Reggio di Calabria: Alleanza Calabrese, domani il ricordo al 71 anni dall’omicidio di Benito Mussolino

(99) Riceviamo e pubblichiamo. “Il 28 aprile i Camerati Calabresi ricordano a 71 anni dal suo omicidio S.E. Benito Mussolini, tutti i caduti della Repubblica Sociale Italiana, delle foibe, sotto i colpi della barbarie partigiana e tutti coloro che hanno creduto nell'onore e nella grandezza del popolo italiano. La destra calabrese celebrerà l’anniversario di un abominio consumato dai cosiddetti padri della Repubblica Italiana.

 

Una commemorazione sarà celebrata a Reggio Calabria alle ore 17.00, a Piazza Martiri della Rivolta. Noi non scordiamo. Noi ricordiamo e ricorderemo tutti i nostri martiri. A prescindere dai numi tutelari della democrazia calabrese che in questo periodo vediamo più impegnati a frequentare i tribunali che a seguire le esigenze dei cittadini. Ad un anno dall’”obbedisco” dell’arcivescovo Morosini alla sinistra, per non celebrare la Messa in ricordo del Duce, dopo trentacinque anni che la stessa veniva officiata e grazie al “niet” comandato. La chiesa reggina è stata abbondantemente ripagata. Con le unioni civili e con il gay pride… La curia di Reggio Calabria recitò che “pur essendo lecito celebrare la santa messa in suffragio dei defunti, la celebrazione viene sospesa per la strumentalizzazione della stessa per fini politici”. Strumentalizzata da chi… Questa è stata la carità cristiana di Morosini. Tutti si sono ribellati lo scorso anno alla parola omicidio. Esempio di odio che si rincorre negli anni, nei decenni… L’odio dei vincitori. L’odio dei barbari. Falcomatà, Magorno, Bossio, Romeo. Oggi, invece, sono impegnati tra Reggio, Rende, Cosenza, Campania, Lazio, Lombardia, Gomorra, Sodoma… A cercare di fare la conta tra indagati ed arrestati. Come Diogene cercano con il lanternino la legalità, la trasparenza, la democrazia, a piedi scalzi, assieme a Rosy Bindi… Tra mafiosi, camorristi, ‘ndranghitisti… Il problema loro era solo la messa per il Duce. Nessun problema. Morosini ha perso noi, parte miserrima della comunità cattolica calabrese. Nel frattempo può aumentare i posti letto per i migranti con le sue associazioni. Aumentando il fatturato. Ma. Il problema di base per la sinistra rimane lo stesso. La parola omicidio la ribadiamo anche quest’anno.Perché fu un'esecuzione vera e propria decisa senza un processo. Quindi rimarrà nei secoli sempre un bieco omicidio. Come quelli che seguirono dopo la cosiddetta liberazione. Migliaia di uomini, donne e bambini trucidati. La memoria e l’onore dei vinti ci impedisce di lasciare correre tutte le bugie che l’ANPI quotidianamente tenta di propinarci”. Il Presidente, Enzo Vacalebre.

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: EcoPiana, concluso il progetto “Aspromonte: ciò di cui siamo fatti”

(27) Si è concluso domenica 24 aprile, a Cittanova, il percorso artistico/didattico dedicato alla promozione e valorizzazione del territorio aspromontano. Un intento chiaro e declinato già nel titolo dell’iniziativa, “Aspromonte: ciò di cui siamo fatti”, che per tutto il mese di aprile si è snodata tra le lezioni, pratiche e teoriche, di un corso di fotografia di base ed una meravigliosa mostra fotografica allestita nei locali dell’ex mercato coperto cittadino.

 

L’evento è stato organizzato nell’ambito delle attività del “Piana Eco Festival”, promosso dall’associazione culturale EcoPiana, con il patrocinio del Comune di Cittanova e dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte. Nelle vesti di docente del corso di fotografia, Filippo Armonio. Sedici le lezioni, otto teoriche ed otto pratiche, nel corso delle quali è stato possibile coniugare la passione per l'arte fotografica con la sensibilizzazione verso la tutela del patrimonio naturalistico aspromontano. In mostra, gli scatti dello stesso Armonio insieme a quelli di Alfonso Morabito e del cittanovese Rocco Calogero. Nelle loro opere un immaginario filo conduttore costituito da tre differenti temi tra la bellezza dei luoghi, la ricchezza di biodiversità del Parco Nazionale d’Aspromonte e le tracce di un passato “doloroso” nel reportage, curato da Armonio, sul borgo abbandonato di Roghudi. Atto conclusivo della manifestazione, la consegna degli attestati di partecipazione ai 23 studenti del corso. Presenti il sindaco di Cittanova, Francesco Cosentino, ed il Presidente del Parco Giuseppe Bombino, entrambi intervenuti per sottolineare “l’importanza della fotografia come strumento di valorizzazione del nostro prezioso territorio”. In sala, tra l’entusiasmo di quanti hanno partecipato al percorso formativo, sono inoltre intervenuti il docente Filippo Armonio e gli organizzatori dell’evento Marco Giovinazzo e Rocco Calogero che, insieme al Presidente dell’associazione culturale EcoPiana, Carmela Guerrisi, hanno auspicato a nuove ed altrettanto emozionanti avventure alla scoperta delle bellezze paesaggistiche offerte dal nostro Parco.

 

Condividi sui social

Cardeto (RC): il Club Fiat 500 reggino ha preso parte alle manifestazioni organizzate in occasione del 25 aprile

(351) Il Club Fiat 500 di Reggio Calabria ha preso parte alle manifestazioni organizzate a Cardeto in occasione del 25 aprile. A bordo delle loro auto d’epoca, il gruppo di “Cinquecentisti” reggini, presieduto da Angelo Amaddeo, ha dato vita ad una sfilata molto apprezzata.

