Serie Bwin, XXXII^ giornata: Varese-Reggina 2-0

Varese – Reggina: 2-0. Varese (4-4-2): Bressan; Cacciatore, Troest, Terlizzi, Grillo; Zecchin (c), Filipe, Kurtic (dal 24° Damonte), Rivas (dal 55° Nadarevic); Granoche, Plasmati (dal 78° Lepore). In panchina: Moreau, Camisa, Albertazzi, Martinetti. Reggina (4-3-3): Zandrini; D’Alessandro (dal 50° Colombo), Angella, Emerson, Rizzato (c); Armellino, Castiglia (dal 70° Montiel), Barillà; Ragusa, A. Viola, Ceravolo (dal 46° Bonazzoli). In panchina: Belardi, Cosenza, Melara, Campagnacci. All.: Gregucci. Arbitro: Di Bello di Brindisi. Assistenti: Schenone e Raparelli. Quarto uomo: Massa. Marcatore: Plasmati al 7° ed al 17°.  Ammoniti: D’Alessandro al 41°, Damonte al 59°, Emerson al 65° ed A. Viola all’87°. Corner: 6-4. Recupero: 2’ (p.t.) e 4’ (s.t.).

Note. Al “Franco Ossola” di Varese Gregucci è costretto a schierare la 31^ formazione diversa in 32 giornate. Complice, oltre agli infortunati di N. Viola, Campagnacci e Bonazzoli (comunque in panchina), anche l’infortunio di Rizzo all’ultima ora e la squalifica di Freddi. Gregucci, quindi, schiera un inedito 4-3-3 a fronte del collaudato 5-3-2. Allo stadio è presente l’ex allenatore amaranto Gianluca Atzori. Cronaca e commento. Primo tempo. Al 4° minuto la prima formazione a tentare la via della rete è il Varese con Kurtic che batte lontanissimo dalla porta di Zandrini. Un minuto dopo ci prova Ragusa ma il suo tiro è smorzato e termina la sua corsa tra le braccia di Bressan. Ancora qualche istante ed è nuovamente la Reggina, con Ceravolo, a rendersi pericolosa con la conclusione dell’esterno amaranto che termina sul fondo. Al 6° è ancora Reggina, con A. Viola, ad impensierire Bressan che, però, blocca senza problemi. Al 7° il Varese passa in vantaggio. Cross da destra di Kurtic, palla a centro area dove c’è Plasmati che, lasciato assolutamente solo ed indisturbato, non ha alcuna difficoltà a battere di testa Zandrini spedendo il pallone alla destra del portiere. Più che per merito dei padroni di casa, le responsabilità del gol subito sono tutte da ascrivere alla difesa amaranto che, come spesso è già avvenuto, non è in grado di controllare tutti gli avversari in area e qualcuno se lo dimentica (caso vuole, che è sempre questo qualcuno ad andare a rete). La Reggina prova a reagire ma, al momento, le azioni degli uomini di Gregucci sembrano essere fumose. Al 17° il Varese raddoppia. Azione simile a quella del vantaggio con cross da destra questa volta di Cacciatore e Plasmati, ancora lui, che, superato un incerto sul da farsi Angella, batte nuovamente di testa Zandrini mandando il pallone ad insaccarsi alla sinistra del portiere amaranto. Due cross da destra e due gol (niente male come media). Anche in questa occasione la difesa appare tutt’altro che efficiente regalando l’ennesima occasione pressoché impossibile da non sfruttare. In una gara determinante per il prosieguo della stagione, a tradire la Reggina è proprio la sua difesa (oggi a 4 piuttosto che a 5 come solitamente) che, stando così le cose, relegano la Reggina a fare da spettatrice alle ultime 10 gare di campionato. Oggi, infatti, affrontandosi sesta e settima in classifica divise da soli 3 punti, per la Reggina si sarebbe dovuto trattare della svolta decisiva da imprimere al proprio campionato. Avendo battuto sabato scorso il Livorno e dovendo affrontare lunedì 2 aprile il Brescia in casa, questa poteva e doveva essere la gara più importante della stagione per cercare di ambire a qualcosa di più di un campionato anonimo. Al 19° la Reggina va vicina al gol. Calcio di punizione di Emerson e palla che sbatte sulla traversa e torna in campo. Il più lesto è Armellino a colpire di testa e ad indirizzare a rete. E’ bravo, però, Bressan a recuperare la posizione ed a respingere sulla linea di porta tuffandosi sulla propria destra. Al 24° Maran è costretto a cambiare: fuori Kurtic per infortunio e dentro Damonte. La gara è veloce e vive di continui cambi di fronte. Il Varese controlla tranquillamente mentre la Reggina prova a far qualcosa