“Non solo Bronzi… Il contemporaneo in Calabria”: Catanzaro, il MARCA – Museo delle Arti Catanzaro

La Calabria spesso conosciuta per le sue peculiarità paesaggistiche, il mare azzurro e le fitte montagne, per il suo buon cibo, è anche una terra ricca di cultura. La storia la conosciamo tutti: la colonizzazione greca, l’arrivo dei romani ed il susseguirsi di dominazioni e di regni che ne fanno una terra di confine tra oriente e occidente ed un vero crogiolo di culture. Le vestigia del passato oggi sopravvivono ancora più o meno intatte, ma ciò che non ci si aspetta dalla Calabria è che, all’interno delle travagliate vicende del contemporaneo, ci siano attori capaci di agire positivamente, creando piccole oasi di bellezza e cultura, in barba alla perifericità rispetto ai centri ufficiali dell’arte italiana.

Quella che chi scrive intende avviare è una breve rubrica sulla cultura contemporanea in Calabria, che vuole essere uno stimolo per i calabresi a vedere oltre le mille difficoltà quotidiane di una terra economicamente povera, ma ricca di spirito d’iniziativa, di idee valide e di giovani entusiasti. La rubrica sarà suddivisa tra luoghi, come musei, gallerie, fondazioni, e persone, quindi artisti e imprenditori. MARCA – Museo delle Arti Catanzaro. Passeggiando tra le strade del centro di Catanzaro è possibile imbattersi in un bell’edificio dell’inizio del ‘900, restaurato di fresco. La curiosità che fa avvicinare il visitatore lo porta a scoprire che il palazzo, un tempo sede di una tipografia e di un istituto per sordomuti, ospita oggi il MARCA: Museo delle Arti di Catanzaro. Il Museo ospita al suo interno una collezione di arte pittorica e di arte plastica con opere che vanno dal XVI al XIX secolo , caratterizzata da una evidente tensione tra locale e internazionale. Nella collezione sono, infatti presenti opere di artisti che  seppur nati e formatisi ai margini dei centri dell’arte, hanno saputo mediare tra il territorio locale e l’Europa, tra questi: Antonello da Saliba, seguace di Antonello da Messina; di Battistello Caracciolo, uno dei più fedeli e raffinati caravaggisti italiani; di Mattia Preti, nato a Taverna, ma affermatosi nei centri del barocco come Roma, Napoli e Malta; di Andrea Cefaly, artista di Cortale, che nell’ Ottocento avrebbe aperto una scuola di pittura avrebbe trasformato Catanzaro in un centro d’arte di notevole importanza; di Francesco Jerace, scultore di Reggio Calabria, le cui opere costituiscono la parte più consistente della gipsoteca. Il MARCA non è tuttavia solo arte moderna, ma anche e soprattutto un centro di sperimentazione contemporanea. Grazie alla collaborazione con il critico e curatore piemontese Alberto Fiz, il Marca nel 2008 ha avviato un programma complesso di mostre, inauguratosi con la retrospettiva dedicata alla produzione su lamiera del maestro del decollages Mimmo Rotella,e proseguito presentando l’opera di artisti internazionali come Alex Katz, Antoni Tàpies, Dennis Oppenheim, Evan Penny, e di maestri italiani come Alessandro Mendini, Michelangelo Pistoletto, Mauro Staccioli, Enzo Cucchi e i giovani Perino e Vele. Ciò che fa del MARCA un progetto lungimirante ed ambizioso è la volontà di creare una rete internazionale, grazie alla collaborazione con importanti artisti ed istituzioni culturali, pur senza dimenticare il territorio in cui nasce. Sono, infatti numerosi i progetti radicati nel territorio, come Intersezioni, manifestazione con la quale ogni anno artisti contemporanei vengono chiamati ad intervenire nello splendido Parco archeologico di Scolacium, aprendo un dialogo tra passato e presente, e il MARCA Open, sezione all’aperto del museo ospitata all’interno del Parco della Biodiversità Mediterranea, dove sono collocate le sculture, precedentemente esposte ad Intersezioni, tra queste le opere di Tony Cragg, Jan Fabre, Mimmo Paladino, Wim Delvoye, Marc Quinn, Mauro Staccioli, Dennis Oppenheim, Michelangelo Pistoletto. Il legame col territorio è ribadito anche dalla promozione annuale di una borsa di studio per un artista calabrese, in collaborazione con la Dena Foundation di New York. I vincitori per gli anni 2011 e 2012 sono stati rispettivamente  Domenico Cordì e  Santo Alessandro Badolato. Entrambi hanno avuto accesso all’ International Artists Residency del newyorchese Omi International Arts Center. Il MARCA lo scorso 25 Settembre ha annunciato in una conferenza stampa il suo programma per la prossima stagione: in autunno una retrospettiva sull’artista di Pizzo Calabro, Angelo Savelli e in primavera una grande collettiva. In quest’ultima occasione ad esporre saranno chiamati artisti di generazioni differenti – come Jannis Kounellis, Anselm Kiefer, Giulio Paolini, On Kawara, Dennis Oppenhiem , Emilio Isgrò, William Kentridge, Pascal Martin Tayou, Luigi Ontani, Candida Hofer, Stefano Arienti, Mark Dion, Robotlab – che si dovranno confrontare con il tema del libro. Il tema sembra essere non nuovo alle grandi collettive, infatti quella del libro è stata una presenza notevole all’ultima edizione di Documenta di Kassel, diretta da Carolyn Christov- Barkagiev e  conclusasi lo scorso 16 Settembre. Qui il libro è stato protagonista delle  opere di Michael Rakowitz che ha messo in mostra i libri bruciati in seguito ai bombardamenti del  1941, all’interno del Museo Fridericianum, sede storica della manifestazione; di  Paul Chan che ha trasformato copertine di libri usati in supporti per piccoli dipinti; di Emily Jacir che ha fotografato i volumi della Biblioteca Nazionale Ebraica di Gerusalemme, un tempo appartenuti a biblioteche, istituzioni e cittadini palestinesi; di Mark Dion che ha all’interno di una libreria esagonale ha esposto i quaderni in legno di Carl Schildbach. Infine, se in attesa che la nuova stagione del MARCA si inauguri, siete colti dal sacro fuoco dell’arte, il 6 Ottobre, in occasione dell’ottava Giornata del Contemporaneo, avrete la possibilità di visitare gratuitamente il museo e di vedere l’edizione 2012 di Intersezioni, che quest’anno ha ospitato l’opera dell’artista francese Daniel Buren. Per maggiori informazioni potete collegarvi al sito: http://www.museomarca.info/ e http://www.intersezioni.org/.

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Author: Maurizio Gangemi