Roma: la Guardia di Finanza sequestra oltre 23000 mascherine non sicure e più di 1200 flaconi di igienizzante spacciato per biocida (video)

(83) Continuano senza sosta, nella capitale e in provincia, i controlli dei Finanzieri del Comando Provinciale di Roma per contrastare le condotte fraudolente legate all’epidemia da “Coronavirus”.

Nel corso di un controllo presso una parafarmacia ubicata nel quartiere Esquilino, militari del 2° Nucleo Operativo Metropolitano hanno sequestrato 15.700 mascherine di produzione indiana, sprovviste del marchio di qualità CE e senza alcun confezionamento in grado di salvaguardarne la sterilità. 8.000 pezzi sono stati rinvenuti all’interno dell’esercizio commerciale e altri 7.700 stoccati nel bagagliaio dell’autovettura di proprietà del titolare, che è stato denunciato alla Procura della Repubblica capitolina per il reato di frode in commercio.

Più di 3.500 mascherine chirurgiche monouso, anch’esse non conformi alla normativa comunitaria e nazionale, sono state scovate dalle Fiamme Gialle del 3° Nucleo Operativo Metropolitano in una rivendita situata al Prenestino, riconducibile a un cittadino cinese che, sfruttando l’aumento esponenziale della domanda, aveva pensato bene di procurarsi il materiale e le attrezzature necessarie per la produzione “artigianale” dei dispositivi, che poi piazzava sul mercato completamente “in nero”. Per l’uomo, colto mentre era intento al loro confezionamento, è scattata la segnalazione all’Autorità Giudiziaria per frode in commercio.

In una ferramenta di Ardea la Compagnia di Pomezia ha individuato una settantina di flaconi, confezionati artigianalmente, recanti indicazioni errate sull’idoneità del prodotto ad eliminare batteri, funghi e virus, pertanto potenzialmente ingannevoli per i clienti, indotti a fidarsi dell’efficacia igienizzante del prodotto. Gli accertamenti svolti dai Finanzieri per ricostruire la filiera distributiva hanno permesso di sequestrare un altro migliaio di identici flaconi. Il titolare della società di distribuzione di Roma è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Velletri per frode in commercio.

Inoltre, dall’inizio dell’emergenza sono state controllate e denunciate dalla Guardia di Finanza più di 260 persone per aver circolato senza validi motivi, violando i divieti governativi.

Le tre operazioni si inseriscono nel più ampio dispositivo di vigilanza messo in atto dal Corpo a salvaguardia della salute dei cittadini e a tutela degli imprenditori onesti.

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Ragusa: emergenza Covid-19, la Guardia di Finanza sequestra circa 4500 litri di gel sanificante per le mani tra le province di Ragusa, Catania ed Enna (video)

(82) Continuano senza sosta le attività di controllo economico del territorio disposte dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa per contrastare le condotte di chi – approfittando dell’attuale situazione emergenziale correlata alla crescente diffusione del c.d. “Coronavirus” – pone in essere pratiche commerciali scorrette, con la vendita di prodotti non corrispondenti alle caratteristiche pubblicizzate o mancanti delle previste autorizzazioni ministeriali quandanche non ceduti a prezzi esorbitanti rispetto a quelli di mercato.

In tale contesto le Fiamme Gialle iblee, nello scorso fine settimana, hanno eseguito un sequestro di circa 4.500 litri di “sanificante per le mani”, di cui oltre 2.100 litri già confezionato in circa 4.000 flaconi posti in vendita recando una etichetta con dicitura ingannevole, in mancanza della prevista autorizzazione del Ministero della Salute.

L’attività, che trae origine dallo sviluppo di elementi informativi autonomamente acquisiti nel corso di specifici e mirati servizi di controllo del territorio, è stata portata avanti dai militari della Compagnia di Vittoria – sotto il coordinamento del sovraordinato Gruppo e con la collaborazione dei NAS dei Carabinieri di Ragusa – nei comuni di Vittoria e Ragusa, con il supporto dei Reparti del Corpo di Catania ed Enna in quelle sedi.

Nel dettaglio, i militari hanno proceduto all’accesso all’interno di una nota azienda vittoriese che, approfittando dell’attuale emergenza epidemiologica, avrebbe affiancato all’originaria attività di produzione di saponi e detersivi quella più remunerativa di produzione di sanificante per le mani, condotta però in carenza delle prescritte autorizzazioni.

