Reggio di Calabria: la città metropolitana della conoscenza smart e solidale parte da “ErgoSud”

(41) Anche nella sua seconda edizione, “ErgoSud” ha dimostrato di saper trasferire appassionate visioni di futuro ed altrettanto coinvolti alti profili di competenze e progettualità concretamente realizzabili in termini di innovazione, coesione sociale, rigenerazione urbana, crescita economica e culturale, a partire da un ambito metropolitano che a Reggio e nella sua provincia è ancora tutto da costruire.

 

La conferma si è avuta in occasione di “Smart sustainable innovation + [Civic] [Data]”, evento svoltosi nella giornata di ieri ad Architettura e in quella di oggi a Confindustria, dove, il quasi centinaio di partecipanti, quasi tutti giovani, guidati da Consuelo Nava e da Pensando Meridiano e da Angelo Marra e dai Giovani industriali reggini, ha potuto formarsi sui contributi di profilo internazionale come l’economista veneto Piero Pelizzaro, sui temi della resilienza, ed il docente siciliano Maurizio Carta, su quelli dell’innovazione di città metropolitane smart. Gli stessi hanno suggerito metodi e conoscenze perseguibili  nella redazione delle progettualità per il  “Pon metro 2014-2020” con un'idea culturale e produttiva di città metropolitana che non passa certo attraverso l'architettura degli aspetti politici-amministrativi senza la priorità di contenuti di visioni di sviluppo e territorio per le comunità. Nè con la visione di una superata struttura policentrica priva di valori e connessioni con quelle che saranno le grandi città metropolitane che condurranno l'innovazione urbana e umana del futuro immediato a livello europeo. A finalizzare gli interventi su open data e smart city di Francesco Micali e Giuseppe Oppedisano avutisi ieri, nel rapporto informato e legale tra cittadinanza, open data e pubblica amministrazione, ieri si è collocato quello odierno dell’esperto lucano Ernesto Belisario su “Open data come strumento di democrazia”, attraverso il quale si è dimostrato come i dati pubblici, se resi disponibili attraverso la tecnologia, possano essere portatori di un nuovo modo di essere cittadini, di una maggiore trasparenza ed efficienza, dell’incremento di occasioni di innovazione ed e-government, a patto che istituzioni e cittadini concorrano mettendo in campo azioni di sistema. Ma grande spazio è stato dato alle idee per il Pon con i lavori avviati dai partecipanti del “FuturLab” di “ErgoSud”. Queste progettualità, che Giuseppe Mangano di Pensando Meridiano ha definito «il nostro impegno e le nostre idee per il futuro prossimo di una città metropolitana competente ed innovativa», verranno approfondite dettagliatamente nelle prossime settimane nell’ottica di una rete di innovatori di tipo interdisciplinare e sono già state articolate in tre step: "Strategia”, “tattica” e “visione”, tutti riferibili alla sostenibilità sociale ed ambientale di progetti del riscatto, fase indispensabile per ambire al percorso smart. Sei le proposte per le voci progettuali “Reggio unità”, “Reggio net”, “Reggio mobile” e “Reggio rigenera”: la prima, la  promozione di startup per l’inclusione e la partecipazione digitale di “smart economy”, “smart people” e “smart governance”; la seconda, una piattaforma web per coinvolgere la cittadinanza con input e feedback in segnalazioni su efficienza ed efficacia dei servizi di gestione della città, garantendo una sicurezza dei dati e del loro utilizzo; la terza, connessioni ed azioni tra centro e periferie su saperi e diversità attraverso la socialità; la quarta e la quinta sull’inclusione sociale e lotta a povertà e discriminazioni, rispettivamente recupero e rigenerazione di vecchi immobili confiscati ed anche pubblici esaltando identità, luoghi e comunità e la ricostruzione delle diversità nei quartieri omogenei e la gestione dei conflitti mediante attività integrate e costruzione di spazi come orti urbani, “fablab”, mercati di quartiere; la sesta, l’aumento della mobilità sostenibile sull’asse porto-aeroporto attraverso veicoli a basso impatto ed intermodalità. Il “comitato degli interlocutori” chiamato a confrontarsi con le proposte dei giovani ha lodato l'impegno ed il successo dell'iniziativa che è stata integralmente trasmessa in streaming. L'assessore Marino ha invitato a lavorare ancora per il “Pon Metro” e a preparare progetti per i bandi europei in partneriati con il Comune per una sinergia su analisi ed azioni, mentre Tropea dell'Ance ha esortato ad un continuo lavoro straordinario e normale per produrre frutti da questa esperienza e per moltiplicarla. Spanò di Libera ha chiesto di andare avanti insieme passando all’azione specialmente sui beni confiscati, mentre anche l’economista e docente universitario Nicolò ha dato la propria disponibilità a costruire scenari economici e culturali nell'area del Mediterraneo con il suo avviato laboratorio. Insomma, da “ErgoSud”, progetto culturale per i giovani al Sud, sono arrivate proposte e consapevolezza di un futuro che deve essere davvero alto e informato nei processi di conoscenza per il nostro territorio. A concludere la seconda edizione sono stati i mentori dell'evento. «Ognuno faccia il proprio ruolo, senza pretendere sostituzioni nelle responsabilità per lo sviluppo ed il nostro lavoro noi non possiamo attendere, collaboriamo per fare e crescere»  ha ribadito con forza Angelo Marra. «Noi stiamo dando il nostro contributo con generosità e competenza alla città  metropolitana da anni. La classe dirigente utile al cambiamento al Sud non può essere né invenzione, né presunzione. “ErgoSud” è nato per sostenere e rendere protagonisti i veri valori di competenze e cittadinanza di una generazione dimenticata di cui il territorio ha bisogno. Viviamo con slancio la nostra proposta permanente su tutto il territorio della provincia promuovendo azioni ed innovazione. Ringrazio per questo tutti i relatori, compagni di viaggio, i partecipanti e l'associazione Pensando Meridiano per una risposta così attenta e partecipata» è stata la conclusione della professoressa Consuelo Nava.

 

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Reggio di Calabria: il sociologo Pino Rotta è il nuovo socio onorario del Kiwanis Club Reghion 2007. La cerimonia ha fatto da preludio al convegno “Donne e sessualità, cure primarie per la prevenzione del disagio giovanile”

(37) Si è tenuta, ieri 15 gennaio, presso la Sala "G. Levato" del Consiglio Regionale della Calabria la cerimonia che ha visto il dott. Pino Rotta  accolto, su proposta del Presidente dott.ssa Anna Maria Reggio, quale nuovo socio onorario del Kiwanis Club Reghion 2007 nell'anno sociale 2014-15 "Centennial Year".

 

Giornalista pubblicista, saggista, sociologo e fine intellettuale, Pino Rotta è una personalità di spicco del panorama culturale reggino e conosciuto a livello nazionale ed internazionale per i suoi studi e pubblicazioni nel campo antropologico, sociologico e della comunicazione. È coordinatore regionale del Con.S.Com., Associazione disciplinare Sociologi e Consulenti e della Comunicazione e Direttore di "Helios magazine". Il dott. Pino Rotta ha ricevuto il distintivo del Kiwanis dal Luogotenente Governatore della Divisione 13 Calabria, Antonio Ielo. La cerimonia, in perfetto stile kiwaniano, è stata condotta in maniera impeccabile dal cerimoniere, Renato Pustorino. Hanno presenziato inoltre il Past Lgt e chairman distrettuale del Kiwanis Dipartimento Mantenimento e Sviluppo, Natale Praticò, il Past Lgt e Chair Osservatorio Kiwanis Diritti dell'Infanzia, Francesca Pizzi, il segretario divisionale Demetrio Fiordaliso, il Presidente del Club Kiwanis Reggio Calabria, Emilio Collini, con la socia Maria Giovanna Labate, il Presidente del Kiwanis Club Città dello Stretto, Guido De Caro, il Tesoriere del Club Kiwanis Città del Mediterraneo, l'Immediato Past Presidente del KC Reghion 2007, Raffaella Crucitti, con il consigliere Fortunato Cicciù e le socie Menita Crucitti e Silvia Biancolini, il Presidente del Circolo culturale Meli, Pasquale Pizzi con la socia Patrizia Pansera. Pino Rotta ha voluto subito entrare nello spirito di servizio kiwaniano introducendo e moderando, dopo la cerimonia, il convegno "Donne e sessualità" che ha visto la qualificata partecipazione del prof. Ivan Formica, docente di Psicologia Dinamica presso l'Università di Messina, della psicologa dott.ssa Rossella Alfa e della psicologa dott.ssa Maria Laura Falduto, autrice della ricerca che ha dato il titolo al convegno. Di particolare importanza per  la metodologia di ricerca e per le probabili ricadute nelle attività di supporto terapeutico, la ricerca indaga il complesso di relazioni e disfunzioni che caratterizzano la percezione del piacere femminile sulla base dei rapporti con figure d'attaccamento, il contesto sociale e lo stile genitoriale ricevuto. Ai partecipanti al convegno, molti dei quali giovani studenti, è stato rilasciato attestato di partecipazione patrocinato da Con.S.Com. e dallo stesso Kiwanis Club Reghion 2007. L’Autrice e la Casa Editrice Leonida hanno destinato parte dei proventi del libro al Progetto ELIMINATE del Kiwanis International ed Unicef, teso a debellare il tetano materno e neonatale nei 24 Paesi del mondo in cui è ancora causa di morte.

