
Dal nostro lettore DoC, riceviamo e pubblichiamo. E’ proprio vero che al peggio non c’è fine.! Ci spieghiamo meglio: pensavamo che a Gambarie si fosse già toccato il fondo negli anni scorsi, con le improvvise e ingiustificate chiusure degli impianti, con le piste non pulite e quindi difficilmente fruibili se non con un metro di neve, con i cannoni mai entrati in funzione se non il giorno del collaudo, con la pista "Nino Martino" MAI aperta al pubblico (nonostante esista un ingegnere di Santo Stefano in Aspromonte pagato anche per il controllo della stessa) e con la Telese “concessa” agli sciatori 3-4 giorni a stagione, nonostante la stessa, così come la già citata "Nino Martino", essendo esposta a nord non soffra del maledetto scirocco e rimanga perfettamente innevata da dicembre ai primi di aprile. Ma a Gambarie, purtroppo, “Non ci sù sordi!”. Questa la perenne giustificazione ripetuta in maniera spesso scortese e quasi ossessiva da tutti gli amministratori del Comune di Santo Stefano in Aspromonte succedutisi in questi ultimi 15 anni, da quando cioè un disboscamento mirato (accettato anche dagli ambientalisti locali nel nome dello sviluppo turistico invernale di Gambarie) “ripuliva” interi pezzi di montagna da pini, abeti e faggi per dare vita (si fa per dire) a 3 nuove e bellissime piste (una azzurra, una rossa e una nera) con relativi impianti di risalita, destinate a diventare il fiore all’occhiello di una località che, aggiungendo le 3 nuove alle 2 piste già esistenti, poteva fregiarsi di quasi 12 km di piste da discesa, cosa che nessun’altra stazione sciistica al di sotto del lontanissimo Abruzzo, poteva (e può!) vantare.
A tutto ciò contemporaneamente si aggiungeva, ciliegina sulla torta (e grazie ad un finanziamento comunitario), l’installazione dei cannoni sparaneve che, in caso di scarso innevamento, avrebbero comunque garantito una sufficiente sciabilità anche alle quote più basse e sulle piste esposte allo scirocco. Sembrava l’inizio di una bella favola, con migliaia di sciatori calabresi e siciliani che quasi non credevano ai loro occhi per la rapidità di realizzazione di tutti gli interventi, pronti a lanciarsi sulle favolose piste di Gambarie. Ma tanto gli sciatori, le piste e gli impianti erano pronti, altrettanto si dimostravano da subito impreparati gli amministratori del Comune di Santo Stefano, che, anziché programmare il futuro di una stazione all’avanguardia, si preoccupavano più che altro di rintuzzare gli “attacchi” delle varie società private che, a vario titolo, si proponevano periodicamente per un’eventuale gestione, anche mista, degli impianti. Come dire: “Gambarie è nostra, Dio ce l’ha data e guai a chi la tocca!!”. Diritto divino insomma, senza però tenere conto che a dare le perle ai porci, si fa solo il male di entrambi. E così la perla Gambarie, proprio da quando ha avuto a disposizione tutte le strutture per il salto di qualità, ha conosciuto invece, grazie a un terribile mix di incompetenza, improvvisazione, incapacità e presunzione di chi l’ha amministrata e gestita fino ad oggi, un lento ma inesorabile declino, culminato nell’abbandono della stazione da parte dell’utenza siciliana e addirittura reggina, che, ormai tristemente rassegnata, preferisce percorrere centinaia di chilometri in più per recarsi in località quali Camigliatello, Lorica o Villaggio Palumbo, che, pur disponendo di meno della metà delle piste e degli impianti della mancata perla aspromontana, hanno amministratori (e società) capaci di fare funzionare tutto al meglio. Storia decisamente triste, ma ormai vecchia, e poi a Gambarie, si sa e lo abbiamo già detto, “Non ci sù sordi!”. Ma proprio qui, invece, casca l’asino!! Si da il caso che la Regione Calabria, interessatasi lo scorso anno concretamente e a furor di popolo alle problematiche di Gambarie, ha disposto l’erogazione al Comune di Santo Stefano in Aspromonte di un contributo straordinario di 400.000 euro finalizzato (e quindi teoricamente non diversamente utilizzabile) al rilancio della stazione turistica invernale e degli impianti di risalita di Gambarie. Cifra che nasce da un calcolo effettuato da tecnici del massimo ente locale e che dovrebbe essere più (molto più) che sufficiente per garantire che tutto, e sottolineiamo tutto, inizi finalmente a funzionare alla perfezione, incluso ciò che non ha funzionato mai. Nello specifico i 400.000 euro dovrebbero servire alla pulizia (da fare entro l’autunno) e alla messa in sicurezza delle piste, all’acquisto di un nuovo motore per lo skylift della famigerata “Nino Martino”, con la revisione totale dello stesso così come di tutti gli altri impianti, al pagamento delle utenze nonché, dulcis in fundo, delle spettanze dovute a tutti gli operai stagionali previsti per il periodo invernale. I soldi, quindi, finalmente “nci su’ ”, e sono pure tanti! Ma a tutt’oggi però, pur avendo il Comune di Santo Stefano regolarmente ricevuto all’inizio della scorsa estate l’intero contributo, nulla di tutto questo è stato fatto e gli euro giacciono (o almeno dovrebbero) ancora inutilizzati nelle casse comunali. E così a Gambarie (e solo a Gambarie!!!) può accadere anche che una fantastica nevicata natalizia, tra l’altro prevista con largo anticipo dai meteorologi, si trasformi nell’ennesima figuraccia per la località e gli amministratori del Comune di Santo Stefano, con una sola seggiovia aperta (la seconda, il 26 dicembre, risulta essere ancora in attesa di collaudo!!!) e solo per i pedoni, visto che la mancata pulizia estivo-autunnale delle piste fa si che pietre e arbusti alti più di un metro non ne consentono la regolare apertura agli sciatori. Tutto questo mentre le altre stazioni invernali calabresi, tutte con impianti e piste regolarmente aperti, registrano il pieno di sciatori provenienti da ogni angolo di Calabria (Reggio inclusa) e Sicilia. A questo punto è più che lecito, per non dire inevitabile, domandarsi cosa sarebbe potuto accadere se la gestione degli impianti e delle piste di Gambarie, nonchè questi 400.000 euro, fossero stati affidati a giugno ad amministratori capaci o ADDIRITTURA a una società privata?? Non è difficile immaginare che tutto avrebbe funzionato a dovere e probabilmente, per non dire sicuramente, con la tanta neve naturale caduta in questi giorni, magari aggiunta a quella artificiale sparata dai cannoni dato che la temperatura si è mantenuta sotto zero per 4 giorni e 4 notti consecutivi, il Natale 2011 sarebbe stato ricordato a Gambarie come uno dei più belli del secolo! E invece, nonostante il paesaggio comunque da fiaba, risulta essere di una tristezza infinita, con frotte di sciatori che arrivano e scappano subito via, noi che cerchiamo di consolarci con crispelle e panettone, e i porci che continuano indisturbati a mangiare le perle.