Il piede: straordinario prodigio architettonico e biomeccanico

altaltaltaltIl piede e’ un meraviglioso strumento deputato alla stazione eretta, alla deambulazione, al salto ed alla corsa. Per molto tempo e’ stato un elemento del nostro corpo troppo trascurato nonostante fosse chiara a tutti la sua funzione di sostegno e quella altrettanto importante di consentire il movimento. Il piede e’ una struttura estremamente complessa, composto da 26 ossa articolate tra loro in modo da costruire una volta plantare trasversale ed una longitudinale (nelle foto), così da ottimizzare la distribuzione del carico e sopportare durante la stazione eretta tutto il peso del corpo, trasportandolo su qualsiasi terreno durante la deambulazione e lanciandolo nel salto per riceverlo ed ammortizzarlo nella ricaduta. Ogni condizione patologica che crea una variazione dell’appoggio statico e dinamico del piede alterandone le sue funzioni crea un quadro clinico più o meno grave. Il ruolo dinamico svolto dal piede può essere distinto in quattro funzioni: la funzione motoria che consente la propulsione attiva del corpo durante il passo, la corsa, la salita e discesa delle scale, il salto e la ricaduta; la funzione stabilizzante che consente un adattamento di tutto il corpo ad ogni tipo di terreno; questa  complessa funzione è assicurata sia dall’articolazione sotto-astragalica (nella foto);

“pivot” centrale tra piede astragalico e piede calcaneare, sia da un perfetto ed armonioso equilibrio muscolare; la funzione ammortizzante delle pressioni, assicurata in particolare dalle 31 articolazioni di cui è composto e dalla spessa imbottitura cellulo-adiposa plantare che agisce da “pneumatico del piede”; la funzione “tecnica specifica” in particolare nello sport: quale ad esempio il calcio nel footboll, la stazione eretta prolungata sulle punte nella danza, l’oscillazione ritmica nel nuoto, ecc. Il piede non si limita però a sopportare solamente il peso del corpo, bensì svolge anche due importanti funzioni fisiologiche non locomotorie: la funzione di pompa periferica del sistema venoso e quella di trasmettitore di preziose informazioni al cervello. La “soletta venosa plantare” di Lejars riveste un ruolo fondamentale nell’ambito del sistema venoso degli arti inferiori. Il sangue, dopo essere stato “spinto” dal cuore verso le estremità del corpo, per poter essere riossigenato, deve “ritornare” al muscolo cardiaco attraverso il circolo venoso. Il ritorno venoso dagli arti inferiori al cuore, evento che avviene in direzione antigravitaria, è favorito dalla contrazione muscolare che agisce a mò di pompa sia durante la stazione eretta e sia durante la deambulazione. Durante la marcia, infatti, la compressione delle vene plantari che si svuotano ad ogni passo facilita il ritorno venoso e, per tale motivo, la pianta del piede è considerata come un vero e proprio “cuore periferico”; la funzione di adattamento: per mezzo della sua fitta rete nervosa, trasmette al cervello tutte le informazioni recepite dalla cute, dai tendini, dalle articolazioni, nonchè le sensazioni termiche, tattili, vibratorie e spaziali. È proprio grazie a queste informazioni che il cervello, anche nelle condizioni di precario equilibrio statico-dinamico del corpo, è sempre in grado di affrontare tali problematiche situazioni “ordinando” un immediato ed adeguato adattamento del piede al suolo. Per ulteriori informazioni www.dottorelorenzo.com.

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Author: Maurizio Gangemi