Reggio di Calabria: Globo Teatro Festival, venerdì 10 in scena la “Lunga notte di Medea” di Corrado Alvaro

(220) Tutto succede in una Lunga Notte. Il tempo scandisce l’attesa di Medea. Al tramonto è un’attesa carica di speranza ma presto inquietanti premonizioni iniziano ad echeggiare il tradimento di Giasone.

 

La “celeste vagabonda” incalza con il suo chiarore lunare per preparare una grigia alba di abbandono. E il tempo scorre sempre più cupo e doloroso finché la notte insonne si apre al tragico preludio di morte.

 

Info biglietti:

Prezzo unico € 10. 

Biglietteria Teatro Francesco Cilea Info: 0965/312701-895162. Acquista subito online: . http://bit.ly/1NL1mGJ 

 

Info spettacolo: 

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=vCYZowGzpd.

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Di Corrado Alvaro, regia di Americo Melchionda.

Tra gli interpreti: Maria Milasi (Medea), Anna Maria De Luca (Nosside), Hal Yamanouchi (Creonte), Americo Melchionda (Giasone),  Alessio Praticò (Egeo), Giada Vadalà (Layalè), Irene Polimeni (Perseide), Francesco Spinelli (Il Nunzio), Chiaraluce Fiorito, Maria Marino (Donne Ammantellate), Marco Marra, Domenico Iaria (Figli Di Medea), Aidai Uranbekova (Creusa), Adriana Eloise (Guardiano di notte). Musiche originali: Aldo Gurnari; costumi: Maria Concetta Riso; progetto scenografico: Virginia Melis; disegno luci: Gennaro Dolce; fonico: Antonino Neri; inserti video: Ram Film; produzione: Officine Jonike Arti/Globo Teatro Festival. 

Dalle note di regia.

Il dramma dell’esclusione che può generare in ogni momento e in ogni luogo atti estremi e disperati, è fatalmente e prepotentemente attuale. I corsi e ricorsi storici ci insegnano a rimanere vigili e ad imparare ad allontanarci dagli errori del passato, da quegli atti di cieca intolleranza che in ogni tempo hanno disumanizzato l’uomo trascinandolo nell’aberrante epilogo della guerra. […] “Ho voluto portare in scena lo straordinario testo dello scrittore calabrese Corrado Alvaro con l’aiuto di mezzi espressivi eterogenei che siano in grado di correre organicamente alla sua resa emozionale. Lo spettacolo è sviluppato attraverso una commistione stilistica di prosa e filmati, una simultanea fusione che porta alla ribalta anche alcuni personaggi nel testo presenti ma non rappresentati (come Creusa e il Popolo di Corinto) oppure la lacerazione dell’attesa di Medea che genera nella mente della protagonista visioni premonitrici e flashback di ritorno o ancora i figli di Medea i cui primi piani e dettagli colgono lo stato dell’età dell’innocenza ancora ignara della crudeltà a cui l’uomo può arrivare… Quale paese civile, si chiede Medea, può giustificare l’abbandono della sposa e dei figli, lo spegnimento del focolare domestico, la distruzione di una casa consacrata da una famiglia per ottenere un regno. Cos’è essere civili? Ed essere Umani? I poteri sovrumani di Medea che tutti temono non possono niente per sé stessa. Medea crede di “abitare” una nuova patria e trasforma sé stessa per tentare un’integrazione. Scacciata da Creonte, si rivolge in supplica al fuoco di Prometeo per ottenere non più cose tremende ma soltanto una nuova patria, un nuovo focolare domestico per i suoi figli, ma la fiamma divina non risponde più. “ Non rispondi più a Medea? Non puoi, tu dici. Questo può farlo soltanto l’uomo, tu dici. Gli Dei hanno lasciato questo all’uomo, gli Dei rispettano l’uomo, sta all’uomo rispettarsi dello stesso rispetto degli Dei. Tu puoi distruggere, ma vivere umanamente può soltanto l’uomo”. Questo, a mio avviso, è il grande messaggio dell’opera di Corrado Alvaro. L’uomo deve tornare a vivere umanamente…”

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Author: Maurizio Gangemi