 

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Reggio di Calabria: online il bando del progetto “Impronte ed ombre. Vite, storie e immagini di vittime della ‘ndrangheta”

(36) E’ online il bando di partecipazione al progetto “Impronte ed ombre. Vite, storie e immagini di vittime della ‘ndrangheta”. Saranno quaranta i giovani che avranno accesso al percorso formativo il cui obiettivo finale è la ricostruzione e la diffusione delle storie delle vittime della criminalità organizzata.

 

I candidati selezionati parteciperanno ad un percorso didattico di 19 mesi, distinto in diverse fasi, che si concretizzerà nella creazione e nella promozione territoriale di una performance teatrale e di un video documentario. Per accedere al bando i candidati dovranno dimostrare di essere studenti universitari (inclusi gli studenti dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio), risiedere in Calabria ed avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni. La selezione finale avverrà per titoli più successivo colloquio. Saranno privilegiati gli studenti provenienti da Reggio Calabria, Motta San Giovanni, Roccella Jonica, Polistena, e Rosarno. La domanda di partecipazione, corredata dalla necessaria documentazione (curriculum vitae aggiornato, lettera motivazionale, modello di certificazione del casellario giudiziale tramite dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà -D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445), dovrà essere inviata entro il 15 marzo 2015 all’indirizzo email:  impronteombre@gmail.com. Il bando e i moduli necessari sono scaricabili all’indirizzo: www.osservatoriosullandrangheta.org/bando-progetto-impronte-ed-ombre/. Il progetto “Impronte ed ombre. Vite, storie e immagini di vittime della ndrangheta”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri- Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, è ideato dall'associazione Antigone – Osservatorio sulla 'ndrangheta e vede tra i partner le associazioni Quadrante Sud, Sud/archiviostopndrangheta.it, Pentakaris, LiberaReggioLAB e il coinvolgimento dei Comuni di Roccella Jonica, Rosarno, Motta San Giovanni e Polistena. Il 22 gennaio, alle ore 17, presso la sede di TerrearseLab (Reggio Calabria via XXI Agosto, 42) è previsto un incontro aperto al pubblico per presentare le attività del progetto.

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Reggio di Calabria: a Le Muse è di scena l’informazione sul web

(35) Continuano gli appuntamenti domenicali de “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” che di volta in volta, vedono conversazioni e dibattiti di varia cultura ed umanità. La manifestazione che animerà il salotto del 18 gennaio alle ore 18 presso la Sala D’Arte di via San Giuseppe 19, sarà dedicata al mondo web e all’informazione mediata da internet.

 

Proprio per questo  – dichiara Giuseppe Livoti – presidente del sodalizio reggino, abbiamo inviato un appello ai responsabili dell’informazione on line che gravitano in città e provincia per cercare di capire o meglio far capire al pubblico come oggi l’informazione sia cambiata ed è più veloce grazie ad un semplice click. Un dibattito aperto, in cui ogni referente che ha aderito a tale iniziativa, racconterà i propri inizi, le finalità della propria testata giornalistica e non,  cercando anche di far capire come il linguaggio e le varie impostazioni grafiche influiscano ed incidano nel lettore. Informazione che mette in discussione la carta stampata oggi ? Tante adesioni a questa serata che probabilmente, per la prima volta, riunisce anche volti che solitamente lavorano dietro le quinte e che gestiscono e selezionano le varie notizie o accadimenti del territorio sia a livello locale che nazionale. Un modo per parlare e mettere in evidenza la differenza tra la televisione, la carta stampata e la virtualità, poiché spesso non conosciamo chi sta dietro all’informazione on line. Hanno aderito per l’appuntamento di domenica prossima Antonio Giuseppe D’Agostino (Cmnews), Emilia Condorelli (Yeslive), Maurizio Gangemi (Il Reggino), Valeria Guarniera e Lavinia Romeo (Il Dispaccio), Fabio Papalia (Newz), Peppe Caridi (Strettoweb), Domenico Suraci, Nicolino D’Ascoli Daniele Sofia (Citynow), Paola Abenavoli (Culturalife). Inoltre verrà inaugurata una mostra di fotografia a cura degli artisti delle Muse. “Digital’art” – collettiva per studiare il paesaggio umano che ci circonda attraverso un racconto a colori ed in bianco e nero. Partecipano alla mostra Daniele Calabrese, Antonella Laganà, Silvana Longo, Manuela Lugarà, Angelo Meduri. La mostra sarà aperta al pubblico ogni giorno dalle ore 18 alle ore 20 fino al 1 febbraio 2015.

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Capo Colonna – Progetto SPA 2.4 “Ampliamento della realtà archeologica di Capo Colonna e messa in sicurezza delle strutture portate in luce”. Risorse FAS. Finanziamento € 2.500.000,00

(34) Alla luce di quanto pubblicato in questi giorni a mezzo stampa, come pure delle interviste e delle immagini trasmesse da emittenti televisive locali a proposito delle modalità attuative di parte dei lavori in corso presso il sito di Capo Colonna, in esecuzione del progetto sopra specificato, questa Soprintendenza precisa quanto segue:

 

