Serie Bwin, XXXI^ giornata: Reggina-Livorno 2-1

Reggina – Livorno: 2-1. Reggina (5-3-2): Zandrini; Ragusa (dall’88 De Rose), Freddi (dal 30° D’Alessandro), Angella, Emerson, Rizzato (c); Armellino, Rizzo, Barillà; Ceravolo (dal 59° Montiel), A. Viola. In panchina: Belardi, Melara, Di Lorenzo, Colombo. All.: Gregucci. Livorno (4-3-1-2): Bardi; Sini, Knezevic, Lambrughi, Salviato (dal 76° Meola); Belinghieri (dall’82° Schiattarella), Filkor, Luci; Siligardi; Dionisi, Paulinho. In panchina: Mazzoni, Bernardini, Barone, Bernacci. All.: Madonna. Arbitro: Palazzino di Ciampino. Assistenti: Segna di Roma e Del Giovane di Albano Laziale. Quarto uomo: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto. Marcatori: Paulinho al 22°, A. Viola al 34° e Montiel al 75°. Ammoniti: Salviato al 16°, Barillà al 17°, Freddi al 24° e Dionisi all’82°. Corner: 11-4. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.).

Note. Nonostante la bella giornata dal sapore primaverile, all’”Oreste Granillo” si presenta pochissimo pubblico. Come dare torto ai tifosi che, con la loro assenza, protestano silenziosamente ma in maniera assai evidente? E, se non saranno playoff (così come non crediamo saranno), quanti abbonati riuscirà ad avere la squadra amaranto per il prossimo anno? Mah! Per curiosità, ma solo per curiosità, annotiamo che alla 31^ giornata sono 30 le formazioni diverse schierate dal duo Breda-Gregucci. E visto che ci siamo, tanto così per ridere (ancora), intorno al 60° viene diffuso il dato dei presenti allo stadio che recita così: spettatori paganti 296, per un incasso di € 4240 a cui si devono aggiungere i 3407 (?) abbonati la cui quota non è diffusa. C’è qualcosa che non va e ce ne accorgiamo subito facendo ricorso all’hard disk del nostro netbook. Andando a ritroso, esattamente al 17 dicembre 2011, in occasione della gara Reggina-Sassuolo, venne diffuso il dato relativo agli abbonati che, allora, erano 3872. Ma come? Vuol dire che 465 tifosi hanno rescisso il loro “contratto” con la Reggina in questi ultimi 3 mesi? Mah! Roba da Reggina! Cronaca e commento. Primo tempo. Sin dall’avvio, la Reggina prova a prendere in mano le redini dell’incontro con la squadra ospite costretta ad arretrare. La partita è lenta e statica. Il primo sussulto è per i padroni di casa, al 10°, con A. Viola che prova a sorprendere Bardi con un sinistro dal limite che, però, il portiere ospite blocca senza problemi. All’11° è ancora Reggina, è ancora A. Viola. Cross da sinistra di Rizzato e, a centro area, A. Viola prova la conclusione di testa con il pallone che termina ampiamente sul fondo. Un minuto dopo, è il 12°, Emerson prova il colpo a sorpresa con un sinistro teso e forte ma di molto alto sulla traversa. Al 14° calcio di punizione da sinistra calciato da Barillà, palla in area dove Freddi colpisce di testa e, comodamente, serve Bardi. Al 16° ancora punizione calciata da Barillà, palla in area dove un amaranto crolla a terra senza che, però, Palazzino o il suo assistente Segna, rilevino qualcosa di anomalo. La palla giunge a Ragusa proveniente dalle retrovie, tiro teso ribattuto in area e, poi, definitivamente allontanato. La Reggina macina gioco, ma di pericoli il Livorno non ne corre alcuno. Al 22° il Livorno passa in vantaggio. Azione di rimessa degli ospiti, palla a sinistra per Siligardi che crossa in area. Paulinho è attaccante di razza e, di testa, anticipa nettamente Freddi e batte Zandrini alla sua sinistra. Ovviamente Paulinho è bravo ma una grossa mano gli danno in primis Freddi, gravemente in ritardo, e fors’anche Zandrini poco reattivo ed un po’ fuori dalla porta. La Reggina, adesso, è in bambola. Ha dominato nel possesso palla (seppur non concludendo mai pericolosamente), ed alla prima azione offensiva livornese ha preso un gol che, qualora ancora sconosciuti, ha messo in evidenza ancor più chiaramente i limiti tecnici di una squadra che sognava da grande e si è risvegliata piccola piccola. Al 30° Freddi, sulla cui coscienza pesa il gol di Paulinho, si fa male e Gregucci lo sostituisce con D’Alessandro che ne prende il posto anche nello schieramento tattico nella difesa a 5 (da destra Ragusa, D’Alessandro, Angella, Emerson e Rizzato con Ragusa e Rizzato a fungere da pendoli). Al 34° la Reggina pareggia. Rizzo