(256) La crisi economico-finanziaria che attanaglia gran parte d’Europa certamente non può risparmiare il mondo del calcio. La storia racconta lo stupore del primo ingaggio milionario in Italia, Beppe Savoldi al Napoli per l’esorbitante somma di un milione di vecchie lire! Altri tempi.
Oggi se non si parla di milioni di euro non fa notizia. La verità è che le Società di serie A vivono per il 60% con gli introiti dei diritti televisivi, per cui i bilanci delle Società sono tutti in passivo, a prescindere dai “miracoli contabili”. Non esiste, se non per pochissime Società, un vero e proprio sistema manageriale. Un Manager che si rispetti non dorme la notte per individuare strategie, tecniche, progetti, affinchè la propria Azienda florifichi sempre di più, guardando al passato, che sempre ci insegna qualcosa ma, proiettando il presente nell’immediato futuro. Come primo punto, secondo me, occorre che le Società di calcio divengano proprietarie dei stadi delle loro città. Lo stadio deve essere un punto di aggregazione per tutti. Bisogna sfruttare qualunque cosa che attragga, diverta, socializzi. Che sia un ritrovo per la comunità. Attrezzare lo stadio come se fosse la propria casa, allargata a tutti, dove si trovi un po’ di tutto, creare una città nella città. Sponsorizzare la propria squadra, in modo ampio, significa fare business. Non dimentichiamo un altro punto, che non è secondo a nessun’altro: i vivai! Essenziali, indispensabili per qualunque Società, il volano di sviluppo per tutto ciò che abbiamo detto. Ma ci sarebbero tante altre cose. Il discorso sarebbe molto lungo. Tutto ciò, però, messo nelle mani sbagliate ovvero sempre delle stesse persone, che a volte cambiano solo sedia, fallirebbe prima di partire. Voglio dire: le persone giuste al posto giusto! Bisogna cambiare, innovare e rinnovare, è una regola di vita! * Manager “Football Agency Mafrica S. s.r.l..