Rifacimento della pavimentazione del sagrato della chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria di Capo Colonna. Non si tratta di lavori per la realizzazione di un parcheggio, bensì della definitiva sistemazione del sagrato. L’area (mq. 1.160 circa) da sempre è stata problematica, in quanto presenta irregolarità dovute, nella maggior parte, agli affioramenti del banco roccioso del promontorio. Data la grande venerazione di cui è oggetto la chiesa e visto l’afflusso di turisti che, soprattutto tra aprile e ottobre, visitano il Parco Archeologico di Capo Colonna, negli anni sono state adottate soluzioni provvisorie con ghiaione steso a livellare la superficie, che le piogge o il viavai di uomini e mezzi regolarmente disperdevano. Per tali ragioni, oltre alla necessità di un adeguamento di questa porzione del parco archeologico alle normative sull’accessibilità da parte dei portatori di handicap, nel progetto è stata prevista una pavimentazione che risolvesse i problemi sopra esposti. Questa sarà realizzata con mattoni e basoli, materiali che richiamano quelli usati nei resti archeologici che la circondano, riferibili alla colonia maritima. Lo scavo archeologico, previsto da progetto, teso ad indagare possibili testimonianze antiche nell’area, ha messo in luce la presenza, sul lato settentrionale e, parzialmente, su quello occidentale del sagrato, di un edificio con doppio porticato, risalente all’epoca della fondazione della colonia romana, in asse con i resti delle domus già note. Purtroppo la continua frequentazione dell’area nei secoli ha quasi completamente eroso o confuso le stratigrafie antiche. Le ricerche hanno anche rivelato, sia sulla roccia naturale che sui resti murari, i segni inequivocabili di precedenti interventi di livellamento del piazzale. Pertanto dei lacerti murari antichi si conservano soltanto le fondazioni, spesso per un’altezza che non supera i 15/20 centimetri. Pur nella consapevolezza della grande importanza della scoperta, che sembra confermare le ipotesi più volte formulate sia da Fausto Zevi che da Alfredo Ruga, sulla collocazione in questo luogo del foro della colonia, lo stato di grave precarietà in cui si trovano le strutture scoperte ha sconsigliato una loro conservazione all’aperto, anche a causa dell’estrema aggressività ambientale del promontorio Lacinio. Pertanto, come già previsto in progetto, ultimati gli scavi ed eseguita la documentazione grafica e fotografica, comprensiva anche di immagini dall’alto realizzate tramite drone telecomandato, si è provveduto a coprire l’intera superficie del piazzale con tessuto-non tessuto, su cui è stato steso inerte per uno spessore oscillante tra i 20 ed i 50 centimetri, a uniformare i piani di rete elettrosaldata su cui si sta applicando uno strato di magrone di 10 centimetri. Il pavimento verrà posato a spina di pesce e, su questo ordito, in perfetta corrispondenza con quanto presente al di sotto, verrà disegnata in negativo, in calcare, la pianta delle strutture. A ciò si aggiungerà un pannello didattico che mostrerà foto d’insieme dell’area, prima della ricopertura. Quella che viene definita “cementificazione” è ben altro, ovvero una ragionata soluzione, sempre reversibile, al problema della conservazione in loco di strutture ormai in parte decoese, soggette a sollecitazioni erosive continue. La presenza di tessuto-non tessuto ed inerte garantisce la loro protezione dalle lavorazioni che si stanno realizzando, oltre ad attutire e distribuire il peso di quanto transiterà al di sopra. Per poter gettare il magrone, poi, in modo tale da garantire la buona tenuta dello stesso e la coesione delle parti realizzate in tempi diversi, si è scelto di impiegare le betoniere, che avrebbero abbattuto sensibilmente i tempi di esecuzione. Ma per far ciò era necessario l’utilizzo di un percorso alternativo alla strada che dai parcheggi giunge alla chiesa, in quanto il ponticello che scavalca le mura romane è troppo stretto per questi mezzi. Perciò, basandoci sulla conoscenza delle zone con presenze archeologiche già accertate e su vecchi percorsi, esistenti da sempre sul promontorio, si è individuato un tracciato che, entrando dall’ingresso del faro, costeggia le mura fino ad un ampio varco, realizzato nel secolo scorso per far passare la strada che allora portava alla chiesa; da lì, attraversando l’area compresa tra le terme e la cinta romana, si raggiunge la recinzione da cui, smontando per l’occasione tre pannelli della stessa, i mezzi si possono immettere di nuovo sulla strada esistente. La stesura del magrone, in tempi normali, si sarebbe conclusa in tre giorni. La tettoia che coprirà il balneum. L’edificio pubblico meglio indagato della colonia romana, di m 18×22, scoperto da Paolo Orsi nel 1910 e riportato in luce nel 2003, è degno di nota per la presenza di un mosaico con motivi geometrici policromi che incorniciano un elemento centrale a scacchiera romboidale e quattro delfini agli angoli, e con l’iscrizione dedicatoria dei duoviri quinquennales Lucilius Macer e Annaeus Trhaso, cui si deve la costruzione della struttura termale. Il pavimento musivo è stato sempre tenuto coperto con tessuto-non tessuto e sabbia, per motivi di conservazione. Il progetto prevede la realizzazione di una tettoia, il cui disegno è stato approvato anche dalla consorella Soprintendenza BAP, che lo proteggerà dagli agenti atmosferici e permetterà ai visitatori di ammirarlo dopo tanto tempo. Il progetto della tettoia ha dovuto tener conto del fortissimo vento che spesso spazza il promontorio e pertanto prevede la realizzazione di sei plinti di appoggio, ognuno con due ancoraggi infissi nel terreno tramite trivellazioni di 25 centimetri di diametro.  Le trivellazioni sono state realizzate durante il periodo delle feste natalizie, approfittando del momento climatico favorevole, per poter rispettare i tempi di consegna dell’opera che, essendo a finanziamento europeo, deve essere terminata entro il 2015, pena la sua decertificazione con conseguente restituzione delle somme erogate. Il monitoraggio della falesia. Da più parti sono giunte richieste per capire come mai non si stia provvedendo a “risolvere” il problema della progressiva erosione della costa del promontorio Lacinio. Capo Colonna, come buona parte della costa ionica della Calabria, subisce fenomeni di erosione, che stanno portando al lento disfacimento dei suoi profili costieri con danni irreparabili sia naturalistici, che paesaggistici, che storici, che archeologici. La presenza di un robusto strato di arenarie che poggia sulle argille azzurre, poco resistenti all’erosione marina, ne è una delle cause principali. Tale fenomeno è molto evidente sul promontorio Lacinio, dove ruderi divelti e rovinati a mare ne sono la clamorosa testimonianza. Si ricorda in proposito anche la seconda colonna del tempio A, di V secolo a.C., crollata, per lo stesso motivo, nel XVII secolo. Il progetto in argomento non poteva avere la forza economica di mettere in campo opere durature, che richiedono peraltro studi scientifici approfonditi per trovare la soluzione tecnica più appropriata, ma si è comunque cominciato ad affrontare il problema. Infatti si è previsto di monitorare per due anni la costa, per misurare l’entità del fenomeno. Tale monitoraggio del costone, poiché è realizzato in zona archeologica, è fatto con una tecnica poco invasiva, la DInSAR, interferometria differenziale SAR, collocando in opera anche 3 piezometri e 2 inclinometri. Le condizioni del cantiere. A detta dei manifestanti la cartellonistica di cantiere era incompleta e mancavano le reti di recinzione del cantiere stesso. In realtà nel momento in cui c’è stato il blitz del comitato spontaneo si stava concludendo il lavoro di stesura del magrone gettato precedentemente dalla betoniera, che se n’era andata da poco. Per il suo accesso al piazzale gli operai avevano dovuto spostare i pannelli che demarcano l’area e pertanto si era creato un varco attraverso il quale sono entrati i contestatori dell’opera. Quanto alla cartellonistica, bisogna precisare che questo progetto non interessa un’unica zona del parco, ma vari settori: pertanto si è stabilito che il cartello di cantiere con tutte le indicazioni sul progetto fosse esposto all’ingresso dell’area del Parco , mentre nelle varie zone recintate per lavori in corso sono stati apposti solo i normali cartelli con i divieti d’accesso. Il giorno precedente l’inizio delle contestazioni, inoltre, Capo Colonna è stata investita da forti venti di tramontana che hanno divelto diversi pannelli delle recinzioni di cantiere e vari cartelli. Pertanto si stava provvedendo al loro ripristino. La riprova che l’area di cantiere è in regola è data dal fatto che non esiste nessuna multa per inadempienze da parte dell’Ufficio del lavoro, come invece riportato da alcuni organi di stampa. Telefonate ministeriali. E’ stato scritto che il Ministro Dario Franceschini ha telefonato alla dott.ssa Aisa per chiedere spiegazioni e che ella sia stata convocata a Roma. Si chiarisce a tale proposito che al Ministro venne inviata, alcuni mesi fa, una lettera a firma Monte e Carta nella quale, in linea di massima, si muovevano le stesse accuse che oggi motivano la protesta. La segreteria del Ministro chiese alla Soprintendenza delucidazioni, che sono state prontamente date per iscritto, senza ulteriori seguiti. È vero, invece, che ha telefonato il Ministro Maria Carmela Lanzetta per chiedere notizie sull’accaduto; anche da lei le risposte fornite dal funzionario sono state ritenute corrette e soddisfacenti. Questa Soprintendenza si stupisce dell’accanimento con cui viene portata avanti una protesta peraltro tardiva, in quanto il progetto, regolarmente approvato da tutti gli Enti interessati, è pubblicato sul sito della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria da oltre un anno senza che alcuno prima abbia mai contestato le scelte progettuali adottate. Dispiace che non si sia tentato di avviare un confronto con i nostri uffici, che non si sono mai sottratti al dialogo, ciò che sarebbe stato utile per far emergere e poi sciogliere i dubbi e le perplessità che i lavori hanno sollevato in coloro che oggi stanno occupando l’area. Si evidenzia infine il rischio di non veder completate le opere previste, perché il perdurare dell’occupazione potrebbe pregiudicare gravemente il buon esito dei lavori, togliendo così un’opportunità di miglioramento sostanziale al Parco di Capo Colonna. Il Direttore del Parco e del Museo di Capo Colonna, d.ssa Maria Grazia Aisa, e il Soprintendente, d.ssa Simonetta Bonomi.

