“Riferimenti”: la “Gerbera Gialla” arriva in Veneto

Le iniziative del ventennale della Gerbera Gialla, organizzate dal Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” e aperte al sud dal Presidente del Senato Piero Grasso, approderanno al nord dal 27 al 29 maggio.

Il percorso della memoria dedicato alle vittime delle stragi di maggio, dopo di aver toccato Palermo il 23 maggio, interesserà la provincia di Verona. Il 27 maggio, a Castelletto di Brenzone, la “Veleggiata della legalità” caratterizzerà la giornata sul lago di Garda, mentre il 28 e 29 sarà la volta della città di Verona. Sarà la Cattedrale ad ospitare il concerto della “Gerbera Gialla” il 28 sera alla presenza delle massime autorità religiose, civili e militari. L'esecuzione sarà affidata all'orchestra del Liceo “R. Piria” di Rosarno che suonerà accompagnata dal coro “Alive”. L'orchestra è formata da 80 ragazzi sottratti alla criminalità e avviati allo studio della musica, provenienti da una delle aree più a rischio del nostro Paese come la Piana di Gioia Tauro. Il messaggio che il Coordinamento Nazionale Antimafia vuole trasmettere è proprio per questo di alto valore simbolico. Il giorno seguente, il 29 maggio, saranno protagonisti, invece, gli studenti delle scuole di Verona e provincia che si raduneranno alle ore 9,00 in piazza Bra per poi attraversare in corteo con le loro gerbere la città e giungere al Polo Zanotto per un incontro che vedrà, tra gli altri, anche la presenza di Roberto Terzi, già componente della DDA di Venezia e conoscitore delle infiltrazioni della mafia in Veneto. A guidare il Corteo dei ragazzi il Sindaco di Verona Flavio Tosi e la Presidente di Riferimenti Adriana Musella.


 

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L’ennesima angheria di Equitalia in dirittura d’arrivo, la denuncia dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria

di avv. Saverio Cuoco. Nonostante Equitalia sia in dirittura d’arrivo, manca ormai poco più di un mese alla scadenza del 1 luglio 2013, a decorrere dalla quale diverranno operative tutte le novità normative

 

riguardanti la riscossione delle entrate degli enti locali che sono state definite e più volte modificate nel corso del 2011 e del 2012, continua a dare il meglio di se, mettendo in campo l’ennesima angheria a danno dei contribuenti,  attraverso la non tracciabilità postale delle cartelle esattoriali inviate a mezzo posta raccomandata. A sostenerlo è l’avv. Saverio Cuoco il quale precisa che dal I° Luglio 2013 Equitalia società posseduta al 51% dall’Agenzia delle Entrate e al 49% dall’INPS, dovrà abbandonare i Comuni nel servizio di riscossione dei tributi, anche se non è da escludere una nuova proroga del periodo transitorio, sino alla fine del 2013. I Comuni dovranno gestire le attività di accertamento e riscossione delle proprie entrate o direttamente o affidandole, a soggetti esterni, valutando anche l’opportunità di procedere alla gestione diretta, con l’eventuale supporto di servizi esterni, sia delle attività di accertamento che di quelle di riscossione volontaria e coattiva. In alternativa, nel caso della mancanza di risorse interne, il Comune può valutare l’ipotesi di esternalizzare in parte o in tutto le attività di accertamento e riscossione volontaria e coattiva delle proprie entrate. In questo contesto di imminente divorzio tra Comuni ed Equitalia, in conformità al famoso detto il “lupo perde il pelo ma non il vizio”, improvvisamente per le sole cartelle esattoriali è venuta meno per il contribuente la possibilità di poter monitorare e controllare attraverso il sito di Poste Italiane, la tracciabilità della suddetta raccomandata. Tale circostanza assume notevole rilievo per il cittadino, soprattutto a seguito delle ultime pronunce della Corte di Cassazione che bocciando alcune sentenze dei Giudici Tributari, ha ritenuto legittime le notifiche per posta, da parte del concessionario della riscossione, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Succede infatti che il contribuente che ricevi una cartella esattoriale da Equitalia e non provveda immediatamente ad annotare la data di ricevimento della stessa, dalla quale decorrono i termini per l’eventuale opposizione, è impossibilitato successivamente a poter risalire all’esatto giorno in cui è avvenuta la notifica, perché sulle buste da parecchi anni ormai non compare più alcun timbro postale sostituito per le raccomandate da un codice a barre, pertanto l’unica condizione per stabilire il giorno di consegna rimaneva la tracciabilità attraverso il servizio di Poste Italiane. Adesso tutto ciò non è possibile per le raccomandate inviate da Equitalia e contenenti cartelle esattoriali. Tale distrazione induce in errore il contribuente che non potendo stabilire l’esatto giorno di notifica della cartella esattoriale, rischia erroneamente di fare decorrere i termini di una eventuale opposizione alla stessa o di inoltrare il ricorso oltre i termini consentiti, con la certezza di ottenere dai Giudici Tributari una sentenza di inammissibilità per decorrenza dei termini previsti. Pertanto nel richiamare l’attenzione dei contribuenti ad annotare immediatamente all’atto di ricevimento di una raccomandata inviata da Equitalia, il giorno dell’avvenuta consegna della stessa, in modo da essere sicuri sulla data di inizio della decorrenza dei termini di opposizione, ci auguriamo afferma l’Avv. Saverio Cuoco che tale astuzia sia l’ultima messa in atto da Equitalia che ormai in dirittura d’arrivo sta per abbandonare i Comuni nel servizio di riscossione dei tributi. L’Unione Nazionale Consumatori Calabria ha sempre sostenuto la lotta agli evasori fiscali, ma bisogna anche verificare caso per caso, attraverso un comitato etico di cui facciano parte anche le associazioni a tutela dei consumatori, chi può pagare e chi non può farlo, in modo da non mettere sul lastrico nessuno né far chiudere imprese a chi si trova in difficoltà, in ottemperanza al  D.Lgs. n° 150 del 2009 che impone alle Amministrazioni, di ascoltare le associazioni rappresentative nel Consiglio Nazionale dei consumatori e degli utenti, ai fini della trasparenza e l’integrità, allo scopo  di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione, attraverso un adeguato livello di trasparenza della stessa. Intanto sono pochi i comuni che si sono attrezzati per "mettersi in proprio" visto che Equitalia non si occuperà più della riscossione, con il rischio del caos totale, eppure la scadenza di Equitalia era già nota da due anni ma è stata ignorata nella maggior parte dei casi. Auspichiamo inoltre che il cambio di guardia nella riscossione dei tributi, faccia venir meno in modo definitivo tutte le nefandezze alle quali abbiamo assistito negli anni durante la gestione Equitalia ed alle quali ci siamo opposti nelle sedi competenti, ovvero, per citarne alcune: le notifiche degli atti avvenute in maniera irregolare,  il calcolo degli interessi errato, i pignoramenti immobiliari illegittimi,  l’abuso dei fermi amministrativi agli autoveicoli, i pignoramenti sui conti correnti di stipendi e pensioni, le pretese a titolo di aggio sulla riscossione di costi non giustificati ed esorbitanti la cui legittimità è sottoposta attualmente al vaglio della Corte Costituzionale,  l’avvenuta prescrizione dei crediti vantati, more e interessi spropositati, il triste fenomeno delle “cartelle pazze” ed a piacimento, chi più ne ha più ne metta. *Presidente Regionale Unione Nazionale Consumatori Calabria.

 

 

 

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Reggio di Calabria: le riflessioni di Maria Stella Piccolo “L’Amministrazione prima promette e poi non mantiene: il tapis roulant è ormai un immondezzaio”

di Maria Stella Piccolo. Siamo ancora di fronte all’ennesima beffa da parte dell’Amministrazione che, come al solito, prima promette e poi non mantiene.

 

Ricordo gli articoli pubblicati ormai due mesi fa sulla riapertura imminente del tapis roulant, mai sopraggiunta; le foto che ritraevano il Segretario comunale ed entourage al seguito grondanti di sudore a causa degli immani sforzi per provvedere alla manutenzione e al ripristino del servizio; i quattrini sborsati a favore della società messinese Kone per aver effettuato la pulizia straordinaria e se non ricordo male erano 18 mila euro trovati tra i rimasugli delle casse comunali; i settecento gerani piantati da ben sedici operai in tutta fretta a dimostrazione del restyling “apparente” voluto dai passionali sostenitori della riapertura. Osservo oggi il degrado cui è destinato il tapis roulant, diventato ormai un immondezzaio, e lo spreco di acqua per innaffiare il marciapiede che lo costeggia piuttosto che le piante che lo decorano. Mi rammarico di fronte al silenzio della cittadinanza, che sembra aspettare il manifestarsi della Provvidenza divina, unica fonte di speranza per uscire dall’oblio spirituale e dalla morte fisica di ognuno di noi. Ma ancora peggio, mi duole constatare che, forse, anche l’Amministrazione straordinaria è stata infettata dal lassismo e dalla noncuranza di questa società civile, se civile si può chiamare, dove chiunque può assurgere al ruolo di salvatore della patria, di partigiano che crede di combattere contro il potere oscuro della politica corrotta e antidemocratica, ma invece si manifesta per quello che realmente è: Napoleon, uno dei maiali della fattoria di Orwell che, se dapprima mosso da ideali rivoluzionari, finisce per diventare peggio dell’oppressore. Voglio riproporre le ultime parole del racconto più che mai attuale: «Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due». Semplicemente, tutti sono mossi dal desiderio di gloria e di potere, soprattutto se ottenuti sulle spalle dei più deboli. La storia, ho capito, si ripeterà sempre. Cambiano solo i nomi e i personaggi.