 

Sulle Fiat 500 erano in tanti gli appassionati capitanati da Francesco Laganà che sono stati attorniati da tanti curiosi desiderosi di rivivere quelle utilitarie che rappresentano un pezzo di storia del nostro Paese. Le celebrazioni sono state organizzate dall’Associazione “La Cosa Pubblica” presieduta da Valentina Vita.

 

Condividi sui social

“E’ un mondo difficile”: il libro di Francesco Iriti “letto” dal punto di vista psicologico da Carmela Toscano

(350) “É un mondo difficile”, il titolo del primo libro scritto da Francesco Iriti, giovane del Sud Italia impegnato fin dall’adolescenza a scrivere per diverse testate giornalistiche, cartacee ed on line, che decide, ad un certo punto della propria vita, di riporre maggior fiducia in se stesso cimentandosi nella realizzazione di quest’opera.

 

L’elaborato è considerato, dalla maggior parte dei lettori, autobiografico ma sembrerebbe più essere il risultato di un’elaborazione psicologica complessa compiuta dallo scrittore. Nello specifico, si presenta come una risposta all’esigenza personale di poter avere uno spazio ove compiere l’integrazione di due mondi: quello reale e quello fantastico, a quest’ultimo appartengono sogni oramai infranti ma anche ancora ardenti. L’autore, infatti, dopo l’elaborazione del passato, volge lo sguardo ad un tempo futuro, custode di speranze, aspettative e progetti. Presenti anche narrazioni di vicende costruite ad hoc ed inserite, nel corpo dell’opera, con il solo intento di tenere alta l’attenzione del lettore e suscitare, in quest’ultimo, vari spunti di riflessione. Sono tante le tematiche emergenti: complesse dinamiche familiari; dinamiche relazionali amicali; processo di elaborazione del lutto; amori adolescenziali ed amori maturi; lotte interiori, tra moralismi ed istinti; conseguenze della vigenza di norme sociali rigide; l’impossibilità di poter dare soddisfazione ai propri bisogni nel contesto natio e l’essere, di conseguenza, costretti ad emigrare; l’esigenza di raggiungere tutte le tappe evolutive ed affermare socialmente la propria adultizzazione, sia tramite la conquista di un’indipendenza economica, che esclusivamente il lavoro può dare, sia grazie alla possibilità, solo successiva, di poter comporre un proprio nucleo familiare. Tutte le tematiche affrontate confluiscono e si snodano all’interno di uno dei temi più utilizzati anche in letteratura: il viaggio. Il viaggio come percorso di vita, il viaggio compiuto da Cisko, protagonista del libro, il viaggio, parallelamente, compiuto dallo scrittore che tenta fortuna lontano dai propri affetti. Un viaggio quindi fisico e psichico, quello al quale ci riferiamo, metafora di crescita, una crescita possibile solo se maturata nel tempo e con sacrifici, grazie alle scelte compiute, alle consapevolezze acquisite, alla capacità di accettare una vita che troppo spesso si rivela eccessivamente diversa da come l’avevamo immaginata, ed in ultimo, grazie alla capacità di discernere le “cose” da lasciare andare rispetto a quelle da trattenere e per le quali lottare. Un viaggio circolare, quello descritto da Iriti, che non lascia spazio a desideri verso traguardi indefiniti e spazi infiniti da navigare ma che ci permette di cogliere uno dei suoi desideri più intimi: concludere il proprio viaggio facendo ritorno lì dove tutto ebbe inizio, è il richiamo delle proprie radici, è il sapore dell’appartenenza, il desiderio di non vivere nel vuoto ma in un “tempo compiuto”. Quest’opera è un chiaro grido ad andare oltre ciò che è immediatamente visibile agli occhi. Emerge quanto il sentirsi accettati sia condicio sine qua non per poter avere il coraggio di essere se stessi e mostrarsi come tali. La maggior parte dei personaggi possiede dei mondi interni in netto contrasto con ciò che lascia apparire solo in funzione del tentativo di ubbidire alle esigenze della società, percepite come oppressive e repressive. Cisko, in particolare, appare portare con se le cicatrici di tutte le parole che non riesce a pronunciare: un bambino prima, un adolescente ed un uomo dopo, incapace di chiedere aiuto, incastrato nell’armatura del personaggio forte, capace di risolvere qualunque problema da solo, una corazza, costruita nel tempo, della quale non riesce a liberarsi neanche crescendo. Una lotta con se stesso, che il protagonista del libro porta avanti, nell’illusione e nella speranza che le proprie fragilità rimangano invisibili agli Altri, altri a cui non riesce a fare veramente “spazio” perché troppo impaurito dall’intimità relazionale. Non è esiguo lo spazio che nell’opera viene dedicato all’amore: un amore romantico e fiabesco, legato a concetti come la fedeltà, i “per sempre” e i “vissero felici e contenti”, archetipi forse un po lontani per una società come la nostra: una società liquida che inneggia una libertà fatta di vuoto e che percepisce le relazioni stabili e durevoli nel tempo, come un ostacolo al dispiegarsi della volontà di godimento, come un residuo moralistico da eliminare. Presenti anche riferimenti agli stereotipi di genere: è delineata una netta distinzione tra il ruolo femminile e maschile. L’uomo, eroe, giunge nella vita della donna, donzella in pericolo, per salvarla dalle insidie della vita. Tutte le donne dell’opera sono descritte come fragili ed in attesa del proprio salvatore; è soltanto nelle parti conclusive delle varie storie che è consentito un “riscatto” della figura femminile. La donna infatti si rivela essere desiderio ardente che ispira le azioni dell’uomo, unica fonte terrena di pace e appagamento, la vera forza, la guida, la salvezza di quell’eroe così apparentemente forte, deciso, prestante quanto vulnerabile, fragile e smarrito perché incapace di riconoscere le proprie debolezze, di comprendere i propri bisogni e di rispondere ad essi, di instaurare e costruire un rapporto maturo, adulto, con se stesso e di elaborare in maniera funzionale i propri vissuti in cui è rimasto ingabbiato. Un libro, questo di Iriti, “estensione della memoria e dell’immaginazione”, volendolo definire usando le parole di Jorge Luis Borges. Uno scritto di lettura scorrevole, semplicissima ed immediata. Particolarmente indicato agli adolescenti ai quali potrebbe consentire una facile identificazione con i personaggi, suscitare in loro esperienza emotiva ed agevolarli nel contattare parti intime di se stessi, spesso, a quell’età, di non semplice condivisione e per questo generatrici di “sofferenza” psichica.

