Reggina – Brescia: 1-1. Reggina (5-3-2): Belardi; Colombo (dal 59° Melara), Cosenza, Emerson, Angella, Rizzato; Armellino, Rizzo (dall’86° Montiel), Barillà; Campagnacci (dal 65° A. Viola), Bonazzoli (c). In panchina: Zandrini, N. Viola, D’Alessandro, Ceravolo. All.: Gregucci. Brescia (5-3-1-1): Arcari; Zambelli (c), Zoboli, De Maio, Caldirola, Daprelà; Rossi (dal 73° Piovaccari), Salamon, Vass; El Kaddouri (dall’89° Cordova); Jonathas. In panchina: Leali, Feczesin, Scaglia, Mandorlini, Dallamano. All.: Calori. Arbitro: Giacomelli di Trieste. Assistenti: Paganesi e Citro. Quarto uomo: Gallo. Marcatori: Jonathas al 28° e Bonazzoli al 90°. Ammoniti: Rizzo al 17°, Drapelà al 38, Zambelli al 56° e Vass all’86°. Espulso: Emerson al 38°. Corner: 6-1. Recupero: 3’ (p.t.) e 3’ (s.t.).
Note. Siamo costretti a ripeterci: 32^ formazione diversa nelle finora 33 gare disputate. Ovviamente questo è, anche (oltre ad infortuni e squalifiche), sintomo di poche certezze e, quindi, di altrettante insicurezze di un allenatore, Gregucci, che, finora, è riuscito in un’unica “impresa”: far rimpiangere Breda! “Esordisce” nella Reggina, infatti, Emanuele Belardi schierato tra i pali al posto di Zandrini e torna in campo il duo d’attacco Bonazzoli-Campagnacci. Quella di stasera è, certamente, l’ultima occasione utile per aggrapparsi alle residue speranze amaranto di aggrapparsi al treno playoff (se ne esistono) piuttosto che archiviare la stagione in corso sotto la voce “anonima”. Il pubblico al “Granillo”, nonostante la serata primaverile, è scarso così com’è ormai scarsa la passione dei tifosi verso la Reggina rea (la Società) di scelte cervellotiche deputate esclusivamente a produrre guadagni (salvo poi esser messi a conoscenza – senza spiegazioni di sorta – del bilancio in passivo). Cronaca e commento. Primo tempo. La partita inizia a buoni ritmi con entrambe le squadre che si affrontano a viso aperto e con i padroni di casa che provano a prendere il pallino del gioco in mano. Praticamente non succede nulla di meritevole di nota per i primi 10 minuti di gara in cui, come detto, la Reggina prova ad alzare il suo baricentro. Al 13° la Reggina prova a concludere a rete con Barillà che, di testa, su cross da destra di Campagnacci, manda alto perché arrivato al contatto con il pallone scoordinato. La partita non decolla, sarà l’importanza della gara (presunta per la Reggina, più veritiera per il Brescia che sovrasta gli amaranto di 3 punti in graduatoria). Al 19° la Reggina riparte con un lancio lungo di Campagnacci che, in verticale, serve Colombo anticipato di un soffio dall’uscita di Arcari a mettere in fallo laterale. Al 23° calcio di punizione a favore della Reggina in prossimità del lato corto dell’area di rigore bresciana sulla sinistra. Alla battuta va Emerson che tira secco al centro dell’area quasi come a cercare una carambola fortunosa (un po’ come quello che facevamo noi nelle nostre memorabili partite da cortile di oratorio). Al 28° la Reggina dorme ed il Brescia passa in vantaggio. Il capitano Zambelli mette a centro area in diagonale, la difesa amaranto si addormenta e lascia scorrere il pallone. Dalle retrovie spunta Drapelà che, indisturbato, recupera il pallone destinato sul fondo (o meglio, “battezzato” tale dai “fenomeni” reggini) e mette al centro dove, solissimo, con la difesa amaranto immobile, Jonathas non ha alcuna difficoltà ad appoggiare di piatto destro nella porta lasciata sguarnita da Belardi nel tentativo di opporsi a Drapela. Al 33° la Reggina va in gol con Angella ma Giacomelli frena l’entusiasmo amaranto avendo fischiato già prima un presunto