lancia morbido in verticale A. Viola. L’attaccante amaranto si coordina e, di sinistro, indirizza il pallone in diagonale lasciando di stucco Bardi che non può fare altro che vedere il pallone insaccarsi lentamente. Davvero un bel gol, quello di A. Viola, per preparazione, coordinazione e direzione (imparabile) impressa alla palla. Al 41° la Reggina reclama un rigore. Corpo a corpo di Ragusa con Belinghieri iniziato fuori area con la palla in possesso ora dell’uno ora dell’altro giocatore. Per ultimo se ne impossessa Ragusa che, dalla linea di fondo, entra in area con Belinghieri in ritardo che, in maniera che pare evidente, lo aggancia da dietro e lo stende. Anche in questa occasione né Palazzino (lontano) né Segna intervengono per decretare un rigore che ai più appare sacrosanto. Il gioco continua e, sul ribaltamento di fronte, la squadra di Madonna va vicina al raddoppio con Siligardi che batte a rete e Zandrini che vola alla sua destra deviando in corner. Il primo tempo, dopo un solo minuto di recupero, finisce con i fischi dello scarno pubblico presente tutti, meritatamente, per il signor Palazzino. Secondo tempo. Al 47° la Reggina si rende pericolosa con Ceravolo che, però, dopo essersi girato, riesce a colpire ma il suo tiro è deviato in corner da un difensore. Al 50° la Reggina va vicina al vantaggio e non per merito proprio. Crossa da sinistra di Rizzato, Bardi va a farfalle ed il pallone rimbalza sulla testa di Belinghieri terminando la sua corsa in corner ma passando vicinissimo al palo per un quasi clamoroso autogol. Al 52° ci prova Rizzo, tergiversando un po’ troppo, con un destro che termina alto. Al 59° chi va vicino al raddoppio è il Livorno con Dionisi che, ricevuto un cross da destra, dopo una palla persa da Ceravolo, spedisce il suo sinistro al volo contro la rete di protezione dietro la porta di Zandrini. La gara scivola via senza sussulti particolari con le due squadre che provano a duellare di fioretto ma, sembra, senza tanta convinzione. Al 59° Greggucci, che sempre più sta facendo rimpiangere Breda, cambia: fuori Ceravolo e dentro il riesumato Montiel. La Reggina sbaglia tutto ciò ch’è sbagliabile ed anche di più. Montiel si rende protagonista di errori marchiani ed il pubblico non gradisce. Il neo entrato, però, si rifà qualche minuto dopo. E’ il 75° e c’è un calcio di punizione ad una trentina di metri dalla porta difesa da Bardi. Emerson sembra il (pre)destinato alla conclusione diretta di sinistro ed invece al tiro (di destro) ci va proprio Josè Montiel che batte Bardi con un tiro a giro ma teso e piazzato che s’infila a mezz'altezza alla destra del portiere ospite dopo aver aggirato la barriera ospite. Un gran bel gol anche questo. Madonna cambia: al 76° escono Filkor e Salviato ed entrano Morosini (l’unico ex della gara) e Meola. La gara si riaccende improvvisamente con il Livorno che, dopo essere passato in vantaggio, adesso si ritrova a rincorrere una Reggina non certo eccezionale ma, comunque, meritatamente in vantaggio se si tiene conto del possesso palla e delle occasioni create. All’82° Madonna cambia ancora: fuori Belinghieri e dentro Schiattarella. All’88° anche Gregucci effettua il suo terzo ed ultimo cambio: esce il sacrificato Ragusa ed entra De Rose. Adesso è assedio Livorno con la Reggina tutta chiusa a difendere il risultato che, stando così le cose, a quota 46, supera in classifica Brescia (che giocherà lunedì sera) e Sampdoria entrambe a quota 45 e si porta a 3 punti dal sesto posto (dimezzando in un sol colpo il suo svantaggio dall’ultima posizione utile per l’accesso ai playoff). 4 saranno i minuti di recupero ed, ormai, si gioca in una metà campo sola. Il Livorno attacca ma chi va più vicina al gol è ancora la Reggina. Contropiede di Montiel, palla a De Rose che batte a rete rasoterra con Bardi che para. Giusto il tempo di riprendere il gioco e Palazzino emette il triplice fischio finale a sancire il ritorno alla vittoria della squadra di mister Gregucci che, comunque, non convince i più. Vittoria si, ma non al termine di una bella partita e, soprattutto, non godendo di una bella Reggina. 4/5 punti ancora e l'obiettivo è raggiunto, vero Presidente? Ad maiora.

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Author: Maurizio Gangemi