(3) Stamane Reggio di Calabria si è svegliata con un nuovo Sindaco: è Giuseppe Falcomatà. Il più giovane Sindaco della storia reggina ha stravinto la competizione contro il suo maggiore antagonista oppostogli da quel poco che resta del centrodestra. Netta, chiara, ineluttabile, preventivata ed avvenuta, la vittoria del giovane emergente al cospetto degli altri 8 candidati alla carica di primo cittadino che la Città ha espresso.
E’ stato facile, a dire il vero, per quel Giuseppe che conosciamo da quand’era bambino (lui lo era, noi per sfortuna eravamo già ragazzi cresciuti). Ha vinto il cambiamento, ha vinto la forte delusione di una Città negli anni scorsi ingannata, offesta, vituperata (fors’anche violentata). In molti sapevamo che Giuseppe avrebbe vinto, compresi i rimasugli di un centrodestra che ha governato la Città dal 2002 al 2012 e che, di fatto, ha fornito l’assist all’ex Ministro Cancellieri a commissariarla per 2 lunghissimi ed assai tormentati anni. Lo sapeva il centrodestra allorquando ha schierato Lucio Dattola (Presidente della Camera di Commercio reggina) riproponendolo come vittima sacrificale come fece molti anni fa allorquando presentò Antonino Monorchio al cospetto di Italo (padre di Giuseppe e Sindaco della “Primavera di Reggio”). Se al centrodestra “piace perdere facile” per la seconda volta nella storia di Reggio, al centrosinistra certo questo non può dispiacere. I dubbi manifestati dai più allorquando Forza Italia presentò il candidato a Sindaco Dattola, frutto della diatriba Berlusconi-Alfano ed a livello locale Raffa-Scopelliti, hanno trovato riscontro durante lo scrutinio. Come detto è netta la vittoria di Falcomatà e lo dicono i numeri a certificare quanto si sapeva già con molto anticipo. Quando dal sito della Prefettura http://www.prefettura.it/reggiocalabria/static/elezioni/2014-10-26/amminis/amm141026/G0670630.htm apprendiamo che sono state scrutinate 197 delle 218 sezioni sul territorio reggino il dato è davvero inconfutabile: Falcomatà 51115 voti (pari al 61,24%), Dattola 22712 voti (pari al 27,21%) a fronte di una percentuale totale di votanti pari al 64,93% degli aventi diritto. Partiamo da quest’ultimo dato: un reggino su 3 non è andato a votare. E non è poco, anzi! Questo significa almeno un paio di cose: che un reggino su 3 non crede più nella politica dei politicanti e, cosa molto più grave e che andrebbe analizzata seriamente, come si suol dire a queste latitudini “se ne fotte” di ciò che gli succede attorno. E giacchè, giocoforza, volenti o nolenti, è la politica a determinare molti avvenimenti della nostra vita di cittadini, fottersene della politica vuol dire fottersene di se stessi. Reggio è (anche) questa! Una Città strana. Una Città in cui molti si lamentano dell’acqua non potabile, della spazzatura non raccolta, delle tasse locali ormai ai massimi storici, della disoccupazione giunta a livelli impensabili, del dissesto delle strade, della puzza che la sporcizia lascia dietro di se e di molte altre problematiche che rendono i servizi ai cittadini assai vicini allo zero. Ma, al contempo, è una Città la cui comunità è distratta, svogliata, egoista e così tanto priva di educazione civica da decidere di “non decidere” delegando gli altri ma… Ma criticando, disprezzando, condannando e biasimando le scelte altrui delegati, però, dalla propria ignavia sociale e culturale. Capiamo la delusione, la disillusione e l’incazzatura ma s’è vero com’è vero che la democrazia prevede il diritto di voto e, quindi, di scelta, rinunciarvi vuol dire subire. Solo che al mutismo, spesso, non segue la rassegnazione ma le accuse e le rimostranze. Si dimentica una cosa, una verità semplicissima ma difficile da accettare: chi non vota non ha titolo ad aprire bocca. Deve tacere così come ha fatto disertando le urne. Senza repliche o “se” e “ma”. Il diritto-dovere dell’espressione tramite il voto è sacrosanto, chi vi rinuncia abbia, poi, il ritegno di starsene zitto. Sia ben chiaro: chi scrive non ha votato per Giuseppe Falcomatà. Non lo ha fatto semplicemente perché l’idea politica del neo Sindaco è diversa dalla nostra. Ma, al contempo, chi scrive sapeva e sa perché Falcomatà ha (stra)vinto: un po’ per meriti suoi e molto più di un po’ per demeriti altrui. Dattola, persona perbene certamente, ma espressione di chi (in concorso) ha portato Reggio ai minimi storici (i Commissari hanno dato alla Città il cosiddetto colpo di grazia), sapeva a cosa andava incontro (non crediamo affatto che, seguendo la “linea” da molti della sua area politica utilizzata all’occorrenza, potesse o possa dichiarare che, quanto successo, sia avvenuto “a mia (sua, n.d.r.) insaputa”. No, non crediamo lo faccia. Invece, visto che da appena rieletto Presidente della Camera di Commercio (molti lo hanno criticato ma, secondo noi, ben sapendo della sconfitta elettorale, è stato lungimirante a ricandidarsi alla guida dell’Ente reggino) avrà a che fare con il nuovo Sindaco, pensi a costruire con lui e con gli altri soggetti deputati a farlo una Nuova Grande Reggio. Al neo Sindaco, invece, rivolgiamo un sincero augurio di buon lavoro. Sappia tenere in mente sempre, durante il corso del suo mandato, gli interessi di Reggio e dei Reggini. Non ceda alle lusinghe di quanti gli si pareranno a mò di zerbino sostenendo tesi facilmente smontabili. Non ascolti le sirene di intere famiglie di professionisti avantieri con la sinistra, ieri con la destra ed oggi pronti camaleonticamente a prostrarsi dinnanzi a lui giurando che il proprio ieri è stato un errore di valutazione. Reggio non ha bisogno di leccaculi, non ha bisogno di faccendieri e portaborse, non ha bisogno di ricattatori, non ha bisogno di mentori, non ha bisogno di tutori, non ha bisogno di uomini e donne genuflessi, compromessi e, per questo, tenuti sotto scopa. In bocca al lupo, Giuseppe!