17.08.2012. Disponibile, in fase di preinformazione, l’avviso per gli assegni di ricerca che prevedono un percorso di studi all’estero. Impegnati 5 milioni e 700 mila euro. Sul sito della Regione – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – è possibile consultare, in fase di preinformazione (www.regione.calabria.it/istruzione) l’avviso per gli assegni di ricerca che prevedono un percorso obbligatorio di studi all’estero. “Stiamo formando la classe dirigente di domani fornendo maggiori opportunità agli studenti calabresi – ha commentato l’assessore alla cultura Mario Caligiuri”.
Sono stati impegnati 5 milioni e 700 mila euro per i progetti di ricerca presentati dalle università' e dai centri di ricerca. Gli assegni di ricerca hanno la durata di diciotto mesi e prevedono un periodo obbligatorio all’estero, variabile da sei a otto mesi. Il valore di ogni assegno è di quasi 38 mila e 500 euro. I progetti dovranno ricadere in gran parte nei settori prioritari previsti dal Piano Operativo e il 20 per cento è destinato ad altri settori non affini a quelli prioritari. Caligiuri ha affermato che "con il Presidente Scopelliti stiamo fornendo agli studenti calabresi, che sono la nostra migliore risorsa, grandi opportunità per la crescita culturale e professionale. L'investimento nella formazione è quello di maggiore importanza, ma occorre impegno e sacrificio poiché nessun risultato importante si ottiene senza sforzo”. Le domande potranno essere presentate dagli atenei e dai centri di ricerca dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione che avverrà nel mese di settembre. Da quella data, ci sono 45 giorni per concorrere ai finanziamenti. Per ogni informazione ci si può rivolgere alla Dr. Eliana Pugliese (e.pugliese@regcal.it, 0961.852092). L’Assessore all’Ambiente Pugliano replica a Goletta Verde. L’Assessore regionale all’Ambiente Francesco Pugliano in merito ai dati forniti da Goletta Verde sul mare calabrese ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Visto che si tenta di far passare i dati di Goletta Verde come se fossero validati dalla massima autorità scientifica che certifica lo stato di salute del nostro mare, quando essa stessa conferma che l'85% dei controlli effettuati riguarda campioni prelevati alla foce di fiumi, torrenti o scarichi di depuratori e, nello stesso tempo, con giudizi artefatti che smentiscono gli stessi dati, le domande nascono spontanee. A chi giova distorcere la lettura e la valutazione dei dati presentati dal Rapporto 2012 di Goletta Verde e farli passare, in maniera marchiana e mistificatrice, quale termometro dello stato di salute del nostro mare? Perché questa crociata contro una regione che tenta in tutti i modi di riprendersi da una politica cinquantennale di sfruttamento delle sue risorse da parte di imprese insensibili ed irresponsabili nei confronti dell'ambiente e della salute dei calabresi? Sarà perché ai calabresi è stata tolta anche la forza di indignarsi, di fronte ai più evidenti abusi o pregiudizi? O perché si sfrutta il difetto calabrese della divisione culturale e politica, che addormenta l'orgoglio di appartenenza e che trova sempre chi plaude a coloro che macchiano ed imbrattano l'immagine della Calabria, per poterne addebitare la responsabilità a chi amministra? O, per caso, perché la propensione degli italiani ad individuare ancora la Calabria, quale meta da programmare per le proprie vacanze, da fastidio a chi vorrebbe guidare o condizionare i flussi turistici verso regioni del nord? Limitare il controllo delle acque destinate alla balneazione alle foci dei fiumi – ha aggiunto l’Assessore Pugliano – non è sicuramente ‘monitoraggio ambientale’, non ne ha valenza scientifica, né statistica ma, al contrario, inficia e distorce il dato reale. Estendere una criticità verificata sul dato analitico (foce del fiume o torrente) che, tra l'altro, la normativa vigente indica come area non balneabile, a determinare un giudizio negativo su chilometri di costa che godono di acque cristalline e pulite, appare delittuoso, tanto quanto inquinarle. Ma, comunque, volendo esaminare i dati di Goletta Verde, senza entrare nel merito della discrezionalità con cui vengono individuati i punti di controllo nelle diverse regioni od il numero di campioni prelevati, senza criteri oggettivi ed uniformi, senza riferimento alcuno alle diverse orografie territoriali, alla portata, alla lunghezza, ai percorsi dei fiumi che vengono monitorati, l'assegnazione della Bandiera nera alla Calabria appare incomprensibile ed inspiegabile. Infatti, per usare la metafora calcistica, sia che la classifica sia determinata dal rapporto tra campioni inquinati e chilometri di costa, sia che sia determinata dal rapporto tra campioni inquinati e campioni prelevati, la Calabria dovrebbe occupare un posto di media classifica e non scendere in serie B. Salvo che non la si voglia fare