Sulla base delle disposizioni fornite dal Ministero della Salute, infatti, i prodotti che pubblicizzano in etichetta un’azione “sanitizzante/sanificante” si considerano rientranti nella definizione di prodotti biocidi e, pertanto possono essere immessi in commercio solo a seguito di una specifica autorizzazione da parte dello stesso Dicastero o dell’Unione Europea.

Tale autorizzazione/registrazione assicura che tali prodotti siano stati sottoposti a una preventiva valutazione che ne garantisca la sicurezza e l’efficacia nelle condizioni di uso indicate e autorizzate.

Atteso che il prodotto esaminato, in assenza della specifica registrazione al competente Dicastero poteva essere immesso in commercio solo come detergente e non come biocida, il termine “sanificante” è stato utilizzato impropriamente, inducendo in errore il consumatore finale.

L’attività ispettiva condotta e le conseguenti perquisizioni nei locali della società hanno consentito il sequestro di oltre 1.500 litri di sanificante già confezionato e pronto per essere immesso in consumo nonché di ulteriori 2.300 litri circa di analogo composto liquido, da riversare nelle boccette per la vendita al dettaglio.

La contestuale analisi della documentazione contabile acquisita all’atto dell’accesso ha inoltre consentito di:

  • procedere al tempestivo intervento dei Reparti del Corpo competenti per territorio nei confronti di farmacie site in Catania, nel comune di Riposto (CT) e ad Enna, dove si è proceduto al sequestro di ulteriori 406 flaconi da 100 ml. posti in vendita;
  • ricostruire l’intera rete di vendita dell’azienda ipparina che ha avuto tra i principali clienti una grande catena di distribuzione commerciale di Ragusa, mediante la quale le confezioni di prodotto (oltre 18.000 flaconi di gel e spray sanificante in confezioni da 100 e 500 ml) sono state rivendute, in oltre 135 punti vendita dislocati su tutto il territorio della Regione Sicilia.

La società di distribuzione ha disposto immediatamente il blocco alla vendita con il contestuale ritiro del prodotto ancora invenduto (allo stato 2.370 flaconi da 100 ml. e 500 ml. per complessivi 653 l.).

 

All’esito della complessiva attività svolta il titolare della fabbrica di Vittoria è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di frode nell’esercizio del commercio.

Proseguono i controlli delle Fiamme Gialle iblee, finalizzati a tutelare i consumatori e gli operatori onesti contrastando i comportamenti illegali e fraudolenti che sfruttano l’attuale emergenza sanitaria determinata dal “Covid-19”.

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Napoli: la Guardia di Finanza intercetta un carico di dispositivi di protezione individuale in importazione dalla Cina

(81) In piena emergenza sanitaria COVID-19, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Ufficio delle Dogane di Napoli 1, unitamente ai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, verificati i profili di rischio, hanno intercettato una partita di dispositivi di protezione individuale, di origine e provenienza cinese.

La partita era costituita da 170.000 mascherine ad uso chirurgico riportanti marcatura CE, destinate ad una società operante in Campania.
In data odierna, tenuto conto di quanto disposto dal Commissario Straordinario Covid-19, ADM, in qualità di Soggetto Attuatore ai sensi dell’Ordinanza 1/2020 del citato Commissario, ha emesso il provvedimento di requisizione delle mascherine, ai sensi dell’art. 6 e 122 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, per la successiva consegna alla Protezione Civile.

 

Il risultato conseguito testimonia l’impegno dell’Agenzia Dogane e Monopoli e della Guardia di Finanza in questa delicata fase di emergenza sanitaria.

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Sant’Antimo (Na): emergenza Covid-19, la Guardia di Finanza sequestra una fabbrica di igienizzante per mani prodotto senza alcuna autorizzazione (video)

(80) Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio per l’emergenza COVID – 19, ha sequestrato a Sant’Antimo (NA) una fabbrica di detersivi e saponi e oltre 400 litri di igienizzante per mani prodotto senza alcuna autorizzazione ministeriale.