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: Azione Nazionale “Mancato pagamento ai dipendenti del Comune? Il re è ormai nudo!”

(100) “Apprendiamo con sgomento e preoccupazione la notizia del mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti del Comune di Reggio Calabria. Un evento eccezionale, unico nella sua drammaticità, mai verificatosi nella storia contemporanea della nostra città.

 

Come ciò sia potuto accadere, anche a dar credito alle voci artatamente diffuse secondo cui tale situazione sia da ricondursi al contenzioso con la Leonia, è assolutamente incomprensibile. Ed infatti, l’amministrazione dovrebbe aver provveduto per tempo a deliberare sull’impignorabilità assoluta delle risorse finanziarie destinate agli stipendi dei dipendenti, con ciò privando di efficacia l’azione esecutiva da tempo intrapresa dalla suddetta società partecipata dal Comune al 51%. Quello che è intollerabile è la sprezzante arroganza con cui, questa amministrazione, ritiene di dover agire senza dare alcuna spiegazione alla città rispetto a fatti gravissimi. A fronte dell’ingiustificato e colpevole silenzio sin qui mantenuto, la cittadinanza e gli incolpevoli dipendenti comunali si ritrovano inermi davanti all’ennesima dimostrazione di incapacità gestionale offerta da questi improvvisati amministratori, il cui atteggiamento nella quotidianità attesta che l’unico loro intento è quello costruire carriere politiche servendosi della città. In attesa della consueta dichiarazione che ribalta le responsabilità, consigliamo di abbandonare il Palazzo per manifesta incapacità, il re è ormai nudo”. Azione Nazionale Reggio Calabria.

 

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: solenne celebrazione eucaristica della Delegazione Calabria del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio in occasione della festa liturgica del Santo Patrono dell’Ordine

(354) La Delegazione Calabria del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, il più antico Ordine Cavalleresco della storia e della Cristianità, ricorrendo la Festa Liturgica del Santo Patrono dell’Ordine, San Giorgio Martire, ha voluto ricordare, attraverso la celebrazione di una Santa Messa, questo grande Santo, tanto venerato e onorato in tutta l'antichità quale soldato valoroso e martire illustre, nonchè invocato quale patrono della milizia cristiana.

 

La solenne Cerimonia Eucaristica, officiata dal Priore della Delegazione, Mons. Antonio Morabito, si è svolta a Reggio Calabria nella Chiesa di Sant’Anna, retta dallo stesso Priore, al cospetto di molti fedeli. La scelta della Città dello Stretto non è stata casuale in quanto San Giorgio è anche patrono di Reggio Calabria, luogo dove il culto del Santo ha origini antichissime, in quanto risale agli inizi dell’XI secolo ed è legato all’episodio che portò la città di Reggio a sconfiggere i saraceni che insidiavano le coste calabresi. La storia ci dice che nel 1086 il saraceno Bonavert di Siracusa sbarcò in città distruggendo il monastero di San Nicolò, sulla Punta Calamizzi, e la chiesa di San Giorgio, danneggiando inoltre le effigi dei Santi. Ruggero Borsa, Cavaliere Normanno Duca di Puglia e Calabria, contrattaccò ed inseguì Bonavert, lo uccise in battaglia e conquistò Siracusa. Per questa vittoria i reggini adottarono San Giorgio a loro protettore, in quanto si dice che Ruggero sarebbe stato assistito dal Santo contro Bonavert. Hanno preso parte alla cerimonia i Cavalieri di Merito Emanuele Scarlata, Rocco Gatto, Pasqualino Guerrisi, Antonino Giuseppe Sgrò, Domenico Greco e Nicola Amato;il coordinatore dei Benemeriti della Delegazione, Roberto Bendini; il decano dei volontari Carlo Parisio nonché le istituzioni civili, (presente il Sindaco di Roghudi, dott. Agostino Zavettieri) e militari, quest’ultime rappresentate dall’Associazione Nazionale Carabinieri e dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia presieduta dall’Ammiraglio Giuseppe Bellantone, presente alla cerimonia. Alla conclusione della Funzione Religiosa, il Cav. Scarlata ha esternato ai partecipanti i saluti del Delegato, Nobile Dott. Gianpietro Sanseverino dei Baroni di Marcellinara e del Delegato Vicario, Comm.re di Merito con Placca, Aurelio Badolati. * Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa.

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: Anassilaos, venerdì 29 la presentazione de “La tristezza ha il sonno leggero” di Lorenzo Marone

(353) Nell’ambito degli incontri con l’autore promossi dall’Associazione Culturale Anassilaos si terrà venerdì 29 aprile alle ore 17,00 presso la Sala della Biblioteca Comunale "Pietro De Nava" la presentazione del romanzo di Lorenzo Marone “La tristezza ha il sonno leggero” edito da Longanesi.