 

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Reggio di Calabria: al via la II^ edizione di “ErgoSud”

(38) Tra una visione sulle esperienze globali e una contestualizzazione a livello locale, la seconda edizione di “ErgoSud” sta lanciando diversi spunti sul tema della città sostenibile, creativa, solidale e produttiva, cioè “smart”. Nel corso della prima giornata dell’evento, che è iniziato oggi ad Architettura e che continuerà domani a Confindustria e che è organizzato dalla professoressa Consuelo Nava insieme a Pensando Meridiano e al centro AbitaLab e dal presidente dei Giovani industriali reggini Angelo Marra,

 

ci si è particolarmente soffermati sulle questioni della città intelligente ed allo stesso tempo sostenibile e di quella digitale. A farlo in occasione di “Smart sustainable innovation + [Civic] [Data]”, davanti a quasi un centinaio di partecipanti anche non provenienti dal contesto universitario reggino, diverse personalità locali e nazionali. Cioè l’economista vicentino Piero Pelizzaro, che, affrontando il tema “Territori resilienti, piani di adattamento climatico e smart cities”, ha spiegato il termine di “resilienza”, il reagire dinamico adattandosi, partendo da ambiti come quello psicologico e finendo a quello di pianificazione strategica ed urbana, che si deve innescare dalle periferie e non unicamente dal centro storico. Ma anche sostenendo come la “resilienza” non debba essere solo futuro, ma pure recupero di cultura, prassi e produzioni passate. E che la responsabilità di questa, in funzione del cambiamento, spetti ad ogni cittadino. Ma ad Architettura è intervenuto anche il docente palermitano Maurizio Carta,  che ha espresso un concetto di “città aumentata” che supera quello di “città intelligente”. L’ha fatto, tra urbanistica e tecnologia, invitando ad un approccio complesso alla realtà della città, dalle risorse umane e sociali alla governance, passando per altri elementi come mobilità, energia ed ecosistemi umani e digitali. E, evocando gli obiettivi della “città aumentata”, tra i quali quelli di essere più aperta, attiva, condivisa, intraprendente, ha indicato la prospettiva dei “super organismi metropolitani” e degli “arcipelaghi metropolitani” a superamento della “città metropolitana”, un’idea che potrebbe interessare un territorio complesso come quello della provincia reggina. La prima giornata della seconda edizione di “ErgoSud” ha visto la partecipazione anche di Francesco Micali e Giuseppe Oppedisano, protagonisti di una relazione sul tema dei “Big data per le smart cities nel mondo” che ha messo in luce la potenzialità della conoscenza dei dati attraverso tecnologie nell’elaborazione di una reazione immediata in caso di emergenze o di una pianificazione a lungo periodo in relazione al territorio e alla vita delle persone tra razionalizzazione delle risorse e riduzione del rischio. E quella degli stessi Nava e Marra che, attraverso l’intervento “Knowledge city: città sostenibile e città digitale”, hanno coniugato l’aspetto dell’intelligenza e della sostenibilità della città e della sua digitalizzazione in funzione di maggiori trasparenza, sviluppo, informazione, creatività e condivisione, declinandolo nell’ottica della città metropolitana reggina e della produzione di idee progetti per l’immediato futuro. La giornata di oggi è stata aperta dai giovani architetti di Pensando Meridiano Valentina Palco, Carmela D’Agostino ed Andrea Procopio, che hanno espresso una panoramica generale e localmente particolarizzata sulla città metropolitana, ad esempio avanzando l’idea di riscoprire i nostri “paesaggi lenti” per riattivare microeconomie locali, e ad essa hanno legato un impegno della stessa associazione in iniziative come la tattica permanente di innovazione sociale urbana “ReActionCity”. Ed è stata chiusa dal “FuturLab”, nel corso del quale i partecipanti hanno simulato proposte progettuali in vista del Pon Metro 2014-2020 che domani a Confindustria saranno presentate ad una serie di attori istituzionali e socio-culturali-produttivi, fra i quali l’assessore comunale alla programmazione comunitaria Giuseppe Marino, attraverso una sessioni di lavoro pubbliche aperte a tutti i cittadini interessati.

 

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Reggio di Calabria: a Ecolandia la città s’interroga sugli Orti Urbani

(39) Ieri 15 gennaio 2015 il Parco Ecolandi ha accolto la comunità degli architetti della Provincia di Reggio Calabria, che si sono riuniti per partecipare al seminario sugli “Orti Urbani, tra architettura e regolamentazione”, organizzato dall’Ordine degli Architetti P.P.C. di Reggio Calabria, in collaborazione con il Workshop “L’Orto incolto” promosso da SUDARCH, nell’ambito del progetto “L’Orto di Calipso – Il Giardino Mediterraneo tra arte, leggende, mitologia” – Progetti culturali innovativi – P.I.S.U. Città di Reggio Calabria – POR CALABRIA FESR 2007/2013 ASSE VIII CITTÀ” (partners di progetto Accademia di Belle Arti, Conservatorio di Musica F. Cilea, Ecolandia scrl).

 

Circa 100 partecipanti hanno colmato la sala di co-working “Ecolhub” (sala annessa all’eco-ristorante di Ecolandia), concessa gentilmente in uso da “L’AtTrattoria”, per confrontarsi sul tema degli Orti Urbani, sulle innumerevoli declinazioni di agricoltura urbana, ma, soprattutto, su come gli architetti possono intervenire in questa nuova forma di agricivismo attraverso azioni di orto-paesaggio urbano e periurbano, che stanno avendo un’ampia diffusione in alcuni Paesi, e che può trovare una sua contestuale applicazione anche a Reggio Calabria. Dopo i saluti del Presidente di Ecolandia, Pietro Milasi, che ha invitato i presenti ad adottare l’idea del parco quale nuovo fulcro cittadino, si entra nel vivo del seminario con l’introduzione del Presidente degli Architetti Paolo Malara: "Gli orti urbani costituiscono uno dei temi attualmente maggiormente esplorati da istituzioni, associazioni e gruppi di cittadini. L’appuntamento imminente di EXPO 2015, incentrata sul tema del nutrimento dell’Uomo e della Terra, rende ancora più attuale il tema. Noi possiamo e dobbiamo sfruttare questa scia di sensibilità per ripensare la città in maniera concreta e sostenibile, ma fuori dalle mode". Apre il seminario il primo intervento di Maria Rosa Russo, architetto paesaggista: "L'orto urbano è un pretesto per agire verde nella dimensione urbana…”; quindi conduce il suo intervento tra esempi e provocazioni, una su tutte, quella delle "Piazze di Padre Pio", come esempio di spazio collettivo curato, con annesso spazio giochi e dotato di regolamentazione. Segue l’intervento dell’Avv. Giuseppe Minniti, che passa in rassegna e confronta le diverse regolamentazioni locali, regionali e sovraregionali: "La regolamentazione sugli orti urbani parte dal basso…ratifica, organizza e armonizza le istanze e le buone prassi locali, tracciando Linee Guida operative". Tra il pubblico, presenza discreta sedeva il vicesindaco di Reggio Calabria Saverio Anghelone, che ha ascoltato attentamente sia gli interventi che il dibattito finale, assumendo l’impegno a farsi promotore di un tavolo tecnico sugli orti urbani nella nostra città. Reggio Calabria è stata una città giardino, con orti urbani diffusi e una cintura esterna di agrumeti, uno status che deriva da una molteplicità di fattori specifici del capoluogo calabrese, in primis l’eccezionale microclima. Accanto a questo v’è una lunga tradizione cittadina della filiera del cibo, che vedeva già negli cinquanta i primi banchi, organizzati o spontanei, su crocevie e piazze cittadine, per la vendita di prodotti agricoli provenienti dagli orticelli delle periferie e dalle vicine campagne. Oggi Reggio Calabria ha tutto il potenziale per inserirsi tra quelle città italiane leader in tema di orti urbani (come Torino o Milano, per esempio), sia per la sua tradizione, sia perché sta prendendo corpo l’agricoltura urbana come misura di sussistenza, come misura di recupero sociale, come azione di riqualificazione ambientale dall’abbandono e dalla cementificazione. Guardando in particolare  a Torino, come amministrazione attenta al fenomeno (una delle prime città italiane ad emanare un regolamento apposito per gli orti urbani, più di vent’anni fa, per fermare l’abusivismo edilizio ed incentivare gli orti urbani con una corretta gestione), anche Reggio Calabria può (e forse deve?) intraprendere questa strada, a partire dalle sensibilità già attive sul territorio. E’ indubbio che il primo passo deve essere accompagnato da attività di tipo conoscitivo e tecnico, va innanzi tutto effettuato uno studio sul campo degli spazi già adibiti ad orto, quelli disponibili e quelli potenziali, quindi avviare azioni di sensibilizzazione, incentivazione e regolamentazione. Parlando di orti diffusi a Torino associati agli impatti architettonici, non si può non fare riferimento al quartiere Falchera, nella periferia Nord,  dove gli orti urbani sono una presenza importante da sempre per autoconsumo di necessità. Esemplare è l’esperienza di qualche anno fa, quella  nell’ambito di “Torino World Design Capital”, dove lo studio di architettura di Roma, 2A+P, ha trovato una soluzione in senso estetico delle aree ortive, una sintesi tra le esigenze dei coltivatori di orti ed i cittadini perplessi sull’impatto estetico dei campi. I precursori degli orti urbani di oggi che tanto in Italia ci piace fare, sono quelli dell’esperienza durante la prima e seconda guerra mondiale (si ricorda in particolare un importante movimento in Inghilterra, Stati Uniti, Canada con il nome di Victory Gardens o giardini di guerra) per far fronte alla mancanza di cibo senza la forza lavoro in quel momento impegnata al fronte. Così nel marzo del 1917 in Nordamerica si creò la commissione nazionale di giardini di guerra. I primi orti urbani di necessità sono nati utilizzando tutto lo spazio pubblico disponibile. Durante la seconda guerra mondiale più di 20 milioni di persone hanno seguito questa campagna con il risultato che il 40% di tutto il consumo di verdura della nazione é stato prodotto da questi orti urbani. Oggi, potremmo paragonare la crisi persistente ad una guerra.

