“Riferimenti”: allarme “normalizzazione” a Reggio Calabira

Riceviamo e pubblichiamo. La protesta delle donne di ‘ndrangheta davanti al tribunale di Reggio Calabria a proclamo dell'innocenza dei propri uomini, lancia un segnale inquietante quanto allarmante. Il Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” lancia l'allarme e denuncia a Reggio Calabria un tentativo di restaurazione del sistema. "Siamo convinti – afferma la presidente Adriana Musella (nella foto con il Procuratore Grasso) – che stiamo andando verso la cosiddetta normalizzazione. Chi ha vissuto a Palermo gli anni novanta può rendersi conto dei corsi e ricorsi della storia. Da una parte si trasferisce il Procuratore della Repubblica Pignatone nel bel mezzo di delicatissime indagini che coinvolgono politica, affari e ‘ndrangheta,dall'altra il capo della mobile reggina Renato Cortese tra poco sarà destinato ad altra sede così anche il questore Casabona. Nel frattempo la ‘ndrangheta osa protestare contro la magistratura proprio mentre qualcuno dalle Istituzioni rimprovera ai magistrati di fare passerella e denigra l'associazionismo antimafia. Sempre qualcuno dice di non essere d'accordo con le affermazioni del Procuratore Grasso secondo il quale la 'ndrangheta è un'istituzione e ancora che è l'antimafia a demonizzare il fenomeno che danneggerebbe l'immagine della Calabria.

Orbene, poichè questo film l'abbiamo già visto, esprimiamo la nostra seria preoccupazione per quanto sta avvenendo nella provincia di Reggio Calabria che di lotta alla mafia non ha nessun sapore ma preannuncia destabilizzazione".

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Author: Maurizio Gangemi