 

A presentare il volume sarà il Prof. Francesco Idotta. Lorenzo Marone è nato a Napoli, dove vive, nel 1974. Per quasi dieci anni ha esercitato la professione di avvocato, anche se dentro di me sentiva che quella non era la sua strada. Nel frattempo scriveva racconti.  A gennaio 2015 è uscito “La tentazione di essere felici” (Premio Stresa di narrativa 2015, Premio “Scrivere per amore” 2015), giunto ormai alla nona ristampa, i cui diritti sono stati venduti in Germania, Francia, UK, Spagna, Portogallo, Norvegia, Ungheria, Serbia, e Israele. Nel 2016 sono iniziate le riprese del film che sarà affidato alla regia di Gianni Amelio. E sempre nel 2016, il 7 marzo, è uscito il mio nuovo romanzo “La tristezza ha il sonno leggero”, ancora per Longanesi. Da dicembre 2015, inoltre, è iniziata la mia collaborazione con La Repubblica Napoli, sulla quale ho una rubrica intitolata “Granelli”. Il protagonista del libro, Erri Gargiulo ha due padri, una madre e mezzo e svariati fratelli. È uno di quei figli cresciuti un po’ qua e un po’ là, in bilico tra due famiglie e ancora in cerca di se stesso. Sulla soglia dei quarant’anni è un uomo fragile e ironico, arguto ma incapace di scegliere e di imporsi, così trattenuto che nella sua vita, attraversata in punta di piedi, Erri non esprime mai le sue emozioni ma le ricaccia nello stomaco, somatizzando tutto. Finché un giorno la moglie Matilde, con cui ha cercato per anni di avere un bambino, lo lascia. Da quel momento Erri non avrà più scuse per rimandare l’appuntamento con il suo destino. Circondato da un carosello di personaggi mai banali, Erri deciderà di affrontare, una per una, le piccole e grandi sfide a cui si è sempre sottratto. Imparerà così che per essere felici dobbiamo essere pronti a liberarci del nostro passato, capire che noi non siamo quello che abbiamo vissuto e che, se non vogliamo vivere una vita che non ci appartiene, a volte è indispensabile ribellarci. Anche a chi ci ama. Sarà pronto, ora, a prendere la decisione più difficile della sua esistenza? 

Condividi sui social

Cinema, a Reggio primo ciak per il cortometraggio “Fatima”. Al via per le strade della città il lavoro del giovane regista Mario Vitale prodotto dall’associazione “Attiva” di Roberto Barreca

(352) Sono iniziate questa mattina le riprese del cortometraggio “Fatima”, di Francesco Governa, Mario Vitale, Saverio Tavano, prodotto dall’associazione culturale “Attiva” di Roberto Barreca. “Le urla di Fatima. Il volto impassibile del padre. Stesa a terra senza possibilità di reagire.

 

Gli occhi pieni di lacrime della madre, che guarda fuori dalla finestra della cucina”. Questo estratto della sceneggiatura racconta una storia di violenza e integrazione razziale per riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla necessità di comunicare, attraverso il cinema, estratti di vita vissuta al buio e riportati sulla scena con la luce degli occhi di un giovane regista, Mario Vitale. Il cast, curato da Genius Management, conta in totale quasi 50 componenti, tra i quali Teresa Timpano, Peppino Fumo, Giulia de Luca, Costantino Comito e Rosy Stagnitti e sarà impegnato con le riprese da oggi e fino al 29 aprile su diversi set allestiti sul Corso Garibaldi, presso l’Istituto tecnico “R.Piria”, presso un’abitazione privata (per la quale si ringrazia Paolo Genoese) e anche al fortino “Poggio- Pignatelli”. «Abbiamo voluto investire su un giovane talento calabrese – ha dichiarato il presidente dell’associazione Attiva Roberto Barreca – che ha già collaborato a progetti importanti, tra i quali ‘Il giudice meschino’ e lo abbiamo scelto dal ‘Laboratorio d Filmmaking’ curato da Fabio Mollo. Siamo certi – ha concluso Barreca – che avremo grandi soddisfazioni da tutti i soggetti coinvolti». La parte tecnica del progetto è realizzata dall’Associazione Nazionale Videografi (A.n.v.) e gode del patrocinio della Presidenza del Consiglio provinciale di Reggio e del Comune nella persona del consigliere delegato alla Città metropolitana Riccardo Mauro, in partenariato con l’Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria.

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: a Le Muse parlando del piacere di scrivere al femminile

(345) Al Laboratorio delle Arti e delle Lettere “Le Muse” di Reggio Calabria, Pina Lupoi racconta il ruolo e l’emancipazione della donna all’indomani della seconda Guerra Mondiale. In apertura di serata, il presidente Giuseppe Livoti salutando i presenti, si è soffermato sul ruolo della scrittrice reggina, donna, imprenditrice che ha attraversato i grandi cambiamenti ideali, sociali, umani e formativi in tanti anni di attività culturale in Italia e all’estero

 

con i suoi contatti in Spagna ed in Romania e proprio con l’incontro con la terra di Romania è riuscita a coniugare lo spirito di Ovidio, celebre poeta romano elegiaco e Eminescu filologo, scrittore  rumeno, tardo – romantico, in una miscellanea di culture e formazioni diverse. La Lupoi ha conversato con i presenti, e l’ha fatto con la tecnica del flash back, del ritorno al passato attraverso lo sguardo della memoria. I miei scritti, dice, vogliono riportare in vita scene non particolari, ma comuni a tante famiglie, testi che come in un film accendono la luce su periodi che appartengono a tutti, affreschi sociali e personali che rafforzano l’idea dell’emozione. Un incentivo quello della Lupoi a scrivere, viaggiare, osservare ma spesso oggi, gli occhi sono miopi e i potenti del mondo ci portano continuamente nel nostro tempo – avanti ed indietro – ma non nel regno dell’infanzia. Le battaglie progressiste, gli anni cinquanta e l’accelerazione del consumismo, gli anni dei tumulti nella città di Reggio Calabria: questi concetti hanno animato la Sala d’Arte Le Muse con l’io recitativo della scrittrice, attraverso pagine e parole che hanno rotto il silenzio e ricomposto il disordine di carte che spesso le donne hanno. Il critico letterario e vice presidente Muse Teresa Polimeni, considera la poetessa, come colei la quale, attraverso la parola incisiva, ritorna volentieri verso i luoghi ed i tempi dell’infanzia, ne conserva intatti i profumi e le atmosfere, esaltando la visione che consente di filtrare squarci di vita mentre la stessa si dipana nel tempo; una donna, una voce calabrese che rievoca Sinopoli, la sua cittadina di origine, la sua formazione tra educazione formale, ansie e severità, in cui la regola era un tempo austerità comportamentale. Spazio è stato dato alle immagini attraverso un percorso ricco di mutamenti e variabili che la Lupoi ha voluto ricordare insieme alle personalità più versatili della letteratura contemporanea calabrese: Maria Argiroffi, Mimma Delfino Portuesi, Daniela Lupoi, Alba Marotta, Gilda Trisolini, Felicia Ziparo Lacava, donne esemplari. Con tante di loro -dice- scrivevamo e operavamo nel silenzio, come delle –carbonare della poesia- . Negli anni settanta vi era l’abitudine alla scrittura, si partecipava alla realtà sociale per accedere ai vari cambiamenti del sapere attraverso la lirica, la poesia e la prosa e si poteva esprimere l’immensa ricchezza di sentimenti, l’identità forte, la dignità e la fierezza di un popolo, ma anche le melodie dei suoni, i profumi e gli odori della Calabria. Noi incarnavamo degli ideali, noi donne eravamo speranzose, quella stessa speranza che io oggi la riverso su mia figlia, artista e creativa Alessandra D’Agostino che compone musica, dipinge e si ritrova nel mito ideale e testimonia la mia continuità comunicativa.

