Quella monasteracese è stata certamente un’estate ricca di intrattenimento, vissuta all’insegna dell’arte e della riflessione. Sabato 8 settembre chiuderà i battenti l’annuale edizione del Magna Graecia Teatro Festival che ha portato a Monasterace 5 spettacoli e artisti di rilievo nazionale. Alle 21.30, nel giardino del Museo Archeologico andrà in scena “Intraterrae” di Pier Paolo Polcari, presentato dalla Marocco Music. Uno spettacolo da cui riaffiorano le storie di un Sud sofferente ma vivo, ricco di umanità e poesia.
Un luogo in cui i figli sono ancora costretti ad emigrare alla ricerca di un futuro che invece dovrebbero poter costruire, nel migliore dei modi, rimanendo lì nella terra a loro tanto cara. Il progetto “Intraterrae” ruota intorno ad un’idea, far interagire le sonorità e lo straniamento spazio/temporale dell'elettronica con i racconti e la poesia di una cultura, quella contadina del Sud del Mediterraneo, saldamente radicata al tempo ed al luogo, creando uno spettacolo intenso dove alle suggestioni degli intrecci sonori, si aggiungono quelle dei testi recitati, della danza e delle immagini in un mash up fra visioni e suggestioni acustiche sempre strettamente “dal vivo”. Il progetto teatrale è ispirato al nuovo disco da solista di Pier Paolo Polcari, colonna portante degli Almamegretta, che, in questa produzione solista, mette a nudo le radici della sua “anima migrante”, radici che si sono nutrite non solo della lezione autentica dei maestri cantori del meridione d’Italia, come Giovanni Coffarelli, ma che attingono anche al Carlo Levi di ‘Cristo si è fermato ad Eboli’ e, nella contemporaneità, alla scrittura poetica e dolente di Franco Arminio. Lo spettacolo pertanto, produzione originale per il Magna Graecia Teatro Festival 2012, è capace di condurre lo spettatore lungo un percorso fatto di musica, immagini, danza e parole e che finisce per divenire taccuino sonoro e visivo su cui appuntare i microframmenti del quotidiano di chi resta e chi parte. Queste istantanee di vita saranno recitate dall'attore Salvatore Cantalupo (frammenti tratti da Ibico, – poeta “reggino” del VI sec. a.C – Ignazio Butitta, Rocco Scotellaro, Franco Costabile, Raffaele Carrieri, Franco Arminio), danzate da Erminia Sticchi, suonate da Paolo Del Vecchio e Ivan Lacagnina, cantate da Marina Mulopulos, ritmate con voce e strumenti da Marzouk Mejiri , raccontate in musica da Massimo Ferrante, da sempre cantore della tradizione calabrese, visualizzate da Francesco Lettieri, filtrate e mixate da Gaetano Cirillo, infine coordinate e ricucite dalla regia musicale di Pier Paolo Polcari che dà appuntamento a sabato 8 settembre alle 21.30 al Museo Archeologico di Monasterace. Il Sindaco, Maria Carmela Lanzetta.