 

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Reggio di Calabria: Confcommercio, petizione popolare per sollecitare la riapertura del tapis roulant

La Confcommercio di Reggio Calabria intende comunicare agli Organi di informazione che è stata indetta una petizione popolare destinata a sollecitare la riapertura del tapis roulant.

 

La raccolta firme è rivolta agli esercenti la cui attività commerciale ricade nelle vie “Aschenez”,”Giudecca”, “Torrione”, “Possidonea”, Filippini”  e “Piazza Orange” nonché a tutti i cittadini che intendono sollecitare la riapertura di quest’opera. Nei mesi scorsi infatti,  i commissari di Palazzo San Giorgio avevano accolto le richieste dei cittadini e dei negozianti della zona, che hanno evidenziato in più occasioni il disagio dovuto alla chiusura di un’opera che, dopo ormai quasi 5 anni dalla sua inaugurazione, ha dimostrato tutta la sua utilità. L’impegno quindi dei Commissari a “riaprire” il tapis roulant a fine marzo. Ad oggi ancora l’opera risulta non solo essere disattivata, ma appare in uno stato di totale abbandono e degrado.  Cosa è accaduto da marzo ad oggi? I Commissari hanno cambiato idea?, oppure si sono presentate delle nuove problematiche? La Confcommercio di Reggio Calabria, come in passato, intende ancora oggi ricevere delle risposte in merito. I commercianti delle zone indicate infatti, si trovano anche loro, come gli altri, in un forte periodo di crisi economica e di certo la chiusura di questo mezzo non li aiuta ad incrementare i guadagni. Il Presidente Confcommercio Reggio Calabria, dott. Giovanni Santoro.

 

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Acri (CS): sabato 1 giugno al MACA il maestro Gerardo Sacco. 50 anni di arte orafa nel mondo

Sabato 1 giugno 2013, a partire dalle ore 18:00, il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) ospiterà un incontro dedicato al Maestro orafo Gerardo Sacco (Crotone, 1940) per celebrare i primi cinquant’anni della sua attività,

 

ripercorrendone l’evoluzione e le tappe salienti: dall’esordio come ragazzo di bottega, all’esperienza di perfezionamento nella lavorazione dell’oro a Valenza Po, fino alla nascita della sua prima bottega-laboratorio, nel 1969, e ai numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali che si sono susseguiti fino a oggi. Un percorso contraddistinto da un’intensa passione e un’acuta creatività che hanno portato Sacco ad essere l’orafo calabrese più noto al mondo. «Fu seguendo un artigiano del luogo che iniziò la mia avventura fantastica – racconta il Maestro orafo dei suoi esordi – . Mi prese con sé a lavorare e ad apprendere i segreti della materia, così  la mia vita cambiò. Non mi sembrava vero. Mi trasferì a Valenza a ventidue anni con il cuore gonfio di speranze, fino ad allora chiuse nel cassetto, e lì  lavorai sodo per raffinare la mia passione. Con i soldi del salario guadagnati in fabbrica, riuscivo a pagarmi i corsi serali presso l’Istituto Cellini; incastonavo ogni gemma con cura, cesellavo l’oro, l’argento e con essi parte della mia anima». Oltre che nel Complesso del Vittoriano, a Roma e all’interno dei Musei Vaticani, le creazioni di Gerardo Sacco hanno trovato spazio in numerosi grandi eventi organizzati da diversi Istituti Italiani di Cultura all’Estero, come quelli di Bruxelles, Lisbona, Copenaghen e Madrid. I suoi gioielli hanno esaltato il glamour femminile di grandi star in svariate produzioni cinematografiche, teatrali e televisive, da Liz Taylor a Isabella Rossellini, da Monica Bellucci a Elena Sofia Ricci. All’incontro del MACA prenderanno parte, oltre al Maestro Gerardo Sacco, il Prof. Ottavio Cavalcanti, antropologo e docente universitario presso l’Università della Calabria, e Silvio Vigliaturo, direttore artistico del MACA. L’evento sarà arricchito dalla presenza in esposizione di dodici gioielli realizzati dal Maestro. (Nella foto, in basso, Pendente con la riproduzione della moneta di Cosenza recto oro diamanti bianchi e diamanti fancy brown).

 

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Reggio di Calabria: “Alla ricerca dei talenti dispersi”, evento conclusivo del progetto “SOS – Save our students”

Si terrà domani, mercoledì 22 maggio, a partire dalle ore 9.00 presso la sede dell’Amministrazione provinciale di via Sant’Anna II° tronco – loc. spirito Santo, l’evento conclusivo del progetto “SOS – Dispersione scolastica”.

 

Si tratta dell’atto conclusivo di un progetto che si è sviluppato nell’arco di due anni nelle principali scuole reggine, cercando di analizzare e trovare soluzioni rispetto al fenomeno della dispersione scolastica sul territorio ed, in genere, sugli aspetti relativi alle problematiche correlate all’inserimento scolastico degli studenti nelle fasi di transizione tra i differenti livelli della scuola dell’obbligo. Un progetto particolarmente interessante e stimolante che si pone all’avanguardia in Italia per la qualità delle attività e per la rilevanza dei risultati conseguiti. Grazie al finanziamento di Fondazione con il Sud, alcune importanti realtà del terzo settore reggino hanno sviluppato un percorso di assoluto prim’ordine, con la determinante collaborazione dell’Ufficio Scolastico Provinciale, del Settore Istruzione della Provincia di Reggio Calabria e delle scuole partner reggine. Le varie attività hanno coinvolto 1.480 studenti ed i loro docenti, 15 scuole, 68 classi e 152 genitori, con l’obiettivo di individuare efficaci strumenti per contrastare la dispersione scolastica, attraverso la sperimentazione di  azioni preventive, in grado di rendere la scuola un ambiente in cui star bene, tutti:  studenti e docenti. Un luogo di crescita, d’incontro, di scambio. Le attività hanno avuto come target le classi di passaggio fra la scuola di primo e secondo grado, momento cruciale in cui i ragazzi, insieme alle loro famiglie, si trovano a dover decidere verso quale strada incanalare il proprio futuro. Andando alla “ricerca dei talenti dispersi”, come ben specificato nel sottotitolo del progetto, creando situazioni in cui tutti potessero esprimere al meglio le proprie potenzialità. Ma quello di domani non sarà solo il momento di conclusione di un progetto entusiasmante, ma vuole essere il punto di partenza di una modalità condivisa ed efficace alla quale potranno collegarsi tutte le scuole del nostro territorio, un modello di riferimento che pone al centro della propria attenzione le esigenze vere della popolazione studentesca. Staff.

 

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Roma: D. Scilipoti “Chi siede in Parlamento lo decidono gli elettori”

“Il Pd vuole sostituirsi al Popolo Sovrano e decidere a priori chi ha il diritto di sedere in Parlamento, la proposta di legge Finocchiaro-Zanda volta ad evitare che i movimenti siano presenti alla Camera e al Senato è ridicola

 

ed evidenzia chiaramente lo stato confusionale in cui versa il partito democratico”. Così in una nota il Sen. Domenico Scilipoti del Pdl: "Tutti devono avere la possibilità di presentare una propria lista, a prescindere dallo stato giuridico – prosegue – saranno poi i cittadini con la libera espressione del voto a decidere da chi vogliono essere rappresentati in Parlamento”.“ Alle ultime elezioni politiche milioni di Italiani hanno votato per il M5S, utilizzare uno strumento legislativo per lasciarli senza rappresentanza politica – conclude Scilipoti – non solo è anti democratico ma può essere anche estremamente pericoloso a livello sociale”. Ufficio Stampa.

 

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Pallacanestro: si è conclusa la positiva stagione della Viola Under 17

di Maria Carmela Vazzana*. FF Utensili Pistoia-Viola Reggio Calabria: 85-82 dts (parziali 15-24, 36-39, 56-60, 74-74).

 