scendere d'ufficio, a tavolino, per sentenza, come prova a fare Goletta Verde. Il controllo vero, completo, imparziale, oggettivo ed uniforme, sullo stato di salute del mare, viene assicurato dalle diverse ARPA regionali, con cadenza mensile da aprile a settembre, coerentemente a quanto disposto dalle normative nazionali, che recepiscono direttive europee. Tali norme – ha poi aggiunto l’Assessore Pugliano – impongono regole fisse, rigide ed uguali per tutti, dal calendario dei campionamenti all'applicazione dei metodi analitici, alla trasmissione dei dati sul Portale Acque, alla comunicazione tempestiva dei dati sfavorevoli ai Sindaci dei territori interessati, per i relativi provvedimenti, ed al Ministero della Salute. I punti di prelievo di campioni per monitorare lo stato di salute del mare, per ogni regione, è di circa uno ogni chilometro di costa /1/km, mentre per Goletta Verde oscilla a fisarmonica, da un punto di prelievo ogni sette chilometri del Molise (1/7 km), ad un punto di prelievo ogni ottantasei chilometri della Sardegna (1/86 km). In Calabria su 670 chilometri di costa balneabile i punti di prelievo utilizzati da Arpacal sono 651 (quelli di Goletta Verde sono 24) per un totale di 7812 analisi, con intensificazione dei controlli quando i risultati ottenuti non sono conformi ai limiti imposti dalla normativa. Da tale intensa e costante attività si conferma un livello qualitativo eccellente per il 95% delle acque di balneazione della Calabria. E' indubbio che si può e che si deve fare di più per tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini, che occorre dare centralità alle politiche ambientali nelle agende programmatiche di tutte le istituzioni, per poter sviluppare una nuova coscienza ambientale, un rapporto più responsabile e rispettoso tra uomo ed ambiente. La Regione Calabria ne è cosciente. Non a caso il Presidente Scopelliti ha dato priorità alle politiche ambientali, ed in particolare al sistema della depurazione, nella destinazione delle risorse finanziarie per la Calabria, attraverso il Piano per il Sud. I 160 milioni di euro impegnati, per la prima volta, esclusivamente al superamento delle infrazioni comunitarie, aperte nei confronti della Regione Calabria dal 2003 e che hanno già prodotto sentenza di condanna in Corte di Giustizia Europea – ha concluso l’Assessore regionale all’Ambiente Pugliano – sono la prova di un impegno reale a rendere efficiente il sistema della raccolta delle acque reflue e della depurazione, per migliorare lo stato di salute dell'ambiente e, quindi, del mare, nonché la qualità della vita dei calabresi”. 18.08.2012. L’Assessore alla Cultura Caligiuri: “valorizzare l’archeologia subacquea in Calabria”. "L'archeologia subacquea rappresenta un ulteriore tesoro della Calabria del quale si e' sempre parlato poco ma che invece rappresenta prospettive interessanti". E' quanto ha dichiarato l'Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, commentando i recenti recuperi presso i fondali dell’Isola di Dino a Praia a Mare di un’antica anfora e di un ceppo d’ancora in piombo di epoca romana imperiale. E' il risultato di un'azione congiunta del Parco Regionale Marino "Riviera dei Cedri", Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, Comune di Praia a Mare e Capitaneria di porto di Maratea. L’Assessore Caligiuri – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta – evidenziando la proficua e doverosa collaborazione istituzionale, ha ribadito come le aree marine protette rappresentino una porzione rilevante dell'intero territorio regionale. Negli anni passati, con finanziamenti ministeriali e regionali sull'archeologia marina in Calabria si e' lavorato alla mappa subacquea dell'area di Capo Colonna, alla ricostruzione virtuale dei fondali, a numerosi studi sulla corrosione dei materiali. "Nei poli regionali dell'innovazione per la ricerca applicata – ha aggiunto l’Assessore Caligiuri – è prevista l'area dei beni culturali e ci attendiamo risultati significativi anche nella direzione dell'archeologia marina. Inoltre, nella parte programmatica dei completamenti dei beni culturali, che verrà presto sottoposta all'attenzione della Giunta Regionale, e' previsto un apposito studio sulle potenzialità del settore". Inoltre, l'Assessore Caligiuri ha previsto sul tema un'azione continuativa di per poter sviluppare le prospettive e valorizzare il patrimonio e le ricerche esistenti. Infine, Caligiuri ha contattato lo studioso Giorgio Chiappetta che ha scoperto l'anfora nei pressi dell'isola di Dino per complimentarsi, anche a nome del Presidente Scopelliti, per la sua attività nell'interesse della scoperta e promozione dei beni archeologici marini della regione. Come si ricorderà, proprio nelle aree archeologiche della regione e' in corso il progetto "Calabria Jones" che sta coinvolgendo per quest'anno oltre 4 mila studenti delle scuole medie. A settembre verrà rinnovato il bando per l'alta formazione che prevederà corsi di perfezionamento e specializzazione per accademie delle belle arti e tecnici del restauro. 