In particolare, i militari del Gruppo di Frattamaggiore, a seguito di specifiche analisi di rischio effettuate anche attraverso le piattaforme di vendita on line, hanno individuato e perquisito l’azienda in questione, e sequestrato circa 300 litri di igienizzante sfuso, 792 flaconi da 150 ml di igienizzante pronti per l’immissione in vendita e più di 100.000 etichette ingannevoli.

Sequestrati anche migliaia di flaconi di vari prodotti per l’igiene della persona pronti per la vendita, 28.000 litri degli stessi prodotti sfusi, nonché macchinari per l’imbottigliamento e l’etichettatura dei flaconi.

In assenza delle previste autorizzazioni del Ministero della Salute o dell’Unione Europea, i “disinfettanti” non possono essere considerati tali in quanto non sono stati preventivamente sottoposti ad alcuna valutazione che ne garantisca l’efficacia e soprattutto la non nocività.

Nel corso delle attività è stato inoltre accertato che l’intero immobile era privo delle specifiche autorizzazioni igienico-sanitarie, antincendio ed in materia ambientale e pertanto è stato anch’esso sottoposto a sequestro.

Il rappresentante legale e l’amministratore di fatto della società sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria per il reato di frode in commercio e per violazioni al Testo Unico sull’Ambiente.

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Ancona: coronavirus, la Guardia di Finanza effettua un maxi sequestro di componenti di respiratori per terapia intensiva diretti all’estero (video)

(79) I finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Ancona, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, nell’ambito dell’esecuzione di uno specifico piano di controlli finalizzato al rispetto dell’ordinanza della protezione civile che fa divieto alle imprese di cedere all’estero determinati dispositivi medici tra cui, in particolare, quelli di ventilazione utilizzati in terapia intensiva, sono riusciti a sequestrare ben 1840 circuiti respiratori – composti da tubo, pallone, valvola e maschera respiratoria – da utilizzare per i pazienti in condizioni critiche.

Nel dettaglio, le Fiamme Gialle e i doganieri hanno intercettato e sottoposto a controllo un autoarticolato in procinto di imbarcarsi su un traghetto diretto in Grecia che aveva già effettuato i controlli di sicurezza per l’accesso in porto ed era in coda, in attesa di salire sulla motonave. Insospettiti da quanto indicato sulla documentazione commerciale, alla luce delle recenti disposizioni emanate per lo stato di emergenza relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da virus Covid-19, hanno bloccato il camion e hanno proceduto ad un controllo approfondito del carico, riuscendo a individuare le preziose componenti per apparecchiature di terapia intensiva, che sono impiegate per collegare i respiratori sia ai pazienti adulti che ai bambini. Il circuito respiratorio rappresenta l’interfaccia diretta con il paziente e, di conseguenza, un elemento chiave dell’intero sistema di anestesia o di ventilazione.
In tal senso, l’ordinanza del capo del dipartimento della Protezione Vivile n. 639 del 25 febbraio 2020, la quale ha vietato la cessione fuori dal territorio nazionale oltre che dei dispositivi di protezione individuale, anche degli strumenti e dei dispositivi per la ventilazione meccanica dei pazienti con patologie respiratorie.

I dispositivi sottoposti a sequestro saranno consegnati alla Protezione Civile per gli aiuti ai presidi ospedalieri italiani.
Il rappresentante legale della società italiana, con sede in provincia di Milano, che ha tentato la vendita di tali componenti ad una società ellenica, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per violazione dell’art. 650 c.p. per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, che prevede l’arresto fino a tre mesi e l’ammenda fino a 206 euro.

L’attività di servizio in argomento, oggetto di uno specifico piano operativo del Comando Provinciale di Ancona e dell’Agenzia delle Dogane del capoluogo dorico, denota lo sforzo operativo che in questo momento di assoluta emergenza la Guardia di Finanza sta profondendo nel contrasto delle condotte illegali e a tutela della sanità pubblica.