FF Utensili Pistoia: Della Rosa 22, Moretti 44, Peluchini 8, Romano 2, Giusti 4, Lucherini 2, Natali 3, Lazzeri n.e., D'Angelo n.e., Navicelli, Colombo n.e., Macigni n.e.. All.: Cristiano Biagini. Viola Reggio Calabria: Lupusor 41, Bellomo 10, Antonicelli 4, Fabio 2, Russo 5, Latella 16, Bagnasco, Manfrè 2, Franzò 2, Labate. Ielo n.e., Barreca n.e.. All: Pasquale Iracà. Ass.: Umberto Crea e Giuseppe Cotroneo. Arbitri: Paciaroni e Marota. Viola Reggio Calabria-PBA Valdiceppo: 56-68 (parziali 13-13, 29-26, 41-50). Viola Reggio Calabria: Lupusor 29, Bellomo 4, Antonicelli 2, Franzò 8, Bagnasco 8, Osmatescu 2, Russo 3, Ielo, Manfrè, Panzera, Labate n.e., Barreca n.e.. All.: Pasquale Iracà. Ass.: Umberto Crea e Giuseppe Cotroneo. PBA Valdiceppo: Lucarelli 11, Savoia 5, Ciofetta 9, Patani 5, Provvidenza 26, Berretta 3, Vitalesca 5, Bonsignore 4, Palmerini, Melchiorri, Righetti, Armadi. All.: Gianni Antonelli. Arbitri: Perantozzi e Marota. Viola Reggio Calabria-Reyer Venezia 76-77 (parziali 21-17, 39-36, 59-50). Viola Reggio Calabria: Lupusor 31, Latella 12, Russo 6, Bagnasco 10, Antonicelli 6, Bellomo 7, Franzò 4, Panzera, Osmatescu, Ielo, Barreca n.e., Labate. All.: Pasquale Iracà. Ass.: Umberto Crea e Giuseppe Cotroneo. Reyer Venezia: Bolpin 19, Crivellari 2, Pederzini 12, Perzolla 25, Ambrosini 8, Tinsley 8, Don 3, Farinella, De Lazzari, Bovo n.e., Trevisan, Ceron. All.: Alberto Zanatta. Arbitri: Pazzaglini e  Pierantozzi. Con l’esperienza di Tolentino va in archivio la stagione dell’Under 17 di Eccellenza della Viola. All’interzona i neroarancio si misurano alla pari con il meglio della pallacanestro giovanile italiana ma devono dire addio ai sogni di gloria. Nella prima giornata del concentramento, venerdì 10 maggio, l’avversario di turno dei violini è la temibile FF Utensili Pistoia: alle 20 al PalaChierici va in scena un’autentica beffa all’interno di  una gara dominata sin dall’inizio dai reggini  e nella quale  si fanno notare i due talenti  Lupusor e Moretti jr (autori rispettivamente di 41 e 44 punti). I neroarancio sono sempre avanti nel punteggio raggiungendo un vantaggio anche di 10-12 punti (con uno stoico Latella a mezzo servizio che rimane in campo anche dopo una ginocchiata al quadricipite) ma subiscono in maniera rocambolesca, sulla sirena dei 40', il tiro con cui i toscani agguantano il pareggio mandando tutti al supplementare (rimbalzo e canestro dopo un tiro da 3 sbagliato da Moretti). Nei 5 minuti di extra-time  la  dea bendata volta le spalle alla Viola che deve così capitolare (85-82 il risultato finale). Complimenti per i violini ma i due punti vanno a Pistoia. Sabato 11 maggio nella seconda giornata contro la PBA Valdiceppo la Viola, priva di Latella (la cui mancanza ha influito e non poco sull’esito finale dell’incontro), inizia subito forte e conduce le danze nei primi due quarti, ma cede alla distanza soffrendo la difesa pressing ordinata da coach Antonelli che ingabbia  la principale bocca di fuoco della compagine dello Stretto, capitan Lupusor. La squadra reggina non riesce trovare soluzioni dagli altri componenti del roster che si fanno prendere dalla frenesia perdendo parecchi palloni e andando sotto anche di 18 punti a un minuto dalla fine, che diverranno 12 al termine del match (56-68). Il passivo è pesante in vista dell’atto finale contro la Reyer Venezia, a questo punto servirebbe un miracolo sportivo per alimentare le speranze di un passaggio del turno: la Viola deve superare gli orogranata di almeno 16 punti e  confidare nella vittoria di Pistoia sulla Valdiceppo. Domenica 12 maggio i toscani, come da pronostico,  chiudono imbattuti il girone, la Viola domina la partita contro Venezia raggiungendo il massimo vantaggio di 12 lunghezze sul finire del terzo quarto. Ma non è sufficiente per passare il turno e quando sul finire dell’incontro si prende contezza che, pur avendo speso tutto, l’obiettivo rimane irraggiungibile, i violini vedono sfumare anche il successo che avrebbe cancellato lo zero in classifica: la Reyer infatti, dopo aver rosicchiato progressivamente punti, vince di misura al fotofinish con un tiro dall’arco dei 6.75 (77-76), accedendo come seconda classificata del girone alla finale nazionale di giugno. Termina così l’avventura dei ragazzi di coach Iracà: nello sport non esiste la controprova ma probabilmente con un pizzico di fortuna e la vittoria all’esordio le cose sarebbero andate diversamente. Bisogna accettare il verdetto del campo e fare tesoro di tutto, sia delle cose positive sia di quelle negative per proseguire nella fase di crescita. La Viola torna dalle Marche consapevole di non essere inferiore a nessuno ma anche che in competizioni di questo livello bisogna rimanere concentrati sino alla fine perché ad ogni minimo errore si viene puniti. Coach Iracà, rimane il rammarico per quella partita con Pistoia e per non aver affrontato Valdiceppo con un Latella in più, a parte tutto come giudichi l’esperienza di Tolentino? “Tutti noi pensavamo di aver vinto quella partita. Quando abbiamo visto il tiro di Moretti sbattere sul ferro ,  lo abbiamo seguito con lo sguardo sino alla fine considerandolo l’atto conclusivo di una gara molto bella e intensa, interpretata molto bene dai miei ragazzi. Solo un giocatore di Pistoia si è lanciato verso la palla e l’ha schiaffeggiata in maniera rocambolesca mandandola in fondo alla retina. Nel supplementare abbiamo perso l’inerzia dell’incontro e con merito, Moretti e compagni, hanno vinto l’incontro di misura. Ma l’episodio più importante che ha caratterizzato la nostra esperienza marchigiana è stato l’infortunio a Latella nel primo quarto della gara contro Pistoia  che ci ha privato di un  giocatore fondamentale nella seconda e decisiva gara contro gli umbri e, di fatto, non ci ha permesso di giocare le nostre carte sino in fondo. La rabbia è tanta per essere arrivati a un soffio da un risultato storico ma non dobbiamo dimenticare quanto è stato fatto da questi ragazzi per portare, dopo tanti anni, una squadra calabrese a giocare nuovamente un’interzona con le migliori squadre d’Italia. Era questo il nostro obiettivo iniziale ed è stato pienamente centrato. Abbiamo giocato allo stesso livello delle migliori espressioni del basket giovanile veneto, toscano e umbro e siamo usciti tra gli applausi e i complimenti degli addetti ai lavori sorpresi di non essersi trovati di fronte la solita Cenerentola meridionale di turno. Sono sicuramente contento per Ion Lupusor, che è stato il miglior giocatore di entrambi i raggruppamenti di Tolentino il quale  ha dimostrato come si possa crescere e maturare anche alle nostre latitudini, se hai dietro una società che programma e mette al centro del proprio lavoro la crescita dei propri atleti e non l’effimero risultato immediato, ma sono anche molto contento per i progressi dimostrati dall’intero gruppo all’interno delle 3 gare: la super partita contro Venezia, che vantava tra le sue fila tanti nazionali, credo sia la corretta immagine per dare il giusto merito ai miei atleti, dal primo all’ultimo, per quello che sono riusciti a fare. Abbiamo dimostrato che potevamo andarci anche noi alle finali nazionali al pari di Venezia e Pistoia che fanno del Settore giovanile il fiore all’occhiello della loro attività, investendo cifre importanti che forse noi non arriviamo a spendere per la nostra prima squadra. Confesso che non mi aspettavo che riuscissimo ad essere competitivi anche fuori dalla nostra regione in così poco tempo (mi riferisco anche al buon lavoro fatto con l’under 19 Elite). Il merito è sicuramente della società che ha creduto tanto nel settore giovanile e ci ha consentito di operare nel migliore dei modi. È un buon punto di partenza per il futuro”. *Ufficio Stampa Settore Giovanile Viola Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: licenziamento illegittimo, “Calabria Ora” condannata nella causa contro il giornalista Musolino

Un licenziamento illegittimo. A distanza di 2 anni e 7 mesi il Tribunale del Lavoro di Reggio Calabria ha dato ragione al giornalista Lucio Musolino, licenziato da quotidiano “Calabria Ora” nell'ottobre 2010.

 

La sentenza è stata notificata nei giorni scorsi agli avvocati Natale Carbone e Maria Grazia Mammì che hanno assistito Musolino dopo che quest’ultimo, lo ricordiamo, è stato epurato dal suo giornale con un fax. In particolare, il Giudice del Lavoro Patrizia Morabito ha accolto il ricorso di Musolino che ha rinunciato a qualsiasi azione nei confronti del direttore Piero Sansonetti. Tuttavia il Tribunale ha imposto agli editori di "Calabria Ora" il reintegro del giornalista nel posto di lavoro in precedenza occupato. “Il licenziamento – scrive, infatti, il giudice – è stato irrogato senza il rispetto delle garanzie procedimentali e già questo appare ragione sufficiente di radicale illegittimità del recesso» del rapporto di lavoro. Ancora una volta, quindi, il giudice ha rilevato come gli editori di "Calabria Ora" abbiano licenziato Musolino non rispettando l’articolo 7 della legge 300/70 secondo cui “il datore di lavoro che intenda sanzionare condotte indisciplinate, debba preventivamente contestarle all’incolpato”. Cosa che non è stata fatta con Musolino, licenziato senza preavviso e con un fax mentre era in ferie. "Calabria Ora", inoltre, è stata condannata a risarcire i danni a Musolino il quale, appresa la notizia dai suoi avvocati, ha commentato: “Prendo atto che il giudice ha accolto il mio ricorso. È la terza volta che il Tribunale del lavoro certifica che sono stato epurato illegittimamente dal giornale per cui lavoravo. Lo aveva fatto il 28 marzo e il 10 giugno 2011 quando mi ha dato ragione al termine della procedura d'urgenza. Entrambe le volte, non sono stato né reintegrato né risarcito. La sentenza dimostra che anche nei giornali calabresi devono affermarsi le leggi e i contratti di lavoro”. “Comunque – conclude Musolino che si occupava di cronaca nera e giudiziaria nella redazione di Reggio Calabria – non è questo il momento di fare polemiche. Ciò che conta è che sono stato licenziato per aver svolto il mio lavoro come ho sempre fatto. Negli ultimi mesi avevo scritto dei rapporti tra la 'ndrangheta e la politica. Evidentemente questo aveva dato fastidio a qualcuno. Per la sentenza di oggi voglio ringraziare i miei avvocati, Carbone e Mammì, e il sindacato Fnsi che non mi hanno mai abbandonato dopo il licenziamento”.