 

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Reggio di Calabria: “Officina dell’Arte”, si va verso il sold out per il concerto di Severino previsto domenica 18

(32) Ritorna nella sua città natale, il musicista Domenico Severino che riapre la stagione artistica targata “Officina dell’Arte” con il live “Grandi canzoni italiane”. Si riaccendono le luci del teatro sulla stagione ideata dall’attore Peppe Piromalli e dalla compagnia Officina, abile ad incastonare dallo scorso dicembre a maggio, sette spettacoli che spaziano dal teatro alla musica al cabaret.

 

E ad aprire la sezione musica ci penserà domenica 18 Gennaio alle ore 20,30, l’eclettico maestro Severino al pianoforte accompagnato da due noti musicisti che riusciranno con la loro performance a stregare il pubblico: il percussionista Francesco Panchito Surace e il chitarrista Peppe D’Agostino. Un viaggio nella melodia italiana a partire dagli anni ’50 sino ai giorni nostri con tante sorprese che renderanno ancora più travolgente il concerto. A svelarne una è lo stesso leader della band che, per la prima volta, al “Siracusa” proporrà il suo nuovo inedito “L’istinto”. “E’ un brano che rispecchia il mio percorso e allo stesso tempo, è un invito a seguire il proprio istinto, a fare ciò che ci piace senza porci troppi problemi. Sono emozionato e felice di vivere con il mio pubblico una serata che omaggerà la musica italiana – afferma il maestro Severino – e se si apre questa finestra che per un po’ è stata socchiusa ma non chiusa definitivamente, è merito dell’Officina dell’Arte che ha fatto un grande miracolo a Reggio. Piromalli e la sua compagnia teatrale hanno permesso a varie realtà artistiche di incontrarsi, di scambiarsi i propri bagagli culturali e, ognuno con la sua arte, portare in città spettacoli che restituiscono luce, dignità al nostro teatro. Questo è il vero volto di una terra fatta da uomini e donne che non hanno abbandonato i loro sogni, la loro città e, tra mille difficoltà, hanno scelto di investire le proprie risorse, per dare il giusto tributo a preziosi artisti che calcano questo palcoscenico per fare spettacolo, arte pura”. * Ufficio Stampa Officina dell'Arte.

 

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Reggio di Calabria: Anassilaos, martedì 20 l’inizio delle manifestazioni per ricordare la “Spoon River Anthology”

(33) Nell’aprile del 1915 – esattamente cento anni fa – veniva pubblicata negli Stati Uniti una raccolta poetica che ebbe subito uno strepitoso successo di vendite al punto che il suo autore, Edgar Lee Masters, un avvocato della grande provincia americana, che amava la letteratura e la poesia, divenne immediatamente celebre.

 

La “Spoon River Anthology”, questa grande raccolta di epitaffi funebri dell’America profonda, il cui modello fu fornito all’autore dagli epigrammi della Antologia Palatina, una raccolta poetica che raccoglie il meglio della poesia epigrammatica greca, e soprattutto dal libro VII che contiene una serie di brevi epitaffi funebri, come raramente suole accadere per un’opera di poesia, incontrò il favore del pubblico che nei diversi componimenti, dove uomini e donne, giovani e meno giovani, narravano in breve la propria vita e la propria morte, vide specchiata la propria stessa esistenza intessuta di poche grandezze e grandi miserie morali e materiali, le proprie aspirazioni spesso frustrate, i fallimenti e il venir meno degli ideali. Pur specchio della realtà americana più profonda la “Spoon River Anthology” contiene comunque nei propri versi quella universale umanità dolente che ne ha fatto un testo poetico di successo anche in Europa e in paesi, come l’Italia,  dalle tradizioni letterarie più ricche e sofisticate anche se talora più fredde e compassate. La traduzione in lingua italiana dell’Antologia – tuttora un classico – risale al 1941 ed è opera di una Fernanda Pivano, ancor giovanissima, alla quale Cesare Pavese diede in dono il testo di Masters. La pubblicazione avvenne nel 1943, in piena guerra mondiale,  e da allora il testo poetico ebbe nel nostro Paese numerosissimi lettori, divenendo il testo preferito anche di decine di adolescenti che nei versi dell’Americano scoprivano e nascondevano l’ansia un po’ romantica, tipica degli adolescenti, di crescere e amare, nascosta e confusa con il timore della morte. A cento anni di distanza che ne è dell’opera di Masters e dell’Antologia? Risponde e mantiene oggi la sua forza, può offrirsi quale modello per la più giovane generazione di poeti? E’ quello che l’Associazione Culturale Anassilaos tenterà di scoprire attraverso una serie di manifestazioni dedicate all’opera che avranno inizio martedì 20 gennaio alle ore 17,30 presso la Sala di San Giorgio al Corso con una conversazione della Prof.ssa Francesca Neri. In un secondo incontro – da definire – i poeti dei Lunedì di Anassilaos renderanno omaggio al poeta Masters con un recital di testi tratti dall’Antologia, tradotti e rielaborati per l’occasione  da Carlo Menga. Un terzo incontro infine renderà omaggio all’Antologia di Spoon River nella interpretazione musicale di uno dei più grandi artisti del nostro Paese, Fabrizio de Andrè. Sarà Nanni Barbaro, responsabile della sezione teatro dell’Anassilaos  e il gruppo teatrale e musicale dallo stesso organizzato, a riproporre l’ormai classico lavoro dell’artista ligure pubblicato nel 1971 “Non al denaro, non all’amore né al cielo”.  Ai poeti del Lunedì infine l’invito – che è anche una proposta – avanzato dalla responsabile e dalla vice responsabile Poesia Pina De Felice e Lilly Arcudi di provare a confrontarsi con i temi della poesia dell’Antologia – che in Italia ha l’esempio grandissimo dei Sepolcri di Foscolo –  realizzando una Antologia reggina. Quale migliore omaggio infatti ad un poeta che quello di continuarne l’opera?

 

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Reggio di Calabria: Le Muse vogliono una città “bella e gentile”

(28) Ennesimo appuntamento al Laboratorio delle Arti e delle Lettere “Le Muse” domenica scorsa in occasione della manifestazione “L’ente edilizio a Reggio Calabria nella ricostruzione post- terremoto 1908”.

Una occasione per riflettere ha ribadito Giuseppe Livoti – presidente Muse, occasione proposta al pubblico reggino per cercare di far capire anche alle nuove generazioni, come la riscoperta del bello nella nostra città non è mai stata una novità e come nella ricostruzione dopo il 1908 si sono susseguiti numerosi ingegneri e architetti di fama europea che nel tempo hanno realizzato un itinerario eclettico – liberty, unico per il suo genere. Basta ricordare l’architetto Basile, palermitano o ancora il padre di Umberto Boccioni venuti a riprogettare tra le macerie. Una telefonata in diretta dell’assessore provinciale alla cultura e legalità dott. Eduardo Lamberti Castronuovo ha aperto l’incontro. Lamberti ha puntualizzato come in Calabria vi sono personaggi che tengono al nostro patrimonio culturale. Questo è il caso della dott.ssa Simonetta Bonomi  garante e donna del nord, la quale ha difeso le statue dei Bronzi di Riace facendole rimanere nel loro territorio e nel loro luogo espositivo ovvero il Museo Nazionale della Magna Grecia. L’assessore credendo nelle associazioni “importanti” per la crescita della città e della regione, ha rivolto un appello alle Muse per raccogliere delle firme, raccolta promossa già dal 13 novembre con la finalità di far diventare la soprintendente  -cittadina onoraria della città -. E’ un atto dovuto continua e sicuramente anche “Le Muse” abbracceranno questa giusta causa – ha concluso -. Protagonista della serata lo storico Giuseppe Cantarella, docente ed esperto per l’Università Mediterranea che ha condotto visivamente il pubblico in una passeggiata ideale tra le vie di Reggio Calabria. Palazzi, architetture, elementi decorativi realizzati con un grande senso di rinascita sia dopo il terremoto del 1783, sia dopo l’evento terribile del 1908 che ha visto una novità: l’utilizzazione del cemento armato e la divisione, dal punto di vista urbanistico, partendo da Santa Caterina fino al Torrente Calopinace, in 419 isolati. Fu l’ing. Gino Zani ha portare arrivando a Reggio, come tecnica costruttiva il cemento. L’ente edilizio deve a lui molte innovazioni tecniche ma anche la bellezza nella costruzione di edifici “popolari” in centro storico, divenuti oggi delle vere e proprie dimore di grande valenza architettonica. Gino Zani, che sposò anche una donna reggina e rimase qui in Calabria per parecchi anni nella bellissima abitazione di via Aschenez, oggi  è un reggino di adozione ma dimenticato, prosegue Cantarella, mentre a San Marino è un vero e proprio personaggio che ha identificato con il suo lavoro una intera epoca. La sua operosità è visibile sia a Piazza De Nava, vicino la Cattedrale, nei pressi del Liceo Scientifico o ancora presso il famoso Rione Ferrovieri; ma il suo palazzo probabilmente più bello è Palazzo Spinelli ubicato nella via marina alta vicino Villa Zerbi. Tale struttura è perfetta nella linea delle facciate con disegni liberty, nelle inferriate, negli infissi e negli apparati decorativi all’interno che dimostrano la concezione dell’arte nella totalità della sua espressione. Dunque una Reggio da promuovere con l’itinerario di palazzi e residenze, ricche ancora di fascino, raccontate domenica anche da poeti delle Muse Rossana Rossomando, Pina Verduci, Nanà Logiudice, Luigi Barberio che hanno fatto riecheggiare tra vernacolo e versi sciolti la fata morgana, le onde greche, lo Stretto di Messina.