ma senza particolare successo. Non succede praticamente nulla per i restanti minuti che portano al duplice fischio che interrompe le ostilità. Il primo tempo, quindi, finisce qui con la Reggina lontana anni luce dal riaddrizzare la gara e dal dare un senso al suo campionato 2011/2012. Oltre alla pessima prova del reparto difensivo amaranto (basti pensare che Plasmati ha avuto vita facile nelle uniche due conclusioni varesine nello specchio della porta amaranto), eccellono (in negativo) i lunghi lanci di Emerson in praterie dove l’amaranto più vicino è ad una ventina di metri ed i cross dalle fasce per i due “corazzieri” (ironicamente tali, s’intende) A. Viola e Ceravolo. Troppo “poca” questa Reggina per ambire ai playoff, meglio pensare esclusivamente a salvarsi e ad archiviare questa stagione in un sacco con tutti gli errori commessi dai quali, però, difficilmente si trarrà insegnamenti giacché sono gli stessi errori di sempre (o quasi sempre). Secondo tempo. Gregucci cambia subito: fuori un evanescente Ceravolo e dentro Bonazzoli (al rientro dopo l’infortunio). Il secondo tempo inizia così com’era finito il primo. Con la Reggina, cioè, confusa e protagonista di errori su errori. Al 50° secondo cambio per Gregucci: esce D’Alessandro, infortunatosi alla caviglia sinistra, ed entra Colombo. Al 55° cambia anche Maran: esce Rivas (ancora per problemi fisici) ed entra Nadarevic. Al 58° la Reggina si rende pericolosa. Galoppata di Ragusa sulla destra, palla al centro per Bonazzoli che non riesce a coordinarsi ed a concludere ed ha buon gioco la difesa varesina che allontana sventando il pericolo. Al 60° ci prova Emerson direttamente su calcio di punizione ma il suo tiro è alto. Al 65° è pericoloso il Varese. Cross da calcio di punizione da destra di Zecchi e colpo di testa di Granoche con palla che termina la sua corsa sul fondo. Al 70° Gregucci si affida a Montiel (come contro il Livorno fungendo, peraltro, da risolutore) ed a fargli spazio esce Castiglia. La gara scivola mestamente per i colori amaranto. Troppo lacunosa (di qualità, quindi tecnicamente, e di idee) la Reggina per recuperare una gara regalata agli avversari proprio “grazie” alle sue ataviche lacune. Da mesi denunciamo queste cose ma nessuno si è mai mosso per porre rimedio ben consapevole che le cose che diciamo/scriviamo corrispondano alla verità. Anzi, qualora fosse possibile, questa squadra è stata resa ancor meno dotata di tecnica con la cessione di Missiroli ed il successivo “acquisto” di un allenatore parrebbe entrato proprio nell’affaire Missiroli con il Sassuolo. Lo abbiamo detto e scritto già altre volte: la Reggina ha dei limiti tecnici evidentissimi e su questo non ci piove ma, se possibile, la società ne ha aggiunti altri ancora esonerando Breda per affidarsi a Gregucci che, ad onor del vero, già da tempo sta facendo rimpiangere il suo predecessore. Al 76° si rivede la Reggina con un colpo di testa in azione confusa di Bonazzoli con Bressan che si ritrova la palla tra le braccia senza colpo ferire. All’84°, su corner di Montiel da destra, colpo di testa di Bonazzoli con la palla che sbatte a terra e si alza sopra la traversa. All’86° è il Varese a rendersi pericoloso con Nadarevic bravo a colpire di prima intenzione di sinistro a giro con palla indirizzata sotto la traversa e Zandrini a volare respingendo. Sul pallone, rimasto ad un metro dalla linea di porta, interviene Granoche che insacca di testa salvo poi vedersi annullare il gol per una sua evidente pozione di fuorigioco segnalata all’arbitro Di Bello dall’assistente Schenone. Al 90° ci prova Bonazzoli in girata ma il pallone è altissimo sulla traversa. La gara si avvia alla conclusione con i 4 minuti di recupero concessi. Anzi, Di Bello emette il suo triplice fischi finale e la Reggina esce meritatamente sconfitta dall’ “Ossola” di Varese (più per propri demeriti che per meriti altrui) abbandonando ogni qualsivoglia sogno di gloria. Così è! Vero Presidente? Ad maiora.

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Author: Maurizio Gangemi