 

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: il 26 maggio iniziative su escursionismo e sentieri

di Vincenzo Ielacqua*. Una giornata da vivere a stretto contatto con l’ambiente, per percorrere i sentieri dell’Aspromonte, conoscerne gli aspetti naturalistici, culturali, paesaggistici e migliorarne la segnaletica.

 

E’ con questo spirito che domenica 26 maggio, nell’ambito della 13ª edizione della Giornata Nazionale dei sentieri, ideata dalla Commissione Centrale per l'Escursionismo e dal Gruppo Lavoro Sentieri del CAI, il Parco Nazionale dell’Aspromonte ed il CAI sezione Aspromonte daranno vita ad alcune iniziative che avranno per tema l’escursionismo e i sentieri. Si tratta di eventi che si terranno in contemporanea su scala nazionale, attraverso i quali CAI da impulso alla manutenzione dei sentieri, alla conoscenza del territorio,  alla cura e al rispetto della natura. Obiettivi imprescindibili della giornata sono quelli della promozione e della conoscenza del territorio, la tutela ed il rispetto per la natura: la giornata si svilupperà attraverso uscite per la manutenzione o intervento di segnaletica, inaugurazione o ripristino di sentieri, conferenze, corsi di sentieristica. Ad animare la giornata sarà il Parco Nazionale dell’Aspromonte e  la sezione Aspromonte del CAI con gli accompagnatori di escursionismo e gli addetti alla sentieristica presenti sul territorio. Il programma della giornata nel Parco Nazionale dell’Aspromonte è il seguente: ore 9,30 incontro dei partecipanti presso il Centro Visita del Parco sito nel comune di Bova; ore 11,00 escursione sentiero ad anello (località S. Salvatore – Peracampi del comune di Bova); ore 13,00 pausa pranzo nell’area pic-nic località Peracampi (Bova). *Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.

 

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Reggio di Calabria: Aeroporto dello Stretto, piccolo incidente senza conseguenze

Sono le ore 18.25 quando il velivolo P-92 di marca INOEL di piccolissime dimensioni, utilizzato per il volo scuola con istruttore a terra dall’Aeroclub dello Stretto, con a bordo solamente il giovane allievo pilota, compie una non perfetta manovra di atterraggio

 

provocante il cedimento dei supporti dell’ammortizzatore del ruotino anteriore del velivolo che pertanto si vede costretto ad essere parcheggiato in emergenza in prossimità del raccordo Alfa a pochi metri dalla Testata 15.  Immediatamente scattato il Piano di Emergenza come da apposita procedura, salvo poi subito rientrare dopo soli 14 minuti alle ore 18.39. Perfetta la macchina dei soccorsi che ha immediatamente visto accorrere sul posto i mezzi di pronto intervento ed i soggetti preposti, salvo poi verificare appunto l’assenza di feriti o ulteriori danni alle infrastrutture di volo. Le attività operative dell’Aeroporto sono infatti proseguite regolarmente con l’atterraggio ed il conseguente decollo dell’A319 Alitalia proveniente da Roma proprio sulla stessa infrastruttura di volo.

 

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Pallacanestro: i “violini” Nunzio Sabbatino, Antonello Ricci ed Enrico Germani convocati per il raduno collegiale “Improving Summer Camp 2013”

di Maria Carmela Vazzana*. La Viola Reggio Calabria esprime grande compiacimento e orgoglio per la convocazione di ben tre dei suoi atleti al raduno collegiale “Improving Summer Camp 2013” in programma a Caorle (VE) dal 2 all’8 giugno,

 

stage che coinvolge i prospetti più interessanti classe ’92-’93 e ’94 che hanno preso parte quest’anno ai campionati LNP. Nella lista dei 48 convocati diramata dal Settore Squadre Nazionali, figurano i neroarancio Nunzio Sabbatino (play/guardia 1992), Antonello Ricci (play/guardia 1992) ed Enrico Germani (ala piccola 1992) che si alleneranno sotto la supervisione del Responsabile Tecnico Massimo Galli e del suo staff. Per Nunzio, Antonello ed Enrico, a cui vanno i complimenti e l’ in bocca al lupo da parte di tutta la famiglia Viola, questa chiamata rappresenta una grossa opportunità di crescita e di confronto che giunge a coronamento di una bella e intensa stagione e che premia il lavoro e gli sforzi non solo dei giovani cestisti selezionati ma anche della società, dei compagni e dei tecnici. *Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

 

 

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Reggio di Calabria: Rhegium Julii, due appuntamenti per presentare “Onora la madre – storie di ‘ndrangheta al femminile”

Rhegium Julii organizza per l'ultimo weekend di maggio due appuntamenti con l'autore a Reggio Calabria. Venerdì 24 maggio, dalle ore 17,30, presso l'Auditorium dell'Università della Terza Età di Reggio Calabria, in via Willermin, Angela Iantosca* presenta il suo primo libro: “Onora la madre – storie di ’ndrangheta al femminile” (Rubbettino Editore – prefazione Enzo Ciconte).

Introduce Pino Bova, coordina Franco Cernuto. Relatore Domenico Nunnari (giornalista Rai e scrittore). Sabato 25 maggio, dalle ore 10, presentazione presso l'Aula Magna dell'ITC "Piria" di Reggio Calabria, in via Plebiscito. Intoduce: Franco Barillè. Relatrice: Maria Antonia Sciarrone. Com'è cambiato nel tempo il ruolo femminile dai primi del Novecento ad oggi? La donna è davvero solo una vittima? Da questa domanda prende le mosse il libro che mette in luce come le donne tirano i fili della 'nrangheta sostituendo gli uomini in caso di loro assenza ed educando i figli ai valori cardine dell'associazione. Quello che si compie è un viaggio nella Calabria sconosciuta che si declina al femminile attraverso i riti, le tradizioni, la fede, le parole dei pm, degli storici, della gente, per arrivare ad affermare che la donna è l'asse portante di una delle organizzazioni criminali più potenti del mondo. *Angela Iantosca, figlia di madre bergamasca e padre avellinese, è nata a Latina nel 1978. Laureata in Scienze Umanistiche presso l’Università La Sapienza, con una tesi in Storia Romana, vive a Roma. Dal 2003 svolge attività di giornalista per diverse testate nazionali (F, di CairoEditore, per il quale scrive di storie di donne coraggiose, Più Sani più Belli, Occhio alla Spesa, Acqua&Sapone, Tir, Sos Tata…). È stata redattrice del quotidiano Pubblico di Luca Telese. Scrive per Crime News, collabora con l’agenzia radio ARIS e ha una sua pagina sul blog di Rubbettino, Fattore Erre, dove cerca di dar voce agli ultimi, a chi non ha voce, ai deboli, alle storie positive in terre difficili. Da aprile collabora con il Legality Band Project, progetto di aggregazione sociale per lo sviluppo di un’economia sana e non drogata dalle organizzazioni criminali che rivolge una particolare attenzione ai giovani e alle scuole di tutto il territorio nazionale. Partecipa ed organizza incontri di educazione alla legalità nelle scuole.“Onora la madre – storie di 'ndrangheta al femminile”, edito da Rubbettino con prefazione di Enzo Ciconte, è il suo primo libro.



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Crotone: Ordine degli Ingegneri, i fondi europei e i problemi della pubblica amministrazione

Si ferma al 7% la spesa reale dei fondi comunitari messi a disposizione nel triennio del periodo 2007-2013. Su questo dato il consiglio dell’Ordine degli ingegneri di Crotone ha voluto soffermare la propria attenzione.

 

Innanzitutto c’è da dire che se questo è il dato relativo alla nostra regione, ma nel resto d’Italia le cose non vanno meglio: a livello nazionale infatti la spesa si è fermata al 16,3%; il Veneto è la regione più virtuosa che però si ferma al 25,55. Dunque cosa possono fare le pubbliche amministrazioni per migliorare questi dati, e soprattutto per aumentare la risposta in termini di servizi ai cittadini? Una proposta viene proprio dall’ordine degli ingegneri della provincia di Crotone che invita il settore pubblico ad una più ampia e più concreta collazione con i professionisti privati. I percorsi degli appalti pubblici, nella loro fase strettamente legata agli aspetti amministrativi e procedurali, sono infatti svolti da RUP (responsabile unico del procedimento), il quale si occupa di tutto l’iter procedurale amministrativo, dagli affidamenti degli incarichi, all’approvazione degli stati di avanzamento, alle verifiche, alla validazione del progetto, alla richieste di proroga ed ai conclusivi atti che sanciscono la fine del progetto e del processo amministrativo stesso. Tutto ciò significa che, oltre al fatto che spesso questi progetti sono nelle mani di una sola persona, questi si trova spesso di fronte alla difficoltà di seguire procedimenti amministrativi che richiedono una dovuta attenzione e professionalità, con la conseguenza di provocare danni sia ai professionisti incaricati, che alle ditte nell’espletamento delle loro attività, qualora non si segua la procedura con la perizia necessaria. Ecco che allora il Rup, ai sensi del comma 1, lett. a) dell’art. 90 del D.Lgs n.163/06, deve avvalersi, nello svolgimento dei propri compiti, del supporto dei dipendenti delle amministrazioni aggiudicatrici ma in caso di inadeguatezza dell’organico, per le attività di supporto si può ricorrere, ai sensi del comma 7 dell’art. 10 del D.lvo n. 163/06, a soggetti, anche esterni, aventi le specifiche competenze di carattere tecnico, economico finanziario, amministrativo, organizzativo e legale, che abbiano stipulato adeguata polizza assicurativa a copertura dei rischi professionali. Ecco che in questo quadro rivolgersi ad privati professionisti, senza aggravare la spesa degli Enti poiché la retribuzione di figure professionali viene già prevista dalla somma messa a bando, diventa indispensabile per i seguenti motivi: il primo legato alla necessità di far maturare nei nostri tecnici la necessaria esperienza amministrativa che tanto manca al bagaglio di conoscenze, e la seconda per consentire al nostro responsabile del procedimento la corretta esecuzione ed attuazione di tutte quelle attività strumentali necessarie per la buona esecuzione del progetto. Occorre quindi che alla formazione, necessaria e propedeutica, sia associata la possibilità di far sperimentare ed applicare, attraverso il sostegno delle pubbliche amministrazioni, le conoscenze acquisite ai nostri iscritti affincandoli ai dirigenti pubblici per permettere la necessaria crescita professionale consentendo di acquisire quel bagaglio di esperienze professionali che solo la pubblica amministrazione può donare in campo burocratico. Tra l’altro le risorse per permettere tutto ciò sono contenute nei vari quadri economici del progetto e destinare parte di quelle risorse, che oggi sono appannaggio di un solo soggetto, potrebbe alleggerire sia le responsabilità e sia la tempistica dei procedimenti. Pertanto con la convinzione che questo accorato appello che giunge dall’Ordine degli Ingegneri trovi sensibilità nelle Amministrazioni pubbliche che oggi vivono una fase così astenica di programmi, e sia recepita più come una necessità di coinvolgimento dei nostri ingegneri a collaborare nei processi e non ostacolarne i risultati, nella convinzione che le pubbliche amministrazioni più che chiudersi senza prospettive ai programmi trovino nei nostri tecnici collaboratori attenti e stimolanti ai processi, siamo a ribadire la necessità di supportare tutte la Amministrazioni della Provincia di Crotone, anche in vista dei nuovi e più complicati metodi procedurali di finanziamento pubblico.