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Reggio di Calabria: sabato 17 i “Kind of Burning” al “Random Music Club”

(29) Per chi volesse assorbire energia pura, godersi virtuosismi musicali, rivivere la storia del rock e divertirsi ci sono i Kind of Burning. Un’occasione per ascoltarli nuovamente o per assistere per la prima volta ad una loro entusiasmante performance sarà quella dello spettacolo del 17 gennaio al “Random Music Club” (ore 23:30).

 

Questa data segnerà il ritorno dopo i successi estivi di quei Kind of Burning che si rivelano essere una delle cover band più energiche, originali ed appassionate del panorama reggino. È vasto e di qualità il repertorio della band, rivolto agli appassionati, ma che grazie alle abilità musicali e vocali dei componenti e alla conseguente energia si rivela apprezzabile anche da chi non è intenditore, che anche lui verrà trasportato in atmosfere di un passato glorioso e travolto da una vera e propria divertente festa, quindi scosso nell’anima e nel corpo: dai Black Sabbath con Ronnie James Dio ai Deep Purple, dagli Iron Maiden agli Scorpions, dagli Aerosmith agli Ufo e tanto altro ancora. Insomma, grande musica e un ambiente elettrico. Merito del gruppo nato da Alfonso Mangione (voce) e Antonello Paladino (chitarre), che da sempre coltivavano la loro passione per l’Hard Rock e l’Heavy Metal suonati e cantati con rispetto, dedizione e impegno, che dopo diverse configurazioni è arrivato alla consolidata formazione attuale composta anche da Christian Gangeri (batteria) e Francesco Ammendolia (basso). Una formazione, quella dei Kind of Burning, che affonda le proprie radici nelle sonorità robuste dell’Hard Rock e dell’Hard Blues più puro con una ricerca continua su suoni e combinazioni liriche degli stessi generi, non solo guardando ad un passato leggendario, ma anche suonando e cantando il presente e proiettandosi al futuro, sempre in sintonia e in condivisione con un pubblico che diventa un una cosa sola con gli stessi artisti in un flusso di emozioni. In attesa di goderli al “Random Music Club” il 17 gennaio, scoprite i Kind of Burning sulla loro pagina Facebook.

 

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Reggio di Calabria: “La Notte Nazionale del Liceo Classico”, venerdì 16 al “Convitto Campanella” una serata di grande cultura

(30) Il Convitto Nazionale di Stato “T. Campanella” con i suoi due licei, Classico Tradizionale e Classico Europeo, diretto dal Rettore/Dirigente scolastico dr.ssa Francesca Arena, ha aderito alla manifestazione “La Notte Nazionale del Liceo Classico”.

 

Dalle ore 18:00 alle ore 24:00 del 16 gennaio p.v., l’istituto scolastico sarà aperto al pubblico per lo svolgimento di eventi culturali preparati dagli stessi alunni e dai docenti del “Convitto Campanella”, ma, anche, per accogliere ragazzi e genitori che, proprio in questo periodo, dovranno scegliere il corso di studi della scuola secondaria di secondo grado e avranno modo di visitare una scuola di eccellenza. Sarà un momento di riflessione sui recenti gravissimi fatti accaduti in Francia, ma sarà anche una serata di cultura e socializzazione. L’aula magna, i laboratori di informatica, scienze motorie e sportive e le aule fornite di lavagne interattive “touch” saranno allestite per conferenze, lettura di italiano, latino, greco, francese e inglese, storia del Convitto, orientamento, conferenza “Il giavellotto nell’antica Grecia”, i monologhi di Miles Gloriosus e Aulularia di Plauto, il laboratorio di scrittura, ars poetica, proiezione di films in italiano e francese, in collaborazione con l’ambasciata di Francia. Canti, balli, esercizi ginnici, gare sportive di dama e ping pong, fase d’istituto dei giochi sportivi studenteschi di Pesistica (Istituto “Campione d’Italia 2013” e “Vice Campione d’Italia 2014”) ed, infine, specialità dolciarie locali.

 

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Reggio di Calabria: beneficenza, successo per calendario e mostra de “Le cicliche”. Arrivano altri strumenti medici per i Riuniti

(27) Due progetti un unico obiettivo, aiutare e sostenere Giulia, il nome di fantasia che i membri dell'associazione "Le cicliche" di Reggio Calabria, utilizzano per indicare tutte le persone ed i bambini malati che hanno incontrato nel corso della loro vita. E proprio pensando a Giulia attaccata ai tubi, che non può toccare nulla ma che ha voglia di andare a scuola, "Le cicliche" ha ideato due progetti per la raccolta di fondi da utilizzare in campo medico.

 

Il primo è l'ormai consueto calendario "Una dozzina per l'Ail". Giunto alla sua seconda edizione il calendario, che rappresenta 12 scatti, realizzati da fotografi professionisti, quest'anno ha avuto come tema "l'umanità", quell'umanità fatta di partecipazione, condivisione e comprensione dell'"importanza di aiutare e trarre soddisfazione nel dare – spiegano gli organizzatori –. Tutto ciò fa parte dell’umana natura, e noi abbiamo voluto ricordarlo insieme per tutto il 2014”. Ogni pagina del calendario è stata dedicata ad un protagonista di vita reale e di tutti i giorni della città di Reggio Calabria, che tanto fa quotidianamente per la comunità: “Grazie agli umanisti mensili – aggiungono gli organizzatori –, che da gennaio a dicembre ci hanno messo la faccia, le mani e i piedi: Remo Frisina e la storia di una gioielleria che ha caratterizzato i sabato pomeriggio delle nostre generazioni; Fortunato Aricò che all'Officina del Gusto accoglie e si prende cura della pancia e del cuore dei commensali; il sorridente e attento Francesco Arcudi che con la sua famiglia da generazioni dispensa cure nella sua farmacia sul Corso Garibaldi; il giovanissimo, intraprendente e estroso Davide Nucera che con City Now ci informa e racconta gli appuntamenti della nostra città; le sorelle Viola che da mezzo secolo con la loro riservatezza sono dentro le case, gli inviti nozze e la via Aschenez; il gruppo Mood, Alessandro Laganà, Vincenzo Evoli, Francesco Cuzzola e Domenico Romeo che con la loro dilagante allegria e capacità di coinvolgimento creano aggregazione e genuino divertimento; Marine e Luca tocco internazionale dell'azienda Capua, orgoglio della nostra realtà imprenditoriale; Francesco Caputo, Loris Cecchinelli e Gianfranco Picone convinti a ragione che 3 sia il numero perfetto, hanno fatto sì che anche noi avessimo la nostra " via Veneto"; Noemi Neto dell’Acqua creativa, briosa e giovane artigiana della moda: appena apri la porta di Davidart ti investe la sua energia; Alessandro Garofalo e la madre Annamaria Morabito: innovazione gusto postcontemporaneo combinato alla tradizione dell’artigianato artistico dell’oreficeria Fannan; l’Hotel Continental, ospitalità e cortesia in riva allo stretto con la famiglia Marullo e in particolare Francesco; la determinata e coinvolgente Teresa Mascianà e il suo studio di registrazione LM Recording punto di riferimento del mondo artistico e musicale della città e di tutto il sud Italia. E grazie a Santo Frascati, Progetto 5 e Radio Touring 104. Grazie alla progettazione e realizzazione grafica dell’umanista Alessandro Malivindi. Grazie allo studio fotografico Shoppingfoto per la stampa delle fotografie esposte alla mostra”. Gli scatti sono stati realizzati dai fotografi professionisti Andrea Cannizzaro, Loredana Guinicelli, Fabio Itri, Domenico Lofaro, Raffaele Mortelliti, Enzo Penna, Nino Bartuccio e Gianmarco Vetrano con sicula energia e ferry boat. Accanto all'evento "Calendario", il secondo progetto ideato da "Le cicliche" è stato “Uno scatto per la felicità”, la mostra fotografica allestita a Reggio Calabria con scatti artistici provenienti da tutta Europa. La prima edizione, aveva consentito di ottenere una cifra tale da sostenere concretamente il reparto di Ematologia dell'ospedale "Bianchi-Melacrino-Morelli", di Reggio Calabria, con l'acquisto di un macchinario per la sanificazione dell'aria e delle persone, numerosi presidi medici, ma anche attrezzature ludico-ricreative per i bambini, acquistati con l'intero ricavato della vendita del calendario. Oggi gli obiettivi sono aumentati. Grazie al ricavato ottenuto da calendario e dalla mostra, è stato possibile acquistare dietro consiglio dell'Ail, un Elettrocardiografo con display Tft a colori completo di accessori, un monitor segnali vitali da tavolo per la rilevazione della SpO2 e NIBP, 3 piantana per dispencere elettronico Touchless di esosan gel mani e, infine, 50 Esosan gel mani da 1 litro per dispenser elettronico, che saranno donati sempre al reparto Ematologia degli ospedali Riuniti. 

