Serie Bwin, XVIII^ giornata: Reggina-Sampdoria 0-0

Reggina – Sampdoria: 0-0. Reggina (4-2-3-1): P. Marino; D’Alessandro, Cosenza, Emerson, Rizzato; Castiglia (dall’80° Barillà), De Rose; Campagnacci (dal 71° Ceravolo), Missiroli, Ragusa; Bonazzoli (c). In panchina: Kovacsik, Adejo, A. Marino, N. Viola, Sarno. All.: Breda. Sampdoria (4-3-3): Romero; Rossini, Gastaldello (dal 73° Laczko), Costa, Rispoli; Dessena (dall’80° Padalino), Palombo (c), Bentivoglio; Foggia, Piovaccari, Bertani (dall’85° Fornaroli). In panchina: Da Costa, Accardi, Obiang, Pozzi. All.: Iachini. Arbitro: Tozzi di Ostia Lido. Assistenti: Vivenzi di Brescia e Ranghetti Chiari. Quarto uomo: Adduci di Paola. Ammoniti: Cosenza al 14°, Emerson al 24°, Costa al 40°, D’Alessandro al 42°, Dessena al 63°, Rossini al 67°, Ragusa al 78° e De Rose all’88°. Corner: 5-6. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Note. Rivoluziona la Reggina, Breda. Non intendendo rinunciare al capitano Bonazzoli (assai poco prolifico con una sola rete realizzata a fronte delle 19 della passata stagione), il tecnico pro-tempore amaranto cambia modulo e uomini. Difesa a 4 e non più a 3 (o, meglio, a 5) con D’Alessandro e Rizzato scesi sulla linea dei difensori ed Emerson ed il riesumato Cosenza centrali (con Adejo ed A. Marino vittime sacrificali). Davanti alla difesa due incontristi (i migliori in rosa) come Castiglia e De Rose con in panchina il troppo pieno di sé N. Viola ed in tribuna lo squalificato Rizzo.

Tra centrocampo e trequarti avanzata trovano posto il fulcro del gioco amaranto Missiroli con, ai lati, Ragusa ed il recuperato dopo l’infortunio Campagnacci (con Ceravolo pronto a subentrare). In attacco il solo Bonazzoli. Breda, evidentemente, si è convinto che le critiche piovutegli addosso dopo i passi falsi contro Albinoleffe e Verona fossero giustificate tanto da trovarsi davanti ad un bivio: o escludere Bonazzoli tornando al trio Missiroli-Ragusa-Ceravolo (con cui si sono ottenuti i migliori risultati stagionali realizzando 19 gol in 3) oppure tenere in campo Bonazzoli ma cambiando la sua “destinazione d’suo” con l’impiego di un nuovo modulo e, quindi, di uomini in grado concretamente di aiutarlo senza ancora alienarlo (Campagnacci, centralmente sulla trequarti, e Missiroli e Ragusa, rispettivamente a destra e sinistra dello stesso Campagnacci). L’unico dubbio è se quella di stasera sia o meno la partita “giusta” per un cambio così radicale. Da segnalare la presenza di una cinquantina di tifosi doriani: 10 nel settore ad esseri riservato (muniti di “tessera del tifoso”, quindi) ed i restanti in tribuna est “scortati” dagli stewart. Cronaca e commento. Primo tempo. Nemmeno il tempo di iniziare che la Reggina perde palla sulla propria trequarti, cross da destra e colpo di testa di Bentivoglio che, fiaccamente, termina lontano dalla porta di P. Marino. Al 5° minuto bella azione amaranto. Campagnacci conquista palla nel cerchio di centrocampo, allarga a sinistra per Ragusa che cede a Rizzato il cui crosso trova Missiroli all’altezza del dischetto del rigore a colpire di testa spedendo, però, il pallone sul fondo. Il pubblico apprezza. Al 7° risponde la Sampdoria. Cross preciso di Costa da sinistra, colpo di testa a colpo sicuro di Piovaccari sul quale è pronto P. Marino a respingere e, poi, un difensore a spedire in corner. Al 9° è Foggia ad impegnare il portiere amaranto calciando “a giro”, P. Marino è attento e para in due tempi. All’11° è ancora Samp. Bertani, poco fuori dal limite, indirizza a rete centralmente un pallone che P. Marino para con sicurezza. La Sampdoria si dimostra squadra in difficoltà ma pur sempre pericolosa. La Reggina, invece, appare in fase di miglioramento dopo le ultime due nefaste prestazioni in trasferta. Al 18° si rivede la Reggina in area