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Reggio di Calabria: protocollo operativo “Athena”, 4 soggetti arrestati in flagranza di reato, bloccati immediatamente dopo aver rubato un’autovettura. Denunciati anche per l’inosservanza dei provvedimenti relativi alla diffusione del virus Covid-19

(12) L’attuale impegnativo impiego di risorse della Polizia di Stato nelle operazioni di controllo del rispetto delle norme emergenziali per il Continue reading “Reggio di Calabria: protocollo operativo “Athena”, 4 soggetti arrestati in flagranza di reato, bloccati immediatamente dopo aver rubato un’autovettura. Denunciati anche per l’inosservanza dei provvedimenti relativi alla diffusione del virus Covid-19″ →

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Pachino ed Avola (Sr): operazione “Tà-Tà”, sgominata piazza di spaccio. 7 arresti (video)

(70) Nelle prime ore del mattino, i Carabinieri del Reparto Operativo di Siracusa e della Compagnia di Noto (SR) hanno dato esecuzione ad Continue reading “Pachino ed Avola (Sr): operazione “Tà-Tà”, sgominata piazza di spaccio. 7 arresti (video)” →

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Bergamo: emergenza coronavirus, i Carabinieri recuperano 250 bombole di ossigeno vuote da destinare ad altrettanti ammalati (video)

(69) Nell’ambito dell’emergenza da nuovo coronavirus, registrata in provincia di Bergamo, allo scopo di fronteggiare la rilevante mancanza Continue reading “Bergamo: emergenza coronavirus, i Carabinieri recuperano 250 bombole di ossigeno vuote da destinare ad altrettanti ammalati (video)” →

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Arma dei Carabinieri: avvicendamento nella carica di Vice Comandante Generale, Ciceri lascia il posto a Maruccia

(68) Nella mattinata odierna vi è stato l’avvicendamento nella carica di Vice Comandante Generale dell’Arma fra il Generale di Corpo Continue reading “Arma dei Carabinieri: avvicendamento nella carica di Vice Comandante Generale, Ciceri lascia il posto a Maruccia” →

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Cirò (KR): i Carabinieri intervengono per un incidente sul lavoro

(67) Alle ore 14.00 circa, i Carabinieri della Stazione di Cirò Superiore sono intervenuti in località “Serra del tuono” ove, poco prima, un Continue reading “Cirò (KR): i Carabinieri intervengono per un incidente sul lavoro” →

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Napoli: emergenza Covid-19, la Guardia di Finanza – tra Napoli e Salerno – sequestra circa 2.500 confezioni di igienizzante per mani non a norma (video)

(78) Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio per l’emergenza COVID-19, ha sottoposto a sequestro, tra le province di Napoli e Salerno, circa 2.500 confezioni di igienizzante per mani recanti etichette con diciture ingannevoli e prive delle previste autorizzazioni del Ministero della Salute.

In particolare, i finanzieri del Gruppo Pronto Impiego, nel corso degli ordinari servizi di controllo economico del territorio, hanno verificato che il conducente di un veicolo, un 56enne napoletano titolare di una profumeria, trasportava confezioni di gel riportanti la dicitura “disinfettante”, ma in realtà sprovviste delle specifiche autorizzazioni.

Dall’esame dei documenti di trasporto della merce i militari sono risaliti all’impresa fornitrice, una società di Casavatore (NA) presso la quale hanno sequestrato ulteriori flaconi di igienizzante illecitamente prodotti.

Inoltre, dall’analisi della documentazione fiscale dell’azienda sono state individuate ulteriori attività commerciali in Calvizzano (NA) e Sassano (SA), all’interno delle quali sono stati rinvenuti numerosi altri prodotti disinfettanti aventi il medesimo marchio.

I titolari delle 4 attività sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria per il reato di frode nell’esercizio del commercio e rischiano fino a 2 anni di reclusione o la multa fino a 2.065 euro.

Continuano i controlli della Guardia di Finanza in tutta la provincia di Napoli a tutela dei consumatori e degli operatori onesti, a contrasto dei comportamenti illegali e fraudolenti che sfruttano l’attuale emergenza epidemiologica Covid-19.