 

Condividi sui social

Musica, domani il batterista Cristiano Micalizzi a Reggio Calabria. Il noto artista romano protagonista del workshop organizzato dalla Symphony City Music School diretta da Gianni Polimeni

(344) Sarà Cristiano Micalizzi il protagonista del workshop di batteria organizzato dalla Symphony City Music School in programma domani, mercoledì 27 aprile a partire alle ore 14,30 a Reggio Calabria presso l’auditorium “Lucianum”. Il noto batterista, figlio del famoso compositore Franco Micalizzi, autore e arrangiatore delle colonne sonore di famosissimi film poliziotteschi, si esibirà sul palco per studenti, appassionati e addetti ai lavori per approfondire la batteria nei vari stili e arrangiamenti rock, r&b, funk, blues, jazz, brazilian, afrocuban e fusion.

 

Si tratta del secondo appuntamento all’interno del ciclo di workshop organizzato dalla scuola diretta dal batterista reggino Gianni Polimeni, dopo l’appuntamento della scorsa settimana che ha visto protagonista il famoso chitarrista Mike Stern. “Da tre anni la scuola promuove questi appuntamenti di approfondimento – afferma il direttore di Symphony City Gianni Polimeni – seguendo il modello delle accademie americane. Riuscire a portare avanti questi progetti a Reggio Calabria non è semplice ma i workshop sono fondamentali per chi intende approfondire la materia, perché ha la possibilità di seguire dal vivo una vera e propria lezione da parte di docenti di primo piano nel panorama musicale internazionale. Cristiano Micalizzi è un musicista straordinario e sono orgoglioso che abbia accettato il nostro invito. Questo ciclo si concluderà a maggio – conclude Polimeni – con il grande Scott Henderson”. Nato a Roma, l'artista Cristiano Micalizzi muove i primi passi musicali sotto la guida esperta del padre Franco. Inizia giovanissimo a collaborare con lui in studio di registrazione come batterista e percussionista e contemporaneamente suona con svariate formazioni jazz e fusion nei vari club e teatri della capitale. Nel marzo del 1990 viene scelto da una giuria internazionale per far parte dell’orchestra diretta dall’arrangiatore e flautista americano James Newton. Lavora per tanti anni negli Stati Uniti e suona con vari artisti prestigiosi. Ha collaborato, tra gli altri, con musicisti e cantautori del calibro di Tim Ries (The Rolling Stones Project), Frank McComb, Crystal White, Herbie Goins, Jim Kelly, Bruce Bartlett, Jean-Pierre Como (Jean-Luc Ponty), Joy Malcolm (degli Incognito), Dave Binney, Stefano Di Battista, Marcello Rosa, Tiromancino, Max Gazzé, Paola Turci, Carmen Consoli, Daniele Silvestri, Ron, Loredana Berté, Ornella Vanoni, Riccardo Cocciante, Gianni Morandi, Massimo Ranieri e Anna Oxa. Fino ad oggi ha suonato con artisti del calibro di: Darryl Jones, Bernard Fowler, Tim Ries (The Rolling Stones Project), Frank McComb, Crystal White, Herbie Goins, Jim Kelly, Bruce Bartlett, Jean-Pierre Como (Jean-Luc Ponty), Joy Malcolm (degli Incognito), Dave Binney, Lynley Marthe (bassista di Joe Zawinul Syndicate), Z-Star, Sharlene Hector (Cantante dei Basement Jaxx), Belinda Skinner, Deitra Farr, Ben Sidran, Tollak Ollestad, Stefano Di Battista, Marcello Rosa, Gegé Telesforo, Pippo Matino, Rocco Zifarelli, Maurizio Lauzi, Tiziana Rivale, Francesca Alotta, Scialpi, Silvia Salemi, Gianni Togni, Neri per caso, Eramo e Passavanti, Bungaro, Tiromancino, Max Gazzé, Paola Turci, Carmen Consoli, Daniele Silvestri, Ron, Loredana Berté, Ornella Vanoni, Riccardo Cocciante, Gianni Morandi, Massimo Ranieri e Anna Oxa. Oltre alla partecipazione in varie trasmissioni televisive, Micalizzi collabora con docenti americani di Berklee ai clinics di Umbria Jazz e registra per la Polygram, la Sony, la Virgin e la BMG sia in Italia che all’estero. Maggiori informazioni sulla pagina www.facebook.com/symphonycity.musicschool/.

 

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: Teatro della Girandola, venerdì 29 e sabato 30, per la rassegna “Il vento che muove”, lo spettacolo “InCoscienza”

(343) Il Teatro della Girandola, per la rassegna “Il vento che muove”, promuove venerdì 29 aprile ore 21:00 e in replica sabato 30 aprile ore 21:00 lo spettacolo dal titolo “InCoscienza”. Lo spettacolo "InCoscienza" è scritto e interpretato da Valerio Strati, la regia è di Sandro Dieli e la produzione Carro di Tespi e Teatro alla Guilla.

