Democrazie e civiltà

Su democrazie e civiltà bisogna intendersi ed essere onesti. Un giovane reggino arriva a Treviglio ed apre una sua attività, lanciando, nella filiera di mercato trevigliese, i buoni prodotti della nobile terra di Calabria, quei prodotti di cui, in estate, turisti e calabresi in vacanza, vanno a caccia. Un reggino che mette in piedi una iniziativa commerciale fa il triplo della fatica, perché deve superare molti “ostacoli”, non solo burocratici, per cui, una volta conseguito l'obiettivo, lo difende con il massimo delle energie. Avendo tanto lavorato sull'obiettivo, tende alla tutela del marchio e, quando lo ritiene necessario, ne sottolinea le qualità. Prende carta e penna e scrive: “Questa è una macelleria italiana”, mette la bandiera tricolore e tutti sanno cosa si vende. Punto e basta! Tutto dovrebbe finire a questo punto del racconto. Io al suo posto avrei scritto “Sono un reggino, italiano e vendo prodotti calabresi”. Se lo avesse fatto, lo avrebbe fatto con lo stesso diritto con cui altri dicono “Sono bergamasco” piuttosto che “Sono torinese” o “Sono marocchino” e via dicendo. Ed invece apriti cielo. Arrivano i “salottieri del razzismo” e bla, bla, bla… Miopi ed insensati: poi è il mondo, i cosiddetti mercati, che ci travolge senza guardare al colore della nostra pelle.

Poi arrivano i “difensori d'ufficio” ed altri bla, bla, bla… La questione vera è che bisogna vivere nella gioia dell'integrazione, nella soddisfazione di conoscere il mondo anche attraverso i racconti dei nostri vicini di altre etnìe. Ma attenzione: questo vale per tutti, anche per chi uccide i cattolici e non consente nel proprio paese il godimento di quelle tutele che in Europa ed Italia pretende per sè.

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Author: Maurizio Gangemi