 

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Portigliola (RC): Roberto Ieraci nuovo Presidente della locale sezione della Giovane Italia

La Giovane Italia movimento giovanile del Popolo della Libertà (Pdl) si insedia anche a Portigliola. A ricoprire la carica di Presidente votato all'unanimità sarà Roberto Ieraci.

 

Il neo presidente si dice contento per la sua elezione a rappresentante del locale circolo, ma anche cosciente dell'impegno necessario affinchè la parola politica ritorni al suo valore originario sopratutto in questo periodo di negatività. "Mi impegnerò affinchè ai giovani venga dato il giusto spazio per la creazione di una classe dirigente dove piu' che mai c'è bisogno di rinnovamento e di forze nuove. Noi lavoreremo sul territorio per il bene di tutti, ponendoci come interlocutori fra i cittadini e l'Amministrazione. Il nostro obiettivo è quello di costruire la classe dirigente del domani, attenta alle esigenze e alle necessità dei cittadini e del territorio, per costruire un progetto unitario per il bene di Portigliola e della Locride. Sin da subito presenteremo all'Amministrazione Luglio, al quale va il nostro plauso per l'attività che sta portando avanti pur nelle mille difficoltà, un nostro programma e saremo disponibili ad un dialogo disinteressato con tutte le forze politiche purchè sia concreto. Cercheremo di realizzare una rete fra i vari comuni della Locride in modo da avere una voce unica per un impegno piu' incisivo e concreto con l'aiuto della Provincia e della Regione.  Una nomina che arriva in un momento difficile per il territorio in cui cresce sempre più l’antipolitica e le cose da fare sono molteplici. Cercherò,quindi, di dare un contributo positivo al partito e alla nostra comunità, ascoltando ogni singolo cittadino, perché io credo che un buon politico , non è solo colui che riesce ad amministrare bene, ma è soprattutto quella persona che riesce ad ascoltare, a capire e a risolvere le problematiche di ogni singola persona. La politica non è una scienza esatta, ma è la capacità di andare oltre mettendoci il cuore. Per quanto riguarda i giovani di Portigliola e della Locride, auspico che possano avere un ruolo da protagonista. L’invito che gli rivolgo è quello di avvicinarsi alla politica e iniziare un percorso di crescita all’interno del partito, al fine di creare qualcosa di positivo per il futuro del territorio. Cercheremo con l’aiuto del Coordinatore  Provinciale e di tutti i ragazzi , di creare un movimento forte e ben strutturato sul territorio, dove ci si potrà confrontare effettuando delle proposte. In questi giorni non appena la sede di via Roma sarà ultimata organizzeremo un incontro-dibattito con i cittadini dove verrà presentato anche il Consiglio Direttivo".

 

 

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Reggio di Calabria: martedì 21 la Viola sarà ricevuta dal Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti

di Maria Carmela Vazzana*. Domani, martedì 21 maggio, alle ore 12.30, presso Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria, il Governatore Giuseppe Scopelliti riceverà i dirigenti, gli atleti e lo staff della Viola.

 

Alla società neroarancio sarà consegnata una targa ricordo per celebrare il ritorno nel grande basket con la conquista della Legadue Silver. *Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

 

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Montebello Jonico (RC): l’Associazione Culturale “Nicolaos Arghiropoulos” ha dato il via alle iscrizioni al concorso letterario “Città di Montebello Jonico “- Edward Lear dedicato a don Cosimo Latella

L’Associazione Culturale “Nicolaos Arghiropoulos” ha dato il via alle iscrizioni al concorso letterario “Città di Montebello Jonico – Edward Lear" dedicato, quest’anno a don Cosimo Latella,

 

parroco che molto si distinse per la sua operosità e il suo spirito propositivo a Montebello Jonico, luogo di sua missione sacerdotale per tanti anni. Il presidente Vincenzo Malacrinò, ha sottolineato che “gli eventi culturali rappresentano una significativa spinta nella proiezione del presente verso il futuro”. Una ricchezza che va scoperta di anno in anno con i tanti partecipanti che, attraverso le proprie opere riflettono e fanno riflettere il pubblico e non solo sull’importanza del sentimento vivo. “La ricchezza del premio, ha detto infatti Malacrinò, sta nella capacità di far muovere nei partecipanti i sentimenti profondi di vita, poi narrati e condivisi”. Tre le sezioni previste: poesia in lingua italiana, in vernacolo e narrativa breve. In scena anche la sezione speciale di poesia in lingua greco-calabra e, poiché il premio, oltre alla collaborazione dell’Anglo Italian Club beneficia anche di quella del  Kiwanis “Reghion2007”, è stata prevista la sezione speciale studenti, riservata alla scuola media e superiore. “E’ necessario diffondere sentimenti, emozioni, forza e voglia di sognare, per andare oltre l’attesa della concretizzazione fortuita degli eventi, consolidando in sé la certezza di essere costruttori del mondo e rappresentanti vivi del contesto sociale”. Questa l’affermazione del presidente Malacrinò nel dare il “via” all’importante concorso giunto alla quinta edizione. “Se oggi siamo al quinto anno del premio ciò si deve alla continuità di questo progetto culturale ed il merito è di chi l’ha pensato, ossia la professoressa Franca Evoli  che mi ha preceduto nel ruolo di presidente così come del consiglio passato. Per questo, data l’esperienza, ho voluto dare a lei la direzione del premio”. La sinergia, tra i soci e tra la gente, rappresenta il motore trainante in ogni realtà mentre solo la cultura riesce ad aprire nuovi orizzonti verso angoli conosciuti e spesso nascosti. L’idea, ha detto Malacrinò, è quello di dare maggiore prestigio al premio con la pubblicazione delle opere. Il volume ha già un titolo “ Emozioni e Sentimenti” – prima edizione – Raccolta di  poesie e racconti” edito da una casa editrice reggina. “I pensieri non possono e non devono essere cancellati, a maggior ragione quando provengono dal cuore, come è il caso dei poeti perché portano dentro la firma delle esperiente e dei  luoghi vissuti”. La sera della premiazione è prevista anche la presentazione, in anteprima, delle opere già impaginate per la stampa. Per questo agli autori si raccomanda l’invio di una copia anonima all’indirizzo di posta franca.evoli@alice.it. Sul bando, pubblicato sul sito www.lapaginadimontebellojonico.it sono presenti tutte le indicazioni per poter partecipare così come i premi in denaro per chi, classificato ai primi posti, riceverà il premio letterario “Città di Montebello Jonico – Edward Lear”. Ufficio Stampa.

 

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Reggio di Calabria: Planetario provinciale Pythagoras, martedì 21 alle 21,00 conferenza pubblica del dott. Mauro Dolci su “L’avventura di un astronomo in Antartide”

L’Antartide è il continente più remoto, più difficilmente accessibile e dal clima più estremo: si raggiungono anche i -90 °C! Per sei mesi all’anno rimane nell’oscurità più completa, mentre durante l’estate australe, un pallido sole brilla vicino all’orizzonte e le temperature raramente salgono sopra i -30 °C.