 

Coscienza o Incoscienza? Tre personaggi diversi per raccontare la profondità e le contraddizioni dell’animo umano. Un giovane studente, un killer della mafia e un omosessuale nevrotico accomunati da un impulso omicida. Un’analisi schietta che tocca differenti corde dell’animo. La ragione dei personaggi prova a dare un senso a ciò che è contrario alla morale e alle leggi dell’uomo: uccidere. Durata: 40 minuti. E' consigliata la prenotazione allo 3207042460 oppure info@pagliacciclandestini.it.   
Teatro della Girandola
Via Muratori 2/C
Reggio Calabria

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: mercoledì 27 l’UGDCEC promuove l’iniziativa “Incontrando l’Unione”

(204) Il nuovo direttivo dell’UGDCEC di Reggio Calabria, insediatosi il 25 febbraio 2016, si avvia verso una nuova stimolante iniziativa “Incontrando l’Unione”, il cui scopo è quello di fornire a tutti i propri iscritti occasioni di riflessione, spunti e domande utili per la crescita professionale.

 

Il presidente dell’UGDCEC di Reggio Calabria dott. Francesco Caridi presenta il primo “incontro” dedicato al nuovo codice deontologico della professione, entrato in vigore il 01 marzo 2016. L’obiettivo è quello di divulgarne la conoscenza, ritenendolo di grande rilevanza etica, morale e relazionale. Interverranno il Dott. Antonio Repaci (Consigliere Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili – Componente Consiglio Disciplina Nazionale); il Dott. Pierluigi Pisani (Presidente del Collegio dei Probiviri dell’Unione Nazionale dei Giovani Dottori Commercialisti ed esperti contabili – Delegato di Giunta Commissione Deontologia ed Etica Professionale); il Dott. Bernardo Femia (Presidente ODCEC Reggio Calabria); il Dott. Giovanni Alessi ( Presidente Commissione disciplina presso ODCEC di RC); il Dott. Marcello Febert (Consigliere ODCEC di Reggio Calabria – Responsabile Formazione); il Dott. Francesco Caridi (Presidente UGDCEC Reggio Calabria). Siamo lieti di invitarvi a partecipare il giorno 27 aprile dalle ore 15,30 alle ore 18,00 presso la Sala Convegni dell’Ordine di Reggio Calabria, Via Tommaso Campanella n.38/A, gentilmente messa a disposizione dall'Ordine dei Dottori Commercialisti di Reggio Calabria. Si precisa che tale evento sarà gratuito ed aperto a tutti i praticanti e agli iscritti all'Ordine.

 

Condividi sui social

Viola Basket Reggio Calabria: le dichiarazioni del Presidente uscente, Giusva Branca

(174) Di seguito, dichiarazioni del Presidente uscente della Viola Basket Reggio Calabria, Giusva Branca: “Il Consiglio di Amministrazione dimissionario ha ritenuto opportuno e necessario indirizzare il cammino del Club verso la nomina di un organo di gestione di livello tecnico-finanziario-manageriale caratterizzato da un profilo specifico funzionale alle immediate esigenze di ordine finanziario e congruo alla nuova fase di ulteriore crescita che si apre per la Società.

 

Continuerò con altri ruoli ad essere funzionale al progetto che 2 anni addietro ho intrapreso su mandato della proprietà – che ringrazio per il privilegio accordatomi – e che, mi piace sottolinearlo, ha portato la Viola Basket a occupare nuovamente un posto di riferimento stabile e riconosciuto nel panorama del basket nazionale. Esattamente da qui, ancora tutti assieme, partiamo per costruire un futuro ulteriormente in crescita per la nostra Viola, unico bene supremo per il quale tutti abbiamo il dovere etico e morale di spenderci in prima persona, animati esclusivamente da puro spirito di servizio”.

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: inaugurata la mostra di Elmar “V.I.T.R.I.O.L.”

(349) Domenica 24 aprile è stata inaugurata, presso i locali dello Showroom Laruffa Luppino, in via Torrione n°75, “V.I.T.R.I.O.L” la mostra personale dell’artista reggina Elmar. Ad impreziosire la serata la presentazione di Francesco Villari, l'intervento dello studioso e antropologo Pino Rotta,

 

che ha introdotto il suo percorso artistico delineando contenuti e significati, Il dr. Vincenzo Maria Romeo, neuropsichiatra, voce narrante carica di suggestioni, l'attrice Nadia Cassini, madrina della serata ed il maestro Salvatore Familiari, che ha accompagnato la performance con i suoi pezzi musicali. L'ambiente riccamente allestito con le opere dell'artista ha fatto da perfetta cornice per la sua performance ricca di significati simbolici. La distruzione dell'opera "L'abbraccio della follia", tela prediletta da Elmar, ha costituito una sorta di purificazione, di metamorfosi dell'animo, una chiusura con il passato per accogliere un nuovo scintillante presente. Fondamentale l'epilogo consistente nel donare parti della propria opera, e di conseguenza di se stessa: l'artista crea e distrugge, secondo il proprio sentire, ed infine condivide con i fruitori quell'insieme di frammenti di vita, segmenti del suo sconfinato amore per l'arte.

