
(545) Sì, il titolo potrebbe essere fuorviante. La realtà è che “La Razza Eletta”, romanzo di esordio di Damiano Sofo, edito da Valletta Edizioni, tratta un argomento che nulla ha a che vedere con l’immaginario evocato dal titolo.
Lo spunto è l’ambito lavorativo dello scrittore esordiente, la pubblica amministrazione, groviglio di interessi e pregiudizi che riguardano più o meno tutti i cittadini. Chi di noi, avendo a che fare con gli uffici pubblici e con il “dipendente statale”, non è mai caduto nella trappola di giudicarlo fannullone, incapace, e soprattutto troppo dedito alla pausa caffè? Tutti! Perfino chi ci lavora. L’autore reggino, che si guadagna da vivere facendo il cancelliere per il Ministero della Giustizia, con questo romanzo, si pone un obiettivo: riabilitare il dipendente pubblico e quindi anche se stesso, in un esercizio quasi catartico, e la pausa caffè. E lo fa immaginandosi una trasposizione della realtà attuale nel 2420. Anno in cui, finalmente, un capo del governo appena insediato, con coraggio e determinazione decide di mettere in atto il più geniale e misterioso programma di riforma della pubblica amministrazione, mai attuato, sebbene pronto già dal 2008, programma chiamato appunto “La Razza Eletta”. Ciò determina il risvegliarsi di frange terroristiche estremiste che temono, dalla realizzazione del programma, un ulteriore e definitivo abbattimento dei diritti dei pubblici dipendenti, soprattutto della tanto amata “pausa caffè”. Tutto il racconto è incentrato su questa vicenda, in cui personaggi paradossali si alternano ad altri, più o meno credibili e riconoscibili, con una lettura gradevole spensierata e ironica in cui la satira non lascia mai l’amaro in bocca. L’impegno è arduo, perché scardinare il pregiudizio, talora giustificato, che accompagna da sempre l’impiegato statale non è per nulla facile. Tuttavia la lettura del libro, mette in luce le contraddizioni che da decenni permeano il campo della retorica, per certi versi stucchevole, intorno alla problematica della produttività del dipendente pubblico. I pregiudizi, i luoghi comuni, le battaglie politiche pro e contro l’impiegato statale, ne sono al contempo fondamento e struttura evolutiva. La Razza Eletta, di Damiano Sofo, offre una lettura garbata e piacevole, non impegnativa e per nulla affannosa, di quelle che accompagnano le serate in riva al mare, o un tramonto in veranda. Una lettura che tuttavia regala spunti di riflessione, attraverso il sorriso autoironico – mai di autocompiacimento – che, chi conosce un po’ l’autore, sa appartenergli.