fallo di Bonazzoli su Arcari sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Ciò che si vede è, effettivamente, Bonazzoli che sulla palla alta si posiziona davanti ad Arcari che, comunque, riesce a respingere di pungo. Sulla respinta, al centro dell’area, c’è Angella che al volo insacca. Tutto vano, quindi. Il pubblico presente s’innervosisce così come la gara. Al 38°, infatti, il primo a perdere la testa è il brasiliano Emerson colpevole di una bruttissima entrata a gamba tesa su Vass. Brutto, davvero brutto, l’intervento scellerato del difensore amaranto e giustissimo “rosso” estratto da Giacomelli. Ne sussegue un parapiglia e ne fa le spese Drapelà (assist-man in occasione del gol) che viene ammonito. La sciocchezza di Emerson fa sì che la Reggina disputi i restanti 52 minuti di gara in inferiorità numerica (oltre che in inferiorità in quanto a gol realizzati). Bene, molto bene: già l’inguardabile squadra di un altrettanto inguardabile Gregucci ha notevoli difficoltà tecniche e tattiche di suo, in più deve giocare anche in 10 contro un avversario lontano parente di quello affondato a casa sua all’andata. Aggiungiamo, adesso, alla già notorie lacune tecniche e tattiche di cui sopra, anche quelle caratteriali e comportamentali di qualche suo elemento e siamo a posto! Un minuto dopo il Brescia va vicinissimo al raddoppio con Zoboli che, ricevuta palla da sinistra direttamente su punizione, a difesa ancora immobile, prova a battere Belardi che, miracolosamente, gli si oppone con i piedi respingendo il pallone con gli ospiti già pronti a festeggiare il doppio vantaggio. Il primo tempo, dopo 3 minuti di recupero, finisce qui con la Reggina meritatamente in svantaggio ed in inferiorità numerica. Dal canto suo, il Brescia di Calori, con i 3 punti tutt’ora a proprio appannaggio, raggiunge il Varese al 6° posto e si candida a pieno titolo all’accesso ai playoff finali. Cos’altro aggiungere a quanto già detto? Nulla se non rimarcare il concetto espresso (quasi) per una stagione intera: Reggina inadeguata; squadra in possesso di evidentissimi limiti tecnici della rosa di cui è composta; Società confusa e confusionaria; tecnico (Gregucci) capace di far rimpiangere il suo predecessore (Breda) e che conferma sia la validità dei suoi esoneri in carriera e sia la parole del collega della “Gazzetta di Modena” che, contattato da noi proprio oggi per avere ulteriori informazioni sul suo conto, severamente ci dice che il Sassuolo, nel maggio del 2011, preferì esonerarlo a 3 giornate dalla fine per evitare guai peggiori. E’ bastevole? Secondo tempo. Al 47° la Reggina ci prova: cross di Rizzato da sinistra e, sul secondo palo, Bonazzoli, da pochi passi, riesce soltanto a sfiorare il pallone. Al 50° El Kaddouri serve Rossi che calcia alto sulla traversa. La Reggina è poco lucida e commette errori su errori. Al 53° Jonathas va vicino alla doppietta personale con un calcio di punizione che finisce sul fondo non molto lontano dal palo alla sinistra di Belardi. Al 58° il Brescia ha l’occasione per chiudere la gara. El Kaddouri s’invola sulla destra lanciato verticalmente dalle retrovie. Supera Colombo nel suo maldestro tentativo d’intervento e si lancia verso Belardi. L’attaccante bresciano è fin troppo generoso e, invece che concludere a rete, serve all’indietro per il sopraggiungente Rossi che, di piatto sinistro, da posizione ideale, manda altissimo sciupando la migliore delle opportunità. Al 59° Angelo Anselmo Gregucci cambia: dentro Melara e fuori Colombo. Al 61° la Reggina, comunque protesa in avanti generosamente, ci prova con Bonazzoli alla sua prima