 

Senza contare la banchisa, le terre antartiche si estendono per un totale di ben 14 milioni di chilometri quadrati; l’Antartide è pertanto il quinto continente per estensione. Anche se l’esistenza stessa dell’Antartide era stata ipotizzata fin dall’antichità e rappresentata in varie mappe del Medio Evo con il nome di Terra Australis Incognita, il continente fu avvistato per la prima volta solo il 27 gennaio 1820 dall’ufficiale della Marina imperiale russa Fabian Gottlieb von Bellingshausen, mentre il primo uomo che vi mise piede fu l’anglo-statunitense John Davis, il 7 febbraio 1821. È come un immenso deserto bianco, invaso di luce, freddo e silenzio. Distese di ghiacci a perdita d'occhio, un alternarsi di dune che sembrano panna, montagne coperte di neve sferzate da un vento catabatico gelido che può viaggiare fino ai duecento chilometri orari. L'Antartide è probabilmente il miglior sito, sulla superficie terrestre, da cui effettuare osservazioni astronomiche. A completamento di un progetto finalizzato alla realizzazione di un telescopio infrarosso nel cuore del continente ghiacciato, il dott. Mauro Dolci, Astronomo dell’ INAF – Osservatorio Astronomico Collurania di Teramo, si è recato per due mesi e mezzo presso la Stazione italo-francese “Concordia”, situata a Dome C. Dome C si trova ad alta quota (3300 m) sulla calotta polare, ad appena 1600 km dal Polo Sud, e dista almeno 1200 km da tutte le coste antartiche: per tale motivo è considerato la seconda località più isolata del pianeta dopo la Stazione Antartica Russa di Vostok, appena 400 km più in là. La Stazione Concordia può ospitare fino ad un massimo di 32 persone nella stagione estiva (novembre – febbraio), e 16 persone in quella invernale (marzo – ottobre). Lo scopo principale della Stazione Concordia è quello di fornire alla comunità scientifica internazionale il supporto atto a sviluppare la ricerca nei molti campi che coinvolgono il continente, come l’astronomia, l’astrofisica, la sismologia, la fisica dell’atmosfera e la climatologia, nonché le ricerche di biologia e medicina volte a comprendere i meccanismi di adattamento dell’uomo alle condizioni climatiche estreme. Il dott. Mauro Dolci, in una conferenza pubblica martedì 21 maggio 2013 ore 21,00 presso il Planetarium Pythagoras di Reggio Calabria, darà una descrizione di cosa è l'Antartide e di cosa esso rappresenta per l'Astronomia e racconterà tramite immagini, filmati e musica la propria esperienza personale, auspicando di trasmettere al pubblico le emozioni e le sensazioni dell’“avventura di un astronomo in Antartide". Benvenuti allora alla conferenza sull’Antartide: il lembo di terra emersa più lontano del globo, l'unico continente senza padroni eppure abitato e vissuto non solo dalle specie animali ma pure dall'uomo; un ambiente naturale dalle condizioni estreme che è rimasto praticamente incontaminato e per questo assolutamente interessante per la scienza. Un viaggio, per chi ha la fortuna di andarci, che segna l'esistenza, imprime ricordi indelebili e lascia, probabilmente, un vago senso di nostalgia: un mondo al limite del fantastico, perduto, quasi “un’isola che non c’è” confinata ai margini del nostro Pianeta. Dopo la conferenza seguirà, a cura dello Staff del Planetario, l’osservazione del Cielo di Primavera ad occhio nudo e con gli strumenti: ancora una volta sarà data l’opportunità di osservare la Luna e il pianeta Saturno, questo splendido oggetto a cui il 18 Maggio scorso in tutta Italia è stata dedicata una serata speciale. All’iniziativa organizzata dal Planetario reggino hanno partecipato oltre 300 persone e questo dimostra quanta attenzione c’è nella cittadinanza verso i fatti della Scienza.

 

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Reggio di Calabria: al “da Vinci” l’incontro conclusivo del progetto “Un donatore moltiplica la vita” organizzato dal Centro Regionale Trapianti

di Daniela Gangemi. Si è svolto presso il Liceo Scientifico “L. Da Vinci” , l’incontro conclusivo del progetto “Un donatore moltiplica la vita”. L’iniziativa è stata organizzata dal Centro Regionale Trapianti dell’Azienda Bianchi Melacrino Morelli,

 

nell’ambito della campagna nazionale di sensibilizzazione alla donazione degli organi, promossa dal Ministero della Salute. La finalità del progetto è stata di informare sulla tematica, sensibilizzando, gli studenti delle quinte classi dei quattro presidi scolastici coinvolti: Liceo Classico “T. Campanella”, Liceo Scientifico “A. Volta”, Istituto Tecnico “R. Piria”, Liceo Scientifico “L. Da Vinci”. Gli incontri hanno fornito lo spunto per avviare un confronto diretto ed esplicativo tra i relatori ed i ragazzi, che sono stati coinvolti in prima persona tramite un dibattito che di volta in volta si è tenuto sull’argomento. La disponibilità, inoltre, riscontrata nei dirigenti scolastici degli istituti, per l’importanza di diffondere una corretta informazione sulla donazione degli organi, ha consentito di porre le basi per progetti di educazione alla salute che saranno realizzati nel prossimo anno scolastico. Pellegrino Mancini, Direttore del Centro Regionale Trapianti, ha sottolineato l’importanza del percorso intrapreso:“Il nostro intento è stato di fornire un’informazione chiara e corretta, dando le giuste conoscenze per maturare una scelta consapevole. E’ importante essere a conoscenza di cosa significhi donare e  come si può diventare un donatore a scopo di trapianto. Ci sono degli organi come i reni che in caso di un cattivo funzionamento, devono essere trapiantati. Il paziente ammalato è inserito in una lista di attesa, ma possono trascorrere degli anni sino a quando ci sarà una disponibilità e compatibilità. Nel frattempo, il paziente per continuare a vivere dovrà sottoporsi a dialisi, un trattamento extracorporeo che si effettua a giorni alterni, particolarmente pesante.  La Calabria purtroppo è il fanalino di coda nella donazione degli organi. L’indice nazionale per le singole regioni  è di 20 donatori   per ogni milione di abitanti. La  percentuale più alta di donatori è concentrata nelle regioni del centro – nord, dove il dato si attesta su circa 40 donatori per milione di abitanti ogni anno. Nelle regioni del centro – sud, al contrario, il dato è sceso sensibilmente, fermandosi attorno ai 8 – 12 donatori l’anno per ogni milione di popolazione. A questo è necessario aggiungere  il numero di opposizioni che spesso si sono ricevute alla donazione degli organi di un familiare deceduto. La finalità, dunque, è stata di dare un’ adeguata informazione sulla tematica che non si fermasse alla sola conoscenza didattica, ma fosse accompagnata da un confronto diretto con gli studenti, le loro famiglie e i rappresentanti della scuola”. Italia Albanese, coordinatore ospedaliero e rianimatore dell’Azienda Bianchi Melacrino Morelli, ha spiegato la differenza tra coma e morte celebrale: “In  Calabria possiamo effettuare solo il trapianto di reni e l’innesto di cornee. Il processo che dalla donazione arriva al trapianto, è composto da diversi step, l’individuazione del potenziale donatore, la valutazione di idoneità, la diagnosi di morte, la richiesta della donazione, il trattamento del donatore, l’accertamento della morte.  Il coma è un sintomo, è una perdita temporanea e reversibile dello stato di coscienza. Dal coma ci si può risvegliare, in alcuni casi il paziente può avere dei danni neurologici, non ha  riacquistato la coscienza, ma ha ripreso  l’autonomia delle principali funzioni. La morte, invece, è un danno celebrale totale, gravissimo, diffuso, irreparabile, in cui la respirazione è resa possibile dalle macchine ed il controllo del circolo ha richiesto una continua somministrazione di farmaci”.  Giuseppina Princi, preside del Liceo Scientifico “L.Da Vinci” , nel porgere i saluti ai relatori, ha evidenziato che: “La campagna di sensibilizzazione alla donazione degli organi si è inserita in un percorso virtuoso che ha coinvolto altri presidi scolastici della città. Abbiamo scelto come scuola, di puntare molto sui giovani,sulle famiglie e sugli insegnanti che in qualità di educatori hanno un ruolo fondamentale nelle scelte dei ragazzi. La donazione degli organi è un argomento che ha coinvolto tutti, una corretta informazione ha consentito di avvicinarsi alla tematica con un approccio cosciente e preciso. Un evento luttuoso come la morte può essere legato ad un gesto di solidarietà, di altruismo e di grande umanità e di amore per il prossimo . L’incontro promosso dal Centro Regionale Trapianti, sarà inserito nell’ambito delle iniziative di educazione alla salute  previste dalla nostra scuola per il prossimo anno scolastico, affinchè si possa dare continuità al percorso intrapreso”. Salvatore Laiacona, responsabile attività di base Reggina Calcio, ha raccontato la sua esperienza diretta sulla tematica: “Sono all’interno della Reggina calcio da 21 anni. Una realtà che ha consentito nel tempo di vedere crescere tanti atleti, come uomini prima e poi come calciatori. All’interno del Sant’Agata, abbiamo parlato spesso di donazione, poichè è parte integrante dei nostri percorsi formativi. Il percorso intrapreso dal CRT  è  importane perché ha consentito un confronto attivo tra tutti i soggetti coinvolti. Sono un donatore. Ho fatto la mia scelta,subito dopo aver smesso di giocare a calcio. Ho ancora in mente un episodio, di tanti anni fa, che ha coinvolto un nostro compagno di squadra per cui era necessario un trapianto. Per tutti noi dell’ambiente amaranto, è stata una tappa fondamentale che ci ha permesso di riflettere sul senso della vita”.

 

 

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Reggina: la fine di un incubo!

Reggina-Bari del 5 aprile scorso (XXXV^ giornata di campionato) è stata l’ultima partita di cui vi abbiamo dato puntualmente conto. Sospendere le nostre pubblicazioni è stata una scelta. Ben precisa, peraltro, e dettata dal senso di nausea profondo che ci pervadeva ogniqualvolta assistevamo alle partite degli amaranto che ci avrebbe, quindi, imposto di ripetere gli stessi concetti tra cui uno, il principale: la Reggina è scarsa! Davvero e tanto!

