(442) Dopo Giacomo Matteotti, splendida figura di antifascista, i giovani dell’Associazione Culturale Anassilaos propongono martedì 15 luglio alle ore 21,00 presso il Chiostro di San Giorgio al Corso un omaggio a Piero Gobetti,
nato nel 1901 e morto a Parigi nel 1926, all’età di appena venticinque anni, che fu un accanito antifascista sia sul piano culturale che su quello politico che analizzò attentamente e acutamente il fenomeno fascista considerandolo una rivelazione dei mali storici dell’Italia. Egli fu un liberale intransigente, distante da quel liberalismo parolaio che di fatto aprì la via al regime fascista e scontò il suo coraggio con vessazioni morali e aggressioni fisiche che lo condussero a morte precoce. Appena diciasettene fondò nel 1918 e diresse (fino al 1920) il periodico Energie nuove; fu critico teatrale e letterario di Ordine nuovo, il periodico fondato da Gramsci; nel febbraio del 1922 fondò il settimanale Rivoluzione liberale, una rivista di storia e cultura e, soprattutto di riflessioni politiche, che cessò le sue pubblicazioni nel 1925 sulle cui pagine trovarono spazio i più significativi intellettuali del tempo (Antonio Gramsci, Giustino Fortunato, Luigi Sturzo ed altri). Qui si trovano le sue più acute rifessioni sulla storia recente d’Italia, dal Risorgimento, rivoluzione politica promossa da un elite e quindi mancata a causa della assenza delle masse e privo di un concreto rinnovamento delle coscienze, il cui frutto amaro era il fascismo, che non poteva essere dunque considerato soltanto una “parentesi” delle storia del Paese. Egli si sforzò dunque di ovviare a tali “deficienze” strutturali promuovendo una azione culturale, prima che politica, di conciliazione delle masse socialiste e comuniste con il liberalismo, esaltatore della libertà e influenzando, così, talune correnti della politica italiana e in particolare il movimento di "Giustizia e libertà". A introdurre l’incontro sarà il Presidente di Anassilaos Giovani Tito Tropea. Il Prof. Antonino Romeo analizzerà invece la figura e l’opera di Piero Gobetti.