 

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Reggio di Calabria: Consuelo Nava ed Angelo Marra guidano con i giovani l’innovazione per la Città Metropolitana. Successo di adesioni alla II^ edizione di “ErgoSud”

(24) Oltre settanta adesioni di giovani alla seconda edizione di “ErgoSud” con il seminario "SSI + (C) (D) Smart Sustainable Innovation+ Civic Data” che si terrà a Reggio il 16 e il 17 gennaio tra Università e Confindustria. L'ideatrice del progetto culturale per i giovani al Sud, la professoressa Consuelo Nava, è soddisfatta ed entusiasta di un tale interesse che ha fatto esplodere la partecipazione. Con Angelo Marra, presidente dei giovani di Confindustria, è la responsabile scientifica del seminario, promosso da “Pensando Meridiano” con il centro interuniversitario “Abita” e l’Associazione giovani industriali.

 

"Quando nel 2013 pensai di dare testa e gambe ad un progetto per i giovani al Sud che li rendesse protagonisti a partire da “ErgoSud", l’associazione “Pensando Meridiano” era nata da qualche mese.  Mi ero chiesta cosa si potesse fare, oltre la lucidità di comprendere che i giovani in questo Sud sono spesso troppo lontani dalle possibilità che altri coetanei hanno "altrove" e quando non possono andare via a cercarle sono destinati ad abituarsi “al poco”, “a quello che si può fare” sapendo che non è così poi, né molto, né sufficiente. Mi son detta che questo poteva aiutare la creatività e l’immaginazione, ma non l’innovazione e la costruzione di un futuro possibile. Ho pensato che occorreva fare e cercare tanti mentori disponibili quanti compagni di viaggio per loro. E così non abbiamo mai smesso di farlo da quel 2013. Non vi può essere innovazione se non è' sostenibile e sociale". In questi anni l’associazione “Pensando Meridiano” ha dato azione, fiato e coraggio a tutto questo ed ha lavorato con altri giovani, ma anche over 35, cittadini e cittadine, comunità prossime e più lontane, nella consapevolezza che tutti gli indici negativi e le resistenze al cambiamento possono combattersi con la competenza e la visione di futuro sostenibile e smart e per città e comunità. Angelo Marra ha aggiunto: "E' fondamentale dare ai ragazzi strumenti nuovi per poter affrontare le sfide della digitalizzazione delle città che nei prossimi anni cambierà radicalmente il volto che oggi vediamo. Il seminario sarà uno degli strumenti che stiamo mettendo in campo negli ultimi anni per la crescita socio culturale dei giovani che vivono e si formano nella nostra regione". Insomma come scrive nel suo blog la professoressa Nava: "I giovani della città verso il 2020 non possono stare fermi". In questa edizione si parlerà di innovazione sostenibile intelligente e di città digitale. Di come il futuro che ci aspetta nelle città non possa non farci apprendere che le comunità sono aperte e differenti, che le informazioni debbano essere accessibili per poter essere di interesse collettivo, che la vita debba essere sostenibile per tutti e cercare nuove forme quotidiane di uso delle risorse in una condizione di resilienza necessaria. Tutto ciò rende le città più solidali, garantisce la giustizia sociale, consente una convivenza condivisa ed oggi può aiutare a progettare per le comunità, il riscatto da ogni città. Sono stati invitati relatori esterni esperti e di grande esperienza come Pelizzaro, Carta, Micali, Oppedisano, Bellisario ed un comitato di osservatori sul FuturLab dedicato al Pon Metro. "Svolgeremo un’attività dentro il nostro FuturLab per il PON Metro 2014-2020 per la città metropolitana di Reggio Calabria. Si formuleranno strategie, tattiche e visioni sugli obiettivi tematici del programma, saranno le  idee di futuro prossimo ed il contributo alla costruzione sociale di una città metropolitana innovata da parte della generazione che non vuole rimanere inattiva. La mostreremo all’assessorato competente e ad attenti osservatori. I giovani tramite “ErgoSud” potranno scambiare e trasferire  conoscenza, partecipare direttamente alla fase di programma PON in cui siamo e diventare imprenditori di loro stessi" hanno concluso la Nava e Marra. Un protagonismo che condivide competenze e visioni, speranza e bellezza nei prossimi giorni parte dalla città. Sabato 17 ore 11, nel salone di Confindustria il seminario si aprirà alla partecipazione pubblica dei cittadini. Consuelo Nava ringrazia e non ha dubbi: "Ergosud2015 e' già un'azione innovativa, resiliente e di riscatto per la nostra città. Se i giovani si formano ed innovano, a Sud abbiamo di nuovo il futuro!”.

 

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Reggio di Calabria: si conclude la seconda edizione di “Racconti dallo Stretto”, workshop fotografico a cura di Filippo Romano

(25) Si è conclusa domenica 11 gennaio la seconda edizione del workshop fotografico “Racconti dallo Stretto”, promosso dall’Associazione Il Cerchio dell’Immagine e curato dal fotografo Filippo Romano. Il progetto, nato nel 2013 all’interno della prima edizione del Festival di Fotografia La Misura del Paesaggio, si propone di creare nel tempo un archivio visuale basato sulla ricerca dell’identità storica e contemporanea dell’area dello Stretto.

 

Quest’anno il luogo di indagine si è spostato dalla costa ionica grecanica, documentata nel 2013, alla Vallata del Sant’Agata, un territorio comprendente i centri di Gallina, Puzzi, Armo, Cataforio, San Salvatore, Vinco, nel comune di Reggio Calabria, e Cardeto nella parte più interna e prossima al territorio del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Obiettivo del progetto, tuttora in progress, è definire ad ogni step un metodo di studio efficace per identificare le trasformazioni e i processi evolutivi che scaturiscono dall’interazione tra elementi antropologici e fattori ambientali. “Trovo molto stimolante lavorare sul campo a fianco degli  studenti. È un metodo che, se da un lato richiede una buona dose di concentrazione e una buona capacità di coordinamento, dall’altro consente di portare a casa una sequenza di immagini che trova la propria identità nella diversità stilistica degli autori che la compongono. Racconti dallo Stretto non si conclude con il mio ritorno a Milano ma  proseguirà a distanza, almeno fino alla definizione della terza edizione, con appuntamenti e revisioni settimanali via skype. Il nostro obiettivo è quello di restituire al territorio, e non solo a quello calabrese, un pezzo di memoria che non è solo storia ma è anche idee e valori.” Il workshop ha visto la partecipazione di: Giovanna Catalano, Gianluca Chininea, Francesca Condoluci, Valter Cozzupoli, Giuseppe Cremona, Giacomo Fierro, Giorgia Foti, Mariangela Giovinazzo, Emanuela Lavecchia, Domenico Lofaro, Stefania Mafrica, Francesca Marra, Antonia Messineo, Bruno Pavone, Massimo Ragona, Francesca Scaringi. Info: www.raccontidallostretto.it e www.ilcerchiodellimmagine.it. (Foto di Antonia Messineo).

 

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Reggio di Calabria: Kiwanis Club Reghion 2007, giovedì 15 Rotta diventa socio onorario e convegno su “Donne e sessualità: cure primarie per la prevenzione del disagio giovanile”

(26) Il 15 gennaio p.v., alle ore 17:00, presso la Sala "Giuditta Levato" del Consiglio regionale della Calabria, si terrà la cerimonia d'insediamento, come socio onorario del Kiwanis Club Reghion 2007, del Dott. Giuseppe Rotta, sociologo e intellettuale reggino, direttore della rivista "Helios magazine".