 

Da allora, altre 7 gare in totale (a Terni, con il Sassuolo, a Crotone, con il Brescia, a Cittadella, con il Grosseto ed a Vicenza) di cui delle 3 in casa abbiamo osato andare a vedere dal vivo solo l’ultima stagionale. E forse avremmo fatto meglio a non andarci. Per carità, nell’occasione la Reggina di Pillon ha vinto con un gol del semprevivo Di Michele a 4 minuti dalla fine e, complice la vittoria a Cittadella di 7 giorni prima, sono state queste le due vittorie fondamentali per la risicatissima salvezza ottenuta meno di 24 ore fa. Al “Granillo”, durante Reggina-Grosseto, un solo interrogativo ci siamo posti: quanto dovevamo tornare indietro con la memoria per trovare una Reggina più scarsa di quella attuale? Non trovando risposta, vuoi per la memoria che evidentemente comincia ad avere lacune e vuoi anche perché la nostra storia amaranto non andava indietro nel tempo oltre gli anni ’80, abbiamo voluto condividere l’interrogativo con i colleghi accanto a noi in tribuna stampa. I nostri coetanei una risposta esauriente non ce l’hanno saputa dare; quelli più anziani, evidentemente con gli stessi nostri vuoti di memoria, una risposta certa comunque non ce l’hanno data neppure loro. Ed allora ne vien da sé che: 1) “Reggine” così scarse non è facile trovarne; 2) magari, per trovarne almeno una, avremmo dovuto chiedere a qualche collega che non c’è più; 3) forse, così scarsa come quella attuale, nell’arco degli ultimi 30 anni, non ce n’è davvero e nessuno degli interpellati, noi compresi, non siamo messi poi così tanto male a dotazione di fosforo. In sostanza, ai colleghi abbiamo detto che, quasi quasi, ci eravamo dimenticati della pochezza tecnica di questa squadra “grazie” alla visione delle partite in tv che, probabilmente, tra i “pro” annovera anche quello di mitigare lo squallore a cui stavamo assistendo de visu. Una Reggina scarsa, quindi. Scarsissima, anzi. Dal punto di vista tecnico soprattutto. Lacune in ogni settore del campo: dalla difesa all’attacco sono pochissimi i giocatori che, dopo 42 giornate, meritano la sufficienza. Iniziata la stagione con il ritorno sotto altre vesti dell’indimenticato bomber Dionigi, lo stesso molto presto – troppo presto – ha rinnegato le proprie idee di gioco – “Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui” (Ezra Pound) – basato sul 3-4-3 accondiscendendo e, quindi, sottomettendosi ai “consigli” che il duo Foti-Giacchetta gli hanno propinato: quel 3-5-2 (o meglio, il 5-3-2) che pare diventato marchio di fabbrica amaranto come se non contassero le caratteristiche degli uomini a disposizione e/o quelle dell’allenatore prescelto. Fatto sta che Dionigi, piegandosi all’altrui volere, ha sbagliato come e di più di quando faceva di testa sua con l’aggravante di essere via via entrato in evidente stato confusionale con scelte cervellotiche sugli schieramenti e sugli avvicendamenti. La memoria, come detto, inizia a mostrare delle lacune ma proviamo a ricordarne qualcuna: la prima che ci viene in mente risale all’ultima gara di Dionigi in panchina con Facchin in porta al posto di Baiocco. Perché cambiare portiere? Perché? La  regola, in questi casi, è una ed una sola: esiste un portiere titolare ed un secondo. Nè due portieri titolari nè, men che meno, due secondi. Fatto sta che su entrambi i gol del Cesena Facchin ha avuto pesantissime responsabilità. Era il 15 marzo. La seconda, andando a ritroso nel tempo, è la gara pareggiata a Novara: Dionigi lascia in panchina Rizzato, Comi e Di Michele salvo poi tornare sui suoi passi ed inserirli tutti e tre nella ripresa quand’era sotto di un gol. Alla fine, nel recupero, Dio ha voluto che Antonazzo pareggiasse e la gara si chiudesse sull’1-1. Ma perché quelle scelte iniziali? Perché sprecare 3 cambi per tornare all’ “11 migliore” nella ripresa? Ed era il 2 marzo. Questi sono solo due esempi che ci vengono in mente ma, in quanto a confusione ed illogicità, potremmo controllare in archivio e produrne in quantità. Fatto sta che, finalmente, il 16 marzo, a Lillo Foti  sono girati gli zebedei ed ha deciso per un esonero che da queste colonne chiedevamo già da tempo. All’alba del post-sconfitta con il Cesena, Foti dà il benservito a Dionigi e chiama a sé Bepi Pillon. Dionigi lascia la Reggina in quart’ultima posizione ad 11 giornate dal termine. Gli amaranto diciannovesimi a quota 32 (in 31 partite): ad un punto dal Bari quint’ultimo e dal Vicenza terz’ultimo ed a 3 punti dallo Spezia sest’ultimo (ultima posizione utile per salvarsi evitando i play-out). Nelle 31 gare sotto la gestione Dionigi la Reggina ha collezionato: 7 vittorie, 13 pareggi e 11 sconfitte; 31 gol fatti e 40 subiti; una media punti di 1,03 a partita; una media gol fatti di 1 a partita ed una media gol subiti di 1,29 a partita. Come detto gli subentra Bepi Pillon. Vecchia conoscenza amaranto per aver diretto, per quattro sole gare, la Reggina nella tristissima stagione 2008/2009 culminata con la retrocessione dalla A. Dalla XXXII^ alla XLII^ la situazione cambia anche se la squadra rimane sempre scarsa a prescindere dall’allenatore. Ciò che Pillon porta a Reggio è, invece, personalità, grinta, determinazione e, soprattutto, la capacità di pensare di non essere già retrocessi anche se tutto lo lasciava presumere. Pillon inizia il suo cammino alla grande con due vittorie consecutive: ad Ascoli (3-0) ed al “Granillo” contro la Juve Stabia (2-1). Poi lo stop a Varese (0-3) contro una squadra che perderà i play-off all’ultima giornata a cui fa seguito la vittoria casalinga contro il Bari (1-0) che, finalmente, toglie la Reggina dalle ultime 5 in classifica (Ascoli, Spezia, Vicenza, Pro Vercelli e Grosseto). La doppia sconfitta rimediata a Terni (0-1) e contro il Sassuolo (0-2) fanno ripiombare la Reggina in quint’ultima posizione a 5 giornate dalla fine. Si fosse chiuso allora il campionato ci sarebbe stato il play-out contro l’Ascoli. Nelle successive due gare la Reggina raccoglie solo il punto a Crotone (2-2) venendo sconfitta in casa dal Brescia (0-1). L’Ascoli raccoglie gli stessi punti ed a 3 giornate dalla fine la situazione in classifica non muta: Reggina quint’ultima. Lo scatto decisivo la Reggina lo compie alla terz’ultima giornata ospite del Cittadella che la sovrasta di 5 punti in classifica (47 contro 42). Pillon schiera una Reggina guardinga ma il vantaggio dei padroni di casa scatena la reazione d’orgoglio dei reggini che dapprima pareggiano con Gerardi e, poi, vincono grazie al sinistro di Campagnacci al 90°. E’ questa la vittoria della svolta. La Reggina comincia a credere nella salvezza evitando la pericolosa coda del play-out pur restando quint’ultima ma aumentando il vantaggio sull’Ascoli a 5 punti (45 contro 40 e, come si sa, se tra quint’ultima e quart’ultima ci sono più di 4 punti di distacco il play-out non si disputa con la quart’ultima che retrocede direttamente). La prova della verità, del “dentro-o-fuori”, è l’11 maggio al “Granillo” contro il retrocesso da tempo Grosseto. Grosseto che, tanto per dirne una, la settimana prima aveva bloccato il Varese in casa (2-2) negandogli alla lunga la possibilità di giocarsi la A ai play-off. La partita, come detto esaustivamente in apertura, è orribile. La Reggina è inguardabile ben oltre l’indecenza. Se fosse retrocessa sarebbe stato con pieno merito. Un pregio hanno, però, Pillon e i suoi: quello di lottare credendoci sino alla fine moltiplcando all'ennesima potenza le forze. Ed è così che all’86° Cervellera assegna un calcio di punizione dal limite in posizione centrale. Sul pallone va David Di Michele che calcia di destro ad aggirare la barriera. Lanni, portiere grossetano, si distrae e non abbozza nemmeno l’intervento sul pallone che s’insacca. E’ l’1-0 che porta la Reggina ad un solo punto dalla salvezza evitando il play-out. Da segnalare, ognuno faccia le dovute considerazioni, che al 72° Moriero toglie dal campo Piovaccari unico ad aver severamente impensierito Baiocco nei minuti precedenti. Tant’è! Tutto, quindi, da decidersi negli ultimi 90 minuti della stagione. Gli scontri diretti Vicenza-Reggina e Cittadella-Ascoli, ma anche Novara-Lanciano, decideranno la classifica finale e, quindi, i verdetti. La Reggina gioca a Vicenza senza mai tirare in porta. Attenta e guardinga come non mai, non concede che il possesso palla agli avversari. Adejo è in giornata di grazia e sembra Cannavaro a Germania 2006; Baiocco salva risultato e categoria al 95° chiudendo lo spazio a Gentili (dopo un liscio clamoroso di Bergamelli) somigliando a Zoff sul colpo di testa di Oscar a Spagna 1982: 5 cm più in là ed il pallone scagliato da Gentili non avrebbe trovato il ginocchio destro di Baiocco a respingere ma si sarebbe insaccato regalando il play-out ancora contro la Reggina; 5 cm più