di Adriana Musella*. “Al processo sulla cosiddetta “trattativa Stato-mafia” in corso a Palermo è accaduto qualcosa di strano, sconcertante e spiacevole: sono state escluse dalla costituzione di parte civile associazioni che in campo nazionale portano il vessillo della lotta alla mafia quali il Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” di Adriana Musella, “Agende Rosse” di Salvatore Borsellino e l'Associazione “Famigliari delle vittime di mafia” di Sonia Alfano.
Per quel che riguarda “Riferimenti”, pur sussistendo i presupposti per l'ammissibilità, il Presidente ha ritenuto di non dover accogliere la richiesta di costituzione di parte civile avanzata dal Coordinamento Nazionale Antimafia non ravvisando una causalità diretta tra i fatti contestati e la lesione dei diritti propri dell'Associazione. Più specificatamente, in relazione agli scopi sociali quali emergono dallo statuto, questi risulterebbero generici senza alcun riferimento a situazioni circostanziate. Di diverso avviso è stato il presidente della Corte di Assise in relazione alla richiesta avanzata dall'Associazione “Libera”, sebbene il tenore letterale delle norme statutarie non sia ugualmente circostanziato facendo anche tale Associazione riferimento ad impegni per la lotta alla criminalità senza alcuno specifico riferimento ai reati specifici contestati in questo processo. Indiscutibile pare l'ammissione dellAssociazione “Vittime strage gergofili”, poiché nello statuto vi si legge che lo scopo associativo è quello di incoraggiare e favorire la memoria delle vittime della strage e, dunque, si ravvisa una causalità diretta con i reati contestati. Che dire? Noi c'è l'abbiamo messa tutta ma credo che, ai fini della "giustizia" e solo per quello, non resta che ricorrere in cassazione, previa idonea verifica della fondatezza dell'impugnazione”. *Presidente Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”.