conclusione a rete della gara. Il tiro del capitano amaranto è centrale ed Arcari para a terra. Al 62° ancora Brescia vicinissima al raddoppio. Drapelà, vera spina nel fianco amaranto, crossa al centro rasoterra. El Kaddouri non ci arriva per un soffio ad un metro dalla linea di porta con la difesa reggina ad osservare. Al 65° Gregucci cambia ancora: dentro A. Viola e fuori Campagnacci. La Reggina, come detto, ha dalla sua parte la generosità e l’impegno dei suoi uomini. Ma, qualora qualcuno avesse mai pensato che queste bastassero per vincere un campionato, non bastano. Servono, invece, qualità tecniche (oltre che caratteriali ed umane) che la Reggina non ha. E, aggiungiamo scoprendo l’acqua calda, la qualità si paga! Se non s’intende pagare quello che passa il convento è sotto gli occhi di tutti. I fischi del “Granillo” sono eloquenti, peccato che chi ha orecchie per intendere non intenda e, semmai intendesse, da un orecchio gli entra e dall’altro gli esce alla luce della vecchia regola secondo cui “il risultato economico-finanziario assolutamente si, quello tecnico-sportivo probabilmente no (ma chi se ne fotte)”. Al 72° ci prova Barillà direttamente su punizione: il suo tiro è alto sulla traversa. Al 73° cambia anche Calori: dentro Piovaccari e fuori Rossi. Al 74° ci prova A. Viola: il suo colpo di testa in area è parato a terra da Arcari. Manca un quarto d’ora (più recupero) alla fine della gara e la Reggina, a parte l’impegno profuso e solo con il quale non si vincono le partite, non riesce a cavare un ragno dal buco. Al 77° ci prova Piovaccari, forse un po’ egoista, a concludere a rete da posizione impossibile con Jonathas a reclamare il pallone da posizione agevole e, ancora una volta, solitaria. Al 79°, su corner, Melara ha una buona occasione ma colpisce di testa mandando il pallone sul fondo. All’80° la Reggina crea due occasioni: dapprima ci prova Rizzato con un tiro deviato in corner e, sullo stesso corner, Vass devia di petto in ulteriore angolo rischiando l’autogol. Su quest’ultimo corner Cosenza prova a battere a rete ma un difensore respinge scatenando le proteste dei reggini che chiedono il rigore. Sulla velocissima ripartenza, mentre mezza squadra amaranto è impegnata a protestare, il Brescia ha ancora una ghiottissima occasione con El Kaddouri. E’ bravo Belardi a respingere di piede il tiro a colpo sicuro dell’attaccante ospite. Si gioca su ritmi altissimi con la Reggina affannosamente in avanti alla ricerca di un difficile pareggio ed il Brescia a rispondere in contropiede. All’85° ancora Brescia, ancora Piovaccari a battere a rete, ancora Belardi a metterci una pezza. All’86° ultimo cambio per un deludente Gregucci (“deludente” per chi in lui aveva riposto speranze, si chiaro): esce Rizzo ed entra Montiel. All’89° anche Calori cambia: esce El Kaddouri ed entra Cordova. Un minuto alla fine. Al 90° la Reggina pareggia i conti. Cross da sinistra di Rizzato, la palla è in area ed Arcari da l’impressione di riuscire a prenderla. Invece Bonazzoli riesce a saltare con il tempo giusto e ad anticipare l’estremo difensore ospite mettendo di testa in rete. Legittima l’esultanza degli amaranto ma il nostro giudizio non cambia: mancano 3/4 punti alla salvezza matematica e basta! I playoff rimangono solo una chimera e, se non interverranno “miracoli”, destinati ad altri. Il campionato della Reggina, a 9 giornate dalla conclusione, assume sempre più i connotati da noi ampiamente descritti e giustificati con i poco lusinghieri aggettivi “modesto” e, soprattutto, “anonimo”. O erriamo, mister President (come la chiama la stampamica)? Ad maiora!