 

Seguirà, presso la stessa sede, il convegno dal titolo "Donne e sessualità: cure primarie per la prevenzione del disagio giovanile", promosso dal Kiwanis Club Reghion 2007 in collaborazione con il Club Ausonia di Reggio Calabria ed il Con.S.Com. (Registro Nazionale Consulenti e Sociologi della Comunicazione). Il Convegno, moderato dal dott. Giuseppe Rotta, si aprirà, dopo i saluti istituzionali, con l'introduzione del Presidente del Kiwanis Club Reghion 2007, d.ssa Anna Maria Reggio. Seguiranno le relazioni di:

Ivan Formica, Psicoterapeuta e Docente di Psicologia Dinamica presso l'Università di Messina; Rossella Alfa, Psicologa e Dottore di Ricerca in Scienze Psicologiche;

‪Maria Laura Falduto, Psicologa ed Autrice del saggio "Donne e sessualità: uno studio casistico tra soddisfazione e legami di attaccamento (Leonida Edizioni).

‪Concluderà i lavori il Luogotenente del Kiwanis Divisione 13 Calabria, dott. Antonio Ielo.

L'Autrice e la Casa Editrice Leonida devolveranno parte dei proventi del libro al progetto del Kiwanis International, ELIMINATE, teso a debellare il tetano materno e neonatale nei 24 Paesi del mondo in cui è ancora causa di morte.

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Reggio di Calabria: Nuova Solidarietà presenta il “Gran Galà Follie d’amore e di solidarietà”

(23) E' indetta una Conferenza Stampa presso la Sala Biblioteca della Provincia di Reggio Calabria per Mercoledì 14 Gennaio alle ore 11.00. Nuova Solidarietà presenterà lo spettacolo che si terrà sabato sera alle ore 20.30 al Teatro Cilea per officiare il XXV° anniversario della sua fondazione: "Gran Galà Follie d'Amore e di Solidarietà"SHAPE  SHAPE .

 

Alla conferenza, oltre al Presidente dell'associazione Fortunato Scopelliti, Enzo Petrolino e Claudio Bagnato – Direttore Artistico della serata, parteciperanno il Sindaco della Città Giuseppe Falcomatà, il Presidente della Provincia Giuseppe Raffa e l'Assessore Provinciale alla Cultura Eduardo Lamberti Castronuovo. La conferenza è stata fortemente voluta per illustrare, non solo l'evento artistico di sabato, ma anche per spiegare che lo spettacolo è un' interfaccia leggera e colorita che intende celebrare il percorso sociale e rivolto al prossimo, che in questi lunghi venticinque anni ha intrapreso Nuova Solidarietà. * Ufficio Stampa Nuova Solidarietà.

 

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Reggio di Calabria: Anassilaos, martedì 13 incontro su Renzo Piano

(22) Si terrà martedì 13 gennaio alle ore 17,30 presso la Sala di San Giorgio al Corso l’incontro che l’Associazione Culturale Anassilaos giovani – sezione Architettura & Design – dedica ad uno degli architetti più conosciuti al mondo, Renzo Piano.

 

Della figura dell’artista, erede della grande tradizione italiana, parlerà il giovane responsabile della Sezione, Claudio Sergi. Renzo Piano è da considerare un pilastro dell'architettura contemporanea. Nato in una famiglia di costruttori, ha da sempre calcato il palcoscenico dei cantieri della sua terra, Genova. La sua passione verso il mondo dell'edilizia lo ha spinto, una volta presa la maturità scientifica, a frequentare l'università di architettura a Firenze, per poi trasferirsi al Politecnico di Milano dove si laurea nel 1964.  Durante gli studi universitari si reca molte volte a  Parigi dove frequenta, presso la Conservatoire National des Arts et Métiers, le lezioni di Jean Prouvé. Da lì il giovane Piano delinea la sua figura professionale. L'incontro con Richard Rogers e  Gianfranco Franchini  gli offre la possibilità di vincere nel 1971 l'appalto per la progettazione del centro commerciale di Parigi, nel centralissimo 4° arrondissement, denominato CENTRE POMPIDOU noto anche come BEAUBOURG. Svariati da allora in poi sono i suoi progetti che spaziano dalle riqualificazioni urbanistiche di impianti industriali dismessi (LE ALBERE ex stabilimento MICHELIN a Trento), alla progettazione di un'isola artificiale destinata ad accogliere l'aeroporto internazionale di Osaka in Giappone. In Italia ha firmato importanti progetti come la riqualificazione dell'area portuale di Genova per i 500 anni della scoperta dell'America, l'edificazione della chiesa a San Giovanni Rotondo dedicata a San Pio , il parco musicale di Roma detto gli  "SCARABEI". Nei suoi immensi studi di progettazione, la Renzo Piano Building Workshop (RPBW), sono concentrati i modellini in scala di tutte le sue opere, ognuno dei quali rappresenta una storia progettuale evolutiva, un pensiero architettonico, una filosofia costruttiva, partorita dalla mente caleidoscopica di un professionista made in Italy.

 

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Reggio di Calabria: Le Muse, domenica 11 la storia della icostruzione di Reggio Calabria dopo il terremoto del 1908

(21) Domani, domenica 11 gennaio alle ore 18 presso la Sala D’Arte “Le Muse” di via San Giuseppe 19, continua la programmazione del Laboratorio delle Arti e delle Lettere “Le Muse”.

 

Terzo appuntamento del mese di gennaio con la ricca programmazione, questa settimana, dedicato alla storia della città di Reggio Calabria. Abbiamo pensato – dichiara il presidente Muse Giuseppe Livoti -, di organizzare una manifestazione sulla città ricostruita dopo il terremoto del 1908 visto che proprio in queste settimane si ricordano sia a Reggio che a Messina, le vittime del terribile terremoto che cancellò “ …architetture e memorie dello Stretto”. Alle Muse sarà così ospite il prof. Giuseppe Cantarella, storico e ricercatore, il quale converserà con il pubblico su “L’ente edilizio a Reggio Calabria, protagonista della ricostruzione post terremoto 1908”. Cantarella tratterà l’argomento con fotografie e fonti inedite attraverso la rievocazione delle scelte fatte per il rinnovamento architettonico della città e si soffermerà in particolare sulla figura dell’ing. Gino Zani tra i massimi progettisti dell’epoca. Inoltre spazio verrà dato alla poesia sia in lingua che in vernacolo poiché i poeti del Laboratorio di scrittura delle Muse racconteranno e descriveranno la città in prosa. Tra i poeti che partecipano ricordiamo Rossana Rossomando, Nanà Logiudice, Luigi Barberio, Pina Verduci, Teresa Celestino, Iolanda Spinella.

 

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L’istituto Agrario di Spezzano Albanese si attrezza per le sfide del futuro

(20) Il settore primario cresce del 7% mentre il PIL scende, questo è il dato che deve aver stimolato la dirigente scolastica Marietta Iusi ad investire sull’IPA che lei dirige insieme al Liceo Scientifico a Spezzano Albanese.

 

In tutta Italia si registra un notevole incremento degli iscritti negli istituti professionali agrari, e le aziende agrarie connesse brillano di incoraggianti risultati, i giovani abbandonando l’idea del posto fisso si guardano intorno e trovano spesso risposta ai loro bisogni o nei settori innovativi del mondo digitale oppure nell’agroalimentare settore mai in crisi. La Calabria a dire il vero come sempre è in ritardo sulla tendenza, ma occorre pure rilevare che le scuole agrarie nella nostra regione sono state nel passato lasciate in stato di abbandono, hanno perso ogni appeal nei confronti delle giovani generazioni. Recuperare le strutture e soprattutto gli stimoli da parte dei tecnici e degli insegnanti non è cosa da poco, a Spezzano sull’agricoltura si è voluto scommettere, l’area presenta vasti impianti di ulivi e soprattutto pescheti e agrumi, insomma la natura è stata generosa in questo territorio, ora c’è la necessità di formare nuovi agricoltori e tecnici specializzati. In questa ottica la predisposizione di moderne serre e soprattutto l’arrivo di trattori con tutti gli accessori adatti alla coltivazione dei terreni dovrebbero essere un’attrattiva per i giovani che vogliono davvero imparare le tecniche moderne di coltivazione. Da questo punto di vista l’Istituto di Spezzano Albanese  si pone all’avanguardia nell’ambito provinciale per dotazioni tecniche, ora la scommessa è incrementare il numero degli iscritti e soprattutto rendere operativi gli investimenti fatti, i docenti ed i ragazzi sono avvisati non gli resta che rimboccarsi le maniche e già dall’anno prossimo dovrebbe essere prodotto il primo olio extravergine dell’Istituto.

 

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