

Il piede nel bambino (nella foto) rappresenta sia un organo di senso che di moto. La sua importanza è evidenziata già nei primi giorni di vita: il piede, infatti, rappresenta la struttura con la quale il neonato realizza i primi contatti con il mondo esterno. È gesto comune del bambino nella culla tendere i piedini e non le mani, verso la mamma china su di lui. Una domanda molto comune da parte dei genitori è come e quando fare camminare il bambino e che calzature usare. E’ assolutamente necessario astenersi dal forzare il bambino a camminare precocemente. Egli inizierà a farlo non appena “sentirà”che le sue gambe sono capaci di permetterglielo. La deambulazione e’ un atto fisiologico molto complesso legato alla coordinazione dell’apparato muscolo-scheletrico e neurologico: sono impegnati in essa tutti i gruppi muscolari degli arti superiori ed inferiori in fasi ritmiche di contrazione e rilasciamento. E’ importante quindi che la stazione eretta e la deambulazione il bambino lo “conquisti” gradatamente da solo con i suoi tempi fisiologici: dapprima sta supino , dopo sta seduto, quindi piano piano comincia a camminare a quattro zampe (a cagnolino), successivamente si alza in piedi tenendosi dagli oggetti, infine deambula prima tenendosi dagli oggetti e dopo poco inizia la deambulazione libera.
Sconsiglio assolutamente l’uso del girello e di forzare ed aiutare il bambino a stare in piedi o a camminare precocemente. Un precoce inizio della deambulazione è spesso la concausa di patologie quali il ginocchio valgo, il ginocchio varo (nelle foto), la deambulazione sulle punte e la deambulazione a punte in dentro. Ulteriori consigli utili sono: non fare camminare mai il bimbo scalzo in casa, né fargli calzare delle pantofole: il piede nei primi anni di vita è prevalentemente un organo di senso, quindi cerca si “sentire” con la pianta del piede il pavimento e se esso è completamento liscio sicuramente favorisce l’appiattimento della volta plantare; è utile invece fare camminare il bambino, quando è possibile, scalzo su terreno incerto (sabbia, prato, terra) in quanto gli stimoli plantari prodotti dal terreno accidentato hanno effetti tonificanti su tutto il piede in particolare sulla volta plantare; evitare che il bambino vada incontro ad un eccessivo aumento ponderale. Nella primissima infanzia la grande maggioranza dei bambini ha un piattismo del piede dovuto alla presenza di abbondante tessuto adiposo sottocutaneo a livello dell’arco plantare. È intorno ai tre anni che si completa il processo di formazione dell’arco plantare. Il peso corporeo influisce molto su tale processo. Un bambino in soprappeso ha molte più possibilità di avere un piede piatto e/o un ginocchio valgo (nella foto), sia per il peso eccessivo, che per la minore attività fisica. Esiste inoltre una predisposizione familiare alle alterazioni morfologiche del piede del bambino, specie il piede piatto. Buona norma è quella di controllare i piedi di entrambi i genitori per evidenziare eventuali anomalie. Un attenzione particolare merita anche la calzatura che il bambino utilizza. Essa non deve risultare troppo stretta, perché potrebbe favorire l’insorgenza di piede cavo, né troppo grande, perchè potrebbe provocare il piede piatto. Una calzatura troppo corta determina nel bambino una deformità ad uncino delle dita del piede ed incava la superficie plantare in modo esagerato. Spesso si acquistano delle calzature senza tenere conto che nel bambino il piede aumenta le proprie dimensioni rapidamente. Se la calzatura diventa piccola precocemente le dita urtando contro l’estremità anteriore della scarpa possono ripiegarsi “a martello” e determinare irritazioni cutanee. La valutazione del consumo della suola assume notevole importanza. Essa può dipendere sia da patologie del piede che di altri distretti anatomici come anca, ginocchio, tibia e collo-piede che vanno accuratamente studiati. Consiglio di non fare portare calzature al bambino se non all’inizio della deambulazione, fino ad allora è sufficiente una calzatura di morbida pelle che ha solo una funzione protettiva. E’ all’inizio della deambulazione che è importante la scelta delle calzature. Esse devono avere i seguenti requisiti: contrafforti rigidi posteriori, per sostenere bene il retropiede; suola di cuoio e tomaia abbastanza flessibile; punta della scarpa abbastanza ampia per consentire alle dita del piede una sufficiente libertà di movimento. Per ulteriori informazioni www.dottorelorenzo.com.