19.08.2012. L’Assessore regionale all’Ambiente Pugliano replica al Vicepresidente di Legambiente. L’Assessore regionale all’Ambiente Francesco Pugliano – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta – in merito alla nota del Vicepresidente di Legambiente, ha dichiarato: “Dalla risposta del Vicepresidente di Legambiente vengono alquanto rafforzate le nostre convinzioni sulla mistificazione della lettura e della valutazione dei dati presentati nel Rapporto 2012 di Goletta Verde. Intanto perché, in tale risposta, c'è una virata evidente sulla rotta indicata fino ad oggi da Goletta Verde, che portava alla denuncia dei mari più inquinati, e adesso la si indirizza verso l'inadeguato sistema della depurazione. Sarebbe stato meno irresponsabile – ha aggiunto l’Assessore Pugliano – stilare una graduatoria di regioni più o meno virtuose nel campo della raccolta e della depurazione delle acque reflue, rispetto agli annunci deflagranti, su tutti gli organi di stampa nazionale, di mari inquinati. Dichiarare, oggi, “che nel Rapporto di Goletta Verde non si è parlato di acque di balneazione, perché su quelle la competenza è di Arpacal”, che ne certifica uno stato qualitativo rassicurante, ci indigna ulteriormente e ci rinnova la domanda su quale mare si è misurato il livello di inquinamento. In secondo luogo, chiarito che si tratterebbe di una graduatoria sul funzionamento del sistema di depurazione, ci saremmo aspettati, dal vice-Presidente di Legambiente, almeno una spiegazione rispetto alla formula matematica utilizzata per assegnare i posti in classifica, visto che, nonostante più ricerche, non riusciamo ad individuarne una che assegni l'ultimo posto alla Calabria. Registriamo, anche oggi, però, una dichiarazione poco seria e responsabile, seppur riferita a dati Istat, rispetto alla quale, in Calabria, quasi due milioni di abitanti scaricano i loro reflui direttamente nei fiumi e nel mare, sapendo che due milioni sono i cittadini che risiedono in Calabria. Altra cosa – ha successivamente dichiarato l’Assessore Pugliano – è dichiarare che la Calabria è, insieme ad altre sette regioni italiane, in ritardo rispetto ai termini stabiliti dalla Unione Europea, per adeguare i sistemi depurativi in generale ed in particolare quelli appartenenti agli agglomerati con oltre 15 mila abitanti. Per quanto attiene i 18 agglomerati calabresi, coinvolti nella sentenza della Corte di Giustizia Europea, voglio segnalare, non tanto al Vicepresidente di Legambiente quanto agli onorevoli soloni, intervenuti a difesa di Goletta Verde e dei suoi giudizi pur di attaccare il Presidente Scopelliti, che le infrazioni comunitarie che hanno portato a tale sentenza sono aperte dal 2003 e che le diffide sono pervenute alla Regione nel 2005 e 2009. Al Governatore Scopelliti – ha concluso l’Assessore regionale all’Ambiente Pugliano – invece, va riconosciuto il merito di aver dato, sin dal suo insediamento, con grande responsabilità e diversamente dal passato, la massima priorità al superamento di tali infrazioni, destinandovi 160 milioni di euro di risorse finanziarie del Piano per il Sud, per evitare di far coinvolgere la Calabria al pagamento delle elevate multe e, principalmente, per migliorare lo stato di salute dell'ambiente calabrese e, quindi, ridurre i rischi per la salute del mare e dei cittadini calabresi”. Replica e precisazioni D.G. dip. 10 Bruno Calvetta. “In relazione alle notizie diffuse a mezzo stampa da diverse testate giornalistiche, preciso di svolgere esclusivamente l'incarico di dirigente generale del dipartimento 10 della Regione Calabria conferitomi dalla Giunta e dal Presidente e che pertanto non corrisponde al vero che stia svolgendo alcun incarico per conto della SSPA dal 18 giugno 2012 nè di aver mai avuto altri rapporti professionali, né a titolo gratuito né remunerati neanche in via retroattiva, con la medesima istituzione. Peraltro, nella mia qualità di dirigente pubblico con esperienza ultra trentennale, ho svolto e continuo a svolgere attività di insegnamento, sia a titolo gratuito che a titolo remunerativo, incarichi provvisori ed anche singole "testimonianze" presso diverse Università italiane sempre previa autorizzazione da parte della p.a. presso la quale svolgo le mie funzioni. Preciso che l'incarico svolto presso la LUISS è consistito in una sola lezione/testimonianza, regolarmente autorizzata ai sensi del Dlgs 165/2001 dalle amministrazioni di appartenenza e che, allo stato, non ho alcun rapporto nè incarico professionale con l'Università LUISS. Pertanto, comunico di aver dato mandato ai miei legali affinché esperiscano in ogni sede ogni utile azione a tutela della mia sfera personale e professionale”. Il D.G. del dipartimento 10, Avv. Bruno Calvetta.