinistra con Armellino incapace di contenerlo. Cross al centro per Pozzi che calcia con Angella che devia quanto basta per ingannare il proprio portiere Belardi. Al 14° prova a rispondere la Reggina con un colpo di testa di Ceravolo che termina alto sulla traversa. Al 15° ancora Reggina. Palla al centro proveniente da sinistra (Barillà) con Ceravolo che colpisce al volo ma indirizzando il pallone sul fondo. La Sampdoria gestisce il vantaggio in tutta tranquillità, la Reggina non ha ancora tirato nello specchio della porta ma ci prova giocando senza pensieri. Al 32° ancora la Samp pericolosa. Juan Antonio (trequartista marcato ad uomo da D’Alessandro, così come avvenne martedì scorso al veronese Halfredsson) si libera e prova il destro dal limite, Belardi è pronto a volare alla sua sinistra ed a respingere. Al 36° la Sampdoria raddoppia. Cross da destra di Munari, palla a Pozzi posizionato sul lato opposto all’altezza del vertice dell’area del portiere. Il “9” doriano controlla il pallone e batte sul palo più vicino con Belardi disattento, forse più orientato al cross che presumibilmente lo stesso Pozzi avrebbe potuto fare che alla realtà dei fatti. Di fatto, con il raddoppio subito, la Reggina è ora matematicamente fuori dalla lotta playoff giacché, a 3 giornate dalla fine e con 9 punti in palio, il sesto posto è occupato dalla Sampdoria che è, appunto, a quota 64 con un +10 sui reggini. Salvo che, considerando la matematica un’opinione, “Mister President” non continui ancora a sparare baggianate: con il “Number One” tutto è possibile! Se ha studiato l’arte di Pitagora come quella di Dante allora tutto ciò sarà ancora più verosimile. Intanto, al 40°, Iachini è costretto ad effettuare la prima sostituzione della gara: esce l’infortunato Juan Antonio ed entra il secondo ex della gara (dopo Andrea Costa) Pasqualino Foggia. La Reggina, come da “note”, fa da comparsa all’avversario in quest’ultima fase del torneo: sta “recitando” bene la parte oggi, la reciterà a Modena contro il Sassuolo e fors’anche contro il Vicenza all’ultima di campionato se i veneti avranno ancora bisogno di punti-salvezza. Giocherà, forse, solo contro il Cittadella. Forse. Secondo tempo. La prima mossa nella ripresa è di Breda che effettua un cambio: esce Colombo ed entra Ragusa. Dopo una ventina di secondo la Sampdoria è già in area di rigore amaranto. Lancio in verticale di Eder con Foggia che non ci arriva per un niente. Al 48° ci prova dalla distanza Obiang con Belardi a parare in due tempi. La gara, seppur vivace, non crediamo abbia più molte cose da dire con la Sampdoria appagata per il risultato già raggiunto alla mezz’ora del primo tempo e la Reggina, dal canto suo, che non vede l’ora che termini il campionato il prossimo 26 maggio. Al 55° i doriani hanno la possibilità di triplicare ancora sull’asse Munari-Pozzi come in occasione del raddoppio. Cross da destra di Munari e Pozzi a colpire di testa spedendo, però stavolta, la palla alta sulla traversa. Al 57° ancora Sampdoria. Munari si ritrova palla tra i piedi al limite dell’area e calcia di destro con palla che termina la sua corsa sui cartelloni pubblicitari dietro la porta di Belardi. Al 58° Breda cambia ancora: fuori Campagnacci e dentro Melara. Due minuti dopo la Sampdoria appone il sigillo definitivo alla gara. Lancio in diagonale di Obiang per Pozzi che si coordina e, di sinistro, calcia in diagonale beffando Belardi con la palla che s’insacca dal lato opposto da cui il calciatore doriano ha calciato. Tripletta per il capitano blucerchiato e gara definitivamente chiusa. Al 62° Iachini cambia: fuori il match-winner Pozzi e dentro Pellè. Al 64° ci prova Eder con palla molto alta sulla traversa. Chissà che l’aver ricordato Foti il 5-0 del 9 maggio 2009 in cerca di “vendetta” non abbia, invece, fatto pensare ai giocatori che volesse una “replica”!?! Se la Samp non si accontenta il rischio che si replichi è alto. Al 72° la Reggina accorcia le distanze. Cross rasoterra da sinistra di Rizzato (un purosangue in mezzo a tanti brocchi) con Melara pronto ad inserirsi ed a battere sotto porta Da Costa. Al 75° ancora Reggina. Calcio di punizione ad un paio di metri dal limite dell’area sul quale va Emerson. Il suo sinistro è poco soffice e molto forte con la palla termina alta. Al 77° ci prova Rizzato con un tiro al volo che, però, defilato sulla sinistra, manda sul fondo. La Reggina prova ad alzare la cresta soprattutto dopo il gol di Melara. La differenza, però, come spesso avviene, la fa la qualità in campo. E, in quanto a qualità, la Sampdoria ne ha molta di più rispetto alla Reggina se si considera, soprattutto, che nel girone d’andata, con la Reggina in piena zona playoff, la squadra di Atzori (poi esonerato a favore di Iachini), era nei bassifondi della classifica tanto da riportare alla mente la Reggina del “fenomeno” Novellino. Evidentemente Iachini non solo ha saputo fare meglio di Atzori ma ha anche valorizzato il suo potenziale facendogli risalire la china sino al sesto posto attuale. All’81° ci prova ancora Melara con un diagonale che Da Costa blocca sicuro. All’85° ci prova Eder, il suo tiro è fuori. All’86° Breda effettua il suo ultimo cambio: esce Ceravolo ed esordisce in B il brasiliano Maicon Moreira (classe ’93). Al 90° occasione per il quarto gol doriano. E’ Foggia a giochicchiare con pallone ed avversario ed a calciare di sinistro “a giro”: Belardi vola sulla sua destra a togliere la palla indirizzata all’incrocio dei pali. Sempre al 90° Iachini cambia per l’ultima volta: esce Eder ed entra Laczkò. La partita, di fatto, dopo 4 minuti di recupero, finisce qui. La Reggina si ferma a quota 54 e guarderà in tv andare in A tre squadre (e meno male che, sempre secondo il “Number One”, l’organico amaranto era secondo solo al Torino) e superarla almeno altre 6/7. “Mister President” di playoff ne parliamo l’anno prossimo (calcisticamente parlando): noi, lei e non più di 2000/2500 abbonati (quelli che, come noi, la Reggina l’hanno seguita e la seguirebbero ancora, a prescindere dalla categoria, dalla C2 alla A). Intanto, complimenti per la stagione oggi ufficialmente conclusa: l’ennesima in cui le è riuscito bene quello che meglio sa fare, vendere! Sì, fumo! A proposito di “vendere” prima che ce ne dimentichiamo: chieda al suo eccellente collaboratore, responsabile dell’area marketing, Paolo Frascati (di cui ci onoriamo d’essere amici) di studiare qualcosa non più per promuovere l’immagine della Reggina (quella che, grazie al suo modus operandi – conosce il latino? – pare essere ormai da tempo compromessa) nelle sue iniziative benefiche ma, bensì, quella della Reggina intesa quale società che, onestamente, sempre grazie a lei, vede le sue azioni al minimo storico quasi come quelle della Parmalat al tempo del suo omologo di allora Callisto Tanzi. La gente non le crede più da anni ormai, le è chiaro il concetto oppure, molto più verosimilmente, lei se ne fotte? Ad maiora!

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Author: Maurizio Gangemi