doriana. Lungo lancio di Emerson per Campagnacci (nel frattempo spostatosi a destra, con Missiroli al centro) che arriva scoordinato al tiro ed il pallone termina altissimo sulla porta difesa da Romero. Al 22° la Reggina confeziona un’altra buona azione. Cross di Rizzato per Bonazzoli in area. Girata al volo di sinistro del capitano che “apre” troppo con il pallone che finisce sul fondo alla sinistra di Romero. In questo primo quarto di gara, la Reggina appare più tonica e Missiroli si conferma certamente miglior regista di N. Viola tant’è ch’è super marcato dagli uomini di Iachini. Al 24° la Reggina grida al rigore. Lancio lungo, a campanile, verso Bonazzoli che controlla il pallone ed entra in area. Su di lui, come un caterpillar, interviene Gastaldello che lo atterra. Tozzi, già autore di discutibili decisioni, lascia proseguire. I fischi, giustificati, sono tutti per lui che continua a sbagliare salvo poi compensa sbagliando, così, due volte. Non è da meno il suo assistente che opera sotto la tribuna ovesta e che risponde al nome di Vivenzi il quale, sol perché un doriano “chiama” il fallo, alza la bandierina sventolandola “a comando”. Al momento, Tozzi e Vivenzi sono i protagonisti della gara (in negativo, ovviamente). Al 30° clamorosa palla-gol per la Reggina. Cross di Emerson su calcio di punizione da sinistra, la palla è per Ragusa che, solissimo, colpisce il pallone di testa mancando clamorosamente lo specchio della porta. Di positivo c’è, comunque, che la Reggina sembra ben altra cosa rispetto a quella di Bergamo e Verona. La gara s’incattivisce e, come spesso avviene in gara fondamentalmente corrette come questa, la responsabilità è di un arbitro non all’altezza del blasone delle due squadre. Al 32° Emerson ha a disposizione un calcio di punizione centrale. Calcia di sinistro ma non di potenza e la barriera respinge. Un minuto dopo è ancora Emerson a riscaldare la mani di Romero. Il suo tiro è respinto dal portiere doriano e, sulla ribattuta, Ragusa viene pescato in fuorigioco. Breda cambia ancora il tridente dietro Bonazzoli: adesso c’è Ragusa a destra, Missiroli al centro e Campagnacci a sinistra. Al 36° è la Reggina a cercare la via della rete. L’azione parte con Bonazzoli lanciato ma in fuorigioco (Vivenzi compensa sbagliando ancora), la palla, dopo una serie di passaggi, termina a sinistra e, dopo uno scambio con Rizzato, Campagnacci prova il tiro dal vertice sinistro dell’area di rigore. Romero è piazzato e para in due tempi. Al 39° la più ghiotta delle occasioni è per i padroni di casa. Lunghissimo lancio di Emerson a cercare Campagnacci che fa tutto bene, stop e controllo, salvo poi indietreggiare e cercare il tiro “a giro” spedendo il pallone sul fondo. Probabilmente avrebbe dovuto e potuto fare meglio calciando subito dopo il controllo senza perdere tempo e spazio per ripiegare all’indietro. Il primo tempo, dopo un solo minuto di recupero, termina qui. Primi 45 di gioco ben giocati dalla Reggina al cospetto di un avversario, probabilmente in difficoltà, ma mai domo e, comunque, dotato di un ottimo parco giocatori. Secondo tempo. Il secondo tempo si apre con, al 47°, un’occasione per gli amaranto. Calcio di punizione di Emerson da sinistra, palla che attraversa tutta l’area di rigore salvo poi essere diretta a rete da Missiroli sbucato da destra. La palla, però, colpisce in pieno la base del montante di sinistra e ritorna in campo senza ulteriori sviluppi. Un minuto dopo l’occasione per il vantaggio capita a Ragusa che, clamorosamente, la sciupa mandando sul fondo a fil di palo una conclusione apparsa non impossibile. Inizia bene, quindi, la Reggina con piglio ed autorità. D’altro canto sono sue le tre migliori occasioni da rete viste fin qui. Al 50° ci prova De Rose senza particolari pretese con il pallone