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: Consulta degli Studenti dell’Accademia delle Belle Arti “Non ci resta cha andare a fare lezione in strada”

(348) “In merito a quanto emerso durante l'Assemblea Studentesca, iniziata giorno 21/04/16 e proseguita per tutta la durata del giorno seguente, per protestare contro una situazione divenuta insostenibile e per informare la cittadinanza su quanto accade oggi in Accademia,

 

l'Assemblea ha deciso di manifestare, svolgendo le lezioni all'aperto, precisamente all'Arena dello Stretto del Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria, organizzando, nel rispetto dell'orario accademico, delle performance artistiche. La manifestazione inizierà mercoledì 27 Aprile, e continuerà nei giorni successivi, con lo scopo di denunciare le seguenti problematiche: mancanza di polizza assicurativa a tutela di studenti e docenti; mancanza di materiale basilare per le attività accademiche; divieto di libero accesso alla struttura; dancanza di trasparenza amministrativa”. La Consulta degli Studenti dell'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

 

Condividi sui social

Corigliano Calabro (Cs): la pioggia non ferma il debutto di “Una storia importante” di Chiara e Martina Scarpari

(346) Debutto bagnato per le gemelle Chiara e Martina che a Corigliano Calabro, ieri sera, hanno dato il via al tour promozionale “Una Storia Importante”, il primo della loro giovane carriera musicale. Nonostante il freddo e la pioggia, il pubblico coriglianese ha riempito Piazza San Francesco

 

per tutta la durata del concerto, godendosi il meglio del repertorio musicale che ha caratterizzato il percorso delle talentuose quindicenni reggine. Tantissimi i fan che, in una serata tutt’altro che primaverile, hanno sfidato le intemperie e hanno raggiunto la piazza cosentina per assistere alla prima di questo nuovo progetto musicale realizzato con la direzione artistica del M° Christian Cosentino e la supervisione del M° Vince Tempera. A Corigliano, Chiara e Martina hanno dato l’ennesima prova della loro maturità artistica, regalando emozioni al pubblico presente e tenendo il palco per oltre due ore di concerto, come solo i grandi cantanti sanno fare. Ad accompagnarle per tutta la serata ci hanno pensato la bella presentatrice Erica Cunsolo e il simpatico cabarettista Paolo Martino che, insieme ai musicisti della Chiara&Martina’Band, hanno fatto da cornice ad uno spettacolo che ha saputo conquistare anche il maltempo. Sui social, questa mattina, le prime reazioni dei fan di Chiara e Martina che hanno condiviso video e foto della serata, accompagnati dal commento – emozionato – dello staff di due ragazze che con la loro bravura continuano a stupire anche chi le ha sempre seguite in questa loro intensa “storia importante”.

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: Di Pietro (Destra per Reggio) “Urbanistica sempre più gravosa per i reggini”

(98) “Anche il settore urbanistica è destinatario di una delle manovre di “svolta” che l' amministrazione comunale ha inteso mettere in campo per migliorare lo staus quo cittadino. Talmente tante le “svolte” poste in essere in questi diciotto mesi che si è finiti per infilare una via in controsenso, come questa ultima trovata della giunta Falcomatà ha ben pensato di mettere in campo caricando i cittadini di un ulteriore balzello nel momento in cui devono regolarizzare una istanza all'urbanistica per i lavori sugli immobili.

 

E' il segno inequivocabile, se ancora ce ne fosse bisogno, di come si stia tornando irrimediabilmente indietro, con un apparato di gestione politica ed autoreferenziale lontano dalle reali esigenze dei cittadini. Dopo l'annullamento delle procedure informatizzate, predisposte nel 2008 ed utilissime per la presentazione di tutta una serie di atti come “dia” e similari attrraverso una piattaforma telematica ed in linea diretta con gli uffici dell'urbanistica, si è ben pensato di ripristinare l' inutile e dispendioso appesantimento della macchina burocratica e, per chiuduere il cerchio oneroso, si è voluto deliberare un aumento dei gravami finanziari che i buoni cittadini devono sostenere allor quando devono eseguire dei lavori e vogliono farlo in regola con la Legge. Una modalità di certo inadeguata a sostenere ed incentivare i residenti e le imprese nel rispetto di quelle procedure che la normativa, già di per sé macchinosa, impone a chi rifugge dalla prassi dell'abusivismo; il tutto nel puro stile demagogico di chi governa la Città con improvvisazione ed incapacità strutturale. Non vengano a sostenere i giovani ospiti di Palazzo San Giorgio che l'aumento dei gravami finanziari urbanistici è dovuto ai debiti del Comune, non tiene ormai ed è pura mistificazione; è notorio di come i cassetti del settore urbanistica siano pieni di migliaia di pratiche del condono edilizio e che la buona amministrazione di centro destra aveva inteso definire con un progetto la cui gestione avrebbe portato, già in prima battuta, almeno cinque milioni di euro nelle casse comunali sostenendo così l'economia cittadina senza gravare sulle famiglie e sulle imprese. Ma si sa questo riesce a fare il giovane Falcomatà e la sua squadra politica, tanta dietrologia e poca buona amministrazione, salvo sparlare del passato e poi inaugurare opere e cantieri già avviati nel 2012 ultima eredità di governo della Destra reggina”. Renato Di Pietro, Destra per Reggio.

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: “Mala sanitas” agli OO.RR., Azione Nazionale “Falcomatà parla da cittadina o da fratello di persona indagata?”

(97) “La recente inchiesta che ha interessato il reparto di Ginecologia e Neonatologia degli Ospedali Riuniti – affidando le sentenze e gli approfondimenti agli organi competenti – avrebbe dovuto indurre la società civile e la politica a riflessioni più appropriate.

 