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Crotone: viola più volte la misura alla quale era sottoposto, arrestato

I Carabinieri della Stazione di Crotone hanno dato esecuzione all’ordinanza di sostituzione della misura dell’obbligo di presentazione alla Continue reading “Crotone: viola più volte la misura alla quale era sottoposto, arrestato” →

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Brescia: i Carabinieri consegnano materiale sanitario per gli ospedali di Chiari ed Esine (video)

(64) Nella mattinata odierna i Carabinieri del Comando Provinciale di Brescia, con l’importante contributo di un elicottero e personale del Continue reading “Brescia: i Carabinieri consegnano materiale sanitario per gli ospedali di Chiari ed Esine (video)” →

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L’Arma dei Carabinieri esprime le condoglianze per la morte dell’Appuntato Scelto Qualifica Speciale Claudio Polzoni, addetto alla Centrale Operativa della Compagnia CC di Bergamo, vittima del coronavirus

(63) Nella tarda serata di ieri, a causa delle complicanze di una polmonite da coronavirus, è deceduto l’Appuntato Scelto Qualifica Speciale Continue reading “L’Arma dei Carabinieri esprime le condoglianze per la morte dell’Appuntato Scelto Qualifica Speciale Claudio Polzoni, addetto alla Centrale Operativa della Compagnia CC di Bergamo, vittima del coronavirus” →

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Livorno: emergenza Covid-19, denunciate 3 persone che prendevano il sole (video)

(77) 376 persone e 44 esercizi pubblici controllati, 9 persone denunciate: è il bilancio dell’attività svolta ieri dalle Fiamme Gialle di Livorno, impegnate nell’emergenza coronavirus.

Dopo un primo periodo rivolto alla deterrenza, con illustrazioni ai cittadini tese a suggerire azioni e comportamenti utili a prevenire il contagio ed evitare di incorrere nelle sanzioni, questa volta sono scattate le prime denunce alla Procura della Repubblica di Livorno per “inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”.

Due persone stavano prendendo il sole nei pressi della “baracchina azzurra” e una sugli scogli ad Antignano. I finanzieri, dopo svariati richiami, si sono trovati costretti a segnalarle all’Autorità giudiziaria. I primi sono 2 fratelli, entrambi studenti livornesi di 23 e 19 anni. L’altro è un disoccupato livornese (celibe) di 34 anni che, dopo un ammonimento verbale a distanza da parte della pattuglia che lo avevo scorto mentre era sdraiato vicino al mare, ha tentato (ovviamente senza riuscirci) di nascondersi tra gli scogli.

Situazioni ripetutesi con altri due cittadini fermati, in tarda serata, in occasione di un posto di controllo. I due erano senza autodichiarazione e soprattutto non vi erano ragioni che ne giustificassero l’uscita dall’abitazione. Singolare il fatto che avessero in macchina i loro cani, invocati per provare a giustificarsi pur utilizzando l’autovettura e provenendo da due quartieri diversi.

Altri quattro ragazzi pure si trovavano fuori di casa senza motivate esigenze e due di essi sono stati trovati in possesso di sette grammi di marijuana e di uno spinello. Questi ultimi, oltre alla denuncia penale per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, sono stati segnalati alla Prefettura di Livorno per detenzione di droga a uso personale.

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Trento: riciclaggio di beni della mafia. Le Fiamme Gialle sequestrano vigneti e fabbricati per un valore di oltre 70 milioni di una nota “cantina” siciliana appartenente ad uno dei primari gruppi viticoli italiani (video)

(76) In data odierna militari del Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di Finanza di Trento hanno dato esecuzione ad un sequestro preventivo, emesso dal GIP presso il Tribunale di Trento su richiesta della locale Procura Distrettuale – D.D.A., in stretto coordinamento con la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ad esito di indagini in materia di infiltrazione della criminalità organizzata di stampo mafioso nell’economia trentina.

L’odierno provvedimento di sequestro è stato eseguito su terreni e fabbricati di due tenute siciliane di proprietà di uno dei più importanti gruppi nazionali operanti a livello internazionale nel settore vitivinicolo. Si tratta di un complesso aziendale, del valore di oltre 70 milioni di euro, che si estende nelle province di Agrigento e Ragusa con oltre 900 ettari di vigneti e numerosi fabbricati.

Contestualmente sono in corso numerose perquisizioni presso i domicili di quattro indagati, ritenuti responsabili, in concorso, del reato di riciclaggio aggravato dall’aver agevolato l’organizzazione criminale cosa nostra, nonché presso gli altri luoghi nella loro disponibilità.