che termina altissimo rispetto alla porta ospite. Intanto, Breda manda a riscaldarsi Ceravolo, Sarno ed A. Marino. Al 58° altra occasione per gli amaranto. Ripartenza con Campagnacci per Rizzato, corsa lungo l’out di sinistra e cross in area. Romero smanaccia e la palla termina tra i piedi di Ragusa che, scoordinato e da posizione impossibile, prova un improbabile sinistro mandando alle stelle. Male ha fatto l’Under amaranto a non servire il sopraggiungente Missiroli solissimo qualche metro dentro l’area e, certamente, meglio piazzato del compagno. La Reggina, quindi, in quanto ad occasioni da gol, sovrasta nettamente la Samp che, al 60°, prova a replicare con un colpo di testa di Piovaccari che, da due passi, di testa manda fortunatamente alto sulla traversa. La Sampdoria continua nel tentativo di pungere, ma, stasera, P. Marino è attento e finalmente esce dai propri pali. Al 68°, sugli sviluppi un corner da destra, Castiglia prova la girata di testa a rete ma la palla è sul fondo. La partita cala di ritmo, ma la Reggina è sempre attenta e lucida al cospetto di un avversario comunque insidioso. Al 71° Breda cambia: fuori un buon Campagnacci e dentro Ceravolo. Nulla muta nell’assetto tattico con Ceravolo che va a sistemarsi sulla sinistra. Al 72° ci prova il capitano ospite Palombo, su punizione, ma il pallone sorvola la traversa e termina sul fondo. Un minuto dopo anche Iachini cambia: esce Gastaldetto (noie muscolari) ed entra Laczko. Al 75° Emerson, su punizione, scaglia un sinistro teso e potente con Romero abile a respingere e sulla cui ribattuta De Rose manda altissimo. Al 78° penetrazione in area di Ragusa che, poi, cade. Tozzi non ha dubbi e lo ammonisce per simulazione (giusta, stavolta, la decisione arbitrale). Doppio cambio all’80°: nella Sampdoria esce Dessena per Padalino e nella Reggina Castiglia lascia il posto a Barillà. All’83° ennesimo match-ball per la Reggina. Rizzato batte velocemente un calcio di punizione vicino la panchina di Breda per Ceravolo. Cross da sinistra, palla che attraversa l’area di rigore dove Bonazzoli non ci arriva e termina sui piedi dell’accorrente Ragusa che, ancora una volta incredibilmente, colpisce male e manda lontanissimo dalla porta. All’85° Iachini si gioca la sua ultima carta: dentro Fornaroli e fuori Bertani (lo scorso anno dominatore del campionato in forza al Novara). All’87° altra occasionissima. E’ ancora Ragusa a dilapidare quanto di buono fanno i suoi compagni in fase di costruzione. Rizzato raggiunge una palla destinata sul fondo e mette indietro per l’Under che, clamorosamente, liscia il pallone vanificando il tutto. La Reggina non demorde e, all’88°, è Missiroli a “mangiarsi” avversari su avversari per poi arrivare al tiro dal limite dell’area. Romero si distende e riesce a respingere senza ulteriori complicazioni. Sembra una jattura, ma non lo è perché la Reggina in vantaggio non va per la scarsa vena conclusiva dei suoi uomini. Certo, se fosse un incontro di boxe, il ring direbbe che, ai punti, gli uomini di Breda avrebbero vinto di sicuro per la notevole quantità di match-balls sprecati. La Reggina è stanca e, di certo, stasera non le si può rimproverare gli stessi errori commessi nelle ultime due trasferte. Può, senza dubbio, essere rimproverata per le tante, troppe, occasioni da rete prodotte e non sfruttate. Al termine dell’ultimo dei 4 minuti di recupero concessi, Piovaccari, di testa, prova a rendere ancora più amara la serata. E’ bravo, però, questa volta P. Marino a tuffarsi ed a deviare in angolo senza sviluppi. La gara finisce qui. Ennesimo mancato appuntamento con la vittoria per gli amaranto che, banale dirlo, devono lavorare, lavorare, lavorare, lavorare ed ancora lavorare.

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Author: Maurizio Gangemi