Certamente è intollerabile dover assistere a prediche e paternali da parte di soggetti non titolati, almeno per pudore, a proferire parola sull’argomento.  E’ il caso, manco a dirlo, del sindaco di Reggio Calabria Falcomatà, capace anche in questa occasione di “sfruttare” il clamore mediatico a proprio uso e consumo rilasciando dichiarazioni in pompa magna, costruendosi la solita “aurea” di “verginello” dalla faccia pulita, consumando interviste televisive sulle emittenti nazionali, dispensando “morali” con dichiarazioni a mezzo stampa. Il dilemma che ci assale, però, è capire se Falcomatà abbia rilasciato queste interviste quale primo cittadino di Reggio o quale fratello di una persona indagata proprio per un “dubbio” concorso agli Ospedali Riuniti; se abbia parlato solo per circostanza (in pieno stile renziano) o per un tormentato sussulto di coscienza. Certamente Falcomatà avrebbe dovuto preferire il silenzio alla banalità. Avrebbe dovuto tacere piuttosto che prendere in giro i cittadini. “Il posto è mio” arrogava qualcuno: ed era un posto proprio agli Ospedali Riuniti, in sfregio ad un regolare concorso pubblico: una procedura per la quale, lo ricordiamo al Sindaco, sua sorella Valeria e suo cognato Demetrio Naccari Carlizzi (altro moralizzatore di professione) risultano indagati. E visto che di sanità si parla, Falcomatà avrebbe potuto ricordare, magari tra una frase ad effetto ed un’altra, quando lo stesso Naccari Carlizzi, al telefono, voleva “far vendere un organo” ad un giornalista colpevole solo di aver svolto il proprio lavoro, approfondendo i contorni dell’inchiesta in questione, senza schierarsi nell’oblio del silenzio a cui molta stampa reggina è consapevolmente piegata. Ecco forse Falcomatà, sindaco, avrebbe dovuto esporsi su queste vicende o, in caso contrario, avrebbe dovuto tacere. Quantomeno per pudore”. Azione Nazionale Reggio Calabria.

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: l’artista Taciana Coimbra porta in piazza la sua “Auto-Nòmos”

(342) Sabato 24 Aprile, l'artista Taciana Coimbra ha portato in piazza la sua performance dal nome "Auto-Nòmos". Alle 11, precisamente a Piazza De Nava a Reggio Calabria, Coimbra si è presentata vestita con una camicia di forza, da lei costruita, con lo scopo di sensibilizzare la collettività.

 

Ai piedi due porta documenti, pieni di pezzi di carta, simbolo delle lunghe e difficoltose pratiche burocratiche che spesso limitano l'agire dell'uomo. Le braccia e le gambe si agitano ritmicamente collegate da un grande elastico, Taciana intende richiamare l'immagine della marionetta; si intravede una piccola possibilità di movimento, forse una speranza, lasciata intendere dalle maniche tenute libere. Viene consegnato al pubblico un pezzo di stoffa, arrivato dal Brasile, che la stessa artista ha stampato usando la tecnica della serigrafia; su di esso è presente la copia del suo certificato di nascita, che timbrandolo di volta in volta, impregnandolo di "autonomia", ne fa dono come a voler donare, in un certo senso, se stessa. La performance si svolge dietro un bancone: "Il bancone è qualcosa che mi è rimasto impresso perché quando si è in fila per ottenere un documento, un diritto, quando si aspetta, ce n'è sempre uno" afferma Coimbra. La gente va e viene, alcuni accettano il regalo, soprattutto i giovani, loro hanno capito di cosa si parla; altri invece fanno un passo indietro, pensano che si tratti di una burla, di una cosa bizzarra. Ma Taciana lo sa e aggiunge "La stessa performance fatta in un altro ambiente ha suscitato attenzioni ed emozioni diverse. Non si da più molto senso all'opera in sé, ma soprattutto al contesto in cui è inserita. Io voglio comunicare qualcosa, voglio che arrivi il mio appello, ma ho deciso di scendere in piazza affinché il messaggio appartenga a tutti, senza condizioni". E noi ti diamo un grande in bocca al lupo Taciana, perché l'arte, anche qui, è un diritto di tutti. * Addetto stampa Associazione Culturale Multietnica “Terra Senza Confine”.

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: Accademia delle Belle Arti, la Consulta degli Studenti chiede l’attenzione delle istitutizioni

(341) “La Consulta degli Studenti dell'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, sentiti gli studenti tutti tramite le numerose assemblee studentesche svolte in questo anno accademico, in particolare quelle degli ultimi due mesi (03-21/03 e 22-04), desidera informare l'opinione pubblica sulla grave situazione in cui la nostra Accademia si trova, evidenziando, per ora, soltanto le problematiche più importanti.

 

Gli studenti della nostra Accademia si ritrovano a dover provvedere autonomamente all'acquisto del materiale basilare necessario per produrre qualsiasi tipo di lavoro e i docenti sono in difficoltà poiché spesso le materie prime sono insufficienti a completare o addirittura ad iniziare le attività laboratoriali. Nonostante ciò, qualche mese fa sono state bloccate le minute spese e subito dopo è stato revocato l'esercizio provvisorio, quindi adesso nessuno potrà più spendere niente, e chi aveva già provveduto di tasca propria, non godrà di alcun rimborso. Come se non bastasse, il mese scorso siamo venuti a conoscenza del fatto che attualmente in Accademia non esiste alcuna polizza Assicurativa attiva, che tuteli studenti e docenti; mentre i secondi sono comunque tutelati in quanto lavoratori, per i primi non c'è alcuna protezione. Abbiamo più volte richiesto la trasparenza amministrativa, ma senza alcun risultato. Abbiamo degli studenti in Erasmus da un mese ai quali non è arrivato alcun finanziamento, nonostante quanto previsto dal regolamento. In ultimo, è stato manifestato il malcontento riguardante il decreto del Presidente (N. Prot. 0001071 del 18/04/2016 – USCITA sottocl. A – 4677) che, di fatto, statuisce e sottopone l'accesso ai luoghi dell'Accademia a determinate e puntuali prescrizioni previste nell'atto stesso. Al contrario, il Ministero prevede dei questionari di valutazione dei servizi dell'Accademia dove viene chiesto di valutare quale sia il livello di disponibilità di spazi destinati alla didattica straordinaria e allo studio personale e di quali attrezzature esso sia dotato, partendo dal presupposto della obbligatorietà degli stessi. Riteniamo che a queste condizioni non sia più possibile continuare a frequentare questa Accademia, purtroppo destinata a morire se continueranno tutti a non prendere in considerazione le problematiche presenti nella stessa; di questo passo Reggio perderà un altro gioiello, la prima Accademia di Belle Arti in ordine di istituzione in Calabria e la terza nell'Italia meridionale dopo quelle di Napoli e di Palermo. Chiediamo dunque l'attenzione delle istituzioni”. La Consulta degli Studenti dell'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

 

Condividi sui social