Le indagini, sviluppatesi attraverso ricostruzioni societarie, esame documentale, accertamenti bancari, acquisizioni informative svolte con il supporto di alcuni ufficiali di p.g. dell’aliquota della Polizia di Stato della Procura della Repubblica di Trento, e acquisizioni testimoniali anche da numerosi collaboratori di giustizia, hanno permesso di appurare che tra il 2000 e il 2005 è stata posta in essere una operazione commerciale, attraverso la quale sono state acquisite le due tenute siciliane dalla precedente proprietà mafiosa per ottenere i terreni e gli edifici pertinenziali precedentemente individuati come funzionali ai progetti di sviluppo del Gruppo trentino.

Il quadro indiziario raccolto dagli investigatori del Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) di Trento ha permesso di:

delineare gravi indizi di responsabilità anche a carico di soggetti del gruppo societario trentino che, con due operazioni contrattuali collegate tra loro, hanno acquisito beni immobili in Sicilia, inizialmente di proprietà dei noti cugini SALVO (Ignazio e Antonino detto “Nino”, uomini d’onore della famiglia di Salemi (TP) del mandamento di Mazara del Vallo), pervenuti ai venditori attraverso il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso commesso dai propri danti causa. Dopo la morte dei due cugini Salvo la gestione formale dei beni è stata affidata a prestanome mentre quella reale, su “delega” di cosa nostra, ad un uomo d’onore palermitano e all’allora capo mandamento di Sambuca di Sicilia, previa autorizzazione di un noto boss latitante;

appurare che le cessioni delle due tenute al Gruppo trentino si sono perfezionate grazie all’operato congiunto di un commercialista e di un imprenditore, entrambi siciliani, quest’ultimo fornitore nonché socio di minoranza del Gruppo trentino;

dimostrare che per la componente mafiosa lo scopo del reato di riciclaggio è stato quello di liberarsi di beni immobili ricevuti e/o gestiti attraverso attività criminali per sottrarli a misure cautelari reali e/o per investire il ricavato, così ripulito, in ulteriori imprese delittuose. Di fatto, tenuto conto che la provenienza mafiosa dei beni sarebbe stata sempre identificabile e ricostruibile anche a distanza di molti anni, la loro trasformazione in denaro contante ha consentito a cosa nostra di anonimizzarne l’origine. Secondo un noto collaboratore di giustizia trattasi di “un classico di messa a posto” utile a garantire posti di lavoro, nonché denaro per i professionisti e le aziende contigue alla mafia.

Le odierne indagini confermano l’impegno della Procura della Repubblica e della Guardia di Finanza di Trento a tutela degli imprenditori trentini virtuosi che operano nello settore rispettando le regole della libera concorrenza.

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Foggia: San Severo, la Guardia di Finanza sequestra 33.000 litri di alcool puro di contrabbando pronti per essere messi in commercio. Denunciati 3 uomini alla Procura della Repubblica (video)

(75) Nei giorni scorsi, finanzieri del Comando Provinciale di Foggia hanno condotto un’operazione di polizia giudiziaria, finalizzata al contrasto del traffico illecito di prodotti alcolici immessi in consumo senza assolvere le imposte dovute (IVA e Accise).

L’attività, svolta dai militari della Compagnia di Manfredonia, ha permesso di individuare in agro di San Severo due distinti opifici abusivi – destinati alla decolorazione, distillazione, imbottigliamento ed etichettatura di alcool puro ad uso alimentare – nei quali sono stati rinvenuti e sequestrati poco meno di 33 mila litri di alcool puro, di cui 281 già imbottigliati e pronti per essere messi in commercio.

In dettaglio, nel corso di un controllo economico del territorio, concentrato sulle rotabili in agro di San Severo, i finanzieri della Compagnia di Manfredonia hanno fermato e ispezionato un autocarro, con targa polacca, il cui conducente esibiva documenti di trasporto relativi ad un carico di liquido antigelo.

Da un rapido riscontro visivo del prodotto e un successivo approfondimento sulle banche dati in uso alla Guardia di finanza, è emerso che i documenti di trasporto erano falsi, poiché riportavano dati di società di fatto inesistenti.

Raccolti i primi indizi, i finanzieri hanno proseguito il controllo presso i luoghi di destinazione del materiale trasportato, più precisamente, in alcuni locali ubicati all’interno di un autoparco, dove è stato individuato un opificio abusivo per la decolorazione e distillazione dell’alcool puro e per il suo successivo imballaggio in alcune cisterne da 1.000 litri ciascuna.