indietro ed il colpo di testa di Oscar non si sarebbe fermato sulla linea tra le mani di Zoff insaccandosi regalando ai suoi il 3-3 ed i quarti di finale contro l’Argentina di Maradona. Lo score finale di Pillon recita: 11 gare, 5 vittorie, 2 pareggi, 4 sconfitte; 11 gol fatti ed 11 gol subiti; media punti di 1,54 a partita; media gol fatti di 1 a partita uguale alla media gol subiti. Come detto in passato, ribadiamo l’interrogativo: l’avesse(ro) lasciato lavorare in santa pace, la stagione 2008/2009 sarebbe culminata con la retrocessione? Impossibile rispondere, certo, ma con Orlandi voluto da Martino la Reggina retrocedette. Con Pillon voluto da Foti il risultato sarebbe stato uguale? Chissà… Torniamo a noi ed ai giorni nostri. L’agonia, come detto, è finita attorno alle 18.30 di ieri pomeriggio. Ci siamo tutti svegliati dall’incubo durato un’intera stagione e ci siamo liberati di un macigno sul petto: la Reggina è salva! Le responsabilità, che non si cancellano né si dimenticano a salvezza ottenuta, sappiamo tutti chi di siano. In primis, ovviamente, del presidente-direttore-allenatore Pasquale “Lillo” Foti. In questa stagione ha sbagliato quasi tutto: ha sbagliato a rendersi responsabile della penalizzazione iniziale di 2 punti; ha sbagliato a permettere che Dionigi non fosse messo in condizione di lavorare secondo le proprie idee; ha sbagliato a costruire una squadra, come detto, veramente scarsa nella sua completezza (con le dovute eccezioni, s’intende); ha sbagliato a dare carta bianca a Giacchetta (direttore dell’area tecnica, giacché direttore sportivo non è) ma lo ha fatto scientemente usando quest’ultimo a mò di corazza e di scudo (lo testimonia lo striscione esposto dai tifosi nella Sud – “Giacchetta incompetente” – che hanno visto nell’ex capitano il colpevole di tutto dimenticandosi, nell’occasione, lo stesso Foti). Insomma di errori ne ha commessi ed anche gravi tant’è che si è andati vicinissimi alla Lega Pro come mai prima d’oggi. Ci auguriamo che, essendo il contratto di “Jack” in scadenza il prossimo 30 giugno, Foti reciti un mea culpa e non glielo rinnovi lasciandolo andare verso altri lidi (se fosse vero quanto pubblicato da www.reggionelpallone.it citando il Secolo XIX – http://www.reggionelpallone.it/component/content/article/39-bacheca/37987-il-secolo-xix-genoa-su-giacchetta -) personalmente saremmo ben felici di un ritorno di Simone alla corte di Preziosi del quale ricordiamo le parole poco lusinghiere di 8 anni addietro (http://archiviostorico.corriere.it/2005/aprile/16/Hanno_pagato_mio_portiere_cosi_co_8_050416027.shtml) sempre nei confronti di Giacchetta. Il responsabile, quindi, numero 1 è lui: Lillo Foti. Lo segue, ovviamente, il direttore-senza-portafoglio ed ex “peri i pompa”, Giacchetta per le intromissioni tecniche assolutamente controproducenti. Di Dionigi e della sua mancanza di “attributi” abbiamo già detto. Di Pillon e dei suoi indiscutibili meriti anche. Resta la “rosa”. Scegliere i migliori non è per nulla facile ma ci proviamo lo stesso. Certamente Baiocco, portiere che grazie all’uscita su Gentili ha, di fatto, regalato la salvezza ai suoi. Assolutamente Di Michele, attaccante 37enne che con i suoi 7 gol totali ha regalato (da solo) 12 punti alla propria squadra realizzando 6 gol decisivi (il 2-1 finale di Reggina-Padova, la tripletta in Ascoli-Reggina 0-3 e i gol-vittoria in Reggina-Bari e Reggina-Grosseto finite entrambe 1-0) e quello del pareggio contro la Juve Stabia prima del gol-vittoria di Comi (a cui va aggiunto l’assist per Gerardi in occasione del gol del pareggio a Cittadella). Certamente Comi, assente nelle ultime giornate per infortunio ma determinante con i suoi 11 centri: 6 per altrettanti utilissimi pareggi (Modena-Reggina 2-2, Cesena-Reggina 1-1, Reggina-Varese 1-1, Reggina-Crotone 1-1, Brescia-Reggina 2-2, Reggina-H. Verona 1-1) e 3 determinanti ai fini della vittoria finale (Bari-Reggina 0-1, Grosseto-Reggina 0-1, Reggina-Juve Stabia 2-1). Forse Adejo per la determinazione dimostrata nella gara decisiva di ieri. Anche Rizzato, seppur non più quello di un tempo, a cui va dato il merito di essere stato il miglior capitano possibile per serietà, attaccamento e inesauribilità delle sue corse lungo la fascia sinistra. I peggiori? Non sarebbe giusto elencarli considerato che abbiamo sempre definito la Reggina come una squadra tecnicamente scarsa ma un paio di eccezioni le facciamo con piacere e riguardano entrambe la zona nevralgica del terreno di gioco: il centrocampo. Così come abbiamo grossissime difficoltà a ricordare “Reggine” più scarse, allo stesso modo difficilmente riusciamo a trovare paragoni per Rizzo ed Hetemaj. I loro piedi sono equiparabili a mattoni pieni (fossero forati godrebbero di maggiore aerodinamica e si muoverebbero meglio); la loro probabilità di essere capaci ad imbastire una qualsivoglia azione d’attacco è paragonabile a quella di Osama Bin Laden nel diventare presidente degli States qualora fosse ancora in vita (come dimenticare il “Mi sento di poter fare il regista in questa squadra” di Giuseppe Rizzo prima che venisse spedito al Pescara retrocesso dalla A?); la loro unica peculiarità è quella di azzoppare gli avversari e di primeggiare nelle classifiche dei “gialli” e dei “rossi” sbattutigli in faccia dall’arbitro di turno. In sostanza, non crediamo che entrambi appartengano alla categoria “giocatori di calcio” ma “di calci” (ad un pallone o ad uno stinco non fa differenza). Ma adesso, svegliatici dall’incubo, guardiamo un po’ avanti. Ieri, nel post-partita, il presidente ha dichiarato: "Ho idea di portare avanti determinate cose. Lunedì sera ci sarà una cena con la squadra. Poi da martedì si inizia a lavorare. I due punti di handicap e la mia squalifica mi hanno lasciato tanto dentro, ho voglia di cancellarli. Voglio ridare altre gioie e soddisfazioni, ma ho bisogno di trovare un ambiente che ci creda, mettendo da parte il passato. Tutti assieme, col sorriso, potremo fare un campionato importante. L'annata sarà straordinaria, vogliamo portare degli eventi per l'immagine della città e di questa società" (fonte Radio Touring). Come tutti sappiamo il prossimo 11 gennaio la Reggina compirà 100 anni. Quale migliore occasione per il presidente per far (ancor di più) cassa? “La matematica – diceva il professore Impalà ai tempi del liceo – non è né un’opinione né sempre una scienza esatta: 2 più 2 forse fa 4”! Il presidente Foti fesso non è (su questo non ci sono dubbi) e, quindi, come lasciarsi scappare l’occasione di monetizzare il centenario? Certo, fosse la Reggina retrocessa sarebbe stato un tantino più difficile o no? Insomma, nel 2011, la Reggina Calcio S.p.A. 1986 festeggiò i suoi primi 25 anni rinnegando in tutti i sensi, a più voci ed in più occasioni la sua genitrice A.S. Reggina 1914. Com’è che, dopo 3 soli anni, ne festeggerà 100? In sostanza, per Foti ed il suo entourage, ogni anno solare ne equivale a 25: 25 nel 2011, “50” nel 2012, “75” nel 2013 e “100” nel 2014! Giusto, no? E’ come se ogni anno la Chiesa festeggiasse il suo Giubileo. Aveva ragione il compianto professore Rosario Impalà: 25+3 forse fa 28 (per alcuni fa 100)! Evidentemente a casa Foti sanno andare oltre ogni ragionevole matematico-scientifico dubbio. Possibile mai non onorare un’occasione del genere con una presumibile imponente operazione di marketing (con associato merchandising)? No, impossibile non farlo! Ed allora bando alle ciance: via, prima, Frascati e, poi, Tolentino dal ruolo di Direttore marketing (“fatti fuori” magari dopo aver posto il proprio copyright sulle loro idee e pure senza aver saldato i loro compensi) e spazio alla primogenita del presidente che di tutto e di più si occupa in via delle Industrie con fare autoritario e (quasi) ”dittatoriale”. Chiudiamo con un dogma che amiamo sempre ricordare a noi stessi ed ai tifosi (quelli veri): la Reggina, per quanto ne sappiamo, è un’entità! Non ha altri nomi e cognomi se non “Reggio” e “Calabria”. Chiunque ne sia il presidente, il direttore sportivo, l’allenatore, il magazziniere, il portiere, il difensore, il centrocampista, l’attaccante, il segretario, il medico sociale, l’addetto stampa o qualunque sia il ruolo ricoperto, lo è solo pro tempore. Ecco perché, per noi, la Reggina compirà il suo primo secolo di vita sabato 11 gennaio 2014. Senza scopo di lucro! Ad maiora e, sempre, forza Reggina! (Nelle foto: in alto Bepi Pillon e David Di Michele – protagonisti in positivo di questa Reggina – e Lillo Foti, Simone Giacchetta e Davide Dionigi – protagonisti di una stagione nefasta e, quindi, in stato di "verso" -; in basso le parate di Baiocco su Gentili e quella di Zoff su Oscar, determinanti entrambe).

 

 

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