Il controllo è stato poi esteso ad un secondo opificio abusivo, poco distante dal primo, dove le cisterne contenenti alcool venivano stoccate per il successivo imbottigliamento dell’alcool in contenitori da litro. In questo secondo opificio sono state ritrovate anche 600 fascette dei Monopoli di Stato verosimilmente contraffatte e 400 etichette commerciali (anche queste verosimilmente contraffatte) da applicare sulle bottiglie prima della loro immissione in commercio.

Il conducente dell’autocarro, il titolare della merce trasportata e il responsabile dei due opifici abusivi sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica del Tribunale di Foggia per le valutazioni dell’Autorità Giudiziaria.

Il guadagno che l’organizzazione criminale locale avrebbe potuto ottenere dall’introduzione sul mercato dei circa 33 mila litri di alcool puro sequestrati, sarebbe stato non inferiore a 280 mila euro circa.

L’attività di servizio testimonia lo sforzo operativo della Guardia di Finanza nel settore del contrabbando in tutte le sue forme, teso a disarticolare la filiera distributiva delle merci illecitamente introdotte che, nello specifico settore dei prodotti alcolici, si traducono nel mancato assolvimento degli obblighi impositivi in materia di accise e IVA con significativo pregiudizio per l’Erario.

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L’Arma dei Carabinieri esprime le condoglianze per la morte del Maresciallo Maggiore Massimiliano Maggi, addetto alla Stazione CC di La Spezia Principale, vittima del coronavirus

(62) In queste ore, a causa delle complicanze di una polmonite da coronavirus, è deceduto il Maresciallo Maggiore Massimiliano Maggi, Continue reading “L’Arma dei Carabinieri esprime le condoglianze per la morte del Maresciallo Maggiore Massimiliano Maggi, addetto alla Stazione CC di La Spezia Principale, vittima del coronavirus” →

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Reggio di Calabria: i Carabinieri arrestano Cosimo Borghetto, si accompagnava ad un pregiudicato

(61) Continuano i controlli dei Carabinieri nella Provincia di Reggio Calabria, che anche in questo periodo segnato dall’insorgere Continue reading “Reggio di Calabria: i Carabinieri arrestano Cosimo Borghetto, si accompagnava ad un pregiudicato” →

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Firenze: la Guardia di Finanza oscura un sito web che proponeva medicinali anti Covid-19

(74) I militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Firenze, nei giorni scorsi, in collaborazione con i colleghi del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di finanza, hanno proceduto al sequestro ed al conseguente oscuramento di un sito web che pubblicizzava e commercializzava on line un farmaco antiretrovirale, da utilizzare per il contrasto al “Coronavirus”. Il medicinale, di produzione estera, era proposto in vendita al prezzo di oltre 640 euro per ogni confezione da 120 pillole. Il tempestivo intervento ha consentito di impedire l’imminente attivazione di altri due siti finalizzati a pubblicizzare analoghi prodotti.

Il farmaco era presentato utilizzando una forma lessicale alquanto imprecisa ed approssimata, che tuttavia era tale da ingenerare potenziali ed erronee aspettative nei riguardi dei possibili acquirenti.

In particolare, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Firenze hanno rilevato come le modalità di promozione, offerta e commercializzazione del farmaco non fossero compatibili con le previsioni della normativa nazionale. Questa non consente la libera vendita on line per quei farmaci – come quello offerto sul web – che richiedono la prescrizione medica. La vendita on line, infatti, è possibile solo per i farmaci senza obbligo di prescrizione, cosiddetti SOP, che comprendono i farmaci da banco, anche detti OTC (Over The Counter), qualificabili come i medicinali da automedicazione e che, come tali, sono solitamente indicati per disturbi di lieve entità.

Le violazioni di carattere penale riscontrate nel caso concreto spaziano dalla truffa aggravata, alla somministrazione di medicinali senza autorizzazione ed in modo pericoloso per la salute pubblica, fino all’esercizio abusivo della professione di farmacista.

Le indagini sono coordinate dal Sostituto Procuratore Giovanni Solinas della Procura della Repubblica di Firenze.

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